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giovedì 24 aprile 2014

Qualche articolo postato altrove sul Convegno Love Makes Family e altre cose...


Così anche se qui latito dagli inzi del mese non sono rimasto proprio con le mani in mano e ho pubblicato un paio di articoli nei quali sollevo una critica al binarismo di orientamento sessuale...

Se volete saperne di più andate a leggere Famiglie omogenitoriali? Non vuol dire due gay o due lesbiche che ho pubblicato su Gaynet oppure Love Makes Family. Un convegno della Sapienza di Roma imbrigliato in un’ottica binaria che omette la bisessualità che ho pubblicato su Gaiaitalia.com.


Ritornerò sul concetto con un post ad hoc qui su elementidicritica ma prima vorrei avere qualche parere di voi lurker...

Oppure l'articolo sulla mostra di Pasolini e Roma al Palazzo delle Esposizioni
pubblicato sempre su Gaiaitalia.com

Un’occasione per riflettere sulla società più omofobica d’Europa, la nostra (checcè dica un recente sondaggio)
Non sono le uniche novità collaborative che mi vedono lavorare con altre realtà, associative e non compresa la direzione editoriale di una prestigiosa rivista di cultura online... 

Stay tuned!!!

venerdì 28 marzo 2014

Perché non mi sta mai bene niente

Mi scrivono alcuni lettori e lettrici chiedendomi donde sulla mia verve critica, sulla mia vis polemica che mi spinge a scrivere i miei post.

Mi si dice, in soldoni, che non me ne sta bene una e che critico tutto.

Qui naturalmente criticare viene usato in maniera negativa, cioè parlare male di qualcosa.
In realtà questo verbo ha un significato molto più nobile e semplice.
Criticare vuol dire passare al vaglio critico quello che leggiamo. Vuol dire usare il nostro cervello i nostri dubbi e analizzare quel che si legge e quel che si vede.

Criticare, insomma, non vuol dire cliccare o meno mi piace su facebook o dire bello o brutto. Significa pensare a quel che si legge  facendo attenzione anche a quel quel che normalmente rimane implicito.

C'è un bel passo di Bruner che spiega bene questo modo di analizzare i racconti.
i racconti non sono sicuramente innocenti: hanno sempre un messaggio, il più delle volte cosi ben nascosto che nemmeno il narratore sa quale interesse stia perseguendo. Ad esempio, i racconti cominciano sempre dando per scontata (e invitando il lettore o l'ascoltatore a dare per scontata) l' ordinarietà o normalità di qualche particolare stato di cose nel mondo, la situazione che dovrebbe esistere quando Cappuccetto Rosso va a far visita alla nonna, o che cosa un piccolo nero dovrebbe aspettarsi arrivando alla scuola di Little Rock, in Arkansas, dopo che il caso Brown contro il Consiglio per l'Istruzione ha posto fine alla segregazione razziale.
A questo punto, la perípéteia sconvolge le attese: è un lupo travestito da nonna o, nell'Arkansas, la milizia del governatore Faubus che blocca l'ingresso alla scuola. Il racconto è partito, con l'iniziale messaggio normativo in agguato sullo sfondo. Forse la saggezza popolare riconosce che è meglio lasciare che il messaggio normativo rimanga implicito piuttosto che rischiare un confronto aperto su di esso. Vorrebbe la Chiesa che i lettori della Genesi criticassero l'iniziale «vuoto» del Cielo e della Terra, protestando «ex nihilo nihil»?
Jerome Bruner La Fabbrica delle storie Diritto, letteratura, vita Laterza Bari, 2002 p. 6

Ecco io ogniqualvolta vedo un video, un film, uno spot, ma anche quando leggo un articolo, analizzo sempre  la situazione che esiste prima quella che il testo che analizzo dà per scontata e a partire dalla quale intraprende il suo discorso.

Perché parlo di racconti anche quando si tratta di articoli o di post?

Prendiamo l'ultimo post da me letto in maniera critica.

In quel post si fa un racconto. Il racconto di una ragazza che ha appena dato un bacio a un'altra ragazza e non sa come dirlo. Una ragazza che ha come punto di riferimento alcune serie tv e alcuni film e che, nel parlarci di quei film, fa dei commenti basati sugli stessi luoghi comuni coi quali di solito le persone non etero vengono discriminate.

Ecco io parto dal presupposto che nella nostra società manchi un immaginario collettivo gay, non di nicchia, non lgbt, ma condiviso anche dalle persone etero col quale identificarsi e tramite il quale esprimersi e presentarsi al mondo come persone che amano persone dello stesso sesso.

Credo che ogni racconto pubblicato  ogni articolo nel quale si riporta il vissuto di questa o quella persona lgbt, inserisce il suo comportamento all'interno di un orizzonte discorsivo, di una griglia di riferimenti e di spiegazioni logiche sottintese e date per scontate. Ogni racconto contribuisce a creare o no questo immaginario collettivo.

Io allora apprezzo molto chi riesce a contribuire alla costruzione collettiva di questo immaginario e me la prendo con chi, pur avendo mezzi di comunicazione importanti (il post analizzato ieri è stato pubblicato sul Corriere della sera...) li spreca continuando a diffondere il pregiudizio, il luogo comune, continuando cioè a tenere le persone non etero dove il mainstream vuole che stiano: in un angolo tra il folklore e l'anormalità.

Ecco perchè non mi sta bene niente.
Proprio perchè ci sono persone anche gay alle quali sta bene tutto!

Grazie per le vostre domande e i vostri interventi.

Se magari avete tutti e tutte il coraggio delle vostre opinioni e non mi scrivete un commento per cancellarlo subito dopo, di modo che a me quel commento via mail arriva ma il mio pubblico non può leggerlo, ve ne sarei più grato.

Grazie.

Avrò modo di ritornare su questo tema o, meglio, su questo punto di vista critico, nella nuova rivista online che mi sto per accingere a dirigere nella quale ci sarà una rubrica dedicata.

Keep tuned!!!

venerdì 24 gennaio 2014

Moderne deportazioni. Conferenza sulla pena di morte per le persone omosessuali nel 2014


Al Mario Mieli, nell'ambito del festiva Memorie dimenticate organizzato da Gaiaitalia.com e Gaycs, domani sera alle 20 e 45 terrò una conferenza dal titolo
Moderne deportazioni La pena di morte per le persone omosessuali nel 2014.

Un excursus sul "reato" di omosessualità nel pianeta Terra, dal carcere alla pena di morte, oggi. Storia, storie, dati, leggi e anche qualche cenno sulla retorica della comunicazione, lgbt e non, su uno stigma che non conosce stanchezza.



25 gennaio 2014 , Circolo Mario Mieli ore 20.45
MODERNE DEPORTAZIONI
La pena di morte per le persone omosessuali nel 2014
conferenza di Alessandro Paesano (esperto di media e pregiudizi)
a seguire
proiezione dei film
“La canzone di Rebecca”, la discriminazione dei ROM
“Makwan, lettera dal Paradiso”, sulla persecuzione degli omosessuali in Iran
di Roberto Malini
 
via Efeso 2A, 00146 Roma

giovedì 24 gennaio 2013

Dalla mistificazione storica al sessimo... Sulla manifestazione per gli stermini dimenticati organizzata a Roma in occasione della giornata della memoria.

Come ho già avuto modo di dire prolificano le commemorazioni in occasione della giornata della memoria.

Una giornata istituita per legge per ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. 

Una legge scritta con una lingua sessista (solo cittadini e solo italiani, le donne sono comprese nel maschile...) e che dimentica le tante, troppe, altre categorie di persone che nei campi di concentramento hanno a loro volta perso la vita.

Tra le molte iniziative si cerca di ricordare alcune di queste categorie, dimenticandone sempre qualcuna, perpetrando una esclusione che ripete quella ignominiosa della legge di Stato.

Tra le varie iniziative oggi ricevo questo invito




Una iniziativa encomiabile che cerca di restituire giustizia ad alcune delle categorie dimenticate, organizzata da associazioni di alto profilo quali l'Opera Nomadi, l'AVI Associazione Disabili, il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, l'ANPI di Roma, e l'UNIRSI.

Questa manifestazione vuole integrare nella legge 211 tre stermini dimenticati: omosessuali, sinti\rom e disabili.

Viene da chiedersi, con tutta l'onestà intellettuale del caso, senza fare polemiche pro\contro questa o quella associazione,  perchè limitarsi a questi tre stermini e continuare  a dimenticarsi di tutti gli altri stermini, facilmente desumibili dai simboli usati dai nazisti sulle persone internate:
TRIANGOLO ROSSO: indicava le persone imprigionate per motivi politici chi si opponeva al regime, i partigiani e le partigiane arrestate non in armi e i prigionieri di guerra italiani.

TRIANGOLO VERDE: designava i detenuti e le detenute criminali comuni, di origine tedesca tra i quali e le quali venivano spesso scelti e scelte i e le capo-blocco, i e le kapò, e i e le sorveglianti delle squadre di lavoro, col compito di mantenere l’ordine e far funzionare il lager.

TRIANGOLO NERO:
veniva attribuito alle persone “asociali”, un gruppo dai contorni spesso indefiniti nel quale rientravano prostitute, senza fissa dimora, lesbiche profughi e profughe.

TRIANGOLO BLU:
indicava le persone immigrate, apolidi e soprattutto i e le combattenti della Spagna Repubblicana riparati/e all’estero

TRIANGOLO VIOLA:
il viola era il colore che distingueva i e le Testimoni di Geova e i religiosi e le religiose in genere, fatta eccezione per i sacerdoti polacchi. (fonte osservatorio per la pace rivisto e corretto nella forma per espungerne il sessismo)
O tutti gli stermini o nessuno. 
E si che tra i triangoli rossi, esclusi da questa manifestazione, erano annoverati i partigiani e le partigiane eppure l'ANPI è una delle associazioni che vi partecipano...
Per tacer dei triangoli neri dove erano annoverate le lesbiche...

Ignoro i motivi che hanno portato a questa richiesta parziale di reintegrazione.
I motivi che mi vengono in mente sono troppo da realpolitik per poterli anche solo menzionare...

Quello che però mi ferisce di più è il linguaggio e la grafica del manifesto che sono discriminatori, sessisti e revisionisti.


Il sessismo è lo stesso della legge 211, tutte le categorie sono accordate al maschile, i Rom e i Sinti, gli omosessuali e i disabili.

Se nel caso degli omosessuali il maschile ha una ragione storica (l'Articolo 175 che condannava l'omosessualità maschile non prendeva in considerazione quella femminile.  Il lesbismo non era considerato dalle autorità una minaccia o un "sabotaggio socio-sessuale" dei fondamenti del Terzo Reich fonte sito Olokaustos) per gli altri due stermini il maschile è ingiustificabile: ci furono le Rom e le Sinti e le disabili a morire nei campi di concentramento proprio come i Rom\Sinti e i disabili citati nel manifesto.

Ma c'è di peggio.

Ho già fatto notare come nel parlare degli omosessuali (gay) morti nei campi di sterminio nazisti si faccia una forzatura storica annoverando tra i prigionieri anche le  persone transessuali.
Un anacronismo, una invenzione, una rivendicazione posticcia, visto che la parola stessa transessuale verrà coniata solamente nel 1949, e il travestitismo, che riguardava alcune fasce della popolazione omosessuale maschile, nulla aveva a che fare con la disforia di genere.

Il movimento omosessuale ha impiegato decenni per distinguere tra identità di genere e orientamento sessuale.

Adesso le persone trans cercano di scippare alla memoria storica questo equivoco epistemologico che vedeva nei gay delle donne mancate e nelle lesbiche degli uomini mancati appropriandosi del travestitismo per spacciarlo come transessualismo: un posto nella storia che non spetta loro, un vero e proprio atto revisionista. 

Chi ha fatto il manifesto deve essersene reso conto infatti la parola trans è scritta con carattere piccolo in un accostamento che parrebbe buffo se non fosse triste: 

Una rivendicazione piccola in tutti i sensi.

Il sessismo della lingua qui gioca uno scherzo crudele e fa diventare le persone trans dei trans cioè trans f to m, delle donne biologiche diventate uomini...
Al contrario di quel travestitismo al femminile di uomini omosessuali che si pretende fossero donne trans dunque al femminile.

Mi chiedo come si possano criticare i giornali, che continuano a usare trans al maschile riferendosi alle donne trans, anche in questi giorni a proposito del giudice Roberto Staffa, se poi il Mario Mieli partecipa a una manifestazione dove le persone trans vengono indicate al maschile...

E sì che la responsabilità del corretto uso dei termini, che corrisponde  a un corretto uso delle idee cui rimandano, spetta alle associazioni di categoria, che organizzano una manifestazione discriminatoria, storicamente ambigua e sessista sin nel manifesto, giustificando di fatto l'incompetenza che c'è dietro la buona volontà di presenze istituzionali quali l'UNAR – Ministero Solidarietà Sociale). il Dipartimento Libertà Civili Ministero Interno e la Commissione Senato Diritti Civili e anche del primo cittadino di Roma che, pure, dovrebbero saper distinguere tra travestiti e trans o conoscere le altre categorie ancora omesse tra gli stermini dei nazisti invece di cadere in errori così grossolani.

Una manifestazione, un manifesto, sciatta e triste come questo periodo storico in cui viviamo che si distingue per il pressapochismo e il protagonismo di alcune categorie a discapito di tutte quante le altre vittime dell'olocausto.


domenica 30 dicembre 2012

è nato elementidicriticaReloaded!

Ricordate Diabolik R?

Ecco, da oggi esiste anche elmentidicriticaRelaoded, su piattaforma blog.com

Lì potrete rileggere vecchi post già pubblicati qui, magari con qualche correzione (e non solo degli errori di battitura...) e qualche considerazione prima o dopo il post riproposto...


So che sarete numerosi e assidui lettori anche lì (eh basta crederci...) e che come al solito leggerete e non lascerete commento alcuno (tramite i pochi, le poche, che non ringrazio mai abbastanza).


domenica 23 dicembre 2012

Chi non si critica non cambia idea. Elementi di critica critica se stesso.


Sono tanti i motivi per cui dovrei criticare questo blog.

Per i toni aggressivi di alcuni post, per quelli polemici di altri post, per la pignoleria che a volte, nella ricerca del dettaglio estremo, perde la visione d'insieme. Per la lungaggine di alcuni post (quella temo davvero irrimediabile).

Così mentre attendo con curiosità la collaborazione di alcuni lettori che tanto hanno dato  a questo blog e che spero potranno darlo non più solo tramite i commenti ma direttamente con dei post loro, mentre rileggo quanto ho scritto sin'ora, da quanto ho creato questo blog  nel settembre del 2009, non posso non notare di come il blog sia cambiato, di come il mio linguaggio si sia affinato, le mie competenze migliorate, di quante cose nuove ho appreso mentre mi documentavo per leggere criticamente e condividere con voi lurker e lurkress le mie impressioni, le mie intuizioni, i miei dubbi, la mia rabbia, la mia frustrazione.
Rileggendo le mie posizioni sul matrimonio che avevo solo 5 anni fa su paesaniniland, quando ancora questo blog non esisteva, non posso che constatare come su certi argomenti ho cambiato idea,
e mi auguro di poter scrivere altrettanto fra tre anni perchè solo chi cambia idea ha qualcosa da imparare e, possibilmente, da comunicare.

Così stasera mentre leggo il comunicato di Certi Diritti a proposito degli attacchi del papa che calza Prada  alla democrazia e alla libertà di pensiero nel quale si dice

il Papa continua imperterrito il suo martellamento pre-elettorale contro il matrimonio egualitario. Anche oggi torna sull’argomento, ed ogni occasione sarà buona, da qui alle prossime elezioni politiche per ribadire uno dei concetti che meno hanno bisogno del suo magistero: ora e sempre contro i diritti delle persone lgbt
non posso che manifestare tutta la mia insofferenza per questa visione corporativista, di parte, parziale e miope dell'attacco che la chiesa sta sferrando in questi giorni.

Come rispondo al commento di un post precedente, i diritti non sono nostri, lgbt, ma sono di tutte e tutti.

Non solo perchè l'esclusione dal matrimonio delle coppie dello stesso sesso è una discriminazione che lede la libertà di tutti e tutte ma perchè su questa esclusione si innesta quella di tante coppie di sesso differente che, non rintrando nei canoni del matrimonio religoso, sono altrettanto discriminate.

Se ne rende conto Certi Diritti stesso che crea un sito www.sosfamiglie.it per tutte le coppie non matrimoniali.

Poi l'occhio mi cade all'intestazione del blog, di questo blog, di elementidicritica,  dove c'è scritto:
Un blog dove si discute di omosessualità e diritti lgbtqi.

Lo stesso errore concettuale di cui accuso certi diritti sta anche nell'intestazione di questo blog.

Evidentemente tre anni fa non consideravo questa espressione un errore, adesso sì. 

Ecco perchè l'acronimo lgbtqi adesso è cancellato, così, lgbtqi
e lo mantengo e non lo tolgo per ricordare com'era e come non è più.

I diritti non sono di una parte ma di tutte le persone e l'esclusione di certe categorie costituisce una offesa e una ferita al corpo intero della società.




giovedì 20 dicembre 2012

Sabato 22 dicembre alle ore 17 a Piazza SS. Apostoli a Roma un flash mob contro l'omofobia,

Sabato  22 dicembre alle ore 17 a Piazza SS. Apostoli

si terrà a Roma un flash mob contro l'omofobia,
dove si ricorderà anche per qualche minuto 

Andrea
il ragazzo suicidatosi il 20 novembre a causa del bullismo,
che è sempre anche bullismo omofobico.

Quando sentirete il fischio dovrete baciare a stampo la persona con cui verrete, portate anche del vischio in modo da potervi baciare sotto di esso.

Chi vorrà potrà lasciare un video messaggio contro l'omofobia, che verrà poi pubblicato sulla pagina e sul canale youtube.

Rispondiamo all'odio con un gesto d'amore. 


Vi aspettiamo.


NON E' UN EVENTO SOLO PER COPPIE!

PER COMBATTERE L'OMOFOBIA POTETE SCAMBIARVI UN BACIO A TIMBRO ANCHE CON PARENTI E AMICI.


Il flashmob è organizzato da I'm Gay Any problem

Cliccate qui per accedere alla pagina facebook dell'evento.

sabato 15 dicembre 2012

Non sono caduto in nessuna trappola. Io.
Ancora sulle presunte parole del papa contro i matrimoni gay


Così mentre ancora oggi sulla rete la gente si indigna perchè Papa Benedetto XVI avrebbe detto che i gay (le lesbiche non contano mai nulla) sono una ferita contro l'umanità (cosa che non è vera), c'è chi pensa, in base al mio post di ieri, che io ritenga le parole del papa teoricamente inattaccabili e che dunque sia caduto piè pari nelle strategie semantiche del vatic ano.

Vediamo di capirci.

Quando ieri ho scritto:
Il documento dunque non sta dicendo di no alle unioni  tra persone dello stesso sesso, non sta nemmeno misconoscendo la legittimità di queste unioni, sta ribadendo solamente la loro radicale forma diversa di unione rispetto al matrimonio (etero e religioso).

Queste forme diverse di unione danneggiano il matrimonio eterosessuale (e religioso) solo nella misura in cui il matrimonio eterosessuale e religioso viene loro equiparato.

Dunque visto che se in Italia mai ci fosse l'estensione al matrimonio civile anche per le persone dello stesso sesso questo riguarderebbe solamente il matrimonio civile e non quello religioso, non vedo dove si porrebbe il problema.
non stavo entrando nel merito della legittimità o meno delle parole del papa. Le stavo analizzando rispetto la vulgata riportata dai giornali.

Un conto infatti è dire 
I «tentativi» di rendere il matrimonio «fra un uomo e una donna» «giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione» sono «un’offesa contro la verità della persona umana» e «una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace»
come afferma proditoriamente la stampa.

Un conto è dire, come il papa ha detto,

Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.
Non già le unioni di natura diversa dal matrimonio, come il vaticano definisce l'unione tra persone dello stesso sesso, ma tutta una serie di posizioni morali tra i quali la pretesa di una universalità storica che trascende la religione e si inserisce direttamente ella storia del genere umano tra le quali non c'è l'unione tra due uomini o due donne ma l'equiparare queste unioni al matrimonio religioso.

Devo forse scandalizzarmi perchè la chiesa non vede l'unione tra due uomini nemmeno lontanamente paragonabile al matrimonio?

No.
Perchè la chiesa è reazionaria.
Perchè la fede cattolica è reazionaria.

Perchè una religione che mangia il corpo e beve il sangue del figlio del proprio dio è profondamente sadica e violenta. Patriarcale, maschilista e paternalista.
Misogina. Antidemocratica. Misoneista. Oscurantista. Pagana. Irrazionale. Totalitaria.

Chi crede nell'aldilà, nell'anima, in dio (sempre un uomo... mai una donna) ha un modo di vedere la realtà che non è né lucido né scientifico e non è nemmeno umano.

Io non mi indigno solo quando la chiesa dice che l'omosessualità è oggettivamente un disordine morale, mi indigno, allo stesso modo e per le stesse ragioni, anche quando dice che la teoria evolutiva di Darwin, mal compresa, è perniciosa perchè nega la teleologia divina.

Però fa più comodo indignarsi quando si dice, mentendo, che il papa accusa i gay di essere una ferita per l'umanità.


Quella, casomai, è la trapppola semantica ordita dalla stampa nella quale sono un po' caduti tutti e tutte perchè siamo tutte e tutti molto provinciali e tanto naïf.

Io non capisco la fede e non la capirò mai.

Diffido di chi sente che c'è un ente superiore al quale delegare chissà che, chissà cosa.Diffido quando commistiona il suo essere nel mondo con questo profondo e intimo sentire.

Per me la fede è una cosa talmente privata che nessuno deve venirmi a rompere le scatole e parlarmene.

Non faccio proselitismo di ateismo proprio perchè anche gli atei mi rompono e parlano di dio anche se è per dire che non esiste.

Se non esiste che ne parli a fare?

Allora per favore non mi si venga a dire che io cado nelle trappole semantiche del vatic-ano quando chi me lo dice cerca disperatamente di riformare una religione che andrebbe cancellata dalla faccia della Terra, perchè nessuna ha fatto danni e ha inflitto tante sofferenze a uomini  e donne come la religione cattolica.

sabato 3 novembre 2012

La scuola, un posto migliore per tutti. Se ne parla mercoledì 31 ottobre a Palazzo Incontro

Nell'ambito del convegno La scuola, un posto migliore per tutti. Orientamento sessuale, genere e diversità. Come superare l’omofobia che si è svolto a Palazzo Incontro, Roma, il 31 ottobre, articolato in due momenti, il primo dedicato alla presentazione di alcune ricerche sul tema e la seconda alla presentazione del toolkit realizzato dal progetto NISO per insegnanti ed educatori due interventi tra quelli istituzionali sono stati di altissima qualità facendo davvero sperare al meglio per un Paese arretrato come l'Italia.

martedì 9 ottobre 2012

Il moralismo del militante lgbt: su un post di Mattia Surroz

Leggo su Quore, il sito lgbt torinese, un post nel quale Mattia Surroz scrive un'invettiva contro chi, nei siti di rimorchio, non mette foto del viso.
Surroz parla 
[di] chat, che siano siti web dedicati a favorire incontri e conoscenze piuttosto che applicazioni per smartphone è irrilevante. 
Cioè, aggiungo io tanto per essere chiari,  di siti dove incontri gente per scopare.

 Per Mattia si tratta di
una precisa tipologia di omosessuale (...) [che] nel proprio profilo non mostra nessuna foto del viso (...). 
La rabbia scaturisce da quella che considero una scorrettezza di fondo (...): “per quale motivo dovrei rispondere ai complimenti di qualcuno di cui non conosco neppure i connotati?”.
Per me  il viso costituisce almeno l'80% dell'attrattiva sessuale di un ragazzo, o di un uomo, se non vedo il viso le parti anatomiche mi sono del tutto indifferenti.
A me non piace il cazzo, spiego loro quando chiedo foto del viso, mi piace il cazzo di.
Se mi piace il viso del ...proprietario  mi piacciono anche gli attributi, non viceversa.
Invece per molti gay quel che conta sono le dimensioni e il viso è secondario.

De Gustibus, per carità.

Anche se in questo atteggiamento posso notare una certa autoreferenzialità del cazzo (e delle sue dimensioni) andiamo tutti su quei siti per scopare e ognuno scopa con chi vuole e come vuole (maggiorenni e consenzienti beninteso).

Surroz si arrabbia per ben altri motivi.
(...) non mostrarsi è una scorrettezza, (...) ma è [anche] sintomo di un problema profondo.
Sono giunto alla conclusione che chi si nasconde ha sicuramente un problema da risolvere, e i casi non sono poi molti.
Iniziando una casistica che tradisce, secondo me, un atteggiamento moralista.
Pochi, immagino, non si mostrano perché si considerano brutti o poco avvenenti.
Strana considerazione visto che sei in un sito di incontri e, prima o poi, ti vedranno.  Mi sembra più una battuta cattiva per criticare chi non ci mette la faccia ma altre parti del corpo, le uniche davvero importanti per molti frequentatori di questi siti...
Altri, molto più numerosi, non si mostrano perché cercano in segreto scappatelle fuori dalla loro relazione.
Altri ancora, una percentuale inquietantemente rilevante, nonché una sotto-categoria della precedente, riguarda uomini, a detta loro eterosessuali, fidanzati, sposati, spesso padri.
Gli ultimi, e anche questi sono moltissimi,  invece  cercano incontri clandestini, chiedono massima riservatezza per preservare il segreto della loro omosessualità, non essendo dichiarati.
Sfugge a Surroz che molti possono decidere di non mettere foto per motivi di privacy che non riguardano l'orientamento sessuale ma il fatto che stanno cercando qualcuno con cui scopare.

Infatti lo stesso identico comportamento esiste anche nei siti etero dove ci sono uomini che cercano donne e che non mettono la faccia.
La faccia la mostrano in privato, in webcam, o inviandoti una foto via mail, come anche gli uomini dei siti di rimorchio gay.


Non capisco poi  (cioè lo capisco benissimo) cosa voglia insinuare la specificazione a detta loro eterosessuali, fidanzati, sposati, spesso padri.
 
Evidentemente per Surroz se un uomo fa sesso con un altro uomo non può essere eterosessuale ma solamente gay.
Di più se si definisce etero e poi fa sesso anche con uomini è un gay represso, che si nasconde.

Eppure la psicanalisi  distingue il comportamento sessuale (=con chi fai sesso) dall'identità sessuale (=in quale orientamento sessuale ti identifichi).

In ogni caso un padre di famiglia sposato (o convivente...) non è necessariamente omosessuale può anche essere bisex.

Cioè è un uomo che ha un comportamento sessuale bisex ma ha una identità sessuale etero (o bisex).
Per la psicanalisi non c'è nulla di patologico o di negativo in questo.
Per Surroz sì.

Una medaglia con due facce: la prima rappresentata dalla viltà di chi non si è  preso la responsabilità di quello che è, che ha trovato soluzioni alternative, che spesso si trova a rovinar la vita a se stesso e a chi gli vuole bene; la seconda da chi invece lo ha fatto e deve necessariamente lavorare anche per tutti gli altri, e lottare contro un sistema alimentato da bigottismo, retaggi culturali  e religiosi.
Dunque per Surroz se un uomo sposato con una donna (purtroppo in Italia di questa specificazione non c'è bisogno ma fossimo in altri Paesi sì) fa sesso con alti uomini è necessariamente un omosessuale che vive quello che è in maniera clandestina, e rovina anche la vita a chi gli vuole bene.

Peggio per Surroz questi uomini sono

stronzi che si limitano a cercare sesso occasionale e poi tornano alle loro tristi vite di menzogne e omissioni.
Vorrei chiedere a Surroz cosa fanno gli altri uomini, quelli che, come il sottoscritto, ci mettono la faccia. Che forse noi non cerchiamo sesso occasionale?

Allora non è il sesso occasionale a dirimere la questione.

Nè il fatto che si faccia sesso occasionale anche se si ha una storia fissa.

Perchè non mi sembra che a Surroz abbia qualcosa da ridire sul tradimento di per sé.


Un uomo sposato con una donna che fa sesso occasionale con partner dell'altro sesso non fa lo stesso male alla moglie che gli vuole bene. Perchè non gli nasconde la sua vera natura, che è gay, incompatibile con quella etero che finge solo di volere...

Ma Surroz che ne sa?

Le scappatelle dell'uomo sposato vanno bene solo quando restano nell'alveo dell'eterosessualità.

Altrimenti devi scegliere una delle due sponde.  O resti con la moglie e hai figli o sei gay. Niente opzione bisex... Tertium non datur.


Mi sembra che Surroz confonda la paura di fare coming out con la paura che venga scoperto che tradisce.

Mi sembra un modo troppo semplificatorio e unilaterale di vedere la faccenda.

Da un lato siamo tutti o gay o etero (la bisessualità non esiste). Dall'altro se non mettiamo la faccia siamo tutti o brutti o abbiamo paura di dire che siamo gay.

In questa vocazione classificatoria io ci vedo un  paternalismo moralista che giudica il comportamento del prossimo.

Anche fosse vero quel che dice Surroz, io tratterei questi padri di famiglia (ma per Surroz possono essere anche ragazzi che non avevano il coraggio di vivere sotto la luce del sole) con più rispetto, perchè sono vittime dello stigma e dell'omonegatività che vanno bel al di là del sistema alimentato da bigottismo, retaggi culturali  e religiosi come pretende Surroz e riguardano invece la società intera, la televisione e tutti gli altri media, le leggi dello Stato, i luoghi pubblici, scuole e posti di lavoro, luoghi di intrattenimento dove le persone omosessuali vengono derise aggredite e uccise.

Non tutti abbiamo la forza, la determinatezza, il coraggio o i mezzi materiali  e morali di vivere alla luce del sole e i motivi per cui non riusciamo a farlo celano sempre un disagio che va compreso prima che giudicato.

Trovo ridicolo poi che si sollevi questa questione non già per una iniziativa pubblica (una manifestazione, un  sit in) ma in un sito dove si va per scopare!

A questo militante che cataloga tutti i bisex come froci repressi e poi li accusa di non contribuire alla lotta ricordo che sta discriminando dei bisex o magari anche omosessuali nascosti ma che con questa intransigenza frocia (cioè isterica) non aiuta né loro, che si rintuzzeranno nel loro nascondiglio ancora di più, né la causa.

Perchè se la visibilità è sicuramente un forte strumento politico non si può mai accusare di remare contro chi per motivi di stigma non fa coming out.

Surroz farebbe bene a ricordare che ognuno ha diritto di rimanere velato fin quanto lo reputa necessario. E che è altamente discriminatorio aggiungere anche lo stigma della non visibilità a chi proprio per lo stigma non è visibile.

A meno che chi non è visibile non parli male dell'omosessualità e poi abbia un comportamento omosessuale nel qual caso esiste l'outing.

Ma nascondersi, o semplicemente tradire la moglie invece che con un'altra donna con un uomo non vuol dire parlare male dell'omosessualità.

Questa Gestapo della militanza mi sembra talmente antidemocratica da darmi quasi più fastidio delle ecolalie dei vari Giovanardi di turno.


L'intransigenza frocia è figlia del moralismo cattolico e va rispedita al mittente con calma ma convinta fermezza.


giovedì 2 agosto 2012

Chi di etichetta ferisce di etichetta perisce. I commenti involontariamente (?) omofobici di L'Ottavo Colore Associazione LGBT di Parma e provincia

Di base c'è la solita aggressione a due ragazzi, colpevoli di essersi tenuti per mano.
Così almeno riporta la notizia parmadaily che pubblica un comunicato dell'associazione lgbt L'ottavo colore (del quale però sul sito dell'associazione non trovo traccia...).
Tant'è.
Sul parmadaily si legge
Lo scorso sabato pomeriggio (...), in pieno giorno e in pieno centro, davanti al Teatro Regio, una coppia di ragazzi gay sono stati insultati e presi a sputi in faccia "colpevoli" solo di camminare mano per la mano.
L'Ottavo Colore, che da anni è impegnato in una battaglia quotidiana contro l'omofobia e ogni forma di discriminazione, non può che esprimere una condanna durissima per questo gesto barbaro, che sembra far tornare la nostra città indietro di anni. 
Adesso datemi del pignolo ma il periodo una coppia di ragazzi gay sono stati insultati e presi a sputi in faccia "colpevoli" solo di camminare mano per la mano  oltre a essere sgrammaticato (la coppia è stata non sono stati) è discriminatorio perchè qualifica i due ragazzi come gay quando non ce n'era bisogno.
A far identificare i due ragazzi come gay al gruppo di aggressori è stato probabilmente proprio il gesto della mano nella mano (almeno che i due non avessero il noto alone rosa che noi gay abbiamo).

Quindi invece di stigmatizzare l'occhio che giudica e incasella per un gesto di affetto si usa lo stesso identico occhio e si arriva a dire
Troviamo inaccettabile che nel 2012 gay e lesbiche non possano tenere per mano il proprio compagno o la propria compagna senza rischiare linciaggi pubblici.
Dunque se l'italiano non è un'opinione..., per quelli e quelle dell'ottavo colore solo se sono omosessuale o lesbica ho diritto ad andare in giro  mano nella mano senza essere insultat*.

Io (gay) e mio cugino (etero) no. A noi possono pure insultarci...

Trovo davvero da lobby provinciale e de noantri (anche se siamo a Parma)  riconoscere a qualcuno un diritto DI TUTTI solamente in base all'appartenenza all'orientamento sessuale.
Perchè se pensi che se uno va in giro mano nella mano di un altro maschio è frocio non sei meno omofobo di chi la pensa esattamente come te ma, a differenza tua che reagisci bene e pensi che carini, reagisce male e li prende a sputi e insulti.

Diritto all'indifferenza, ricordate?

Dobbiamo imparare  parlare meglio per ragionare meglio.

Non si tratta del diritti dei  froci (una minoranza scassaballe) di andare in giro mano nella mano (ma che palle 'sti esibizionisti, ma se ne restassero a casa loro, no?!) ma del diritto di chiunque di andare in giro mano nella mano con chi meglio crede qualunque sia il suo orientamento sessuale.


Affermazioni così lobbistiche e discriminatorie danno adito ad articoli PESSIMI come quelli del Giornale dell'Emilia Romagna che scrive
Camminavano mano nella mano di fronte al Teatro Regio. La loro colpa? Essere omosessuali.
E no! La loro colpa è essere andati in giro mano nella mano!

Ma è nella cronaca di Parma di Repubblica, molto più ricca di dettagli, che il modus operandi di L'ottavo colore si esprime nel suo peggio 


Lungo via Garibaldi - mano della mano - due ragazzi gay (uno di 16 e l'altro di 17 anni) passano sul marciapiede mentre stanno chiacchierando.
Si alza il primo urlo, "froci", poi un altro "froci". Gli sghignazzi, il dito puntato. "Fate schifo" gridano ancora i ragazzi seduti sugli scalini. La loro unica "colpa" è quella di camminare tenendosi per mano, amandosi. Uno dei giovani si alza e raggiunge la coppia, gli sputa addosso in segno di stizza.
I due si guardano, non trovano la forza di reagire e vanno via. Quella scena però brucia dentro, il male del disprezzo, l'onta su un amore che "perchè non può essere pubblico?". "Ma poi hanno trovato la forza di parlarne - racconta Valeria Savazzi, dell'associazione Ottavo Colore - hanno raccontato tutto ad un amico che si è poi rivolto a noi.E' un primo, grave, caso. Non volevano esporsi, anche perchè uno di loro dice che il padre non sa che è gay e non vuole che lo scopra così. Sono giovani ma hanno trovato il coraggio denunciare l'accaduto" conclude Valeria.
Stesso modus operandi di Marrazzo e della Gay Help Line. Si palra di deunica  a loro e non si fa cenno all'OSCAD, o non si coglie l'occasione per ricordare  come sia meglio comportarsi in questi casi, né ci si chiede della reazione degli astanti.

Perchè insulti e sputi sono illegali anche senza la legge contro l'omofobia.
E se mi sputano addosso io chiamo la polizia  e denuncio pure gli astanti per omissione di soccorso se non sono intervenuti.

Sia ben chiaro la mia non è una critica ai due ragazzi aggrediti che hanno tutta la mia solidarietà comunque si siano sentiti  di comportarsi.
Io critico il tono cattolico, pietistico, vittimista di Valeria Savazzi.

Non so voi ma io non ne posso più di questi articoli scritti con la carta carbone che danno una immagine dell'omosessualitàò triste e misera, pavida e sprovveduta. Loro e le associazioni che dovrebbero controbuire alla fine dellae discriminazioni.

Pensate a quanto sarebbe stato più condiviso, più aperto a tutt* il comunicato se avesse avuto questo tono:

E fino a qui, miracolo!, tutto bene. Poi però, sempre loro, quelli e quelel dell'Ottavo colore dicono 

Lo scorso sabato pomeriggio (...), in pieno giorno e in pieno centro, davanti al Teatro Regio, due ragazzi sono stati insultati e presi a sputi in faccia "colpevoli" solo di camminare mano per la mano. L'Ottavo Colore, che da anni è impegnato in una battaglia quotidiana contro l'omofobia e ogni forma di discriminazione, non può che esprimere una condanna durissima per questo gesto barbaro, che sembra far tornare la nostra città indietro di anni.
Troviamo inaccettabile che nel 2012 due ragazzi non possano tenersi per mano senza rischiare linciaggi pubblici. 
Semplice no?

L'omofobia sta nell'occhio di chi etichetta e divide invece di includere.

STESSI DIRITTI PER TUTT*

domenica 8 luglio 2012

elementidicritica... in Turchia!

Grazie a Francesco Boraldo un post di questo blog è stato tradotto in turco e postato sul sito dell'associazione di Ankara Kaos GL, che, mi informa Francesco, è un'equivalente dell'Arcigay italiana, se vogliamo fare un paragone, (...) attiva legalmente dal 1994, ed è la più grande del Paese.
Kaos GL continua Francesco, ha una sua sede riconosciuta, una sua rivista, organizza attività culturali, incontri, dibattiti, un po' di tutto.
Francesco si trova ad Ankara come studente di lingua turca, e contribuisce alla pagina web dell'associazione con traduzioni di scritti provenienti dall'Italia.
Il post che Francesco, bontà sua, ha ritenuto interessante e più che appropriato alla situazione è la lettera aperta a Cassano che, grazie a lui, adesso è disponibile anche in lingua turca!

Questo il link alla pagina del sito Kaos GL e , di seguito, un'anteprima della medesima.






Ho proposto di collaborare con questo blog, raccontandoci la situazione lgbt in Turchia. Non so se avrà modo o voglia di scrivere su queste pagine. Vedremo.
Intanto lo ringrazio per avermi scelto e per il lavoro che fa per la comunità, dunque per tutt*.

Grazie Francesco!

sabato 16 giugno 2012

Educare a un pesiero altro: riflessioni sparse sull'omofobia e sul sessimo.

Premesso che la parola omofobia ha almeno tre significati diversi e cioè: omofobia psicopatologica (il vero etimo della parola= paura irrazionale delle persone omosessuali);
Omofobia pregiudiziale (le convinzioni personali contro le persone omosessuali apprese dalla società)
Omofobia discriminatoria (quella che indica gli atti volontari volti a discriminare, ledere, e, ahimè, colpite psicologicamente e fisicamente le persone omosessuali,

mi capita quotidianamente di leggere articoli e scritti amici di militanti o omosolidali (gaysolidali, lesbosolidali) intrisi di luoghi comuni, pregiudizi e omonegatività.

Così leggo sul fatto quotidiano un articolo di Matteo Winkler giurista, docente alla bocconi, autore del libro L’ abominevole diritto. Gay e lesbiche, giudici e legislatori scritto a quattro mani con Gabriele Strazio pubblicato nel, 2011 per Il Saggiatore,  a proposito della campagna del Gay Village 2012  dove Winkler fa delle considerazioni che trovo sottilmente maschiliste:

Mi ha molto colpito, facendomi pure sorridere, il logo della campagna di comunicazione per il lancio del Gay Village 2012, raffigurante un calciatore in posa davanti a un pallone e con addosso un paio di scarpe rosse coi tacchi.
E’ il ritratto di ciò che non ci aspettiamo: lo sport “etero” per eccellenza, con i campioni – dopo ieri, forse non più tali, ma chi lo sa – di machismo, velinismo, e chi più ne ha più ne metta, con un abbigliamento di genere femminile. Un incrocio di sessi che passa un messaggio preciso: ci sono gay anche tra i calciatori e, inoltre, non occorre essere un calciatore per essere, come dire, figo: bastano dei tacchi.
Quanti pregiudizi da capovolgere, quanti luoghi comuni da sfatare, quanti valori da denunciare come fascisti, patriarcali e machisti in queste frasi

La virilità, qualunque cosa sia, afferisce all'uomo, qualsiasi uomo, biologico o trans, etero o gay (ricordate Busi alla malcapitata Alba Parietti? Gay è virile).
Chi pensa di usare ancora l'idea del gay poco virile è fermo agli anni 50 quando si confondeva identità di genere con orientamento sessuale.

Il calcio come sport etero: uno stereotipo di genere e di orientamento sessuale. Ci sono moltissimi etero cui il calcio non interessa proprio così come moltissimi gay cui il calcio piace tantissimo (e non per via dei giocatori...). Così come il calcio piace alle donne (altro stereotipo di genere...).

Capisco che Winckler sta elencando quelli che secondo lui sono  elementi di uno stereotipo condiviso che il poster del Village capovolgerebbe, ma costruendo su questo stereotipo il suo discorso interpretativo sul poster stesso non si rende conto di confermare quegli stereotipi.

Winckler infatti legge quel tacco a spillo indossato dal calciatore (il corsivo sarà chiaro tra poche righe) come segno dell'omosessualità parlando di incrocio di sessi riconfermando, appunto, quel vecchio luogo comune degli anni 50 che parlava di inversione sessuale.
Un incrocio di sessi che passa un messaggio preciso: ci sono gay anche tra i calciatori.
Che maniera infelice di esprimersi!
Il tacco a spillo non può essere preso certo come segno dell'identità femminile, né l'omosessualità può essere definita come incrocio tra i sessi.

Nè credo che il messaggio del poster sia quello di dire che ci sono gay anche tra i calciatori.
Sai che scoperta!
Ci sono gay dappertutto!!!  A meno che non si pensi allo stereotipo del gay artistico e sensibile. Per carità!

Il poster ha ben altre e più profonde simbologie.



Il poster mostra un paio di gambe tornite e muscolose in un campo di calcio. Due gambe che calzano un padio di scarpe con tacco a spillo.

Winckler ci legge solo il rovesciamento dello stereotipo uomo "virile"\ donna.
Un uomo che gioca a calcio è virile se indossa i tacchi non lo è più...

Chi ci dice che quelle due gambe non siano però di una calciatrice?
Di una donna biologica, o trans?
O di un uomo trans?

L'aspetto dissonante delle scarpe a tacco con le gambe di un calciatore\una calciatrice prima ancora che richiamare al travestitismo gioca con lo specifico di una calzatura: dagli scarponcini da calcio alle scarpe col tacco a spillo.

Nessuna donna va normalmente in giro con quel tipo di scarpa. Solo in una serata di gala, proprio come nessun uomo calza scarponcini fuori dal campo di calcio. E li si indossa non perchè siano belli da vedere (Winkler dice non occorre essere un calciatore per essere, come dire, figo: bastano dei tacchi) ma perchè hanno una funzione ben precisa, fisico dinamica per lo scarponcino sociale er la scarpa col tacco.

Pensare che la scarpa a col tacco faccia fighi o fighe è usare lo stereotipo di genere che vuole la bellezza e l'eleganza (un certo tipo di bellezza e di eleganza) di esclusivo appannaggio femminile o parafemminile (l'omosessualità maschile).

Se c'è una cosa che le persone transgeder hanno dimostrato invece è proprio l'inutilità di tutte queste sottodivisioni.

Se io voglio essere percepita come donna (come uomo) posso volerlo pretendere senza che mi vesta da donna (uomo) che appaia come una donna (uomo) che mi si riassegni chirurgicamente quel sesso!



Come si dice di Ginger Rogers che faceva gli stessi passi di Fred Astaire ma con i tacchi e all'indietro, la simbologia della scarpa col tacco calzata è di rendere naturale /nel senso di facile da fare) anche una cosa impossibile come giocare una partita di calcio coi tacchi.

Qualche giorno fa Andrea Tornese su faccialibro si chiedeva il significato del claim del poster naturalmente attaccanti.

A me sembra abbastanza chiaro.
Abituati a difenderci tutti i gironi dal ludibrio e dallo stigma noi popolazione lgbtqi siamo naturalmente (ci viene spontaneo attaccanti) Cioè non stiamo in difesa ma attacchiamo col nostro aspetto, col nsotro esserci col nostro non nasconderci ma dirci fieri di essere quello che siamo!

Ecco io credo che la radice dell'omofobia quel patriarcato sessista e maschilista è in ognuna e ognuno di noi, popolazione lgbtqi compresa (come potrebbe essere altrimenti? Siamo esseri umani e donnani anche noi...).
Allora forse la rieducazione che le persone come Cassano, come i giornalisti che gli hanno fatto delle domande omofobiche, dovrebbe riguardare tutte e tutti noi, educarci al disinnesco dei luoghi comuni le cui insidie fanno tremare tutti i polsi.

L'equivoco che in quanto omosessuali noi siamo immuni da certi stereotipi è naif quanto pericoloso perchè ipostatizza una quidditas dell'omosessualità (come quella di essere tutti e tutte a sinistra) che non solo non esiste ma è anche piuttosto ridicola.

L'omosessualità non identifica una Weltanschauung identifica solo una terribile dolorosa e ingiusta discriminazione.

Mentre lo spieghiamo alle persone omofobe ricordiamolo anche a quelle omosolidali e a noi stesse.

giovedì 14 giugno 2012

I commenti (miei e altrui) sul sito del Mario Mieli. Un mistero



Sarà che non sono familiare con la piattaforma wordpress ma stamane noto qualcosa che non mi spiego.

Chi mi aiuta?

Ieri lascio un commento sul sito del mario mieli al post di Andrea Maccarrone intitolato Cassano disonore nazionale.


Mi iscrivo al feed per ricevere notifiche quando qualcun altro posta a sua volta commenti.

Stamane ricevo nella mia mail la notifica di un nuovo commento.

la mail di notifica del commento (col commento)

Vado sul sito del mieli e rispondo a questo commento.

Ora torno al sito del mieli perchè mi sono accorto che sul post del mio blog sullo stesso argomento manca il link al post del mieli (che casino!) e scopro non solo che i miei due commenti sono ancora in attesa di moderazione e dunque posso leggerli io ma non gli altri, ma che del commento ricevuto al quale ho risposto non c'è traccia. Forse sarà moderato anche quel commento?

Ma se così fosse (se cioè anche l'altro commento è in attesa di moderazione) perchè mi è arrivata la mail di notifica?

Ma che succede? (detto con la voce di Lisa Simpson)
i miei due commenti sul sito del mieli ancora da moderare...



venerdì 16 settembre 2011

Outing: la saga! Sulle dichiarazioni di Patanè contro l'outing di Mancuso e listaouting

I nomi devono essere ancora fatti, le reazioni sulla rete e nel mondo reale sono ancora timide (ma non gli articoli sui quotidiani e sui siti) ma la risposta di Paolo Patanè attuale presidente di Arcigay Nazionale non si è fatta attendere.

Nel comunicato stampa l'uomo che ha salutato con simpatia Cossiga in occasione della sua morte, dice una verità generale valida per tutti, ma fa anche una omissione (grave) e difende infine la sua associazione non chiamata in causa dal sito cui Aurelio Mancuso si limita a fare un endorsment alquanto contraddittorio.

Ma cominciamo dall'inizio  

Riassunto delle puntate precedenti.

Aurelio Mancuso aveva già a Luglio u.s. manifestato l'intenzione di sputtanare tutti i politici (uomini e donne) che - pur avendo votato a favore della pregiudiziale di incostituzionalità per le due leggi contro l'omofobia di fatto cassandola senza neanche farla discutere in aula - hanno segretamente relazioni sessuali e/o sentimentali con persone dello stesso sesso (e/o con trans).

L'idea è semplice: se tu personaggio pubblico, politico, giornalista, cantante, conduttore tv, calciatore, etc etc, fai dichiarazioni contro l'omosessualità e/o il transessualismo, contribuendo allo stigma contro l'omosessualità e\o il transessualismo con tutti i mezzi che hai in quanto personaggio pubblico, in quanto persona di potere, ostacolando leggi che riconoscano diritti o che difendano le persone omosessuali e trans dalla discriminazione e dalla violenza fisica e morale ma nella vita privata ti in trattieni in rapporti sessual sentimentali con persone trans e o dello stesso sesso è giusto rivelare pubblicamente quel che fai nella tua vita privata, perchè stride fortemente con quel che dici ufficialmente.
E' come rivelare pubblicamente che, per esempio, un guru del veganismo in realtà mangia da McDonald...
E' una truffa, uno che ci prende in giro, e per questo va sbugiardato.

E' chiaro l'intento politico di questa denuncia pubblica che si chiama outing che non ha nulla a che vedere con il coming out (=dichiararsi gay a tutto il mondo pubblico e privato) nonostante nel nostro paese così a digiuno di inglese i due termini vengano usati sui quotidiani, in tv e purtroppo anche nel doppiaggio di telefilm (Brothers and Sisters) e film, come sinonimi. L'outing ha delle regole semplici e giuste:
1) riguarda solo personaggi pubblici
2) che nella loro funzione pubblica sono apertamente omofobi.
Li si denuncia non per violare la loro privacy, né per sottoporli allo stigma del comportamento denunciato, (perchè non c'è niente di male se vai a letto con una trans o qualcuno del tuo stesso sesso, no?) ma semplicemente per dimostrarne la profonda ipocrisia di chi pur remando contro la liberazione delle persone omosessuali e trans dal pregiudizio e dalla discriminazione dei diritti non riconosciuti, di nascosto fao esattamente quel che pubblicamente condanna.
Una misura drastica che però funziona se fatta con precisione, come è successo di recente negli Stati Uniti dove il senatore Phillip Hinkle notoriamente omofobo è stato smascherato dall'escort di 18 anni che aveva pagato per un rapporto sessuale. Chi ha rivelato la notizia ai giornali?
Lo stesso escort che aveva molte prove: le telefonate al suo cellulare, e, addirittura, l'offerta di 10mila dollari da parte della moglie del senatore per il suo silenzio.
Una denuncia fatta alla luce del sole che persino gay.it, aveva, giustamente, reputato improbabile la stessa cosa potesse accadere in Italia dove gli escort non hanno la minima intenzione di dichiararsi tali e dove i giornalisti ci penserebbero bene prima di pubblicare la notizia (preferendo il gossip del si dice alla notizia certa...). Purtroppo le buone intenzioni di Mancuso si sono infrante contro una pavidità tutta nostrana che non si capisce bene a cosa sia dovuta. Se infatti io ho le prove che un deputato qualsiasi è andato, mettiamo, a letto con un ragazzo, poco importa se a pagamento o per semplice rimorchio libero, e lo dico pubblicamente sono disposto anche a essere denunciato per diffamazione perchè sto dicendo la verità e ne ho le prove.
Se ci sono dei problemi legali (io non sono un avvocato e non so la dimensione legale dell'outing) ci si consorzia magari fra varie associazioni nazionali (arcigay più rete Lanford per esempio) e si fornisce alle persone che, avendo le prove, fanno outing di personaggi pubblici omofobi (nel senso stretto del termine cioè chi spala merda contro omosex e trans non chi semplicemente offende come dice Mancuso) tutta l'assistenza legale del caso.
Se ci fosse una rete così forte e io avessi le prove io sarei disposto a rischiare il processo, se mai avverrebbe. Invece Mancuso si è detto (sulle pagine di Repubblica) sollevato quando un gruppo anonimo (!?) di persone (forse italiani residenti all'estero) hanno messo su un blog (per il quale cioè non hanno comprato dominio né speso un centesimo) altrettanto anonimo nel quale si preanuncia per il 23 cm la pubblicazione di un primo elenco di 10 nomi di politici italiani tra quelli che hanno votato contro la legge sull'omofobia. Nel primo post del blog si legge anche che altre liste sono pronte. Insomma non proprio un comportamento cristallino: non si forniscono prove. O almeno non se ne parla, ci si riferisce solo a delle liste, compilate da chi? Su quali informazioni? e si minaccia uno sputtanamento generale...
Una vera e propria forma di minaccia, di ricatto che non ha niente a che vedere con la pratica politica dell'outing che non si preanuncia ma direttamente si fa. Sia nel blog che nelle parole di Mancuso (così come sono riportate da Repubblica almeno) non ci si riferisce a questi 10 nomi e a tutti gli altri presenti nei famigerati elenchi come a persone ipocrite e contraddittorie (ricordate? E' quello lo scopo dell'outing) ma a persone omosessuali tout court seguendo la stessa linea di pensiero maschilista che informa lo stigma contro l'omosessualità e il transessualismo che vuole un uomo che va con un altro uomo direttamente un gay (anche se l'uomo magari ha moglie e dei figli e, nel caso, è solamente bisex. Ma, si sa, per il maschilismo omofobico, in quel caso la moglie è solo una copertura).
E si fanno omosessuali anche coloro che vanno con le trans (parola che non viene mai menzionata nel blog e nemmeno da Mancuso che usa il giro ambiguo di parole.

Insomma un conto è se io, escort, avverto il mondo che quel politico così anti gay e contrario ai matrimoni mi ha pagato per fare sesso con lui, un conto e se io che non si sa quali prove ho minaccio tutte le checche velate del parlamento di fare i loro nomi...

Minacce, allusioni, blog anonimi, non proprio il massimo della trasparenza. Per cui Patanè, nel comunicato, ha ragione da vendere quando dice:
"l’annuncio del supporto di soggetti anonimi, di profili segreti, di siti registrati all’estero che potrebbero fare i nomi di omosessuali italiani renderebbe il gesto privo di identità e responsabilità. L’uso, nel movimento gay, di strumenti alla macchina del fango, gli stessi che hanno inquinato la convivenza nel nostro Paese, è conferma della degenerazione politica di parte dello stesso. E’ una parte distinta e distante da Arcigay che esaurisce la sua battaglia politica in operazioni di marketing propagandistico di pessimo gusto e superficiale presenzialismo sulla stampa”.
Parole sacrosante, peccato che Patanè esordisca definendo l'outing in maniera parziale, e dunque errata:
"Per Arcigay, l’outing, e cioè la pratica di fare i nomi di omosessuali o lesbiche che per diverse ragioni hanno scelto di vivere segretamente il loro orientamento sessuale, è una pratica di estrema violenza, del tutto estranea alla nostra storia, cultura e orizzonte politico.
Eh no! Questa è solo una parte dell'equazione outing. Non si fanno i nomi di omosessuali o lesbiche che per diverse ragioni hanno scelto di vivere segretamente il loro orientamento sessuale. Si fanno i nomi di chi pubblicamente è contro l'omosessualità (e magari dice che sono malati) ma poi, nella vita privata, va a letto con chi gli pare...
C'è una enorme differenza tra dire il nome di chi ha deciso di non far saper del proprio orientamento sessuale e ma che però in quanto personaggio pubblico di omosessualità non parla proprio né bene né male e chi invece sparla male dell'omosessualità ma poi fa come gli apre nel privato della sua camera da letto...
Insomma Patanè fa il finto tonto proprio come i personaggi pubblici sui quali fare outing...
Arcigay si dissocia quindi da iniziative di quel genere e condanna con la massima severità perché gratuite, violente ed inutili
Gratuite proprio no, visto che si dimostra  l'incoerenza e l'ipocrisia, violente sì, tanto quanto le loro affermazioni omofobiche inutili no perchè una volta fatto outing quel personaggio perde credibilità (mmm forse non in Italia...)

Come mai Patanè critica prima l'anonimato delatorio di questo pseudo outing e poi però parla in generale di omosessuali o lesbiche che per diverse ragioni hanno scelto di vivere segretamente il loro orientamento sessuale, dimenticandosi che sono pubblici e apertamente omofobici (e che esistono anche le persone bisex...)?

 Perchè Patanè teme una fuga di notizie dai suoi circoli arcigay. Che le liste di nomi siano tratte non già da testimoni diretti ma siano desunti semplicemente dall'aver fatto la tessera di un bar gay (poco importa se un bar discoteca o una sauna dove si fa sesso).
Come se la semplice sottoscrizione di una tessera che dà il diritto all'accesso ai locali per soli uomini sia una prova sufficiente per fare outing...

Infatti come conclude il comunicato Patanè?
“L’outing è inutile e rischia di produrre solo falsità sulla scia del più becero pettegolezzo. Arcigay difende la libertà e il diritto: il diritto di essere se stessi nei modi, luoghi e tempi in cui ognuno liberamente ritenga. Abbiamo da sempre rispettato questo principio che è nostro valore fondamentale, tutelando la privacy dei nostri soci con rigore, rispetto e lealtà. Nessuna eccezione è pensabile”, conclude Patanè.
Escusatio non petita...
 

mercoledì 7 settembre 2011

prossimamente su elementidicritica

Data l'abnormità del post sulla river scala, ma data l'importanza degli argomenti ivi sollevati, nei prossimi giorni dedicherò un singolo post ad ogni issue trattata nel mega post, sperando così di rendere più leggibile quella sorta di bibbia che ne è uscita fuori...

lunedì 25 luglio 2011

Sit in a Montecitorio a sostegno delle ppdll contro l'omotransfobia

Dopo il rinvio della settimana scorsa  tornano in Aula alla Camera le due proposte di legge sostenute con forza da Anna Paola Pd e da Di Pietro (IdV) osteggiate da una maggioranza trasversale che li aveva già affossati nell'ottobre del 2009 approvando le pregiudiziali di costituzionalità presentate dall'Udc e bocciando, a maggio scorso in commissione Giustizia, in due giorni consecutivi, due diversi tentativi di mediazione cui ostinatamente aveva lavorato la deputata del Pd che il girono prima del voto in aula ha detto:
Mi auguro fortemente che domani i miei colleghi deputati non si vogliano nascondere dietro le pregiudiziali di costituzionalità presentate dal Pdl, Lega e Udc, per non affrontare il tema della violenza omofobica e transfobica che è ormai diventata una vera e propria emergenza nazionale, perché figlia della paura del diverso. Occorre ripartire dal testo bocciato in Commissione Giustizia e che abbiamo ripresentato come emendamento, per dare un segnale al paese: il Parlamento italiano deve chiarire, una volta per tutte, se sta dalla parte dei violenti o delle vittime. Dopo l'attentato a sfondo intollerante di Oslo, inoltre, l'approvazione della legge contro l'omofobia e la transfobia diventa quanto mai urgente; ormai è evidente il ruolo fondamentale della politica nel costruire gli anticorpi contro la cultura della violenza e dell'odio". 


Domani 
alle ore 15 
davanti a Palazzo Montecitorio 
ci sarà 
un nuovo sit in 
lanciato dal movimento LGBT e da PD, IDV, SEL e FLI 
che credono in questa battaglia di civiltà.









fonti per questo post


tmnews



martedì 19 luglio 2011

In piazza contro l'omofobia parlamentare (direttamente dal blog di Elfobruno)

Quando un post è perfetto che senso ha cercare di scriverne un altro?
Il blog è quello (omonimo) di Elfobruno il post lo potete leggere di seguito.


Ricevo da Certi Diritti – Dio, o chi per lui, li abbia in gloria – e inoltro:
L’Associazione Radicale Certi Diritti insieme alle associazioni lgbt(e) e a parlamentari di diversi gruppi seguirà i lavori dell’aula da Piazza Montecitorio dalle ore 15 con un sit-in e una maratona oratoria per chiedere al Parlamento un segnale forte contro l’omofobia e la transfobia.
Roma, 14 luglio 2011
È previsto per martedì 19 luglio dalle ore 15 il voto sulla proposta di legge contro l’omofobia che introduce l’aggravante per i reati commessi in ragione dell’orientamento sessuale della vittima.
La legge molto probabilmente non passerà a causa delle pregiudiziali di costituzionalità presentate da deputati dell’UDC, del PDL e della Lega Nord. Deputati genuflessi alla casta vaticana e del tutto indifferenti ai diritti dei cittadini, che tentano così di aggrapparsi a inesistenti ipotesi di incostituzionalità per negare la gravità della violenza omofobica.
Per questo saremo in piazza con lo slogan “Legge incostituzionale? Omofobia parlamentare”.
Hanno aderito:
Associazione radicale Certi Diritti
Arcigay
Agedo
Famiglie Arcobaleno
MIT
Circolo Mario Mieli
Equality
Gay Center
Radicali Italiani
Forum Queer SEL
Associazione Luca Coscioni
CGIL- Nuovi Diritti
Associazione 3D
Fondazione Massimo Consoli
I-Ken Onlus
Yellow Sport
Per aderire scrivere a tesoriere@certidiritti.it
Ricordo, per dovere di cronaca, i nomi di quei parlamentari che vogliono affossare la legge (fonte Gay.it):
Si tratta dei deputati dell’UDC Buttiglione, Capitanio Santolini, Binetti; per il PDL gli onorevoli Bertolini, Saltamartini, Stracquadanio, Pagano; infine per la Lega si tratta degli onorevoli Lussana, Nicola Molteni, Isidori, Paolini, Follegot, Vanalli, Luciano Dussin, Pastore, Volpi, Bragantini, Polledri. Un’ultima curiosità: il regista della bocciatura della legge contro l’omofobia nel 2009, quando arrivò in aula la prima volta, fu Piero Vietti, dell’UDC, premiato poco tempo dopo con la vicepresidenza del CSM.
Per questa gente le persone GLBT possono essere insultate liberamente, discriminate aggredite, violentate e uccise senza che la cosa costituisca un’aggravante, come invece succede in tutto il mondo civile e democratico e come già succede per le vittime di odio razziale e antisemita.
Essere a Montecitorio o negli altri raduni organizzati in tutta Italia è una manifestazione di civiltà e democrazia. E, prima di ogni altra cosa, una dimostrazione di umanità. Chi non andrà sarà della stessa pasta di persone come Buttiglione e Binetti, fieramente omofobi e nemici naturali dei diritti fondamentali dell’uomo.
A voi la scelta 
Elfobruno
 CI VEDIAMO TUTT* IN PIAZZA

lunedì 13 giugno 2011

Amina Araf? Ha 40 anni e vive in georgia, USA.

Nel 1993, Peter Steiner sul New Yorker disegnò una vignetta che ritrae un cane davanti al computer con sotto scritto: Su Internet, nessuno sa che sei un cane” Una frase diventata il simbolo dell’anonimità che si può avere sulla rete.

Purtroppo siamo state tutti vittime di questo anonimato. 

E' stato scoperto infatti che Amina Araf  la blogger che tutti credevamo arrestata dalle forze dell'ordine siriane non è mai esistita. A gestire il suo blog e a spacciarsi per lei è Tom MacMaster un americano  di 40 anni, della Georgia che per 4 mesi si è finto una coraggiosa dissidente siriana.

Lo ha confessato lui stesso quando, messo alle strette da alcuni quotidiani e molti siti internet, ha pubblicato un post sul blog di Amina intitolato “Scuse ai lettori” firmandolo col suo vero nome Tom MacMaster, Istanbul, Turchia, 12 giugno 2011 dove l'uomo si è recato in vacanza con la moglie.
Non mi aspettavo un livello di attenzione del genere - scrive sul blog-. Mentre il personaggio era di fantasia, i fatti raccontati su questo blog sono veri e non fuorvianti rispetto alla situazione sul campo. Io credo di non aver danneggiato nessuno. Gli eventi vengono plasmati dalle persone che li vivono su base quotidiana. Ho solo cercato di gettare luce su di essi per un pubblico occidentale. Questa esperienza ha tristemente confermato i mio modo di sentire riguardo alla copertura spesso superficiale del Medio Oriente e la presenza pervasiva di forme di Orientalismo liberale. In ogni caso sono rimasto profondamente toccato dalle reazioni dei lettori.

Il primo indizio sulla vera identità di Amina sono state le sue foto che sono risultate falseessendo di una ragazza londinese, Jelena Lecic come scrive il Wall Street Journal. Prego che Amina ritorni sana e salva alla sua famiglia ma è chiaro che io non sono lei, nonostante la mia foto sia legata a questa storia, ha detto Lecic in un comunicato stampa.
Il Washington Post e il sito Electronic Intifada hanno seguito alcune tracce che portavano fino a MacMaster e a sua moglie Britta Froelicher. Dapprima i due hanno negato tutto. Poi, domenica sera, poco prima della pubblicazione del post, Froelicher ha confessatoSiamo in vacanza in Turchia e vogliamo solo stare tranquilli e non avere a che fare con la follia del momento. MacMaster ha inviato un email al sito Electronic Intifada, in cui afferma: Faremo una prima intervista con un giornalista di nostra scelta tra 12-24 ore. Dopodiché prenderemo in considerazione gli altri media.

I primi sospetti sono emersi quando si è scoperto che un forum su Yahoo, chiamato “thecrescentland”, era stato creato da qualcuno che usava il nickname ”Amina” e che aveva fornito l’indirizzo di una abitazione a Stone Mountain, in Georgia. Il cui proprietario è proprio Thomas MacMaster, che risultava residente lì con la moglie fino al settembre 2010 (aveva invitato via Facebook gli amici per un barbecue).
MacMaster aveva annunciato su Facebook (e illustrato con foto) il suo trasferimento all’Università di Edinburgo (per un master). La moglie Britta Froelicher partita con lui per seguire corsi sullo “sviluppo economico siriano”.
Nell’album fotografico online della donna c’erano foto di un viaggio dei due in Siria (oscurate ieri notte) e almeno una delle immagini era stata utilizzata anche da “Amina” nel blog.
Il sito Lez Get Real che ospita il blog di “Amina” ha rivelato che aveva notato che l’indirizzo IP dal quale i post erano stati scritti rimandava all’Università di Edinburgo, ma non vi  aveva dato peso perché "Amina"  aveva detto (via email) di usare un proxy anonimo per mascherare il luogo reale da cui digitava (come fanno molti blogger dissidenti).
Anche se questa immensa bufala fa parte dei rischi della rete e ci si è messo poco a scoprire la verità mi stupisco ancora della millanteria della gente, e non mi riferisco al solo MacMaster ma anche a una delle fan del sito che si è spacciata per fidanzata di Amina. Certo quel che colpisce è la verosimiglianza di quanto raccontato e che casi simili già in passato sono successi veramente.
Certo è che su internet passa di tutto e bisogna verificare tre volte prima di credere veramente a quel che si legge. Una doccia fredda per tutt* ma anche un monito per il futuro.

(questo post è costituito sull'articolo, rimaneggiato, di Viviana Mazza pubblicato su il corriere della sera)

mercoledì 18 maggio 2011

Sulla proposta di Legge norme per la tutela delle vittime di reati per motivi di omofobia e transfobia volgarmente detta legge Concia.

La proposta di legge n° 2802 XVI legislatura, presentata dai deputati 
SORO,   SERENI,   BRESSA,   FERRANTI,   CAPANO,   CAVALLARO,   CI-
RIELLO, CONCIA, CUPERLO, GIANNI FARINA, MELIS, ROSSOMANDO,
SAMPERI,  TENAGLIA,  TIDEI,  TOUADI,  VACCARO,  POLLASTRINI.

come il precedente testo esaminato dall’Assemblea AC 1658 e bocciato nella seduta del 13 ottobre 2009, a seguito dell’approvazione di una questione pregiudiziale presentata dal gruppo dell’UDC (Vietti ed altri n. 1) per motivi di costituzionalità novella l’art. 61 c.p. introducendo una nuova circostanza aggravante che ricorre quando l’autore del delitto ha commesso il fatto per motivi di omofobia e transfobia (articolo 1).

La proposta di legge contiene però un’esplicita indicazione di tali motivi, che vengono così qualificati: motivi di odio e discriminazione in ragione dell’orientamento sessuale della vittima del reato.
La nuova aggravante è applicabile solo ai seguenti delitti non colposi
delitti contro la vita e l'incolumità individuale; 
delitti contro la personalità individuale;  (la schiavitù e la prostituzione)
delitti contro la libertà personale; (lo stupro e il sequestro di persona)
delitti contro la libertà morale. (fontedosier Camera dei Deputati

Questa è la parte più interessante:

Dispositivo dell'art. 612bis Codice Penale

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque reiteratamente, con qualunque mezzo, minaccia o molesta taluno in modo tale da infliggergli un grave disagio psichico ovvero da determinare un giustificato timore per la sicurezza personale propria o di una persona vicina o comunque da pregiudicare in maniera rilevante il suo modo di vivere, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. (fonte brocardi.it)


La proposta di legge però non istituisce alcun nuovo reato, ma va ad aggiungere all'articolo 61 del codice penale (quello sulle circostanze aggravanti comuni) un nuovo numero, l'11 quater una nuova aggravante:
« 11-quater)  l’avere, nei delitti non colposi  contro  la  vita  e  l’incolumità  individuale,  contro  la  personalità  individuale, contro  la  libertà  personale  e  contro  la libertà   morale,   commesso   il   fatto   per
motivi  di  omofobia  e  transfobia,  intesi come  odio  e  discriminazione  in  ragione dell’orientamento sessuale di una persona
verso  persone  del  suo  stesso  sesso,  persone  del  sesso  opposto,  persone  di  entrambi  i  sessi ».
Un secondo articolo della proposta di legge imporrebbe al Ministero presieduto da Carfagna di redigere una relazione nazionale (per il Parlamento) sulle azioni intraprese contro le discriminazioni.

Dunque non si tratta NE' SI E' MAI TRATTATO di una legge che istituisce il REATO di omofobia, ma solo di una aggiunta alle aggravanti generiche.

Quella è la proposta di legge dell'IDV  anch'essa bocciata nel 2009 (le due proposte presto erano state presentate come testo unico) sulla quale ritornerò.

Se mi menano perchè so' frocio c'è l'aggravante, ma l'odio istigato da Giovanardi solo se si accanisce su un individuo (non i forci, ma QUEL frocio)  altrimenti non è reato con la legge Concia ma solo con quella dell'IDV.

Wikipedia riporta che:
L'omofobia, intesa come atto violento e/o incitamento all'odio, è esplicitamente punita come reato[21] con sanzioni carcerarie e/o pecuniarie in Danimarca, Francia, Islanda, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia e a livello regionale in Tasmania (vietato l'incitamento all'odio). Con un emendamento allo Hate Crimes Bill approvato dal Congresso nell'ottobre 2009 e denominato Matthew Shepard Act, gli Stati Uniti d'America hanno stabilito che la violenza causata da odio basato sull'orientamento sessuale costituisce un reato federale.[22]
Ora saprete già che oggi questa proposta di legge è stata (nuovamente) bocciata, stavolta  in commissione giustizia. L'aula ne discuterà il 23 e nei giorni seguenti la si voterà. Ora ha fatto scalpore, si fa per dire, la posizione di Mara Carfagna, Ministro per le pari opportunità che ha detto,
«Il Popolo della libertà ha perso un’occasione» (...)  «Il testo non prevedeva il reato di omofobia, ma introduceva aggravanti per i reati commessi a scopo discriminatorio; una norma di stampo europeo». (fonte il secolo xix.it)
L'aggiunta di aggravante nel codice penale, se passasse, sarebbe un contentino che non ci darebbe mai una legge che introduce IL REATO come nei paesi europei riportati da Wikipedia.

vi abbiamo dato l'aggravante generica cos'altro volete?



VI MERAVIGLIATE ANCORA CHE MARA CARFAGNA LA SOSTENGA? 




21 ^ a b c (EN) Leggi internazionali che proibiscono la discriminazione degli omosessuali sul sito dell'Ilga  

22 ^ (EN) Hate Crimes Bill Approved Articolo da The Huffington Post, 22 ottobre 2009