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sabato 2 febbraio 2013

L'omofobia si annida ovunque anche sui quotidiani: a proposito del ragazzo strattonato a Noceto.

Dunque la notizia in soldoni dovrebbe essere la seguente:

Un cittadino straniero di 24 anni originario delle Filippine, che da dieci anni risiede regolarmente in Italia, a Parma, va in una discoteca. Lì, presumibilmente per il suo linguaggio del corpo, viene visto additato e schernito come omosessuale, gay, frocio.
Risatine ammiccamenti, in pista e nel bagno.
Verso le tre una delle amiche con cui è venuto in discoteca riceve delle avance indesiderate da un ragazzo.
L'amica risponde per le rime. Il ragazzo di origini filippine interviene per sostenerla e l'autore delle avance lo strattona e lo prende al collo.
Risultato camicia strappata e ragazzo straniero e amica buttati fuori dal locale, l'aggressore rimane in pista.

La notizia principale è che un ragazzo infastidisce una ragazza, un amico della quale intervenuto a difenderla viene aggredito al collo.


Solidarietà tra amici, tra un ragazzo e una ragazza, che entrambi reagiscono quando un altro ragazzo, un altro maschio, ci prova non incoraggiato, con la ragazza.

La reazione dell'aggressore non ha nulla a che vedere con l'odio per l'omosessualità. Se aggredisce il ragazzo non è perchè questi è o è riconosciuto come omosessuale. L'aggressore reagisce come ogni cacciatore che si vede invadere il terreno di caccia. Fatti i cazzi tuoi questa preda è mia a te che te frega. Detto in dialetto parmigiano ovviamente...

Insomma la vera vittima qui è la ragazza non il ragazzo.

In mano ai giornalisti che campano con l'allarme omofobia la notizia viene invece stravolta, deformata, cambiata di prospettiva cancellandone la vera matrice maschilista e facendo emergere solo quella omofoba.


La gazzetta di Parma, pur titolando Episodio di omofobia a Noceto in una frase riassume i fatti come si sono svolti:
parole pesanti, risatine di scherno, infine il giovane che viene strattonato, quando interviene in un diverbio fra la sua amica e un altro giovane sulla pista da ballo.
Eppure nessuno spende nemmeno una parola sul fatto che una ragazza non possa nemmeno ballare in santa pace senza essere infastidita.
La notizia è che hanno strattonato il frocio.

Quando si parla di aggressioni omofobiche a danno di gay  e di lesbiche è bene chiedersi sempre come lo sapevano?

Perchè quella persona viene percepita e catalogata come omosessuale?

L'omofobia, parola troppo equivoca e che dà adito a tante diverse interpretazioni, indica infatti due cose omologhe ma sensibilmente diverse.

C'è infatti l'omofobia rivolta contro un comportamento omosessuale, e una omofobia che usa l'omosessualità come strumento di insulto rivolto nei confronti di qualcuno che non è detto che omosessuale lo sia.

Nel primo caso si discrimina e si aggredisce verbalmente e o fisicamente una persona nel momento in cui sta intessendo una relazione sociale con una persona dello stesso sesso.
Due ragazzi o due ragazze che si baciano, si abbracciano, il cui linguaggio del corpo parla di seduzione, di affettività, di coppia.
La reazione omonegativa nasce dallo scandalo di qualcosa che si fa alla luce del sole mentre lo si vorrebbe relegato alla camera da letto.

Ognun* di noi si è sentit* dire a me non interessa quello che fate in camera da letto quel che non sopporto è l'ostentazione.

Quello che per una coppia etero (=persone di sesso diverso) viene considerato normale nel caso di una coppia omo(=di persone dello stesso sesso) viene considerato ostentazione.

Questo discriminare un atteggiamento umano considerandolo fastidioso imbarazzante non adatto al pubblico, troppo intimo è omofobia.
L'omofobia peggiore, perchè mal sopporta la visibilità delle persone con orientamento sessuale non etero (perchè non ci sono solo le persone omosessuali ma anche quelle bisex).

Nel secondo caso invece l'omofobia sta nell'uso della parola gay (o lesbica) come insulto. Brutto frocio o brutta lesbica rivolti a qualcuno, a qualcuna, per offendere ma non necessariamente rivolti a una persona omosessuale.

Se sulle strisce pedonali un motorino mi attraversa la strada e io grido dietro al conducente a brutto frocio!!! non sto minimamente pensando al suo orientamento sessuale ma voglio solo  insultarlo perchè per me - e per molte altre persone - dare dell'omosessuale è una forma efficace di insulto.

Una forma di maschilismo che si veste di omofobia ma che si consuma nell'insulto, nell'idea che dire di qualcuno che è omosessuale è qualcosa di negativo.

Il passo successivo è pensare di qualcuno che sia gay o lesbica in base ad atteggianti comportamenti o modo di vestire che non vengono reputati conformi allo stereotipo di genere e dunque visti come diversi.

Un esempio doloroso è quello di Andrea Spezzacatena che veniva preso in giro come frocio non perchè fosse davvero omosessuale ma perchè non considerato conformemente virile.

Purtroppo questo pregiudizio non è solo delle persone etero. Ci sono tantissimi froci (di lesbiche molto meno) che seguono lo stesso ragionamento: se sei effeminato, se vesti in un determinato modo, se ti curi le sopracciglia, sei frocio, hai voglia di cazzo, sei della famiglia.

L'omofobia qui sta  nel dedurre l'orientamento sessuale di una persona da un comportamento esteriore basato su un luogo comune.

Non tutti i gay sono effeminati e non tutti gli effeminati sono gay e poi, anche, non esiste solamente l'omosessualità ci sono anche i ragazzi  e le ragazze bisessuali.

Eppure basta anche solo un rapporto con una persona del tuo stesso sesso per fare di te un frocio o una lesbica.
Anche se è la prima volta, anche se sarà l'ultima, anche se nella tua storia sessual-sentimentale hai avuto al 99% partner dell'altro sesso quell'1% ti fa frocio e lesbica.
Una vera e propria omo mania da un lato dettata dalla disperata voglia di vedere dappertutto persone come te, che poi come te non sono mai..., dall'altra una mania nata dal pregiudizio maschilista dal quale i froci non sono affatto immuni, anzi.



Quel che dico può essere verificato facilmente con quest'ultimo caso di aggressione omofoba.

Come facciamo a sapere che l'aggredito fosse omosessuale?

Nel comunicato di Sel firmato da Federica Barbacini, coordinatrice provinciale di Sel Parma si legge:
Ci riferiamo alla notizia dell'aggressione omofoba avvenuta a Noceto ai danni di un quindicenne [questa era la sua età presunta in un primo momento, poi si è scoperto che ne aveva 24] “reo” a detta degli aggressori di essere gay.
A detta degli aggressori. Non si sa se il ragazzo lo è o non lo è.

Non è questione di gossip o di saperlo per forza beninteso.

Si tratta di verificare sempre la linea di demarcazione da una diversità sussunta all'omosessualità o la reazione a una omosessualità dichiarata.

Perchè le vittime dell'omofobia non sono esclusivamente le persone omosessuali ma sono vittime tutte le persone che a diverso titolo vengono percepite come non conformi allo stereotipo di genere.

La lotta all'omofobia non riguarda solo i froci e le lesbiche ma riguarda tutte e tutti noi a prescindere dal nostro orientamento sessuale



Secondo Parma Today il ragazzo aggredito è invece gay.
"Sono andato con una mia amica nel locale: ci siamo messi a ballare -racconta il giovane. "Tutto sembrava tranquillo. Ad un certo punto quattro persone di grossa stazza, che mi hanno detto poi essere rugbysti, hanno cominciato a fare commenti per il fatto che sono gay, mi hanno detto 'frocio', 'gay' ma io non ho reagito.“


Potrebbe interessarti: http://www.parmatoday.it/cronaca/noceto-gay-aggredito-locale.html
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Per l'ottavo colore associazione lgbt di Parma invece non ci sono dubbi sull'orientamento sessuale dell'aggredito. In un loro comunicato (citato da Repubblica sul loro sito non ne ho trovato traccia) esprime
sgomento e la sua solidarietà al ragazzo 24enne aggredito all'interno di un locale in provincia di Parma perché omosessuale. 
Per la Gazzetta di Parma il ragazzo preso in giro in quanto gay Dice di non avere comportamenti o un look stravaganti, è una persona normale.

Allora come fanno a stabilire che è gay? In base a che cosa lo hanno capito? Il ragazzo era in compagnia di un compagno? Ce l'aveva scritto in fronte? Oppure il fatto di essere cittadino straniero lo ha fatto percepire come non conforme a e dunque strano, e quindi frocio?

Nessuno se lo chiede.

C'è da dire che il linguaggio del corpo dei ragazzi Filippini più morbido e meno machista di quello nsotro può essere letto in base al solito pregiudizio come omosessuale, c'è una morbidezza del gesto, una gentilezza della postura che può dare nell'occhio. eppure l'autore dell'articolo si è preoccupato di specificare che il ragazzo non dava nell'occhio.
Distinzione ambigua e pericolosa. Non solo per un (presunto) caso di aggressione omofoba.
Pensiamo a uno stupro. Nessun giornalista avrebbe il coraggio di scrivere la donna è stata sturata eppure non indossava minigonne o abiti vistosi.
Per l'aggressione omofoba sì. Quasi si volesse suggerire tra le righe che se vai in giro conciato in maniera stravagante poi non ti puoi risentire se ti danno del frocio.
Insomma un conformismo imperante la cui deroga ha come conseguenza d'ufficio l'aggressione verbale e fisica.
Poco importa se ti dicono frocio o sciocchino.
Non è la parola che conta.
E' l'essere infastiditi perchè si è differenti.

Nel linguaggio dell'articolo della Gazzetta questi elementi ci sono tutti:
Mentre ballano, da un gruppo di ragazzi nerboruti partono insulti e commenti omofobi, accompagnati da risatine. Poco dopo, ecco altre frecciatine al «gay» incrociato in bagno. Infine, i ragazzi fanno alcune avance all'amica, che risponde a tono. E quando il 24enne interviene in sua difesa, uno dei quattro giovani («alto, grosso, con la pelle scura») lo avrebbe strattonato.
Nerboruto: che ha una possente muscolatura.

Perchè questa specificazione? Per contrastare con l'aspetto minuto del 24enne e della sua amica.

Parma Today infatti scrive:
Noceto, ragazzo gay aggredito in un locale. "Mi hanno preso per il collo"
„"Hanno puntato sulla loro forza fisica per aggredirci" ci ha detto Alex. E' inaccettabile, io sono piccolo e la mia amica, guarda com'è magra". E ci mostra le loro foto sul telefono cellulare.“

Il maschilismo patriarcale colpisce uomini e donne a prescindere dall'orientamento sessuale, presunto o vero.  Ma per i motivi più diversi alla stampa e, purtroppo, anche alle associazioni di categoria fa più comodo liquidare la faccenda come un'aggressione al solito frocio.
delle molestie alla ragazza non importa nulla a nessuno. Anzi il loro motivo non sta nel maschilismo del maschio che prende quello che vede e che gli piace. La ragazza è rea di accompagnarsi al frocio.

Mi domando come si possa combattere l'omofobia se nel pretendere di farlo si è altrettanto maschilisti dei quattro energumeni spaccafiche e spaccafroci.

C'è del marcio nel giornalismo italiano...

Potrebbe interessarti: http://www.parmatoday.it/cronaca/noceto-gay-aggredito-locale.html


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lunedì 26 novembre 2012

Sulla donna trans picchiata da due romani: articoli mendaci e scritti con un italiano stentatissimo.

Roma, l'alba del 25 novembre. Una donna trans, di 26 anni, in stato di ebrezza, chiede un passaggio a due uomini, di 30 e 32 anni,  che si trovano a bordo di un'automobile, in transito a via Longoni, tra la Collatina e la Prenestina.
Chiede di essere accompagnata sull'appia nuova.
I due uomini si rifiutano di accompagnarla.
La donna prende la vettura a calci e pugni.
I due uomini scendono dalla macchina e la riempiono di botte, lasciando la donna a terra.
I carabinieri, chiamati da un passante che ha trovato la donna, identificano i due aggressori, che, pur essendosi allontanati, erano ancora nelle vicinanze del luogo dell'aggressione perchè la macchina era andata in panne e li denunciano a piede libero.

Questi, grosso modo, i fatti, così come li deduco dai vari articoli (sic!) pubblicati sulla rete, non da blog come il mio ma dall'Ansa, dal Messaggero e da Repubblica. E anche da alcuni blog.

La notizia è riportata in maniera capziosa, sfruttando l'identità della vittima, una trans di origini brasiliane di 26 anni, lasciando intendere che se è stata aggredita è perchè la donna è una trans in un italiano stentato, in alcuni casi, inesistente.

Catalogare implicitamente l'aggressione come aggressione transofobica, anche se non tutti usano questo aggettivo, è cosa inquietante e pericolosa.

Inquietante perchè sono tutti così senza scrupoli da vendere la notizia catalogandola tra le aggressioni transfobiche, categoria alla moda.

Pericolosa perchè dà ragione a quanti e quante asseriscono che una legge contro la omo-transfobia potrebbe essere usata come giustificazione per camuffare un reato.

Sembrerebbe proprio questo il caso.

Fermo restando che nessuno dovrebbe picchiare nessuno, la reazione dei due uomini, esagerata, violenta e irricevibile, non nasce dall'identità dell'aggredita (toh guarda una trans ubriaca per strada, scendiamo dalla macchina e picchiamola)  ma dal fatto che abbia preso la macchina dei due uomini a calci e pugni.

Arroganza e violenza. Della trans E dei due uomini. Questa e quella per me pari sono.

Certo questa considerazione non giustifica assolutamente la reazione dei due uomini, che infatti sono stati denunciati a piede libero dai carabinieri, ma illumina di una luce diversa l'accaduto.


Ovviamente va sempre considerato che se al posto della donna trans ci fosse stato un signore di 40 anni, grande e grosso, forse i due uomini se ne sarebbero andati.
Forse a dare loro la baldanza degli aggressori è stata la natura fragile dell'aggressora. 
Forse. Non posiamo saperlo.

Si tratta di  una reazione da bulli, magari opportunisti e vigliacchi, ma bulli non necessariamente transfobici.

Certo qualche domanda un giornalista di cronaca dovrebbe pur farsela.

Visto che tutti riportano che la richiesta è stata reiterata direi che la macchina è stata presa a calci e pugni da ferma e non in movimento.

Dunque perchè i due si sono fermati? Sono stati costretti a fermarsi perchè la donna ha occupato la carreggiata?
O si sono fermati spontaneamente?
Quando si sono accorti che la donna era ubriaca?


La dinamica dell'accaduto insomma non è del tutto chiara non si ha un quadro completo.

Ma penso di poter affermare ragionevolmente che la donna non sia stata aggredita solamente perchè trans.

Invece post e siti di quotidiani sfruttano l'identità della donna, che ha aggredito per prima, per montare una notiza che non c'è, o che, comunque, è sensibilmente diversa da come viene riportata.

Il nobel della bugia va all'Huffington Post che titola:
Transfobia, la fanno salire in auto per un passaggio e poi la picchiano: due denunciati a Roma
Eh no. I due si rifiutano di farla salire in auto. La loro auto viene presa a calci e pugni proprio per questo rifiuto e dopo i due uomini (a 30 anni sei uomo non ragazzo e che cazzo!) scendono per picchiarla.







Non è da meno l'Ansa che lascia intendere che la donna sia sata picchiata perchè trans o perchè ubriaca
Transessuale ubriaca picchiata a Roma
Transessuale ubriaca prende a calci e pugni un'automobile e viene in seguito picchiata sarebbe un titolo più onesto...

Peggio ancora La Repubblica lascia intedenre che la donna sia satta aggredita perchè aveva chiesto un passaggio:
Trans picchiata a sangue per aver chiesto un passaggio

Anche Messaggero presenta la notiza nello stesso modo:
Transessuale ubriaca chiede passaggio: picchiata da due romani
Per il resto i due articoli, non firmati, sono identici.

Sono titoli. Specchietti per le allodole. Perchè poi negli articoli la vera dinamica dei fatti viene riportata e uno deve dunque mentalmente cambiare il significato di quel titolo...


Purtroppo il pressappochismo non finisce qui.

Se per una volta tanto Messagero e Repubblica usano Transessuale al femminile alcuni siti continuano a usare il maschile mentre alcuni corredano la notizia con foto a dir poco tendenziose
foto pubblicata da romatoday.it
insinuando la prostituzione come fa romatoday.

Molti siti poi parlano di arresto dei due ragazzi.
In realtà sono entrambi a piede libero, cioè in attesa di giudizio ma senza custodia cautelare perchè il reato commesso non la prevede...

Eppure questo non vieta di scrivere:
Roma, arrestati 2 ragazzi per pestaggio transessuale: voleva passaggio
E' di Virgilio che vince il premio del sincretismo: pestaggio transessuale che in italiano non significa nulla, non pestaggio di una transessuale transessuale è proprio il pestaggio, non so, forse perchè effettuato con una borsetta, o calzando scarpe col tacco a spillo, boh...

Insomma, tutta la mia solidarietà alla ragazza trans che è ricoverata ancora in ospedale (checché ne dicano Messaggero e Repubblica che sbagliano posizione a un avverbio e scrivono: Le condizioni della vittima, che inizialmente è stata ricoverata in prognosi riservata per varie fratture al volto e vari ematomi alla testa, sono migliorate ma dovrà essere sottoposta ad un intervento maxillo-facciale) ma dopo che sarà operata beh una settimana di galera per aver preso l'automobile a calci e pugni secondo me dovrebbe proprio farsela.

Ora se non mi sorprende lo sciacallaggio dei quotidiani consiglio cautela a tutti i siti che vorranno usare la notiza per lagnarsi dell'enensima aggressione transofibica. Attenzione che così fate il gioco di quanti dicono che noi gay lebsiche e trans ci inventiamo le notizie.
beh, stavolta forse non hanno proprio tutti i torti...

lunedì 13 agosto 2012

Ma spesso l'omofobia è nell'occhio di chi racconta non nella mente di chi ha agito: sull'aggressione a Fulvio Boatta al quartiere Vucciria di Palermo


Non so voi ma c'è qualcosa che non mi quadra ogni volta che leggo sui quotidiani, sui siti, sui blog, il resoconto di una aggressione omofobica.

Prendiamo l'ultimo (speriamo) caso successo qualche giorno fa a Palermo. 

Un giovane omosessuale è stato picchiato ieri sera in un pub nel quartiere storico della Vucciria a Palermo da un uomo che si è poi allontanato. (La Repubblica)
E’ stato insultato e schiaffeggiato perché gay. (blogsicilia)
In questi articoli, mi pare,  si inverte la causa con l'effetto.

Invece di spiegare come una persona qualsiasi individuata come diversa, nella  fattispecie gay, sia stata aggredita, si qualifica l'aggredito come diverso e si spiega che a causa della propria diversità è stato picchiato.

Ogni volta che leggo che un gay è stato picchiato o che qualcuno è stato picchiato in quanto gay mi chiedo, come hanno fatto a capire gli aggressori che l'aggredito era gay?

Di più, l'aggredito lo è davvero gay o, semplicemente, è stato percepito come tale?
E in questo secondo caso l'aggressione a un presunto gay (che poi magari risulta essere il più focoso degli sciupafemmine) è sempre un'aggressione omofoba?

Della stessa qualità di quella fatta a un vero gay?

Cerchiamo di vedere la dinamica di questa aggressione dalle parole dell'aggredito, Fulvio Boatta, così come le riporta Repubblica, nell'articolo già citato.

Sono andato nel bagno del locale (...)  e una volta uscito un uomo di circa 60 anni ha iniziato a insultarmi, insinuando che non avessi risposto mentre lui bussava alla porta, segnalando in tal modo che il bagno era occupato perchè, essendo gay, volevo che lui entrasse in bagno mentre c'ero io. Al mio diniego ha iniziato a insultarmi urlando, e dato che cercavo di allontanarmi, mi ha schiaffeggiato, uscendo poi dal locale e facendo perdere le sue tracce.

Io mi chiedo, come ha fatto l'aggressore a stabilire che Fulvio fosse gay? In base a quali criteri?

L'ho chiesto direttamente a Fulvio, tramite faccialibro, e Fulvio è stato così gentile da rispondermi,

forse nel mio caso è facilitato dal fatto che oltre ad essere esposto perché in prima linea, nella lotta per i diritti civili, ho una naturale femminilitá che non mi vergogno ad esprimere e quindi non nascondo... In sostanza nel mio caso non hai bisogno di chiedere perché lo vedi.
Dunque, mi viene da pensare, se non lo vedi non lo aggredisci?

Quello che voglio capire, è che cosa intendiamo dire quando parliamo di aggressione omofobica.

Se si tratta cioè sempre ed esclusivamente di un'avversione per i froci e per le lesbiche o se si tratta di qualcosa di diverso, di più ampio, di significato più diffuso, sotterraneo e meno delineato da definire.

Questo perchè la parola frocio e lesbica prima ancora di designare una persona omosessuale designa un insulto.

1) Si può cioè insultare una persona dandogli dell'omosessuale per offenderla, non perchè la si considera omosessuale, ma semplicemente, perchè colti in una dinamica di aggressione, pensiamo di offenderla dandole del frocio o della lesbica.
A una fila, in macchina, per strada, una persona ci taglia la strada, ci passa davanti  (faccio apposta degli esempi sciocchi perchè le risse e le aggressioni scattano spesso per futili motivi)  e noi per offenderla gridiamo guarda sto frocio, guarda sta lesbica.

Qui l'omofobia consiste nell'utilizzare (nel considerare) l'omosessualità come qualcosa di offensivo.
Se ti do del frocio o della lesbica ti offendo. Poco importa se tu lo sia o no. L'importante è che dandoti del frocio e della lesbica ti trasferisco addosso tutta la negatività che queste parole portano con sé nella nostra società omofobica. Negatività che non sta nella condizione del frocio o della lesbica di per sé ma nello stigma sociale con cui frocio e lesbica sono accolti nella società.

Ti do del frocio e della lesbica non perchè penso che tu lo sia, ma per offenderti a prescindere.


2) si può insultare (o aggredire) una persona perchè la si presume omosessuale in base a dei comportamenti reputati  "da omosessuale".

Qui l'omosessualità dell'aggredito (dell'aggredita) è ancora presunta, perchè io posso essere visto, giudicato come omosessuale anche se non lo sono. Posso essere un ballerino ma essere etero, posso fare il parrucchiere ed essere etero, posso essere effeminato (come Fulvio) ed essere etero...

L'omofobia sta dunque sia nell'intolleranza (per usare un eufemismo) nei confronti della persona presunta omosessuale sia nel catalogare comportamenti, linguaggio del corpo, professioni, prossemiche, come omosessuali (anche quando non è detto che lo siano necessariamente) basandosi su un cliché dell'omosessuale che è omofobico (oltre che patriarcale ed eterosessista).

3) Si insultano le persone quando hanno comportamenti omosessuali: baciano il compagno o la compagna, vanno in giro mano nella mano (anche se questo non è di esclusivo appannaggio di coppie amorose, può anche trattarsi di coppie di amici e amiche), si aggredisce qualcuno perchè lo si riconosce esponente della comunità lgbtqi.

Qui si aggredisce la persona non perchè (presunta) omosessuale ma perchè il suo comportamento sociale viene reputato fastidioso, esibizionista, etc.

Sono tre livelli diversi di omofobia: dal patriarcato che pensa all'omosessualità come a un insulto, al maschilismo omofobico (ed omomaniaco: qualunque eccedenza anche minima  dalla norma eterosessista ti fa frocio...) che legge qualunque comportamento ambiguo in quella chiave, all'omofobia in senso stretto che è l'aggressione e la discriminazione in base a determinati comportamenti affettivi e sociali delle persone omosessuali.

Un orientamento sessuale che di per sé non ha nulla di meglio o di peggio degli altri  ma vituperato e stigmatizzato dalla società e dall'opinione pubblica, sobillata da cliché sessisti e patriarcali - film come il vizietto (Italia\Francia, 1978) di Eudard Molinaro, le scenette de I soliti idioti-  da affermazioni discriminatorie (e allucinanti nella loro proditorietà) di esponenti del mondo politico, religioso, e dello spettacolo riportate dallo stesso sistema giornalistico che dell'omofobia ha fatto una moda, una categoria informazionale, diventa un mezzo per offendere, escludere e prendere in giro chi non rientra negli stereotipi patriarcal-maschilisti.
Contemporaneamente di più e di meno che un semplice odio per le persone omosessuali.

La discriminazione per le persone lgbtqi è quella perpetrata dalle istituzioni, dal mondo politico, da quello religioso  e quello dello spettacolo (che ne parla male nei termini dei vari Cassano o in quelli di Alba Parietti) ma una visione distorta e macchiettista dell'omosessualità è usata per offendere, controllare gli eccessi le ambiguità presunte e tenere  a bada chi, a vario titolo, vuole emanciparsi dal patriarcato.

Perchè se Fulvio fa benissimo a dire che ha una naturale femminilitá che non mi vergogno ad esprimere questa non fa di lui un omosessuale, ma solo un effeminato, perchè non tutti gli effeminati sono gay e non tutti i gay sono effeminati.
E dovremo smetterla di dire che i ragazzi come Fulvio sono stati aggrediti in quanto gay per almeno due ordini di motivi.

1) Sono migliaia i motivi per cui una persona viene vista, percepita o catalogata come omosessuale, a torto o a ragione, che questa persona omosessuale lo sia o meno. Si dà dell'omosessuale anche a chi non lo è, o si giudica tale qualcuno in base a comportamenti indiziari.

Dire che è stato aggredito qualcuno in quanto gay vuol dire in qualche modo spiegare il perchè di quell'aggressione, di quella discriminazione, di quell'insulto.

Vuol dire è stato picchiato un altro frocio.

E se chi legge la notizia  frocio non è o non è dichiarato o non è visibile (qualunque cosa questo voglia dire)  percepirà quell'aggressione come un pericolo che non lo (la) riguarda direttamente.
Si può essere solidali ma, in fondo, costa poco, perchè a me non potrà succedere quel che è successo a lui (a lei) perchè io frocio non sono\non mi ci dichiaro\non sembro.

2) Dire che qualcuno è stato picchiato in quanto gay vuol dire distinguere la vittima, dargli una precisa connotazione che rassicura tutti gli altri e tutte le altre.
Ma siccome chiunque per essere offeso può esser tacciato di omosesualità, chiunque non rientri nei ristretti canoni dell'eterosessualità ariana può essere percepito come gay, e, certo, chi vive la propria affettività alla luce del sole viene aggredit* e discriminat*, nessuno è in salvo dall'omofobia che va al di là ed esiste prima delle persone omosessuali che non sono le uniche che l'omofobia  discrimina.

Perchè Fulvio ha diritto a essere lasciato anche se è effeminato ANCHE SE NON FOSSE OMOSESSUALE.

Ogni volta che si scrive e dunque si legge che è stato aggredito un gay per molti lettori e lettrici gli aggrediti e le aggredite saranno dei/delle piantagrane che si offrono vittime di qualche intollerante, che, certo, va criticato, ma se froci e lesbiche fossero meno visibili, non ostentassero la loro sessualità o non parlassero tutto il tempo di con chi vanno a letto non provocherebbero le reazioni violente di cui sono i provocatori, la casa...

Complici i giornali che parlano solo di sesso e non di sentimenti, che sussumono sotto l'etichetta di omosessualità anche gesti atti a offendere, o comportamenti percepiti come diversi.

Se nel caso di Fulvio invece di dire schiaffeggiato in quanto gay, si fosse detto, ragazzo non risponde occupato in un bagno pubblico e per questo accusato di volerci provare con un sessantenne ci saremmo sentit* tutt* possibili vittime dell'aggressore.

Così invece, molto più comodamente, tiriamo un sospiro di sollievo perchè noi froci non lo siamo (checche poi... mai!!!) e ci illudiamo di essere al sicuro, finché il prossimo omofissato ci vedrà come gay, a torto o a ragione, e ci colpirà mentre noi ci meraviglieremo senza capire perchè verbigrazia ci abbiano aggrediti.

SIAMO TUTT* OMOSESSUALI. Siamo tutt* vittime dell'omofobia.

Non importa quale sia il nostro orientamento sessuale. E' l'intolleranza di per sé che deve essere censurata.

Perchè il primo occhio omofobo è quello di chi vede sempre e per forza un omosessuale quando di fronte si ha una persona non omologata e che (per fortuna!) non rientra in stantii e ristrettissimi canoni etero-nazi-sessisti.

Perchè l'omofobia si annida sempre e ovunque, proprio come il razzismo, come ci ricorda Paola Cortellesi in una azzeccatissima scena del film Nessuno mi può giudicare (Italia, 2011) di Massimiliano Bruno.



Meditate gente. Meditate!




Postilla

Prima di pubblicare questo  post ho chiesto, come mi sembrava giusto il permesso a Fulvio di citare la sua risposta.

Lui mi ha risposto dandomi l'autorizzazione e commentando il mi post, che gli avevo mandato in anteprima.

Ho deciso di pubblicare anche la sua risposta sia per le osservazioni che fa al mio post sia per l'ulteriore testimonianza che riporta dell'aggressione subita.

Il tuo ragionamento non credo verrà compreso dalle masse perché per molti versi "troppo" avanti. puoi citarmi se vuoi non ho problemi ma ti assicuro che in questo caso mi ha aggredito perchè sono gay, lo diceva anche mentre lo faceva, così come le aggressioni a sfondo razzista o antisemitista sono identificabili... vorrei che questo lo dicessi e che una connotazione delle aggressioni d'odio ci vuole perché è uno sminuire la gravità delle motivazioni se non si dice. Io non sono stato aggredito da lui perché in qualche modo gli davo fastidio ma perché nella sua testa mi ha identificato come gay, indipendentemente dal mio orientamento sessuale, questa è un aggressione omofoba ... almeno questa ultima frase potresti citarla! buon lavoro e grazie.

Lo cito perchè non vorrei minimamente che questo mio post facesse pensare che voglio sminuire la portata omofobica dell'aggressione subita da Fulvio né, come accenna lui nella sua risposta, che io non sia d'accordo nel chiedere la promulgazione di una legge sui crimini d'odio gli hates crime statunitensi.

Anzi, le dichiarazioni rilasciate da Fulvio dopo l'aggressione e riportate dalla stampa sono moto precise e condivisibili:

Questa si chiama OMOFOBIA...   non ha altro nome. Deve per forza scappare il morto, affinché vi sia una legge? Devo per forza avere un occhio nero e il naso rotto (per fortuna sto bene grazie all'intervento dei miei amici) per urlare allo scandalo? Ma lo vogliamo capire o no, che picchiare una persona non è consentito? Ancora di più non è consentito se il movente è l'odio ed il disprezzo verso le persone LGBT, odio e disprezzo che ti spinge a pensare che tanto lo puoi fare...

(...) Siamo PERSONE abbiamo gli stessi doveri delle altre, quindi dovremmo avere anche gli stessi diritti delle altre, anche quello di stare alla taverna azzurra senza paura di subire aggressioni e/o attacchi. (Livesicilia)

”Il punto è che queste cose non devono più succedere! Queste cose, nel 2012, sono inconcepibili. Lui non ha diritto di pensare che dal momento che sono gay, può picchiarmi in pieno volto, in un locale pubblico solo perché, a detta sua sono gay. Lui non può farlo, non ha il diritto! Questa si chiama OMOFOBIA… non ha altro nome. Deve per forza scappare il morto, affinché vi sia una legge? Devo per forza avere un occhio nero e il naso rotto (per fortuna sto bene grazie all’intervento dei miei amici) per urlare allo scandalo? Ma lo vogliamo capire o no, che picchiare una persona non è consentito? Ancora di più non è consentito se il movente è l’odio ed il disprezzo verso le persone LGBT, odio e disprezzo che ti spinge a pensare che tanto lo puoi fare… tanto “quelli” (I FROCI) non valgono niente… Voglio una legge contro questi atti di violenza continui e costanti, verbali e fisici, voglio una legge che faccia sentire le persone padrone di uscire per la propria città senza dovere temere di essere aggrediti per il proprio orientamento sessuale o identità di genere, voglio una legge che non consenta più al politico/religioso di turno, di dire tutto quello che gli/le passa per la testa sulle persone LGBT, perché tanto loro non valgono niente… voglio una legge che renda Palermo una città un po’ più civile. Siamo PERSONE, abbiamo gli stessi doveri delle altre, quindi dovremmo avere anche gli stessi diritti delle altre, anche quello di stare alla Taverna Azzurra (il locale dove è avvenuto il pestaggio, ndr) senza paura di subire aggressioni e/o attacchi. (palermo.blogsicilia)



giovedì 2 agosto 2012

Chi di etichetta ferisce di etichetta perisce. I commenti involontariamente (?) omofobici di L'Ottavo Colore Associazione LGBT di Parma e provincia

Di base c'è la solita aggressione a due ragazzi, colpevoli di essersi tenuti per mano.
Così almeno riporta la notizia parmadaily che pubblica un comunicato dell'associazione lgbt L'ottavo colore (del quale però sul sito dell'associazione non trovo traccia...).
Tant'è.
Sul parmadaily si legge
Lo scorso sabato pomeriggio (...), in pieno giorno e in pieno centro, davanti al Teatro Regio, una coppia di ragazzi gay sono stati insultati e presi a sputi in faccia "colpevoli" solo di camminare mano per la mano.
L'Ottavo Colore, che da anni è impegnato in una battaglia quotidiana contro l'omofobia e ogni forma di discriminazione, non può che esprimere una condanna durissima per questo gesto barbaro, che sembra far tornare la nostra città indietro di anni. 
Adesso datemi del pignolo ma il periodo una coppia di ragazzi gay sono stati insultati e presi a sputi in faccia "colpevoli" solo di camminare mano per la mano  oltre a essere sgrammaticato (la coppia è stata non sono stati) è discriminatorio perchè qualifica i due ragazzi come gay quando non ce n'era bisogno.
A far identificare i due ragazzi come gay al gruppo di aggressori è stato probabilmente proprio il gesto della mano nella mano (almeno che i due non avessero il noto alone rosa che noi gay abbiamo).

Quindi invece di stigmatizzare l'occhio che giudica e incasella per un gesto di affetto si usa lo stesso identico occhio e si arriva a dire
Troviamo inaccettabile che nel 2012 gay e lesbiche non possano tenere per mano il proprio compagno o la propria compagna senza rischiare linciaggi pubblici.
Dunque se l'italiano non è un'opinione..., per quelli e quelle dell'ottavo colore solo se sono omosessuale o lesbica ho diritto ad andare in giro  mano nella mano senza essere insultat*.

Io (gay) e mio cugino (etero) no. A noi possono pure insultarci...

Trovo davvero da lobby provinciale e de noantri (anche se siamo a Parma)  riconoscere a qualcuno un diritto DI TUTTI solamente in base all'appartenenza all'orientamento sessuale.
Perchè se pensi che se uno va in giro mano nella mano di un altro maschio è frocio non sei meno omofobo di chi la pensa esattamente come te ma, a differenza tua che reagisci bene e pensi che carini, reagisce male e li prende a sputi e insulti.

Diritto all'indifferenza, ricordate?

Dobbiamo imparare  parlare meglio per ragionare meglio.

Non si tratta del diritti dei  froci (una minoranza scassaballe) di andare in giro mano nella mano (ma che palle 'sti esibizionisti, ma se ne restassero a casa loro, no?!) ma del diritto di chiunque di andare in giro mano nella mano con chi meglio crede qualunque sia il suo orientamento sessuale.


Affermazioni così lobbistiche e discriminatorie danno adito ad articoli PESSIMI come quelli del Giornale dell'Emilia Romagna che scrive
Camminavano mano nella mano di fronte al Teatro Regio. La loro colpa? Essere omosessuali.
E no! La loro colpa è essere andati in giro mano nella mano!

Ma è nella cronaca di Parma di Repubblica, molto più ricca di dettagli, che il modus operandi di L'ottavo colore si esprime nel suo peggio 


Lungo via Garibaldi - mano della mano - due ragazzi gay (uno di 16 e l'altro di 17 anni) passano sul marciapiede mentre stanno chiacchierando.
Si alza il primo urlo, "froci", poi un altro "froci". Gli sghignazzi, il dito puntato. "Fate schifo" gridano ancora i ragazzi seduti sugli scalini. La loro unica "colpa" è quella di camminare tenendosi per mano, amandosi. Uno dei giovani si alza e raggiunge la coppia, gli sputa addosso in segno di stizza.
I due si guardano, non trovano la forza di reagire e vanno via. Quella scena però brucia dentro, il male del disprezzo, l'onta su un amore che "perchè non può essere pubblico?". "Ma poi hanno trovato la forza di parlarne - racconta Valeria Savazzi, dell'associazione Ottavo Colore - hanno raccontato tutto ad un amico che si è poi rivolto a noi.E' un primo, grave, caso. Non volevano esporsi, anche perchè uno di loro dice che il padre non sa che è gay e non vuole che lo scopra così. Sono giovani ma hanno trovato il coraggio denunciare l'accaduto" conclude Valeria.
Stesso modus operandi di Marrazzo e della Gay Help Line. Si palra di deunica  a loro e non si fa cenno all'OSCAD, o non si coglie l'occasione per ricordare  come sia meglio comportarsi in questi casi, né ci si chiede della reazione degli astanti.

Perchè insulti e sputi sono illegali anche senza la legge contro l'omofobia.
E se mi sputano addosso io chiamo la polizia  e denuncio pure gli astanti per omissione di soccorso se non sono intervenuti.

Sia ben chiaro la mia non è una critica ai due ragazzi aggrediti che hanno tutta la mia solidarietà comunque si siano sentiti  di comportarsi.
Io critico il tono cattolico, pietistico, vittimista di Valeria Savazzi.

Non so voi ma io non ne posso più di questi articoli scritti con la carta carbone che danno una immagine dell'omosessualitàò triste e misera, pavida e sprovveduta. Loro e le associazioni che dovrebbero controbuire alla fine dellae discriminazioni.

Pensate a quanto sarebbe stato più condiviso, più aperto a tutt* il comunicato se avesse avuto questo tono:

E fino a qui, miracolo!, tutto bene. Poi però, sempre loro, quelli e quelel dell'Ottavo colore dicono 

Lo scorso sabato pomeriggio (...), in pieno giorno e in pieno centro, davanti al Teatro Regio, due ragazzi sono stati insultati e presi a sputi in faccia "colpevoli" solo di camminare mano per la mano. L'Ottavo Colore, che da anni è impegnato in una battaglia quotidiana contro l'omofobia e ogni forma di discriminazione, non può che esprimere una condanna durissima per questo gesto barbaro, che sembra far tornare la nostra città indietro di anni.
Troviamo inaccettabile che nel 2012 due ragazzi non possano tenersi per mano senza rischiare linciaggi pubblici. 
Semplice no?

L'omofobia sta nell'occhio di chi etichetta e divide invece di includere.

STESSI DIRITTI PER TUTT*

venerdì 13 luglio 2012

Quando la rissa è tra omosex. Come le etichette distorcono la realtà. Sulla rissa tra clienti del gay village così come è stata riportata da quotidiani e siti internet.

Due comitive di ragazzi, si sono spintonati all'interno al Gay Village, verso le 4 di notte, per motivi che gli investigatori reputano banali e forse amplificati dall'alcol. Una volta fuori, su un tratto di via delle Tre Fontane, i ragazzi si sono nuovamente presi a calci e pugni, Un ragazzo romano di 20 anni è stato colpito alla schiena da una coltellata, una ferita profonda, non così grave da mettere in pericolo la vita del giovane.

Questa in soldoni la notizia così come la riassumo dal Messaggero escludendo i commenti sia quelli ridicoli che quelli offensivi.

Per Marco De Risi, che firma l'articolo, i ragazzi si sono insultati a vicenda. In questo caso non si traterebbe [sic!] di un caso di omofobia, ma di una rissa.

Mentre l'esercizio commerciale Gay village diventa una manifestazione (che in italiano significa cerimonia o spettacolo pubblico).

Nessuna informazione sulla manifestazione, né sulle reazioni degli organizzatori del Village (nessun comunicato stampa...), né un commento sulla ...coattagine degli avventori (e avventrici?) romani\e. Basta specificare che non si tratta di omofobia ma di una rissa e tutti possiamo dormire sonni tranquilli...

Non me ne voglia De Risi, il suo resta uno degli articoli più equilibrati.

Per Roma il primo quotidiano nazionale online la rissa tra ragazzi diventa una rissa fra omosex. Basta andare al Gay Village e si diventa subito omosex. Vai a spiegare che il Village è(ra) un luogo di integrazione tra diversi orientamenti sessuali dove accanto al gay griffato trovavi l'etero griffatissimo a caccia di pischelle vanesio abbastanza da apprezzare di far sbavare anche qualche pischello come lui. Valendo anche il reciproco ogni gay che va in un locale etero si dovrebbe normalizzare (altro che Niccolosi!). Queste trappole semantiche tendono le etichette certo che bisogna essere tendenziosi o sciocchi di proprio...



Gay.tv si lascia prendere la mano dalla sitesi e scrive
Notte di violenza al Gay Village di Roma, dove due gruppi di ragazzi si sono picchiati per futili motivi forse legati all'alcol. Ma stavolta non si tratterebbe di un caso di omofobia. 
Se la lingua italiana non fosse diventata una opinione (come la matematica...) da quel ma si dovrebbe desumere che normalmente i casi di omofobia avvengono  per futili motivi forse legati all'alcol...

Nell'articolo si dice anche di peggio. Dopo aver raccontato i fatti (avendo come fonte, si presume, il messaggero...) l'autore (l'autrice?) del pezzo conclude con una considerazione infelice.


Stavolta però l'omofobia non c'entra: dal momento che gli eterosessuali non sono più violenti dei gay o viceversa, auguriamoci che queste persone vengano isolate e punite.
L'omofobia non è menare, discriminare, tentare di uccidere o uccidere una perosna omosessuale per mano di chi (presumibilmente) omosessuale non si percepisce, è una questione di violenza tra maschi gay o etero per questo (questa?) genio del giornalismo pari sono...

Così mentre tutti si precipitano a specificare che non si tratta di omofobia ma di una semplice rissa nessuno si chiede lumi su un comportamento aggressivo e violento. Nessuno constata come l'aggressività, la mancanza di rispetto altrui siano un comportamento quotidiano e normale in tutti e tutte le persone, giovani e meno giovani, preferendo di gran lunga (perchè in effetti così facendo si dorme più tranquill*) di spiegare tutto con l'omofobia o con l'acool.



 

sabato 30 giugno 2012

Di cosa parliamo quando parliamo di "aggressione omofobica". Sul ragazzo aggredito a Ponte Lungo (Roma) perché gay

Ieri alle 5 del mattino in via Ivrea un giovane gay romano è stato aggredito da due uomini. Prima lo hanno insultato con frasi omofobe. Poi, mentre il primo lo teneva fermo bloccandogli le braccia, l'altro lo prendeva a pugni sul naso, provocandogli, con l'anello che indossava al dito, alcune escoriazioni sotto un occhio" denuncia l'associazione in difesa dei dititti degli omosesssuali Dì Gay Project.
Così leggo sul sito di Repubblica di ieri, 29 giugno.

Ora, quello che mi chiedo in questi casi, e mi preoccupa sia l'unico a farlo, è quale sia  il modo (il perchè) con cui (per cui) la vittima viene identificata come omosessuale. E' vestito da gay? E come vestono i gay? Scheccava? Cantava Born This Way?

Non è una domanda peregrina. Erano le 5 del mattino. Il giovane da dove veniva? Dove stava andando? Stava per i fatti suoi? Ha osato guardare i due aggressori? 

Insomma o noi gay  abbiamo tutti l'alone che ci fa riconoscere incontrovertibile come tali, o in questi articoli manca un dettaglio.  Non è una questione di  pignoleria, è una questione  di visibilità. Che cosa classifica qualcuno come gay? E questo, o questi, elementi, sono necessari e sufficienti? O basta trovarsi al momento sbagliato nel posto sbagliato, col vestito sbagliato, la camminata sbagliata, per essere riconosciuti come gay e per questo stesso motivo essere aggrediti?

Nessuno mette in dubbio che nel nostro paese ci sia  una insofferenza nei confronti delle persone omosessuali, se basta passeggiare mano nella mano o darsi un casto bacio sulle labbra per essere scherniti, aggrediti, discriminati,.ma dare per scontato che se ci aggrediscono alle 5 del mattino mentre ce ne andiamo in giro per i fatti nostri,  lo fanno per lo stesso ordine di ragioni (se si possono chiamare tali...) si tratta di una indebita semplificazione.
L'avversione per ogni forma di diversità viene scippata alla popolazione e relegata alle sole persone omosessuali. Così se sei sovrappeso, se ha un taglio di capelli fuori standard, se porti una t shirt con una parola di troppo, se vieni insomma percepito come persona diversa e vieni aggredit* per questo, si ridimensiona un'avversione globale per l'individualità riducendola alla sola radice omofobica.

Dare questa spiegazione  giustifica le aggressioni (i soliti froci, io non lo sono non corro rischio, proprio come nei primi anni dell'aids...) ascrivendole solo a una categoria della quale invece gay e lesbiche sono solo la componente più esposta perché quella che lotta per non essere discriminata.

Quello che più mi preoccupa e mi trova contrario in questa semplificazione ideologica è la natura destrorsa e forcaiola che ne deriva.
Così nel comunicato stampa, almeno per come lo riporta repubblica, Imma Battaglia arriva ad affermare 
E' venuto il momento di dare priorità alla questione sicurezza in tutte le sedi competenti: a cominciare dall'amministrazione della città, rafforzare la vigilanza e i controlli, fino al Parlamento, affinché approvi finalmente una legge contro l'omofobia, che garantisca pene più severe quando le aggressioni riguardano pregiudizi omofobi.
Non si tratta di sicurezza, né, tanto meno, di avere pene più severe. L'annovero del reato di omofobia nella legge Mancino non serve per rafforzare la pena ma per riconoscere legalmente che l'omofobia è reato. E' la funzione simbolica quella più importante. Così come quello che dobbiamo chiedere non è maggiore sicurezza (non a questo sindaco poi che ne ha fatto un fascista cavallo di battaglia elettorale, si è visto con quali risultati) ma il rispetto e il riconoscimento dei diritti mancati a tutte le minoranze a partire da quella omosessuale. A che serve mettere pene più severe se un Giovanardi qualunque può permettersi di dire le sue porcate senza che nessuno intervenga per zittirlo? Sì, zittirlo perché la libertà di opinione non può mai discriminare chicchessia.

Non c'è bisogno di più polizia, c'è bisogno di più Stato, più cultura, più educazione, nelle scuole, nel posto di lavoro, dappertutto. Che la portavoce di una associazione in difesa dei dititti degli omosesssuali (solo gay, niente lesbiche...) chieda alle istituzioni più polizia e non educazione al rispetto mi preoccupa come poteva preoccupare un giovane (allora le donne contavano meno che mai...) ai primi vagiti del ventennio.

venerdì 6 aprile 2012

Dopo l'Espresso ecco il comunicato di Arcigay (nazionale) che riporta notizie false e tendenziose sull'icd 9 ancora adottato dal ministero della Salute Italiano. Precisazione nella quale si annovera tra le preferenze sessuali (cioè l'orientamento sessuale) anche la pedofilia...

Mentre il Mario Mieli pubblica sul suo sito, senza commento, una precisazione pubblicata sul sito del Ministero della salute a proposito dell'articolo di Tommaso Cerno sull'Epresso di cui ho già parlato ieri Arcigay Nazionale pubblica un commento altrettanto disinformato e inesatto non citando Cerno come sua fonte ma partendo da una lettura diretta del documento icd 9 del Ministero.

In quel documento dal titolo Arcigay: Omosessualità e transessualismo tra le malattie invalidanti: Ministero adotti ICD10 si legge, tra l'altro,
Arcigay è in grado di documentare in esclusiva
povero Cerno, nemmeno il riconoscimento della fonte,
(...) [che] l’ICD9 (...) adottato in Italia (...)  annovera l’omosessualità ego distonica e il transessualismo tra i “disturbi psichici” alla categoria “disturbi nevrotici della personalità e altri disturbi psichici non psicotici” affiancata ignobilmente alla pedofilia.

Mentre il resto del mondo civile ha adotto l’ICD10, approvato nel 1990, che non elenca l’omosessualità tra le malattie, è il caso della Francia nel 2005, della Germania, con alcune modifiche, della Svezia nel 1997 e così via, l’Italia resta avvinghiata ai suoi pregiudizi. (fonte, Arcigay Nazionale)
 Arcigay afferma il falso perchè come ho spiegato io ieri e come oggi il Ministero spiega a sua volta

il codice 302.0 dell’International Classification of Diseases 9 Clinical Modification (ICD-9-CM),  riporta la definizione di “orientamento sessuale egodistonico”.
L’orientamento sessuale egodistonico, secondo l’Oms, si ha quando l’identità di genere o la preferenza sessuale (eterosessuale, omosessuale, bisessuale o prepuberale) non è in dubbio, ma l’individuo desidererebbe che fosse diversa a causa di disordini psicologici e del comportamento associati.
E’ quindi del tutto evidente che non esiste alcuna classificazione come patologia di qualsivoglia orientamento sessuale: ogni affermazione in questo senso è totalmente infondata. (fonte Ministero della Salute)
I neretti sono miei. Sul termine in rosso tonerò tra poco.
Subito dopo viene riportata una dichiarazione di Patanè, presidente Arcigay nella quale si dice


ecco la dichiarazione di Patanè.

“Francamente che un omosessuale o un transessuale possa chiedere un certificato di invalidità – spiega Paolo Patanè, presidente di Arcigay – è l’ultimo tra i problemi che vivono le persone lgbt in Italia, prive di qualsiasi diritto e tutela da omofobia e discriminazione. La mancanza di aggiornamento scientifico è comunque la sintesi perfetta dello stallo nel quale si trova il nostro Paese. E’ ora che il ministero intervenga con un doveroso aggiornamento della diagnostica dei medici. Nel caso non dovesse accadere, in massa, chiederemo invalidità e relativa pensione”.

“L’aggiornamento”, continua Patanè, “evidentemente non è abbastanza. Chiediamo al Governo di riallinearsi agli altri paesi dell’Unione in cui l’unico tema reale è il concreto riconoscimento della parità dei diritti delle coppie dello stesso sesso e la tutela e prevenzione da omofobia e transfobia”.
(fonte, Arcigay Nazionale)
Patanè mente sapendo di mentire.


Non so infatti se Patanè fa migliore figura a ignorare davvero il significato di omosessualità ego-distonica, il che lo renderebbe non all'altezza della carica che ricopre, oppure se la ignora artatamente  per fare una inutile polemica il cui scopo, non ne vedo altri, è la visibilità politica personale e dell'associazione di cui è presidente, così che gli e le omosessuali che Arcigay con questo comunicato distorto e infondato tiene nell'ignoranza possano pensare che c'è qualcuno che lotta per loro.

COSI' NON E'.

Diversa la questione del transessualismo.

Il transessualismo infatti è ancora oggi, nell'icd 10 considerato un disturbo dell'identità di genere, solo così infatti, 30 anni fa (la legge italiana sul cambiamento di sesso è del 1982)  si poteva garantire l'assistenza pubblica (tramite un percorso monitorato psichiatricamente) e il diritto al cambio i sesso 8che per essere sancito richiedeva la riattribuzione chirurgica di sesso.

Non è colpa della legge ma la riproposizione da parte del legislatore di quanto le persone transessuali andavano allora dicendo. Oggi invece ampliando il disturbo di identità di genere nella categoria più ampia e sfumata del transgenderismo le stesse persone transessuali chiedono la depatologizzazione del transessualismo, chiedendo, in soldoni, il diritto alla riassegnazione legale di sesso (cioè sui documenti) senza quella chirurgica (da molti vista con eccentrico punto di vista come una vera e propria castrazione).

Una questione interessante da un punto di vista politico e epistemologico che Patanè dimostra di non comprendere d'altronde se Patanè non sa distinguere il termine ego- distonico che riguarda l'omosessualità, lui che è presidente di una associazione che si chiama Aricgay perché dovrebbe intendersi di cose distanti dall'omosessualità come il transgenderismo?

Come cittadino italiano e come omosessuale chiedo una immediata rettifica da Patanè e dall'Arcigay che con questo documento dimostrano una incompetenza che sfiora il ridicolo, imcompetenza e una totale assenza di onestà intellettuale.
Per agire a favore della lotta per i diritti non riconosciuti alle persone omosessuali italiane c'è bisogno i ben altre rivendicazioni e strategie.

E torniamo alla precisazione del ministero dove si si legge che
L’orientamento sessuale egodistonico, secondo l’Oms, si ha quando l’identità di genere o la preferenza sessuale (eterosessuale, omosessuale, bisessuale o prepuberale)
commettendo due errori uno più grave dell'altro.

1) annovera sotto la definizione di orientamento sessuale l'identità di genere, che è tutt'altra cosa, e
2) annovera tra le preferenze sessuali che sarebbe l'orientamento sessuale quella prepuberale con termine ambiguo che, dato il contesto e le parole usate nella (pessima) traduzione italiana dell'icd 9 (di cui ho già parlato) non può che fare riferimento alla pedofilia.

Dunque si annovera tra le possibilità dell'orientamento sessuale (che sono tre, omosessuale, eterosessuale e bisessuale) anche la pedofilia, che non è annoverata nello stesso paragrafo dell'icd 9 dove si parla di omosessualità ego-distonica.

Insomma o il sottoscritto è un genio che nota dettagli agli altri invisibili (e non credo proprio) oppure sono tutti così accecati ma anche storditi dalla retorica della lamentazione per partito preso che non ci si accorge nemmeno di quello che si riporta...

FINIAMOLA DI GRIDARE ALLA PEDOFILIA E STIAMO ATTENTI A CRITICARE GLI SCIVOLONI DEL MINISTERO.
NON QUELLO DELL'ICD 9 MA DELLA PRECISAZIONE CHE EQUIPARA OMOSESSUALITÀ A PEDOFILIA.



giovedì 5 aprile 2012

Quando nemmeno la persone omosessuali (lesbiche o gay) sanno cosa significa ego-distonico: sull'elenco ufficiale delle patologie e dei traumi del Ministero della Salute e l'articolo su L'espresso di Tommaso Cerno.

Leggo su faccialibro di un articolo dell'Espresso di Tommaso Cerno nel quale si denuncia come
Secondo i moduli del dicastero della salute il "lesbismo" è una vera e propria malattia.
Non capisco perchè lesbismo vine messo tra virgolette, ma soprassediamo.
Nell'articolo si spiega che 
 (...) Lo mette nero su bianco il modulo "Icd9-cm", vale a dire l'elenco ufficiale delle patologie e dei traumi varato per decreto dal ministero della Salute.
A pagina 514, capitolo 302, paragrafo "0", è inserito il "lesbismo ego-distonico", classificato dunque a tutti gli effetti come malattia (...)
Di nuovo le virgolette...

L'articolo continua, dopo varie considerazioni sugli effetti di questa classificazione, spiegando che
Mentre l'Oms (l'Organizzazione mondiale della sanità) ha cancellato l'omosessualità dall'elenco delle malattie il 17 maggio del 1993, in Italia sopravvive in un documento ufficiale quel riferimento alle donne omosex. Eppure la lista è stata aggiornata nel 2007 dall'allora ministro del Pd Livia Turco e poi ratificata, senza correzioni, dal ministro del Pdl Ferruccio Fazio nel 2009. Ma non è bastato. (...)
La ragione? "Quell'elenco è la traduzione di un documento dell'Agenzia federale americana. Un elenco, in effetti, già decaduto e sostituito da anni a livello internazionale dal modello successivo, appunto "Icd10", dove il riferimento al lesbismo non c'è più". Peccato che l'Italia non si sia ancora adeguata al nuovo testo, "perché la procedura è complessa", aggiungono nell'entourage del ministro.
Beh assurdo no? A dir poco...

Purtroppo la notizia data da Tommaso Cerno non è precisa, è tendenziosa e cavalca l'onda, la moda, di gridare all'omofobia perchè nel dare le informazioni omette di specificare un fatto fondamentale, del quale non sembrano accorgersi, né dare peso, nemmeno i e le militanti lgbt che su faccialibro, dove ho appreso la notizia, piangono e gridano All'omofobia! All'omofobia! come Al lupo! Al lupo! nella famosa fiaba...

Partiamo dalla pagina dell'elenco ufficiale delle patologie e dei traumi varato per decreto dal ministero della Salute che, per vostra comodità, riporto qui alla pagina giusta (il link rimanda all'intero documento, dovreste andare a pagina 514, capitolo 302, paragrafo "0".)


 La foto l'ho presa da faccialibro.

Nel documento del ministero della salute si parla di Omosessualità ego-distonica con una specificazione mal tradotta di disturbo di conflitto omosessuale.

Infatti il testo originale inglese recita

302.0 Ego-dystonic sexual orientation
Ego-dystonic lesbianism
Sexual orientation conflict disorder
Excludes:
homosexual pedophilia (302.2)


Sexual orientation conflict disorder (il neretto è mio) non si può tradurre con disturbo di conflitto omosessuale che non significa nulla (che cos'è il conflitto omosessuale? ) ma con disordine di conflitto sull'orientamento sessuale.


Che vuol dire?

Nel 1973 la APA l'American Psychiatric Association prendendo atto della mancanza di prove scientifiche che giustificassero la catalogazione dell'omosessualità come patologia psichiatrica, introdusse una distinzione

tra omosessualità ego-sintonica,

ossia la condizione della persona omosessuale che accetta il proprio orientamento sessuale e lo vive con serenità

e omosessualità ego-distonica,
ossia il caso della persona omosessuale che non si accetta come tale.

Nel 1987 anche l'omosessualità ego-distonica venne cancellata dalle malattie mentali.

Quindi la pessima traduzione italiana dell'"Icd9-cm" annovera ancora tra le malattie il disturbo psicologico delle persone omosessuali che non si accettano in quanto tali.

La malattia non è l'orientamento sessuale di per sé ma il fatto che chi si scopre omosessuale non accetta la propria condizione.
Ben diversamente dall'articolo di Tommaso Cerno nel quale si glissa sull'aggettivo ego-distonico  e si annovera l'omosessualità  come malattia tout-court:
Per lo Stato le lesbiche sono "malate". (...)

Lo mette nero su bianco il modulo "Icd9-cm", (... )il "lesbismo egodistonico" (...) classificato dunque a tutti gli effetti come malattia

Nel frattempo le lesbiche si dovranno tenere la loro malattia di Stato.
Cerno riporta l'aggettivo ma non lo spiega cancellando il distinguo.
E non a caso quando dice che nel 1993 l'Oms (l'Organizzazione mondiale della sanità) ha cancellato l'omosessualità dall'elenco delle malattie il 17 maggio del 1993, si vede bene dallo specificare che in quella data venne derubricata l'omosessualità ego-distonica visto che quella ego-sintonica era già stata derubricata dalle malattie mentali nel 1974.

Le decisoni dell'APA furono recepite nel DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) nel 1974 nel DSM III per quanto riguarda l'eliminzione dell'omosessualità ego-sintonica,  mentre per la derubricazione anche dell'omosessualità ego-distonica dai disturbi della personalità bisogna aspettare il  DSM IV che uscì il 1º gennaio 1994 (sebbene L'APA la avesse già derubricata nel 1987). Per saperne di più rimando a un altro mio post


ICD, acronimo di The International Classification of Diseases, 9th Revisione,

è
un sistema di classificazione nel quale le malattie e i traumatismi sono ordinati per finalità statistiche in gruppi tra loro correlati. (fonte www.softwaremedico.it)

Quindi è una classificazione usata per fini statistici che  
verrà utilizzata per la codifica delle informazioni contenute nella scheda di dimissione ospedaliera (SDO). (fonte www.softwaremedico.it).
Questo non toglie nulla alla gravità del fatto che l'Italia usi ancora l"Icd9-cm" 
nel quale l'omosessualità distonica è annoverata come malattia mentale, ma è proprio grazie all'Icd9-cm che  Cristian Friscina non fece il servizio di leva. Non perchè, in quanto gay, era malato, ma perchè in quanto gay ego-distonico non se la sentiva di affrontare lo stress psicologico del servizio di leva visto che era già provato da quello causatogli dall'ego-distonia con cui viveva il proprio orientamento sessuale.
Friscina fece notizia all'incirca un anno fa perchè, in seguito alla sua esenzione dal servizio di leva  la motorizzazione di BAri non gli rinnovò la patente, con un atto arbitrario (che infatti il TAR intimò di modificare). All'epoca però tutti scrissero che a Friscina era stato negato il rinnovo della patente perchè gay. Nessuno accenno al fatto dell'ego-distonia...
 
L'Italia comunque non è il solo paese dove l'Icd9-cm è ancora usato nonostante esista la revisione 10 dove nemmeno l'omosessualità ego-distonica è più tra le voci delle malattie mentali.

E' ancora usato per esempio dal National Center for Health Statistics (NCHS).
degli Stati uniti. Anzi è proprio per questa permanenza dell'omosessualità ego-distonica nei manuali statistici (anche se non più in quelli diagnostici) che ci sono psichiatri che ancora propongono (propalano?) le teorie riparative di Jospeh Nicolosi e affini, quelli che ti dicono che se sei gay ego-distonico ti puoi curare.
Ora mentre per la comunità scientifica internazionale un omosessuale ego-distonico va aiutato ad accettare il propri orientamento sessuale (la cui ego-distonia è indotta da cause esterne, dalla paura dello stigma sociale, etc.) per gli psichiatri (cialtroni e fuori dal consorzio civile) ripartivi la cura è ricondurre gli omosessuali ego-distonici all'eterosessualità. Luca era gay e adesso sta con lei, ricordate?

Ma Tommaso Cerno tutto questo lo ignora, o fa finta di ignorarlo, e non ce ne informa, perchè nel suo articolo vuole cavalcare l'onda dell'omofobia.
Infatti scrive:
(...) fra traduzioni datate e vuoti legislativi, l'omofobia in Italia cresce. E nel 2011 segna un picco record. L'Unar, l'ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali della presidenza del Consiglio, nella relazione di pochi giorni fa al Parlamento per la prima volta ha analizzato gli atti di violenza contro gay, lesbiche e trans. Con un primo dato allarmante. Fra le matrici della discriminazione l'orientamento sessuale sale al secondo posto dopo i motivi razziali con il 25 per cento dei casi. Un dato confermato dal Viminale, che dal 2010 ha attivato l'Oscad, l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori guidato dal vicecapo della polizia

I neretti sono miei.
Il resto dell'articolo riassume tutti gli esempi di omofobia (così spinta ed esagerata) che sono occorsi nello scorso anno e sui quali, appena posso, tornerò.
 

Questo continuo gridare all'omofobia! è deleterio per il movimento perchè usando l'argomento dell'omofobia in maniera pretestuosa e mettendo tutto sullo stesso paino di omofobia dà meno credibilità a una protesta che va fatta per diversi gradi e che invece di gridare all'omofobia deve sempre ricordare i diritti mancati non le sopravvivenze di una catalogazione vecchia di 20 anni...

Una protesta che, a quanto pare, sta abdicando il vaglio critico alla retorica dell'allarmismo ad ogni costo...


(rivisto il 6 aprile 2012)