martedì 19 luglio 2011

Arcgay (nazionale) e Gay street vs. Gay Center (e Gay Help Line): guerra tra poveri?

Ieri stampa e rete hanno diffuso una notizia diramata da Fabrizio Marrazzo in qualità di portavoce del Gay Center di Roma. In mancanza di un comunicato ufficiale che non ho trovato sulla rete, uso come fonte Repubblica:

ecco la foto pubblicata da Repubblica

L'aggressione avvenuta in via dei Fori Imperiali ha visto per protagonista un 22enne che, uscito da un locale della vicina Gay Street, era diretto verso la fermata dell'autobus notturno per tornare a casa, nella zona di Centocelle. Erano le due di notte, il ragazzo indossava una t-shirt e dei pantaloncini molto aderenti.
come dire che basta non vestire da gay per non essere notati?
Forse per questo motivo (o magari perché era stato seguito da via San Giovanni in Laterano, la strada dei locali Glbt) è stato notato da un gruppo di ragazzi tra i 18 e i 20 anni, che gli si sono affiancati con l'auto. "Mi hanno tirato della uova con dei vetri, all'improvviso, senza che avessi fatto nulla di particolare", ha raccontato alla linea telefonica. Sul posto sono intervenuti i carabinieri,
erano già presenti o sono stati chiamati e da chi?
anche se lui non ha voluto presentare formale denuncia. "Non sono dichiarato, e i miei genitori non sanno della mia omosessualità", si è giustificato. "Sono molto scosso. Sono rimasto ferito, e mi sento uno schifo. Lanciarmi contro le uova è un gesto di disprezzo. Ora avrò paura ad uscire di casa la sera", ha detto a Marrazzo che, ieri sera,
cioè ieri notte alle 2?
si è recato sul posto per incontrarlo. "Ho notato per terra l'uovo con i pezzi di vetro", conferma il portavoce del Gay Center.
Cioè la conferma arriva dal  portavoce del Gay Center e non dai carabinieri che, intervenuti, devono fare verbale?

Repubblica non fa certo un buon servizio a Marrazzo e alla Gay help Line che, essendo aperta (cioè c'è qualcuno che risponde)
Lunedì dalle 16.00 alle 20.00

Mercoledì dalle 16.00 alle 20.00
Giovedì dalle 16.00 alle 20.00
Sabato dalle 16.00 alle 20.00

non era certo disponibile alle due di notte del 17 (cioè tra domenica e lunedì).
Adesso per quanto io possa chiamare per aiuto un mio amico, magari nerboruto e prestante (ma non è il caso del longilineo Marrazzo) perchè, se vengo aggredito alle due di notte, invece di andare al pronto soccorso e fare denuncia contro ignoti (glissando sul fatto che sono gay e uscivo da un locale gay se questo potrebbe far trapelare il mio orientamento sessuale a persone che non voglio che lo sappiano) o chiamare polizia o carabinieri, o correre a casa disperato, attendo come minimo mezz'ora che Marrazzo in persona venga per venirmi a trovare e confermare che le uova e i vetri c'erano davvero, col rischio che magari gli aggressori tornano e mi lanciano il resto delle uova?

Non metto in discussione quanto raccontato da Marrazzo sia vero. Se lo dice ci credo. Metto invece in discussione i fatti così come sono riportati nell'articolo, firmato da Marco Pasqua, che non ce la racconta giusta.

Di fronte a fatti come questi bisognerebbe raccomandarsi di denunciare sempre alla polizia le aggressioni avvenute siano esse motibate da disprezzo omofobico oppure da semplice teppismo.
Un mese fa sono stato oggetto di lancio di uova (senza vetri) all'incrocio della mia via di residenza con la Colombo, all'una di notte, mentre rientravo da una serata a Caracalla (Festa dell'unità) da parte di sconosciuti in una macchina, che mi hanno preso di mira o perchè l'unico a portata di ...uova, o perchè ciccione (spesso, spessissimo giovani ragazzi dalle macchine sfreccianti mi gridano dietro insulti e battute sulla mia stazza...). Ma solo un pazzo potrebbe interpretare questo gesto come un atto omofobico.

Trovo disdicevole che Marrazzo possa affermare che Uno dei dati più evidenti è che spesso chi denuncia - non alla polizia ma alla sostituta gay help line - parla di aggressori molto giovani e di gruppi e spesso di giovani vittime che nella quasi totalità dei casi non fa denuncia formale per paura senza denunciare questo comportamento come deleterio ed esortare a fare sempre la denuncia mentre si offre inopinatamente come mediatore tra i cittadini e le forze dell'ordine.
Siamo in contatto costante con le forze dell'ordine, ma non basta. Serve una risposta politica culturale strutturata come se davvero con la gay help line e Marrazzo gli aggrediti per omofobia a Roma abbiano la vita più facile che se non ci fossero.

Anche con tutta la buona volontà c'è da insospettirsi sul modo di raccontare queste storie nel quale viene presentato come dato di fatto che la gay help line (o il gay center questo e quello per i giornali pari sono) faccia davvero la differenza a Roma entrando in funzione ogni volta che un loro assistiti denuncia (a loro e non alla polizia) le aggressioni.

Forse anche per questi motivi Arcigay Nazionale ha pubblicato una smentita ufficiale firmandola con la presidente dell'associazione Gaystreet (un politico con una commerciante, bella accoppiata) questa presa dal sito ufficiale dell'arcigay (nazionale):

In merito alle notizie diffuse in questi giorni su recenti episodi di omofobia a Roma, ed alle voci su fatti che sarebbero accaduti presso la via di S.Giovanni in Laterano, meglio nota come Gay Street, vale la pena fare esercizio di estrema serietà, soprattutto in considerazione del voto sulla Legge contro l’omofobia, previsto per domani alla Camera dei Deputati, e del grande lavoro svolto dall’On.le Paola Concia nel costruire un approccio importante a un tema così delicato.
Arcigay e l’Associazione Gay Street smentiscono dunque decisamente che episodi di omofobia siano recentemente avvenuti in via di S.Giovanni in Laterano,
della serie venite pure al Coming Out non c'è pericolo. Infatti le aggressioni non sono venute nella via del locale ma nei pressi della gaystreet...
ed esprimono profondo apprezzamento per il costante, quotidiano raccordo con la Questura, il Commissariato del Celio e le Forze dell’Ordine che ha reso possibile l’affermazione di una condizione di crescente sicurezza e fiducia in un clima di straordinaria collaborazione. E’ vero da un lato che il problema “omofobia” richiede con estrema urgenza una soluzione normativa che offra reali strumenti di prevenzione e repressione dei reati di odio nei confronti delle persone gay, lesbiche e transessuali, ma d’altra parte anche correttezza e rigore nel distinguere circostanze criminali generiche da situazioni di reale omofobia e transfobia, soprattutto per rispetto delle tante vittime vere.
Paolo Patanè – Presidente nazionale di Arcigay Annalisa Scarnera – Presidente Associazione Gay Street

Questo basta perchè le diverse fazioni (sic!) si siano scontrate anche sui forum e newsgroups con reciproche accuse di sciacallaggio.

Nessuno ne esce bene da questa storia mentre il giovane aggredito, tirato in ballo dalle parti contendenti, rischia di fare la fine di Gano che venne squartato da 4 cavalli...

Qualunque sia la verità (vorrei avere la possibilità di chiamare  i carabinieri e informarmi) questa notizia è data con superficialità e dettagli incoerenti. A farne le spese sono tutti i gay e le lesbiche che giorno dopo giorno sono vessati e additati al pubblico ludibrio in ogni contesto pubblico e privato.

Per tutt* le persone aggredite faccio quello che non hanno fatto né Marrazzo né Patanè raccomando cioè di sporgere sempre denuncia di rivolgersi alle autorità parlando magari col prefetto o col commissario (o chi per loro) esternando le proprie difficoltà di visibilità o la paura di ritorsioni.
Si potrebbe scoprire che le forze dell'ordine sono molto più sensibili e al servizio del cittadino di quanto non facciano sembrare certi quotidiani o certe associazioni che solo nominalmente sono pro gay e lesbiche e sempre più sfacciatamente pro domo loro.
Così come studiata ad effetto sembra la dichiarazione rilasciata dalla Governatrice della regione Lazio Polverini:
“Al giovane aggredito la scorsa notte va tutta la nostra vicinanza e la nostra solidarietà”. E’ quanto dichiara la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.
“A nome di tutta la regione Lazio, - aggiunge - ribadisco la ferma condanna di atti di intolleranza e di omofobia su cui il Gay Center ha espresso giusta preoccupazione, anche alla luce dei diversi episodi denunciati al call center. La Regione è impegnata, in collaborazione con il Gay center e le altre associazioni che tutelano i diritti degli omosessuali, nella difesa dei diritti e nel contrasto a qualsiasi forma di violenza. La Gay Help line è uno degli strumenti messi in campo, mi auguro che anche dal parlamento arrivi un segnale concreto. Voglio infine ringraziare l’associazione guidata da Fabrizio Marrazzo per aver aderito alla Fiaccolata di domani contro le mafie promossa dalla Provincia di Roma insieme alla Regione Lazio e a Roma Capitale, sarà una ulteriore occasione per ribadire la cultura della legalità e del rispetto”. (fonte AgenParl
Una nova dimostrazione di quel manuale Cencelli che non ha mai smesso di essere seguito?

In piazza contro l'omofobia parlamentare (direttamente dal blog di Elfobruno)

Quando un post è perfetto che senso ha cercare di scriverne un altro?
Il blog è quello (omonimo) di Elfobruno il post lo potete leggere di seguito.


Ricevo da Certi Diritti – Dio, o chi per lui, li abbia in gloria – e inoltro:
L’Associazione Radicale Certi Diritti insieme alle associazioni lgbt(e) e a parlamentari di diversi gruppi seguirà i lavori dell’aula da Piazza Montecitorio dalle ore 15 con un sit-in e una maratona oratoria per chiedere al Parlamento un segnale forte contro l’omofobia e la transfobia.
Roma, 14 luglio 2011
È previsto per martedì 19 luglio dalle ore 15 il voto sulla proposta di legge contro l’omofobia che introduce l’aggravante per i reati commessi in ragione dell’orientamento sessuale della vittima.
La legge molto probabilmente non passerà a causa delle pregiudiziali di costituzionalità presentate da deputati dell’UDC, del PDL e della Lega Nord. Deputati genuflessi alla casta vaticana e del tutto indifferenti ai diritti dei cittadini, che tentano così di aggrapparsi a inesistenti ipotesi di incostituzionalità per negare la gravità della violenza omofobica.
Per questo saremo in piazza con lo slogan “Legge incostituzionale? Omofobia parlamentare”.
Hanno aderito:
Associazione radicale Certi Diritti
Arcigay
Agedo
Famiglie Arcobaleno
MIT
Circolo Mario Mieli
Equality
Gay Center
Radicali Italiani
Forum Queer SEL
Associazione Luca Coscioni
CGIL- Nuovi Diritti
Associazione 3D
Fondazione Massimo Consoli
I-Ken Onlus
Yellow Sport
Per aderire scrivere a tesoriere@certidiritti.it
Ricordo, per dovere di cronaca, i nomi di quei parlamentari che vogliono affossare la legge (fonte Gay.it):
Si tratta dei deputati dell’UDC Buttiglione, Capitanio Santolini, Binetti; per il PDL gli onorevoli Bertolini, Saltamartini, Stracquadanio, Pagano; infine per la Lega si tratta degli onorevoli Lussana, Nicola Molteni, Isidori, Paolini, Follegot, Vanalli, Luciano Dussin, Pastore, Volpi, Bragantini, Polledri. Un’ultima curiosità: il regista della bocciatura della legge contro l’omofobia nel 2009, quando arrivò in aula la prima volta, fu Piero Vietti, dell’UDC, premiato poco tempo dopo con la vicepresidenza del CSM.
Per questa gente le persone GLBT possono essere insultate liberamente, discriminate aggredite, violentate e uccise senza che la cosa costituisca un’aggravante, come invece succede in tutto il mondo civile e democratico e come già succede per le vittime di odio razziale e antisemita.
Essere a Montecitorio o negli altri raduni organizzati in tutta Italia è una manifestazione di civiltà e democrazia. E, prima di ogni altra cosa, una dimostrazione di umanità. Chi non andrà sarà della stessa pasta di persone come Buttiglione e Binetti, fieramente omofobi e nemici naturali dei diritti fondamentali dell’uomo.
A voi la scelta 
Elfobruno
 CI VEDIAMO TUTT* IN PIAZZA