Da ieri sul canale ufficiale dell'Unar di YouTube si può vedere il nuovo video istituzionale contro
l'omofobia.
Dopo aver definito alcune fobie (cheratofobia, paura per i capelli, hilofobia, paura per gli alberi, e cromatofobia, paura per i colori) nel video si introduce la fobia più irrazionale di tutte, l'omofobia, definendola come paura irrazionale dell'omosessualità esortando ad aiutare a farla scomparire.
Conclude lo spot il riferimento al 17 Maggio come giornata mondiale contro l'omofobia.
Il 17 maggio ricorre la Giornata internazionale contro l’omobitransfobia. Proprio in questa data, 29 anni fa, l’OMS ha rimosso l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
In questo video, in onda da oggi sulle reti Rai e realizzato proprio da Rai Creativa (che ringrazio sentitamente), abbiamo provato a stimolare la discussione sulla irrazionalità dell’omofobia.
Una paura che, insieme, dobbiamo riuscire a cancellare, per produrre un ulteriore avanzamento culturale e sociale.
Annoverando l'omofobia tra le paure irrazionalisi svuota di ogni significato politico la parola.
L'omofobia, infatti, non denota una paura irrazionale ma una discriminazione.
Non lo diciamo noi.
Lo dice il libro DisOrientamenti Discriminazione ed esclusione sociale delle persone LGBT a cura di Carlo D’Ippoliti e Alexander Schuster pubblicato per l'Unar dai tipi della Armando editore, nel 2011, nel quale l'omofobia è definita come discriminazione nei confronti delle persone omosessuali.
Nel libro, che potete consultare sul sito dell'Unar, a pag. 24, si spiega come
(...) oggi si distingue l’omofobia dalle fobie comunemente intese, mettendone in luce la dimensione di pregiudizio in quanto: a) le emozioni accompagnate alla fobia sono la paura e l’ansia, mentre quelle iscritte al pregiudizio sono l’odio e la rabbia; b) le persone fobiche vivono la loro paura come irragionevole, mentre le persone con pregiudizi credono che la loro ostilità nei confronti di una certa categoria di persone sia giustificata e condivisibile.
Tutt'altro che legata alla paura irrazionale di una singola persona la discriminazione omofobica implica diversi livelli, come si legge a pagina 25 di DiSorinetamenti:
a) un piano personale, che riguarda le concezioni individuali pregiudizievoli e stereotipiche nei confronti dell’omosessualità; b) un piano interpersonale, che implica la traduzione dei pregiudizi personali in comportamenti; c) un piano sociale, che si esprime attraverso la reiterazione di comunicazioni sociali improntate sulla continua riproposizione di stereotipi su gay e lesbiche; d) un piano istituzionale, che consiste nella discriminazione manifestata più o meno apertamente in istituzioni quali scuola, famiglia, Stato, Chiesa, ecc.
Una complessità dell'omofobia che questa campagna semplifica e riduce alla sua prima definizione, quella che diede George Weinberg, nel 1972: la paura delle persone eterosessuali di trovarsi a stretto contatto con persone omosessuali e/o il disgusto per se stessi.
Eppure anche Weinberg, pur annoverando l'omofobia tra le fobie "classiche", ne riconosceva la portata sociale distruttiva e la tendenza a trasformarsi in violenza che accomuna l'omofobia alla xenofobia non certo alle altre fobie citate nello spot in questione.
Lo aveva detto Nanni Moretti in Palombella rossa (Italia, 1989) "chi parla male pensa male, e vive male. Bisogna trovare le parole giuste. Le parole sono importanti".
Eccovene un esempio.
Se io a scuola, durante uno dei miei corsi di sensibilizzazione contro le discriminazioni per identità di genere e orientamento sessuale (ma non è più semplice froceria?) chiedo a un ragazzo se ha un fidanzato o una fidanzata rischio che lui si offenda o si risenta o si imbarazzi perché sembra che io stia insinuando che lui sia gay.
In realtà come spiego quando menziono questa domanda ipotetica, io non sto implicando nulla sto semplicemente prendendo in considerazione una possibilità, annoverando tra le possibilità che quel ragazzo in quel momento stia con qualcuno, ragazzo o ragazza che sia.
Non voglio dire che amare un ragazzo o una ragazza sia la stessa cosa, tutti gli amori sono differenti, ma hanno la stessa dignità e appartengono allo stesso alveo, allo stesso bacino semantico.
Invece generalmente, si deve spiegare, giustificare, dare d'onde solo all'omoerotismo perché solo l'eterosessualità viene concepita di default.
Ecco, invece sono di default tutti e tre gli orientamenti sessuali*, e l'unico modo per agirli di default e di non escludere alcuna possibilità.
Cave canem. Non sto dicendo che bisogna chiedere ma tu sei gay\etero\bisex? Queste etichette possono stare strette, soprattutto a giovani studenti**, ma più in generale a chiunque perché non si limitano al qui e ora, ma ipotecano passato e futuro.
Lasciamo che siano le singole persone a decidere come definirsi, come ha fatto il Tenente Stamets in Star Trek Discovery, quando, al commento di una ufficiale (che proviene da un universo parallelo) che nel suo universo il tenente Stamets non è gay ma fluido e si è divertito anche con lei, lo Stamets di questo universo risponde: Beh io in questo universo e in molti altri universi che conosco sono e rimango gay.
Quando un ragazzo dice di avere un ragazzo non sta necessariamente dicendo che è gay. Può essere bisex, può essere un etero che si è innamorato di un ragazzo per la prima volta, può stare ancora sperimentando, può essere gay ma ancora non volerlo dire perché non si riconosce in tutti gli elementi connotativi della parola gay che vengono percepiti come denotativi.
Essere gay dovrebbe significare solamente che quella persona si innamora e fa sesso con persone dello stesso sesso.
Invece nel bacino semantico occidentale essere gay significa (implica) anche altre cose.
1) Se sei un ragazzo gay ci provi con tutti gli altri ragazzi, perché, si crede che, se ti piace Francesco, non ti piace perché è Francesco cioè quello specifico essere umano di sesso maschile lì, con le fossette e gli occhi marroni, ma ti piace Francesco perché è un maschio e a te, in quanto gay, ti piacciono tutti i maschi e solamente i maschi.
2) Se sei un ragazzo gay e ti piacciono solamente i maschi significa anche che "non ti piacciono le donne".
Ora ci possono essere ragazzi cui questi corollari li rivendicano con orgoglio, un po' perché pensano così di rivendicare il diritto a sottrarsi dall'obbligo patriarcale per i maschi di provarci con tutte le donne (tranne mamma) un po' perché in quanto maschi (si rimane maschi del patriarcato anche quando si è gay) si coltiva la misoginia e quale migliore tributo misogino di dire (come fa Stamets) io con le donne mai?
Insomma quando chiedo a un ragazzo hai la ragazza? hai il ragazzo? non gli sto chiedendo in maniera indiretta sei etero o gay? Voglio solo sapere se è innamorato e di chi. Perché se è innamorato lo vuole dire al mondo intero.
Dovrebbe esser libero di dirlo mondo intero.
Non già sono gay comefanno fare a Lucas in Skam France, ma sono innamorato di...***
Questo perché l'orientamento sessuale non si esplica e finisce con noi che siamo gay piuttosto che etero (e mai bisex perché la bisessualità è esclusa da questa diade)**** ma coinvolge sempre una persona, concreta in carne ed ossa, oppure, se ancora non abbiamo intessuto relazioni, una persona ideale perché non ci piacciono mai tutti i ragazzi (tutte le ragazze) ma solo certi tipi, insindacabili che piacciono a noi.
Chiedere a Lucas se è gay mette tra parentesi il suo amore per Elliott (che è il suo ragazzo di adesso) e generalizza sulla condizione di persona alla quale piacciono i ragazzi (sì, ma quali?).
Perché al di là delle etichette sono le persone quelle che ci fanno innamorare non gli orientamenti sessuali.
Perché se dico sono gay mi sto uniformando se dico sono innamorato di Paolo, faccio sesso con Gianluca, mi sono messo insieme con Daniele, ti sto parlando di me e dei miei amori.
Per questo la dichiarazione di Alessandro Mahmoud, in arte Mamhood, riportata dal corriere è infelice e irricevibile
Io sono fidanzato, ma troverei poco educata la domanda se ho una fidanzata o un fidanzato. Specificare significa già creare una distinzione.
A sostegno di questa affermazione incomprensibile e ipocrita (se amo lo voglio gridare al mondo) Mahmood spiega, dopo aver messo le mani avanti, Io non ho mai detto di essere gay che
«La mia è una generazione che non rileva differenze se hai la pelle di un certo colore o se ami qualcuno di un sesso o di un altro».
Se davvero non ci fosse differenza dovrebbe venire naturale cogliere ogni possibilità, dirla apertamente senza tema di ricevere reazioni negative.
Non è vero che le persone eterosessuali non dicono mai che sono etero.
Hanno costruito una società che lo ribadisce in ogni istante in ogni occasione nelle istituzioni stesse. Quelle istituzioni che faticosamente si sta cercando di ampliare non di duplicare. Come il matrimonio, che rimane sempre lo stesso ma aperto anche alle coppie dello stesso sesso.
E se ci si sposa perché mai è maleducato chiedere se hai un marito o una moglie?
Facciamo nostre le parole di Federico Boni su Gay.it!
Caro Mahmood, che tu sia gay, etero, fluido o bisessuale a noi importa fino ad un certo punto. Libero di vivere la tua vita privata come meglio credi, ed eventualmente di non raccontarla, ma sarebbe il caso di evitare fastidiosi voli pindarici per provare a motivare quel silenzio, quella mancata verità. Perché così facendo si finisce per prendere in giro un’intera comunità che tutta questa inclusione, questa parità di diritti, questo ‘volemose bene’ generazionale, fatica persino ad immaginarla.
Un mondo di iene quello che esiste fuori da quello che Mahmood pretende, e che costruisce "notizie" sul niente come fa Diva e donna (il Cairo editore) che pubblica questa foto con questo commento. Nemmeno la dignità del fidanzato, dell'innamorato, del ragazzo, ma l'amico del cuore, quella perifrasi piena di sottintesi che sminuisce e fa la differenza.
Se Mahmood, in quanto personaggio pubblico, avesse parlato avrebbe potuto difendersi meglio da questi attacchi omofobi e pruriginosi.
Ha molta più classe James Franco al quale pure attribuiscono quell'orientamento sessuale lì che, nel 2016, ha risposto sul time magazine alla constatazione di essere un gay cock tease così
There is a bit of overfocusing on my sexuality, both by the straight press and the gay press, and so the first question is why do they care? Well, because I’m a celebrity, so I guess they care who I’m having sex with. But if your definition of gay and straight is who I sleep with, then I guess you could say I’m a gay c—k tease. It’s where my allegiance lies, where my sensibilities lie, how I define myself. Yeah, I’m a little gay, and there’s a gay James*****
Solo i fanatici e le fanatiche di Linneo potrebbero dedurne una ammissione di omosessualità.
Franco se ne frega, perché lui sa chi è, e si comporta come meglio crede senza dover dare spiegazioni a chicchessia.
Se i tanti Mahmood fossero leggeri come Franco allora quel mondo preteso e che resta inventato perché non esiste contribuirebbero davvero a costruirlo un po', invece di sentirsi offesi se si chiede loro ma tu hai il ragazzo o la ragazza?
E le nuove etichette inutili e perniciose come quella di fluid servono solamente ai cretini come Michele Bravi a dire che
Non vorrei usare etichette, appartengono alle vecchie generazioni e discendono da un modo di ragionare che considero superato e anche un po’ discriminatorio. Preferisco parlare di relazioni fluide. Non ho bisogno di fare coming out perché nessun giovane si stupisce che mi sia innamorato di un ragazzo, e penso che nessuno dei miei coetanei si tirerebbe indietro se gli capitasse di provare un’emozione per una persona dello stesso sesso“.
Cari e care giovani della nuova generazione vi dimenticate troppo facilmente che se potete giocare così con la vita delle persone (la loro esistenza, la loro visibilità) è perché ci sono stati tanti ragazzi e tante ragazze nelle generazioni precedenti che hanno rischiato e hanno ricevuto botte, ingiurie minacce e sono anche state uccise perché voi poteste gingillarvi così tra definizioni idiote e birignao infantili col piedino sollevato che pensate di potervi permettere perché siete "famosi".
Scusate se vi tiro per la giacca, ma, ricordate, le parole sono importanti.
Perché chi parla male pensa male e vive male, proprio come voi.
*Checché (checche?) se ne dica irrido le etichette che pretendono di ampliare gli orientamenti sessuali, come fluid, o pansessuale, perché invece di integrare escludono e rispondono a una psicosi classificatoria che non nasce dall'esigenza di mettere tutti e tutte sullo stesso piano ma di creare individualità monadiche basate su un personalismo post fordista il cui scopo è quello di dividere et imperare (libertà non è esprimere se stessi e se stesse, libertà è partecipazione).
** seguo il suggerimento di Alma Sabatini e uso studente come parola epicena gli studenti le studenti e non uso quel studentesse che mi pare non necessaria.
*** In Skam France quando finalmente Lucas ed Elliot fanno l'amore, e la notizia gira, una sua compagna di scuola lo incontra e non gli chiede ma allora è vero che tu ed Elliot statale insieme? Gli chiede ma allora è vero che sei gay?
**** non so come Giovanni dall'Orto faccia a dire il contrario, che queste due categorie implicano la bisessualità... ***** C'è un po troppa attenzione sulla mia sessualità, sia da parte della stampa etero che da parte i quella gay e la prima domanda è che gliene importa? Beh, perché io sono una celebrità, quindi immagino che a loro importi con chi faccio sesso. Ma se la tua definizione di gay e etero si basa sulle persone con cui vado a letto, allora immagino che potresti dire che sono attraggo molto i ragazzi gay anche se non ci vado a letto. È dove risiede la mia fedeltà, dove risiede la mia sensibilità, come mi definisco. Sì, sono un po 'gay, e c'è un James gay.
No, non è sciovinismo, anche perché non ci tengo, ma dopo aver visto quel piccolo miracolo che è stata la seconda stagione di Skam Italia che ha anticipato la tematica gaia che era alla terza stagione tanto nello Skam originale norvegese quanto in quello francese, dopo aver visto quel piccolo (per la durata) capolavoro dicevo a vedere l'omologo francese non posso non storcere il naso.
Per chi non conoscesse nulla di Skam facciamo un passo indietro.
Skam (che in norvegese significa vergogna) è una web-serie (cioè una serie che viene pubblicata online e non trasmessa in tv) che racconta la vita di un gruppo di adolescenti di un liceo di Oslo, pubblicata online sul sito RNK. La serie è stata ideata da Julie Andem. Ogni stagione è dedicata allo sviluppo di una storia principale tra due personaggi con la costellazione di personaggi secondari, che diventano protagonisti di un'altra stagione.
Caratteristica della web serie è avere intanto episodi dalla lunghezza variabile (dai 20 ai 60 minuti). Ogni episodio è di lunghezza variabile perché è composta da diverse clip che tutte insieme costruiscono racconto di più ampio respiro.
Ogni singola clip è distinta da una data e un orario (mercoledì 18.14) e viene postata online esattamente a quella data.
Ogni venerdì tutte nuove le clip vengono accorpate in un episodio che viene postato online.
Non solo ma a seguire o prima di ogni singola clip ci sono tracce lasciate sui social (instagram piuttosto che facebook) nel quale dei profili ufficiali dei personaggi della serie rilasciano foto, commenti, schermate di conversazione whatsapp contribuendo allo sviluppo della storia.
Io ho visto lo skam norvegese dopo mentre ho seguito quello italiano mentre andava in onda (lo so termine inappropriato...) e vi assicuro che l'impatto emotivo di vedere i commenti dei personaggi della serie su whastapp (ti iscrivevi al canale ufficiale) in tempo reale era molto molto coinvolgente e fidelizzante.
A parte la novità di avere una clip ogni giorno (certi giorni anche più di una) c'era sempre una foto una conversazione whatsapp (per tacere delle imagini non ufficiali di un fandom variegato che popolava i social) che ti faceva compagnia.
Lo skam italiano è andato online sul network di Tim. Se non eri abbonato a Timvision potevi vedere ogni singola clip fin tanto che non subentrava la successiva e l'episodio settimanale il lunedì (chi si abbonava il venerdì precedente)
Attenzione SPOILER.
Pur interessantissima la formula narrativa non è il motivo per cui vi parlo di Skam.
Ve ne parlo per la trama perché la terza stagione (seconda per l'italia) di ogni versione di Skam (ci sono Skam in Italia, Francia, Usa, Germania, Spagna, Olanda...) racconta una storia d'amore tra due ragazzi, uno bisex e l'altro che sta finalmente capendo che gli piacciono i ragazzi, riempiendo un vuoto enorme nell'immaginario collettivo dei ragazzi (non è un maschile inclusivo) adolescenti che si innamorano di altri ragazzi...
Se non conoscete la serie non leggete oltre e correte a guardarla.
Se continuate la lettura vi rovinate la sorpresa. Poi non dite che non ve l'ho detto...
Dunque.
I ragazzi che si innamorano sono molto belli a partire dallo Skam originale. Belli però non come gli americani ma belli come possono esserlo normali ragazzi...
Eccovi i due protagonisti dello Skam originale (andato online nel 2016) dove Isak Valtersen (timido e che ha in passato provato a farsi storie con ragazze) interpretato da Tarjei Sandvik Moe che nel 2016 aveva 18 anni, si innamora suo malgrado dell'estroverso Even (interpretato da Henrik Holm che nel 2016 aveva ne 21 di anni) che prima lo fa innamorare poi torna con la sua ragazza (che aveva giurato di aver lasciato per stare con lui) gettando Isak nella disperazione più totale (solo chi ci è passato può comprendere l'umiliazione di vedere il tuo ragazzo col quale hai già fatto l'amore tra le braccia di una ragazza... e io ci sono passato...).
Poi si scopre che Even è bipolare e quando va su di giri si spoglia e va nudo in giro per Oslo...
Anche quelli di Skam Italia (creata da Ludovico Bessegato) sono molto belli.
Eccovi Niccolò (interpretato dal 25enne Rocco Fasano) e Martino (Federico Cesari 21 anni) rispettivamente nei ruoli di Evan dei Isak.
Altro elemento di interesse delle varie incarnazioni di Skam è vedere l'estro creativo di chi ha rimesso mano alla serie che pur rispettando il canone si concede variazioni dettate dalla cultura e dal gusto personale.
Facciamo subito un confronto per capire il respiro culturale di queste web series
Questo è il trailer ufficiale dello skam originale che annuncia la terza stagione.
Notevole vero?
Quanti di noi ragazzi abbiamo capito che ci piacevano i ragazzi nello spogliatoio di scuola?
C'è un posto migliore dello spogliatoio per mostrare ragazzi in mutande con un minimo di giustificazione? E quel latte che esplode e stizza in faccia a Isak?
Anche la canzone non è a caso è Waiting di Niels Bech il cui testo dice ho provato ad essere amato ma nessuno mi ama cosa c'è di strano in me?
Capita l'antifona? Ah Bech è dichiaratamente gay ma questo non gli impedisce di tenere concerti presso la corte reale norvegese...
Ora vediamo l'omologo trailer della seconda stagione di skam italia
Da rimanere senza fiato. A parte l'idea geniale di trasformare il latte in crema abbronzante, il mare! ecco un'altra location dove si è poco vestiti, qui è forse più chiara la dinamica tutta maschia del patriarcato degli scherzi tra amici (maschi) e intanto ci si tocca.. (non una omosessualità latente che per mè è metafisica ma un omoerotismo indotto dal patriarcato, perché se consideri un altro maschio come te come unico pari l'omosessualità è il più grande tabù e deve rimanere simbolica perché se cortocircuita in quella concreta tutto il patriarcato cade come un castello di carte... ma sto divangando).
La prima volta che ho visto il trailer sono rimasto senza fiato: non solo per la sua bellezza ma per la sua efficacia emotiva. Ho sentito l'emozione di Martino mentre si dice cazzo me piacciono i ragazzi. e a differenza di Isak che già vagheggia possibili storie Martino non sembra molto contento forse perché l'Italia non è la Norvegia...
Capolavoro anche la canzone che, no, non è di Bindi come si può pensare, ma di Gino Paoli Un uomo vero (contenuta nell'album del 1961 Il cielo in una stanza) il cui testo sono un uomo vero perché ti amo e tu ami me si colora di note sinistre a causa dell'omofobia interiorizzata di Martino indotta da quella pubblica sostenuta fianco dalle istituzioni...
Insomma un capolavoro.
Ora non voglio fare il confronto con il trailer di Skam France perché giocherei sporco.
Il trailer in questione infatti (lo potete vedere qui) ha tutt'altra impostazione e si concentra sul punto di vista di Elliot anche se poi la stagione segue quello di Lucas.
Altra incarnazione sempre di due ragazzi belli. Lucas (interpretato da Axel Auriant classe 21 anni) e Elliott (il 24enne Maxence Danet-Fauvel).
Però la versione francese, creata da Cyril Tysz, Clémence Lebatteux, Karen Guillorel e Julien Capron è davvero di caratura inferiore.
Ve lo dimostro subito. Userò come confronto Skam Italia e non l'originale per dimostrare che non si tratta di una differenza della copia ma proprio di scarsa fantasia e beata omofobia di chi ha creato il remake.
In tutte le serie (originale compresa) quando Isak\Martino|Lucas scopre che il suo innamorato col quale ha già dormito insieme è tornato con la sua ragazza litiga coi suoi amici etero di sempre.
Finché Martino/Lucas racconta finalmente al suo migliore amico come stanno le cose.
Ecco la clip italiana.
Il corrispettivo francese dovete vedervelo qui ...
Una differenza abbisale!
Giovanni si chiede se Martino sia innamorato di lui (e la cosa non lo mette a disagio) e Yann, il migliore amico di Lucas, sembra invece sollevato dal fatto di non essere lui l'oggetto d'ore di Lucas e poi che fa? Se ne va.
Classico cliché da film a tematica dove l'amico frocio si confida col suo migliore amico etero e questo scappa perché ha paura e poi torna chiedendo scusa.
Che è quello che fa Yann con una giustificazione da soap opera.
Anche stavolta la clip dovete vederla qui perché l'incorporo per skam france non è consentito...
Yann prima gli dice che non ha problema con i gay (les homos) ma Lucas non gli ha detto che è gay, gli ha detto che gli piace Elliott.
Poi gli dice che è lusingato dal fatto di piacergli ma non vorrebbe che cambiassero le cose tra di loro perché è il suo migliore amico.
E poi gli dice che se ne è andato perché Lucas prima di dirlo a lui che è homos lo ha detto a mezza scuola... Capite?
Ora non fai fraintendete. Che questa reazione sia possibile è talmente vero che è diventata un cliché di tanti film a tematica degli ultimi 30 anni.
Addirittura nel film con personaggi adulti, come il recente Perfetti sconosciuti (Italia, 2016) di Paolo Genovese di adulti nel quale quando Cosimo scopre che Lele è gay si inalbera perché non glielo ha mai detto...
Ma che questi francesi sprovveduti pensino bene di approntare lo stesso cliché invece di trovare una soluzione originale e nuova (come quella, tenerissima, di Skam Italia) che dia un po' di speranza ai tanti ragazzi che oggi devono dirlo al loro migliore amico etero beh questo è imperdonabile.
Invece di dire come fa Skam Italia, ditelo che tanto il vostro amico vi capirà, Skam France avverte, se lo dite è normale che il vostro amico etero reagisca così ma è tutto normale.
Tutto normale un corno!
Ma non finisce qui. Questa clip giustifica suo malgrado gli atteggiamenti omofobi di Yann.
Infatti Yann a un certo chiede scusa a Lucas perché gli ha dato del gay per scherzare, magli giura, non sapeva.
Capita l'antifona? Io non faccio battute omofobe non perché sono sbagliate a prescindere ma solo se c'è qualcuno che si offende. Come se a offendersi di una battuta omofoba siano solo i gay...
Quindi se do della mignotta alla madre degli sceneggiatori di Skam France, siccome la loro madre mignotta non è, lei (e loro) non si dovrebbe offendere...
E se invece si scopre che lo è io mi scuso è dico ah scusate ma non sapevo...
Se secondo Yann (cioè secondo chi ha scritto questi dialoghi) si offendono solamente les homos vuol dire che la battuta di per sé è neutra e non coinvolgi un portato di odio e pregiudizio ma diventa tale solo quando ferisce la sensibilità altrui. Che, si sa, i frocisono sensibili.
Da vomitare, possibilmente in faccia ai e alle dementi che hanno scritto questa scemeggiatura.
Anni luce separano l'accoglienza di Giovanni che addirittura fa un commento sull'avvenenza di Niccolò (e Martino basisce) e l'omofobia giustificata di Yann tutto incentrato sul suo ego da primadonna che si infastidisce che Lucas non lo abbia detto a lui per primo. A sentire come ragiona chissà mai perché avrebbe dovuto.
Lo scivolone però sta altrove. Perché mentre in Skam italia la scena è tutta incentrata su Martino e sulla legittimazione del suo amore (quello splendido e finale però secondo me Niccolò la tipa la deve lasciare) in Skam France l'argomento principale non è l'accoglienza di un amore omoerotico ma alla comprensione della sensibilità da elefante (nel negozio di cristalli) del personaggio etero.
e questo non crea un immaginario collettivo includete per i ragazzi che si innamorano di ragazzi ma giustifica l'omofobia come incidente di percorso. E questo è davvero criminale.
Quello propalato da Skam France è un immaginario collettivo di merda, vecchio, stantio e asfittico che dalla Francia non ci si aspetterebbe e invece eccolo lì.
Ancora non ci credo che Skam Italia sia stato fatto con tanta intelligenza e amore mentre quello francese con un pressappochismo irricevibile e da rispedire al mittente...
A conferma dei miei timori sugli effetti negativi delle sineddoche usate da Wilsoosh nel video in cui fa coming out arriva Chef Rubio, al secolo Gabriele Rubini, ex rugbista e ora chef del programma Unti bisunti, che con la sensibilità lessicale di un troglodita (confondendo tra coming out e outing) critica Wilwoosh dicendo che non dovrebbe fregare a nessuno di sapere con chi scopiamo.
A riprova che se dici mi piace il cazzo invece di mi piacciono gli uomini poi le menti sottili che quella di Rubio continuano a pensare al sesso e non certo alle relazioni umane.
Il cazzo invece dell'uomo, appunto.
Comunque va ricordato a questo genio del pensiero che le persone etero parlano sempre di con chi fanno sesso, ci hanno addirittura costruito una società sopra, quindi non si capisce perché loro sì e le persone omo no.
Avrete letto i fatti, così come ci sono stati raccontati con colore di cronaca (terribile e omofoba) dalla stampa ma anche dal movimento.
I geniutori (padre e madre) e una zia di una ragazza 21enne hacco compiuto un raid nella gay street romana, individuando la fidanzata della figlia\nipote che hanno schiaffeggiata. Poi il padre ha dato un pugno (o forse più di uno) alla figlia (colta da un attacco di panico) e ha messo a soqquadro il Coming Out lanciando tavoli e sedie.
Quando sono giunti i carabinieri che hanno identificato padre madre e zia la ragazza non ha sporto denuncia.
Prima ancora di analizare la dinamica dei fatti (e sì che di domande da fare ce ne sono) tutti e tutte hanno chiesto, urlando indignati e indgnate, la promulgazione dela legge contro l'omofobia senza pensare, così, di getto.
Adesso la legge contro l'omofobia così come era pensata originariamente, prima che Scalfarotto (ogni aggettivo è inutile, basta il cognome) la svuotasse di qualunque significato, applica delle aggravanti di pena per altri reati.
Non è un reato di per sè nel senso stretto del termine come il furto o l'omicidio che sono atti concreti e identificabili. E' una aggravante: quando tra i motivi che hanno portato qualcuno o qualcuna a commettere un reato c'è l'omofobia.
Per rimanere nei due esempi se io rubo o uccido perchè la vittima è omosessuale la legge contro l'omofobia aggiunge un'aggravante alla pena già prevista dal codice penale.
Dunque a ben vedere la legge contro l'omofobia costituisce una vendetta. Un aumento di pena tutt'altro che edeucativo, certo non un deterrente, ma una vigliacca e inutile aggravio di pena.
Ecco riemergere l'anima frocaiola del popolo italaino fascista da sempre e per sempre.
Sia ben chiaro.
Non stiamo dicendo che di questa legge non ci sia bisogno o che non sia giusta. Perchè la legge vieta anche la diffusione di idee parole e atti di odio contro le persone omosessuali.
Ma le forze in gioco in questa specifrica vicenda, dolorosa per la società italiana e romana, sono di ben altra portata.
Torniamo ai fatti.
La prima domanda che mi viene in mente è, fra tutti i froci e le lesbiche presenti nel locale e alla gay street come mai nessuno e nessuna han pensato di immobilizzare il padre, la madre e la zia? Come mai nessuno e nessuna han pensato almeno di separe padre e figlia?
Come mai il rapporto numerico, sicuramente a favore degli e delle astanti, e non delle due aggreditrici e dell'aggressore, non è stato usato a vantaggio dell'aggredita?
Perchè nei resoconti non si è spiegato come mai l'aggressione è stata compiuta, a leggere le ricostruzioni, nell'indifferenza generale?
Io non sono un eroe ma l'unione fa la forza e se ci sono latre persone con me ci provo a fermare un uomo che picchia una ragazza a rischio di essere picchiato anche io come gli altri.
Quale legge sull'omofobia piuò istillare un senso di solidarietà che non trova altro modo di esprimersi che nel mantra "legge sull'omofobia"? A quando una legge contro l'omossione di soccorso? Ah no aspetta, quella c'è già...
Entriamo adesso nel cuore del problema.
La ragazza non ha denunciato padre madre e zia. Ne prendo atto e rispetto la sua scelta. Trovo disumano però che lo Stato lasci a lei l'incombenza della decisionedi sporgere querela.
Se tuo padre o tua madre o una tua familiare ti aggrediscono anche se sei maggiorenne sotto sotto un motivo ci sarà. Se non ti sta bene querelali altrimenti arrangiati.
Ecco cosa trovo incivile.
La prole minorenne è tutelata al di là della sua volotà. Quella maggiorenne è lsciata a se stessa.
Così non è solamente il popolo italiano che sta a guardare. Sta a guardare anche lo Stato che sembra dire se hai dei genitori violenti arrangiati.
E intanto ci si gingilla con una legge contro l'omofobia che non c'azzecca proprio nulla...
Sul canale youtube di BriaAndChrissy lo scorso dicembre è stato pubblicato un video nel quale alcune ragazze presentate come lesbiche che non hanno mai toccato un pisello palpano e guardano il pene di un ragazzo...
Il video a un primo sguardo può sembrare una goliardata eppure il duo che lo ha ideato ha qualche pretesa di promuovere l'uguaglianza per le persone lgbt.
In realtà il video non fa che sciorinare alcuni luoghi comuni tristi e triti, maschilisti e lesbofobi sui rapporti tra femminile lesbico e genere maschile.
Se una donna è lesbica, sembra dirci il video nel suo non detto, vuol dire che non ha mai visto un pene.
Non lo ha mai visto non solo in maniera figurata ma proprio in maniera fisica, concreta.
Siamo ancora nella mentalità che riduce l'orientametno sessuale alle pratiche sessuali (le lesbiche se la leccano) e l'identità di genere agli organi genitali.
Quel che piace o non paice alle donne lesbcihe di un uomo ruota comunque intorno al cazzo.
Se questa idea offre qualche occasione per sminuire l'importanza che noi maschietti diamo al nostro pisello (alla sua grandezza, durezza etc etc). qul che dà fastidio e offende del video è il modo in cui queste ragazze reagiscono al cazzo, in maniera negativa non già perchè in quanto persone forse sono interessate ad altre persone e non a parti del corpo ma perchè, in quanto lesbiche, del cazzo non sanno proprio che farsene.
Le lesbiche sono dunque sprovvedute perchè non il cazzo non lo sanno nemmeno maneggiare e non sanno nemmeno cosa sia...
Viceversa una donna eter il cazzo lo apprezza eccome.
Ed ecco che anche l'idea di sminuire il membro maschile non fa che rafforzarne l'importanza. Si ride della sprovvedutezza di queste ragazze lesbiche, altro che uguaglianza!
Offende l'idea di questa sprovvedutezza perchè sembra quasi che una lesbica non apprezza il cazzo perchè non lo ha mai visto, altrimenti... che è il centro di certo immaginario maschilista.
L'idea di per sè e se presa seriamente è triste... Davverè una lesbica non sa come è fatto un uomo? O non ha mai toccato un pene? Davero basta non avere mai toccato un pene per essere lesbiche? E basta toccare un pene che una lesbica diventa etero o bisex?
Tra i commenti al video qualcuno arriva a dire che il ragazzo che si lascia toccare il pene sia gay perchè da come si comporta sembra che mai nessuna ragazza glielo abbia toccato prima.
Così mentre c'è chi cerca di far capire che quel che ci rende gay e lesbiche non è il fatto che ci piace il cazzo o la fica ma che AMIAMO persone del nostro stesso sesso questo video contribuisce a alimentare l'equivoco che vuole gli orientamenti sessuali incentrati sul sesso e costruiti su una attrazione a priori per ...l'anatomia. Si prende la stessa complementarietà tra maschio e femmina su cui si basa il modelo eteronormato che paice tanto alla chiesa e lo si usa al contrario.
I fatti sono accaduti la notte tra il 13 e il 14 luglio, c. a., anche se la notizia è di oggi.
Un uomo di 40 anni è stato aggredito e con lui un amico che lo accompagnava, sull'autobus notturno numero 1 a Genova intorno alle 4 del mattino.
Sei giovani quattro ragazzi e due ragazze picchiano i due uomini (non si conosce l'età dell'amico del quarantenne) anche con oggetti contundenti (catene?).
Nessuno sull'autobus (non si sa quante persone ci fossero oltre quelle coinvolte) interviene, nemmeno l'autista che non chiama nemmeno la polizia.
Adesso l'autista è indagato per favoreggiamento e i quattro aggressori e le due aggreditrici sono indagate per tentato omicidio.
Il quarantenne pare sia tornato a casa senza denunciare l'aggressione (perché?) e senza andare in ospedale. Male. Infatti, qualche giorno dopo, si sente male e, ricoverato d'urgenza, viene operato per un ematoma cerebrale.
Questi i fatti che desumo dall'articolo di Tommaso Fregatti
e Matteo Indice pubblicato su La stampa.
Molte le mancanze dell'articolo.
1) non si raccomanda di denunciare sempre le aggressioni subite.
2) non si raccomanda di farsi sottoporre a visita medica sempre dopo aver subito un'aggressione.
Le due cose si possono fare in concomitanza visto che a ogni pronto soccorso c'è sempre una stazione dei carabinieri pronta a registrare denunce ed esposti.
Si rischia la vita come è successo a questo 40 enne.
L'articolo, pur registrando l'aggressione come omofoba, non sottolinea a sufficienza che l'omofobia può colpire chiunque, anche un uomo etero (il quarantenne ha una ragazza... con la quale forse convive, non si capisce...) che viene semplicemente ritenuto gay.
Tanto per ribadire che di omofobia si può morire tutti e tutte...
Quel che però mi fa basire di questo articolo è il linguaggio descrittivo usato per riferirsi alle persone e ai fatti.
Luca, il nome fittizio dato al quarantenne, viene così descritto:
un giovane che tornava dalla fidanzata.
Così nel sommario dell'articolo.
Se tornava alle 4 di notte vuol dire che i due vivono insieme quindi più che fidanzata (qui nell'accezione italianissima di che ha una relazione affettiva stabile, anche se l'etimo stretto del termine vuol dire promessa in matrimonio) la qualifica di convivente avrebbe dato una notizia in più (la fidanzata poò vivere a casa sua coi suoi o per conto suo...).
A me piacciono i giovani tra i quali NON annovero nemmeno i trentenni figuriamoci i quarantenni...
Secondo l'ILO (l'organizzazione internazionale del lavoro) giovani sono le persone comprese tra i 15 e i 29 anni. Almeno così si deduce da questa affermazione:
Secondo Eurostat, nel 2011, erano 7,5 milioni i giovani europei tra i 15
e i 24 anni e altri 6,5 milioni tra i 25 e i 29 anni completamente
esclusi dal mercato del lavoro e da qualsiasi percorso formativo.
Eppure Luca, nome fittizio, di anni ne ha 40.
In un altro brano dell'articolo Luca viene definito ragazzo che ha una valenza ancora meno adoperabile per un 40enne, se lo stesso dizionario Garzanti definisce un ragazzo un giovane, un adolescente.
Non è per imperizia della lingua che i due autori dell'articolo parlano di giovane.
E' per motivi diversi.
Di immedesimazione in chi legge, di immaginario collettivo.
Vediamo.
Giovane picchiato da sei giovani fra cui due ragazze.
Una rissa tra giovani, tra pari, tra scavezzacolli, si sa che va così tra giovani. E' normale amministrazione, prevedibile, nella norma.
40enne picchiato da sei giovani fra cui due ragazze.
Un 40enne picchiato da sei giovani...
Li avrà provocati? Forse molestava le ragazze. Forse molestava i ragazzi.
E' un adulto ne sa più dei giovani anche se è la vittima, la vera vittima sono sempre i giovani, che ne sanno di meno.
La vergogna di essere picchiato da dei ragazzini, pure due donne, ma che uomo sei?
E poi a 40 anni che stai a fare in giro alle 4 di notte? Non lavori? Hai tempo da perdere? Mica sei un ragazzino...
Fossimo stati prima del 68 ci sarebbe stato anche una altro pezzo di sotteso discorso nell'immaginario collettivo:
i giovani che mancano di rispetto agli adulti
ma questo oggi non esiste più.
Anzi oggi è tutto relativizzato e un 15enne si sente libero di salutare con un ciao il preside della propria scuola (incontrato a scuola... non d'estate, al mare, in bermuda...).
Non voglio fare il processo alle intenzioni, non so il motivo che ha spinto i due autori dell'articolo a qualificare il quarantenne aggredito come giovane se lo hanno fatto per tranquillizzare chi legge a proposito dello scardinamento sociale di rispetto e di ruolo oppure per tutelare l'autoritià dell'aggredito che da adulto ne sarebbe uscito umiliato.
Trovo però grossolano che nello stesso articolo si usino descrittori così diversi come giovane ragazzo e 40enne senza sentire la necessità di dover giustificare l'uso di concetti sensibilmente così diversi come sinonimi.
Io ho il sospetto, ma non ne ho le prove, che i due giornalisti percepiscano il 40enne come giovane perché è vittima di omofobia e non è nemmeno gay.
I gay son tutti giovani e belli (sempre secondo l'immaginario collettivo) oltre a essere sessualmente (sentimentalmente non conta...) meno definiti di un 40enne...
Allora se il quarantenne e il suo amico coetaneo vengono percepiti come gay devono per forza essere giovani, cioè giovanili.
La proprietà di linguaggio non è prerogativa dei due autori dell'articolo...
Questa non è d'altronde l'unica incongruenza nel linguaggio dell'articolo.
Quando Luca si sente male e va finalmente al pronto soccorso (diversi giorni dopo l'aggressione) secondo i giornalisti
La Tac è allarmante, dall’ospedale Villa Scassi lo dirottano al Galliera
per operarlo d’urgenza, e Luca entra in coma farmacologico.
Luca non entra in coma farmacologico, non è una cosa che accade a lui suo malgrado è un procedimento medico che Luca subisce per decisione dei medici.
Luca è fatto entrare è indotto in coma farmacologico non ci entra spontaneamente...
Evidentemente chi scrive non sa quel che dice e vuole solo drammatizzare l'accaduto (Luca entra in coma, anche se è famacologico, sempre coma è... beh non proprio invece!)
Ancora
Solo il 23 luglio i carabinieri sono informati per la prima volta di
quel ragazzo in condizioni gravissime (la prognosi è ancora riservata),
che ormai non può raccontare nulla.
Ci prova Chiara, allora, che riferisce le confidenze del
compagno nelle ore successive al pestaggio, che ha provato a mettersi in
contatto con l’amico. Spiega agli investigatori che il look del suo compagno è
molto eclettico, e ai delinquenti del bus numero “1” tanto potrebbe essere
bastato per insultarlo e pensare a lui e al suo coetaneo come a una coppia.
A parte l'inintelligibilità di quel che ha provato a mettersi in contatto con l'amico
- CHI ha provato a mettersi in contatto? e con l'amico di chi? - una precisazione che non ha motivo di essere data in questo passaggio informativo... per dire che Luca veste strano Chiara (o i giornalisti) rendono il look un soggetto che ha delle proprie qualità come fosse una persona e dice che il look di Luca è eclettico.
Il look non già Luca.
Eclettico cioè PERSONA che spazia in vari campi, che si dedica con successo ad attività diverse secondo il solito garzanti online
Forse la parola che stava cercando Chiara (o i due giornalisti) è originale, che dà nell'occhio, eccentrico, stravagante, ma non certo versatile e che ha capacità in campi diversi...
Per tacere del fatto che i le giovani sono definite delinquenti con un aggettivo tutt'altro che descrittivo ma giudicativo che in una rticolo di gironale non si dovrebbe fare mai...
Insomma un articolo scritto in un italiano stentato che riporta i fatti in maniera approssimativa pubblicato non su un blog qualsiasi (come il mio...) ma su un quotidiano anche di una certa importanza (che nostalgia l'inserto tuttolibri degli anni 80 quando La Stampa era ancora un giornale prestigioso...).
In ogni caso a tutti i Luca che malauguratamente incontrano degli aggressori e delle aggreditrici, ricordate: denunciate sempre la vostra aggressione e soprattutto, per l'amor del cielo, fatevi visitare in un ospedale!
Nella costruzione dell'identità maschile nel patriarcato, quella eterosessista ed eteronormata nella quale viviamo tutti e tutte, propalata da tutti mass media, dai film alle pubblicità, il maschio, cioè l'essere umano di sesso maschile che presenta tutte le caratteristiche e i comportamenti "da maschio" (lo so che l'idea è ridicola ma anche nella teoria queer c'è una idea del genere tant'è che le persone che rientrano in questa categoria vengono definite cissgender) deve professare estraneità da ogni forma di omoerotismo.
Il cameratismo, quella solidarietà tra maschi su cui si basa tanto lo sfruttamento e la sperequazione della donna quanto l'organizzazione gerarchica nella società (tutte quelle sciocchezze sui maschi alfa per intenderci) per poter funzionare deve ipostatizzare una purezza nelle intenzioni cristallina e assoluta.
Se i maschi si abbracciano dopo un goal, se addirittura si baciano sulla bocca, se negli spogliatoi e sotto la doccia si scrutano, si misurano, si palpano, non è per esprimere un sotterraneo desiderio sessuale (o affettivo) ma per esercitare l'obbligatoria professione di idolatria per i presunti attributi di mascolinità.
Un grosso cazzo, beninteso duro e funzionante, tante fidanzate, una particolare prestanza fisica, hanno sempre una ambivalenza: attestano che quell'essere umano è un maschio particolarmente riuscito e confermano la possanza, la potenza della maschilità in sé rinnovata nel suo valore astratto proprio dalla perfezione concreta di quel singolo esemplare.
Un maschio che ha desiderio per un altro maschio invece tradisce prima di tutto la purezza della maschilità.
Prima ancora che perché in questa cornice valoriale il desiderio del maschio è una prerogativa esclusivamente femminile, la purezza viene svilita perché un maschio che fa sesso con un altro maschio svilisce se stesso, il proprio corpo e dunque la figura della maschilità che rappresenta male.
Nel fallocentrismo frenetico in cui viviamo tutte e tutti nel quale anche molti ragazzi omosessuali se sentono che non hai usato il coito anale non hai davvero scopato (il cazzo deve penetrare non basta che venga succhiato...) il cazzo prima ancora che strumento di piacere o di prolificazione è uno strumento di potere.
Lo stupro simbolico o concreto è uno degli strumenti di potere più evidenti e immediatamente riconoscibili da tutti e tutte.
Nel linguaggio comune l'inculata simbolicamente indica una fregatura, una sconfitta.
Spaccare il culo vuol dire vincere l'avversario, prendersi una rivincita, una vendetta, impartire una lezione. Affermare la propria superiorità fisica di maschilità sull'avversario.
In Niente baci sulla bocca (Francia, 1991) di Techinè dove il giovane marchettaro che va coi maschi ma fa solo l'attivo viene umiliato e perde la propria mascolinità quando viene scopato nel culo davanti agli altri marchettari dal pappa che lo punisce perché il marchettaro ha osato scopare con una delle sue mignotte (che è anche la sua donna...).
Il coito anale tra maschi molto prima che la manifestazione del desiderio omoerotico è espressione di una mentalità, di un orizzonte valoriale fallocentrico e patriarcale.
Espressione di un uso strumentale del sesso come mezzo di coercizione, di punizione, come strumento sociale di gerarchizzazione (chi penetra rimane più maschio di chi viene penetrato).
Chi legge il coito anale come espressione precipua dell'omoerotismo commette almeno tre errori.
1) sussume l'omoerotismo a una sola pratica sessuale che non è di esclusivo appannaggio dell'omosessualità maschile visto che la stimolazione anale, con o senza penetrazione da parte di un pene (ci sono le dita, la lingua e sex toys) piace potenzialmente (cioè può piacere, non deve piacere) a tutte e a tutti.
2) vede in questa pratica sessuale un segno, un indizio di omosessualità. Come se l'omosessualità fosse un gusto sessuale (non a caso molte persone la chiamano così) e non riguardi invece il coinvolgimento affettivo erotico ed emotivo per una persona dello stesso sesso.
3) Il desiderio di scopare l'ano non riguarda solamente l'ano degli uomini. Ci sono molti etero ai quali piace scopare le donne nell'ano.
Da Marziale sappiamo però che nel patriarcato il culo per eccellenza è quello maschile perché il culo femminile può essere sussunto a una fica (in te donna non vedo culo ma doppia fica).
Ci sono molti uomini etero ai quali piace essere stimolati nell'ano dalle donne...
Eppure l'idea che un uomo al quale piace essere toccato lì non sia gay ma rimanga etero, cioè maschio, è di poche persone...
Nel patriarcato un culo rotto fa male non dà piacere.
Ecco un'altra stranezza dei froci ai quali - si sa - piace prenderlo in culo.
Piace loro qualcosa che dà dolore....
Scopare in culo può dare piacere a chi inserisce perché a molti maschi piace sentirsi il cazzo ben strizzato solo come un culetto di maschio magari vergine sa fare non certo quelle fiche rotte nelle quali il cazzo anche più grosso sciacqua.
Se il cazzo in culo è una umiliazione se faccio prevalere il mio piacere a farmi rompere il culo sul suo significato generale di umiliazione sto umiliando la maschilità. Sto tradendo il mio genere.
Torniamo così all'inzio: la professione di odio per l'omosessualità è un tratto obbligatorio cui ogni maschio deve rendere conto alla comunità maschile.
L'idea balzana che dietro l'omofoibia c'è una voglia repressa di cazzo oltre a ribadire il fallocentrismo è priva di logica (allora un vegetariano ha un nascosto desiderio di carne?) e manca il punto principale. Io maschio che dico che l'omosessualità mi fa schifo non sto cercando di nascondere quel che è in me ma sto rispondendo a un obbligo cameratesco al quale vengo cresciuto sin dalla nascita: quando mio padre mi sgrida se piango, o mi sfotte se ho poca forza fisica dicendomi che non sono una femminuccia o una checca non mi sta forse allevando a considerare l'omosessualità come la più atavica minaccia alla mia superiorità maschista?
Se dico al mondo intero che mi piace prenderlo al culo sto tradendo la mia maschilità sto umiliando tutti i maschi.
Ecco perché nella costruzione dell'identità maschile patriarcale la professione d'odio nei confronti di ogni atto ritenuto omosessuale è una professione obbligatoria e dovuta.
Nel film Sleepers (Usa, 1996) di Barry Levinson quando il gruppo di amici protagonisti del film che in un carcere minorile hanno subito per anni violenze sessuali da parte di un secondino e che ora che l'uomo è stato finalmente condannato esultano e amicalmente si abbracciano vengono apostrofati dalla ragazza di uno di loro che dice con un agghiacciante sorriso sulle labbra Ehi cosa sono quei gesti da gay?
L'idea di una omosessualità repressa, cioè il fatto che ogni comportamento che devii dalla norma etero denunci, tradisca una omosessualità nascosta (cioè da nascondere perché negativa, essendo una cosa di cui vergognarsi di per sè) tradisce una idea molto poco lusinghiera di omosessualità.
Così quando stamane ho visto questa vignetta
non ho potuto non notare come questo modo di argomentare sia disgustosamente omofobo.
Ammesso e non concesso che l'omofobo in questione sia davvero un omosessuale nascosto il fatto stesso di criticarlo perché nasconde la propria omosessualità è un atto omofobo.
In una società allevata al pubblico ludibrio dell'omosessualità ogni persona ha il diritto di rimanere non dichiarata e il diritto di non doverne rendere conto a nessuno e nessuna.
Se tutti e tutte facessimo coming out la maggiore visibilità darebbe sicuramente una mano alla causa di autoemancipazione ma proprio perché si tratta di una liberazione che ogni persona fa da sé nessun altro o nessun'altra può costringerla a farlo.
Cosa ben diversa è l'outing che ha un preciso scopo politico.
Leggiamo la frase della vignetta in maniera più approfondita
Fingere di essere etero.
Nessun gay nascosto ha necessità di fingere di essere etero.
Proprio a causa della mancanza di legittimità dell'omosessualità che non è mai considerata una opzione possibile e di pari dignità esiste una presunzione di eterosessualità all'interno della quale siamo tutti e tutte etero a meno che noi non diciamo il contrario.
Non devo fingere di essere quel che non sono mi basta non dire cosa sono e tutti e tutte penseranno che sono etero.
L'idea che per fingere io mi debba sposare è una questione alquanto curiosa.
Se sono davvero gay e voglio nasconderlo perché mai mi devo sposare cioè vivere quotidianamente con una donna con al quale sono costretto a fare sesso (e con la quale ho anche prole) cosa che - nell'orizzone patriarcale - a me non piace visto che sono gay?
Non è meglio fingersi scapoli e millantare tante scopate etero senza impegno?
Rimaniamo ancora dentro l'orizzonte patriarcale del sospetto.
Al primo sospetto di omosessualità, sei un millantatore, fingi, altro che maschio rompifiche sei un culorotto ma io maschio vero ti ho scoperto.
Quante volte avete sentito i vostri amici ghei dire si atteggia tanto a maschio ma poi aletto si gira subito ?
Il maschio è attivo se lo prendi sei femmina...
Se insomma l'omofobia è solamente una questione di voglia di cazzo o di fica represse io l'omofobia invece di combatterla la dovrei curare.
Le persone omofobe invece di censurarle dovrei aiutarle.
A meno che chi fa questa considerazione non consideri l'omosessualità come cosa negativa.
Quello fa tanto l'omofobo ma in realtà è frocio pure lui...
Solo chi considera l'omosessualità come una devianza che al massimo va tollerata può attestarsi a questo pensiero...
Questa è la contraddizione più dolorosa.
Se io scoprissi in
te, anche se sei omofobo, l'omosessualità non dovrei forse cercare di
renderti l'esistenza più serena e felice, non dovrei accoglierti a
braccia aperte?
Solo una persona omofoba insomma pensa che dietro l'omofobia si sta nascondendo la propria omosessualità...
Purtroppo noi maschietti di merda, tutti e sempre, possiamo anche essere froci ma sempre maschietti di merda rimaniamo...
In quanto poi alle donne che la pensano uguale purtroppo molte hanno abdicato a un pensiero contropatriarcale e si sono allineate e adeguate al neopratriaarcato del terzo millennio quello ben rappresentato da femmine come Costanza Miriano.
Abbiamo visto tutte ieri sera Announo il peggio della tv generalista, che ha affrontato l'argomento dell'omogenitorialità facendo esprimere una serie di opinioni a gente niente affatto qualificata: una ex soubrette come Alba Parietti (che dice che molti preti sono gay repressi e quindi diventano pedofili) un prete, che c'è in ogni programma della tv italiana, di stato e non (e dice che gay si diventa in seguito a una violenza) , uno scrittore omosessuale e omofobo (che viene invitato per le sue opinioni tranchant) come Aldo Busi che viene per parlare di sé non importa se questo parlare danneggi altre persone, e poi semplici persone, uomini e donne, etero e gay. Tutte sono chiamate a esprimere la loro opinione sul modo in cui la redazione del programma, tramite servizi fatti andando anche lontano (la realtà americana), dà la sua versione dei fatti su argomenti completamente diversi: dalla procreazione assistita (la gestazione per altri) alle teorie riparative, più due interviste a genitori in coppie dello stesso sesso,e alcuni servizi su una clinica (guarda caso a pagamento) sulla gestazione per terzi, e le affermazioni di un figlio cresciuto da due mamme che dice di non essere felice.
Invece di fare informazione, sui diritti mancati, sul vuoto legislativo italiano, su cosa dice la psicologia oggi sulle funzioni genitoriali, si dà modo alla gente in studio di esprimere una opinione non qualificata, senza alcuna competenza per esprimere una opinione su quell'argomento.
Dov'erano le psicologhe? Dove le avvocate? Dove le mediche? Dove le militanti omosessuali? Ma non i ragazzi e le ragazze mandate allo sbaraglio da sole convincendo il pubblico che gay e lesbiche sono sole ma la rete di solidarietà che esiste tra associazioni e semplici amicizie e gruppi di frequentazione.
Announo ha messo sullo stesso piano di dignità le opinioni di
singoli cittadini e cittadine che parlano a titolo personale, con le
opinioni discriminatorie e cariche di odio della chiesa e dei suoi
seguaci, permettendo senza censura alcuna che un prete, anziano e privo
di competenza alcuna sul campo specifico, dicesse che i figli nati
dall'inseminazione artificiale o dalla gestazione per terzi sono ogm.
Questo è uno stupro culturale.
Si è consumato un reato davanti gli occhi delle persone astanti e del pubblico in casa, perché quel che interessa al programma è fare audience per gli inserzionisti pubblicitari della rete non informare il pubblico.
Immaginatevi se invece dell'omogenitorialità si stesse parlando dei
matrimoni misti, o della segregazione razziale, o della discriminazione
religiosa.
Ieri sera ad Announo le garanzie costituzionali sono state sospese come nella scuola Diaz durante il g8. La violenza di tutte le affermazioni per continuare a negare i diritti ad alcune cittadine e cittadini è stata feroce ed efferata allo stesso modo.
Ieri sera abbiamo assistito a uno stupro culturale in diretta. Dove come al solito i maschi mettono bocca sul corpo femminile dicendo, loro che non rimangono incinta, se le donne possono farlo o meno e perché.
Con un uso della lingua ignominioso (come l'ashtag figliodigay, così doppiamente e disgustosamente sessista, perchè no figliadilesbica?) e discriminatorio(ma chissà quanti di noi sono figli e figlie di perosne bisessuali...)
L'Italia è davvero ferma agli anni 50 del secolo scorso.
Questa tv rimasta ferma a quella degli anni 80 è criminale, fascista e violenta come le squadracce di mussoliniana memoria.
Una televisione che contrappone al buonsenso dei e delle giovani, l'arroganza omofoba di Nicolosi, Adinolfi e della Chiesa criminale.
L'arroganza stupratrice di un infotainment che legittima certa feccia cattofascista facendone uno dei due poli della discussione, mettendo sullo stesso piano i diritti mancati e le teorie del tutto prive di qualunque fondamento scientifico di un vescovo che non ha competenza alcuna.
E i militanti di alcune associazioni (solo uomini, le donne, più intelligentemente si sono rifiutate) partecipano a questo scempio e alla fine ringraziano anche di essere stati invitati.
Ierisera si è consumato un delitto in diretta e purtroppo ne siamo state tutte complici.
Per un resoconto dello stupro culturale che si è perpretato ierisera ai danni delle perosne omosessuali cliccate qui
Le uniche frasi di buonsenso quelle di Di Pietro (sono e rimarrò orgoglioso di averlo votato alle politiche) e quelle di Galimberti.
Il resto uno stupro di massa feroce cattofascista e omofobo.
Oggi il movimento di liberazione omosessuale è tornato indietro di almeno 20 anni.
La seconda anticipazione dal reportage di Andrea Casadio, che giovedì
sarà al centro della nuova puntata di Announo: un viaggio dentro al
mondo gay, dai matrimoni alla procreazione per altri, fra pregiudizi e
realtà. Siamo nella chiesa di San Giovanni in Lupatoto, Verona. Un uomo
di nome Luca racconta come è “guarito” dall’omosessualità: la sua
storia, cui è ispirata anche la contestata canzone “Luca era gay” di
Povia, è diventata esemplare per chi crede che l’omosessualità non sia
una condizione naturale, ma una sorta di malattia. “Non ce nessuna prova
scientifica che dice che non si possa uscire dall’omosessualità”
racconta, e i fedeli rincarano la dose: “Se avessi un figlio gay? Mi
sparo”; “Se a uno dai una motivazione di vita sana non ha bisogno di
essere gay. I gay non esistono”.
I gay non esistono... Le lesbiche tanto meno
Questo il frasario di Announo, il programma di raidue la7 che propone per il suo pubblico un viaggio nel mondo gay dal titolo i gay non esistono.
Per chi ha scritto queste righe tutte le perosne omosessuali lo sono allo stesso modo e fanno tutte le stesse cose, un po' come dire che se Berlusca fa i festini li fanno tutti gli etero.
Si intervistano persone sconosciute alle quali si fanno epsrimere opinioni personali sull'omosessualità senza competenza alcuna, e si presneta l'omosessualità come intrinsecamente in oppsozione alla fede, cioè al matrimonio, come se un uomo non possa amare un uomo e poi una donna senza smettere di essere gay, perchè le parole non sono descrizioni ma attestazioni di esistenza.
Se sei gay puoi smettere di esserlo e diventare (o tornare ad essere etero). con buona pace delle perosne molto più vaste delle etichette entro le quali cerchiamo di costringerle; con buona pace della bisessualità che attesta pari dignità ai due orientamenti sessuali che tutt'altro che oppostiori e in competizione sono naturali varianti del comportamento umano.
Che si sfrutti l'ignoranza altrui per un pugno di audience propalando in maniera così disgustosa l'omofobia anche sulla tv di stato è qualcosa che 40 anni fa avrebbe fatto cadere governi.
Adesso ce ne stiamo tutti zitti e tutte zitte a osservare.
Della vignetta pubblicata nel 2012 da Charlie Hebdo avevo avuto modo di parlare già su faccialibro.
Nella vignetta si dice Monsignor Vingt-trois
ha tre papà e si disegna gesù con il triangolo dello spirito santo ficcato
su per il culo che incula dio mentre una fascetta con la scritta matrimonio omo la caratterizza ulteriormente. Monsignor Vingt-trois, arcivescovo di Parigi, strenuo oppositore del matrimonio
egualitario, nel 2012 aveva fatto recapitare a tutte le diocesi una
preghiera contro le mariage pour tous nella quale tra le altre cose, si
diceva perché i bambini e i giovani cessino di essere oggetto dei
desideri e dei conflitti degli adulti così da beneficiare pienamente
dell’amore di un padre e di una madre.
Le figure chiave della religione cattolica venongo descritte come tre papà in un matrimonio omo che, guardacaso, fanno incularella... Per sfottere la santissima trinità, Luz, al secolo Renald Luzier, autore anche di una delle vignette su maometto che ha scatenato la follia omicida contro la redazione del settimanale, ha pensato bene di rappresentarla nell'atto di scopare in culo.
Il sesso come sfottò.
Come scrivevo su faccialibro non ho niente da ridire
sull'irriverenza irrispettosa con cui si descrive un rapporto sessuale - penetrativo - tra dio gesù e lo spirito santo (simboleggiato dal triangolo che in realtà è simbolo di perfezione divina...) viene da interrogarsi sui significati dell'impiego del sesso come strumento satirico di presa in giro.
Rosario Coco su gaiaitalia.com ci dice, senza spiegarcelo però, come rappresentare in un rapporto a tre le figure più sacre del cristianesimo
sia una sottile presa in giro del maschilismo che pochi sanno cogliere.
Affermazione interessante che però ci sembra priva di fondamento anche a una lettura superficiale della vignetta.
Dio si fa inculare da gesù che ha a sua volta nel culo il triangolo che simboleggia lo spirito santo.
Qual è qui la presa in giro?
Credo di non sbagliare se riassumo il meccanismo comico della vignetta così: Quel che nel maschilismo è una cosa negativa (la penetrazione anale del maschio) diventa qui qualcosa di "presuntamente positivo" perchè ai gay prenderlo in culo, anche se fa male, piace.
Con questa argomentazione, si appronta la goliardata di mostarre la trinità in una incularella generale. Dunque la presunta positività con cui viene presnetato il coito anale rimane strumento di punizione, si irisione, di umiliazione, strumento di controllo e di potere.
Si prende una pratica sessuale la si relega e attribuisce a un orientamento sessuale soltanto mostrandola come qualcosa di apparentemente giocoso mentre in realtà si sta usando quella pratica per prendere in giro per offendere per irriverire (lo so che non si dice).
Senza il maschilismo a fare da cornice di significato questa vignetta non farebbe ridere.
E se tiri in ballo una cornice di significato l'hai già agita nel suo significato originario prima ancora di credere di inziare a prenderla in giro...
Come si fa a essere critici del maschilismo se si resta maschilisti???
Cerchiamo di verificare quanto andiamo affermando. 1) Il sesso penetrativo usato come strumento di potere.
Il cazzo in culo è la quintessenza dell'equilibrio di potere tra maschi.
Dal simbolo di sopraffazione e sconfitta allo stupro punitivo (nel film Niente baci sulla bocca, il pappa incula davanti a tutti gli altri maschi della banda il giovane marchettaro etero che coi maschi fa solo l'attivo perchè ha osato scopare con la sua puttana) il cazzo in culo del maschilismo è qualcosa di negativo, di offensivo, di ambiguo, di doloroso, di innaturale, segno di sottomissione, di sconfitta, di umiliazione, di controllo e assoggettamento.
Nella vignetta viene presentato come un gesto allegro rimandando però al suo vero portato maschilista di stupro che qui assume anche un che di macabro (notare i fori sui piedi e le mani di gesù).
Con la scusa dei froci disgno dio inculato da gesù... Dov'è la sottile critica al maschilismo?
Finchè diamo senso all'equazione froci=cazzo in culo poco importa se poi pensiamo che schifo o che bello siamo tutti figli (e figlie) dello stesso maschilismo. 2) La riduzione dell'orientamento sessuale alle pratiche sessuali. Il mariage omo cui fa riferimento la vignetta viene sussunto ...nel cazzo in culo, quello cui fanno riferimento tutti (e tutte) quando si pensa a due uomini che fanno sesso...
Nel traslato (apparente) da negativo a positivo dell'inculata questo luogo comune (coito anale come pratica esclusivamente omo) viene belluinamente confermata. Se la vignetta è omofoba non è perchè prende in giro il cazzo in culo, che non è pratica distintiva dell'omosessualità maschile, lo è semmai perchè riduce l'omosessualità al cazzo in culo...
3 Il coito anale usato come strumento di dissacrazione e presa in giro. Leggiamo per intero il ragionamento di Coco
Qual è la differenza tra lo scherzo e la discriminazione, tra
l’insulto e la satira? Non c’è dubbio che diversi in Italia avrebbero
parlato di omofobia di fronte alla vignetta di cui dicevamo prima.
Peccato che la sessualità (e non l’omosessualità) sia un argomento
all’ordine del giorno per Charlie Hebdo e che rappresentare un rapporto a tre le figure più sacre del cristianesimo
sia una sottile presa in giro del maschilismo che pochi sanno cogliere. Una presa in giro che ovviamente fa leva su una montagna di ipocrisia.
Ben altro, invece, se si compie uno sforzo di
immaginazione, sono tutti quegli atti, immagini o comportamenti volti a
istigare discriminazione vera e odio. Vero è anche che tutto questo è
relativo alla cultura di un Paese. Se però entriamo nell’ambito di ciò
che può indurre alla discriminazione, dovremmo allora prendercela (e
dobbiamo farlo) con centinaia di messaggi pubblicitari e immagini che
sfruttano un determinato immaginario collettivo sessista. La differenza,
però, è che in questi casi non c’è la minima intenzione di ironizzare o
mettere alla berlina un pregiudizio, ma vi è solo il il bieco obiettivo
di specularci.
Per Coco quello di dio e gesù non è una inculata irriverente ma un rapporto.
Coco beve senza batter ciglio l'idea che quando due uomini hanno un rapporto ci sarà necessariamente un cazzo che viene messo in un culo... E' proprio questa idea, che anche Coco trova naturale, a essere maschilista e, anche, omofoba.
Se per fare critica politica si usa una idea maschilista (il cazzo in culo come strumento di presa in giro) e omofoba (froci=cazzo in culo) dandola in maniera acritica e scontata, non solo la si conferma con tutto l'annesso e connesso ordine narrativo (e di potere) fallocratrico maschilista e patriarcale ma lo si fa senza nemmeno rendersene conto e forse senza nemmeno volerlo.
Non dubitiamo della buona fede con cui la vignetta è stata fatta. Per noi questo la rende acora più pericolosa perchè la buona fede con cui pesca nel bacino argomentativo del maschilismo - per irridere la chiesa uso il sesso come strumento di offesa - (di)mostra che una critica al patriarcato fallocentrico non solo non è approntata ma non ci si rende nemmeno conto della sua necessità.
Una satira maschilista non è uan satira con un errore è una satira sbagliata.
Finchè l'immaginario collettivo sull'omosessualità sarà così maschilista (dove sono le donne del mariage omo? Ah già le donne non sono omo) come potremo combattere l'omofobia? Questa lettura così incauta e superficiale che vede il sessismo ma non si accorge del maschilismo, è una conferma alla potenza devastante e maschilista di questa forma di satira fatta da eteronormati (e non mi sto certo riferendo all'oreintamento sessuale) che non riescono a vedere nell'atto sessuale uno strumento di amore ma uno strumento di punizione e presa in giro.
Ci sarebbe molto di più da dire sull'uso maschilista del cazzo in culo. Ci sono molti uomini altrimenti intelligenti che sul coito anale maschile affermano le leggende metropolitane più ingenue e disustosamente misogine pretendendo che il culo maschile scopato faccia provare più piacere di quello femminle, vuoi perchè l'uomo ha la prostata vuoi perchè il culo maschile sarebbe innervato più di quello femminile...
Perchè come ricorda Marziale solo il maschio ha il culo la donna ha doppia fica...
Perchè insomma saremo anche froci e lo prenderemo anche in culo ma a vedere dio inculato da gesù siamo contenti per l'irriverenza e l'umiliazione e la goliardata che questo gesto implica.
Lo stesso che fa ficcare per gioco nel culo di adolescenti manici di scopa e tubi di compressori...
Coco dice che si tratta di una presa in giro legittima e che l'inneggio alla violenza contro i gay è altra cosa.
Purtroppo l'uso del sesso come strumento simbolico di qualcosa d'altro che non sia il piacere dato e ricevuto è sempre un atto di violenza assoluto. E' sempre uno stupro.
E' alla base del sistema patriarcale è alla base di ogni rapporto di potere tra maschi, è alla base di una falocentricità cui niente e nessuno (solo al maschile che le donne nel maschilismo sono oggetti e non soggetti) può derogare. E visto che non c'è niente di più simbolico di una vignetta satirica (lo sanno bene quelli che si sono incazzati al punto tale da uccidere...) forse bisogna richiamare alla responsabilità etica e dunque politica della satira responsabilità di chi quella vignetta la disegna e quella critica di tutte le persone che davanti a quella vignetta invece di inorridire sorridono o ne minimizzano la portata violenta. Come dicevamo sul post di faccialibro ci chiediamo se non ci
sia qualche spazio di manovra, al di là della sacrosanta e irrinuciabile
solidarietà contro l'atto di barbarie che ha ucciso i vignettisti di Hebdo, ma per fortuna non Luz che quella mattina era assente dalla redazione per un banale imprevisto, per smarcarsi da
una satira così maschilista e patriarcale da piacere a tutti e, ahiloro, a tutte.