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domenica 28 luglio 2013

Maschilismo, disinformazione, delirio tutto in una botta sola. Sul'ennesimo articolo di gay.it il peggiore sito italiano gay.



L'articolo è su Valerio Pino (chi?) dal titolo Valerio Pino e l'outing: "La signora bionda? Presidente arcilesbica" firmato da Daniele Nardini che scrive:
La videointervista definitiva con l'ex ballerino di Amici che dalla spiaggia di Barcellona parla di sé e di tutto quello per cui ha fatto discutere in questi mesi. Dall'outing alla "signora bionda" («era la presidentessa di Arcilebica a La Spezia») fino alle foto hot pubblicate su Twitter e in cui si vede mentre fa sesso col fidanzato («non ero mentalmente sereno»). Ma guai a paragonarlo a Sara Tommasi: «Lei si droga, io no». E fra le sue qualità dichiara di averne una in particolare...
Fallocentrico e sessuomane, l'articolo di Nardini  raggiunge il delirio quando afferma che Valerio Pino (chi?) avrebbe fatto outing alla "signora bionda" citando poi le vere parole di Pino «era la presidentessa di Arcilebica a La Spezia».

Qualcuno spieghi a Nardini che outing vuol dire rivelare l'orientamento sessuale (bisex od omosessuale) di qualcuno che non solo lo tiene nascosto, ma che è anche apertamente omonegativo.

Adesso nel caso della signora bionda nessuna delle due cose è vera.

Se la signora era presidente arcilesbica di La Spezia sicuramente non era omonegativa e, altrettanto sicuramente, anche se non necessariamente lesbica, non aveva certo problemi di visibilità qualunque sia il suo orientamento sessuale.

Pur di riempire le pagine del sito più ecolalico d'Italia ci si inventa non si sa quale notizia. Però siccome l'outing è una pratica politica seria e con ben altri portati e spessori, chi usa questa parola così artatamente in maniera errata crea confuzione e fa disinformazione.

Va dunque corretto e censurato.

lunedì 1 aprile 2013

Outing Fidanzati per sbaglio: l'talia reazionaria del terzo millennio

Il plot è quello classico da commedia degli equivoci.
Riccardo e Federico, due ragazzi pugliesi amici sin dall'infanzia, il primo trasferitosi a Milano con la fidanzata, l'altro  rimasto in Puglia, orfano, disoccupato e con fratello minore a carico, si ritrovano quando Riccardo, litigato con la ragazza, decide di tornare in Puglia e accettare la proposta di Federico di aprire un atelier di moda con i finanziamenti della Regione. Scoprono però che il finanziamento è per coppie di fatto e, complice uno dei membri della commissione giudicante (gay non dichiarato),  si fingono gay per ottenerlo.

Grazie agli amici del gay velato - che parlano al femminile, vestono da donna o hanno comunque un aspetto femminile - la coppia di amici viene istruita per sembrare una coppia gay.

La copertura non funziona a causa anche all'eccessivo zelo della coppia nel vestirsi da gay (pantacollant fucsia per Federico, giacca da marinaretto per Riccardo) e la verità viene  a galla.
Il finanziamento non viene loro concesso.
Il successo arriva grazie alla ragazza petulante di Riccardo che, scoperto che due famosi stilisti milanesi - notoriamente gay e radicalchic- , cui ha fatto vedere i bozzetti da stilista del fidanzato, se ne sono appropriati attribuendoli a un loro giovane protégé (gay secco allampanato e stupido come una ragazza)   fa in modo che l'autentica paternità dei vestiti sia ristabilita mentre la giornalista che indaga su un politico corrotto locale (che ha causato la morte in un incidente stradale dei genitori di Federico, e ha scoperto la verità sulla coppia finta gay) si fidanza con Federico.

I corrotti restano al loro posto.

Outing non è un film grossier. Nei momenti in cui non si parla di omosessualità  (la prima mezzora del film) ha delle qualità.

Questo non vuol dire che le semplificazioni che la storia propone non siano lo stesso ideologiche e reazionarie.
 

1) Il titolo.

Outing vuol dire rivelare pubblicamente l'omosessualità non dichiarata di un personaggio pubblico che è notoriamente ostile nei confronti dell'omosessualità. Il motivo di questa rivelazione è politico e serve a sottolineare l'ipocrisia di chi ufficialmente afferma cose negative sull'omosessualità e poi magari nel privato ha un comportamento omosessuale.

Comportamento e non necessariamente orientamento. Io posso percepirmi e voler essere percepito come etero anche se ogni tanto faccio sesso con persone dello stesso sesso.

In Italia il termine outing è usato erratamente come sinonimo di coming out che invece significa dichiarare pubblicamente la propria omosessualità o bisessualità.

Fa coming out Tiziano Ferro quando rilascia una intervista in cui dice che è gay.

Fa coming out il ragazzo di 15 anni quando lo dice ai genitori, a scuola, agli amici e alle amiche.

Fanno coming out il professore quando lo dice a scuola, l'operaio in fabbrica, il politico in un comizio.

Il coming out è positivo.
L'outing no.
L'outing è uno sputtanamento ma non della propria omosessualità taciuta ma della propria contraddizione, della propria ipocrisia, della propria omofobia interiore irrisolta.

In nessun caso dunque Riccardo e Federico fanno outing. Anche perchè l'outing non lo fai tu ma lo fa qualcun altro contro di te. 

L'errore semantico tradisce l'ideologia di Matteo Vicino -  che firma sceneggiatura regia e montaggio - che evidentemente pensa che l'omosessualità non è proprio una cosa positiva  e che chi si finge gay lo fa per disperazione e un po' si sputtana.
L'idea generale  è che il paese è così corrotto e incline ai compromessi che si arriva a fingersi anche gay pur di ottenere un finanziamento.
Un po' come fingersi invalidi per ottenere la pensione...

Questa idea è corroborata dal film in maniera scientifica.

Quando la giornalista scopre che Federico finge di essere gay lo rimprovera ricordandogli che ha un fratello minore al quale sta infliggendo traumi e che rischia di perderlo.

Adesso nessuno perde la tutela legale del fratello minore perchè omosessuale.

La perde però se è disoccupato e non può garantire al minore le risorse necessarie per la sua crescita ed educazione.
E Federico è disoccupato non gay.
Quindi non si capisce di cosa la giornalista parli.

Quando la commissione arriva a casa dei due ragazzi per verificarne la coppia di fatto il fratello di Federico dice a memoria, evidentemente istruito a dire così,  che lui è felice di avere due padri e che non subisce alcun trauma psicologico.

Quando nel finale il gay velato (che ha nel frattempo fatto coming out) annuncia che si è fidanzato con un certo Ugo (che non abbiamo mai visto prima) un primissimo piano del fratello di Federico ce ne mostra un'espressione del viso  tra imbarazzo e disgusto.


2) Il rapporto d'amicizia tra i due protagonisti è bello, profondo sincero. Si tratta di vero amore, amicale, ma amore.
Quando si rincontrano dopo parecchi tempo (e dopo qualche litigio di troppo) ai due lati di una vetrata, Riccardo e Federico pongono le mani ai due lati del vetro in segno di affetto. Questa intimità e affettività danno forza alla resistenza che entrambi hanno quando viene proposto loro di fingere che stanno insieme.

Però quando nel finale i due amici annunciano il rispettivo fidanzamento (nel senso inglese del termine, cioè si sposeranno)  l'uno cogliendo di sorpresa l'altro, e si alzano per rimanere un momento da soli, per guardarsi e sorridersi, la fidanzata di Federico li segue e vedendoli in quell'atteggiamento intimo si porta un dito sul mento in segno di dubbio: saranno froci?

Il film uccide così una delle cose più belle che ci aveva regalato l'amicizia tra due ragazzi, etero, che non ha niente di sessuale, che non nasconde alcuna omosessualità sotterranea, ribadendo una libertà di comportamento dei giovani uomini di oggi contro l'ideologia patriarcale (se baci un uomo e ti ci abbracci sotto sotto sei frocio) ripristinata nel finale.


3) L'omosessualità

Gli omosessuali del film sono dei froci acidi, invidiosi, stupidi, frivoli, disonesti, che si aiutano tra di loro facendo lobby, sessualmente ambigui, né uomini né donne, tutti effeminati,  incapaci di una relazione stabile.

Questa immagine però il film non la inventa, ma la raccoglie. La raccoglie  da quella sottocultura gay di tanto associazionismo italiano che crea, elabora, sostiene anche teoricamente un terzo sessismo spinto, né uomo né donna ma gay.

Sarebbe intellettualmente disonesto accusare  Matteo Vicino di  essersi inventato questo mondo omosessuale.
Perchè questo mondo omosessuale esiste.
Misogino, terzosessista, maschilista e dolorosamente omofobo.
Un mondo che non rappresenta tutte le persone omosessuali, ma che identifica certa militanza quelli che fanno i froci per professione.


Non si può accusare solamente Vicino di dare una immagine  parziale e stereotipata dell'omosessualità.
Si devono accusare tutti i gay che hanno accettato di partecipare a questo film (da Spyros, il vincitore gay dichiarato di Master Chef dello scorso anno che interpreta uno dei due stilisti froci all'amica che deve dare lezioni di omosessualità a Riccardo e Federico).

Non si può puntare solo il dito contro chi scrive questi film. Va puntato anche contro chi accetta di parteciparvi.


4) La misogina del film.

Non solo quella dei froci del film ma quella del film.

La ragazza di Riccardo, petulante e che comanda il ragazzo a bacchetta e che, quandro Riccardo la lascia si chiede come prima cosa chi le cucinerà e farà le pulizie di casa...

La raccomandata di ferro stupida e naif (cui fa da pendant il protégé dei due stilisti, sua controparte maschile).

La donna della commissione per il finanziamento interessata a sedurre il gay velato accettando di finanziare anche i gay se lui la invita a cena...

Anche la fidanzata di Federico, giornalista integerrima che arriva a dubitare dei due amici perchè li vede troppo vicini.

A suo modo Outing, pessimo, ignobile nei risultati e nella sua weltanschauung esprime i limiti antropologici di una Italia arretrata anche dal versante dell'omosessualità i cui froci (le lesbiche non esistono) quelli veri e concreti che militano sembrano usciti da film come il Vizietto vecchi di 30 anni.

Un film che riesce in un colpo solo  ripristinare le priorità:
I minori sono turbati dai froci. I froci non si sposano al limite provano a stare insieme
Solo uomini e donne si sposano.
Le reazioni basite dei genitori di Riccardo quando i giornalisti chiedono loro sull'omosessualità del figli o sono occasione di divertimento in barba a tutti i ragazzi  e le ragazze omosessuali cacciati di casa da genitori intolleranti. Un filmc he mette d'accordo tutti e tutte dal pd al Vaticano, dal pdl ai grillini, dai froci sinistri a quelli di sinistra. Ognuno al suo posto e guai a mischiarsi, froci con froci ed etero con etero, tranne nel finale assurdo e à la Ozpetetk dove allo stesso tavolo ci sono Riccardo e Federico con le rispettive fidanzate l'amica esperta in omosessualità e una suora che si fa il sengo della croce quando vede il gay velato non più velato baciarsi con Ugo.


In barba alle ragazze e ai ragazzi di oggi che non militano nelle associazioni, associazioni  distanti dalla società che vivono in un mondo fucsia lontano dalla realtà nella quale fanno dei raid camp stantii e imbarazzanti (basta vedere la proposta culturale per il trentennale della morte di Mario Mieli tutta incentrata sul queer) ma vivono nel mondo di ogni giorno  e che da sole e da soli affrontano l'omofobia, Outing i cui froci che vi partecipano criminalmente contribuiscono  a diffondere.

sabato 25 febbraio 2012

Ma per me Gay.it è molto MOLTO peggio di Annunziata (per tacer di Signorini)...

Obnubilato dal pettegolezzo, che sembra l'unica ragione di essere di Gay.it e di chi ci scrive (per lo più anonimamente, ma poi Bolle viene accusato perchè non fa coming-out) leggo su questo sito, che è sempre di più un fogliaccio paraomofobico, l'ennesimo rivoltante articolo dal titolo Signorini, outing di Bolle: a Carnevale vestivo da Roberta sulla presunta omosessualità di Bolle il cui sottotitolo spiega Durante la sua trasmissione radiofonica, Alfonso Signorini racconta di quando i genitori lo vestivano da ballerino. E chiama l'etoile al femminile. Outing volontario o solo gaffe? 

Ecco come una mente malata di pettegolezzo restituisce una notizia in realtà di tutt'altro genere.

Questi i fatti (desunti dallo stesso articolo ma restituiti nella loro prospettiva neutra, priva di malizioso pettegolezzo):

Alfonso Signorini  nel corso del suo programma radiofonico "Alfonso Signorini Show" [l'articolo non dice quale radio, ve la dico io: Radio Monte Carlo] raccontando aneddoti sul tema della tramissione[sic!] "Come i genitori ci vestivano a Carnevale" ha detto:
«Da bambino i miei genitori mi vestivano da principe azzurro, avevo una calzamaglia attillata che già metteva in evidenza tutto. Ero bellissimo, sembravo Roberta Bolle».

Dov'è l'outing? Io vedo solo un modo odioso e omofobico per insinuare che un ballerino, che è uomo, sia gay, col vecchio cliché del cambio di genere. Se sei un uomo e ti piacciono gli uomini allora sei femmina.


Ma agli occhi di chi ha scritto questo "articolo" conta più l'outing che il maschilismo, l'omofobia, l'errore epistemologico che confonde identità di genere con orientamento sessuale. Come se bastasse chiamare Bolle al femminile per provare la sua omosessualità e farne dunque outing.

Un outing che evidentemente, anche se non viene detto esplicitamente, è autorevole perchè Signorini è gay a sua volta (Signorini ha fatto coming out sulle pagine di Panorama nel 2007).

Come dire se un frocio dice di un uomo che è frocio allora quello lo è con più probabilità che se a dirlo fosse un etero... Ma questi sono pensieri miei che attribuisco all'articolo...
 Forse l'autore dell'articolo di Gay.it non ha considerato offensive le parole di Signorini perchè l'ha considerata una battuta tra gay. Ma ciò non toglie che, in una trasmissione pubblica, chiamare un uomo al femminile per riferirsi al suo orientamento sessuale sia e resti una battutaccia omofobica e irricevibile.

Un outing che per l'autore dell'articolo potrebbe essere d'aiuto un esempio positivo apertamente gay ai tanti ragazzi che si avvicinano al mondo della danza classica e per questo vengono derisi e discriminati.

Infatti chiamare Bolle Roberta è un esempio positivo.  Già lo si dileggia senza che sia venuto allo scoperto. Figuriamoci (ammesso che lo sia gay) se lo avesse fatto.

Tra l'altro l'autore dell'articolo non sembra avere le idee chiare sul significato politico del coming out che non è quello di essere d'aiuto ai tanti ragazzi che si avvicinano al mondo della danza classica e per questo vengono derisi e discriminati.
Ma come ragiona questo? 
Se tu vuoi fare il ballerino (solo di classica, eh) ti prendono in giro perchè ti dicono che sei frocio. Sapere che Bolle lo è ti aiuta? A che?
Aaah ecco!!! Perchè prendono in giro Bolle che frocio lo è davvero e non te  che sei etero!

Forse il coming out serve di più in quei campi dove il cliché non vedrebbe mai l'omosessualità. O in quei campi artistici più popolari e non così colti come quello della danza classica (perchè anche se ti piace la classica e la vai semplicemente a vedere sei preso in giro...).

Con tutto il rispetto per Bolle è più importante il coming out di Tizano Ferro (che Signorini sulle pagine di Tv sorrisi e canzoni criticò dicendo che "un artista deve poter essere giudicato in base a ciò che produce e non in base a quel che fa sotto o sopra le lenzuola) seguito da milioni di giovani che Bolle seguito da un pubblico di nicchia.

Insomma non si spezza una lancia a favore delle persone omosessuali se un ballerino dice sono gay (e tutti pensano grazie cara già lo sospettavamo).

Ha più importanza politica se a fare coming out sono tutti quelli e quelle che esercitano professioni notoriamente ritenute non da omosessuali: muratori e sportivi, mamme e casalinghe.

L'autore dell'articolo infine non sa nemmeno bene il significato politico dell'outing.
Infatti si fa outing cioè si rende nota pubblicamente l'omosessualità di un personaggio pubblico SOLO QUANDO IL PERSONAGGIO PUBBLICO HA POSIZIONI ESPLICITAMENTE OMOFOBE.

Non mi risulta che Bolle sia omofobo. E certo non si può accusare di omofobia chi - ammesso sia davvero gay (ma di Bolle lo diciamo solo perchè è ballerino) - decide di non venire allo scoperto.

Costringere una persona omosessuale al coming out non per le ragioni politiche dell'outing è un atto di omofobica prevaricazione.

OGNUNO HA DIRITTO A RIMANERE NASCOSTO e a uscire fuori quando meglio crede.Anche se sicuramente facessimo tutti e tutte coming out la visibilità aiuterebbe a sdoganare l'omosessualità. Forse. Ma chi sono io per dire come un altro deve vivere la propria vita?

Dunque, ricapitolando, invee di inorridire perchè si p fatta una battuta omofobica ai danni di un presunto gay si inneggia all'outing di un gay vigliacco che si nasconde il cui coming out aiuterebbe quei cari ragazzi che vorrebbero fare la classica e invece poverine vengono presi in giro.

E' proprio vero. I primi nemici dei gay sono i gay stessi.




mercoledì 28 settembre 2011

Le parole per dirlo: ancora sull'outing e sull'omofobia

In questi giorni di polemiche sull'outing che tutti a parole dicono di volere ma che in realtà, con la scusa che quello fatto da listaouting è anonimo e senza prove, nessuno in realtà vuole (ragioni giustissime ma usate come motivazioni sbagliate, infatti in Italia nessuno crede legittimo questo strumento di lotta politica) e la foga dell'indignazione si staglia con tutta la sua ombra sull'outing confondendo le critiche di merito con quelle di metodo (c'è chi è arrivato persino a dire che il metodo rimette in discussione il merito...) due elementi sono emersi con chiarezza.


1) Bisogna ridefinire il significato della parola omofobia.
In realtà la parola non andrebbe proprio usata perchè, costruita come le altre fobie, l'omofobia sarebbe una sorta di malattia dalla quale si va curati e non certo accusati. Anzi c'è chi giocando proprio su questa ambiguità arriva a dire che l'omofobia non esiste (e come malattia è vero, non esiste,  nessuno è omofobo perchè si sente male quando vede un gay come capita a chi ha paura, che ne so, dei ragni...).
C'è chi intende omofobia come omosessualità repressa, altro termine odioso, perchè represso non ha il significato politico o sociologico di coatto, cioè costretto dallo stigma sociale e dal ludibrio (anche interiorizzato) per l'omosessualità propria e o altrui. Anche in questo caso si tratta quasi di una malattia. La pensa così, per esempio, Filippo Riniolo che su Faccialibro rispondendo a me scrive:
non serve la psicanalisi per capire il collegamento fra il senso di colpa nel sentirsi sbagliati e condannare l'omosessualità. io ho fatto coming out a 14 anni ma per secoli gli omosessuali vivevano la loro omessualità completamente immersa nel senso di colpa e nell'omofobia. e molto lo fanno tutt'ora.
Questa argomentazione psicologica che fa l'essere velati un elemento da trattare con rispetto e non come arma, secondo i detrattori dell'outing dimostra come il concetto stesso di omofobia sia ambiguo e che non ha il signficatoche invece dovrebbe avere.

Wikipedia parla di paura e l'avversione irrazionale.


Per il dizionario Hoepli Online è una Avversione ossessiva.

Per il dizionario Fasterdiccom è paura dell'omosessualità e/o conseguente avversione contro gli omosessuali, basata sul pregiudizio, in analogia al razzismo o alla xenofobia.

Insomma da tutte queste definizioni emerge che l'omofobia:
è irrazionale
è una avversione
è un pregiudizio.
Insomma, sembrerebbe quasi dire, in fondo, questi omofobi, poverini, che pena...

In questo modo la pensa per esempio Rita De Santis presidente (incauta) dell'AGEDO, che dice:  essere omofobi invece è un indice di pregiudizio figlio dell'ignoranza.


Adesso passi l'equivoco dei dizionari sulla parola costruita su un'analogia linguistica assai infelice, ma che pezzi di movimento (Riniolo, AGEDO) possano avere la stessa ingenuità politica la dice lunga sulla salute e l'efficacia delle lotte di rivendicazione glbtqi.

Al di là di questi elementi che non nego in alcuni casi possano essere presenti o determinanti, le ragioni dell'omofobia, le sue cause e i suoi effetti nella società sono squisitamente politiche.
Se posso credere che l'avversione per i migrati della mia vicina di casa sia costruita su un pregiudizio (alimentato ad hoc da stampa e tv) non mi sfiora nemmeno l'idea che Bossi, Calderoli, Forza nuova o chi volete voi siano vittime del pregiudizio quando vomitano la loro merda xenofoba.

Una vittima la curo, la educo, non la combatto politicamente.

Dire che alla base dell'omofobia c'è il pregiudizio, la paura irrazionale, non vuol dire solo assolvere l'omofobo dalle sue responsabilità morali e politiche significa misconoscer egli effetti sociali, morali e politici dell'omofobia.

L'omofobia vuol dire non riconoscere dignità umana all'orientamento sessuale gay,  lesbico e bisex che viene percepito, definito, catalogato come immorale, disdicevole, nocivo per la società e per questo riprovevole, e promuovere con le parole e con gli atti politici, intellettuali, fisici e concreti la discriminazione sociale, legislativa, amministrativa e morale, delle persone omosessuali (lo stesso vale per la transfobia che riguarda le persone transessuali) contribuendo ad alimentare lo stigma che tiene omosessuali e trans ai margini della società.

La radice dell'omofobia è proprio la percezione che si ha dell'omosessualità e riguarda anche persone insospettabili come Rita De Santis che considera infamante l'aver detto di alcuni politici che sono gay.

Ancora oggi per offendere un uomo gli si dà del frocio. Finché ci si sentirà offesi non dall'intenzione di offendere di chi ci dice frocio ma dalla parola di per sé a noi attribuita non saremo mai liberi dall'omofobia.

Ecco una spiegazione in più alla domanda infelice e fascista che Biagi (un trombone di giornalista diventato santo dopo che Berlusconi lo ha ostracizzato) e Gaber (un compagno e si sa cosa pensano anche i compagni dell'omosessualità)  (si) fecero a proposito dell'orgoglio gay: ma cosa avranno mai da essere orgogliosi?

Sono orgoglioso di essere quello che per (gran parte del)la società è una parola usata come offesa.


L'omofobia è una ostilità discriminatoria che si origina e si propaga attraverso un preciso, lucido, e cosciente progetto politico. Progetto politico costruito sul maschilismo patriarcale e misogino.

Nella migliore delle ipotesi l'omosessualità è tollerata (e già questo di per sé è discriminatorio e dunque omofobico) e relegata nella camera da letto. Ogni volta che amici, compagni di partito ci rimproverano che parliamo sempre di gay la discriminazione è ancora tutta lì.

La vera rivoluzione la stanno facendo le coppie gay e lesbiche stabili (mediamente stabili, come quelle etero) e le famiglie omogenitoriali.

Loro stanno mostrando di essere nella società, visibili, con i propri affetti esattamente come le coppie etero (non dovremmo nemmeno starlo a ribadire non ci fosse la discriminazione) mentre il movimento e i militanti si baloccano col politicamente corretto e stigmatizzano pure l'outing.

2) Nell'equazione dell'outing ci sono almeno tre elementi. Il primo in ordine di importanza è l'essere omofobi (e adesso sappiamo meglio cosa intendiamo) a definire gli altri due però abbiamo un po' di difficoltà.

L'essere nascosti (o velati per usare un aggettivo caro al movimento).
Ci si nasconde per ovvi motivi.
Ma questi motivi sono davvero così chiari?
Non mi interessa qui fare il punto sull'essere velati, questione complessa che richiederebbe un post a sé. Qui voglio solo ricordare come, nella discussione sull'outing, tutti si sono profusi a spiegare e ribadire che quello alla velatezza è un diritto.
Strano come le persone che hanno criticato l'outing (nel merito non nel metodo davvero indifendibile) sono le stesse che poi, nel loro privato, criticano chi è velato. Se tutti facessimo coming out l'omosessualità, dicono, sarebbe accettata più facilmente. Registro solo le opinioni in proposito, ad analizzarle lo faremo un'altra volta.

Certo è che i motivi di velatezza dei politici omofobi (quelli colpiti dall'outing) non sembrano almeno apparentemente poi così diversi da quelli dei privati cittadini.
Come io ho paura che se dico al posto di lavoro che sono gay mi licenziano (magari il problema fosse solo l'essere "presi in giro") i politici hanno paura che se dicessero apertamente sono gay perderebbero dei voti.

Qualcuno potrebbe pensare che anche i gay votano ma nel mondo della politica dove le categorie contano solo per le percentuali di voti, i voti che spostano i froci sono solo il 2%, tanti per un partito piccolo come SEL (che infatti ne fa una sua battaglia) quasi insignificanti per un partito di massa come il PD (che infatti ne parla solo perchè costretto).
Certo non tutti i politici velati sono omofobi.

E certo il connubio velatezza e omofobia è davvero difficile da spiegare.
Per questo per qualcuno l'essere velati e al contempo omofobi  si spiega con considerazioni psicologiche, quelle che vengono dal fraintendimento dell'etimo omofobia (la fobia per i gay non il disprezzo consapevole) si disprezza negli altri quel che non si accetta nemmeno in se stessi.
Una spiegazione troppo stretta e che non funziona sempre.
Anche perchè ci si dimentica che non ci sono solamente gli e le omosessuali, ma anche i e le bisex vero fumo negli occhi per il movimento. E qui arrivimimo al cuore di questo post.

Delle tre componenti dell'equazione omofobia: essere omofobi essere velati ed essere gay. La terza componente è quella che dà più problemi ad essere descritta a cominciare dal sito listaouting dove possiamo leggere (in realtà oggi non più quel primo psot è stato sostitutivo dall'elenco dei 10 nomi...):
L’outing (...) è uno strumento politico [che] (...) consiste (...) [nel]  dichiarare pubblicamente la pratica omosessuale o di altre differenti sessualità di politici preti, persone note e influenti, che attraverso azioni concrete e prese di posizione offendono e discriminano le persone gay, lesbiche e transessuali.
la pratica omosessuale o di altre differenti sessualità. E' talmente difficile da descrivere che si ricorre a un triste giro di parole.
Una semplificazione simile la fa Riccardo Camilleri in un suo articolo sul sito tr3nta , peraltro molto interessante, quando dice In attesa che si plachino le polemiche attorno alla rocambolesca azione di Outing all’amatriciana sui politici di centrodestra che, pur su posizioni omofobe, praticherebbero sesso con omosessuali o transessuali.
Insomma è talmente difficile indicare chi fa cosa e con chi che Riccardo ha pensato bene di riassumere il tutto indicando l'orientamento sessuale dei partner degli omofobi velati ai quali si fa outing.

Lo stigma, l'omofobia, fa mancare parole chiare, pratiche descrittive limpide e non sospettabili di omofobia.
E forse è venuto il tempo di rispondere una volta per tutte ad alcune domande che, evidentemente, nemmeno noi militanti ci siamo mai posti.

Un uomo sposato, con figli, dunque etero, che va a letto con un altro uomo, diventa Gay? O lo è smepre stato e il suo matrimonio è una copertura?
Da un punto di vista  semplicemente descrittivo, senza fare processi alle intenzioni, un etero che fa sesso gay diventa o è un bisex (con buna pace dell'ala estremista del movimento). Pensare che solo perchè ha avuto dei rapporti con persone dello stesso sesso il matrimonio sia solo una copertura è pensar da maschilisti, da omofobia.
Lo stesso vale per la persona con cui si fa sesso. Io uomo faccio sesso con un altro uomo, non con un omosessuale. e non solo perché potrei fare sesso con un altro bisessuale come me, ma perché ci sono anche gli etero.
Insomma l'aggettivo omosessuale, anche quando viene usato come sostantivo, non individua una condizione oggettiva, un modo di vedere il mondo. Non tutti siamo gay allo stesso modo. L'aggettivo indica solo l'assortimento sessuale tra i partner dello stesso sesso (omo) o di sesso diverso (etero). Non conta l'orientamento sessuale ma solo il sesso di appartenenza. Insomma io faccio sesso gay se vado a letto con una persona del mio stesso sesso, non se vado a letto con un gay, un bisex, etc.
Che poi la parola gay indichi un comportamento sociale, una nicchia di mercato, una categoria di consumatori, questo è un altro paio di maniche. L'outing non sindaca sul tipo di gay che sei, critica solo chi fa sesso con persone del proprio sesso ma pubblicamente discrimina i diritti delle persone omosessuali.
Lo stesso vale per le persone trans. Nonostante quel che pensano molti (anche tra i militanti stessi) Marrazzo non è gay perchè ha fatto sesso con una trans. Una trans per definizione è un uomo che ha transitato (sta transitando) verso il sesso femminile. Dunque desiderando una donna trans Marrazzo è  e resta eterosessuale. Solo chi vede in una trans un ex uomo (distinzione transfobica) può pensare che Marrazzo sia gay.

Purtroppo l'aggettivo\sostantivo omosessuale ingenera moltissimi equivoci, come quello che vede il matrimonio per persone dello stesso sesso un matrimonio tra gay. A parte i (le) soliti(e)  bisex ignorati, la legge italiana non impedisce il matrimonio tra gay, ma tra persone dello stesso sesso. Anzi nessuno può impedire che io, dichiaratamente gay, e una mia amica, dichiaratamente lesbica, ci si sposi.

Ecco perchè, per quanto scomode e lunghe da leggere, non si possono usare certi aggettivi, perchè confondono i paini e i livelli.
Dunque si dirà matrimonio anche tra persone dello stesso sesso (perchè è lo stesso matrimonio cui fanno uso le persone etero) e, nel caso di omofobi cui fare outing, si dirà che hanno relazioni sessual-sentimentali con persone dello stesso sesso o con persone trans.

Tra l'altro dire dei politici outingati che fanno sesso con persone dello stesso sesso impedisce loro di giustificarsi dicendo: Ci sono «centinaia di donne in apprensione» per me come Mario Baccini (Misto-Pdl). Così come dire che c'è chi fa sesso con persone trans senza implicare un orientamento sessuale altro rende irrilevante la specificazione sono un banale eterosessuale, come fa Maurizio Gasparri.
Non importa quello che sei importa quello che fai.

Perchè le parole portano con loro smepre un giudizio implicito che non dobbiamo mai dimenticare di esplicitare e mostrare di essere consapevoli e davvero intenzionati a usare quella parola con quel significato.
Altrimenti dall'omofobia non ne usciamo più.





sabato 24 settembre 2011

Anche l'AGEDO cade sull'outing: Rita De Santis fa un lapsus da omofoba prima della classe.

Si legge su AgenParl ma non sul sito dell'Agedo il segeunte comunicato a firma di Rita De Santis, Presidente Nazionale:

L'Agedo associazione di genitori, parenti e amici degli omosessuali, dopo ampio dibattito interno si schiera contro l'uso dell'outing come arma di diffamazione
DIFFAMAZIONE? Cosa c'è di diffamatorio ne l dire di qualcuno che è gay?  Di dire che qualcuno è omofobo? Nel caso dell'omofobia non è una offesa ma una constatazione.
riprovevole di per se e ancora di più quando avviene nell'anonimato. Ribadisce comunque che essere omosessuali non è una attribuzione negativa,
però fare outing è pratica diffamatoria...
essere omofobi invece è un indice di pregiudizio figlio dell'ignoranza.
Ed ecco il cattolicesimo che perdona! L'omofobia non è figlia dell'ignoranza, non nel parlamento. E' una scelta politica chiara e precisa. Gli unici ignoranti mi sembrano quelli dell'Agedo che hanno eletto come loro presidente una persona che rilascia incaute dichiarazioni come questa.
Chiede comunque con i politici di tutto l'arco costituzionale un incontro aperto e costruttivo per evitare che le esasperazioni implementino continuamente posizione violente.
Le esasperazioni? Qui si parla di  discriminazioni, di stigma, di violenze e aggrssioni, fisiche e morali, di feriti e di morti.
  Maquelli dell'AGEDO dove vivono??? E, soprattutto, da che parte stanno?

No outing! L'Oscar per le cazzate va a Pierluigi Battista

Più leggo articoli contro l'outing più mi accorgo di come tutta la vicenda della listouting stia facendo del bene, magari inavvertitamente, non per l'azione di outing, davvero timida e banale, ma per le cose che qil sito fa dire a tutti (e tutte) stanando i peggiori bugiardi presenti nei nostri media d'informazione.

E' il caso di Pierluigi Battista che tre giorni fa ha scritto un articolo sul Corsera contro l'outing senza nemmeno sfiorare le questioni politiche che l'outing mette in campo ma individuando bene quali sono i capisaldi dell'omofobia in Italia.
L'articolo è breve e va commentato frase per frase.


Ancora una volta, nel nome della trasparenza assoluta, si consuma il delitto dell'annientamento della vita privata.
Gli omofobi vogliono che l'orientamento sessuale di minoranza resti una questione privata. Nascondendo il fatto che l'orientamento sessuale di maggioranza, quello etero è pubblico ogni qualvolta che usciamo dalla camera da letto, ogni volta che portiamo u nostro compagno (o marito o moglie) al cinema, a una cena ufficiale, a una cerimonia dello stato, ogni volta che vivendo nella società il nostro orientamento sessuale parte considerevole della nostra personalità emerge nel suo esistere


Il 23 settembre uscirà, secondo quanto minacciato tronfiamente da un sito gay,
Intanto è un blog. E poi in che cosa listaouting sarebbe un blog gay? Puro pregiudizio di Battista. MA lo sapiamo, se anche hai avuto una sola esperienza gay in vita tua, rimani frocio a vita (le donne, lesbiche o etero che siano, non esistono).

l'elenco completo dei politici e dei ministri omosessuali che vorrebbero tener celato il proprio orientamento sessuale.
Ovviamentelsi vede bene dal menzionare che l'outing riguarda politici e i ministri omofobi e non solamente omosessuali. Omette, sapendo di omettere.

Credono, in questo modo, di condurre una crociata contro l'ipocrisia, ma lavorano all'ingrosso per ridurre la libertà. Pezzetto dopo pezzetto, fino alla sua consunzione.

La libertà di dire o di nascondere.

La libertà di vivere la propria condizione sessuale senza che il mondo pubblico eserciti il suo controllo occhiuto e intimidatorio.
I politici e i ministri sono nostri delegati. Credo che il controllo del mondo pubblico sia un diritto\dovere di ogni democrazia rappresentativa.

Senza che il tribunale pettegolo e spietato dell'opinione pubblica sia messo a conoscenza di ogni segreto e di ogni zona della vita di ciascuno deliberatamente tenuta nella discrezione e nella penombra.
Di nuovo si omette che questi ministri e politici col loro agire politico discriminano una categoria di persone con atti e decisioni.

Se i politici omosessuali non vogliono dirlo, non si deve dire.
Infatti nessuno lo dice. Qui si parla di politici omosessuali, bisex ed etero che sono omofobi.


Punto, non dovrebbe esserci discussione.

Sono i paladini della trasparenza, questi spioni che fanno del male alle persone credendo di far del bene al progresso, che invece contribuiscono a sprofondare nella barbarie della sorveglianza totale ogni barlume di libertà personale.
Di nuovo la libertà personale di discriminare gli altri perchè tanto per se stessi il potere assoluto di cui godono li protegge da ogni controllo come questo signore richiede in nome del privato

Sono anni che i maniaci dell'outing, a partire dagli Stati Uniti, vogliono sostituirsi agli omosessuali che per le più varie e insindacabili ragioni non intendono fare coming out della loro condizione.
Di nuovo. L'outing è un'altra cosa...
Sono dei terroristi, nel senso tecnico della parola: spargono terrore e angoscia. Massacrano le loro vittime con la scusa di fare loro del bene.
Per tacere del male che fanno i politici che hanno molto più potere di chi fa outing visto che sono loro nella stanza dei bottoni. MA battista pensa di parlare proprio con dei bambini?


Non si sa se il sito
è un blog...
che promette la propalazione dei nomi sia un covo di millantatori o di ricattatori.

Magari è solo un grottesco annuncio mediatico per un insperato quarto d'ora di pubblicità.
Ma se sono anonimi...

Di certo non conoscono il rispetto delle persone, dei loro diritti, della sfera privata inviolabile che dovrebbe essere tutelata.
Il bue dice cornuto all'asino. Mai vista una faccia di bronzo (di culo?) peggiore di quella di Battista.

Adesso, con la scusa delle intercettazioni che stanno rendendo di pubblico dominio frammenti di vita privata dei «potenti», vogliono portare fino alle estreme conseguenze la violenza del ludibrio per chi non ha nessuna colpa da nascondere, ma pur sempre il diritto di nascondere qualcosa.
Capita l'antifona...? Magari ci fosse stata uno straccio di prova!


Contro il mito tribale della trasparenza.
Certo. Perchè i potenti che già fanno come cazzo gli apre continuano a farlo in barba al popolo...

E pensare che una volta sul Corriere ci scriveva Pasolini!

Michele Serra sei intriso di omofobia e nemmeno te ne rendi conto. Sull'articolo di Repubblica contro l'outing

Essere etero o gay non garantisce nessuna sicurezza né di simpatia né di antipatia.
Ci sono etero e gay di destra come di sinistra. Etero e gay maschilisti, misogini, patriarcali (tanti) e etero e gay aperti al femminile, alle donne e contro il patriarcato.

Ma quando leggo articoli come quello di Michele Serra su La Repubblica non posso pensare che solo un etero possa scrivere, pur con le migliori intenzioni, un articolo così offensivo delle persone omosessuali.
Solo un etero che non sa e non si può nemmeno immaginare cosa sia lo stigma contro l'omosessualità, che non si rende conto cosa vuol dire appartenerne a una minoranza, irrisa, discriminata, aggredita, vilipesa, uccisa.

L'articolo di Serra mostra come gli intellettuali di sinistra devono fare i conti UNA VOLTA PER TUTTE con l'omofobia radicata in loro sin dai tempi del PCI più che nella Chiesa e nel Vaticano. Perchè nessuno mai scrivendo un articolo di difesa, che si pretende progressista e di sinistra, ha usato parole così offensive.

Per Serra gli omofobi denunciati dall'outing (non quello all'amatriciana ma quello ben più serio e politico degli altri Paesi) sono gay in privato perchè se ne vergognano e adottano politiche discriminatorie nei confronti delle persone omosessuali e trans  in reazione a questa vergogna. La questione così da politica viene ridimensionata alla sfera privata, del patologico, dello psicologico, della morale. Per Serra è questione di dibattito non di diritti calpestati, rubati, non riconosciuti. La sua miopia politica è direttamente proporzionale al pregiudizio omofobico col quale liquida una lotta politica di emancipazione in base a una discriminazione per l'identità di genere e l'orientamento sessuale.
Serra ne fa un questione morale costruita su categorie oppositorie di un moralismo degno del peggiore Stalin:
essere monogami o promiscui, donnaioli o sodomiti, possa o debba mutare in qualche modo il solo dovere che tutti ci accomuna, che è il rispetto degli altri, dei loro diritti, della loro integrità personale. 
 La promiscuità non è certo solo dei gay, e un uomo che scopa con tanti uomini è virile come un donnaiolo, mentre i sodomiti non sono tutti Gay, lo sapeva anche Dante che nel XVI canto dell'inferno accanto a Brunetto Latini mette Tegghiaio Alodbrandi che usava la sodomia (il coito anale) con sua moglie. Ma per Michele Serra i gay sono tutti rottinculo e meno virili degli etero donnaioli.
Nel subconscio stalinista di Serra l'omosessualità è talmente una malattia che (lapsus?) per descrivere i gay dichiarati usa l'aggettivo conclamato che, guarda caso, è quello che si usa quando una persona sieropositiva va in aids conclamato.
Poco importa se Serra vuol dire che essere gay non garantisce l'illuminazione o se votare una legge omofoba è grave a prescindere dal proprio orientamento sessuale.
Queste considerazioni nascono da chi (e sono molti, moltissimi) credono che il quid dell'outing sia l'omosessualità velata, o l'omofobia. Qualcuno sottolinea l'una ora l'altra variabile dell'equazione outing ma nessuno considera l'outing nella sua interezza e, avulgendone uno degli elementi fa come chi parlando di ossigeno e di idrogeno crede di parlare d'acqua che si ha solo dall'unione inscindibile dei suoi elementi.

L'outing non denuncia una colpa.
E se vogliamo proprio cercarla questa colpa non sta nell'essere omosessuali nascosti, né nell'essere omofobi, ma sta nell'esercizio di potere che si compie nel momento in cui si discrimina una minoranza con uno stigma che non toccherà mai se stessi dato che il potere che si ha permette di vivere altrimenti.

Discriminazione delle persone omosessuali tramite potere politico+pratica privata  dei comportamenti che si stigmatizzano ecco cos'è l'outing.

L'errore politico più grave di Serra, se si professa ancora persona di sinistra, è nel considerare che l'orientamento sessuale riguardi la sfera privata della persona, quando lui, eterosessuale conclamato può parlare di donne, di mogli e di compagne, in pubblico e in maniera pubblica, reputando però l'orientamento sessuale (quello degli altri naturalmente) come fatto privato.

La sua volgarizzazione dell'outing La pratica dell'outing (che non significa dire: io sono omosessuale. Significa dire: lui è omosessuale, ma si vergogna di ammetterlo) è irricevibile e segno di uno che non ha capito nulla.

E che la sinistra (o almeno quella che si crede tale) ha persona un'altra occasione per rimanere in silenzio.

Listaouting all'amatriciana e indigesta a tutti.

Bufala, occasione persa, svuotamento del suo significato politico, anche questo blog oggi ha preso posizione come tutti sulla pubblicazione dei 10 nomi, secchi, tutti di uomini, pubblicata dal blog. Ieri La Stampa pubblica un articolo nel quale raccoglie dichiarazioni varie che si distinguono per la consonanza di idee tra persone che dovrebbero essere su fronti opposti:

Mauro Cutrufo (Pdl), prima coglie l’occasione per attaccare internet definendolo «un’arma pericolosissima». E poi invoca l’intervento del ministro dell’Interno per fermare «il massacro mediatico».


Secondo il Garante per la Privacy, Francesco Pizzetti, «è assolutamente illecito» pubblicare i dati sulle tendenze sessuali delle persone senza il loro consenso, «indipendentemente dal fatto se si tratti di eterosessuali o omosessuali». «È una bufala che fomenta l’ignoranza», interviene anche il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, nonché una «diffamazione gratuita». Quest’ultimo termine però piace poco a Dario Ginefra (Pd). Definire qualcuno omosessuale, replica, «non può essere considerato un insulto e quindi neanche una diffamazione».

Il Palazzo reagisce. Così si «distrugge la privacy», continua il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto. È un altro esempio di «sistema Boffo», sostengono i radicali. È un modo «estremo di fare battaglia politica che non fa parte della mia cultura», afferma Paola Concia (Pd) che, della battaglia contro l’omofobia, ne ha fatto una bandiera. Molti dei diretti interessati reagiscono. Chi con ironia. Chi con indignazione. Ci sono «centinaia di donne in apprensione» per me, ribatte Mario Baccini (Misto-Pdl). A cominciare «da mia moglie». Meglio nella lista dei gay che in quella degli «interisti occulti», dice da buon juventino Massimo Corsaro (Pdl). Sono un «banale eterosessuale», taglia corto il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. «Fantasie malate, tutte sciocchezze», reagisce più piccato il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. Ma se gli altri politici tirati in ballo scelgono il silenzio, quasi tutte le associazioni omosessuali contestano l’iniziativa.

Secondo il presidente dell’Arcigay [Patanè] la lista di proscrizione pubblicata sul sito è solo «un’operazione spregevole che ridicolizza» le battaglie contro la discriminazione di genere. [sic!]  È solo «un outing all’amatriciana», minimizza il portavoce di Gay Center, Fabrizio Marrazzo. Si tratta di un’iniziativa irricevibile», osserva Rossana Praitano del Circolo Mario Mieli. L’unico che giustifica la pubblicazione dell’elenco è Aurelio Mancuso, un esponente del mondo gay considerato da molti l’ispiratore della trovata: «È il frutto dell’indignazione di chi quotidianamente subisce violenze e insulti», ribatte. «È una denuncia contro l’ipocrisia della politica».
A parte lo svarione che confonde  orientamento sessuale con identità di genere è interessante notare come tutti quelli citati (evidenziati in nero) siano contro l'outing, mentre gli unici  a dire qualcosa di sensato, e di positivo per la causa, siano Aurelio Mancuso e Dario Ginefra (PD) evidenziati in rosso.

Mi chiedo, e vi chiedo, come mai questa consonanza di interventi? Questa difesa a oltranza della casta? Fatta così con l'accetta, generalizzando, senza fare distinguo confondendo merito con metodo?

Certo molto lo si deve al giornalista (anonimo) che ha scritto il pezzo e che lascia fori voci altrettanto autorevoli che invece hanno spiegato le ragioni dell'outing (quelle vere).


Così Giuseppina La Delfa presidente di Famiglie Arcobaleno sul blog gayfreedom sostiene  l'outing ricordando come
Tutti noi cittadini abbiamo il diritto di conoscere i potenti a cui affidiamo le sorti della nazione, e il pubblico in generale ha il diritto di sapere a chi ha a che fare. Reputo i parlamentari e gli ecclesiastici omosessuali omofobi, ipocriti e bugiardi, doppiamente responsabili delle violenze che la mia comunità subisce ogni giorno, responsabili dei suicidi, degli assassini, responsabili delle difficoltà grandi e piccole del nostro vivere quotidiano.

Oppure Aldo Busi sul blog Dagospia inneggia "fuori i nomi", ricordando che i

politici o uomini pubblici italiani, quali giornalisti, artisti, ecclesiastici che, omosessuali (...) si macchiano del crimine dell’omofobia, cioè che contribuiscono, notamente in Parlamento e nelle chiese e nei giornali e nelle televisioni, ad affossare ogni legge favorevole ai diritti delle persone dello stesso sesso desiderose di convivere stabilmente (e di adottare e di godere della reversibilità della pensione e dell’affitto e dell’eredità patrimoniale) tutelate come le comuni coppie formate da campioni del sesso opposto – le quali, a ben vedere, contraddittoriamente alle insane politiche procreazioniste e quindi religiosamente guerrafondaie, godono di ogni diritto anche se, proprio come una comune coppia omosessuale, non hanno generato nient’altro, reddito a parte.

(...)

Grazie all’outing (...) non è l’omosessuale nascosto che viene costretto a uscire allo scoperto, bensì il modo omertoso, mafioso, ricattatatorio che costui, un ricattato ben prezzolato e un ammalato con tanti servizievoli e sevizievoli dottori al suo capezzale, ha di vivere la sua omosessualità ledendo, per eccessiva difesa di uno stato patologico suo personale (corroborato e facilitato però dal privilegio del potere e dal potere del privilegio), il comune cittadino omosessuale che vive apertamente la sua naturale opzione sentimentale e sensoriale sprovvisto di ogni legittimazione e tutela legislativa.

Quindi ben venga ogni possibile outing, poiché la violenza al libero arbitrio che con l’outing subirebbero questi gay occulti delle alte sfere omofobe e reazionarie del Paese è infinitamente minore della violenza che da sempre le loro corsie preferenziali, i loro stipendi e pensioni, i loro clan, la loro vampiresca ipocrisia fanno subire ai più e al Paese tutto e alla Comunità Europea intera. (...)

Ma, nonostante queste autorevoli eccezioni, dà nell'occhio la difesa a oltranza della privacy degli omofobi.
Così mentre mentre tutti i rappresentanti delle associazioni gay citati nell'articolo de LA Stampa non sanno nemmeno distinguere tra gay, bisex ed etero che vanno con le trans (e se non fanno nemmeno questo MA CHE COSA CI STANNO A FARE?) i diretti interessati presentano le credenziali di eterosessualità glissando sul fatto che esiste la bisessualità e che si è etero anche se si va con le trans.


C'è poi chi deve distinguersi facendosi pubblicità in maniera sfacciata come Alessio De Giorgi, direttore del sito Gay.it che sul suo sito partendo da considerazioni condivisibili rimarcando la totale assenza del supporto di prove (fotografie, testimonianze o altro) e ponendo alcune domande ineludibili Chi ha deciso quali nomi pubblicare e quali no? Come sono stati raccolti questi nomi? Sulla base di quali prove è stato deciso di inserirli in questa lista? Cosa c'è a supporto di queste affermazioni? Siamo proprio sicuri che tutti i personaggi inseriti in questa lista siano effettivamente omosessuali o piuttosto sono solo pettegolezzi, dicerie, discorsi da bar?
spaccia furbamente per outing un articolo pubblicato tempo fa (e del quale questo blog si era già occupato) che era un puro articolo di gossip:
Nel 2008 Gay.it fece il primo "outing" della storia italiana. Oggetto dello "svelamento" della sua omosessualità fu Beppe Convertini, che a quei tempi era un attore sulla cresta dell'onda, un personaggio che si presentava in tutti i rotocalchi italiani come "fidanzato ideale" delle donne italiane in compagnia di belle ragazze.

De Giorgi glissa sul fatto che, però, Convertini non è un omofobo,  è solo un bisex velato (e nell'articolo la bisessualità è ridotta a mera omosessualità) la cui unica colpa era presentarsi come etero e non come bisex. Cioè questo sì un atto che viola la privacy d un personaggio pubblico per pura pruderie da pettegolezzo (come il sito ci ha ben abituato) che, e ci vuole fegato, De Giorgi presenta come inchiesta giornalistica.




Insomma questi e quello pari sono





venerdì 23 settembre 2011

Lo scippo è compiuto. L'outing è stato svuotato di ogni significato politico. Corriere della Sera in testa

Ecco come commenta il corsera la pubblicazione dell'elenco dei 10 nomi di politici omofobi e gay:
Un blog pirata ha diffuso alle 10 di venerdì 23 settembre una lista con dieci nomi di politici gay che però non lo dicono pubblicamente.
L'omofobia rimane nel titolo ma non dell'articolo e quel però la dice lunga sullo snaturamento dell'outing.
Bell'effetto boomerang. Non c'è che dire. Però continuo a ribadire che l'outing, quello vero, serve ed è importante e che sono sospetti quelli che vi si sono opposti la cui critica non verte sul metodo, davvero insostenibile che il blog listouting ha adottato.

Outing: 23 settembre ore 10

Fra poche ore sapremo.
Sapremo se il blog anonimo listaouting è un bluff oppure no.
Sapremo come diranno e che prove addurranno. Sapremo se l'iniziativa è seria o se, dopo tutto, avevano ragione gli avversori.

Io so solo una cosa. So che quel che listaouting non deve fare è questo:
Roberto Calderoli è finocchio. Ecco perché non fa che prendersela con i gay e non parla d'altro (se si esclude qualche occasionale stronzata sulla Padania, il Dio Po, il ritorno alla Lira eccetera).
Direte voi: e come lo sai? Beh, me lo hanno detto, ripetuto e confermato un po' di persone, molte provenienti dal Nord Italia e molte "per conoscenza personale" del fatto. Tra queste persone, anche un famoso editore (tranquillo signor Achab, non ce l'ho mica con te: ho scritto "famoso"). Allora, sapete come si diceva una volta? Vox populi, vox dei. Io a Dio non ci credo, ma al popolo eccome.
E adesso denunciami, caro ministro Calderoli. Stando alla legge sulla privacy le tue abitudini sessuali non sono protette da segreto perché tu sei una persona pubblica e pubblicamente impegnata contro - guarda tu - proprio i diritti civili dei gay. Eventualmente, in tribunale, chiamo a testimoniare le persone che mi hanno assicurato di avere una "conoscenza personale dei fatti". A' la guerre, comme à la guerre.
p.s. Si ringraziano gli amici blogger nei commenti per la segnalazione della foto del nostro ministro colto in posa virile e padana da "Repubblica".

E' un vecchio post (ne manca l'incipit in cui spiega la differenza tra outing e coming out) di Anellidifumo, del lontano 2005, squisitamente omofobico e maschilista.

Un post nel quale si fa tutto quello che nell'outing (quello vero) non si è mai fatto.

Si dice che Tizio è finocchio. Ma all'outing non interessa l'orientamento sessuale.
Come prova si cita un coraggiosissimo e deontologicamente parlando ridicolo "me l'hanno detto".
Attenzione non una fonte certa da tenere nascosta per ovvi motivi (uno dei pilastri del giornalismo americano)  ma un disgustoso me lo hanno detto, ripetuto e confermato un po' di persone, molte provenienti dal Nord Italia e molte "per conoscenza personale" del fatto. Tra queste persone, anche un famoso editore (...). Allora, sapete come si diceva una volta? Vox populi, vox dei. Io a Dio non ci credo, ma al popolo eccome.
Uno stile delatorio degno del miglior Mussoliniano.

Non si specifica bene quali siano gli atti omofobici se non un generale ecco perché non fa che prendersela con i gay e non parla d'altro (se si esclude qualche occasionale stronzata sulla Padania, il Dio Po, il ritorno alla Lira eccetera). 
Tra l'altro anellidifumo si improvvisa psicologo e, nei commenti, spiega come Calderoli sia  un uomo politico ossessionato dalla sua omosessualità e per questo capeggia una violenta campagna omofobica (...)  la sua posizione politica di forte omofobia passa dalla categoria appunto della politica a quella della fissazione personale, della patologia da disturbo della personalità e dell'identità psicologica, quindi si depotenzia alla radice. Un'omosessualità così male accettata è infatti sicuramente fonte di disturbo della personalità e, di conseguenza, è patologica. 

Capita l'antifona? Non si colpisce il comportamento del politico, ma si colpisce la persona, non solo accusandola di essere un finocchio ma di essere un finocchio egodistonico e dunque  patologico. 
Invece di criticare politicamente atti e comportamenti politici si cerca di demolire direttamente la persona usando l'omosessualità (egodistonica) come un'arma. 

Se non è omofobia questa... Il bue dice cornuto all'asino.

Tra l'altro fosse vero quel che dice anellidifumo Calderoli andrebbe aiutato, curato e non certo messo alla gogna mediatica con l'outing.

Inoltre, anche se fosse, Calderoli non è gay ma bisex visto che è stato sposato e oggi ha una compagna. Ma il maschilismo non fa considerare queste relazioni etero legittime e vere. Se sei frocio lo sei per tutta la vita,e le storie con donne millantate, una copertura.


Quel che non capisce Anellidifumo è che non c'è bisogno di addurre una omosessualità egodistonica per spiegare l'omofobia. E' una spiegazione naif oltre che maschilista. Maschilista perchè vede negli omofobi dei gay repressi, naif perchè per spiegare la contraddizione tra omofobia e omosessualità adduce spiegazioni personali (con una psicologia da cartine di cioccolatino) e non quelle, più rilevanti e pertinenti, politiche e di gestione del potere. E questo è il vero cuore dell'outing. Si denunciano persone che impongo una visione politica che discrimina e delegittima le persone omosessuali e trans e poi nel privato si fa come si vuole perchè il potere che si ha consente di fare come cazzo pare e piace.
E' una questione politica, non morale. D'altronde come diceva Andreotti il potere logora chi non ce l'ha.



Infine, ciliegina sulla torta, come prova (l'unico straccio di prova che anellidifumo produce) viene presentata una foto, segnalatagli dai lettori che ritrae Calderoli in posa virile e padana da "Repubblica".

Peccato che considerare un uomo gay perchè poco virile sia esattamente la mentalità dalla quale scaturisce lo stigma e che vedere un gesto poco virile (ammesso e non concesso che quello ritratto nella foto lo sia) come esclusivamente omosessuale è omofobico, maschilista e patriarcale.

Ecco, spero proprio che stamane non saremo costretti a leggere queste cazzate omofobiche anche su listaouting che, nonostante l'anonimato non lasci ben sperare, non si tratti di un volgare pettegolezzo basato su un pregiudizio omofobico, ma di una denuncia seria basata su prove concrete e con argomentazioni un po' meno omofobiche di queste.

mercoledì 21 settembre 2011

Quel che manca al movimento è la solidarietà di classe. Ancora sull'outing. Stavolta il parere di Rosario Duca Segretario Provinciale Arcigay Messina

Leggo un comunicato di Rosario Duca Segretario Provinciale Arcigay Messina che scrive sul blog nebrodi e dintorni.

Secondo Rosario gli omofobi da outingare sono quelli segretamente gay. e lo si fa per vendetta.

Non rendendosene conto Rosario applica un pregiudizio di origine maschilsita.
Per Riccardo chiunque ha dei rapporti sessuali (ma ci sono anche quelli affettivi...) con persone dello stesso sesso è omosessuale, in barba a chi magari è sposato ha dei figli e dunque non è gay o lesbica, ma bisex.
Ma si sa cosa il movimento pensa delle persone bisex...

Se vai con una persona del tuo stesso sesso, anche solo una volta in vita tua sei marchiato come gay a vita proprio come lo stigma vuole.



Ma davvero quel che l'outing indica è che queste persone omofobe siano gay?

Solo chi pensa che l'omosessualità sia qualcosa da nascondere può vedere le cose sempre e solo in questo modo.

Chi pensa che a rivelare l'omosessualità altrui gli si fa una vendetta (come Riccardo) evidentemente vede l'omosessualità come qualcosa di negativo, di infamante.
Ebbene, anche Riccardo, come molti altri, non coglie il punto fondamentale dell'outing che non riguarda né la (presunta) omosessualità velata, né il volersi vendicare,  ma riguarda la coerenza, l'onestà intellettuale, la trasparenza che in queste perosne manca eche viene denucniata.
La (presunta) omosessualità è solo una parte dell'equaizione che da sola non ha valore alcuno nell'outing ma lo acquista solo accanto all'altra parte fondamentale che è la pratica discriminatoria concreta.
La parola omofobia forse devia, perchè  è una parola passpartout che viene usata spesso a sproposito.
Non si fa outing delle persone velate.
Non si fa outing nemeno di tutte le persone omofobe.
Si fa outing solo dei personaggi pubblici che grazie al loro potere politico o persuasivo contribuiscono fattivamente alla discriminazione e allo stigma.
Se si tiene conto di questo elemento che per comodità sussumiamo nell'aggettivo omofobico tutte le considerazioni di chi si dichiara contro l'outing cadono non avendo pertinenza.

Non posso credere però alla buona fede di questi avversori dell'outing. Perchè Riccardo, almeno a parole, dimostra di avere capito bene cosa sia l'outing: 
uno strumento (...) nei confronti di chi ricopre dei ruoli pubblici di rappresentanza politica ed istituzionale, per svelare la doppia morale di chi nega diritti ai più e consolida i privilegi propri e di pochi.
Nonostante questa bella definizione (che credo gli ruberò sempre citandone l'autore beninteso)  anche Riccardo scende in difesa della casta, buttandola in caciara, come si dice a Roma, cioè adducendo scuse e motivazioni senza alcuna consistenza.
Riccardo infatti dice che
l’outing dovrebbe essere fatto quotidianamente nel nostro Paese, e non soltanto per rendere noto l’orientamento sessuale.
rimangiandosi la definizione appena data... Arrivando a proteggere la casta scomodando le persone velate che non ricoprono carica pubblica alcuna
se ogni tanto si provasse ad essere seri ed a ragionare con il cervello acceso, ci si renderebbe conto che prima di fare la lista dei politici gay omofobi e contrari alle istanze del movimento bisognerebbe fare la lista delle tante persone comuni, cittadini e cittadine omosessuali che sono altrettanto omofobi ed ostili alle ragioni della comunità lgbtq. Bisognerebbe fare la lista di chi, gay, lesbica o transgender, vota per gli omofobi che stanno in Parlamento e ci rappresentano. Bisognerebbe fare la lista dei tanti omosessuali che la notte vanno nei locali gay e di giorno, in famiglia o al lavoro nascondono e fingono.
Capita l'antifona? Riccardo vuol far passare l'outing come punizione per l'essere velati  e non (cito le sue stesse parole) la denuncia
di chi ricopre dei ruoli pubblici di rappresentanza politica ed istituzionale, per svelare la doppia morale di chi nega diritti ai più e consolida i privilegi propri e di pochi.
Se accusiamo chi ricopre ruoli pubblici di rappresentanza politica ed istituzionale dobbiamo accusare - dice Riccardo -  anche chi
gay, lesbica e transgender è contro i Pride oppure ai Pride ci va perché è una festa, si balla e ci si diverte ma quando in Parlamento si fa scempio della nostra dignità e dei nostri diritti di cittadinanza per strada e nelle piazze non si vede a protestare ed a fare casino. Bisognerebbe fare la lista dei tanti omosessuali che vanno in chiesa a battersi il petto, che ascoltano in silenzio le prediche omofobe, che vanno ai raduni del Santo Padre e lo acclamano, che si professano cattolici apostolici romani ma poi li trovi in giro nei boschetti o nelle saune dove in ginocchio non ci stanno per pregare.
Non è forse questo lo stesso punto di vista di chi critica l'omosessualità? Non è questa la stessa pasta di cui è fatto lo stigma?
Insomma, bisognerebbe fare una lunghissima lista di chi vive quotidianamente secondo i canoni della doppia morale di cui i parlamentari sono solo i nostri “degnissimi” rappresentanti ed interpreti.
Quindi siccome nessuno è immune quelli della casta vanno salvati.

Manca a Riccardo, ma manca a tutti gli italiani, in tutti i campi, al solidarietà di classe.
Riccardo in questo è un italiano tipico. Forte coi deboli e debole coi forti, come ci ha insegnato il fascismo che sta nel dna di ognuno di noi.

Quel che Riccardo sembra (o fa finta di) non capire è che mentre le tante persone comuni, cittadini e cittadine omosessuali se pure col loro comportamento non contribuiscono alla causa non hanno alcun potere oltre il proprio comportamento individuale con cui discriminare mentre chi ricopre dei ruoli pubblici di rappresentanza politica ed istituzionale ha un potere immenso e per questo va fermato.
Perché ogni singolo cittadino ha il diritto di essere velato ma non un\una rappresentante del popolo che non si comporta più a titolo privato ma in nome del popolo che rappresnta. TUTTO IL POPOLO. Anche quello omosessuale che non può discriminare seguendo una propria convizione morale che non ha basi scientifiche né politiche e nemmeno etiche. Una base morale che pretende solo gli altri osservino perchè lui nel privato privilegiato e difeso può fare quel che cazzo gli pare.

Ma a tutti quelli che sentono la seduzione di chi ha potere  vien spontaneo difenderli adducendo la colpa dei cittadini comuni...
Se non è un modo di pensare fascista questo...


Ma quel che mi fa più specie di questo militante omosessuale al quale evidentemente bisogna spiegare tutto (dovremmo fare anche noi delle scuole come faceva una volta il PCI) è che cade a più pari in un paragone a dir poco ridicolo:


Tanto come eleggiamo un corrotto e puttaniere Presidente del Consiglio continueremo a votare e ad eleggere gli omofobi, gay o etero che sia non fa alcuna differenza.
Quel che Riccardo dimentica (e non si capisce come faccia) è che Berlusconi non fa leggi contro il ...puttanismo, né dichiara che finché sarà lui al governo le mignotte non avranno mai riconosciuti i loro diritti.


Riccardo dimentica che i motivi dell'outing sono politici non morali.
Si denuncia non chi ha una doppia morale ma chi discrimina certe persone contribuendo allo stigma dal quale lui (o lei) è esente per i privilegi datigli dalla carica pubblica che ricopre.

E se io, cittadino comune, devo ricordarlo a un Segretario Provinciale Arcigay vuol dire che i quadri dirigenti della militanza glbtqi sono pericolosi e completamente inutili

domenica 18 settembre 2011

Perchè l'outing dà tanto fastidio?

Come sapete l'outing preannunciato da Aurelio Mancuso e ora passato in mano a un blog di anonimi (per motivi di sicurezza...) non piace a nessun nome noto del movimento.
Da Patanè a Battaglia, da Grillini a Dall'orto, tutti a dire di no, tutti omettendo la vera ragione politica dell'outing e tutti facendo finta che Mancuso, il blog di anonimi o chi per loro voglia sputtanare chiunque sia gay (o lesbica) ma non lo voglia dire.

Chissà se ci fanno o ci sono...

Comunque sia tutti prendono l'outing per il verso sbagliato partendo dall'effetto e confondendolo con la causa. Tutti partono cioè dall'omosessualità degli sputtanandi
come elemento base dell'outing e non dalla loro omofobia.
Eppure Peter Tatchell uno dei primi sostenitori dell'outing disse chiaramente che la comunità gay e lesbica ha il diritto di difendersi contro le figure pubbliche che abusano del loro potere e della loro influenza per appoggiare politiche che infliggono sofferenze agli omosessuali. (fonte wikipedia)

Dire che si fa outing agli omofobi pur se sostanzialmente preciso è ancora troppo vago. Si fa outing ai personaggi pubblici che con le loro azioni contribuiscono a discriminare le persone omosessuali e trans.

Invece secondo questi dirigenti (o ex dirigenti)  delle associazioni glbt  questa becera operazione scandalistica offende la dignità delle persone. Tutti hanno il diritto alla sua [sic!] privacy. Costringere le persone ad uscire allo scoperto è inaccettabile (Patanè).
L'outing è un gesto aggressivo e violento, che invade incredibilmente la vita delle persone e sposta l'ago dell'attenzione da quello che è un problema politico (Battaglia). Se sputtano al mondo i nomi dei parlamentari omosessuali non risolvo il problema e forse mi metto contro chi in incognito potrebbe aiutarci a raggiungere gli obiettivi che ci proponiamo da qualche tempo (Grillini).

Nessuno dei tre (ma tanti altri esempi, anche meno illustri, si potrebbero fare)  sembra aver capito qual è lo spirito dell'outing CHE NON RIGUARDA LE PERSONE OMOSESSUALI.
Riguarda le persone pubbliche, che hanno un potere politico e/o di pressione sociale e che lo usano per mantenere lo stigma e la discriminazione delle persone omosessuali e trans (di cui tutti sembrano dimenticarsi).

Non si fa outing per rendere pubblico l'orientamento sessuale altrimenti celato dei politici, questo né Mancuso né il blog anonimo si sono mai sognato di dirlo.

Solo Patanè e Grillini  vedono la cosa così perchè evidentemente nelle persone che Mancuso e il blog di anonimi vogliono denunciare loro non vedono delle persone che discriminano vedono dei gay.

Sono loro i primi a essere discriminatori e omofobici perchè vedono gay dappertutto, anche dove ci sono bisex o etero che vanno con le trans.

Battaglia invece si chiede come faccio a stabilire chi è omofobo che è solo un esercizio di retorica perchè si parla di personaggi pubblici che con i loro gesti concreti diffondono la discriminazione, contribuiscono a tenerla in piedi e impediscono di smantellarla, non mi sembra difficile da stabilire con questi criteri chi è e chi non omofobo.

Il problema non è sapere che tizio o caio sono gay, l'outing non interviene sull'orientamento sessuale (o sul comportamento sessuale come sarebbe meglio specificare che è cosa diversa dall'orientamento: io posso scopare con gli uomini ma sentirmi etero, percepirmi tale e pretendere di esserlo) interviene su chi contribuisce alla discriminazione e poi nel suo privato ha comportamenti sessuali che vanno nella stessa direzione di quanto ufficialmente combatte.

Non sono gay omofobi, sono omofobi con comportamenti sessuali non etero o transfobici che in segreto le trans le frequentano.

Dov'è la violenza nel denunciarli? E la loro violenza quando dicono che i matrimoni sono solo per coppie etero? O quando dicono che i gay sono malati? O moralmente disordinati?

La questione della privacy è ridicola per almeno due ordini di motivi.
1) Sono personaggi pubblici, la privacy vale per i privati cittadini non per quelli che occupano cariche di potere. Altrimenti non vedremmo nessuna foto di Berlsuconi, Fini, attori, cantati, giornalisti, prelati, e non leggeremmo tutti i bei gossip, magari pubblicati sui siti come gay.it, gay.t, gay wave.. dove si allude all'omosessualità di quell'attore o quel cantante. Lì però nessuno di questi signori ha gridato allo scandalo o ha chiamato la difesa della privacy anche quando ce ne sarebbe bisogno perchè il motivo per cui si fa outing in questo caso è il frivolo pettegolezzo che evidentemente per qualcuno fa tanto gay...
2) Perchè l'omosessualità dovrebbe far parte del privato quando l'eterosessualità è pubblica? Fermo restando il diritto di ognuno a decidere per conto suo quando e se fare coming out, chi fa politica glbt non può difendere il principio (pur difendendo il diritto individuale) di rimanere velati. Se tutti i gay e le lesbiche italiani facessero pubblicamente coming out la visibilità migliorerebbe sicuramente l'accettazione e la constatazione della maggioranza che i gay e le lesbiche sono tra di noi, che siamo diffusi in tutta la società.
Non solo ma relegare l'omosessualità alla sfera del privato si fa lo stesso discorso dei tanti che dicono che non c'è bisogno di ostentare la propria sessualità e che a letto ognuno fa quello che vuole. Infatti il movimento non chiede diritti nella camera da letto ma al di fuori di essa. Non è così per i borghesi Patanè e Grillini, i gay della giacca e cravatta anche al mare...
Ma non sono questi i motivi dell'outing. Non si fa outing perchè i gay o le lesbiche sono velate, si fa outing a chi discrimina gay lesbiche e trans e poi celato dalla privacy fa quello che pubblicamente critica ferocemente.
Un po' come tutti i politici che sostengono il proibizionismo per le droghe pesanti e poi consumano coca. Saperne i nomi non li renderebbe forse poco affidabili, ridicoli?
Il paragone non è proprio calzante perchè l'omosessualità non è un reato, ma per questi politicanti se avessero le mani libere non lo diventerebbe forse? Quando Giovanardi dice che i matrimoni omosessuali (lui li chiama così) sono anticostituzionali non intende dire forse che sono illegali (o dovrebbero esserlo?). Giovanardi mente proprio come Patanè e Grillini (o Scalfarotto) perchè nessuna legge in Italia vieta i matrimoni tra persone dello stesso sesso proprio come l'outing voluto da Mancuso e da listaouting non è per tutte le velate pubbliche ma per tutte le persone strettamente omofobe che hanno potere.


Insomma di che parlano Patanè, Grillini, ma anche Dall'orto, Marrazzo?
Disinformano e menano il can per l'aia, perchè presentano l'outing come qualcosa che outing non è.

Certo il blog anonimo, la minaccia degli elenchi che verranno pubblicati (nei prossimi mesi e anni) non sono proprio un esempio di trasparenza e credibilità, ma i detrattori del blog e di Mancuso non fanno distinguo tra merito e metodo e dicono che questo e quello pari sono rispedendo al mittente l'outing per principio.
Grillini arriva a dire (chissà su quali basi) che l'outing è uno strumento di lotta superato.

Per Grillini L’outing deve essere utilizzato solo contro i gay che occupano una posizione importante e si comportano da omofobi che è esattamente quel che dicono Mancuso e il blog anonimo, facendo intendere invece che Mancuso voglia fare outing di tutti i gay velati a prescindere se siano omofobi o no...

Insomma Mancuso deve avere colpito nel segno se dà tanto fastidio da indurre tutti a mentire, sviare, depistare, confondere le acque, in una parola, disinformare.

Motivo in più per cui, ferme restando le riserve già ampiamente dette sul metodo, bisogna difendere il merito di Mancuso che non solo è condivisibile ma auspicabile, anzi dati i tempi di recrudescenza omotransfobica in Italia, direi necessario e indispensabile.

Il capolavoro però viene da Ivan Scalfarotto, vicepresidente del PD, quei pavidi democristi che un giorno sì e uno no dicono dei gay e delle trans tutto il male possibile.

Scalfarotto contrario all'outing per principio si è dimesso dal Comitato d’Onore di Equality Italia con la lettera che ha inviato ad Mancuso (che di Equality Italia è il presidente).

Scalfarotto ha pubblicato la lettera sul suo blog nella quale spiega le ragioni delle sue dimissioni.
Leggiamola:

Londra, 17 settembre 2011
Caro Aurelio,
ho appreso dalla stampa della tua volontà di avviare nei prossimi giorni un programma di outing che denuncerebbe, al di là o addirittura contro la loro volontà,
Scalfarotto non conosce evidentemente la pratica politica dell'outing (e nemmeno il significato del termine) che si basa proprio sull'assenza di consenso (dunque anche contro la loro volontà) delle persone su cui si fa outing. 
l’omosessualità – o presunta tale –
ed ecco la disinformazione. L'outing, quello vero, funziona solo su prove certe e inconfutabili, non sul sentito dire, altrimenti non è outing ma diffamazione... Né Mancuso né il blog anonimo parlato di persone presunte gay, ma è pià comodo per Scalfarotto insinuarlo per giustificare meglio il suo gesto pavido e ipocrita (degnissimo vicepresidente del PD)
di un numero imprecisato di personalità pubbliche.
veramente su listaouting si legge:  

Il primo elenco che pubblichiamo, altri ne seguiranno nei prossimi mesi e anni, è composto da 10 politici. Disponiamo dei nominativi di una decina di alti prelati, di altre personalità del mondo dello spettacolo e della tv. 

Quindi Scalfarotto mente sapendo di mentire. 
Trovo questa una decisione molto grave, che non condivido e che mi preoccupa molto. Si tratta di un modo di fare politica che trovo intrinsecamente violento, poiché combatte e colpisce le persone e non le loro idee.
ed ecco il tentativo davvero da pretino democristiano, apparentemente educato e mite, ma profondamente reazionario e fascista (=prepotente) che essendo contrario per motivi personali e non politici confonde pesantemente le carte in tavola, e cerca di dare all'outing un significato che l'outing non ha.

L'outing colpisce le persone. Vero. Ma quali persone colpisce?
Leggiamo su listaouting (siamo sicuri che Scalfarotto se lo è letto? Io mica tanto...):
L’outing (termine che viene usato in modo sbagliato dai giornalisti italiani che sono in molti casi ignoranti e pigri) è uno strumento politico duro ma giusto. In cosa consiste: dichiarare pubblicamente la pratica omosessuale o di altre differenti sessualità di politici (single, sposati, conviventi), preti, persone note e influenti, che attraverso azioni concrete e prese di posizione offendono e discriminano le persone gay, lesbiche e transessuali. (i neretti sono miei)
Più chiaro di così.
Ora non si tratta di criticare le idee di questi omofobi, secondo il nobile e qui proditoriamente usato pensiero liberale, e non le persone.

Qui si tratta di censurare le azioni di persone di potere che coi propri atti discriminano le persone omosessuali (e trans) cercando di impedire loro di continuare a farlo.

Purtroppo in Italia mentre si va in galera se discrimini qualcuno per motivi religiosi e razziali (i privati cittadini, non i politici che possono continuare a dirlo come i leghisti o i fascisti di ogni sorta) visto che gli stessi politici dei quali Mancuso vuole fare outing hanno contribuito a non far promulgare la legge che avrebbe esteso la legge Mancino anche all'orientamento sessuale, l'outing è un'arma per ridimensionare questi ipocriti, forse non efficace,  ma sicuramente giusta, politicamente, eticamente, strategicamente, perchè smaschera l'ipocrisia dell'omofobia.

Come faccio a difendere il diritto di opinione di un omofobo? Dire che i gay sono malati è un'opinione? NO E' una bugia. Dire che i gay non possono sposarsi è una opinione? Lo è se te la tieni per te, se la diffondi, se in suo nome intervieni affinché la legge sull'allargamento del matrimonio anche per le persone dello stesso sesso non venga promulgata non stai esercitando una opinione stai discriminando in base a una convinzione personale che è ben altra cosa. Possibile che debba essere io, comunissimo cittadino, a doverlo speigare al vicepresidente del maggior partito di opposizione (beh, si fa per dire...)?

Solo un omofobo può difendere il diritto di compiere atti omofobi (non si tratta solo dell'opinione, ma di una opinione che si traduce in discriminazione e per di più di un personaggio pubblico e di potere, non del mio vicino di casa...)  in nome della democrazia.
Solo un politicante talmente furbo da non inimicarsi nessuno perchè non si sa mai chi vince domani le politiche e per mantenere il proprio potere sa che non deve pestare i piedi a nessuno.
Credo proprio sia meglio per Scalfarotto addurre motivazioni di realpolitik che non le questioni di principio che ci ammannisce dalle quali esce fuori con una credibilità  politica sotto lo zero.

Ho vissuto a lungo all’estero e ho lavorato per più di dieci anni gomito a gomito con gli anglosassoni. Posso dire che rifarsi all’esperienza di quei Paesi per lanciare questa iniziativa non ha molto senso. Esiste infatti una grande differenza tra il senso dell’etica pubblica e del comportamento che si pretende dagli uomini pubblici in Italia e nelle grandi democrazie liberali.
Da noi, scoprire e denunciare l’omosessualità perfino di un Giovanardi o di un Gasparri, e indico i peggiori omofobi che mi vengano in mente, ci darebbe forse un’effimera soddisfazione ma non toglierebbe nessuna carica né all’abiezione né, purtroppo, alla popolarità delle loro tesi.
Altro che politicante, la furbizia di Scalfarotto è degna di quella di Berlusconi. Un conto è infatti criticare l'outing per principio come ha fatto finora, un conto è criticarne l'efficacia politica. Una cosa può rimanere politicamente giusta anche se non ha alcuna efficacia. Allora perchè criticarne la legittimità se si vuole dire solo che non è efficace? 
Qualunque cosa pur di di sostenere la propria opinione che è insostenibile e pavidissima.
Anche se fosse vero che fare outing non ha efficacia in Italia, mentre è tutto da stabilire, perchè non provarci comunque? Se è vero che non si fa danno perchè non provare comunque?
Siamo governati da una persona i cui discutibili comportamenti e i cui vizi privati sono stati resi pubblici (“outed”) in ogni modo e questo non impedisce a questa persona di sedere a Palazzo Chigi e di decidere dei destini del Paese nel momento di peggiore crisi che l’Italia ha conosciuto dal dopoguerra.
Ecco un altro paragone proditorio. Quel che Scalfarotto si dimentica di dire è che Berlsuconi non si è mai sognato di dire che chi fa sesso con le escort è un amato, o un immorale, o non ha diritti, anzi ha sempre rivendicato con orgoglio quel che fa, tant'è che la gente comune delle sue escort ha commentato (almeno va con le donne, ricordate? Una signora nel film di Sabina Guzzanti sul terremoto dell'Aquila...).

E, opinione personale, se Giovanardi andasse a letto con un uomo come lui e non perdesse solo credibilità ma assaggiasse un po' di quel ludibrio che contribuisce a creare io non ci vedrei niente di male. Un po per uno per cortesia!
Il tuo progetto non è altro che una modalità innovativa per replicare le solite dinamiche da cortile della politica italiana e che trascinerà verso il basso il livello, già infimo, della lotta politica in Italia.
Invece la politica del PD tutta fatta di se e di ma e di nessuna proposta concreta ha regalato il paese al berlusconismo... Scalfarotto dovrebbe solo tacere.
Finiremo con il confondere le sacrosante ragioni di milioni di cittadini GLBT e la vita delle loro famiglie con gli urlatori e i guastatori televisivi della destra e con la tecnica della “macchina del fango” dei loro giornali.
ed ecco lo slittamento semantico. Se io denuncio l'ipocrisia e l'incoerenza (come minimo) di un omofobo che predica bene e razzola male sto allestendo una macchina del fango. Solo che il fango si basa sulle bugie mentre l'outing dimostra una verità accertata.
Sarà probabilmente un’efficace campagna promozionale che assicurerà una copertura mediatica gratuita a te ma certo non ai milioni di concittadini che confidano in persone con la tua storia e il tuo profilo: il prezzo sarà la distrazione di energie preziose, che servirebbero in questo momento come il pane.
Come può lo sputtanare un omofobo che poi si scopa i ragazzi distogliere energie preziose Scalfarotto me lo deve proprio spiegare.
Energie che andrebbero rivolte ad educare sia gli italiani che il partito stesso in cui entrambi militiamo sulla necessità che alle persone GLBT sia riconosciuta – senza tentennamenti, prudenze e distinguo – la stessa dignità e lo stesso diritto a una piena cittadinanza.
Scalfarotto invece di colpire chi impedisce con il potere che ha che questo riconoscimento avvenga anche a livello istituzionale, protegge gli omofobi  per dovere di casta.
Uno sforzo probabilmente oscuro e faticoso, estraneo alla luce dei riflettori, ma quello che a mio avviso è richiesto oggi a una classe dirigente responsabile.
Nessuno vieta di fare entrambe le cose.
Di nuovo perchè non provare anche con l'outing? D'altronde nessuno ha mai detto che l'outing è l'unica soluzione...
Qualche mese fa mi hai chiesto di entrare a far parte del Comitato d’Onore della tua costituenda associazione, Equality Italia, invito che avevo accettato con gratitudine e piacere. Ero convinto di partecipare alla costruzione di una nuova voce che laboriosamente si mettesse al servizio del progresso dei diritti civili in Italia.
E invece i metodi che intendi utilizzare sono diametralmente opposti a quelli che ho inteso perseguire e ho perseguito dal momento in cui ho cominciato a fare politica: fare dell’Italia un paese normale,
Forse a fare outing, che viene fatto per stessa ammissione di Scalfarotto nei paesi anglosassoni dove lui ha vissuto (e ce lo sbandiera pure... Privilegiato del cavolo!) anche qui da noi renderebbe  l'Italia un'anticchia più vicino alla normalità, no?
aumentare il livello di civiltà del Paese, contribuire a transitare l’Italia a
si transita verso non a... (qui transita non significa passare ma spostare)
una democrazia matura come compete a una grande civiltà come la nostra.
Quindi i paesi anglosassoni, in cui l'outing si fa non sono paesi a democrazia matura... Oppure prima di poter fare l'outing l'Italia dovrebbe diventare una democrazia matura? In ogni caso quelli del PD se hanno occasione di procrastinare lo fanno...
Non posso condividere la responsabilità di una scelta che mi pare scorretta e sbagliata
Gli omofobi fanno affermazioni che non hanno riscontro politico, etico né scientifico ma a essere scorretto è l'outing.
e, anche per rispetto all’incarico che ricopro nel Partito democratico, ti chiedo di voler accettare con effetto immediato le mie irrevocabili dimissioni dal Comitato d’Onore di Equality Italia.
Con la cordialità di sempre,
Ivan
Adesso più che mai dobbiamo ricordarci della pavidità di chi si dichiara a parole difensore dei diritti civili delle persone omosessuali e trans discriminate ma invece al primo rischio di sporcarsi le mani scappa a gambe levate.

Vedremo nei prossimi giorni se e quanto le previsioni di Scalfarotto si avvereranno.

Ma chi ha potere e non vuole mai che quel suo potere serva a mettere in discussione il potere altrui ha in sé qualcosa di malato e pericoloso.

(rivisto e in parte modificato il 19 settembre 2011)