Sul settimanale D di Repubblica la psicologa Brunella Gasperini ha scritto un articolo nel quale conciona, pasticciando, sugli orientamenti sessuali.
Un articolo privo di fonti e dunque non scientifico, nessuna è autorità di se stessa, soprattutto quando non ti riferisci a una tua teoria ma a delle condizioni generali che tu pretendi siano date per scontate (e invece non lo sono).
Anche in un articolo di (bassa) divulgazione si può (si deve?) rimanere rigorose nelle definizioni e nei sinonimi che si scelgono.
Non così fa Gasperini che riduce gli orientamenti sessuali alla mera componente sessuale e parla di desiderio, delle nostre fantasie, della nostra
sessualità e mai di affettività (parola che non compare mai nell'articolo) dimenticando (omettendo?) che l'orientamento sessuale si sviluppa appieno solo quando ci si relaziona con una (o più...) persone (1).
Per una psicologa non c'è che dire, complimenti!
Gasperini esordisce dicendo che:
L'orientamento sessuale deriva infatti da una delicata
combinazione di fattori genetici e ambientali. Ed è ben più complesso,
variabile e “colorato” di quanto si pensi.
Così.
Senza uno straccio di fonte, senza argomentare questa affermazione, priva di validità scientifica. Nessuno studio serio ha davvero dimostrato una origine genetica degli orientamenti sessuali (2).
Tant'è che lo scrive anche lei, più avanti, contraddicendosi.
L'assunto principale dell'articolo è che L'orientamento sessuale non è una condizione immutabile come dimostrano le ricerche compiute in questi anni,
come si legge nel sommario, parlare di origine genetica è contraddittorio, i geni
determinano e se qualcosa è
determinato non può essere
mobile (a meno che non si tiri in ballo il gene che rende mobili gli orientamenti sessuali... le persone che ricorrono al determinismo genetico per i comportamenti umani i più svariate hanno una fantasia immensa).
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| Eureka! Ho trovato il gene che ci fa pensare che tutto è determinato dai geni |
Gasperini parla anche di
ambiente che
farebbe derivare assieme ai geni l'orientamento sessuale.
Insomma una botta al cerchio e uno alla botte, dicendo che
L'orientamento sessuale deriva infatti da una delicata
combinazione di fattori genetici e ambientali Gasperini non sta dicendo niente perchè afferma che froci o etero si nasce (geni) e si diventa (ambiente).
Per argomentare la sua tesi (la mobilità degli orientamenti sessuali) Gasperini cita Kinsey che aveva scoperto che le persone omosessuali ed eterosessuali pure, quelle cioè che hanno relazioni sessuali E SENTIMENTALI esclusivamente con persone dello stesso o dell'altro sesso, sono entrambe una minoranza statistica la maggior parte delle persone attestandosi in un comportamento bisessuale vairabile nel tempo e con diverse prevalenze percentuali su uno dei due sessi.
La bisessualità è la condizione di default, l'omosessualità e l'eterosessualità pure, sono due minoranze (statistiche).
Che dice la nostra invece?
L’orientamento sessuale è il risultato
dell'interazione di fattori biologici, genetici, ambientali e culturali.
Biologici e
genetici. Quindi nasco gay se ho il gene e se ho una determinata biochimica...
Qui si fa ancora confusione tra sesso (biologico) e orientamento sessuale...
Non è biologicamente preordinato in modo rigido verso un dato sesso, ma
solo indirizzato con una preferenza, in modo più o meno rilevante,
nella maggioranza dei casi, in senso eterosessuale.
Dunque l'ambiente stempera il determinismo dei geni indirizzando le persone verso una maggioranza statistica.
Siamo tutti e tutte etero e gli altri due orientamenti sessuali sono una minoranza.
Ma allora la fluidità a cosa serve se siamo tutti prevalentemente etero?
Non a dire che, al di là dell'orientamento sessuale che abbiamo,
amiamo le persone di qualunque sesso esse siano. Siamo tutte e tutti etero e poi
ogni tanto siamo froci e lesbiche ma, essendo gli orientamenti sessuali fluidi ETERO POSSIAMO TORNARE AD ESSERE.
Chi perora la teoria della fluidità degli orientamenti sessuali infatti?
Due scuole di pensiero completamente diverse.
La teoria riparativa. Dalle omosessualità, se si vuole, ci si può allontanare. Nicolosi negli Usa e Dèttore in Italia.
La teoria Queer che vuole cancellare le distinzioni tra i tre orientamenti sessuali percepite come etero (od omo)
normate (3).
Rimane un certo
grado di fluidità potenziale, che permette lo svilupparsi delle
differenze, in base a processi di apprendimento ed eventi di vita.
Quindi per Gasperini il modello di default è prevalentemente l'eterosessualità e solo in base a processi di apprendimento e a eventi della vita si è bisex od omo.
Naturalmente questo non spiega niente.
Se ho il gene dell'omosessualità non si capisce come l'abiente possa farmi cambiare orientamento sessuale. Né come possa farmi diventare omosessuale visto lo stigma che non favorisce certo l'omosessualità.
A meno che per processi di apprendimento non si intenda qualcosa di negativo o di deviante (anche solo in termini statistici).
Gasperini gioca sporco invece quando artatamente confonde tra comportamento sessuale (con chi andiamo a letto) e orientamento sessuale che è invece una costruzione complessa e dinamica.
Lei invece la butta in caciara e crede di dimostrare la fuidità dell'orientamento sessuale portando come prova il comportamento sessuale.
2. Non
siamo sessualmente orientati in modo stabile e unico ma possono
determinarsi dei cambiamenti. Ci sono persone che vivono anni da
eterosessuali e poi sperimentano, in alcuni periodi, cambiamenti
nell’attrazione sessuale, nelle fantasie e nel desiderio. Questa
instabilità riguarda gli eterosessuali così come gli omosessuali.
Già la parola instabilità è giudicante. Vuol dire che uno non si è ancora assestato. Sei instabile perché dopo anni di vita
da eterosessuale hai delle fantasie gay.
In realtà nessuno e nessuna diventa qualcosa che non era già prima.
Tutti e tutte abbiamo fantasie bisex a prescindere dal nostro orientamento sessuale.
Anche io che sono un gay
puro, secondo la scala Kinsey un 6, ho diverse fantasie sessuali con donne ma questo non mi rende
instabile così come non mette in discussione la mia omosessualità nè rende gay tutti gli etero che hanno fantasie in tal senso.
Non si è omosessuali perché si hanno fantasie. Si è omosessuali quando si hanno storie sentimental-sessuali
prevalentemente con persone dello stesso sesso.
La fluidità non è
instabilità (4).
Gasperini sembra non avere le idee chiare quando scrive
3.
Ci sono motivi per pensare che in assenza di pressioni sociali,
condizionamenti culturali ed educativi di una società che sostiene e
favorisce la direzione etero, probabilmente una proporzione di
popolazione molto più vasta esprimerebbe un orientamento sessuale
diverso. È un dato appurato inoltre che le persone che hanno rapporti di
natura sessuale, in modo occasionale o continuativo, con una persona
dello stesso sesso, sono molte di più delle persone che si definiscono
omosessuali.
Condivisbilissimo.
Ma in contraddizione con quanto detto prima. Gasperini faccia pace col suo cervello.
O
Non è biologicamente preordinato in modo rigido verso un dato sesso, ma
solo indirizzato con una preferenza, in modo più o meno rilevante,
nella maggioranza dei casi, in senso eterosessuale come detto al punto 1.
oppure
È un dato appurato inoltre che le persone che hanno rapporti di
natura sessuale, in modo occasionale o continuativo, con una persona
dello stesso sesso, sono molte di più delle persone che si definiscono
omosessuali come detto al punto 3.
Lo stesso vale per il punto 4.
4. Omosessuali ed etero non sono
categorie distinte, nemmeno dal punto di vista genetico.
Secondo chi? Secondo quale studio?
Nonostante
l’accanimento di qualche "ricercatore", nessun gene dell'omosessualità è
stato fino a oggi isolato.
Ma non era stata Gasperini a esordire dicendo L'orientamento sessuale deriva infatti da una delicata
combinazione di fattori genetici e ambientali. Ed è ben più complesso,
variabile e “colorato” di quanto si pensi ?
Quale delle due affermazioni è vera?
Il capolavoro di grossolana divulgazione è però nei seguenti periodi.
Inoltre le etichette etero, omo e bisessuale
sono ormai considerate [da chi?] inadeguate per esprimere l’ampia gamma di
possibilità degli orientamenti sessuali.
Ah sì? Quali possibilità lasciano escluse?
Non tutti siamo esclusivamente
attratti da un genere [Da un genere? Siamo attratti da un genere o da un sesso?] o in misura uguale da entrambi.
Se la bisessualità è la macrocategoria nella quale nasciamo tutte e tutti e poi in diverse fasi della vita questa potenzialità si polarizza di più verso una o entrambe le componenti etero e omo quale gamma rimane esclusa?
Sono solo schemi
grossolani che inquadrano e riducono una realtà ben più complessa.
Io di grossolano vedo solo l'argomentare di Gasperini.
Gasperini usa genere e sesso come sinonimi quando in psicologia sono due concetti ben distinti (5).
5.
Le donne mostrano una maggiore flessibilità nel proprio orientamento.
Diversi studi evidenziano una maggiore probabilità che le donne siano
bisessuali piuttosto che esclusivamente omosessuali, mentre negli uomini
si verifica il contrario.
Ricordo che poche righe prima Gasperini afferma il contrario:
Ci sono persone che vivono anni da
eterosessuali e poi sperimentano, in alcuni periodi, cambiamenti
nell’attrazione sessuale, nelle fantasie e nel desiderio. Questa
instabilità riguarda gli eterosessuali così come gli omosessuali.
Adesso ci dice che questo vale più per le donne che per gli uomini...
Le donne non eterosessuali tendono di più a
considerare il proprio orientamento sessuale come flessibile, in alcuni
casi “scelto”, mentre gli uomini più spesso lo vivono come innato e
immutabile.
Questa affermazione andrebbe spiegata e contestualizzata. Si tratta di fare considerazioni sociologiche, antropologiche e politiche, non certo genetiche e biologiche.
Detta così è discriminatorio e sessista.
Non è il
sesso a determinare questa differenza bensì la
costruzione sociale del genere.
Sul lesbismo poi non ci si deve dimenticare il portato politico di liberazione della donna dal patriarcato e dal maschio (6).
Queste differenze sono politiche e culturali non sono certo codificate nel sesso biologico o nei geni...
6. Alternative di orientamento sessuale
riguardano statisticamente più i maschi per poi rimanere abbastanza
stabili nel tempo, rispetto a quello che avviene nelle femmine.
Alternative. Cioè oppositorie e non compatibili, legate dall'o/o alla faccia della fluidità...
Di nuovo, nessuno può addurre queste differenze al sesso biologico, ma solo alle costruzioni sociali dei generi
Percorsi
geneticamente innati sembrano esserne le cause, insieme ad elementi
legati alla più elevata rigidità dei ruoli di genere culturalmente
imposti agli uomini nella nostra cultura.
Altro cerchiobbottismo.
O c'è determinismo genetico o c'è costruzione sociale del genere.
Inoltre il genere e l'orientamento sessuale non hanno alcun legame
vincolante.
Io sono e resto
maschio anche se mi innamoro di altri
maschi.
Nessuno può dire, in maniera intellettualmente onesta e con una certa consistenza scientifica che le differenze di comportamento tra
maschi e
femmine siano derivanti dai geni (2).
In nessun esperimento si può escludere l'ambiente in cui non solo nasciamo o nel quale abbiamo esperienze ma anche nel quale esprimiamo la nostra persona nelle relazioni con altre persone.
Queste affermazioni sono pure ipotesi astratte prive di validità scientifica.
7. L’ipotesi
– smentita dagli studi - che l’orientamento sessuale sia immutabile e
che si nasca orientati verso un dato sesso, sembra rendere più facile
l’accettazione sociale dell’omosessualità in una società, come la
nostra, ancora omofobica.
Però guarda caso rende anche accettabile l'ipotesi riparativa... Infatti subito dopo Gasperini si sente di dover specificare che
8. Non esistono evidenze
scientifiche che l’orientamento sessuale possa essere modificato
volontariamente. L’American Psychological Association ha escluso che sia
possibile modificarlo utilizzando forme di terapia psicologiche o
religiose. Non a caso, le cosiddette terapie riparative orientate agli
omosessuali falliscono clamorosamente.
Agli, solo uomini, non le lesbiche!
Ah già! Ha detto che sono i froci a essere più rigidi e meno fluidi...
9. Non c’è
alcuna prova scientifica legittima che dimostri che vivere una
sessualità [e l'aspetto affettivo?] diversamente orientata rispetto alla maggioranza, significhi
aver subito traumi infantili, deficit educativi, rapporti difficili con i
genitori o con l’altro sesso. Così come non è stata trovata nessuna
correlazione tra orientamento sessuale e psicopatologia. Fino agli anni
70 del secolo scorso l’omosessualità era contemplata come deviazione
sessuale nel DSM, il manuale diagnostico statistico di riferimento della
psichiatria. Oggi questa voce resiste solo nel pregiudizio.
Anche il pregiudizio di Gasperini che continua a parlare di sessualità e non di affettività.
10.
L’orientamento sessuale è una caratteristica radicata che ha un
significato profondo per gli individui: è espressione di sé. La sua
limitazione psicologica, culturale o giuridica infligge gravi danni
psicologici.
Anche gli articoli scritto coi piedi ...
Insomma questo articolo è un regesto di affermazioni contraddittorie compilate senza citar fonti, senza una contestualizzazione teorica, senza attestare cosa sia davvero la fluidità degli orientamenti sessuali e soprattutto,
a cosa serva oltre che a dire che i froci sono più rigidi delle lesbiche e che siamo tutti e tutte una minoranza mentre l'eterosessualità è statisticamente la norma.
E pensare che c'è chi ha apprezzato questa accozzaglia di frasi senza senso...
Le mie fonti per questo post
(1) Rosario Coco Alessandro Paesano
Lo stylebook di Gaynet.
Si rimanda alla bibliografia ivi contenuta per ulteriori e indispensabili indicazioni bibliografiche
(2) Lesley Rogers
Sesso e cervello Einaui, Torino 2000 (in particolare tutto il capitolo 3
Un gene gay?)
(3) cfr. voce
Queer dello Stylebook, op. cit.
(4) Davide Dèttore, Emiliano Lambiase
La fluidità sessuale Alpes, Roma 2011
(5) Antonella Montano, Santina Calì, Antonio Zagaroli Educare alla diversità a scuola Scuola secondaria di secondo grado Istituo beck, Roma 2013
(6) cfr. voce
Lesbismo dello Stylebook, op. cit.