giovedì 17 giugno 2021

Queer bait? No! Perbenismo di un neopuritanesimo tanto pericoloso quanto sciocco. Su Lost Cause di Billie Eilish.

Solitamente il patriarcato legge con scopetto i gesti di affetto amicali tra due uomini. Non sono ancora troppo lontane nel tempo le foto di Zlatan Ibrahimovic e di James Franco nelle quali i due vengono colti in quello che viene definito un momento di intimità con un altro uomo e subito letti come prova evidente di omosessualità.

D'altronde il patriarcato insegna  ai suoi maschi l'interdizione a ogni affettività, figuriamoci quella tra  maschi. 


La stampa in questi due casi chiese d'onde ai due sulla loro sessualità (sic) perché si sa se due uomini si tengono per mano è perché hanno fatto sesso. I sentimenti non c'entrano, mai.

Il tono usato dal giornalista di far page non lasciava dubbi

Se sei gay lo devi dire in fretta, perché non sia mai che abbiamo per idolo un pederasta!
Parole scritte nel 2014 non nel 1980... Eppure...

Oggi la stessa cosa, mutatis mutandis, capita a Billie Eilish, giovane cantante, della quale prima della notizia io francamente ignoravo l'esistenza, rea di avere fatto uscire il 2 giugno scorso questo video.



 

Il video è stato accusato di fare Queer Bait cioè di essere un'esca per le persone lgbt, perché ammiccherebbe al lesbismo senza che Billie sia lesbica. Inutile dire che il queer bait è un'altra cosa, ma vallo a spiegare alle e agli adolescenti del terzo millennio tutti e tutte dissociate e dentro la monade dell'iperindividualismo che pretende un genere e un orientamento diverso per each and everyone.

Naturalmente nel video c'è una ipersessualizzazione delle ragazze anche se il video è stato concepito e diretto dalla stessa Eilish. 

Lo scandalo non riguarda però il tipo di immagine della donna ma l'inopportunità dell'ammiccamento lesbico durante il mese del Pride. 

Capita l'antifona? 

Se delle donne sono tra donne e magari alludono a un bacio stanno scimmiottando il lesbismo. 
Tu che hai un occhio patriarcale tanto quanto quello di chi legge esclusivamente in chiave gay le foto di Ibra e di Franco accusi il video di queerbait.

Effetti del conformismo Queer.

A corroborare questa lettura ci sarebbe una foto postata su Instagram nella quale Billie scrive I love girls, "amo le ragazze". 
Adesso ricordo per chi non parla inglese che anche la figlia dice alla mamma I love you.
Quindi l'amore non è esclusivamente quello sessuale, né quello sentimentale che inerisce anche all'esplorazione dei corpi sessuati.

L'amore può essere anche quello di una donna per le sue altre co-genere. 

Eppure qualche fan cretinə ha pensato che Billie stesse facendo addirittura coming out!

Mentre Billie si sta riferendo a un video nel quale oltre alla sessualizzazione ad uso e consumo del maschio etero (se c'è lesbismo è quello a uso e consumo del maschio che , si sa, si arrapa a vedere due donne che fanno roba) è chiaro che il rapporto descritto tra le protagoniste della clip è quello di solidarietà femminile, di sororanza c'è chi con una malizia tutta sua legge bacio tra donne uguale omosessualità femminile e accusa il video di queerbait

Autoreferenziali come non mai lo stesso gruppo di fan ha pensato bene di trovare la prova di queerbait quando Eilish è stata paparazzata con l'attore  Matthew Tyler Vorce il quale, apriti cielo!, ha usato la N word e si è riferito una persona omosessuale chiamandola faggots (frocio).

Come osa Billie di fare coming out se poi esce con un maschio???

Evidentemente la bisessualità è sconosciuta oltreoceano...

Quini rea di far finta di essere lesbica Billie non solo con un maschio ma con un maschio omofonobo e razzista  E QUINDI E' OMOFOBA E RAZZISTA ANCHE LEI. 

E dopo questa proprietà transitiva lo stesso gruppo di fan bacchettone e anni 50 ha rilevato l'inopportunità della differenza di età tra Billie che ha 19 anni e Matthew che ne ha dieci di più. Non sia mai!!! Lui è troppo grande per lei!
E pensare che stiamo parlando di una cantante pop, di canzonette pop... Non mi fraintendete anche Mina è una cantante di canzonette pop...

Insomma.

Possiamo finalmente dire che la parità dei generi è stata raggiunta!

Donne e uomini state in guardia! 

Una carezza o un bacio di troppo vi renderanno omosessuali (la bisessualità non è contemplata) e vi obbligheranno a mantenere quel comportamento a vita altrimenti vi diranno che fate queerbait. 

E poi ci meravigliamo che negli Stati Uniti si usino le armi con tanta facilità...



lunedì 9 marzo 2020

I film nocivi per la società: 1.54 di Yan England

Ho visto 1.54 (Canada, 2016) opera prima di Yan England non ricordo più come, una citazione, un potrebbe piacerti anche serendipico su internet.

Non importa.

Grazie alla rete riesco a vedere un film altrimenti mai arrivato in Italia che dovrebbe essere un film contro il bullismo.

Ambientato in un liceo, ai giorni nostri, il film vede due studenti  Francis (Robert Naylor) e Tim (Antoine Olivier Pilon), col pallino della chimica (reazioni esplosive\fuochi d'artificio) bullizzati da Jeff  (Lou-Pascal Tremblay) un  compagno di scuola.

Una sera che Tim e Francis dormono fuori casa, dopo aver provato varie reazioni chimiche detonanti e fiammeggianti,  Tim si avvicina a Francis che si è addormentato, per baciarlo sulla bocca ma poi desiste. 
Giorni dopo durante il classico scherzo (lancio di cibo per sporcargli i vestiti) Francis reagisce arrabbiandosi e viene preso in giro da Jeff e accoliti che lo additano come  femminuccia. Francis allora  dice loro che cosa volete che dica che sono frocio? Ebbene sì sono frocio! 
Tim, che assiste alla scena, si meraviglia che l'amico non gli abbia mai detto di essere gay e nega davanti a Jeff e accoliti di esserlo anche lui.  

Francis, non sentendosi spalleggiato dall'amico se ne va da solo, smettendo di frequentare Tim che cerca goffamente e invano di riappacificarsi. 

Dopo essere stato chiuso in uno degli armadietti della scuola dal solito gruppo capeggiato da Jeff, con Tim che non sa reagire alla violenza contro l'amico limitandosi ad assistervi, Francis, non reggendo gli scherzi che dopo il coming out sono aumentati si suicida lanciandosi da un parapetto  davanti a Tim,  che non riesce a dissuaderlo, dopo avergli detto Je t'aime
Non vediamo funerale non vediamo i genitori di Francis. Vediamo solamente una riunione a scuola dalla quale Tim si allontana arrabbiato perché una professoressa sta dicendo che la scuola non incolpa gli e le studenti. 
Però Tim non denuncia Jeff. 
Per vendicarsi di lui,  Tim, che ha le doti da vero sportivo,  gareggia per le selezioni regionali degli 800 metri (il titolo del film deriva dal tempo minimo che bisogna fare per poter competere alle gare: un minuto e 54 secondi) dove si allena anche Jeff. 
Tim aveva rinunciato alle gare dopo la morte della madre (della quale non sappiamo niente e non vediamo nemmeno una foto). 

Tim è forte e riesce a raggiungere Jeff in velocità in poco tempo nonostante Jeff si alleni da molti anni. 
Tim si sente onnipotente, bacia Jennifer, una ragazza che gli fa il filo, davanti a tutti, la quale lo accusa di essere il solito maschilista anche se è gay.
Non puoi baciare una ragazza senza chiederle il permesso gli dice e poi si offre di fargli da copertura. Alla festa di amici del gruppo di allenamento Tim si ubriaca, inizia a vedere Francis tra la gente. Ma è solo un ragazzo che gli assomiglia col quale si apparta per baciarsi. Li sorprende per caso Jeff proprio mentre il ragazzo gli sta facendo un pompino. 
Jeff registra col cellulare l'atto sessuale e ricatta Tim: o abbandona gli allenamenti o il video sarà di pubblico dominio. 
Tim cede al ricatto. 
Quando l'allenatore va a parlare col padre di Tim Tim si allena di nascosto, di notte, sostenuto dall'allenatore e da Jennifer. 
Il giorno della gara Tim sta vincendo ma quando vede tra il pubblico uno dei compari di Jeff col cellulare in mano, capendo il rischio che corre, rallenta lasciando vincere Jeff, non senza che il video diventi di dominio pubblico. 
Il padre di Tim gli dice che lo amerà sempre e non lo amerà mai di meno. 
Tim legge tutti i commenti sui social tra i quali uno dice che anche lui dovrebbe uccidersi come l'altro frocio
Tim medita vendetta. Costruisce una bomba. La mette a una festa come quella in cui si è fatto fare il pompino. 
Jennifer avverte il padre di Tim di un video nel quale Tim annuncia la sua vendetta. Si mettono tutti e due a cercarlo. 


Tim è fuori dalla festa aspettando che la bomba che ha piazzato dentro una borsa esploda. Quando vede  Jennifer entrare nella casa la raggiunge per avvertirla, ma non riesce a parlarle nella calca, Tim allora cerca di avvertire della presenza della bomba. Il suo allarme rimane inascoltato. Tim prende la borsa con dentro la bomba e la porta fuori dalla casa morendo nell'esplosione.
Nell'ultima scena Jennifer, Jeff, il padre di Tim e l'allenatore si fronteggiano seduti a un tavolo nella sua. Il padre di Tim piange dicendo che non è riuscito ad aiutare il figlio. 
Jennifer dice che anche se il suo gesto non era proprio da persona buona si è sacrificato per salvarli dalla bomba mentre Jeff, dispiaciuto, dice che si trattava solo di uno scherzo. 

Un film più reazionario e fascista non poteva essere concepito.

Il film che apparentemente vuole denunciare le dinamiche del bullismo ma che parte da dei presupposti ideologici, falsi, omofobi e fatalisti che ne fanno una pellicola ancora più violenta dello stesso bullismo.

Il film mentre descrive le dinamiche del bullismo si sofferma solamente sulla regola non detta che vale in tutte le scuole del pianeta: mai fare la spia sollevando così da ogni responsabilità chi assiste senza reagire. Questa omertosa complicità al bullismo di Jeff passa inosservata.
Invece il gruppo di pari e pare può fare moltissimo  per contenere l'atto di bullismo non ridendo, non rimanendo ad assistere, smontando l'atto bullistico nel suo nascere senza bisogno di atti d'erotismo o fare la spia.
Un film nel quale il problema del bullismo rimane una questione privata e non pubblica, senza il coinvolgimento del corpo studentesco, del corpo docente, della polizia, dei servizi sociali, del Governo, dei genitori. Che fine hanno fatto i genitori di Francis? possibile che non ritengano la scuola responsabile? Eppure il ragazzo si è suicidando durante l'orario scolastico...
Al film Francis pare una vittima e si sa le vittime che fine fanno Senza possibilità di cambiamento.
Manca nel film  la presenza tanto dei genitori quanto degli e delle insegnanti.
Oltre al padre di Tim e all'allenatore non vediamo mai Jeff in classe, non sappiamo se è stato inquadrato come bullo dal corpo insegnante.
Quando Tim, ancora in stato di onnipotenza, prende a pugni Jeff che lo ha chiamato signorina dal pullman scolastico, l'allenatore  se la prende con entrambi e dice che non ne vuole sapere su chi ha iniziato, sono entrambi nello stesso team sportivo e si devono rispettare anche se non vanno d'accordo.
Invece sappiamo come bisogna trattare il bullo. Sappiamo che non si possono paniere allo stesso modo chi bulina e il bullizzato che reagisce per difesa.
Cosa ne è dei provvedimenti disciplinari?
Non che servano nei casi di bullismo.
Ma manca la scuola nei suoi appararti disciplinari dando l'impressione che non si possa fare nulla per evitare certi comportamenti.
Al suicidio di Francis non segue una indagine della polizia (obbligatoria anche per le leggi Canadesi) non ci sono interventi psicologici verso gli e le studenti.
Non c'è nessuna reazione alla morte sua morte, nemmeno una reazione positiva, evviva il frocio si è ucciso.
Altra ineluttabilità del regista che scrive da solo anche la sceneggiatura.
Per Yan England Tim e Jeff sono da soli.
E' questa è una menzogna ideologica  così disgustosamente fascista da rasentare il reato.
Il film mente. Così come mente quando sentiamo il padre di Tim discutere per telefono col suo avvocato (?) (non sappiamo, non vediamo l'interlocutore) meravigliato che non si possa fare niente contro Jeff.
Davvero? Un video che ritrae un atto sessuale tra minori rimane impunito sulla rete? Ma dove vive Yan England in Salviniland?
Altra menzogna gigantesca.
Nel film il padre ottiene che Tim non vada più a scuola ma finisca l'anno a casa. e la scuola è d'accordo!!!
Quale scuola si comporta così con un fatto tanto grave?
In Canada dal 2011, i consigli delle scuole pubbliche sono legalmente obbligati a denunciare tali incidenti al Ministero della Pubblica Istruzione* eppure niente e nessuno, nessuna, introno a Jeff e Tim agiscono o reagiscono. E questo per il film non è un problema ma l'unica cosa da fare.

In un Paese come il Canada nel quale risulta che uno e una studente su quattro (26%) nelle scuole è oggetto di bullismo, 1.54 non può limitarsi a descrivere la situazione da un punto di vista ideologizzato. 

Perché Yann England fa di Jeff un ragazzo ignaro, inconsapevolmente, che non si rendeva conto di quel che faceva.
 Invece Jeff cercava in ogni modo di impedire a Tim di soffiargli la vittoria, anche con l'arma del ricatto.  Altro che ignaro. Consapevole, e reo meritevole di diversi anni di galera.
Insomma un film sbagliato che dà l'impressione che se non ci fossero i Tim e i Francis le cose andrebbero molto meglio. 
A proposito dove sono gli altri studenti lgbt della scuola?

Io non sono per la censura, ma almeno vieterei questo film ai minori di 18 anni per non permettergli di dire a tutti i ragazzi e ragazze che lo guardano arrangiatevi e crepate come il film fa.
Un film disgustoso, e pensare che condannarono il film di Bertolucci al rogo...
 
Ricordate questo nome: Yan England

Evitate i suoi film come evitate il Corona Virus.




*https://www.corriere.ca/canada/bullismo-rampante-nelle-scuole-del-canada/


lunedì 20 maggio 2019

Calvin Klein, il queer baiting, l'utenza internet lgbt e la stampa

Pare che l'ultimo spot di Calvin Klein abbia fatto indignare il pubblico lgbt della rete, quello stupido dei  bar, stando ai commenti riportati.
La stampa italiota riporta la notizia zoppicando sull'inglese ma in generale chi dovrebbe informare non va minimamente a fondo di quanto implicato  rimanendo sulla superficie di qualcosa che ha dei risvolti inquietanti e corporativisti.

Intanto lo spot.





Il video fa parte di una serie di spot della nuova campagna pubblicitaria della Kelvin Klein sulle note della canzone  Bad Guy della cantante Billie Eilish, nella campagna oltre a Billie compaiono, tra video e immagini – altri e altre testimonial (oggi si dice influencer)  il rapper A$AP Rocky,  Shawn Mendes, reduce dalla campagna precedente, l’attrice transgender Indya Moore, le modelle Kendall Jenner  Bella Hadid e la modella digitale Lil Miquela. Slogan (ma il termine è desueto) della campagna è  I Speak My Truth in #MyCalvins esprimo la mia verità in #MyCalvins che è anche un hashtag.

Nello spot in questione la modella sulla sinistra è  Bella Hadid, quella sulla destra è Lil Miquela un personaggio digitale (che la stampa nostrana chiama, chissà mai perché, robot (??!!?!), un personaggio virtuale, disegnato in cgi, presente su Instagram dal 2016  che conta oggi un milione e mezzo si followers.
Lil è modella e anche una cantante (le sue canzoni si trovano su Spotify).

L'idea dello spot, nel quale  si dice di come la vita consista nell'aprire le porte e creare nuovi sogni che non sapevi esistessero è di fare incontrare due icone femminili , uno reale, l'altro virtuale, e farli baciare.
Il superamento del  confine non sta nel bacio tra due donne (non è certo il primo bacio tra donne nella storia della pubblicità) ma nell'incontro tra una donna in carne e ossa e una virtuale.

Questo incontro epocale però non ha funzionato.

Sarà perché la bellezza artificiale di Lil è così evidentemente digitale, da avere un effetto controproducente come qualcuna ha fatto notare nei commenti su YouTube: ormai la bellezza organica e reale non ci basta più produciamo una bellezza artificiale che non invecchia e non ha i "difetti" delle persone organiche.
In più, aggiungo io, Lil non va pagata, vanno pagate le persone che la animano al computer ma lei non esiste.
La forza lavoro perfetta: pura immagine senza salario.

Il bacio tra queste due donne, una reale l'altra no, non esce dall'alveo dell'erotizzazione della donna a uso e consumo del maschio.
Questo  bacio tra donne  (e non  bacio lesbo come riportano in maniera orrenda la stampa di Torino)  serve a solleticare più l'immaginario collettivo etero maschile che quello femminile come fa anche un altro spot di Calvin Klein ne quale  Bella, da sola,  si sdraia su un cavallo mentre il claim dice I'm fiercely kind cioè sono ferocemente gentile.

Bene direte, allora si è fatto bene a protestare contro lo spot tanto da indurre Calvin Klein a chiedere scusa.

Beh, magari anche no.
Perché le proteste contro lo spot non sono state fatte dal versante della critica al maschilismo o al sessismo. Sono state fatte dal versante lgbtq.

Lo spot è cioè stato accusato di fare queer baiting.
Letteralmente esca per froci e lesbiche.

Molte persone lgbt si sono indignate perchè Lil è un personaggio non una vera persona ed era meglio che a baciare Bella fosse stata una vera lesbica.

 






Adesso questo commento è chiaro se avessero preso due donne bianche le avessero pitturate di nero e le avessero spacciate per afro americane: ci sono un sacco di donne afro americane che avrebbero potuto fare lo spot avrebbe senso da vendere.

Ma ciò che è chiaro con la pelle non lo è con l'orientamento sessuale.
Non c'è un modo per saperlo se non una dichiarazione della persona stessa. Non basta un bacio per fare di una persona una lesbica o un gay.
Anzi il fatto che il bacio tra due donne sia stato letto come il bacio di due donne lesbiche, il fatto  che ci si indigni che dato che una delle due  non esiste e l'altra è etero tolgono lavoro e rappresentanza alle vere lesbiche, è davvero un discorso reazionario, omofobo e disgustoso.

Quante persone si sarebbero lamentate se Lil avesse baciato un uomo? Quante avrebbero detto ci sono un sacco di donne etero che avrebbero potuto  fare lo spot?

Tra l'altro ci si dimentica che il messaggio dello spot  non era un discorso pro lesbiche ma voleva presentare due eccessi: l'incontro tra una donna vera e una virtuale e un bacio tra due donne non lesbiche che, pure, non trovano niente di male a darsi un bacio.

Io continuo a paventare una società dove gli unici baci autorizzati siano quelli tra persone omosessuali.
I baci sono baci chiunque li dia per qualunque motivo.

La critica queer bait, come si legge nell'urban dictionary, nasce dal presupposto, fondatissimo, che se si accenna all'omosessualità nei media senza che i due personaggi, non gli attori o le attrici che li interpretano, ma i personaggi, siano poi  davvero omosessuali cioè, fuori dal corporativismo, se a quel bacio non segue poi un vero interesse, sessuale o relazionale, tra di loro, allora si sta usando lo specchietto per le allodole.

In questa pubblicità  dove le due modelle non interpretano un personaggio ma sono se stesse (beh almeno una perché l'altra non esiste) o, meglio, dove personaggio e interprete coincidono (perché la Bella degli spot è personaggio pubblico non già la persona della vita privata) cambia davvero tanto se a darsi quel bacio sono due lesbiche o no?

Nello spot  non si sta alludendo al fatto che Bella e Lil siano in tresca mentre in realtà non lo sono, si sta mostrando che due donne, qualunque sia il loro orientamento sessuale, hanno tutto il diritto a baciarsi E NON C'E' NIENTE DI MALE.

Questo modo di vedere per scompartimenti stagni se sei donna e ti limoni con un'altra donna sei necessariamente lesbica o dovresti esserlo mi sembra davvero il peggiore esempio di dividi et impera.

Anche chi dice cose sensate poi aggiunge sciocchezze.



1 Smettetela di usare il lesbismo per vendere i vostri vestiti, Noi non siamo  un guarnimento per gli uomini,

2 Avrei dovuto essere io.





Metteteci me. Ecco. Quei fatidici 15 minuti di successo che ora con la rete sono allungati in un eterno presente dove la prima imbecille, il primo cretino possono parlare e dire il niente sotto vuoto spinto.


La risposta che, dopo questa enorme pressione di commenti insensati, ha rilasciato Calvin Klein è altrettanto sconfortante.


Capiamo e riconosciamo come avere qualcuna che si  identifica come eterosessuale coinvolta in un bacio dello stesso sesso possa essere percepito come queerbaiting. 

Quindi al cinema solamente attori e attrici gay possono  interpretare personaggi omosessuali? E,  viceversa attori e attrici gay non possono  interpretare personaggi etero?

Il queer baiting nasce per denunciare veri specchietti per le allodole.

In questo caso son più specchietti per allocche e allocchi.