Non ho cambiato idea sull'(in)opportunità politica dell'elezione di Brollo, etero, alla presidenza di Arcigay di Bari, come ho già abbondantemente spiegato su questo blog.
Sul sito QueeerBlog che mi offre sempre spunti spassosi per queste mie noterelle leggo oggi che Brollo risponde alle domande degli utenti di Queerblog.
eccovi qualche esempio di domanda:
Ha già visto le effusioni tra due persone dello stesso sesso? Questi gesti la imbarazzano?
Pensa mai all’orientamento sessuale dei suoi figli? Può provare a raccontarci la sua ipotetica reazione davanti al coming out di un suo familiare?
Non si sente fuori luogo tra gli omosessuali?
Ora va bene che le domande dei lettori di queerBlog sono selezionate dai redattori del sito, perchè già in passato i lettori hanno dato prova di essere molto meno cretini delle domande che fanno ora, quel che però emerge con lampanza è che chi ha fatto queste domande e chi le ha selezionate non ha capito un'acca del perchè in molti si è criticata questa elezione.
Nessuno ha mai messo in discussione la capacità politica di un etero di fare politica in difesa di gay lesbiche e trans come gli si chiede in pratica in tutte le domande, andatevi a leggere il resto cliccando qui. Il dubbio era sull'opportunità politica di farci rappresentare da un etero come se noi gay e lesbiche da soli non fossimo capaci di autodeterminarci.
Ma di che mi meraviglio? Noi checchine di questo paese siamo lobotomizzate proprio come il resto del Paese. E poi dicono che non siamo normali!!!
giovedì 5 maggio 2011
Per il parlamento italiano l'omofobia non è reato.
Rinviata la discussione del nuovo ddl contro l'omofobia in calendario per il 23 maggio
Leggo sul blog di Repubblica un bell'articolo di Liana Milella che riporto:
A tutti quelli (da Alemanno a Binetti a Buttiglione) che temono che il reato di omofobia possa ledere la libertà di opinione, ricordo che non tute le opinioni hanno diritto di cittadinanza nelle democrazie avanzate e faccio degli esempi concreti di opinioni (sic!) che portano in galera:
1) dire che la Shoà non c'è mai stata o, se c'è stata, ha fatto solo qualche migliaio di vittime non i 6 milioni E' REATO, VAI IN GALERA (e per quanto mi riguarda dovrebbero buttare la chiave)
2) dire che i neri sono una razza inferiore e non devono avere gli stessi diritti dei bianchi E' REATO VAI IN GALERA
3) dire che Hitler ha fatto bene a gasare gli ebrei che se lo meritavano ' REATO, VAI IN GALERA
Ah, già, dimenticavo di dire che questi reati (tranne quello sul razzismo) in Italia non ci sono. SE CI FOSSERO MEZZO PARLAMENTO SAREBBE NELLE PATRIE GALERE.
Ma io sono ottimista e mi cullo nell'auspicio...
Una maggioranza che non ha mai negato una circostanza aggravante, quella per cui al processo il reato è punito con una pena maggiore, da 946 giorni tiene i cordoni stretti per concederne una sull’omofobia. In testa la Lega, protagonista della regina delle aggravanti, quella sulla clandestinità, poi bocciata dalla Consulta, più anni di galera solo se ti macchi di un crimine, ma hai la sfortuna di essere un immigrato. Invece niente per gay e lesbiche. La gente può insultarli per strada, com’è avvenuto giusto una settimana fa, in pieno centro a Roma, a due passi dalla Camera, tra i turisti, contro la Pd Paola Concia. La gente può picchiarli, ucciderli, con lo scopo di colpire la loro diversità, ma per questo intento esplicitamente criminale, che non è una condizione, ma una scelta precisa, non saranno puniti in modo più grave. Saranno liberi di continuare a farlo. Non ci sarà un’aggravante per omofobia, ma neppure un nuovo reato, come vorrebbe Di Pietro. Ci sarà il nulla giuridico, anche se nel Pdl sostengono che “tanto, basta già il codice in vigore in cui c’è già tutto”.Di mio aggiungo solo che, quanto Svastichella, l'aggressore dei due ragazzi fuori dal gay village di due anni fa, è stato condannato ha visto la pena dimezzata per attenuanti generiche. esistesse il reato di omofobia o l'aggravante di omofobia le attenuanti non e avrebbe prese.
Sono tanti 946 giorni. Sono pari a due anni e mezzo. La Concia, questi giorni, li ha messi in bella evidenza sul suo sito: “L’omofobia ha i giorni contati: 946″. Con oggi diventano 947. Un altro rinvio in commissione Giustizia alla Camera rischia di far saltare anche l’appuntamento per l’aula fissato al 23 maggio. Siamo ancora fermi a quale testo scegliere per la discussione, se quello della Concia o un altro. Lei, nelle vesti di relatrice del ddl, ne ha parlato anche col Guardasigilli Angelino Alfano, che pareva rassicurarla. Poi hanno prevalso le contraddizioni nell’Udc, dove la cattolica Paola Binetti minaccia sfracelli; le esitazioni del Pdl, che non vuole alienarsi i voti cattolici nell’immediata vigilia delle amministrative; il secco niet della Lega. E il conta-giorni della Concia continuerà ad andare sempre avanti…
A tutti quelli (da Alemanno a Binetti a Buttiglione) che temono che il reato di omofobia possa ledere la libertà di opinione, ricordo che non tute le opinioni hanno diritto di cittadinanza nelle democrazie avanzate e faccio degli esempi concreti di opinioni (sic!) che portano in galera:
1) dire che la Shoà non c'è mai stata o, se c'è stata, ha fatto solo qualche migliaio di vittime non i 6 milioni E' REATO, VAI IN GALERA (e per quanto mi riguarda dovrebbero buttare la chiave)
2) dire che i neri sono una razza inferiore e non devono avere gli stessi diritti dei bianchi E' REATO VAI IN GALERA
3) dire che Hitler ha fatto bene a gasare gli ebrei che se lo meritavano ' REATO, VAI IN GALERA
Ah, già, dimenticavo di dire che questi reati (tranne quello sul razzismo) in Italia non ci sono. SE CI FOSSERO MEZZO PARLAMENTO SAREBBE NELLE PATRIE GALERE.
Ma io sono ottimista e mi cullo nell'auspicio...
La memoria storica non è di casa nemmeno tra froci e lesbiche:
sui nuovi manifesti della campagna nazionale di Arcigay contro l'omofobia
Il prossimo 17 di maggio è la giornata mondiale della omofobia e transfobia.
Arcigay Nazionale ha presentato la sua campagna contro l'omofobia che farà partire proprio quel giorno. Due manifesti stampati in 15 mila copie, 45 mila volantini e 8 mila locandine. A detta di Arcigay nei numeri quella del 2011 è la più importante campagna di sensibilizzazione di sempre 1.
I manifesti poster e volantini saranno diffusi in 50 città capoluogo di provincia, con il prezioso contributo dei comitati provinciali dell’associazione e di diverse sigle dell’associazionismo.
Manifesti, poster e volantini sono presentati in due versioni: un bacio fra una coppia gay e un bacio fra una coppia lesbica. Il contesto familiare rappresentato da una tavola imbandita testimonia la quotidianità delle relazioni di affetto delle persone gay e lesbiche. La bandiera italiana sullo sfondo, richiama i festeggiamenti per i 150 anni dell’unità nazionale e la richiesta di piena cittadinanza e dignità per queste famiglie.
Lo slogan scelto per la campagna è “Civiltà prodotto tipico italiano” e “Italia unita contro l’omofobia”(...)1.
Ecco i due manifesti.

Chissà se stavolta i due poster susciteranno le stesse polemiche...
1) Arcigay: Italia unita contro l’omofobia. Baci omosex in 50 città
2) I poster del bacio fanno scuola
Arcigay Nazionale ha presentato la sua campagna contro l'omofobia che farà partire proprio quel giorno. Due manifesti stampati in 15 mila copie, 45 mila volantini e 8 mila locandine. A detta di Arcigay nei numeri quella del 2011 è la più importante campagna di sensibilizzazione di sempre 1.
I manifesti poster e volantini saranno diffusi in 50 città capoluogo di provincia, con il prezioso contributo dei comitati provinciali dell’associazione e di diverse sigle dell’associazionismo.
Manifesti, poster e volantini sono presentati in due versioni: un bacio fra una coppia gay e un bacio fra una coppia lesbica. Il contesto familiare rappresentato da una tavola imbandita testimonia la quotidianità delle relazioni di affetto delle persone gay e lesbiche. La bandiera italiana sullo sfondo, richiama i festeggiamenti per i 150 anni dell’unità nazionale e la richiesta di piena cittadinanza e dignità per queste famiglie.
Lo slogan scelto per la campagna è “Civiltà prodotto tipico italiano” e “Italia unita contro l’omofobia”(...)1.
Ecco i due manifesti.

mmmmmmm
Non vi ricordano qualcosa?
Ma certo sono gli stessi manifesti (con l'aggiunta della bandiera italiana e un nuovo billing block) realizzati un anno fa dall'Arcigay Nuovi Passi di Udine e Pordenone e da Arcilesbica Udine che tanto fecero discutere ricevendo critiche non solo da destra ma persino da sinistra, va beh, dal Pd (che fa a gara per sembrare sempre più vicino al Pdl).
Mentre nel comunicato non c'è traccia dell'origine di questo manifesto, nel sito c'è un documento che (citando un articolo del Gazzettino, senza link...) riconosce il lavoro fatto un anno fa da Daniele Brosolo ed Eva Dose i quali, si legge nel documento, non nascondono la grande soddisfazione: Siamo davvero orgogliosi che la nostra iniziativa abbia avuto un simile successo: superato lo “scandalo” locale, la civiltà friulana ha “contagiato” tutto il Paese proprio nell’anno del 150° anniversario della Repubblica, quasi a simboleggiare un’Italia unita anche contro le discriminazioni. Un bacio omosessuale friulano che entrerà nella storia del movimento lgbt 2
Chissà se stavolta i due poster susciteranno le stesse polemiche...
1) Arcigay: Italia unita contro l’omofobia. Baci omosex in 50 città
2) I poster del bacio fanno scuola
Etichette:
associazioni,
controinformazione,
eventi,
storia
mercoledì 4 maggio 2011
I figli e le figlie delle famiglie omogenitoriali
Ci sono. Esistono e STANNO BENE, checché (checche?) ne dicano gli italioti, fascisti e cattolici, i quali (le quali), improvvisandosi esperti di puericultura, psicologia infantile e sociopedagogia, solo perchè magari anche loro sono genitori (ma ci sono anche tante persone senza figli, froci compresi che lo pensano e lo dicono), affermano che i figli hanno bisogno di una madre e di un padre. I figli nascono da un padre e una madre.
Tutti nasciamo da un padre e da una madre. Per cui tutti i figli e le figlie hanno un padre e una madre. Anche i figli di coppie omogenitoriali.
Quel che bacchettoni e psicologi improvvisati intendono dire è che tutti i figli hanno diritto a crescere con un padre e una madre.
Allora perchè non dicono così?
Perché ci sono tantissime famiglie monogenitoriali eterosesuali. E non solo quelle create da una separazione o un divorzio. Ci sono donne e, più raramente, ma ci sono, uomini, che hanno cresciuto figli da soli, per scelta, per circostanza.
Così sarebbe più chiaro il pregiudizio discriminatorio nei confronti dei genitori di questi figli e figlie.
Perché chi critica le famiglie omogenitoriali non si preoccupa di loro ma dell'orientamento sessuale dei loro genitori. Non si preoccupa del benessere dei figli e delle figlie si preoccupa che la splendida loro intelligenza di esseri umani normalissimi cresciuti in una famiglia dove c'è amore, legittimi definitivamente l'omoaffettività.
Quando in Italia venne promulgata la legge sul divorzio ci si preoccupò ipocritamente dei figli di separati (all'inizio nessuno divorziava, ma ci si separava, una delle dinamiche che ha portato alle coppie di fatto è stata senz'altro anche questa: mio zio ha sposato la sua compagna quando il loro primogenito aveva 16 anni...).
Ipocritamente perchè anche prima del divorzio, gli uomini abbienti, di fatto, divorziavano, come successe a Corrado Pani, dal quale Mina ebbe un figlio, fuori da ogni riconoscimento legale. Ma molto cattolicamente e borghesemente se il problema non è visibile, non c'è.
Ci sono voluti 20 anni di storia per zittire i benpensanti anti divorzio quando era lampante che i figli di separati o di divorziati crescevano esattamente come i figli delle altre coppie.
Io e mia sorella siamo figli di separati. Figli rimasti orfani in età giovane. Eppure siamo cresciuti bene e non potevamo essere più diversi. Un ciccione gay e di estrema sinistra una smilza etero, sposata in chiesa, di idee conservatrici ma di pratiche emancipate (anche perchè quando a 20 anni rimani da sola, o ti emancipi o soccombi).
In realtà ai benpensanti non gliene fregava niente dei figli dei separati (come non gliene fregava niente prima, quando legalmente il divorzio non c'era ma chi aveva soldi e prestigio lo faceva comunque). I figli venivano strumentalizzati per criticare il divorzio. Proprio come oggi vengono strumentalizzati per impedire la legittimazione affettiva delle coppie omosessuali. Qualche irriducibile c'è ancora. Giovanardi (l'ecolalico) ha affermato, recentemente, al programma di radiodue Un giorno da pecora che Marta Marzotto è stata una grande donna perchè pur cornificando il marito non ha mai abbandonato la famiglia...
A noi gay e lesbiche non ci basta più scopare come conigli in discoteca. Vogliamo AMARE e questo per molti benpensanti è troppo. Siccome chi ama può pensare di fare figli (può, non deve) questo diventa intollerabile. Non impossibile perchè anche in Italia, nonostante l'enorme vuoto legislativo e la società ostile, le coppie omogenitoriali sono una realtà, diventa intollerabile perchè dimostra che la famiglia non è di esclusivo appannaggio del patriarcato ma è un bene così diffuso da essersi imposto come sistema di vita anche per le persone omosessuali che una volta consideravano queste aspirazione una cosa borghese, una cosa da etero.
La preoccupazione dei depositari della famiglia è di perdere la supremazia, del patriarcato, del maschilismo di un modello di famiglia che in parte si è già autoriformato ed emancipato ma che purtroppo, ancora oggi nel 2011, vede tante contraddizioni. Sturi, violenze, pedofilia, la famiglia etero patriarcale sta autoimplodendo ed è già sostituita da modelli eterosessuali più agili e snelli: famiglie monogenitoriali, famiglie etero con una mamma e un papà che però convivono e non sono sposate E DELLE QUALI NON FREGA NIENTE A NESSUNO.
Famiglie che non hanno riconoscimento alcuno per cui i genitori PER IL BENE DEI LORO FIGLI poi, alla fine, sono costretti a sposarsi.
Per molti è ancora la vecchia questione che vero il matrimonio è quello religioso e quello civile un ripiego. Già quello è un affronto all'eterosistema. Alla famiglia patriarcale (nella quale, ce lo spiega la sociologia, i figli erano braccia lavorative gratis o a bassissimo costo). Eì stato lo stato laico non certo la chiesa a impedire lo sfruttamento minorile del lavoro (prensete ancora in tante parti del pianeta, ma l'importante è che questi figli abbiano un padre e una madre poco importa che li fanno lavorare 12 ore al giorno e più...).
Le famiglie omogenitoriali in Italia hanno già vinto. Perché ci sono già. Lo stato non potrà esimersi ancora per molto da dar loro un riconoscimento giuridico che non è come credono in molti, in maniera cinica, perchè loro figli non ne hanno e non si rendono conto, una questione economica (vero Federico?) ma una questione affettiva. Una questione di diritti.
Perché due donne o due uomini possono fare dei figli e formare una famiglia unita. Ma se il genitore naturale (odio il termine ma è quello legale) quello cui lo stato riconosce unicamente la maternità o paternità muore, il figlio cresciuto da entrambi i partner, non viene affidato al genitore sopravvissuto. Perché per lo Stato NON C'È ALCUN ALTRO GENITORE e il figlio, la figlia, viene strappato alla persona con la quale quel bambino, quella bambina è anche cresciuta e messo in un orfanotrofio in attesa di adozione.
Per cui siccome un figli han diritto a un padre e una madre, morti quelli naturali, non vengono affidati al partner dello stesso sesso di quel padre o quella madre, ma strappati alla famiglia. Meglio mantenere un principio che pensare alla salute psichica e affettiva del figlio (della figlia) per tacere di quella dell'altro genitore...
Questo non capita nemmeno alle coppie etero non sposate. Perché lì i figli sono riconosciuti a entrambi i genitori e quindi morto uno rimangono all'altro.
Ma se io donna o uomo, etero, faccio un figlio e poi convivo con altra persona che non è genitore biologico dei miei figli, morto io, i figli vanno in orfanotrofio.
L'idea che abbiamo della famiglia è teorica, nominalista. E' genitore quello naturale, quello biologico, anche se non lo si vede mai, o non lo si è visto più. Dimenticando che è genitore prima di tutto chi i figli li cresce, non solo chi i figli li genera.
E' solo questione di tempo.
Il Giovanardi pensiero
(ASCA) - Roma, 2 mag - ''Un bacio pubblico tra due uomini a me infastidisce. Un episodio ostentato di questo genere in un luogo pubblico da' fastidio: questo tipo di effusioni, se ad esempio due vogliono darsi un lungo bacio in bocca, se lo diano a casa loro, evitino di farlo davanti a persone terze'' Lo ha detto il sottosegretario Carlo Giovanardi a Radio 24.
''Se io vedo un nudista o una nudista su una spiaggia deserta in Sardegna non mi fa nessun effetto - ha cosi' argomentato - mentre se li vedo in spiaggia a Riccione in mezzo ai bambini e le famiglie mi provoca un fastidio immenso''. (fonte ASCA
Tempo fa parlai di come la cultura del dividi et impera ci renda tutti più deboli.
Stavolta Giovanardi mette le carte in tavola è fa luce sul suo pensiero che è quello dei tanti troppi italiani che mal sopportano situazioni di convivenza, di messa in comune, di compartecipazione.
Un nudista isolato, come un gay nel ghetto, è innocuo, controllabile, ci puoi far anche soldi sopra. Ma un gay inserito nella società, che convive con gli altri cittadini, senza ghetti, senza steccati, senza isole pedonali a lui dedicate fa paura perchè arricchisce l'umanità e toglie potere ai tanti Giovanardi che senza un popolo da dividere non hanno più potere e perdono la loro funzione primaria. Quella dei cattolici, che ti governano per conto di dio e ti mantengono nell'ignoranza perchè appena acquisisci spirito critico ti accorgi che ti stanno comandando.
L'alleanza tra il berlusconismo e la chiesa non è mai stata sancita è connaturata a queste due forme reazionarie e totalitarie di controllo delle vite altrui, per la sete di potere, per poter dire agli altri come vivere. E' alla base del mito fondativo del cattolicesimo, quel libro del Genesi che ha sancito il peccato originale dell'uomo tramite Eva che ha mangiato il frutto dell'albero della conoscenza. E' alla base del piano di rinascita democratica pidduista che Berlsuconi ha portato a compimento grazie alla complicità di tutta la sinistra che, quando ha potuto, (Dalema prima, Prodi poi) non hanno messo Berlusconi in galera.
Ora non vedo una via d'uscita non cruenta da questa crisi democratica che ha ucciso il paese. Una rivoluzione della portata di quella francese. Ma ci mancano i numeri. Perché gli italiani sono troppo presi a difendere il piccolo privilegio che ognuno ha to give a damn per il resto del Paese...
domenica 1 maggio 2011
Un brutto articolo su Sinsitraelibertà di Claudio Fava. Bruttissimo!
L'italia del tutto è lecito di Claudio Fava
C’è un malinconico filo rosso che lega insieme gli insulti offerti a Paola Concia e alla sua compagna con il pestaggio del consigliere comunale leghista a Padova. Quel filo rosso è l’imbecillità che, come ogni tormento dell’anima, è trasversale, senza nemmeno il beneficio di una patria politica.
L’idiota che grida alla Concia “lesbiche nei forni” e i minchioni che aggrediscono a colpi di catene un uomo di mezza età stanno dentro le cose della politica come naufraghi al mare: si agitano, si sbracciano, affondano. Subito è arrivata la solidarietà alla donna insultata e al leghista pestato. Ma mi pare che stavolta non basti.
Quegli insulti, quelle botte, lo squadrismo di gesti e parole hanno ormai piantato le proprie radici nello stomaco del paese. Raccontano l’idea che ogni forma di diversità culturale, affettiva, umana, politica sia ormai da considerare l’ombra di un nemico. Paola Concia, naturalmente, non ha alcuna colpa: solo il diritto di essere sé stessa. Del consigliere padovano si potrebbe dire che lui è uno che ce l’ha con gli immigrati, organizza banchetti, raccoglie firme, dà fiato al grossolano immaginario leghista. Insomma, è vittima, ma è anche politicamente lontano da molti di noi, fa parte di quell’Italia che si diverte a cercare i propri nemici verso il basso, che tratta gli affamati da clandestini, che rivendica purezze geografiche ed egoismo sociale. E’ un’attenuante per chi l’ha menato? Per qualcuno, lo è. Qualche giorno fa Casarin, leader dei centrisociali del nord est, di fronte a un altro episodio di teppismo a Padova, calci e pugni contro un paio di leghisti che raccoglievano le firme per i loro rancori padani, ha ammiccato a qualche giustificazione: “Peggio il loro razzismo o qualche salutare calcio nel culo?”.
L’avranno pensato anche i ragazzotti che due giorni fa hanno pestato il leghista: è un razzista, va menato. Ed è partita la spedizione punitiva: caschi, catene e cazzotti, lui 56 anni, loro in cinque e di trent’anni più giovani (ma talmente fessi da non riuscire poi nemmeno a scappare). Teppisti. Peccato che non scendano da Marte. A modo loro, quei cinque sono figli di un tempo in cui la conta tra gli umani si fa solo distinguendo gli amici dai nemici (che è un modo sbrigativo per darsi sempre ragione da soli) e pensando che, in tempo di guerra, tutto sia permesso: anche sprangare.
Anche l’imbecille che si è messo a insultare Paola Concia e la sua compagna, “colpevoli” della loro omosessualità, è cittadino di questi luoghi e di questi tempi. Ci dice di un’Italia in cui i giudici, nelle parole della più alta carica istituzionale, sono diventati pericolosi lestofanti, delinquenti, brigatisti. L’insulto di quell’uomo, che evocava i forni crematori per gay e lesbiche, produce ribrezzo ma non stupore. Fa parte del panorama e, tanto per non andar lontani, evoca le parole di un altro presidente, Lombardo, il governatore della Sicilia, che alle critiche di chi scrive ha risposto attribuendogli la fortuna d’aver avuto un padre ammazzato dalla mafia.
Anche quelle parole sono bastonate, catene e sputi, anche il linciaggio morale e materiale dei giudici è un ignobile quotidiano pestaggio. Che si fa? Basterà abbassare tutti i toni, come chiede con accorato paternalismo il presidente Napolitano? Servirà, non basterà. C’è un degrado di civiltà che non si cura solo moderando il linguaggio. Perché nulla ha a che fare con la politica e molto invece con l’emulazione di chi fa capire che tutto è possibile, tutto è lecito, tutto è permesso. Anche riscrivere a calci la Costituzione. Claudio Fava (www.sinistraecologialiberta.it)
Quello che Fava omette è che il leghista aggredito è Aliprandi, condannato 4 mila euro di multa più 6 mila euro di risarcimenti per aver inserito nel proprio profilo di Facebook offese contro i Rom.
Ed ecco che allora il paragone tra Concia e Aliprandi come vittima della stessa mentalità squadrista, si sbriciola dietro un qualunquismo politico che malcela un paternalismo, un maschilismo e una omofobia terribili.
Paola concia non ha colpa se non di essere se stessa, e manifestarlo , pudicamente, andando in giro mano nella mano.
Aliprandi invece propala pubblicamente, su Facebook, le sue idee razziste, che ricordo a Fava) in Italia SONO UN REATO. Non giustifico l'aggressione ad Aliprandi ma chi semina odio odio riceve. Chi semina amore dovrebbe ricevere amore non odio. O questi paragoni del cazzo. No? Essere froci e lesbiche è una cosa da rivendicare con orgoglio.
I leghisti sono quelli che bruciano la bandiera, odiano i meridionali, vorrebbero spare sui migranti.
Come cittadino italiano e come gay mi sento offeso da questo paragone del cazzo.
Se fava trova il mio linguaggio colorito rispondo che è meglio un vaffanculo che una sprangata in faccia. No?
Alla faccia dell'Agenda Setting! Il Tempo accomuna il flash mob all'Ikea con due notizie di spaccio e accoltellamenti !!!!
Ecco cosa si legge oggi sul sito de Il tempo:
Bel quotidiano il Tempo, ammazza!!!
Davanti al centro commerciale di via della Vigne ieri pomeriggio è andato in scena il bacio collettivo per «rivendicare i diritti di chi si ama in maniera diversa». «In Italia oggi vivono cinque milioni di omosessuali - ricorda uno dei manifestanti - e un milione di coppie di fatto di cui oltre 250.000 dello stesso sesso». Appio01/05/2011, 05:30Notizie - Roma
Bufalotta
Bacio collettivo
contro Giovanardi
7«Un bacio libero» davanti all'Ikea della Bufalotta.Con questo flash mob un centinaio di coppie, gay e non, ma anche di famiglie della capitale, hanno risposto alle critiche del sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi alla pubblicità dell'Ikea che ritrae due uouomini che si tengono per mano.
Lite sfocia
in accoltellamento
8 Aveva da poco terminato il suo turno di servizio al Commissariato San Giovanni e stava rincasando quando nel quartiere Appio ha sentito grida di aiuto e un ragazzo che stava correndo. Dietro di lui due armati di un coltello che lo inseguivano. L'agente è riuscito a bloccare i due. Gli aggressori, 22 e 17 anni, poi denuciati per lesioni aggravate e porto abusivo di arma da taglio, la vittima ferita una coscia e altre due ragazze coinvolte nella vicenda, tutti rumeni, sono stati accompagnati negli uffici del Commissariato San Giovanni. La lite tra i tre ragazzi sarebbe avvenuta per motivi di gelosia per le due giovani. Casilino
Droga e pistola in bagno
9Tre giovani, fermati dagli agenti del Commissariato Casilino, mentre viaggiavano a bordo di un'auto, avevano con sè tre dosi di cocaina. Incalzati dalle domande hanno messo i poliziotti sulle tracce dello spacciatore, 21 anni, rintracciato nella casa in cui viveva con una donna in via dell'Archeologia. Sotto la porta del bagno avevano 26 dosi di coca e una pistola. Dovranno rispondere per detenzione di droga ai fini di spaccio e detenzione illegale di arma.
Bel quotidiano il Tempo, ammazza!!!
Gay le questioni grammaticali sono sempre politiche
Non so voi ma di fronte a frasi come queste
Che vuol dire ero l'amante gay? L'aggettivo dovrebbe specificare qualità del sostantivo. Qui invece sottolinea solo il sesso di appartenenza dell'amante. MA QUELLO GIA' SI SA!!!!
Un uomo non può essere l'amante etero di un altro uomo. Quindi che dice a fare "Ero l'amante gay di Michael Jackson"????
Quindi a che serve specificarlo se non per fare gossip? Per rimestare nel torbido? Perché amante gay suona più sordido di amante e basta?
La frase in questione è presa dall'ennesimo servizio puttanata del più brutto sito gay mondiale: Gay.it
"Ero l'amante gay di Michael Jackson"mi prudono le mani.
Che vuol dire ero l'amante gay? L'aggettivo dovrebbe specificare qualità del sostantivo. Qui invece sottolinea solo il sesso di appartenenza dell'amante. MA QUELLO GIA' SI SA!!!!
Un uomo non può essere l'amante etero di un altro uomo. Quindi che dice a fare "Ero l'amante gay di Michael Jackson"????
Quindi a che serve specificarlo se non per fare gossip? Per rimestare nel torbido? Perché amante gay suona più sordido di amante e basta?
La frase in questione è presa dall'ennesimo servizio puttanata del più brutto sito gay mondiale: Gay.it
Baci tra uomini in tv e non
E mentre alle ecolalie di Giovanardi il Paese risponde con diversi flash-mob a Roma, Firenze e Catania, mentre i due presentatori delle Iene dedicano un bacio al sottosegretario in diretta tv, incappo in un altro bacio, precedente e quini non afferente al Giovanardi.
In una trasmissione di e con Gene Gnocchi (Gene lo firma con Martino Clericetti, Simone Bedetti, Maurizio Giambroni, Luca Monarca, Paola Vedani)
una parodica versione dell'Almanacco del giorno dopo che diventa Almanacco del Gene Gnocco, precisamente nella puntata del 28 Novembre 2010, va in onda, poco dopo l'inzio del programma, questo:
Partiamo dal sorriso di uno dei due attori per un bacio forse più vero del previsto, sicuramente di quanto voleva Gnocchi. Un sorriso di spontaneo smarrimento ma anche di
pudore.
Triste invece la confusione degli autori di questa boutade. Si parla prima di matrimonio e di coppie di fatto, confondendo cose diversissime, il diritto di tutti a potersi sposare e il diritto di chi pur potendosi sposare sceglie di non farlo. (Solo a gay e lesbiche è impedito il matrimonio...), come pessimo, patriarcale e maschilista e presentare uno dei due coniugi col cognome dell'altro. Un problema presente solo in Italia dove la donna ha ancora problemi nel non prendere, da sposata, il nome del marito (e dove persino nei laicissimi certificati di matrimonio al comune il certificato recita che è l'uomo a prendere in moglie la donna) mentre nel resto d'Europa anche i figli possono scegliere il nome "da ragazza" della madre. Così come Batman e Robin non fanno outing ,a Coming Out. I soliti pressapochismi della nostra tv.
In una trasmissione di e con Gene Gnocchi (Gene lo firma con Martino Clericetti, Simone Bedetti, Maurizio Giambroni, Luca Monarca, Paola Vedani)
una parodica versione dell'Almanacco del giorno dopo che diventa Almanacco del Gene Gnocco, precisamente nella puntata del 28 Novembre 2010, va in onda, poco dopo l'inzio del programma, questo:
Partiamo dal sorriso di uno dei due attori per un bacio forse più vero del previsto, sicuramente di quanto voleva Gnocchi. Un sorriso di spontaneo smarrimento ma anche di
pudore.
Triste invece la confusione degli autori di questa boutade. Si parla prima di matrimonio e di coppie di fatto, confondendo cose diversissime, il diritto di tutti a potersi sposare e il diritto di chi pur potendosi sposare sceglie di non farlo. (Solo a gay e lesbiche è impedito il matrimonio...), come pessimo, patriarcale e maschilista e presentare uno dei due coniugi col cognome dell'altro. Un problema presente solo in Italia dove la donna ha ancora problemi nel non prendere, da sposata, il nome del marito (e dove persino nei laicissimi certificati di matrimonio al comune il certificato recita che è l'uomo a prendere in moglie la donna) mentre nel resto d'Europa anche i figli possono scegliere il nome "da ragazza" della madre. Così come Batman e Robin non fanno outing ,a Coming Out. I soliti pressapochismi della nostra tv.
sabato 30 aprile 2011
venerdì 29 aprile 2011
Italia dei Valori 1 Partito Democratico 0
"Non contento di aver sparato a zero sulla pubblicità dell'Ikea, bollandola come incostituzionale e scambiando con la Camera dei Deputati un’azienda privata che, come tale, può fare quello che vuole, il sottosegretario alla famiglia del governo del bunga bunga torna alla carica. Questa volta Giovanardi dispensa consigli su cosa è bene e cosa non lo è per la questione omosessuale italiana”.
“Consigliamo a Giovanardi di lasciar decidere agli interessati e, in ogni caso, non è lui che stabilisce cosa sia una famiglia. Sono le singole persone, nella loro vita e con i loro affetti, a farlo. Evidentemente il sottosegretario non si è accorto che viviamo in una democrazia liberale e proprio la natura del nostro sistema conferisce ai cittadini la libertà di decidere sulla propria esistenza. Sono le dittature a stabilire dall’alto come regolare gli affetti e la vita delle persone. Forse Giovanardi si troverebbe meglio a Teheran”. Franco Grillini responsabile diritti civile e associazionismo IDV. fonte italiadeivalori.it
"Un conto è denunciare il fallimento del Governo sulle politiche per la famiglia e per l’infanzia. E’ appena sufficiente ricordare il pesante taglio deciso dal Governo Berlusconi a favore delle famiglie italiane. Altra cosa, invece, è ricordare e custodire il valore costituzionale della famiglia. Su questo terreno il sottosegretario Giovanardi ha ragione. Senza se e senza ma. E il messaggio pubblicitario dell’Ikea va denunciato. Almeno per chi crede nel valore costituzionale della famiglia”. Giorgio Merlo, PD fonte giorgiomerrlo.net
giovedì 28 aprile 2011
Le ecolalie di Rocco Buttiglione
In attesa di conferma (spero si tratti di una bufala di internet) pare che il Presidente Udc, Rocco Buttiglione, al programma la Zanzara su Radio24 abbai detto:
Cosa intende Buttiglione?
Che chi non fa figli è gay?
Che chi non fa figli è single?
Che i gay sono single perchè non costituiscono famiglia?
Che i gay non fanno figli?
Ci sono molti motivi per cui non fare figli. Chi non li fa non è mica detto che sia gay (o lesbica). Anzi.
Una coppia di qualunque assortimento sessuale NON E' MENO FAMIGLIA delle coppie con figli.
In realtà anzi, per la vigente legislazione italiana, le famiglie non sposate ma con figli sono meno famiglia di quelle sposate senza figli.
Quindi di che parla Buttiglione?
Tra chi fa famiglia ma non vuole O NON PUO sposarsi e ha magari anche dei figli casomai CONTRIBUISCE DI PIU' ALL'ERARIO PERCHE' NON PUO' USUFRUIRE DELLE TASSE AGEVOLATE DI CHI INVECE E' SPOSATO E HA FIGLI.
Grazie Buttiglione per averci aperto gli occhi. Sono le famiglie sposate con figli che campano sulle spalle delle famiglie di non sposati con o senza figli e dei tanti e delle tante sigle, perchè la legge riconosce a loro e solo a loro dei privilegi che dovrebbero spettare a tutti quelli che fanno figli GAY COMPRESI.
Non mi sono scandalizzato tanto per questi manifesti dell'Ikea, ma in generale. Ci sono le famiglie tradizionali che fanno crescere i bambini e li educano.Ci sono anche le famiglie omogenitoriali che fanno altrettanto
Questi quando sono grandi pagano tasse e contributi anche per le pensioni e l'assistenza sanitaria di quelli che i bambini non li hanno avuti,quindi la colpa non è essere gay ma non fare figli.
e che hanno avuto invece molti soldi in più durante la vita.Infatti, io che non ho figli, ho un sacco di soldi in più. Piuttosto è vero il contrario. CHE MOLTI NON POSSONO PERMETTERSI DI FARE FIGLI PERCHE' ABBIAMO TUTTI STIPENDI DI FAME
Senno (SIC) da dove pensiamo che si prendano i soldi per pagare le pensioni ai gay?.Ecco, è questo improvviso passaggio da coppie che non fanno figli a gay che è irrazionale, e non si capisce su quale pregiudizio si appoggi.
Cosa intende Buttiglione?
Che chi non fa figli è gay?
Che chi non fa figli è single?
Che i gay sono single perchè non costituiscono famiglia?
Che i gay non fanno figli?
Ci sono molti motivi per cui non fare figli. Chi non li fa non è mica detto che sia gay (o lesbica). Anzi.
Una coppia di qualunque assortimento sessuale NON E' MENO FAMIGLIA delle coppie con figli.
In realtà anzi, per la vigente legislazione italiana, le famiglie non sposate ma con figli sono meno famiglia di quelle sposate senza figli.
Quindi di che parla Buttiglione?
Tra chi fa famiglia ma non vuole O NON PUO sposarsi e ha magari anche dei figli casomai CONTRIBUISCE DI PIU' ALL'ERARIO PERCHE' NON PUO' USUFRUIRE DELLE TASSE AGEVOLATE DI CHI INVECE E' SPOSATO E HA FIGLI.
Grazie Buttiglione per averci aperto gli occhi. Sono le famiglie sposate con figli che campano sulle spalle delle famiglie di non sposati con o senza figli e dei tanti e delle tante sigle, perchè la legge riconosce a loro e solo a loro dei privilegi che dovrebbero spettare a tutti quelli che fanno figli GAY COMPRESI.
Il video ufficiale dell'Europride 2011
Finalmente uno spot degno di questo nome.
Realizzato da Cartobaleno, lo spot, intitolato “I gladiatori” è risultato il vincitore tra quelli arrivati all'Europride contest” che lo ha premiato con mille euro adottandolo come video ufficiale per l’attenzione alla specificità di Roma, il ripudio della guerra e alla violenza, le qualità grafiche e, soprattutto, per l’attenzione diretta alla liberazione degli affetti di gay, lesbiche e trans nei diritti e nella gioia.
L'unico appunto che faccio al video è che il bacio tra i due gladiatori, oltre ad essere un po' statico, è davvero troppo breve. Uno non fa in tempo a capire cosa succede che si passa di nuovo all'esterno del Colosseo che cambia colore (perchè non rimanere all'interno del Colosseo, far cambiare colore all'interno spostare i due gladiatori che continuano a baciarsi di lato e mostrare il logo del Pride ma anche i due gladiatori che si baciano per tutto il tempo)? Autocensura? Pavidità? Eppure così statico e non a lingua di ferro quel bacio è sostenibile...
Molto apprezzato invece il bacio finale tra le due ragazze. Uno spot che mette al centro l'omosessualità maschile e, letteralmente in fondo, quella femminile, però ben pensato, e discretamente realizzato (ribadisco il bacio è proprio statico e scarsamente leggibile).
Un miliardo di volte meglio dello spot (sic!) dello scorso anno, ve lo ricordate?
Realizzato da Cartobaleno, lo spot, intitolato “I gladiatori” è risultato il vincitore tra quelli arrivati all'Europride contest” che lo ha premiato con mille euro adottandolo come video ufficiale per l’attenzione alla specificità di Roma, il ripudio della guerra e alla violenza, le qualità grafiche e, soprattutto, per l’attenzione diretta alla liberazione degli affetti di gay, lesbiche e trans nei diritti e nella gioia.
L'unico appunto che faccio al video è che il bacio tra i due gladiatori, oltre ad essere un po' statico, è davvero troppo breve. Uno non fa in tempo a capire cosa succede che si passa di nuovo all'esterno del Colosseo che cambia colore (perchè non rimanere all'interno del Colosseo, far cambiare colore all'interno spostare i due gladiatori che continuano a baciarsi di lato e mostrare il logo del Pride ma anche i due gladiatori che si baciano per tutto il tempo)? Autocensura? Pavidità? Eppure così statico e non a lingua di ferro quel bacio è sostenibile...
Molto apprezzato invece il bacio finale tra le due ragazze. Uno spot che mette al centro l'omosessualità maschile e, letteralmente in fondo, quella femminile, però ben pensato, e discretamente realizzato (ribadisco il bacio è proprio statico e scarsamente leggibile).
Un miliardo di volte meglio dello spot (sic!) dello scorso anno, ve lo ricordate?
mercoledì 27 aprile 2011
Le ecolalie di Imma Battaglia (su Alemanno)
Ho letto incredulo le dichiarazioni di Imma Battaglia su molti siti e blog. Sono andato sul sito di Di Gay Project (DGP per gli amanti delle sigle) dove, effettivamente, si legge:
Voglio solo ricordare ad Imma che si sta coprendo di ridicolo peggio di Giovanardi. Vediamo se ci riesco.
11 nov 2010
6 mag 2008
Un sindaco molto apprezzato da Gaylib che ha affermato recentemente:
22 febbraio 2008
2 luglio 2000
Caro Sindaco se davvero è contro l'omofobia perchè la sera dell'11 settembre 2009 prima di andare al gay village non passò per la fiaccolata stanziale organizzata da liberi cittadini a Piazza Navona?
Ed ecco come al gay village (felicemente definito una "festa dell'unità" ad uso e consumo dei gay della Capitale da max forte su notiziegay.com) Alemanno ha potuto impunemente dire:
Cornuti e mazziati.
Che dite ci sono riuscito?
Roma é una cittá complessa che amplifica i gesti dei singoli attraverso una sovraesposizione mediatica. Non possiamo pensare che l'aggressivita di un balordo ricada sulla responsabilitá del primo cittadino -chiamato comunque a tutelare la sicurezza di tutti -né possiamo ritenere che una persona possa gestire Roma rimanendo isolata dalla dialettica politica nazionale e dal clima da stadio alimentato da grandi temi come l'omofobia. Ma commetteremmo un errore se dimenticassimo quanto questa amministrazione ha contribuito al clima di comprensione e accoglienza verso le associazioni in cui lottiamo per i diritti lgbt e quanta strada ha percorso facendo proprie queste tematiche. Sarebbe un altro errore tornare indietro, riaprire le porte della cittá alla diatriba ideologica ricreando un'atmosfera da caccia alle streghe. L'aggressione a Paola Concia é sconcertante, ma si tratta di un episodio che non puó far delegare ad altri una responsabilitá che é di ognuno di noi, perché tutti noi dobbiamo combattere per contribuire a creare quel clima di distensione e solidarietá per rendere Roma una cittá sempre piú inclusiva. Fermo restando che per fare questo ci vuole uno sforzo comune per superare gli steccati ideologici: serve la partenza dell'Osservatorio contro le violenze e l'omofobia -col coinvolgimento delle Associazioni, del sindaco e di tutti gli organi e gli attori sociali pertinenti -ed urge la legge contro l'omofobia, chiesta ormai all'unanimitá da una pluralitá di attori politici. Per primi Paola Concia e Gianni Alemanno.Io non so quali siano i motivi che inducono Imma a leccate di culo di questa portata. Non mi risulta che Aledanno abbia allentato i cordoni della borsa per il village. Qualcuno più informato mi evinca.
Voglio solo ricordare ad Imma che si sta coprendo di ridicolo peggio di Giovanardi. Vediamo se ci riesco.
11 nov 2010
Il primo cittadino ha detto: «Bisogna sfuggire alla tentazione di voler dare tutto a tutti, e quindi ai gay e ai single, altrimenti non faremo mai politiche familiari. Bisogna concentrarci sulla famiglia della Costituzione formata da un uomo e una donna che fanno figli. Questo - ha aggiunto - non vuol dire però discriminare le altre persone, vuol dire che la difesa dei diritti individuali non sono politiche familiari». fonte CorseraProprio come la tassa sul celibato di Mussoliniana memoria.
6 mag 2008
alla domanda «Gay Pride sì o no?» che gli è stata posta in un'intervista su Rainews24. Alemanno ha risposto che «il problema non è omosessuale sì, omosessuale no: è esibizionismo sessuale sì, esibizionismo sessuale no, e di questo discuteremo in consiglio comunale e cercheremo di trovare una formula che non offenda nessuno».26 maggio 2008
ESIBIZIONISMO - «Io ho tutto il rispetto possibile per le persone gay, ne conosco alcune», ha aggiunto Alemanno sottolineando di non fare «discriminazioni nei confronti della persone». Tuttavia, per il sindaco di Roma, «il Gay Pride è un fatto di esibizionismo sessuale e io sono contrario all'esibizionismo sessuale, sia omosessuale sia eterosessuale. A me non piace questa forma un pò aggressiva e non positiva neanche per chi manifesta». fonte Corsera
Ci siamo confrontati con franchezza e ho spiegato loro i motivi per cui il Comune di Roma non darà il patrocinio al Gay pride, è una manifestazione di identità in cui si fanno rivendicazioni ben precise che per alcuni aspetti non condivido, come i matrimoni gay e le coppie di fatto. Si tratta di rivendicazioni per cui c'è il diritto di manifestare ma non possono essere appoggiate da questa amministrazione e anche Abbiamo accolto le proposte di carattere formativo, culturale e di assistenza contro ogni forma di discriminazione. Perciò istituiremo nuovamente presso l'assessorato alla Cultura un tavolo di coordinamento tra l'amministrazione e le associazioni per tradurre in fatti concreti le proposte". Il Comune appoggerà corsi di avviamento al lavoro per persone gay e trans anche per combattere il rischio della prostituzione e dello sfruttamento. fonte Openpolis23 aprile 2009
Il Comune di Roma non darà il proprio patrocinio alle manifestazioni previste per il Gay Pride. L'ha confermato oggi il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno: "Non daremo il patrocinio al Gay Pride, così come non lo abbiamo dato lo scorso anno. Perché la consideriamo una manifestazione di tendenza in cui ci sono delle richieste specifiche che possono essere condivise e non condivise". fonte julienews.it
Un sindaco molto apprezzato da Gaylib che ha affermato recentemente:
Gianni Alemanno (...) da quando è sindaco della Capitale, ha saputo dimostrare in più occasioni sensibilità ed attenzione per le minoranza senza mai rinunciare alla propria identità ed integrità di uomo di destra (fonte Notizie gay del 13 aprile 2011)Infatti....
22 febbraio 2008
"Consentire l'adozione di minori da parte di single o di coppie gay è una vera e propria violenza nei confronti di chi non si può difendere". E' quanto dichiara il deputato di AN, Gianni Alemanno che punta l'indice contro la nuova Convenzione europea sulle adozioni, che dovrebbe essere firmata a Maggio e che prevede la possibilità di adozione da parte dei conviventi, ma anche dei single e delle coppie omosessuali.infatti...
"Un bambino - prosegue Alemanno - ha diritto a crescere in una Famiglia fondata sul matrimonio, con una figura materna e una figura paterna e non ad essere adottato da single o da unioni che non hanno questo equilibrio. Mi auguro che sia il Consiglio che il Parlamento europeo boccino questo articolo della Convenzione europea contrario al diritto naturale". fonte an nel pdl
2 luglio 2000
Camicie nere a piazza Venezia, saluti romani rivolti al balcone del duce, ieri sera verso le otto. Mille persone per gli organizzatori, 250 per la polizia. Perlopiù giovani, venuti da tutta Italia, con e senza la testa rasata, croci celtiche e un bandierone della Carinzia di Haider. "Finocchi? Sì grazie. Per il pinzimonio". "Il Colosseo ai gay: con i leoni dentro". E ancora: "L' unico frutto del Gay Pride? è la banana", sulle note dell' ultima canzonetta estiva. Ironia truce contro la settimana dell' orgoglio omosessuale. "Forza nuova" e slogan vecchi. Da piazza della Repubblica ai Santi Apostoli corteo autorizzato per scongiurare "l' ultimo scempio", la calata degli omosessuali al Colosseo, "luogo simbolo della civiltà romana e del martirio cristiano". "Impediremo fisicamente ai gay di arrivare l' 8 luglio al Colosseo - grida al microfono Antonio Lucarelli, uno dei portavoce - Noi non siamo contro gli omosessuali, ma contro la cultura dell' omosessualità, che è cultura di morte, pratica l' egoismo e nega i valori della famiglia". Coro: "Macchè provette, macchè omosessuali, padri, madri e figli naturali". "L' omosessualità non è una scelta, è una disgrazia. è un pericolo per la nostra società - spiega Massimo Morsello - Prima di tutto perchè non è feconda". "Speriamo che l' 8 luglio non si arrivi allo scontro fisico", conclude Roberto Fiore, il segretario nazionale. (fonte RepubblicaAnotnio Lucarelli ex Forza Nuova, oggi è il capo della segreteria del sindaco Alemanno... Mi si dirà che si può cambiare idea, come Fini...
Caro Sindaco se davvero è contro l'omofobia perchè la sera dell'11 settembre 2009 prima di andare al gay village non passò per la fiaccolata stanziale organizzata da liberi cittadini a Piazza Navona?
Ed ecco come al gay village (felicemente definito una "festa dell'unità" ad uso e consumo dei gay della Capitale da max forte su notiziegay.com) Alemanno ha potuto impunemente dire:
«Io personalmente sono contrario al riconoscimento delle coppie di fatto. Non tutti i sentimenti umani devono avere un riconoscimento per legge. Sono contrario ai Dico e ai Pacs». Per poi aggiungere «bisogna comunque fare tutto il possibile perchè i diritti
individuali vengano garantiti per tutte le coppie, omosessuali ed eterosessuali che non sono sposate». fonte Gaynews24
Cornuti e mazziati.
Che dite ci sono riuscito?
Etichette:
antifascismo,
associazioni,
informazione,
omofobia,
politica,
Pride,
rassegna stampa,
storia,
Unioni civili,
video,
whad
martedì 26 aprile 2011
Da Moonfleece a Giovanardi e Merlo senza confondere la cioccolata con la merda.
C'è una commedia di Philip Ridley Moonfleece che ho avuto la fortuna di vedere recentemente (e di recensire) nella quale viene (di)mostrata una semplice constatazione di fatto: per quanto l'omoaffettività possa essere avversa e stigmatizzata, c'è, esiste, è diffusa, e non c'è nulla che si possa fare per cancellarla. Per quanto si cerchi di negare i nostri diritti noi gay e noi lesbiche non siamo isolati ma siamo nel mondo insieme a tutti gli altri cittadini.
Lo scopo dello spettacolo infatti non è quello di spezzare una lancia a favore degli omosessuali, ma di indicare la stupidità di chi pensa che basti negarci la dignità umana per farci scomparire.
Se Giovanardi ma anche Merlo (del Pd) sentono di doversi addirittura fare alla carta costituzionale è perchè sanno distare prendendo la battaglia, e che ben presto, anche in Italia dovranno esserci gli stessi diritti che ci sono nel resto d'Europa. e' un processo inevitabile e i primi a cadere saranno proprio questi reazionari che nel momento stesso n cui aprono bocca dichiarano la propria sconfitta. Le famiglie omogenitoriali, le famiglie di uomini e di donne, uomini e donne, non di omosessuali, ma di uomini e di donne che amano persone dello stesso sesso, sono una realtà sempre più numerosa che lo Stato non può ignorare ancora per molto. Quel che dobbiamo fare è aumentare la nostra visibilità. Poco importa se veniamo aggrediti come Paola Concia e compagna. Ci siamo e facciamo vedere quanti siamo e che ci siamo e che non possono più tenerci nel ghetto, nelle discoteche, siamo nella società civile accanto a tutti gli altri discriminati, donne, migranti, rom.
Per cui sabato partecipiamo in massa all'iniziativa
Sabato 30/4 Porta di Roma: Noi Dentro Ikea, Giovanardi Fuori Dal Mondo
(grazie a Domenico de Pinto che ha postato questo video su FB)
Lo scopo dello spettacolo infatti non è quello di spezzare una lancia a favore degli omosessuali, ma di indicare la stupidità di chi pensa che basti negarci la dignità umana per farci scomparire.
Se Giovanardi ma anche Merlo (del Pd) sentono di doversi addirittura fare alla carta costituzionale è perchè sanno distare prendendo la battaglia, e che ben presto, anche in Italia dovranno esserci gli stessi diritti che ci sono nel resto d'Europa. e' un processo inevitabile e i primi a cadere saranno proprio questi reazionari che nel momento stesso n cui aprono bocca dichiarano la propria sconfitta. Le famiglie omogenitoriali, le famiglie di uomini e di donne, uomini e donne, non di omosessuali, ma di uomini e di donne che amano persone dello stesso sesso, sono una realtà sempre più numerosa che lo Stato non può ignorare ancora per molto. Quel che dobbiamo fare è aumentare la nostra visibilità. Poco importa se veniamo aggrediti come Paola Concia e compagna. Ci siamo e facciamo vedere quanti siamo e che ci siamo e che non possono più tenerci nel ghetto, nelle discoteche, siamo nella società civile accanto a tutti gli altri discriminati, donne, migranti, rom.
Per cui sabato partecipiamo in massa all'iniziativa
Sabato 30/4 Porta di Roma: Noi Dentro Ikea, Giovanardi Fuori Dal Mondo
(grazie a Domenico de Pinto che ha postato questo video su FB)
lunedì 25 aprile 2011
Repubblica. Un'altra occasione perduta di rimarere in silenzio
Il peggiore giornale del paese, fatto dai giornalisti meno preparati d'Italia ha colpito ancora.
Pensate che stia esagerando?
Guardate allora questo video, confezionato in fretta e furia, dove il commento della giornalista (sic!) è, se possibile, peggiore di quello di Giovanardi.
Prendiamo il primo spot
Siccome nessuno parla l'inglese nessuno nota che l'uomo vestito da cuoco viene chiamato mum (mamma) da entrambi i bambini in uno scimmiottamento etero in salsa gay della famiglia sessista (il papà lavora e la mamma resta a casa a cucinare). Peccato che la lobby gay inglese si sia arrabbiata non di uno spot sessista e offensivo nei confronti dei gay (perchè chiamare mamma un uomo?) ma solo perchè la Heinz ha cancelatto lo spot per poche lamentele (2020) (fonte Corsera
Il secondo spot ironizza (in maniera sottilmente maschilista nel senso che è la donna rimanere fregata per giunta da un altro uomo) sulle corna coniugali. Qui il sessismo è usato in chiave ironica lei si spupazza il bel pischello con la scusa che è andata a prendere la camicia a lui (cosa improbabile se sono così ricchi hanno sicuramente una migrante a fare quel lavoro. Ma questo è tenuto in considerazione dallo spot che fa della camicia una scusa ironicamente plausibile. Uno spot splendido che sdogana non solo l'omoerotismo ma anche le donne che scelgono uomini più giovani, sempre viste male perché non sono donne ma mamme. Sentite però il commento superficiale e omofobico della speaker:
Tra l'altro ci si guarda bene dal ricordare che questo spot è del 1999 (fonte Gay.tv... cioè di 12 anni fa ed è dunque all'avanguardia rispetto la foto di Ikea... Ma tant'è...
Saltiamo lo spot di Mac Donald (del quale la speaker capisce l'assunto centrale cioè che il padre dà per scontata l'eterosessualità del figlio facendo meglio di molti gay che, quando lo spot uscì, non ne capirono l'assunto e lo criticarono) e passiamo a quello successivo, di tutt'altra levatura.
Qui la nostra speaker torna improvvisamente omofoba argomentando che il padre ritratto nello spot abbia una presumibilmente sofferta doppia vita
La doppia vita qual è quella da drag? La nostra, avesse un minimo di cultura dovrebbe ricordarsi lo zio di Zazie, nel romanzo di Queneau Zazie nel metrò etero e sposato, fa spettacoli en travestì a teatro...
Questo spot a me non è mai piaciuto perchè mostra il padre come fenomeno da circo. Di giorno padre di notte travesta. Non è uno spot pro gay vuole solo essere uno spot che mostra qualcosa di bizzarro.
Infatti lo slogan è BIEN DANS SON EPOQUE, BIEN DANS SA TWINGO.
Tra l'altro la speaker parla solo dello spot francese ignorando che è stato regolarmente trasmesso anche in Italia...
Lo spot di Bjorn Borg (sì proprio QUEL Borg, quello di Loredana...) NON è come dice la sciampis... la speaker uno spot per una liena di intimo, ma un viral per una chat di incontri online!!!!
Ma Repubblica fa gossip mica informazione!
Infine, citando uno spot di cui mi sono già occupato ecco i salti mortali della sciampis... speaker.
e per rimanere in Svezia... ecco uno spot austriaco
Insomma a che serve questo video pieni di pezzi di spot?
A un cazzo!
Come il quotidiano Repubblica!
Pensate che stia esagerando?
Guardate allora questo video, confezionato in fretta e furia, dove il commento della giornalista (sic!) è, se possibile, peggiore di quello di Giovanardi.
Prendiamo il primo spot
Siccome nessuno parla l'inglese nessuno nota che l'uomo vestito da cuoco viene chiamato mum (mamma) da entrambi i bambini in uno scimmiottamento etero in salsa gay della famiglia sessista (il papà lavora e la mamma resta a casa a cucinare). Peccato che la lobby gay inglese si sia arrabbiata non di uno spot sessista e offensivo nei confronti dei gay (perchè chiamare mamma un uomo?) ma solo perchè la Heinz ha cancelatto lo spot per poche lamentele (2020) (fonte Corsera
Il secondo spot ironizza (in maniera sottilmente maschilista nel senso che è la donna rimanere fregata per giunta da un altro uomo) sulle corna coniugali. Qui il sessismo è usato in chiave ironica lei si spupazza il bel pischello con la scusa che è andata a prendere la camicia a lui (cosa improbabile se sono così ricchi hanno sicuramente una migrante a fare quel lavoro. Ma questo è tenuto in considerazione dallo spot che fa della camicia una scusa ironicamente plausibile. Uno spot splendido che sdogana non solo l'omoerotismo ma anche le donne che scelgono uomini più giovani, sempre viste male perché non sono donne ma mamme. Sentite però il commento superficiale e omofobico della speaker:
la coppia tradizionale per giunta matura e di alto ceto sociale nasconde in realtà segreti inconfessabili.Inconfessabile è la mia voglia di mandare questa presunta giornalista nei in campagna a zappare come voleva Mao!!! Secondo questa sciammannata quello che fanno i due coniugi è qualcosa di inconfessabile. Ma che merda di omofoba! Degna di Giovanardi!
Tra l'altro ci si guarda bene dal ricordare che questo spot è del 1999 (fonte Gay.tv... cioè di 12 anni fa ed è dunque all'avanguardia rispetto la foto di Ikea... Ma tant'è...
Saltiamo lo spot di Mac Donald (del quale la speaker capisce l'assunto centrale cioè che il padre dà per scontata l'eterosessualità del figlio facendo meglio di molti gay che, quando lo spot uscì, non ne capirono l'assunto e lo criticarono) e passiamo a quello successivo, di tutt'altra levatura.
Qui la nostra speaker torna improvvisamente omofoba argomentando che il padre ritratto nello spot abbia una presumibilmente sofferta doppia vita
La doppia vita qual è quella da drag? La nostra, avesse un minimo di cultura dovrebbe ricordarsi lo zio di Zazie, nel romanzo di Queneau Zazie nel metrò etero e sposato, fa spettacoli en travestì a teatro...
Questo spot a me non è mai piaciuto perchè mostra il padre come fenomeno da circo. Di giorno padre di notte travesta. Non è uno spot pro gay vuole solo essere uno spot che mostra qualcosa di bizzarro.
Infatti lo slogan è BIEN DANS SON EPOQUE, BIEN DANS SA TWINGO.
Tra l'altro la speaker parla solo dello spot francese ignorando che è stato regolarmente trasmesso anche in Italia...
Lo spot di Bjorn Borg (sì proprio QUEL Borg, quello di Loredana...) NON è come dice la sciampis... la speaker uno spot per una liena di intimo, ma un viral per una chat di incontri online!!!!
Ma Repubblica fa gossip mica informazione!
Infine, citando uno spot di cui mi sono già occupato ecco i salti mortali della sciampis... speaker.
e per rimanere in Svezia... ecco uno spot austriaco
Insomma a che serve questo video pieni di pezzi di spot?
A un cazzo!
Come il quotidiano Repubblica!
Etichette:
informazione,
spot,
video
Le ecolalie di Giovanardi
«L'Ikea è libera di rivolgersi a chi vuole e di rivolgere i propri messaggi a chi ritiene opportuno. Ma quel termine 'famiglie' è in aperto contrasto contro la nostra legge fondamentale che dice la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio».
E' Giovanardi a parlare, il sottosegretario alla famiglia che accusa questo manifesto
di essere un attacco alla costituzione.
Col funambolismo della parola che distingue tutti i nostri politici (basta vedere i distinguo fatti a destra come a sinistra prima di esprimere solidarietà a Anna Paola Concia dopo l'aggressione verbale che ha visto coinvolte lei e la sua compagna) Giovanardi spiega (sic!)
grave e di cattivo gusto che una multinazionale svedese, a cui il nostro Paese sta dando tanto in termini di disponibilità e che sta aprendo centri commerciali a manetta, venga in Italia e dica agli italiani cosa devono pensare polemizzando contro la loro Costituzione. Credo che molti clienti dell'Ikea non lo riterranno gradevole.
Molti i commenti in risposta a questa ecolalia.
«L'ineffabile sottosegretario alla Famiglia del governo del bunga bunga, Carlo Giovanardi, ci rifila la sua filosofia moraleggiante il giorno prima di Pasqua. Addirittura Giovanardi invita l'azienda a ritirare la sua pubblicità con intento volutamente censoreo e con buona pace del presunto spirito liberale del suo capo. (Franco Grillini)
«Nemmeno alla vigilia di Pasqua Carlo Giovanardi, sottosegretario alla famiglia, sa contenere la sua frustrazione per il fatto che la sua delega sulla famiglia non ha a disposizione nemmeno un euro». Aurelio Mancuso
«Il (molto) sottosegretario alla Famiglia Giovanardi ha dichiarato, letteralmente, che Ikea è contro la legge, anticostituzionale e manda messaggi violenti, solo perché ha promosso una pubblicità con due ragazzi che si tengono per mano. Frasi del genere potevamo sentircele dire da un qualche ministro del governo teocratico iraniano, o da un alcolizzato di osteria, non certo da un rappresentante del Governo italiano» Sergio Rovasio.
Nessuno però ha raccomandato all'ecolalico Giovanardi di guardare alla trave nell'occhio del proprio governo.
Lo faccio io.
Caro Giovanardi se il manifesto dell'ikea è contro la costituzione queste affermazioni di Silvio Berlusconi cosa sono?
Una riforma della Carta costituzionale "è necessaria perché è una legge fatta molti anni fa sotto l'influsso di una fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come un modello". Serve un chiarimento sulla lettura della Costituzione, ha proseguito, ma non per andare verso una riforma presidenziale, "casomai è l'inverso, e dall'altra parte che si vogliono attribuire dei poteri che secondo l'interpretazione mia e del governo non sono del capo dello Stato ma semmai spettano al governo".(fonte Repubblica
Ci sono riforme da fare «per assicurare una vera democrazia», dice il premier, sostenendo che sarebbe minata dagli altri poteri dello Stato ancora una volta messi all'indice: Parlamento e Corte Costituzionale che «impediscono al governo di decidere» e ancora «il Capo dello Stato al quale devono piacere le leggi» dell'esecutivo. Queste, assicura, escono da Palazzo Chigi come dei «purosangue e arrivano a destinazione come ippopotami».(fonte Il Piccolo
Eco infine una foto in risposta ai deliri del sottosegretario
Questa è la famiglia che il governo di cui Giovanardi fa parte pratica, favoreggia, diffonde.
Il bue dice cornuto all'asino!
sabato 23 aprile 2011
gli Egokid al circolo degli Artisti
Fino a tre settimane fa non sapevo nemmeno chi fossero, poi, grazie alle sinergie della rete, sono incappato in loro, per caso, come ti capitano sempre le cose migliori, e ho visto che sarebbero venuti in concerto al Circolo. Non proprio dietro casa mia, ma mi sono ripromesso di andarci, dubitando che avrei vinto la mia atavica (e vieppiù cicciona) pigrizia.
Invece ierisera alle 21 in punto entro l'umido e solitario giardino. Non c'era quasi nessuno se non un gruppetto di checche di mezz'età che rideva, garrulo, come ridono tutte le checche d'occidente (quelle d'oriente non so...). Infastidito da tanta prevedibilità torno verso l'ingresso del Circolo. Il concerto dovrebbe iniziare tra mezz'ora. Mi metto a leggere quando sento una voce dire ma guarda un po' chi c'è! alzo gli occhi e vedo Riccardo il mio amichetto whaddino accompagnato dal consorte Francesco. Li faccio accomodare al tavolo e chiacchieriamo del Pride imminente, del Pd, insomma delle solite cose, quando sopraggiungono altri whaddini!!!! Andrea C. e Luca. Sembra che ci siamo dati appuntamento e invece siamo lì tutti per gli Egokid. Come dicevo le cose migliori avvengono sempre per caso. Intanto si son fatte le dieci. Il concerto è in ritardo e non ci sono segni che voglia cominciare...
Poco dopo ci raggiunge anche mio cugino Andrea. Mentre Francesco e Riccardo cercano qualcosa da mangiare io e il cuggi andiamo al suo motorino e ci stecchiamo una Heineken (pare brutto non aver invitato gli altri ma una birra in 5 non bagna il gargarozzo a nessuno).
O, meglio, io la bevo, mentre il cuggi cincischia al cellulare.
Bevo in fretta perchè ho le fregne di rientrare, temendo che il concerto possa cominciare da un momento all'altro. Ma, di nuovo dentro, trovo i whaddini che bevono, magnano (visto che non era brutto non steccarsi la birra?) ma del concerto manco l'ombra. Io che non so stare fermo vado a chiedere quando inizia e lì ci accorgiamo che IL CONCERTO E' GIA' INIZIATO!!!!
ma porc vaff putt cazz.
Entriamo e rimaniamo subito folgorati dalla musica. Mentre gli altri (pochi) spettatori si sono assestati sul fondo della sala noi ci mettiamo vicini al palco, di lato, poggiati al muro. Sentiremo quasi tutto il concerto da lì.
Mi piace l'attitudine che gli Egokid hanno sul palco. Parlano col pubblico, presentano i pezzi, non si danno le arie, non pretendono di insegnare niente a nessuno. I loro brani spaziano dalle ballad romantiche (splendide) a pezzi dal testo più impegnato che eseguono con divertimento e non con quel moralismo cupo di chi crede di star dicendo chissà quale verità.
I front man sono due: Diego Palazzo e Piergiorgio Pardo. Piergiorgio mi colpisce subito per il suo modo di fare. C'è una vena intima nel suo interloquire, un che di personale e timido, un pudore, quasi, che gli dà eleganza, nel modo di cantare e di muoversi, mentre accenna a qualche passo di danza, o quando interagisce col microfono, sull'asta, o in mano. Di età indefinibile con la testa completamente calva sembra un gatto nobile portato a fare il circo.
Diego è molto più a suo agio. Sa di essere bello e si atteggia un po'. Con meno esitazioni di Piergiorgio nel modo di muoversi e di proporsi canta benissimo ma è un po' troppo invasivo per i mie gusti. Pur dividendosi le canzoni con Piergiorgio Diego è sempre presente nei controcanti, nei cori, non lasciando quasi mai Piergiorgio da solo.
E per questo mi sta già antipatico.
E' la classica prima donna che vuole presenziare sempre a tutto. Infatti, ai bis, quando il pubblico chiede di ascoltare nuovamente Come un eroe della Marvel splendida ballad cantata da Piergiorgio, Diego vorrebbe imporre un altro pezzo L'uomo qualunque più ritmato, e solo perché Piergiorgio, con la gentilezza che lo distingue, si impone io posso riascoltare il pezzo e commuovermi...
Tenete conto che, a differenza che nel video, Diego fa i controcanti per tutto il pezzo...
Poi il concerto finisce e siamo già tutti fuori perchè quei simpatici del posto (più gli organizzatori della serata dance frociarola) ci intimano di uscire dalla sala con una gentilezza che nemmeno quelli di Casa Pound...
Posto pessimo dal punto di vista organizzativo questo Circolo degli artisti coi gestori che ti squadrano col sorrisetto sulle labbra (perchè tu, cioè io, sei ciccione col capello lungo sciolto sulle spalle...) ma nessuno che si perita di avvertirti che il concerto sta per iniziare, porca la mad... e non che a pasqua apre brutto! Ex compagni (se compagni lo sono) che campano della voglia di birra degli adolescenti di oggi e si illudono di fare politica quando fanno programmazione commercial culturale... D'altronde ci sarà pure qualche motivo se il paese è alla frutta...
Appena fuori dal concerto io Andrea e mio cugino vorremmo comperare il cd ma non vediamo nessun banchetto... Così appena Piergiorgio esce dalla sala gli chiedo (senza nemmeno fargli i complimenti per il concerto) ce li avete i cd? (che burino vero?). Lui non si scompone e, gentilissimo, me lo va a prendere!!! Quando torna solo con una copia i due Andrei lo fanno tornar dentro per le loro di copie, intanto cerco la penna per l'autografo. Poi restiamo a chiacchierare un po' e alla fine ci salutiamo baciandoci sule guance. E' propri tenero Piergiorgio. Diego, fighetto com'è, chissà se si sarebbe comportato allo stesso modo...
Poi è già mezzanotte e me ne vado a prendere il primo notturno che mi porta a Termini e di lì il secondo notturno che mi porta a casa. Ho culo, l'n9 corre dietro all'n18 e pallozolando corro dal primo al secondo n(otturno) fino a giungere a casa... Mentre gli altri whadini (tranne Andrea) son rimasti a ballare le danze frociarole...
* * *
Gli altri componenti del gruppo sono Fabrizio Bucchieri al basso, Chris Clemente alla chitarra, Davide Debenedetti ai sintetizzatori e Giacomo Carlone alla batteria che solo per il finale viene sul fronte del palco e posso vedere quanto sia BONO (si può dire?).
Ma parliamo di cose serie e cioè delle loro canzoni.
C'è un pezzo che Diego canta da dio che starebbe benissimo in un disco di Mina.
Vi propongo una versione live ma unplugged che ha meno della metà dell'energia che aveva iersera al concerto.
Questa la versione da studio.
Non pensiate al solito azzardo monotematico. Non sono l'unico ad aver scomodato Mina per Sirene
Poi, nella mia eterna ignoranza, scopro che il primo brano loro che ho sentito Ragazzi+Ragazze è una cover dei Blur!!
Girls & Boys
Dal testo ambiguo e sottilmente sessista...
"Girls And Boys"
Street's like a jungle
So call the police
Following the herd
Down to Greece
On holiday
Love in the 90's
Is paranoid
On sunny beaches
Take your chances looking for
[Chorus]
GIRLS WHO ARE BOYS
WHO LIKE BOYS TO BE GIRLS
WHO DO BOYS LIKE THEY'RE GIRLS
WHO DO GIRLS LIKE THEY'RE BOYS
ALWAYS SHOULD BE SOMEONE YOU REALLY LOVE
Avoiding all work
Because there's none available
Like battery thinkers
Count your thoughts on 1 2 3 4 5 fingers
Nothing is wasted
Only reproduced
Get nasty blisters
Du bist sehr schon
But we haven't been introduced
[Chorus]
Noto, en passant, l'avvenenza dell'allora 26enne Damon Albarn
.
Questo pezzo che avrà anche fatto la storia del britpop ma che a me non fa impazzire (e 'sti cazzi direte voi, e fate benne) in mano agli Egokid diventa Ragazzi+Ragazze e cambia completamente significato.
Intanto il coretto che nel pezzo dei blur è presa in giro di certe affettatezze frociarole diventa invece rivendicatorio e poi il tono è più canzonatorio e meno serio. Insomma viva gli Egokid abbasso i Blur. I fanatici di questo tipo di musica (eh?) non la pensano come me.
Andatevi a leggere il dibattito in coda all'articolo pubblicato su Rockit. Vale 10 anni di studi antropologici sull'Itagliano.
Qui invece trovate molto materiale sulla band.
Invece ierisera alle 21 in punto entro l'umido e solitario giardino. Non c'era quasi nessuno se non un gruppetto di checche di mezz'età che rideva, garrulo, come ridono tutte le checche d'occidente (quelle d'oriente non so...). Infastidito da tanta prevedibilità torno verso l'ingresso del Circolo. Il concerto dovrebbe iniziare tra mezz'ora. Mi metto a leggere quando sento una voce dire ma guarda un po' chi c'è! alzo gli occhi e vedo Riccardo il mio amichetto whaddino accompagnato dal consorte Francesco. Li faccio accomodare al tavolo e chiacchieriamo del Pride imminente, del Pd, insomma delle solite cose, quando sopraggiungono altri whaddini!!!! Andrea C. e Luca. Sembra che ci siamo dati appuntamento e invece siamo lì tutti per gli Egokid. Come dicevo le cose migliori avvengono sempre per caso. Intanto si son fatte le dieci. Il concerto è in ritardo e non ci sono segni che voglia cominciare...
Poco dopo ci raggiunge anche mio cugino Andrea. Mentre Francesco e Riccardo cercano qualcosa da mangiare io e il cuggi andiamo al suo motorino e ci stecchiamo una Heineken (pare brutto non aver invitato gli altri ma una birra in 5 non bagna il gargarozzo a nessuno).
O, meglio, io la bevo, mentre il cuggi cincischia al cellulare.
Bevo in fretta perchè ho le fregne di rientrare, temendo che il concerto possa cominciare da un momento all'altro. Ma, di nuovo dentro, trovo i whaddini che bevono, magnano (visto che non era brutto non steccarsi la birra?) ma del concerto manco l'ombra. Io che non so stare fermo vado a chiedere quando inizia e lì ci accorgiamo che IL CONCERTO E' GIA' INIZIATO!!!!
ma porc vaff putt cazz.
Entriamo e rimaniamo subito folgorati dalla musica. Mentre gli altri (pochi) spettatori si sono assestati sul fondo della sala noi ci mettiamo vicini al palco, di lato, poggiati al muro. Sentiremo quasi tutto il concerto da lì.
Mi piace l'attitudine che gli Egokid hanno sul palco. Parlano col pubblico, presentano i pezzi, non si danno le arie, non pretendono di insegnare niente a nessuno. I loro brani spaziano dalle ballad romantiche (splendide) a pezzi dal testo più impegnato che eseguono con divertimento e non con quel moralismo cupo di chi crede di star dicendo chissà quale verità.
I front man sono due: Diego Palazzo e Piergiorgio Pardo. Piergiorgio mi colpisce subito per il suo modo di fare. C'è una vena intima nel suo interloquire, un che di personale e timido, un pudore, quasi, che gli dà eleganza, nel modo di cantare e di muoversi, mentre accenna a qualche passo di danza, o quando interagisce col microfono, sull'asta, o in mano. Di età indefinibile con la testa completamente calva sembra un gatto nobile portato a fare il circo.
Diego è molto più a suo agio. Sa di essere bello e si atteggia un po'. Con meno esitazioni di Piergiorgio nel modo di muoversi e di proporsi canta benissimo ma è un po' troppo invasivo per i mie gusti. Pur dividendosi le canzoni con Piergiorgio Diego è sempre presente nei controcanti, nei cori, non lasciando quasi mai Piergiorgio da solo.
E per questo mi sta già antipatico.
E' la classica prima donna che vuole presenziare sempre a tutto. Infatti, ai bis, quando il pubblico chiede di ascoltare nuovamente Come un eroe della Marvel splendida ballad cantata da Piergiorgio, Diego vorrebbe imporre un altro pezzo L'uomo qualunque più ritmato, e solo perché Piergiorgio, con la gentilezza che lo distingue, si impone io posso riascoltare il pezzo e commuovermi...
Tenete conto che, a differenza che nel video, Diego fa i controcanti per tutto il pezzo...
Poi il concerto finisce e siamo già tutti fuori perchè quei simpatici del posto (più gli organizzatori della serata dance frociarola) ci intimano di uscire dalla sala con una gentilezza che nemmeno quelli di Casa Pound...
Posto pessimo dal punto di vista organizzativo questo Circolo degli artisti coi gestori che ti squadrano col sorrisetto sulle labbra (perchè tu, cioè io, sei ciccione col capello lungo sciolto sulle spalle...) ma nessuno che si perita di avvertirti che il concerto sta per iniziare, porca la mad... e non che a pasqua apre brutto! Ex compagni (se compagni lo sono) che campano della voglia di birra degli adolescenti di oggi e si illudono di fare politica quando fanno programmazione commercial culturale... D'altronde ci sarà pure qualche motivo se il paese è alla frutta...
Appena fuori dal concerto io Andrea e mio cugino vorremmo comperare il cd ma non vediamo nessun banchetto... Così appena Piergiorgio esce dalla sala gli chiedo (senza nemmeno fargli i complimenti per il concerto) ce li avete i cd? (che burino vero?). Lui non si scompone e, gentilissimo, me lo va a prendere!!! Quando torna solo con una copia i due Andrei lo fanno tornar dentro per le loro di copie, intanto cerco la penna per l'autografo. Poi restiamo a chiacchierare un po' e alla fine ci salutiamo baciandoci sule guance. E' propri tenero Piergiorgio. Diego, fighetto com'è, chissà se si sarebbe comportato allo stesso modo...
Poi è già mezzanotte e me ne vado a prendere il primo notturno che mi porta a Termini e di lì il secondo notturno che mi porta a casa. Ho culo, l'n9 corre dietro all'n18 e pallozolando corro dal primo al secondo n(otturno) fino a giungere a casa... Mentre gli altri whadini (tranne Andrea) son rimasti a ballare le danze frociarole...
* * *
Gli altri componenti del gruppo sono Fabrizio Bucchieri al basso, Chris Clemente alla chitarra, Davide Debenedetti ai sintetizzatori e Giacomo Carlone alla batteria che solo per il finale viene sul fronte del palco e posso vedere quanto sia BONO (si può dire?).
Ma parliamo di cose serie e cioè delle loro canzoni.
C'è un pezzo che Diego canta da dio che starebbe benissimo in un disco di Mina.
Vi propongo una versione live ma unplugged che ha meno della metà dell'energia che aveva iersera al concerto.
Questa la versione da studio.
Non pensiate al solito azzardo monotematico. Non sono l'unico ad aver scomodato Mina per Sirene
Così "Ecce Homo" ci presenta un lotto di canzoni tutte centrate, orecchiabili, cantabili, mai banali, citazioniste fino al midollo perché il citazionismo è l'essenza del pop. C'è spazio per le canzoni che da troppo tempoMina ("Sirene": splendida l'interpretazione del solito Diego Palazzo) e Patty Pravo non ci cantano più ("Non mi hai fatto male"),(Rockit)
Poi, nella mia eterna ignoranza, scopro che il primo brano loro che ho sentito Ragazzi+Ragazze è una cover dei Blur!!
Girls & Boys
Dal testo ambiguo e sottilmente sessista...
"Girls And Boys"
Street's like a jungle
So call the police
Following the herd
Down to Greece
On holiday
Love in the 90's
Is paranoid
On sunny beaches
Take your chances looking for
[Chorus]
GIRLS WHO ARE BOYS
WHO LIKE BOYS TO BE GIRLS
WHO DO BOYS LIKE THEY'RE GIRLS
WHO DO GIRLS LIKE THEY'RE BOYS
ALWAYS SHOULD BE SOMEONE YOU REALLY LOVE
Avoiding all work
Because there's none available
Like battery thinkers
Count your thoughts on 1 2 3 4 5 fingers
Nothing is wasted
Only reproduced
Get nasty blisters
Du bist sehr schon
But we haven't been introduced
[Chorus]
Noto, en passant, l'avvenenza dell'allora 26enne Damon Albarn
Questo pezzo che avrà anche fatto la storia del britpop ma che a me non fa impazzire (e 'sti cazzi direte voi, e fate benne) in mano agli Egokid diventa Ragazzi+Ragazze e cambia completamente significato.
Intanto il coretto che nel pezzo dei blur è presa in giro di certe affettatezze frociarole diventa invece rivendicatorio e poi il tono è più canzonatorio e meno serio. Insomma viva gli Egokid abbasso i Blur. I fanatici di questo tipo di musica (eh?) non la pensano come me.
Andatevi a leggere il dibattito in coda all'articolo pubblicato su Rockit. Vale 10 anni di studi antropologici sull'Itagliano.
Qui invece trovate molto materiale sulla band.
sabato 16 aprile 2011
Brollo: per Queer Blog piace alle lesbiche ma è solo un problema di rappresentanza
Non vorrei dare a questa faccenda più peso di quanto ne abbia ma continuo a leggere cazzate gigantesche sulla rete e non posso rimanere in silenzio.
Queer Blog pubblica un post a dir poco capzioso nel quale ceca di dare lezioni agli altri quanto è l'autore del post a dover tornare a fare scuola di politica.
Ma procediamo con ordine.
Nel post (firmato da Giovanni Molaschi che ringrazio per avermi fatto notare la firma) si afferma che Brollo piace alle lesbiche.
Cos'è un sondaggio improvvisato fatto sul suo blog?
Su facebook?
Un conteggio dei commenti sulla rete che evidenzia che le donne accettano meglio degli uomini un etero presidente di Arcigay Bari?
No. E' solo un espediente giornalistico, Tutte le donne omosessuali che rappresentano il movimento glbtq italiano sono solamente Imma Battaglia e Paola Concia.
D'altronde per Molaschi il problema è gerarchico. Non si tratta di ascoltare la base ma di prendere in considerazione i pezzi grossi gay e lesbiche e vedere cosa hanno da ridire su Brollo.
Così nel post si citano tutti i gay che tranne Mancuso (ma non ci viene spiegato il perchè) hanno da ridire su Brollo come Oliari e Grillini.
Poi invece di dire la sua Molaschi accusa gli altri (sempre quelli che contano) di aver fatto dichiarazioni con la pancia e chiede aiuto a un antropologo perchè non capisce queste affermazioni.
Che miopia politica, che egocentrismo. L'autore di questo post non vede al di là del proprio ombelico, un ombelico bello sporco per giunta.
Forse, mi caro, perchè Obama è il presidente degli STATI UNITI e Brollo di ARCIGAY?
Modo di fare tipicamente italiano, disonesto e scorretto. Invece di dire apertamente come la si pensa e perchè si fa i finti tonti e si prendono esempi del cazzo spostando l'asse del discorso.
Un discorso così egocentrico anche sfiora il delirio di onnipotenza:
Cioè per accettare un'idea diversa dalla mia pretendo che tutti i gay la seguano altrimenti vale la mia che evidentemente rappresento migliaia di omosessuali.
Ma scendi dal piedistallo mio caro Molaschi e PARLA PER TE. (d'altronde cosa interloquiscono a fare con uno che pensa che Concia e Battaglia siano Tutte le lesbiche, anche se sottintende tutte le lesbiche che contano?)
Per fortuna il nostro viene sputtanato e bacchettato dai suoi stessi lettori che mettono tutti i puntini sulle i che vanno messi senza che il nostro (so far) si degni di rispondere.
Viene contraddetto da una lesbica (e basta una per far diventare risibile il suo tutte le lesbiche) che gli dice :io sono una donna, lesbica, operatrice arcigay e sono completamente in disaccordo con questa votazione. Spiegando i siparietti che ci sono (secondo lei) dietro questa votazione.
C'è chi ricorda che i gay cercano sempre approvazioni dagli etero: Il fatto è che a moltissimi gay questa storia del salvatore etero piace perchè hanno un complesso di inferiorità verso gli etero grosso come una casa. Smaniano per elemosinare un po’ di approvazione.
Un altro che ricorda questioni sacrosante ma che, evidentemente, vanno ribadite: che un etero si interessi così tanto ai problemi gay è una bella cosa, ma io uomo non posso sapere cosa prova una donna nell’aborto e nella gestazione perciò non salgo in cattedra a guidare il movimento diritti femminili. idem gli etero.
E poi c'è chi ricorda quel che ogni militante dovrebbe aver imparato il primo giorno di vita politica: E’ incredibile la valanga di gente che non capisce la differenza tra RAPPRESENTANZA e PARTECIPAZIONE. Con ci sono limiti per partecipare ad una lotta per i diritti civili: non bisogna essere appartenti ad una minoranza per lottare per i diritti di questa. E’ giusto e sacrosanto che tutti lottino senza distinzione, e nessuno lo sta vietando.
Ma la RAPPRESENTANZA, la presidenza, la guida di una associazione che vorrebbe veicolare una specifica comunita’, la sua cultura, la rivendicazione di identita’ non puo’ essere presieduta da uno che non ne fa parte.
E bravi i lettori di Queer Blog!
Queer Blog pubblica un post a dir poco capzioso nel quale ceca di dare lezioni agli altri quanto è l'autore del post a dover tornare a fare scuola di politica.
Ma procediamo con ordine.
Nel post (firmato da Giovanni Molaschi che ringrazio per avermi fatto notare la firma) si afferma che Brollo piace alle lesbiche.
Cos'è un sondaggio improvvisato fatto sul suo blog?
Su facebook?
Un conteggio dei commenti sulla rete che evidenzia che le donne accettano meglio degli uomini un etero presidente di Arcigay Bari?
No. E' solo un espediente giornalistico, Tutte le donne omosessuali che rappresentano il movimento glbtq italiano sono solamente Imma Battaglia e Paola Concia.
D'altronde per Molaschi il problema è gerarchico. Non si tratta di ascoltare la base ma di prendere in considerazione i pezzi grossi gay e lesbiche e vedere cosa hanno da ridire su Brollo.
Così nel post si citano tutti i gay che tranne Mancuso (ma non ci viene spiegato il perchè) hanno da ridire su Brollo come Oliari e Grillini.
Poi invece di dire la sua Molaschi accusa gli altri (sempre quelli che contano) di aver fatto dichiarazioni con la pancia e chiede aiuto a un antropologo perchè non capisce queste affermazioni.
Che miopia politica, che egocentrismo. L'autore di questo post non vede al di là del proprio ombelico, un ombelico bello sporco per giunta.
Un antropologo potrebbe aiutarmi a capire queste dichiarazioni pensate con la pancia. Come giornalista so che non sono figlie di un ragionamento: Barack Obama non rappresenta solo gli afroamericani degli Stati Uniti così come Nichi Vendola, diventato presidente della Puglia grazie ai voti degli eterosessuali.Capite la furbizia? Obama è il presidente di tutti perchè Brollo non può esserlo dei gay?
Forse, mi caro, perchè Obama è il presidente degli STATI UNITI e Brollo di ARCIGAY?
Modo di fare tipicamente italiano, disonesto e scorretto. Invece di dire apertamente come la si pensa e perchè si fa i finti tonti e si prendono esempi del cazzo spostando l'asse del discorso.
Un discorso così egocentrico anche sfiora il delirio di onnipotenza:
Non credo che sia solo una coincidenza che Brollo sia stato attaccato solo dai gay. Se il suo orientamento sessuale fosse in contrasto con l’incarico che ha in Arcigay tutti gli omosessuali proverebbero ad opporsi.
Cioè per accettare un'idea diversa dalla mia pretendo che tutti i gay la seguano altrimenti vale la mia che evidentemente rappresento migliaia di omosessuali.
Ma scendi dal piedistallo mio caro Molaschi e PARLA PER TE. (d'altronde cosa interloquiscono a fare con uno che pensa che Concia e Battaglia siano Tutte le lesbiche, anche se sottintende tutte le lesbiche che contano?)
Per fortuna il nostro viene sputtanato e bacchettato dai suoi stessi lettori che mettono tutti i puntini sulle i che vanno messi senza che il nostro (so far) si degni di rispondere.
Viene contraddetto da una lesbica (e basta una per far diventare risibile il suo tutte le lesbiche) che gli dice :io sono una donna, lesbica, operatrice arcigay e sono completamente in disaccordo con questa votazione. Spiegando i siparietti che ci sono (secondo lei) dietro questa votazione.
C'è chi ricorda che i gay cercano sempre approvazioni dagli etero: Il fatto è che a moltissimi gay questa storia del salvatore etero piace perchè hanno un complesso di inferiorità verso gli etero grosso come una casa. Smaniano per elemosinare un po’ di approvazione.
Un altro che ricorda questioni sacrosante ma che, evidentemente, vanno ribadite: che un etero si interessi così tanto ai problemi gay è una bella cosa, ma io uomo non posso sapere cosa prova una donna nell’aborto e nella gestazione perciò non salgo in cattedra a guidare il movimento diritti femminili. idem gli etero.
E poi c'è chi ricorda quel che ogni militante dovrebbe aver imparato il primo giorno di vita politica: E’ incredibile la valanga di gente che non capisce la differenza tra RAPPRESENTANZA e PARTECIPAZIONE. Con ci sono limiti per partecipare ad una lotta per i diritti civili: non bisogna essere appartenti ad una minoranza per lottare per i diritti di questa. E’ giusto e sacrosanto che tutti lottino senza distinzione, e nessuno lo sta vietando.
Ma la RAPPRESENTANZA, la presidenza, la guida di una associazione che vorrebbe veicolare una specifica comunita’, la sua cultura, la rivendicazione di identita’ non puo’ essere presieduta da uno che non ne fa parte.
E bravi i lettori di Queer Blog!
Uniche diversità all'università
lunedì 18 aprile · 14.30 - 17.30
Aula 1A - Facoltà di Scienze Politiche- Università degli studi RomaTre
Via Gabriello Chiabrera, 199
Ancor oggi ci troviamo costretti a dibattere di identità di genere non solo in un'ottica positiva di affermazione di diritti, di contaminazione tra diversità, ma anche in un'ottica, ancora tutta negativa, di lotta all'omofobia, lotta per l'affermazione della diversità quale carattere imprescindibile di ogni singolo uomo e di ogni singola donna e non quale elemento di discriminazione.
DIVERSITA' è per noi la bellezza dell'A-normalità dell'esistenza d'ogni uomo e d'ogni donna.
DIVERSITA' è la consapevolezza che solo da essa si possa partire per conoscere se stessi, migliorarsi e, conoscendo gli altri, migliorare insieme.
Diversità come ricchezza quindi, non come disvalore.
Ed Uguaglianza non come imposizione di omologazione, ma come premessa imprescindibile per la coesistenza di tutte le diversità che ci appartengono.
Il dibattito mira a svolgere percorsi di conoscenza, testimonianze e riflessioni su:
orientamento sessuale,
identità di genere,
le forme dell'affettività,
i comportamenti sessuali,
il significato dell'omofobia e le sue differenti forme di manifestazione e di presenza all'interno della società.
Parteciperanno al dibattito e all'approfondimento con gli studenti e le studentesse di RomaTre:
Guido Allegrezza,
Alessandro Paesano,
Dr.ssa Paola Biondi (Psicologia Gay).
ancora su Brollo
Gendibal mi segnala e io quoto integralmente, essendo d'accordo parola per parola.
Ecco cosa ci manca, cosa abbiamo perso, il senso politico delle nostre azioni.
Perché i gay non li può rappresentare un “etero”È accaduto un fatto assai curioso. Un fatto microscopico rispetto a tutto ciò che accade. Ma le ombre, in fondo, ci parlano piano del sole. Tanto che persino Giuliano Ferrara non se l’è lasciato sfuggire questo fatto ghiotto dedicandogli la sua trasmissione.
Ma qual è il fatto? Alcuni giorni fa l’Arcigay di Bari ha eletto presidente un uomo eterosessuale. Che dire? Ognuno elegge chi vuole in sua rappresentanza. Come ha dichiarato lui stesso, il neo presidente è qui “per affermare con tutti voi che Arcigay Bari esce dal confine che segna le differenze tra persone. Si può stare insieme – aggiunge – senza chiedersi perché”. Molti plaudono alla fine di uno steccato che divideva il mondo Lgbtq (gay, lesbo, bisexual, trans, queer) da quello “etero”. Il messaggio è chiaro e forte: anche una persona eterosessuale può lottare per i diritti omosessuali. Di più, in questo caso. Egli lotta in rappresentanza delle persone omosessuali. Sembra un paradosso virtuoso.
Eppure non riesco a nascondere un disagio. Davvero i diritti sono una cosa e la propria affermazione un’altra? Davvero è possibile lottare senza essere il soggetto di questa lotta? Recita un proverbio ebraico: “Se non sono io a pensare a me, chi lo farà? Ma se devo pensare a me, chi sono io?” Una persona eterosessuale può rappresentare le persone omosessuali nelle loro lotte? Non si tratta qui di lottare insieme su certi diritti, il che già avviene. Si tratta di delegare l’istanza della propria lotta a qualcun altro che, nonostante i suoi buoni propositi che non sono assolutamente qui messi in dubbio, fa parte suo malgrado di quella maggioranza che tende ostinatamente a negarli. E che, tra l’altro, crede sempre di poter parlare a nome di tutti. Insomma, è una questione politica nel senso più alto della parola poiché chiama in causa il concetto di identità e di rappresentanza.
Prendiamo la questione del “confine”. Chi ha segnato questo confine? Se l’intenzione è di affermare che il mondo Lgbtq si ghettizza e questa è l’occasione per uscire dal ghetto facendo sparire le differenze, allora non credo che questa persona possa davvero rappresentare la nostra comunità. A parte la presunzione di insegnare a nuotare ai pesci (cosa che amano molto fare le maggioranze), andrà ricordato che coloro i quali si ritrovano confinati in un ghetto non lo hanno voluto per loro scelta, né per capriccio. A nessuno piace vivere limitando la propria vita. Qualcun altro ha alzato i muri e piantato il filo spinato. E’ apprezzabile che ora coloro che li hanno alzati cerchino di picconarli, ma sarebbe gentile non far cadere le macerie su chi vive dall’altra parte.
Perché – spiegazione a uso dei bambini – è una brutta cosa se un “etero” diviene rappresentante Lgbtq? Perché un movimento per i diritti di una minoranza deve essere rappresentato da qualcuno che è parte di quella minoranza. Questo gesto è sciagurato perché afferma che una minoranza non sa parlare per se stessa e ha bisogno di un rappresentante della maggioranza per esser presa in considerazione. Rappresentare significa qui testimoniare. Se io stesso mi presento a testimoniare a mio favore in un tribunale, la mia testimonianza non conta nulla. Perché una testimonianza abbia valore c’è bisogno che un altro testimoni per me. Ma è qui la violenza, nel ritenere che si viva di fronte ad un tribunale dove la nostra parola non conta nulla, che si abbia bisogno di quella di qualcun altro, di quella della maggioranza la quale è, paradossalmente, anche il tribunale che ci giudica.
Di cosa è segno dunque questo gesto? Dell’impedimento di una coscienza di lotta. L’eterosessuale benevolo che viene a noi per liberarci dalle nostre catene è pericoloso come quello che queste catene le ha forgiate. Non perché egli non faccia qualcosa di giusto, ma perché rende impossibile la coscienza della propria lotta, il sapere chi si è e per questo lottare ogni giorno.
“Felice chi è diverso / essendo egli diverso / ma guai a chi è diverso / essendo egli comune” cantava Sandro Penna in una età ormai lontana.
di Federico Boccaccini, Université Paris1-Sorbonne. (fonte Il fatto quotidiano)
Ecco cosa ci manca, cosa abbiamo perso, il senso politico delle nostre azioni.
mercoledì 13 aprile 2011
Tu Gay io Brollo
Una volta, negli anni settanta, quando la famiglia tradizionale etero si stava sfasciando dietro il mito borghese della copia aperta, o dietro più serie e rivoluzionari tentativi di riscrivere la coppia eterosessista cui la famiglia non solo si conformava ma che quei valori diffondeva, gli omosessuali e le lesbiche potevano andar fieri fiere di essere eterofobi, perchè era l'eterosistema che li stigmatizzava. se da un lato le donne si sottraevano al patriarcato maschilista familistico dall'altro gay e lesbiche contribuivano coi propri colpi di piccone a buttar giù la concezione stessa della coppia: perché non in tre (visto che i sessi sono due e le combinazioni tante) perchè devo privilegiare una persona per fare i figli e non posso vivere in una comunità allargata? Per molti sarà stato solo una voglia di fare orge ma non si può cestinare tutta quella ricerca in questo modo.
Oggi le cose sono cambiate e di molto. Dall'edonismo reaganiano in poi ci siamo tutti imborghesiti, froci, lesbiche, femministe.
Invece di combattere la famiglia combattiamo per la famiglia quella omogenitoriale, quella che prevede il matrimonio anche tra persone dello stesso sesso.
Per carità conquiste insostituibili, indispensabili, irrinunciabili.
Ma sicuramente chiedere un matrimonio anche per coppie dello stesso sesso è molto meno rivoluzionario che sperimentare forme altre di relazione interpersonale.
Siamo più a destra oggi di trent'anni fa. Siamo più involuti socialmente parlando oggi di 30 anni fa. Ma tant'è.
Avrete letto che a Bari il nuovo presidente dell’Arcigay di quella città è un eterosessuale: Francesco Brollo.
Bari non mi sembra una città dove la visibilità gay sia un fatto scontato, normale, non problematico. Quindi già solo per il fatto di scegliere un etero (che non ha problemi di stigma per il suo orientamento sessuale) come presidente di un'associazione di ricchioni (o come si dice frocio in barese) fa un favore a tutte le velate e dà meno fastidio agli omofobi che non si scandalizzeranno nel vedere un ricchione ma un etero cui quell'incarico sembra dica ai gay: non metteteci la vostra brutta faccia da froci ci metto io la mia bella faccia da etero che è sicuramente più presentabile della vostra.
C'è chi argomenta che questa nomina può dar fastidio ai tanti gay in cerca di un posto di potere.
Beh credo che sia legittimo anche l'opposto, la brama di un etero di prendere possesso di una poltrona, anche quella dei froci...
Ma guai a criticare questa scelta. Si rischia di passare per eterofobi, Paola Concia (PD) parla addirittura di evento storico perchè, come riporta Repubblica, Coinvolgere gli eterosessuali nelle nostre battaglie è fondamentale.
Coinvolgerli senz'altro affidargli la presidenza di un organismo che si chiama arciGAY (e non etero e gay uniti contro la discriminazione) un po' meno.
Sarebbe più una svolta storica, cara deputata Concia, se un omosessuale o una lesbica venissero nominati a capo di organismi che nulla hanno a che fare con l'omosessualità ma tanto anche il PD continua a presentare dei canditati gay non dei gay candidati...
Intendiamoci Francesco Brollo può essere un buonissimo presidente dell'Arcigay, qui non sono in ballo le sue credenziali personali ("è etero non può essere presidente di un circolo gay") l'orientamento sessuale dovrebbe sempre essere indifferente, ma prima ancora di chiederci quali siano le credenziali politiche di Brollo (che è insegnate di regia...) e cioè perchè lui e non un altro, mi piacerebbe poter chiedere, senza sentirmi accusare di eterofobia, qual è l'opportunità politica di un etero presidente di un circolo di gay.
L'omosessualità non individua una categoria come l'etnia o il sesso (il genere), o il censo. Lo stare insieme in quanto gay è squisitamente politico e nasce dal fatto che, pur nella nostra diversità, siamo accomunati da una serie di discriminazioni.
Allora qual è l'opportunità politica della elezione di Brollo? Quali discriminazioni vive Brollo che lo porta vicino a noi? Quante volte Brollo si sente gridare per strada a sporco etero quando cammina mano nella mano col la sua compagna?
Possibile che in tutta Bari non c'era un gay altrettanto capace di Brollo?
Possibile che io sia l'unico a trovare questa elezione perlomeno discutibile?
E che mi senta a disagio a vedere tanti gay e lesbiche educati e incravattati col potere borghese ed eterosessista che si fanno compitamente da parte dinanzi un rappresentante dell'orientamento dominante dicendogli goldonianamente si accomodi si adagi allestiteci un caffè?
Sbaglio io?
E se sbaglio dove?
Oggi le cose sono cambiate e di molto. Dall'edonismo reaganiano in poi ci siamo tutti imborghesiti, froci, lesbiche, femministe.
Invece di combattere la famiglia combattiamo per la famiglia quella omogenitoriale, quella che prevede il matrimonio anche tra persone dello stesso sesso.
Per carità conquiste insostituibili, indispensabili, irrinunciabili.
Ma sicuramente chiedere un matrimonio anche per coppie dello stesso sesso è molto meno rivoluzionario che sperimentare forme altre di relazione interpersonale.
Siamo più a destra oggi di trent'anni fa. Siamo più involuti socialmente parlando oggi di 30 anni fa. Ma tant'è.
Avrete letto che a Bari il nuovo presidente dell’Arcigay di quella città è un eterosessuale: Francesco Brollo.
Bari non mi sembra una città dove la visibilità gay sia un fatto scontato, normale, non problematico. Quindi già solo per il fatto di scegliere un etero (che non ha problemi di stigma per il suo orientamento sessuale) come presidente di un'associazione di ricchioni (o come si dice frocio in barese) fa un favore a tutte le velate e dà meno fastidio agli omofobi che non si scandalizzeranno nel vedere un ricchione ma un etero cui quell'incarico sembra dica ai gay: non metteteci la vostra brutta faccia da froci ci metto io la mia bella faccia da etero che è sicuramente più presentabile della vostra.
C'è chi argomenta che questa nomina può dar fastidio ai tanti gay in cerca di un posto di potere.
Beh credo che sia legittimo anche l'opposto, la brama di un etero di prendere possesso di una poltrona, anche quella dei froci...
Ma guai a criticare questa scelta. Si rischia di passare per eterofobi, Paola Concia (PD) parla addirittura di evento storico perchè, come riporta Repubblica, Coinvolgere gli eterosessuali nelle nostre battaglie è fondamentale.
Coinvolgerli senz'altro affidargli la presidenza di un organismo che si chiama arciGAY (e non etero e gay uniti contro la discriminazione) un po' meno.
Sarebbe più una svolta storica, cara deputata Concia, se un omosessuale o una lesbica venissero nominati a capo di organismi che nulla hanno a che fare con l'omosessualità ma tanto anche il PD continua a presentare dei canditati gay non dei gay candidati...
Intendiamoci Francesco Brollo può essere un buonissimo presidente dell'Arcigay, qui non sono in ballo le sue credenziali personali ("è etero non può essere presidente di un circolo gay") l'orientamento sessuale dovrebbe sempre essere indifferente, ma prima ancora di chiederci quali siano le credenziali politiche di Brollo (che è insegnate di regia...) e cioè perchè lui e non un altro, mi piacerebbe poter chiedere, senza sentirmi accusare di eterofobia, qual è l'opportunità politica di un etero presidente di un circolo di gay.
L'omosessualità non individua una categoria come l'etnia o il sesso (il genere), o il censo. Lo stare insieme in quanto gay è squisitamente politico e nasce dal fatto che, pur nella nostra diversità, siamo accomunati da una serie di discriminazioni.
Allora qual è l'opportunità politica della elezione di Brollo? Quali discriminazioni vive Brollo che lo porta vicino a noi? Quante volte Brollo si sente gridare per strada a sporco etero quando cammina mano nella mano col la sua compagna?
Possibile che in tutta Bari non c'era un gay altrettanto capace di Brollo?
Possibile che io sia l'unico a trovare questa elezione perlomeno discutibile?
E che mi senta a disagio a vedere tanti gay e lesbiche educati e incravattati col potere borghese ed eterosessista che si fanno compitamente da parte dinanzi un rappresentante dell'orientamento dominante dicendogli goldonianamente si accomodi si adagi allestiteci un caffè?
Sbaglio io?
E se sbaglio dove?
Etichette:
controinformazione,
politica
domenica 20 marzo 2011
Let's talk a little about Glee
Pushed by his son's (only at the time) friend Blaine, who told him his concern about Kurt's tendency to be evasive about sex, Kurt's father explains to his son how sex between guys is different from guy and girl's not for the mechanic of sex but for the behavior of male sexuality.
In the latest episode of Glee Blaine open his heart to Kurt saying he loves him. The kiss(es) they gives each other are mind-boggling 'cause are Real kisses not too much no too little just kisses.
I'm so glad that there is a show like Glee that depicts for the very first time gay characters just like normal people with problems anyone can understand, normal problem yet different 'cause homophobia is all around the world and can punch you literally right in the face.
Glee it's a smart show. In the first season depicts Kurt as a gay guy who has NO sex (as usual), then, after a long while he turns out being with Blaine... You don't need to see them in bed (yet) but the kissing is great!
So gay kids all over the world don't screw like rabbits but LOVE (and play safe)!
domenica 13 marzo 2011
Gay Ikea...
L'apertura a tutte le famiglie va bene.
Anche che i due ci diano di spalle, guardano al loro futuro e non si curano di noi. Non temono il nostro giudizio, non cercano il nostro permesso o la nostra approvazione.
L'età mi lascia un po' perplesso.
Dice, ma nn si vedono di viso, come fai a sapere le rughe?
Le vedo tutte. Sono quelle dei trentacinquenni che ne dimostrano dieci di più.
Due padri, due zii, due uomini che si tengono fanciullescamente per mano prima ancora che due gay sessualmente attivi (nel senso che lo fanno, non dei ruoli... ehm...) Questi non lo fanno...
Insomma non sono una coppia come questa.
Ma quel che mi preoccupa di più è che lo sguardo si perde su un fondale marroncino cacarella, come a dire, abbiamo ottenuto i nostri diritti e ora guarda che bel futuro di merda ci aspetta...
E, comunque, arriviamo sempre dopo l'Austria
Francia...
States...
Iscriviti a:
Post (Atom)



