mercoledì 13 aprile 2011

Tu Gay io Brollo

Una volta, negli anni settanta, quando la famiglia tradizionale etero si stava sfasciando dietro il mito borghese della copia aperta, o dietro più serie e rivoluzionari tentativi di riscrivere la coppia eterosessista cui la famiglia non solo si conformava ma che quei valori diffondeva, gli omosessuali e le lesbiche potevano andar fieri fiere di essere eterofobi, perchè era l'eterosistema che li stigmatizzava. se da un lato le donne si sottraevano al patriarcato maschilista familistico dall'altro gay e lesbiche contribuivano coi propri colpi di piccone a buttar giù la concezione stessa della coppia: perché non in tre (visto che i sessi sono due e le combinazioni tante) perchè devo privilegiare una persona per fare i figli e non posso vivere in una comunità allargata? Per molti sarà stato solo una voglia di fare orge ma non si può cestinare tutta quella ricerca in questo modo.

Oggi le cose sono cambiate e di molto. Dall'edonismo reaganiano in poi ci siamo tutti imborghesiti, froci, lesbiche, femministe.
Invece di combattere la famiglia combattiamo per la famiglia quella omogenitoriale, quella che prevede il matrimonio anche tra persone dello stesso sesso.
Per carità conquiste insostituibili, indispensabili, irrinunciabili.
Ma sicuramente chiedere un matrimonio anche per coppie dello stesso sesso è molto meno rivoluzionario che sperimentare forme altre di relazione interpersonale.

Siamo più a destra oggi di trent'anni fa. Siamo più involuti socialmente parlando oggi di 30 anni fa. Ma tant'è.

Avrete letto che a Bari il nuovo presidente dell’Arcigay di quella città è un eterosessuale: Francesco Brollo.
Bari non mi sembra una città dove la visibilità gay sia un fatto scontato, normale, non problematico. Quindi già solo per il fatto di scegliere un etero (che non ha problemi di stigma per il suo orientamento sessuale) come presidente di un'associazione di ricchioni (o come si dice frocio in barese) fa un favore a tutte le velate e dà meno fastidio agli omofobi che non si scandalizzeranno nel vedere un ricchione ma un etero cui quell'incarico sembra dica ai gay: non metteteci la vostra brutta faccia da froci ci metto io la mia bella faccia da etero che è sicuramente più presentabile della vostra.

C'è chi argomenta che questa nomina può dar fastidio ai tanti gay in cerca di un posto di potere.
Beh credo che sia legittimo anche l'opposto,  la brama di un etero di prendere possesso di una poltrona, anche quella dei froci...

Ma guai a criticare questa scelta. Si rischia di passare per eterofobi, Paola Concia (PD) parla addirittura di evento storico perchè, come riporta Repubblica, Coinvolgere gli eterosessuali nelle nostre battaglie è fondamentale.

Coinvolgerli senz'altro affidargli la presidenza di un organismo che si chiama arciGAY (e non etero e gay uniti contro la discriminazione) un po' meno.
Sarebbe più una svolta storica, cara deputata Concia, se un omosessuale o una lesbica venissero nominati a capo di organismi che nulla hanno a che fare con l'omosessualità ma tanto anche il PD continua a presentare dei canditati gay non dei gay candidati...

Intendiamoci Francesco Brollo può essere un buonissimo presidente dell'Arcigay, qui non sono in ballo le sue credenziali personali ("è etero non può essere presidente di un circolo gay") l'orientamento sessuale dovrebbe sempre essere indifferente,  ma prima ancora di chiederci quali siano le credenziali politiche di Brollo (che è insegnate di regia...) e cioè perchè lui e non un altro, mi piacerebbe poter chiedere, senza sentirmi accusare di eterofobia, qual è l'opportunità politica di un etero presidente di un circolo di gay.

L'omosessualità non individua una categoria come l'etnia o il sesso (il genere), o il censo. Lo stare insieme in quanto gay è squisitamente politico e nasce dal fatto che, pur nella nostra diversità, siamo accomunati da una serie di discriminazioni.

Allora qual è l'opportunità politica della elezione di Brollo? Quali discriminazioni vive Brollo che lo porta vicino a noi? Quante volte Brollo si sente gridare per strada a sporco etero quando cammina mano nella mano col la sua compagna?

Possibile che in tutta Bari non c'era un gay altrettanto capace di Brollo?

Possibile che io sia l'unico a trovare questa elezione perlomeno discutibile?
E che mi senta a disagio a vedere tanti gay e lesbiche educati e incravattati col potere borghese ed eterosessista che si fanno compitamente da parte dinanzi un rappresentante dell'orientamento dominante dicendogli goldonianamente si accomodi si adagi allestiteci un caffè?

Sbaglio io?

E se sbaglio dove?

11 commenti:

Andrea ha detto...

1) - "Possibile che in tutta Bari non c'era un gay altrettanto capace di Brollo?": evidentemente per quelli che lo hanno votato no. Sembra banale ma credo sia piuttosto semplice pensare che per la maggioranza degli iscritti di AG-BA non c'era un altro candidato altrettanto meritevole. Magari non è così, magari si tratta solo di alchimie politiche e faide interne tra opposte fazioni ma visto che non le conosco non posso dire altro che: era il miglior presidente possibile, oggi, per la maggioranza degli iscritti che hanno votato.

2) è strano vedere te che scrivi "Quante volte Brollo si sente gridare per strada a sporco etero quando cammina mano nella mano col la sua compagna?". Tu quante volte ti sei sentito gridare per strada troia o puttana o ti sei sentito sfruttato da una pubblicità che ti vede in mutande per vendere un dentifricio o una macchina? La tua battaglia al fianco delle donne è lodevole, perché non dovrebbe essere lo stesso per un etero che combattere per i gay? E' vero non sei presidente delle femministe (banalizzando!) ma se te lo chiedessero rifiuteresti?

3)sulla presentabilità: non so e non voglio sapere i motivi che hanno portato Brollo alla presidenza ma la "presentabilità" dello stesso non la vedo per niente come una scelta pavida.
Un etero che combatte le battaglie per i diritti civili non lo vedo come un volto più rassicurante ma piuttosto come un esempio. Una cosa del tipo "ma allora non è una battaglia di nicchia ma una battaglia giusta se pure un etero la condivide tanto apertamente".
Non ci dimentichiamo poi che un etero eletto presidente di un circolo AG in Italia viene facilmente visto come un frocio velato tanto dagli etero che dai gay. Non credi che siano in molti, da ieri, a dire tra sorrisetti e ghigni, "sì sì, etero etero ma secondo me viaggia sia a vela che a motore"? Elemento questo che è la quintessenza dell'omofobia e che puoi giurarci è un dato di fatti in Italia e ancor di più al sud (quando si parla della Puglia aperta si parla del Salento non certo delle Murge, fidati che le conosco tutt'e due le realtà)

Non voglio fare un trattato ma credo che questi pochi elementi stiano passando inosservati :)

PS: quando parlavo di gay cui da fastidio perdere posti non mi riferivo a questa storia ma a certi commenti letti ;)

Alessandro Paesano ha detto...

Grazie Andrea, come sempre mi aiuti a riflettere.

Sicuramente rifiuterei se mi proponessero di essere presidente delle femministe perchè sono un uomo, un maschietto, per quanto "illuminato" (ammesso e non concesso che io lo sia).

Stavo per fare lo stesso esempio ma poi mi sono bloccato per non dare adito a un equivoco (che io sia cioè terzosessista). Ma il punto, politico, per me sta tutto lì. Brollo è un etero quindi teoricamente, come maggioranza, come gruppo di dominanza, porta con sé il marchio dell'omofobia. Che poi siano omofobi anche molti gay non giustifica questa scelta eccentrica. E' come dire che si fa presidente di un gruppo antirazzista un bianco perchè si sa che anche tra gli stessi neri ci sono razzisti.
Brollo è un maschio etero non si sentirà mai dire troia, magari si sentirà dire frocio come insulto ma lui può sempre dire "io non lo sono", io no.
Brollo è un etero che non vive sulla propria pelle lo stigma dell'omosessualità e questo non lo fa un candidato ideale.
Dopo di che io non ce l'ho con Brollo che non conosco ce l'ho con chi lo ha votato e con chi come Concia parla di svolta storica.
Fossimo in Spagna o in Inghilterra o negli States, dove la situazione è meno peggio che qui da noi, non avrei avuto niente da ridire. Ma non mi risulta che lì si inneggi alla svolta storica quando un etero assume la presidenza di un'organizzazione gay.
Anzi forse lì non succede proprio.

Che poi Brollo si attiri i dubbi omofobi sul suo orientamento sessuale beh perdonami ma se l'è cercata lui io mi preoccupo dei ragazzini che vivono in una società in cui l'unico modello sociale di comportamento lecito è quello di Brollo.

Il giorno in cui per offendere qualcuno gli daranno dell'etero allora vedrò la ragione politica per mettere un non discriminato a presidente di un gruppo di discriminati.

Andrea ha detto...

Scusa Ale ma "Brollo è un etero quindi teoricamente [...] porta con sé il marchio dell'omofobia" non riesco a digerirla come frase.
Proprio da te che sei il primo a dire che gli stereotipi e le generalizzazioni non sono mai esatte.

Sui ragazzini discriminati non so. Mi viene da dire che teoricamente da lui potrebbero avere un esempio che li porti a pensare "vedi? non tutti gli etero sono stronzi come quelli che mi prendono in giro". Non so se sia meglio che dire "vedi? non sono l'unico e anche io potrei essere come lui/lei" ma non credo sia negativo come pensiero, anzi...


Se ti interessa mi hai dato lo spunto per parlarne ;)
http://www.queerway.it/dblog/articolo.asp?articolo=1596

Anonimo ha detto...

La cosa non mi scandalizza, ma a leggere questo articolo:
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/04/13/news/ricorso_per_la_guida_di_arcigay-14864177/
pare che Brollo sia 'stato eletto' con 6 sì e 3 no.Fatemi capire: votano 9 persone per un presidente? Ma... A me sembra la solita trovata Arcigay, che consuma e accelera i tempi, senza aver mai raggiunto le tappe intermedie. Sì a un presidente 'etero' ma solo dopo aver conquistato una parità REALE. Quella parità che non ci dovrebbe costringere ogni volta a specificare che uno è gay: gli etero lo fanno? Non mi pare.
Ale, riguardo le considerazioni che fai sulla famiglia non sono d'accordo con te. Non credo che si possa sperimentare più di tanto oltre il rapporto di coppia. Siamo troppo limitati come esseri umani, e ci vorrebbe una saggezza enorme e un'altrettanta stabilità psichica per reggere forme di relazione 'allargate'. Ma questa è solo la mia opinione...
Un caro saluto
Gendibal

Alessandro Paesano ha detto...

@ Andrea
che lo stigma gay nasca in un'orizzonte patriarcale, maschilista ed etero non è un luogo comune ma un dato di fatto, credo. Che poi ci sia patriarcato anche tra i gay non deve sorprendere sempre maschietti siamo...

Per quel che mi dici sui ragazzini ti ringrazio di cuore dici esattamente quel che dico io: il risultato di avere un etero come presidente di una associazione che si chiama arciGAY (e non, ripeto, etero e gay uniti contro le discriminazioni) fa migliorare l'immagine pubblica degli etero presso i gay non l'immagine pubblica dei gay presso gli etero.. Non avresti potuto dirlo in maniera migliore. Poi per carità Andrea i mie sono solamente dubbi e può darsi che siano i dubbi di un lobbista ma ripeto a me spaventa più che l'elezione di Brollo di per sé l'entusiasmo tra tante sorelle che non capisco e mi mette un po' di angoscia. Scusa la risposta tardiva ma sto rubando tempo alla mia pausa caffè per scriverti queste due righe. Appena ho un po' più di tempo vengo a leggerti!

Alessandro Paesano ha detto...

@ Gendibal

Sì a un presidente 'etero' ma solo dopo aver conquistato una parità REALE. Quella parità che non ci dovrebbe costringere ogni volta a specificare che uno è gay: gli etero lo fanno? Non mi pare.

Ti quoto completamente. Hai centrato il punto. Per quanto riguarda il resto hai ragione non siamo capaci di andare oltre la coppia ma studi, ricerche, esperimenti in quella direzione sono stati fatti e oggi che siamo tutti più borghesi ce ne siamo dimenticati. Oggi vogliamo tutti sposarci... Era solo una constatazione nostalgica... anche se...

Alessandro ha detto...

Alessandro concordo con te in ogni parola, se vedi i commenti all'articolo che ho postato ieri sul mio profilo di FB vedrai che la pensiamo allo stesso modo. Viene da chiedersi in effetti cosa ci sia dietro...mistero!
(Alessandro i Ken)

Marco ha detto...

Un presidente etero di un'associazione Gay è davvero una cosa ridicola. Il problema vero e proprio è che votano in 9 in un circolo di una Grande Associazione Gay a carattere Nazionale quale è l'ARCIGAY. Sbandierano ovunque numeri strabilianti di tesserati e poi non trovano un gay come presidente? Per non parlare del fatto che essendo un'associazione LGBTQI avrebbero potuto candidare anche una Lesbica oppure una/un Transessuale o un Intersessuale. Ridicola, davvero una cosa ridicola che come sempre avrà il suo motivo oscuro che a noi poveri mortali non è dato sapere. Bah...ora mi vado a candidare come presidente di un'associazione di Tunisini....a presto.
Marco

Flaminia ha detto...

Ci sono un paio di cose sulle quali rifletto spesso anch'io e che tu menzioni nel tuo testo Ale. La prima è che un'associazione gay unisce persone diverse che subiscono la stessa discriminazione. E allora nasce la politica di questo gruppo.
Ricordi che ne parlavo su Pianeta Queer qualche mese fa. Mi chiedevo se la mia lotta dev'essere prima come persona di sinistra o prima come persona omosessuale.
Dopo mesi di riflessione, se io dovessi far parte di vari gruppi per tutte le discriminazioni che subisco (e quindi lesbica, e quindi donna, e quindi di sinistra, e quindi intellettuale, e quindi di mezza età, ecc..) non mi basterebbero 4 o 5 vite per partecipare alle iniziative di ogni gruppo di appartenenza.
D'altra parte se vado a costruire un gruppo "polifunzionale" che mi rappresenti in ogni particolare diritto leso, rischio l'individualismo. E allora?
Allora ben venga un Brollo che rivendica i miei diritti di persona omosessuale, cos' come domani potrei sentirmi rappresentata da Peppino per i miei diritti di donna. Non importa chi mi rappresenta, ma come lo fa. Secondo me, a questo punto della vita ;)
Baci, Flaminia
ps i tuoi "elementi" sono sempre un ottimo spunto alla riflessione e all'approfondimento, anche di ciò che di latente abbiamo dentro noi stessi...
ps 2 scarsina la partecipazione femminile alla discussione, purtroppo...

Anonimo ha detto...

ciao alessandro, voglio segnalare questo articolo che contribuisce alla discussione:
http://gaynews.it/view.php?ID=86569
che trovo molto interessante.
gendibal

Alessandro Paesano ha detto...

@ Flaminia

Guarda hai centrato un altro punto.
Non si tratta di rappresentanza. se Brollo fosse un deputato e foste stato eletto ala commissione contro l'omofobia non avrei avuto nulla da ridire. Si tratta di MILITANZA e come militante un etero milita per esigenze sue che non sonio le mie. Non quando chiede diritti, che quelli sono per tutti, ma quando si incazza e manifesta. Insomma non abbiamo bisogno di nessun tutor qualunque sia il suo orientamento sessuale tanto meno un etero. Io non ho bisogno di un papà. Per il resto cara Flami nessun uomo ti rappresenta in quanto donna. Solo un'altra donna lo fa. Perché ogni uomo porta con sè il segno del patriarcato. Sempre. Anche io. Nel femminismo pur non credendo al successo politico del separatismo (ma comprendendone le motivazioni) la funzione di un uomo non può che essere subordinata alla dona. UN uomo presidente di un circolo femminista sarebbe un po' un controsenso no? Come lo è per me (e leggo per fortuna non solo) lo è un etero a capo di una associazione che si chiama arciGAY.