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lunedì 27 giugno 2022

Rivolta Pride Bologna: le ecolalie di un movimento sempre più povero di strumenti culturali

 



Avrete letto del divieto imposto dal Coordinamento del Bologna Pride alle forze di polizia. 

Come realtà del Rivolta Pride, organizzato attraverso un percorso di confronto assembleare dal basso, riconosciamo che l’omolesbobitransafobia è presente in tutti i luoghi di lavoro, anche all’interno della polizia e delle forze dell’ordine. Anzi, spesso è proprio in questi settori che le discriminazioni trovano spazio, incentivate da un ambiente, quello delle caserme, intriso di machismo e maschilismo.
Per questo, ci teniamo a chiarire che la nostra non è una presa di posizione contro Polis Aperta, ma di critica aperta alle forze dell’ordine come istituzione, e come luogo di riproduzione di violenza sessista, omolesbobitransfobica, abilista e razzista. Riteniamo necessario aprire una riflessione seria sul tema della polizia e delle forze armate e delle discriminazioni vissute dalla nostra comunità.

Così si legge sulla pagina Facebook del Rivolta Pride.

Stonewall è nato da una rivolta contro la polizia che abusava del suo potere. da allora le forze dell'ordine a new York e in moltissimi altri pride hanno fatto passi da giganti e oggi sfilano in divisa nei pride di mezzo mondo. In Italia è difficile che le forze dell'ordine sfilino in divisa perché c'è sempre la spada di Damocle del vilipendio. 

Eppure associazioni come Polis Aperta (che contribuisce alla raccolta dati ufficiosa di crimini d'odio su base omotransfobica dell'Oscad) nel loro lavoro politico stanno sensibilizzando le forze dell'ordine che grazie a loro sono sempre meno omotransfobiche.

Vietare ai fratelli e alle sorelle lgbt di Polis Aperta di partecipare al pride è una esclusione gravissima, ingiustificabile e squisitamente fascista. Per diversi motivi che qui indico in ordine random.


Generalizzazione discriminatoria.

Machismo e maschilismo ci sono in tutti gli ambienti di lavoro, secondo il principio del Rivolta Pride nessuna persona potrebbe partecipare al pride perché rappresentante di un ambiente di lavoro machista.

Il pride è di tute le persone lgbt e loro alleate. Non si può decidere di non ammettere al pride persone lgbt solo perché fanno un lavoro sgradito a ci organizza il pride. Sarà un collettivo orizzontale ma non democratico e anticostituzionale chi sta contro la costituzione sta contro l'Italia democratica, antifascista e partigiana.



Le classi sociali non esistono più?

Non c'è bisogno di scomodare Pasolini per capire che nella decisione di escludere le forze dell'ordine dal pride c'è qualcosa che non funziona.

Le forze dell'ordine sono composte da lavoratori e lavoratrici che vengono esclusi ed escluse dal pride perché le caserme sono tossiche. Ma  perché non imputare questa responsabilità anche all'Istituzione? Ai capi (e le cape) della polizia e della altre forze dell'ordine? O al ministero dell'interno? 

Perché, insomma, invece di prendersela con i lavoratori e le lavoratrici, la classe inferiore, subalterna, non ce se la prende coi padroni e le padrone)? Con la classe al comando? La classe egemone?

Non mi sembra l'articolazione di un pensiero marxista, o rivoluzionario, nemmeno riformista. Mi sembra un pensiero fascista. Forti coi deboli deboli coi forti. Alla faccia della coerenza politica.


Velleitarismo eversivo

Le forze dell'ordine non lavorano solamente nell'ambito carcerario (dove c'è una polizia specifica, quella carceraria) o nei centri di accoglienza per migranti. Le forze dell'ordine servono a garantire  il normale svolgimento della vita democratica. Sono lo strumento che ci diamo democraticamente per garantire che la legge venga rispettata. Se le leggi non piacciono chiediamo al parlamento di cambiarle non partiamo dalla polizia.     
Chiunque voglia eludere la legge senza cambiarla democraticamente ha una funzione eversiva e antidemocratica.

Chiunque sostituendosi alle istituzioni democratiche decida chi è dentro e chi è fuori, cosa è giusto e cosa no,  usa le stesse argomentazioni del populismo delle destre italiana dei Salvini e delle Meloni ed è fascista quanto loro. Anzi peggio, perché pretende doti di rivoluzionarietà inesistenti.

All'assemblea orizzontale del Rivolta Pride io dico NON IN MIO NOME.

La vostra hybris è tanto grave quanto ridicola. 
Priva di una lettura politica veramente radicata nel paese e basata su concetti maldigeriti e d'importazione statunitense. 
Già, i vostri discorsi sulle sex workers, sulle divise invise non sono farina del vostro sacco ma provengono dal movimento antagonista statunitense, quello che continua a inventare decine di orientamenti sessuali e identità di genere. 
Dividendo invece di unire, soggiogando la collettività in nome di una mal intesa idea di individualità.

Insomma fascisti e colonizzatə dagli States.

E poi è Polis aperta che non deve partecipare al pride.


LA STORIA VI GIUDICHERA'.




sabato 10 maggio 2014

Dal 12 al 18 maggio la Settimana Rainbow. Ecco il calendario degli eventi

Roma, 10 maggio – Dal 12 al 18 maggio Roma si tinge dei colori dell’arcobaleno per una intera settimana dedicata ai diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali (Lgbt) e alla lotta all’omofobia e alla transfobia.
L’iniziativa nasce dalla mozione n.63 del 20 ottobre 2013 approvata all’unanimità dall’Assemblea Capitolina, e firmata da tutti i capigruppo, in seguito al suicidio di un ragazzo gay a Roma, avvenuto lo scorso ottobre e che ha profondamente scosso la città. La settimana arcobaleno coinvolge tutto il territorio della città e vede la partecipazione attiva di tutti i municipi e delle diverse associazioni Lgbt romane che daranno vita a un calendario ricco di iniziative.
La Settimana Rainbow è state presentate in Campidoglio dalle consigliere di Roma Capitale Imma Battaglia (Sinistra, Ecologia e Libertà) e Giulia Tempesta (vice capo gruppo Partito Democratico), insieme all’assessora alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità, Alessandra Cattoi, e al presidente del XIV Municipio, Valerio Barletta.
In conclusione è stata esposta su Palazzo Nuovo in Campidoglio la bandiera Rainbow che continuerà a sventolare fino al 18 maggio.

Per tutta la Settimana Rainbow sono in programma dibattiti e seminari, eventi di sport e spettacolo, proiezioni di film e documentari, riunioni straordinarie dell’Assemblea capitolina e dei Consigli dei Municipi, stand informativi, letture per bambini e bambine e anche veglie di preghiera per le vittime di omofobia e transfobia.Qui il calendario delle iniziative.

La bandiera arcobaleno per l’intera settimana campeggerà non solo sul Campidoglio, ma anche nelle sedi di tutti i municipi.

"Per la prima volta nella storia - ha ricordato Imma Battaglia - a Roma sventolerà la bandiera Rainbow sulla piazza del Campidoglio e contemporaneamente in tutti i Municipi e questo, grazie alla sensibilità del sindaco Marino e di tutti i consiglieri, è un successo straordinario della politica: è la risposta all’omofobia che una città a vocazione internazionale deve dare al mondo, utilizzando il linguaggio universale della comunità lgbt di cui la bandiera è il simbolo. Ringrazio tutti i capigruppo, soprattutto quelli dell’opposizione, che hanno dato il loro unanime contributo ad una battaglia di civiltà, che chiederemo possa diventare un appuntamento annuale per Roma. La politica in cui credo è questa: la politica che raccoglie con sensibilità le istanze dei cittadini e se ne fa carico al di sopra degli schieramenti".

“I progetti e le azioni messe in campo dall’amministrazione Marino, a partire dalla settimana Rainbow, sono la risposta più efficace a quella che sta diventando una vera e propria emergenza, in particolar modo tra i giovani - sottolinea Giulia Tempesta - Combattere l’ignoranza, gli stereotipi e la paura della diversità rappresenta la vera sfida che abbiamo di fronte. Una sfida che va affrontata a colpi di informazione e con l’arma della cultura, senza miopia, senza paura e con coraggio".

Valerio Barletta ha messo in luce che la sua presenza alla presentazione della Settimana Rainbow sta anche a rappresentare l'impegno di tutti quanti i presidenti dei municipi, sottolinando la diffusione e l'importanza delle iniziative che si svolgeranno in tutti i territori della città. Il presidente ha anche ricordato che presso alcuni municipi è stato già istituito un registro delle unioni civili.

"La mozione approvata dall’assemblea capitolina in seguito al suicidio di un ragazzo gay - dichiara Alessandra Cattoi - pone l’accento anche sulla necessità di promuovere nelle scuole una coscienza vivace e aperta sul tema delle differenze. Questo passaggio è pienamente in sintonia con l’attività che stiamo svolgendo in molti istituti superiori della città per combattere il bullismo omofobico, in particolare attraverso il progetto lecosecambiano@roma, che proprio durante la settimana arcobaleno si concluderà con un grande evento in programma mercoledì 14 maggio al Teatro dell’Opera, con la partecipazione di oltre mille studentesse e studenti". L'assessora ha anche sottolineato quanto si stia facendo per consentire una rapida approvazione del registro delle unioni civili a Roma e quanto questo possa essere importante per esercitare una pressione sul Parlamento in vista dell'approvazione di una legge nazionale.



Io sarò presente a due diverse inziative.

Lunedì 12 al Forte Fanfulla Over The rainbow  ore 18.30

Venerdì 16 presentazione del documentario di Maria Laura Annibali L'altra altra metà del cielo alla biblioteca Flaiano ore 17.30

Per chi può e chi vuole...

giovedì 8 maggio 2014

Il pride quotidiano

Ci risiamo, quasi.

Tra un mese o poco meno ritorna il Pride a Roma.

Il Pride, il gay Pride, quello che molte persone strorcono il naso solo a sentirne il ome, perchè, troppi culi, troppe trans, troppo carnevale. Borghesi che non conoscono la storia, perchè se sapessero che fu proprio una trans, Silvia Rivera, a lanciare la prima bottiglia (o era una scarpa?) contro la polzia che avevafatto l'ennesima retata allo Stonewall Inn capirebbero che le trans sono sorelle di battaglia e che ammazza se c'entrano qualcosa con noi popolo arcobaleno, lesbiche, gay, bisex, trans, queer, asessuali e intersex.
Borghesi che finchè storceranno il naso confermeranno che del pride carnevale, come lo chiamano loro, c'è ancora bisogno, finchè ci sarà anche solo un bourgeois à èpater.
Borghesi che al pride  non ci vengono perchè si lamentano che il pride non serve a niente, non basta mobilitarsi un giorno all'anno.
Ah sì? E tu gli altri 364 giorni dell'anno, dove mentula sei?

Un Pride che a Roma compie 20 anni, dal primo gay pride come si chaimava ancora allora, aperto dall'allora sidaco Rutelli e da Vladimir Luxuria.

Quest'anno riavremo Marino, un fatto altrove di nromale quotidianità e da noi una eccezionale novità visto che dopo Rutelli niente.

Un pride al quale quest'anno potrò frinalmente tornare a partecipare visto che agli ultimi due pride non ho pututo andare, nel 2012 perchè traslocavo dalla casa che era stata mia per 15 anni e l'anno scorso perchè ero al matrimonio di mia cugina nipote, col suo compagno (e il figlio e la figlia già grandi che ci invitavano loro nelle partecipazioni al matrimonio di mamma e papà), che in Italia ci si può sposare solo tra uomini e donne.

Un pride che quest'anno mi vede partecipe non da singolo cittadino, ma da sostenitore di una inizativa alla quale credo moltissimo il pride quotidiano pensata e organizzata da Gaynet e Gaiaitalia.com due realtà di informazione, libere e in crescita che vogliono continuare a crescere per offrire un’informazione che contribuisca alla creazione di un mondo migliore nel quale valga davver la pena vivvere.

Due realtà d'infromazione con le quali mi onoro di collaborare e che costituiscono per me un tandem ideale. L'informazione a tutto campo di Gaiaitalia.com che guarda al mondo, a tutto quello che accade nel mondo, da un punto di vista lgbt e quella di analisi del modo in cui imedia parlano del popolo arcobaleno di Gaynet.it.

Insieme queste due realtà diverse e amiche perchè intellettualmente affini portano avanti un punto di vista LGBT con la convinzione che si possa creare un mondo nuovo dove tutte le persone abbiano cittadinanza. Un mondo che abbia come valore fondante l’uguaglianza di tutte e di tutti e il rispetto dell’altro e dell’altra, del modo in cui ogni persona vede la realtà intera, senza che il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere diventino l’unica ragione per apparire sui media, ancora troppo spesso nella forma del fenomeno da baraccone.

Due realtà dove gossip, i sensazionalismi, i casi umani e vittimismi, vengono banditi e analizzati quelli usati negli altri media nella convinzione elementare che il moviment lgbt si è fin troppo guardato l’ombelico, si è litigato i territori, invece di dedicarsi a un approfodnimento di temi da fare insieme, collaborando, pur rimanendo realtà idnividuali con le proprie differenze.

Per continuare a realizzare tutto questo Gaynet e Gaiaitalia.com hanno organizzato una campagna di crowdfunding, tramite il lancio di “Pride Quotidiano”, un carro inedito nella storia della manifestazione, che seguirà la parata in diretta via radio e via web attraverso uno studio radiotelevisivo a bordo, con ospiti, musica, approfondimenti e interviste.

Un modo per raccontare ciò che spesso si dimentica che  il Pride, come tutto il movimento LGBT e dei Diritti Umani, nasce dalla vita quotidiana delle persone e dalle loro necessità negate, non da uno strano capriccio esibizionista.

Per raccontare questa realtà quotidiana i due siti vogliono stringere un vero e proprio patto con le lettrici, e i lettori, le ascoltatrici e ascoltatori, con chi sosterrà diffonderà e contribuirà alla campagna di finanziamento collettivo.

Il Pride Quotidiano una campagna per la libera informazione a sostegno di una serie di attività culturali e di approfondimento che accompagneranno la realizzazione del carro “PrideQuotidiano”:

- il lancio di Radiogaiaitalia.com, webradio di musica ed informazione indipendente con un punto di vista LGBT, curata tra gli altri, anche da Gaynet;

- la realizzazione di GaiaitaliaTeatroFest, Festival itinerante di teatro sui diritti umani;

- la presentazione dello Stylebook LGBT, a cura di Gaynet, il manuale sul linguaggio rivolto al mondo della stampa sui temi dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

Se mille amici ed amiche doneranno 10 euro ciascuno e ciascuna, quei 10mila euro faranno nascere un vero e proprio network indipendente che si rivolge a chi condivide i valori dell’uguaglianza e del pluralismo culturale.

Per contribuire con 10 euri (anche io che sono semidisoccupato me li posso permettere) potete cliccare qui.

Se proprio non volete dare denari potete almeno fare pubblicità al crowfundig sulle vostre pagine dei social network, sui vostri siti e blog, tra le vostre amicizie, con ogni mezzo che faccia tam tam nella comunità e beyond. 

A chiunque sosterrà il progetto versando una quota, oltre a pubblicare il nome e cognome, in qualità di sostenitori e sostenitrici, sulle pagine del sito il pride quotidiano, Gaiaitalia e Gaynet offriranno (per sempre!):

- 10% di sconto sull’acquisto degli ebooks di gaiaitalia.com (non solo quelli che, presto, pubblicherò anche io, ma proprio tutti!).

- 10% di scontro sull’ingresso ad ogni manifestazione organizzata da Gaiaitalia.com e Gaynet

- 10% di sconto sulla partecipazione a laboratori, workshops e seminari, organizzati da Gaiaitalia.com
 - eventi dedicati ad ingresso gratuito.


Di motivi per venire al pride ce ne sono tanti.

Quest'anno ne abbiamo uno in più!

Contiamoci


sabato 15 giugno 2013

Roma pride 2013


Quell* che al pride non vanno perchè fa troppo caldo

Quell* che al pride non vanno perchè cosa ho io che fare con le trans che vanno in giro con quei seni finti e quei culi di fuori (se avessi il corpo di certe trans andrei in giro a tette al vento SEMPRE)

Quell* che non vanno al pride perchè è autoghettizzante, come fate voi gay a non rendervene conto?

Quell* che non vanno al pride perchè non so mai cosa mettermi (due gocce di chanel n° 5 e via!)

Quell* che non vanno al pride perchè c'è/non c'è/ci dovrebbe essere/non ci dovrebbe essere quella rivendicazione, quella richiesta, quella parola, quel concetto (anche io in passato...)

Quell* che non vanno al pride perchè tanto non serve a niente (è una cazzo di festa!! a cos'altro dovrebbe servire se non a divertirsi?!?!) 

Quell* che non vanno al pride perchè è una triste baracconata (triste?!?!)

Quell* che non vanno al pride  perchè sai, con il lavoro che faccio, (insegnante in una scuola pubblica) non posso andarci, se mi vedono...

Quello che non va al pride perchè c'ha un cazzo di matrimonio (fuori roma!!!) e manco l'anno scorso c'è potutto andare perchè c'aveva un cazzo di trasloco (il suo)

Voi (noi...) potete andare a fare in culo.

A tutte le altre: Buon pride ragazze!!!

Sculettate,

rimorchiate,

fotografate,

sorridete,

abbronzate,

socializzate,

mostrate quanto siete felici di essere quello che siete:

lesbiche,

gay,

bisex,

trans,

transgender,

queer,

intersex e, sì, anche, etero,

al solito mondo di borghesi baciapile!

sabato 25 maggio 2013

Il lessico sessista, revisionista, discriminatorio e ambiguo della piattaforma rivendicativa del Roma pride 2013.

Quel che esce dalla porta rientra dalla finestra, è proprio il caso di dire.

Se nel documento politico il Roma pride 2013 si definisce antisessista applicando una lingua non sessista (con qualche svista grossolana come "i figli" solo al maschile al posto de la prole o di i figli e le figlie) la piattaforma rivendicativa inanella una serie disgustosa di cliché sessisti, ammannendo falsi storici (la persecuzione di persone trans nei lager nazisti...) e pretendendo forme inedite di discriminazione.

1 il sessismo

Tanti, troppe e tutte facilmente evitabili gli orrori sessisti della piattaforma da criticare sempre ma vieppiù visto che la rivendicazione anti-sessista (non semplicemente non sessista ma proprio contro il sessismo) è contenuta nel documento politico... Eppure la piattaforma si distingue per un sessismo rivoltante e involontariamente ridicolo non basta professarsi antisessiti bisogna anche essere capaci ad esserlo.

Così le realtà associative firmatarie del documento diventano promotori al maschile



Eppure ci sono due associazioni (sostantivo femminile) una lista (idem) una rete (altro sostantivo femminile) una unione (la UAAR) anch'esso sostantivo femminile) per tacere delle famiglie arcobaleno e di Controviolenza donne...

Si poteva scrivere promotrici e promotori del Roma Pride 2013 oppure, per chi ha in antipatia le ripetizioni si poteva cercare una perifrasi realtà associative, oppure giustificare il maschile apponendo il sostantivo comitato...

Così com'è quel promotori è la quintessenza del sessismo. E' evidente che nessuno (e nessuna) ha letto Alma Sabatini...

Fatto sta che durante tutto il documento è un profluvio di rigurgiti sessisti e maschilisti.

Diritti di singoli (pessimo anche l'italiano, molto meglio diritti dei singoli): solo i singoli le singole no.

Per inciso è curioso notare come anche nella scelleratezza di chi scopando a destra e manca pretende che lo stato lo tuteli e la tuteli (non si sa in quali forme, una sovvenzione sui profilattici ?), nel momento in cui afferma goffamente e maldestramente una rivendicazione non familista (giusta e sacrosanta ma da spiegare diversamente e in maniera più articolata) si ricollega subito a una forma di relazione e dove c'è relazione c'è famiglia.

Sarebbe stato meglio allora rivendicare i diritti delle singole persone sganciando questi diritti dall'obbligo alla partecipazione, alla costruzione di una famiglia, una rivendicazione forse prematura visto che si sta ancora lottando per far riconoscere che anche le unioni (non solo coppie dunque) omosessuali (=tra persone dello stesso sesso) costituiscano una famiglia...

Per inciso, ancora.

Questa rivendicazione cretina (così come è posta) è sicuramente frutto della componente sinistra (purtroppo poco di sinistra) universitaria e non (ci sono anche le compagne e i compagni del Valle occupato  un covo di integralismo antiborghese, fatto in un teatro del settecento!!!) che ragionano per clichè fermi a 40 anni fa...
Nel documento politico si critica il familismo. Come si può chiedere l'estensione del matrimoni ed essere contemporaneamente contro la famiglia?






ed ecco il massimo del maschilismo sessista. Le nostre famiglie e i nostri figli (le figlie no...) con buona pace delle famiglie e dei figli e le figlie delle altre persone...

Alla faccia dell'uguaglianza e degli stessi diritti!

Tra l'altro il problema della responsabilità sul minore (la minore no, le figlie questi promotori proprio non le vogliono...) del genitore (genitrice no eh?) si presenta anche per le coppie di sesso diverso...

Il massimo di esclusione, al maschile in barba alle coppie etero (=di sesso diverso).

Da vomitare.


Solo gli alunni (termine desueto che significa scolaro non studente, fermandosi cioè alla scuola dell'obbligo),  molto meglio studenti che ha significato maschile e femminile (come suggerisce Alma Sabatini): gli e le studenti mentre alunni al femminile fa alunne...


I professionisti, le professioniste si attaccano...


I genitori sono solo maschi (esiste genitrici...) però stavolta le figlie sono recuperate in zona cesarini... dei loro figli e figlie, della prole no eh?

Insomma va bene professarsi antisessisti però di un corso di uso non sessista della lingua italiana questi ...promotori ne avrebbero proprio bisogno!

2 Il revisionismo

Sacrosanta rivendicazione per la legge 211\2000 ma nei campi di concentramento nazisti c'erano traveste e non trans. Anche perchè la parola stessa Trans verrà coniata solamente nel 1947...


Capisco includere gli esclusi e le escluse ma il revisionismo è da galera qualunque ne sia lo scopo politico.

3 Discriminazione




Indicativi di genere specifici per le persone intersessuali e transessuali.

Quindi sui documenti ci saranno 5 sessi?

maschile
femminile
maschile trans
femminile trans
intersex

Hammurabi impera!

Vi ricordate Jeffrey (Usa, 1995) di Christopher Ashley  quel delizioso film off Hollywood che prendeva in giro la voglia di distinguersi fino all'inverosimile del movimento lgbtqi americano? Ecco finalmente ce lo abbiamo anche noi!!!



Questa volontà di separare, dividere (e imperare evidentemente) gioca dei bruttissimi scherzi


Ecco lì! 30 anni di lotte per spiegare che quello dell'orientamento sessuale non è una questione di sessualità ma di affettività spazzati via da un uso criminale delle parole. E questi sciagurati promotori hanno anche la faccia tosta di accusare gli altri di machismo quando loro stessi sono i primi a esserlo!


In realtà me la prendo troppo perchè questi signori dimostrano di non sapere nemmeno scrivere. Guardate come rivendicano la depenalizzazione dell'omosessualità:

è prevista anche per i reati di omosessualità: cioè dando per scontato che sia giusto così, cioè che l'omosessualità sia e debba essere un reato. Invece di scrivere è prevista anche per l'omosessualità perchè considerata un reato.

Infine tra le tanti rivendicazioni questi  promotori non sono nemmeno capaci di chiedere una distribuzione a basso prezzo dei profilattici nei posti pubblici e elle scuole... anzi non fanno proprio menzione del condom... Chiedono solo soldi per sé non per la comunità.




Anche per il pride bisognerà andarci turandosi il naso. Ma io non so mica se...

martedì 19 giugno 2012

L'articolo sessista e, suo malgrado, omonegativo di Edoardo Sassi sul Corriere della sera a proposito dello spot per il Gay Village 2012 nel quale Dj Francesco bacia un uomo


Non si può negare che le buone intenzioni ci siano, ma si sa cosa dice il proverbio di queste intenzioni.

La notizia di Dj Francesco che si bacia con un altro uomo per lo spot del Gay village 2012 viene descritta dalla penna del giornalista del corsera Edoardo Sassi in maniera sessista e omonegativa a cominciare dal titolo:

Dj Francesco posa per un bacio gay
E' lo spot del village degli omossessuali
Il semplice bacio tra due uomini, diventa un bacio gay.
Cioè si omosessualizza il bacio, come se il bacio tra due uomini sia diverso, nella sua natura di bacio, da quello tra un uomo e una donna o da quello tra due donne.

Lo spot non è degli omosessuali ma è lo spot di una impresa commerciale chiamata Gay Village che si rivolge anche al pubblico omosessuale.

Per Sassi è invece un po' come il lavandino per i neri della legge segregazionista americana in vigore fino al 1964 che, pur mandando la stessa acqua, distingueva un lavandino ad uso e consumo delle persone di colore.
Un bacio omosex tra un idolo della tv, l’eterosessuale Federico Facchinetti, 
Rimane difficile fare capire che il bacio è lo stesso, anche quando cambia l'assortimento della coppia , se quel bacio lo si etichetta come omosex.

E' altresì curioso che si specifichi subito l'orientamento sessuale del testimonial come se l'orientamento sessuale del testimonial cambiasse qualcosa sul valore del sostegno di Dj Francesco alla campagna di sensibilizzazione contro l'omonegatività.

E' un po' come se si fosse specificato che Valerio Mastandrea è sieronegativo quando ha fatto l'ultimo spot di sensibilizzazione contro la campagna hiv.

Se si voleva specificare che Dj Francsco non è parte in causa in quanto etero si poteva spendere qualche parola in più per farlo capire perchè così si rischia di  svilire l'impegno delle persone omosessuali che lottano per una società con meno discriminazioni e quindi migliore per tutte e per tutti.

Sassi non si risparmia nemmeno il sessista la, l'articolo determinativo davanti il cognome di una donna, e così facendo conferma che il cognome per eccellenza, quello il cui sesso non va specificato, è sempre e ancora quello del maschio, pardon, dell'uomo.


DJ FRANCESCO E LA RUSIC
Così come il dettaglio fisico è sempre di pertinenza delle donne (la bionda produttrice). Vi immaginate le perplessità dei lettori e delle lettrici se Sassi avesse scritto il castano Dj Francesco?

Sul significato dello spot, sulle discriminazioni che le persone omosessuali subiscono nemmeno un accenno non ci si allontana dalla mera descrizione narrativa dello spot.

Il video con deejay Francesco, diretto da Gaia Gorrini e Rita Rusic (...) mostra Facchinetti nel ruolo di un «tato» gay che, insieme al suo giovane compagno, cerca di farsi assumere per fare da babysitter ai figli di una coppia etero. Il bacio tra i due suggella l’ottenimento del posto di lavoro.
Tutte distinzioni queste che fanno dell'orientamento sessuale una razza. 

Il "tato" è gay
bastava dire Facchinetti nel ruolo di un «tato» che, insieme al suo giovane compagno,

E' la coppia a essere omosessuale (cioè formata da due uomini) non ci importa l'orientamento sessuale dei due (potrebbero anche essere bisessuali...) quel che importa è che una coppia formata da due persone dello stesso sesso (omosessuale significa proprio questo "dello stesso sesso") sia percepita con la stessa legittimità e rispetto della coppia di persone di sesso diverso.

nel resto dell'articolo si parla di consumatori, di successo di una impresa commerciale, dei pettegolezzi sulle dichiarazioni di Cassano. Insomma di tutto quello che gira introno il vero scopo dello spot che è quello di ricordare all'Italia tutta che deve recuperare credito democratico e rispettare anche le persone omosessuali, in coppia o meno.

E le donne come Rusic che è la produttrice dello spot e non ci importa certo di che colore abbia i capelli.

mercoledì 13 giugno 2012

Quest'anno a Roma niente Queering Film Fest: ma la cultura anche per la militanza lgbt è forse solo una questione di consumo?

...e mentre svuoto librerie polverose (sto traslocando) noto che nessuno, nemmeno il sottoscriffo finora si è accorto che il Queering Film Fest quest'anno non si è fatto.

Sul sito del festival campeggia questa scritta...


...e mi chiedo se i due anni di festa siano stati solo occasione di consumo di prodotto lgbt e non momento di aggregazione, di riflessione, di formazione dello spettatore e della spettatrice. Se insomma il mercato abbia fatto scempio liberistico anche della (sotto)cultura omosessuale oppure no.

A Napoli, l'anno scorso, abbiamo fatto un Omovies senza soldi, possibile che anche solo un giorno di festa quest'anno non si sia riusciti a fare?

Chi ne sa qualcosa mi risponde?
Grazie!





sabato 9 giugno 2012

La settimana della cultura arcobaleno la proposta culturale romana di Arcigay, Arcilesbica, Azione Trans, Di'Gay Project, Gay Center, Gay Lib




SETTIMANA DELLA CULTURA ARCOBALENO

Incontri e confronti  tra la comunità LGBT e la città di Roma
Dall’11 al 16 giugno 2012 al Teatro India (Lungotevere Vittorio Gassman, 1)
e il 22 giugno a piazza Farnese


* * * * * PROGRAMMA * * * * *

PUZZLE (http://www.facebook.com/events/317452474996858/)
Collettiva delle artiste Valentina Reale, Marianna Adel Labib,
Angela Infante, Giulia Cacciuttolo, Naomi Collura.
A cura di Esther Ascione e Roberto Stocco.

I PURI E GLI IMPURI
Azzurra Primavera espone le sue foto del World Pride del 2000 a Roma.

PATANE' TI GUARDA
Lucia Patanè espone le sue foto sul Pride.

PRIDE WALL

Opera collettiva, realizzata dei visitatori con i loro ricordi dei Pride, per condividere testimonianze, foto, pensieri, proposte.

***LUNEDì 11 GIUGNO ***
http://www.facebook.com/events/376523555730579/

OMOSESSUALITÀ, FAMIGLIA, RELIGIONE


19.00 - Apertura a cura di Roberto Stocco (Arcigay)

19.30 - Presentazione di “Hello daddy!” di Claudio Rossi
Marcelli. Sarà presente l’autore.
Partecipano al dibattito:
- Chiara Lalli, filosofa, autrice del libro "Buoni genitori. Storie di mamme e papà gay"
- Fabio Annicchiarico, psicologo e psicoterapeuta dell'età evolutiva
- Andrea Rubera, Nuova Proposta
Modera: Luca Telese, giornalista (Il Fatto Quotidiano)

22.00 - Spettacolo teatrale "Il gelo in una stanza" di Flavio Mazzini

*** MARTEDì 12 GIUGNO ***

http://www.facebook.com/events/377503102297479/

INTERSESSUALITA’, ETA’ EVOLUTIVA, IDENTITA’, ORIENTAMENTO: DISAGIO, DISCRIMINAZIONE E PREGIUDIZIO


19.00 - Apertura a cura di Francesca Busdraghi (Azione Trans)

19.30 - Dibattito con:
- Luca Trappolin, ricercatore in Sociologia, Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia applicata (FiSPPA - Università degli Studi di Padova)
- Vittorio Lingiardi, professore ordinario di Psicologia Dinamica (La Sapienza Università di Roma)
- Matteo Villanova, Presidente dell'OLTREE (Osservatorio Laboratorio Tutela Rispetto Emozionale Età Evolutiva - Roma Tre)
- Michela Balocchi, sociologa, Consultorio Transgenere (Università di Firenze)
- Maria Ciccopiedi, psicologa, psicoterapeuta, criminologa
- Massimiliano Monnanni, Direttore dell'UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali)
Modera: Guido Allegrezza, Coordinamento Arcobaleno

22.00 - Spettacolo teatrale "La may way del baco da seta" di M. Cantarelli, C. Cucinotta, F. Rosetti

*** MERCOLEDì 13 GIUGNO ***
http://www.facebook.com/events/369525239762537/

READING DELL’INEDITO
19.00 - Apertura a cura di Daniele Priori (Gay Lib)

19.30 reading delle opere vincitrici del concorso “Inediti”
e dibattito con gli autori.
Moderano:
Delia Vaccarello, giornalista e scrittrice
Pasquale Quaranta, giornalista

22.00 - Proiezione del film "La Kriptonite nella borsa" di Ivan Cotroneo. Sarà presente il regista.

*** GIOVEDì 14 GIUGNO ***
http://www.facebook.com/events/247673655332285/

19.00 - Apertura a cura di Imma Battaglia (Di’Gay Project)
19.30 - Presentazione del libro “La vera storia dei miei capelli bianchi” di Paola Concia con Maria Teresa Meli. Saranno presenti le le autrici.

FEMMINCIDIO: LE RADICI SOCIOCULTURALI DELLA VIOLENZA SULLE DONNE


20.30 - Dibattito con:
- Giuliana Ruoti, Arcilesbica Roma
- Edda Billi, Presidente AFFI (Associazione Federativa Femminista Internazionale)
- Antonella Montano, psicoterapeuta, direttrice Istituto A.T.Beck
- Imma Battaglia, Di'Gay Project
- Fabrizia Giuliani, Se non ora quando
Modera: Lucia Caponera, Arcilesbica Roma

22.30 - Proiezione del documentario "L’altra altra metà del cielo... continua" di Laura Annibali

*** VENERDì 15 GIUGNO ***

http://www.facebook.com/events/340122989393834/

HIV: VITA QUOTIDIANA E CARCERE
19.00 - Apertura a cura di Eugenia Milozzi (Arcilesbica Roma)

19.30 - Dibattito con:
- Adriana Ammassari, infettivologa (INMI L. Spallanzani)
- Antonella Cingolani, infettivologa (Policlinico A.Gemelli)
- Angela Infante, Arcilesbica Roma, Counsellor Malattie Infettive (Policlinico Tor Vergata)
- Eugenia Milozzi, Presidente Arcilesbica Roma, consulente medico Gay Help Line
Modera: Giancarlo Condoleo, Lila

22.00 - Spettacolo teatrale "Koroibos, il dopato di Olimpia" di Gennaro Francione
http://www.facebook.com/events/363091487079821/

*** SABATO 16 GIUGNO ***

http://www.facebook.com/events/457643754261775/

I DIRITTI DELLE PERSONE ARCOBALENO AL TEMPO DELLA CRISI

18.00 - Apertura di Fabrizio Marrazzo (Gay Center)

18.30 - Ddibattito con:
- Francesco Bilotta, docente di Diritti Privato (Università di Udine), Avvocatura per i diritti LGBT - Rete Lenford
- Marco Gattuso, giudice del Tribunale di Reggio Emilia
- Carlo D'Ippoliti, ricercatore di Economia (La Sapienza Università di Roma)
- Susanna Lollini, avvocata
- Francesca Busdraghi, Azione Trans
- Salvatore Marra, CGIL Roma e Lazio (Ufficio Nuovi Diritti)
Modera da Massimo Dotto, avvocato civilista

I GIOVANI DEL MOVIMENTO ARCOBALENO: IERI, OGGI, DOMANI
21.30 - Dibattito con
i giovani delle associazioni arcobaleno di Roma
Alice Troise, Gruppo Giovani Glbti* di Firenze
Modera: Renato Mari, Di'Gay Project

*** Gli eventi si terranno negli spazi aperti del Teatro India (nell''Indiateca in caso di pioggia)***


Si presenta così la prima settimana di cultura lgbt (senza q e senza i) di Roma organizzata dalle associazioni del Coordinamento Arcobaleno che non ha ancora un sito dedicato ma solo una pagina facebook, composto dalle associazioni Arcigay, Arcilesbica, Azione Trans, Di'Gay Project, Gay Center, Gay Lib.

Una iniziativa importante e anomala nel panorama italiano fatta "segretamente" in "alternativa" al Pride park degli organizzatori del Pride di Roma 2012 che quest'anno,
come ho già avuto modo di dire si tiene per soli 3 giorni dal 15 al 19 Giugno a Villa Gordiani.

Più attività lgbt nella Capitale, anche in contemporanea, si chiamano pluralismo, ma possono essere viste anche come concorrenza che, tra forze antagoniste che vogliono rivendicare i diritti di una minoranza, forse non è proprio il massimo, politicamente parlando.
D'altronde anche volendo andare a entrambe le manifestazioni tra le serate al centralissimo teatro India e quelle alla decentratissima villa Gordiani credo che i due eventi possano avere un loro pubblico senza rubarselo a vicenda.

I temi trattati alla Settimana arcobaleno sono molto interessanti d'ampio respiro e da seguire tutti.

Purtroppo per motivi personali (venerdì 15 trasloco) non potrò seguire tutte le sere e rendicontarvene. Farò quel che potrò.


Quel che voglio notare ora, senza polemica e senza voler essere distruttivo, ma anzi dando il mio piccolo contributo di esperto in pregiudizi e stereotipi è il linguaggio usato nel descrivere e presentare questi eventi che risente di un profondo maschilismo e patriarcato, talmente radicato ancora nella società e nelle nostre menti tutte, da non essere stato notato nemmeno da chi della lotta ai pregiudizi e alla discriminazione ne ha fatto il proprio lavoro politico.
L'idea di usare i colori rainbow per distinguere ogni serata è efficace ed elegante.

Infatti così vengono presentate le varie serate nel comunicato stampa, che ho preso dal sito di di gay project una delle associazioni promotrici.
 Comunicato stampa
SETTIMANA DELLA CULTURA ARCOBALENO
Incontri e confronti  tra la comunità LGBT e la città di Roma
Dall’11 al 16 giugno 2012 al Teatro India (Lungotevere Vittorio Gassman, 1) e il 22 giugno a piazza Farnese

E’ dedicata a tutti i colori della bandiera Rainbow, simbolo internazionale LGBT, la Settimana della Cultura Arcobaleno, organizzata per la prima volta dalle associazioni del Coordinamento Arcobaleno (Arcigay, Arcilesbica, Azione Trans, Di'Gay Project, Gay Center, Gay Lib), impegnate insieme nella realizzazione di un evento, ad ingresso libero, che rappresenta un importante momento di sintesi politica e artistica nell’azione del movimento, e che mira a contaminare uno spazio all’interno della nostra città – individuato nella suggestiva e accogliente cornice del Teatro India – per confrontarci sui temi di riferimento della comunità LGBT.
L’obiettivo è invitare e coinvolgere tutta la società civile attraverso un percorso di intrattenimento piacevole e stimolante costellato di performance artistiche, dibattiti e presentazioni di libri, declinati in un articolato programma culturale. A curare l'allestimento della manifestazione, che ha ricevuto il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio, della Provincia di Roma e dell'Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale, provvederà l’organizzazione del Gay Village.

Dall’11 al 16 giugno, a partire dalle ore 19.00 (sabato dalle ore 18.00), i giorni della Settimana Arcobaleno si tingeranno dei colori della bandiera Rainbow, ciascuno associato ad un tema specifico: colori che nella simbologia rappresentano la diversità e la mescolanza e che trovano la loro sintesi nel bianco - simbolo dell’annullamento delle differenze - cui è dedicato l’ultimo giorno della manifestazione, riservato ad uno straordinario concerto a piazza Farnese.

PROGRAMMA

Lunedì 11 verrà dedicato al colore ROSSO e al tema “Omosessualità, famiglia, religione”, attraverso un dibattito che inizierà dalla presentazione del libro “Hello daddy!” di Claudio Rossi Marcelli e vedrà la partecipazione della filosofa e scrittrice Chiara Lalli, di Fabio Annicchiarico, psicologo dell’età evolutiva e di Andrea Rubera di Nuova Proposta, moderati dal giornalista de 'Il Fatto Quotidiano', Luca Telese.

Martedì 12 si tingerà di ARANCIONE e la discussione si impernierà su “Intersessualità, età evolutiva, identità, orientamenti: disagio, discriminazione e pregiudizio”, con importanti studiosi come i sociologi Luca Trappolin e Michela Balocchi, gli psichiatri Vittorio Lingiardi e Matteo Villanova e la psicologa e psicoterapeuta Maria Ciccopiedi. Ospite del dibattito anche Masimiliano Monnanni, Direttore dell'UNAR, che presenterà i risultati della prima indagine ISTAT sull'omofobia in Italia.

Mercoledì 13, serata all'insegna del GIALLO, sarà interamente incentrata sul “Concorso e reading degli inediti”, nato da un'idea della giornalista Delia Vaccarello, e mirato a premiare romanzi, novelle e racconti nel cassetto a tema libero che attendono ancora di essere conosciuti. I più interessanti, previa valutazione della giuria formata da Delia Vaccarello e Pasquale Quaranta, verranno selezionati per una lettura collettiva.

Giovedì 14, VERDE, è dedicato invece alle donne e al tema “Femminicidio: le radici socioculturali della violenza sulle donne”, dibattito che prenderà spunto dalla presentazione del libro “La vera storia dei miei capelli bianchi” di Paola Concia e Maria Teresa Meli e proseguirà con un dibattito cui presenzieranno la leader storica del movimento lesbo-femminista Edda Billi, la psicoterapeuta Antonella Montano, Imma Battaglia, presidente di Di'Gay Project, Fabrizia Giuliani di 'Se non ora quando' e Giuliana Ruoti di Ariclesbica Roma.

Venerdì 15, serata all'insegna dell'AZZURRO a, verterà sul tema “HIV: vita quotidiana e carcere” con la partecipazione delle infettivologhe Adriana Ammassari dell'Istituto Spallanzani e Antonella Cingolani del Policlinico Gemelli, Angela Infante, counsellor Malattie Infettive del Policlinico di Tor Vergata, Angiolo Marroni, garante dei Diritti dei Detenuti della Regione Lazio, ed Eugenia Milozzi, consulente medico della Gay Help Line e presidente di Arcilesbica Roma.

Sabato 16 è infine dedicato al colore VIOLA e vuole affacciarsi sul futuro con due dibattiti: il primo su “I diritti della comunità arcobaleno al tempo della crisi”, che coinvolgerà Francesco Bilotta di Avvocatura per i Diritti LGBT - Rete Lenford, Carlo D'Ippoliti, ricercatore di Economia, il giudice Marco Gattuso, l'avvocato Susanna Lollini, Francesca Busdraghi di Azione Trans e Salvatore Marra, della CGIL (Ufficio Nuovi Diritti); il secondo su “I giovani della comunità arcobaleno: ieri, oggi, domani”, che vedrà coinvolti i rappresentanti dei gruppi giovanili delle associazioni arcobaleno romane e Alice Troise del Gruppo Giovani Glbti* di Firenze.

A rendere spumeggiante la Settimana si susseguiranno, oltre ai dibattiti, appuntamenti di cinema (con “La kriptonite nella borsa” di Ivan Cotroneo e “L'altra altra metà del cielo... continua” di Laura Annibali) e di teatro (“Il gelo in una stanza” di Flavio Mazzini, “La my way del baco da seta” di Cantarelli, Rosetti, Cucinotta, “Koroibos, il dopato di Olimpia” di Gennaro Francione), oltre a gradevoli aperitivi e momenti conviviali, con magnifica musica in sottofondo, mirabilmente orchestrati dal bar del Teatro India.

Ad accogliere gli ospiti, oltre ai volontari delle associazioni, che avranno a disposizione stand dedicati alle proprie attività, saranno le opere di Puzzle, una collettiva delle artiste Valentia Reale, Marianna Adel Labib, Angela Infante, Giulia Cacciuttolo e Naomi Collura, e le immagini delle mostre fotografiche di Azzurra Primavera e Lucia Patanè dedicate al Pride, che verranno disposte su un evocativo e gioioso muro amarcord, il Pride Wall, sul quale anche i visitatori potranno esporre i propri ricordi di quell’ormai lontano e ineguagliabile evento.

“Ci auguriamo - sottolineano gli organizzatori - che da questa settimana di colori e da questa fruizione alternativa di uno spazio pubblico possa ripartire non solo il dibattito al’interno del movimento lgbt, ma soprattutto possa scaturire un nuovo impegno dell’associazionismo al servizio della società, soprattutto alla luce di una crisi che sta costringendo tutti noi a complesse riflessioni sulla centralità dei diritti nella vita delle persone. E sono proprio le persone - e non le ideologie, le appartenenze, le categorie, gli steccati - che vorremmo porre di nuovo al centro del nostro sistema di valori. E’ questo il momento di rielaborare l’universo concettuale collettivo, dal punto di vista delle nostre multicolori differenze e delle nostre multiformi unicità: ma sempre con una visione unitaria e aperta al confronto che ha come obiettivo condiviso e auspicato quello di uscire da questa empasse economica, politica e sociale, per riappropriarci – insieme – di tutti i colori del nostro futuro”.


Trovo agghiacciante però quella metafora sui colori che nella simbologia rappresentano la diversità e la mescolanza e che trovano la loro sintesi nel bianco - simbolo dell’annullamento delle differenze - cui è dedicato l’ultimo giorno della manifestazione, che si chiuderà con un concerto a piazza Farnese.


Annullamento delle differenze mi sa tanto di totalitarismo nazi-comunista, dove siamo tutti uguali per decreto statale.
Io non sono uguale ad altri gay o altre lesbiche figuriamoci se mi sento uguale alle persone etero o alle persone trans.
Si tratta certamente di una metafora sfuggita di mano perchè la settimana arcobaleno non è stata certo pensata per la cancellazione delle individualità.

Però, a essere maligni, l'idea di società multiculturale (meticcia) è un concetto di sinistra mentre nel coordinamento c'è gay lib che sta proprio su altre posizioni, nel cui sito, detto per inciso, della Settimana Arcobaleno, so far, non c'è traccia, così come su quello di Azione trans  che però, a differenza di Gay Lib aggiornato alle ultime ecolalie di Oliari - sospendere il pride di Bologna per via del terremoto, Dario Accolla è insomma in ottima compagnia...-, è fermo al 2010...

Nei siti di tutte le altre associazioni facente parti del coordinamento invece alla settimana viene dato ampio riscontro.

Fa davvero piacere leggere nel documento di presentazione della Settimana sono proprio le persone - e non le ideologie, le appartenenze, le categorie, gli steccati - che vorremmo porre di nuovo al centro del nostro sistema di valori. E’ questo il
momento di rielaborare l’universo concettuale collettivo, dal punto di vista delle nostre multicolori differenze e delle nostre multiformi unicità: ma sempre con una visione unitaria e aperta al confronto che ha come obiettivo condiviso e auspicato quello di uscire da questa empasse economica, politica e sociale, per riappropriarci – insieme – di tutti i colori del nostro futuro.


Purtroppo però nel comunicato stesso l'intenzione di rielaborare l’ universo concettuale collettivo, dal punto di vista delle nostre multicolori differenze e delle nostre multiformi unicità non è agito visto che il comunicato è banalmente sessista.

Dove banalmente non vuole sminuire la gravità del suo essere sessita e maschilista ma sottolineare come su poteva approntare facilmente un comunicato di altro respiro.

Scorrendo il programma si notar il sessismo, per esempio, addirittura nel titolo di uno dei due incontri di sabato, I giovani della comunità arcobaleno: ieri, oggi, domani accordato solo al maschile, che si poteva risolvere sostituendo il sostantivo maschile

giovani col sostantivo gioventù (oltre al classico i giovani le giovani).

Altri esempi sessisti e maschilisti sono presenti qua e là nella descrizione dei partecipanti ai dibattiti:

con importanti studiosi come i sociologi Luca Trappolin e Michela Balocchi

non solo accordato al maschile ma con l'uomo che precede la donna che può diventare benissimo
con importanti studiose e studiosi come Michela Balocchi e il sociologo Luca Trappolin

Altri esempi:

Ad accogliere gli ospiti, oltre ai volontari delle associazioni

sempre e solo accordati al maschile... che si possono sostituire con

le ospiti e gli ospiti e le volontarie e i volontari.

così come, poco dopo,

sul quale anche i visitatori


o

sottolineano gli organizzatori

per i quali non suggerisco le ovvie modifiche da apportare.

Come ho specificato nella lettera che ho scritto in mailing list quando mi è arrivato il programma, ribadisco qui che se noto questi orrori non è per pignoleria ma perché sono convinto che una lingua meno sessista e maschilista si possa e si debba praticare, pur
considerando questi piccoli accorgimenti un primo timido segno della volontà di muoversi in questa direzione.

In mailing invece non ho ottenuto risposta, segno evidente che l'argomento non viene considerato così importante. Solo Michela Balocchi mi ha scritto (su Faccialibro) raccontandomi della sua stanchezza di una lotta senza fine per modificare tanti scritti tutti

colpiti dallo stesso maschilismo.

Questo era un contributo che avrei dato molto volentieri al Coordinamento, anche gratis.
Mi spiace che tra le persone delle associazioni che hanno organizzato questa Settimana della Cultura Arcobaleno a nessuna sia venuto in mente di sottoporre il testo per de-sessisticheggiarlo (lo so è un neologismo orrendo non lo userò mai più) non dico necessariamente a me, ci sono tantissime altre persone che potevano farlo, molto
meglio di me, ma vedo che nessuno lo ha fatto, allora mi propongo ufficialmente come revisore antisessista dei testi di presentazione!

Così oltre ad accusarmi di essere passato al nemico (io di sinistra che clicco mi piace su faccialibro alla partecipazione di Imma Battaglia!),  di aver rubato il nome del mio blog a Mario Mieli (niente diritto di citazione in certe menti...) adesso potete anche accusarmi di farmi pubblicità!

Buona settimana della cultura arcobaleno a tutte!

E basta.

E non è un'allusione maligna (e sbagliata) all'orientamento sessuale maschile.

E' un esperimento che voglio fare per vedere se ad usare il femminile come genere universale i maschietti (magari gli stessi che criticano il mio spirito antisessista) si risentono...



venerdì 1 giugno 2012

Questo pride s'ha da fare!

Data la mia atavica logorrea che giustamente mi è stata fatta notare da Gendibal ho provato a limare il post riducendolo di un terzo...


Insomma pare proprio che questo Pride nazionale a Bologna non s'abbia da fare.
 La questione è questa:  non si dovrebbe fare il pride a Bologna perchè in Emilia c'è stato il terremoto.

Quindi il gay pride in un contesto di lutto e distruzione post terremoto è una manifestazione inopportuna, troppo gaia e garrula e andrebbe cancellato.

Così la pensa Ivan Scalfarotto:
sfilare per le vie della città, con la festa che il Pride deve giustamente e naturalmente essere, non sarebbe secondo me comprensibile.
Anche Dario Accolla nel suo blog è sulla stessa linea e specifica
Non è la presenza di gay, lesbiche e trans, assieme a tutte le altre categorie del popolo rainbow, a offendere la memoria dei morti e la paura di chi è rimasto. (...) andrebbe annullato il corteo, ma non l’evento nella sua globalità.
Insomma quel che si trova inopportuno è il corteo, la sfilata, gli eccessi di un gay pride travestito con la musica e le paillette.

Volere cancellare il Pride perchè stride con la condizione in cui versano i terremotati dell'Emilia mi sembra un allinearsi alla disgustosa retorica televisiva del dolore (come si sente?) propone una visione del pride limitante, superficiale e poco politica.

Il post di Dario esprime bene la line adi quelli che vlgiono cancellare il pride per motivi di opportunità (o decoro?):
Stiamo andando a fare, in altre parole, una manifestazione che dovrebbe svolgersi col linguaggio della gioia laddove adesso, e per le prossime settimane, ci sarà tutta la problematicità del dolore, della ricostruzione, della gente che farà i conti con i problemi legati al dopo-terremoto.
Per cui niente pride.

In questa richiesta si  consuma una semplificazione e uno scippo simbolico e politico del Pride che mi fa ribollire il sangue.

Chi vuole cancellare il pride vuole zittire il movimento, sic et sipliciter.
Qualunque sia la motivazione per cui vuole cancellarlo.

Nessuno ha chiesto di cancellare i concerti che ci saranno a Bologna da oggi al 10 di giugno...
Perchè i concerti sono inseriti evidentemente nel tessuto sociale e non vengono percepiti come un corpo estraneo.

Il pride purtroppo sì. O almeno così lo vede chi vuole cancellarlo.

Chi chiede di cancellarlo vede infatti il pride non come una manifestazione politica, ma come una parata, una sfilata.
Accolla per esempio lo descrive così:

carattere specifico della nostra manifestazione è l’esplosione della gioia, della libertà, dell’abbandono delle costrizioni.
In base a queste caratteristiche, dentro il corteo è possibile ascoltare musica, ballare e vedere, tra i tanti e le tante, anche persone travestite in modo eccentrico.
Persone travestite in modo eccentrico. Se non è un parlare borghese questo...E continua
La domanda è: si può utilizzare il linguaggio della gioia, specifico della nostra rivendicazione, in un momento e in un luogo che ospitano quel dramma?
Accolla sembra non capire che le persone travestite in modo eccentrico non esprimono il carattere specifico della nostra manifestazione.

Non siamo gai perchè siamo gay.

Se così fosse saremmo imbecilli masochist*: tra morti, discriminati, vessati, sminuiti che cosa mai avremmo da ridere?

Quel che Dario ignora e con lui tutti quelli che ne chiedono la cancellazione per motivi di opportunità è quella che molti vedono come carnevalata è UNA PRECISA STRATEGIA POLITICA.

 
Épater la bourgeoisie. E a quanto pare ci riesce ancora bene se Dario arriva a dire
dovremmo aver imparato l’opportunità della presenza e di un determinato linguaggio quando le condizioni esigono altro tipo di comportamento.
Condizioni dettate da valori borghesi, pavidi, democristi di chi vede il pride come un baraccone di carnevale.

Cioè va bene giocare in mutande se mamma è felice ma se mamma è triste bisogna stare buoni fare silenzio e non disturbare gli adulti.

Il comitato del pride pressato dalle tante richieste di cancellazione pervenute da tutte le parti ha deciso di modificare il corteo eliminando carri e musica e devolvendo i soldi così risparmiati ai terremotati.



Mentre alcuni che avevano richiesto la cancellazione del pride si sono detti soddisfatti della decisione presa dla comitato (così Mancuso, ) Dario e molti altri (Luca amato ) criticano la decisione del comitato organizzatore del pride di Bologna dicendo che
“Snaturare” il pride dal suo linguaggio non è un atto che gioca a favore di chi bolla tutta la manifestazione come carnevalata?
Quello che a Dario sfugge completamente è il motivo per cui il comitato del pride  di Bologna ha deciso di non fare un corteo coi carri e la musica.

Non per opportunità (è Dario a vederla così, non il comitato) ma per ben più concreti motivi economici.

Una cosa talmente chiara che persino un giornale borghese come il Corriere della sera lo spiega in maniera semplice e lineare.

Un Gay Pride ridotto, senza carri né impianti per la musica, in modo da devolvere i soldi risparmiati alle vittime del terremoto in Emilia.
 Ricapitoliamo, Dario dice:  dovremmo aver imparato l’opportunità della presenza e di un determinato linguaggio quando le condizioni esigono altro tipo di comportamento e quindi consiglia di cancellare il pride a data da destinarsi (o forse direttamente all'anno prossimo).
La decisione di fare il pride spendendo meno soldi per devolverli ai terremotati viene vista però come decisione che snatura il pride.

Con l’eventualità che quelle peculiarità saranno comunque presenti e verranno date in pasto ai giornali come mancanza di rispetto.
Ma allora lo si vuoole cancellare per rispetto ai terremotati o per paura di come la stampa lo possa strumentalizzare?
E nel secondo caso si preferisce non farlo?
MA che strategia politica è?

Sarà che ciccione come sono io nemmeno riesco più a piegarmi ma questo contorsionismo funambolico mi sembra talmente fastidioso che mi verrebbe voglia di andare al pride di Bologna a chiappe all'aria (non potrò andarci per motivi economici= non ho i soldi).

Insomma Dario, e gli altri, è talmente soggiogato dal propri occhiale culturale da non rendersi conto che è lui a dire che
dobbiamo comportarci da “froci” normali, per essere più accettabili – e così tradiamo lo spirito proprio del pride, per cui l’accettazione e il rispetto prescindono dall’aspetto fisico e dalla pretesa sociale di certo obbligatorio perbenismo – legittimando le critiche omofobe del passato.
L'inopportunità non sta come dici tu nell'essere il pride una manifestazione che dovrebbe svolgersi col linguaggio della gioia laddove adesso, e per le prossime settimane, ci sarà tutta la problematicità del dolore, - ma quanta televisione vedi??? - ma nella macchina economica con cui ogni pride è costruito (delle cui cifre nessuno vuole mai parlare...).
Infatti non è vero che il pride sarà sobrio come crede Dario che e vuole cancellarlo perchè per lui non può che essere così. Il comunicato del comitato organizzatore precisa che 

Non sarà comunque un corteo silenzioso: alcune bande cittadine, guidate dalle bande musicali che offriranno ai manifestanti le musiche della tradizione emiliana, che il 9 giugno più che mai racconteranno la storia di comunità che non si arrendono.
(fonte bolognapride)

La sobrietà non è nei contenuti ma nei soldi spesi per produrre quei contenuti.

Quel che non capisco è come mai tante persone non colgono la distinzione.

Se cioè chi chiede di cancellare il pride è in buona o in malafede.

E a essere maliziosi non si rischia mai di essere smentiti...

giovedì 31 maggio 2012

Le inziative culturali durante la settimana del pride. il programma del pride park (1). La memoria storica nominata a sproposito.



Finalmente è disponibile il programma ufficiale del pride park, che quest'anno si tiene a villa Gordiani molto meno centrale della centralissima piazza Vittorio, ma tant'è.

Tra le iniziative dei tre giorni di attività tutti davvero interessanti ce n'è uno che ha colpito la mia attenzione.


domenica 17 giugno
17.00 – 18.00 L’orgoglio della Memoria – coordina Gian Piero Milani

In attesa che la legge 211/2000 istitutiva della Giornata della Memoria includa il ricordo dello sterminio sistematico di Gay, Lesbiche e Transessuali nei lager nazisti, ragioniamo insieme agli esponenti delle diverse comunità come la memoria costituisce parte della nostra coscienza ed esperienza comune.


L'iniziativa è più che lodevole. In effetti nel testo della legge citata si legge
La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico) (fonte camera.it)
e basta.
Però è anche vero che molti operatori culturali che a vario titolo si occupano di commemorare la giornata istituita ricordano tutte le vittime dei campi di concentramento e non solo quelle della Shoah. Ciò naturalmente non toglie che la legge vada modificata e fra le vittime vadano inseriti tutte le vittime della persecuzione nazifascista.

Quel che mi imbarazza però è la retorica tutta lgbt con cui si approccia l'argomento.

Intanto trovo discriminatorio che si specifichi che si attende che la legge 211/2000 istitutiva della Giornata della Memoria includa il ricordo dello sterminio sistematico di Gay, Lesbiche e Transessuali nei lager nazisti, continuando a non citare tutte le altre categorie di internati e internate nei campi di concentramento e cioè:

Prigionieri politici Criminali  Immigranti (forzati stranieri) Testimoni
di Geova
Omosessuali Asociali Rom e Sinti
(fonte Wikipedia)

Così come reputo egocentrico da parte degli ebrei ricordare solo il loro sterminio stessa reazione mi fa leggere questa richiesta di settore che non è davvero inclusiva di tutte le realtà internate.

Ancora più grave però trovo la dicitura il ricordo dello sterminio sistematico di Gay, Lesbiche e Transessuali nei lager nazisti.

La dicitura infatti è storicamente imprecisa e cozza con la giusta rivendicazione di orgoglio della Memoria come riportato nel titolo nell'evento.

Se infatti i gay sono entrati nei campi di concentramento in quanto tali
l'Articolo 175 che condannava l'omosessualità maschile non prendeva in considerazione quella femminile. Il lesbismo non era considerato dalle autorità una minaccia o un "sabotaggio socio-sessuale" dei fondamenti del Terzo Reich, perciò, a patto che non dessero pubblico scandalo le lesbiche non furono formalmente perseguitate.
Questo naturalmente non significa che lesbiche non furono internate nei campi di concentramento ma non avevando un segno distintivo loro bensì rientravano nel triangolo nero annoverate tra

malati mentali o senzatetto, alcolisti, gli “sfaccendati” abituali, le prostitute, gli anarchici e le lesbiche. Solitamente il triangolo nero veniva assegnato anche a Rom e Sinti. in alcuni campi, però, veniva dato loro un triangolo marrone.
è più difficile trovarne una presenza certa nei campi di sterminio e quindi, per esempio, contarne il numero.
Lungi da me minimizzare sulla persecuzione delle donne omosessuali, riporto qui un problema storico non indifferente.
Visto che si parla di memoria storica bisogna restituire la giusta prospettiva storica della memoria e non ridurla alla retorica di formule e frasi di una militanza contemporanea che sfiora il ridicolo.

Se infatti la memoria storica delle lesbiche perseguitate dal nazismo va fatta emergere nella prospettiva di cancellazione storica delle donne dalla storia del genere umano e donnano nel caso delle persone trans si arriva al ridicolo. Infatti
Il termine "transessuale" è stato coniato nel 1949 dal dottor David Cauldwell (1897-1959), ma è diventato di uso comune dopo la pubblicazione del libro The transsexual phenomenon (Il fenomeno transessuale) del dott. Harry Benjamin, edito nel 1966 (fonte Wikipedia)

Anche se sulla rete si trovano dei riferimenti alle persone trans nei documenti nazisti si tratta in realtà di una forzatura storica in quanto in quei documenti ci si riferisce al classico equivoco tra identità di genere e orientamento sessuale sia nel caso di travestiti gay sia nel caso in cui si cercava una normalizzazione dell'omosessualità in chiave travestitica.

Ma l'idea di una identità di genere diversa da quella del sesso biologico di nascita sganciata all'orientamento sessuale non è riportata (almeno non nei documenti che ho potuto vedere sulla rete). d'altronde come potrebbe se il connetto stesso nasce nel 1949 e prima di allora transessualismo si sovrappone alla vecchia idea del gay effeminato e della lesbica mascolina? Una memoria storica seria questi distinguo dovrebbe farli insistentemente e con chiarezza di intenti. 

Invece più che la memoria storica si declina qui la retorica di movimento (sacrosanta per carità ma dal mio punto di vista troppo particulare e lobbistica) alle spese della memoria storica, quella vera, che è più complessa di quanto riportato nelle poche righe di presentazione di questo incontro al quale non mancherò per vedere quanto di questi distinguo saranno presenti sacrificati nel riassunto di presentazione in nome di una discutibile sintesi.

Stay tuned!

venerdì 23 marzo 2012

La miopia politica dello spot contro l'omofobia del Bologna Pride 2012

PeopAll (Volontari Bologna Pride 2012) ha presentato uno spot contro l'omofobia.
Eccolo



La Regia è di Dalila Romeo, la fotografia di Arturo Bernardi e il montaggio di Federica Ruozi.

L'idea delle scritte sui corpi  è efficace e visivamente si impone e si ricorda, manca però allo spot quella velocità e immediatezza di comunicazione per cui si reitera la stessa idea visiva più volte, perdendo più tempo per mostrare le scritte sui corpi che per indicare il significato delle medesime per cui il gioco visivo dello spot è "quale parola vedremo adesso?" e non, per esempio,  quante parole ci sono per offendere gay e lesbiche?.
Lo spot è viziato da una ricerca dell'effetto visivo-grafico che mette in secondo piano la denuncia che lo spot si pone come messaggio da comunicare. La cosa che io ricordo id più dello spot è il seno nudo che si vede (per i feticisti dei piedi saranno i bei piedi magri che si vedono). mentre il bicipite è un po' poco per accendere l'interesse sul corpo maschile. Non sto esperimento un mio gusto personale beninteso ma sto cercando di analizzare l'efficacia della strategia comunicativa e mi sembra che la lentezza amplificata a dismisura dalla musica da telefilm poliziesco (pessima scelta) sia ciò che rimane più impresso. L'errore più grave, che fosse questo il saggio d'esame di un corso di comunicazione indurrebbe a una piena bocciatura è il claim e il pay off le due scritte che danno il senso all'operazione. Marchiati fuori marchiati dentro CHE NON SI LEGGE!!! La scritta p troppo piccola e il roo sul nero fa diminuire la visibilità. La scritta è pensata per la proiezione in sala (al cinema) non per la visione in tv né, tanto meno per gli  schermi del pc, del net book, dei tablet o smart phone. Insomma non si legge (eeeh? che c'è scritto?!). Con tutto il rispetto per il lavoro fatto dai volontari magari affidare lo spot a gente che ha più competenze nel campo della comunicazione avrebbe forse portato a un risultato diverso e migliore.


Il primo messaggio inconscio che lo spot manda è che gli e le omosessuali sono corpi e non persone. Corpi estetizza(n)ti, belli da vedere, usati come oggetti sui quali scrivere belle scritte ben posizionate, impiegate con eleganti soluzioni grafiche (le due parole scritte a metà su ogni piede) che tutto ricordano tranne il marchio che devono rappresentare.
Corpi anonimi senza volto, senza personalità, senza identità. Forse si voleva dare il senso di carne da macello ma questi corpi così avulsi da qualunque contesto fisico e collocati in uno spazio astratto e neutrale uno spazio puramente comunicativo li rendono ancora meno umani. Ma sono corpi non umani non a causa delle scritte ma proprio per come quei corpi vengono mostrati. La disumanizzazione insomma a non è un effetto voluto, parte della denuncia (la società ci vede così)  ma l'effetto di una sbagliata strategia comunicativa.
Se la società considera l'omosessualità una questione di corpi, di consumo sessuale e non di affettività perchè non mostrare i volti di questi copri perchè non dire chi sono questi corpi (di) chi sono questi corpi?
Una persona non vicina al movimento glbtqi qualunque sia il suo orientamento sessuale percepisce gli e le omosessuali rappresentati nello spot come altro da sé confermando lo stigma che lo spot sta cercando di denunciare.

Ma al di là di queste critiche tecniche necessarie e doverose, là dove lo spot toppa completamente è sul piano politico.

Come tanti altri spot italiano anche questo spot avelle le persone omosessuali dalla società in cui vivono, dalla quotidianità in cui vengono discriminate, ben peggio che per degli epiteti offensivi (il cui movimento 40 anni fa aveva usato slogan di recupero per  certe parole offensive frocio è bello etc.).

Il movimento glbtqi è il primo omofobo e mostra gay  lesbiche (dimenticando trans, bisex e intersex) come una categoria a sé per un infantile voglia di dimostrare che come siamo discriminati noi gli altri mai.

Altrimenti non si capisce perchè non si mostra la popolazione glbtqi là dove vive lavora, si diverte, come tutti gli altri e come tutte le altre , un po' come aveva fatto lo spot del ministero per le pari opportunità che mostrava omosessuali nei posti di lavoro sbagliando anche lì la strategia comunicativa ma almeno (di)mostrando che i froci e le lesbiche sono tra di noi!



Invece questo spot dice ai suoi spettatori che froci e lesbiche sono anonime parti anatomiche che esistono in un astratto spazio in bianco e nero.
Gli spettatori annuiscono e poi tornano a discriminare i froci e le lesbiche, quelli che incontrano o credono di incontrare) nella società in cui viviamo tutti insieme.

Ringrazio Guido Allegrezza che mi ha segnalato lo spot.







sabato 11 giugno 2011

Non tutto il marketing vien per nuocere o della vocazione liberista di questo Europride, del movimento e di Lady Gaga

Una fiera interamente dedicata al mondo gay, lesbian bisex e transgender (Glbt): e' 'Expo turismo gay' che si svolgera' a Bergamo, enll'ambito della manifestazione 'NoFrills' il 23 e 24 settembre prossimi e che oggi e' stata presentata a Roma anche dal momento che la capitale, fino al 12 giugno, ospita l'Europride. Circa il 10% del fatturato mondiale del comparto turistico è generato dal Turismo GLBT. In Italia questo segmento rappresenta il 7% del fatturato complessivo pari a circa 3,2 miliardi di euro, un'importante nicchia di mercato, ma non ancora abbastanza se si pensa che negli Usa vale 61 miliardi di dollari.

Questo target spende in media il 38% in più di un turista eterosessuale. Inoltre la spesa più grande in assoluto in un anno è quella destinata al turismo (31%) seguito a grande distanza da mobili e oggetti per la casa (18%)e dall'automobile (17%). Si tratta poi di un turista colto: una volta giunto a destinazione nel 51,7% va a trovare amici della comunità GLBT o frequenta bar e locali gay friendly (44,8%), ma non perde, nel 49,8% dei casi, le principali attrattive culturali e turistiche, e segue almeno un evento culturale, come un concerto o una mostra, nel 42,6% dei casi. Va poi a fare shopping di beni di qualità (40,3%). Per manifestazioni come l'Europride in atto a Roma, oltre il 20% della comunità GLBT si sposta per passare almeno una notte nelle località dove si tiene l'evento di orgoglio gay, soprattutto tra i giovani tra i 21 e i 35 anni. Il mezzo di trasporto prediletto per lo spostamento è l'aereo (55,2%), seguito dall'auto propria (36,4%) e dal treno 6%.

Tra le mete preferite dagli italiani, in patria c'è da annoverare la Toscana che ha uno storico atteggiamento gay friendly in Versilia, anche con portali dedicati per il segmento. Nel medio raggio le tradizionali Canarie (Gran Canaria in particolare) lasciano spazio alle notti di Tel Aviv, nuova capitale di questo turismo da due anni a questa parte. In inverno per gli short break sono immancabili Colonia e Dusserdorlf e in genere tutte le città dove si presta attenzione al design, all'arte moderna, alla cultura, oppure dove ci sono eventi pride come la Svizzera che ogni hanno ha una settimana dedicata al GLBT.

Sul lungo raggio Usa, Canada - in particolare Toronto e Vancouver, ma anche Whistler che ogni anno organizza il Gay Sky Week - e la Thailandia sono le mete dominanti. Il viaggiatore GLBT annualmente organizza almeno 3 vacanze da solo o con il compagno/amici e una stragrande maggioranza aggiunge a queste vacanze anche un paio di vacanze con la propria famiglia e almeno un viaggio per motivi di affari. ''In Italia - ha commentato Andrea Giannetti, presidente di Assotravel Confindustria - talvolta questa offerta di settore, pur esistendo, rimane celata, non è abbastanza 'comunicata', tranne per qualche raro esempio, come in Versilia, in cui è promossa con iniziative che Assotravel ha sempre sostenuto. Al contrario all'estero questo turismo è considerato molto appetibile: basti pensare che in Nord America ci sono associazioni turistiche GLBT che contano 3 milioni di iscritti; un popolo di consumatori che ha un'aspettativa leisure cui il mercato deve saper rispondere con operatori e strutture adeguate". (fonte Ansa)
BUON PRIDE A TUTT*

mercoledì 8 giugno 2011

In piazza per Amina Arraf: venerdì 10 Giugno alle ore 13 davanti l'anbasciata di Siria a Roma



Amina Arraf è diventata popolarissima negli ultimi tempi per essere una giovane donna araba che aveva fatto coming out  tramite il blog A gay girl in Damascus sul quale  raccoglie appunti privati, notizie e commenti di natura politica che testimonia anche la fase di violenta repressione delle manifestazioni di piazza contro il regime di Assad. Dallo scoppio delle proteste anti Assad del marzo scorso  gran parte dei giornalisti stanieri sono stati espulsioni dal Paese  e il blog di Amina è diventato una delle poche fonti per la stampa internazionale.

Amina è stata prelevata da agenti della polizia segreta, armati e in borghese, e condotta in una località sconosciuta come è stato denunciato sul suo stesso blog: fermata da tre agenti in borghese armati Amina è stata costretta a entrare nella loro auto nei pressi della piazza degli Abbasidi della capitale siriana.
"Purtroppo- ha scritto la cugina di Amina sul suo blog - ci sono almeno di 18 diverse polizie in Siria, oltre a bande e gruppi paramilitari. Non sappiamo chi l'ha presa e dunque a chi chiedere il suo rilascio. E' anche possibile che stiano cercando di deportarla. Da altri membri della famiglia che sono stati imprigionati, possiamo supporre che verrà rilasciata presto. Se avessero voluto ucciderla lo avrebbero fatto subito. Almeno, questo è ciò che speriamo e per cui preghiamo".

Trentasei anni, musulmana osservante, cresciuta tra gli Stati Uniti d'America, dov'è nata la madre, e la Siria, patria del padre, Amina era tornata in Siria nell'estate 2010 dove si è messa a insegnare inglese. A febbraio del 2011 ha creato il blog dove ha pubblicato poesie erotiche, racconti, franchi e a volte buffi, dei suoi innamoramenti e sul rapporto aperto con il padre: Deve pensare che sia meglio una figlia lesbica piuttosto che etero e promiscua. L'omosessualità è illegale in Siria. È dura essere lesbica in Siria ma di certo è più facile essere una dissidente sessuale piuttosto che politica, ha scritto e sul suo blog raccontava la vita di una ragazza omosessuale in Siria come in gran parte dei Paesi arabi.
Sin dal primo post sul suo blog Amina si è detta ispirata dal «vento di cambiamento» in Medio Oriente. Se riusciamo a uscire allo scoperto in modi diversi, gli altri potranno seguire il nostro esempio», rifletteva. E ancora: Devo fare qualcosa di coraggioso e visibile. Io posso, perché ho doppia cittadinanza e parenti con ottimi contatti politici. Alcuni familiari, secondo The Guardian  sono nel governo e altri nella Fratellanza musulmana. Ma non è servito a proteggerla (e non è la prima volta: nel 2009 la blogger Tal al Mallohui, 17 anni, fu accusata d'essere una spia degli Usa e condannata a 5 anni di carcere anche se un parente è ex ministro di Assad).


Da un mese Amina viveva nascosta, dopo aver ricevuto avvertimenti e minacce. La sua compagna Sandra Bagaria ha raccontato al New York Times che Amina da quando due giovani si sono presentati in casa sua a Damasco vissuto in quattro o cinque appartamenti in quattro o cinque diverse città della Siria. Amina e sandra avevano in programma una vacanza a Roma, ma Amina non se la sentiva di lasciare la Siria temendo di non potervi fare ritorno voleva incontrare la gente, poter partecipare alle manifestazioni.

La rete e non solo si è mobilitata per  richiedere l'immediato rilascio di Amina.

venerdì 10 giugno alle ore 13

il Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito, l’Associazione Radicale Certi Diritti e Radicali Roma promuovono un sit-in davanti all’Ambasciata di Siria (lato Piazza San Marco -Roma) per per chiederne l’immediata liberazione.

Al sit-in parteciperanno parlamentari e militanti Radicali.



(fonte per questo post La Repubblica e Corsera)

martedì 7 giugno 2011

Omogenitorialità al Pride Park

Pride park
Giovedì 9 giugno ore 19.00 presso palco centrale

Conferenza/incontro “I ragazzi stanno bene”

Clement Denoix ha 21 anni e vive a Nantes: ha due mamme. Ci racconta la sua storia insieme a Giuseppina La Delfa, presidente dell’associazione Famiglie Arcobaleno, Alexander Schuster, giurista esperto di legislazione europea relativa alle famiglie omogenitoriali e Maria Von Kaenel, vicepresidente di Famiglie arcobaleno della Svizzera tedesca e rappresentante di NELFA (rete europea delle associazioni omogenitoriali)

Giovedì 9 giugno ore 21.00 presso il palco centrale

Spettacolo teatrale Tuttonostro
Tra quattro mesi Marco e Andrea avranno un bambino. E Andrea comincia ad avere paura. Marta vuole un figlio con Anna. Ma Anna no. Anna un figlio non lo vuole davvero. Paolo vorrebbe un bambino tutto suo, però non può. E deve lottare col bisogno disperato che Maria ha di essere madre. Cosa succede quando il desiderio si scontra con la paura, l’impossibilità, la burocrazia?
Regia Alessandro Di Marco, Claudio Renzetti
con Alberta Andreotti, Marika Cazzaniga, Alessandro Di Marco, Michela Fabrizi, Claudio Renzetti, Claudio Strinati
disegni Francesca Romana Gaudiano


Lo spettacolo verrà presentato il 16 Giugno al teatro Belli  dutante la XVIII edizione di Garofano Verde

mercoledì 1 giugno 2011

Si parte! 1 - 12 giugno 2011 Roma Europride



In attesa della Big Pardade (dal percorso alquanto little) (per tacer dei referendum) partono da stasera gli eventi al Pride Park (nome alquanto felice devo ammettere).

Eccone l'elenco:

01/06/2011

Gaytech.

Grazie alla rete e ai gadget tecnologici negli ultimi quindici anni la vita dei gay e delle lesbiche è cambiata: l'amicizia, la seduzione e la sessualità hanno abbandonato i luoghi reali e conquistato nuovi, infiniti territori virtuali.   In questa mostra-gioco  continua ...

01/06/2011

Conversazioni sui diritti al Pride park

Mercoledì 1 giugno dalle ore 20 alle ore 21   Avvocatura per i Diritti LGBT – Rete Lenford ti invita a partecipare ogni giorno presso il proprio stand alle sue conversazioni sui diritti delle persone LGBT, dove potrai essere anche protagonista rivolgendo le tue domane.   Dall'1 continua ...

01/06/2011

My Spirituality

Mercoledi 1 - sabato 12 giugno     "All'interno della sezione di eventi su "Fede e persone GLBT", intitolata "Anime, avanzate!""      Mostra di ritratti di volti e anime di persone glbt cristiane a cura di Luca Lo Iacono.   Raccontare continua ...

01/06/2011

Bearpride is Bodypride

Mercoledì 1 - sabato 12 giugno     Sguardi sul corpo e sull'immaginario ursino. Mostra di illustrazioni, foto, disegni a cura di Subwoofer e Feed the bears.  Powered by Eagle Club Roma   Fanno colazione nudi. Si abbracciano e si baciano. Si sorridono. continua ...

02/06/2011

Queer in action

2 giugno ore 21   Proiezione film   Save me di Robert Cary - USA 2007 – 93'   Premi e festival: Sundance 2007   Save me racconta la storia di un ragazzo gay (Mark) dedito al sesso occasionale e alla tossicodipendenza.   Dopo aver rischiato la morte per overdose, continua ...

03/06/2011

Visibility

Venerdì 3 giugno  dalle 16,30 alle 19,45.   Visibilità e percezione dell'identità di genere nella letteratura, nel cinema e nei media     Coordina Luca La Pietra   Monica Cristina Storini (Sapienza, Università di Roma), Storie femminili  continua ...

03/06/2011

Queering Roma

3, 4 e 5 giugno   Festa del Cinema LGBTQ della Capitale – Seconda edizione   2 GIUGNO Giovedì 2 giugno, per tagliare il nastro di Queering Roma 2011, a partire dalle ore 20, appuntamento  per l'aperitivo inaugurale sulla terrazza di Angelina a Testaccio, in via Galvani continua ...

03/06/2011

LadyPride

Venerdi 3 giugno ore 21     LadyFest Roma presenta LadyPride     Alla scoperta di Ladyfest (intro, 20' min)     Warm Up Dj set LadyMaru     Giulia Anania       Performance di Lilith Primavera  continua ...

04/06/2011

Don Giovanni

Sabato 4 giugno 20:30   Don Giovanni è una storia antica, ben più antica di quel  29 ottobre 1787 in cui venne rappresentata a Praga per la prima volta.   È una storia ancestrale, ricca di riferimenti simbolici oltre che di un potente motore narrativo.   Don continua ...

04/06/2011

Gender Erotica 2011 contaminazioni di arte queer

4 giugno ore 13.00   DREAMKING – IL Workshop (aperto a donne, transgender, intersex, ermafrodit*, transessuali, transform queergender)   Condotto da Romeo Koyote Rosen, Sündikat (Zurigo)    Dream = Dressed As Me. Dare un immagine/forma, alla persona che ci si continua ...

04/06/2011

Mostri di bellezza e corpi fuori mercato

Sabato 4 giugno ore 15.00   Arcilesbica nazionale    Conferenza - dibattito: Mostri di bellezza e corpi fuori mercato.  Estetica femminile e corpo lesbico nell'Italia berlusconiana con proiezione del film documentario 'Diversamente etero"   Intervengono:  continua ...

04/06/2011

Solleticon

Sabato 04 Giugno 2011, dalle 18 alle 24   SolletiCon è il primo "tickle party" che farà incontrare persone da tutta Italia. SolletiCon è musica, giochi e tante risate!    Nella bellissima cornice della Domus Talenti, una galleria d'arte a tre piani circondata continua ...

04/06/2011

Presentazione della casa editrice “Lo Stampatello”.

Sabato 4 giugno ore 18.00 “Lo Stampatello” è una nuova casa editrici specializzata in libri per l’infanzia sul tema dell’omogenitorialità e dintorni. Già usciti i volumi  “Piccola storia di una famiglia” e “Più ricca di un re”.   Il continua ...

04/06/2011

Burlesque

Sabato 4 giugno re 21.00   Serafino Iorli mette in scena una esilarante carrellata di personaggi attraverso un sorprendente trasformismo e una smaliziata satira politica. Nelle esibizioni si gusta uno spettacolo comico e mimico, folle e imprevedibile come il personaggio che lo anima. Una comicità continua ...

05/06/2011

Reading Letterario

Domenica 5 giugno     Esiste un legame tra letteratura e impegno? Cinque scrittori svelano i loro segreti – i primi passi verso la composizione e l’idea.   Racconti tra loro differenti che hanno in comune il linguaggio di chi vive, di chi crede, di chi è costretto continua ...

06/06/2011

Convegno O.N.I.G (Osservatori Nazionale sull'identità di Genere)

Lunedi 6 giugno 9:00 alle 16:30     Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere: CONVEGNO NAZIONALE  “I servizi e le associazioni per le persone transessuali e transgender: tra ricerca e buone pratiche” Ore 9.00-9.15: Registrazione dei partecipanti Ore continua ...

06/06/2011

Visibility

Lunedì 6 giugno  ex vetrerie Sciarra, Sapienza Università di Roma, ore 09,30-13,00   Studi di genere: visibilità e letteratura     Coordina Monica Cristina Storini   Marina Zancan (Sapienza, Università di Roma),  continua ...

06/06/2011

Taking A Chance on God

Lunedì 6 giugno ore 22     "All'interno della sezione di eventi su "Fede e persone GLBT", intitolata "Anime, avanzate!""      Premiere mondiale del film "Taking a Chance on God", alla presenza del regista Brendan Fay e di John continua ...

06/06/2011

Quando Eravamo Froci Gli omosessuali nell'Italia di una volta

Lunedì 6 giugno ore 21:00-22:30.   Presentazione del libro  "Quando eravamo froci. Gli omosessuali nell'Italia di una volta" di Andrea Pini, a cura del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.    Introduzione di Laura Laurenzi (Repubblica) e Andrea continua ...

07/06/2011

Queer in action

7 giugno ore 21   Ebraismo e Omofobia   Dibattito: Religione e Omofobia a cui parteciperanno:   Jacopo Minniti Consulente sessuologo dell’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma e collaboratore presso la cattedra di Psicologia e Psicopatologia del comportamento sessuale  continua ...

07/06/2011

Genderotica – The Show

7 giugno ore 21.30 Bridge Markland (Berlino) Bridge Markland è virtuoso della trasformazione e del gioco di ruolo. Un’artista che  attraversa i confini tra arte underground e raffinata, tra danza e teatro, performance, letteratura, clownerie, cabaret, burattini. La sua specialità continua ...

09/06/2011

Conferenza/incontro “I ragazzi stanno bene”

Giovedì 9 giugno ore 20.00   Clement Denoix  ha 21 anni e vive a Nantes: ha due mamme.   Ci racconta la sua storia insieme a Giuseppina La Delfa, presidente dell’associazione Famiglie Arcobaleno, Alexander Schuster, giurista esperto di legislazione europea relativa alle continua ...

09/06/2011

Spettacolo teatrale “Tuttonostro”

Giovedì 9 giugno ore 22.30    Tra quattro mesi Marco e Andrea avranno un bambino. E Andrea comincia ad avere paura. Marta vuole un figlio con Anna. Ma Anna no. Anna un figlio non lo vuole davvero.   Paolo vorrebbe un bambino tutto suo, però non può. E deve lottare continua ...

08/06/2011

Workshop: L’universo BDSM

Mercoledì 8 Giugno, dalle 21 alle 22.30   Seminario sul mondo bdsm: feticismo, dominazione, gioco di ruolo.   Deborah Di Cave, Dominazione al femminile: dalla Donna al femdom   Massimo Fusillo, Teoria e prassi dei feticismi   Vanja Stenjus, Sottomissione e giochi  continua ...

09/06/2011

Pavarotti Accademy incontra Europride

Giovedì 9 Giugno     La Fondazione Luciano Pavarotti è stata fondata da Nicoletta Mantovani con un duplice scopo quello di mantenere viva la memoria del Maestro Pavarotti e quello di aiutare i suoi allievi, e più in generale i giovani che si affacciano al canto lirico, continua ...

09/06/2011

Nuda Proprietà

9 giugno 16.00/24.00   Un progetto di Glory All   A cura di Roberto D’Onorio   Nuda Proprietà, nuove forme dell’abitare, analizza attraverso un segno di protesta, la deflagrazione della libertà di espressione, che è strettamente collegata alla continua ...

10/06/2011

Europa 2020: crescita inclusiva e diritto all'uguaglianza

10 giugno ore 9-19   Cgil Nuovi Diritti e Segretariato Europa in collaborazione con l'Ilga Europe e la Confederazione Europea dei Sindacati presentano:   Europa 2020: crescita inclusiva e diritto all'uguaglianza. Orientamento Sessuale e Identità di Genere Sindacato e Contrattazione continua ...

10/06/2011

4 International GLBT Business Leader Forum

Venerdì 10 giugno Il 4° International GLBT Business Leader Forum è un importante evento rivolto a tutti coloro che vogliono innovare i vecchi schemi e ricevere ispirazione per nuove idee sulla gestione della diversità e dell’inclusione in azienda.   Ideata per i continua ...

10/06/2011

Kesbilè Speciale Europride

Venerdì 10    14,30 Apertura Bar - Giardino   15.00 Proiezione Documentario - Sala Simonetta Tosi   16.30/18.30 Presentazione Libri: Bli, L'uovo Fuori Dal Cavagno Di Margherita Giacobino e Le Circostanze Dell'amore Di Alessia Muroni  continua ...

10/06/2011

In Corpore

Venerdì 10 giugno 2011 9:00-17:30 c/o Città dell'Altra Economia –Roma.   L’Associazione Maschile Plurale propone per l’Europride 2011 In Corpore, un percorso esperienziale che mette a tema la costruzione sociale dei generi.   Ideato con l’intento continua ...

10/06/2011

Queer in action

10 giugno ore 21 spazio dibattiti Proiezione documentario A Jihad for Love di Parvez Sharma - USA/UK/France/Germany/Australia 2007 – 81' premi e festival: Premio Miglior Documentario al Togay 2008 - Milano Festival Mix 2008: menzione speciale "Se Uno lassù vi ha dimenticati, continua ...

10/06/2011

Persone GLBT e le chiese cristiane in Europa: paure e opportunità per una piena accoglienza e inclusione

venerdì 10 giugno 2011, ore 15     "All'interno della sezione di eventi su "Fede e persone GLBT", intitolata "Anime, avanzate!""        Prima parte: Tavola rotonda moderata da Valerio Gigante (redattore dell’agenzia “Adista”). continua ...

10/06/2011

"Disgusto e umanità"

Venerdì 10 giugno alle ore 17.00 In occasione dell'uscita del libro di Martha Nussbaum "Disgusto e umanità" (Il Saggiatore) discuteranno del tema dell'orientamento sessuale di fronte alla legge: Stefano Rodotà, Paola Concia e Francesco Bilotta.   Interverranno: continua ...

La vostra inviata cicciona (si spera non più fra qualche mese) vi rendiconterà su quanti più eventi potrà. (Ho fatto la rima!).