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sabato 9 febbraio 2013

Ma io non dimentico: sull'articolo di Feltri Su una questione di libertà il sesso non fa differenza.

Ieri Vittorio Feltri ha scritto un articolo che ha fatto basire molti e molte per i suoi contenuti apparentemente gayfriendly.
L'articolo fa da pendant con uno di Lallo lulli di tutt'altro tenore ma a ben vedere la sostanza dei due articoli tanto feiendly non è.

Nella pars construens del discorso di Feltri dice in soldoni che non ci sono ragioni per opporsi al matrimonio tra persone dello stesso sesso né di impedire loro di adottare dei figli.

Nella chiusa dell'articolo Feltri ricorda come
la società può essere laica o religiosa, ci mancherebbe: ma lo Stato de­ve essere laico. Altrimenti è eti­co. E dove sta scritto che la tua etica è migliore della mia?
A ben leggere l'articolo e nemmeno tanto tra le righe , anzi, si capsce qperò come questa mezza apertura all'estensione del matrimonio e alle adozione per per coppie dello stesso sesso sia un modo per Feltri per mettere comunque dei paletti  alla questione.

1)  i matrimoni tra gay e la cittadinanza ai figli degli im­migrati sono, sì, problemi da ri­solvere, ma non possono esse­re considerati priorità come, in­vece, si legge nel programma del Partito democratico.

La stessa cosa affermata da Monti e tanti altri uomini e, ahiloro, donne politiche, che è una sciocchezza perchè la mancanza del riconoscimento di diritti degli stessi diritti di tutti e di tutte non di diritti gay come da più arti si legge in questi giorni di campagna elettorale, è una questione sempre importante per una democrazia da risolvere al più presto e sempre vieppiù in momenti di crisi quanto la società deve rinsaldarsi nei suoi principi democratici. I diritti non sono accessori e in fatto i priorità non possono essere secondi a nient'altro, mai.
2) sono sicuro che, pre­sto o tardi, anche l’Italia si alli­neerà agli altri Paesi europei, cosicché nella nostra legislazio­ne entrerà di diritto il matrimo­nio fra omosessuali.
Dove Feltri, ma è in buona compagnia, si riferisce all'estensione del matrimonio tra persone dello stesso sesso come a matrimonio tra gay confondendo oreintametno sessuale con genere, visto che è il genere e non l'oreintamento a dirimere la questione come ho spiegato già fino alla nausea su questo blog: due persone omosessuali si possono sposare basta che siano di sesso diverso, e d'altronde non tutte le persone dello stesso sesso che si sposano sono omosessuali ci sono anche le persone bisex. Anzi col matrimonio si finisce di distinguere le persone in base all'orientamento sessuale e si constata semplicemente l'assortimento sessuale della coppia


Se non vi piace chiamare matri­monio quello fra due maschi o due femmine, chiamatelo co­me preferite, anche peppino, purché la sostanza sia la stessa. Eredità, reversibilità della pen­sione, assistenza sanitaria ecce­tera: o sono per tutti o per nessu­no.
Dove si riduce l'importanza del matrimonio semplicemente ai vantaggi (e agli oneri che qui mancano) accessori.
Il punto centrale dell'estensione del matrimonio che e non può che essere lo stesso matrimonio - stessi diritti con lo stesso nome come recitava lo slogan Venezuelano di un paio di anni fa -  è il riconsocere alle coppie dello stesso sesso la stessa dignità di quelle di sesso diverso, una coppia che contribuisce alla crescita e allo sviluppo della società.
Si trattasse solo dei vantaggi economici basterebbero i diritti per i singoli come vuole la chiesa e tutta la destra omofoba maschilista e reazionaria.

La dignità di famiglia la dà solamente il matrimonio che non deve essere certo un obbligo e infatti va di pari passo affrontata anche la questione delle coppie di fatto ma chi vuole deve potersi sposare.

3) La parificazione comporte­rebbe un onere insostenibile per il welfare? Non scherzia­mo. I gay che si sposerebbero sa­rebbero pochissimi. Essi infatti sono trasgressivi per definizio­ne e non penso siano smaniosi di tuffarsi nel più conformisti­co degli istituti, il matrimonio appunto, che ha regole asfis­sianti per chiunque, figuriamo­ci per loro, abituati fin dalla gio­vane età a costumi elastici.
Bel tentativo di dire in maniera educata che le persone omosessuali sono meno propense alla monogamia e alla stabilità di coppia. Come se i vari Casini e Berlusconi e Fini non fossero tutti quanti risposati per tacere dei festini berlusconiani.
Una discriminazione basata su un luogo comune e su un pregiudizio. I farfalloni e le farfallone esistono tra tutti gli uomini e le donne qualunque sia il loro orientamento sessuale.

4) Statistica­mente il rischio di sbagliare nel tirare su la prole è pari per gli etero e per gli omo. Suvvia, smettiamola di consi­derare l’attitudine sessuale dei genitori come determinante per la riuscita nella vita dei ra­gazzi.
A parte il solito sessismo che  usa il maschile anche per indicare il femminile ecco ridotte le omosessualità a una attitudine sessuale: come se per scopare ci fosse o fare (o adottare) prole ci fosse bisogno del matrimonio.

L'omosessualità, proprio come gli altri due orientamenti sessuali, non è solamente una questione di sesso quello per il quale tanti e tante vorrebbero relegarci in camera da letto perchè fuori da essa ci percepiscono come esibizionisti. Essere omosessuali significa non solamente fare l'amore (o sesso) con persone del proprio sesso ma anche amare, e provare affinità spirituale per loro.

Ci sono altri dettagli nel suo articolo da sviscerare ma questi possono bastare. Gli altri se volete potete leggerli nell'articolo integrale.

Insomma mi sembra che le vere intenzioni di Feltri siano le stesse di repubblica dall'altra parte della barricata, quello di irretire le persone omosessuali facendo credere loro che sullo stigma si stia aprendo una breccia. Spero che nessuno cada in questo tranello tanto evidente quanto patetico ma non per questo meno pericoloso.

E non c'è bisogno di scomodare l'ignobile campagna denigratoria contro Boffo nel 2009 che è costata a Feltri 6 mesi di sospensione dall'ordine dei giornalisti di Milano e 3 da quello nazionale dove ci si riferisce all'omosessualità chiamandola una debolezza ricorrente, basta leggere quel che Feltri ha scritto in passato.
Un anno fa si esprime contro la legalizzazione delle coppie di fatto che reputa non necessaria con l'argomentazione ridicola e strumentale che nelle città in cui c'è un registro comunale pochi se ne sono avvalsi (senza ricordare che non trattandosi di una legge dello stato ha solamente un valore amministrativo locale e casomai corrobora l'idea che non è per i diritti di successione che ci si vorrebbe sposare...).

Più di recente il 3 marzo del 2012 Feltri scrive
Entrando nel merito del matri­monio gay, vi sono argomenti va­lidi per bocciarlo. Ma tutti legati a una visione antica della socie­tà, quando questa era impostata secondo criteri che non hanno più riscontro nella realtà: l’esi­genza di un contratto matrimo­niale con tre protagonisti, l’uo­mo, la donna (in grado di procre­are) e lo Stato, che utilizzava i fi­gli per la leva obbligatoria, men­tre ora li spreme solamente a fi­ni fiscali.
Le nozze omo adesso vengo­n­o invocate per assicurare l’assi­stenza, la reversibilità della pen­sione, l’assegnazione di case po­polari. È una faccenda di welfa­re. A ciò si può essere ostili o no. Parlo a titolo personalissimo e non con la pretesa di essere per­suasivo: i gay desiderano sposar­si? Prego, s’accomodino. Peg­gio per loro.
P. S.: vogliono adottare bambi­ni? Su questo punto manifesto forti perplessità. E ricordo che i figli sono conformisti. Farli cre­scere in una famiglia con due pa­pà e senza mamma, o con due mamme senza papà, non mi pa­re li aiuti a sentirsi uguali agli al­tri, come prediligono.
Insomma non voglio di re che non si possa cambiare idea ma una persona intellettualmente onesta lo ammette apertamente.

Spero che nessuno si lasci irretire ancora da quest'uomo e da quello che come direttore avvalla che altri collaboratori scrivano e dicano sull'omosessualità.
ma nel paese dalla memoria storica più corto del mondo tutto è possibile.

Io però non dimentico.





venerdì 4 gennaio 2013

Perchè le famiglie omogenitoriali non sono famiglie di gay e di lesbiche ma sono famiglie di uomini e di donne.

Dal primo gennaio è in rete la notizia della clinica di ginecologica di un ospedale di Padova che permette l’accesso alla zona riservata ai genitori anche alla partner dello stesso sesso di una neomamma accesso prima riservato solo ai “padri”, e ora allargato più genericamente ai e alle “partner”.

Purtroppo in tutti gli articoli, post,  commenti sula rete (e sulla stampa) si dà enfasi all'orientamento sensuale della coppia  e non al suo assortimento sessuale.

Si dice cioè che una famiglia omogenitoriale è formata da persone omosessuali, e non da persone dello stesso sesso.


La differenza non è da poco anche se sono in pochi e poche a coglierla, anche tra le e i militanti omosessuali. 

A rigore dei fatti è il sesso e non l'orientamento sessuale a dirimere la questione, sia nel caso dell'estensione del matrimonio sia in quello per le adozioni sia in quello per i diritti del genitore o della genitrice non biologici.

L'omosessualità infatti è solo una conseguenza, desunta, del fatto che due persone dello stesso sesso costituiscano una coppia, una famiglia, omosessualità che non costituisce il vero impedimento per il matrimonio e il diritto alla genitorialità.

Non è infatti l'orientamento sessuale a impedire alle persone omosessuali di sposarsi.

Una donna lesbica può sposare un uomo  gay e nessuno può impedire loro di farlo.

Sono due uomini e due donne che non possono sposarsi.

Ora dare per scontato che due donne e due uomini che vogliono sposarsi siano necessariamente e  unicamente omosessuali è discriminatorio perché uno o entrambi i membri della coppia potrebbero essere bisessuali.

E' discriminatorio perché dà enfasi a un fatto irrilevante, l'orientamento sessuale, quando la cosa più importante l'assortimento sessuale della coppia e già evidente: si tratta di coppie formate da due donne o due uomini.

E' discriminatoria perché la definizione famiglia omosessuale che  significa famiglia costituita da persone dello stesso viene fatta slittare semanticamente in famiglia costituita da persone omosessuali che non è sempre una definizione corrispondente ai fatti perché l'omosessualità come l'eterosessualità non sono concetti rigidi e univoci come quelli di uomo e donna e non prende in considerazione le sinergie tra orientamento sessuale (che sono tre e non due) e comportamento sessuale.

E' discriminatorio  perché dire famiglie di persone dello stesso sesso include tutte e tutti.
Dire famiglie lesbiche e gay esclude chi è bisessuale e chi ha un orientamento sessuale etero ma un comportamento sessuale bisex, specificazione quest'ultima che serve proprio a correggere le semplificazioni grossolane che si fanno come in questo caso.

E' discriminatorio, insomma, perché io gay e io lesbica non amo altri gay o altre lesbiche come me amo altri uomini e altre donne come me.

E la differenza non è di poco conto.

La prima definizione separa, cataloga ed esclude, la seconda include e riconosce a tutte e tutti la stessa dignità derivante dallo stesso diritto.

Io sono un uomo e ho il diritto di decidere chi sposare, uomo o donna che sia, in base al mio essere uomo non in base al mio essere gay o essere etero.

Perchè il diritto è di tutte e tutti.

Altrimenti non è un diritto ma una discriminazione.

venerdì 5 ottobre 2012

Se questo è un quotidiano: l'articolo aberante e omofobo di Avvenire. Il fondamentalismo cattolico contro ogni famiglia che non sia still-intact, two-parent heterosexual married family.



Ecco la tabella che accompagna uno degli articoli più discriminatori mai pubblicati da un quotidiano nazionale. Si tratta dell'articolo Adozioni ai gay? Figli disturbati  il cui sottotitolo aggiunge I pediatri dicono meglio famiglie normali

La discriminazione non sta nell'aver riportato i risultati di una ricerca nella quale si afferma che i figli (e le figlie, omesse per becero maschilismo estensivo) delle coppie omosessuali hanno più problemi di quelli delle coppie etero, ma già nel modo in cui la notizia viene riportata.

Quel famiglie normali che lascia intendere (senza spiegare il perchè) che quelle dello stesso sesso non lo siano.
Oppure le virgolette caporali alla parola figli di coppie omosessuali. Un giudizio implicito ma evidente che sottolinea come quelli delle coppie gay non siano veri figli.
Questo perchè l'articolo (ma non la ricerca cui ci si riferisce) fa finta di ignorare che uomini e donne omosessuali possano avere dei figli biologici avuti da precedenti relazioni etero o avuti  (all'estero, visto che in Italia è loro vietato due volte, in quanto coppie omosessuali e in quanto fecondazione eterologa) grazie alla fecondazione assistita o, nel caso di uomini grazie a una madre surrogata, e parlano solamente dei figli adottivi.

Anche la ricerca  cui si riferiscono How different are the adult children of parents who have same-sex relationships? Findings from the New Family Structures Study
pubblicata da Mark Regnerus sulla rivista Social Science Research Volume 41, Issue 4, July 2012, Pages 752–770 nell'affrontare le conseguenze sulla prole non distingue tanto o solo tra coppie etero e coppie gay ma tra  still-intact, two-parent heterosexual married fam-
ilies famiglie ancora intatte con due genitori eterosessuali e sposati e tutto il resto.

Non che la ricerca sia omofobica nel modo di vedere le famiglie omogentioriali ma la discriminazione e il rifiuto della legittimità di queste famiglie fa pari con il rifiuto delle famiglie eterosessuali con due genitori non sposati con genitori separati o divorziati con un partner che non è il genitore o la genitrice biologic* della prole o famiglie con un solo genitore\genitrice.

Questo è un elemento che a chi ha un occhio sensibile alla causa lgbt potrebbe sfuggire e che invece deve semrpe rimanere chiarissimo. L'attacco fondamentalista della chiesa e delle persone cattoliche parte e termina da qui dalla difesa dell'unica famiglia riconosciuta come tale quella  still-intact, two-parent heterosexual married family.

Non a caso Bagnasco lo scorso 24 settembre, nella prolusione in apertura dei lavori dell'assemblea permanente della CEI toccando vari nodi politici del Paese a un certo punto afferma che le unioni di fatto non riguardano in realtà le coppie etero perchè 
è paradossale voler regolare pubblicisticamente un rapporto quando gli interessati si sottraggono in genere allo schema istituzionale già a disposizione. In realtà, al di là delle parole, ci si vuol assicurare gli stessi diritti della famiglia fondata sul matrimonio, senza l’aggravio dei suoi doveri.
In realtà la questione riguarda  le copie dello stesso sesso (cui Bagnasco si riferisce senza mai davvero nominarle, che già il nominarle è una forma di legittimazione):
il riconoscimento di determinate situazioni o pratiche, non è mai neutrale: pur se non obbliga alcuno, è fortemente condizionante tutti. (...)
Quando si vuole ridefinire la famiglia esclusivamente come una rete di amore – dove c’è amore c’è famiglia, si dice –, disancorata dal dato oggettivo della natura umana – un uomo e una donna – e dalla universale esperienza di essa, la società deve chiedersi seriamente a che cosa porterebbe tale riduzione, a quali nuclei plurimi e compositi: non solo sul versante numerico, ma anche su quello affettivo ed educativo, strutturante cioè la persona. La società, come già si profila in altri Paesi, andrebbe al collasso. Perché non si vuole vedere? Non si vuole riconoscere le conseguenze nefaste di queste apparenti “avanguardie”?
Sarebbe interessante vedere i passi comuni della prolusione di Bagnasco con il documento del pdl a sostegno della famiglia pubblicata a inizio dove si ripete addirittura la considerazione che le coppie di fatto non le vuole nessuno perchè là dove ci sono vengono disattese e sono poco richieste. Un falso ideologico che meriterebbe la galera a Bagnasco così come l'ha meritata a Sallusti.

Un registro amministrativo comunale non ha spessore né valenza nazionale dunque non è un vero istituto giuridico.







Non mi interessa entrare nei dettagli della ricerca di Mark Regnerus. Per approfondire le sue offese a sceintifiche potete leggere un bel post che l'UAAR gli ha dedicato.

Quel che mi preme in questi attacchi all'omogeniotrialità e non dimenticarsi mai di guardare il quadro complessivo di non lasciare fuori le famiglie di fatto etero che esistono e sono discriminate nonostante possano sposarsi (anche se non sempre) anche loro, non perchè vengono sacrificate per attaccare le famiglie omo-genitoriali ma perchè l'unica famiglia che il cattolicesimo riconosce è quella  still-intact, two-parent heterosexual married family.

La radice patriarcale di ogni stigma sta tutta qui.


martedì 11 settembre 2012

Rosy Bindi a Daniele Viotti: Tu sei uguale ad un eterosessuale? Daniele Viotti: Di fronte alla legge sì


Daniele Viotti continua a fare con deliziosa pervicacia la sua opera di responsabilizzazione dall'interno dei dirigenti PD sula questione matrimonio egualitario.

Dopo Bersani tocca a Rosy Bindi che si lascia scappare, a un certo punto, un infelice paragone
Un malato non è pari a un sano, dice.

Dunque il vero quid non è solamente la non estensione del matrimonio eterosessuale anche alle coppie dello stesso sesso, ma, come si temeva, la preoccupazione del Pd è di non legittimare l'omosessualità tout-court, che viene vista come una accidente che per democrazia e civiltà (ah che belli tempi degli Spartani o della romana Rupe Tarpea) non si può più cancellare ma umanamente tollerare...

Se è spirito democratico questo...

Grazie Daniele !!!


mercoledì 5 settembre 2012

Tanto per ribadire perchè del PD non ci si può fidare: sulle uscite paternaliste di Bersani alla Festa Democratica di Torino a proposito dell'estensione del matrimonio alle coppie dello stesso sesso

Il Segretario del PD Bersani passa davanti lo stand di Vorrei ma non posso. It's wedding time! alla Festa Democratica di Torino.

Vorrei ma non posso, it’s wedding time è una campagna promossa da Queever (ha discoteca di Torino con annessa associazione culturale) e Associazione Quore a favore del matrimonio paritario egualitario (altra espressione di compromesso ma migliore di quella con l'aggettivo omosessuale)

Daniele Viotti,  del Quore, del Coordinamento Torino Pride LGBT, promotore di Vorrei ma non posso di area PD (secondo Cristiana Alicata),  chiede a Bersani, dandogli democraticamente del tu, come mai il PD sul tema dell'estensione del matrimonio alle coppie dello stesso sesso che, ahilui e ahinoi semplifica nell'infelice formula matrimonio gay omosessuale [questa è l'esatta espressione che usa Daniele, come mi ha fatto giustamente notare in un commento  a questo post] cosa per la quale non smetterò di bacchettare (a furia di rompere la bacchetta) finché questo vizio di merda non ce lo togliamo  tutt*, sia così pavido.

Ecco il video.



Le cartoline cui accenna Daniele sono queste.






Chiare, efficaci, esaustive.


Torniamo al video.

Da notare l'atteggiamento di Bersani, dalla cafonaggine di accendersi il suo mefitico sigaro al paternalismo delle pacche sulla spalla. 

Da notare anche l'orribile presuntuosa e maschilista (sì, maschilista) risposta  della donna che lo accompagna che, pretendendo di parlare  a nome di tutte le donne (non si sa con quale investitura), mentre Bersani la indica a Daniele come esempio di percorso virtuoso (a piccoli passi) da seguire per i diritti lgbt commenta che di strada da fare ne abbiamo ancora molta. Ecco se almeno lei si leva dai coglioni e tace o almeno quando parla non pretende di parlare per tutte le donne noi saremo molto più felici.

Poi naturalmente ci sono da notare i contenuti politici della risposta di Bersani che da Presidente di un partito il cui acronimo significa Pavidi Democristi non può che nicchiare sul matrimonio nascondendosi dietro un Siamo in Italia.

Come nota lucidamente Andrea Tornese in un ottimo articolo sul Corsaro (al quale devo molto per questo post)
Il PD, con varie iniziative, si dà un appeal di partito aperto sui diritti LGBT per mascherare un conflitto interno lontano da una soluzione accettabile. E alcune e alcuni militanti LGBT che cadono in questa trappola propagandistica. Il PD ospita dibattiti e discute di matrimonio, offre spazi per la raccolta firme per varie iniziative popolari sul tema delle unioni civili, colora le sue feste dei colori dell’arcobaleno, vende (e qualcuno li compra!) spazi per bar e punti ristoro gestiti direttamente da associazioni LGBT, e nei fatti si adagia sul “siamo in Italia”.
Sempre Andrea commenta le risposte inesatte di Bersani facendo notare come
Negli USA, secondo Bersani, Barack Obama (...) avrebbe semplicemente detto che ogni stato è libero di legiferare come meglio crede. Falso. Il presidente americano (...) ha dichiarato che (...) che le coppie dello stesso sesso dovrebbero avere la possibilità di sposarsi (...) ed ha appoggiato l’abrogazione del Defense of Marriage Act (una legge approvata durante l’amministrazione Clinton che definisce il matrimonio come l’unione tra un uomo ed una donna ed impedisce, nella terza sezione, l’equiparazione con le unioni tra persone dello stesso sesso). (...)

Obama, lo scorso 15 giugno, lo ha detto alla comunità LGBTQI americana:“Io non vi consiglierei mai di avere pazienza, non è giusto come non era giusto dire alle donne di essere pazienti un secolo fa o agli afroamericani 50 anni fa dopo decenni di inazione e indifferenza, ora avete tutta la ragione il diritto di chiedere, a voce alta e con forza, l'eguaglianza”.
Rimando a un altro articolo di Andrea nel quale ricorda con pervicace precisione tu la propaganda (mendace) sui diritti lgbtqi che Tornese dichiara con termine che non conoscevo solo un rainbow washing (un sostegno dei diritti lgbt di facciata e non di sostanza).

Ora, in tutta onestà, come ci si può chiedere di votare per questo partito?

martedì 7 agosto 2012

Attivisti Gay Harvey Milk versus Gli Altri la sinistra quotidiana: e nessun* vince!

Sono venuto a conoscenza di Attivisti Gay Harvey Milk /Movimento della Rete / Gruppo Gay Pride to Adriatic Coast-Rimini / Gruppo Riformisti di Sinistra grazie ad Andrea Tornese che ha segnalato, in una mailing list,  un articolo in cui si parla di una loro proposta di legge, scritto da Daniel Rustici sul sito Gli Altri la sinistra quotidiana.
Andrea segnala i commenti all'articolo e le risposte del suo autore, mentre lascia all'evidenza sconcertante del loro frasario sgrammaticato, le richieste dell'Associazione.

In realtà ce n'è davvero per tutt*, Andrea è stato fin troppo buono.

Partiamo dall'articolo di Rustici nel quale si dice che :
Un’associazione Lgbti,
senza la q chissà perchè, 
“Attivisti gay Harvey Milk”, ha pensato bene di scrivere in via ufficiale al Presidente Napolitano e al premier Monti per chiedere loro di promulgare un disegno di legge...
le proposte di legge si presentano,  si promulgano le leggi e le promulga (cioè le dichiara operanti) il presidente della Repubblica, previa approvazione parlamentare. Il capo del governo può presentare un disegno di legge ma non ha il potere di promulgare alcunché.

Con il termine proposta di legge viene indicato un progetto di legge (termine generico) normalmente presentato da un membro dell'assemblea legislativa (Senato, Camera*) cui il testo è proposto mentre con disegno di legge si indica normalmente un testo presentato dal Governo sempre alla Camera o al Senato*.

In realtà sia la proposta che il disegno di legge possono essere presentati da chiunque abbia titolo di iniziativa legislativa che nel nostro ordinamento sono, Camera e Senato*, Governo ed elettori (50mila). In questo ultimo caso si parla di proposta di legge di iniziativa popolare.

E', per esempio, una proposta di legge di iniziativa popolare quella cui fa da endorsment la campagna Una volta per tutti.

Adesso è vero che l'errore è nel manico, cioè nella proposta di legge così chiamata nel loro sito dal gruppo Attivisti Gay Harvey Milk (ma nel menù progetto diventa prospetto) nel quale si legge
Proposta di Legge Oggetto: CHIUSURA LOCALI GAY PROMISCUI ITALIANI (SAUNE, BATUAGE,DARK ROOM) Firmatari: Ivan Spinelli( Angela Paradiso) e Marco Bottaro Presidenti, Mauro Merlino Vice Presidente, e tutto lo staff della Associazione Attivisti Gay Harvey Milk.
L' Associazione Attivisti Gay Harvey Milk chiede rispettosamente al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio Dott. Prof. Mario Monti e al suo esecutivo di Governo Di promulgare un disegno di legge Atto Alla Chiusura dei Locali omosessuali Promiscui (SAUNE, BATUAGE,DARK ROOM)
e quindi, formalmente, l'autore dell'articolo su Gli Altri non ha la responsabilità dell'errore, che non è suo.  Daniel Rustici ha però la responsabilità di non rilevare l'inconsistenza, la naïveté (a voler essere buoni) di questo gruppo di ...analfabeti giuridici che usa parole a sproposito.

1) Le proposte di legge non si chiedono ma si presentano. Nel caso di leggi di iniziativa popolare, si presentano corredate da almeno 50mila firme di cittadini e cittadine italiani, oltre, beninteso, al testo della legge di solito preceduto da una presentazione che ne spiega scopi e necessità.

Invece questi sciagurati chiedono al presidente della Repubblica (giusto) e al presidente del Consiglio (sbagliato) di promulgare una proposta di legge, scordandosi che la medesima va prima approvata (e dunque trasformata in legge) da entrambi i rami del Parlamento, senza nemmeno presentare il testo della legge...

Pignolo? Sì, ma quando si parla di legge, visto che a volte una sola virgola fa tanta differenza, è bene essere precisi.

Tra l'altro i firmatari di questa (proposta di) legge di iniziativa  popolare hanno presentato anche le 50mila firme? Ah saperlo!!!

Torneremo alla proposta di legge fra pochissimo.

Nel suo articolo Rustici commenta che
La chiusura imposta per legge dei locali per omosessuali non può che far tornare alla mente alcune della pagine più drammatiche della storia contemporanea; era forse dai tempi del nazismo e delle sue retate che non si sentiva qualcuno invocare provvedimenti simili.

Scordandosi che l'omosessualità di per sé oggi è fuori legge in moltissimi paesi del mondo (a voler guardare al di là del proprio ombelico etnocentrico occidentale)  e che locali per omosessuali (che triste definizione) sono già fuorilegge, altro che dai tempi dei nazisti!

Nel resto dell'articolo Rustici legge le richieste dell'associazione che vogliono contenere la promiscuità dei locali per omosessuali e delle chat a rischio pedofilia (sic!) come 
un processo di normalizzazione che abbia come suo apice la possibilità di sposarsi e di adottare. 
Dopo aver citato Mario Mieli nel suo libro da cui questo piccolo blog prende nome, che criticava l'apertura (negli anni 70) del matrimonio anche per persone dello stesso sesso come tentativo da parte dell'eterosessismo di integrazione totale dell’omosessualità, un suo rientro (dalla porta di servizio) nelle strutture della famiglia Daniel Rustici, riconoscendo che le cose sono cambiate da allora, catalizza il comportamento dei maschi omosessuali radicalizzandolo in due poli inconciliabili. da un lato il sesso (promiscuo) dall'altro la famiglia: 
E proprio la difesa del pluralisno e della molteplicità e della differenza dei desideri delle persone gay, dovrebbe essere il principio per cui si lotta sia per il diritto di chi vuole diventare famiglia, sia per la completa libertà sessuale di chi preferisce non inserirsi in una struttura monogamica.
Una differenza oppositoria  esasperata a paradigma inconciliabile e antagonista
(...)

Non tutti vestono in giacca e carvatta, non tutti sono sobri e composti, alcuni vanno nelle dark room e nelle saune.
Come se quelli che vestono in giacca e cravatta non vadano in dark...
E se alcuni pezzi di comunità gay non accettano le differenze altrui, la battaglia per il riconoscimento delle proprie differenze da parte della società non sarà mai vinta. Tutto al più si arriverà ad un’uguaglianza di facciata, il cui prezzo sarà una triste opera di normalizzazione.
Criticare le posizioni di Attivisti Gay Harvey Milk  Rustici ne sposa comunque sposarne la prospettiva perchè pur riconcedo il diritto di esistenza a entrambe le posizioni anche lui riconduce i comportamenti dei maschi omosessuali entro questi due poli.
Anche per Rustici, proprio come per Attivisti Gay Harvey Milk, dark room e famiglia sono inconciliabili, scotomizzando sesso e sentimento, scopata libera e scopata monogamica, ignorando che gli stessi identici comportamenti ci sono anche nel maschio etero.
In quel caso però  la promiscuità non mette in discussione la sua vocazione al focolare domestico ma anzi conferma proprio, in certo immaginario collettivo, il suo estremo rispetto per quel focolare:
quello che un maschio (etero) fa con le mignotte non si sognerebbe mai di farlo con la madre dei suoi figli. Lo stesso vale per i maschi bisex...

Il consumismo sessuale non appartiene agli omosessuali maschi ma a tutti i maschi, etero e omosessuali che siano. In ogni caso,  questo modo di leggere il comportamento sessuale del maschio (che non esaurisce il portato degli orientamenti sessuali visto che ci si innamora anche...) è influenzato fin nel profondo delle nostre strutture mentali cognitive dallo stereotipo di genere che vuole il maschio molto più interessato al sesso della donna...

Ma se per il maschio etero essere promiscui non significa necessariamente non essere interessato a mettere su famiglia (quanti etero fanno figli con la moglie, poi con una compagna, poi con una seconda moglie e poi con una seconda compagna, e ognuna di quelle è una famiglia?)  non si capisce perchè per il maschio omosessuale la promiscuità dovrebbe dimostrare che non è interessato alla famiglia, o, detto altrimenti, che l'unica famiglia che esiste sia quella monogamica. 
Mi chiedo quando questo diverso approccio derivi dal ridurre l'orientamento omosessuale alla sua sola sfera sessuale non prendendo nella giusta considerazione quella affettiva. 


Non si tratta di stare tutti insieme noi maschi omosessuali promiscui o monogami, si tratta di smantellare questo modo di leggere il comportamento sessuale del maschio omosessuale con occhiali culturali diversi da quelli con cui si osserva il comportamento sessuale del maschio etero.

Per farlo si può cominciare con l'analizzare le ecolalie di questo gruppo di attivisti che si rifanno ad Harvey Milk (che nell'orizzonte politico internazionale del movimento è solo un moderato...) ed essere molto più incisivi di quanto non sia stato Daniel Rustici.

Soprattutto nel contestualizzare davvero il portato politico, pratico e ideologico di questo gruppo.

Nel loro sito il gruppo di Attivisti (al maschile, dunque sessista già nel nome)
si definisce così:
Associazione Attivisti Gay Harvey Milk in sostegno per la comunita' omosessuale Italiana con una linea a vostra disposizione chiamata la voce del tuo amico attivista gay e i recapiti telefonici da poter contattare per chiedere aiuto sostegno e per denunciare casi di bullismo di violenza e di abusi di ogni genere (...).
Il neretto è mio. Solo amici niente amiche da quelle parti...

Noi combattiamo contro l'omofobia transfobia pedofilia e razzismo
certo mettere degli atti discriminatori vicino a una parafilia è un abuso dell'uso connotativo delle parole spacciato per uso denotativo 
e vogliamo che l'istituzione dei matrimoni e delle adozzioni
doppia zeta...
omosessuali diventino una realta in questo paese.

ASSOCIAZIONE ATTIVISTI GAY HARVEY MILK FRATELLI E SORELLE OGGI NOI SIAMO QUI PER RECLUTARVI TUTTI !!!
Fratelli e sorelle secondo le regole grammaticali italiane bisogenrebbe accordare quel tutti al femminile... In ogni caso tutti e tutte avrebbe denotato minore maschilismo.
Poi come nella Bibbia che stila elenchi infiniti di nomi...
Staff Attivisti Gay (ANGELA PARADISO) (MARCO BOTTARO))) (ALESSANDRA CANALA) (LAURA GRASSELLI) (PAB FUXIA) (FRANCESCA CARFORA) (BRIE LIGHT) (SASY LENCI) (MAURO MERLINO) (MOIRA PAGANELLI) (EMANUELA GERANI) (GIOVANNI GIGLIO) ANGELA PARADISO MARCO BOTTARO ATTIVISTI GAY , SIAMO UNA COPPIA OMOSESSUALE CHE HA DECISO DI PORTARE AVANTI IL SOGNO DEL NOSTRO CARISSIMO PADRE HARVEY MILK SEGUENDO IL SUO ESEMPIO DI RETTITUDINE E MORALITA' ABBIAMO CREATO QUESTO SITO WEB PER ONORARLO E PER METTERCI A SERVIZIO DEI NOSTRI FRATELLI E SORELLE OMOSESSUALI E SIAMO QUI OGGI PER RECLUTARVI TUTTI !!!!!! CERCHIAMO RAGAZZI E RAGAZZE E TRANS
già perchè se sei trans non sei né ragazzo né ragazza..
DI BUONA VOLONTA' E FORTE FIBRA MORALE, UMILTA' , VOLENTEROSI E CHE NON SONO ALLA RICERCA DI FAMA O GLORIA PERSONALE NOI LI PRENDEREMO IN CONSIDERAZIONE E SOTTO ESAME E ATTENTA VALUTAZIONE PER FAR PARTE DELLA NOSTRA FAMIGLIA DI ATTIVISTI GAY
sempre e solo maschi
SE AVETE I REQUISITI GIUSTI CONTATATECI VI ASPETTIAMO ANGELA E MARCO ATTIVISI GAY ATTIVISTI GAY STORIA E MANDATO IL NOSTRO MOVIMENTO DI ATTIVISMO, NASCE NEL QUARTIERE GAY DI CASTRO NEL 1972 A SAN FRANCISCO FONDATO DAL NOSTRO PADRE, ISPIRATORE E MENTORE HARVEY MILK. Fù IL PRIMO ATTIVISTA GAY DELLA STORIA
peccato che il movimento gay, almeno come modernamente inteso nasca nel lontano 1864...
E LEADER UNICO E INDISCUSSO DELLA COMUNITà GAY.
Di San Francisco o dell'universo mondo?...
FONDO LA CASTRO VALLEY ASSOCIATION COMMERCIANTI, LOCALI DELLA ZONA DI CASTRO CHE FECERO CON LUI UN INTER SCAMBIO RECIPROCO DI OPPORTUNITà CON L' AGGIUNTà DI RAPPRESENTANZE SINDACALI E DI QUARTIERE PER RELAZIONARSI CON LA COMUNITà GAY E I CITTADINI, E CON QUESTA SUA VITTORIA LA COMUNITà GAY DI SAN FRANCISCO LO PROCLAMO SUO PORTAVOCE UFFICIALE, BATTEZZANDOLO SINDACO DI CASTRO STREET. E NEL 1977 HARVEY MILK DIVENNE IL PRIMO RAPPRESENTANTE AL MONDO GAY APERTAMENTE DICHIARATO CON LA CARICA DI SUPERVISORE AL CONSIGLIO COMUNALE. VINSE LA BATTAGLIA CONTRO LA PREPOSIZIONE 6 INDETTA E PROMOSSA DAL SENATORE ULTRA CATTOLICO E CONSERVATORE DAN WHITE, CHE VOLEVA IMPORRE IL LICENZIAMENTO DI MASSA DI TUTTI GLI INSEGNANTI GAY. Fù ASSASSINATO VIGLIACCAMENTE IN MODO INFAMANTE DAL SENATORE DAN WHITE INSIEME AL GRANDE AMICO GEORGE MOSCONE SINDACO DI SAN FRANCISCO E SOSTENITORE DELLA COMUNITà OMOSESSUALE NEL 1978. NEL 2009 IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI BARAK OBAMA HA CONFERITO A HARVEY MILK LA MASSIMA DECORAZIONE E ONOREFICENZA DEGLI STATI UNITI , LA PRESIDENTIAL MEDAL OF FREEDOM, PER IL SUO CONTRIBUTO AL MOVIMENTO DEGLI ATTIVISTI GAY. E NOI ATTIVISTI GAY PORTIAMO AVANTI LA SUA CAUSA E LA SUA MISSIONE DI VITA, PRESERVANDO, TUTELANDO E PROTEGGENDO I NOSTRI FRATELLI OMOSESSUALI
niente sorelle
ANCHE AL COSTO DI DONARE LA NOSTRA VITA, DAL FANATISMO RELIGIOSO
dal quale mutiano il linguaggio
E DA UNA POLITICA FINE A SE STESSA CHE PROMULGA: - RAZZISMO - OMOFOBIA - TRANSFOBIA - XENOFOBIA - INTOLERANZA
anche all'ortografia?
NEGANDO DIRITTI UMANI E CIVILI. ATTUANDO IL NOSTRO OBBIETTIVO E FINE ULTIMO FACENDO ALLARGARE I DIRITTI E DOVERI ALLA COMUNITà OMOSESSUALE CON I - PACS - MATRIMONIO - ADOZIONI OMOSESSUALI METTENDOCI TOTALEMTE SENZA REMORE A SERVIZIO DEI NOSTRI FRATELLI
aridaje!
A TITOLO TOTALMENTE (GRATUITO), SENZA SCOPI O FINI (LUCRATIVI) E NON SCENDENDO MAI AL TORBIDO E INFAMANTE MEZZO DELL' (COMPROMESSO). "" SE UNA PALLOTTOLA DOVESSE COLPIRCI POSSA QUESTA INFRANGERE LE PORTE DELLA REPRESSIONE E DEL OMERTà DIETRO LE QUALI SI NASCONDONO I GAY DEL NOSTRO PAESE. ANGELA E MARCO ATTIVISTI GAY ""
(attivistigay.blogspot sezione Chi siamo)
Ecco cosa hanno sul loro sito alla sezione video...


Proprio in sintonia con quanto scritto nella sezione "Chi siamo"
ANGELA PARADISO MARCO BOTTARO ATTIVISTI GAY , SIAMO UNA COPPIA OMOSESSUALE CHE HA DECISO DI PORTARE AVANTI IL SOGNO DEL NOSTRO CARISSIMO PADRE HARVEY MILK SEGUENDO IL SUO ESEMPIO DI RETTITUDINE E MORALITA' ABBIAMO CREATO QUESTO SITO WEB PER ONORARLO E PER METTERCI A SERVIZIO DEI NOSTRI FRATELLI E SORELLE OMOSESSUALI

E veniamo finalmente al prospetto (?) di legge
(...) Chiediamo la collaborazione e la Vigilanza delle Forze del Ordine Statali sia Interne che Esterne nei locali Omosessuali Adibiti a Discoteche e Pub in quando motivo di scandalo per la nostra Comunità, Portandovi alla luce dell' Consumo eccessivo di Stupefacenti e Alcolici e Super Alcolici che vengono serviti ai Minori e questa Situazione vi Assicuriamo che e' Fuori Controllo.
Solo gli omosessuali maschi fanno uso eccessivo  di Stupefacenti e Alcolici e Super Alcolici...
Segnalandovi che all'esterno di suddetti locali avvengono episodi di Estrema Violenza e Brutalità Con Pestaggi Gratuiti Motivati dal proprio Orientamento Sessuale , e ci auguriamo che suddette Forze del Ordine Agiscono senza Remore e con Pugno di Ferro con la massima Severità e Tutela .
Quindi eliminando i locali si eliminano i pestaggi?
Chiediamo a Voi Alte Cariche Dello Stato inoltre di provvedere al contenimento e la restrizione e l'eliminazione di siti web Pornografici e chat
solo i maschi omosessuali fanno uso di pornografia... E l'unica pornografia che c'è sulla rete è quella gay e pedopornografica...
per la grandissima minaccia concreta e tangibile della Pedofilia . Venendo incontro anche a esigenze vostre di poter guadagnare stima e rispetto da voi
qui l'italiano è morto
e dal' opinione Pubblica e dai Media . E noi Associazione Attivisti Gay Harvey Milk Riteniamo Indispensabile Il Provvedimento per il deterioramento
eheheh normalmente il per ha funzione finale non causale... 
della Comunità Omosessuale Italiana in modo da ridare ad essa prestigio, lustro e credibilità. E per questo sin da ora vi esprimiamo la nostra piena e totale collaborazione perché troviamo sia giusto e doveroso poter collaborare e camminare insieme per la costruzione di politiche sociali e Anti Discriminatorie. Certi e sicuri di un vostro riscontro positivo che le vostre alte cariche istituzionali non potranno esimervi dal prendere questi provvedimenti necessari alla sopravvivenza e alla tutela della comunità omosessuale Italiana , dei Nostri Diritti sanciti e garantiti dalla Costituzione e dalla Carta Dei Diritti Umani. Se invece le nostre richieste di democrazia , libertà e tutela non saranno riconosciute e garantite dal nostro Governo e dalle vostre persone faremo un esposto all'Alta Corte Del parlamento Europeo e all' Onu chiedendo il loro appoggio , aiuto e sostegno per mettere in mora questo paese visto che il nostro governo rimane cieco e sordo difronte alla legittima richiesta di diritti civili e umani . e questo non gioverà al' immagine della repubblica italiana sul' Europa facendovi perdere cosi credibilità. rispetto e fiducia !!!!
cicca cicca cicca!
e il mondo e la storia , non che le future generazioni ricorderanno la pagina nera che ha scritto l' Italia scendendo a compromessi con la chiesa sottostando a ogni suo volere e comando , lasciandola libera da voi
nemmeno Totò...
di diffondere messaggi di odio e di intolleranza e impedendo a voi con veti dittatoriali e reggimentalisti di promulgare leggi di diritto e tutela per una parte importante e considerevole dei cittadini italiani . Oltremodo sicuri e certi della vostra disponibilità e collaborazione al tema da noi citato ed esposto vi porgiamo i nostri omaggi la nostra stima e i nostri distinti saluti in fede Associazione Attivisti Gay Harvey Milk.
Ora a persone che scrivono così va davvero data la credibilità che deriva dall'essere presi in considerazione?


Dei commenti all'articolo di Rustici dedicherà il post prossimo...

Un grazie ancora ad Andrea che ci ha sottoposto questi scritti interessanti sui quali fare un utile esercizio di lettura critica, per tutte noi.


* ci sono anche i Consigli regionali ma qui si parla di legge statale non regionale...

mercoledì 20 giugno 2012

Una crepa nel dissenso: Il sostegno alla campagna Una volta per tutti di ArciLesbica nazionale

Dopo l'unanimità dei dissensi dei giorni scorsi, apprendo solo oggi del comunicato stampa di ArciLesbica nazionale che sostiene la pessima proposta di legge segregazionista che chiede per le persone omosessuali un non matrimonio di serie b.

Ecco il testo:

L’Associazione Nazionale ArciLesbica si batte perché l’Italia apra il matrimonio civile alle persone dello stesso sesso. E continuerà a farlo fino a che questo risultato non sarà raggiunto.

Sta partendo la Campagna "Una volta per tutti" che lancia una proposta di legge di iniziativa popolare per le unioni civili, che riconoscono gli stessi diritti dei coniugi alle coppie dello stesso sesso che si uniranno attraverso questo istituto.

Siamo pronte a sostenere questa campagna, anche se non coincide con l’apertura del matrimonio civile, perchè quello che ci interessa e ci preme è l’esercizio di uguali diritti, e questa legge li prevede. L'Unione Europea raccomanda dal 1994 agli Stati membri di aprire alle coppie omosessuali l'accesso al matrimonio o istituto equivalente, è tempo che l'Italia adempia a queste raccomandazioni.

Ci piace che una proposta di legge arrivi al Palazzo dalle firme dei cittadini e delle cittadine, che da anni sono in grande maggioranza favorevoli al riconoscimento delle nuove famiglie. Giacciono in Parlamento altre proposte di legge nell’indifferenza ottusa dei governi che si sono susseguiti, ma a pochi mesi dalle elezioni politiche vogliamo dare il nostro contributo perchè un’onda di migliaia di firme ricordi ai partiti che tantissimi elettori non vogliono più il primato dell’omofobia per l’Italia.

Serviranno 50 mila firme, facciamo che siano molte di più e vediamo chi oserà chiedere il voto senza rispondere a questa mobilitazione.

Per l'Associazione Nazionale ArciLesbica
Paola Brandolini - Presidente

A Paola Brandolini chiedo come  sia possibile che la richiesta di un istituto giuridico per le sole persone omosessuali costituisca una parità di diritti.

Trovo questo endorsement un gravissimo errore politico.
Come trovo dolorosamente naïf che si creda che basti la presentazione di una proposta di legge popolare (pessima) per obbligare il nostro parlamento a legiferare a favore della comunità lgbt.

Arcilesbica SVEGLIAAAAAA




mercoledì 13 giugno 2012

La campagna “Una volta per tutti” non piace proprio a nessuno: un bel post di Dario Accolla su Gay's Anatomy

Le menti che sostengono la proposta di legge che chiede per le persone omosessuali un istituto giuridico esclusivo, diverso dal matrimonio, che rimane di esclusivo appannaggio etero.


Io ho sempre detto che critico le idee e mai le persone,  per cui nonostante di recente abbia criticato ferocemente un post di Dario Accolla sulla sospensione del pride di Bologna, trovo questo post da lui scritto su Gay's Anatomy sulla  campagna “Una volta per tutti", oltre che interessante per il florilegio di pareri negativi che riporta, condivisibile parola per parola tanto da riportarlo integralmente.
La campagna “Una volta per tutti”, lanciata a ridosso del pride nazionale di Bologna la settimana scorsa, non tarda a suscitare critiche e prese di distanza da un testo da molti considerato come discriminatorio e dannoso per l’intera causa LGBT.
Sia ben chiaro, come dice giustamente Cristiana Alicata, sul suo blog:
Se a presentare questo corposo progetto di legge fossero stati Bersani, Bindi e Vendola, forse avrei gridato al miracolo. Il fatto che a farlo siano dei politici LGBT ed esponenti di associazioni mi preoccupa, soprattutto perché questa operazione viene fatta come dicevo già ieri, azzerando il cammino che la comunità LGBT ha fatto in questi anni [...] e senza coinvolgere la maggioranza delle persone impegnate sul tema dei diritti civili.
Sempre nel mondo della rete, non pochi/e blogger si sono dichiarati contrari a tale iniziativa, come si può leggere nelle pagine di Michele Darling:
Come si può usare uno strumento di democrazia diretta per promuovere una politica al ribasso?! Ma le firme si prendono per ottenere il massimo! E solo dopo, dentro il Parlamento, si possono cominciare gli eventuali compromessi. Anche se (o proprio perché) sappiamo tutti cosa succede quando i politici si muovono nell’ottica dei compromessi: dai Pacs, si passò ai Dico per arrivare a un bel nulla.
Anche dentro Sinistra Ecologia e Libertà si profilano alcuni distinguo, a cominciare da Saverio Aversa, del Forum Queer, che ricorda
sono fermamente convinto che la Sinistra e il Centro Sinistra non possano accettare norme e leggi che invece sanciscano la diseguaglianza. La Costituzione italiana stabilisce l’uguaglianza tra tutte e tutti, le cittadine e i cittadini, ed è quindi necessario adeguare e perfezionare le leggi che non si conformano completamente al dettato costituzionale. Prima fra tutte la legge sul matrimonio civile
e fa notare che:
Una Sinistra a livello europeo dovrebbe strenuamente battersi per la reale uguaglianza, in nome dei diritti, della dignità e delle pari opportunità. Sinistra Ecologia Libertà si è impegnata fin dal congresso fondativo a favore del matrimonio omosessuale, impegno ribadito anche nel documento conclusivo dell’ultima assemblea nazionale.
Ugualmente critica la posizione del gruppo giovani del Circolo Arcigay Tralaltro di Padova, che in un comunicato ufficiale «sente la necessità di esprimere il proprio dissenso in merito ai contenuti di questa campagna politica» motivando che:
in ossequio al fondamentale principio di uguaglianza, le persone LGBT non debbano avere né meno diritti, né più diritti, né diversi diritti, ma gli stessi diritti di cui godono le persone eterosessuali.
e ribadendo ancora come:
in un momento storico in cui Obama, Hollande e Cameron esprimono un chiaro sì al matrimonio (civile) per le coppie omosessuali, una campagna di raccolta firme per una legge di iniziativa popolare sulle unioni civili, nella quale è bandita la parola matrimonio, sia un autogol da parte del movimento LGBT italiano, che dovrebbe coerentemente chiedere il massimo dei diritti possibili.
Duro anche il commento di Rete Lenford, l’avvocatura LGBT che in una nota dichiara:
L’assemblea dell’Associazione Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford ha deciso all’unanimità di non appoggiare la campagna per la sottoscrizione della legge di iniziativa popolare sulle unioni civili. Il motivo di questa decisione è semplice. Da anni la nostra Associazione si batte per il pieno riconoscimento del diritto alla dignità e all’eguaglianza delle famiglie formate da persone dello stesso sesso. È quindi una questione di coerenza con le nostre idee [...] noi non firmeremo questa iniziativa di legge e suggeriremo a chi ce lo chiede di non firmare.

Insomma, pare che la proposta di legge popolare piaccia, principalmente, ai suoi stessi promotori e, presumibilmente, ai leader di partito che si vedono disinnescata, dalle rispettive componenti LGBT interne, la questione del matrimonio aperto alle coppie di gay e di lesbiche. Un fatto non di poco conto, a ben vedere, visto che stiamo parlando di uguaglianza formale tra cittadini e cittadine di fronte allo Stato. E che a proporre questo dislivello giuridico siano proprio politici “amici”, poiché afferenti al movimento, lascia l’amaro in bocca.
Sarebbe stato il caso, viste le critiche e le distanza di larga parte del movimento LGBT, che questi signori avessero concordato la campagna con le maggiori associazioni nazionali e locali. Per avere l’avallo della comunità e per dare forza a una richiesta politica coerente. E invece il popolo arcobaleno è ancora una volta deluso, i capi di partito sono stati esentati dall’assumersi responsabilità oggettive, mentre la campagna si profila come l’ennesimo sperpero di energie che culminerà col solito nulla di fatto.
E la politica, a ben vedere, dovrebbe essere tutt’altro: come, ad esempio, garantire giustizia in nome dell’uguaglianza. Lo dice anche la nostra Costituzione. E in questo sta, o dovrebbe risiedere, la costruzione della nostra democrazia. Qualcuno lo dica ai promotori di questa legge inutile e iniqua.

Di mio aggiungo solo che questa proposta popolare di legge danneggia l'intera comunità lgbt. Dobbiamo dire a questi signori  - uso intenzionalmente il maschile come loro usano il maschile in tutti - di smettere.
 
Non firmate la proposta di legge e tenete a mente i nomi di chi l'ha concepita
come si possono leggere su facebook:
comitato promotore della campagna 'Una volta per tutti' che ha firmato martedi 5 giugno presso la Corte di Cassazione la proposta di legge sulle Unioni Civili:
Alessandro Zan
Etta Andreella
Monica Cerutti
Paola Concia
Giusva Iannitelli
Cathy Latorre
Vladimir Luxuria
Aurelio Mancuso
Maurizio Pioletti
Rudi Russo
Alessandra Tibaldi


domenica 10 giugno 2012

Una bugia, anche se ripetuta mille volte, è, e resta, una bugia: sul ridicolo paragone fatto da Klaus Dovi tra i registri delle unini civili comunali in italia e le leggi nazioniali di Francia (Pacs) Inghilterra (Civil Partnership Act's) e Germania (Eingetragene Lebenspartnerschaft).


Avrete letto dello scarso successo dei registri delle unioni civili comunali dei quali, secondo una inchiesta di KlausCondicio, solo 298 coppie omosessuali si sarebbero avvalse.


Mi chiedo come mai la fonte di dati pubblici e comunali sia un canale youtube specializzato in interviste fortemente ideologizzate...

Dopo una breve ricerca su internet non ho trovato il comunicato stampa di KlausCondicio ma solo quello di alcune agenzie stampa che danno come fonte dei dati il canale youtube di Klaus davi.


L'Agi per esempio riporta questi dati (per leggere il dispaccio nella sua interezza cliccate qui) .

nel corso del 2011, in tutti gli 82 comuni italiani che hanno istituito i registri delle unioni civili, sono solo 298 le coppie omosessuali che vi hanno aderito.

Dopo aver elencato alcuni numeri per singoli comuni (senza specificare smepre da quale anno i registri sono stati istituiti) si fa una considerazione che non si capisce se sia sempre di KlausCodicio e l'agenzia stampa meramente riporta o direttamente un commento dell'agenzia stampa.

Un numero esiguo, se confrontato con quello di altri paesi europei. In Germania, da quando nel 2001 e' stata istituita la legge, sono state registrate 23 mila unioni civili tra persone dello stesso sesso. In Gran Bretagna, dal 2005, sono state 42.778.

La notizia così com'è riportata è un falso talmente clamoroso che, vivessimo davvero in una democrazia, imporrebbe una rettifica.

Non mi riferisco tanto al fatto che sotto la dicitura registro delle unioni civili sono accorpate delle disposizioni amministrative comunali di natura diversa.

In molti comuni infatti non c'è un vero e proprio registro delle unioni civili cui si può accedere,  più semplicemente l'anagrafe rilascia, a chi lo richiede, una attestazione di famiglia anagrafica costituita da persone coabitanti legate da vincoli affettivi (come ricorda giustamente un articolo sul sito dell'Aduc Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori).

All'Aduc così come all'AGI e a chiunque altro e altra, magari distratti dalle dichiarazioni di Giovanardi, hanno commentato la notizia sulla rete, sfugge però il falso, pardon il fatto fondamentale di questa notizia surrettizia. 

Questi fantomatici registri sono COMUNALI e hanno solo un valore amministrativo LOCALE (accesso in ospedale al capezzale del partner, subentro nel contratto di casa, etc. solo nell'area del comune dove vale quel registro o l'attestato dell'anagrafe), e vengono invece paragonati con le LEGGI NAZIONALI di Germania, Inghilterra e Francia (smepre nell'articolo dell'ADUC).

Le leggi nazionali di questi tre stai sono tra l'altro leggi di natura completamente diversa.

Mentre i pacs francesi sono aperti a tutte le cittadine e i cittadini (dunque anche alle coppie etero che, volendo possono sposarsi) e non hanno lo stesso spessore istituzionale del matrimonio, la Civil Partnership inglese e L'istituto giuridico della convivenza registrata (Eingetragene Lebenspartnerschaft) tedesco sono leggi create ad hoc esclusivamente per le persone omosessuali alle quali lo Stato riconosceva la discriminazione di non poter accedere al matrimonio e dava loro una legge che compensasse questa discriminazione con un istituto semi-equivalente che non raggiunge mai la completa uguaglianza giuridica col matrimonio, altrimenti non avrebbe senso istituirlo visto che il matrimonio c'è già.

Anzi la Corte Costituzionale Tedesca riconoscendo  che se una legge nazionale per le persone omosessuali c'è e visto che si tratta in soldoni di un matrimonio di serie b ha smantellato negli anni alcune delle restrizioni (ma non ancora tutte) previste in queste leggi (impossibilitò di adottare, etc...) osservando che quelle restrizioni erano altamente discriminatorie.

L'idea stessa dell'istituto equivalente (che poi equivalente non lo è mai) è discriminatoria (in barba alle giuriste e ai giuristi della proposta di legge popolare Una volta per tutti che pensano il contrario).

Sarebbe come istituire un istituto giuridico diverso per i matrimoni misti, o per i matrimoni tra persone di cittadinanza diversa.

Il matrimonio  è uno o vi si accede tutti o non è matrimonio.

Insomma il commento di Klaus (e non di Giovanardi) che se i gay (le lesbiche non sono citate) non accedono ai questi registri civili è perchè in realtà non sono così interessati a sposarsi è una distorsione della realtà della stessa portata di quella che, per esempio, fece Emilio Fede quando ascrisse il movimento delle agende rosse in memoria di Borsellino al comunismo per via del colore rosso delle agende ...

Bisogna stare attenti a non rispondere a queste provocazioni perchè si rischia di avvallare non solo una notizia che è una bufala ma anche di dare credibilità a uno come Klaus Dovi che ne ha meno di Emilio Fede, il quale era seguito da 4 milioni d persone, mentre Klaus Dovi deve la sua popolarità a tutti quelli che , indignandosi, gli fanno indirettamente pubblicità senza però smontarne la retorica e l'ideologia delle sue false notizie.

Mentre scrivo le visualizzazioni dell'intervista a Giovanardi sono 57 più la mia...

Ecco la vera cosa cui indignarsi non le solite ecolalie di Giovanardi (le cui dichiarazioni in certi punti sono anche condivisibili) ma le notizie date a cazzo di cane che tutti ci beviamo come fossero vere, come fa il il comitato del Roma Pride 2012 sul sito del Mario Mieli che si indigna con Giovanardi ma non contesta minimamente la forzatura della notizia stessa.



Di Giovanardi parleremo un'altra volta...




sabato 9 giugno 2012

Una volta per tutti una proposta di legge popolare sbagliata e controproducente proposta da sinistra (Sel) e non solo (Idv) sessista fin nel titolo e discriminatoria per le persone omosessuali alle quali non riconosce il matrimonio ma una misera civil parnteship.


Normalmente sono molto critico  con chi esprime opinioni senza conoscere bene i fatti.

Ma questa volta la questione in campo mi sembra talmente importante che correrò il rischio esprimendo i miei dubbi e le mie paure prima di essere a conoscenza dei dettagli.

Questo quello che so, so far.

Il Padova Pride Village lancia la campagna nazionale Una volta per Tutti, una campagna di raccolta firme che durerà 6 mesi per una legge di iniziativa popolare per il riconoscimento in Italia delle unioni civili, senza alcuna discriminazione di genere con il sostegno di Ben&Jerry’s, azienda internazionale di gelati.

Un’unica proposta di legge sviluppata su tre livelli che chiede al Parlamento italiano il riconoscimento di:

        garanzie e tutele minime alle coppie di fatto, siano esse eterosessuali ed omosessuali, che non possono, o non vogliono, accedere ad alcun istituto giuridico.

        un istituto giuridico intermedio per il riconoscimento delle coppie che convivono, sulla base della loro vita affettiva, che estenda loro e ai lori figli tutele e garanzie 

    un ulteriore istituto giuridico che tuteli le coppie omosessuali sul modello della Civil Partnership Act inglese, come già avviene in altri paesi europei tra cui Germania e Regno Unito.

I dati che ho riportato li ho presi dalla cartella stampa scaricabarile dal sito

interpolandoli con quelli che si trovano direttamente sul sito www.unavoltapertutti.it 

Sin dal nome c'è qualcosa che non mi convince in questa campagna.

Una volta per tutti accorda al maschile quel tutti che grammaticalmente dovrebbe essere al femminile.
In quel tutti dobbiamo riconoscerci tutte e tutti, donne e uomini.


Insomma una campagna il cui stesso titolo gronda di maschilismo usando un maschile plurale per indicare tutte le donne e tutti gli uomini.

Complimenti alle creative e ai creativi della campagna. .


Se leggiamo poi le dichiarazioni dell'ala commerciale della campagna, la  Ben&Jerry’s, azienda internazionale di gelati c'è da mettersi le mani nei capelli.
Sempre nella cartella stampa si legge:

L’azienda supporta la campagna con la convinzione “che l’amore tra due persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, vada sempre tutelato e protetto.
I neretti, diversi da quelli del testo originale, sono miei.

Questa frase è ridicolmente discriminatoria.

Invece di dire che l’amore tra due persone è amore, indipendentemente dal loro sesso (assortimento sessuale) si parla di orientamento sessuale.

Quindi quello che caratterizza il mio amore di uomo per un altro uomo non è il mio appartenere al genere umano ma il mio essere omosessuale (o forse bisex?).

Inutile dire che chi parla male pensa male.

D'altronde l'idea di fondo della campagna è sbagliata e ambigua perchè mette insieme cose che insieme non vanno.

E nasconde questa ambigua associazione dietro un funambolico e surrettizio giro di parole:

garanzie e tutele minime alle coppie di fatto, siano esse eterosessuali ed omosessuali, che non possono, o non vogliono, accedere ad alcun istituto giuridico.

I neretti sono nel testo. Il colore rosso è mio per sottolineare ...l'inganno.

Non possono o non vogliono?


Le coppie etero (=formate da persone di sesso diverso)  possono sposarsi (a meno che non siano ancora coinvolte in matrimoni precedenti, ma esiste il divorzio...).
Se non vogliono sposarsi è perchè non credono al matrimonio ma in qualunque momento cambiano idea possono farlo.


Le coppie omo (=formate da persone dello stesso sesso) non possono sposarsi sia che lo vogliano o no.


L'esigenza che nasce per le coppie di fatto, cioè quelle coppie etero che per i motivi già detti non si sono volute\potute sposare riguarda la tutela di tutta una serie di diritti amministrativi (regolare i rapporti personali e patrimoniali relativi alla loro vita in comune, l'assistenza sanitaria, il subentro nel contratto d’affitto o del mutuo, il trapianto di organi e così via) che non hanno nulla a che fare con le vere e profonde radici del matrimonio e con i motivi per cui le persone omosessuali chiedono di poter accedere a questa istituzione.


Secondo i giuristi e le giuriste che hanno presentatore la campagna
il matrimonio sarebbe una serie di tutele,  diritti ed doveri. Ci si sposa per accedere a una serie di obblighi e vantaggi amministrativi.

Dimenticando così il motivo principale che dà sussistenza al matrimonio. Lo so persino io che di legge non so nulla.

Articolo 29 della Costituzione Italiana

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.

Se la famiglia è fondata su matrimonio si tratterrà di qualcosa di più delle  tutele, i diritti ed i doveri, no?

Forse si tratta del riconoscimento pubblico che quelle due persone costituiscono famiglia,  la cellula base della società così come considerata dalla Costituzione.

Invece come al solito è solo la sfera privata che passa in questa campagna, a anche guardando il  PESSIMO spot che è stato prodotto dove funambolicamente si mettono insieme coppie etero CHE POSSONO SPOSARSI  con coppie OMO CHE NON POSSONO SPOSARSI dribblando tra il posso voglio non voglio dimenticandosi del NON POSSO...



La vita di coppia è sempre e solo privata, fatta di vita insieme in casa, comprata insieme, dove non c'è vita verso l'esterno, verso la società, quella alla quale si chiede il riconoscimento della legittimità della propria unione proprio attraverso quel matrimonio cui le persone di sesso diverso possono accedere.

Non si tratta di sviste ma di una precisa strategia politica che non è affatto di sinistra nonostante tra i firmatari ci siano ben due nomi di spicco di SEL (cosa per la quale non rinnoverò la mia tessera al partito...) ma discriminatoria e filovaticana.


Firmatari di Una volta per Tutti, tra gli altri, la parlamentare Anna Paola Concia del Partito Democratico, Vladimir Luxuria, attrice e scrittrice, Aurelio Mancuso, presidente Equality Italia, Monica Cerutti, della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà, Rudi Russo, membro esecutivo Italia dei Valori, Gennaro Migliore di Sinistra Ecologia e Libertà, Franco Grillini, responsabile diritti civili Italia dei Valori, i brand manager e brand director di Ben&Jerry’s, Tommaso Vitali e Jochanan Senf, la scrittrice e attrice Lella Costa, Ministro del Governo Prodi per i Diritti e le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini.
Noto, en passant, di nuovo l'uso al maschile di Ministro per una donna.
Ma si sa. l'antisessismo della lingua non è di casa in Italia nemmeno  a sinistra.

Con un istituto giuridico diverso dal matrimonio come può la mia unione essere riconosciuta  come famiglia allo stesso modo di quella etero?

Se quello che come persone omosessuali ci accomuna è la discriminazione basta sull'orientamento sessuale una legge ad hoc solo per noi non continua a discriminarci forse, riconoscendoci dei diritti diversi da quelli degli altri uomini e delle altre donne?


Insomma come posso sentirmi uguale agli altri cittadini e alle altre cittadine se non mi viene riconosciuto il diritto di accedere allo stesso matrimonio ma si crea invece un istituto giuridico diverso e ad hoc? Diversa in che? E soprattutto, diverso perchè?

Se questa proposta di legge pensasse solo a un istituto giuridico per il riconoscimento delle coppie che convivono, sulla base della loro vita affettiva, che estenda loro e ai lori figli tutele e garanzie 


la legge sarebbe stata buona  e giusta.

Ma unire a questa legge una legge per il matrimonio tra froci e lesbiche beh vuol dire rinunciare a priori ad aprire il matrimonio, l'unico che esiste, anche alle coppie dello stesso sesso.



A voler essere anche solo pragmatici, in un paese che non è riuscito a votare quell'obbrobrio dei dico con un governo di centro sinistra come si può credere che l'attuale parlamento, ma anche quello prossimo, siano in grado di legiferare su una Civil Parntership solo per le persone omosessuali quando i diritti di questi cittadini e cittadine non sono nemmeno tutelati con l'estensione della legge Mancino?
Mi piacerebbe che chi ha presentato questa campagna di proposta popolare di legge rispondesse a queste e altre domande fatte da chi è più bravo di me con la legge e le leggi.

Che ci spiegassero come pensano che queste tre leggi, se mai venissero promulgate possano davvero aiutare le coppie di fatto etero e omo e le persone che vogliono vedersi pubblicamente riconosciute come FAMIGLIE.


E quanto queste leggi non servano a loro a darsi lustro e visibilità senza dare davvero fastidio ai poteri forti, Vaticano in testa. 

Cambiando tutto perchè tutto resti com'è.


A queste persone, a questa campagna, a questa raccolta di firme, IO DICO NO.


venerdì 25 maggio 2012

GayLib associazione gay di centodestra non potrebbe essere più sinistra: sulle dichiarazioni di Oliari a proposito dell'apertura al matrimonio anche per le coppie dello stesso sesso di Barack Obama

Ormai lo sa anche Gastone (il mio gatto) che il Presidente degli Stati Uniti ha pubblicamente detto alle porte della sua campagna di ri-elezione It is important for me to go ahead and affirm that I think same sex couples should be able to get married.

La notizia ha fatto il giro del mondo  ed è diventata uno spartiacque politico, etico e democratico tra chi il same-sex marriage (solo noi provinciali, nel senso della provincia  dell'impero, continuiamo a chiamarlo matrimonio gay - le lesbiche, si sa, come al solito non contano una cippa...-) lo vogliono e chi no.

Adesso scopro che Enrico Oliari, presidente di GayLib, l'associazione di persone omoaffettive di centrodestra (né b né t ne tanto meno q o i) ha dichiarato che sebbene
La decisione di Obama di aprire alle nozze fra persone dello stesso sesso e’ coraggiosa e va nel senso giusto (...)
In Italia non sarebbe tuttavia praticabile, per la diversa tradizione culturale e giutidica’(sic)
E insiste
Tenendo conto della tradizione culturale e sociale del nostro Paese, reputo percorribile piu’ che la via del matrimonio, quella del riconoscimento delle ‘Unioni Omoaffettive’
(fonte Apocalisselaica)

Sul sito di Oliari si può leggere la proposta di legge (?) da lui redatta nella quale, tra le altre cose, si dice
In caso di morte di uno dei due firmatari componente l’Unione Omoaffettiva pensionato o assicurato, il partner rimanente può vedersi riconosciuta la reversibilità della pensione.
I neretti sono miei. Può, non deve. E solo la reversibilità della pensione...

Adesso a differenza dei compagni e compagne di strada del Movimento io non ho nessuna pregiudiziale a che una associazione gay di destra contribuisca al movimento lgbtqi ma noto con disappunto e enorme fastidio che quello di GayLib più che un contributo è un bel bastone fra le ruote. Al di là dell'inconsistenza giuridica del registro delle unioni omoaffettive è chiaro l'orizzonte ideologico pavido e reazionario di chi non capisce che proprio finché non si cambia la tradizione culturale e sociale del nostro Paese le persone omosessuali e trans in questo Paese continueranno ad essere colpite e dunque discriminate ed emarginate dallo stigma e che lo stigma può essere combattuto anche (e certamente non solo) dall'apertura al matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso. Mai come ora dobbiamo chiedere l'unica opzione possibile, stesso nome stessi diritti, perchè se passasse un pacs, un dico,o unioni omoaffettive che dir si voglia, la questione del matrimonio anche per le persone dello stesso sesso verrebbe procrastinata di almeno un ventennio.

Quel che Oliari fa finta di non capire è che se chiediamo l'accesso al matrimonio non è per godere dei benefici giuridico-amministrativi ad esso connesso ma per vedere socialmente e giuridicamente riconosciuta la legittimità delle coppie omosessuali, per sancire socialmente che anche le coppie dello stesso sesso sono FAMIGLIE

Ma a Gaylib questo non solo non interessa ma non ne vuole proprio sapere visto che l'associazione a proposito delle adozioni lascia la libertà di coscienza ai suoi iscritti dicendo:
GayLib, a differenza delle associazioni ideologicamente vicine alla sinistra ha, come orientamento, una posizione di contrarietà dialettica, aperta alla libertà di coscienza individuale, rispetto al tema delle adozioni di minori da parte di coppie omosessuali. Va considerato, infatti, il diritto del bambino di essere adottato e non quello della coppia di adottare. Tuttavia, anche alla luce delle nuove normative in materia di affidamento condiviso guardiamo con particolare attenzione e volontà di confronto le necessità dei numerosi genitori omosessuali per i quali, in fase giudiziale, non deve più sussistere alcuna forma di discriminazione.  (fonte GayLib manifesto politico)

Da notare, en passant, il linguaggio sessista presnete in tutto il documento politico (basta leggere il resto sul loro sito) anche se, nessuna associazione gay ne è esente tranne quelle lesbiche...

Insomma credo che il contribuito di GayLib alla causa sia nullo e siccome in politica un contributo nullo diventa sempre zavorra penso che di GayLib si possa tranquillamente fare a meno. Non perchè nominalmente di centrodestra ma perchè radicalmente omofoba e reazionaria.

Enrico Oliari presidente di GayLib





domenica 13 maggio 2012

L'omofobia non si cura si educa

Prossimamente su questo blog il resoconto sulla Conferenza promossa da Nuova Proposta L’omofobia e la transfobia: osserviamole da vicino nella quale gli uomini e le donne presenti (alcun* non tutt*) continuano a usare una grammatica sessista (come l'articolo davanti il cognome di una donna) senza che nessuno in sala batta ciglio, si confonde l'ideologia omofobica con la malattia e si parla di curare le persone omofobe, senza chiedersi le cause dell'omofobia, senza collegare l'omofobia al sessismo, al maschilismo al patriarcato eterosessista (lo farà solo Giuliana Ruoti di Arcilesbica)  o all'incitamento all'odio per le perosne diverse dove i maschi omosessuali simboleggiano anche le donne omosessuali, dove vi ci si arrampica su sottili (e inutili) alchimie giuridiche per rivendicare i diritti mancati delle persone transgender per le quali la tutela dalla discriminazione non può basarsi sul concetto di identità sessuale visto che il transgenderismo va al di là dell'opposizione binaria maschio femmina (non chiedetemi cosa c'è al di là chiedetelo a Cathy La Torre donna biologica presidente del Movimento Identità Trans...), dove Anna Paola concia è convinta che siamo arrivati alla battaglia finale e che tutti i problemi stanno per essere risolti - per fortuna che dopo si dice da sola ma che cazzo sta dicendo questa (letteralmente) - dove sono tanti gli spunti proposti ma dove l'impressione è che ci sia tanto ancora da fare proprio a cominciare dalle persone che dovrebbero lavorare per il popolo lgbt (la parte qi - non rappresentata - come nemmeno quella T visto che Cathy è una donna biologica - non è mai stata nemmeno menzionata...).

Prossimamente su questo blog!






martedì 1 maggio 2012

Unonini civili o coppie di fatto? Sulla PROPOSTA DI DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE per la "familgia di fatto".

Ieri ho visto un poster, orrendo, per le vie del centro (via Conte Verde e limitrofe). Il poster sensibilizza il passante sulle famiglie di fatto con lo slogan teniamo famiglia.

Il poster, che sulla rete non trovo, è davvero mal concepito, peggio sviluppato e di una qualità grafica indecente.


I colori usati e abbinati nel poster rosso e celeste giallo e rosso si contrappongono più che essere complementari. In ogni caso creano un fondo astratto, inesistente.

Le due coppie ritratte sono avulse da qualunque luogo sociale, casa, lavoro, giardino, manifestazione, museo. Contano solo le persone non la socialità non la città in cui vivono.

Almeno una delle due foto sono scelte tra quelle che si trovano nel blog che, oltre a raccogliere le firme, chiede a chiunque voglia sostenere la campagna di partecipare condividendo una propria foto.

Quale foto sono state scelte?
Guardiamo le coppie.
In primo piano sula sinistra una bionda e un ragazzo occhialuto.
Lei  è incinta, lui le tiene una mano sul pancione.

La mano sulla pancia è intima ma lui potrebbe anche essere un amico o il fratello.
La coppia non si bacia.
Sono ripresi frontalmente, lui è dietro di lei, è come se la sostenesse, moralmente, è come se dicesse ho contribuito a questa donna incinta che però vale da sola è lei che ha il pancione.

Ecco la foto originale
A parte l'inversione destra e sinistra per motivi grafici lo scontorno ha cancellato il giardino in cui  Chiara, Luca ed Emma (nella pancia) come si legge sul blog si trovano.
Una bella foto rovinata da una intrusiva rielaborazione grafica.












Sullo sfondo a destra una coppia di ragazzi. Il primo ragazzo di etnia non europea è di tre quarti l'altro lo cinge a dietro e stenta a dargli un bacio. Il rimo ragazzo sembra come irrigidito non sembra molto preso dal bacio che il suo compagno (ragazzo, fidanzato) gli sta cercando di dare.

Non sono riuscito a trovare la loro foto sul blog

Amor sacro (in primo piano)  e amor profano (in secondo piano).
Amore procreativo (squisitamente etero) e  amore sensuale squisitamente gaio.

Non mi esprimo sulla fotogenia delle coppie perchè sono coppie reali e non modelli ma il senso generale che mi dà questo poster è di tristezza, squallore. Non certo per il sorriso di chiara, né per la dolcezza di Luca ma per la composizione grafica, il lavoro di scontorno, i colori usati, la composizione generale del poster.

Insomma diciamola tutta ma a chi verrebbe di equiparare la bella coppia in dolce attesa con quei due manichini sullo sfondo?



Il poster vuole pubblicizzare una proposta di delibera di iniziativa popolare da presentare al comune di Roma nella quale si legge 


REGOLAMENTO PER IL RICONOSCIMENTO DELLE UNIONI CIVILI


Ai fini della presente deliberazione si intende per unioni civili “un insieme di persone legate da vincoli affettivi coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune” (articolo 4 comma 1 ai sensi D.P.R. 223/1989, Nuovo Regolamento anagrafico della popolazione residente).

I neretti sono miei.

Un insieme di persone? Anche più di due?

Io di legge capisco poco ma questa definizione, al plurale, mi sembra vaga e politicamente attaccabile.

In cosa consiste il riconoscimento delle unioni civili?
nello stesso articolo 1 si legge

Il Comune provvede, attraverso singoli atti e disposizioni degli Assessorati e degli Uffici competenti, a tutelare e sostenere le unioni civili, al fine di superare situazioni di discriminazione, favorire pari opportunità, integrazione e lo sviluppo nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio.
Le aree tematiche entro le quali gli interventi sono da considerarsi prioritari sono:
casa;
sanità e servizi sociali;
giovani, genitori e anziani;
sport e tempo libero;
formazione, scuola e servizi educativi;
diritti e partecipazione.
Gli atti dell'Amministrazione devono prevedere per le unioni civili pari condizioni di accesso ai servizi ed alle attività promosse in ciascuna delle aree tematiche sopra indicate, con particolare attenzione alle condizioni di svantaggio economico e sociale.
Quindi se capisco bene questa delibera vuole l'estensione di servizi (?) e attività promosse nelle aree sopra indicate anche alle unioni civili.

Si parla di servizi e attività promosse dal comune.

Ora, io di legge capisco poco, ma e qualcuno mi corregga se sbaglio, questa deliebera serve per far partecipare anche le coppie di fatto all'assegnamento delle case popolari, cosa che succede già in molti comuni di Italia dove le amministrazioni stesse hanno preso iniziativa in questo senso.


Però questo non è un vero riconoscimento delle unioni civili, perchè, così come è spiegato, questo riconoscimento amministrativo non comprende alcuni diritti fondamentali riconosciuti solo ai membri di una famiglia.
Classico esempio e nemmeno gaio se no poi mia sorella dice che parlo solo di froci.

Mio zio ha avuto tre figli dalla sua compagna con la quale non si è sposato perchè solo separato e non divorziato dalla moglie. Quando ebbe un infarto la sua moglie, aveva diritto legale ad assisterlo  in ospedale la sua compagna poteva essere tenuta fuori a discrezione di medici e infermiere.

Ora mi chiedo il Rilascio di attestato di famiglia anagrafica alle unioni civili basate su vincolo affettivo
previsto dall'articolo due di questa proposta di delibera popolare  cioè
attestato di "famiglia anagrafica basata su vincolo affettivo" inteso come reciproca assistenza morale e materiale, ai sensi dell'articolo 4 del Regolamento anagrafico, in relazione a quanto documentato dall'Anagrafe della popolazione residente (D.P.R. 223/1989).
L'attestato è rilasciato per i soli usi necessari al riconoscimento di diritti e benefici previsti da Atti e Disposizioni dell'Amministrazione comunale.
riconosce anche il diritto di assistere in ospedale?Di visitare in carcere? di subentrare nel contratto? di percepire la reversibilità della pensione?

Temo di no.

Allora a cosa serve? Al di là del suo significato simbolico lottare per ottenere questo riconoscimento non è controproducente?

Non permette a chi si oppone all'estensione del matrimonio anche alle copie dello stesso sesso di dire: "Che volete? Avete avuto anche i registri..."?


 Insomma mi sembra che si sovrappongano cose diverse che vanno tenute diverse.

1) un conto è la discriminazione per il sesso, perchè è il sesso  e non l'orientamento sessuale, come si dice erroneamente, che vieta il matrimonio gay (infelice definizione).

Il matrimonio non è consentito tra persone dello stesso sesso.
L'orientamento sessuale non c'entra nulla.
Infatti io gay e una ragazza lesbica possiamo sposarci anche se siamo notoriamente omosessuali e nessuno può impedire il matrimonio (civile, l'unico che per me ha valore, non religioso).

Non è una questione di forma ma di ragionamento.

Due donne che si sposano non sono necessariamente lesbiche possono anche essere bisex.
In ogni caso quel che dà diritto a un uomo e una donna di sposarsi non è l'orientamento sessuale ma proprio la differenza dei sessi, procreativamente intesa. Ecco la vera discriminazione. E' in base al sesso. Siccome due persone dello stesso sesso non possono procreare queste non possono sposarsi. L'orientamento sessuale non c'entra niente.
Oscar Wilde, Cole Porter e tanti nostri amici si sono potuti sposare e hanno fatto figli anche se erano omosessuali (bisessuali).

La semplificazione o, meglio, lo slittamento semantico da discriminazione in abse al sesso e discriminazione in base all'orientamento sessuale nasce dall'implicata constatazione (errata) che se due uomini o due donne si sposa sono omosessuali. Invece possono essere bisex. A meno che non si vedano i matrimoni di Wilde e Porter come delle coperture per nascondere la propria vera natura omosessuale. E questa sì è una discriminazione in base all'orientamento sessuale. O sono etero o sono gay e se dimostro di essere entrambi beh una delle due è finta... !!!! E' la sindrome di Linneo dobbiamo catalogare tutti e la bisessualità non è una scelta dignitosa, o sei gay o sei etero, tertium non datur, in barba alla gente che è per la maggior parte bisex (stando a Kinsey...) e una non scelta. Ma chi lo dice

Lo stigma ce l'abbiamo nel sangue, tutte.



Da questo punto di vitata le unioni civili non contribuiscono al riconoscimento del diritto a sposarsi qualunque sia il sesso (di nuovo non l'orientamento sessuale) del partner. Ribadiscono anzi la differenza con il matrimonio istituendo un istituto giuridico (o come diavolo si dice) ad hoc che nel momento stesso in cui dà dei diritti non tramite il matrimonio conferma che il matrimonio è un'altra cosa.

Adesso con il massimo rispetto per le coppie etero che non si sposano loro possono comunque farlo le coppie omosessuali no...

Quindi cui prodest?

2) Un altro conto è riconoscere alle coppie di fatto alcuni diritti finora di esclusivo appannaggio delle coppie sposate.

Ma allora mi chiedo perchè estendere i diritti solo alle coppie non sposate che si amano? Cioè perchè ricosnocere dei diritti amministrativi solo alle coppie basate su vincolo affettivo?

Tra l'altro la definizione di vincolo affettivo come reciproca assistenza morale e materiale non è troppo vago?

Amare non vuol dire (solamente) dare reciproca assistenza morale e materiale.

Non si capisce se si vuole riconoscere che le coppie conviventi amano come quelle sposate o se , al contrario, esistono forme di convivenza non basate sul vincolo sessual-sentimentale.

Le unioni civili dovrebbero asserire che certi diritti amministrativi vanno estesi anche a coppie basate su relazioni di amicizia che sono parimenti basate sulla reciproca assistenza morale e materiale. 
 

Perchè se io e il mio amico col quale non scopo ma condivido la casa non solo per convenienza economica ma per affinità elettive non possiamo subentrare al contratto ?

 Insomma, da un lato si tratta di riconoscere anche alle persone dello stesso sesso il diritto a mettere su famiglia e che quella famiglia ha la stessa legittimità giuridica e morale di quella etero.

L'unico modo per farlo è estendere l'attuale matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso.

Un istituto equivalente non ottiene lo stesso effetto perchè si crea qualcosa di diverso che si equipara confermando nel momento stesso che uguale non è altrimenti si userebbe lo stesso istituto e non se ne creerebbe uno ad hoc.
E' come se per far sposare due persone di diversa etnia si ricorresse al razzimonio invece che al matrimonio che rimane solo per le persone della stessa etnia.



Se ci arrivo io che di legge ne capisco poco perchè non ci arriva chi propone queste "leggi"?.


E adesso ditemi pure dove ho sbagliato...