mercoledì 4 maggio 2011

Il Giovanardi pensiero

(ASCA) - Roma, 2 mag - ''Un bacio pubblico tra due uomini a me infastidisce. Un episodio ostentato di questo genere in un luogo pubblico da' fastidio: questo tipo di effusioni, se ad esempio due vogliono darsi un lungo bacio in bocca, se lo diano a casa loro, evitino di farlo davanti a persone terze'' Lo ha detto il sottosegretario Carlo Giovanardi a Radio 24.

''Se io vedo un nudista o una nudista su una spiaggia deserta in Sardegna non mi fa nessun effetto - ha cosi' argomentato - mentre se li vedo in spiaggia a Riccione in mezzo ai bambini e le famiglie mi provoca un fastidio immenso''. (fonte ASCA

Tempo fa parlai di come la cultura del dividi et impera ci renda tutti più deboli.
Stavolta Giovanardi mette le carte in tavola è fa luce sul suo pensiero che è quello dei tanti troppi italiani che mal sopportano situazioni di convivenza, di messa in comune, di compartecipazione.
Un nudista isolato, come un gay nel ghetto, è innocuo, controllabile, ci puoi far anche soldi sopra. Ma un gay inserito nella società, che convive con gli altri cittadini, senza ghetti, senza steccati, senza isole pedonali a lui dedicate fa paura perchè arricchisce l'umanità e toglie potere ai tanti Giovanardi che senza un popolo da dividere non hanno più potere e perdono la loro funzione primaria. Quella dei cattolici, che ti governano per conto di dio e ti mantengono nell'ignoranza perchè appena acquisisci spirito critico ti accorgi che ti stanno comandando.
L'alleanza tra il berlusconismo e la chiesa non è mai stata sancita è connaturata a queste due forme reazionarie e totalitarie di controllo delle vite altrui, per la sete di potere, per poter dire agli altri come vivere. E' alla base del mito fondativo del cattolicesimo, quel libro del Genesi che ha sancito il peccato originale dell'uomo tramite Eva che ha mangiato il frutto dell'albero della conoscenza. E' alla base del piano di rinascita democratica pidduista che Berlsuconi ha portato a compimento grazie alla complicità di tutta la sinistra che, quando ha potuto, (Dalema prima, Prodi poi) non hanno messo Berlusconi in galera.

Ora non vedo una via d'uscita non cruenta da questa crisi democratica che ha ucciso il paese. Una rivoluzione della portata di quella francese. Ma ci mancano i numeri. Perché gli italiani sono troppo presi a difendere il piccolo privilegio che ognuno ha to give a damn per il resto del Paese...

domenica 1 maggio 2011

Un brutto articolo su Sinsitraelibertà di Claudio Fava. Bruttissimo!

L'italia del tutto è lecito di Claudio Fava


C’è un malinconico filo rosso che lega insieme gli insulti offerti a Paola Concia e alla sua compagna con il pestaggio del consigliere comunale leghista a Padova. Quel filo rosso è l’imbecillità che, come ogni tormento dell’anima, è trasversale, senza nemmeno il beneficio di una patria politica.
L’idiota che grida alla Concia “lesbiche nei forni” e i minchioni che aggrediscono a colpi di catene un uomo di mezza età stanno dentro le cose della politica come naufraghi al mare: si agitano, si sbracciano, affondano. Subito è arrivata la solidarietà alla donna insultata e al leghista pestato. Ma mi pare che stavolta non basti.
Quegli insulti, quelle botte, lo squadrismo di gesti e parole hanno ormai piantato le proprie radici nello stomaco del paese. Raccontano l’idea che ogni forma di diversità culturale, affettiva, umana, politica sia ormai da considerare l’ombra di un nemico. Paola Concia, naturalmente, non ha alcuna colpa: solo il diritto di essere sé stessa. Del consigliere padovano si potrebbe dire che lui è uno che ce l’ha con gli immigrati, organizza banchetti, raccoglie firme, dà fiato al grossolano immaginario leghista. Insomma, è vittima, ma è anche politicamente lontano da molti di noi, fa parte di quell’Italia che si diverte a cercare i propri nemici verso il basso, che tratta gli affamati da clandestini, che rivendica purezze geografiche ed egoismo sociale. E’ un’attenuante per chi l’ha menato? Per qualcuno, lo è. Qualche giorno fa Casarin, leader dei centrisociali del nord est, di fronte a un altro episodio di teppismo a Padova, calci e pugni contro un paio di leghisti che raccoglievano le firme per i loro rancori padani, ha ammiccato a qualche giustificazione: “Peggio il loro razzismo o qualche salutare calcio nel culo?”.
L’avranno pensato anche i ragazzotti che due giorni fa hanno pestato il leghista: è un razzista, va menato. Ed è partita la spedizione punitiva: caschi, catene e cazzotti, lui 56 anni, loro in cinque e di trent’anni più giovani (ma talmente fessi da non riuscire poi nemmeno a scappare). Teppisti. Peccato che non scendano da Marte. A modo loro, quei cinque sono figli di un tempo in cui la conta tra gli umani si fa solo distinguendo gli amici dai nemici (che è un modo sbrigativo per darsi sempre ragione da soli) e pensando che, in tempo di guerra, tutto sia permesso: anche sprangare.
Anche l’imbecille che si è messo a insultare Paola Concia e la sua compagna, “colpevoli” della loro omosessualità, è cittadino di questi luoghi e di questi tempi. Ci dice di un’Italia in cui i giudici, nelle parole della più alta carica istituzionale, sono diventati pericolosi lestofanti, delinquenti, brigatisti. L’insulto di quell’uomo, che evocava i forni crematori per gay e lesbiche, produce ribrezzo ma non stupore. Fa parte del panorama e, tanto per non andar lontani, evoca le parole di un altro presidente, Lombardo, il governatore della Sicilia, che alle critiche di chi scrive ha risposto attribuendogli la fortuna d’aver avuto un padre ammazzato dalla mafia.
Anche quelle parole sono bastonate, catene e sputi, anche il linciaggio morale e materiale dei giudici è  un ignobile quotidiano pestaggio. Che si fa? Basterà abbassare tutti i toni, come chiede con accorato paternalismo il presidente Napolitano? Servirà, non basterà. C’è un degrado di civiltà che non si cura solo moderando il linguaggio. Perché nulla ha a che fare con la politica e molto invece con l’emulazione di chi fa capire che tutto è possibile, tutto è lecito, tutto è permesso. Anche riscrivere a calci la Costituzione. Claudio Fava (www.sinistraecologialiberta.it)

Quello che Fava omette è che il leghista aggredito è Aliprandi, condannato 4 mila euro di multa più 6 mila euro di risarcimenti per aver inserito nel proprio profilo di Facebook offese contro i Rom.

Ed ecco che allora il paragone tra Concia e Aliprandi come vittima della stessa mentalità squadrista, si sbriciola dietro un qualunquismo politico che malcela un paternalismo, un maschilismo e una omofobia terribili.
Paola concia non ha colpa se non di essere se stessa, e manifestarlo , pudicamente, andando in giro mano nella mano. 
Aliprandi invece propala pubblicamente, su Facebook, le sue idee razziste, che ricordo a Fava) in Italia SONO UN REATO. Non giustifico l'aggressione ad Aliprandi ma chi semina odio odio riceve. Chi semina amore dovrebbe ricevere amore non odio. O questi paragoni del cazzo. No? Essere froci e lesbiche è una cosa da rivendicare con orgoglio.
I leghisti sono quelli che bruciano la bandiera, odiano i meridionali, vorrebbero spare sui migranti.
Come cittadino italiano e come gay mi sento offeso da questo paragone del cazzo.
Se fava trova il mio linguaggio colorito rispondo che è meglio un vaffanculo che una sprangata in faccia. No?

Alla faccia dell'Agenda Setting! Il Tempo accomuna il flash mob all'Ikea con due notizie di spaccio e accoltellamenti !!!!

Ecco cosa si legge oggi sul sito de Il tempo:


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01/05/2011, 05:30

Notizie - Roma

Bufalotta
Bacio collettivo
contro Giovanardi
7«Un bacio libero» davanti all'Ikea della Bufalotta.

Con questo flash mob un centinaio di coppie, gay e non, ma anche di famiglie della capitale, hanno risposto alle critiche del sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi alla pubblicità dell'Ikea che ritrae due uouomini che si tengono per mano.

Davanti al centro commerciale di via della Vigne ieri pomeriggio è andato in scena il bacio collettivo per «rivendicare i diritti di chi si ama in maniera diversa». «In Italia oggi vivono cinque milioni di omosessuali - ricorda uno dei manifestanti - e un milione di coppie di fatto di cui oltre 250.000 dello stesso sesso». Appio
Lite sfocia
in accoltellamento
8 Aveva da poco terminato il suo turno di servizio al Commissariato San Giovanni e stava rincasando quando nel quartiere Appio ha sentito grida di aiuto e un ragazzo che stava correndo. Dietro di lui due armati di un coltello che lo inseguivano. L'agente è riuscito a bloccare i due. Gli aggressori, 22 e 17 anni, poi denuciati per lesioni aggravate e porto abusivo di arma da taglio, la vittima ferita una coscia e altre due ragazze coinvolte nella vicenda, tutti rumeni, sono stati accompagnati negli uffici del Commissariato San Giovanni. La lite tra i tre ragazzi sarebbe avvenuta per motivi di gelosia per le due giovani. Casilino
Droga e pistola in bagno
9Tre giovani, fermati dagli agenti del Commissariato Casilino, mentre viaggiavano a bordo di un'auto, avevano con sè tre dosi di cocaina. Incalzati dalle domande hanno messo i poliziotti sulle tracce dello spacciatore, 21 anni, rintracciato nella casa in cui viveva con una donna in via dell'Archeologia. Sotto la porta del bagno avevano 26 dosi di coca e una pistola. Dovranno rispondere per detenzione di droga ai fini di spaccio e detenzione illegale di arma.

 Bel quotidiano il Tempo, ammazza!!!

Gay le questioni grammaticali sono sempre politiche

Non so voi ma di fronte a frasi come queste
"Ero l'amante gay di Michael Jackson"
mi prudono le mani.

Che vuol dire ero l'amante gay? L'aggettivo dovrebbe specificare qualità del sostantivo. Qui invece sottolinea solo il sesso di appartenenza dell'amante. MA QUELLO GIA' SI SA!!!!
Un uomo non può essere l'amante etero di un altro uomo. Quindi che dice a fare  "Ero l'amante gay di Michael Jackson"????

Quindi a che serve specificarlo se non per fare gossip? Per rimestare nel torbido? Perché amante gay suona più sordido di amante e basta?

La frase in questione è presa dall'ennesimo servizio puttanata del più brutto sito gay mondiale: Gay.it

Baci tra uomini in tv e non

E mentre alle ecolalie di Giovanardi il Paese risponde con diversi flash-mob a Roma, Firenze e Catania, mentre i due presentatori delle Iene dedicano un bacio al sottosegretario in diretta tv, incappo in un altro bacio, precedente e quini non afferente al Giovanardi.
In una trasmissione di e con Gene Gnocchi (Gene lo firma con Martino Clericetti, Simone Bedetti, Maurizio Giambroni, Luca Monarca, Paola Vedani)
una parodica versione dell'Almanacco del giorno dopo che diventa Almanacco del Gene Gnocco, precisamente nella puntata del 28 Novembre  2010, va in onda, poco dopo l'inzio del programma, questo:



Partiamo dal sorriso di uno dei due attori per un bacio forse più vero del previsto, sicuramente di quanto voleva Gnocchi. Un sorriso di spontaneo smarrimento ma anche di
pudore.
Triste invece la confusione degli autori di questa boutade. Si parla prima di matrimonio e di coppie di fatto, confondendo cose diversissime, il diritto di tutti a potersi sposare e il diritto di chi pur potendosi sposare sceglie di non farlo. (Solo a gay e lesbiche è impedito il matrimonio...), come pessimo, patriarcale  e maschilista e presentare uno dei due coniugi col cognome dell'altro. Un problema presente solo in Italia dove la donna ha ancora problemi nel non prendere, da sposata, il nome del marito (e dove persino nei laicissimi certificati di matrimonio al comune il certificato recita che è l'uomo a prendere in moglie la donna) mentre nel resto d'Europa anche i figli possono scegliere il nome "da ragazza" della madre. Così come Batman e Robin non fanno outing ,a Coming Out. I soliti pressapochismi della nostra tv. 

venerdì 29 aprile 2011

Pazza Ikea (ancora sulle ecolalie di Giovanardi)

Arcietero e il telefono troppo azzurro

Italia dei Valori 1 Partito Democratico 0

"Non contento di aver sparato a zero sulla pubblicità dell'Ikea, bollandola come incostituzionale e scambiando con la Camera dei Deputati un’azienda privata che, come tale, può fare quello che vuole, il sottosegretario alla famiglia del governo del bunga bunga torna alla carica. Questa volta Giovanardi dispensa consigli su cosa è bene e cosa non lo è per la questione omosessuale italiana”.

“Consigliamo a Giovanardi di lasciar decidere agli interessati e, in ogni caso, non è lui che stabilisce cosa sia una famiglia. Sono le singole persone, nella loro vita e con i loro affetti, a farlo. Evidentemente il sottosegretario non si è accorto che viviamo in una democrazia liberale e proprio la natura del nostro sistema conferisce ai cittadini la libertà di decidere sulla propria esistenza. Sono le dittature a stabilire dall’alto come regolare gli affetti e la vita delle persone. Forse Giovanardi si troverebbe meglio a Teheran”. Franco Grillini responsabile diritti civile e associazionismo IDV. fonte italiadeivalori.it

"Un conto è denunciare il fallimento del Governo sulle politiche per la famiglia e per l’infanzia. E’ appena sufficiente ricordare il pesante taglio deciso dal Governo Berlusconi a favore delle famiglie italiane. Altra cosa, invece, è ricordare e custodire il valore costituzionale della famiglia. Su questo terreno il sottosegretario Giovanardi ha ragione. Senza se e senza ma. E il messaggio pubblicitario dell’Ikea va denunciato. Almeno per chi crede nel valore costituzionale della famiglia”. Giorgio Merlo, PD fonte giorgiomerrlo.net

giovedì 28 aprile 2011

Le ecolalie di Rocco Buttiglione

In attesa di conferma (spero si tratti di una bufala di internet) pare che il Presidente Udc, Rocco Buttiglione, al programma la Zanzara su Radio24 abbai detto:

Non mi sono scandalizzato tanto per questi manifesti dell'Ikea, ma in generale. Ci sono le famiglie tradizionali che fanno crescere i bambini e li educano.
Ci sono anche le famiglie omogenitoriali che fanno altrettanto
Questi quando sono grandi pagano tasse e contributi anche per le pensioni e l'assistenza sanitaria di quelli che i bambini non li hanno avuti,
quindi la colpa non è essere gay ma non fare figli.
e che hanno avuto invece molti soldi in più durante la vita.
Infatti, io che non ho figli, ho un sacco di soldi in più. Piuttosto è vero il contrario. CHE MOLTI NON POSSONO PERMETTERSI DI FARE FIGLI PERCHE' ABBIAMO TUTTI STIPENDI DI FAME 
Senno (SIC) da dove pensiamo che si prendano i soldi per pagare le pensioni ai gay?.
Ecco, è questo improvviso passaggio da coppie che non fanno figli a gay che è irrazionale, e non si capisce su quale pregiudizio si appoggi.
Cosa intende Buttiglione?
Che chi non fa figli è gay?
Che chi non fa figli è single?
Che i gay sono single perchè non costituiscono famiglia?
Che i gay non fanno figli?

Ci sono molti motivi per cui non fare figli. Chi non li fa non è mica detto che sia gay (o lesbica). Anzi.
Una coppia di qualunque assortimento sessuale NON E' MENO FAMIGLIA delle coppie con figli.
In realtà anzi, per la vigente legislazione italiana, le famiglie non sposate ma con figli sono meno famiglia di quelle sposate senza figli.
Quindi di che parla Buttiglione?
Tra chi fa famiglia ma non vuole O NON PUO sposarsi e ha  magari anche dei figli casomai CONTRIBUISCE DI PIU' ALL'ERARIO PERCHE' NON PUO' USUFRUIRE DELLE TASSE AGEVOLATE DI CHI INVECE E' SPOSATO E HA FIGLI.
Grazie Buttiglione per averci aperto gli occhi. Sono le famiglie sposate con figli che campano sulle spalle delle famiglie di non sposati con o senza figli e dei tanti e delle tante sigle, perchè la legge riconosce a loro e solo a loro dei privilegi che dovrebbero spettare a tutti quelli che fanno figli GAY COMPRESI.

Il video ufficiale dell'Europride 2011

Finalmente uno spot degno di questo nome.


Realizzato da Cartobaleno, lo spot, intitolato “I gladiatori” è risultato il vincitore tra quelli arrivati all'Europride contest” che lo ha premiato con mille euro adottandolo come video ufficiale per l’attenzione alla specificità di Roma, il ripudio della guerra e alla violenza, le qualità grafiche e, soprattutto, per l’attenzione diretta alla liberazione degli affetti di gay, lesbiche e trans nei diritti e nella gioia.

L'unico appunto che faccio al video è che il bacio tra i due gladiatori, oltre ad essere un po' statico, è davvero troppo breve. Uno non fa in tempo a capire cosa succede che si passa di nuovo all'esterno del Colosseo che cambia colore (perchè non rimanere all'interno del Colosseo, far cambiare colore  all'interno spostare i due gladiatori che continuano a baciarsi di lato e mostrare il logo del Pride ma anche i due gladiatori che si baciano per tutto il tempo)? Autocensura? Pavidità? Eppure così statico e non a lingua di ferro quel bacio è sostenibile...
Molto apprezzato invece il bacio finale tra le due ragazze. Uno spot che mette al centro l'omosessualità maschile e, letteralmente in fondo, quella femminile, però ben pensato, e discretamente realizzato (ribadisco il bacio è proprio statico e scarsamente leggibile).

Un miliardo di volte meglio dello spot (sic!) dello scorso anno, ve lo ricordate?

mercoledì 27 aprile 2011

Le ecolalie di Imma Battaglia (su Alemanno)

Ho letto incredulo le dichiarazioni di Imma Battaglia su molti siti e blog. Sono andato sul sito di Di Gay Project (DGP per gli amanti delle sigle) dove, effettivamente, si legge:

Roma é una cittá complessa che amplifica i gesti dei singoli attraverso una sovraesposizione mediatica. Non possiamo pensare che l'aggressivita di un balordo ricada sulla responsabilitá del primo cittadino -chiamato comunque a tutelare la sicurezza di tutti -né possiamo ritenere che una persona possa gestire Roma rimanendo isolata dalla dialettica politica nazionale e dal clima da stadio alimentato da grandi temi come l'omofobia. Ma commetteremmo un errore se dimenticassimo quanto questa amministrazione ha contribuito al clima di comprensione e accoglienza verso le associazioni in cui lottiamo per i diritti lgbt e quanta strada ha percorso facendo proprie queste tematiche. Sarebbe un altro errore tornare indietro, riaprire le porte della cittá alla diatriba ideologica ricreando un'atmosfera da caccia alle streghe. L'aggressione a Paola Concia é sconcertante, ma si tratta di un episodio che non puó far delegare ad altri una responsabilitá che é di ognuno di noi, perché tutti noi dobbiamo combattere per contribuire a creare quel clima di distensione e solidarietá per rendere Roma una cittá sempre piú inclusiva. Fermo restando che per fare questo ci vuole uno sforzo comune per superare gli steccati ideologici: serve la partenza dell'Osservatorio contro le violenze e l'omofobia -col coinvolgimento delle Associazioni, del sindaco e di tutti gli organi e gli attori sociali pertinenti -ed urge la legge contro l'omofobia, chiesta ormai all'unanimitá da una pluralitá di attori politici. Per primi Paola Concia e Gianni Alemanno. 
Io non so quali siano i motivi che inducono Imma a leccate di culo di questa portata. Non mi risulta che Aledanno abbia allentato i cordoni della borsa per il village. Qualcuno più informato mi evinca.
Voglio solo ricordare ad Imma che si sta coprendo di ridicolo peggio di Giovanardi. Vediamo se ci riesco.


11 nov 2010
Il primo cittadino ha detto: «Bisogna sfuggire alla tentazione di voler dare tutto a tutti, e quindi ai gay e ai single, altrimenti non faremo mai politiche familiari. Bisogna concentrarci sulla famiglia della Costituzione formata da un uomo e una donna che fanno figli. Questo - ha aggiunto - non vuol dire però discriminare le altre persone, vuol dire che la difesa dei diritti individuali non sono politiche familiari». fonte Corsera
Proprio come la tassa sul celibato di Mussoliniana memoria.


6 mag 2008
alla domanda «Gay Pride sì o no?» che gli è stata posta in un'intervista su Rainews24. Alemanno ha risposto che «il problema non è omosessuale sì, omosessuale no: è esibizionismo sessuale sì, esibizionismo sessuale no, e di questo discuteremo in consiglio comunale e cercheremo di trovare una formula che non offenda nessuno».

ESIBIZIONISMO - «Io ho tutto il rispetto possibile per le persone gay, ne conosco alcune», ha aggiunto Alemanno sottolineando di non fare «discriminazioni nei confronti della persone». Tuttavia, per il sindaco di Roma, «il Gay Pride è un fatto di esibizionismo sessuale e io sono contrario all'esibizionismo sessuale, sia omosessuale sia eterosessuale. A me non piace questa forma un pò aggressiva e non positiva neanche per chi manifesta». fonte Corsera
26 maggio 2008
Ci siamo confrontati con franchezza e ho spiegato loro i motivi per cui il Comune di Roma non darà il patrocinio al Gay pride, è una manifestazione di identità in cui si fanno rivendicazioni ben precise che per alcuni aspetti non condivido, come i matrimoni gay e le coppie di fatto. Si tratta di rivendicazioni per cui c'è il diritto di manifestare ma non possono essere appoggiate da questa amministrazione e anche Abbiamo accolto le proposte di carattere formativo, culturale e di assistenza contro ogni forma di discriminazione. Perciò istituiremo nuovamente presso l'assessorato alla Cultura un tavolo di coordinamento tra l'amministrazione e le associazioni per tradurre in fatti concreti le proposte". Il Comune appoggerà corsi di avviamento al lavoro per persone gay e trans anche per combattere il rischio della prostituzione e dello sfruttamento. fonte Openpolis
 23 aprile 2009
Il Comune di Roma non darà il proprio patrocinio alle manifestazioni previste per il Gay Pride. L'ha confermato oggi il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno: "Non daremo il patrocinio al Gay Pride, così come non lo abbiamo dato lo scorso anno. Perché la consideriamo una manifestazione di tendenza in cui ci sono delle richieste specifiche che possono essere condivise e non condivise".  fonte julienews.it

Un sindaco molto apprezzato da Gaylib che ha affermato recentemente:
Gianni Alemanno (...) da quando è sindaco della Capitale, ha saputo dimostrare in più occasioni sensibilità ed attenzione per le minoranza senza mai rinunciare alla propria identità ed integrità di uomo di destra (fonte Notizie gay del 13 aprile 2011)
Infatti....
22 febbraio 2008
"Consentire l'adozione di minori da parte di single o di coppie gay è una vera e propria violenza nei confronti di chi non si può difendere". E' quanto dichiara il deputato di AN, Gianni Alemanno che punta l'indice contro la nuova Convenzione europea sulle adozioni, che dovrebbe essere firmata a Maggio e che prevede la possibilità di adozione da parte dei conviventi, ma anche dei single e delle coppie omosessuali.
"Un bambino - prosegue Alemanno - ha diritto a crescere in una Famiglia fondata sul matrimonio, con una figura materna e una figura paterna e non ad essere adottato da single o da unioni che non hanno questo equilibrio. Mi auguro che sia il Consiglio che il Parlamento europeo boccino questo articolo della Convenzione europea contrario al diritto naturale". fonte an nel pdl
infatti...
2 luglio 2000
Camicie nere a piazza Venezia, saluti romani rivolti al balcone del duce, ieri sera verso le otto. Mille persone per gli organizzatori, 250 per la polizia. Perlopiù giovani, venuti da tutta Italia, con e senza la testa rasata, croci celtiche e un bandierone della Carinzia di Haider. "Finocchi? Sì grazie. Per il pinzimonio". "Il Colosseo ai gay: con i leoni dentro". E ancora: "L' unico frutto del Gay Pride? è la banana", sulle note dell' ultima canzonetta estiva. Ironia truce contro la settimana dell' orgoglio omosessuale. "Forza nuova" e slogan vecchi. Da piazza della Repubblica ai Santi Apostoli corteo autorizzato per scongiurare "l' ultimo scempio", la calata degli omosessuali al Colosseo, "luogo simbolo della civiltà romana e del martirio cristiano". "Impediremo fisicamente ai gay di arrivare l' 8 luglio al Colosseo - grida al microfono Antonio Lucarelli, uno dei portavoce - Noi non siamo contro gli omosessuali, ma contro la cultura dell' omosessualità, che è cultura di morte, pratica l' egoismo e nega i valori della famiglia". Coro: "Macchè provette, macchè omosessuali, padri, madri e figli naturali". "L' omosessualità non è una scelta, è una disgrazia. è un pericolo per la nostra società - spiega Massimo Morsello - Prima di tutto perchè non è feconda". "Speriamo che l' 8 luglio non si arrivi allo scontro fisico", conclude Roberto Fiore, il segretario nazionale.  (fonte Repubblica
Anotnio Lucarelli ex Forza Nuova, oggi è il capo della segreteria del sindaco Alemanno... Mi si dirà che si può cambiare idea, come Fini...

 

Caro Sindaco se davvero è contro l'omofobia perchè la sera dell'11 settembre 2009 prima di andare al gay village non passò per la fiaccolata stanziale organizzata da liberi cittadini a Piazza Navona?

Ed ecco come al gay village (felicemente definito una "festa dell'unità"  ad uso e consumo dei gay della Capitale da max forte su notiziegay.com) Alemanno ha potuto impunemente dire:
«Io personalmente sono contrario al riconoscimento delle coppie di fatto. Non tutti i sentimenti umani devono avere un riconoscimento per legge. Sono contrario ai Dico e ai Pacs». Per poi aggiungere «bisogna comunque fare tutto il possibile perchè i diritti
individuali vengano garantiti per tutte le coppie, omosessuali ed eterosessuali che non sono sposate». fonte Gaynews24

Cornuti e mazziati.

Che dite ci sono riuscito?
 

martedì 26 aprile 2011

Da Moonfleece a Giovanardi e Merlo senza confondere la cioccolata con la merda.

C'è una commedia di Philip Ridley Moonfleece che ho avuto la fortuna di vedere recentemente (e di recensire) nella quale viene (di)mostrata una semplice constatazione di fatto: per quanto l'omoaffettività possa essere avversa e stigmatizzata, c'è, esiste, è diffusa, e non c'è nulla che si possa fare per cancellarla. Per quanto si cerchi di negare i nostri diritti noi gay e noi lesbiche non siamo isolati ma siamo nel mondo insieme a tutti gli altri cittadini.
Lo scopo dello spettacolo infatti non è quello di spezzare una lancia a favore degli omosessuali, ma di indicare la stupidità di chi pensa che basti negarci la dignità umana per farci scomparire.
Se Giovanardi ma anche Merlo (del Pd) sentono di doversi addirittura fare alla carta costituzionale è perchè sanno distare prendendo la battaglia, e che ben presto, anche in Italia dovranno esserci gli stessi diritti che ci sono nel resto d'Europa. e' un processo inevitabile e i primi a cadere saranno proprio questi reazionari che nel momento stesso n cui aprono bocca dichiarano la propria sconfitta. Le famiglie omogenitoriali, le famiglie di uomini e di donne, uomini  e donne, non di omosessuali, ma  di uomini e di donne che amano persone dello stesso sesso, sono una realtà sempre più numerosa che lo Stato non può ignorare ancora per molto. Quel che dobbiamo fare è aumentare la nostra visibilità. Poco importa se veniamo aggrediti come Paola Concia e compagna. Ci siamo e facciamo vedere quanti siamo e che ci siamo e che non possono più tenerci nel ghetto, nelle discoteche, siamo nella società civile accanto a tutti gli altri discriminati, donne, migranti, rom.

Per cui sabato partecipiamo in massa all'iniziativa

Sabato 30/4 Porta di Roma: Noi Dentro Ikea, Giovanardi Fuori Dal Mondo




(grazie a Domenico de Pinto che ha postato questo video su FB)

lunedì 25 aprile 2011

Repubblica. Un'altra occasione perduta di rimarere in silenzio

Il peggiore giornale del paese, fatto dai giornalisti meno preparati d'Italia ha colpito ancora.

Pensate che stia esagerando?
Guardate allora questo video, confezionato in fretta e furia, dove il commento della giornalista (sic!) è, se possibile, peggiore di quello di Giovanardi.



Prendiamo il primo spot



Siccome nessuno parla l'inglese nessuno nota che l'uomo vestito da cuoco viene chiamato mum (mamma) da entrambi i bambini in uno scimmiottamento etero in salsa gay della famiglia sessista (il papà lavora e la mamma resta a casa a cucinare). Peccato che la lobby gay inglese si sia arrabbiata non di uno spot sessista e offensivo nei confronti dei gay (perchè chiamare mamma un uomo?) ma solo perchè la Heinz ha cancelatto lo spot per poche lamentele (2020) (fonte Corsera

Il secondo spot ironizza (in maniera sottilmente maschilista nel senso che è la donna rimanere fregata per giunta da un altro uomo) sulle corna coniugali. Qui il sessismo è usato in chiave ironica lei si spupazza il bel pischello con la scusa che è andata a prendere la camicia a lui (cosa improbabile se sono così ricchi hanno sicuramente una migrante a fare quel lavoro. Ma questo è tenuto in considerazione dallo spot che fa della camicia una scusa ironicamente plausibile. Uno spot splendido che sdogana non solo l'omoerotismo ma anche le donne che scelgono uomini più giovani, sempre viste male perché non sono donne ma mamme. Sentite però il commento superficiale e omofobico della speaker:
la coppia tradizionale per giunta matura e di alto ceto sociale nasconde in realtà segreti inconfessabili.
Inconfessabile è la mia voglia di mandare questa presunta giornalista nei in campagna a zappare come voleva Mao!!! Secondo questa sciammannata quello che fanno i due coniugi è qualcosa di inconfessabile. Ma che merda di omofoba! Degna di Giovanardi!





Tra l'altro ci si guarda bene dal ricordare che questo spot è del 1999 (fonte Gay.tv... cioè di 12 anni fa ed è dunque all'avanguardia rispetto la foto di Ikea... Ma tant'è...

Saltiamo lo spot di Mac Donald (del quale la speaker capisce l'assunto centrale cioè che il padre dà per scontata l'eterosessualità del figlio facendo meglio di molti gay che, quando lo spot uscì,  non ne capirono l'assunto e lo criticarono) e passiamo a quello successivo, di tutt'altra levatura.

Qui la nostra speaker torna improvvisamente omofoba argomentando che il padre ritratto nello spot abbia una presumibilmente sofferta doppia vita
La doppia vita qual è quella da drag? La nostra, avesse un minimo di cultura dovrebbe ricordarsi lo zio di Zazie, nel romanzo di Queneau Zazie nel metrò etero e sposato, fa spettacoli en travestì a teatro...


Questo spot a me non è mai piaciuto perchè mostra il padre come fenomeno da circo. Di giorno padre di notte travesta. Non è uno spot pro gay vuole solo essere uno spot che mostra qualcosa di bizzarro.
Infatti lo slogan è BIEN DANS SON EPOQUE, BIEN DANS SA TWINGO.

Tra l'altro la speaker parla solo dello spot francese ignorando che è stato regolarmente trasmesso anche in Italia...





Lo spot di Bjorn Borg (sì proprio QUEL Borg, quello di Loredana...) NON è come dice la sciampis... la speaker uno spot per una liena di intimo, ma un viral per una chat di incontri online!!!!




 Ma Repubblica fa gossip mica informazione!

Infine, citando uno spot di cui mi sono già occupato ecco i salti mortali della sciampis... speaker.
e per rimanere in Svezia... ecco uno spot austriaco



Insomma a che serve questo video pieni di pezzi di spot?
A un cazzo!
Come il quotidiano Repubblica!

Le ecolalie di Giovanardi

«L'Ikea è libera di rivolgersi a chi vuole e di rivolgere i propri messaggi a chi ritiene opportuno. Ma quel termine 'famiglie' è in aperto contrasto contro la nostra legge fondamentale che dice la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio».

E' Giovanardi a parlare, il sottosegretario alla famiglia che accusa questo manifesto

di essere un attacco alla costituzione.

Col funambolismo della parola che distingue tutti i nostri politici (basta vedere i distinguo fatti a destra come a sinistra prima di esprimere solidarietà a Anna Paola Concia dopo l'aggressione verbale che ha visto coinvolte lei e la sua compagna) Giovanardi spiega (sic!)
grave e di cattivo gusto che una multinazionale svedese, a cui il nostro Paese sta dando tanto in termini di disponibilità e che sta aprendo centri commerciali a manetta, venga in Italia e dica agli italiani cosa devono pensare polemizzando contro la loro Costituzione. Credo che molti clienti dell'Ikea non lo riterranno gradevole
.

Molti i commenti in risposta a questa ecolalia.

«L'ineffabile sottosegretario alla Famiglia del governo del bunga bunga, Carlo Giovanardi, ci rifila la sua filosofia moraleggiante il giorno prima di Pasqua. Addirittura Giovanardi invita l'azienda a ritirare la sua pubblicità con intento volutamente censoreo e con buona pace del presunto spirito liberale del suo capo. (Franco Grillini)
«Nemmeno alla vigilia di Pasqua Carlo Giovanardi, sottosegretario alla famiglia, sa contenere la sua frustrazione per il fatto che la sua delega sulla famiglia non ha a disposizione nemmeno un euro». Aurelio Mancuso
«Il (molto) sottosegretario alla Famiglia Giovanardi ha dichiarato, letteralmente, che Ikea è contro la legge, anticostituzionale e manda messaggi violenti, solo perché ha promosso una pubblicità con due ragazzi che si tengono per mano. Frasi del genere potevamo sentircele dire da un qualche ministro del governo teocratico iraniano, o da un alcolizzato di osteria, non certo da un rappresentante del Governo italiano» Sergio Rovasio.

Nessuno però ha raccomandato all'ecolalico Giovanardi di guardare alla trave nell'occhio del proprio governo.
Lo faccio io.
Caro Giovanardi se il manifesto dell'ikea è contro la costituzione queste affermazioni di Silvio Berlusconi cosa sono?

Una riforma della Carta costituzionale "è necessaria perché è una legge fatta molti anni fa sotto l'influsso di una fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come un modello". Serve un chiarimento sulla lettura della Costituzione, ha proseguito, ma non per andare verso una riforma presidenziale, "casomai è l'inverso, e dall'altra parte che si vogliono attribuire dei poteri che secondo l'interpretazione mia e del governo non sono del capo dello Stato ma semmai spettano al governo".
(fonte Repubblica

Ci sono riforme da fare «per assicurare una vera democrazia», dice il premier, sostenendo che sarebbe minata dagli altri poteri dello Stato ancora una volta messi all'indice: Parlamento e Corte Costituzionale che «impediscono al governo di decidere» e ancora «il Capo dello Stato al quale devono piacere le leggi» dell'esecutivo. Queste, assicura, escono da Palazzo Chigi come dei «purosangue e arrivano a destinazione come ippopotami».
(fonte Il Piccolo

Eco infine una foto in risposta ai deliri del sottosegretario



Questa è la famiglia che il governo di cui Giovanardi fa parte pratica, favoreggia, diffonde.

Il bue dice cornuto all'asino!

sabato 23 aprile 2011

gli Egokid al circolo degli Artisti

Fino a tre settimane fa non sapevo nemmeno chi fossero, poi, grazie alle sinergie della rete, sono incappato in loro, per caso, come ti capitano sempre le cose migliori, e ho visto che sarebbero venuti in concerto al Circolo. Non proprio dietro casa mia, ma mi sono ripromesso di andarci, dubitando che avrei vinto la mia atavica (e vieppiù cicciona) pigrizia.
Invece ierisera alle 21 in punto entro l'umido e solitario giardino. Non c'era quasi nessuno se non un gruppetto di checche di mezz'età che rideva, garrulo, come ridono tutte le checche d'occidente (quelle d'oriente non so...). Infastidito da tanta prevedibilità torno verso l'ingresso del Circolo. Il concerto dovrebbe iniziare tra mezz'ora. Mi metto a leggere quando sento una voce dire ma guarda un po' chi c'è! alzo gli occhi e vedo Riccardo il mio amichetto whaddino accompagnato dal consorte Francesco. Li faccio accomodare al tavolo e chiacchieriamo del Pride imminente, del Pd, insomma delle solite cose, quando sopraggiungono altri whaddini!!!! Andrea C. e Luca. Sembra che ci siamo dati appuntamento e invece siamo lì tutti per gli Egokid. Come dicevo le cose migliori avvengono sempre per caso. Intanto si son fatte le dieci. Il concerto è in ritardo e non ci sono segni che voglia cominciare...
Poco dopo ci raggiunge anche mio cugino Andrea. Mentre Francesco e Riccardo cercano qualcosa da mangiare io e il cuggi andiamo al suo motorino e ci stecchiamo una Heineken (pare brutto non aver invitato gli altri ma una birra in 5 non bagna il gargarozzo a nessuno).
O, meglio, io la bevo, mentre il cuggi cincischia al cellulare.
Bevo in fretta perchè ho le fregne di rientrare, temendo che il concerto possa cominciare da un momento all'altro. Ma, di nuovo dentro, trovo i whaddini che bevono, magnano (visto che non era brutto non steccarsi la birra?) ma del concerto manco l'ombra. Io che non so stare fermo vado a chiedere quando inizia e lì ci accorgiamo che IL CONCERTO E' GIA' INIZIATO!!!!
ma porc vaff putt cazz.
Entriamo e rimaniamo subito folgorati dalla musica. Mentre gli altri (pochi) spettatori si sono assestati sul fondo della sala noi ci mettiamo vicini al palco, di lato, poggiati al muro. Sentiremo quasi tutto il concerto da lì.
Mi piace l'attitudine che gli Egokid hanno sul palco. Parlano col pubblico, presentano i pezzi, non si danno le arie, non pretendono di insegnare niente a nessuno. I loro brani spaziano dalle ballad romantiche (splendide) a pezzi dal testo più impegnato che eseguono con divertimento e non con quel moralismo cupo di chi crede di star dicendo chissà quale verità.
I front man sono due: Diego Palazzo e Piergiorgio Pardo. Piergiorgio mi colpisce subito per il suo modo di fare. C'è una vena intima nel suo interloquire, un che di personale e timido, un pudore, quasi, che gli dà eleganza, nel modo di cantare e di muoversi, mentre accenna a qualche passo di danza, o quando interagisce col microfono, sull'asta, o in mano. Di età indefinibile con la testa completamente calva sembra un gatto nobile portato a fare il circo.
Diego è molto più a suo agio. Sa di essere bello e si atteggia un po'. Con meno esitazioni di Piergiorgio nel modo di muoversi e di proporsi canta benissimo ma è un po' troppo invasivo per i mie gusti. Pur dividendosi le canzoni con Piergiorgio Diego è sempre presente nei controcanti, nei cori, non lasciando quasi mai Piergiorgio da solo.
E per questo mi sta già antipatico.
E' la classica prima donna che vuole presenziare sempre a tutto. Infatti, ai bis, quando il pubblico chiede di ascoltare nuovamente Come un eroe della Marvel splendida ballad cantata da Piergiorgio, Diego vorrebbe imporre un altro pezzo L'uomo qualunque più ritmato, e solo perché Piergiorgio, con la gentilezza che lo distingue, si impone io posso riascoltare il pezzo e commuovermi...



Tenete conto che, a differenza che nel video, Diego fa i controcanti per tutto il pezzo...

Poi il concerto finisce e siamo già tutti fuori perchè quei simpatici del posto (più gli organizzatori della serata dance frociarola) ci intimano di uscire dalla sala con una gentilezza che nemmeno quelli di Casa Pound...
Posto pessimo dal punto di vista organizzativo questo Circolo degli artisti coi gestori che ti squadrano col sorrisetto sulle labbra (perchè tu, cioè io, sei ciccione col capello lungo sciolto sulle spalle...) ma nessuno che si perita di avvertirti che il concerto sta per iniziare, porca la mad... e non che a pasqua apre brutto! Ex compagni (se compagni lo sono) che campano della voglia di birra degli adolescenti di oggi e si illudono di fare politica quando fanno programmazione commercial culturale... D'altronde ci sarà pure qualche motivo se il paese è alla frutta...
Appena fuori dal concerto io Andrea e mio cugino vorremmo comperare il cd ma non vediamo nessun banchetto... Così appena Piergiorgio esce dalla sala gli chiedo (senza nemmeno fargli i complimenti per il concerto) ce li avete i cd? (che burino vero?). Lui non si scompone e, gentilissimo, me lo va a prendere!!! Quando torna solo con una copia i due Andrei lo fanno tornar dentro per le loro di copie, intanto cerco la penna per l'autografo. Poi restiamo a chiacchierare un po' e alla fine ci salutiamo baciandoci sule guance. E' propri tenero Piergiorgio. Diego, fighetto com'è, chissà se si sarebbe comportato allo stesso modo...

Poi è già mezzanotte e me ne vado a prendere il primo notturno che mi porta a Termini e di lì il secondo notturno che mi porta a casa. Ho culo, l'n9 corre dietro all'n18 e pallozolando corro dal primo al secondo n(otturno) fino a giungere a casa... Mentre gli altri whadini (tranne Andrea) son rimasti a ballare le danze frociarole...

* * *

Gli altri componenti del gruppo sono Fabrizio Bucchieri al basso, Chris Clemente alla chitarra, Davide Debenedetti ai sintetizzatori e Giacomo Carlone alla batteria che solo per il finale viene sul fronte del palco e posso vedere quanto sia BONO (si può dire?).

Ma parliamo di cose serie e cioè delle loro canzoni.
C'è un pezzo che Diego canta da dio che starebbe benissimo in un disco di Mina.
Vi propongo una versione live ma unplugged che ha meno della metà dell'energia che aveva iersera al concerto.



Questa la versione da studio.



Non pensiate al solito azzardo monotematico. Non sono l'unico ad aver scomodato Mina per Sirene
Così "Ecce Homo" ci presenta un lotto di canzoni tutte centrate, orecchiabili, cantabili, mai banali, citazioniste fino al midollo perché il citazionismo è l'essenza del pop. C'è spazio per le canzoni che da troppo tempoMina ("Sirene": splendida l'interpretazione del solito Diego Palazzo) e Patty Pravo non ci cantano più ("Non mi hai fatto male"),
(Rockit)

Poi, nella mia eterna ignoranza, scopro che il primo brano loro che ho sentito Ragazzi+Ragazze è una cover dei Blur!!

Girls & Boys
Dal testo ambiguo e sottilmente sessista...
"Girls And Boys"

Street's like a jungle
So call the police
Following the herd
Down to Greece
On holiday
Love in the 90's
Is paranoid
On sunny beaches
Take your chances looking for

[Chorus]
GIRLS WHO ARE BOYS
WHO LIKE BOYS TO BE GIRLS
WHO DO BOYS LIKE THEY'RE GIRLS
WHO DO GIRLS LIKE THEY'RE BOYS
ALWAYS SHOULD BE SOMEONE YOU REALLY LOVE

Avoiding all work
Because there's none available
Like battery thinkers
Count your thoughts on 1 2 3 4 5 fingers
Nothing is wasted
Only reproduced
Get nasty blisters
Du bist sehr schon
But we haven't been introduced

[Chorus]




Noto, en passant, l'avvenenza dell'allora 26enne Damon Albarn
.

Questo pezzo che avrà anche fatto la storia del britpop ma che a me non fa impazzire (e 'sti cazzi direte voi, e fate benne) in mano agli Egokid diventa Ragazzi+Ragazze e cambia completamente significato.



Intanto il coretto che nel pezzo dei blur è presa in giro di certe affettatezze frociarole diventa invece rivendicatorio e poi il tono è più canzonatorio e meno serio. Insomma viva gli Egokid abbasso i Blur. I fanatici di questo tipo di musica (eh?) non la pensano come me.
Andatevi a leggere il dibattito in coda all'articolo pubblicato su Rockit. Vale 10 anni di studi antropologici sull'Itagliano.

Qui invece trovate molto materiale sulla band.

sabato 16 aprile 2011

Brollo: per Queer Blog piace alle lesbiche ma è solo un problema di rappresentanza

Non vorrei dare a questa faccenda più peso di quanto ne abbia ma continuo a leggere cazzate gigantesche sulla rete e non posso rimanere in silenzio.

Queer Blog pubblica un post a dir poco capzioso nel quale ceca di dare lezioni agli altri quanto è l'autore del post a dover tornare a fare scuola di politica.

Ma procediamo con ordine.

Nel post (firmato da Giovanni Molaschi che ringrazio per avermi fatto notare la firma) si afferma che Brollo piace alle lesbiche.
Cos'è un sondaggio improvvisato fatto sul suo blog?
Su facebook?
Un conteggio dei commenti sulla rete che evidenzia che le donne accettano meglio degli uomini un etero presidente di Arcigay Bari?

No. E' solo un espediente giornalistico, Tutte le donne omosessuali che rappresentano il movimento glbtq italiano sono solamente Imma Battaglia e Paola Concia.

D'altronde per Molaschi il problema è gerarchico. Non si tratta di ascoltare la base ma di prendere in considerazione i pezzi grossi gay e lesbiche e vedere cosa hanno da ridire su Brollo.
Così nel post si citano tutti i gay che tranne Mancuso (ma non ci viene spiegato il perchè) hanno da ridire su Brollo come Oliari e Grillini.

Poi invece di dire la sua Molaschi accusa gli altri (sempre quelli che contano) di aver fatto dichiarazioni con la pancia e chiede aiuto a un antropologo perchè non capisce queste affermazioni.
Che miopia politica, che egocentrismo. L'autore di questo post non vede al di là del proprio ombelico, un ombelico bello sporco per giunta.

Un antropologo potrebbe aiutarmi a capire queste dichiarazioni pensate con la pancia. Come giornalista so che non sono figlie di un ragionamento: Barack Obama non rappresenta solo gli afroamericani degli Stati Uniti così come Nichi Vendola, diventato presidente della Puglia grazie ai voti degli eterosessuali.
Capite la furbizia? Obama è il presidente di tutti perchè Brollo non può esserlo dei gay?
Forse, mi caro, perchè Obama è il presidente degli STATI UNITI e Brollo di ARCIGAY?
Modo di fare tipicamente italiano, disonesto e scorretto. Invece di dire apertamente come la si pensa e perchè si fa i finti tonti e si prendono esempi del cazzo spostando l'asse del discorso.

Un discorso così egocentrico anche sfiora il delirio di onnipotenza:
Non credo che sia solo una coincidenza che Brollo sia stato attaccato solo dai gay. Se il suo orientamento sessuale fosse in contrasto con l’incarico che ha in Arcigay tutti gli omosessuali proverebbero ad opporsi.

Cioè per accettare un'idea diversa dalla mia pretendo che tutti i gay la seguano altrimenti vale la mia che evidentemente rappresento migliaia di omosessuali.

Ma scendi dal piedistallo mio caro Molaschi e PARLA PER TE. (d'altronde cosa interloquiscono a fare con uno che pensa che Concia e Battaglia siano Tutte le lesbiche, anche se sottintende tutte le lesbiche che contano?)

Per fortuna il nostro viene sputtanato e bacchettato dai suoi stessi lettori che mettono tutti i puntini sulle i che vanno messi senza che il nostro (so far) si degni di rispondere.

Viene contraddetto da una lesbica (e basta una per far diventare risibile il suo tutte le lesbiche) che gli dice :io sono una donna, lesbica, operatrice arcigay e sono completamente in disaccordo con questa votazione. Spiegando i siparietti che ci sono (secondo lei) dietro questa votazione.

C'è chi ricorda che i gay cercano sempre approvazioni dagli etero: Il fatto è che a moltissimi gay questa storia del salvatore etero piace perchè hanno un complesso di inferiorità verso gli etero grosso come una casa. Smaniano per elemosinare un po’ di approvazione.

Un altro che ricorda questioni sacrosante ma che, evidentemente, vanno ribadite: che un etero si interessi così tanto ai problemi gay è una bella cosa, ma io uomo non posso sapere cosa prova una donna nell’aborto e nella gestazione perciò non salgo in cattedra a guidare il movimento diritti femminili. idem gli etero.

E poi c'è chi ricorda quel che ogni militante dovrebbe aver imparato il primo giorno di vita politica: E’ incredibile la valanga di gente che non capisce la differenza tra RAPPRESENTANZA e PARTECIPAZIONE. Con ci sono limiti per partecipare ad una lotta per i diritti civili: non bisogna essere appartenti ad una minoranza per lottare per i diritti di questa. E’ giusto e sacrosanto che tutti lottino senza distinzione, e nessuno lo sta vietando.
Ma la RAPPRESENTANZA, la presidenza, la guida di una associazione che vorrebbe veicolare una specifica comunita’, la sua cultura, la rivendicazione di identita’ non puo’ essere presieduta da uno che non ne fa parte.


E bravi i lettori di Queer Blog!

Uniche diversità all'università



lunedì 18 aprile · 14.30 - 17.30

Aula 1A - Facoltà di Scienze Politiche- Università degli studi RomaTre
Via Gabriello Chiabrera, 199

Ancor oggi ci troviamo costretti a dibattere di identità di genere non solo in un'ottica positiva di affermazione di diritti, di contaminazione tra diversità, ma anche in un'ottica, ancora tutta negativa, di lotta all'omofobia, lotta per l'affermazione della diversità quale carattere imprescindibile di ogni singolo uomo e di ogni singola donna e non quale elemento di discriminazione.

DIVERSITA' è per noi la bellezza dell'A-normalità dell'esistenza d'ogni uomo e d'ogni donna.
DIVERSITA' è la consapevolezza che solo da essa si possa partire per conoscere se stessi, migliorarsi e, conoscendo gli altri, migliorare insieme.

Diversità come ricchezza quindi, non come disvalore.
Ed Uguaglianza non come imposizione di omologazione, ma come premessa imprescindibile per la coesistenza di tutte le diversità che ci appartengono.

Il dibattito mira a svolgere percorsi di conoscenza, testimonianze e riflessioni su:
orientamento sessuale,
identità di genere,
le forme dell'affettività,
i comportamenti sessuali,
il significato dell'omofobia e le sue differenti forme di manifestazione e di presenza all'interno della società.


Parteciperanno al dibattito e all'approfondimento con gli studenti e le studentesse di RomaTre:
Guido Allegrezza,
Alessandro Paesano,
Dr.ssa Paola Biondi (Psicologia Gay).

ancora su Brollo

Gendibal mi segnala e io quoto integralmente, essendo d'accordo parola per parola.

Perché i gay non li può rappresentare un “etero”
È accaduto un fatto assai curioso. Un fatto microscopico rispetto a tutto ciò che accade. Ma le ombre, in fondo, ci parlano piano del sole. Tanto che persino Giuliano Ferrara non se l’è lasciato sfuggire questo fatto ghiotto dedicandogli la sua trasmissione.


Ma qual è il fatto? Alcuni giorni fa l’Arcigay di Bari ha eletto presidente un uomo eterosessuale. Che dire? Ognuno elegge chi vuole in sua rappresentanza. Come ha dichiarato lui stesso, il neo presidente è qui “per affermare con tutti voi che Arcigay Bari esce dal confine che segna le differenze tra persone. Si può stare insieme – aggiunge – senza chiedersi perché”. Molti plaudono alla fine di uno steccato che divideva il mondo Lgbtq (gay, lesbo, bisexual, trans, queer) da quello “etero”. Il messaggio è chiaro e forte: anche una persona eterosessuale può lottare per i diritti omosessuali. Di più, in questo caso. Egli lotta in rappresentanza delle persone omosessuali. Sembra un paradosso virtuoso.

Eppure non riesco a nascondere un disagio. Davvero i diritti sono una cosa e la propria affermazione un’altra? Davvero è possibile lottare senza essere il soggetto di questa lotta? Recita un proverbio ebraico: “Se non sono io a pensare a me, chi lo farà? Ma se devo pensare a me, chi sono io?” Una persona eterosessuale può rappresentare le persone omosessuali nelle loro lotte? Non si tratta qui di lottare insieme su certi diritti, il che già avviene. Si tratta di delegare l’istanza della propria lotta a qualcun altro che, nonostante i suoi buoni propositi che non sono assolutamente qui messi in dubbio, fa parte suo malgrado di quella maggioranza che tende ostinatamente a negarli. E che, tra l’altro, crede sempre di poter parlare a nome di tutti. Insomma, è una questione politica nel senso più alto della parola poiché chiama in causa il concetto di identità e di rappresentanza.

Prendiamo la questione del “confine”. Chi ha segnato questo confine? Se l’intenzione è di affermare che il mondo Lgbtq si ghettizza e questa è l’occasione per uscire dal ghetto facendo sparire le differenze, allora non credo che questa persona possa davvero rappresentare la nostra comunità. A parte la presunzione di insegnare a nuotare ai pesci (cosa che amano molto fare le maggioranze), andrà ricordato che coloro i quali si ritrovano confinati in un ghetto non lo hanno voluto per loro scelta, né per capriccio. A nessuno piace vivere limitando la propria vita. Qualcun altro ha alzato i muri e piantato il filo spinato. E’ apprezzabile che ora coloro che li hanno alzati cerchino di picconarli, ma sarebbe gentile non far cadere le macerie su chi vive dall’altra parte.

Perché – spiegazione a uso dei bambini – è una brutta cosa se un “etero” diviene rappresentante Lgbtq? Perché un movimento per i diritti di una minoranza deve essere rappresentato da qualcuno che è parte di quella minoranza. Questo gesto è sciagurato perché afferma che una minoranza non sa parlare per se stessa e ha bisogno di un rappresentante della maggioranza per esser presa in considerazione. Rappresentare significa qui testimoniare. Se io stesso mi presento a testimoniare a mio favore in un tribunale, la mia testimonianza non conta nulla. Perché una testimonianza abbia valore c’è bisogno che un altro testimoni per me. Ma è qui la violenza, nel ritenere che si viva di fronte ad un tribunale dove la nostra parola non conta nulla, che si abbia bisogno di quella di qualcun altro, di quella della maggioranza la quale è, paradossalmente, anche il tribunale che ci giudica.

Di cosa è segno dunque questo gesto? Dell’impedimento di una coscienza di lotta. L’eterosessuale benevolo che viene a noi per liberarci dalle nostre catene è pericoloso come quello che queste catene le ha forgiate. Non perché egli non faccia qualcosa di giusto, ma perché rende impossibile la coscienza della propria lotta, il sapere chi si è e per questo lottare ogni giorno.

“Felice chi è diverso / essendo egli diverso / ma guai a chi è diverso / essendo egli comune” cantava Sandro Penna in una età ormai lontana.

di Federico Boccaccini, Université Paris1-Sorbonne.
(fonte Il fatto quotidiano)

Ecco cosa ci manca, cosa abbiamo perso, il senso politico delle nostre azioni.

mercoledì 13 aprile 2011

Tu Gay io Brollo

Una volta, negli anni settanta, quando la famiglia tradizionale etero si stava sfasciando dietro il mito borghese della copia aperta, o dietro più serie e rivoluzionari tentativi di riscrivere la coppia eterosessista cui la famiglia non solo si conformava ma che quei valori diffondeva, gli omosessuali e le lesbiche potevano andar fieri fiere di essere eterofobi, perchè era l'eterosistema che li stigmatizzava. se da un lato le donne si sottraevano al patriarcato maschilista familistico dall'altro gay e lesbiche contribuivano coi propri colpi di piccone a buttar giù la concezione stessa della coppia: perché non in tre (visto che i sessi sono due e le combinazioni tante) perchè devo privilegiare una persona per fare i figli e non posso vivere in una comunità allargata? Per molti sarà stato solo una voglia di fare orge ma non si può cestinare tutta quella ricerca in questo modo.

Oggi le cose sono cambiate e di molto. Dall'edonismo reaganiano in poi ci siamo tutti imborghesiti, froci, lesbiche, femministe.
Invece di combattere la famiglia combattiamo per la famiglia quella omogenitoriale, quella che prevede il matrimonio anche tra persone dello stesso sesso.
Per carità conquiste insostituibili, indispensabili, irrinunciabili.
Ma sicuramente chiedere un matrimonio anche per coppie dello stesso sesso è molto meno rivoluzionario che sperimentare forme altre di relazione interpersonale.

Siamo più a destra oggi di trent'anni fa. Siamo più involuti socialmente parlando oggi di 30 anni fa. Ma tant'è.

Avrete letto che a Bari il nuovo presidente dell’Arcigay di quella città è un eterosessuale: Francesco Brollo.
Bari non mi sembra una città dove la visibilità gay sia un fatto scontato, normale, non problematico. Quindi già solo per il fatto di scegliere un etero (che non ha problemi di stigma per il suo orientamento sessuale) come presidente di un'associazione di ricchioni (o come si dice frocio in barese) fa un favore a tutte le velate e dà meno fastidio agli omofobi che non si scandalizzeranno nel vedere un ricchione ma un etero cui quell'incarico sembra dica ai gay: non metteteci la vostra brutta faccia da froci ci metto io la mia bella faccia da etero che è sicuramente più presentabile della vostra.

C'è chi argomenta che questa nomina può dar fastidio ai tanti gay in cerca di un posto di potere.
Beh credo che sia legittimo anche l'opposto,  la brama di un etero di prendere possesso di una poltrona, anche quella dei froci...

Ma guai a criticare questa scelta. Si rischia di passare per eterofobi, Paola Concia (PD) parla addirittura di evento storico perchè, come riporta Repubblica, Coinvolgere gli eterosessuali nelle nostre battaglie è fondamentale.

Coinvolgerli senz'altro affidargli la presidenza di un organismo che si chiama arciGAY (e non etero e gay uniti contro la discriminazione) un po' meno.
Sarebbe più una svolta storica, cara deputata Concia, se un omosessuale o una lesbica venissero nominati a capo di organismi che nulla hanno a che fare con l'omosessualità ma tanto anche il PD continua a presentare dei canditati gay non dei gay candidati...

Intendiamoci Francesco Brollo può essere un buonissimo presidente dell'Arcigay, qui non sono in ballo le sue credenziali personali ("è etero non può essere presidente di un circolo gay") l'orientamento sessuale dovrebbe sempre essere indifferente,  ma prima ancora di chiederci quali siano le credenziali politiche di Brollo (che è insegnate di regia...) e cioè perchè lui e non un altro, mi piacerebbe poter chiedere, senza sentirmi accusare di eterofobia, qual è l'opportunità politica di un etero presidente di un circolo di gay.

L'omosessualità non individua una categoria come l'etnia o il sesso (il genere), o il censo. Lo stare insieme in quanto gay è squisitamente politico e nasce dal fatto che, pur nella nostra diversità, siamo accomunati da una serie di discriminazioni.

Allora qual è l'opportunità politica della elezione di Brollo? Quali discriminazioni vive Brollo che lo porta vicino a noi? Quante volte Brollo si sente gridare per strada a sporco etero quando cammina mano nella mano col la sua compagna?

Possibile che in tutta Bari non c'era un gay altrettanto capace di Brollo?

Possibile che io sia l'unico a trovare questa elezione perlomeno discutibile?
E che mi senta a disagio a vedere tanti gay e lesbiche educati e incravattati col potere borghese ed eterosessista che si fanno compitamente da parte dinanzi un rappresentante dell'orientamento dominante dicendogli goldonianamente si accomodi si adagi allestiteci un caffè?

Sbaglio io?

E se sbaglio dove?

domenica 20 marzo 2011

Let's talk a little about Glee

In the previous episode there is a father-to-son talk that was perfect and amazing.
Pushed  by his son's  (only at the time) friend Blaine, who told him his concern about Kurt's tendency to be evasive about sex, Kurt's father explains  to his son how sex between guys is different from guy and girl's not for the mechanic of sex but for the behavior of male sexuality.

Neat, precise and right to the point. 


In the latest episode of Glee Blaine open his heart to Kurt saying he loves him. The kiss(es) they gives each other are mind-boggling 'cause are Real kisses not too much no too little just kisses.


I'm so glad that there is a show like Glee that depicts for the very first time gay characters just like normal people with problems anyone can understand, normal problem yet different 'cause homophobia is all around the world and can punch you literally right in the face.

Glee it's a smart show. In the first season depicts Kurt as a gay guy who has NO sex (as usual), then, after a long while he turns out being with Blaine... You don't need to see them in bed (yet) but the kissing is great!

So gay kids all over the world don't screw like rabbits but LOVE (and play safe)!

domenica 13 marzo 2011

Gay Ikea...



L'apertura a tutte le famiglie va bene.
Anche che i due ci diano di spalle, guardano al loro futuro e non si curano di noi. Non temono il nostro giudizio, non cercano il nostro permesso o la nostra approvazione.

L'età mi lascia un po' perplesso.
Dice, ma nn si vedono di viso, come fai a sapere le rughe?

Le vedo tutte. Sono quelle dei trentacinquenni che ne dimostrano dieci di più.
Due padri, due zii, due uomini che si tengono fanciullescamente per mano prima ancora che due gay sessualmente attivi (nel senso che lo fanno, non dei ruoli... ehm...) Questi non lo fanno...

Insomma non sono una coppia come questa.



Ma quel che mi preoccupa di più è che lo sguardo si perde su un fondale marroncino cacarella, come a dire, abbiamo ottenuto i nostri diritti e ora guarda che bel futuro di merda ci aspetta...

E, comunque, arriviamo sempre dopo l'Austria



Francia...


States...

sabato 12 marzo 2011

film che voglio vedere

Un bell'articolo su The Kids Are Allright

Leggo e volentieri quoto

In difesa del film
sulle «finocchie»

di Michele Anselmi
COMMEDIA. Bella l’opera di Cholodenkoi. Non c’è propaganda omosessualista. Come scritto a destra, dopo l’uscita di Julianne Moore contro la battuta omofobica di Berlusconi.
Eccolo da oggi nelle sale, in un centinaio di copie, il film che tanto ha fatto imbufalire i giornali di centrodestra. Sarà perché I ragazzi stanno bene parla di mamme lesbiche, donatori di sperma e inseminazione artificiale. O magari perché una delle due protagoniste, Julianne Moore, ebbe l’ardire, lo scorso novembre al Festival di Roma, di commentare un’infelice sortita di Berlusconi.
«Ha detto proprio così? “Meglio essere appassionato di belle ragazze che essere gay”? Penso sia una battuta idiota e stantia. L’orientamento sessuale dipende dalla biologia: sei quello che sei». Il giorno dopo fioccarono le stroncature, infarcite d’un insolito disprezzo. Sul Giornale Cinzia Romani parlò di «finocchie lesbo-chic», in difesa del premier «discriminato» dalla Moore perché «reo di eterosessualità conclamata».
Il borbonico Camillo Langone, su Libero, dichiarato tutto il proprio «schifo» nei confronti del film (non visto) e sfottuta la Moore per via dei suoi matrimoni, sentenziò invece: «Mentre credete di assistere a un innocuo spettacolo vi verranno somministrate forti dosi di propaganda; propaganda omosessualista, di quell’ideologia secondo la quale omosessualità è meglio (non uguale: meglio)».
In effetti tutto torna. Non è stato proprio il premier, due settimane fa, a rassicurare i Cristiano Riformisti, tra gli applausi, dicendo che, con lui al governo, «non ci saranno mai adozioni ai single e matrimoni gay»? Un film come I ragazzi stanno bene potrebbe rovinargli la digestione, e tuttavia Berlusconi farebbe bene a perdere 106 minuti - la distributrice Lucky Red è pronta a spedire il dvd - per vederlo. Perché la commedia di Lisa Cholodenko è arguta e profonda, a suo modo spiazzante, di sicuro divertente. Soprattutto mostra la distanza siderale esistente, in materia di diritti, tra la civile America e l’arretrata Italia.
Nel film sono due le mamme omosex. Nic e Jules, ossia Annette Bening e Julianne Moore. Serenamente sposate da anni, vivono in una bella casa da qualche parte della California del sud, dove hanno tirato su i figli Joni e Laser. Madri esemplari, si direbbe: premurose e sensibili, all’occorrenza severe. Joni, che deve il suo nome alla cantautrice Joni Mitchell, ha appena compiuto 18 anni e sta per andare al college. Così quando il fratello quindicenne le chiede, come ultimo favore, di rintracciare il padre che donò il seme usato per fecondare le due donne, lei accetta incuriosita. Segue telefonata e primo incontro. Paul, ovvero Mark Ruffalo, è uno scapolo incallito e vitalista, ramo cibo biologico, tutto jeans e camicie a scacchi. «Perché ho donato lo sperma? Pagano 60 dollari. E poi mi sembrava più divertente di donare il sangue» risponde alla domanda cruciale dei due fratelli. Chiaro che I ragazzi stanno bene racconta il bizzarro rapporto che si crea tra lui e i figli che non sapeva di avere. Intanto, di fronte a quel terremoto, vengono a galla i problemi matrimoniali delle due mamme. L’una, Nic, medico di successo, risolta sul piano professionale, tutta Volvo station-wagon e vini rossi doc. L’altra, Jules, infelice e insoddisfatta, alle prese con una nuova attività da giardiniera che la porterà prima nella casa e poi nel letto di Paul. Ma tranquilli: finirà come deve finire, senza pentimenti e ricatti, le due restano gay, e la tempesta servirà a rinsaldare il rapporto di coppia anche sul piano degli affetti.
Diciamo la verità: Annette Bening meritava, ben più di Natalie Portman, di vincere l’Oscar. Per come indossa le rughe e il tempo che passa, facendo di Nic un personaggio per nulla radical-chic: anzi fragile dietro il piglio autoritario, l’atteggiamento da uomo di casa. A dirla tutta, non è vero che «ci si dimentica quasi subito della coppia lesbica», come sostengono le due attrici. Al contrario, il pregio del film sta proprio nello sguardo che la regista Lisa Cholodenko, gay dichiarata e felicemente coniugata, posa sulle due cinquantenni: descritte nel loro ménage matrimoniale, tra alti e bassi, bagni nella vasca al lume di candela e raffreddamenti sessuali combattuti a colpi di film macho-gay.
Costato appena 4 milioni di dollari, I ragazzi stanno bene ne ha incassati oltre 20 al box-office americano, il che è un buon risultato per un film di impianto indipendente, sia pure ricolmo di volti noti: il trio Moore-Bening-Ruffalo, più la luminosa Mia Wasikowska di Alice in Wonderland. La commedia, frizzante senza essere frivola, non rinuncia a qualche nudo realistico, impertinente nei dialoghi, custodisce un sapore universale. Perché, dice la regista: «Anche i gay meritano di avere gli stessi guai degli eterosessuali».
Sul Riformista
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A suo tempo ebbi modo di parlare del film soprattutto sul modo fallocentrico col quale il film mostra la sessualità lesbico (il vibratore altrimenti due donne senza cazzo che che fanno?). In conferenza stampa mi fu spiegato che il film voleva mostrare la routine della coppia lesbica ma che a rinsaldare il loro rapporto anche sessuale sia un uomo che vediamo a chiappe all'aria mentre si ingroppa Jiulian Moore e non solo, mentre della sessualità lesbo si vede solo un cunnilingus (sotto le coperte) e sto vibratore spaziale beh non ci sto!

Il film va comunque visto per capire come il nsotro paese sia ormai morto e marcito da tempo.

Amore crudo e 3 Day Weekend al cineforum Buzz

Con ritardo più che settimanale ecco il resoconto del mio terzo incontro con Buzz intercultura.
Stavolta ci sono andato col mio amico Paolo e come al solito abbiamo visto un corto un lungo e, stavolta, uno spot.
Sto parlando del cineforum organizzato da Buzz intercultura presso il centro sociale Acrobax (all'ex Cinodromo) dal titolo San Paolo Gay
Partiamo dallo spot, Família é amor prodotto per la ILGA, associazione gay e lesbica portoghese.
Lo spot dovrebbe sostenere i genitori di figli gay ed è andato in onda in tutte le tv del Portogallo lo scorso anno.

Nell'illustrare il rapporto tra padre e figlio lo spot si usa la solita retorica maschilis-sessista. Il padre e il figlio giocano a palla, vanno in macchina; il padre insegna al figlio a guidare l'automobile. I consigli vengono dati in una bisca, davanti a un tavolo da biliardo, quando il figlio si è infortunato un piede (come?) il padre lo sostiene...

Insomma la solita vita NORMALE di una famiglia NORMALE.
Fin quando il figlio non dice al padre che ha scoperto di essere gay. E, povero padre, dice che non sapeva che dirgli (è sua la voice over).
Ma siccome ha un figlio gay mica è per questo meno padre! Perché la famiglia è comprensione e amore... E (aggiungo io) bisogna accettare il figlio gay come si accetta il figlio mafioso e il figli stupratore.

La normalità in cui si cerca di far entrare il figlio gay è lo stesso alveo da cui nasce l'omofobia, la normalità di quegli stessi padri e figli etero che al figlio di questo padre normale ma tollerante lo prendono in giro, lo picchiano, lo vessano.

Insomma siamo sempre nell'otica di Forrest Gump ti accetto nonostante la tua diversità. Faccio finta che sei lo stesso normale! Uh, quanto sono buono!
E no.
Io non sono normale! Non guido la macchina, non gioco a biliardo. Ma non perchè sono gay. Ma perchè essere uomini non implica guidare la macchina o rompersi una gamba. Questa mentalità maschilista e sessista la lascio alla famiglia etero per la quale sono incompatibile.
Famiglia patriarcale che voglio distruggere, devo distruggere, se voglio avere cittadinanza anche io nel mondo. Per liberare non solo i froci come me ma anche gli e le etero...
Insomma un passo falso, un incidente di percorso, soprattutto se paragonato a un altro spot sempre dell'Ilga.



Poi è stata la volta del corto Amor Crudo (t.l. Amore acerbo) (Argentina, 2008) di Martín Deus che il conduttore del cineforum traduce in un improbabile italiano amore grezzo.
Il corto mostra due ragazzi liceali alla fine della scuola, due amici in un racconto dall'interessante scansione narrativa (solo alla fine capiamo che fanno sesso, cioè che uno masturba l'altro) che fa montare l'attesa per tutto il tempo. Si baceranno? Lo faranno? Il realtà hanno già fatto tutto quello che dovevano fare. Ecco perchè apparentemente senza motivo uno chiede all'altro cosa prova per lui (e l'altro gli risponde che siamo amici).
Solo alla fine si capisce l'intimità, anche sessuale che c'è tra i due (con un dettaglio molto tenero: il masturbatore avvicina al proprio viso la mano ancora calda di seme dell'amico e lo odora e ne saggia la consistenza con le dita e poi se la pulisce sul petto dell'amico che la discosta con giocoso fastidio).
Una visione romantica dell'adolescenza dove probabilmente uno solo dei due è gay. L'altro ha solo attraversato la fase di passaggio. Aveva già detto tutto Krámpack, (Spagna, 2000) di Cesc Gay...

Ecco qui il corto, in due parti.



Poi è la volta del lungometraggio 3 Day Weekend (Usa, 2008) di Rob Williams un film da camera che racconta di un weekend in una bellissima casa di montagna delle coppie Simon e Jason e Cooper col suo giovanissimo fidanzato. Ognuno di loro invita un amico e, no, niente orgia alla Queer As Folk ma dinamiche borghesi e gay. Simon e Jason si lasciano perchè Jason porta come amico un escort (brutto) che è la sua ultima fiamma (come si fa ad amare qualcuno al quale devi dare dei soldi per farci sesso non lo capirò mai...). La coppia è aperta ma la regola è che nessuno sappia delle scopate dell'altro. Ma portare l'altro in casa, un escort per giunta! Insomma dinamiche borghesi. O meglio è Jason a essere un ipocrita del cazzo. Ami la marchetta? E fidanzatici. (Beh a ben vedere forse è quello che fa...) Simon e Jason sono stati insieme anni prima entrambi sulla quarantina si riferiscono l'uno all'altro come ragionano come due sessantenni (eh quando eravamo giovani ma si sa la cultura gay americana è crudele come ogni adolescente e anche un po' cretina. Il ragazzo giovane di Jason porta un amico di università che pensa solo a scopare al punto tale da chiedere all'escort come si entra nel mestiere (sic!). E poi ci sono un istruttore di Jogha sempre nudo e un giovane collega di lavoro di Simon che si innamorano a prima vista (che teneriii) e capovolgono alcuni luoghi comuni: l'istruttore di Jogha a suo agi con il proprio corpo è fuggito da una famiglia omofoba il giovane ragazzo impacciato ha dei genitori che lo hanno accettato... come a dire i traumi ce li creiamo un po' anche noi Blame on yourself!.
l'affetto pudico tra due ex, l'amore profondo del ragazzo giovane per il suo compagno che ha 20 anni di più e che piange paventando che non potranno invecchiare insieme (insiemmeeeee ins.... scusate!). Un film un po' claustrofobico e dall'andamento insolitamente lento (nel senso che tra un dialogo e l'altro, come si dice in gergo teatrale Passano i treni.
Un film che dimostra che la comunità gay americana è comunque molto più consapevole di quella italiana anche se, ovviamente, l'estrazione sociale aiuta (nessuno qui fa l'operaio...).





Insomma comincio a capire che nonostante il cineforum sia ospitato da un centro sociale (quindi compagni con entrambe le mani a pugno) la riflessione politica (anche in senso blando) non investe la programmazione. I film vengono visti e programmati perchè se parla de froci (a proposito solo ed esclusivamente film per maschi gay il lesbismo se c'è è sempre una accidente satellitare rispetto la storia gay come nel film tedesco visto la settimana scorsa).

Sarebbe bello far un po' di dibattito. La prossima volta che vado (purtroppo giovedì 10 ho dovuto saltare per impegni teatrali...) lo proporrò.

lunedì 7 marzo 2011

Star Trek New Voyages: Blood and fire (thru Buzz intercultura)

Sono ancora con le lacrime agli occhi per questo CAPOLAVORO che mi ha commosso per l'amore per Star Trek, per l'enorme conoscenza della serie e per la storia struggente tra due ragazzi, due membri dell'equipaggio dell'Enterprise.
Un'amore tributato anche dagli attori delle altre serie, in questo episodio Denise Crosby, Tasha Yar di TNG, che qui interpreta Jenna, la nonna (?) di Tasha.

Solo un Trekker può apprezzare fino in fondo ogni elemento di questo doppio episodio.

GRAZIE A BUZZ INTERCULTURA che lo ha postato.





L'episodio negli States ha ingenerato diverse critiche da parte dei fan etero (e omofobici) come riportato da Michael Jensen nel suo blog After Elton (mi dispiace per voi che non leggete l'inglese...)

Quando mi sarò ripreso dalle lacrime tonerò a scriverne...

QUESTO POST COMPARE IDENTICO SU ENTRAMBI I MIEI BLOG

domenica 6 marzo 2011

Gay Wave? Da vomitare!

Leggo questo art... questo pos... questo scritto su gay wave:

Nina Moric non perdona Luca Dirisio per le sue accuse [quali? L'autore non le dice] : i due concorrenti dell’Isola dei Famosi 2011 hanno avuto una forte discussione, uno scontro che ha portato l’ex di Fabrizio Corona ad aggredire il cantante [non è vero che lo aggredisce. nememno glielo dice in faccia. ne parla con Eleonora Brigliadori,come fa fede il video] : “Forse Luca è gay e frustrato; vuole Thyago, ma non ce la fa e allora se la prende con me” – questo, ciò che ha dichiarato prima della diretta dell’ultimo mercoledì; una messa in onda che è stata testimone proprio dell’eliminazione del cantante. Simona Ventura ha affrontato la questione in studio, ma lui non ha battuto ciglio: nessun pianto, nessuna risposta. Le provocazioni della Moric, insomma, non hanno destabilizzato il maschio dell’Isola.

A dire il vero, le voci sull’omosessualità di Dirisio girano da molto tempo. Interessati, però, alla presunta storia d’amore tra Carl Portal e Francesco Mariottini di Amici e a molte altre love story, non abbiamo avuto modo di studiare il comportamento del cantante.

Nonostante questo, siamo sicuri che i pettegolezzi dureranno ancora per qualche settimana: dovrà pur dare qualche risposta a tutti coloro che si fanno mille film sulla sua gaiezza, non credete? Secondo voi, da che parte sta il cantante? Sponda destra o sponda sinistra?

Vi aspettiamo in tanti anche su Facebook, non dimenticatelo!
Continuate a seguirci. Alla prossima!

Dunque, invece di trattare Nina Morovic come Busi ha trattato Alba Parietti l'autore di questo scritto omofobo non batte ciglio per quello che Nina crede essere un insulto fatto a mo' di battuta, (se la ride e manco lei crede veramente che lo sia, è solo un modo per insultare....) come si vede bene nel video:




In una lite precedente Dirisio le dice Sei una finta buonista. A me di te non me ne frega niente ma statti zitta, tornate in Romania dove sei nata. (fonte gossip.fanpage

Già per una frase del genere per me dovrebbe essere eliminato dall'isola.
La battuta di Moric  fa parte del cattivo costume di pensare che dare del gay a qualcuno sia offensivo. E il nostro autore di Gaywave invece di trasecolare su cotale maschilismo patriarcale (in precedenza, nello stesso video, basta vederlo dall'inizio, Moric critica che Dirisio usi delle medicinali contro la caduta dei capelli...) confessa candidamente di non avere avuto modo di studiare il comportamento del cantante.

E' evidente che l'autore del post è vittima della stessa mentalità. Sei gay non perchè ti piacciono gli uomini ma se hai atteggiamenti poco virili che possono essere dedotti dall'osservazione del comportamento.


Non pago non solo critica la mentalità di Moric ma conferma quei valori (sic!) chiedendo che Dirisio si giustifichi per le illazioni sulla sua gaiezza, non, casomai, per le sue uscite razziste sulle origini di Moric.

dovrà pur dare qualche risposta a tutti coloro che si fanno mille film sulla sua gaiezza, non credete? 

Concludendo poi con un frasario da anni 50
Secondo voi, da che parte sta il cantante? Sponda destra o sponda sinistra?
Quindi omofobo e fiero di esserlo.

Su questo post, su questo sito io ci vomito.