Stavolta ci sono andato col mio amico Paolo e come al solito abbiamo visto un corto un lungo e, stavolta, uno spot.
Sto parlando del cineforum organizzato da Buzz intercultura presso il centro sociale Acrobax (all'ex Cinodromo) dal titolo San Paolo Gay
Partiamo dallo spot, Família é amor prodotto per la ILGA, associazione gay e lesbica portoghese.
Lo spot dovrebbe sostenere i genitori di figli gay ed è andato in onda in tutte le tv del Portogallo lo scorso anno.
Nell'illustrare il rapporto tra padre e figlio lo spot si usa la solita retorica maschilis-sessista. Il padre e il figlio giocano a palla, vanno in macchina; il padre insegna al figlio a guidare l'automobile. I consigli vengono dati in una bisca, davanti a un tavolo da biliardo, quando il figlio si è infortunato un piede (come?) il padre lo sostiene...
Insomma la solita vita NORMALE di una famiglia NORMALE.
Fin quando il figlio non dice al padre che ha scoperto di essere gay. E, povero padre, dice che non sapeva che dirgli (è sua la voice over).
Ma siccome ha un figlio gay mica è per questo meno padre! Perché la famiglia è comprensione e amore... E (aggiungo io) bisogna accettare il figlio gay come si accetta il figlio mafioso e il figli stupratore.
La normalità in cui si cerca di far entrare il figlio gay è lo stesso alveo da cui nasce l'omofobia, la normalità di quegli stessi padri e figli etero che al figlio di questo padre normale ma tollerante lo prendono in giro, lo picchiano, lo vessano.
Insomma siamo sempre nell'otica di Forrest Gump ti accetto nonostante la tua diversità. Faccio finta che sei lo stesso normale! Uh, quanto sono buono!
E no.
Io non sono normale! Non guido la macchina, non gioco a biliardo. Ma non perchè sono gay. Ma perchè essere uomini non implica guidare la macchina o rompersi una gamba. Questa mentalità maschilista e sessista la lascio alla famiglia etero per la quale sono incompatibile.
Famiglia patriarcale che voglio distruggere, devo distruggere, se voglio avere cittadinanza anche io nel mondo. Per liberare non solo i froci come me ma anche gli e le etero...
Insomma un passo falso, un incidente di percorso, soprattutto se paragonato a un altro spot sempre dell'Ilga.
Poi è stata la volta del corto Amor Crudo (t.l. Amore acerbo) (Argentina, 2008) di Martín Deus che il conduttore del cineforum traduce in un improbabile italiano amore grezzo.
Il corto mostra due ragazzi liceali alla fine della scuola, due amici in un racconto dall'interessante scansione narrativa (solo alla fine capiamo che fanno sesso, cioè che uno masturba l'altro) che fa montare l'attesa per tutto il tempo. Si baceranno? Lo faranno? Il realtà hanno già fatto tutto quello che dovevano fare. Ecco perchè apparentemente senza motivo uno chiede all'altro cosa prova per lui (e l'altro gli risponde che siamo amici).
Solo alla fine si capisce l'intimità, anche sessuale che c'è tra i due (con un dettaglio molto tenero: il masturbatore avvicina al proprio viso la mano ancora calda di seme dell'amico e lo odora e ne saggia la consistenza con le dita e poi se la pulisce sul petto dell'amico che la discosta con giocoso fastidio).
Una visione romantica dell'adolescenza dove probabilmente uno solo dei due è gay. L'altro ha solo attraversato la fase di passaggio. Aveva già detto tutto Krámpack, (Spagna, 2000) di Cesc Gay...
Ecco qui il corto, in due parti.

l'affetto pudico tra due ex, l'amore profondo del ragazzo giovane per il suo compagno che ha 20 anni di più e che piange paventando che non potranno invecchiare insieme (insiemmeeeee ins.... scusate!). Un film un po' claustrofobico e dall'andamento insolitamente lento (nel senso che tra un dialogo e l'altro, come si dice in gergo teatrale Passano i treni.
Un film che dimostra che la comunità gay americana è comunque molto più consapevole di quella italiana anche se, ovviamente, l'estrazione sociale aiuta (nessuno qui fa l'operaio...).

Insomma comincio a capire che nonostante il cineforum sia ospitato da un centro sociale (quindi compagni con entrambe le mani a pugno) la riflessione politica (anche in senso blando) non investe la programmazione. I film vengono visti e programmati perchè se parla de froci (a proposito solo ed esclusivamente film per maschi gay il lesbismo se c'è è sempre una accidente satellitare rispetto la storia gay come nel film tedesco visto la settimana scorsa).
Sarebbe bello far un po' di dibattito. La prossima volta che vado (purtroppo giovedì 10 ho dovuto saltare per impegni teatrali...) lo proporrò.
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