martedì 29 maggio 2012

Un altro video contro l'omofobia... Aricgay roma, gay center col patrocinio di Arcilesbica roma



Simone mi ucciderà temo perchè per questo video faccio mie le considerazioni che lui ha usato contro il video della scuola di Melfi.

Intanto questo è un video istituzionale, fatto da associazioni di categoria, che vogliono mandare un messaggio alla società sia quella lgbtqi minoritaria, sia alla maggioranza etero (e bisex) spesso quando non omofoba, distratta.

I ragazzi e le ragazze del video sono dolcissimi e l'imbarazzo e la stonatura con cui recitano li rende veri e dà un senso più profondo alla loro militanza.

Dubito però della felicità per scelta del messaggio che il video veicola.


Un cortile grande ma senza altri condomini, dove le uniche presenze sono due donne e due uomini tutti e quattro omosessuali. Una mondo utopico, semi pubblico o semi-privato, un cortile interno di un palazzo privato. Dove si capisce solo che due uomini e due donne si amano proprio come le persone etero. E che l'amore è protagonista (perchè quell'inutile articolo maschile il?) e che queste due coppie se lo vivono spontaneamente.

Non c'è traccia di omofobia né di omofobi né di sopruso né di omofobia superata, vinta.

Perchè non far vedere le due coppie tra la gente?
Vedere che accanto alla reazione negativa di alcune persone c'è quella positiva e di accoglienza di molte altre?
Per strada, a lavoro, a scuola, al cinema, al mercato, in chiesa.


Nel video di Melfi che non è piaciuto affatto a Simone, almeno si mettono alla berlina alcune dichiarazioni omofobe e una persona omofoba, anche se nemmeno lì si mostrano le discriminazioni e gli effetti dello stigma.

Ma qui non c'è rapporto tra mondo lgbtqi e società, come c'è, per esempio, nello splendido video dell'ILGA di Lisbona, che ripropongo per l'ennesima volta.




Ditemi cosa ne pensate....

lunedì 28 maggio 2012

Un video contro l'omofobia dal Liceo Artistico Statale "M. Festa Campanile" di Melfi





Il video è stato realizzato dagli alunni e dalle alunne del liceo artistico statale “M. Festa Campanile” di Melfi (Pz) delle classi III A e III B, IV A e IV B ed in particolare da Antonio Caputo e Raffaele Corrado (come si legge nei credits del video).
La dicitura, ahimè sessista, parla solo di alunni, ma nei credits per la sceneggiatura ci sono anche delle alunne.

Il video prodotto nell'ambito del progetto Ciak si gira A scuola contro l'omofobia voluto dalla FEDERAZIONE ITALIANA DONNE ARTI PROFESSIONI AFFARI (F.I.D.A.P.A.) e dal liceo artistico statale “M. Festa Campanile” concorre al myGiffoni Film Festival (se vi piace e volete votarlo potete farlo andando sul sito del myGiffoni Film Festival per vedere anche gli altri video andate sul canale youtube ma attenzione sono tantissimi!!!)

Questa la spiegazione del video che si legge sul canale youtube:

Un oratore arringa il pubblico con un pomposo discorso di condanna dei diversi orientamenti sessuali degli individui. Una donne delle pulizie mentre svolge il suo lavoro in altre stanze, ascolta in lontananza il discorso. A ogni frase l’oratore si rimpicciolisce sempre di più tanto da diventare quasi invisibile al punto che la donna delle pulizie lo spazza via e compare lo slogan finale “Certe idee ti fanno diventare piccolo piccolo - rifiuta l’omofobia”.

Del video si parla sulla rete in un continuo rimando le cui fonti primarie sembrano Queer Blog e il blog di Fabio ...e ora guardiamo oltre (se è lo stesso Fabio che Robo su queerbolog ringrazia nel suo post).

Nulla di ufficiale dal sito della scuola...

Un video efficace nel minimizzare certe affermazioni omofobe con classe e senza retorica.


sabato 26 maggio 2012

Se questa è una associazione pro lesbiche... Su un articolo lesbofobo del sito del Mario Mieli

Gerardina Trovato ha recentemente rilasciato una intervista al settimanale Chi del gruppo Mondadori, diretto da Alfonso Signorini, direttore anche di Tv sorrisi e canzoni, nella quale ha dichiarato di non essere lesbica.
Fin qui a una, a uno, a me, verrebbe da dire e allora?

Invece la dichiarazione è stata riportata con molta enfasi dalla stampa (e dalla rete) per le implicazioni, tutte da dimostrare, di questo coming in...

Gerardina infatti si sarebbe finta lesbica per vendere più copie dei suo dischi.

Purtroppo sulla rete non trovo l'articolo originale, ahimè, e devo fidarmi di quanto riportato dalle varie testate per esempio da Messaggero.
Le dichiarazioni di Gerardina, se fedelmente riportate, sono palesemente lesbofobe.
«Ero magra, bella. Mi spediscono a Sanremo, categoria "Nuove proposte". All'Ariston il mio look fa tendenza. C'è un però: tutti pensano che io sia lesbica.
Dunque fa tendenza non perchè si pensa sia lesbica  ma nonostante lo sia
Sto al gioco.
Cioè siccome Gerardina non corrisponde allo stereotipo di genere che vuole la femminilità segua certi canoni e  per questo viene percepita come lesbica (=poco femminile, maschio mancato) invece di denunciare la discriminazione di genere (se non sei principessa non sei femmina) e la lesbofobia (anche fosse lesbica, che male c'è?) Geradina dice che sta al gioco.

Mi dicono: "Funziona, vendiamopiù dischi. Non smentire".
Che in questo paese notoriamente maschilista e lesbofobo, una lesbica non dichiarata vende più copie di dischi è tutto da dimostrare. Ma tant'è

Anche fosse vero visto che le voci sul lesbismo di Gerardina si basano sull'aspetto fisico della cantante mi sembra comunque un modo cinico di vedere la cosa.
Fu la mia rovina. Non so che cosa mi passò per la testa. Avevo accettato di snaturarmi, per il dio denaro».

Dunque una cosa da dimostrare è data per assodata: se si pensa che sei lesbica vendi di più.

Altro che discriminazioni! In Italia se sei omosessuale ne trai un vantaggio economico.
Capita l'antifona? Se ci dichiariamo è perchè ci conviene.

«La mia assistente si innamorò di me, si rivelò una stalker».
Anche se messa tra virgolette caporali questa più che una affermazione di Gerardina sembra un titolo di capoverso...
«C'è stato un momento - dice Trovato - in cui la mia felicità dipendeva dalla morte di qualcuno. L'amore malato di una donna,
malato perchè stalker o malato perchè una donna ama un'altra donna?
la mia assistente, mi ha rovinato la vita.
Se è la tua assistente la licenzi, o comunque la denunci, vai dal giudice... 
Mi sentivo in trappola e non riuscivo a liberarmi. Mi auguravo che quella donna morisse per poter tornare a vivere».
Cambiare assistente no?

Certo queste assistenti lesbiche, pardon, malate,  che ti rovinano la vita...

Il resto dell'articolo è tutta una dimostrazione della lotta che Gerardina ha dovuto fare per ripristinare la sua normalità etero. L'anonimo (anonima?) autore (autrice?) dell'articolo dice infatti
Prima che arrivasse l'amore per Alessandro Casadei, suo attuale fidanzato e manager, Gerardina Trovato ha combattuto contro tutto e tutti.
E poi il racconto delirante e sempre diverso di Gerardina...

«Artisticamente nasco nel 1993 - racconta Gerardina Trovato- quando mi presento da Caterina Caselli con capelli rasati a zero e coppola in testa.
E tanto basta per farne una lesbica
A tracolla, la mia chitarra».
Poi il giornalista (?) dà per scontata una cosa da niente
Grazie alla finzione messa in scena «gli affari andavano bene
Dunque sei una cantante, quindi hai successo, vendi dischi, il pubblico ti segue, la critica ti incensa. Invece no.  
Gli affari vanno bene. 
Cioè non è che se non smentisci di essere lesbica sei più amata dalle lesbiche o da chi vedendoti come lesbica pensa che sei discriminata... No.
Se sei lesbica fai più soldi...

Ecco il vero scopo dell'articolo del messaggero. Sulla stessa linea di un articolo di Libero che titolava qualche giorno fa Il mondo dei privilegi è gay I discriminati sono gli etero - Comuni e Regioni fanno a gara per arruffianarsi gli omosessuali


Un modo per distogliere le richieste di persone discriminate per l'orientamento sessuale (o per non aderire allo stereotipo di genere) distorto in un cinico tornaconto economico.

Mi trovo anche un'assistente personale. Lavoro sia in Italia sia all'estero. La mia assistente diventa anche interprete, quando sono in giro per l'Europa. Ma succede l'imprevedibile. S'innamora di me. Lei, lesbica dichiarata, si mette in testa di voler cambiare la mia sessualità. Ero in trappola. Cambiavo un uomo al mese, ma per il pubblico tacevo e glissavo sulla mia presunta bisessualità.
Ma non era lesbica?
Ma mi rendo conto che sono vittima di una stalker».
Insomma un vero pastrocchio. Schiava di una tua dipendente. Che ha la colpa di essere lesbica dichiarata e quindi di volerti cambiare la tua sessualità perchè innamorata di te.

Ancora un tentativo per metterci il bavaglio: sei lesbica? fallo in silenzio nella tua camera da letto e non cercare di dirlo agli altri se no stai facendo opera di proselitismo. Ecco ancora un altro modo per zittirci 

Poi finalmente Gerardina cambia assistente e manager. Qui alla sprovvedutezza di essersi finta lesbica scivoliamo ala sprovvedutezza di non sapersi scegliere i collaboratori  d'altronde erano stati quelli precedenti a dirle di non smentire che vendeva più dischi...
Ed ecco che una vittima degli stereotipi di genere e di lesbismo diventa una mezza furba e mezza vittima di chi è più furbo di lei...

(...) Prima suonavo con un'orchestra di 47 elementi, avevo un'organizzazione perfetta, ora mi ritrovo con gente incapace, che pensa soltanto a svendermi e a rubarmi i soldi. Mi obbligano nel 2005 a partecipare a Music Farm. Io non stavo bene. Ma loro, forti del contratto che avevano in mano, volevano spremermi come un limone. Accetto, ma la mia voce non funziona, sono sovrappeso, insomma di Gerardina non c'è più nulla».

La svolta: il suo compagno.
Ecco la vera normalizzazione per una donna: l'uomo che la salva
«Sì, Alessandro -ammette Gerardina - nonché mio manager e produttore.
Tutto in casa... così si risparmia...
Insomma, è il mio tutto.
Appunto
Ci siamo innamorati subito. Ho preso i miei vestiti
niente libri niente mobili niente dischi e lei  una musicista!!!I vestiti che, si sa, per una donna quelli contano...
e mi sono trasferita a Verona, da lui. Oggi sono passati quattro anni, stiamo ancora insieme(...).
cioè sono una vera etero... e sono fedele(prima invece come lesbica, no, come bisex, cambiavo un uomo al mese)

Insomma che un articolo del genere sia pubblicato dal Messaggero anche se fa incazzare non meraviglia, niente di nuovo sul panorama della stampa.

Purtroppo però io la notizia l'ho letta sul sito del Mario Mieli  dove Andre Martini pubblica un post dal titolo Gerardina Lesbica per successo e non si mette a fare un'analisi critica delle dichiarazioni dell'artista o dei toni dell'articolo stesso ma scrive un pezzo sugli stessi toni del messaggero (espunti gli elementi più evidentemente maschilisti e lesbofobi) mettendoci del suo e contribuendo all'equazione tutta da dimostrare che Gerardina in quanto (percepita come) lesbica abbia fatto soldi:

Una bugia da migliaia di copie che le permette di vendere 200 mila copie con l’album di esordio e l’anno dopo collabora con Andrea Bocelli per il brano Vivere  contenuto nell’album Romanza, venduto in 25 milioni di copie nel mondo: un  battesimo artistico con i fiocchi per la Trovato,
la Trovato, vituperato uso maschilista della lingua italiana...
che negli anni successivi  colleziona dischi di platino, ultimo quello post Sanremo 2000 con Gechi e  Vampiri.
Che un collaboratore di una associazione lgbt non solo non riconosca i contenuti eterosessisti, lesbofobi e maschilisti di un articolo di quotidiano (e delle dichiarazioni di Gerardina Trovato che però vorrei leggere nell'originale di Chi e chiedere a Gerardina stesso cosa ha veramente detto...) ma avvalli il modo distorto di riportare una discriminazione di genere in base agli stereotipi di genere e alla lesbofobia diffusa, e contribuisca addirittura a quegli stessi pregiudizi confermando, senza nemmeno peritarsi di dimostrarlo, che se una cantante viene percepita lesbica, badate bene, percepita perchè Gerardina non ha mai fatto coming out, i suoi affari (ed è una cantautrice... ) vadano meglio mi fa pensare che anche il sito del Mario Mieli contribuisca a gettare nel cesso anni e anni di lotta e di critica e di analisi e di proteste in nome di un gossip che sembra l'unico motivo per scrivere e per leggere sulla rete.

Poi non lamentiamoci se in Italia siamo indietro di trent'anni. Lo sono anche gli attivisti che militano nelle associazioni lgtb.


Se siete d'accordo con me commentate l'articolo sul sito del Mieli.







venerdì 25 maggio 2012

GayLib associazione gay di centodestra non potrebbe essere più sinistra: sulle dichiarazioni di Oliari a proposito dell'apertura al matrimonio anche per le coppie dello stesso sesso di Barack Obama

Ormai lo sa anche Gastone (il mio gatto) che il Presidente degli Stati Uniti ha pubblicamente detto alle porte della sua campagna di ri-elezione It is important for me to go ahead and affirm that I think same sex couples should be able to get married.

La notizia ha fatto il giro del mondo  ed è diventata uno spartiacque politico, etico e democratico tra chi il same-sex marriage (solo noi provinciali, nel senso della provincia  dell'impero, continuiamo a chiamarlo matrimonio gay - le lesbiche, si sa, come al solito non contano una cippa...-) lo vogliono e chi no.

Adesso scopro che Enrico Oliari, presidente di GayLib, l'associazione di persone omoaffettive di centrodestra (né b né t ne tanto meno q o i) ha dichiarato che sebbene
La decisione di Obama di aprire alle nozze fra persone dello stesso sesso e’ coraggiosa e va nel senso giusto (...)
In Italia non sarebbe tuttavia praticabile, per la diversa tradizione culturale e giutidica’(sic)
E insiste
Tenendo conto della tradizione culturale e sociale del nostro Paese, reputo percorribile piu’ che la via del matrimonio, quella del riconoscimento delle ‘Unioni Omoaffettive’
(fonte Apocalisselaica)

Sul sito di Oliari si può leggere la proposta di legge (?) da lui redatta nella quale, tra le altre cose, si dice
In caso di morte di uno dei due firmatari componente l’Unione Omoaffettiva pensionato o assicurato, il partner rimanente può vedersi riconosciuta la reversibilità della pensione.
I neretti sono miei. Può, non deve. E solo la reversibilità della pensione...

Adesso a differenza dei compagni e compagne di strada del Movimento io non ho nessuna pregiudiziale a che una associazione gay di destra contribuisca al movimento lgbtqi ma noto con disappunto e enorme fastidio che quello di GayLib più che un contributo è un bel bastone fra le ruote. Al di là dell'inconsistenza giuridica del registro delle unioni omoaffettive è chiaro l'orizzonte ideologico pavido e reazionario di chi non capisce che proprio finché non si cambia la tradizione culturale e sociale del nostro Paese le persone omosessuali e trans in questo Paese continueranno ad essere colpite e dunque discriminate ed emarginate dallo stigma e che lo stigma può essere combattuto anche (e certamente non solo) dall'apertura al matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso. Mai come ora dobbiamo chiedere l'unica opzione possibile, stesso nome stessi diritti, perchè se passasse un pacs, un dico,o unioni omoaffettive che dir si voglia, la questione del matrimonio anche per le persone dello stesso sesso verrebbe procrastinata di almeno un ventennio.

Quel che Oliari fa finta di non capire è che se chiediamo l'accesso al matrimonio non è per godere dei benefici giuridico-amministrativi ad esso connesso ma per vedere socialmente e giuridicamente riconosciuta la legittimità delle coppie omosessuali, per sancire socialmente che anche le coppie dello stesso sesso sono FAMIGLIE. 

Ma a Gaylib questo non solo non interessa ma non ne vuole proprio sapere visto che l'associazione a proposito delle adozioni lascia la libertà di coscienza ai suoi iscritti dicendo:
GayLib, a differenza delle associazioni ideologicamente vicine alla sinistra ha, come orientamento, una posizione di contrarietà dialettica, aperta alla libertà di coscienza individuale, rispetto al tema delle adozioni di minori da parte di coppie omosessuali. Va considerato, infatti, il diritto del bambino di essere adottato e non quello della coppia di adottare. Tuttavia, anche alla luce delle nuove normative in materia di affidamento condiviso guardiamo con particolare attenzione e volontà di confronto le necessità dei numerosi genitori omosessuali per i quali, in fase giudiziale, non deve più sussistere alcuna forma di discriminazione.  (fonte GayLib manifesto politico)

Da notare, en passant, il linguaggio sessista presnete in tutto il documento politico (basta leggere il resto sul loro sito) anche se, nessuna associazione gay ne è esente tranne quelle lesbiche...

Insomma credo che il contribuito di GayLib alla causa sia nullo e siccome in politica un contributo nullo diventa sempre zavorra penso che di GayLib si possa tranquillamente fare a meno. Non perchè nominalmente di centrodestra ma perchè radicalmente omofoba e reazionaria.

Enrico Oliari presidente di GayLib





sabato 19 maggio 2012

L’ALTRA ALTRA METÀ DEL CIELO ...CONTINUA
CONVEGNO–DIBATTITO SULL’OMOSESSUALITÀ FEMMINILE

INCONTRI al TEATRO di DOCUMENTI
via Nicola Zabaglia 42 - Roma
sabato 19 maggio 2012 – ore 17.00


L’ALTRA ALTRA METÀ DEL CIELO 2
CONVEGNO–DIBATTITO SULL’OMOSESSUALITÀ FEMMINILE

L’obiettivo che ogni persona omosessuale è chiamata a raggiungere è “l’accettazione spirituale e poetica della propria diversità”, sostiene Maria Laura Annibali, garante della Consulta Femminile della Regione Lazio e nota attivista per i diritti della comunità lgbt presso il Dì Gay Project. A partire dalle riflessioni suggerite dal suo ultimo film documentario, L'altra altra metà del cielo 2, che costituisce un tassello prezioso e mancante alla discussione nazionale e internazionale sull’omosessualità, il Teatro di Documenti ospita un convegno–dibattito incentrato, ma non solo, sulla dimensione del lesbismo. Il convegno vedrà l’intervento di Maria Laura Annibali, Alessandro Baracchini, Imma Battaglia, Monica Cirinnà, Paola Donnini, Filomena Fotia, Madre Maria Vittoria Longhitano, Vladimir Luxuria, Antonella Montano, Alessandro Paesano che stimoleranno il pubblico ad un confronto anche finalizzato alla necessità di fornire strumenti e conoscenze a insegnanti e genitori, oggi piú che mai chiamati a prendere atto serenamente di questa dimensione umana. Promotore del convegno e moderatore: Danilo Gattai.

Dopo aver realizzato, con il primo film L’altra altra metà del cielo, un excursus tra alcune donne lesbiche, alcune legate alla storia del movimento politico, altre presenti in modo significativo nel panorama attuale del lesbismo romano, questo secondo film L’altra altra metà del cielo 2, che mantiene (quasi) lo stesso titolo a sottolineare la continuità e contiguità col precedente, esplora aspetti del vissuto lesbico che non hanno potuto trovare sufficiente spazio nel primo. Si tratta di donne giovani, alcune giovanissime, ragazze che studiano, straniere, madri. Le storie che raccontano sono storie più singolari, storie che meno frequentemente acquistano visibilità e che, proprio per questa ragione, ci sono sembrate meritevoli di attenzione e di ascolto. Il film, con la regia di Laura Valle, della durata di circa 45 minuti, raccoglie sei interviste, girate in luoghi e situazioni diversi, percorse da un filo comune che, anche in questo caso, testimonia l’orgoglio della scelta lesbica.
intervengono
MARIA LAURA ANNIBALI, autrice e interprete del documentario L’altra altra metà del cielo, è laureata in scienze politiche. Membro direttivo del Dì Gay Project e garante della Consulta Femminile per le pari opportunità alla Regione Lazio.

IMMA BATTAGLIA, leader storica del movimento lgbt, presidente dell'associazione Dì Gay Project.

ALESSANDRO BARACCHINI, giornalista Rai News.

MONICA CIRINNÀ, presidente Commissione delle Elette, Comune di Roma.

PAOLA DONNINI, direttore responsabile Newsfree, responsabile trait d’union Accademia di comunicazione e pubbliche relazioni,

PROF.SSA FILOMENA FOTIA, preside liceo.

DANILO GATTAI, attore e regista.

MADRE MARIA VITTORIA LONGHITANO, sacerdote della comunione anglicana.

VLADIMIR LUXURIA, attivista dei diritti lgbt, attrice, scrittrice, nel 2006 ha ottenuto mandato parlamentare nella lista di Rifondazione Comunista.

ANTONELLA MONTANO, psicoterapeuta e supervisore dell’Aiamc (Associazione italiana di analisi e modificazione del comportamento) è fondatrice dell’Istituto Beck per la terapia comportamentale.

ALESSANDRO PAESANO, docente precario, esperto di media e pregiudizi, critico teatrale.

giovedì 17 maggio 2012

17 Maggio giornata internazionale CONTRO l'omofobia

L'omofobia e la lesbofobia non riguardano solo le aggressioni fisiche e verbali ai danni delle persone omosessuali.
Omofobico e lesbofico è anche il pensiero di chi per il solo fatto di esprimerci, di mostrarci nella società, di ESISTERE, ci accusa di esibizionismo, di ostentazione, di protagonismo.
Finché ci vogliono silenti relegati in camera da letto la società sarà omolesbofica, fin quando un bacio, una carezza, una mano nella mano tra due ragazze e tra due ragazzi non sarà percepito come legittima espressione delle libertà umane questa giornata dovrà ricordare a tutte e a tutti il ghetto mentale in cui la società e le istituzioni ci costringono a vivere.
Oltre le violenze, oltre il mancato riconoscimento dei dritti umani fondamentali tra i quali anche quello di SPOSARSI e AVERE FIGLI, l'omofobia è un habitus mentale che si radica ance in chi ci dice non mi interessa quello che fai in camera da letto, dimenticando o facendo finta di ignorare che in quanto lesbiche e in quanto gay siamo persone che amano e non vivono solamente di sesso.
Ogni volta che qualcuno ti toglie il diritto di esistere non tacere, protesta, fatti sentire, fatti valere, a scuola, al lavoro, per strada, sempre!

NO ALLA OMOLESBOFOBIA!!!

domenica 13 maggio 2012

L'omofobia non si cura si educa

Prossimamente su questo blog il resoconto sulla Conferenza promossa da Nuova Proposta L’omofobia e la transfobia: osserviamole da vicino nella quale gli uomini e le donne presenti (alcun* non tutt*) continuano a usare una grammatica sessista (come l'articolo davanti il cognome di una donna) senza che nessuno in sala batta ciglio, si confonde l'ideologia omofobica con la malattia e si parla di curare le persone omofobe, senza chiedersi le cause dell'omofobia, senza collegare l'omofobia al sessismo, al maschilismo al patriarcato eterosessista (lo farà solo Giuliana Ruoti di Arcilesbica)  o all'incitamento all'odio per le perosne diverse dove i maschi omosessuali simboleggiano anche le donne omosessuali, dove vi ci si arrampica su sottili (e inutili) alchimie giuridiche per rivendicare i diritti mancati delle persone transgender per le quali la tutela dalla discriminazione non può basarsi sul concetto di identità sessuale visto che il transgenderismo va al di là dell'opposizione binaria maschio femmina (non chiedetemi cosa c'è al di là chiedetelo a Cathy La Torre donna biologica presidente del Movimento Identità Trans...), dove Anna Paola concia è convinta che siamo arrivati alla battaglia finale e che tutti i problemi stanno per essere risolti - per fortuna che dopo si dice da sola ma che cazzo sta dicendo questa (letteralmente) - dove sono tanti gli spunti proposti ma dove l'impressione è che ci sia tanto ancora da fare proprio a cominciare dalle persone che dovrebbero lavorare per il popolo lgbt (la parte qi - non rappresentata - come nemmeno quella T visto che Cathy è una donna biologica - non è mai stata nemmeno menzionata...).

Prossimamente su questo blog!






martedì 8 maggio 2012

Le mostruosità dello showbiz: su Ruby Slippers un episodio omofobo di The Mentalist

Non è la prima volta che riporto un episodio di The mentalist per denunciarne l'omofobia sotterranea e ignominiosa che la serie proprala a tutti gli spettatori e le spettatrici che continuano a guardarlo.
Mea culpa anche io continuo a guardarlo e non dovrei perchè per quanto mi riguarda The Mentalist dovrebbe chiudere i battenti, adesso.

So già che molt* di voi commenteranno che l'episodio è bellissimo, e che sono io, solo io, a vedervi del male.

Siamo talmente omologati al camp statunitense che non siamo nemmeno più liber* di essere noi stess*, colonizzati fin nel profondo delle nostre menti che dallo stigma che ci induce al suicido, poco importa se concreto o intellettuale.

L'episodio in questione è il n° 21 della 4 stagione, Ruby Slippers* diretto da Kevin Hooks e scritto da Daniel Cerone.

Vi si narra dell'omicidio di Archie Bloom un giovane ragazzo, ammanettato alla sua macchina e arso vivo dalle fiamme alimentate dalla benzina.
Quando gli agenti del CBI vanno dal padre, Patrick, il Mentalist della serie, capisce che Archie era gay e che il padre, un famoso educatore, lo vessava.
Dei video tenuti nascosti nel pc dalla vittima confermano i sospetti di Patrick, mostrando l'uomo ammanettare il figlio alla sedia della sua scrivania non per la sua omosessualità ma perchè non aveva fatto i compiti.

Le indagini conducono gli agenti a un giovane collega di lavoro di Archie, un bullo omofobico che lo prendeva in giro, dandogli della sissy (checca).

Un terzo sospettato è l'amante della vittima, molto più grande di lui, drogato e con atteggiamenti sadici.
Archie lo aveva lasciato e si era rifugiato in un centro di accoglienza per giovani maltrattati.

C'è un testimone dell'omicidio, un uomo che ha visto qualcuno versare la benzina sull'automobile. E' un becchino, che di notte fa la Drag Queen, si chiama Glenn di giorno e Glenda di notte, come nel film Glenn or Glenda di ed Wood. Ma posto dinanzi i tre sospettati non ne riconosce nessuno.L'uomo che ha visto lui era più mingherlino
Patric, the Mentalist, capsice così che il ragazzo si è suicidato a causa dei tre sospetti che lo avevano vessato in vario modo. Gli agenti del CBI incriminano tutti e tre non per istigazione al suicido o per hate crimes (che, pure, in America, esiste) ma per reati minori, furto il collega della vittima, spaccio di droga l'amante e per violenze personali il padre.
Lisbon, l'agente capo di Patrick, si dice tanto triste per questo caso. Il Mentalist la porta allora al locale dove si esibisce Glenda e là, tra le altre drag, scopre Archie che adesso si fa chiamre con un nome d'arte che è l'anagramma della parola Fenice (Phoenix).
Arcie  che voleva davvero suicidarsi ha inscenato l'omicidio\sucidio aiutato da Glenda e le altre drag:  Glenn ha sottratto un cadavere destinato alla fossa comune, le impronte dei denti da cui era stato riconosciuto il cadavere carbonizzato sono state fornite dal dentista del ragazzo anche lui drag. Mentre raccontano come si sono svolti i fatti vediamo un flashback nel quale le drag vestite di scena mettono il cadavere nella macchina, cospargono di benzina l'abitacolo emettendo qualche urletto isterico data la difficoltà fisica di quanto stanno facendo.  Lisbon non arresta nessuno nonostante i crimini commessi dalle drag (simulato suicidio, furto di cadavere, falsi indizi forniti alla polizia di stato altro che i crimini commessi dai tre vessatori omofobici...). Nel lieto fine Archi vestito da donna canta Over the raimbow mentre Lisbon si commuove e piange.


Di Archie non sappiamo nulla tranne che è gay. In borghese da uomo, lo vediamo solo in foto, dal vivo solo vestito da donna. per lo sceneggiatore dell'episodio è facile risolvere tutto facendolo diventare una drag, assimilata più al travestito, d'altronde, si sa, i gay sono donne mancate.
Il lieto fine sta nell'escamotage nel 2012 di un gay vessato di vivere la propria omosessualità morendo come Archie e rinascendo come drag\travestito\donna.

Quando Glenn spiega a Patrick la sua doppia vita gli dice che sin da piccolo gli piaceva truccarsi (come a tutti gay che poi diventano drag, cioè travestiti, cioè...)

Naturalmente il ragazzo drag non ha un compagno o un fidanzato, però sta con le amiche ingegnose che gli hanno salvato la vita e gli hanno insegnato ad accettarsi così com'è.

Vorrei tanto conoscere lo sceneggiatore per vomitargli in faccia.
Paesanini lo regalerebbe invece alla sceinza per esperimenti stile i nazisti.

Ora mi chiedo come sia possibile che nessuna frocia di questo paese di merda si sia degnata di scrivere due righe su questo episodio mostruosamente omofobo e che si continui invece a riempire pagine e pagine dei siti scandalistici (apparentemente) pro gay con articoli (?) sulla presunta omosessualità di George Clooney o sulla voglia di cazzo repressa degli omofobi.

Questo episodio di The Mentalist, la sottocultura gay da cui esca non fanno forse un danno enorme alle persone omosessuali? Non alimentano e rafforzano lo stigma? Il clichè? Il luogo comune?

Per chi vuole vedere l'episodio si accomodi pure...



Mi raccomando, scrivetemi e dite cosa ne pensate!


* Le ruby slippers sono le scarpe indossate da Dorothy ne Il mago di Oz da cui è tratta Over the Raibow

martedì 1 maggio 2012

Unonini civili o coppie di fatto? Sulla PROPOSTA DI DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE per la "familgia di fatto".

Ieri ho visto un poster, orrendo, per le vie del centro (via Conte Verde e limitrofe). Il poster sensibilizza il passante sulle famiglie di fatto con lo slogan teniamo famiglia.

Il poster, che sulla rete non trovo, è davvero mal concepito, peggio sviluppato e di una qualità grafica indecente.


I colori usati e abbinati nel poster rosso e celeste giallo e rosso si contrappongono più che essere complementari. In ogni caso creano un fondo astratto, inesistente.

Le due coppie ritratte sono avulse da qualunque luogo sociale, casa, lavoro, giardino, manifestazione, museo. Contano solo le persone non la socialità non la città in cui vivono.

Almeno una delle due foto sono scelte tra quelle che si trovano nel blog che, oltre a raccogliere le firme, chiede a chiunque voglia sostenere la campagna di partecipare condividendo una propria foto.

Quale foto sono state scelte?
Guardiamo le coppie.
In primo piano sula sinistra una bionda e un ragazzo occhialuto.
Lei  è incinta, lui le tiene una mano sul pancione.

La mano sulla pancia è intima ma lui potrebbe anche essere un amico o il fratello.
La coppia non si bacia.
Sono ripresi frontalmente, lui è dietro di lei, è come se la sostenesse, moralmente, è come se dicesse ho contribuito a questa donna incinta che però vale da sola è lei che ha il pancione.

Ecco la foto originale
A parte l'inversione destra e sinistra per motivi grafici lo scontorno ha cancellato il giardino in cui  Chiara, Luca ed Emma (nella pancia) come si legge sul blog si trovano.
Una bella foto rovinata da una intrusiva rielaborazione grafica.












Sullo sfondo a destra una coppia di ragazzi. Il primo ragazzo di etnia non europea è di tre quarti l'altro lo cinge a dietro e stenta a dargli un bacio. Il rimo ragazzo sembra come irrigidito non sembra molto preso dal bacio che il suo compagno (ragazzo, fidanzato) gli sta cercando di dare.

Non sono riuscito a trovare la loro foto sul blog

Amor sacro (in primo piano)  e amor profano (in secondo piano).
Amore procreativo (squisitamente etero) e  amore sensuale squisitamente gaio.

Non mi esprimo sulla fotogenia delle coppie perchè sono coppie reali e non modelli ma il senso generale che mi dà questo poster è di tristezza, squallore. Non certo per il sorriso di chiara, né per la dolcezza di Luca ma per la composizione grafica, il lavoro di scontorno, i colori usati, la composizione generale del poster.

Insomma diciamola tutta ma a chi verrebbe di equiparare la bella coppia in dolce attesa con quei due manichini sullo sfondo?



Il poster vuole pubblicizzare una proposta di delibera di iniziativa popolare da presentare al comune di Roma nella quale si legge 


REGOLAMENTO PER IL RICONOSCIMENTO DELLE UNIONI CIVILI


Ai fini della presente deliberazione si intende per unioni civili “un insieme di persone legate da vincoli affettivi coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune” (articolo 4 comma 1 ai sensi D.P.R. 223/1989, Nuovo Regolamento anagrafico della popolazione residente).

I neretti sono miei.

Un insieme di persone? Anche più di due?

Io di legge capisco poco ma questa definizione, al plurale, mi sembra vaga e politicamente attaccabile.

In cosa consiste il riconoscimento delle unioni civili?
nello stesso articolo 1 si legge

Il Comune provvede, attraverso singoli atti e disposizioni degli Assessorati e degli Uffici competenti, a tutelare e sostenere le unioni civili, al fine di superare situazioni di discriminazione, favorire pari opportunità, integrazione e lo sviluppo nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio.
Le aree tematiche entro le quali gli interventi sono da considerarsi prioritari sono:
casa;
sanità e servizi sociali;
giovani, genitori e anziani;
sport e tempo libero;
formazione, scuola e servizi educativi;
diritti e partecipazione.
Gli atti dell'Amministrazione devono prevedere per le unioni civili pari condizioni di accesso ai servizi ed alle attività promosse in ciascuna delle aree tematiche sopra indicate, con particolare attenzione alle condizioni di svantaggio economico e sociale.
Quindi se capisco bene questa delibera vuole l'estensione di servizi (?) e attività promosse nelle aree sopra indicate anche alle unioni civili.

Si parla di servizi e attività promosse dal comune.

Ora, io di legge capisco poco, ma e qualcuno mi corregga se sbaglio, questa deliebera serve per far partecipare anche le coppie di fatto all'assegnamento delle case popolari, cosa che succede già in molti comuni di Italia dove le amministrazioni stesse hanno preso iniziativa in questo senso.


Però questo non è un vero riconoscimento delle unioni civili, perchè, così come è spiegato, questo riconoscimento amministrativo non comprende alcuni diritti fondamentali riconosciuti solo ai membri di una famiglia.
Classico esempio e nemmeno gaio se no poi mia sorella dice che parlo solo di froci.

Mio zio ha avuto tre figli dalla sua compagna con la quale non si è sposato perchè solo separato e non divorziato dalla moglie. Quando ebbe un infarto la sua moglie, aveva diritto legale ad assisterlo  in ospedale la sua compagna poteva essere tenuta fuori a discrezione di medici e infermiere.

Ora mi chiedo il Rilascio di attestato di famiglia anagrafica alle unioni civili basate su vincolo affettivo
previsto dall'articolo due di questa proposta di delibera popolare  cioè
attestato di "famiglia anagrafica basata su vincolo affettivo" inteso come reciproca assistenza morale e materiale, ai sensi dell'articolo 4 del Regolamento anagrafico, in relazione a quanto documentato dall'Anagrafe della popolazione residente (D.P.R. 223/1989).
L'attestato è rilasciato per i soli usi necessari al riconoscimento di diritti e benefici previsti da Atti e Disposizioni dell'Amministrazione comunale.
riconosce anche il diritto di assistere in ospedale?Di visitare in carcere? di subentrare nel contratto? di percepire la reversibilità della pensione?

Temo di no.

Allora a cosa serve? Al di là del suo significato simbolico lottare per ottenere questo riconoscimento non è controproducente?

Non permette a chi si oppone all'estensione del matrimonio anche alle copie dello stesso sesso di dire: "Che volete? Avete avuto anche i registri..."?


 Insomma mi sembra che si sovrappongano cose diverse che vanno tenute diverse.

1) un conto è la discriminazione per il sesso, perchè è il sesso  e non l'orientamento sessuale, come si dice erroneamente, che vieta il matrimonio gay (infelice definizione).

Il matrimonio non è consentito tra persone dello stesso sesso.
L'orientamento sessuale non c'entra nulla.
Infatti io gay e una ragazza lesbica possiamo sposarci anche se siamo notoriamente omosessuali e nessuno può impedire il matrimonio (civile, l'unico che per me ha valore, non religioso).

Non è una questione di forma ma di ragionamento.

Due donne che si sposano non sono necessariamente lesbiche possono anche essere bisex.
In ogni caso quel che dà diritto a un uomo e una donna di sposarsi non è l'orientamento sessuale ma proprio la differenza dei sessi, procreativamente intesa. Ecco la vera discriminazione. E' in base al sesso. Siccome due persone dello stesso sesso non possono procreare queste non possono sposarsi. L'orientamento sessuale non c'entra niente.
Oscar Wilde, Cole Porter e tanti nostri amici si sono potuti sposare e hanno fatto figli anche se erano omosessuali (bisessuali).

La semplificazione o, meglio, lo slittamento semantico da discriminazione in abse al sesso e discriminazione in base all'orientamento sessuale nasce dall'implicata constatazione (errata) che se due uomini o due donne si sposa sono omosessuali. Invece possono essere bisex. A meno che non si vedano i matrimoni di Wilde e Porter come delle coperture per nascondere la propria vera natura omosessuale. E questa sì è una discriminazione in base all'orientamento sessuale. O sono etero o sono gay e se dimostro di essere entrambi beh una delle due è finta... !!!! E' la sindrome di Linneo dobbiamo catalogare tutti e la bisessualità non è una scelta dignitosa, o sei gay o sei etero, tertium non datur, in barba alla gente che è per la maggior parte bisex (stando a Kinsey...) e una non scelta. Ma chi lo dice

Lo stigma ce l'abbiamo nel sangue, tutte.



Da questo punto di vitata le unioni civili non contribuiscono al riconoscimento del diritto a sposarsi qualunque sia il sesso (di nuovo non l'orientamento sessuale) del partner. Ribadiscono anzi la differenza con il matrimonio istituendo un istituto giuridico (o come diavolo si dice) ad hoc che nel momento stesso in cui dà dei diritti non tramite il matrimonio conferma che il matrimonio è un'altra cosa.

Adesso con il massimo rispetto per le coppie etero che non si sposano loro possono comunque farlo le coppie omosessuali no...

Quindi cui prodest?

2) Un altro conto è riconoscere alle coppie di fatto alcuni diritti finora di esclusivo appannaggio delle coppie sposate.

Ma allora mi chiedo perchè estendere i diritti solo alle coppie non sposate che si amano? Cioè perchè ricosnocere dei diritti amministrativi solo alle coppie basate su vincolo affettivo?

Tra l'altro la definizione di vincolo affettivo come reciproca assistenza morale e materiale non è troppo vago?

Amare non vuol dire (solamente) dare reciproca assistenza morale e materiale.

Non si capisce se si vuole riconoscere che le coppie conviventi amano come quelle sposate o se , al contrario, esistono forme di convivenza non basate sul vincolo sessual-sentimentale.

Le unioni civili dovrebbero asserire che certi diritti amministrativi vanno estesi anche a coppie basate su relazioni di amicizia che sono parimenti basate sulla reciproca assistenza morale e materiale. 
 

Perchè se io e il mio amico col quale non scopo ma condivido la casa non solo per convenienza economica ma per affinità elettive non possiamo subentrare al contratto ?

 Insomma, da un lato si tratta di riconoscere anche alle persone dello stesso sesso il diritto a mettere su famiglia e che quella famiglia ha la stessa legittimità giuridica e morale di quella etero.

L'unico modo per farlo è estendere l'attuale matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso.

Un istituto equivalente non ottiene lo stesso effetto perchè si crea qualcosa di diverso che si equipara confermando nel momento stesso che uguale non è altrimenti si userebbe lo stesso istituto e non se ne creerebbe uno ad hoc.
E' come se per far sposare due persone di diversa etnia si ricorresse al razzimonio invece che al matrimonio che rimane solo per le persone della stessa etnia.



Se ci arrivo io che di legge ne capisco poco perchè non ci arriva chi propone queste "leggi"?.


E adesso ditemi pure dove ho sbagliato...

sabato 28 aprile 2012

La fuffa degli articoli di gay.it. Il vuoto pneumatico di un pezzo di Valeriano Elfodiluce sul porno gay

Frasi fatte, pensierini da prima media, paragoni privi di qualunque spessore storico sociale, quelli di gay.it non sono articoli, né post, né pezzi, sono il niente, il vuoto pneumatico di chi non sa cosa dire basta che si parli di gay non importa in quali termini.
E' il caso di Luci e ombre del porno gay: chi rinnega e chi finisce dentro di Valeriano Elfodiluce.
Valeriano ci propone uno scritto sul mondo del porno gay per riportare varie notie tra di loro scollegate se non per il fatto che riguardano pornattori. Un fatto di cronaca che in una informazione onesta ed equilibrata non avrebbe richiesto più di tre righe, e, soprattutto nessuno dei suoi giri di parole, la premiazione di un ex pornoattore passato dietro la macchina da presa, e un incidente tecnico che tre minuti di porno gay, trasmessi dal canale gay Hard TV, che ha visto il programma canadese mattutino Morning Live, mandare per sbaglio qualche minuti di un video porno gay.

Il nostro per mettere insieme queste tre notizie non trova niente di meglio che aprire l'articolo così:

Se si dovesse riassumere in un solo aggettivo il mondo del porno gay di oggi probabilmente dovrebbe essere "contraddittorio". Infatti, mai come ora, è diventato una realtà ricca di luci e ombre.
Mi sembra di leggere uno degli incipit dei temi dei mie studenti...
Da una parte, l'aiuto di internet sta contribuendo a "normalizzare" il desiderio omoerotico in tutto il mondo,
certo perchè il sesso così come è presentato nella pornografia è un sesso normalizzante...

e dall'altra alcuni video fanno apparire il bareback come una pratica del tutto accettabile.

Ecco si passa dal dato generale il mondo del porno gay  al dettaglio la pratica bareback (per chi non conoscesse l'inglese o i video porno il bareback, distinzione squisitamente gay, indica il sesso penetrativo senza protezione).
Mentre nel porno etero nonostante l'hiv e le malattie sessualmente trasmissibili non faccia distinzione di sesso od orientamento sessuale i video bareback sono considerati normali e sono pochi i profilattici che si vedono nel mondo del porno gay per un pregiudizio che non ha mai lasciato l'industria pornografica del sesso fra uomini il profilattico è usato molto più spesso.
Anzi Bareback è termine improprio da usare nel porno etero perchè si riferisce al sesso anale non protetto (bare= nudo, come nell'espressione  barefoot "a piedi nudi" e back=dietro) tra uomini. Non che nel porno etero non ci sia il coito anale, tutt'altro, ma per una forma mentis che diffonde, non si sa quanto involontariamente, il pregiudizio che l'hiv sia la peste gay il bareback par excellence è quello tra uomini (forse per via di marziale... non saprei).
Valeriano si limita a citare un nome in inglese senza nemmeno mettere il termine in corsivo (o tra virgolette che graficamente è la stessa cosa) come si dovrebbe fare con ogni parola straniera...
Ci sono porn performers che vivono serenamente la loro condizione,
Quale condizione quella di porno attori o quella di omosessuali?
magari portando avanti relazioni stabili che sfociano in un matrimonio, e ce ne sono altri che vanno in depressione.
Quindi senza dirlo esplicitamente e non si capisce se in base a dati statistico sociologici o partendo solo dal pregiudizio contro il porno Valeriano dice che fare il porno attore rende la vita difficile oppure no si è abbastanza sereni che ci si sposa pure...

Coinvolgendo tanti etero, veri o presunti, il porno gay sta sdoganando i rapporti omosessuali come mai prima d'ora,
Come mai prima d'ora. Tra i primissimi film, dei primi del 900 ci sono anche quelli pornografici e anche quelli tra uomini. Non mi sembra che allora quei film, diffusissimi, avessero sdoganato i rapporti omosessuali.
Più in generale viene difficile comprendere come una rappresentazione costruita anche se presnetata come vera come il sesso pornografico possa sdoganre i rapporti sessuali. Qui per rapporti non può che intendersi il sesso e non mismebra che quel che oggi debba essere sdoganato tra gay lesbiche e bisex sia il sesso. Va sdoganata la sfrera pubblica, quella dove due persone dellos tesso sesso possono manifestare liberamente la propria affettività senza essere derisi, criticati picchiati arrestati o uccisi.
Nessuno vitupera il sesso che quello non pornografico resta nel privato delle camere da letto, non certo nella sfera pubblica.
evidentemente Valeriano appartiene a quella categoria che quando pensa all'omosessualità pensa solo al sesso...

eppure tanti di loro, una volta terminata la carriera nel porno gay, liquidano questa esperienza come un incidente di percorso.
Chi? A chi si riferisce? nel resto dello scritto non se ne fa menzione...
Così anche chi segue costantemente le vicissitudini di questo universo non può fare a meno di rimanere sorpreso dal ritmo serrato con cui si alternano notizie confortanti e deprimenti.
Ecco la conclusione del pippone per mettere insieme notizie diverse accomunate dal fatto di riguardare porno-attori.

Giusto per fare qualche esempio recente:
Ecco finalmente arriviamo alla prima notizia
negli ultimi giorni Nick Gruber, conosciuto nel porno gay come Aron Skyline / Zeke e reso celebre dalla sua frequentazione con lo stilista Calvin Klein, è stato coinvolto in un infelice fatto di cronaca. Infatti è stato arrestato per possesso di cocaina, resistenza a pubblico ufficiale e aggressione ai danni di un amico. L'amico in questione, un certo Calvin Swint, ha però dichiarato che non vuole sporgere denuncia, perchèsa che Nick si trova in un momento di difficoltà, dovuto anche al fatto che la sua relazione con Calvin Klein si è conclusa senza appello quattro mesi fa. Evidentemente Nick Gruber si trova in un momento di confusione, dovuto anche alla sua incapacità di gestire una situazione più grande di lui, e probabilmente ora dovrà capire come riprendere il controllo della sua vita. Eppure, per un ragazzo che è finito nei guai,
Adesso non mi sembra che questo ragazzo sia finito nei guai perchè è stato un porno attore. E nemmeno perchè sia gay. Mi sembra che di cocainomani che aggrediscono persone ne sia pieno il mondo dello spettacolo e non, degli attori, porno o meno, e non... Insomma. La notizia che un ex porno-attore è stato arrestato per possesso e consumo di droga diventa nella penna di Valeriano un pippone nel quale si dice che il porno sdogana i rapporti gay...
Poi, con un lessico da parrocchiano il nostro continua:
ce ne sono altri che nel porno gay hanno trovato la strada della loro vita.
Dunque alcuni del porno gay si perdono e diventano cocainomani altri invece vi trovano la propria strada. In realtà è un altro pipone per cambiare genere di notizia.

Probabilmente molti di voi ricordano l'ex porn performer
quanto ce piace fa finta di saper parlare inglese quando poi non si sa nemmeno scrivere in italiano...
simbolo della Bel Ami, quel Lucas Ridgestone che con i suoi occhi azzurri e il suo sorriso intrigante ha contribuito a rivoluzionare il porno gay negli anni '90.
Veramente il suo nome d'arte corretto è Lukas Ridgeston basta controllare su internet... ma, si sa, internet contribuisce a normalizzare" il desiderio omoerotico in tutto il mondo, mica a verificare l'esatta grafia di un nome straniero...

Ebbene, conclusa la sua esperienza come porn performer
nel 2005
non solo non ha rinnegato la sua carriera,
perchè, avrebbe dovuto?
ma è passato nello staff della Bel Ami come regista,
cameraman e montatore (ehm), in film fatti apposta per internet (che, in questo, ha contribuito a modificare la fruizione del porno con dei film di breve durata, scaricabili dalla rete e non acquistabili in dvd... Video metacinematografici, che non nasocndono più il processo della realizzazione del video.
In questo senso si parla di porn performer e non più di attori.
Oggi non si finge più di non essere ripresi come nel porno classico dove tutto accade come se non ci fossero telecamere. Oggi si fa sesso per la rete e si presentano i ragazzi come perfomer del sesso. caratteristica per la quale la Bel Ami si è smepre distinta... MA Valeriano che ne sa?
e proprio in questi giorni si è aggiudicato il prestigioso premio TLA Awards, per gli amici Gaybie, come regista dell'anno.
E qui il nsotro dà i numeri.

Il premio di cui parla non si chiama TLA awards che è un premio dato a persone e associazioni che contribuiscono alla causa dei bibliotecari nel Texas... (ehm)... e nemmeno gaybie termine che indica il figlio di una coppia gay, (a ri ehm...) bensì il Grabby Awards detto The Grabbys che sono gli "oscar" dell'industria pornografica gay che si svolgono ogni anno a Chicago (il paragone è improprio, ma è tanto per farvi capire).

In ogni caso Lukas non ha vinto il Grabbyes 2011 come migliore regista lo ha vinto invece Tony DiMarco per Brutal 1 & 2 della Raging Stallion Studios (fonte Gabbyes.com).
E non è nemmeno tra i nominati nella categoria migliore regista per il 2012 (la premiazione si svolge a fine maggio...).

Quindi non so il nostro di cosa parla... 
Ho googleato solo per una decina di minuti.

Se trovate il premio cui Valeriano si riferisce fatemi sapere.

Ah, già. Valeriano. Ecco come prosegue il suo scritto.

Oltretutto è un vero peccato che non abbia in progetto di tornare a darsi da fare come performer: è invecchiato benissimo e sicuramente anche nei video per amanti degli over 30 farebbe strage di cuori.
Peccato che la bel ami sia specializzata in attori giovanissimi tra i 18 e i 25 anni...
E passiamo alla terza notizia.
Un altro regista e produttore che è partito facendo il porn performer, e che negli ultimi giorni è stato protagonista di un involontario lancio pubblicitario è Michael Lucas.

Infatti i tre minuti di porno gay, trasmessi dal canale gay Hard TV, che si sono sovrapposti per errore al rotocalco mattutino Morning Live, la versione canadese di Mattino 5 e Uno Mattina, arrivavano proprio dal suo recente film After Hours. Tuttavia, invece di cogliere l'occasione per promuoversi, Michael Lucas ha dedicato il suo ultimo intervento sulle pagine dedicate al mondo gay dell'Huffington Post alla memoria di Dror Barak/Roman Ragazzi, l'ex porn performer che si è suicidato recentemente: un ragazzo
aveva 38 anni...
dalla vita difficile e con un'infanzia di abusi alle spalle
ed era un impiegato presso il consolato israeliano alle Nazioni Unite a New York,  alla faccia della vita difficile!!!
per cui Michael Lucas ha invocato rispetto dopo la valanga di commenti moraleggianti che hanno seguito la notizia della sua scomparsa.
Beh caro Valeriano anche i tuoi di commenti moraleggianti, scusa... ai letto il titolo del tuo scritto?

Se poi si volessero considerare le contraddizioni del porno gay a livello globale
che vuol dire verbigrazia in italiano le contraddizioni del porno gay a livello globale?
potrebbe essere interessante notare che mentre la Bel Ami ha aperto le porte al bareback
da anni ormai...
e ha deciso di girare il suo prossimo film sull'isola di Bali, proprio in oriente due nazioni si sono gemellate per promuovere il sesso sicuro. Infatti alcuni gay porn performers giapponesi, come Koh Masaki e Kong, hanno iniziato un tour nei locali gay di Taiwan, in collaborazione con la Taiwan AIDS Foundation, proprio per promuovere l'uso del profilattico.
Sulla storia del bareback nel porno ci sono due scuole di pensiero. Quelli che pensano sia diseducativa perchè suggerisce di fare sesso non protetto nella vita reale e chi pensa invece che essendo storie di fantasia non inducano direttamente al sesso non protetto.
A me piace il porno bareback. Trovo fastidiosi i film dove si usa il profilattico perchè non ti anno mai vedere il loro uso. si fa tutto senza e poi un secondo prima della penetrazione MAGIA! compare il profilattico, già calzato (si dirà?). Insomma non mi pare proprio il massimo della sensibilizzazione a usare il condom...

In ogni caso qualunque sia la sua opinione fosse una persona che vuole davvero informare i suoi lettori avrebbe dovuto inquadrare la questione del bareback citando tutti i termini della questione ... Ma, si sa, in Italia nessuno fa informazione, nemmeno i blogger, con qualche eccezione (e non sto parlando di me...)

Evidentemente anche il mondo del porno gay è bello perchè è vario,
ecco, nemmeno mia nonna sarebbe stata così banale!
anche se è molto difficile capire dove potranno condurlo dei contrasti così estremi.
I contrasti così estremi sono tutti nella mente di Valeriano che ci importuna con informazioni sbagliate e articoli inconsistenti.

MA BASTA!!!!

lunedì 23 aprile 2012

Un'altra vittima del bullismo omofobico. Kenneth JAson Weishuhn morire a 14 anni per omofobia.



Kenneth James Weishuhn Jr. di 14 anni, Iowa, fa coming out, e i compagni di classe della South O'Brien High School lo sfottono, gli mandano minacce di morte via sms e organizzano un gruppo di odio su facebook.


Alla madre Jeannie aveva detto "Mamma, tu non sai come ci si sente ad essere odiati".
Kenneth JAmes si è tolto la vita il 15 Aprile scorso.
"Chi gli era stato amico gli si è rivoltato contro, ha detto sua sorella a KTIV "un sacco di gente si sono uniti a chi lo prendeva in giro o hanno avuto troppa paura per dire qualcosa" 
Il bullismo omofobico torna ad uccidere.
E pensare c'è chi gioisce nell'apprendere che gli omofobi sarebbero in realtà dei gay repressi. 
Davvero? E' colpa nostra? E' solo una questione tra froci velati e non? 
Smettiamola di pensare cazzate e facciamo sentire la nostra protesta.
Diciamo NO al bullismo omofobico.
Diciamo NO alle discriminazioni.

Vi prego lasciate un vostro commento, un vostro pensiero.
Per me. E per Kenneth James.


domenica 22 aprile 2012

Cody Cummings il gay for pay l'ignoranza della lingua italiana e la nuova rivoluzione sessuale secondo Gay.it, ovvero le ecolalie non finiscono mai

Mi capita di leggere un articolo di Valeriano Elfodiluce pubblicato su Gay.it nel quale si parla del complesso mondo dei gay-for-pay e del porno amatoriale come recita il titolo.

L'articolo in realtà lungi dall'affrontare l'argomento si sofferma sulla recente dichiarazione del gay-for-pay Cody Cummings che ha annunciato di ritirarsi dalle scene del porno su internet dopo aver lasciato a bocca asciutta i suoi fan: nessun video con un rapporto completo.  
Cody Cummings con i ragazzi non è mai riuscito ad andare oltre al bacio e al subire rapporti orali, al limite facendo da spettatore ai rapporti altrui, e adesso che ha annunciato il suo ritiro dal mondo del porno gay probabilmente lascerà molti ammiratori con l'amaro in bocca.

A parte l'infelice metafora visto che si parla di rapporti orali, la solita aria da pettegolezzo spinto che distingue editorialmente il sito gay.it fa soffermare l'autore di questo articolo più sui dettagli che sulla sostanza così Valeriano invece di raccontarci degli inizi, del successo e del declino (a quanto pare) del porno attore fa commenti del genere:
Era ancora credibile un sito incentrato su un gay for pay che, di fatto, non era mai stato gay for pay fino in fondo?
Fino in fondo...
Siamo ancora alla classica distinzione patriarcal maschilista che se non c'è sesso penetrativo non c'è vero sesso o non si sta facendo sesso fino in fondo (ed ecco che il modo di dire diventa involontariamente allusivo).

Quarantanni di femminismo e di movimento gay non sono riusciti a sradicare questa convinzione assurda che il "vero sesso" sia solamente quello penetrativo, guarda caso quello sotto il quale è sussunta tutta la sessualità gay modo di vedere che ancora oggi conia nuovi sinonimi di frocio (uno degli ultimi da me sentiti in classe è denocciolato. Se non ci arrivate ve lo spiego a fine post).

Insomma nonostante  Valeriano Elfodiluce si chieda se siamo alle soglie di una nuova rivoluzione sessuale il punto di vista dal quale classifica e giudica il comportamento sessuale di Cummings è alquanto tradizionale e maschilista e patriarcale.

la recente esplosione del porno gay amatoriale e semiamatoriale su internet (...) sta mettendo in luce una certa dimensione ludica del sesso gay, che fino a qualche anno fa era del tutto assente. Anche in questo caso è molto difficile stabilire quanto sia costruito e quanto sia frutto della spontaneità dei performers, ma la sensazione è che i rapporti omosessuali siano vissuti sempre più spesso come una specie di gioco, o magari come una prova di resistenza, anche e soprattutto da chi non è omosessuale al 100%.
A questo punto, quindi, il nocciolo della questione non sarebbe più l'orientamento di un porn performers, ma il suo approccio all'omosessualità e alla sessualità in genere. Se così fosse la nuova pornografia gay promossa da internet potrebbe segnalare, e in parte promuovere, un cambiamento abbastanza radicale nella percezione dell'omosessualità maschile e del tipo di rapporti sessuali a cui viene tradizionalmente associata.
Peccato che la percezione dell'omosessualità maschile e del tipo di rapporti sessuali a cui viene tradizionalmente associata che secondo Valeriano Elfodiluce dovrebbe subire un cambiamento profondo grazie alla nuova pornografia su internet sia contraddetta, distrutta, spazzata via, senza rendersene nemmeno conto, dalle sue stesse parole.

Se non si fa sesso non penetrativo con un altro uomo non si  è gay al 100%, non si è gay fino in fondo e se si subisce (ha proprio usato questo verbo) un rapporti orali e basta si lascia i fan con l'amaro in bocca...

Il nostro a un certo punto si lascia scappare uno svarione molto destrorso e pericoloso:
aumentano i casi di ragazzi che, pur dichiarandosi etero, non si fanno altrettanti problemi ad esplorare la propria sessualità. In effetti è sempre più difficile capire quanti di questi ragazzi si presentano come etero solo per essere più intriganti, quanti sono bisessuali e quanti, effettivamente, sono etero disposti a divertirsi con altri ragazzi sotto compenso.
Ecco la distinzione tra un bisessuale e un  etero disposti a divertirsi con altri ragazzi sotto compenso francamente mi sfugge...
Sicuramente ogni persona è un caso a sè, e quando c'è di mezzo la sessualità non è semplice stabilire dei confini sicuri, anche se, come testimonia il caso di Cody Cummings, chi si sente davvero etero al 100% difficilmente riuscirà a dare il meglio di sè in un rapporto gay.
I neretti sono nel testo e non miei.

Adesso a parte gli errori di grammatica e ortografia (la s nel plurale dei nomi stranieri, l'accento grave e non acuto di sé) quel che qui fa orrore è la terminologia di Valeriano.
Chi si sente davvero etero al 100%.
Sentirsi etero. Io mi posso cioè percepire, definire, farmi definire e farmi percepire come etero anche se faccio sesso con uomini (per un video porno per il quale vengo pagato o nella vita reale).
Qui entriamo nel campo minato delle definizioni d'orientamento sessuale.
Cosa descrivono le parole? Comportamenti o emozioni? Il solo sesso o i sentimenti?
In ogni caso se sono un etero al 100% come posso a fare sesso con altri uomini?
E se faccio sesso con altri uomini perchè per dare il meglio di me stesso devo fare del sesso penetrativo?
E se se non faccio sesso penetrativo vuol dire che sono meno gay o meno etero?

Insomma Valeriano rimette sul tavolo presupposti, pregiudizi patriarcali senza nemmeno rendersene conto affrontando, male, una questione facilmente risolvibile.

Che andare a letto con una persona del tuo stesso sesso non faccia di te un omosessuale lo diceva già Kinsey quasi 70 anni fa e diceva pure che gli etero al 100% come i gay al 100% siano due rarità.

Quel che sfugge a Valeriano è che la sessualità del porno non è mai reale ma sempre rappresentazione. Che costruisce un immaginario collettivo e, anche, un codice comportamentale molto più rigido e impermeabile di quello della sessualità vera e concreta e che per cogliere il nuovo nel modo di fare sesso bisogna fare analisi sociologiche sulle persone non nel sesso performativo dei video porno che sono finti dalla prima all'ultima inquadratura.
Non che dai film porno non si possano desumere ideologie o indicazioni di comportamento ma vanno considerate per quel che sono ricostruzioni mediatiche e non lacerti di vita vera.

lunedì 16 aprile 2012

Ma un milintante si informa, e informa, sempre. Ancora sulla notizia delle origini dell'omofobia.


Sorprende la risposta collettiva che Andrea Contieri ha dato, nei commenti del suo post sul sito del Mario Mieli, alle osservazioni mie e di Guido Allegrezza, post nel quale commenta la notizia che secondo alcuni studi scientifici gli omofobi sono in realtà omosessuali repressi.


Andrea apre il suo commento con questa premessa :
Ovviamente c’è una ricerca con (si spera per le università che l’hanno finanziata e condotta!) una relazione dettagliata sui presupposti, sugli obiettivi e sui risultati della stessa. Poi c’è la sintesi giornalistica. E poi ancora c’è un livello successivo che è il commento alla sintesi giornalistica. La prima, se interessa approfondire, la si trova sicuramente sui siti e nei documenti prodotti dalle università e delle persone che stanno conducendo la ricerca; la seconda la si trova sui giornali ed il terzo lo si può trovare su un blog come questo.
Quindi quello che Andrea ammette è che la sua opinione è di terza mano.

Se capisco bene per esprimere la sua opinione non solo non si è letto il lavoro originale ma non ha nemmeno verificatole le fonti di chi ha riportato la notizia in Italia dove, presumo, si è informato lui, ma questo non gli ha impedito di scrivere (nel post, non nel commento di risposta)

ma c’era veramente bisogno di scomodare due università e fior di psicologi per stabilire in maniera rigorosa e scientifica quello di cui ormai, con ogni probabilità, la maggior parte delle persone gay e lesbiche si rende conto non appena ha serenamente accettato il proprio orientamento?
Evidentemente quel che interessa nel post ad Andrea non è riportare la notizia ma constatare come quello che pensa lui, cioè che gli omofobi sono froci repressi, e che pretende sia pensiero condiviso dalla maggior parte degli altri gay, ora lo dice anche al scienza...

Nel suo post Andrea anche se cita direttamente uno dei relatori di uno dei due studi non ce ne dà fonte alcuna. Nemmeno il link dove ha trovato la citazione che lui riporta che presumo, in attesa di eventuali smentite, non è la sua traduzione dall'articolo originale ma una citazione di seconda mano tratta da qualche sito o blog italiani.

Per trasparenza le proprie fonti, dove hai letto lui notizia, se reperibili e linkabili, si dovrebbero dare sempre.

Il non farlo implica un tacito fidatemi di me e della mia precisione.

Però quando gli si fa notare che nel suo post ci sono ragionamenti discutibili Andrea risponde che se vogliamo possiamo leggerci noi gli articoli originari e che il suo è un post su un sito e non su una testata giornalistica.

Non entro in merito, come non l’ho fatto in alcuni post precedenti che pure l’avrebbero richiesto, alle buone pratiche di convivenza civile su internet come ad esempio l’opportunità, quando si commenta un post sul blog che ricordo peraltro essere ben diverso da una testata giornalistica, di commentare e, se lo si ritiene opportuno, attaccare e contestare anche ferocemente i contenuti ma non la persona. Sempre che l’obiettivo che c’è dietro il commento sia confrontarsi e non semplicemente litigare.
I neretti sono miei.

Insomma se io rompo le scatole non è per piglio polemico o pignolo ma perchè voglio litigare, che è sempre un modo per sminuire la persona non avendo modo, o non avendo voglia, di entrare nel merito delle mie osservazioni critiche giuste o sbagliate che siano.
 
Trovo discutibile e anche un po' naif questa giustificazione che la serietà e l'attendibilità di quanto andiamo scrivendo su un blog  possa cioè essere minore o, detto in altro modo, non si possa pretendere abbia gli stessi standard di quelli di una testata giornalistica.

In primo luogo perchè gli standard delle testate giornalistiche online sono già di per loro infimi e poi perchè sembra quasi una ammissione di incompetenza.

Sarà che quando scrivo un post mi prendo sempre la responsabilità di quel che scrivo e se scrivo una cazzata, per quanto possa essermi difficile ammetterlo, non addurrò mai come attenuante il fatto che scrivo su un blog e non su una testata giornalistica.

Per esempio nel mio post precedente ho scritto che le università in cui sono state effettuate le ricerche sono due, e invece sono tre...

Provo sempre ad essere preciso e completo in quel che scrivo. Provarci non significa naturalmente che ogni volta ci riesco, come ho appena rilevato, tutt'altro, ma in quel caso, beh... errore mio!
Non dirò mica che il mio è solo un blog non una testata giornalistica e quindi l'imprecisione è in parte giustificata...

L'assunto centrale delle ricerche, che Andrea trova lapalissiano al punto di dare per scontato che sia pensiero comune e diffuso e che Andrea ribadisce nel commento di risposta è che 
L’omofobia non è innata: i bambini quando vedono due ragazzi o due ragazze mano nella mano o baciarsi non sono scandalizzati. Ovviamente fanno domande agli adulti come le fanno su diecimila altre cose. È nella risposta che a quel punto gli adulti danno che nasche il problema. Ed il 90% delle volte quegli adulti sono i familiari ed in particolar modo i genitori del bambino. Gli stessi a cui nessuno ha mai detto che avrebbero potuto avere una figlia o un figlio lesbica, gay, trans, intersessuale come eterosessuale. Gli stessi che, senza neanche accorgersene (“Ti comporti come una femminuccia!” “Lascia i giochi di tua sorella!” “Queste cose le fanno solo i maschietti!”) creano tutta un’impalcatura di false certezze e pregiudizi tali che quando poi la persona, crescendo, scopre di avere un'orientamento o un’identità diverse da quelle che vengono date per scontate, va in crisi. Una crisi che non è assolutamente detto che che volga in positivo (omosessualità egosintonica).
Si passa cioè dal fatto che tutti cresciamo in un clima di omofobia al fatto che gli omofobi sono gli omosessuali repressi.

Nel post Contieri scrive:
le persone più portate ad aggredire verbalmente e fisicamente lesbiche e gay sono coloro che non hanno potuto vivere liberamente il proprio orientamento sessuale e provengono da una famiglia in cui non è stato permesso loro di vivere come avrebbero voluto la loro sessualità.
A me manca un passaggio, a voi no?

Proviamo a pensare alle altre avversioni.
Sei anticomunista? In realtà sei un comunista represso. Se vegetariano? Te la prendi con chi mangia carne? In realtà nascondi a te stesso una repressa voglia di bistecca.

E' un ragionamento così assurdo appena lo spostiamo dall'aspetto sessuale perchè lì vale morbosamente l'idea che chi disprezza compra.

E certi froci hanno evidentemente piacere a pensare che chi li odia tanto ha la stessa voglia di cazzo di loro...

Come ho esordito nel mio post precedente bisogna intendersi sul significato della parola omofobia,   perchè a rimanere al significato così come la parola è stata costruita omofobia dovrebbe significare paura e avversione irrazionali (=senza motivo) per le persone omosessuali.
Mentre fra militanti si usa omofobia col significato di persone che avversano le persone omosessuali con comportamenti discriminatori e/o violenti.

Anche Andrea sembra essere d'accordo con questa definizione quando nel commento di risposta dice

Infine su “che cos’è l’omofobia” son sicurissimo di non dover spiegare a qualcuno con cui ho condiviso un percorso che peraltro nasceva proprio da un violento episodio di omofobia che quando parlo di omofobia non sto parlando solamente di chi ti insegue col coltello o col collo di bottiglia. E questo, al di là delle semplificazioni giornalistiche o alle manipolazioni politiche d’opportunità, spero e credo sia una cosa che ci trovi tutti abbastanza d’accordo.
L'episodio cui fa riferimento Andrea è l'aggressione di fine agosto del 2009 ai danni di due ragazzi Gay Village, per mano di Svastichella che ha accoltellato uno dei due al ventre.

Se Svastichella fosse omofobo perchè gay represso e non perchè scientemente politicamente moralmente contrario all'omosessualità al punto tale da metter mano al coltello per me andrebbe curato e non messo in galera.
Anche se non si arriva a un atto così violento ma si è comunque contrari all'emancipazione delle persone omosessuali...

Per tacere della transfobia. Anche quando i giornalisti continuano a insistere sul sesso biologico e non quello di arrivo delle persone trans, evidente atto transfobico e non errore, perchè sono ANNI che lo andiamo criticando, vuol dire che, nel profondo fondo, questi transfobici sono trans repressi?
Suvvia, un po' di serietà...

D'altronde se io sono avverso all'omosessualità perchè penso che gli omosessuali sono malati moralmente disordinati sessuomani etc etc come imparo dalla società (e non solo dalla famiglia come pretendono le ricerche e come la pensa anche Andrea) sto danneggiando altre persone in base a un mio pregiudizio e non rispondendo a un impulso irrazionale e irresistibile come chi, per esempio, uccide un ragno perchè aracnofobo.

Ma cosa dicono davvero i due studi citati da Contieri?


Nel sito dell'università di Rochester c'è un articolo dal titolo

Is Some Homophobia Self-phobia? nel quale si dice che

L'omofobia è più pronunciata negli individui con una inconsapevole attrazione per lo stesso sesso e che sono cresciuti con genitori autoritari che hanno proibito questo tipo di desideri lo dimostra una serie di studi psicologici.
Lo studio, continua l'articolo
è il primo a documentare il ruolo che l'educazione genitoriale e l'orientamento sessuale hanno nel formare una intensa e viscerale paura  dell'omosessualità incluse le prorie attidutini.
La traduzione dall'inglese è mia.

Ecco l'equivoco!

Lo studio prende la parola omofobia alla lettera e non spiega l'avversione cosciente, attiva, politica, morale, religiosa, contro l'omosessualità ma  una intensa e viscerale paura  dell'omosessualità.

Un conto è spiegare il motivo di una avversione irrazionale e incontrollabile che, dice lo studio avviene CON MAGGIORE INTENSITA' e non principalmente  come pensa Andrea  e come riportano molti siti italiani  e non, in chi è vittima della repressione discriminatoria e reprime la propria omosessualità.

Un conto è dire che dietro la discriminatoria contro le persone omosessuali c'è l'omosessualità repressa.
Nel primo caso si spiega un impulso violento inconscio in seguito a una repressione nel secondo caso si esprime un giudizio di valore sul pensiero delle persone omofobe dicendo che sono froci (repressi) anche loro Come dire è inutile che spalate merda sull'omosessualità, perchè anche voi siete fatti della stessa merda.
Una affermazione che, per me è omofobica, perchè usa l'omosessualità in un insinuante senso negativo se odi tanto i froci è perchè in fondo lo sei anche tu...

Quasi una giustificazione che invece di aumentare il biasimo contro l'omofobia e le persone omofobe almeno in parte la giustifica.

E pensare che Andrea è convinto che

Evidentemente, al di là el disaccordo su questo o quel tema, il nostro “lavoro” non lo facciamo poi così male.
Uno sguardo agli articoli originali avrebbe chiarito l'equivoco sulle diverse accezioni del termine omofobia...

Ma si sa Andrea scrive su un blog non su una testata giornalistica.

Quindi se scrive delle imprecisioni cazzate poco male.

Certo  Andrea è in buona compagnia e ci sono testate giornalistiche che arrivano a fare la sua stessa semplificazione.

Ma di questo e di altre amenità scritte nei report originali degli studi parleremo in un prossimo post.


sabato 14 aprile 2012

Di che cosa parliamo quando parliamo di omofobia

Sarà che la parola non ha avuto un conio felice perchè è costruita sulla radice fobia che è una paura e una repulsione irrazionale e ingiustificata.

Nel caso dell'omofobia invece la parola non indica la paura irrazionale ma l'avversione tutt'altro che irrazionale. Infatti i cosiddetti omofobi spiegano bene perchè avversano l'omosessualità:
è un disordine morale, un comportamento contro natura, una malattia causata da traumi, etc. come ognuno ben sa.

Un omofobo e, per esempio, un aracnofobo non hanno nulla in comune perchè il primo avversa razionalmente e intenzionalmente le persone omosessuali anche se a molti (omosessuali e non) è difficile capirne il perchè, mentre il secondo è vittima di una paura e una repulsione irrazionali che vanno al di là della sua opinione, mentalità religione politica etc.

Insomma con omofobia si intende la discriminazione volontaria, l'intenzione di farlo, delle persone omosessuali.

Pensare A me i gay fanno schifo non basta a fare di chi lo pensa un omofobo.
Si diventa omofobi quando, partendo da questa considerazione, si decide di discriminano le perosne omosessuali:
a me i gay fanno schifo e quindi:
fanno bene a picchiarli,
vanno uccisi,
vanno curati,
non possono sposarsi perchè sono immorali,
ecco cosa ti rende omofobo.

Questa distinzione, più sottile della precedente, mette a tacere chi, in nome del garantismo democratico, critica gli interventi anti-omofobici accusandoli di censurare il diritto inalienabile di parola.
Tu puoi anche pensare che i gay fanno schifo ma devi tenertelo per te. O meglio puoi anche dirlo finché questa tua affermazione non contribuisce ad alimentare la discriminazione già esistente.

Sembra strano dover spendere tutte queste parole per spiegare qualcosa che, almeno per noi persone omosessuali, dovrebbe essere chiaro.
Così non è  perchè quando capita che qualche scienziato dica di aver trovato la causa dell'omofobia militanti e attivisti di associazioni di omosessuali scrivono sciocchezze senza nemmeno rendersene conto (ma forse sì).

Questa volta la causa è stata individuata da due ricerche diverse una dell'università di Rochester, Essex, Gran Bretagna e l'altra dall'Università di Santa Barbara in California secondo le quali , così come la notizia è riportata dai siti e quotidiani italiani gli omofobi sono omosessuali repressi.
Una banalità, un luogo comune, tanto che Andrea Contieri, in un post sul sito del Mario Mieli, si chiede, dopo aver spiegato nei dettagli questi  nuovi studi,
ma c’era veramente bisogno di scomodare due università e fior di psicologi per stabilire in maniera rigorosa e scientifica quello di cui ormai, con ogni probabilità, la maggior parte delle persone gay e lesbiche si rende conto non appena ha serenamente accettato il proprio orientamento?
Glissiamo sull'affermazione presuntuosa di Contieri che vuole attribuire quello che evidentemente è un suo pensiero all'universo mondo e vediamo cosa dicono queste due ricerche.
Secondo questi due studi, così come li riporta Contieri 
le persone più portate ad aggredire verbalmente e fisicamente lesbiche e gay sono coloro che non hanno potuto vivere liberamente il proprio orientamento sessuale e provengono da una famiglia in cui non è stato permesso loro di vivere come avrebbero voluto la loro sessualità.
Semplice no? Papa Ratziger, Scilipoti, Militia Christi,  Giovanardi, so tutti froci repressi.

Non so voi ma io trovo questa affermazione deresponsabilizzante. Perchè se è vero che chi è omofobo lo è perchè è un frocio represso non posso ritenerlo responsabile delle sue azioni così come non posso farlo, secondo alcuni neuroscienziati, per esempio di un delinquenete incallito che è delinquente perchè così gli è stato programmato il cervello prima ancora della nascita...

Secondo questi studi, prosegue Contieri,  ad un certo punto della vita degli omofobi
queste persone si sarebbero trovate ad un bivio: affermare serenamente il proprio orientamento sessuale e perdere i propri affetti e l’approvazione della società o, al contrario,  rinunciare di fatto alla propria piena realizzazione assecondando l’autoritarismo dei genitori e le imposizioni dell’ambiente in cui sono cresciuti.
Dunque  gli omofobi odiano gli omosessuali...
...perché ricordano loro quella parte di sé alla quale hanno dovuto rinunciare.
Ma perchè gli omofobi hanno dovuto rinunciare alla propria omosessualità? Perchè
la loro avversione nasce e cresce durante l’infanzia e si sviluppa nell’adolescenza all’interno della famiglia d’origine ed a partire dall’educazione sessuale che ricevono all’interno della stessa.
A parte il fatto che nell'equazione manca la società, la scuola, la chiesa, i media, che contribuiscono allo stigma oltre la famiglia, transeat, in ogni caso questa spiegazione della causa dell'omofobia non spiega nulla perchè mette tra le cause la repressione indotta dall'omofobia stessa.
L'omofobia è causata dalla repressione del proprio orientamento sessuale, repressione alla quale si è indotti dall'avversione che nella società e in famiglia si ha di quell'orientamento sessuale cioè da un comportamento omofobo, quindi l'omofobia è causata da se stessa!
Bella causa circolare!
Invece di studiare come si diventi tutti omofobi perchè tutti cresciuti nello stesso clima omofobico si dispensa l'omofobia dall'essere causata da una radice di odio e discriminazione e se ne individuano le cause nella propria omosessualità repressa.
Una bella inversione di prospettiva non c'è che dire!

19 anni fa in quel capolavoro di film di Johnathan Demme Philadelphia Denzel Washington dà una spiegazione dell'omofobia molto più vera e profonda di questa tautologia priva di significato.



Non bisogna essere froci repressi per essere omofobi.
Tutti possiamo esserlo basta vedere come ci hanno educato. Certo se mi scopro frocio posso anche decidere di nasconderlo per paura (a causa della diffusa omofobia) e fare finta di odiare i froci perchè così spero di dissimulare la mia omosessualità, ma questo non fa di tutti gli omofobi dei froci repressi. E nemmeno la maggioranza.

Anche perchè se così fosse sarebbero le prime vittime dell'omofobia e allora l'omofobia dovremmo perdonarla e non combatterla.