martedì 25 dicembre 2012

Diritto ad essere (in)felici: ossia qualche provocazione sui diritti civili

Sono uno di quelli che non ha mai creduto nell'immagine della famigliola felice del Mulino Bianco. Non è un caso, infatti, che il mio programma preferito sia I Griffin, cioè il ritratto feroce e sopra le righe di una famiglia disfunzionale. Eppure la mia famiglia è abbastanza normale - posto che questo termine significhi qualcosa. Per certi versi potrei definirla pittoresca, divertente: una compagnia comica, insomma (del resto secondo gli stereotipi le famiglie del Sud sono sempre un po'teatrali). Con ciò voglio dire che in famiglia mi sono sempre trovato bene e che fortunatamente non ho mai vissuto situazioni di conflitto. La vita quotidiana, tuttavia, ci insegna che non tutti i matrimoni riescono bene e, nonostante la Chiesa si affanni a ribadire il ruolo speciale riservato alla famiglia c.d. tradizionale, gli esempi di famiglie infelici si presentano in una casistica variegata ed ampia.
Qualche giorno fa un mio amico su Facebook postò la foto di un capitano dei Marines immortalato mentre faceva una proposta di matrimonio al suo fidanzato nientemeno che alla Casa Bianca, in presenza di Barack Obama e consorte. La prima impressione che ho avuto nel vedere la scena è stata quella di pensare che fosse una cosa kitsch tipicamente U.S.A.. Non negherò una sorta di fastidio, ma non per il fatto che fossero due uomini ad essere i protagonisti di questo quadretto preso in prestito dai film romantici con Julia Roberts. In effetti mi avrebbe dato fastidio anche se ci fossero stati un uomo e una donna. Con la mia ex fidanzata (a proposito, qualora ve lo stiate domandando, sono bisessuale) non lo avrei mai fatto, o comunque avrei trovato un modo meno ridondante e, se così posso esprimermi, meno paraculo per fare una proposta di matrimonio.
Ma il punto è che, al di là dei modi ormai standardizzati con cui si esprime l'amore di coppia oggigiorno - e che, secondo il mio modesto parere, sono spesso indici rivelatori di una frustrazione ed un'infelicità che si riversano negativamente poco alla volta sulla relazione - il punto fondamentale è che se due uomini o due donne, senza che ad alcuno interessi quale sia il loro orientamento sessuale, hanno voglia di stabilizzare la loro unione tramite un riconoscimento giuridico devono avere il pieno diritto di farlo. Che poi la loro unione sarà più o meno riuscita, più o meno un disastro, questo non è affar nostro, men che meno è affare del diritto, il quale non entra mai nelle motivazioni personali.
Dove voglio andare a parare con questa riflessione? Il punto che vorrei sottolineare è che spesso si ribadisce che anche i gay devono avere il diritto alla felicità, ritenendo che quest'ultima possa ben realizzarsi tramite il matrimonio. Eppure non è questo diritto alla felicità il motivo per cui bisogna battersi e auspicare l'introduzione di un regime giuridico delle unioni civili, perché il matrimonio regala tutt'altro che la felicità. La felicità è un obiettivo personale, non collettivo. Certo, può raggiungersi anche tramite il matrimonio, ma non esclusivamente tramite esso. Tuttavia, questo diritto ad una presunta felicità coniugale o, se preferite, alla (in)felicità dovrebbe essere riconosciuto a tutti, senza distinzioni di sorta. Non è un contentino che si rilascia alle coppie di gay o di lesbiche (i bisex, si sa, secondo la vulgata gaia non esisterebbero nemmeno!), ma è un diritto di tutti. Perciò non andrebbe chiamato "matrimonio gay", quasi a far passare il messaggio che tra i suoi requisiti di validità debba rientrare l'omosessualità accertata di entrambi i nubendi. No, anzi. Ben potrebbe accadere che a presentarsi davanti all'ufficiale di stato civile fossero due eterosessuali! Vi sembra strano? In fin dei conti se ci si potesse sposare tra persone dello stesso sesso, a cosa mai rileverebbe il loro orientamento sessuale? Tra l'altro ci si sposa spesso anche per mero interesse. Voglio dire, se persino Maria De Filippi e Maurizio Costanzo si sono potuti sposare (e i più maliziosi potranno pensare che l'unica cosa che davvero unisca marito e moglie sia l'amore per i risultati dell'auditel), non capisco perché due uomini o due donne non debbano avere il medesimo diritto ad una felicità posticcia! Cinicamente parlando, non c'è scritto da alcuna parte che per sposare qualcuno si debba amarlo.

Un immaginario collettivo negativo: sul cortometraggio Al buio di Fabio Mollo

Navigando sulla rete sono incappato in un cortometraggio, Al Buio (Italia, 2005) di Fabio Mollo.




Il corto, si legge nei titoli di coda, è stato realizzato nell'ambito del laboratorio di Paolo Sorrentino, presso il Centro Sperimentale di Cinematografia CSC di Roma.

Al Buio ci presenta, in un notevole e raffinato piano sequenza, un racconto che si dipana tra due personaggi dal carattere diverso, che dividono lo stesso appartamento e la stessa stanza da letto.

Il primo, Antonio, sembra timido, indeciso, poco sicuro di sé e di come muoversi nel mondo.

Il secondo, Marcello, è, al contrario, sicuro di sé e della propria bellezza, assertivo e deciso e sa esattamente come muoversi nel mondo e come ottenere le cose.

Parlano entrambi il linguaggio maschilista degli etero.

Le donne sono tettone,  fiche, da scopare anche se non tutte la danno, e alcune di quelle che la danno sono un po' cesso, ma la danno a tutti e fanno i pompini anche agli sfigati.

Marcello esorta Antonio a uscire, a rimorchiare una ragazza, a fidanzarsi.
Ma si capisce lo fa perchè gli serve la stanza libera.
I due sono nel bagno, dove Marcello si sta preparando per ricevere Oriana.

Antonio si informa da quanto tempo va avanti la tresca con lei. Accusa Marcello di non amarla, e quando AMrcello le fa presnete che se la scopa tutte le sere, Antonio gli dice che non vuol dire perchè quella è un'altra cosa.

Marcello fa notare ad Antonio che lui non può saperlo visto che con una ragazza non ci è mai stato...

Antonio non vuole che Oriana salga.
Marcello insiste: che Antonio si trovi una ragazza ed esca con lei. Ma Antonio, gli risponde, non vuole fare come lui.
Marcello gli chiede se lo sa cosa la gente pensa di lui.
Antonio risponde che non gliene frega niente.
Marcello lo interrompe chiedendosi se Antonio non vuole mica diventare frocio.
Antonio gli chiede se la cosa gli faccia schifo visto che ha cominciato lui. Marcello non lo nega ma gli intima di tacere.
Antonio allora gli chiede che se lui è frocio perchè non ha una ragazza sta sempre a casa, non ha amici e passa le ore in bagno a desiderare il corpo perfetto di Marcello, lui, Marcello, lui che passa le ore davanti allo specchio e che trova eccitante il suo stesso corpo, che cosa è?
Antonio rinfaccia a Marcello di essersi fatto soddisfare tutte quante le sue voglie, tutte, da lui.
E gli ricorda che da anni, tutti i sabati pomeriggio, Marcello lo fa inginocchiare nel bagno e si fa fare un  pompino, al buio.
Marcello esce dal bagno e Antonio allora gli chiede cosa ne penserebbero mamma e papà se lo sapessero.
Se penserebbero che tra loro due, è ancora Marcello il figlio ideale.

Marcello gli dice di non azzardarsi.
Intanto suona il campanello della porta.

Marcello torna sui suoi passi.
Mette le mani sulla schiena del fratello che sta chino sul lavabo del bagno.
Il campanello suona ancora.
Marcello gira il fratello verso di sé.
Si fronteggiano.
Marcello si toglie la camicia. Spegne la luce del bagno.
Antonio si inginocchia. 
Il campanello suona sempre più insistente.
Marcello fa rialzare Antonio e mentre la mdp carrella indietro e la porta del bagno si chiude da sola, è Marcello a inginocchiarsi.

Sul buio, prima dei titoli di coda, sentiamo un sospiro di godimento.


Il plot ha qualche incongruenza:

1) Antonio dice al fratello che sono anni che ogni sabato in quel bagno gli fa dei pompini. Ma da quanto hanno preso quella casa in affitto?
Dagli  studi universitari?
Marcello dice che Antonio ha 20 anni dunque è al primo, massimo al secondo anno di università... Da come parlano la loro relazione sessuale va avanti da più tempo...

2) Perché dormono nella stessa stanza, con due letti così vicini? Se affitti una casa non ne affitti una con due stanze da letto?
Una stanza come quella ricorda più le stanze dormitorio dell'università, invece vivono in un appartamento (altrimenti non suonerebbe alcun campanello alla porta...).

A parte le incongruenze la storia è scritta con una giusta progressione drammatica che porta all'agnizione dei personaggi.

Prima sembrano due amici etero.
Poi due amici uno dei quali forse gay.
Infine due fratelli, che fanno sesso tra di loro.

I dialoghi maschilisti all'inizio servono, drammaturgicamente, a far sembrare i due ragazzi dei "normali" eterosessuali.
Il maschilismo però non è indice di eterosessualità. Ma solo di maschilismo! Ci sono gay maschilisti e ci sono etero che non lo sono.

Dunque quel (dis)valore sembra alludere a un altro significato. Secondo Antonio Marcello scopa le donne ma non le ama. Ci scopa  per dissimulare la propria omosessualità?

A ben vedere non sembra che Marcello ami nemmeno che gli uomini, o il fratello con il quale fa sesso ma non intesse certo una relazione di amore, gioia o felicità.


Marcello soddisfa la sua voglia di sesso con un altro uomo usando il fratello che ha a disposizione in casa. L'altro fratello, essendo già frocio di per sé, è già bendisposto...


Marcello infatti mal sopporta Antonio e non lo nasconde, anzi glielo dice apertamente.

Se torna da lui è per il desiderio sessuale non certo per l'affettività.
Almeno questo ci mostra il corto.

E che alla fine sia lui a inginocchiarsi questo indica solo che il coinvolgimento sessuale lo induce a fare quello che fino a quel momento non ha fatto. Ma non per affetto, per spiritualità, ma per pura foja.

Insomma Marcello non sembra uno che scopa con le donne per dissimulare l'amore per gli uomini.
Sembra uno incapace di provare sentimenti con chicchessia. Uomini e donne.

Antonio invece non è mai stato con una donna.
Questo dovrebbe fare di lui un frocio.
Agli occhi di Marcello o a quelli del narratore?


Non si capisce se Antonio non ha donne perchè il fratello lo coinvolge sessualmente legandolo a sé e bloccandolo emotivamente, se è vero che si è fatto soddisfare tutte le sue voglie come gli rinfaccia, oppure se Antonio è gay e non va con donne per questo motivo.

Antonio non ha nemmeno amici. E sta sempre in casa a studiare...

Non si capisce però quale sia il nesso.

Se cioè il fatto che Antonio non sia uno che esce spesso sia sintomo di mancanza di virilità, o sintomo di un suo malessere per la storia non chiara col fratello, che l induce a nascondersi (come un criminale)  e perchè il rimanere a casa a studiare invece di uscire per divertirsi non possa essere una normale opzione del carattere schivo di una persona.

Il corto tocca tutte queste possibilità senza individuare quale sia quella che si addice ad Antonio.
Antonio è così in seguito al rapporto incestuoso col fratello o ha il rapporto incestuoso col fratello perchè è così?


Certo la loro storia va avanti da anni, una storia che preclude ad Antonio qualunque altra compagnia mentre il fratello a quanto pare ha amici e si scopa le donne.

Il finale invischia e sprofonda i due fratelli in un rapporto smepre meno chiaro e solare.
Non perchè sono fratelli.

L'incesto può essere un tabù ma non è di per sé un male.

Anzi c'è un corto statunitense che racconta dell'incesto tra due fratelli come una relazione di gioia affetto amore.

Si tratta di Between the Boys (Stati Uniti, 2004) di Jake Yuzna.



Eric e Paul sembrano vivere con piena affettività stima e rispetto reciproci la loro relazione.

Quella di Marcello e Antonio non sembra invece una relazione sana, non per l'incesto, o l'omosessualità,  ma per la mancanza di affetto, di felicità di gioia nel rapporto tra loro.
Per il fatto di non viversi la loro storia alla luce del sole, non per pressioni sociali, doppie in questo caso, omosessualità + incesto, ma per un irrisolto rapporto con l'altro e con l'affettività in genere.

Insomma quel che il corto sembra dirci è che i problemi che hanno i due fratelli e che caratterizza il lor essere incestuosi e gay è la loro non maturità sessuale e affettiva. 

Questi due fratelli mancano di complicità e sembrano subire una libido che va al di là del loro controllo.

Una libido alla quale il corto li lascia e dove l'unica soddisfazione è quella di Antonio che, una volta tanto, il pompino se lo fa fare, come a dire che nel fare i pompini si è più umiliati che a farseli fare...

Una reciprocità sempre e solo sessuale, non spirituale, non affettiva non di rispetto. 

Mi chiedo a cosa contribuisca questo cortometraggio.

Se nel raccontare di questi due personaggi, nell'averli inventati e scritti, il suo autore volesse spezzare una lancia in favore dell'incesto e\o dell'omosessualità.

Se voleva che questi personaggi contribuissero a un immaginario collettivo che legittimi il sesso tra fratelli dello stesso sesso.

Se al di là della ricerca di una storia originale ci si sia chiesti l'effetto di questo racconto sullo stigma contro l'omosessualità e contro l'incesto.

Se questo cortometraggio confermi giudizi negativi o spezzi una lancia in favore delle persone omosessuali e o di chi esperienza un incesto.

Credo che nessuno si sia posto queste domande quando ha scritto prodotto e girato questo cortometraggio.

E di questa mancanza di responsabilità etica e politica io ne faccio una questione gravissima, irricevibile.

Si è sempre responsabili di quando si comunica al mondo.

Soprattutto quando si scomodano personaggi che individuano persone che esistono nel mondo reale non perchè si vuole parlare di loro ma perchè si sta compiendo un esercizio di stile.

Un esercizio di stile sulla pelle degli altri.







domenica 23 dicembre 2012

G&T la nuova web serie a tematica gay




Giulio:
Il ragazzo che mi sta mordendo l'orecchio in questo momento è Tommaso
No non è il mio ragazzo. E' il mio migliore amico
Ci conosciamo da sempre purtroppo lui non sa quello che sta facendo
non sa che sono gay e forse non lo so nemmeno io
cazzo se bacia bene però
sì ho già fatto qualcosa con altri ragazzi ma non ho avuto il coraggio di dirlo a nessuno
stasera avrei voluto parlarne con lui e invece


Tommaso:
ammettiamolo negherei fino all'evidenza se mi chiedessero cosa ho fatto quella sera nel bagno del locale alla festa dell'università

chissà cosa penserebbe Serena di tutto questo
Serena è la mia ragazza
Sì ho una ragazza
e sì ora sto baciando il mio migliore amico

Cosa mi succede? Non ne ho la più pallida idea
Perchè non riesco a smettere di baciarlo?

Diciamo che i sentimenti che si provano nella vita molto spesso sono confusi

cosa provo per Giulio? Beh è una domanda che mi faccio da diversi anni


Questo l'incipit della webserie G&T che viene pubblicizzata sul  blog a lei dedicato così
Ora anche i giovani ragazzi/e gay e lesbiche italiani/e,
I ragazzi gay sono giovani le lesbiche sono lesbiche...

Visto che si usa gay e lesbiche quella doppia uscita per l'accordo di genere è sovrabbondante.
i giovani ragazzi/e gay e lesbiche italiani/e in italiano significa che i gay sono anche ragazze e che le lesbiche sono anche italiani...

Ecco varie soluzioni in italiano

Ora anche i giovani ragazzi/e gay italiani/e, (gay vale sia per lui che per lei)

Ora anche i giovani ragazzi gay e le ragazze lesbiche (senza quel ragazzi\e prima di gay che fa necessariamente riferire ragazze anche a gay visto che dopo gay c'è lesbiche)


Ora anche i ragazzi gay e le ragazze lesbiche (se sono ragazzi/e il giovani è pleonastico)


Ora anche i giovani gay e le giovani lesbiche (giovani al posto di ragazzi\e)

Oppure, volendo mantenere il pleonasmo, ora anche i giovani ragazzi gay e le giovani ragazze lesbiche 


Ma divago, come al solito.

Dunque anche gay  e lesbiche (le persone bisex non esistono)
potranno godersi un telefilm in lingua originale
Originale di che? Casomai lingua italiana... Ammazza se so pignolo!.
incentrato sull’amore omosessuale.
Ecco la categorizzazione: l'amore non è amore ma amore omosessuale.Non sarebbe stato meglio dire Amore tra ragazzi e amore tra ragazze, o amore tra persone dello stesso sesso ? Così si capisce che si tratta di persone e non di una cosa.
D'altronde il gaymo fa vedere il mondo così. Tutto è gay. L'arte, il cinema, la musica... 
Finora, infatti, sono davvero pochi i telefilm italiani che  trattano solo lontanamente di questa tematica.
Un amore impossibile. Due mondi lontani. Solo il linguaggio del cuore saprà intrecciare le vite di Giulio e Tommaso, un ragazzo eterosessuale ed uno dichiaratamente gay.

Nel pilota Tommaso non è ancora dichiarato, anzi ammette proprio che forse non sa nemmeno se è gay.

L'amore tra i due ragazzi è impossibile perché i due vivono in mondi lontani.

Uno è vegetariano e l'altro carnivoro?

Uno è pacifista l'altro fa il solato?

Uno milita in sel e l'altro in forza nuova?

No.

Uno è gay (non) dichiarato l'altro è etero. 

Allora perché mondi lontani verbigrazia?

E tutto lo sforzo del movimento per far capire che tutti e tre gli orientamenti sessuali appartengono allo stesso genere umano e donnano e che non ci sono cesure né soluzioni di continuità?

Perché usare questa retorica comunicativa?

Colpa del gaysmo.

Una ideologia della segregazione e contrapposizione tra etero e gay che si rispecchia anche nel modo in cui è raccontata la storia, in questo pilota.

Quel che trovo detestabile  è che l'impossibilità dell'amore tra Tommaso e Giulio che dovrebbe partire dalla loro specificità di individui è invece presentata come una impossibilità teorica, nominale, un'aporia concettuale.

Un etero e un gay dichiarato (mi raccomando che sia dichiarato altrimenti non è gay, è come la versione demo di un programma non tutte le funzioni sono abilitate...) sono immescibili, incompatibili.

Una retorica del nascondersi che porta a problemi etici che non vengono mai affrontati.

Se è vero che la visibilità ha una sua efficacia politica, perché nessuno mai si chiede come si faccia a dire di qualcuno che è il nostro migliore amico se non riusciamo nemmeno a dirgli non necessariamente sono gay ma, almeno, mi piacciono i ragazzi?

Se Giulio e Tommaso sono migliori amici non oso immaginare l'ipocrisia e le menzogne usate con i conoscenti di questi due personaggi.

Nulla ci è dato sapere della storia,  della psicologia,  dello spirito di questi due ragazzi le cui vite e i cui comportamenti sono totalmente (pre)determinati dal ruolo sociale prescritto dal marcatore del loro orientamento sessuale.

Una idelogia gaysta angloamericana.

Esistono gli etero, esistono i gay. Tertium non datur.

Gli altri o sono etero sempre in odore di criptochecca (Tommaso) (perché secondo questa mentalità tutti gli etero sotto sotto sono gay, cioè, a tutti gli etero piace il cazzo) o sono gay in incognito (Giulio).

Quello che accomuna gli uomini così suddivisi da questa ideologia che vede etero e gay e non gay e non etero è il maschilismo profondo, la misoginia atavica che ritroviamo anche in questo pilota.

Mai vista più fica millantata in un telefilm, italiano e non.

Lo sguardo del regista, del narratore, della cinepresa, non sa proprio vederla questa fica, questa parte per il tutto che dovrebbe significare bellissime ragazze da rimorchiare e scopare.  Si sofferma solo sui ragazzi.

Un maschilismo travasato nel mondo gaysta dove cambia l'oggetto di scelta sessuale ma non l'ideologia: solo sesso, niente affettività.

La sceneggiatura ci presenta una sola donna, amica di Tommaso, acida, antipatica, dalla psicologia inesistente.

Dopo quella pomiciata nel bagno, luogo  dove di solito si fanno pompini - perché per pomiciare basta la pista da ballo, davanti a tutti, i pompini un po' meno  - Giulio si pente e gli dice che è finita (cosa, la pomiciata?).
Capiamo quel che succede loro, dopo la scritta 5 anni dopo, senza bisogno dei dialoghi.

Tommaso si è fidanzato, lo vediamo a letto col suo partner, Giulio anche è fidanzato con una ragazza. Tommaso e triste e il suo ragazzo non si accorge di nulla. Giulio invece discute con la sua compagna\fidanzata anche fuori dal letto...

Entrambi non sono contenti, sembra suggerirci il racconto, ancora in base a quanto successo cinque anni prima.

Dunque io giovane ragazzo/a gay e lesbica italiano/a, per identificarmi in un personaggio gay e costruire così il mio immaginario collettivo tramite il quale esprimere la mia identità affettiva e sessuale mi devo prospettare cinque anni di infelicità e menzogna, o perché mi fidanzo col ragazzo sbagliato o perché mi fidanzo con persone del sesso sbagliato?

Alla faccia del telefilm friendly!

La mission che questa web series si propone con lucidità di avere
Mentre all’estero il target giovanile ha, già da tempo, diverse chanches di seguire serie GLBT, in Italia si stanno muovendo i primi passi, con l’obiettivo principale di dare la possibilità a coloro che magari hanno difficoltà ad “uscire allo scoperto”, di esprimersi ed essere davvero se stessi.
a parte il sessismo della lingua improvvisamente ricomparso dopo l'orgia pleonastica di prima, non viene lontanamente raggiunto.

A meno che non si creda che quel che bisogna esprimere come prima istanza nella propria personalità omoerotica siano i dubbi e le sofferenze, che per molti purtroppo ci sono,  senza mostrarne però le cause, senza indicarne i mandanti ma presentandoli come problemi connaturati ai gay e ai gay velati (la bisessualità non è nemmeno considerata una opzione).

Insomma l'ottimismo non è dica sa nemmeno tra i gaysti...

La retorica è sempre quella della confusione sulla propria identità  che sembra nascere da una propria difficoltà, senza mai nemmeno suggerire che le difficoltà nascano dalla pressione sociale, una retorica dell'auto accettazione che fa dell'omosessualità una condizione debilitante oggettiva.

Devo accettare che dopo l'incidente di motorino ho perso l'uso delle gambe... non certo che sono gay se l'omosessualità non solo è una normale variante dell'affettività e sessualità umane e dannane ma è anche una delle tre opzioni di default.

Un'omosessualità che è mostrata attraverso il sesso o l'erotismo dei baci e mai tramite i sentimenti che, dice Giulio, sono confusi.

Dunque se provo qualcosa per un alto ragazzo come me questo è sintomo di una mia confusione...

Se pensiamo al rapporto che hanno Callie Torres e Arizona Robbins in Gray's Anatomy  Callie bisex e Arizona lesbica ora felicemente sposate e con prole, ci rendiamo conto di  quanta strada l'Italia debba ancora fare.

Vediamo quanto la web serie è capace di crescere...

Purtroppo a differenza dei telefilm statunitensi anche questa serie è stata già tutta girata e scritta e dunque non può essere modificata in corso d'opera n base alle reazioni, alle critiche o ai suggerimenti del pubblico che in un esperimento mediatico come questo e data la particolare interattività della web series era una cosa non solo possibile ma auspicabile.

Così invece siamo al classico rapporto tra chi la fiction la fa e chi può solo guardarla e cliccare mi piace.

Cattivi usi della rete...






Chi non si critica non cambia idea. Elementi di critica critica se stesso.


Sono tanti i motivi per cui dovrei criticare questo blog.

Per i toni aggressivi di alcuni post, per quelli polemici di altri post, per la pignoleria che a volte, nella ricerca del dettaglio estremo, perde la visione d'insieme. Per la lungaggine di alcuni post (quella temo davvero irrimediabile).

Così mentre attendo con curiosità la collaborazione di alcuni lettori che tanto hanno dato  a questo blog e che spero potranno darlo non più solo tramite i commenti ma direttamente con dei post loro, mentre rileggo quanto ho scritto sin'ora, da quanto ho creato questo blog  nel settembre del 2009, non posso non notare di come il blog sia cambiato, di come il mio linguaggio si sia affinato, le mie competenze migliorate, di quante cose nuove ho appreso mentre mi documentavo per leggere criticamente e condividere con voi lurker e lurkress le mie impressioni, le mie intuizioni, i miei dubbi, la mia rabbia, la mia frustrazione.
Rileggendo le mie posizioni sul matrimonio che avevo solo 5 anni fa su paesaniniland, quando ancora questo blog non esisteva, non posso che constatare come su certi argomenti ho cambiato idea,
e mi auguro di poter scrivere altrettanto fra tre anni perchè solo chi cambia idea ha qualcosa da imparare e, possibilmente, da comunicare.

Così stasera mentre leggo il comunicato di Certi Diritti a proposito degli attacchi del papa che calza Prada  alla democrazia e alla libertà di pensiero nel quale si dice

il Papa continua imperterrito il suo martellamento pre-elettorale contro il matrimonio egualitario. Anche oggi torna sull’argomento, ed ogni occasione sarà buona, da qui alle prossime elezioni politiche per ribadire uno dei concetti che meno hanno bisogno del suo magistero: ora e sempre contro i diritti delle persone lgbt
non posso che manifestare tutta la mia insofferenza per questa visione corporativista, di parte, parziale e miope dell'attacco che la chiesa sta sferrando in questi giorni.

Come rispondo al commento di un post precedente, i diritti non sono nostri, lgbt, ma sono di tutte e tutti.

Non solo perchè l'esclusione dal matrimonio delle coppie dello stesso sesso è una discriminazione che lede la libertà di tutti e tutte ma perchè su questa esclusione si innesta quella di tante coppie di sesso differente che, non rintrando nei canoni del matrimonio religoso, sono altrettanto discriminate.

Se ne rende conto Certi Diritti stesso che crea un sito www.sosfamiglie.it per tutte le coppie non matrimoniali.

Poi l'occhio mi cade all'intestazione del blog, di questo blog, di elementidicritica,  dove c'è scritto:
Un blog dove si discute di omosessualità e diritti lgbtqi.

Lo stesso errore concettuale di cui accuso certi diritti sta anche nell'intestazione di questo blog.

Evidentemente tre anni fa non consideravo questa espressione un errore, adesso sì. 

Ecco perchè l'acronimo lgbtqi adesso è cancellato, così, lgbtqi
e lo mantengo e non lo tolgo per ricordare com'era e come non è più.

I diritti non sono di una parte ma di tutte le persone e l'esclusione di certe categorie costituisce una offesa e una ferita al corpo intero della società.




sabato 22 dicembre 2012

Qualcuno spieghi la teoria gender all'imbecille di bianco vestito. Ovvero come papa Ratzinger facendo il finto tonto ci propina la sua vulgata sui ruoli di maschio e femmina spacciandoli per concetti divini


Qualcuno spieghi l'equivoco
al deficiente di bianco vestito

Sono noti a tutti i contenuti totalitari del messaggio del santo padre in occasione della XVI giornata mondiale per la pace, nel quale, dopo avere ricordato la sacralità della vita (=no ad aborto ed eutanasia) e del matrimonio
- che è solo tra uomo e donna e non può essere dunque equiparato a forme radicalmente diverse di unione - afferma che

Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa.
Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Dunque la morale cattolica è universale e razionale e chi non la rispetta  compie un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Altro che no ai froci e ai matrimoni gay, come disinvoltamente semplificato da stampa e siti internet, nel Messaggio il papa stabilisce un confine netto e inequivocabile tra chi difende la vita umana  e la pace (la chiesa) e chi no cioè tutte le persone che se negano ma anche solo se mal comprendono le verità che la chiesa vuole universali offendono la verità umana.

Non pago, e sfruculiato sul tema del matrimonio tra persone dello stesso sesso per le idee reazionarie sul quale è stato esclusivamente criticato, il papa è tornato sull'argomento in occasione del tradizionale discorso per la gli auguri natalizi della curia romana.

Lasciamo stare le semplificazioni della stampa, perchè nessuno sembra scandalizzarsene e quando ho fatto notare quelle a proposito del messaggio tutti e tutte mi hanno risposto che, in soldoni, quel che la stampa ha riportato, pur se semplificato, non è poi così lontano dal vero. (Sarà, ma con queste semplificazioni finiremo col credere che andare a letto con un uomo o con una donna è la stessa cosa perchè sempre di fare sesso si tratta...)

Comunque sia è interessante leggere cosa il papa che calza Prada, ha detto ancora sui froc... ehm sulle persone omosessuali.

Le note e i commenti, naturalmente, sono miei.

Il Gran Rabbino di Francia, Gilles Bernheim, in un trattato accuratamente documentato e profondamente toccante1, ha mostrato che l’attentato, al quale oggi ci troviamo esposti, all’autentica forma della famiglia, costituita da padre, madre e figlio, giunge ad una dimensione ancora più profonda.
Prima ancora di analizzare il sostantivo attentato voglio far subito notare il linguaggio sessista e maschilista del papa che calza Prada:
la famiglia è fatta da padre, madre e figlio.
Una gerarchia che vede prima il padre, poi la madre e infine il figlio al maschile.
Insomma la famiglia cui pensa il papa è quella del vecchio diritto di famiglia, quello promulgato nel 1942 e modificato per adeguarlo alla Costituzione solamente nel 1975.
Il padre è il capofamiglia e sotto (in tutti i sensi...) viene la moglie e poi i figli (sessisticamente le figlie sono implicitamente contenute nel sostantivo maschile), figli e figlie discriminate se nate fuori dal matrimonio.


Secondo il papa questa famiglia, patriarcale e sessista, sta subendo un attentato cioè un Atto violento contro l'incolumità (Sabatini Coletti online).
Se finora avevamo visto come causa della crisi della famiglia un fraintendimento dell’essenza della libertà umana,
cioè divorzio, aborto, eutanasia,
ora diventa chiaro che qui è in gioco la visione dell’essere stesso, di ciò che in realtà significa l’essere uomini.
Essere uomini sta per essere uomini e donne, ma, si sa, siamo tutti sessisti perchè non dovrebbe esserlo anche il papa? 
Egli cita l’affermazione, diventata famosa, di Simone de Beauvoir: “Donna non si nasce, lo si diventa” (“On ne naît pas femme, on le devient”). In queste parole è dato il fondamento di ciò che oggi, sotto il lemma “gender”, viene presentato come nuova filosofia della sessualità. Il sesso, secondo tale filosofia, non è più un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi.
Ecco che il papa, mentre ci sorprende nell'usare un lemma, come lo chiama lui, della modernità, come Gender fa confusione e mette insieme cose che invece sono state separate.

Infatti sesso si riferisce al mero aspetto biologico della anatomia umana cioè alle caratteristiche fisiche e biologiche dei corpi umani e donnani in base alle quali li ascriviamo alle categorie maschile e femminile.

Mentre  gender, invece, termine impiegato in ambito scientifico da Gayle Rubin2 nel 1975 per la prima volta da  si riferisce al significato sociale del sesso3 cioè le nozioni socialmente costruite di "maschilità" e "femminilità".


Così quando il papa afferma che  il sesso dovrebbe essere un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso,

sta artatamente confondendo i due livelli.
Il dato originario del mio essere maschio riguarda solamente il fatto che io ho un cazzo  e non una fica e viceversa4.

Tutto il resto, tutte le caratteristiche, fisiche e psicologiche che una certa società in un certo periodo storico ritiene essere naturalmente connaturate al sesso biologico sono una costruzione sociale e antropologica.

Non tutti la pensano così.
Ci sono i genetisti comportamentali che dicono che il nostro comportamento dipende dai geni (e dunque dalla biologia) ma anche i più sfegatati sostenitori di queste teorie non possono affermare, senza coprirsi di ridicolo davanti la comunità scientifica,  che la componente massima dei geni nel comportamento umano sia superiore al 50%5.

Ma basta una lettura approfondita delle teorie e delle ricerche di questi signori per rendersi conto di come le derivazioni genetiche di comportamenti e qualità umane e donnane dipendano sempre dalla costruzione sociale e antropologica che diamo ai concetti di maschile e femminile.

Mentre il papa riassume a modo suo i significati della parola genere compie un altra semplificazione ridicola

Il sesso, secondo tale filosofia, non è più un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi.
Il genere non dipende dal sesso è una costruzione che si pretende di derivare dal sesso in realtà è un ruolo sociale dunque collettivo e non può essere deciso autonomamente.
Anzi per quanto io autonomamente posso decidere di comportarmi in maniera diversa da quella che la società prevede e prescrive per il mio genere (es. se sono maschio, non posso vestire con certi colori o indossare la gonna), la società mi vedrà come un freak un qualcuno di diverso che deroga dalla regola...

In realtà quello cui il papa allude qui è il fatto che per la prima volta le donne (il riferimento a Simone de Beauvoir non è casuale) e poi anche le persone omosessuali hanno detto: visto che i generi sono costruzioni sociali e non sono dati dalla natura possono essere socialmente modificati.

Insomma un conto è se l'"essere delicate" delicate delle donne è una caratteristica scritta nella biologia del corpo femminile un conto è se questa caratteristica è una costruzione sociale, uno stereotipo comportamentale.

Ancora negli anni 80  e 90 c'è chi su queste differenze pretendevano di escludere le donne da lavori di responsabilità per via del ciclo mestruale che le rendeva schiave di flussi ormonali dei quali la donna non aveva controllo, come per esempio pilotare l'aereo6.

E' chiaro come su queste presunte differenze si costruiscano discriminazioni ai danni delle donne e asimmetrie comportamentali.

Prosegue il papa
La profonda erroneità di questa teoria e della rivoluzione antropologica in essa soggiacente è evidente. L’uomo contesta di avere una natura precostituita dalla sua corporeità, che caratterizza l’essere umano.
Di nuovo bisogna capire che cosa significa questa natura precostituita che è solo biologica e non riguarda il carattere o l'essenza della persona.
Nega la propria natura e decide che essa non gli è data come fatto precostituito, ma che è lui stesso a crearsela.
Ma questo è vero! L'essere umano è l'unico che si costruisce una serie di visioni del mondo (parole, concetti, valori, rappresentazioni sociali, la cultura in senso antropologico)  attraverso le quali la sua esistenza acquista di significato.
Secondo il racconto biblico della creazione,
cioè secondo un testo scritto migliaia di anni fa...
appartiene all’essenza della creatura umana di essere stata creata da Dio come maschio e come femmina.
E questo significa solo con il pisello e con la fica. Niente di più.
Questa dualità è essenziale per l’essere umano, così come Dio l’ha dato. Proprio questa dualità come dato di partenza viene contestata.
La dualità c'è ed è solo biologica.
Per procreare bisogna essere un maschio  e una femmina. Questo non lo nega nessuno perchè non può.
Per tutto il resto l'uomo e la donna possono fare l'uno i compiti tradizionalmente attribuiti all'altra. 
Non è più valido ciò che si legge nel racconto della creazione: “Maschio e femmina Egli li creò” (Gen 1,27). No, adesso vale che non è stato Lui a crearli maschio e femmina, ma finora è stata la società a determinarlo e adesso siamo noi stessi a decidere su questo.
Uomini e donne sono e rimangono biologicamente maschi e femmine, sono i ruoli sociali a partire da questa distinzione che la teoria del genere ha messo in discussione.

Anche le teorie del trasngenderismo o le rivendicazioni sacrosante delle persone intersessuate nel loro radicale mettere in discussione questo dualismo  cadono in contraddizioni semplici e naif, cercando di proporre un transgenderismo o un terzosessiamo che ripescano inevitabilmente dagli stereotipi di genere, come la teoria del genere fluido.
Maschio e femmina come realtà della creazione, come natura della persona umana non esistono più.
Che è come reazionariamente dire: con tutti questi ragazzi capelloni non si capisce più chi è il maschio e chi la femmina...

Quel che il papa sta rammaricando qui è che non esistono più i lavori donneschi della cucina...
L’uomo contesta la propria natura.
E' vero. Infatti si dà il caso che la natura umana si la cultura...
Egli è ormai solo spirito e volontà.
Ed ecco la radice della mia avversione per ogni forma di divinità.

Secondo il papa io devo rassegnarmi alla mia programmazione biologica.

Se questo fosse vero allora non dovrebbe esistere la medicina che ha allungato la vita media delle persone.

Uno dei primi effetti di questo allungamento artificiale della vita è la menopausa femminile con tutti i problemi biologici connessi.
Dopo la menopausa il corpo femminile infatti finisce di produrre calcio perchè il progetto biologico femmina non prevedeva che le persone di sesso femminile sopravvivessero alla loro funzione procreatrice.

Dunque seguendo alla lettera questo assunto di rassegnarsi al proprio programma biologico si dovrebbero lasciare le donne al loro destino biologico e farle tormentare con l'osteoporosi senza dar loro medicine che sono anche quelle parte della loro natura.
Siccome nessuno è così pazzo da dire una cosa del genere si capisce come questa considerazione venga impiegata con diversa misura in ambiti diversi  e che questo arbitrio e discrezionalità, umanissimi, siano spacciati per volontà divina.
La manipolazione della natura, che oggi deploriamo per quanto riguarda l’ambiente, diventa qui la scelta di fondo dell’uomo nei confronti di se stesso.
Altro concetto ingenuo e misoneista.
Noi manipoliamo la natura da quando siamo entrati nella cultura (sempre in senso antropologico), già quando produciamo vestiti e medicinali...
Quali sono i criteri sulle cose che possiamo manipolare e su quelle che non possiamo? Chi li stabilisce?
Esiste ormai solo l’uomo in astratto, che poi sceglie per sé autonomamente qualcosa come sua natura.
Al contrario, l'uomo che modifica la propria cultura è un uomo concreto che vive il qui e l'ora.
L'uomo astratto è quello cui si riferisce il papa quando lo cerca e lo trova  nella genesi, come dire non proprio un libro moderno.
Maschio e femmina vengono contestati nella loro esigenza creazionale di forme della persona umana che si integrano a vicenda.
Falso.
Si contesta il fatto che su questa differenza  biologica si pretendano inesistenti differenze comportamentali biologiche e innate.Che sono invece distinzioni date dalla società
Se, però, non esiste la dualità di maschio e femmina come dato della creazione, allora non esiste neppure più la famiglia come realtà prestabilita dalla creazione.
Questo è un perfetto esempio di cecità autoreferenziale della fede.
Se quel che dice la fede è contestato allora la realtà come la pretende la fede non esiste più. Siccome però la realtà c'è, e la realtà è senz'altro quella stabilita dalla fede, hanno torto quelli che contestano la fede.


Nessuno mette in discussione la famiglia padre biologico madre biologica e prole se non nelle sue implicazioni maschiliste ed eterosessiste.
Questa famiglia è stata ampliata nel tempo con altre configurazioni che non contestano né mettono in discussione questa famiglia tradizionale ma la integrano la ampliano le danno maggiore respiro.

Quel che le persone eterosessuali non capiscono quando i giornali dicono che il papa attacca la famiglia gay è che la chiesa quando difende la famiglia come realtà prestabilita dalla creazione non sta dicendo di no solo alle famiglie omogenitoriali.

Sta dicendo no prima di tutto no alle famiglie tradizionali etero sposate solamente col rito civile e non con quello religioso che la chiesa considera matrimoni irregolari.

Sta dicendo di no alle famiglie mononucleari, prole più padre biologico o madre biologica,  la cui assenza della genitrice ovvero del genitore ha cause diversissime, morte, separazione, divorzio, assenza sin dall'inizio (ragazze madri e ragazzi padri).

Sta dicendo di no alle famiglie ricomposte padri o madri che hanno avuto prole da unioni precedenti e che costituiscono una nuova famiglia coi figli pregressi per i quali i due coniugi non sono rispettivamente madri biologiche e padri biologici con la nuova eventuale prole di cui sono entrambi genitori biologici e genitrici biologiche.

Negli Stati Uniti d'America l'immaginario collettivo per queste famiglie esiste da almeno 40 anni con film come Appuntamento sotto il letto (Usa, 1967) di Melville Shavelson con: Henry Fonda e Lucille Ball nel quale una vedova con otto figli si sposa con un vedovo che ne ha dieci e tutti e venti si sistemano in una vecchia casa di San Francisco.


Sta dicendo no alle famiglie di fatto,  quelle che non si sono risposate (col rito civile) perchè non hanno potuto, perchè ancora legate a matrimoni precedenti, o non hanno voluto per i motivi più diversi (economici, ideologici, psicologici).


Infine sta dicendo di no alle famiglie omogenitoriali perchè non si limitano a duplicare una delle due figure genitoriali ma in virtù di ciò negano alla prole la figura genitoriale mancante.
Una innaturalità che già si riscontra nelle famiglie mononucleari e, parzialmente anche in quelle ricostituite, visto che il genitore non biologico non è visto di buon occhio dai cattolici. In una ricerca vituperata e non scientificamente corretta americana sullo stato di salute della di famiglie  omogenitoriali l'unico alveo familiare ideale per la crescita della prole è still-intact, two-parent heterosexual married family.

Ma in tal caso anche la prole
ah ecco, qui non sua più il maschile, figli
ha perso il luogo che finora le spettava e la particolare dignità che le è propria. Bernheim mostra come essa, da soggetto giuridico a sé stante, diventi ora necessariamente un oggetto, a cui si ha diritto e che, come oggetto di un diritto, ci si può procurare.
Nessuno si procura i figli.
Nemmeno chi li adotta. Perché chi li adotta riceve nel proprio alveo familiare una prole che qualche altra famiglia per i motivi i più diversi non ha potuto o voluto tenere.

Se è vero che la prole ha un luogo che le spetta e una particolare dignità che le è propria ogni famiglia che accoglie la prole altrui sta ristabilendo questo diritto e restituendo a questi figli e figlie la dignità che fuori dalla famiglia non avevano.
Dove la libertà del fare diventa libertà di farsi da sé, si giunge necessariamente a negare il Creatore stesso e con ciò, infine, anche l’uomo quale creatura di Dio, quale immagine di Dio viene avvilito nell’essenza del suo essere.
Questa verità che il papa vuole moderna e contemporanea è in realtà già pienamente conosciuta nel mondo classico per esempio da Sallustio quando dice Faber est suae quisque fortunae.
  
Che di dio possa rimanere avvilito se uomini e donne godono pienamente dei sacrosanti diritti umani e donnani ...beh meglio lui che noi.

Ad ascoltare la chiesa io, in quanto frocio,  e le donne che abortiscono, dovremmo essere fermati (incarcerati? Mandati al rogo?)  perchè siamo un pericolo per la pace.
Nella lotta per la famiglia è in gioco l’uomo stesso.
Non la donna...
E si rende evidente che là dove Dio viene negato, si dissolve anche la dignità dell’uomo. Chi difende Dio, difende l’uomo.
Questo pensiero  è criminale, sadico, reazionario, maschilista, totalitario, misogino, omofobico e l'unica risposta possibile è la cancellazione fisica di queste merde umane dalla faccia della terra. Però, purtroppo, c'è la Costituzione.

Anche se questo pensiero è fuori non solo dalla Costituzione italiana ma è proprio fuori da tutti i documenti che riconoscono i diritti dell'essere umano e donnano.

Io non solo non capisco chi sta dentro la chiesa ma politicamente diffido di chi continua a restarvi pretendendo di poterla riformare dal suo interno.

Sarebbe come iscriversi al partito nazista o fascista per fare del femminismo.

Se sei femminista se credi nella parità tra uomo e donna e nei diritti per tutti e per tutte il papa e il vaticano li combatti con tutta la serietà, la determinazione e la ferocia di cui sei umanamente capace.

Perchè lo stato totalitario, teocratico e criminale che si chiama Vaticano che si è macchiato nei secoli di crimini contro l'umanità per ben più tempo dei nazisti di Hitler dei fascisti di Mussolini, Franco e Pinochet, o dei comunisti di Stalin, Castro e Mao è irredimibile e questo discorso del papa che calza prada lo dimostra al dilà di ogni ragionevole dubbio.

Come buon proposito del 2013 io propongo uno sbattezzo collettivo.

E una serie di azioni legali e politiche per diffidare la chiesa a continuare a diffondere queste istigazioni all'odio e queste fonti di ispirazione per la discriminazione.

Perchè dio non esiste e se qualcuno in suo nome ci dice come dobbiamo vivere e che qualcuno di noi non dovrebbe vivere proprio dobbiamo poterci difendere.
A testa alta.



note

1) Matrimonio omosessuale, omogenitorialità e adozione: tutto quello che si dimentica di dire. (il link rimanda al testo originale in francese)

2) Gli uomini e le donne sono, è ovvio, diversi. Ma non sono così diversi come il giorno e la notte, la terra e il cielo, lo yin e lo yang, la vita e la morte. Dal punto di vista della natura, gli uomini e le donne sono più simili gli uni alle altre che a qualsiasi altra cosa –alle montagne, ai canguri o alle palme da cocco. L’idea che siano diversi tra loro più di quanto ciascuno di essi lo è da qualsiasi altra cosa deve derivare da un motivo che non ha niente a che fare con la natura.
Gayle Rubin The Traffic in Women: Notes on the 'Political Economy' of Sex, in Rayna Reiter, ed., Toward an Anthropology of Women, New York, Monthly Review Press (1975).


3) Vivien Burr, Psicologia delle differenze di genere Il Mulino, Bologna 2000

4) Infatti anche l'idea di come sia il corpo maschile come sia il corpo femminile è una costruzione sociale e antropologica che non ha riscontro in natura: noi riteniamo le femmine lisce e non muscolose, i maschi pelosi e muscolosi. 

5) Lesley Rogers, Sesso e cervello Einaudi Torino, 2000 p. 15

6) Myths and Misconceptions About Behavioral Genetics And Homosexuality Douglas A. Abbott Ph.D.,* July 2007 (il link rimanda al testo  in inglese)

giovedì 20 dicembre 2012

Sabato 22 dicembre alle ore 17 a Piazza SS. Apostoli a Roma un flash mob contro l'omofobia,

Sabato  22 dicembre alle ore 17 a Piazza SS. Apostoli

si terrà a Roma un flash mob contro l'omofobia,
dove si ricorderà anche per qualche minuto 

Andrea
il ragazzo suicidatosi il 20 novembre a causa del bullismo,
che è sempre anche bullismo omofobico.

Quando sentirete il fischio dovrete baciare a stampo la persona con cui verrete, portate anche del vischio in modo da potervi baciare sotto di esso.

Chi vorrà potrà lasciare un video messaggio contro l'omofobia, che verrà poi pubblicato sulla pagina e sul canale youtube.

Rispondiamo all'odio con un gesto d'amore. 


Vi aspettiamo.


NON E' UN EVENTO SOLO PER COPPIE!

PER COMBATTERE L'OMOFOBIA POTETE SCAMBIARVI UN BACIO A TIMBRO ANCHE CON PARENTI E AMICI.


Il flashmob è organizzato da I'm Gay Any problem

Cliccate qui per accedere alla pagina facebook dell'evento.

mercoledì 19 dicembre 2012

Il nuovo spot del sito idealista.co e quello vecchio mai andati in onda in Italia

Leggo su QueerBlog.it di un post sulla nuova pubblicità idealista.com  un sito immobiliare.



Lo spot è in spagnolo ma si capisce bene il senso.

Alla domanda quali sono i desideri per il 2013  ognuno e ognuna nello spot esprime il suo: dallo smettere di fumare - si dice sul post -ad avere una casa con terrazzo (...) l’unica coppia presente nel video è composta da due uomini che per il 2013 desiderano avere un figlio.


Un buon esempio di integrazione sociale.
Lo so che l'espressione è brutta, se ne avete una migliore suggeritemela e la userò.

Con integrazione sociale intendo dire che lo spot mostra le persone omosessuali nello stesso consesso, nella stessa società, delle persone eterosessuali.

Non uno spot ad hoc per loro, o nel quale si mostra quel che fanno i froci e le lesbiche i cui comportamenti specifici sono tollerati dal resto della popolazione anche se certe abitudini rimangono estranee al resto della gente (ricordate lo spot renault col figlio che vede il padre, in drag, fare la fila in discoteca e gli chiede solo se può far entrare lui e i suoi amici/aniche?).

Non uno spot in cui si racconta cosa capita alle persone omosessuali nel mondo in riferimento alla propria omosessualità, ma il semplice annoverare una persona gay o lesbiana, come avrebbe detto la mia amica Frances, nello stesso alveo di tutte le altre persone.

Spot come questi contribuiscono davvero a modificare l'immaginario collettivo e a costruire una società condivisa (ecco, l'ho trovato da solo!) e non una società vivisezionata.


Nel post si fa riferimento a un'altra campagna pubblicitaria dello stesso sito. dello scorso giugno lo spot beccati che, dice il post,  presentava varie situazioni in cui i giovani – anche omosessuali – facevano sesso in macchina.

Prima di parlare dello spot fatemi fare l'Alma Sabatini dell'omosessualità (chiedo scusa ad Alma per l'irriverenza di paragonarmi a lei...)
situazioni in cui i giovani – anche omosessuali – facevano sesso in macchina
Nello spot si vedono un ragazzo con due ragazze, due ragazze, molte coppie etero (cioè di sesso diverso) e anche due ragazzi.

Adesso che ne sappiamo noi se i due ragazzi in auto sono omosessuali?

Potrebbero essere due bisessuali, due eterosessuali, uno bisexx e n etero, un gay e un etero, etc. etc.

Se le etichette sono descrittive in questo caso possono solamente descrivere l'assortimento sessuale della coppia non già il loro orientamento sessuale che non ci è dato sapere nella sua complessa interezza solo da  questo singolo comportamento sessuale.Vale anche per il reciproco. Non possiamo dare per scontato l'orientamento sessuale etero delle coppie di ragazzi e ragazze...

Non è una questione di grammatica e nemmeno di politicamente corretto ma un modo di pensare che dobbiamo abbandonare.
Se vedo due uomini in macchina a fare sesso posso solo dire che quella coppia è dello stesso sesso, cioè omosessuale, e che quei due ragazzi hanno un comportamento sessuale gay ma non posso sapere nulla del loro orientamento sessuale.

Sia perchè esiste la bisessualità, sia perchè c'è distinzione tra comportamento sessuale e orientamento sessuale. E lo spot ci sta mostrando il comportamento non l'orientamento.

L'idea è, insomma, di evitare nel futuro dialoghi come questo:

Hai visto? Francesco è stato beccato in macchina a fare roba con Marilena. 

Ma non era frocio? 

Così (s)ragionando non solo si cancella uno dei tre orientamenti sessuali ma  si impermeabilizza i due superstiti e li si rende incompatibili e oppositori quando le statistiche e gli studi (da Kinsey in poi) ci dicono esattamente il contrario.

Un conto e distinguere fra me e te, qualunque sia il me, etero o gay, e il te oppositoriamente costruito, un conto è invece riconoscere un noi diversamente sessualmente orientato.

Lo spot in questione, che non è mai arrivato nella tv italiana, è davvero squallido

Sul brano Shut Up dei Sin With Sebastian vengono mostrate alcune foto di finti scatti rubati a coppie diversamente assortite colte nell'atto di fare sesso in macchina.
Il claim è ma non era meglio farlo a casa tua?

Ecco come il sito idealista.it spiega l'idea dello spot.
lo spot (...) sprona a trovarsi una casa su idealista.it, partendo da un'intuizione semplice: in quale momento hai pensato: "ho bisogno di una casa..."? la risposta che ci è venuta più spontanea è stata: "quando fai sesso in macchina con la paura di essere beccato in flagrante". abbiamo pensato che l'idea fosse davvero divertente e che milioni di italiani potessero identificarsi nella situazione che la sequenza mostra in modo ironico.
Ecco alcuni degli scatti dello spot.













Sembrano davvero scatti rubati e tutte le persone riprese sono sorprese o incazzate. Sono persone violate, non solo nella loro privacy, anche se stanno facendo sesso in macchina si presume al buio e in una zona isolata della città.
Uno stupro fotografico, che al contempo viola la privacy delle persone e mercifica il sesso nel modo più violento possibile e anche impossibile.
Se questi scatti fossero veri non potrebbero certo andare in tv a meno del consenso di ogni singola persona ripresa.

Non mi sembra un sesso gioioso quello ritratto, ma un sesso proibito, un sesso piccante, un sesso da gossip. Da questo punto di vista chi fa sesso a 3, sia che si tratti di un uomo e due donne o due donne e un uomo e mostrato come esempio di sesso eccessivo, estremo, ai limiti della normalità.


Lo spot in Italia non è andato in onda, per fortuna, rifiutato dalle emittenti che lo hanno ritenuto potenzialmente offensivo nei confronti dei telespettatori.
In Spagna lo spot va in onda dopo le 22.
In prima serata ne va in onda una versione censurata che dà ancora di più il senso intimamente pornografico di queste immagini.


Ora capisco gioire quando in uno spot vengono descritte coppie omosessuali ma non è sempre detto che questo sia positivo. Questo mi sembra proprio uno di quei casi.


martedì 18 dicembre 2012

Sora Cesira: Ridicol, ma il video originale era omofobico....

Carino il testo del nuovo video della sora Cesira che, sulle note di Physical di Olivia newton John, canta
Ratzi ridicol, ridicol
the people say ridicol
we are into ridicol
every time the papa talk

the papa talk
but perchè the papa talk.





Vedere Olivia Newton John che si aggira in una palestra dove alla fine due ragazzi muscolosi escono mano nella mano fa apparire l'ultima fatica della sora Cesira come un tributo ai gay.


In realtà a leggere il testo del video, quella pena che, secondo la chiesa, i rekkions dovrebbero subire per l'eternità, essere sodomizzati da Belzebù, la dice lunga sul bacino semantico da cui sora cesira pesca.

I rekkions sono inculati non perchè i rekkion usano il culo (se Cesira ci avesse pensato non avrebbe usato questo esempio di pena) ma perchè come modo di dire l'inculata è qualcosa di negativo a prescindere.

Ricordate Sabina Guzzanti cje nel 2008 preconizzava la morte del papa tormentato all'inferno da diavoloni frocioni attivissimi e non passivissimi?



Un modo maschilista di pensare beninteso non contro i gay (perchè pensare che il culo lo usino solo o precipuamente i gay è maschilismo puro) ma contro tutti e tutte.

Il video risulta però risulta discutibile e inopportuno per ben altri motivi, soprattutto di memoria storica.

Il video originale infatti - che praticamente costò la carriera a Newton John - racconta un'altra storia rispetto quella che traspare nel video manipolato da sora Cesira.

Mentre inneggia alla fisicità (che non è quella della palestra ma il sesso)  il video originale mostra dei ciccioni imbranati che cercano di fare ginnastica senza avere il minimo slancio ginnico...

che alla fine cadono sul pavimento distrutti da uno sforzo fisico per loro inane.


con grande disappunto di Olivia


Mentre Olivia si fa una doccia (tutta vestita e truccata)





 per magia quei ciccioni diventano...


...ragazzi muscolosi magri e oliati.


Ma sono tutti gay!!!!


come nota Olivia preoccupata


così mentre quei bei ragazzi muscolosi se ne vanno in compagnia reciproca lasciando Olivia da sola


Allora Olivia si riprende il ciccione


che almeno a lui ancora piacciono le donne




Come dire se curi troppo il tuo corpo sotto sotto sei ricchione.


Ricordo quel video e ricordo quanto lo odiavo per quel messaggio implicito se curi il tuo corpo sei dell'altra sponda.

Che poi non è mica vero. Io sono ciccionissimo e ricchioissimo!!!!

Ecco la parte di video omessa nella versione della sora Cesira



Che sora Cesira usi oggi quello stesso video, espunto dalle parti  omofobe, per farne un inno alla gayfriendevolezza  è una bella presa per i fondelli.

Sora Cesira si fa bella con un video simpatico per i gay che tanto simpatico nella sua incarnazione originale verso i gay non era.

Insomma il bue (la sora cesira) dice cornuto all'asino (il papa).

Quindi, anche stavolta, respingo al mittente questo video che serve più a far apparire la sora Cesira quel che non è, una persona davvero contro il maschilismo, che a sostenere la lotta contro ogni idea omofobica.


Però Ratzi ridicol è una bella idea!



Pillole di Jenus? Puro razzismo e maschilismo.
Una comicità facile e che non tocca nessun punto politico "caldo".

Che la chiesa sia reazionaria è totalitaria è ancora un modo moderato di criticare l'azione politica di una organizzazione tra le più sadiche e cattive del pianeta.

Il recente messaggio del papa, quello che dice tra le altre cose che chi equipara il matrimonio alle unioni di altro tipo infligge una ferita alla pace e all'umanità, ha dimostrato la vocazione totalitarista di una religione che pretende di imporsi all'universo mondo non in base a considerazioni religiose ma in base a considerazioni razionali che devono valere per tutti.

Negli stessi giorni Ratzinger ha ricevuto Rebecca Kadaga, 56 anni, avvocato e la  prima presidente del parlamento nella storia dell’Uganda, eletta nel maggio del 2011, grande sostenitrice del cosiddetto ‘Kill The Gays’ bill una legge contro l'omosessualità presentata in parlamento nel 2009 e momentaneamente sospesa per le reazioni internazionali di sdegno. La legge è una aggravante della legge già in vigore che vieta l'omosessualità tra adulti consenzienti condannabili a un massimo di 14 anni di carcere e oltre al reato di offesa di omosessualità introduce il reato di omosessualità aggravata: atti gay commessi da genitori o figure di autorità, persone sieropositive, pedofili e chi è un recidivo. Per questo reato era prevista la pena i morte, adesso convertita in carcere a vita.
Per i reati di offesa di omosessualità le pene vengono inasprite in alcuni casi fino all'ergastolo.

Sulla rete ma anche sui giornali si è detto che Ratziger avrebbe benedetto Rebecca Kadaga. In realtà durante l'incontro non c'è stata nessuna benedizione ad personam. Nel sito del parlamento ugandese si legge che Kadaga ha ricevuto la benedizione durante la messa, una benedizione collettiva dunque fatta a tutti gli e le astanti.  

La vulgata che Benedetto XVI l'abbia benedetta è comunque passata. Così sulla rete trovo vignette come questa.


Trovo questa vignetta questa irricevibile perchè razzista e maschilista.

Le vignette dovrebbero criticare comportamenti e ideologie, enfatizzare aspetti poco evidenti o contraddittori di chi si sta sfottendo. Qui invece siamo al livello di battute da bagaglino.

Vediamola da vicino.

Invece di mostrare un papa sempre in fissa con la difesa della vita contro l'aborto e l'eutanasia, o contro le unioni gay, o contro le staminali, contro la scienza o contro tutte le cose cui la chiesa è contro (ma non la pena di morte per le persone omosessuali nei paesi che la prevedono...) o comunque mostrare il papa per quello che davvero fa, vediamo un papa affaccendato in faccende private che trascura Kadanga che aspetta giù da un'ora.

A richiamarlo al dovere Bertone il Cardinale segretario di Stato, un po', perdonate la semplificazione, il primo ministro del Vaticano.

Improbabile che il primo Ministro faccia da lacchè al papa.
Era forse meglio Georg Gaensweinil, il  segretario personale del papa, sul quale, pure, ci sono voci - irrazionali ma sulla stessa lunghezza d'onda maschilista -, che abbia una relazione con Benedetto XVI, perchè bello.

Con una cortesia degna di un boro romano il papa impartisce ordini a Pevtone.

Bertone --> Pevtone la v è più indice di una pronuncia blesa che teutonica, la f sarebbe forse stata più coerente, anche se la r è di per sè una consonante dalla pronunica forte che poteva casomai essere raddoppiata: Perrtoone o, alla sturmtrupppen, Pertonen.

Ma qui l'autore della vignetta non vuole suggerire che Benedetto XVI abbia un accento tetesco come in realtà ha, un accento così forte che sembra quasi finto, vuole insinuare che il papa sia un po' frocio e i froci, si sa, hanno tutti la r moscia.
La mia intuizione è confermata dalla vignetta successiva dove il papa sembra una vecchia checca e non un vecchio tetesco.
Il fatto che chieda a lei di fare qualcosa contro questi fvoci è una battuta volgare, perchè banale, ma ci può stare.

Come risponde Kadaga? Sberiamo garo gon al dua benedizione.

Siamo al razzismo puro quello che fa parlare i negri gon dudde le leddere sbaliate.

Non si irride di qualcosa che Kadaga ha fatto o detto si sfotte l'etnia di Kadanga, il suo essere ugandese che, di per sé, non è certo una cosa negativa.

Questo tipo di comicità (sic!) è irricevibile non solo perchè razzista ma perchè politicamente irrilevante, anzi controproducente, visto che costringe a difendere questa persona politicamente criminale in quanto persona nera (no... non politicamente nera, ma come colore della pelle).

Così come dare del froci al papa non è solo omofobico (se pensi che l'omosessualità non sia una cosa negativa non sfotti qualcuno che non è frocio insinuando che lo sia...).

E poi voilà! Al posto dell'aspersorio (che non sta certo dentro una borsa...) esce fuori un fallo di plastica viola.

Dunque Raztzinger è gay non perchè ha una relazione sessuale o sentimentale con un altro uomo ma perchè usa il dildo.

Siamo nel più classico dei pregiudizi: i froci sono quelli che lo pigliano al culo.
Come se ad usare il culo fossero solamente gli uomini gay mentre le donne, si sa, loro il culo non lo hanno.

Ciliegina sulla torta il papa minaccia Bertone dicendogli che lo inculerà.
Minaccia maschilista con la quale non si vuole denunciare certo il maschilismo del papa (se usa i falli di plastica e dunque gli piace l'analità non minaccia certo gli altri di fare loro qualcosa che trova gradevole su se stesso...).

E' il vignettista qui che parla pescando dal più becero, fascista, machista linguaggio omofobico e razzista per cercare di fa ridere non si sa bene chi.

Certo non le persone omosessuali e nemmeno le persone gay friendly o gay solidali casomai quelli che ridono per queste ridicolizzabili del frocio gli omofobi, i razzisti, persone più vicine a Mussolini che a quelli che criticano l'operato della chiesa o della presidente del parlamento ugandese per pervicace omofobia...