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venerdì 27 novembre 2015

Il welfare individuale contro la famiglia tradizionale

Da quando la questione del matrimonio egualitario si è imposta anche in Italia, portata da istanze estere e straniere, le posizioni del movimento e della politica antagonista sull'argomento hanno subito un cambiamento di alcune compagini e la cristallizzazione di altre.

Anche questo blog 5 anni fa era su posizioni diverse.
Si temeva che il voler accedere al matrimonio costituisse un attestamento all'eterosistema e che i diritti cui si chiedeva di accedere in quanto coppia discriminassero altre categorie di persone e, in generale, gli individui (e le individue).


Ridurre il matrimonio a una serie di diritti e di doveri è però alquanto semplificatorio.

Rimanendo momentaneamente all'interno  di questo orizzonte semplificato sono ancora convinto che tutta una serie di diritti non debbano essere di esclusivo appannaggio dalla coppia sentimental-sessuale.
Perché il mio ragazzo o la mia ragazza deve avere diritto di subentrare al contratto di casa a me intestato in caso di mia morte e un mio amico col quale convivo da diverso tempo no?

Da questo punto di vista hanno ragione  le compagini antagoniste nel voler scardinare quella retorica familista che vede nella parentela di sangue, nella famiglia sessuale l'unico ius sanguinis e a contrapporre a questo welfare familistico un wlefare individuale che, secondo loro, riconoscerebbe gli stessi diritti a tutte le compagini familiari anche a quelle non basate sull sesso (monogamico e procreativo).

Se io ho tante fidanzate o tanti fidanzati allora non chiedo diritti in quanto coppia (o harem...) ma in quanto singolo individuo.

Non so voi ma ci vedo sempre una derivazione patriarcale e non mi meraviglia che coinvolga sia le argomentazioni della destra, contraria al riconoscimento delle relazioni omosessuali come famiglia, sia le argomentazioni della sinistra contrarie al riconoscimento di qualunque relazione stabile spinta da un individualismo liberista e capitalista imbarazzante.

Il problema sta nel ridurre l'idea di coppia e di matrimonio al set di diritti e doveri che secondo molte persone  sono alla base delle rivendicazioni per il matrimonio egualitario.
Come dicevo questa è una semplificazione ideologica.

Ci si dimentica di un aspetto importante dell'orientamento sessuale che la visione sinistra della sinistra (sempre omofoba nel suo spirito più profondo che riduce le istanze omo bisessuali alla stregua del scopo con chi mi pare) cancella belluinamente.

“(...)  l’orientamento sessuale non è semplicemente una caratteristica personale all’interno di un individuo. Piuttosto, l’orientamento sessuale definisce il gruppo di persone in cui è probabile trovare le relazioni romantiche soddisfacenti e appaganti che sono per molte persone una componente essenziale dell’identità personale”

(American Psychological Association, 2008).
L'orientamento sessuale implica costruire una relazione sentimentale o sessuale con un'altra persona. La tipologia e le modalità di questa relazione variano (monogamica, poligamica, monoamorosa poliamorosa) ma non si può prescindere dal fatto che il diritto a essere se stessi e se stesse in campo affettivo e sessuale va al di là della propria individualità e si raggiunge solamente quando entriamo in correlazione con le altre persone.
 E questo dovrebbe valere sempre contro quel welfare individuale proposto dai movimenti antagonisti che a me fa un po' orrore e ricorda quell'atteggiamento maschista (che hanno purtroppo anche molte ragazze) del faccio un po' quel che cazzo mi pare, perché si confonde la libertà con l'individualismo, mentre, ce lo ricorda Gaber, libertà è partecipazione.

E qui veniamo al vero oggetto del contendere.

Quel che si vuol fare quando ci si sposa non è tanto accedere ai diritti e doveri.
E' porsi dinanzi al consorzio civile e dire pubblicamente perché il matrimonio è un atto pubblico, io e questa persona siamo una coppia e come coppia contribuiamo al bene della società del Paese della città. E' questa la dignità cui si accede col matrimonio un concetto un po' sottile per i maschi del movimento antagonista, dal rutto facile, con un occhio sempre al pacco e alle tette altrui in nome di un individualismo che, ripeto, mi fa orrore e che sento di poter rispedire al mittente.

Per cui quando si minimizza sulla richiesta sacrosanta del matrimonio egualitario pensate e chiedetevi il perché spesso la destra e la sinistra si trovano da versanti opposti sulla stessa posizione.

L'omofobia è transpolitica.

Pasolini lo sapeva bene. 

 


domenica 28 giugno 2015

La campagna di comunicazione del Gay village 2015: maschilista, fallocentrica e patriarcale.

Un ragazzo giovane, seminsvestito, solo, tonico e bello guarda diritto in camera, in un campo, di notte dal quale spuntano tanti microfoni diritti. E' la nuova campagna di comunicazione del Gay Viillage 2015.


Vediamo insieme di  leggerne la forma, il contenuto, il racconto e il discorso.





Da un punto di vista grafico e fotografico le due foto sono di qualità nettamente superiore alle campagne degli ultimi anni. Una qualità grafica che si rifà vagamente a quelle di Pierre et Gilles.


 



Paesaggio notturno che evidenzia il fatto che il ragazzo sia a torso nudo (non fa più caldo...), il corpo lucido (di olio piuttosto che di sudore) l'incavo dell'inguine bene in vista e che allude alla parte pubica coperta dalla pattina slacciata della tuta di lavoro.

Un lavoratore dei campi visto in un momento di riposo.

Anzi in una posa ideale visto che il ragazzo ha sulla spalla una zappa che non sta certo usando visto che nel campo i frutti (i microfoni) in realtà sono maturi e pronti da cogliere.

Una situazione apparentemente realistica ma in realtà simbolica.

Di notte non ci capiterebbe mai in un vero campo di incontrare un fattore a torso nudo e con la zappa sulle spalle in tempo di raccolta.

Questo bel ragazzo lo possiamo incontrare al Gay Village. 

Giovane, bianco e palestrato.
Prestante, maschile, che sa come usare la zappa. 

I frutti della terra sono dei microfoni, esplicitamente fallici, le corone evidenti glandi di altrettanti peni turgidi e pronti all'uso.

Dei frutti dal sapore diverso, una diversità sessuale, una diversità di orientamento sessuale.

Insomma questo ragazzo garantisce che quei simboli fallici, cioè che i cazzi che puoi trovare al gay village, sono cazzi di maschio e non d'altro genere...

Un ragazzo solitario circodanto da tanti cazzi.

Nessuna relazione sociale qui se non quella della parte per il tutto. Se sono gay mi piace il cazzo non i ragazzi come me.

Un sesso consumato in solitudine, tanti cazzi per uno solo uno solo per tanti cazzi.
Niente sentimenti, niente relazioni niente rapporti interpersonali nemmeno per una sana scopata.

Io e i cazzi. I cazzi e me.

Niente affettività.

Niente famiglia,
chè la famiglia è una cosa per etero mica per noi gay ai quali piace il cazzo  e poi torniamo nell'anonimato lì dove stiamo tanto bene senza dar fastidio a chicchessia con la nostra ingombrante e ostentata visibilità.

C'è anche una versione femminile di una cifra completamente diversa.



Sempre ambientazione notturna, la ragazza non è ripresa frontalmente ma di spalle, il torso girato per far vedere il viso comunque di tre quarti. Rispetta al ragazzo ripresa con un rango di importanza inferiore.

Più vestita della sua controparte maschile, con degli shortini a pelle che le fasciano il sedere la ragazza non posa ma lavora annaffia dei frutti della terra, cioè delle sfere da discoteca.

Tiene in mano un tubo dal quale esce un generoso getto d'acqua.

Altro evidente simbolo fallico, di fertilità, di potenza (il getto, lo schizzo di acqua, orina o sperma...).

L'headline diversa dal precedente cartellone si rifà a una delle tre funzioni femminili relegate dal patriarcato alla donna: nutrire, assieme ad accudire e procreare.

Sappiamo come nutrirvi.

Noi donne lo sappiamo.

Sappiamo come servirvi come farci  oggetto di desiderio, schiave per la vostra cura e il vostro piacere...

Mentre il ragazzo seiminudo piace ai ragazzi come alle ragazze a quali perosne si rivolge questa ragazza normovestita?

Non certo alle donne lesbiche (o bisex) che dovrebbero essere la precipua controparte dei ragazzi gay del precedente cartellone.

Questa immagine è rivolta ancora ai ragazzi, stavolta  quelli etero.

Tette e culo bene in vista, la fica no d'altronde la fica è interna non lascia segni esteriori della sua presenza.

Mentre nel primo cartellone il cazzo è la parte per il tutto in questo poster la ragazza è il tutto per la parte...

Anche lei in solitudine, senza relazione, senza sentimenti, senza affettività.

Due immagini fallocentriche, vetuste e anni 50 che inquadrano l'omosessualità nella sua ristretta pulsione sessuale, priva di affettività e sentimenti, priva di relazioni umane ignorando che anche quando si fa sesso si è in due e in due c'è sempre uno scambio, una interrelazione, altrimenti si tratta di autoerotismo...

Ecco cos'è questo doppio messaggio.

Un invito ai segaioli di tutti e tre gli orientamenti sessuali.

Venite e riempietvi la bocca qui vi sanno nutire di un sapore nuovo.

Che poi il nuovo sa tanto di vecchio, della stessa merda maschilista fallocentrica e patriarcale poco importa, purchè veniate e paghiate...



martedì 13 gennaio 2015

Ma quella vignetta, caro dottor Coco, è squisitamente maschilista.

Della vignetta pubblicata nel 2012 da Charlie Hebdo avevo avuto modo di parlare già su faccialibro.



Nella vignetta si dice Monsignor Vingt-trois ha tre papà e si disegna gesù con il triangolo dello spirito santo ficcato su per il culo che incula dio mentre una fascetta con la scritta matrimonio omo la caratterizza ulteriormente. 

Monsignor Vingt-trois, arcivescovo di Parigi, strenuo oppositore del matrimonio egualitario, nel 2012 aveva fatto recapitare a tutte le diocesi una preghiera contro le mariage pour tous nella quale tra le altre cose, si diceva perché i bambini e i giovani cessino di essere oggetto dei desideri e dei conflitti degli adulti così da beneficiare pienamente dell’amore di un padre e di una madre.


Le figure chiave della religione cattolica venongo descritte come tre papà in un matrimonio omo che, guardacaso, fanno incularella... 

Per sfottere la santissima trinità, Luz, al secolo Renald Luzier, autore anche di una delle vignette su maometto che ha scatenato la follia omicida contro la redazione del settimanale, ha pensato bene di rappresentarla nell'atto di scopare in culo

Il sesso come sfottò.

Come scrivevo su faccialibro non ho niente da ridire sull'irriverenza irrispettosa con cui si descrive un rapporto sessuale - penetrativo - tra dio gesù e lo spirito santo (simboleggiato dal triangolo che in realtà è simbolo di perfezione divina...) viene da interrogarsi sui significati dell'impiego del sesso come strumento satirico di presa in giro


Rosario Coco su gaiaitalia.com ci dice, senza spiegarcelo però, come rappresentare in un rapporto a tre le figure più sacre del cristianesimo sia una sottile presa in giro del maschilismo che pochi sanno cogliere.

Affermazione interessante che però ci sembra priva di fondamento anche a una lettura superficiale della vignetta.

Dio si fa inculare da gesù che ha a sua volta nel culo il triangolo che simboleggia lo spirito santo.

Qual è qui la presa in giro?

Credo di non sbagliare se riassumo il meccanismo comico della vignetta così:

Quel che nel maschilismo è una cosa negativa (la penetrazione anale del maschio)  diventa qui qualcosa di "presuntamente positivo" perchè ai gay prenderlo in culo, anche se fa male, piace


Con questa argomentazione, si appronta la goliardata di mostarre la trinità in una incularella generale.

Dunque la presunta positività con cui viene presnetato il coito anale rimane strumento di punizione, si irisione, di umiliazione, strumento di controllo e di potere.
 

Si prende una pratica sessuale la si relega e attribuisce a un orientamento sessuale soltanto mostrandola come qualcosa di apparentemente giocoso mentre in realtà si sta usando quella pratica per prendere in giro per offendere per irriverire (lo so che non si dice).

Senza il maschilismo a fare da cornice di significato questa vignetta non farebbe ridere.

E se tiri in ballo una cornice di significato l'hai già agita nel suo significato originario prima ancora di credere di inziare a prenderla in giro...

Come si fa a essere critici del maschilismo se si resta maschilisti???  


Cerchiamo di verificare quanto andiamo affermando.
 
1) Il sesso penetrativo usato come strumento di potere. 


Il cazzo in culo è la quintessenza dell'equilibrio di potere tra maschi

Dal simbolo di sopraffazione e sconfitta allo stupro punitivo (nel film Niente baci sulla bocca, il pappa incula davanti a tutti gli altri maschi della banda il giovane marchettaro etero che coi maschi fa solo l'attivo perchè ha osato scopare con la sua puttana) il cazzo in culo del maschilismo è qualcosa di negativo, di offensivo, di ambiguo, di doloroso, di innaturale, segno di sottomissione, di sconfitta, di umiliazione, di controllo e assoggettamento.




Nella vignetta viene presentato come un gesto allegro rimandando però al suo vero portato maschilista di stupro che qui assume anche un che di macabro (notare i fori sui piedi e le mani di gesù).

Con la scusa dei froci disgno dio inculato da gesù... Dov'è la sottile critica al maschilismo?

Finchè diamo senso all'equazione froci=cazzo in culo poco importa se poi  pensiamo che schifo o che bello siamo tutti figli (e figlie) dello stesso maschilismo.

 
2) La riduzione dell'orientamento sessuale alle pratiche sessuali.

Il mariage omo cui fa riferimento la vignetta viene sussunto ...nel cazzo in culo, quello cui fanno riferimento tutti (e tutte) quando si pensa a due uomini che fanno sesso... 

Nel traslato (apparente) da negativo a positivo dell'inculata questo luogo comune (coito anale come pratica esclusivamente omo) viene belluinamente confermata.

Se la vignetta è omofoba non è perchè prende in giro il cazzo in culo, che non è pratica distintiva dell'omosessualità maschile, lo è semmai perchè riduce l'omosessualità al cazzo in culo... 

3 Il coito anale usato come strumento di dissacrazione e presa in giro.
 
Leggiamo per intero il ragionamento di Coco
Qual è la differenza tra lo scherzo e la discriminazione, tra l’insulto e la satira? Non c’è dubbio che diversi in Italia avrebbero parlato di omofobia di fronte alla vignetta di cui dicevamo prima. Peccato che la sessualità (e non l’omosessualità) sia un argomento all’ordine del giorno per Charlie Hebdo e che rappresentare un rapporto a tre le figure più sacre del cristianesimo sia una sottile presa in giro del maschilismo che pochi sanno cogliere. Una presa in giro che ovviamente fa leva su una montagna di ipocrisia.
Ben altro, invece, se si compie uno sforzo di immaginazione, sono tutti quegli atti, immagini o comportamenti volti a istigare discriminazione vera e odio. Vero è anche che tutto questo è relativo alla cultura di un Paese. Se però entriamo nell’ambito di ciò che può indurre alla discriminazione, dovremmo allora prendercela (e dobbiamo farlo) con centinaia di messaggi pubblicitari e immagini che sfruttano un determinato immaginario collettivo sessista. La differenza, però, è che in questi casi non c’è la minima intenzione di ironizzare o mettere alla berlina un pregiudizio, ma vi è solo il il bieco obiettivo di specularci.

Per Coco quello di dio e gesù non è una inculata irriverente ma un rapporto

Coco beve senza batter ciglio l'idea che quando due uomini hanno un rapporto ci sarà necessariamente un cazzo che viene messo in un culo...

E' proprio questa idea, che anche Coco trova naturale, a essere maschilista e, anche, omofoba.





Se per fare critica politica si usa una idea maschilista (il cazzo in culo come strumento di presa in giro) e omofoba (froci=cazzo in culo) dandola in maniera acritica e scontata, non solo la si conferma con tutto l'annesso e connesso ordine narrativo (e di potere) fallocratrico maschilista e patriarcale ma lo si fa senza nemmeno rendersene conto e forse senza nemmeno volerlo.

Non dubitiamo della buona fede con cui la vignetta è stata fatta. Per noi questo la rende acora più pericolosa perchè la buona fede con cui pesca nel bacino argomentativo del maschilismo - per irridere la chiesa uso il sesso come strumento di offesa - (di)mostra che una critica al patriarcato fallocentrico non solo non è approntata ma non ci si rende nemmeno conto della sua necessità. 

Una satira maschilista non è uan satira con un errore è una satira sbagliata.

Finchè l'immaginario collettivo sull'omosessualità sarà così maschilista (dove sono le donne del mariage omo? Ah già le donne non sono omo) come potremo combattere l'omofobia?

Questa lettura così incauta e superficiale che vede il sessismo ma non si accorge del maschilismo, è una conferma alla potenza devastante e maschilista di questa forma di satira fatta da eteronormati (e non mi sto certo riferendo all'oreintamento sessuale) che non riescono a vedere nell'atto sessuale uno strumento di amore ma uno strumento di punizione e presa in giro.

Ci sarebbe molto di più da dire sull'uso maschilista del cazzo in culo.

Ci sono molti uomini altrimenti intelligenti che sul coito anale maschile affermano le leggende metropolitane più ingenue e disustosamente misogine pretendendo che il culo maschile scopato faccia provare più piacere di quello femminle, vuoi perchè l'uomo ha la prostata vuoi perchè il culo maschile sarebbe innervato più di quello femminile... 


Perchè come ricorda Marziale solo il maschio ha il culo la donna ha doppia fica...

Perchè insomma saremo anche froci e lo prenderemo anche in culo ma a vedere dio inculato da gesù siamo contenti per l'irriverenza e l'umiliazione e la goliardata che questo gesto implica. 

Lo stesso che fa ficcare per gioco nel culo di adolescenti manici di scopa e tubi di compressori...

Coco dice che si tratta di una presa in giro legittima e che l'inneggio alla violenza contro i gay è altra cosa.

Purtroppo l'uso del sesso come strumento simbolico  di qualcosa d'altro che non sia il piacere dato e ricevuto è sempre un atto di violenza assoluto.

E' sempre uno stupro.
 

E' alla base del sistema patriarcale è alla base di ogni rapporto di potere tra maschi, è alla base di una falocentricità cui niente e nessuno (solo al maschile che le donne nel maschilismo sono oggetti e non soggetti) può derogare. 

E visto che non c'è niente di più simbolico di una vignetta satirica (lo sanno bene quelli che si sono incazzati al punto tale da uccidere...) forse bisogna richiamare alla responsabilità etica e dunque politica della satira responsabilità di chi quella vignetta la disegna e quella critica di tutte le persone che davanti a quella vignetta invece di inorridire sorridono o ne minimizzano la portata violenta.

Come dicevamo sul post di faccialibro ci chiediamo se non ci sia qualche spazio di manovra, al di là della sacrosanta e irrinuciabile solidarietà contro l'atto di barbarie che ha ucciso i vignettisti di Hebdo, ma per fortuna non Luz che quella mattina era assente dalla redazione per un banale imprevisto, per smarcarsi da una satira così maschilista e patriarcale da piacere a tutti e, ahiloro, a tutte. 

Beh speriamo di non essere poi così sole...


 



venerdì 28 marzo 2014

Che cos'è che fa davvero paura alla Chiesa. Su Bagnasco e la teoria del gender nella vulgata vaticana

Bagnasco, presidente della CEI,  è tornato a parlare di scuola e famiglia durante la prolusione di apertura del Consiglio permanente dei vescovi nella quale ,dopo aver ribadito il carattere di missione chiave del compito educativo riafferma
la sacrosanta libertà dei genitori nell’educare i figli; il grave dovere della società – a tutti i livelli e forme – di non corrompere i giovani con idee ed esempi che nessun padre e madre vorrebbero per i propri ragazzi; il diritto ad una scuola non ideologica e supina alle mode culturali imposte; la preziosità irrinunciabile e il sostegno concreto alla scuola cattolica.
A parte l'incostituzionalità della richiesta del sostegno concreto alla scuola cattolica visto che l'articolo 33 della nostra Costituzione dice chiaramente che
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

Bagnasco difende la famiglia

“disprezzata e maltrattata”, come ha detto il Papa: commenterei, “disprezzata” sul piano culturale e “maltratta” sul piano politico. Colpisce che la famiglia sia non di rado rappresentata come un capro espiatorio, quasi l’origine dei mali del nostro tempo, anziché il presidio universale di un’umanità migliore e la garanzia di continuità sociale.

dai libri dell'Istituto Beck che dice mentendo,
sono approdati nelle scuole italiane, destinati alle scuole primarie e alle secondarie di primo e secondo grado.
I volumetti, sono sempre e solo stati scaricabili da internet e si rivolgevano al corpo insegnante e non già direttamente al corpo studentesco.

Cosa dà fastidio a Bagnasco di questa iniziativa?

In teoria le tre guide hanno lo scopo di sconfiggere bullismo e discriminazione – cosa giusta –, in realtà mirano a “istillare” (è questo il termine usato) nei bambini preconcetti contro la famiglia, la genitorialità, la fede religiosa, la differenza tra padre e madre…parole dolcissime che sembrano oggi non solo fuori corso, ma persino imbarazzanti, tanto che si tende a eliminarle anche dalle carte.
E' curioso che visto che è la Chiesa è la prima a non riconoscere alle coppie dello stesso sesso la dignità di famiglia sia proprio la Chiesa ad accusare le coppie non etero di avere dei pregiudizi contro la famiglia.

Sarebbe come dire che l'infanzia africana affamata ha dei pregiudizi contro il cibo...
È la lettura ideologica del “genere” – una vera dittatura – che vuole appiattire le diversità, omologare tutto fino a trattare l’identità di uomo e donna come pure astrazioni.
Ecco cosa dà fastidio alla Chiesa che le differenze tra uomo e donna vengano appiattite e le loro identità trattate come pure astrazioni.

Ma quali differenze?

Non le differenze anatomico biologiche, come intende Mancuso che su Gaiaitalia spiega così la teoria del gender: La teoria del gender è assai semplice: oltre a essere uomo o donna, ci si può percepire differenti rispetto al proprio sesso biologico.


Le differenze tra uomo e donna non sono quelle biologiche ma sono quelle dei ruoli di genere, cioè dei compiti che una società assegna  agli uomini e alle donne in base a delle caratteristiche che si pretende siano scritte nei corpi biologici del maschio e della femmina mentre sono determinate culturalmente.

Per capirci vediamo quali sono questo compiti  nel mondo cattolico.

Prendiamo un passo dei Vangeli, la lettera di San Paolo ai Colossesi:
[18]Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore. [19]Voi, mariti, amate le vostre mogli e non inaspritevi con esse. [20]Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. [21]Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino.
Vorrei chiedere a Bagnasco qual è la posizione ufficiale della Chiesa su questo passo che è in aperto contrasto con la Costituzione italiana nel cui articolo tre si dice
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Lo so il linguaggio è sessista, ma la Costituzione è stata scritta nel 1946...

Allora viene da chiedersi chi è che fa indottrinamento, se i libretti dell'Istituto Beck o la Chiesa.

La domanda di Bagnasco
Ma i genitori hanno ancora il diritto di educare i propri figli oppure sono stati esautorati? Si è chiesto a loro non solo il parere ma anche l’esplicita autorizzazione?
perde qualunque senso, perchè l'insegnamento della scuola, sia essa pubblica e privata, non può che essere quello della nostra Costituzione.

Nei libri dell'Istitto Beck non si mettono in discussione le differenze biologiche tra maschio e femmina ma si mettono in discussione i ruoli storici cui gli uomini e le donne sono stati obbligati a ottemperare in base a delle presunte differenze biologiche come nei libretti viene spiegato bene.

Tra queste differenze c'è anche quella dell'orientamento sessuale che, a differenza dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che riconosce pari dignità a tutti e tre gli orientamenti, la Chiesa pretende come naturale e voluto da Dio solo quello etero, sostenendo che l'orientamento omosessuale è un profondo disordine morale sostenendo l'idea, sbagliata, che la donna sia naturalmente attratta dall'uomo e l'uomo sia naturalmente attratto dalla donna.

La scienza la psicanalisi la storia la politica la carta dei diritti umani, la comunità europea la gente e la società ci dicono che questo non  vero.

Riconoscere dignità a tutti e tre gli orientamenti sessuali non vuol dire distruggere la famiglia tradizionale vuol dire riconoscere la stessa dignità anche alle famiglie non etero proprio come la Costituzione riconosce pari dignità a uomini e donne donne che per esempio hanno potuto votare per la prima volta proprio nel 1946 quando è stata eletta l'assemblea costituente, a differenza del vangelo che vuole la donna sottomessa all'uomo.

La responsabilità è dello Stato italiano che riconosce privilegi e facilitazioni a una religione che discrimina le donne e che è dunque fuori dalla Costituzione.

Ecco di cosa ha paura la Chiesa.

E' ora che noi persone non etero la smettiamo di farci strumentalizzare e restituiamo alla chiesa la sua profonda atavica misoginia e il suo disgustoso stantio riprovevole immorale patriarcato irrazionale e fascista col quale avvelena la società italiana.

Perchè delle due l'una: o si segue san Paolo o si segue la Costituzione italiana. Tertium non datur

venerdì 27 settembre 2013

Boicottare è una cosa seria. Sulle dichiarazioni NON SOLO omofobe di Guido Barilla.

Le dichiarazioni omofobiche rilasciate da Guido Barilla al programma La Zanzara sono ormai di dominio pubblico.
"Non fare mai uno spot con una famiglia omosessuale. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, la nostra è una famiglia classica dove la donna ha un ruolo fondamentale".

Ma la pasta la mangiano anche i gay, osserva David Parenzo. E Barilla: "Va bene, se a loro piace la nostra pasta e la nostra comunicazione la mangiano, altrimenti mangeranno un'altra pasta. Uno non può piacere sempre a tutti".

"Io rispetto tutti" - "facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri. Sono anche favorevole al matrimonio omosessuale, ma no all'adozione per una famiglia gay. Da primo padre di più figli credo sia molto complesso tirare su dei bambini in una coppia dello stesso sesso". (fonte la zanzara)

Il boicottaggio suggerito dalle stesse parole, di Barilla non è stato visto beneIl ricciolo schiattoso in un post splendido che vi consiglio di leggere tutto:
da tutte, non capendone bene il significato che spiega bene  la blogger de
Gli omosessuali, ci dice Guido Barilla, non devono disturbare gli altri. Ma siccome quello che disturba degli omosessuali è il loro essere omosessuali, temo che l’unico modo che abbiano gli omosessuali per non disturbare le persone come Guido Barilla, sia non esserci.
Se non è omofobia questa…

Peccato che - a cominciare dal Corriere della sera che ha estrapolato solo alcune delle dichiarazioni di Barilla - le dichiarazioni di Barilla non siano state criticate nella loro interezza escludendo la prima parte nella quale la prolusione di Laura Boldrini contro l'uso strumentale della donna negli spot televisivi viene criticata da Barilla e da Cruciani, il conduttore de La zanzara, che prima la chiama signora e poi il presidente.


Da maschi maschilisti e fascisti quali sono Barilla e Giuseppe Cruciani il conduttore de La Zanzara non sembrano proprio vedere la gravità di questi spot dicendo che, dopo aver servito in tavola, le donne vanno anche a lavorare.
Cosa ha detto Barilla contro le donne?

Ce lo dice Giulia Silverio sul suo blog sul sito del manifesto
La pubblicità è una cosa molto seria e va discussa in genere da persone che ne capiscono di pubblicità. Laura Boldrini non capisce bene che ruolo svolge la donna nella pubblicità E’ madre, nonna, amante, cura la casa, cura le persone care, oppure fa altri gesti e altre attività che comunque ne nobilitano il ruolo. E’ una fondamentale persona per la pubblicità, non solo italiana. In tutti i Paesi del mondo la donna è estremamente usata.
Ho pensato che il Presidente [sic!] della Camera che si abbassa a parlare di pubblicità quando peraltro non ha le competenze è abbastanza patetico. La comunicazione è una leva fondamentale per il commercio e ognuno la fa come meglio crede, nel rispetto delle regole. Ci sono i giurì che controllano la qualità dei comunicati, se qualcuno fa male viene ripreso e ampiamente multato.
La Boldrini dicendo quelle cose danneggia se stessa, non l’azienda, perché la gente reale quando va a comprare bada alla qualità dei prodotti, al costo, a soddisfare i bisogni. Tutto il resto sono frottole.
Parole pesanti che Silverio commenta così.

Le donne sono spesso associate ad altre categorie di persone: giovani, anziani, immigrati, omosessuali e così via. L’errore è elementare. Quella femminile è una differenza primaria, la differenza che si colloca prima di tutte le altre differenze: quando si viene al mondo, da una madre, o si è maschi o si è femmine. Mi hanno insegnato che per far comprendere e rendere immediatamente chiaro il sessismo o la discriminazione di certe affermazioni o posizioni basta sostituire alla parola “donna” quella di immigrato, omosessuale, ecc. Ben sapendo che si tratta solo di un trucco. Il fatto è che nell’intervista di Guido Barilla sono presenti entrambe le differenze. E che una è colpevolmente scomparsa al cospetto dell’altra. Nell’indignazione generale, forse anche a questo dovremmo dedicare una riflessione.
All'estero questa parte della trasmissione contro le donne non è proprio arrivata e lì il boicottaggio ha riguardato solo le dichiarazioni omofobe di Barilla.

Qui in Italia solo le donne hanno reputato necessario denunciare anche il maschilismo delle dichiarazioni di Barilla (e di Cruciani) mentre i siti froci e  frociofili non ci hanno nemmeno pensato.

O per mancanza d'informazione - eppure bastava andare  a sentire il podcast della trasmissione (sempre risalire alla fonte primaria se si può, e oggi con internet si può sempre se non si può ci si deve insospettire...) - o per mancanza di coinvolgimento (e che so' una donna io?) come, chi legge questo blog, sa bene.

Un altra cancellazione è quella che riguarda il razzismo.

Barilla subito dopo la tirata contro Boldrini e subito prima di quella contro le famiglie gay ricorda che negli anni ottanta avevano fatto un film con una cinesina diminutivo razzista e esempio di pessimo italiano in quando si tratta di una bambina cinese (in realtà è cambogiana...) e non di una cinesina che fa tanto esotico e, ribadisco, razzista.



Lo spot, retorico, con l'insopportabile musica di Vangelis che tanto fu irrisa all'epoca, è però efficace nel mostrare in maniera semplice un incontro tra culture differenti.

Barilla dunque, dopo avere fatto dichiarazioni maschiliste, e ancora prima di quelle omofobe ha detto qualcosa di razzista.


Se bisogna boicottare, com'è giusto io credo che si faccia, bisogna farlo per tutte le ragioni e non solo quella corporativista del proprio gruppo di appartenenza.

Non solo è lecito boicottare Barilla in seguito alle dichiarazioni di chi ne è proprietario e la dirige ma è un dovere civico. 

Però chiedo a tutte un po' di coerenza. Lo strumento del boicottaggio  è uno strumento serio e se va usato va usato smepre e con consapevolezza.

Va benissimo non comperare più il marchio Barilla e tutti gli altri marchi ad esso collegati, e sono tanti*, ma facciamolo per tutte le sue dichiarazioni non solamente per quelle contro le famiglie gay.

E se boicottiamo Barilla non possiamo non boicottare il sole 24ore che permette ai due conduttori de La zanzara ospitato sul suo network di fare il programma che fanno.

Nella puntata del giorno dopo i due conduttori difendendo il diritto di Barilla di non fare spot con i gay criticando il boicottaggio, senza capire che lo si boicotta per le parole discriminatorie e non per la mancanza di figure gay nei suoi spot (le aziende che lo fanno in Italia si contano sulle dita di una mano)  scherzano su una ipotetica pubblicità che ritrarre delle persone gay, descritte come uomini dalle movenze omosessuali che mangiano spaghetti coi piselli...

A Giuseppe Cruciani ricordo che questa sua idea delle movenze da omosessuale era già stata criticata e coperta di ridicolo perchè infondata più di 30 anni fa nel film La patata bollente (Italia, 1979) di Steno.


Infine. I motivi per cui una azienda va boicottata non sono solo quelli derivanti dalle dichiarazioni omofobiche del management.

Secondo la Guida al consumo critico delle Edizioni Missionarie Italiane (sì avete letto bene non i soliti comunardi ma il meglio della cultura cattolica) Barilla compie azioni antisindacali, ha stabilimenti in stati non democratici (tra i quali Messico e Tirchia) si avvale dei paradisi fiscali mentre tra i proprietari figura dal 1979 la famiglia elvetica Anda-Bührle, grande azionista del gruppo Oerlikon che produce che in passato ha rifornito di armi il regime Nazista e nel dopoguerra diverse dittature in Africa e Asia (fonte quotidianosostenibile).

Sempre secondo quotidiano sostenibile più di recente (l'ultima edizione della Guida EMI è ferma al 2008)
Nel 2010 ha stipulato contratti con le forze armate USA per 55.000 dollari.

Nel 2011 il gruppo è stato condannato a pagare una multa di 5,7 milioni di Euro per aver formato, assieme ad altri 25 produttori di pasta, un cartello per la fissazione del prezzo del prodotto.

Nel 2010 il Tar del Lazio ha confermato la condanna dell’Antitrust inflitta all’azienda per Pubblicità ingannevole del prodotto Alixir.
Insomma le dichiarazioni maschiliste, razziste e omofobe di Guido Barilla si aggiungono a un comportamento non immacolato dell'azienda da lui gestita...

Purtroppo mentre all'estero il boicottaggio viene fatto in termini seri, precisi e consapevoli in Italia anche un boicottaggio di per sé giusto diventa una trovata alla quale si aderisce come si clicca mi piace all'ultimo disco di Lady Gaga.

Fidandosi di una informazione come minimo parziale. Eppure basta davvero poco per documentarsi come ho fatto io...


Un ultimo consiglio. Non fidatevi dei quotidiani che magari vi inducono a credere che Buitoni sia più gayfriendly perchè su facebook ha pubblicato questo post.

Buitoni è della Nestlè che viene boicottata da anni per motivi ben più gravi delle dichiarazioni omofobiche e maschiliste di Barilla.

Se non sapete perchè Nestlè va boicottata vuol dire che non siete cittadine consapevoli e che per quel che mi riguarda il diritto al boicottaggio ve lo dovete conquistare, informandovi.

Magari cominciando proprio dai crimini che la Nestlè compie in tutto il Pianeta...





* Marchi e società del Gruppo Barilla
  • Academia Barilla
  • Barilla
  • Filiz
  • First
  • Harry's
  • Misko
  • Mulino Bianco
  • Pavesi
  • Vesta
  • Yemina
  • Voiello
  • Wasa

sabato 22 dicembre 2012

Qualcuno spieghi la teoria gender all'imbecille di bianco vestito. Ovvero come papa Ratzinger facendo il finto tonto ci propina la sua vulgata sui ruoli di maschio e femmina spacciandoli per concetti divini


Qualcuno spieghi l'equivoco
al deficiente di bianco vestito

Sono noti a tutti i contenuti totalitari del messaggio del santo padre in occasione della XVI giornata mondiale per la pace, nel quale, dopo avere ricordato la sacralità della vita (=no ad aborto ed eutanasia) e del matrimonio
- che è solo tra uomo e donna e non può essere dunque equiparato a forme radicalmente diverse di unione - afferma che

Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa.
Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Dunque la morale cattolica è universale e razionale e chi non la rispetta  compie un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Altro che no ai froci e ai matrimoni gay, come disinvoltamente semplificato da stampa e siti internet, nel Messaggio il papa stabilisce un confine netto e inequivocabile tra chi difende la vita umana  e la pace (la chiesa) e chi no cioè tutte le persone che se negano ma anche solo se mal comprendono le verità che la chiesa vuole universali offendono la verità umana.

Non pago, e sfruculiato sul tema del matrimonio tra persone dello stesso sesso per le idee reazionarie sul quale è stato esclusivamente criticato, il papa è tornato sull'argomento in occasione del tradizionale discorso per la gli auguri natalizi della curia romana.

Lasciamo stare le semplificazioni della stampa, perchè nessuno sembra scandalizzarsene e quando ho fatto notare quelle a proposito del messaggio tutti e tutte mi hanno risposto che, in soldoni, quel che la stampa ha riportato, pur se semplificato, non è poi così lontano dal vero. (Sarà, ma con queste semplificazioni finiremo col credere che andare a letto con un uomo o con una donna è la stessa cosa perchè sempre di fare sesso si tratta...)

Comunque sia è interessante leggere cosa il papa che calza Prada, ha detto ancora sui froc... ehm sulle persone omosessuali.

Le note e i commenti, naturalmente, sono miei.

Il Gran Rabbino di Francia, Gilles Bernheim, in un trattato accuratamente documentato e profondamente toccante1, ha mostrato che l’attentato, al quale oggi ci troviamo esposti, all’autentica forma della famiglia, costituita da padre, madre e figlio, giunge ad una dimensione ancora più profonda.
Prima ancora di analizzare il sostantivo attentato voglio far subito notare il linguaggio sessista e maschilista del papa che calza Prada:
la famiglia è fatta da padre, madre e figlio.
Una gerarchia che vede prima il padre, poi la madre e infine il figlio al maschile.
Insomma la famiglia cui pensa il papa è quella del vecchio diritto di famiglia, quello promulgato nel 1942 e modificato per adeguarlo alla Costituzione solamente nel 1975.
Il padre è il capofamiglia e sotto (in tutti i sensi...) viene la moglie e poi i figli (sessisticamente le figlie sono implicitamente contenute nel sostantivo maschile), figli e figlie discriminate se nate fuori dal matrimonio.


Secondo il papa questa famiglia, patriarcale e sessista, sta subendo un attentato cioè un Atto violento contro l'incolumità (Sabatini Coletti online).
Se finora avevamo visto come causa della crisi della famiglia un fraintendimento dell’essenza della libertà umana,
cioè divorzio, aborto, eutanasia,
ora diventa chiaro che qui è in gioco la visione dell’essere stesso, di ciò che in realtà significa l’essere uomini.
Essere uomini sta per essere uomini e donne, ma, si sa, siamo tutti sessisti perchè non dovrebbe esserlo anche il papa? 
Egli cita l’affermazione, diventata famosa, di Simone de Beauvoir: “Donna non si nasce, lo si diventa” (“On ne naît pas femme, on le devient”). In queste parole è dato il fondamento di ciò che oggi, sotto il lemma “gender”, viene presentato come nuova filosofia della sessualità. Il sesso, secondo tale filosofia, non è più un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi.
Ecco che il papa, mentre ci sorprende nell'usare un lemma, come lo chiama lui, della modernità, come Gender fa confusione e mette insieme cose che invece sono state separate.

Infatti sesso si riferisce al mero aspetto biologico della anatomia umana cioè alle caratteristiche fisiche e biologiche dei corpi umani e donnani in base alle quali li ascriviamo alle categorie maschile e femminile.

Mentre  gender, invece, termine impiegato in ambito scientifico da Gayle Rubin2 nel 1975 per la prima volta da  si riferisce al significato sociale del sesso3 cioè le nozioni socialmente costruite di "maschilità" e "femminilità".


Così quando il papa afferma che  il sesso dovrebbe essere un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso,

sta artatamente confondendo i due livelli.
Il dato originario del mio essere maschio riguarda solamente il fatto che io ho un cazzo  e non una fica e viceversa4.

Tutto il resto, tutte le caratteristiche, fisiche e psicologiche che una certa società in un certo periodo storico ritiene essere naturalmente connaturate al sesso biologico sono una costruzione sociale e antropologica.

Non tutti la pensano così.
Ci sono i genetisti comportamentali che dicono che il nostro comportamento dipende dai geni (e dunque dalla biologia) ma anche i più sfegatati sostenitori di queste teorie non possono affermare, senza coprirsi di ridicolo davanti la comunità scientifica,  che la componente massima dei geni nel comportamento umano sia superiore al 50%5.

Ma basta una lettura approfondita delle teorie e delle ricerche di questi signori per rendersi conto di come le derivazioni genetiche di comportamenti e qualità umane e donnane dipendano sempre dalla costruzione sociale e antropologica che diamo ai concetti di maschile e femminile.

Mentre il papa riassume a modo suo i significati della parola genere compie un altra semplificazione ridicola

Il sesso, secondo tale filosofia, non è più un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi.
Il genere non dipende dal sesso è una costruzione che si pretende di derivare dal sesso in realtà è un ruolo sociale dunque collettivo e non può essere deciso autonomamente.
Anzi per quanto io autonomamente posso decidere di comportarmi in maniera diversa da quella che la società prevede e prescrive per il mio genere (es. se sono maschio, non posso vestire con certi colori o indossare la gonna), la società mi vedrà come un freak un qualcuno di diverso che deroga dalla regola...

In realtà quello cui il papa allude qui è il fatto che per la prima volta le donne (il riferimento a Simone de Beauvoir non è casuale) e poi anche le persone omosessuali hanno detto: visto che i generi sono costruzioni sociali e non sono dati dalla natura possono essere socialmente modificati.

Insomma un conto è se l'"essere delicate" delicate delle donne è una caratteristica scritta nella biologia del corpo femminile un conto è se questa caratteristica è una costruzione sociale, uno stereotipo comportamentale.

Ancora negli anni 80  e 90 c'è chi su queste differenze pretendevano di escludere le donne da lavori di responsabilità per via del ciclo mestruale che le rendeva schiave di flussi ormonali dei quali la donna non aveva controllo, come per esempio pilotare l'aereo6.

E' chiaro come su queste presunte differenze si costruiscano discriminazioni ai danni delle donne e asimmetrie comportamentali.

Prosegue il papa
La profonda erroneità di questa teoria e della rivoluzione antropologica in essa soggiacente è evidente. L’uomo contesta di avere una natura precostituita dalla sua corporeità, che caratterizza l’essere umano.
Di nuovo bisogna capire che cosa significa questa natura precostituita che è solo biologica e non riguarda il carattere o l'essenza della persona.
Nega la propria natura e decide che essa non gli è data come fatto precostituito, ma che è lui stesso a crearsela.
Ma questo è vero! L'essere umano è l'unico che si costruisce una serie di visioni del mondo (parole, concetti, valori, rappresentazioni sociali, la cultura in senso antropologico)  attraverso le quali la sua esistenza acquista di significato.
Secondo il racconto biblico della creazione,
cioè secondo un testo scritto migliaia di anni fa...
appartiene all’essenza della creatura umana di essere stata creata da Dio come maschio e come femmina.
E questo significa solo con il pisello e con la fica. Niente di più.
Questa dualità è essenziale per l’essere umano, così come Dio l’ha dato. Proprio questa dualità come dato di partenza viene contestata.
La dualità c'è ed è solo biologica.
Per procreare bisogna essere un maschio  e una femmina. Questo non lo nega nessuno perchè non può.
Per tutto il resto l'uomo e la donna possono fare l'uno i compiti tradizionalmente attribuiti all'altra. 
Non è più valido ciò che si legge nel racconto della creazione: “Maschio e femmina Egli li creò” (Gen 1,27). No, adesso vale che non è stato Lui a crearli maschio e femmina, ma finora è stata la società a determinarlo e adesso siamo noi stessi a decidere su questo.
Uomini e donne sono e rimangono biologicamente maschi e femmine, sono i ruoli sociali a partire da questa distinzione che la teoria del genere ha messo in discussione.

Anche le teorie del trasngenderismo o le rivendicazioni sacrosante delle persone intersessuate nel loro radicale mettere in discussione questo dualismo  cadono in contraddizioni semplici e naif, cercando di proporre un transgenderismo o un terzosessiamo che ripescano inevitabilmente dagli stereotipi di genere, come la teoria del genere fluido.
Maschio e femmina come realtà della creazione, come natura della persona umana non esistono più.
Che è come reazionariamente dire: con tutti questi ragazzi capelloni non si capisce più chi è il maschio e chi la femmina...

Quel che il papa sta rammaricando qui è che non esistono più i lavori donneschi della cucina...
L’uomo contesta la propria natura.
E' vero. Infatti si dà il caso che la natura umana si la cultura...
Egli è ormai solo spirito e volontà.
Ed ecco la radice della mia avversione per ogni forma di divinità.

Secondo il papa io devo rassegnarmi alla mia programmazione biologica.

Se questo fosse vero allora non dovrebbe esistere la medicina che ha allungato la vita media delle persone.

Uno dei primi effetti di questo allungamento artificiale della vita è la menopausa femminile con tutti i problemi biologici connessi.
Dopo la menopausa il corpo femminile infatti finisce di produrre calcio perchè il progetto biologico femmina non prevedeva che le persone di sesso femminile sopravvivessero alla loro funzione procreatrice.

Dunque seguendo alla lettera questo assunto di rassegnarsi al proprio programma biologico si dovrebbero lasciare le donne al loro destino biologico e farle tormentare con l'osteoporosi senza dar loro medicine che sono anche quelle parte della loro natura.
Siccome nessuno è così pazzo da dire una cosa del genere si capisce come questa considerazione venga impiegata con diversa misura in ambiti diversi  e che questo arbitrio e discrezionalità, umanissimi, siano spacciati per volontà divina.
La manipolazione della natura, che oggi deploriamo per quanto riguarda l’ambiente, diventa qui la scelta di fondo dell’uomo nei confronti di se stesso.
Altro concetto ingenuo e misoneista.
Noi manipoliamo la natura da quando siamo entrati nella cultura (sempre in senso antropologico), già quando produciamo vestiti e medicinali...
Quali sono i criteri sulle cose che possiamo manipolare e su quelle che non possiamo? Chi li stabilisce?
Esiste ormai solo l’uomo in astratto, che poi sceglie per sé autonomamente qualcosa come sua natura.
Al contrario, l'uomo che modifica la propria cultura è un uomo concreto che vive il qui e l'ora.
L'uomo astratto è quello cui si riferisce il papa quando lo cerca e lo trova  nella genesi, come dire non proprio un libro moderno.
Maschio e femmina vengono contestati nella loro esigenza creazionale di forme della persona umana che si integrano a vicenda.
Falso.
Si contesta il fatto che su questa differenza  biologica si pretendano inesistenti differenze comportamentali biologiche e innate.Che sono invece distinzioni date dalla società
Se, però, non esiste la dualità di maschio e femmina come dato della creazione, allora non esiste neppure più la famiglia come realtà prestabilita dalla creazione.
Questo è un perfetto esempio di cecità autoreferenziale della fede.
Se quel che dice la fede è contestato allora la realtà come la pretende la fede non esiste più. Siccome però la realtà c'è, e la realtà è senz'altro quella stabilita dalla fede, hanno torto quelli che contestano la fede.


Nessuno mette in discussione la famiglia padre biologico madre biologica e prole se non nelle sue implicazioni maschiliste ed eterosessiste.
Questa famiglia è stata ampliata nel tempo con altre configurazioni che non contestano né mettono in discussione questa famiglia tradizionale ma la integrano la ampliano le danno maggiore respiro.

Quel che le persone eterosessuali non capiscono quando i giornali dicono che il papa attacca la famiglia gay è che la chiesa quando difende la famiglia come realtà prestabilita dalla creazione non sta dicendo di no solo alle famiglie omogenitoriali.

Sta dicendo no prima di tutto no alle famiglie tradizionali etero sposate solamente col rito civile e non con quello religioso che la chiesa considera matrimoni irregolari.

Sta dicendo di no alle famiglie mononucleari, prole più padre biologico o madre biologica,  la cui assenza della genitrice ovvero del genitore ha cause diversissime, morte, separazione, divorzio, assenza sin dall'inizio (ragazze madri e ragazzi padri).

Sta dicendo di no alle famiglie ricomposte padri o madri che hanno avuto prole da unioni precedenti e che costituiscono una nuova famiglia coi figli pregressi per i quali i due coniugi non sono rispettivamente madri biologiche e padri biologici con la nuova eventuale prole di cui sono entrambi genitori biologici e genitrici biologiche.

Negli Stati Uniti d'America l'immaginario collettivo per queste famiglie esiste da almeno 40 anni con film come Appuntamento sotto il letto (Usa, 1967) di Melville Shavelson con: Henry Fonda e Lucille Ball nel quale una vedova con otto figli si sposa con un vedovo che ne ha dieci e tutti e venti si sistemano in una vecchia casa di San Francisco.


Sta dicendo no alle famiglie di fatto,  quelle che non si sono risposate (col rito civile) perchè non hanno potuto, perchè ancora legate a matrimoni precedenti, o non hanno voluto per i motivi più diversi (economici, ideologici, psicologici).


Infine sta dicendo di no alle famiglie omogenitoriali perchè non si limitano a duplicare una delle due figure genitoriali ma in virtù di ciò negano alla prole la figura genitoriale mancante.
Una innaturalità che già si riscontra nelle famiglie mononucleari e, parzialmente anche in quelle ricostituite, visto che il genitore non biologico non è visto di buon occhio dai cattolici. In una ricerca vituperata e non scientificamente corretta americana sullo stato di salute della di famiglie  omogenitoriali l'unico alveo familiare ideale per la crescita della prole è still-intact, two-parent heterosexual married family.

Ma in tal caso anche la prole
ah ecco, qui non sua più il maschile, figli
ha perso il luogo che finora le spettava e la particolare dignità che le è propria. Bernheim mostra come essa, da soggetto giuridico a sé stante, diventi ora necessariamente un oggetto, a cui si ha diritto e che, come oggetto di un diritto, ci si può procurare.
Nessuno si procura i figli.
Nemmeno chi li adotta. Perché chi li adotta riceve nel proprio alveo familiare una prole che qualche altra famiglia per i motivi i più diversi non ha potuto o voluto tenere.

Se è vero che la prole ha un luogo che le spetta e una particolare dignità che le è propria ogni famiglia che accoglie la prole altrui sta ristabilendo questo diritto e restituendo a questi figli e figlie la dignità che fuori dalla famiglia non avevano.
Dove la libertà del fare diventa libertà di farsi da sé, si giunge necessariamente a negare il Creatore stesso e con ciò, infine, anche l’uomo quale creatura di Dio, quale immagine di Dio viene avvilito nell’essenza del suo essere.
Questa verità che il papa vuole moderna e contemporanea è in realtà già pienamente conosciuta nel mondo classico per esempio da Sallustio quando dice Faber est suae quisque fortunae.
  
Che di dio possa rimanere avvilito se uomini e donne godono pienamente dei sacrosanti diritti umani e donnani ...beh meglio lui che noi.

Ad ascoltare la chiesa io, in quanto frocio,  e le donne che abortiscono, dovremmo essere fermati (incarcerati? Mandati al rogo?)  perchè siamo un pericolo per la pace.
Nella lotta per la famiglia è in gioco l’uomo stesso.
Non la donna...
E si rende evidente che là dove Dio viene negato, si dissolve anche la dignità dell’uomo. Chi difende Dio, difende l’uomo.
Questo pensiero  è criminale, sadico, reazionario, maschilista, totalitario, misogino, omofobico e l'unica risposta possibile è la cancellazione fisica di queste merde umane dalla faccia della terra. Però, purtroppo, c'è la Costituzione.

Anche se questo pensiero è fuori non solo dalla Costituzione italiana ma è proprio fuori da tutti i documenti che riconoscono i diritti dell'essere umano e donnano.

Io non solo non capisco chi sta dentro la chiesa ma politicamente diffido di chi continua a restarvi pretendendo di poterla riformare dal suo interno.

Sarebbe come iscriversi al partito nazista o fascista per fare del femminismo.

Se sei femminista se credi nella parità tra uomo e donna e nei diritti per tutti e per tutte il papa e il vaticano li combatti con tutta la serietà, la determinazione e la ferocia di cui sei umanamente capace.

Perchè lo stato totalitario, teocratico e criminale che si chiama Vaticano che si è macchiato nei secoli di crimini contro l'umanità per ben più tempo dei nazisti di Hitler dei fascisti di Mussolini, Franco e Pinochet, o dei comunisti di Stalin, Castro e Mao è irredimibile e questo discorso del papa che calza prada lo dimostra al dilà di ogni ragionevole dubbio.

Come buon proposito del 2013 io propongo uno sbattezzo collettivo.

E una serie di azioni legali e politiche per diffidare la chiesa a continuare a diffondere queste istigazioni all'odio e queste fonti di ispirazione per la discriminazione.

Perchè dio non esiste e se qualcuno in suo nome ci dice come dobbiamo vivere e che qualcuno di noi non dovrebbe vivere proprio dobbiamo poterci difendere.
A testa alta.



note

1) Matrimonio omosessuale, omogenitorialità e adozione: tutto quello che si dimentica di dire. (il link rimanda al testo originale in francese)

2) Gli uomini e le donne sono, è ovvio, diversi. Ma non sono così diversi come il giorno e la notte, la terra e il cielo, lo yin e lo yang, la vita e la morte. Dal punto di vista della natura, gli uomini e le donne sono più simili gli uni alle altre che a qualsiasi altra cosa –alle montagne, ai canguri o alle palme da cocco. L’idea che siano diversi tra loro più di quanto ciascuno di essi lo è da qualsiasi altra cosa deve derivare da un motivo che non ha niente a che fare con la natura.
Gayle Rubin The Traffic in Women: Notes on the 'Political Economy' of Sex, in Rayna Reiter, ed., Toward an Anthropology of Women, New York, Monthly Review Press (1975).


3) Vivien Burr, Psicologia delle differenze di genere Il Mulino, Bologna 2000

4) Infatti anche l'idea di come sia il corpo maschile come sia il corpo femminile è una costruzione sociale e antropologica che non ha riscontro in natura: noi riteniamo le femmine lisce e non muscolose, i maschi pelosi e muscolosi. 

5) Lesley Rogers, Sesso e cervello Einaudi Torino, 2000 p. 15

6) Myths and Misconceptions About Behavioral Genetics And Homosexuality Douglas A. Abbott Ph.D.,* July 2007 (il link rimanda al testo  in inglese)

martedì 18 dicembre 2012

Pillole di Jenus? Puro razzismo e maschilismo.
Una comicità facile e che non tocca nessun punto politico "caldo".

Che la chiesa sia reazionaria è totalitaria è ancora un modo moderato di criticare l'azione politica di una organizzazione tra le più sadiche e cattive del pianeta.

Il recente messaggio del papa, quello che dice tra le altre cose che chi equipara il matrimonio alle unioni di altro tipo infligge una ferita alla pace e all'umanità, ha dimostrato la vocazione totalitarista di una religione che pretende di imporsi all'universo mondo non in base a considerazioni religiose ma in base a considerazioni razionali che devono valere per tutti.

Negli stessi giorni Ratzinger ha ricevuto Rebecca Kadaga, 56 anni, avvocato e la  prima presidente del parlamento nella storia dell’Uganda, eletta nel maggio del 2011, grande sostenitrice del cosiddetto ‘Kill The Gays’ bill una legge contro l'omosessualità presentata in parlamento nel 2009 e momentaneamente sospesa per le reazioni internazionali di sdegno. La legge è una aggravante della legge già in vigore che vieta l'omosessualità tra adulti consenzienti condannabili a un massimo di 14 anni di carcere e oltre al reato di offesa di omosessualità introduce il reato di omosessualità aggravata: atti gay commessi da genitori o figure di autorità, persone sieropositive, pedofili e chi è un recidivo. Per questo reato era prevista la pena i morte, adesso convertita in carcere a vita.
Per i reati di offesa di omosessualità le pene vengono inasprite in alcuni casi fino all'ergastolo.

Sulla rete ma anche sui giornali si è detto che Ratziger avrebbe benedetto Rebecca Kadaga. In realtà durante l'incontro non c'è stata nessuna benedizione ad personam. Nel sito del parlamento ugandese si legge che Kadaga ha ricevuto la benedizione durante la messa, una benedizione collettiva dunque fatta a tutti gli e le astanti.  

La vulgata che Benedetto XVI l'abbia benedetta è comunque passata. Così sulla rete trovo vignette come questa.


Trovo questa vignetta questa irricevibile perchè razzista e maschilista.

Le vignette dovrebbero criticare comportamenti e ideologie, enfatizzare aspetti poco evidenti o contraddittori di chi si sta sfottendo. Qui invece siamo al livello di battute da bagaglino.

Vediamola da vicino.

Invece di mostrare un papa sempre in fissa con la difesa della vita contro l'aborto e l'eutanasia, o contro le unioni gay, o contro le staminali, contro la scienza o contro tutte le cose cui la chiesa è contro (ma non la pena di morte per le persone omosessuali nei paesi che la prevedono...) o comunque mostrare il papa per quello che davvero fa, vediamo un papa affaccendato in faccende private che trascura Kadanga che aspetta giù da un'ora.

A richiamarlo al dovere Bertone il Cardinale segretario di Stato, un po', perdonate la semplificazione, il primo ministro del Vaticano.

Improbabile che il primo Ministro faccia da lacchè al papa.
Era forse meglio Georg Gaensweinil, il  segretario personale del papa, sul quale, pure, ci sono voci - irrazionali ma sulla stessa lunghezza d'onda maschilista -, che abbia una relazione con Benedetto XVI, perchè bello.

Con una cortesia degna di un boro romano il papa impartisce ordini a Pevtone.

Bertone --> Pevtone la v è più indice di una pronuncia blesa che teutonica, la f sarebbe forse stata più coerente, anche se la r è di per sè una consonante dalla pronunica forte che poteva casomai essere raddoppiata: Perrtoone o, alla sturmtrupppen, Pertonen.

Ma qui l'autore della vignetta non vuole suggerire che Benedetto XVI abbia un accento tetesco come in realtà ha, un accento così forte che sembra quasi finto, vuole insinuare che il papa sia un po' frocio e i froci, si sa, hanno tutti la r moscia.
La mia intuizione è confermata dalla vignetta successiva dove il papa sembra una vecchia checca e non un vecchio tetesco.
Il fatto che chieda a lei di fare qualcosa contro questi fvoci è una battuta volgare, perchè banale, ma ci può stare.

Come risponde Kadaga? Sberiamo garo gon al dua benedizione.

Siamo al razzismo puro quello che fa parlare i negri gon dudde le leddere sbaliate.

Non si irride di qualcosa che Kadaga ha fatto o detto si sfotte l'etnia di Kadanga, il suo essere ugandese che, di per sé, non è certo una cosa negativa.

Questo tipo di comicità (sic!) è irricevibile non solo perchè razzista ma perchè politicamente irrilevante, anzi controproducente, visto che costringe a difendere questa persona politicamente criminale in quanto persona nera (no... non politicamente nera, ma come colore della pelle).

Così come dare del froci al papa non è solo omofobico (se pensi che l'omosessualità non sia una cosa negativa non sfotti qualcuno che non è frocio insinuando che lo sia...).

E poi voilà! Al posto dell'aspersorio (che non sta certo dentro una borsa...) esce fuori un fallo di plastica viola.

Dunque Raztzinger è gay non perchè ha una relazione sessuale o sentimentale con un altro uomo ma perchè usa il dildo.

Siamo nel più classico dei pregiudizi: i froci sono quelli che lo pigliano al culo.
Come se ad usare il culo fossero solamente gli uomini gay mentre le donne, si sa, loro il culo non lo hanno.

Ciliegina sulla torta il papa minaccia Bertone dicendogli che lo inculerà.
Minaccia maschilista con la quale non si vuole denunciare certo il maschilismo del papa (se usa i falli di plastica e dunque gli piace l'analità non minaccia certo gli altri di fare loro qualcosa che trova gradevole su se stesso...).

E' il vignettista qui che parla pescando dal più becero, fascista, machista linguaggio omofobico e razzista per cercare di fa ridere non si sa bene chi.

Certo non le persone omosessuali e nemmeno le persone gay friendly o gay solidali casomai quelli che ridono per queste ridicolizzabili del frocio gli omofobi, i razzisti, persone più vicine a Mussolini che a quelli che criticano l'operato della chiesa o della presidente del parlamento ugandese per pervicace omofobia...