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martedì 30 luglio 2013

L'apertura del papa sui gay che non c'è...


Io ancora non ho trovato nessuno che mi dia la carta di identità in Vaticano dei gay, dicono che ce ne sono, credo che qualcuno si trovi. Ma bisogna distinguere tra una persona così e il fatto che esistono delle lobby. Le lobby non sono buone. Se una persona gay e cerca il Signore e ha buona volontà chi sono io per giudicarla? Il catechismo della chiesa cattolica dice che non si devono discriminare queste persone per questo. Il problema non è avere questa tendenza. Sono fratelli. In questo caso il problema è fare lobby, lobby di persone con questa tendenza, ma potrebbero essere lobby di avari, di massoni».
                        (fonte Il Messaggero)

Io ancora non ho trovato nessuno che mi dia la carta d’identità, in Vaticano. Dicono che ce ne siano. Ma si deve distinguere il fatto che una persona è gay dal fatto di fare una lobby. Se è lobby, non tutte sono buone. Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla? Il catechismo della Chiesa cattolica dice che queste persone non devono essere discriminate ma accolte. Il problema non è avere queste tendenze, sono fratelli, il problema è fare lobby: di questa tendenza o d'affari, lobby dei politici, lobby dei massoni, tante lobby...questo è il problema più grave. E la ringrazio tanto per aver fatto questa domanda. Grazie tante
                   (fonte Corriere della sera)


Ecco cosa avrebbe detto Papa Francesco I a proposito delle lobby gay e sui gay secondo messaggero e Corriere (il corriere afferma di pubblicare la trascrizione delle sue risposte).

Piccole significative differenze che però non cambiano il discorso generale.

Tranne una che trovo su Repubblica, su  Libero, La stampa e su Vanity Fair:
Quando uno si trova perso così va aiutato, e si deve distinguere se è una persona per bene.
Dunque essere omosessuali  vuol dire essere persi e anche molto (alla faccia dell'astenersi dal giudizio)  e si devono distinguere i froci per bene da quelli non per bene (chi sarebbero? Magari i pedofili? Vuoi vedere che un pedofilo non è uno stupratore ma un uomo non perbene?)

Nell'audio dell'intervista riportato dal sito di Avvenire di questa frase non c'è traccia.

Ma che il popolo italiano pensi questo del'omosessualità, cioè pensi che è una devianza da tollerare come tolleri il paralitico la quale devi pure levare le barriere architettoniche, quel rompipalle tu che le scale le fai tranquillamente, e non una opzione di defualt, lo si sa e acocmuna tutti e tutte trasversalmente.


Per comprendere questa sortita del papa bisogna ricordare che la domanda sui gay parte da un fatto di cronaca. Monsignor Battista Ricca nominato da Papa Francesco come  prelato ad i interim dello IOR è omosessuale. Una notiza riportata dalla stampa con dei toni delatori come fosse uno stupore o un ladro.

L'espresso (non il giornale o libero ma lo stesso gruppo di Repubblica) parla di  trascorsi di Ricca (...) fin lì ignoti e tali da recare seri danni allo stesso papa e alla sua volontà di riforma.
Dolore per essere stato tenuto all'oscuro di fatti tanto gravi e volontà di rimediare alla nomina da lui compiuta, sia pure non definitiva ma "ad interim": sono stati questi i sentimenti espressi da papa Francesco una volta conosciuti quei fatti.
Il giornalista (sic!) che parla in questi termini omofobici, peggio, delatori, usando l'omosessualità per sottolineare un problema (inesistente) di Papa Francesco si chiama Sandro Magister che arriva addirittura a presentare come segno di delinquenza il fatto che dentro un baule di Ricca siano stati trovati dei preservativi (assieme a materiale pornografico e a una pistola).
Evidentemente per Magister fare del sesso protetto è un crimine...
Oppure un locale gay frequentato da Ricca diventa per Magister in un locale di incontri tra omosessuali.
Così alla domanda su Ricca il papa dà una risposta quella sì esemplare, dicendo:
Per quanto riguarda monsignor Ricca, ho fatto quello che il diritto canonico manda a fare, che è l’investigatio previa. E in questa investigatio non c'è niente di quello che accusano, non abbiamo trovato niente. Questa è la risposta. Ma io vorrei aggiungere un’altra cosa. Io vedo che tante volte nella Chiesa, fuori di questo caso e anche in questo caso, si vanno a cercare i peccati, di gioventù per esempio, e questo si pubblica. Non i delitti, eh, i delitti sono un’altra cosa. L’abuso di minori per esempio è un delitto, non è un peccato. Ma se una persona, laica prete o suora, commette un peccato e poi si converte, il Signore perdona. E quando il Signore perdona, il Signore dimentica. E questo per la nostra vita è importante: quando noi andiamo a confessarci, e diciamo «ho peccato in questo», il Signore dimentica. E noi non abbiamo diritto di non dimenticare, perché corriamo il rischio che il Signore non si dimentichi dei nostri, eh! E’ un pericolo! E' importante una teologia del peccato. Tante volte penso a San Pietro: ha commesso uno dei peccati peggiori, rinnegare Cristo, e dopo questo peccato lo hanno fatto Papa!
Il fatto quotidiano aveva già denunciato la campagna diffamatoria dell'espresso confermata dalla inchiesta del Vaticano.

Insomma si cerca di danneggiare la riforma politica di Bergoglio  usando tutti i mezzi anche l'omosessualità presentata come un delitto e poi l'Italia non è un paese omonegativo...

A quel punto, dopo aver messo i puntini sulle i a proposito di Ricca papa Francesco 
ha detto se uno è gay (le lesbiche e le persone bisessuali non contano...) chi sono io per giudicarlo. E' chiaro il contesto in cui ha rilasciato questa dichiarazione.

Ora a vedere bene le affermazioni papa Francesco incontrano un sentire comune trasversale di moltissime perosne, cattolcihe e non, di destra come di sinistra.

Vediamo.


1) In Vaticano dei gay, dicono che ce ne sono, credo che qualcuno si trovi.

Se lo sei non dirlo.
Visto che se sei gay devi rimanere casto data la tua condizione intrinsecamente disordinata, non dirlo, non ostentarlo.
E' la visibilità che dà fastidio.
Perchè se ne parla.
E se se ne parla la si sdogana, la si legittima, la si sostiene, la si diffonde.

Si deve distinguere il fatto che una persona è gay dal fatto di fare una lobby.
Quindi chi denuncia le discriminazioni omonegative, chi si organizza per denunciare l'omonegativàit endemica di questo paese di fascisti e fasciste di merda fa lobby.



Quante persone avete sentito dirvi che ostentate la vostra condizione?  A me mia sorella lo dice ogni volta che ci vediamo.

Oppure vi dicono che  a loro non interessa quello che fate a letto o con chi.

Quello che facciamo a letto. Come se la questione si risolvesse a letto...

Sei frocio? lo prendi in culo? E che nteressa a me? Basta che non lo ostenti e nessuno ti rompe le scatole.
Poi se me ne vado mano nella mano in giro magari nemmeno col mi ragazzo ma con una amico mi ammazzano di botte perchè da sporco frocio (che magari manco sono) ostento



2) Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla? Il catechismo della Chiesa cattolica dice che queste persone non devono essere discriminate ma accolte.

Il catechismo. Già. ecco cosa dice il catechismo sull'omosessualità.


Castità e omosessualità
2357 L'omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un'attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, 238 la Tradizione ha sempre dichiarato che «gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati». 239 Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.
2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.
2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un'amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.
(fonte Il catechismo della chiesa cattolica i neretti sono miei)

Insomma se sei gay (lesbica o bisex) intanto scopi e basta. L'affettività non c'è nella definizione di omosessualità. Compare solo in negativo quando si dice che  non si tratta di una vera complementarietà affettiva.
In ogni caso se sei omosessuale sei oggettivamente disordinato, depravato  e la genesi psichica della tua tendenza, della tua inclinazione sono e restano (devono restare?) in gran parte inspiegabile.

Poi certo, ipocritamente, si  si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione dove quell'aggettivo ingiusta la dice lunga... C'è discriminazione e discriminazione.

Le parole del Papa non si sono discostate (e come avrebbero potuto) da questa dottrina.


Glisso su quanti, non sapendo niente di chiesa e catechismo hanno parlato di svolta epocale fra tutti Vendola il cui profondo atavico cattolicesimo gli fa dichiarare assurdità come questa:

«Papa Francesco ha fatto un'operazione strabiliante: ha separato l'omosessualità dalla pedofilia». Aggiunge il governatore della Puglia: «Ci ha ricordato che la pedofilia è un peccato, un delitto, un reato e ha detto sull'omosessulità “chi sono io per giudicare i gay?”». (fonte l'Unità)
Ma Nichi è in buona compagnia.

Paola concia intervistata da una giornalista (sci!9 di Repubblica che parla di uscita rivoluzionaria parla di rispetto.

Mentre Scalfarotto (sì quello che ha contribuito a svuotare la proposta di legge contro l'omofobia di qualunque significato giuridico) su facebook parla di parole pacate.
Non c'è bisogno di ricordare a Paola e Ivan le parole tutt'altro che di rispetto del catechismo basta leggere la frase tra le dichiarazioni del papa dove Francesco definisce le persone omosessuali perse. Ma tant'è.
Questa è la classe politica che abbiamo.
Questa è la classe polita che ci meritiamo. La prossima volta che li incontrate però ricordate loro che non siamo così fessi come credono che siamo...

Il problema è che in questo paese un atto dovuto viene visto come una scelta coraggiosa. E questo già ci sconfigge in partenza.

lunedì 17 dicembre 2012

Lettera aperta a Paolo Gambi autore del post Se volete attaccare il Papa leggete almeno quello che scrive


Ho letto il suo post, Se volete attaccare il Papa leggete almeno quello che scrive. Chi le scrive ha notato e denunciato, nel suo piccolo, le stesse semplificazioni e distorsioni che nota anche lei.
Lei si chiede cosa c'è dietro a giornalisti e commentatori che stravolgono le parole del Papa, incapacità o malafede? O magari entrambe?
E cerca di risolvere tutto con un sentimento anticattolico che pur di andare contro il papa crea delle menzogne.

Mi permetta di dire che anche il suo articolo è scritto in malafede.

Perchè lei, pur non riportando menzogne, compie un atto di omissione sul punto centrale e più pericoloso del messaggio del papa.

Perchè il papa, nel ribadire alcuni principi della morale cattolica, afferma che 
Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa.

Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità.

L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa.
Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Quali sono i principi cui si riferisce?


Riassumendo brutalmente no all'aborto no all'eutanasia no all'equiparazione fra matrimonio e non meglio specificate forme radicalmente diverse di unione.

Io sono un democratico vero. E non ho nulla da eccepire su questi principi anche se non li condivido.

Io non pretendo che le mie idee siano migliori di quelle del papa però affermo il diritto di poterle sostenere e di poter agire secondo coscienza .

Invece il papa dice chiaramente che visto che il no all'aborto, il no all'eutanasia e la non equiparabilità del matrimonio a forme radicalmente diverse di unione sono idee di tutta l'umanità, dovrebbero quindi essere anche le mie.

E se io non le ho sono tra quelli che questi principi li nega e dunque il mio pensiero costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Dunque anche le donne che abortiscono  sono contro la vita e il loro agire  costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

E visto che biologicamente solo le donne possono abortire reputo anche in malafede il suo meravigliarsi che la stampa abbia tirato in ballo le donne che secondo lei il papa nel suo messaggio non nomina.
E' vero, ma il papa non nomina nemmeno le persone omosessuali eppure lei non ha avuto problemi a identificare la natura di queste forme radicalmente diverse di unione, con le unioni omosessuali.
Evidentemente la stampa ha fatto altrettanto con le donne, ha reso esplicito quel che nel messaggio del papa è implicito.

Però lei ha senz'altro ragione nel lamentarsi della semplificazione con cui la stampa ha riportato il messaggio del papa facendo credere che il papa abbia attaccato il matrimonio tra persone dello stesso sesso (che lei razzisticamente definisce matrimonio fra gay).
Il portato totalitarista del messaggio del papa è di molto più ampio respiro e costituisce un incidente diplomatico che non ha precedenti.

Visto infatti che la Spagna, il Belgio e l'Olanda hanno equiparato il matrimonio a forme radicalmente diverse di unione e lo stesso si accingono a fare Francia e Inghilterra (per tacere degli Stati Uniti e del lor rieletto presidente Ombama e di tutti gli altri stati in cui questa equiparazione è stata fatta che per brevità non cito)  il papa sta dicendo che questi stati costituiscono
un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Lei che si riconosce evidentemente nelle idee del papa non ci trova niente di male, ma per tutte le persone che sono di altro avviso questa accusa infame è da rispedire al mittente. Così come la pretesa, davvero onnipotente, che i principi morali della chiesa debbano essere di tutti e tutte.

La chiesa continua a imporsi al mondo. Prima lo faceva coi roghi e i processi del tribunale dell'inquisizione oggi che non può più uccidere chi, come Giordano Bruno, la pensava in maniera diversa, si limita a dire che quelli come Giordano Bruno costituiscono un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Lei si rammarica se nei confronti del cattolicesimo ci sia un pregiudizio radicato che fa apparire la chiesa come un inaccettabile e tetro covo di nefandezze.
A me sembra che di nefandezze la chiesa continui a compiere come ha sempre fatto, oggi affermando totalitaristicamente che chi non la pensa come lei è contro la pace e contro l'umanità.

E poi lei si meraviglia dell'odio che molte e molti provano per la chiesa?

giovedì 1 novembre 2012

CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE. Un documento della chiesa Cattolica illuminante per capire la merda omofobica che il Vatic-Ano vomita ogni giorno contro le perosne omosessuali.

Quanto segue non è una invenzione.
E' quanto la Chiesa pensa sulle proposte di lgerre per non discriminare le persone omosessuali.

Ogni volta che vedete una Chiesa ricordatevene. Ogni volta che vedere un prete ricordateglielo. Ogni volta che qualcuno si professa cattolico fategli assumere le proprie responsabilità.

Per non essere accusato di manipolazione alcuna riporto il documento nella sua integrità, limitandomi a evidenziare graficamente i passaggi più discriminatori.


Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali
PREMESSA

Recentemente,in diversi luoghi è stata proposta una legi­slazione che renderebbe illegale una discriminazione sulla base della tendenza sessuale. In alcune città le autorità municipali hanno reso accessibile un'edilizia pubblica, per altro riservata a famiglie, a coppie omosessuali (ed eterosessuali non sposate). Tali iniziative, anche laddove sembrano più dirette a offrire un sostegno a diritti civili fondamentali che non indulgenza nei confronti dell'attività o di uno stile di vita omosessuale, possono di fatto avere un impatto negativo sulla famiglia e sulla società. Ad esempio, sono spesso implicati problemi come l'adozione di bambini, l'assunzione di insegnanti, la necessità di case da parte di autentiche famiglie, legittime preoccupazioni dei proprietari di case nel selezionare potenziali affittuari.

Mentre sarebbe impossibile ipotizzare ogni possibile conseguenza di proposte legislative in questo settore, le seguenti osservazioni cercheranno di indicare alcuni principi e distinzioni di natura generale che dovrebbero essere presi in considerazione dal coscienzioso legislatore, elettore, o autorità ecclesiale che si trovi di fronte a tali problemi.
La prima sezione richiamerà passi significativi dalla Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali pubblicata nel 1986 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. La seconda sezione tratterà della loro applicazione.

I. PASSI SIGNIFICATIVI
DELLA «LETTERA»
DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

1. La Lettera ricorda che la Dichiarazione su alcune questioni di etica sessuale pubblicata nel 1975 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede «teneva conto della distinzione comunemente operata fra condizione o tendenza omosessuale e atti omosessuali»; questi ultimi sono «intrinsecamente disordinati» e «non possono essere approvati in nessun caso» (n. 3).

2. Dal momento che «nella discussione che seguì la pubblicazione della (summenzionata) Dichiarazione, furono proposte delle interpretazioni eccessivamente benevole della condizione omosessuale stessa, tanto che qualcuno si spinse fino a definirla indifferente o addirittura buona», la Lettera prosegue precisando che la particolare inclinazione della persona omosessuale, «benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l'inclinazione stessa dev'essere considerata come oggettivamente disordinata. Pertanto coloro che si trovano in questa condizione dovrebbero essere oggetto di una particolare sollecitudine pastorale perché non siano portati a credere che l'attuazione di tale tendenza nelle relazioni omosessuali sia un'opzione moralmente accettabile» (n. 3).

3. «Come accade per ogni altro disordine morale, l'attività omosessuale impedisce la propria realizzazione e felicità perché è contraria alla sapienza creatrice di Dio. Quando respinge le dottrine erronee riguardanti l'omosessualità, la Chiesa non limita ma piuttosto difende la libertà e la dignità della persona, intese in modo realistico e autentico» (n. 7).

4. Con riferimento al movimento degli omosessuali, la Lettera afferma: «Una delle tattiche usate è quella di affermare, con toni di protesta, che qualsiasi critica o riserva nei confronti delle persone omosessuali, delle loro attività e del loro stile di vita, è semplicemente una forma di ingiusta discriminazione» (n. 9).

5. «È pertanto in atto in alcune nazioni un vero e proprio tentativo di manipolare la Chiesa conquistandosi il sostegno, spesso in buona fede, dei suoi Pastori, nello sforzo volto a cambiare le norme della legislazione civile. Il fine di tale azione è conformare questa legislazione alla concezione propria di questi gruppi di pressione, secondo cui omosessualità è almeno una realtà perfettamente innocua, se non totalmente buona. Benché la pratica dell’omosessualità stia minacciando seriamente la vita e il benessere di un gran numero di persone, i fautori di questa tendenza non desistono dalla loro azione e rifiutano di prendere in considerazione le proporzioni del rischio, che vi è implicato» (n. 9).

6. «Essa (la Chiesa) è consapevole che l’opinione, secondo la quale l’attività omosessuale sarebbe equivalente, o almeno altrettanto accettabile, quanto l’espressione sessuale dell’amore coniugale, ha un’incidenza diretta sulla concezione che la società ha della natura e dei diritti della famiglia, e li mette seriamente in pericolo» (n. 9).

7. «Va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevole e di azioni violente. Simili comportamenti meritano la condanna dei Pastori della Chiesa, ovunque si verifichino. Essi rivelano una mancanza di rispetto per gli altri, lesiva dei principi elementari su cui si basa una sana convivenza civile. La dignità propria di ogni persona dev’essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni.
Tuttavia, la doverosa reazione alle ingiustizie commesse contro le persone omosessuali non può portare in nessun modo all’affermazione che la condizione omosessuale non sia disordinata. Quando tale affermazione viene accolta e di conseguenza l’attività omosessuale è accettata come buona, oppure quando viene introdotta una legislazione civile per proteggere un comportamento al quale nessuno può rivendicare un qualsiasi diritto, né la chiesa né la società nel suo complesso dovrebbero poi sorprendersi se anche altre opinioni e pratiche distorte guadagnano terreno e se i comportamenti irrazionali e violenti aumentano» (n. 10).

8. «Dev’essere comunque evitata la presunzione infondata e umiliante che il comportamento omosessuale delle persone omosessuali sia sempre e totalmente soggetto a coazione e pertanto senza colpa. In realtà anche nelle persone con tendenza omosessuale dev’essere riconosciuta quella libertà fondamentale che caratterizza la persona umana e le conferisce la sua particolare dignità» (n. 11).

9. «Nel valutare eventuali progetti legislativi, si dovrà porre in primo piano l'impegno a difendere e promuovere la vita della famiglia» (n. 17).

II. APPLICAZIONI

10. La «tendenza sessuale» non costituisce una qualità paragonabile alla razza, all’origine etnica, ecc. rispetto alla non­discriminazione. Diversamente da queste, la tendenza omosessuale è un disordine oggettivo (cf. Lettera, n. 3) e richiama una preoccupazione morale.

11. Vi sono ambiti nei quali non è ingiusta discriminazione tener conto della tendenza sessuale: per esempio, nella collocazione di bambini per adozione o affido, nell'assunzione di insegnanti o allenatori di atletica, e nel servizio militare.
12. Le persone omosessuali, in quanto persone umane, hanno gli stessi diritti di tutte le altre persone incluso il diritto di non essere trattate in una maniera che offende la loro dignità personale (cf. n. 10). Fra gli altri diritti, tutte le persone hanno il diritto al lavoro, all'abitazione, ecc. Nondimeno questi diritti non sono assoluti. Essi possono essere legittimamente limitati a motivo di un comportamento esterno obiettivamente disordinato. Ciò è talvolta non solo lecito ma obbligatorio, e inoltre si imporrà non solo nel caso di comportamento colpevole ma anche nel caso di azioni di persone fisicamente o mentalmente malate. Così è accettato che lo stato possa restringere l'esercizio di diritti, per esempio, nel caso di persone contagiose o mentalmente malate, allo scopo di proteggere il bene comune.

13. Includere la «tendenza omosessuale» fra le considerazioni sulla base delle quali è illegale discriminare può facilmente portare a ritenere l'omosessualità quale fonte positiva di diritti umani, ad esempio, in riferimento alla cosiddetta «affirmative action» o trattamento preferenziale nelle pratiche di assunzione. Ciò è tanto più deleterio dal momento che non vi è un diritto all'omosessualità (cf n. 10) che pertanto non dovrebbe costituire la base per rivendicazioni giudiziali. Il passaggio dal riconoscimento dell'omosessualità come fattore in base al quale è illegale discriminare può portare facilmente, se non automaticamente, alla protezione legislativa e alla promozione dell'omosessualità. L'omosessualità di una persona sarebbe invocata in opposizione a un asserita discriminazione e così l'esercizio dei diritti sarebbe difeso precisamente attraverso l'affermazione della condizione omosessuale invece che nei termini di una violazione di diritti umani fondamentali.

14. La «tendenza sessuale» di una persona non è paragonabile alla razza, al sesso, all'età, ecc. anche per un'altra ragione che merita attenzione, oltre quella sopramenzionata. La tendenza sessuale di un individuo non è in genere nota ad altri a meno che egli identifichi pubblicamente se stesso come avente questa tendenza o almeno qualche comportamento esterno lo manifesti. Di regola, la maggioranza delle persone a tendenza omosessuale che cercano di condurre una vita casta non rende pubblica la sua tendenza sessuale. Di conseguenza il problema della discriminazione in termini di impiego, alloggio, ecc. normalmente non si pone.
Le persone omosessuali che dichiarano la loro omosessualità sono in genere proprio quelle che ritengono il comportamento o lo stile di vita omosessuale essere «indifferente o addirittura buono» (cf. n. 3), e quindi degno di approvazione pubblica. È all'interno di questo gruppo di persone che si possono trovare più facilmente coloro che cercano dì «manipolare la Chiesa conquistandosi il sostegno, spesso in buona fede, dei suoi Pastori, nello sforzo volto a cambiare le norme della legislazione civile» (cf n. 9), coloro che usano la tattica di affermare con toni di protesta che «qualsiasi critica o riserva nei confronti delle persone omosessuali…è semplicemente una forma di ingiusta discriminazione» (cf. n. 9).
Inoltre, vi è il pericolo che una legislazione che faccia dell'omosessualità una base per avere dei diritti possa di fatto incoraggiare una persona con tendenza omosessuale a dichiarare la sua omosessualità o addirittura a cercare un partner allo scopo di sfruttare le disposizioni della legge.
15. Dal momento che nella valutazione di una proposta di legislazione la massima cura dovrebbe essere data alla respon­sabilità di difendere e di promuovere la vita della famiglia (cf. n. 17), grande attenzione dovrebbe essere prestata ai singoli provvedimenti degli interventi proposti. Come influenzeranno l'adozione o l'affido? Costituiranno una difesa degli atti omosessuali, pubblici o privati? Conferiranno uno stato equivalente a quello di una famiglia a unioni omosessuali, per esempio, a riguardo dell'edilizia pubblica o dando al partner omosessuale vantaggi contrattuali che potrebbero includere elementi come partecipazione della «famiglia» nelle indennità di salute prestate a chi lavora (cf. n. 9)?
16. Infine, laddove una questione di bene comune è in gioco, non è opportuno che le Autorità ecclesiali sostengano o rimangano neutrali davanti a una legislazione negativa anche se concede delle eccezioni alle organizzazioni e alle istituzioni della Chiesa. La Chiesa ha la responsabilità di promuovere la vita della famiglia e la moralità pubblica dell'intera società civile sulla base dei valori morali fondamentali, e non solo di proteggere se stessa dalle conseguenze di leggi perniciose (cf. n. 17).

 Sarò autorizzato o no a scrivere PORCODIO?

lunedì 29 ottobre 2012

Taking a Chance on God.

Taking a Chance on God (USA, 2011) di Brendan Fay, è un documentario sull'86enne   John McNeill, sacerdote gesuita, teologo e psicoterapeuta gay, che si è distinto per il suo contributo alla cosiddetta teologia della liberazione con particolare riferimento alla posizione dottrinale contro le persone omosessuali nell'ambito della chiesa cattolica. Intimato a non esprimersi più sull'argomento pubblicamente (dopo aver ricevuto l'imprimatur per il libro fondamentale The Church and the Homosexual) tornato a parlare in pubblico dell'argomento esprimendo posizioni critiche nei confronti Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali, del 1 ottobre del 1986 a firma dell'allora Cardinale Ratzinger, è stato espulso dall’ordine dei Gesuiti nel 1987.

Il documentario dice poco sulla formazione di  McNeill, tace sulla sua formazione da psicoterapeuta, e non ci informa se abbia mai esercitato la professione. Poco ci dice sui suoi studi e le sue idee teologiche, argomento complesso e che avrebbe richiesto sicuramente altre competenze, e si concentra sulla vita privata di McNeill intervistando alcuni amici e amiche, preti, suo marito e McNeill stesso, che ripercorre i punti salienti della propria vita.
La morte della madre quando lui aveva 4 anni.
Il sacrificio della zia che decise di allevare i 5 tra figli e figlie della sorella, sposando il cognato ma facendo atto di castità  (e McNeill commenta che questa decisione di castità esacerbò il nervosismo caratteriale della zia, tacendo sugli effetti della castità sul padre...).
Il sostegno della sorella maggiore che, da bambino, lo difendeva dai bulli della scuola visto che lui era una sissy (feminuccia), sorella che nelle foto vediamo vestita da suora, senza che né McNeill né il documentario accennino al percorso vocazionale della donna.
La chiamata alla vocazione avvenuta quando, durante la prigionia di guerra in Polonia, in mano ai nazisti, un uomo, rischiando la vita, gli diede da mangiare una patata, rispondendo al suo cenno di ringraziamento con il segno della croce e McNeill capì di desiderare di avere una fede così forte che lo sosteneva nell'avere il coraggio di dare da mangiare a un affamato anche a rischio della propria vita.
L'incontro con Charles Chiarelli, che diventa il compagno di una vita (sono ancora insieme, sposati in Canada, da ben 46 anni).
La sua attività di insegnante in un college, nel quale, a memoria di una sua studentessa intervistata, McNeill trattava i suoi studenti come persone che avevano delle proprie idee e non come bambini ai quali andava insegnato cosa pensare.
L'attività a sostegno delle persone omosessuali prima nella chiesa e poi al di fuori.

Un documentario interessante, non particolarmente curato nella forma, che lascia fuori molti argomenti ma stimola alla riflessione e alla ricerca e, cosa importante per chi crede, si fa testimonianza di una fede altra, inclusiva, che accoglie tutti, anche le persone gay lesbiche e transgender.

Non voglio tediarvi con le mie perplessità su chi abbraccia una fede come il cattolicesimo che esprime una posizione precisa contro l'omosessualità definendola, come viene ricordato nel documentario,  an objective disorder un disordine (morale) oggettivo, che i sottotitoli del documentario traducono artatatmente con malattia, così come traducono con outing il coming out di McNeill fatto in tv dopo l'uscita di The Church and the Homosexual nel 1976.

Ammiro chi da dentro la chiesa cerca di cambiare la posizione della dottrina  sull'omosessualità.
Purtroppo sono molte altre le posizioni ufficiali della Chiesa che andrebbero cambiate.
La posizione sulla donna, sul sesso, sulla scienza, sull'aborto, sul divorzio, sull'eutanasia, sulle altre fedi. Insomma una battaglia culturale da far tremare i polsi.

Capisco chi trovandosi all'interno della chiesa e accorgendosi delle sue molte chiusure, per usare un eufemismo, voglia combattere per cambiarle. Capisco meno chi conoscendo queste chiusure prima desideri comunque farne parte.

Ma forse si tratta di un mio pregiudizio. Nessuno nasce imparato. Nessuno cosnoce davvero così bene le dottrine della chiesa.
Così, dopo la proiezione, e dopo il collegamento via Skype con McNeill (ah, prodigi della tecnologia, che è un prodotto umano  e non del creato divino...) Brendan Fay, scherza, gioca e dice che in cima alle sue attività di militanza ci mette Fare il te (o il caffè) cioè la convivialità d'altronde, ricorda, anche Gesù spezzò il pane e offrì il vino, leggendo quei gesti nella loro letteralità ignorando che quel pane è il copro di Cristo e quel vino è il sangue del figlio di dio.

Così si è cattolici per conformismo o perchè si ha una fede del tutto privata che si crede coincida più o meno con quella cattolica anche se a ben vedere non vi coincide affatto.

Tutti da piccoli frequentiamo la chiesa e le cose che io oggi so della chiesa le ho imparate dopo averla abbandonata.
Il motivo per cui l'ho abbandonata non ha nulla a che fare con tutte queste sue chiusure ma col fatto che io non credo né in dio né nella resurrezione né nell'aldilà.

All'epoca delle mie frequentazioni in chiesa, fino ai 12 anni, poi smisi  ricordo che ero possibilista di continuare a farne parte anche se non credevo perchè mi sembrava un posto dove si parlava di argomenti importanti ma quando ho scoperto che non c'è democrazia e che per quanto discuti devi alla fine accettare l'interpretazione delle sacre scritture decise dal vaticano e conformarti come i Borg, ne sono uscito definitivamente.
Ero molto giovane, avevo 12 anni, ma all'epoca già sapevo che il mondo è molto più complesso di quel che sembra e che la sceinza ce lo spiega benissimo se abbiamo la pazienza di capire concetti sottili e non proprio intuitivi e che le spiegazioni di Darwin e Einstein mi sembravano molto più umane di quelle di un dio padre padrone che tutto sa e tutto tace.

C'è una cosa che mi ha colpito del documentario e della vita di McNeill che lui accenna in un passaggio ma che il documentario di per sé ignora completamente.

McNeill viola il celibato senza che questo venga notato, detto, esplicitato.

Non dal documentario e nemmeno da lui, se non quando commenta che col suo compagno e poi marito viveva in molti armadi, nascondendo a molti che faceva sesso e che lo faceva con un uomo.

Agli occhi di chi guarda il documentario la vita privata di McNeill con l'uomo che diventerà il marito appare come un percorso di liberazione.
E' un percorso di liberazione.
Dallo stigma cui la chiesa cattolica è uno dei più diffusi alimentatori e da quella omofobia interiorizzata che, soprattutto per una persona della sua generazione, è un dato di fatto.

Mi sono domandato coesa avremmo pensato di lui se McNeill fosse stato etero e se al posto di Christian ci fosse stato Mary.
Una donna.
Come avremmo giudicato il comportamento di un uomo etero che pur non riuscendo a rinunciare alle donne decide di abbracciare la vocazione pastorale che richiede e prevede il celibato?

Lo avremmo trovato un prete coraggioso o un uomo ipocrita?

Un prete che va contro gli schemi o un uomo che non sa rispettare un impegno?

Mi piacerebbe sapere, come al solito, la vostra risposta.

La mia è che lo avremmo considerato una persona poco seria perchè non riusciva a rispettare il celibato.
Perché farsi prete quando puoi sposarti e essere da laico un bravo cattolico?


Se un uomo è gay e dunque non si può sposare, o, più in generale, le sue relazioni omoaffettive non hanno un posto nella società (tollerate finché le si relega nel privato della camera da letto) qualsiasi suo tentativo di affermare il proprio diritto ad avere una sessualità, di avere una affettività, faranno di lui un eroe, un coraggioso, un esempio da seguire, anche se è un prete. Anche quando ha cioè dei comportamenti che, riscontrati in un uomo etero, ci porterebbero a giudicarlo ben diversamente.

Un prete etero che ha una storia con una donna, fatta di clandestinità, perchè i preti cattolici non solo non possono sposarsi ma proprio non possono scopare, può essere criticato per l'ipocrisia, per l'egoismo,  perchè non decide di spretarsi e sposare quella donna con la quale convive, perchè non è un buon esempio per la chiesa, almeno per gli standard della chiesa che lui dice di rispettare visto che non fa propaganda della propria relazione.

Un prete gay è invece un esempio di liberazione. Non avendo un posto nella società perchè non può sposarsi visto che le sue relazioni sono considerane non legittime è un paria sempre e comunque anche dentro la chiesa.

Solo il giorno in cui anche i preti gay verranno criticati perchè hano relazioni sessual sentimentali con altre persone, non importa il loro sesso di apaprtenenteza, l'omosessualità sarà davvero uguale all'eterosessualità.

Fino ad allora l'omosessualità sarà una categoria diversa non degna nemmeno delle critiche morali pertinenti all'eterosessualità.  

Ecco l'uguaglianza cui io agogno.

Il documentario di ieri sera me lo ha fatto capire suo malgrado.


Corollario

Tra le tante divisioni del movimento lgbt italiano c'è anche il forte pregiudizio del cattolicesimo.
Una persona cattolica e omosessuale è vista con sospetto specialmente quando si fa militante.

Molte le avversioni, non sempre esplicitate e non smepre razionali.
Ce lo ha ricordato ieri sera Imma battaglia intervenuta subito dopo la proiezione del documentario quando ci ha raccontato un suo fatto privato per testimoniare la sua fede e la sua militanza lesbica.

Se la fede è un mezzo tramite cui le persone vivono meglio anche sapendo che di per sé è una forma autoritaria (c'è un dio sopra di noi) e arcaica di pensare (abbiamo bisogno di dio per capire come le cose stanno veramente) io non posso certo fare l'ateo di professione e dire loro le tue sono cretinate non c'è nessun dio e nessun aldilà.
Però mi piacerebbe che anche loro non venissero a rompere a me dicendomi che dio mi ama anche se io non lo voglio.
Ma non credo si possa davvero rimproverare ai cattolici di fare politica o proselitismo. Se sei entusiasta di una cosa ne parli, la vuoi consigliare a tutt*, così per buona fede.
D'altronde se la vivi per te in silenzio, come cosa privata è una fede ben misera.

Mi sembra una questione indirimibile.

Io personalmente oscillo tra un sincero rispetto, pozione che mi sforzo di seguire, e una tolleranza irrispettosa, propri come è irrispettosa la tolleranza verso i gay e le lesbiche.

Purtroppo nessuno mi potrà mai togliere dalla mente che chi crede in dio sia una persona esistenzialmente più  debole e fragile di chi non crede.

Anche qui il giorno in cui dio sarà argomento della storia e basta l'uomo e la donna saranno più liberi e più umani e donnani.



domenica 2 settembre 2012

Il cardinal Martini e il provincialismo delle persone lgbt(qi): moriremo vatic-ani?

Non so voi ma io non tengo mai un uomo di chiesa in alcuna considerazione, qualsiasi cosa dica, qualsiasi apertura, vera o presunta che sia, faccia verso uno qualunque degli argomenti nei confronti dei quali la chiesa si mostra misoneista, reazionaria, sadica, prepotente, irrazionale, corrotta da una insana pulsione di morte.


Per cui leggere, come mi è capitato ieri su facebook, che Martini sia un uomo di sinistra, involontario e ridicolo ossimoro, per alcune sue aperture al mondo lgbt(qi).

Se diffido della chiesa non è solo per la sua profonda vocazione sadica (non so come altro definire una religione che mangia il corpo e beve il sangue del figlio del proprio dio perchè, per i cattolici dio è maschio, per la salvezza non dell'anima nell'aldilà, ma per la resurrezione finale, qui, su questa Terra, e col proprio corpo terreno!!!), ma per l'atavico conservatorismo reazionario, che fa definire contronatura qualunque novità e cambiamento nel know-how umano e donnano.

Un contro natura il cui limite la chiesa è costretta suo malgrado a spostare in avanti, dato che quotidianamente cambia la nostra capacità di interagire col mondo esterno, anche se arrancando da un ritardo di almeno 50 anni (bisogna prendere atto che ha fatto passi da giganti: 200 anni fa era ferma a posizioni millenarie...).

Se una volta gli antibiotici e le cure mediche erano strumenti di satana oggi lo sono solo la ricerca sulle staminali e il profilattico in fatto di prevenzione dalla malattie sessualmente trasmesse.

Così chi legge queste aperture come una vocazione progressista della chiesa o è di una stupidità disarmante o è un furbetto(a) della parrocchietta per vocazione reazionario(a) quando santa madre chiesa...

D'altronde Gaber lo aveva detto in una sua canzone (1981)
È vero, si perde un po’ il pudore a riparlare di morale
però mi fa un po’ schifo saltellare dal fanatismo più feroce
all’abbandono più totale
e praticare nei salotti la tecnica furbastra
di fare a gara chi è più a destra.
Insomma, se è morto Martini non me ne frega un cazzo.

Se ne scrivo è per criticare ferocemente i commenti di certi attivisti(e) del movimento lgbt(qi) che dovrebbero essere seppelliti(e), loro sì, dal pubblico ludibrio, perchè con questi loro commenti dimostrano la pochezza politica del loro operare.

Cominciamo, a caso, da Marrazzo, Fabrizio, portavoce del Gay Center

Ci uniamo al cordoglio per la scomparsa del cardinale Carlo Maria Martini di cui ricordiamo la sua posizione di apertura nei confronti delle coppie gay.


Con Martini la cultura aperta al confronto sui diritti tra laici e cattolici perde un protagonista importante.
Ci auguriamo che altri vogliano prenderne il testimone.
I neretti (bluetti?) sono nel testo.

Lo so. La news non dice granché, si limita a rimandare a tre link uno del Fatto quotidiano, l'altro del Messaggero e uno di quotidiano.net.

Se facciamo una ricerca su internet Martini è ben visto da molti altri siti e attivisti gay.

Perchè?

Perchè sembra che quest'uomo di chiesa abbia aperto alle unioni gay.

Quello che trovo sorprendente in questi soloni della causa lgbtqi è l'impostazione di fondo con cui accolgono favorevolmente le affermazioni, come vedremo offensive e omofobiche, di Martini, e di altri ecclesiastici (cattolici laici) come lui, considerate positive partendo da presupposto che
Certo, Carlo Maria Martini rimane un uomo di chiesa e non ci si poteva aspettare chissà quali aperture (...). Ma, e qui, secondo me, sta il punto importante, non chiude ad altre realtà. (Roberto Russo su Queer Blog).
In base a questa considerazione si può arrivare a dire che Mussolini non è stato cattivo coi gay perchè a differenza di Hitler non li metteva nei campi di concentramento, ma li mandava solamente al confino.

Non si tratta di vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

Si tratta di legittimare, così facendo, posizioni che non sono legittime.

Non si tratta di censurare le idee di chicchessia.

Si tratta di denunciare che certe idee si trasformano in discriminazione, alimentino lo stigma, giustifichino la violenza omofoba fisica e morale.

Non credo che si tratti della politica del contentino (comunque una strategia piccola e naïf ) temo che si tratti di una certa inconscia vocazione a riconoscersi nella chiesa e nella sua morale sessista sessuofoba maschilista patriarcale e omo-lesbo-trasfobica.

Ma cosa ha detto Martini? Quali sono, se ci sono, le aperture?

Non c'è bisogno di di cercare le sue dichiarazioni così come riportate dalla stampa italiana nel corso degli anni basta leggere un libro scritto a quattro mani con Ignazio Marino (sì quello PD)  Credere e conoscere pubblicato da Einaudi, che, secondo l'Espresso online, riprende e amplia molti dei temi affrontati dal senatore chirurgo e dall'illustre biblista, già cardinale di Milano, nel Così è la vita pubblicato da "L'Espresso" sul numero 16 del 27 aprile 2006.

Nell'articolo del 2006 non c'è traccia della questione lgbt riportata invece nel libro, dove si può leggere:

Personalmente credo che Dio ci ha creato uomo e donna e che perciò la dottrina morale tradizionale conserva delle buone ragioni su questo punto. [...] Sono pronto ad ammettere il valore di una amicizia duratura e fedele tra due persone dello stesso sesso. [...] Se viene intesa anche come donazione sessuale, non può allora, mi sembra, venire eretta a modello di vita come può esserlo una famiglia riuscita. Quest’ultima ha una grande e incontestata utilità sociale. Altri modelli di vita non lo possono essere alla stessa maniera e soprattutto non vanno esibiti in modo da offendere le convinzioni di molti. (pp. 48-49)
Ancora, sul riconoscimento di una legislazione ad hoc sulle coppie gay e lesbiche:
Io ritengo che la famiglia vada difesa perché è veramente quella che sostiene la società in maniera stabile e permanente e per il ruolo fondamentale che esercita nell’educazione dei figli. Però non è male, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, che due persone abbiano una certa stabilità e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli. [...] Io penso che la coppia omosessuale, in quanto tale, non potrà mai essere equiparata in tutto al matrimonio (pp. 50-51)

Ringrazio Dario Accolla sul blog del quale trovo le citazioni.

Aggiungo un altra citazione dedotta da Gayin.tv
Io penso che la coppia omosessuale, in quanto tale, non potrà mai essere equiparata in tutto al matrimonio e d' altra parte non credo che la coppia eterosessuale e il matrimonio debbano essere difesi o puntellati con mezzi straordinari perché si basano su valori talmente forti che non mi pare si renda necessario un intervento a tutela.
Cioè l'universalità del primato eterosessuale della famiglia è talmente diffuso che non c'è bisogno di difenderlo perchè lo è naturaliter.

Considerazioni offensive, discriminatorie e sbagliate, a ben vedere, basta scrolalrsi di dosso il provicnalismo di chi dopo averci brucaio nei roghi apre degli appareti spiragli di tolleranza secondo una tecnica ben affinata che vuol in realtò fare concessioni minori per ribadire la discriminazione principale.

Personalmente credo che Dio ci ha creato uomo e donna e che perciò la dottrina morale tradizionale conserva delle buone ragioni su questo punto.
Dal che si evince che le persone omosessuali sono dei deviati, donne e uomini mancate secondo la vecchia vulgata degli anni 50 (lo avevo già detto che la chiesa è indietro su tutto).

Una distinzione talmente ridicola oltre che omofobica che a stretto rigor di termini dovrebbe accludere e non escludere le donne e gli uomini omosessuali. Ma così non è.
la dottrina morale tradizionale conserva delle buone ragioni su questo punto.
E sì sa, la dottrina riguarda le unioni tra uomo e donna perchè tra due persone dello stesso sesso c'è solo

il valore di una amicizia duratura e fedele.
[...] Se viene intesa anche come donazione sessuale, non può allora, mi sembra, venire eretta a modello di vita come può esserlo una famiglia riuscita.
Famiglia riuscita. Ergo le coppie dello stesso sesso non sono una famiglia riuscita, perchè.
Quest’ultima ha una grande e incontestata utilità sociale.
Che, di nuovo, la coppia dello stesso sesso non ha-
Altri modelli di vita non lo possono essere alla stessa maniera e soprattutto non vanno esibiti in modo da offendere le convinzioni di molti.
Certo Martini concede (bontà sua) che

Però non è male, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, che due persone abbiano una certa stabilità e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli.
Cioè laddove i rapporti omosessuali sono notoriamente instabili perchè promiscui  (ricordate le recenti dichiarazioni di CL?) se questi possono avere una certa stabilità lo Stato potrebbe anche favorirli. Ma
la coppia omosessuale, in quanto tale, non potrà mai essere equiparata in tutto al matrimonio…
Eppure, sono molti quelli e quelle che dinanzi queste parole offensive e discriminatorie hanno parlato di apertura al mondo gay.

Dal già citato Gay Center che parla di posizione di apertura nei confronti delle coppie gay a Roberto Russo che su queerBlog afferma che Il dialogo si costruisce a piccoli passi (e mi rivolgo a chi cerca il dialogo con la chiesa cattolica e con le chiese in genere): ed è innegabile che Martini sia stato l’uomo del dialogo dopo aver citato alcune frasi del cardinale senza rendersi conto della loro profondo pregiudizio:
Se poi alcune persone, di sesso diverso oppure anche dello stesso sesso, ambiscono a firmare un patto per dare una certa stabilità alla loro coppia, perché vogliano assolutamente che non sia?
Ci si dimentica he l'unico istituto che riconosce alle coppie pubblicamente dignità in Italia è l'istituto matrimoniale cui le coppie etero posso già accedere.

Eppure Imma Battaglia e Paolo Patanè gioiscono  (secondo Gayin.tv) di qyeste aperture.

Altra dichiarazione di Martini(dedotta dal sito gaywave)

se lo Stato concede qualche beneficio agli omosessuali, non me la prenderei troppo. La Chiesa cattolica, dal canto suo, promuove le unioni che sono favorevoli al proseguimento della specie umana e alla sua stabilità, e tuttavia non è giusto esprimere alcuna discriminazione per altri tipi di unioni.
Dal che si evince che le unioni tra persone dello stesso sesso non sono favorevoli al prosegumento della specie umana e alla sua stabilità, e che queste unioni sono di altro tipo ma non familiare o matrimoniale.

Una vecchia tecnica che concede qualche dettaglio secondario senza retrocedere di un millimetro dal rifiuto principale, la pari dignità, l'uguaglianza.

Eppure all'autore del post su gaywave queste dichiarazioni sono da considerare in qualche modo importanti, dal momento che per la prima volta, una figura importante della chiesa cattolica si è espresso in favore delle coppie gay. 

Il che è come dire che se non ci descrivono come malati da curare o da internare tutto il resto  è espresso in favore!

Per tacere dei nomi illustri e meno illustri che hanno cliccato "mi piace" su facebook alla comparsa di questo o quell'articolo sul libro di Martini e la sua apertura (sic!) alla causa!

Non c'è che dire. Moriremo vatic-ani...

giovedì 12 gennaio 2012

Lettera aperta al vescovo Paolo Urso. Ad uso e memoria dei compagni attivisti..

Caro vescovo, ho letto le sue dichiarazioni sul Quotidiano Nazionale su molti argomenti diversi della società contemporanea tra le quali lei, da persona illuminata e magnanima fa, a titolo personale purtroppo, essendo la politica del Vaticano decisa altrove e altrimenti, tutta una serie di concessi alle persone omosessuali davvero notevoli dal suo punto di vista e dell'organizzazione presso la quale lavora.

Pur ringraziandola della sua magnanimità e disponibilità rimando al mittente tutte le concessioni da lei fatte e su alcune delle quali alcuni siti della rete, nonché alcuni cittadini italiani (sesso e orientamento sessuale ben individuabili) hanno dato ampia risonanza senza che se ne capisca davvero il perchè. e non se ne capisce perchè.

Nelle sue dichiarazioni, infatti, al di là e ben prima delle sue concessioni, ci sono alcuni inequivocabili punti di vista che sono degli irricevibili insulti, alla mia persona, e ai miei diritti di cittadino costituzionalmente garantiti (anche se , purtroppo, alcuni ancora solo sulla carta).

Non capisco cosa ci sia da ringraziarla se lei come la chiesa tutta ci considera dei peccatori, anche se si affretta a specificare che La Chiesa fa le sue valutazioni, ma ciò non toglie che deve sempre essere una casa dalle porte aperte, anche per i gay e le lesbiche. Non va confuso il peccato con il peccatore.
Non capisco cosa ci sia da gridare al miracolo se lei ci concede (non si sa a quale titolo visto che lei rispetto lo Stato italiano è un cittadino esattamente come me) dall'alto della sua omofobica visione del mondo il diritto a costituire delle unioni affrettandosi a specificare però che Quando due persone decidono, anche se sono dello stesso sesso, di vivere insieme, è importante che lo Stato riconosca questo stato di fatto. Che va chiamato con un nome diverso dal matrimonio, altrimenti non ci intendiamo.

Ecco, bravo!

Non ci intendiamo.
Perchè lei si impiccia di questioni che riguardano lo Stato italiano e non quel posto di fanatici superstiziosi che bevono il sangue e mangiano la carne del figlio del loro dio e  propalano questo delirio come adorazione ecauristica.

E per fortuna che i malati siamo noi!

Io rimando al mittente i suoi deliri teofagi e non accetto le sue concessioni parziali e discriminatorie perchè io in quanto persona omosessuale ho gli stessi diritti delle persone etero e ho diritto a quel matrimonio che lei non mi riconosce.

Non le permetto di usarmi per ricostruirsi una verginità da persona tollerate.

Perchè lei e la chiesa siete iniqui, teocratici, contrari al progresso scientifico, assassini in nome di dio, basta aprire un qualsiasi libro di storia, ben peggio e in maniera più sistematica del peggiore dei regimi totalitari.

Il culto per la morte che la sua chiesa spaccia per parola di dio mi offende e mi disgusta e mi fa provare per lei e quelli come lei un disprezzo ancora maggiore che per quelli che in maniera meno ipocrita di lei hanno il coraggio almeno di palesare le vere opinioni che lei maschera da buona novella, continuando impunemente a discriminare.

Altrettanto disgustato sono da tutti quei compagni di sventura, discriminati come me da persone come lei, che plaudono alle sue concessioni come fanno gli schiavi con i padroni più buoni.

Ma con me non attacca vescovo.

Le sue opinioni non richieste, non considerate, non hanno peso alcuno nella società civile, laica e libera da preconcetti tanto grossolani quanto quelli che lei continua a diffondere con tutta la malvagità del morbo della fede uno dei pericoli più insidiosi della storia del genere umano.

Viviamo tutti meglio senza il suo dio sanguinario e maschio e senza di lei.

lunedì 6 giugno 2011

a proposito dei kit anti omofobia ritirati in Brasile: le bugie del sito dell'Unione Cristiani Cattolici Razionali

Aggiornamento: Sul sito UCCR avevo scritto rilevando le bugie pubblicate nel loro sito. Il mio commento è stato adesso cancellato...

Grazie alla rete mi imbatto in questo articolo. E' tratto dal sito della UCCR Unione  Cristiani Cattolici Razionali:


leggiamolo:
Verso fine maggio la presidente del Brasile, Dilma Rousseff, ha posto il veto contro l’utilizzo del cosiddetto “kit-anti-omofobia” (costato tre milioni di reais, circa due milioni di dollari) nelle scuole pubbliche, reputandolo “inappropriato” e “fuori luogo”.
Quel che l'autore, anonimo, della notizia si guarda bene dal dire è che il materiale è stato giudicato inopportuno dai 74 parlamentari del partito evangelico che con un’azione insistente di lobbying, anche minacciando ostruzionismo in Parlamento, sono riusciti ad ottenerne la sospensione della distribuzione (fonte GAYintv.it.
In particolare sotto processo è finito il video allegato.
In realtà i video sono 3. Nel primo si racconta di un ragazzo che scopre di essere bisessuale. Nel secondo due ragazze decidono di non nascondere il loro affetto e si abbracciano a scuola. Il terzo vede per protagonista una trans m to f che racconta i problemi quotidiani di uno studente che si sente studentessa e vuole farsi chiamare Bianca.
Come tutti si aspetterebbero avrebbe dovuto contenere giuste informazioni sulla discriminazione a base sessuale, richiami al rispetto della diversità o testimonianze di omosessuali perseguitati.
Questa semplice descrizione contiene una precisa agenda politica su come si deve fare informazione antiomofobica nelle scuole. Cioè non mostrando la normalità dell'omosessualità, della bisessualità o del transessualismo, ma generici richiami al rispetto del diverso o testimonianza dei discriminati in quanto vittime.
Invece i tre spot in questione fanno molto di più.
Ve li propongo tutti e tre.
Sono in portoghese ma si capiscono bene lo stesso.

Vi consiglio di guardarli (soprattutto il secondo e il terzo) perchè vengono messi direttamente in causa dall'articolo.





In realtà -poche agenzie di stampa lo ha riportato- lo scopo del video era semplicemente quello di promuovere l’omosessualità nelle scuole.
Ecco il dolente punto. Se mostri gay lesbo e trans come vittime va bene ma se li mostri felicemente inseriti nella società allora si fa promozione dell'omosessualità.
Come se fosse una cosa negativa e contagiosa.
Ancora più subdolamente se ne promuovi l'accettazione e financo l'indifferenza (lo spot portoghese docet) allora la promuovi. Naturalmente non si può promuovere l'omosessualità visto che non è una moda, un atteggiamento, una malattia, ma un modo di essere, un orientamento sessuale che non si sceglie e non si cambia, proprio come quello maggioritario eterosessuale,  se ne può promuovere l'accettazione che è ben altra cosa. Ma proseguiamo nell'articolo. Reggetevi forte.
Il video infatti mostra un ragazzino di 14 anni di nome Ricardo, che “si innamora” di un altro compagno quando lo vede urinare nel bagno della scuola. Lo stesso ragazzo più avanti dirà al suo insegnante di voler essere chiamato “Bianca” al posto di Ricardo.
L'autore dell'articolo (sic!) fa il finto tonto e confonde belluinamente identità di genere con orientamento sessuale (ancora!). Ricardo infatti non si innamora di nessuno, né tanto meno vede un altro (se vedete il video Ricardo è sicuramente un adolescente ma non un ragazzino) ragazzino urinare.
L'articolo è talmente in malafede che afferma l'impossibile. Ricardo, che si sente donna e vuole farsi chiamare Bianca, non vorrebbe proprio andare nel bagno dei maschi ma in quello delle femmine, e, come è chiaro nel video, l'argomento bagno è utilizzato per questo e solo per questo motivo.
Il filmato mostra anche due fanciulle di 13 anni che annunciano la loro relazione sessuale lesbica a tutta la classe scambiandosi un bacio sulla bocca.
A parte il fatto che l'unica relazione sessuale che due ragazze possono avere è lesbica (come potrebbe essere etero?) e dunque l'aggettivo è ridondante e pruriginoso come si vede nel video le due ragazze CHE NON HANNO CERTO 13 ANNI si abbracciano ma non si baciano né sulle guance né tanto meno sulla bocca.
L’amministrazione brasiliana, in un comunicato ufficiale, ha dichiarato di aver «deciso che da ora in poi qualsiasi materiale che si occupa di costumi sociali verrà creato dopo una più ampia consultazione».
Recentemente il Supremo Tribunal Federal ha stabilito che il governo dovrà riconoscere le unioni omosessuali in modo paritetico, perché la loro discriminazione infrange la clausola costituzione dell’uguaglianza. Anche se di uguaglianza fra i due tipi di “unione” ce n’è molto poca.
E si sa l'opinione dell'UCCR è di caratura superiore a quella del Supremo Tribunal federal Brasiliano...
La Rouseff si è dichiarata favorevole alle parntership civili, ma ha comunque rimarcato il suo ferreo “no” al matrimonio omosessuale.
Invito tutti e tutte a subissare il sito del'UCCR di commenti di protesta e di chiedere una rettifica della notizia falsamente riportate.
  
Contraddiciamo questi bugiardi omofobici!

sabato 7 maggio 2011

Il matrimonio pre chi lo vuole è per tutti anche per le persone dello stesso sesso anche davanti a Dio: parola di Gray's Anatomy

Come rimescolatore di immaginario collettivo la tv può far male ma può fare anche bene.
Il lavoro che in questa settima stagione gli autori di Gray's Anatomy stanno facendo per chiarire eticamente, politicamente e spiritualmente quale dovrebbe essere per tutti il modo di vedere il matrimonio, anche religioso, anche tra persone dello stesso sesso, è incredibile ed encomiabile.
Mentre il cinema americano, almeno quello mainstream, sembra morto, condannato da una gestione avventata fatta da nerd che di cinema non sanno nulla, la televisione americana riesce là dove il cinema riusciva una volta, parla della gente, alla gente con un punto di vista appena appena progressista senza edulcorazioni di troppo come in questo splendido, magnifico, ventesimo episodio...

sabato 24 luglio 2010

Preti gay su Panorama

Prima c'è l'articolo del Messaggero che anticipa quello di Panorama.
ROMA (22 luglio) - Preti sorpresi a frequentare i locali di ritrovo dei gay romani,
MMM non era meglio i locali romani gay? Perchè specificare che i gay sono romani? E perché specificare che i locali sono dei gay? Come se i preti anche se sono gay mantenessero una quidditas diversa dalla gayezza quale la pretaggine?
filmati con una telecamera nascosta durante feste notturne con prostituti e perfino durante un rapporto omosessuale con un partner casuale:
Già, certo che avere un rapporto eterosessuale con UN partner occasionale è un po' difficile.
I giornalisti fanno sempre questa specificazione ridicola: Leonardo e Marco hanno avuto un rapporto omosessuale. Basta dire rapporto sessuale è ovvio che essendo entrambi uomini hanno avuto un rapporto omosex... O no?
è questo il risultato di una inchiesta condotta dal settimanale Panorama, che nel prossimo numero sbatte in copertina «Le notti brave dei preti gay», con tanto di foto di due mani giunte su un rosario con lo smalto alle unghie.
della foto parleremo dopo
«Per venti giorni - afferma il settimanale - un giornalista di Panorama, affiancato da un complice gay, si è infiltrato nelle serate brave di alcuni preti che, a Roma, conducono una sorprendente doppia vita: di giorno sono sacerdoti in abito talare; di notte, smessa la tonaca, sono uomini perfettamente integrati negli ambienti omosessuali della capitale».
E pensare che Scalfarotto per dimostrare che è normale ha di recente detto che lui non ascolta tutto il tempo i Village People. Era meglio se diceva che la notte vede la tv e non va negli ambienti omosessuali della capitale.Ambienti omosessuali. Chissà come sono questi "ambienti". Sono gli ambienti a essere omosessuali o li fanno, gli ambienti, le persone omosessuali che li frequentano. Se entri in un locale gay ma sei etero rendi quell'ambiente un po' meno gay  o ti omosessualizzi tu un po'? Che modo ridicolo di parlare hanno i nostri giornalisti (sic!)
Panorama afferma di avere individuato «numerosi casi» e di averne raccontati «tre in particolare», usando nomi di fantasia: Paul, sacerdote francese di 35 anni, Carlo, sui 45, e Luca, «abbordato» su internet e poi ripreso in casa sua durante un rapporto omosessuale con il complice del cronista.
Di nuovo, un rapporto etero con IL complice del giornalista lo vedo molto arduo...
L'inchiesta racconta del primo incontro, avvenuto secondo Panorama il 2 luglio, tra il cronista e il suo complice gay con padre Paul, in un locale del quartiere romano di Testaccio, presente anche Carlo.

Davanti a loro, «due escort uomini hanno ballato seminudi»
Mazza! Addirittura seminudi!
con vari uomini, tra cui Paul, facendo poi sesso con alcuni di loro.
Lì? davanti a tutti???
Usciti dal locale, il complice gay del cronista di Panorama viene invitato a casa di Paul, gli chiede di indossare l'abito talare e ha un rapporto omosessuale, filmato con la telecamera.

Aridaje! che serve specificare che il rapporto sessuale è omosessuale? Cosa hanno fatto? baci? seghe? pompe? penetrazione? fisting? rimming? pissing? Ci sono MILIARDI di cose che possono fare due persone a letto.
Immaginatevi la cosa ridicola se Paul fosse andato con una con una donna e il giornalista avesse scritto e ha un rapporto eterosessuale, filmato con la telecamera.

Questi giornalisti di merda, che dovrebbero essere radiati da ogni albo perché non sanno nemmeno usare la lingua italiana, evidentemente con "rapporti omosessuali"  intendono cose strane, turche, non canoniche, perverse, innaturali, non normali come i rapporti etero. Alla faccia dell'omofobia!

Tutti i filmati a corredo dell'inchiesta - precisa il settimanale - saranno disponibili da domani sulla versione digitale di iPanorama sull'iPad.

Quindi io adulto consenziente che non faccio nulla di illegale, vengo ripreso a mia insaputa e i mie video messi online su un sito, a pagamento per giunta!
C'è da far chiudere Panorama PER SEMPRE (e far fare ai sedicenti giornalisti che vi lavorano quel che Mao faceva fare ai suoi giornalisti ZAPPARE LA TERRA)

La sera successiva, racconta sempre Panorama, Paul e Carlo si rivedono con il cronista di Panorama e il suo complice al Gay village di Roma, «mostrando -sottolinea il settimanale - di trovarsi a loro agio in quell'ambiente».

Ma che cosa vuol dire??? A loro agio in quale ambiente? Il Gay Village è frequentato da etero, ragazzi e ragazze. Ma il giornalista sa di cosa parla?

Paul e Carlo si rivedono con il cronista di Panorama e il suo complice al mercato di campo de fiori di Roma, «mostrando -sottolinea il settimanale - di trovarsi a loro agio in quell'ambiente». Vi rendente conto del ridicolo?!?!?

Badate che anche se riporta le affermazioni di Panorama il giornalista del Messaggero  trova quelle frasi del tutto comprensibili e di senso compiuto altrimenti non le riporterebbe e basta ma le commenterebbe...

Il giorno dopo, domenica 4 luglio, sempre secondo Panorama, Paul ha celebrato la messa su un tavolino della propria abitazione, alla presenza del cronista di Panorama e del suo complice. Panorama sostiene di aver verificato «che Paul è effettivamente un prete».
Perché celebra la messa?
Con Carlo c'è un secondo incontro in un ristorante del centro di Roma, «abitualmente frequentato da gay».

Si sa i gay si riconoscono come i migranti, gli zingari, le donne e i bambini vanno tutti in giro con lo smalto rosa fucsia
Alla fine del pranzo, «Carlo ha portato il complice di Panorama nel suo appartamento, che è collegato a una grande struttura ecclesiastica, e ha avuto con lui un rapporto sessuale», anche questo ripreso dalla telecamera nascosta.


Stavolta niente "omosessuale" meno male!

«Il cronista di Panorama - afferma ancora il settimanale - ha anche filmato Carlo mentre celebrava messa in una chiesa non lontana dal suo appartamento».
Cosa disdicevole per un prete!!! Come dire prima ha preso cazzi in mano e poi senza lavarsele ha toccato l'ostia...
Il terzo prete, Luca, è stato avvicinato da Panorama attraverso internet, su una chat omosessuale: dopo un approccio esplicito, cui è seguito un appuntamento, l'incontro è avvenuto il 6 luglio «davanti alla chiesa di una missione cattolica».
Che prete sfrontato! Non solo è gay ma fa incontri addirittura davanti la chiesa!!!

È «puro scandalismo», secondo autorevoli fonti vaticane, l'inchiesta sui preti gay svolta da Panorama. Nessun commento alla notizia è giunto dalle fonti ufficiali, ma in ambienti della Santa Sede, la notizia è apparsa «priva di prove concrete e circostanziate» ed è stata vista come «un tentativo di trovare ad ogni costo argomenti forti per svegliare i lettori sotto l'ombrellone», come fosse «un serpente di mare». «E quand'anche si volesse sviscerare un argomento così complesso e delicato quale la sessualità dei sacerdoti - aggiunge la fonte - non basterebbe un'inchiesta di 15 giorni, per quanto accurata».

L'inchiesta di Panorama sui preti gay è documentata: lo precisa il direttore, Giorgio Mulè, replicando alle osservazioni di fonti vaticane che parlano di notizia «priva di prove concrete e circostanziate». «Le anonime ma autorevoli fonti vaticane citate relativamente all'inchiesta di Panorama sulle notti brave dei preti gay a Roma - sottolinea Mulè - parlano di una notizia priva di prove concrete e circostanziate ed è bollata come un tentativo di trovare ad ogni costo argomenti forti per svegliare i lettori sotto l'ombrellone».
bella ripetizione...
«Desidero rassicurare le anonime fonti vaticane invitandole a recarsi in edicola per leggere l'inchiesta.
Un po' di pubblicità non fa mai male. 
Ove non fosse sufficiente sarò lieto di fornire loro nomi, cognomi e indirizzi dei sacerdoti che hanno compiuto atti sessuali, peraltro documentati da riprese video incontrovertibili.
e vai in galera, visto che c'è il diritto alla privacy VISTO CHE I SUDDETTI PRETI NON HANNO COMMESSO REATO ALCUNO. Siamo arrivati alla delazione come durante il Ventennio. Perchè Panorama è ancora online? Perchè la rivista non è stata sequestrata? perchè il direttore non è già in GALERA dove è stata buttata via la chiave?

I nostri lettori, inoltre, saranno sicuramente svegliati dalla nostra inchiesta. Ma le anonime fonti mi credano: avremmo preferito non disturbare il loro riposo piuttosto che raccontare questa squallida storia».
Squallido è Panorama e il suo direttore. Anche perchè non attacca i preti che non osservano il celibato, ma solo quelli gay. dunque è l'omosessualità ad essere squallida.
Quindi un prete che per conto proprio nel tempo libero va in un locale a ballare è squallido più di un politico eh usando le auto blu paga 3 mignotte per se e altri cazzi al vento vecchi e panzuti come lui... Capita l'antifona.
Il Messaggero però non fa analisi si limita a riportare l'articolo condividendone di fondo il giudizio estremamente negativo di Panorama: preti froci? che schifo! quelli etero possono invece tranquillamente andare a mignotte o trans.

Poi c'è l'articolo di Panorama. Che  va in edicola con questa copertina.


Omosessualità ancora confusa con effeminatezza e unghie laccate di rosa (sic!),bel palato quelli di panorama coltivano per i propri lettori. Volgare, maschilista patriarcale e omofoba propri come metà degli italiani, quelli che continuano a votare Berlusconi, proprietario di questo settimanale.
Ecco il testo (e le foto) pubblicato sul sito
Un’inchiesta con telecamera nascosta, seguita da verifiche minuziose e da controlli accurati. Per venti giorni Carmelo Abbate, giornalista di Panorama, affiancato da un «complice» gay,
I giorni da 15 (per il messaggero) sono diventati 20. Almeno qui complice è tra virgolette
si è infiltrato nelle serate brave di alcuni preti che, a Roma, conducono una sorprendente doppia vita: di giorno sono sacerdoti in abito talare; di notte, smessa la tonaca, sono uomini perfettamente integrati negli ambienti omosessuali della capitale. Quella che ne è uscita è un’inchiesta sul campo che ha permesso di scoprire una realtà inedita
Veramente già nel lontano 1994 Thomas Migge, pubblicò in Italia un'inchiesta di tutt'altra levatura giornalistica. Il libro è Può mai l'amore essere peccato? pubblicato per i tipi della Marsilio. Giornalista tedesco, abbordò i preti come per un incontro (avvicinandoli in luoghi di incontro o sulla linea 64 dell'autobus) e poi rivelava la vera natura dell'incontro, molti hanno negato l'intervista, molti hanno risposto. Ne è nata una casistica molto interessante e molto umana nella quale il giornalista, con strumenti culturali professionali ma anche umani direi ben più profondi di quelli di Panorama descrive l'umanità degli intervistai che prima ancora di esser e preti sono esseri umani con le debolezze e i difetti di tutti. nessuna demonizzazione ma solo la volontà di capire e di sapere come vivono quei preti la propria clandestinità.
Miliardi di anni luce dall'abisso di bassezza morale, nullità professionale, scempio deontologico e comportamento al limite del reato penale (spero che la magistratura aprirà una indagine al più presto) di qunato fatto da Panorama e i suoi giornalisti (sic!).
e per certi versi sconvolgente: sacerdoti che partecipano a feste notturne con escort uomini; che hanno rapporti omosessuali con partner casuali; che frequentano chat e ritrovi gay.
Le chat, essendo ambienti virtuali non si frequentano, ma vai a spiegare l'italiano a gente che ha in spregio la deontologia professionale...
Panorama ha individuato numerosi casi
casi, come si trattasse di un crimine, di qualcosa di eccezionale, di strano,etc...
e ne ha raccontati tre in particolare: quello di Paul, quello di Carlo e quello di Luca (i nomi sono inventati per proteggere l’identità dei sacerdoti).
Il primo, un francese sui 35 anni, ha incontrato il cronista di Panorama venerdì 2 luglio, in una festa gay in un locale del quartiere di Testaccio.
Una festa gay in un locale? una normale serata del locale o si festeggiava un evento particolare? Perché usare la parola festa? se non per sottolinearne surrettiziamente l'aspetto vizioso?
Nella serata, cui partecipavano – retribuiti - due escort uomini che hanno ballato seminudi con il prete e con altri ospiti (praticando poi sesso gay con alcuni di loro),
ecco che ritorna il discorso di prima, come fanno due uomini a praticare sesso etero?... A cosa serve questa specificazione se non a usare la parola gay in modo piccante?
era presente anche Carlo, il secondo prete, che ha un’età tra i 45 e i 50 anni. La notte termina a casa di Paul, dove il complice gay del cronista di Panorama prima chiede al prete di indossare l’abito talare e poi ha un rapporto sessuale con lui, ripreso dalla telecamera nascosta.
Intanto compiaiono alcuni estratti dai video ripresi, senz autorizzazione, illegali perchè non sono prova di alcun crimine ma sono una epslicita violazione della privacy.
 MA scommettiamo che il direttore di Panorama in galera non ci andrà?

La sera successiva Paul e Carlo hanno dato appuntamento al cronista di Panorama e al suo complice al Gay village di Roma, mostrando di trovarsi a loro agio in quell’ambiente.
Il gay village è un posto normalissimo dove si balla si beve e si fumano sigarette, frequentato da tantissimi etero e tantissime donne non tutte lesbiche. Perché specificare che il prete si trovava a suo agio in quel posto?
In questa occasione, Carlo più volte si è assentato sostenendo di averlo dovuto fare per evitare di incontrare quelli che aveva riconosciuto come altri preti o catechisti.
Altra affermazione falsa. Anche gli altri preti o catechisti erano nello stesso luogo infamante quindi erano tutti costretti alla stessa omertà che tutelava ognuno individualmente.
La serata si è chiusa con lo stesso finale della precedente.
Come per dire che a differenza degli etero che sono fantasiosi i gay sono ripetitivi, maniacali, compulsivi, caratteristiche di un atto sessuale che è un vizio e non una normale variante della sessualità umana.
Il giorno dopo, domenica 4 luglio, Paul ha celebrato la messa su un tavolino della propria abitazione, alla presenza del cronista di Panorama e del suo complice.
Il videoeditoriale del direttore: abbiamo le prove
Le prove di cosa? 


Panorama ha verificato che Paul è effettivamente un prete. Con Carlo, invece, l’incontro si è svolto in un ristorante del centro di Roma, abitualmente frequentato da gay. Carlo ha indicato una coppia di uomini a un altro tavolo, sostenendo che uno dei due fosse un prete e che fossero «fidanzati».
Fidanzati tra virgolette. perchè mentre un prete può essere fidanzato con una donna due uomini possono solo scimmiottare le pratiche etero... Omofobia allo stato puro
A suo dire, il locale è abitualmente frequentato da tanti prelati gay.
Carlo ha sostenuto anche che almeno il 98 per cento dei preti che conosce è omosessuale,
affermazione priva di qualunque spessore statistico.
ma ha aggiunto che nella Chiesa di oggi c’è una parte «intransigente» che si sforza di non guardare la realtà, e un’altra parte più «evangelica», che invece riconosce e accetta il fenomeno dei preti omosessuali.
Non per la dottrina ufficiale.
Al termine del pranzo, Carlo ha portato il complice di Panorama nel suo appartamento, che è collegato a una grande struttura ecclesiastica, e ha avuto con lui un rapporto sessuale, anche questo ripreso dalla telecamera nascosta.
Il cronista di Panorama ha anche filmato Carlo mentre celebrava la messa in una chiesa non lontana dal suo appartamento. Sulla versione online di “Panorama” e sull’iPad saranno disponibili, dal 23 luglio, tutti i filmati a corredo dell’inchiesta.
 Il Vicariato ha subito rilasciato una dichiarazione


La rivista Panorama nel numero di oggi, venerdì 23 luglio, pubblica un lungo articolo dal titolo “Le notti brave dei preti gay”. L’estensore del servizio afferma di aver frequentato alcuni sacerdoti gay e di aver documentato i loro comportamenti con una telecamera nascosta. La finalità dell’articolo è evidente: creare lo scandalo, diffamare tutti i sacerdoti, sulla base della dichiarazione di uno degli intervistati secondo il quale «il 98 per cento dei sacerdoti che conosce è omosessuale», screditare la Chiesa; e - per altro verso - fare pressione contro quella parte della Chiesa da loro definita «intransigente, che si sforza di non guardare la realtà» dei preti omosessuali.

I fatti raccontati non possono non suscitare dolore e sconcerto nella comunità ecclesiale di Roma, che conosce da vicino i suoi sacerdoti non dalla “doppia vita”, ma con una “vita sola”, felice e gioiosa, coerente alla vocazione, donata a Dio e a servizio della gente, impegnata a vivere e testimoniare il Vangelo e modello di moralità per tutti. Questi sono gli oltre 1.300 sacerdoti delle 336 nostre parrocchie, degli oratori, delle molteplici opere di carità, degli istituti di vita consacrata e delle altre realtà ecclesiali operanti nelle università, nel mondo della cultura, negli ospedali e sulle frontiere della povertà e del degrado umano, non solo nella nostra città ma anche in terre lontane e in condizioni assai disagiate. Chi conosce la Chiesa di Roma - dove vivono anche molte centinaia di altri preti provenienti da tutto il mondo per studiare nelle università, ma che non sono del clero romano né impegnati nella pastorale - non si ritrova minimamente nel comportamento di costoro dalla “doppia vita”, che non hanno capito che cosa è il “sacerdozio cattolico” e non dovevano diventare preti. Sappiano che nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici. Coerenza vorrebbe che venissero allo scoperto. Non vogliamo loro del male ma non possiamo accettare che a causa dei loro comportamenti sia infangata la onorabilità di tutti gli altri.

Dinanzi a simili fatti aderiamo con convinzione a ciò che il Santo Padre Benedetto XVI ha ripetuto più volte negli ultimi mesi: «i peccati dei sacerdoti» ci richiamano tutti alla conversione del cuore e della vita e ad essere vigilanti a non «inquinare la fede e la vita cristiana, intaccando l’integrità della Chiesa, indebolendo la sua capacità di profezia e di testimonianza, appannando la bellezza del suo volto».

Questo Vicariato è impegnato a perseguire con rigore, secondo le norme della Chiesa, ogni comportamento indegno della vita sacerdotale.

23 luglio 2010 (fonte Romasette.it sito del vicariato di Roma.

Il disonore non è fare del sesso ma praticare del sesso gay. Nessuno si sogna infatti di fare accenno ai preti etero che scopano con donne o mettono su relazioni sentimentali con donne. Nessuno chiede loro di venire allo scoperto. nessuno pensa che un prete che fa sesso con una donna infanghi tutta la chiesa. Un prete che scopa con un uomo, maggiorenne e consenziente..., sì.
Le posizioni della chiesa sono medievali a dir poco e sono degne della peggiore omofobia talebana e islamica. La chiesa va censurata, criticata, denunciata e le va impedito di discriminare i reti gay, non perché on li vuole nel suo connesso, è libera di farlo, ma perchè li accusa di infangare l'onorabilità degli altri preti, evidenziatone anche di quelli che fanno sesso con donne.

Le reazioni da parte dfi tutto il mondo omosessuale e non non si sono fatte attendere. Anche whad ha detto la sua, con puntualità e precisione. ecco il testo integrale che potete leggere anche su Facebook e sul sito Wehaveadream.eu.

Con una copertina aderente allo stile del settimanale, Panorama pubblica oggi un pessimo articolo - ampiamente pubblicizzato già ieri - sulla vita notturna di alcuni preti omosessuali mischiando omofobia e pruderie, gossip di bassa lega e disinformazione.
La copertina: due mani giunte con un rosario e lo smalto rosa sulle unghie. Non sappiamo chi siano i grafici di Panorama e non sappiamo che luoghi e quali omosessuali frequentino, ma diciamolo con franchezza: con quell’immagine molto old style vuole associare l'idea dello smalto, simbolo stereotipato della femminilità, all'omosessualità facendo l'equazione "gay = donna". Nulla di più falso, nulla di più stantio.

Tornando invece all'articolo vero e proprio vi si legge solo di preti adescati e filmati anche durante rapporti sessuali senza il loro consenso in barba alla filosofia sulla privacy. Anche questa volta il filmato ha un solo scopo che non è certo fare un’inchiesta su un illecito o su un malcostume:

- perché non c’è nulla di nuovo sotto il sole: tutti ricorderanno il servizio di Exit, il programma di La7 condotto da Ilaria D’Amico.

-perché due persone adulte e consenzienti che hanno un rapporto sessuale consensuale non commettono alcun reato

-perché si prova a sputtanare una categoria, quella dei preti, che vengono cosi accomunati tutti, indiscriminatamente, a viziosi, ma non ci è dato però di sapere cosa pensino questi uomini dell'omosessualità e come la vivono

-perché si prova a sputtanare una comunità, quella delle persone gay che vengono - ancora una volta - mostrate come interessate solo al sesso promiscuo.

Ci sembra ovvio che ci sono un sacco di preti eterosessuali e ci aspettiamo quindi che per contraddire le nostre supposizioni e dimostrare che l'intento era solo di informare dell'esistenza di un fenomeno Panorama faccia anche un reportage su quei preti eterosessuali che hanno rapporti con prostitute, che hanno relazioni stabili e a volte figli.

Di fronte a questo servizio, è da notare che il vicariato di Roma, al contrario dei casi di pedofilia, che vengono insabbiati o sminuiti, chiede ai preti omosessuali di venire allo scoperto e di rinunciare ai “benefici” – che credevamo non esistessero – derivanti dallo status clericale.

Esprimiamo anche forti perplessità per le dichiarazioni di alcuni esponenti dell’associazionismo gay che nel tipico sport della corsa al comunicato e alle dichiarazioni a mezzo stampa, invece di rinunciare ad un contributo allo sciacallaggio messo in atto da Panorama, confessano esperienze personali, danno numeri e aiutano a definire topologia e vademecum per partecipare a questi incontri.

-We Have a Dream-
Un attacco ai gay e alla cheisa senza precendenti, fatoda Berlsuconi che sta evidentemente preparando una ttacco totale per difendersi da quella che teme essere la sua fine politica. Un messaggio in stilemafioso d iavvertimento possimao toccare chiuqnue non ci fermiamo davanti a niente.
Nemmeno il paese civile però.
Stilizzereremo diverse manifestazioni di protesta. Sarete prontamente informati qui e su facebook.