martedì 14 agosto 2012

Evviva!!! E' morto Robert Hughes, grande nemico del politcamente corretto e grande omofobo

Leggo sul sito Queer Blog un articolo interessante di Roberto Russo nel quale parla di Robert Hughes critico d'arte e scrittore, recentemente scomparso e in particolare di un suo libro, del 1993, La cultura del piagnisteo. La saga del politicamente corretto pubblicato in Italia da Adelphi nel quale, dice Russo, Hughes se la prende con quella “lacrimosa avversione all’eccellenza” che è, secondo lui, il politicamente corretto, cioè come si evince da alcuni brani del libro, citati da Russo 

l’assillo di individuare, celebrare e, se occorre, fabbricare vittime che abbiano un unico tratto comune: la negazione della parità con la Bestia Bionda dell’immaginazione sentimentale, il maschio bianco eterosessuale benestante.
Dalle citazione di Russo (a naturalmente bisognerebbe leggere il libro per intiero) Hughes individua l'ingenuità, e la debolezza culturale e logica oltre che semantica del politicamente corretto quando afferma

Vogliamo creare una sorta di Lourdes linguistica, dove il male e la sventura svaniscano con un tuffo nelle acque dell’eufemismo […] L’omosessuale pensa forse che gli altri lo amino di più, o lo odino di meno, perché viene chiamato “gay” (un termine riesumato dal gergo criminale inglese settecentesco, dove stava a indicare chi si prostituisce e vive di espedienti)? L’unico vantaggio è che i teppisti che una volta pestavano i froci adesso pestano i gay.
Ineccepibile. Infatti il politicamente corretto si interessa troppo della forma e poco del contenuto anche se, si sa, c'è chi giustamente crede che forma e contenuto non siano mai del tutto disgiunti. Ma Hughes, ci accodiamo a Russo, ha ragione da vendere quando dice che  L’unico vantaggio [del politicamente corretto] è che i teppisti che una volta pestavano i froci adesso pestano i gay.

Dove però non sono d'accordo né con Russo né con Hughes è nelle affermazioni con cui Russo chiosa il suo articolo che, nel leggerle, mi hanno fatto cadere dalla proverbiale seggiola, dimostrando un sospetto che non mi levo mai dalla testa ogni volta che sento qualcuno denigrare il politicamente corretto: che lo faccia cioè non perchè genuinamente insofferente a un ipocrita e borghese galateo lessicale ma perchè avversi le minoranze che il politicamente corretto si illude di proteggere.

Hughes, come quasi tutti i denigratori del politicamente corretto, non riesce a sottrarsi dalla tentazione di offendere le minoranze, gratuitamente, solo per il usto di farlo, una volta liberatosi dalle pastoie del politicamente corretto senza che l'offesa contribuisca a sviluppare un pensiero critico.
Così si azzarda a dire che
L’assortimento di vittime disponibile una decina di anni fa – negri, chicanos, indiani, donne, omosessuali - è venuto allargandosi fino a comprendere ogni combinazione di ciechi, zoppi, paralitici e bassi di statu[r]a o, per usare i termini corretti, di non vedenti, non deambulanti e verticalmente svantaggiati. Mai, nel corso della storia umana, tante perifrasi hanno inseguito un’identità.

Robert Hughes, La cultura del piagnisteo. La saga del politicamente correttoHughes mette insieme categorie come negri, chicanos, indiani, donne, omosessuali (con quel negri detestabile, ma bisognerebbe vedere se in inglese ha davvero osato usare niggers) che sono discriminate non già per uno svantaggio di per sé, ma per la reazione negativa, e, appunto, discriminatoria, di una intera società e cultura (come quella repubblicana di cui Hughes, che era Australiano,  era portavoce e rappresentante) con altre categorie come ciechi, zoppi, paralitici il cui svantaggio non deriva dallo stigma sociale (o almeno non precipuamente) ma da una condizione oggettiva di differenza fisica (dove naturalmente differenza non significa inferiorità).
Se un paralitico è oggettivamente impedito nell'uso delle gambe, e in questo suo limite può avere una limitazione che non gli deriva da come la società lo accoglie in quanto paralitico ma dal limite di per sé, una donna non ha di per sé alcuno svantaggio fisico anche se moltissimi maschilisti, uomini e donne, sono pronti a giurare io contrario: negli anni settanta per esempio si cercava di impedire alle donne di diventare pilota darei perchè, dato che una volta al mese le donne hanno le mestruazioni e sono dunque i balia di cambiamenti chimici nel loro sangue, per questo venivano considerate meno affidabili degli uomini.

Così facendo dunque Hughes non solo sminuisce e minimizza il portato discriminatorio a danno di certe categorie, lasciando intendere che non è colpa di nessuno se, come per i ciechi, gli zoppi, e i paralitici le donne, gli omosessuali i negri i chicanos e gli  indiani sono svantaggiati nello stesso nodo. Non è cioè colpa dello stigma sociale se i primi sono discriminati ma è colpa di uno svantaggio oggettivo che risiede nelle persone in sé. Uno svantaggio sulla quale Hughes minimizza inserendo una categoria altra ancora quella delle persone basse   che indica, facendo il verso al politicamente corretto, come verticalmente svantaggiati.

Russo forse non se ne sarà reso conto perchè Hughes lavora di fino e conosce bene la differenza connotativa e denotativa nell'uso delle parole.

Ma nell'ultimo brano che cita di questo autore del quale, francamente, non posso che dirmi sollevato per la morte, almeno a  giudicare da questi brani estrapolati, (chi critica il politicamente corretto non può pretendere lo si usi nei suoi confronti...)  anche Russo si sarebbe dovuto accorgere di considerazioni omofobiche e discriminatorie:

Oppure prendiamo “omofobico”, uno degli insulti preferiti dagli allarmisti politicamente corretti. Oggi, su venti persone che usano questa parola, sì e no una sa cosa significa. “Omofobia” è un termine clinico che indica un disturbo patologico, un’ossessione causata dal timore fortemente represso di essere omosessuali. Adesso il termine può essere ed è applicato indiscriminatamente a chiunque mostri la minima riserva nei riguardi di un qualsivoglia omofilo, o contesti (per quanto blandamente) le pretese (per quanto estreme) di costui a particolari diritti per il suo gruppo di appartenenza.
ed ecco che il giochino fatto prima tra diverse categorie qui si esplica in tutta la sua disonestà intellettuale, in tutto l'uso surrettizio della lingua.

Hughes parte sempre da una considerazione condivisibile:
Omofobia” è un termine clinico che indica un disturbo patologico, un’ossessione causata dal timore fortemente represso di essere omosessuali.

Vero. E' vero anche  però che la parola ha subito uno slittamento semantico e oggi identifica qualcosa di diverso. Anche Hughes sembra riconoscerlo quando dice che il termine è usato in altri ambiti ma   come descrive il campo di azione di un omofobo?

Adesso il termine può essere ed è applicato indiscriminatamente a chiunque mostri la minima riserva nei riguardi di un qualsivoglia omofilo.
 Dunque l'omofobo per hughes non è uno (una) che discrimina le persone omosessuali ma qualcuno che ha una riserva anche minima nei confronti degli omosessuali indicati non già con il sostantivo d'uso comune ma con il termine omofilo che lo Zingarelli nel 1994 definiva eufemistico cioè Figura retorica che consiste nel sostituire espressioni di contenuto sgradevole o crudo con espressioni attenuate o perifrasi Grande Dizionario Italiano Gabrielli online.

Uso omofilo perchè considero la parola omosessuale di contenuto sgradevole o crudo. Ed ecco una prima presa di posizione omofoba fatta tra le righe senza quasi che ce se ne accorga (Russo non se ne accorge infatti).

Non contento risolve la discriminazione omofobica come l'operato di chi

mostri la minima riserva nei riguardi di un qualsivoglia omofilo, o  contesti (per quanto blandamente) le pretese (per quanto estreme) di costui a particolari diritti per il suo gruppo di appartenenza.

Ed ecco lo scippo più grave di tutto il discorso di questo porco fascista (e mi sto trattenendo, eh?!).

Non è l'omofobo che discrimina ma è l'omofilo che fa le richieste più estreme di particolari diritti per il suo gruppo di appartenenza.

Ecco qui emergere in piena luce la natura discriminatoria e fascista (nel senso di intollerante, prepotente) di chi si prodiga in un discorso contro il politicamente corretto. Il politamente corretto sarà pure quelpunto di vista che preferisce l'uso del termine gay al termine frocio ma chi lo critica lo fa perchè mal sopprta
le pretese (,,,) estreme (...) a particolari diritti per il suo gruppo di appartenenza.

mentre è vero esattamente il contrario. E' l'omofobo che nega a determinate categorie i diritti di tutti e tutte. Ed è nell'occhio dell'omofobo vedere le richieste dell'omosessuale che gli vengano riconosciuti i diritti di tutti a lui non concessi come la richiesta di un diritto ad hoc. 

Certo bisogna riconoscere a Hughes che, negli anni in cui scriveva il libro il politicamente corretto cercava di riconoscere diritti ad hoc in quanto discriminati ma Hughes è troppo colto e intelligente per confondere i piani in maniera così grossolana.

Chi non ha invece giustificazioni di sorta scrivendo questo articolo il 10 agosto del 2012 è invece Roberto Russo che, dopo aver citato questi estratti controversi si limita a chiosare l'articolo con queste confederazioni generiche. 

Chi scrive concorda pienamente con Nanni Moretti che ebbe a dire: “Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!”. Eppure non posso non riconoscere che Robert Hughes aveva ragione in merito ad alcuni atteggiamenti, soprattutto a quel modo di fare tutto politico (intendendo con questo l’essere che vive nella polis, nella città, quindi ognuno di noi) che spinge a chiamare le disparità “con un altro nome, nella speranza che così spariscano”.
Vero, caro Roberto, ma sempre meglio il politicamente corretto che cerca dei nomi più blandi di un omofobo furbo e repubblicano come Hughes...

lunedì 13 agosto 2012

Ma spesso l'omofobia è nell'occhio di chi racconta non nella mente di chi ha agito: sull'aggressione a Fulvio Boatta al quartiere Vucciria di Palermo


Non so voi ma c'è qualcosa che non mi quadra ogni volta che leggo sui quotidiani, sui siti, sui blog, il resoconto di una aggressione omofobica.

Prendiamo l'ultimo (speriamo) caso successo qualche giorno fa a Palermo. 

Un giovane omosessuale è stato picchiato ieri sera in un pub nel quartiere storico della Vucciria a Palermo da un uomo che si è poi allontanato. (La Repubblica)
E’ stato insultato e schiaffeggiato perché gay. (blogsicilia)
In questi articoli, mi pare,  si inverte la causa con l'effetto.

Invece di spiegare come una persona qualsiasi individuata come diversa, nella  fattispecie gay, sia stata aggredita, si qualifica l'aggredito come diverso e si spiega che a causa della propria diversità è stato picchiato.

Ogni volta che leggo che un gay è stato picchiato o che qualcuno è stato picchiato in quanto gay mi chiedo, come hanno fatto a capire gli aggressori che l'aggredito era gay?

Di più, l'aggredito lo è davvero gay o, semplicemente, è stato percepito come tale?
E in questo secondo caso l'aggressione a un presunto gay (che poi magari risulta essere il più focoso degli sciupafemmine) è sempre un'aggressione omofoba?

Della stessa qualità di quella fatta a un vero gay?

Cerchiamo di vedere la dinamica di questa aggressione dalle parole dell'aggredito, Fulvio Boatta, così come le riporta Repubblica, nell'articolo già citato.

Sono andato nel bagno del locale (...)  e una volta uscito un uomo di circa 60 anni ha iniziato a insultarmi, insinuando che non avessi risposto mentre lui bussava alla porta, segnalando in tal modo che il bagno era occupato perchè, essendo gay, volevo che lui entrasse in bagno mentre c'ero io. Al mio diniego ha iniziato a insultarmi urlando, e dato che cercavo di allontanarmi, mi ha schiaffeggiato, uscendo poi dal locale e facendo perdere le sue tracce.

Io mi chiedo, come ha fatto l'aggressore a stabilire che Fulvio fosse gay? In base a quali criteri?

L'ho chiesto direttamente a Fulvio, tramite faccialibro, e Fulvio è stato così gentile da rispondermi,

forse nel mio caso è facilitato dal fatto che oltre ad essere esposto perché in prima linea, nella lotta per i diritti civili, ho una naturale femminilitá che non mi vergogno ad esprimere e quindi non nascondo... In sostanza nel mio caso non hai bisogno di chiedere perché lo vedi.
Dunque, mi viene da pensare, se non lo vedi non lo aggredisci?

Quello che voglio capire, è che cosa intendiamo dire quando parliamo di aggressione omofobica.

Se si tratta cioè sempre ed esclusivamente di un'avversione per i froci e per le lesbiche o se si tratta di qualcosa di diverso, di più ampio, di significato più diffuso, sotterraneo e meno delineato da definire.

Questo perchè la parola frocio e lesbica prima ancora di designare una persona omosessuale designa un insulto.

1) Si può cioè insultare una persona dandogli dell'omosessuale per offenderla, non perchè la si considera omosessuale, ma semplicemente, perchè colti in una dinamica di aggressione, pensiamo di offenderla dandole del frocio o della lesbica.
A una fila, in macchina, per strada, una persona ci taglia la strada, ci passa davanti  (faccio apposta degli esempi sciocchi perchè le risse e le aggressioni scattano spesso per futili motivi)  e noi per offenderla gridiamo guarda sto frocio, guarda sta lesbica.

Qui l'omofobia consiste nell'utilizzare (nel considerare) l'omosessualità come qualcosa di offensivo.
Se ti do del frocio o della lesbica ti offendo. Poco importa se tu lo sia o no. L'importante è che dandoti del frocio e della lesbica ti trasferisco addosso tutta la negatività che queste parole portano con sé nella nostra società omofobica. Negatività che non sta nella condizione del frocio o della lesbica di per sé ma nello stigma sociale con cui frocio e lesbica sono accolti nella società.

Ti do del frocio e della lesbica non perchè penso che tu lo sia, ma per offenderti a prescindere.


2) si può insultare (o aggredire) una persona perchè la si presume omosessuale in base a dei comportamenti reputati  "da omosessuale".

Qui l'omosessualità dell'aggredito (dell'aggredita) è ancora presunta, perchè io posso essere visto, giudicato come omosessuale anche se non lo sono. Posso essere un ballerino ma essere etero, posso fare il parrucchiere ed essere etero, posso essere effeminato (come Fulvio) ed essere etero...

L'omofobia sta dunque sia nell'intolleranza (per usare un eufemismo) nei confronti della persona presunta omosessuale sia nel catalogare comportamenti, linguaggio del corpo, professioni, prossemiche, come omosessuali (anche quando non è detto che lo siano necessariamente) basandosi su un cliché dell'omosessuale che è omofobico (oltre che patriarcale ed eterosessista).

3) Si insultano le persone quando hanno comportamenti omosessuali: baciano il compagno o la compagna, vanno in giro mano nella mano (anche se questo non è di esclusivo appannaggio di coppie amorose, può anche trattarsi di coppie di amici e amiche), si aggredisce qualcuno perchè lo si riconosce esponente della comunità lgbtqi.

Qui si aggredisce la persona non perchè (presunta) omosessuale ma perchè il suo comportamento sociale viene reputato fastidioso, esibizionista, etc.

Sono tre livelli diversi di omofobia: dal patriarcato che pensa all'omosessualità come a un insulto, al maschilismo omofobico (ed omomaniaco: qualunque eccedenza anche minima  dalla norma eterosessista ti fa frocio...) che legge qualunque comportamento ambiguo in quella chiave, all'omofobia in senso stretto che è l'aggressione e la discriminazione in base a determinati comportamenti affettivi e sociali delle persone omosessuali.

Un orientamento sessuale che di per sé non ha nulla di meglio o di peggio degli altri  ma vituperato e stigmatizzato dalla società e dall'opinione pubblica, sobillata da cliché sessisti e patriarcali - film come il vizietto (Italia\Francia, 1978) di Eudard Molinaro, le scenette de I soliti idioti-  da affermazioni discriminatorie (e allucinanti nella loro proditorietà) di esponenti del mondo politico, religioso, e dello spettacolo riportate dallo stesso sistema giornalistico che dell'omofobia ha fatto una moda, una categoria informazionale, diventa un mezzo per offendere, escludere e prendere in giro chi non rientra negli stereotipi patriarcal-maschilisti.
Contemporaneamente di più e di meno che un semplice odio per le persone omosessuali.

La discriminazione per le persone lgbtqi è quella perpetrata dalle istituzioni, dal mondo politico, da quello religioso  e quello dello spettacolo (che ne parla male nei termini dei vari Cassano o in quelli di Alba Parietti) ma una visione distorta e macchiettista dell'omosessualità è usata per offendere, controllare gli eccessi le ambiguità presunte e tenere  a bada chi, a vario titolo, vuole emanciparsi dal patriarcato.

Perchè se Fulvio fa benissimo a dire che ha una naturale femminilitá che non mi vergogno ad esprimere questa non fa di lui un omosessuale, ma solo un effeminato, perchè non tutti gli effeminati sono gay e non tutti i gay sono effeminati.
E dovremo smetterla di dire che i ragazzi come Fulvio sono stati aggrediti in quanto gay per almeno due ordini di motivi.

1) Sono migliaia i motivi per cui una persona viene vista, percepita o catalogata come omosessuale, a torto o a ragione, che questa persona omosessuale lo sia o meno. Si dà dell'omosessuale anche a chi non lo è, o si giudica tale qualcuno in base a comportamenti indiziari.

Dire che è stato aggredito qualcuno in quanto gay vuol dire in qualche modo spiegare il perchè di quell'aggressione, di quella discriminazione, di quell'insulto.

Vuol dire è stato picchiato un altro frocio.

E se chi legge la notizia  frocio non è o non è dichiarato o non è visibile (qualunque cosa questo voglia dire)  percepirà quell'aggressione come un pericolo che non lo (la) riguarda direttamente.
Si può essere solidali ma, in fondo, costa poco, perchè a me non potrà succedere quel che è successo a lui (a lei) perchè io frocio non sono\non mi ci dichiaro\non sembro.

2) Dire che qualcuno è stato picchiato in quanto gay vuol dire distinguere la vittima, dargli una precisa connotazione che rassicura tutti gli altri e tutte le altre.
Ma siccome chiunque per essere offeso può esser tacciato di omosesualità, chiunque non rientri nei ristretti canoni dell'eterosessualità ariana può essere percepito come gay, e, certo, chi vive la propria affettività alla luce del sole viene aggredit* e discriminat*, nessuno è in salvo dall'omofobia che va al di là ed esiste prima delle persone omosessuali che non sono le uniche che l'omofobia  discrimina.

Perchè Fulvio ha diritto a essere lasciato anche se è effeminato ANCHE SE NON FOSSE OMOSESSUALE.

Ogni volta che si scrive e dunque si legge che è stato aggredito un gay per molti lettori e lettrici gli aggrediti e le aggredite saranno dei/delle piantagrane che si offrono vittime di qualche intollerante, che, certo, va criticato, ma se froci e lesbiche fossero meno visibili, non ostentassero la loro sessualità o non parlassero tutto il tempo di con chi vanno a letto non provocherebbero le reazioni violente di cui sono i provocatori, la casa...

Complici i giornali che parlano solo di sesso e non di sentimenti, che sussumono sotto l'etichetta di omosessualità anche gesti atti a offendere, o comportamenti percepiti come diversi.

Se nel caso di Fulvio invece di dire schiaffeggiato in quanto gay, si fosse detto, ragazzo non risponde occupato in un bagno pubblico e per questo accusato di volerci provare con un sessantenne ci saremmo sentit* tutt* possibili vittime dell'aggressore.

Così invece, molto più comodamente, tiriamo un sospiro di sollievo perchè noi froci non lo siamo (checche poi... mai!!!) e ci illudiamo di essere al sicuro, finché il prossimo omofissato ci vedrà come gay, a torto o a ragione, e ci colpirà mentre noi ci meraviglieremo senza capire perchè verbigrazia ci abbiano aggrediti.

SIAMO TUTT* OMOSESSUALI. Siamo tutt* vittime dell'omofobia.

Non importa quale sia il nostro orientamento sessuale. E' l'intolleranza di per sé che deve essere censurata.

Perchè il primo occhio omofobo è quello di chi vede sempre e per forza un omosessuale quando di fronte si ha una persona non omologata e che (per fortuna!) non rientra in stantii e ristrettissimi canoni etero-nazi-sessisti.

Perchè l'omofobia si annida sempre e ovunque, proprio come il razzismo, come ci ricorda Paola Cortellesi in una azzeccatissima scena del film Nessuno mi può giudicare (Italia, 2011) di Massimiliano Bruno.



Meditate gente. Meditate!




Postilla

Prima di pubblicare questo  post ho chiesto, come mi sembrava giusto il permesso a Fulvio di citare la sua risposta.

Lui mi ha risposto dandomi l'autorizzazione e commentando il mi post, che gli avevo mandato in anteprima.

Ho deciso di pubblicare anche la sua risposta sia per le osservazioni che fa al mio post sia per l'ulteriore testimonianza che riporta dell'aggressione subita.

Il tuo ragionamento non credo verrà compreso dalle masse perché per molti versi "troppo" avanti. puoi citarmi se vuoi non ho problemi ma ti assicuro che in questo caso mi ha aggredito perchè sono gay, lo diceva anche mentre lo faceva, così come le aggressioni a sfondo razzista o antisemitista sono identificabili... vorrei che questo lo dicessi e che una connotazione delle aggressioni d'odio ci vuole perché è uno sminuire la gravità delle motivazioni se non si dice. Io non sono stato aggredito da lui perché in qualche modo gli davo fastidio ma perché nella sua testa mi ha identificato come gay, indipendentemente dal mio orientamento sessuale, questa è un aggressione omofoba ... almeno questa ultima frase potresti citarla! buon lavoro e grazie.

Lo cito perchè non vorrei minimamente che questo mio post facesse pensare che voglio sminuire la portata omofobica dell'aggressione subita da Fulvio né, come accenna lui nella sua risposta, che io non sia d'accordo nel chiedere la promulgazione di una legge sui crimini d'odio gli hates crime statunitensi.

Anzi, le dichiarazioni rilasciate da Fulvio dopo l'aggressione e riportate dalla stampa sono moto precise e condivisibili:

Questa si chiama OMOFOBIA...   non ha altro nome. Deve per forza scappare il morto, affinché vi sia una legge? Devo per forza avere un occhio nero e il naso rotto (per fortuna sto bene grazie all'intervento dei miei amici) per urlare allo scandalo? Ma lo vogliamo capire o no, che picchiare una persona non è consentito? Ancora di più non è consentito se il movente è l'odio ed il disprezzo verso le persone LGBT, odio e disprezzo che ti spinge a pensare che tanto lo puoi fare...

(...) Siamo PERSONE abbiamo gli stessi doveri delle altre, quindi dovremmo avere anche gli stessi diritti delle altre, anche quello di stare alla taverna azzurra senza paura di subire aggressioni e/o attacchi. (Livesicilia)

”Il punto è che queste cose non devono più succedere! Queste cose, nel 2012, sono inconcepibili. Lui non ha diritto di pensare che dal momento che sono gay, può picchiarmi in pieno volto, in un locale pubblico solo perché, a detta sua sono gay. Lui non può farlo, non ha il diritto! Questa si chiama OMOFOBIA… non ha altro nome. Deve per forza scappare il morto, affinché vi sia una legge? Devo per forza avere un occhio nero e il naso rotto (per fortuna sto bene grazie all’intervento dei miei amici) per urlare allo scandalo? Ma lo vogliamo capire o no, che picchiare una persona non è consentito? Ancora di più non è consentito se il movente è l’odio ed il disprezzo verso le persone LGBT, odio e disprezzo che ti spinge a pensare che tanto lo puoi fare… tanto “quelli” (I FROCI) non valgono niente… Voglio una legge contro questi atti di violenza continui e costanti, verbali e fisici, voglio una legge che faccia sentire le persone padrone di uscire per la propria città senza dovere temere di essere aggrediti per il proprio orientamento sessuale o identità di genere, voglio una legge che non consenta più al politico/religioso di turno, di dire tutto quello che gli/le passa per la testa sulle persone LGBT, perché tanto loro non valgono niente… voglio una legge che renda Palermo una città un po’ più civile. Siamo PERSONE, abbiamo gli stessi doveri delle altre, quindi dovremmo avere anche gli stessi diritti delle altre, anche quello di stare alla Taverna Azzurra (il locale dove è avvenuto il pestaggio, ndr) senza paura di subire aggressioni e/o attacchi. (palermo.blogsicilia)



domenica 12 agosto 2012

173 firme per dire bugie e rimanere fuori dalla Costituzione Italiana: sul documento del pdl Diritti dei componenti della coppia di fatto

Se ancora non lo sapete 173 tra deputat* e senator* del pdl (e non) hanno firmato un documento nel quale prendono una netta posizione contro il matrimonio omosessuale.
Tra le firmatarie la deputata (non me la sento proprio di chiamarla onorevole) Eugenia Roccella, dal sito della quale traggo il documento che ripropongo di seguito.

Quello che salta agli occhi di questo documento è la disperazione annaspante con cui la parte più corriva del parlamento (ma molti altri la pensano allo stesso modo, anche nel Pd, a cominciare da Rosy Bindi) cerca di porre argine a quello che sanno essere inevitabile, non fosse altro per effetto sinergico dell'Europa la prossima estensione in Italia del matrimonio anche per le coppie dello stesso sesso

Se vi propongo la lettura del documento non è per rispondere, indignarmi, ribadire, precisare, come hanno già fatto tanti prima  e meglio di me.

Voglio provare a fare un esercizio di lettura per cercare di individuare i punti nella comunicazione tra noi e il resto del paese dove dobbiamo, possiamo, è il caso, di intervenire.

Partendo da una considerazione di Guido (Allegrezza) di un suo recente documento del quale non condivido le conclusioni ma la sostanza sì.
In quel documento Guido ricorda giustamente come ci siano la politica (e [...] l’opinione pubblica, con cui, comunque è necessario confrontarsi. (lampi di pensiero).

E' facile manipolare il comune sentire, e, tramite delle forzate semplificazioni, snaturare il senso profondo della richiesta di estensione del matrimonio anche per le coppie dello stesso sesso, come viene fatto in questo documento del Pdl.

Lasciando i sacrosanti anatemi a chi è più bravo di me, io mi limito a usare questo documento come occasione per stilare alcuni punti importanti e fondamentali che vanno precisati e spiegati all'opinione pubblica ogni volta in ogni occasione e non relegati all'ovvietà dell'implicito.

L'estensione del matrimonio

Dobbiamo evitare a tutti i costi la dizione matrimoni gay

1) Non si tratta di un matrimonio per le persone omosessuali.
In questo senso sarebbe comunque da preferire alla dizione matrimonio gay (nell'accezione comune gay= finocchio)  quella di matrimonio omosessuale.

Mentre l'aggettivo gay significa=di persona che ha un orientamento sessuale omosessuale, infatti, omosessuale significa, come aggettivo, dello stesso sesso.

2) Si tratta di estendere lo stesso e unico matrimonio esistente, per ora permesso solamente alle coppie di sesso diverso, ANCHE alle persone dello stesso sesso.

Non andrebbero usati proprio gli aggettivi gay od omosessuale perchè nella percezione dell'opinione pubblica si differenzia così il matrimonio gay da quello etero mentre bisogna far capire quanto si tratti dello stesso matrimonio che viene esteso anche alle persone dello stesso sesso ovvero che a certe perosne per il momento è negato.

Se non credete a me credete agli USA dove si parla di same sex marriage.
Non un matrimonio "per gay" come quello etero, ma lo stesso matrimonio per tutt*.
Così non si divide, non si duplica (due matrimoni, e le lesbiche? E le persone bisessuali?) ma si integra.

Di più, e ancora, è da evitare di dire matrimonio gay, omosessuale, o, peggio, tra omosessuali perchè così facendo si sposta la qualità del diritto mancato in base al quale si chiede l'estensione:

Si vuole estendere il matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso perchè tutte le cittadine e tutti i cittadini sono uguali senza distinzioni di sesso, senza tenere conto dell'orientamento sessuale.

Non è infatti l'orientamento sessuale a dirimere la questione ma l'assortimento sessuale della coppia, e, a differenza di quanto pensato tutti, e tutte, etero o omosessuali, il matrimoni tra due persone dello stesso sesso non comprova l'omosessualità delle due persone che si sono sposate, ma, solamente, la loro bisessualità.

Io uomo posso sposarmi  con un umo o con una donna e non c'è differenza alcuna perchè mi sposo per gli stessi motivi (che vedremo tra breve). Il mio orientamento sesuale (che è molteplice, e variabile) non c'entra nulla.

Dobbiamo smetterla di pensare e fare pensare che se io mi sopos ocn un altro uomo è perchè sono omosessuale.
Gli aggettivi sono solamente descrittivi non definiscono personalità o caratteristiche specifiche. Se io uomo o io donna sposo un altro uomo, un'altra donna, di omosessuale c'è solamente la coppia dello stesso sesso e quello omosessuale significava e dovrebbe tornare a significare.

Siamo uomini edonne, biologichi\che o trans, e possiamo sposarci con chi ci va senza richiedere prima o mostrare una patente di teerosessualitò o di omosessualità

Dobbiamo spezzare e  liberarci di questo modo di vedere patriarcale e sessista che ancora oggi fa scrivere ai siti di gossip come gay.it che tizio è gay anche se fin a quel momento è andato con donne perchè è andato con un uomo.

Siamo uomini e siamo donne ai quali, alle quali, possono piacere entrambi i sessi uno dei due sessi o nessuno dei due (per citare sempre Guido che suggerisce scherzosamente ma non troppo l'introduzione della lettera a nell'acronimo lgbtqi dove a sta per asessuato e io aggiungerei anaffettivo).



Parlare di matrimonio omosessuale invece distingue e divide alcune donne e alcuni uomini dal resto della cittadinanza dei due sessi e fa chiedere  diritti per loro non già in quanto uomini e donne discriminati ma in quanto omosessuali, come se cioè il diritto di sposarsi non si basasse sull'essere esseri donnani e umani ma sull'essere gay piuttosto che etero.

Dobbiamo cambiare anche la nostra mentalità e smetterla di pensare che abbiamo bisogno di diritti in quanto omosessuali. Perchè in realtà  è vero il contrario siamo omosessuali in quanto ci vendogono negati alcuni diritti, come quello i sposarci.

Continuare a distinguere gli orientamenti sessuali dinanzi il matrimonio  fa correre il rischio oltre che di  lasciarne fuori sempre qualcuno (come la tanto bistrattata e, soprattutto tra i maschi omosessuali, vituperata bisessualità) di far percepire l'estensione dello stesso matrimonio come un matrimonio diverso per divers*.


Proprio come fa il documento del Pdl quando parla di

introduzione del matrimonio omosessuale.

Non si introduce nulla si estende l'attuale matrimoni anche alle coppie dello stesso sesso. Punto.

Perchè ci si sposa

[anche al]l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, (...) spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri.
(sentenza 138 del 2012 della Corte Costituzionale, punto 8)
La condizione di coppia richiede e abbisogna di un riconoscimento pubblico. Chiunque si sposi non lo fa solamente per accedere a una serie di diritti e di doveri ma per chiedere all'universo mondo di riconoscere pubblicamente che quelle due persone sono unite in coppia e che, in quanto coppia contribuiscono al bene della società.

Lo dice anche il documento del Pdl...
le unioni che rivestono una funzione sociale e in quanto tali accanto al godimento di diritti contemplino l'adempimento di doveri e l'assunzione di responsabilità. E' questo il caso della famiglia disegnata dalla
Costituzione come "società naturale fondata sul matrimonio" (ricordiamo che l'aggettivo "naturale" fu suggerito da Palmiro Togliatti), potenzialmente aperta alla procreazione e in quanto tale deputata a garantire la continuità generazionale sulla quale si fonda qualunque
comunità umana. Diritti dei componenti della coppia di fatto
...non solo ascrivendola  esclusivamente alle coppie etero (=dello stesso sesso) ma facendo nascere il godimento di diritti (non meglio specificati)  dal fatto che queste unioni rivestano una funzione sociale, in maniera ben diversa dalla Costituzione che invece afferma che
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Quindi non sono i diritti ad essere subordinati alla funzione sociale bensì è l'adempimento dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale ad essere richiesti. E questo non solo al singolo cittadino (cittadina) ma anche nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità.
Principio che, lo abbiamo letto poc'anzi, la Corte costituzionale ha ricordato che
per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri.  

Classico modo destrorso e liberista di ridurre un diritto a una merce alla quale si accede solamente se si possiedono determinate caratteristiche.

Dunque si vuole l'estensione del matrimonio perchè venga riconosciuto anche alle coppie dello stesso sesso non solo gli inviolabili diritti dell'uomo (con termine ahinoi sessista, ma la costituzione è stata scritta nel 46) cioè per consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico ma perchè due individui anche dello stesso sesso formano una famiglia  e come famiglia, in quanto famiglia, contribuisco al bene della società.

Questo è il nucleo forte dei motivi per cui si chiede l'estensione del matrimonio, un riconoscimento pubblico che anche la coppia dello stesso sesso proprio come la coppia di sesso diverso ha la stessa dignità sociale.

Altro che fatto privato dunque come si dice, surrettiziamente, tra le righe, dandolo per scontato e senza nemmeno argomentarlo, nel documento del Pdl che non si risparmia nemmeno l'impudenza di minimizzare il problema dati i tempi di crisi

Nonostante la gravità e l'impellenza della crisi economica, il tema sembra aver assunto nuova centralità nel dibattito pubblico. E' d'altronde ricorrente in una parte della società, nelle situazioni di insicurezza e sfiducia nel futuro, pretendere che i desideri privati si trasformino in diritti pubblici. Compito della buona politica, invece, è garantire una autentica dimensione del bene comune e spazi di libertà responsabile nella dimensione privata senza confondere i due piani.
Diritti dei componenti della coppia di fatto
Questa è la considerazione più illegale, fuori dalla costituzione e contro anche la sentenza 138 del 2010 della Corte Costituzionale, un vero scippo alla democrazia che riduce con una clamorosa bugia, la dimensione pubblica della famiglia e del matrimonio a un desiderio privato. 

Le assonanze e le differenze tra pdl e pd

D'altronde questa posizione è la stessa identica dei geni  del Pd senza elle che, nel famoso, vituperato e veramente mai letto documento finale del comitato diritti del PD  con un linguaggio molto meno chiaro si legge
La vita umana esiste solo (ed è pensabile solo) entro le forme della socialità. Queste forme – tra cui la famiglia è forma primaria – si costituiscono non solo sulla base delle scelte degli individui, ma anche sulla base della loro posizione e del loro rilievo sociale. La storia della famiglia testimonia questa evoluzione continua, legata al mutare delle condizioni economiche, ambientali, culturali, religiose, al cui interno un ruolo fondamentale è stato svolto dai grandi processi di emancipazione femminile. In questa evoluzione la cultura e gli ordinamenti giuridici hanno riconosciuto un’importanza crescente alla libera espressione dell’affettività personale, all’uguaglianza delle persone all’interno della famiglia e agli obblighi di solidarietà tra coniugi e tra genitori e figli. Si tratta di valori essenziali non solo alla vita personale, ma all’intera vita sociale. (...)
D’altra parte non si può ignorare che nella società contemporanea le dinamiche sociali ed economiche, da un lato, e, dall’altro, le libere scelte affettive e le assunzioni di solidarietà hanno dato vita a una pluralità di forme di convivenza, che svolgono una funzione importante nella realizzazione delle persone e nella creazione di un più forte tessuto di rapporti sociali. Per questo esse appaiono meritevoli di riconoscimento e tutela sulla base di alcuni principi fondamentali. Da un lato, nel principio della centralità del soggetto rispetto alle sue relazioni, così da riconoscere sia i diritti di ogni persona a dare vita liberamente a formazioni sociali, sia i diritti di ciascuno entro le diverse formazioni sociali. Dall’altro, nel principio del legittimo pluralismo, che implica il riconoscimento dei diritti e dei doveri che nascono nelle diverse formazioni sociali in cui può articolarsi la vita personale affettiva e di coppia.

Tale riconoscimento dovrà avvenire secondo tecniche e modalità rispettose, da un lato, della posizione costituzionalmente rilevante della famiglia fondata sul matrimonio ai sensi dell’art. 29 Cost. e della giurisprudenza costituzionale che anche recentemente ne ha dato applicazione, dall’altro, dei diritti di ogni persona a realizzarsi all’interno delle formazioni sociali, che si declinano oggi in un orizzonte pluralistico secondo quanto espresso dalla Corte Costituzionale: «per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri» (138/2010). Il PD, auspicando un più approfondito bilanciamento tra i principi degli articoli 2, 3, e 29 della Costituzione, quanto in specie alle libere scelte compiute da ciascuna persona in relazione alla vita di coppia ed alla partecipazione alla stessa, opera dunque per l’adeguamento della disciplina giuridica all’effettiva sostanza dell’evoluzione sociale, anche introducendo, entro i vincoli della Costituzione e per il libero sviluppo della personalità di cui all’art. 2, speciali forme di garanzia per i diritti e i doveri che sorgono dai legami differenti da quelli matrimoniali, ivi comprese le unioni omosessuali. Per una nuova cultura politica dei diritti punto 5.5
Anche il pd dà per scontato, senza spiegarlo e usando parte della sentenza della Consulta costituzionale per giustificare un punto ideologico che andrebbe esplicitato e non nascosto tra le righe quando afferma che vuole speciali forme di garanzia per i diritti e i doveri che sorgono dai legami differenti da quelli matrimoniali, ivi comprese le unioni omosessuali.

Diritti e doveri dei singoli all'interno della coppia che è un altro modo per non riconoscere alle coppie dello stesso sesso la dignità di famiglia ben diversamente dalla sentenza 138 del 2012 della Consulta la quale ricorda come

nell’ambito applicativo dell’art. 2 Cost., spetta al Parlamento, nell’esercizio della sua piena discrezionalità, individuare le forme di garanzia e di riconoscimento per le unioni suddette, restando riservata alla Corte costituzionale la possibilità d’intervenire a tutela di specifiche situazioni (come è avvenuto per le convivenze more uxorio: sentenze n. 559 del 1989 e n. 404 del 1988). Può accadere, infatti, che, in relazione ad ipotesi particolari, sia riscontrabile la necessità di un trattamento omogeneo tra la condizione della coppia coniugata e quella della coppia omosessuale, trattamento che questa Corte può garantire con il controllo di ragionevolezza.

E' vero che nel paragrafo precedente la corte afferma che 
Si deve escludere, tuttavia, che l’aspirazione a tale riconoscimento – che necessariamente postula una disciplina di carattere generale, finalizzata a regolare diritti e doveri dei componenti della coppia – possa essere realizzata soltanto attraverso una equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio. È sufficiente l’esame, anche non esaustivo, delle legislazioni dei Paesi che finora hanno riconosciuto le unioni suddette per verificare la diversità delle scelte operate.
Ma non dobbiamo dimenticare che la sentenza si epsrime sull'estensione del matrimonio senza legiferare da parte del parlamento e solo in base a una ermeneutica costituzionale che la Consulta non si è sentita di avvallare 
Questo significato del precetto costituzionale non può essere superato per via ermeneutica, perché non si tratterebbe di una semplice rilettura del sistema o di abbandonare una mera prassi interpretativa, bensì di procedere ad un’interpretazione creativa.
Si deve ribadire, dunque, che la norma non prese in considerazione le unioni omosessuali, bensì intese riferirsi al matrimonio nel significato tradizionale di detto istituto.
(sentenza 138 del 2012 della Corte Costituzionale, punto 9)

Di qui ce ne passa per affermare come fanno Pdl e in maniera appena diversa il pd nei due documenti citatiti, che
Tale obiettivo, infatti, sarebbe impossibile da raggiungere se non attraverso una modifica della Costituzione: impresa nella quale nessuna forza politica può o vuole al momento cimentarsi. Diritti dei componenti della coppia di fatto
oppure di rinunciare all'estensione del matrimonio e accontentarsi delle unioni civili come contenuto nel contributo di arricchimento al documento nel quale si legge
trarre dal pensiero femminile quell’interpretazione dell'uguaglianza che dalla differenza sa ricevere impulso e compiutezza: è la premessa più solida anche nel ragionare sui diritti-doveri delle coppie omosessuali e di chi condivide nell’affetto un progetto di vita e solidarietà. In tanti Paesi a cui ci sentiamo legati – dalla Francia agli Stati Uniti – si sono riconosciuti o ci si avvia a riconoscere i matrimoni e le adozioni per coppie gay. Molti tra noi possono essere d'accordo, altri possono non esserlo, ma il fatto stesso che altrove si legiferi in quel senso dovrebbe annullare il tabù sulle parole. Le coppie etero e omosessuali devono avere gli stessi diritti: proponiamo il pieno riconoscimento giuridico e sociale delle unioni civili per coppie omosessuali e non. Scelta compatibile con gli articoli 2, 3 e 29 della Costituzione
certo il documento del PDl si spinge oltre quando non vuole riconoscere nemmeno le unioni civili con considerazioni di questa portata che passano sopra anche ai diritti 8enegati) delle famiglie di fatto eterosessuali (=di sesso diverso)

- Il vero tema sul quale le forze politiche sono chiamate a pronunciarsi è quindi quello del riconoscimento delle cosiddette “unioni civili”. Ma, anche se formalmente sotto questa dicitura vengono ricomprese tanto le coppie formate da persone dello stesso sesso quanto le unioni fra
persone di sesso diverso, nella sostanza le proposte sulle unioni civili sono finalizzate a riconoscere in forma giuridicamente rilevante le coppie omosessuali. La convivenza eterosessuale, infatti, nel nostro Paese molto spesso precede semplicemente il matrimonio,
oppure è il risultato di una scelta ben precisa da parte di coppie che non intendono ufficializzare il proprio legame né assumere doveri sanciti per legge. Tanto è vero che non esistono associazioni di coppie eterosessuali conviventi che invocano una legge ad hoc per disciplinare il loro status (al contrario di quanto accadeva per il divorzio), mentre è cronaca quotidiana la richiesta avanzata in questo senso dalle associazioni gay. Diritti dei componenti della coppia di fatto
Il cerchio è chiuso, il dado è tratto.
Nel momento in cui partiti minori aprono all'estensione del matrimonio anche per le persone dello stesso sesso i due più grandi partiti italiani si attestano sul minimo possibile. Riconoscimento delle unioni civili come diritto dei singoli non come diritto della coppia. E mentre c'è chi diffida dell'apertura tardiva di Idv e Movimento 5 stelle all'estensione del matrimonio c'è chi esulta per l'apertura alle unioni civili non capendo (ma come si può?) che è una concessione minore per distrarre dal tanto che si ne nega.

Le unioni civili sono sacrosante e vanno riconosciute ma queste in nessuna maniera possono sostituirsi all'estensione del matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso che è l'unico passo che davvero cancella il gap tra cittadinanze di caratura diversa che in Italia pervicacemente si vuole continuare a mantenere.
Ecco l'elenco dei parlamentari del PdL firmatari del documento:
Eugenia Roccella, Raffaele Calabrò, Alfredo Mantovano, Maurizio Gasparri, Maurizio Sacconi, Gaetano Quagliariello, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Gioacchino Alfano, Laura Allegrini, Francesco Amoruso, Francesco Aracri, Sabatino Aracu, Filippo Ascierto, Andrea Augello, Antonio Azzollini, Mario Baccini, Alberto Balboni, Emerenzio Barbieri, Paolo Barelli, Antonio Battaglia, Luca Bellotti, Domenico Benedetti Valentini, Amato Berardi, Filippo Berselli, Isabella
Bertolini, Giampaolo Bettamio, Francesco Bevilacqua, Dorina Bianchi, Laura Bianconi, Sandro Biasotti, Anna Cinzia Bonfrisco, Giorgio Bornacin, Giacomo Caliendo, Pietro Cannella, Antonino
Caruso, Francesco Casoli, Carla Castellani, Maurizio Castro, Basilio Catanoso, Luigi Cesaro, Carlo Ciccioli, Angelo Maria Cicolani, Salvatore Cicu, Edmondo Cirielli, Luigi Compagna, Riccardo Conti, Gennaro Coronella, Massimo Corsaro, Nicola Cosentino, Giulia Cosenza, Giuseppe Cossiga, Cesare Cursi, Antonio D’Alì, Luigi D’ambrosio Lettieri, Marcello De Angelis, Sabrina De Camillis, Riccardo De Corato, Cristano De Eccher, Mariano Delogu, Marcello Di
Caterina, Ulisse Di Giacomo, Giovanni Dima, Fabrizio Di Stefano, Domenico Di Virgilio, Giuseppe Esposito, Renato Farina, Vincenzo Fasano, Claudio Fazzone, Raffaele Fitto, Andrea Fluttero, Nicola Formichella, Tommaso Foti, Antonio Foti, Paola Frassinetti, Benedetto
Francesco Fucci, Cosimo Gallo, Alessandra Gallone, Pierfrancesco Gamba, Mariastella Gelmini, Antonio Gentile, Agostino Ghiglia, Enzo Ghigo, Giancarlo Giorgetti, Carlo Giovanardi, Francesco Maria Giro, Isidoro Gottardo, Domenico Gramazio, Antonello Iannarilli, Cosimo Izzo, Enrico La Loggia, Ignazio La Russa, Amedeo Laboccetta, Silvestro Ladu, Pietro Laffranco, Mario Landolfi, Cosimo Latronico, Maurizio Leo, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi, Lucio Malan, Gianni Mancuso, Alfredo Mantica, Giuseppe Marinello, Altero Matteoli, Salvatore Mazzaracchio, Antonio Mazzocchi, Giorgia Meloni, Riccardo Migliori, Marco Maria Milanese, Giuseppe Milone, Eugenio Minasso, Lino Miserotti, Franco Mugnai, Pasquale Nessa, Alessandro Pagano, Antonio
Palmieri, Alfonso Papa, Antonio Paravia, Massimo Parisi, Andrea Pastore, Paola Pelino, Antonio Pepe, Giovanna Petrenga, Lorenzo Piccioni, Filippo Piccone, Gilberto Pichetto Fratin, Mauro Pili, Francesco Pontone, Carmelo Porcu, Guido Possa, Gaetano Quagliariello, Fabio Rampelli, Luigi Ramponi, Maria Rizzotti, Giuseppe Romele, Michele Saccomanno, Barbara Saltamartini, Filippo Saltamartini, Fedele Sanciu, Elvira Savino, Paolo Scarpa Bonazza Buora, Giancarlo Serafini, Cosimo Sibilia, Francesco Paolo Sisto, Ada Spadoni Urbani, Roberto Speciale, Vincenzo Speziali, Paolo Tancredi, Gabriele Toccafondi, Oreste Tofani, Antonio Tomassini, Achille Totaro, Michele Traversa, Valentino Valentini, Giuseppe Valentino, Paolo
Vella, Simona Vicari, Guido Viceconte, Raffaello Vignali, Walter Zanetta, Tomaso Zanoletti

Hanno sottoscritto il documento anche alcuni parlamentari non iscritti ai gruppi del PdL, ecco i nomi:
Stefania Craxi, Valerio Carrara, Maria Giuseppa Castiglione, Roberto Centaro, Mario Ferrara, Alberto Filippi, Salvo Fleres, Roberto Marmo, Andrea Ronchi, Maurizio Saia, Giorgio Stracquadanio, Pasquale Viespoli, Riccardo Villari

In questo elenco ci sono senatrici, come Dorina bianchi che sono state anche nel pd poi nell'udc e che solo recentemente si sono unite al pdl...

Una varia umanità che forse è il caso di analizzare meglio...


martedì 7 agosto 2012

Attivisti Gay Harvey Milk versus Gli Altri la sinistra quotidiana: e nessun* vince!

Sono venuto a conoscenza di Attivisti Gay Harvey Milk /Movimento della Rete / Gruppo Gay Pride to Adriatic Coast-Rimini / Gruppo Riformisti di Sinistra grazie ad Andrea Tornese che ha segnalato, in una mailing list,  un articolo in cui si parla di una loro proposta di legge, scritto da Daniel Rustici sul sito Gli Altri la sinistra quotidiana.
Andrea segnala i commenti all'articolo e le risposte del suo autore, mentre lascia all'evidenza sconcertante del loro frasario sgrammaticato, le richieste dell'Associazione.

In realtà ce n'è davvero per tutt*, Andrea è stato fin troppo buono.

Partiamo dall'articolo di Rustici nel quale si dice che :
Un’associazione Lgbti,
senza la q chissà perchè, 
“Attivisti gay Harvey Milk”, ha pensato bene di scrivere in via ufficiale al Presidente Napolitano e al premier Monti per chiedere loro di promulgare un disegno di legge...
le proposte di legge si presentano,  si promulgano le leggi e le promulga (cioè le dichiara operanti) il presidente della Repubblica, previa approvazione parlamentare. Il capo del governo può presentare un disegno di legge ma non ha il potere di promulgare alcunché.

Con il termine proposta di legge viene indicato un progetto di legge (termine generico) normalmente presentato da un membro dell'assemblea legislativa (Senato, Camera*) cui il testo è proposto mentre con disegno di legge si indica normalmente un testo presentato dal Governo sempre alla Camera o al Senato*.

In realtà sia la proposta che il disegno di legge possono essere presentati da chiunque abbia titolo di iniziativa legislativa che nel nostro ordinamento sono, Camera e Senato*, Governo ed elettori (50mila). In questo ultimo caso si parla di proposta di legge di iniziativa popolare.

E', per esempio, una proposta di legge di iniziativa popolare quella cui fa da endorsment la campagna Una volta per tutti.

Adesso è vero che l'errore è nel manico, cioè nella proposta di legge così chiamata nel loro sito dal gruppo Attivisti Gay Harvey Milk (ma nel menù progetto diventa prospetto) nel quale si legge
Proposta di Legge Oggetto: CHIUSURA LOCALI GAY PROMISCUI ITALIANI (SAUNE, BATUAGE,DARK ROOM) Firmatari: Ivan Spinelli( Angela Paradiso) e Marco Bottaro Presidenti, Mauro Merlino Vice Presidente, e tutto lo staff della Associazione Attivisti Gay Harvey Milk.
L' Associazione Attivisti Gay Harvey Milk chiede rispettosamente al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio Dott. Prof. Mario Monti e al suo esecutivo di Governo Di promulgare un disegno di legge Atto Alla Chiusura dei Locali omosessuali Promiscui (SAUNE, BATUAGE,DARK ROOM)
e quindi, formalmente, l'autore dell'articolo su Gli Altri non ha la responsabilità dell'errore, che non è suo.  Daniel Rustici ha però la responsabilità di non rilevare l'inconsistenza, la naïveté (a voler essere buoni) di questo gruppo di ...analfabeti giuridici che usa parole a sproposito.

1) Le proposte di legge non si chiedono ma si presentano. Nel caso di leggi di iniziativa popolare, si presentano corredate da almeno 50mila firme di cittadini e cittadine italiani, oltre, beninteso, al testo della legge di solito preceduto da una presentazione che ne spiega scopi e necessità.

Invece questi sciagurati chiedono al presidente della Repubblica (giusto) e al presidente del Consiglio (sbagliato) di promulgare una proposta di legge, scordandosi che la medesima va prima approvata (e dunque trasformata in legge) da entrambi i rami del Parlamento, senza nemmeno presentare il testo della legge...

Pignolo? Sì, ma quando si parla di legge, visto che a volte una sola virgola fa tanta differenza, è bene essere precisi.

Tra l'altro i firmatari di questa (proposta di) legge di iniziativa  popolare hanno presentato anche le 50mila firme? Ah saperlo!!!

Torneremo alla proposta di legge fra pochissimo.

Nel suo articolo Rustici commenta che
La chiusura imposta per legge dei locali per omosessuali non può che far tornare alla mente alcune della pagine più drammatiche della storia contemporanea; era forse dai tempi del nazismo e delle sue retate che non si sentiva qualcuno invocare provvedimenti simili.

Scordandosi che l'omosessualità di per sé oggi è fuori legge in moltissimi paesi del mondo (a voler guardare al di là del proprio ombelico etnocentrico occidentale)  e che locali per omosessuali (che triste definizione) sono già fuorilegge, altro che dai tempi dei nazisti!

Nel resto dell'articolo Rustici legge le richieste dell'associazione che vogliono contenere la promiscuità dei locali per omosessuali e delle chat a rischio pedofilia (sic!) come 
un processo di normalizzazione che abbia come suo apice la possibilità di sposarsi e di adottare. 
Dopo aver citato Mario Mieli nel suo libro da cui questo piccolo blog prende nome, che criticava l'apertura (negli anni 70) del matrimonio anche per persone dello stesso sesso come tentativo da parte dell'eterosessismo di integrazione totale dell’omosessualità, un suo rientro (dalla porta di servizio) nelle strutture della famiglia Daniel Rustici, riconoscendo che le cose sono cambiate da allora, catalizza il comportamento dei maschi omosessuali radicalizzandolo in due poli inconciliabili. da un lato il sesso (promiscuo) dall'altro la famiglia: 
E proprio la difesa del pluralisno e della molteplicità e della differenza dei desideri delle persone gay, dovrebbe essere il principio per cui si lotta sia per il diritto di chi vuole diventare famiglia, sia per la completa libertà sessuale di chi preferisce non inserirsi in una struttura monogamica.
Una differenza oppositoria  esasperata a paradigma inconciliabile e antagonista
(...)

Non tutti vestono in giacca e carvatta, non tutti sono sobri e composti, alcuni vanno nelle dark room e nelle saune.
Come se quelli che vestono in giacca e cravatta non vadano in dark...
E se alcuni pezzi di comunità gay non accettano le differenze altrui, la battaglia per il riconoscimento delle proprie differenze da parte della società non sarà mai vinta. Tutto al più si arriverà ad un’uguaglianza di facciata, il cui prezzo sarà una triste opera di normalizzazione.
Criticare le posizioni di Attivisti Gay Harvey Milk  Rustici ne sposa comunque sposarne la prospettiva perchè pur riconcedo il diritto di esistenza a entrambe le posizioni anche lui riconduce i comportamenti dei maschi omosessuali entro questi due poli.
Anche per Rustici, proprio come per Attivisti Gay Harvey Milk, dark room e famiglia sono inconciliabili, scotomizzando sesso e sentimento, scopata libera e scopata monogamica, ignorando che gli stessi identici comportamenti ci sono anche nel maschio etero.
In quel caso però  la promiscuità non mette in discussione la sua vocazione al focolare domestico ma anzi conferma proprio, in certo immaginario collettivo, il suo estremo rispetto per quel focolare:
quello che un maschio (etero) fa con le mignotte non si sognerebbe mai di farlo con la madre dei suoi figli. Lo stesso vale per i maschi bisex...

Il consumismo sessuale non appartiene agli omosessuali maschi ma a tutti i maschi, etero e omosessuali che siano. In ogni caso,  questo modo di leggere il comportamento sessuale del maschio (che non esaurisce il portato degli orientamenti sessuali visto che ci si innamora anche...) è influenzato fin nel profondo delle nostre strutture mentali cognitive dallo stereotipo di genere che vuole il maschio molto più interessato al sesso della donna...

Ma se per il maschio etero essere promiscui non significa necessariamente non essere interessato a mettere su famiglia (quanti etero fanno figli con la moglie, poi con una compagna, poi con una seconda moglie e poi con una seconda compagna, e ognuna di quelle è una famiglia?)  non si capisce perchè per il maschio omosessuale la promiscuità dovrebbe dimostrare che non è interessato alla famiglia, o, detto altrimenti, che l'unica famiglia che esiste sia quella monogamica. 
Mi chiedo quando questo diverso approccio derivi dal ridurre l'orientamento omosessuale alla sua sola sfera sessuale non prendendo nella giusta considerazione quella affettiva. 


Non si tratta di stare tutti insieme noi maschi omosessuali promiscui o monogami, si tratta di smantellare questo modo di leggere il comportamento sessuale del maschio omosessuale con occhiali culturali diversi da quelli con cui si osserva il comportamento sessuale del maschio etero.

Per farlo si può cominciare con l'analizzare le ecolalie di questo gruppo di attivisti che si rifanno ad Harvey Milk (che nell'orizzonte politico internazionale del movimento è solo un moderato...) ed essere molto più incisivi di quanto non sia stato Daniel Rustici.

Soprattutto nel contestualizzare davvero il portato politico, pratico e ideologico di questo gruppo.

Nel loro sito il gruppo di Attivisti (al maschile, dunque sessista già nel nome)
si definisce così:
Associazione Attivisti Gay Harvey Milk in sostegno per la comunita' omosessuale Italiana con una linea a vostra disposizione chiamata la voce del tuo amico attivista gay e i recapiti telefonici da poter contattare per chiedere aiuto sostegno e per denunciare casi di bullismo di violenza e di abusi di ogni genere (...).
Il neretto è mio. Solo amici niente amiche da quelle parti...

Noi combattiamo contro l'omofobia transfobia pedofilia e razzismo
certo mettere degli atti discriminatori vicino a una parafilia è un abuso dell'uso connotativo delle parole spacciato per uso denotativo 
e vogliamo che l'istituzione dei matrimoni e delle adozzioni
doppia zeta...
omosessuali diventino una realta in questo paese.

ASSOCIAZIONE ATTIVISTI GAY HARVEY MILK FRATELLI E SORELLE OGGI NOI SIAMO QUI PER RECLUTARVI TUTTI !!!
Fratelli e sorelle secondo le regole grammaticali italiane bisogenrebbe accordare quel tutti al femminile... In ogni caso tutti e tutte avrebbe denotato minore maschilismo.
Poi come nella Bibbia che stila elenchi infiniti di nomi...
Staff Attivisti Gay (ANGELA PARADISO) (MARCO BOTTARO))) (ALESSANDRA CANALA) (LAURA GRASSELLI) (PAB FUXIA) (FRANCESCA CARFORA) (BRIE LIGHT) (SASY LENCI) (MAURO MERLINO) (MOIRA PAGANELLI) (EMANUELA GERANI) (GIOVANNI GIGLIO) ANGELA PARADISO MARCO BOTTARO ATTIVISTI GAY , SIAMO UNA COPPIA OMOSESSUALE CHE HA DECISO DI PORTARE AVANTI IL SOGNO DEL NOSTRO CARISSIMO PADRE HARVEY MILK SEGUENDO IL SUO ESEMPIO DI RETTITUDINE E MORALITA' ABBIAMO CREATO QUESTO SITO WEB PER ONORARLO E PER METTERCI A SERVIZIO DEI NOSTRI FRATELLI E SORELLE OMOSESSUALI E SIAMO QUI OGGI PER RECLUTARVI TUTTI !!!!!! CERCHIAMO RAGAZZI E RAGAZZE E TRANS
già perchè se sei trans non sei né ragazzo né ragazza..
DI BUONA VOLONTA' E FORTE FIBRA MORALE, UMILTA' , VOLENTEROSI E CHE NON SONO ALLA RICERCA DI FAMA O GLORIA PERSONALE NOI LI PRENDEREMO IN CONSIDERAZIONE E SOTTO ESAME E ATTENTA VALUTAZIONE PER FAR PARTE DELLA NOSTRA FAMIGLIA DI ATTIVISTI GAY
sempre e solo maschi
SE AVETE I REQUISITI GIUSTI CONTATATECI VI ASPETTIAMO ANGELA E MARCO ATTIVISI GAY ATTIVISTI GAY STORIA E MANDATO IL NOSTRO MOVIMENTO DI ATTIVISMO, NASCE NEL QUARTIERE GAY DI CASTRO NEL 1972 A SAN FRANCISCO FONDATO DAL NOSTRO PADRE, ISPIRATORE E MENTORE HARVEY MILK. Fù IL PRIMO ATTIVISTA GAY DELLA STORIA
peccato che il movimento gay, almeno come modernamente inteso nasca nel lontano 1864...
E LEADER UNICO E INDISCUSSO DELLA COMUNITà GAY.
Di San Francisco o dell'universo mondo?...
FONDO LA CASTRO VALLEY ASSOCIATION COMMERCIANTI, LOCALI DELLA ZONA DI CASTRO CHE FECERO CON LUI UN INTER SCAMBIO RECIPROCO DI OPPORTUNITà CON L' AGGIUNTà DI RAPPRESENTANZE SINDACALI E DI QUARTIERE PER RELAZIONARSI CON LA COMUNITà GAY E I CITTADINI, E CON QUESTA SUA VITTORIA LA COMUNITà GAY DI SAN FRANCISCO LO PROCLAMO SUO PORTAVOCE UFFICIALE, BATTEZZANDOLO SINDACO DI CASTRO STREET. E NEL 1977 HARVEY MILK DIVENNE IL PRIMO RAPPRESENTANTE AL MONDO GAY APERTAMENTE DICHIARATO CON LA CARICA DI SUPERVISORE AL CONSIGLIO COMUNALE. VINSE LA BATTAGLIA CONTRO LA PREPOSIZIONE 6 INDETTA E PROMOSSA DAL SENATORE ULTRA CATTOLICO E CONSERVATORE DAN WHITE, CHE VOLEVA IMPORRE IL LICENZIAMENTO DI MASSA DI TUTTI GLI INSEGNANTI GAY. Fù ASSASSINATO VIGLIACCAMENTE IN MODO INFAMANTE DAL SENATORE DAN WHITE INSIEME AL GRANDE AMICO GEORGE MOSCONE SINDACO DI SAN FRANCISCO E SOSTENITORE DELLA COMUNITà OMOSESSUALE NEL 1978. NEL 2009 IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI BARAK OBAMA HA CONFERITO A HARVEY MILK LA MASSIMA DECORAZIONE E ONOREFICENZA DEGLI STATI UNITI , LA PRESIDENTIAL MEDAL OF FREEDOM, PER IL SUO CONTRIBUTO AL MOVIMENTO DEGLI ATTIVISTI GAY. E NOI ATTIVISTI GAY PORTIAMO AVANTI LA SUA CAUSA E LA SUA MISSIONE DI VITA, PRESERVANDO, TUTELANDO E PROTEGGENDO I NOSTRI FRATELLI OMOSESSUALI
niente sorelle
ANCHE AL COSTO DI DONARE LA NOSTRA VITA, DAL FANATISMO RELIGIOSO
dal quale mutiano il linguaggio
E DA UNA POLITICA FINE A SE STESSA CHE PROMULGA: - RAZZISMO - OMOFOBIA - TRANSFOBIA - XENOFOBIA - INTOLERANZA
anche all'ortografia?
NEGANDO DIRITTI UMANI E CIVILI. ATTUANDO IL NOSTRO OBBIETTIVO E FINE ULTIMO FACENDO ALLARGARE I DIRITTI E DOVERI ALLA COMUNITà OMOSESSUALE CON I - PACS - MATRIMONIO - ADOZIONI OMOSESSUALI METTENDOCI TOTALEMTE SENZA REMORE A SERVIZIO DEI NOSTRI FRATELLI
aridaje!
A TITOLO TOTALMENTE (GRATUITO), SENZA SCOPI O FINI (LUCRATIVI) E NON SCENDENDO MAI AL TORBIDO E INFAMANTE MEZZO DELL' (COMPROMESSO). "" SE UNA PALLOTTOLA DOVESSE COLPIRCI POSSA QUESTA INFRANGERE LE PORTE DELLA REPRESSIONE E DEL OMERTà DIETRO LE QUALI SI NASCONDONO I GAY DEL NOSTRO PAESE. ANGELA E MARCO ATTIVISTI GAY ""
(attivistigay.blogspot sezione Chi siamo)
Ecco cosa hanno sul loro sito alla sezione video...


Proprio in sintonia con quanto scritto nella sezione "Chi siamo"
ANGELA PARADISO MARCO BOTTARO ATTIVISTI GAY , SIAMO UNA COPPIA OMOSESSUALE CHE HA DECISO DI PORTARE AVANTI IL SOGNO DEL NOSTRO CARISSIMO PADRE HARVEY MILK SEGUENDO IL SUO ESEMPIO DI RETTITUDINE E MORALITA' ABBIAMO CREATO QUESTO SITO WEB PER ONORARLO E PER METTERCI A SERVIZIO DEI NOSTRI FRATELLI E SORELLE OMOSESSUALI

E veniamo finalmente al prospetto (?) di legge
(...) Chiediamo la collaborazione e la Vigilanza delle Forze del Ordine Statali sia Interne che Esterne nei locali Omosessuali Adibiti a Discoteche e Pub in quando motivo di scandalo per la nostra Comunità, Portandovi alla luce dell' Consumo eccessivo di Stupefacenti e Alcolici e Super Alcolici che vengono serviti ai Minori e questa Situazione vi Assicuriamo che e' Fuori Controllo.
Solo gli omosessuali maschi fanno uso eccessivo  di Stupefacenti e Alcolici e Super Alcolici...
Segnalandovi che all'esterno di suddetti locali avvengono episodi di Estrema Violenza e Brutalità Con Pestaggi Gratuiti Motivati dal proprio Orientamento Sessuale , e ci auguriamo che suddette Forze del Ordine Agiscono senza Remore e con Pugno di Ferro con la massima Severità e Tutela .
Quindi eliminando i locali si eliminano i pestaggi?
Chiediamo a Voi Alte Cariche Dello Stato inoltre di provvedere al contenimento e la restrizione e l'eliminazione di siti web Pornografici e chat
solo i maschi omosessuali fanno uso di pornografia... E l'unica pornografia che c'è sulla rete è quella gay e pedopornografica...
per la grandissima minaccia concreta e tangibile della Pedofilia . Venendo incontro anche a esigenze vostre di poter guadagnare stima e rispetto da voi
qui l'italiano è morto
e dal' opinione Pubblica e dai Media . E noi Associazione Attivisti Gay Harvey Milk Riteniamo Indispensabile Il Provvedimento per il deterioramento
eheheh normalmente il per ha funzione finale non causale... 
della Comunità Omosessuale Italiana in modo da ridare ad essa prestigio, lustro e credibilità. E per questo sin da ora vi esprimiamo la nostra piena e totale collaborazione perché troviamo sia giusto e doveroso poter collaborare e camminare insieme per la costruzione di politiche sociali e Anti Discriminatorie. Certi e sicuri di un vostro riscontro positivo che le vostre alte cariche istituzionali non potranno esimervi dal prendere questi provvedimenti necessari alla sopravvivenza e alla tutela della comunità omosessuale Italiana , dei Nostri Diritti sanciti e garantiti dalla Costituzione e dalla Carta Dei Diritti Umani. Se invece le nostre richieste di democrazia , libertà e tutela non saranno riconosciute e garantite dal nostro Governo e dalle vostre persone faremo un esposto all'Alta Corte Del parlamento Europeo e all' Onu chiedendo il loro appoggio , aiuto e sostegno per mettere in mora questo paese visto che il nostro governo rimane cieco e sordo difronte alla legittima richiesta di diritti civili e umani . e questo non gioverà al' immagine della repubblica italiana sul' Europa facendovi perdere cosi credibilità. rispetto e fiducia !!!!
cicca cicca cicca!
e il mondo e la storia , non che le future generazioni ricorderanno la pagina nera che ha scritto l' Italia scendendo a compromessi con la chiesa sottostando a ogni suo volere e comando , lasciandola libera da voi
nemmeno Totò...
di diffondere messaggi di odio e di intolleranza e impedendo a voi con veti dittatoriali e reggimentalisti di promulgare leggi di diritto e tutela per una parte importante e considerevole dei cittadini italiani . Oltremodo sicuri e certi della vostra disponibilità e collaborazione al tema da noi citato ed esposto vi porgiamo i nostri omaggi la nostra stima e i nostri distinti saluti in fede Associazione Attivisti Gay Harvey Milk.
Ora a persone che scrivono così va davvero data la credibilità che deriva dall'essere presi in considerazione?


Dei commenti all'articolo di Rustici dedicherà il post prossimo...

Un grazie ancora ad Andrea che ci ha sottoposto questi scritti interessanti sui quali fare un utile esercizio di lettura critica, per tutte noi.


* ci sono anche i Consigli regionali ma qui si parla di legge statale non regionale...

venerdì 3 agosto 2012

La stampa omofoba? purtroppo pare di sì.

Leggo per caso il commento di un lettore de La stampa.it alla notizia dei soliti vescovi, stavolta francesi, che si ribellano alle nozze gay.
Solo un commento, del non meglio identificato utente osomarsicano che dice, testualmente:
No alle nozze gay Il matrimonio gay è una stupidata colossale. Una carnevalata, dove un uomo vestito da donna si sposa con un altro vestito da uomo. Tutti e due vestiti da uomo o da donna (ci sono anche le lesbiche, non solo i froci alias busoni)? Rimane una carnevalata. Ci sia la possibilità di definire determinate questioni patrimoniali con Atto Notarile recepito da un funzionario di Stato Civile o qualcosa del genere. Ma le Carnevalate di Zapatero, con tutta l'atmosfera dei Gay Pride, proprio no.... scritto da orsomarsicano 3/8/2012 15:42
Basito da tanta ignoranza e odio omofobo, scrivo un commento di risposta:

Il matrimonio è lo stesso, l'unico esistente, esteso anche alle persone dello stesso sesso, che non sono necessariamente omosessuali, cioè gay o lesbiche, ma possono anche essere bisessuali.

Vede, in tutto il mondo queste coppie formate da due uomini o da due donne ci sono già. E contribuiscono mediamente, come tutte le altre, al bene della società. E' proprio questo il senso della richiesta dell'estensione del matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso. Si trattasse solo di acquisire diritti amministrativi basterebbe davvero una scrittura privata davanti al notaio. Ma così come lei, se è sposato, ha voluto che il mondo intero riconoscesse che lei e la donna che ama costituite una famiglia e che la vostra famiglia contribuisce al bene della società, lo stesso diritto devono avere anche le coppie dello stesso sesso, purtroppo anche se questo a lei non piace, purtroppo, per lei, siamo in democrazia.

Il carnevale non c'entra niente, è lei che confonde, non so quanto in buona fede, identità di genere, con l'orientamento sessuale.

Un uomo e una donna vestono come meglio credono. Non esiste più, non nel 2012 almeno, vestirsi "da" uomo, o "da" donna.

Questi sono modi vetusti di pensare ed esprimersi vecchi già negli anni 50 del secolo scorso, dai quali provengono.

I diritti civili o sono di tutti o non sono di nessuno.

Invito Giacomo Galeazzi, che ospita entrambi i nostri commenti, a prendere le distanze della sue gravi affermazioni, disinformate  e discriminatorie.
Altrimenti, moralmente, è da ritenere responsabile delle sue affermazioni che non possono più trovare posto in un consesso democratico.
I provvedimenti disciplinari recenti in ambito olimpionico lo dimostrano con tragica attualità.

Alessandro Paesano

come vede, a differenza sua che firma solo con uno pseudonimo, io il mio nomee e cognome ce lo metto. Io il coraggio per le mie opinioni ce l'ho. E lei?
Quando pubblico il commento leggo che

I messaggi diffamatori, offensivi, razzisti e sessisti saranno eliminati.
Il commento da lei inviato sarà pubblicato solo dopo essere stato visionato dalla nostra redazione.


E' un sito di un quotidiano è giusto che ci sia la modera

Evidentemente al La Stampa sono contro il razzismo e il sessismo, contro la diffamazione ma non certo contro i messaggi offensivi. Di tutto il commento irricevibile di orsomarsicano la frase   (ci sono anche le lesbiche, non solo i froci alias busoni) non è forse offensiva?

Nel mio commento chiedevo all'autore dell'articolo su cui io e orsomarsicano eravamo ospitati di prendere le distanze dal commento omofobico. Adesso scopro che è proprio tutto a la redazione, che ha già moderato il commento ad essere d'accordo con lui.

Ricordo La Stampa come un ottimo giornale di antica tradizione liberale. Lo ritrovo allineato col peggio fascismo omofobico.

E' l'ora che qualcuno gli dica di smettere.


Quando l'omofobia fa notiza di per sè. Sui tweet omofobi ai danni del tuffatore olimpionico Tom Daley


Non so voi ma di solito a me interessa sempre risalire alla fonte delle notizie.
Un po' per una mia innata curiosità scettica, un po' perchè i mezzi di informazione italiani mancano sempre il loro scopo.

Così nel caso degli insulti omofobi via twitter all'atleta olimpionico  Tom Daley, inglese, su internet si sono letti articoli come questo

Continuano i casi di omofobia legati al mondo dello sport: il giocatore della Premier League gallese Daniel Thomas è stato sospeso per un tweet di stampo omofofo indirizzato nei confronti dell'atleta  specialista nei tuffi.
di Filippo Montelatici su goal.com

Nell'articolo non si sa cosa Thomas abbia twitterato su (contro?) Daley, si sa solo che
non è la prima volta che Daley è vittima di tali messaggi: un altro tweet omofobo gli era stato inviato dopo che si era classificato quarto alle Olimpiadi nel tuffo sincronizzato.
Per l'autore dell'articolo la vera notizia è che Thomas sia stato sospeso in seguito a quel tweet,
Pugno duro quindi adottato dalle autorità olimpiche e dalla società gallese nei confronti del calciatore: tutto questo a conferma del grande potere comunicativo di un social network come 'Twitter' il quale, però, spesso può rivelarsi un'arma molto pericolosa.
Ma che cosa avrò scritto mai Thomas  a Daley? E di cosa trattava l'altro twitter omofofo pardon omofobo?

A leggere sui siti italiani non se ne cava un ragno dal buco.


Repubblica, né Il secolo XIX né altri siti che sono venuti fuori da una semplice query su google raccontano il contenuto del tweet omofobo.

Il secolo XIX nel parlare dell'altro tweet omofobico spiega che sarebbe costata la galera al suo malcapitato autore. La notizia, data con la solita vaghezza dei nostri quotidiani, stavolta riporta il tweet:

«Hai deluso tuo padre, spero te ne renda conto»,

E l'articolo, senza firma, commenta
A prima vista nulla di grave. Se non fosse che il padre di Daley è scomparso a maggio 2011 per un tumore al cervello.
(...)
Il diciassettenne è stato arrestato con l’accusa di “comunicazione malevola”, reato previsto nel Regno unito da una legge del 1998 che punisce l’atto di “inviare o consegnare lettere o altri articoli allo scopo di causare disagio o ansia”.
Adesso Malevolo, in italiano significa nutrire sentimenti di ostilità, più, comunque che una semplice volontà di "causare disagio o ansia", in inglse signfica avere l'intenzione di fare del male a qualcuno.

In ogni caso com'è possibile che un 17enne sia stato arrestato solo epr aver detto a un atleta di avere deluso suo padre?

E, soprattutto, non era anche questo secondo tweet un tweet omofobo?

Dov'è l'omofobia?

Insomma non ci vedo chiaro.

Mi è bastato fare una ricerca su google in inglese per scoprire subito il tweet che è costato a Thomas la sospensione:

"If there is any consolation for finishing fourth at least Daley and Waterfield can go and bum each other #teamHIV."
Se c'è una consolazione per finire al quarto posto almeno Daley e Waterfild [il suo compagno di gara] possono andare a scoparsi a vicenda.
#Il team HIV
. (traduzione mia,   fonte Delehay.me)
Nè Daley nè Waterfield sono gay dichiarati, quindi non siamo all'offesa contro due ragazzi omosessuali, siamo all'uso dell'omosessualità come offesa, con tanto di firma del team HIV.
Quanto basta per la sospensione, non credete?

Per quanto riguarda l'altro tweet, quello che è costato la galera al suo autore 17enne in realtà le cose sono un po' diverse da come riportate dal Secolo XIX.
La frase incriminata non è il tweet nel quale il ragazzo accusa Daley di aver deluso il padre (in realtà deceduto e dunque indeludibile).

Sul sito di mtv.uk si può leggere tutta la storia.

Police have announced that they have arrested a 17-year old man in connection with a series of abusive messages sent to Olympic Team GB diver Tom Daley on Twitter.
After Daley narrowly missed out on a Bronze medal in the men's synchronised diving final with partner Pete Waterfield yesterday (30th July), he was subjected to a number of taunts from a user on the micro-blogging site  (...)
Oltre al tweet
"You let your dad down i hope you know that"
(...) then continued to bombard [Daley] him with a number of negative posts, calling the teenager an "over-hyped pr*ck", a "little p***y" and "an absolute waste of space."
He then added: "i'm going to find you and i'm going to drown you in the pool you cocky tw*t your a nobody people like you make me sick."
Following the attack from the troll, Dorset police confirmed in a tweet today (31st July): "Regarding tweets to @TomDaley1994 - 17-year-old man arrested this morning at a guest house in the Weymouth area. Enquiries continue."
They also previously confirmed that it was "aware of the issue and... actively looking into it".
Dunque il 17enne non è stato arrestato per aver detto hai deluso tuo padre, ma per avere scritto ti troverò e ti affogherò. Ecco l'intenzione malevolent!

In ogni caso questo tweet non c'entra assolutamente nulla con l'omofobia.

Non solo perchè Daley non è gay.
Anche fosse un gay dichiarato queste offese non sono date perchè Daley è gay, cioè in quanto gay ma perchè è arrivato quarto alla gara di tutto sincronizzato. 

L'omofobia è solo nella testa dei giornalisti (sic!) italiani.

la foto del sito globalist
la foto del Secolo XIX



Noto, en passant che mentre i siti italiani riportano foto di Daley fuori gara colto in strani atteggiamenti
la foto del sito mtv.uk mostra l'atleta durante la gara col compagno di squadra.
la foto del sito mtv
Purtroppo Reece Messer, il ragazzo 17enne arrestato dalla polizia per aver minacciato Daley di volerlo affogare, è stato a sua volta vittima di commenti omofobici  da parte di altri utenti di twitter com'è riportato dal sito Pinknews. Ecco un regesto dei commenti:

Shut the fuck up you gay little cut [sic].”
Another said his profile picture was “gay”, one called him a “gay prick”, one a “gay twat”, one said he did not “give a fuck about this gay little faggot”. Another wrote that the “worst thing is @Rileyy_69 looks so gay”, another than he was a “gay ass n***** with yo fake ass followers”.
One Twitter opined that he was “actually a closet gay and that’s why he’s so hostile towards attractive males”.
Another wrote: “Never heard of this @rileyy_69 before can’t believe how gay this kid is?”. Another advised him: “don’t drop the soap in the shower mate. You’ve got the gay look that paedos/sexually frustrated men go for.”
Another told the teenager: “Hope you get bummed like fuck when your behind bars you gay boy”.
Ecco un chiaro esempio di come l'omofobia non consista solo  nell'offendere persone dichiaratamente gay ma nel considerare l'omosessualità come insultante.

In ogni caso un sospetto infamante se su yahoo answer si è potuto leggere:

Is the diver Tom Daley gay? ?

I read on yahoo news that a sports player was sending homophobic tweets to Tom the Olympic Dover and I was wondering if he's actually gay :/

Best Answer - Chosen by Asker

No, he has a girlfriend. She was featured in UK newpapers a while back, & I think is American and also a diver/swimmer.
Asker's Rating:
5 out of 5
Asker's Comment:
Thanks x)

Meditate gente. Meditate...

giovedì 2 agosto 2012

Chi di etichetta ferisce di etichetta perisce. I commenti involontariamente (?) omofobici di L'Ottavo Colore Associazione LGBT di Parma e provincia

Di base c'è la solita aggressione a due ragazzi, colpevoli di essersi tenuti per mano.
Così almeno riporta la notizia parmadaily che pubblica un comunicato dell'associazione lgbt L'ottavo colore (del quale però sul sito dell'associazione non trovo traccia...).
Tant'è.
Sul parmadaily si legge
Lo scorso sabato pomeriggio (...), in pieno giorno e in pieno centro, davanti al Teatro Regio, una coppia di ragazzi gay sono stati insultati e presi a sputi in faccia "colpevoli" solo di camminare mano per la mano.
L'Ottavo Colore, che da anni è impegnato in una battaglia quotidiana contro l'omofobia e ogni forma di discriminazione, non può che esprimere una condanna durissima per questo gesto barbaro, che sembra far tornare la nostra città indietro di anni. 
Adesso datemi del pignolo ma il periodo una coppia di ragazzi gay sono stati insultati e presi a sputi in faccia "colpevoli" solo di camminare mano per la mano  oltre a essere sgrammaticato (la coppia è stata non sono stati) è discriminatorio perchè qualifica i due ragazzi come gay quando non ce n'era bisogno.
A far identificare i due ragazzi come gay al gruppo di aggressori è stato probabilmente proprio il gesto della mano nella mano (almeno che i due non avessero il noto alone rosa che noi gay abbiamo).

Quindi invece di stigmatizzare l'occhio che giudica e incasella per un gesto di affetto si usa lo stesso identico occhio e si arriva a dire
Troviamo inaccettabile che nel 2012 gay e lesbiche non possano tenere per mano il proprio compagno o la propria compagna senza rischiare linciaggi pubblici.
Dunque se l'italiano non è un'opinione..., per quelli e quelle dell'ottavo colore solo se sono omosessuale o lesbica ho diritto ad andare in giro  mano nella mano senza essere insultat*.

Io (gay) e mio cugino (etero) no. A noi possono pure insultarci...

Trovo davvero da lobby provinciale e de noantri (anche se siamo a Parma)  riconoscere a qualcuno un diritto DI TUTTI solamente in base all'appartenenza all'orientamento sessuale.
Perchè se pensi che se uno va in giro mano nella mano di un altro maschio è frocio non sei meno omofobo di chi la pensa esattamente come te ma, a differenza tua che reagisci bene e pensi che carini, reagisce male e li prende a sputi e insulti.

Diritto all'indifferenza, ricordate?

Dobbiamo imparare  parlare meglio per ragionare meglio.

Non si tratta del diritti dei  froci (una minoranza scassaballe) di andare in giro mano nella mano (ma che palle 'sti esibizionisti, ma se ne restassero a casa loro, no?!) ma del diritto di chiunque di andare in giro mano nella mano con chi meglio crede qualunque sia il suo orientamento sessuale.


Affermazioni così lobbistiche e discriminatorie danno adito ad articoli PESSIMI come quelli del Giornale dell'Emilia Romagna che scrive
Camminavano mano nella mano di fronte al Teatro Regio. La loro colpa? Essere omosessuali.
E no! La loro colpa è essere andati in giro mano nella mano!

Ma è nella cronaca di Parma di Repubblica, molto più ricca di dettagli, che il modus operandi di L'ottavo colore si esprime nel suo peggio 


Lungo via Garibaldi - mano della mano - due ragazzi gay (uno di 16 e l'altro di 17 anni) passano sul marciapiede mentre stanno chiacchierando.
Si alza il primo urlo, "froci", poi un altro "froci". Gli sghignazzi, il dito puntato. "Fate schifo" gridano ancora i ragazzi seduti sugli scalini. La loro unica "colpa" è quella di camminare tenendosi per mano, amandosi. Uno dei giovani si alza e raggiunge la coppia, gli sputa addosso in segno di stizza.
I due si guardano, non trovano la forza di reagire e vanno via. Quella scena però brucia dentro, il male del disprezzo, l'onta su un amore che "perchè non può essere pubblico?". "Ma poi hanno trovato la forza di parlarne - racconta Valeria Savazzi, dell'associazione Ottavo Colore - hanno raccontato tutto ad un amico che si è poi rivolto a noi.E' un primo, grave, caso. Non volevano esporsi, anche perchè uno di loro dice che il padre non sa che è gay e non vuole che lo scopra così. Sono giovani ma hanno trovato il coraggio denunciare l'accaduto" conclude Valeria.
Stesso modus operandi di Marrazzo e della Gay Help Line. Si palra di deunica  a loro e non si fa cenno all'OSCAD, o non si coglie l'occasione per ricordare  come sia meglio comportarsi in questi casi, né ci si chiede della reazione degli astanti.

Perchè insulti e sputi sono illegali anche senza la legge contro l'omofobia.
E se mi sputano addosso io chiamo la polizia  e denuncio pure gli astanti per omissione di soccorso se non sono intervenuti.

Sia ben chiaro la mia non è una critica ai due ragazzi aggrediti che hanno tutta la mia solidarietà comunque si siano sentiti  di comportarsi.
Io critico il tono cattolico, pietistico, vittimista di Valeria Savazzi.

Non so voi ma io non ne posso più di questi articoli scritti con la carta carbone che danno una immagine dell'omosessualitàò triste e misera, pavida e sprovveduta. Loro e le associazioni che dovrebbero controbuire alla fine dellae discriminazioni.

Pensate a quanto sarebbe stato più condiviso, più aperto a tutt* il comunicato se avesse avuto questo tono:

E fino a qui, miracolo!, tutto bene. Poi però, sempre loro, quelli e quelel dell'Ottavo colore dicono 

Lo scorso sabato pomeriggio (...), in pieno giorno e in pieno centro, davanti al Teatro Regio, due ragazzi sono stati insultati e presi a sputi in faccia "colpevoli" solo di camminare mano per la mano. L'Ottavo Colore, che da anni è impegnato in una battaglia quotidiana contro l'omofobia e ogni forma di discriminazione, non può che esprimere una condanna durissima per questo gesto barbaro, che sembra far tornare la nostra città indietro di anni.
Troviamo inaccettabile che nel 2012 due ragazzi non possano tenersi per mano senza rischiare linciaggi pubblici. 
Semplice no?

L'omofobia sta nell'occhio di chi etichetta e divide invece di includere.

STESSI DIRITTI PER TUTT*