sabato 24 settembre 2011

Listaouting all'amatriciana e indigesta a tutti.

Bufala, occasione persa, svuotamento del suo significato politico, anche questo blog oggi ha preso posizione come tutti sulla pubblicazione dei 10 nomi, secchi, tutti di uomini, pubblicata dal blog. Ieri La Stampa pubblica un articolo nel quale raccoglie dichiarazioni varie che si distinguono per la consonanza di idee tra persone che dovrebbero essere su fronti opposti:

Mauro Cutrufo (Pdl), prima coglie l’occasione per attaccare internet definendolo «un’arma pericolosissima». E poi invoca l’intervento del ministro dell’Interno per fermare «il massacro mediatico».


Secondo il Garante per la Privacy, Francesco Pizzetti, «è assolutamente illecito» pubblicare i dati sulle tendenze sessuali delle persone senza il loro consenso, «indipendentemente dal fatto se si tratti di eterosessuali o omosessuali». «È una bufala che fomenta l’ignoranza», interviene anche il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, nonché una «diffamazione gratuita». Quest’ultimo termine però piace poco a Dario Ginefra (Pd). Definire qualcuno omosessuale, replica, «non può essere considerato un insulto e quindi neanche una diffamazione».

Il Palazzo reagisce. Così si «distrugge la privacy», continua il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto. È un altro esempio di «sistema Boffo», sostengono i radicali. È un modo «estremo di fare battaglia politica che non fa parte della mia cultura», afferma Paola Concia (Pd) che, della battaglia contro l’omofobia, ne ha fatto una bandiera. Molti dei diretti interessati reagiscono. Chi con ironia. Chi con indignazione. Ci sono «centinaia di donne in apprensione» per me, ribatte Mario Baccini (Misto-Pdl). A cominciare «da mia moglie». Meglio nella lista dei gay che in quella degli «interisti occulti», dice da buon juventino Massimo Corsaro (Pdl). Sono un «banale eterosessuale», taglia corto il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. «Fantasie malate, tutte sciocchezze», reagisce più piccato il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. Ma se gli altri politici tirati in ballo scelgono il silenzio, quasi tutte le associazioni omosessuali contestano l’iniziativa.

Secondo il presidente dell’Arcigay [Patanè] la lista di proscrizione pubblicata sul sito è solo «un’operazione spregevole che ridicolizza» le battaglie contro la discriminazione di genere. [sic!]  È solo «un outing all’amatriciana», minimizza il portavoce di Gay Center, Fabrizio Marrazzo. Si tratta di un’iniziativa irricevibile», osserva Rossana Praitano del Circolo Mario Mieli. L’unico che giustifica la pubblicazione dell’elenco è Aurelio Mancuso, un esponente del mondo gay considerato da molti l’ispiratore della trovata: «È il frutto dell’indignazione di chi quotidianamente subisce violenze e insulti», ribatte. «È una denuncia contro l’ipocrisia della politica».
A parte lo svarione che confonde  orientamento sessuale con identità di genere è interessante notare come tutti quelli citati (evidenziati in nero) siano contro l'outing, mentre gli unici  a dire qualcosa di sensato, e di positivo per la causa, siano Aurelio Mancuso e Dario Ginefra (PD) evidenziati in rosso.

Mi chiedo, e vi chiedo, come mai questa consonanza di interventi? Questa difesa a oltranza della casta? Fatta così con l'accetta, generalizzando, senza fare distinguo confondendo merito con metodo?

Certo molto lo si deve al giornalista (anonimo) che ha scritto il pezzo e che lascia fori voci altrettanto autorevoli che invece hanno spiegato le ragioni dell'outing (quelle vere).


Così Giuseppina La Delfa presidente di Famiglie Arcobaleno sul blog gayfreedom sostiene  l'outing ricordando come
Tutti noi cittadini abbiamo il diritto di conoscere i potenti a cui affidiamo le sorti della nazione, e il pubblico in generale ha il diritto di sapere a chi ha a che fare. Reputo i parlamentari e gli ecclesiastici omosessuali omofobi, ipocriti e bugiardi, doppiamente responsabili delle violenze che la mia comunità subisce ogni giorno, responsabili dei suicidi, degli assassini, responsabili delle difficoltà grandi e piccole del nostro vivere quotidiano.

Oppure Aldo Busi sul blog Dagospia inneggia "fuori i nomi", ricordando che i

politici o uomini pubblici italiani, quali giornalisti, artisti, ecclesiastici che, omosessuali (...) si macchiano del crimine dell’omofobia, cioè che contribuiscono, notamente in Parlamento e nelle chiese e nei giornali e nelle televisioni, ad affossare ogni legge favorevole ai diritti delle persone dello stesso sesso desiderose di convivere stabilmente (e di adottare e di godere della reversibilità della pensione e dell’affitto e dell’eredità patrimoniale) tutelate come le comuni coppie formate da campioni del sesso opposto – le quali, a ben vedere, contraddittoriamente alle insane politiche procreazioniste e quindi religiosamente guerrafondaie, godono di ogni diritto anche se, proprio come una comune coppia omosessuale, non hanno generato nient’altro, reddito a parte.

(...)

Grazie all’outing (...) non è l’omosessuale nascosto che viene costretto a uscire allo scoperto, bensì il modo omertoso, mafioso, ricattatatorio che costui, un ricattato ben prezzolato e un ammalato con tanti servizievoli e sevizievoli dottori al suo capezzale, ha di vivere la sua omosessualità ledendo, per eccessiva difesa di uno stato patologico suo personale (corroborato e facilitato però dal privilegio del potere e dal potere del privilegio), il comune cittadino omosessuale che vive apertamente la sua naturale opzione sentimentale e sensoriale sprovvisto di ogni legittimazione e tutela legislativa.

Quindi ben venga ogni possibile outing, poiché la violenza al libero arbitrio che con l’outing subirebbero questi gay occulti delle alte sfere omofobe e reazionarie del Paese è infinitamente minore della violenza che da sempre le loro corsie preferenziali, i loro stipendi e pensioni, i loro clan, la loro vampiresca ipocrisia fanno subire ai più e al Paese tutto e alla Comunità Europea intera. (...)

Ma, nonostante queste autorevoli eccezioni, dà nell'occhio la difesa a oltranza della privacy degli omofobi.
Così mentre mentre tutti i rappresentanti delle associazioni gay citati nell'articolo de LA Stampa non sanno nemmeno distinguere tra gay, bisex ed etero che vanno con le trans (e se non fanno nemmeno questo MA CHE COSA CI STANNO A FARE?) i diretti interessati presentano le credenziali di eterosessualità glissando sul fatto che esiste la bisessualità e che si è etero anche se si va con le trans.


C'è poi chi deve distinguersi facendosi pubblicità in maniera sfacciata come Alessio De Giorgi, direttore del sito Gay.it che sul suo sito partendo da considerazioni condivisibili rimarcando la totale assenza del supporto di prove (fotografie, testimonianze o altro) e ponendo alcune domande ineludibili Chi ha deciso quali nomi pubblicare e quali no? Come sono stati raccolti questi nomi? Sulla base di quali prove è stato deciso di inserirli in questa lista? Cosa c'è a supporto di queste affermazioni? Siamo proprio sicuri che tutti i personaggi inseriti in questa lista siano effettivamente omosessuali o piuttosto sono solo pettegolezzi, dicerie, discorsi da bar?
spaccia furbamente per outing un articolo pubblicato tempo fa (e del quale questo blog si era già occupato) che era un puro articolo di gossip:
Nel 2008 Gay.it fece il primo "outing" della storia italiana. Oggetto dello "svelamento" della sua omosessualità fu Beppe Convertini, che a quei tempi era un attore sulla cresta dell'onda, un personaggio che si presentava in tutti i rotocalchi italiani come "fidanzato ideale" delle donne italiane in compagnia di belle ragazze.

De Giorgi glissa sul fatto che, però, Convertini non è un omofobo,  è solo un bisex velato (e nell'articolo la bisessualità è ridotta a mera omosessualità) la cui unica colpa era presentarsi come etero e non come bisex. Cioè questo sì un atto che viola la privacy d un personaggio pubblico per pura pruderie da pettegolezzo (come il sito ci ha ben abituato) che, e ci vuole fegato, De Giorgi presenta come inchiesta giornalistica.




Insomma questi e quello pari sono





venerdì 23 settembre 2011

Lo scippo è compiuto. L'outing è stato svuotato di ogni significato politico. Corriere della Sera in testa

Ecco come commenta il corsera la pubblicazione dell'elenco dei 10 nomi di politici omofobi e gay:
Un blog pirata ha diffuso alle 10 di venerdì 23 settembre una lista con dieci nomi di politici gay che però non lo dicono pubblicamente.
L'omofobia rimane nel titolo ma non dell'articolo e quel però la dice lunga sullo snaturamento dell'outing.
Bell'effetto boomerang. Non c'è che dire. Però continuo a ribadire che l'outing, quello vero, serve ed è importante e che sono sospetti quelli che vi si sono opposti la cui critica non verte sul metodo, davvero insostenibile che il blog listouting ha adottato.

Listaouting: sono usciti i nomi. Tout ça pour ça?

Senza un rigo di descrizione, di informazione (quelli nell'elenco chi sono? Sono omofobi perché...?) è uscito l'elenco sul blog listaouting.

Un elenco di rilevanza zero, senza una prova, senza una fonte, senza niente.
Dieci nomi e basta.
La montagna ha partorito il topolino.
1.    FERDINANDO ADORNATO
2.    MARIO BACCINI
3.    PAOLO BONAIUTI
4.    ROBERTO CALDEROLI
5.    MASSIMO CORSARO
6.    ROBERTO FORMIGONI
7.    MAURIZIO GASPARRI
8.    GIANNI LETTA
9.    MARCO MILANESE
10. LUCA VOLONTE’
Rilevanza zero.
Parliamo di cose più serie...

Outing: 23 settembre ore 10

Fra poche ore sapremo.
Sapremo se il blog anonimo listaouting è un bluff oppure no.
Sapremo come diranno e che prove addurranno. Sapremo se l'iniziativa è seria o se, dopo tutto, avevano ragione gli avversori.

Io so solo una cosa. So che quel che listaouting non deve fare è questo:
Roberto Calderoli è finocchio. Ecco perché non fa che prendersela con i gay e non parla d'altro (se si esclude qualche occasionale stronzata sulla Padania, il Dio Po, il ritorno alla Lira eccetera).
Direte voi: e come lo sai? Beh, me lo hanno detto, ripetuto e confermato un po' di persone, molte provenienti dal Nord Italia e molte "per conoscenza personale" del fatto. Tra queste persone, anche un famoso editore (tranquillo signor Achab, non ce l'ho mica con te: ho scritto "famoso"). Allora, sapete come si diceva una volta? Vox populi, vox dei. Io a Dio non ci credo, ma al popolo eccome.
E adesso denunciami, caro ministro Calderoli. Stando alla legge sulla privacy le tue abitudini sessuali non sono protette da segreto perché tu sei una persona pubblica e pubblicamente impegnata contro - guarda tu - proprio i diritti civili dei gay. Eventualmente, in tribunale, chiamo a testimoniare le persone che mi hanno assicurato di avere una "conoscenza personale dei fatti". A' la guerre, comme à la guerre.
p.s. Si ringraziano gli amici blogger nei commenti per la segnalazione della foto del nostro ministro colto in posa virile e padana da "Repubblica".

E' un vecchio post (ne manca l'incipit in cui spiega la differenza tra outing e coming out) di Anellidifumo, del lontano 2005, squisitamente omofobico e maschilista.

Un post nel quale si fa tutto quello che nell'outing (quello vero) non si è mai fatto.

Si dice che Tizio è finocchio. Ma all'outing non interessa l'orientamento sessuale.
Come prova si cita un coraggiosissimo e deontologicamente parlando ridicolo "me l'hanno detto".
Attenzione non una fonte certa da tenere nascosta per ovvi motivi (uno dei pilastri del giornalismo americano)  ma un disgustoso me lo hanno detto, ripetuto e confermato un po' di persone, molte provenienti dal Nord Italia e molte "per conoscenza personale" del fatto. Tra queste persone, anche un famoso editore (...). Allora, sapete come si diceva una volta? Vox populi, vox dei. Io a Dio non ci credo, ma al popolo eccome.
Uno stile delatorio degno del miglior Mussoliniano.

Non si specifica bene quali siano gli atti omofobici se non un generale ecco perché non fa che prendersela con i gay e non parla d'altro (se si esclude qualche occasionale stronzata sulla Padania, il Dio Po, il ritorno alla Lira eccetera). 
Tra l'altro anellidifumo si improvvisa psicologo e, nei commenti, spiega come Calderoli sia  un uomo politico ossessionato dalla sua omosessualità e per questo capeggia una violenta campagna omofobica (...)  la sua posizione politica di forte omofobia passa dalla categoria appunto della politica a quella della fissazione personale, della patologia da disturbo della personalità e dell'identità psicologica, quindi si depotenzia alla radice. Un'omosessualità così male accettata è infatti sicuramente fonte di disturbo della personalità e, di conseguenza, è patologica. 

Capita l'antifona? Non si colpisce il comportamento del politico, ma si colpisce la persona, non solo accusandola di essere un finocchio ma di essere un finocchio egodistonico e dunque  patologico. 
Invece di criticare politicamente atti e comportamenti politici si cerca di demolire direttamente la persona usando l'omosessualità (egodistonica) come un'arma. 

Se non è omofobia questa... Il bue dice cornuto all'asino.

Tra l'altro fosse vero quel che dice anellidifumo Calderoli andrebbe aiutato, curato e non certo messo alla gogna mediatica con l'outing.

Inoltre, anche se fosse, Calderoli non è gay ma bisex visto che è stato sposato e oggi ha una compagna. Ma il maschilismo non fa considerare queste relazioni etero legittime e vere. Se sei frocio lo sei per tutta la vita,e le storie con donne millantate, una copertura.


Quel che non capisce Anellidifumo è che non c'è bisogno di addurre una omosessualità egodistonica per spiegare l'omofobia. E' una spiegazione naif oltre che maschilista. Maschilista perchè vede negli omofobi dei gay repressi, naif perchè per spiegare la contraddizione tra omofobia e omosessualità adduce spiegazioni personali (con una psicologia da cartine di cioccolatino) e non quelle, più rilevanti e pertinenti, politiche e di gestione del potere. E questo è il vero cuore dell'outing. Si denunciano persone che impongo una visione politica che discrimina e delegittima le persone omosessuali e trans e poi nel privato si fa come si vuole perchè il potere che si ha consente di fare come cazzo pare e piace.
E' una questione politica, non morale. D'altronde come diceva Andreotti il potere logora chi non ce l'ha.



Infine, ciliegina sulla torta, come prova (l'unico straccio di prova che anellidifumo produce) viene presentata una foto, segnalatagli dai lettori che ritrae Calderoli in posa virile e padana da "Repubblica".

Peccato che considerare un uomo gay perchè poco virile sia esattamente la mentalità dalla quale scaturisce lo stigma e che vedere un gesto poco virile (ammesso e non concesso che quello ritratto nella foto lo sia) come esclusivamente omosessuale è omofobico, maschilista e patriarcale.

Ecco, spero proprio che stamane non saremo costretti a leggere queste cazzate omofobiche anche su listaouting che, nonostante l'anonimato non lasci ben sperare, non si tratti di un volgare pettegolezzo basato su un pregiudizio omofobico, ma di una denuncia seria basata su prove concrete e con argomentazioni un po' meno omofobiche di queste.

mercoledì 21 settembre 2011

Quel che manca al movimento è la solidarietà di classe. Ancora sull'outing. Stavolta il parere di Rosario Duca Segretario Provinciale Arcigay Messina

Leggo un comunicato di Rosario Duca Segretario Provinciale Arcigay Messina che scrive sul blog nebrodi e dintorni.

Secondo Rosario gli omofobi da outingare sono quelli segretamente gay. e lo si fa per vendetta.

Non rendendosene conto Rosario applica un pregiudizio di origine maschilsita.
Per Riccardo chiunque ha dei rapporti sessuali (ma ci sono anche quelli affettivi...) con persone dello stesso sesso è omosessuale, in barba a chi magari è sposato ha dei figli e dunque non è gay o lesbica, ma bisex.
Ma si sa cosa il movimento pensa delle persone bisex...

Se vai con una persona del tuo stesso sesso, anche solo una volta in vita tua sei marchiato come gay a vita proprio come lo stigma vuole.



Ma davvero quel che l'outing indica è che queste persone omofobe siano gay?

Solo chi pensa che l'omosessualità sia qualcosa da nascondere può vedere le cose sempre e solo in questo modo.

Chi pensa che a rivelare l'omosessualità altrui gli si fa una vendetta (come Riccardo) evidentemente vede l'omosessualità come qualcosa di negativo, di infamante.
Ebbene, anche Riccardo, come molti altri, non coglie il punto fondamentale dell'outing che non riguarda né la (presunta) omosessualità velata, né il volersi vendicare,  ma riguarda la coerenza, l'onestà intellettuale, la trasparenza che in queste perosne manca eche viene denucniata.
La (presunta) omosessualità è solo una parte dell'equaizione che da sola non ha valore alcuno nell'outing ma lo acquista solo accanto all'altra parte fondamentale che è la pratica discriminatoria concreta.
La parola omofobia forse devia, perchè  è una parola passpartout che viene usata spesso a sproposito.
Non si fa outing delle persone velate.
Non si fa outing nemeno di tutte le persone omofobe.
Si fa outing solo dei personaggi pubblici che grazie al loro potere politico o persuasivo contribuiscono fattivamente alla discriminazione e allo stigma.
Se si tiene conto di questo elemento che per comodità sussumiamo nell'aggettivo omofobico tutte le considerazioni di chi si dichiara contro l'outing cadono non avendo pertinenza.

Non posso credere però alla buona fede di questi avversori dell'outing. Perchè Riccardo, almeno a parole, dimostra di avere capito bene cosa sia l'outing: 
uno strumento (...) nei confronti di chi ricopre dei ruoli pubblici di rappresentanza politica ed istituzionale, per svelare la doppia morale di chi nega diritti ai più e consolida i privilegi propri e di pochi.
Nonostante questa bella definizione (che credo gli ruberò sempre citandone l'autore beninteso)  anche Riccardo scende in difesa della casta, buttandola in caciara, come si dice a Roma, cioè adducendo scuse e motivazioni senza alcuna consistenza.
Riccardo infatti dice che
l’outing dovrebbe essere fatto quotidianamente nel nostro Paese, e non soltanto per rendere noto l’orientamento sessuale.
rimangiandosi la definizione appena data... Arrivando a proteggere la casta scomodando le persone velate che non ricoprono carica pubblica alcuna
se ogni tanto si provasse ad essere seri ed a ragionare con il cervello acceso, ci si renderebbe conto che prima di fare la lista dei politici gay omofobi e contrari alle istanze del movimento bisognerebbe fare la lista delle tante persone comuni, cittadini e cittadine omosessuali che sono altrettanto omofobi ed ostili alle ragioni della comunità lgbtq. Bisognerebbe fare la lista di chi, gay, lesbica o transgender, vota per gli omofobi che stanno in Parlamento e ci rappresentano. Bisognerebbe fare la lista dei tanti omosessuali che la notte vanno nei locali gay e di giorno, in famiglia o al lavoro nascondono e fingono.
Capita l'antifona? Riccardo vuol far passare l'outing come punizione per l'essere velati  e non (cito le sue stesse parole) la denuncia
di chi ricopre dei ruoli pubblici di rappresentanza politica ed istituzionale, per svelare la doppia morale di chi nega diritti ai più e consolida i privilegi propri e di pochi.
Se accusiamo chi ricopre ruoli pubblici di rappresentanza politica ed istituzionale dobbiamo accusare - dice Riccardo -  anche chi
gay, lesbica e transgender è contro i Pride oppure ai Pride ci va perché è una festa, si balla e ci si diverte ma quando in Parlamento si fa scempio della nostra dignità e dei nostri diritti di cittadinanza per strada e nelle piazze non si vede a protestare ed a fare casino. Bisognerebbe fare la lista dei tanti omosessuali che vanno in chiesa a battersi il petto, che ascoltano in silenzio le prediche omofobe, che vanno ai raduni del Santo Padre e lo acclamano, che si professano cattolici apostolici romani ma poi li trovi in giro nei boschetti o nelle saune dove in ginocchio non ci stanno per pregare.
Non è forse questo lo stesso punto di vista di chi critica l'omosessualità? Non è questa la stessa pasta di cui è fatto lo stigma?
Insomma, bisognerebbe fare una lunghissima lista di chi vive quotidianamente secondo i canoni della doppia morale di cui i parlamentari sono solo i nostri “degnissimi” rappresentanti ed interpreti.
Quindi siccome nessuno è immune quelli della casta vanno salvati.

Manca a Riccardo, ma manca a tutti gli italiani, in tutti i campi, al solidarietà di classe.
Riccardo in questo è un italiano tipico. Forte coi deboli e debole coi forti, come ci ha insegnato il fascismo che sta nel dna di ognuno di noi.

Quel che Riccardo sembra (o fa finta di) non capire è che mentre le tante persone comuni, cittadini e cittadine omosessuali se pure col loro comportamento non contribuiscono alla causa non hanno alcun potere oltre il proprio comportamento individuale con cui discriminare mentre chi ricopre dei ruoli pubblici di rappresentanza politica ed istituzionale ha un potere immenso e per questo va fermato.
Perché ogni singolo cittadino ha il diritto di essere velato ma non un\una rappresentante del popolo che non si comporta più a titolo privato ma in nome del popolo che rappresnta. TUTTO IL POPOLO. Anche quello omosessuale che non può discriminare seguendo una propria convizione morale che non ha basi scientifiche né politiche e nemmeno etiche. Una base morale che pretende solo gli altri osservino perchè lui nel privato privilegiato e difeso può fare quel che cazzo gli pare.

Ma a tutti quelli che sentono la seduzione di chi ha potere  vien spontaneo difenderli adducendo la colpa dei cittadini comuni...
Se non è un modo di pensare fascista questo...


Ma quel che mi fa più specie di questo militante omosessuale al quale evidentemente bisogna spiegare tutto (dovremmo fare anche noi delle scuole come faceva una volta il PCI) è che cade a più pari in un paragone a dir poco ridicolo:


Tanto come eleggiamo un corrotto e puttaniere Presidente del Consiglio continueremo a votare e ad eleggere gli omofobi, gay o etero che sia non fa alcuna differenza.
Quel che Riccardo dimentica (e non si capisce come faccia) è che Berlusconi non fa leggi contro il ...puttanismo, né dichiara che finché sarà lui al governo le mignotte non avranno mai riconosciuti i loro diritti.


Riccardo dimentica che i motivi dell'outing sono politici non morali.
Si denuncia non chi ha una doppia morale ma chi discrimina certe persone contribuendo allo stigma dal quale lui (o lei) è esente per i privilegi datigli dalla carica pubblica che ricopre.

E se io, cittadino comune, devo ricordarlo a un Segretario Provinciale Arcigay vuol dire che i quadri dirigenti della militanza glbtqi sono pericolosi e completamente inutili

domenica 18 settembre 2011

Perchè l'outing dà tanto fastidio?

Come sapete l'outing preannunciato da Aurelio Mancuso e ora passato in mano a un blog di anonimi (per motivi di sicurezza...) non piace a nessun nome noto del movimento.
Da Patanè a Battaglia, da Grillini a Dall'orto, tutti a dire di no, tutti omettendo la vera ragione politica dell'outing e tutti facendo finta che Mancuso, il blog di anonimi o chi per loro voglia sputtanare chiunque sia gay (o lesbica) ma non lo voglia dire.

Chissà se ci fanno o ci sono...

Comunque sia tutti prendono l'outing per il verso sbagliato partendo dall'effetto e confondendolo con la causa. Tutti partono cioè dall'omosessualità degli sputtanandi
come elemento base dell'outing e non dalla loro omofobia.
Eppure Peter Tatchell uno dei primi sostenitori dell'outing disse chiaramente che la comunità gay e lesbica ha il diritto di difendersi contro le figure pubbliche che abusano del loro potere e della loro influenza per appoggiare politiche che infliggono sofferenze agli omosessuali. (fonte wikipedia)

Dire che si fa outing agli omofobi pur se sostanzialmente preciso è ancora troppo vago. Si fa outing ai personaggi pubblici che con le loro azioni contribuiscono a discriminare le persone omosessuali e trans.

Invece secondo questi dirigenti (o ex dirigenti)  delle associazioni glbt  questa becera operazione scandalistica offende la dignità delle persone. Tutti hanno il diritto alla sua [sic!] privacy. Costringere le persone ad uscire allo scoperto è inaccettabile (Patanè).
L'outing è un gesto aggressivo e violento, che invade incredibilmente la vita delle persone e sposta l'ago dell'attenzione da quello che è un problema politico (Battaglia). Se sputtano al mondo i nomi dei parlamentari omosessuali non risolvo il problema e forse mi metto contro chi in incognito potrebbe aiutarci a raggiungere gli obiettivi che ci proponiamo da qualche tempo (Grillini).

Nessuno dei tre (ma tanti altri esempi, anche meno illustri, si potrebbero fare)  sembra aver capito qual è lo spirito dell'outing CHE NON RIGUARDA LE PERSONE OMOSESSUALI.
Riguarda le persone pubbliche, che hanno un potere politico e/o di pressione sociale e che lo usano per mantenere lo stigma e la discriminazione delle persone omosessuali e trans (di cui tutti sembrano dimenticarsi).

Non si fa outing per rendere pubblico l'orientamento sessuale altrimenti celato dei politici, questo né Mancuso né il blog anonimo si sono mai sognato di dirlo.

Solo Patanè e Grillini  vedono la cosa così perchè evidentemente nelle persone che Mancuso e il blog di anonimi vogliono denunciare loro non vedono delle persone che discriminano vedono dei gay.

Sono loro i primi a essere discriminatori e omofobici perchè vedono gay dappertutto, anche dove ci sono bisex o etero che vanno con le trans.

Battaglia invece si chiede come faccio a stabilire chi è omofobo che è solo un esercizio di retorica perchè si parla di personaggi pubblici che con i loro gesti concreti diffondono la discriminazione, contribuiscono a tenerla in piedi e impediscono di smantellarla, non mi sembra difficile da stabilire con questi criteri chi è e chi non omofobo.

Il problema non è sapere che tizio o caio sono gay, l'outing non interviene sull'orientamento sessuale (o sul comportamento sessuale come sarebbe meglio specificare che è cosa diversa dall'orientamento: io posso scopare con gli uomini ma sentirmi etero, percepirmi tale e pretendere di esserlo) interviene su chi contribuisce alla discriminazione e poi nel suo privato ha comportamenti sessuali che vanno nella stessa direzione di quanto ufficialmente combatte.

Non sono gay omofobi, sono omofobi con comportamenti sessuali non etero o transfobici che in segreto le trans le frequentano.

Dov'è la violenza nel denunciarli? E la loro violenza quando dicono che i matrimoni sono solo per coppie etero? O quando dicono che i gay sono malati? O moralmente disordinati?

La questione della privacy è ridicola per almeno due ordini di motivi.
1) Sono personaggi pubblici, la privacy vale per i privati cittadini non per quelli che occupano cariche di potere. Altrimenti non vedremmo nessuna foto di Berlsuconi, Fini, attori, cantati, giornalisti, prelati, e non leggeremmo tutti i bei gossip, magari pubblicati sui siti come gay.it, gay.t, gay wave.. dove si allude all'omosessualità di quell'attore o quel cantante. Lì però nessuno di questi signori ha gridato allo scandalo o ha chiamato la difesa della privacy anche quando ce ne sarebbe bisogno perchè il motivo per cui si fa outing in questo caso è il frivolo pettegolezzo che evidentemente per qualcuno fa tanto gay...
2) Perchè l'omosessualità dovrebbe far parte del privato quando l'eterosessualità è pubblica? Fermo restando il diritto di ognuno a decidere per conto suo quando e se fare coming out, chi fa politica glbt non può difendere il principio (pur difendendo il diritto individuale) di rimanere velati. Se tutti i gay e le lesbiche italiani facessero pubblicamente coming out la visibilità migliorerebbe sicuramente l'accettazione e la constatazione della maggioranza che i gay e le lesbiche sono tra di noi, che siamo diffusi in tutta la società.
Non solo ma relegare l'omosessualità alla sfera del privato si fa lo stesso discorso dei tanti che dicono che non c'è bisogno di ostentare la propria sessualità e che a letto ognuno fa quello che vuole. Infatti il movimento non chiede diritti nella camera da letto ma al di fuori di essa. Non è così per i borghesi Patanè e Grillini, i gay della giacca e cravatta anche al mare...
Ma non sono questi i motivi dell'outing. Non si fa outing perchè i gay o le lesbiche sono velate, si fa outing a chi discrimina gay lesbiche e trans e poi celato dalla privacy fa quello che pubblicamente critica ferocemente.
Un po' come tutti i politici che sostengono il proibizionismo per le droghe pesanti e poi consumano coca. Saperne i nomi non li renderebbe forse poco affidabili, ridicoli?
Il paragone non è proprio calzante perchè l'omosessualità non è un reato, ma per questi politicanti se avessero le mani libere non lo diventerebbe forse? Quando Giovanardi dice che i matrimoni omosessuali (lui li chiama così) sono anticostituzionali non intende dire forse che sono illegali (o dovrebbero esserlo?). Giovanardi mente proprio come Patanè e Grillini (o Scalfarotto) perchè nessuna legge in Italia vieta i matrimoni tra persone dello stesso sesso proprio come l'outing voluto da Mancuso e da listaouting non è per tutte le velate pubbliche ma per tutte le persone strettamente omofobe che hanno potere.


Insomma di che parlano Patanè, Grillini, ma anche Dall'orto, Marrazzo?
Disinformano e menano il can per l'aia, perchè presentano l'outing come qualcosa che outing non è.

Certo il blog anonimo, la minaccia degli elenchi che verranno pubblicati (nei prossimi mesi e anni) non sono proprio un esempio di trasparenza e credibilità, ma i detrattori del blog e di Mancuso non fanno distinguo tra merito e metodo e dicono che questo e quello pari sono rispedendo al mittente l'outing per principio.
Grillini arriva a dire (chissà su quali basi) che l'outing è uno strumento di lotta superato.

Per Grillini L’outing deve essere utilizzato solo contro i gay che occupano una posizione importante e si comportano da omofobi che è esattamente quel che dicono Mancuso e il blog anonimo, facendo intendere invece che Mancuso voglia fare outing di tutti i gay velati a prescindere se siano omofobi o no...

Insomma Mancuso deve avere colpito nel segno se dà tanto fastidio da indurre tutti a mentire, sviare, depistare, confondere le acque, in una parola, disinformare.

Motivo in più per cui, ferme restando le riserve già ampiamente dette sul metodo, bisogna difendere il merito di Mancuso che non solo è condivisibile ma auspicabile, anzi dati i tempi di recrudescenza omotransfobica in Italia, direi necessario e indispensabile.

Il capolavoro però viene da Ivan Scalfarotto, vicepresidente del PD, quei pavidi democristi che un giorno sì e uno no dicono dei gay e delle trans tutto il male possibile.

Scalfarotto contrario all'outing per principio si è dimesso dal Comitato d’Onore di Equality Italia con la lettera che ha inviato ad Mancuso (che di Equality Italia è il presidente).

Scalfarotto ha pubblicato la lettera sul suo blog nella quale spiega le ragioni delle sue dimissioni.
Leggiamola:

Londra, 17 settembre 2011
Caro Aurelio,
ho appreso dalla stampa della tua volontà di avviare nei prossimi giorni un programma di outing che denuncerebbe, al di là o addirittura contro la loro volontà,
Scalfarotto non conosce evidentemente la pratica politica dell'outing (e nemmeno il significato del termine) che si basa proprio sull'assenza di consenso (dunque anche contro la loro volontà) delle persone su cui si fa outing. 
l’omosessualità – o presunta tale –
ed ecco la disinformazione. L'outing, quello vero, funziona solo su prove certe e inconfutabili, non sul sentito dire, altrimenti non è outing ma diffamazione... Né Mancuso né il blog anonimo parlato di persone presunte gay, ma è pià comodo per Scalfarotto insinuarlo per giustificare meglio il suo gesto pavido e ipocrita (degnissimo vicepresidente del PD)
di un numero imprecisato di personalità pubbliche.
veramente su listaouting si legge:  

Il primo elenco che pubblichiamo, altri ne seguiranno nei prossimi mesi e anni, è composto da 10 politici. Disponiamo dei nominativi di una decina di alti prelati, di altre personalità del mondo dello spettacolo e della tv. 

Quindi Scalfarotto mente sapendo di mentire. 
Trovo questa una decisione molto grave, che non condivido e che mi preoccupa molto. Si tratta di un modo di fare politica che trovo intrinsecamente violento, poiché combatte e colpisce le persone e non le loro idee.
ed ecco il tentativo davvero da pretino democristiano, apparentemente educato e mite, ma profondamente reazionario e fascista (=prepotente) che essendo contrario per motivi personali e non politici confonde pesantemente le carte in tavola, e cerca di dare all'outing un significato che l'outing non ha.

L'outing colpisce le persone. Vero. Ma quali persone colpisce?
Leggiamo su listaouting (siamo sicuri che Scalfarotto se lo è letto? Io mica tanto...):
L’outing (termine che viene usato in modo sbagliato dai giornalisti italiani che sono in molti casi ignoranti e pigri) è uno strumento politico duro ma giusto. In cosa consiste: dichiarare pubblicamente la pratica omosessuale o di altre differenti sessualità di politici (single, sposati, conviventi), preti, persone note e influenti, che attraverso azioni concrete e prese di posizione offendono e discriminano le persone gay, lesbiche e transessuali. (i neretti sono miei)
Più chiaro di così.
Ora non si tratta di criticare le idee di questi omofobi, secondo il nobile e qui proditoriamente usato pensiero liberale, e non le persone.

Qui si tratta di censurare le azioni di persone di potere che coi propri atti discriminano le persone omosessuali (e trans) cercando di impedire loro di continuare a farlo.

Purtroppo in Italia mentre si va in galera se discrimini qualcuno per motivi religiosi e razziali (i privati cittadini, non i politici che possono continuare a dirlo come i leghisti o i fascisti di ogni sorta) visto che gli stessi politici dei quali Mancuso vuole fare outing hanno contribuito a non far promulgare la legge che avrebbe esteso la legge Mancino anche all'orientamento sessuale, l'outing è un'arma per ridimensionare questi ipocriti, forse non efficace,  ma sicuramente giusta, politicamente, eticamente, strategicamente, perchè smaschera l'ipocrisia dell'omofobia.

Come faccio a difendere il diritto di opinione di un omofobo? Dire che i gay sono malati è un'opinione? NO E' una bugia. Dire che i gay non possono sposarsi è una opinione? Lo è se te la tieni per te, se la diffondi, se in suo nome intervieni affinché la legge sull'allargamento del matrimonio anche per le persone dello stesso sesso non venga promulgata non stai esercitando una opinione stai discriminando in base a una convinzione personale che è ben altra cosa. Possibile che debba essere io, comunissimo cittadino, a doverlo speigare al vicepresidente del maggior partito di opposizione (beh, si fa per dire...)?

Solo un omofobo può difendere il diritto di compiere atti omofobi (non si tratta solo dell'opinione, ma di una opinione che si traduce in discriminazione e per di più di un personaggio pubblico e di potere, non del mio vicino di casa...)  in nome della democrazia.
Solo un politicante talmente furbo da non inimicarsi nessuno perchè non si sa mai chi vince domani le politiche e per mantenere il proprio potere sa che non deve pestare i piedi a nessuno.
Credo proprio sia meglio per Scalfarotto addurre motivazioni di realpolitik che non le questioni di principio che ci ammannisce dalle quali esce fuori con una credibilità  politica sotto lo zero.

Ho vissuto a lungo all’estero e ho lavorato per più di dieci anni gomito a gomito con gli anglosassoni. Posso dire che rifarsi all’esperienza di quei Paesi per lanciare questa iniziativa non ha molto senso. Esiste infatti una grande differenza tra il senso dell’etica pubblica e del comportamento che si pretende dagli uomini pubblici in Italia e nelle grandi democrazie liberali.
Da noi, scoprire e denunciare l’omosessualità perfino di un Giovanardi o di un Gasparri, e indico i peggiori omofobi che mi vengano in mente, ci darebbe forse un’effimera soddisfazione ma non toglierebbe nessuna carica né all’abiezione né, purtroppo, alla popolarità delle loro tesi.
Altro che politicante, la furbizia di Scalfarotto è degna di quella di Berlusconi. Un conto è infatti criticare l'outing per principio come ha fatto finora, un conto è criticarne l'efficacia politica. Una cosa può rimanere politicamente giusta anche se non ha alcuna efficacia. Allora perchè criticarne la legittimità se si vuole dire solo che non è efficace? 
Qualunque cosa pur di di sostenere la propria opinione che è insostenibile e pavidissima.
Anche se fosse vero che fare outing non ha efficacia in Italia, mentre è tutto da stabilire, perchè non provarci comunque? Se è vero che non si fa danno perchè non provare comunque?
Siamo governati da una persona i cui discutibili comportamenti e i cui vizi privati sono stati resi pubblici (“outed”) in ogni modo e questo non impedisce a questa persona di sedere a Palazzo Chigi e di decidere dei destini del Paese nel momento di peggiore crisi che l’Italia ha conosciuto dal dopoguerra.
Ecco un altro paragone proditorio. Quel che Scalfarotto si dimentica di dire è che Berlsuconi non si è mai sognato di dire che chi fa sesso con le escort è un amato, o un immorale, o non ha diritti, anzi ha sempre rivendicato con orgoglio quel che fa, tant'è che la gente comune delle sue escort ha commentato (almeno va con le donne, ricordate? Una signora nel film di Sabina Guzzanti sul terremoto dell'Aquila...).

E, opinione personale, se Giovanardi andasse a letto con un uomo come lui e non perdesse solo credibilità ma assaggiasse un po' di quel ludibrio che contribuisce a creare io non ci vedrei niente di male. Un po per uno per cortesia!
Il tuo progetto non è altro che una modalità innovativa per replicare le solite dinamiche da cortile della politica italiana e che trascinerà verso il basso il livello, già infimo, della lotta politica in Italia.
Invece la politica del PD tutta fatta di se e di ma e di nessuna proposta concreta ha regalato il paese al berlusconismo... Scalfarotto dovrebbe solo tacere.
Finiremo con il confondere le sacrosante ragioni di milioni di cittadini GLBT e la vita delle loro famiglie con gli urlatori e i guastatori televisivi della destra e con la tecnica della “macchina del fango” dei loro giornali.
ed ecco lo slittamento semantico. Se io denuncio l'ipocrisia e l'incoerenza (come minimo) di un omofobo che predica bene e razzola male sto allestendo una macchina del fango. Solo che il fango si basa sulle bugie mentre l'outing dimostra una verità accertata.
Sarà probabilmente un’efficace campagna promozionale che assicurerà una copertura mediatica gratuita a te ma certo non ai milioni di concittadini che confidano in persone con la tua storia e il tuo profilo: il prezzo sarà la distrazione di energie preziose, che servirebbero in questo momento come il pane.
Come può lo sputtanare un omofobo che poi si scopa i ragazzi distogliere energie preziose Scalfarotto me lo deve proprio spiegare.
Energie che andrebbero rivolte ad educare sia gli italiani che il partito stesso in cui entrambi militiamo sulla necessità che alle persone GLBT sia riconosciuta – senza tentennamenti, prudenze e distinguo – la stessa dignità e lo stesso diritto a una piena cittadinanza.
Scalfarotto invece di colpire chi impedisce con il potere che ha che questo riconoscimento avvenga anche a livello istituzionale, protegge gli omofobi  per dovere di casta.
Uno sforzo probabilmente oscuro e faticoso, estraneo alla luce dei riflettori, ma quello che a mio avviso è richiesto oggi a una classe dirigente responsabile.
Nessuno vieta di fare entrambe le cose.
Di nuovo perchè non provare anche con l'outing? D'altronde nessuno ha mai detto che l'outing è l'unica soluzione...
Qualche mese fa mi hai chiesto di entrare a far parte del Comitato d’Onore della tua costituenda associazione, Equality Italia, invito che avevo accettato con gratitudine e piacere. Ero convinto di partecipare alla costruzione di una nuova voce che laboriosamente si mettesse al servizio del progresso dei diritti civili in Italia.
E invece i metodi che intendi utilizzare sono diametralmente opposti a quelli che ho inteso perseguire e ho perseguito dal momento in cui ho cominciato a fare politica: fare dell’Italia un paese normale,
Forse a fare outing, che viene fatto per stessa ammissione di Scalfarotto nei paesi anglosassoni dove lui ha vissuto (e ce lo sbandiera pure... Privilegiato del cavolo!) anche qui da noi renderebbe  l'Italia un'anticchia più vicino alla normalità, no?
aumentare il livello di civiltà del Paese, contribuire a transitare l’Italia a
si transita verso non a... (qui transita non significa passare ma spostare)
una democrazia matura come compete a una grande civiltà come la nostra.
Quindi i paesi anglosassoni, in cui l'outing si fa non sono paesi a democrazia matura... Oppure prima di poter fare l'outing l'Italia dovrebbe diventare una democrazia matura? In ogni caso quelli del PD se hanno occasione di procrastinare lo fanno...
Non posso condividere la responsabilità di una scelta che mi pare scorretta e sbagliata
Gli omofobi fanno affermazioni che non hanno riscontro politico, etico né scientifico ma a essere scorretto è l'outing.
e, anche per rispetto all’incarico che ricopro nel Partito democratico, ti chiedo di voler accettare con effetto immediato le mie irrevocabili dimissioni dal Comitato d’Onore di Equality Italia.
Con la cordialità di sempre,
Ivan
Adesso più che mai dobbiamo ricordarci della pavidità di chi si dichiara a parole difensore dei diritti civili delle persone omosessuali e trans discriminate ma invece al primo rischio di sporcarsi le mani scappa a gambe levate.

Vedremo nei prossimi giorni se e quanto le previsioni di Scalfarotto si avvereranno.

Ma chi ha potere e non vuole mai che quel suo potere serva a mettere in discussione il potere altrui ha in sé qualcosa di malato e pericoloso.

(rivisto e in parte modificato il 19 settembre 2011)

sabato 17 settembre 2011

Premio per la disinformazione a La stampa in un articolo anonimo e dal titolo ridicolo.

Ecco il titolo e il catenaccio dell'articolo:

Outing "coatto" e anonimo su un sito
"Il 23 settembre i nomi di politici gay"


Un gay pride (foto scattata a Sidney)

Lo scopo degli ideatori:
«Riveleremo la vera identità
sessuale di prelati, deputati
e note personalità pubbliche.
Tra loro anche ministri»

Qualcuno spieghi al deficiente (o alla deficiente*) che ha scritto questo titolo che l'outing è per sua stessa natura coatto e che lo scopo non è di rivelare la vera identità
sessuale di prelati, deputati e note personalità pubbliche
ma solo di quelle personalità pubbliche apertamente omofobe.
Non si tratta di rivelare i politici gay ma quei politici che contribuiscono alla discriminazione delle persone omosessuali e trans e che poi a vario titolo si intrattengono in relazioni sessual sentimentali con persone dello stesso sesso e\o trans... non ci sono solo i gay, ci sono le lesbcihe, ci sono i e le bisex e gli etero che vanno con le trans...


Cosa c'entra la foto di un gay pride (di Sidney poi!)?

L'articolo vero e proprio è più o meno sullo stesso tono:


«Il primo elenco che pubblichiamo - altri ne seguiranno -è composto da 10 politici». Comincia così un comunicato pubblicato su un sito internet 
è un blog...
creato appositamente, che promette di rivelare, cominciando alle 10 del 23 settembre, i nomi di persone molto famose, politici e prelati, che, pur essendolo, non si sono mai dichiarati gay, ma che anzi pubblicamente li discriminano.
anche qui il principio dell'outing è messo la contrario:
qui si dice che a) quelli cui fare outing sono gay e b) pubblicamente li discriminano.
In realtà è vero il contrario: 
discriminano e vengono outizzati perchè vanno a letto o hanno relazioni sentimentali con perosne dello stesso sesso (ma non per questo sono gay) o con perosne trans (idem)
Un modo di «riportare un pò di giustizia in un paese dove ci sono persone che non hanno alcun tipo di difesa rispetto agli insulti e gli attacchi quotidiani da parte di una classe politica ipocrita e cattiva». Lo annuncia il sito «Listaouting», creato da un gruppo di persone che chiedono di restare anonime, come spiega Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia.

È Aurelio Mancuso, leader storico del movimento gay, a dare notizia dell’esistenza di «un gruppo di persone, anonime, che si appresta a rendere pubblica la prima lista di politici gay ma omofobi». «Tutto è iniziato dopo la bocciatura in Parlamento della legge contro l’omofobia. Mi ero sfogato su Facebook dicendo che in Italia ci vorrebbe un bell»outing’ che riveli quanto sono ipocriti alcuni politici italiani. E c’è chi mi ha preso in parola: sono stato contattato via mail da un gruppo di anonimi che mi ha annunciato che il 23, equinozio d’autunno, sarà resa pubblica la prima lista di politici gay. Dovrebbero essere dieci, non so se tra loro c’è anche qualche ministro. Mi fa piacere che il mio sfogo pubblico si concretizzi, ma preciso che non si tratta di una mia iniziativa. E, soprattutto -aggiunge Mancuso- l’associazione Equality che presiedo non c’entra nulla.
Non arrestate me insomma...
Sono curioso di vedere come va a finire, è positivo che ci sia qualcuno disposto a dare seguito concreto alle mie riflessioni su Facebook».

Sul sito www.listaouting.wordpress.com gli anonimi spiegano che «l’outing è uno strumento politico duro ma giusto» e consiste «nel dichiarare pubblicamente la pratica omosessuale o di altre differenti sessualità
il neretto è mio, una vera specifica omofoba...
di politici (single, sposati, conviventi), preti, persone note e influenti,
ma non giornalisti...
che attraverso azioni concrete e prese di posizione offendono e discriminano le persone gay, lesbiche e transessuali». A questo primo elenco, promettono, «ne seguiranno altri nei prossimi mesi e anni: disponiamo dei nominativi di una decina di alti prelati, di altre personalità del mondo dello spettacolo e della tv».

Il gruppo ha deciso di «iniziare con questi primi dieci nomi per far comprendere chiaramente come nel Parlamento italiano viga la regola dell’ipocrisia e della discriminazione: i politici di cui conosciamo le vere identità sessuali - spiega - sono molti altri, presenti in tutti i partiti, per ora ci limitiamo a pubblicare un estratto di quelli appartenenti ai partiti che hanno votato contro la legge sull’omofobia». Pertanto, avverte, «da ora in poi quando avverranno attacchi nei confronti della comunità lgbt da parte della gerarchia cattolica, del mondo dell’informazione, della politica, ci riserveremo la facoltà di rispondere adeguatamente». Quest’iniziativa «non è nuova in altri paesi», commenta Mancuso, soprattutto «quando c’è un attacco alle persone» con diverso orientamento sessuale.
E pensare che la Stampa un tempo era un giornale serio...


*Che presenta carenze, in assoluto o relativamente a qualche ambito

Ma, nonostante tutto, io sto dalla parte di Aurelio. Outing la saga! Sulle dichiarazioni contro l'outing prospettato da Aurelio Mancuso.

Riassunto delle puntate precedenti. 
Con un metodo non proprio cristallino, che ha scelto l'anonimato per ragioni non del tutto chiare (se ci sono problemi legali, o qualunque siano i motivi,  perchè non informare la pubblica opinione?) Aurelio Mancuso, prima, e un blog anonimo, poi, hanno annunciato che il 23 p. v. faranno il nome di 10 parlamentari gay ma omofobi come riporta Repubblica.
Insomma una iniziativa che parte col piede sbagliato se il catenaccio dell'articolo specifica come prima cosa l'orientamento sessuale dei deputati e non la loro omofobia...
D'altronde il rischio che a fare outing si esponga al pubblico ludibrio non all'incoerenza tra quel che dice contro le persone omosessuali (e trans parola nemmeno scritta nell'articolo di Repubblica, mentre nel blog, pur se riportata nell'elenco delle persone discriminate leggiamo questo giro di parole altre differenti sessualità) è sempre presente soprattutto in un paese poco abituato a parlare bene, dunque  a pensare bene, e refrattario alle regole della democrazia, quella vera.
Le prime risposte negative sono arrivate da Patanè presidente Arcigay Nazionale, l'uomo che all'Europride, orgoglioso di avere lasciato a Lady Gaga i contenuti politici del medesimo, in un momento di euforia ha detto "Signor presidente del Consiglio, lei a questo Paese ha regalato un dittatore in una tenda: noi abbiamo portato Lady Gaga" (fonte repubblica) il quale, oltre a rimarcare sacrosantamente l'errore e l'ambiguità di fare outing tramite un blog anonimo, dà una definizione di outing non esatta Per Arcigay, l’outing, e cioè la pratica di fare i nomi di omosessuali o lesbiche che per diverse ragioni hanno scelto di vivere segretamente il loro orientamento sessuale, è una pratica di estrema violenza, del tutto estranea alla nostra storia, cultura e orizzonte politico omettendo scientemente il fatto che
1) si tratta di personaggi pubblici,
2) si fa outing solo di chi discrimina le persone omosessuali e trans, non semplicemente di tutti i personaggi pubblici velati
e afferma che difenderà i nomi dei soci arcigay (cioè tutti quelli che in Italia vogliono entrare in un locale gay, poco importa sia un bar o una sauna dove fare sesso...) che non verranno mai diffusi (escusatio non petita...).
Patanè purtroppo non è solo e inizia la valanga di opinioni contrarie. Quasi mai per le ragioni giuste. Così sulla stessa repubblica oltre all'articolo sull'outing compare un articolo (sempre a firma di Marco Pasqua) nel quale si descrive la reazione dei pezzi grossi del Movimento (no io non ci sono pezzi grossi è una metafora...)

Sull'outing spaccati i gruppi gay
"Anche questa è macchina del fango"

Annunciata per il 23 su un sito registrato all'estero una lista di dieci politici "omosessuali e omofobi". E scoppia il caso: "Mossa volgare e violenta"

ROMA - Una "pratica violenta" oppure un "atto dovuto e responsabile"? L'outing di massa, con la pubblicazione, a partire dal 23 settembre, di una prima lista di dieci politici omosessuali non dichiarati e omofobi,
Non si tratta di politici omosessuali, ci sono i bisex e quelli che vanno con le trans che non sono certo gay... Il problema non è che non siano dichiarati il problema è che nel loro lavoro politico discriminano le persone omosessuali e trans (che spariscono dall'equazione come al solito...). Insomma la questione è posta male. Nessuno si sogna di svelare gay e lesbiche velate, ma di sputtanare chi dice che la scelta gay è immorale e poi va a letto coi ragazzi (con le ragazze) o con le trans...
Con una brutale generalizzazione ci sono almeno due categorie di persone pubbliche omofobe: quelle bisex, come Cole Porter, sì, lui, il musicista, il quale, sposato per amore e per sesso, non per una copertura, da bisex ogni tanto faceva sesso coi ragazzi, senza sognarsi mai di intessere una relazione sentimentale con loro (e la moglie infatti lasciava fare tanto sapeva poi tornava da lei)  e quelle invece davvero gay, nel sneso che hanno relazioni snetimentali che tengono ben nascoste. Una terza categoria a sè quella dei... marrazzi, quelli che vanno con le trans e che non sono certo gay (se gay vuol dire che ti piacciono le persone del tuo stesso sesso...). Insoma non si tratta di smascehrarei i gay velati ma di smascherare gli omofobi.
divide le associazioni dei gay e i militanti omosessuali. Una spaccatura netta sul metodo da seguire nella difficile lotta per garantire pari diritti alle persone Glbt. C'è chi respinge con fermezza l'outing, paragonandolo alla violenza omofoba di cui spesso sono vittime gli omosessuali. Chi, invece, è convinto che "dire la verità non significhi commettere una violenza". Con la differenza di Paola Concia, deputata lesbica del Pd, che, parlando di un "rimedio estremo", sottolinea quanto operazioni di questo genere "siano una consuetudine in America o nel Regno Unito". Le bacheche di Facebook, intanto, si stanno infiammando con commenti di critica e approvazione, analoghi a quelli che dividono la blogosfera. Il giudizio più duro è quello di Paolo Patané, presidente di Arcigay, che non solo "si dissocia dall'operazione", ma la "condanna nella maniera più totale", arrivando a parlare di una "macchina del fango". "Quella che sollevo io è, intanto, una questione di pratica politica: un'associazione o un gruppo di individui che si battono contro le discriminazioni e la violenza, non lo possono certo fare con la violenza - sottolinea - E, inoltre, si tratta di una mossa davvero volgare, perché dopo essere stata astutamente lanciata, è stata improvvisamente camuffata dietro all'apparizione di un sito e di un gruppo di cybernauti non meglio identificati. Siamo di fronte ad una macchina del fango, fatta di persone senza volto; quella stessa macchina che da tempo inquina la politica italiana e il movimento Glbt".
E su questo, vale sempre la pena di ricordarlo, Patanè ha ragione da vendere.
Per il presidente della più grande associazione gay italiana, "questa becera operazione scandalistica offende la dignità delle persone. Tutti hanno il diritto alla sua [sic!]  privacy. Costringere le persone ad uscire allo scoperto è inaccettabile".
E qui Patanè omette il motivo per cui si fa uscire allo scoperto le persone...

Insomma sociologicamente parlando non si è gay solamente perchè si fa sesso con perosone dello sesso. Altrimenti saremmo tutti gay. Si è gay quando oltre al sesso ci sono di mezzo anche i sentimenti.
Considerare Marrazzo, sposato, con dei figli, gay perchè va con le trans (sic!) vuol dire ragionare ancora come quelli che vorrebbero l'omosessualità una questione privata e non politica che deve rimanere nella privacy della camera da letto. Quel che chiedono le persone omosessuali e  trans non è il permesso di fare quel che vogliono in camera da letto. QUELLA LIBERTA' LA ABBIAMO TUTT*. Quelloche chiediamo è il diritto alla visibilità senza che la gente ci picchi, ci prenda in grio. E' il riconoscimento della dignità dei nostri sentimenti esattamente come per le persone etero. Argomenti squisitamente politici e pubblici che niente hanno a che fare col sesso.
Ci son personaggi pubblici che non vogliono permettere questi riconoscimenti e che, nella migliore delle ipotesi dicono, il problema trans gay non esiste perchè nella camera da letto ognuno fa quel che vuole.  E non c'è bisogno di occuparsene. E quindi votano no alle proposte di matrimonio per le persone dello stesso sesso o votano no alle leggi che tutelano le persone omosex e trans dalle discriminazioni. Poi però, nel privato della loro vita si intrattengono anche e in misura diversa in rapporti sessual sentimentali esclusivi o non occasionali o no con persone dello stesso sesso e \ o con persone trans.
E' IRRILEVANTE L'ORIENTAMENTO SESSUALE DI QUESTE PERSONE PUBBLICHE. Bisex etero gay, poco importa. Quel che conta è che dicono una cosa e si comportano in un altromodo. Diconoche l'omosessualitò è una malattia e poi ne fanno uso anche loro, dinascsoto, in silenzio.
ECCO PERCHè SI RIVELANO I LORO COMPORTAMENTI SESSUAL SENTIMENTALI.
Questo è chiaro a tutto il resto del mondo (soprattutto quello anglosassone dove l'outing è nato) ma non agli italiani, alle italiane.
IN CULO C'ENTRA IN TESTA NO.
Frase maschilista ma pertinente.

Patané fa notare che Arcigay "custodisce i dati sensibili di decine e decine di migliaia di iscritti. Non escludo che ci possano essere nomi noti, ma non lo voglio sapere, perché possono essere solo queste persone a decidere cosa vuole fare della loro sessualità. Noi tuteleremo la loro privacy a spada tratta".
Traduzione: non ce ne frega un cazzo di fare politica l'importante è che non toccate il nsotro giro di affari.
Una posizione che trova d'accordo la leader di Digayproject, Imma Battaglia: "Non condivido l'outing, né dal punto di vista umano e né da quello politico. E, poi, come stabiliamo chi è omofobo? Chi vota contro la legge sull'omofobia è omofobo?
Sì Imma chi vota contro la legge sull'omofobia, chi dice che il matrimonio è solo per persone di sesso diverso, chi dice che l'omosessualità è un disordine morale, una malattia, sono persone omofobe.  e se si scopre che nonostante queste loro dichiarazioni o decisioni politiche poi quando e come vogliono, protette dalla presunzione di eterosessualità anche loro intrattengono relazioni sessual sentimentali omosessuali beh, allora forse è il caso di farlo sapere all'opinione pubblica, la stessa alla quale loro diffondono le loro idee discriminatorie.
Io non sono d'accordo. L'outing è un gesto aggressivo e violento, che invade incredibilmente la vita delle persone e sposta l'ago dell'attenzione da quello che è un problema politico".
No. L'outing è estremante politico, perché dimostra ipocrisia e contraddittorietà di certe persone.
La Battaglia punta anche il dito contro il movimento omosessuale italiano, che "ha un livello di credibilità molto basso", grazie anche "ad operazioni del genere. Questa non è politica, ma è qualcosa che fa male ai gay e alle lesbiche".
Qui si tratta di far provare a chi diffonde lo stigma gli effetti devastanti dello stigma stesso.
Su una posizione intermedia si colloca Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, che punta sull'ironia: "Di questi tempi, l'unica notizia interessante di questa iniziativa sarebbe se venisse fuori che Berlusconi è gay, o bisex, o se ha avuto una relazione con George Clooney o se è la ragione della separazione tra Clooney e la Canalis". "Mi hanno chiamato e scritto molti gay - sottolinea poi Marrazzo - che sono contenti che finalmente ci sia qualcuno che fa i nomi, altri molto perplessi, altri decisamente contrari. Almeno sta facendo discutere. Ma non basta discutere e far vendere qualche giornale in più o leggere qualche blog in più. Una notizia più interessante sarebbe quella che i gay si mettono a fare politica sul serio e che puntano a entrare in massa in Parlamento
Marrazzo ci prendi per deficienti? Con l'attuale sistema elettorale NESSUNO PUO' ENTRARE IN PARLAMENTO visto che le candiature le decino le segreterie di partio.
Un'occasione persa per rimanere in silenzio.
per ottenere leggi, senza guardare dal buco della serratura". All'interno del Pd, Paola Concia esprime una posizione di mediazione: "Mi rendo conto che quello dell'outing è un rimedio estremo, che nasce anche da una condizione, quella degli omosessuali italiani, di cittadini senza diritti. Del resto, siamo di fronte a qualcosa che all'estero avviene regolarmente: si vuole punire l'incoerenza di certe persone. L'outing mette in evidenza una contraddizione, che è riassumibile nel motto italiano del 'predicare bene e razzolare male'".
Come al solito è difficile non essere d'accordo con Paola...
Decisamente negativo il giudizio del vicepresidente del Pd e militante Glbt, Ivan Scalfarotto: "La pubblicazione di quei nomi è scorretta, volgare e violenta. Non è il mio stile.
Sti cazzi sclafarò che non è il tuo stile. STI CAZZI. Qui non si palra di te. Non è un programma tv che ti hanno chiesto di condurre (e tu lo sai bene..) ma un'azione politica (che evidenziamento conosci meno bene...).
In genere in politica preferisco i toni civili del confronto sui contenuti, e penso che siamo di fronte ad una forma di vendetta".
Come ogni politico ha solidarietà di classe per i politici come lui. E chiede civiltà chi dice che l'omosessualità è un fatto privato del quale lo Stato non deve occuparsi e poi magari convive con una persona del suo stesso sesso da anni. Dov'è qui la civiltà? Dov'è l0inciviltò nel dire a tutti di che pasta sono queste persone?
"Non sarà questo outing a migliorare la nostra condizione. Se qualcuno è così intrinsecamente 'coerentè da essere omofobo e gay ha bisogno di un ottimo psicoterapeuta. Io non combatto le persone, ma le loro idee",
eccoli i pavidi del PD, quelli sempre pronti a fare marcia indietro quando si tratta di sporcarsi le mani, di schierarsi inequivocabile da una parte o dall'altra. D'altra parte con tutti si soldi che ha è facile fare il gay come fa Scalfarotto.
dice Scalfarotto che, intanto, ha lanciato una rete per i diritti delle persone Glbt all'interno del suo partito.
Già un partito che ha detto chiaramente (e non mi riferisco certo a Dalema)  che il PD non sosterrà mai il matrimonio gay (parola di Ettore Martinelli – Responsabile diritti PD)
Ha le idee molto chiare anche Giuseppina La Delfa, storica presidente dell'associazione Famiglie Arcobaleno, che, sulla sua pagina Facebook, difende, senza mezzi termini, l'operazione del gruppo di internauti anonimi (ispirati da Mancuso): "Mentre noi arranchiamo o moriamo uccisi o feriti da fratelli omofobi, mentre noi siamo rifiutati da genitori leghisti o cattolici integralisti, altri, seduti sui banchi del parlamento e del senato, quelli e quelle che votano leggi contro di noi o che ignorano le nostre difficoltà o le negano, vivono di nascosto la loro omosessualità. E nel buio delle stanze, nella vergogna e la paura, come topi di fogna, fanno compagnia a preti, vescovi e prelati di ogni tipo che quando non sono pedofili, rasando i muri come fantasmi o scendendo nelle cantine della vergogna, quelle delle loro teste malate, consumano sesso senza il coraggio di creare legami aperti e degni e facendo danni a se stessi e a tutti noi. Personalmente, verso questa gente, non avrei nessuno rimorso a trombettare alto e forte la loro omosessualità al pubblico".
Parole sacrosante anche se pure Giuseppina cade nel tranello della semplificazione gay.

Insomma, nonostante il metodo non proprio condivisibile, nonostante la semplificazione gay che non risparmia quasi nessuno l'outing va difeso perchè fa trasparenza una cosa che in questo paese non paice a nessuno, perchè ognuno, nel nsotro piccolo abbiamo paura di perdere quel piccolo, piccolissimo privilegio che abbiamo conquistato.
Beh è giunta or anche qualcuno quel privilegio inizi a sacrificarlo per un bene collettivo la libertà e la dignità delle persone omosessuali e trans quelle ricoperte quotidianamente di merda anche (ma purtroppo non solo) dalle persone cui si vorrebbe fare outing.


venerdì 16 settembre 2011

Outing: la saga! Sulle dichiarazioni di Patanè contro l'outing di Mancuso e listaouting

I nomi devono essere ancora fatti, le reazioni sulla rete e nel mondo reale sono ancora timide (ma non gli articoli sui quotidiani e sui siti) ma la risposta di Paolo Patanè attuale presidente di Arcigay Nazionale non si è fatta attendere.

Nel comunicato stampa l'uomo che ha salutato con simpatia Cossiga in occasione della sua morte, dice una verità generale valida per tutti, ma fa anche una omissione (grave) e difende infine la sua associazione non chiamata in causa dal sito cui Aurelio Mancuso si limita a fare un endorsment alquanto contraddittorio.

Ma cominciamo dall'inizio  

Riassunto delle puntate precedenti.

Aurelio Mancuso aveva già a Luglio u.s. manifestato l'intenzione di sputtanare tutti i politici (uomini e donne) che - pur avendo votato a favore della pregiudiziale di incostituzionalità per le due leggi contro l'omofobia di fatto cassandola senza neanche farla discutere in aula - hanno segretamente relazioni sessuali e/o sentimentali con persone dello stesso sesso (e/o con trans).

L'idea è semplice: se tu personaggio pubblico, politico, giornalista, cantante, conduttore tv, calciatore, etc etc, fai dichiarazioni contro l'omosessualità e/o il transessualismo, contribuendo allo stigma contro l'omosessualità e\o il transessualismo con tutti i mezzi che hai in quanto personaggio pubblico, in quanto persona di potere, ostacolando leggi che riconoscano diritti o che difendano le persone omosessuali e trans dalla discriminazione e dalla violenza fisica e morale ma nella vita privata ti in trattieni in rapporti sessual sentimentali con persone trans e o dello stesso sesso è giusto rivelare pubblicamente quel che fai nella tua vita privata, perchè stride fortemente con quel che dici ufficialmente.
E' come rivelare pubblicamente che, per esempio, un guru del veganismo in realtà mangia da McDonald...
E' una truffa, uno che ci prende in giro, e per questo va sbugiardato.

E' chiaro l'intento politico di questa denuncia pubblica che si chiama outing che non ha nulla a che vedere con il coming out (=dichiararsi gay a tutto il mondo pubblico e privato) nonostante nel nostro paese così a digiuno di inglese i due termini vengano usati sui quotidiani, in tv e purtroppo anche nel doppiaggio di telefilm (Brothers and Sisters) e film, come sinonimi. L'outing ha delle regole semplici e giuste:
1) riguarda solo personaggi pubblici
2) che nella loro funzione pubblica sono apertamente omofobi.
Li si denuncia non per violare la loro privacy, né per sottoporli allo stigma del comportamento denunciato, (perchè non c'è niente di male se vai a letto con una trans o qualcuno del tuo stesso sesso, no?) ma semplicemente per dimostrarne la profonda ipocrisia di chi pur remando contro la liberazione delle persone omosessuali e trans dal pregiudizio e dalla discriminazione dei diritti non riconosciuti, di nascosto fao esattamente quel che pubblicamente condanna.
Una misura drastica che però funziona se fatta con precisione, come è successo di recente negli Stati Uniti dove il senatore Phillip Hinkle notoriamente omofobo è stato smascherato dall'escort di 18 anni che aveva pagato per un rapporto sessuale. Chi ha rivelato la notizia ai giornali?
Lo stesso escort che aveva molte prove: le telefonate al suo cellulare, e, addirittura, l'offerta di 10mila dollari da parte della moglie del senatore per il suo silenzio.
Una denuncia fatta alla luce del sole che persino gay.it, aveva, giustamente, reputato improbabile la stessa cosa potesse accadere in Italia dove gli escort non hanno la minima intenzione di dichiararsi tali e dove i giornalisti ci penserebbero bene prima di pubblicare la notizia (preferendo il gossip del si dice alla notizia certa...). Purtroppo le buone intenzioni di Mancuso si sono infrante contro una pavidità tutta nostrana che non si capisce bene a cosa sia dovuta. Se infatti io ho le prove che un deputato qualsiasi è andato, mettiamo, a letto con un ragazzo, poco importa se a pagamento o per semplice rimorchio libero, e lo dico pubblicamente sono disposto anche a essere denunciato per diffamazione perchè sto dicendo la verità e ne ho le prove.
Se ci sono dei problemi legali (io non sono un avvocato e non so la dimensione legale dell'outing) ci si consorzia magari fra varie associazioni nazionali (arcigay più rete Lanford per esempio) e si fornisce alle persone che, avendo le prove, fanno outing di personaggi pubblici omofobi (nel senso stretto del termine cioè chi spala merda contro omosex e trans non chi semplicemente offende come dice Mancuso) tutta l'assistenza legale del caso.
Se ci fosse una rete così forte e io avessi le prove io sarei disposto a rischiare il processo, se mai avverrebbe. Invece Mancuso si è detto (sulle pagine di Repubblica) sollevato quando un gruppo anonimo (!?) di persone (forse italiani residenti all'estero) hanno messo su un blog (per il quale cioè non hanno comprato dominio né speso un centesimo) altrettanto anonimo nel quale si preanuncia per il 23 cm la pubblicazione di un primo elenco di 10 nomi di politici italiani tra quelli che hanno votato contro la legge sull'omofobia. Nel primo post del blog si legge anche che altre liste sono pronte. Insomma non proprio un comportamento cristallino: non si forniscono prove. O almeno non se ne parla, ci si riferisce solo a delle liste, compilate da chi? Su quali informazioni? e si minaccia uno sputtanamento generale...
Una vera e propria forma di minaccia, di ricatto che non ha niente a che vedere con la pratica politica dell'outing che non si preanuncia ma direttamente si fa. Sia nel blog che nelle parole di Mancuso (così come sono riportate da Repubblica almeno) non ci si riferisce a questi 10 nomi e a tutti gli altri presenti nei famigerati elenchi come a persone ipocrite e contraddittorie (ricordate? E' quello lo scopo dell'outing) ma a persone omosessuali tout court seguendo la stessa linea di pensiero maschilista che informa lo stigma contro l'omosessualità e il transessualismo che vuole un uomo che va con un altro uomo direttamente un gay (anche se l'uomo magari ha moglie e dei figli e, nel caso, è solamente bisex. Ma, si sa, per il maschilismo omofobico, in quel caso la moglie è solo una copertura).
E si fanno omosessuali anche coloro che vanno con le trans (parola che non viene mai menzionata nel blog e nemmeno da Mancuso che usa il giro ambiguo di parole.

Insomma un conto è se io, escort, avverto il mondo che quel politico così anti gay e contrario ai matrimoni mi ha pagato per fare sesso con lui, un conto e se io che non si sa quali prove ho minaccio tutte le checche velate del parlamento di fare i loro nomi...

Minacce, allusioni, blog anonimi, non proprio il massimo della trasparenza. Per cui Patanè, nel comunicato, ha ragione da vendere quando dice:
"l’annuncio del supporto di soggetti anonimi, di profili segreti, di siti registrati all’estero che potrebbero fare i nomi di omosessuali italiani renderebbe il gesto privo di identità e responsabilità. L’uso, nel movimento gay, di strumenti alla macchina del fango, gli stessi che hanno inquinato la convivenza nel nostro Paese, è conferma della degenerazione politica di parte dello stesso. E’ una parte distinta e distante da Arcigay che esaurisce la sua battaglia politica in operazioni di marketing propagandistico di pessimo gusto e superficiale presenzialismo sulla stampa”.
Parole sacrosante, peccato che Patanè esordisca definendo l'outing in maniera parziale, e dunque errata:
"Per Arcigay, l’outing, e cioè la pratica di fare i nomi di omosessuali o lesbiche che per diverse ragioni hanno scelto di vivere segretamente il loro orientamento sessuale, è una pratica di estrema violenza, del tutto estranea alla nostra storia, cultura e orizzonte politico.
Eh no! Questa è solo una parte dell'equazione outing. Non si fanno i nomi di omosessuali o lesbiche che per diverse ragioni hanno scelto di vivere segretamente il loro orientamento sessuale. Si fanno i nomi di chi pubblicamente è contro l'omosessualità (e magari dice che sono malati) ma poi, nella vita privata, va a letto con chi gli pare...
C'è una enorme differenza tra dire il nome di chi ha deciso di non far saper del proprio orientamento sessuale e ma che però in quanto personaggio pubblico di omosessualità non parla proprio né bene né male e chi invece sparla male dell'omosessualità ma poi fa come gli apre nel privato della sua camera da letto...
Insomma Patanè fa il finto tonto proprio come i personaggi pubblici sui quali fare outing...
Arcigay si dissocia quindi da iniziative di quel genere e condanna con la massima severità perché gratuite, violente ed inutili
Gratuite proprio no, visto che si dimostra  l'incoerenza e l'ipocrisia, violente sì, tanto quanto le loro affermazioni omofobiche inutili no perchè una volta fatto outing quel personaggio perde credibilità (mmm forse non in Italia...)

Come mai Patanè critica prima l'anonimato delatorio di questo pseudo outing e poi però parla in generale di omosessuali o lesbiche che per diverse ragioni hanno scelto di vivere segretamente il loro orientamento sessuale, dimenticandosi che sono pubblici e apertamente omofobici (e che esistono anche le persone bisex...)?

 Perchè Patanè teme una fuga di notizie dai suoi circoli arcigay. Che le liste di nomi siano tratte non già da testimoni diretti ma siano desunti semplicemente dall'aver fatto la tessera di un bar gay (poco importa se un bar discoteca o una sauna dove si fa sesso).
Come se la semplice sottoscrizione di una tessera che dà il diritto all'accesso ai locali per soli uomini sia una prova sufficiente per fare outing...

Infatti come conclude il comunicato Patanè?
“L’outing è inutile e rischia di produrre solo falsità sulla scia del più becero pettegolezzo. Arcigay difende la libertà e il diritto: il diritto di essere se stessi nei modi, luoghi e tempi in cui ognuno liberamente ritenga. Abbiamo da sempre rispettato questo principio che è nostro valore fondamentale, tutelando la privacy dei nostri soci con rigore, rispetto e lealtà. Nessuna eccezione è pensabile”, conclude Patanè.
Escusatio non petita...
 

Ma l'outing è altra cosa... Sulla campagna di outing di Aurelio Mancuso e sul sito anonimo Listaouting

Ci siamo! Aurelio Mancuso, che lo scorso Luglio aveva tuonato faremo i nomi di tutti i parlamentari omosessuali sembra pronto a fare i nomi.

Ce ne informa, tra gli altri quotidiani, La repubblica citando un blog anonimo e che non porta la firma di Mancuso...

Ora l'outing è una pratica ben diretta che serve a svelare l'omosessualità di personaggi pubblici che fanno dichiarazioni omofobe e che con il loro comportamento le loro scelte la loro influenza discriminano le persone omosessuali bisessuali e trans.
Se vengono rivelate le loro frequentazioni sessual sentimentali con  persone trans o dello stesso sesso è solo per denunciare l'ipocrisia non certo per stigmatizzare un comportamento sessual sentimentale che non ha in sé nulla di sbagliato (anzi!).
Per farlo bisogna avere delle prove, non basta dirlo mostrando prove men che indiziarie (come nel caso di Tremonti...). E va fatto solo con le persone che hanno un comportamento pubblico discriminatorio. L'articolo di repubblica, come al solito, è pessimo perchè disinforma e devia a cominciare dal titolo del pezzo.

"Faremo i nomi dei politici gay ma omofobi"
L'ora X è il 23 settembre. Sul web

Non ci sono solamente i politici. e poco importa che sul blog (non sito) citato in un post (pessimo) si dica che si faranno prima i nomi di 10 politici. Ci sono anche i giornalisti. E se fanno disinformazione l'outing vale anche per loro... 
Ma l'outing non denuncia persone gay. Denuncia perosne che hanno rapporti sesuali e o sentimentali con perosne dello stesso sesso o con trans.
Che cambia, direte voi?
Non si stigmatizza l'essere gay. Nè tutte le persone di cui si fa outing sono gay. Possono essere bisex o andare con trans (e questo non fa di loro certo dei gay). Per tacer delle lesbiche che, come al solito non contano un cazzo, nemmeno tra le parlamentari. Non si stigmatizza quel che si è ma quel che si fa, di nascosto, e in aperta contraddizione con quello che si dichiara pubblicamente.
Un conto è dire ma come Lallo Lulli parla male dei froci ma lo è anche lui che pare tanto una offesa... Un conto è dire, Lallo Lulli che dice che andare a letto con un uomo è una cosa che gli fa schifo e che se avesse un figlio gay lo farebbe curare, ha avuto dei rapporti sessuali con Lello Lalli.

Non si stigmatizza quel che si è (o si presume che si sia). Si critica la contraddittorietà tra parole e comportamenti.

Aurelio Mancuso, presidente di "Equality Italia", lancia il primo outing di massa "contro l'ipocrisia". Si avvarrà di un gruppo di internauti anonimi.

E questo la dice lunga sulla serietà dell'operazione. 

Il sito

è un blog non un sito. Vuol dire che non è stata spesa una lira per farlo...

è già on line, tra pochi giorni i primi dieci onorevoli

I primi. Le donne sono cancellate da regole grammaticali maschiliste...

di una lista che arriva a oltre cento persone "pubbliche". L'incognita legale di MARCO PASQUA

DIECI nomi di politici omosessuali non dichiarati e noti per i loro atteggiamenti omofobi.
E questo è il punto. Se io sono sposato evado a letto con un uomo sono un gay? No. Al limite sono bisex. E' solo nella mentalità maschilista e omofoba (anche di tanti gay) che se un uomo anche se sposato va con un altro uomo allora il matrimonio con la donna è una copertura e lui diventa gay. Ma qualunque sia la categoria di orientamento sessuale di quella persona non è il suo orientamento sessuale a essere messo in discussione, a essere criticato. Bensì la contraddizione tra quel che dice e quel che fa.
Non mi interessa sapere cosa è quel politco -se è gay bisex o Marrazzo (un etero che va con una trans è forse gay? Ma daaaaai)- mi interessa sapere cosa fa: e nell'equazione cosa fa non basta l'omosessualità, si parte dalle dichiarazioni omofobiche, e discriminatorie.
Tra questi figurano anche dei ministri in carica. Sarà il primo outing pubblico "di massa" di parlamentari sul web: la lista definitiva supera ampiamente le cento persone.
Mi ricordano tanto le liste di proscrizione di qualunque regime...
Il giorno X è il 23 settembre, equinozio d'autunno. Il sito
è un blog...
che ospiterà l'elenco  è stato lanciato in queste ore.
L'ispiratore morale di questa operazione è Aurelio Mancuso, presidente di "Equality Italia" che, all'indomani della bocciatura della legge sull'omofobia, ha deciso di mettere con le spalle al muro i politici omosessuali omofobi.
Di nuovo. Quindi se io sono bisex non mi becco l'outing?
Un'operazione che, però, sarà materialmente portata avanti da un gruppo di attivisti, non solo omosessuali, esperti di informatica, che hanno contattato Mancuso nelle settimane scorse, dichiarandosi disponibili a diffondere le informazioni sulla Rete e pronti a sfidare le conseguenze legali dell'azione.
Cioè fatemi capire. Mancuso invece di prendere degli avvocati e vedere la dimensione legale della cosa, di cercare un modo dove l'outing non sia una forma di delazione sfrutta il volontariato di attivisti (che bela specificazione omofobia quella che informa che non sono tutti gay...) invece di metterci la sua esperienza politica di militante di vecchia data si nasconde dietro una torva di militanti anonimi?
Si partirà, quindi, con dieci politici, ma si proseguirà con persone della televisione e preti (ci sono anche nomi di cardinali).
I giornalisti proprio no vero?
"Questa iniziativa nasce per riportare un po' di giustizia in un paese dove ci sono persone non hanno alcun tipo di difesa rispetto agli insulti
Gli insulti... Non il fatto che per le loro convinzioni personali discrimiano altre persone...


e gli attacchi quotidiani da parte di una classe politica ipocrita e cattiva", anticipano gli attivisti sul loro sito.
E' un blog. Per fare un sito ti devi registrare, pagare il dominio, pagare qualcuno che crea l'architettura del medesimo, etc. Invece gli outinghisti anonimi  hanno usato un template già predisposto scegliendo solo uno sfondo (che non permette di leggere nemmeno le scritte dei menù...)


"Quando venne bocciata la legge sull'omofobia mi sono davvero arrabbiato e ho pensato di fare una cosa che all'estero avviene spesso  -  spiega Mancuso  -, cioè far arrivare ai giornali tramite il web i nominativi di politici non dichiarati".
Qualcuno spieghi a Mancuso come funziona l'outing all'estero...
E' il fenomeno cosiddetto dell'outing (diverso dal coming out, che avviene quando è la persona stessa a decidere di rendere noto il proprio orientamento sessuale). Un'idea che è stata "sposata" da un gruppo anonimo di ragazzi.
Perchè anonimo? E perchè solo ragazzi? La lingua italiana maschilista? Ma non aveva detto che non so solo froci? E le donne allora dove stanno?
Come rivela l'ex presidente di Arcigay: "Mi hanno scritto un'e-mail, da un account palesemente falso. Mi spiegavano di essere interessati a portare avanti l'operazione e di volerla gestire dal punto di vista informatico". A quel punto, il presidente di Equality non nasconde di essersi sentito sollevato, fondamentalmente perché le conseguenze della pubblicazione di una lista del genere preoccuperebbero il migliore degli studi legali. Nelle scorse settimane, Mancuso si era consultato con avvocati e anche con gli esperti americani della Milk Foundation (dedicata all'opera di Stuart Milk), fino a quando non si sono fatti avanti gli anonimi internauti. Dal primo contatto via e-mail, le comunicazioni tra Mancuso e il gruppo sono avvenute tramite reti protette e adottando una serie di espedienti informatici. Nessun incontro dal vivo. Anche se gli scambi sono avvenuti in lingua italiana, non si esclude che questi anonimi "giustizieri" antiomofobia possano essere italiani residenti all'estero.
A Mancuso scrivono da un account di posta palesemente falso e lui si sente sollevato?
Una questione delicata come l'outig che rischia di rivoltarsi contro chi la fa perché in ultima analisi stigmatizza l'omosessualità affidata a un gruppo di persone anonime? Che non si sono incontrate mai dal vivo? MA chi vogliono prenere in grio? Se la questione fosse davvero così illegale da indurre all'anomimato poi lo vai a dire esplicitamente?
Ma siamo sicuri che l'articolo è su Repubblica e non su Stop?

Il 23 settembre, nelle prime ore della mattina, sarà inviata un'e-mail ad alcuni giornalisti, nella quale saranno riportati i primi dieci nominativi.
Certo perchè un giornalista anche il più spregiudicato pubblica la notizia perchè gli arriva una lista anonima...
Una lista che farà tremare più di un politico, che in passato si è segnalato per le sue posizioni anti-gay. "Ora non seguo più l'operazione in prima persona  -  precisa però Mancuso  -  e sono grato a questo gruppo di aver preso il testimone di questa iniziativa, sicuramente non facile".
Vi ricordate la barzelletta? qui se l'inculamo qui ve se inculano?
La data del secondo invio  -  salvo "terremoti" legali, oltre che interventi della polizia postale  -  non è stata ancora decisa.
La polizia postale? Per l''outing di per sé o per questa ridicola macchina dell'anonimato?
Quel che è certo, è che nelle settimane passate il cellulare di Mancuso ha ricevuto non poche chiamate di "curiosità" da parte di parlamentari interessati a quella lista. Inizialmente si era parlato di cento nomi, adesso quel dato è lievitato, grazie anche a segnalazioni esterne, provenienti dallo stesso gruppo di attivisti anonimi. Che, in queste ore, si sono fatti vivi tramite il sito
E' un blooooooooogggggggg!!!!
che ospiterà la lista: "Abbiamo deciso di iniziare con questi primi dieci nomi per far comprendere chiaramente come nel Parlamento italiano viga la regola dell'ipocrisia e della discriminazione. I politici di cui conosciamo le vere identità sessuali sono molti altri, presenti in tutti i partiti, per ora ci limitiamo a pubblicare un estratto di quelli appartenenti ai partiti che hanno votato contro la legge sull'omofobia", scrivono. E promettono: "Da ora in poi quando avverranno attacchi nei confronti della comunità lgbt da parte della gerarchia cattolica, del mondo dell'informazione, della politica, ci riserveremo la facoltà di rispondere adeguatamente".

Un'iniziativa che, ci tiene a precisare Mancuso, era stata da lui concepita per portare alla luce l'ipocrisi di certi politici: "Attuare l'outing non è una vendetta emotiva, né riguarda un giudizio sulla sessualità occultata di politici, preti, giornalisti.
Aurelio se parli solo di sessualità e non di sentimenti il giudizio lo esprimi, eccome.
E' invece la proclamazione di un pensiero politico che intende smascherare quell'area politica culturale che accredita ogni giorno il fatto che l'omosessualità sia una scelta di persone con scarsi valori morali. Non ci interessa, né sarebbe moralmente concepibile scivolare nel gossip, quello che vogliamo fare è colpire tutte quelle persone che ricoprendo attualmente incarichi pubblici, utilizzando il proprio potere, offendono, discriminano le persone lgbt, alimentano scientificamente l'odio", spiegò Mancuso quando presentò la sua iniziativa.
Insomma la solita cosa all'italiana...
Peccato che l'outing sia un'altra cosa...

Per quanto riguarda il blog pessimo dal punto di vista grafico (i menù non si leggono offuscato da uno sfondo rainbow alquanto lisergico) si limita a riportare questo pessimo post.

Questa iniziativa nasce per riportare un po’ di giustizia in un paese dove ci sono persone non hanno alcun tipo di difesa rispetto agli insulti e gli attacchi quotidiani da parte di una classe politica ipocrita e cattiva. L’outing (termine che viene usato in modo sbagliato dai giornalisti italiani che sono in molti casi ignoranti e pigri) è uno strumento politico duro ma giusto. In cosa consiste: dichiarare pubblicamente la pratica omosessuale o di altre differenti sessualità di politici (single, sposati, conviventi), preti, persone note e influenti, che attraverso azioni concrete e prese di posizione offendono e discriminano le persone gay, lesbiche e transessuali. Il primo elenco che pubblichiamo, altri ne seguiranno nei prossimi mesi e anni, è composto da 10 politici. Disponiamo dei nominativi di una decina di alti prelati, di altre personalità del mondo dello spettacolo e della tv. Abbiamo deciso di iniziare con questi primi dieci nomi per far comprendere chiaramente come nel Parlamento italiano viga la regola dell’ipocrisia e della discriminazione. I politici di cui conosciamo le vere identità sessuali sono molti altri, presenti in tutti i partiti, per ora ci limitiamo a pubblicare un estratto di quelli appartenenti ai partiti che hanno votato contro la legge sull’omofobia. Da ora in poi quando avverranno attacchi nei confronti della comunità lgbt da parte della gerarchia cattolica, del mondo dell’informazione, della politica, ci riserveremo la facoltà di rispondere adeguatamente.
Post che ho commentato (sullo stesso blog) come segue.


1) manca un che nella riga 2
2) “la pratica omosessuale o di altre differenti sessualità”
L’omosessualità è solo una pratica? Non c’entrano per caso anche i sentimenti? Usate lo stesso punto di quelli cui volete far outing!
Quali altre pratiche sessuali esistono? Con differenti sessualità vi riferite forse alle persone trans?
Ma come scrivete? Come pensate???
3) “di politici (single, sposati, conviventi), preti, persone note e influenti, che attraverso azioni concrete e prese di posizione offendono e discriminano le persone gay, lesbiche e transessuali.”
Perchè non giornalisti e persone dello spettacolo?
L’outing si pratica su ogni personaggio pubblico.
Offendono? Il punto non è l’offesa!
Il punto è che queste persone dicono che l’omosessualità è una malattia, uno sbaglio, una deviazione. Queste non sono solo offese. Questa è disinformazione a scopo discriminatorio. Queste persone compiono scelte politiche contro una categoria di persone. Che c’entra l’offesa?
4) “Disponiamo dei nominativi di una decina di alti prelati, di altre personalità del mondo dello spettacolo e della tv. ”
L’outing funziona ad personam.
Si individua il comportamento discriminatorio e disinformativo di una persona e se ne rende nota l’ipocrita incoerenza rivelando che quella persona che si dichiara contro le persone omosessuali o trans (parola che nemmeno citate) va a letto e\o intrattiene relazioni sentimentali con persone del suo stesso sesso o con le persone trans (a seconda del tipo di dichiarazioni discriminatorie e disinformate lasciate).
Ribadisco. Non esiste solo il sesso…
E’ l’ipocrisia e l’incoerenza a essere denunciata non la “pratica sessuale”.
Parlare di liste che avete e che per il momento non rivelate è una minaccia moralmente inammissibile perchè vi dà un potere ricattatorio e politico che è contrario allo spirito dell’outing (che non ricatta con la minaccia di rivelare, ma rivela direttamente).
Infine non basta dire di avere degli elenchi. CI VOGLIONO LE PROVE. Quali prove avete? Quali prove presenterete? Oppure direte semplicemente che tizio e caio “sono froci”?
5) La serietà di quello che scrivete (e anche la dimensione legale talmente risicata) è talmente bassa che non ci mettete né la faccia né il nome ma vi firmate con uno pseudonimo! UN tripudio di credibilità! (se lo fate per motivi legali avreste dovuto spiegarlo. Invece minacciate, tuonate e poi bi firmate “listaouting”:
6) Le scritte laterali sul sito
cazzo ho sbagliato anch'io!
sono illeggibili. Ma a chi lo avete fatto fare a un daltonico????
Insomma le solite cose all’italiana…
Per il  momento il mio commento è in attesa di moderazione...




Vedremo questa farsa anonima come proseguirà, se non esploderà come una bolla di sapone, di pessima marca...