domenica 18 settembre 2011

Perchè l'outing dà tanto fastidio?

Come sapete l'outing preannunciato da Aurelio Mancuso e ora passato in mano a un blog di anonimi (per motivi di sicurezza...) non piace a nessun nome noto del movimento.
Da Patanè a Battaglia, da Grillini a Dall'orto, tutti a dire di no, tutti omettendo la vera ragione politica dell'outing e tutti facendo finta che Mancuso, il blog di anonimi o chi per loro voglia sputtanare chiunque sia gay (o lesbica) ma non lo voglia dire.

Chissà se ci fanno o ci sono...

Comunque sia tutti prendono l'outing per il verso sbagliato partendo dall'effetto e confondendolo con la causa. Tutti partono cioè dall'omosessualità degli sputtanandi
come elemento base dell'outing e non dalla loro omofobia.
Eppure Peter Tatchell uno dei primi sostenitori dell'outing disse chiaramente che la comunità gay e lesbica ha il diritto di difendersi contro le figure pubbliche che abusano del loro potere e della loro influenza per appoggiare politiche che infliggono sofferenze agli omosessuali. (fonte wikipedia)

Dire che si fa outing agli omofobi pur se sostanzialmente preciso è ancora troppo vago. Si fa outing ai personaggi pubblici che con le loro azioni contribuiscono a discriminare le persone omosessuali e trans.

Invece secondo questi dirigenti (o ex dirigenti)  delle associazioni glbt  questa becera operazione scandalistica offende la dignità delle persone. Tutti hanno il diritto alla sua [sic!] privacy. Costringere le persone ad uscire allo scoperto è inaccettabile (Patanè).
L'outing è un gesto aggressivo e violento, che invade incredibilmente la vita delle persone e sposta l'ago dell'attenzione da quello che è un problema politico (Battaglia). Se sputtano al mondo i nomi dei parlamentari omosessuali non risolvo il problema e forse mi metto contro chi in incognito potrebbe aiutarci a raggiungere gli obiettivi che ci proponiamo da qualche tempo (Grillini).

Nessuno dei tre (ma tanti altri esempi, anche meno illustri, si potrebbero fare)  sembra aver capito qual è lo spirito dell'outing CHE NON RIGUARDA LE PERSONE OMOSESSUALI.
Riguarda le persone pubbliche, che hanno un potere politico e/o di pressione sociale e che lo usano per mantenere lo stigma e la discriminazione delle persone omosessuali e trans (di cui tutti sembrano dimenticarsi).

Non si fa outing per rendere pubblico l'orientamento sessuale altrimenti celato dei politici, questo né Mancuso né il blog anonimo si sono mai sognato di dirlo.

Solo Patanè e Grillini  vedono la cosa così perchè evidentemente nelle persone che Mancuso e il blog di anonimi vogliono denunciare loro non vedono delle persone che discriminano vedono dei gay.

Sono loro i primi a essere discriminatori e omofobici perchè vedono gay dappertutto, anche dove ci sono bisex o etero che vanno con le trans.

Battaglia invece si chiede come faccio a stabilire chi è omofobo che è solo un esercizio di retorica perchè si parla di personaggi pubblici che con i loro gesti concreti diffondono la discriminazione, contribuiscono a tenerla in piedi e impediscono di smantellarla, non mi sembra difficile da stabilire con questi criteri chi è e chi non omofobo.

Il problema non è sapere che tizio o caio sono gay, l'outing non interviene sull'orientamento sessuale (o sul comportamento sessuale come sarebbe meglio specificare che è cosa diversa dall'orientamento: io posso scopare con gli uomini ma sentirmi etero, percepirmi tale e pretendere di esserlo) interviene su chi contribuisce alla discriminazione e poi nel suo privato ha comportamenti sessuali che vanno nella stessa direzione di quanto ufficialmente combatte.

Non sono gay omofobi, sono omofobi con comportamenti sessuali non etero o transfobici che in segreto le trans le frequentano.

Dov'è la violenza nel denunciarli? E la loro violenza quando dicono che i matrimoni sono solo per coppie etero? O quando dicono che i gay sono malati? O moralmente disordinati?

La questione della privacy è ridicola per almeno due ordini di motivi.
1) Sono personaggi pubblici, la privacy vale per i privati cittadini non per quelli che occupano cariche di potere. Altrimenti non vedremmo nessuna foto di Berlsuconi, Fini, attori, cantati, giornalisti, prelati, e non leggeremmo tutti i bei gossip, magari pubblicati sui siti come gay.it, gay.t, gay wave.. dove si allude all'omosessualità di quell'attore o quel cantante. Lì però nessuno di questi signori ha gridato allo scandalo o ha chiamato la difesa della privacy anche quando ce ne sarebbe bisogno perchè il motivo per cui si fa outing in questo caso è il frivolo pettegolezzo che evidentemente per qualcuno fa tanto gay...
2) Perchè l'omosessualità dovrebbe far parte del privato quando l'eterosessualità è pubblica? Fermo restando il diritto di ognuno a decidere per conto suo quando e se fare coming out, chi fa politica glbt non può difendere il principio (pur difendendo il diritto individuale) di rimanere velati. Se tutti i gay e le lesbiche italiani facessero pubblicamente coming out la visibilità migliorerebbe sicuramente l'accettazione e la constatazione della maggioranza che i gay e le lesbiche sono tra di noi, che siamo diffusi in tutta la società.
Non solo ma relegare l'omosessualità alla sfera del privato si fa lo stesso discorso dei tanti che dicono che non c'è bisogno di ostentare la propria sessualità e che a letto ognuno fa quello che vuole. Infatti il movimento non chiede diritti nella camera da letto ma al di fuori di essa. Non è così per i borghesi Patanè e Grillini, i gay della giacca e cravatta anche al mare...
Ma non sono questi i motivi dell'outing. Non si fa outing perchè i gay o le lesbiche sono velate, si fa outing a chi discrimina gay lesbiche e trans e poi celato dalla privacy fa quello che pubblicamente critica ferocemente.
Un po' come tutti i politici che sostengono il proibizionismo per le droghe pesanti e poi consumano coca. Saperne i nomi non li renderebbe forse poco affidabili, ridicoli?
Il paragone non è proprio calzante perchè l'omosessualità non è un reato, ma per questi politicanti se avessero le mani libere non lo diventerebbe forse? Quando Giovanardi dice che i matrimoni omosessuali (lui li chiama così) sono anticostituzionali non intende dire forse che sono illegali (o dovrebbero esserlo?). Giovanardi mente proprio come Patanè e Grillini (o Scalfarotto) perchè nessuna legge in Italia vieta i matrimoni tra persone dello stesso sesso proprio come l'outing voluto da Mancuso e da listaouting non è per tutte le velate pubbliche ma per tutte le persone strettamente omofobe che hanno potere.


Insomma di che parlano Patanè, Grillini, ma anche Dall'orto, Marrazzo?
Disinformano e menano il can per l'aia, perchè presentano l'outing come qualcosa che outing non è.

Certo il blog anonimo, la minaccia degli elenchi che verranno pubblicati (nei prossimi mesi e anni) non sono proprio un esempio di trasparenza e credibilità, ma i detrattori del blog e di Mancuso non fanno distinguo tra merito e metodo e dicono che questo e quello pari sono rispedendo al mittente l'outing per principio.
Grillini arriva a dire (chissà su quali basi) che l'outing è uno strumento di lotta superato.

Per Grillini L’outing deve essere utilizzato solo contro i gay che occupano una posizione importante e si comportano da omofobi che è esattamente quel che dicono Mancuso e il blog anonimo, facendo intendere invece che Mancuso voglia fare outing di tutti i gay velati a prescindere se siano omofobi o no...

Insomma Mancuso deve avere colpito nel segno se dà tanto fastidio da indurre tutti a mentire, sviare, depistare, confondere le acque, in una parola, disinformare.

Motivo in più per cui, ferme restando le riserve già ampiamente dette sul metodo, bisogna difendere il merito di Mancuso che non solo è condivisibile ma auspicabile, anzi dati i tempi di recrudescenza omotransfobica in Italia, direi necessario e indispensabile.

Il capolavoro però viene da Ivan Scalfarotto, vicepresidente del PD, quei pavidi democristi che un giorno sì e uno no dicono dei gay e delle trans tutto il male possibile.

Scalfarotto contrario all'outing per principio si è dimesso dal Comitato d’Onore di Equality Italia con la lettera che ha inviato ad Mancuso (che di Equality Italia è il presidente).

Scalfarotto ha pubblicato la lettera sul suo blog nella quale spiega le ragioni delle sue dimissioni.
Leggiamola:

Londra, 17 settembre 2011
Caro Aurelio,
ho appreso dalla stampa della tua volontà di avviare nei prossimi giorni un programma di outing che denuncerebbe, al di là o addirittura contro la loro volontà,
Scalfarotto non conosce evidentemente la pratica politica dell'outing (e nemmeno il significato del termine) che si basa proprio sull'assenza di consenso (dunque anche contro la loro volontà) delle persone su cui si fa outing. 
l’omosessualità – o presunta tale –
ed ecco la disinformazione. L'outing, quello vero, funziona solo su prove certe e inconfutabili, non sul sentito dire, altrimenti non è outing ma diffamazione... Né Mancuso né il blog anonimo parlato di persone presunte gay, ma è pià comodo per Scalfarotto insinuarlo per giustificare meglio il suo gesto pavido e ipocrita (degnissimo vicepresidente del PD)
di un numero imprecisato di personalità pubbliche.
veramente su listaouting si legge:  

Il primo elenco che pubblichiamo, altri ne seguiranno nei prossimi mesi e anni, è composto da 10 politici. Disponiamo dei nominativi di una decina di alti prelati, di altre personalità del mondo dello spettacolo e della tv. 

Quindi Scalfarotto mente sapendo di mentire. 
Trovo questa una decisione molto grave, che non condivido e che mi preoccupa molto. Si tratta di un modo di fare politica che trovo intrinsecamente violento, poiché combatte e colpisce le persone e non le loro idee.
ed ecco il tentativo davvero da pretino democristiano, apparentemente educato e mite, ma profondamente reazionario e fascista (=prepotente) che essendo contrario per motivi personali e non politici confonde pesantemente le carte in tavola, e cerca di dare all'outing un significato che l'outing non ha.

L'outing colpisce le persone. Vero. Ma quali persone colpisce?
Leggiamo su listaouting (siamo sicuri che Scalfarotto se lo è letto? Io mica tanto...):
L’outing (termine che viene usato in modo sbagliato dai giornalisti italiani che sono in molti casi ignoranti e pigri) è uno strumento politico duro ma giusto. In cosa consiste: dichiarare pubblicamente la pratica omosessuale o di altre differenti sessualità di politici (single, sposati, conviventi), preti, persone note e influenti, che attraverso azioni concrete e prese di posizione offendono e discriminano le persone gay, lesbiche e transessuali. (i neretti sono miei)
Più chiaro di così.
Ora non si tratta di criticare le idee di questi omofobi, secondo il nobile e qui proditoriamente usato pensiero liberale, e non le persone.

Qui si tratta di censurare le azioni di persone di potere che coi propri atti discriminano le persone omosessuali (e trans) cercando di impedire loro di continuare a farlo.

Purtroppo in Italia mentre si va in galera se discrimini qualcuno per motivi religiosi e razziali (i privati cittadini, non i politici che possono continuare a dirlo come i leghisti o i fascisti di ogni sorta) visto che gli stessi politici dei quali Mancuso vuole fare outing hanno contribuito a non far promulgare la legge che avrebbe esteso la legge Mancino anche all'orientamento sessuale, l'outing è un'arma per ridimensionare questi ipocriti, forse non efficace,  ma sicuramente giusta, politicamente, eticamente, strategicamente, perchè smaschera l'ipocrisia dell'omofobia.

Come faccio a difendere il diritto di opinione di un omofobo? Dire che i gay sono malati è un'opinione? NO E' una bugia. Dire che i gay non possono sposarsi è una opinione? Lo è se te la tieni per te, se la diffondi, se in suo nome intervieni affinché la legge sull'allargamento del matrimonio anche per le persone dello stesso sesso non venga promulgata non stai esercitando una opinione stai discriminando in base a una convinzione personale che è ben altra cosa. Possibile che debba essere io, comunissimo cittadino, a doverlo speigare al vicepresidente del maggior partito di opposizione (beh, si fa per dire...)?

Solo un omofobo può difendere il diritto di compiere atti omofobi (non si tratta solo dell'opinione, ma di una opinione che si traduce in discriminazione e per di più di un personaggio pubblico e di potere, non del mio vicino di casa...)  in nome della democrazia.
Solo un politicante talmente furbo da non inimicarsi nessuno perchè non si sa mai chi vince domani le politiche e per mantenere il proprio potere sa che non deve pestare i piedi a nessuno.
Credo proprio sia meglio per Scalfarotto addurre motivazioni di realpolitik che non le questioni di principio che ci ammannisce dalle quali esce fuori con una credibilità  politica sotto lo zero.

Ho vissuto a lungo all’estero e ho lavorato per più di dieci anni gomito a gomito con gli anglosassoni. Posso dire che rifarsi all’esperienza di quei Paesi per lanciare questa iniziativa non ha molto senso. Esiste infatti una grande differenza tra il senso dell’etica pubblica e del comportamento che si pretende dagli uomini pubblici in Italia e nelle grandi democrazie liberali.
Da noi, scoprire e denunciare l’omosessualità perfino di un Giovanardi o di un Gasparri, e indico i peggiori omofobi che mi vengano in mente, ci darebbe forse un’effimera soddisfazione ma non toglierebbe nessuna carica né all’abiezione né, purtroppo, alla popolarità delle loro tesi.
Altro che politicante, la furbizia di Scalfarotto è degna di quella di Berlusconi. Un conto è infatti criticare l'outing per principio come ha fatto finora, un conto è criticarne l'efficacia politica. Una cosa può rimanere politicamente giusta anche se non ha alcuna efficacia. Allora perchè criticarne la legittimità se si vuole dire solo che non è efficace? 
Qualunque cosa pur di di sostenere la propria opinione che è insostenibile e pavidissima.
Anche se fosse vero che fare outing non ha efficacia in Italia, mentre è tutto da stabilire, perchè non provarci comunque? Se è vero che non si fa danno perchè non provare comunque?
Siamo governati da una persona i cui discutibili comportamenti e i cui vizi privati sono stati resi pubblici (“outed”) in ogni modo e questo non impedisce a questa persona di sedere a Palazzo Chigi e di decidere dei destini del Paese nel momento di peggiore crisi che l’Italia ha conosciuto dal dopoguerra.
Ecco un altro paragone proditorio. Quel che Scalfarotto si dimentica di dire è che Berlsuconi non si è mai sognato di dire che chi fa sesso con le escort è un amato, o un immorale, o non ha diritti, anzi ha sempre rivendicato con orgoglio quel che fa, tant'è che la gente comune delle sue escort ha commentato (almeno va con le donne, ricordate? Una signora nel film di Sabina Guzzanti sul terremoto dell'Aquila...).

E, opinione personale, se Giovanardi andasse a letto con un uomo come lui e non perdesse solo credibilità ma assaggiasse un po' di quel ludibrio che contribuisce a creare io non ci vedrei niente di male. Un po per uno per cortesia!
Il tuo progetto non è altro che una modalità innovativa per replicare le solite dinamiche da cortile della politica italiana e che trascinerà verso il basso il livello, già infimo, della lotta politica in Italia.
Invece la politica del PD tutta fatta di se e di ma e di nessuna proposta concreta ha regalato il paese al berlusconismo... Scalfarotto dovrebbe solo tacere.
Finiremo con il confondere le sacrosante ragioni di milioni di cittadini GLBT e la vita delle loro famiglie con gli urlatori e i guastatori televisivi della destra e con la tecnica della “macchina del fango” dei loro giornali.
ed ecco lo slittamento semantico. Se io denuncio l'ipocrisia e l'incoerenza (come minimo) di un omofobo che predica bene e razzola male sto allestendo una macchina del fango. Solo che il fango si basa sulle bugie mentre l'outing dimostra una verità accertata.
Sarà probabilmente un’efficace campagna promozionale che assicurerà una copertura mediatica gratuita a te ma certo non ai milioni di concittadini che confidano in persone con la tua storia e il tuo profilo: il prezzo sarà la distrazione di energie preziose, che servirebbero in questo momento come il pane.
Come può lo sputtanare un omofobo che poi si scopa i ragazzi distogliere energie preziose Scalfarotto me lo deve proprio spiegare.
Energie che andrebbero rivolte ad educare sia gli italiani che il partito stesso in cui entrambi militiamo sulla necessità che alle persone GLBT sia riconosciuta – senza tentennamenti, prudenze e distinguo – la stessa dignità e lo stesso diritto a una piena cittadinanza.
Scalfarotto invece di colpire chi impedisce con il potere che ha che questo riconoscimento avvenga anche a livello istituzionale, protegge gli omofobi  per dovere di casta.
Uno sforzo probabilmente oscuro e faticoso, estraneo alla luce dei riflettori, ma quello che a mio avviso è richiesto oggi a una classe dirigente responsabile.
Nessuno vieta di fare entrambe le cose.
Di nuovo perchè non provare anche con l'outing? D'altronde nessuno ha mai detto che l'outing è l'unica soluzione...
Qualche mese fa mi hai chiesto di entrare a far parte del Comitato d’Onore della tua costituenda associazione, Equality Italia, invito che avevo accettato con gratitudine e piacere. Ero convinto di partecipare alla costruzione di una nuova voce che laboriosamente si mettesse al servizio del progresso dei diritti civili in Italia.
E invece i metodi che intendi utilizzare sono diametralmente opposti a quelli che ho inteso perseguire e ho perseguito dal momento in cui ho cominciato a fare politica: fare dell’Italia un paese normale,
Forse a fare outing, che viene fatto per stessa ammissione di Scalfarotto nei paesi anglosassoni dove lui ha vissuto (e ce lo sbandiera pure... Privilegiato del cavolo!) anche qui da noi renderebbe  l'Italia un'anticchia più vicino alla normalità, no?
aumentare il livello di civiltà del Paese, contribuire a transitare l’Italia a
si transita verso non a... (qui transita non significa passare ma spostare)
una democrazia matura come compete a una grande civiltà come la nostra.
Quindi i paesi anglosassoni, in cui l'outing si fa non sono paesi a democrazia matura... Oppure prima di poter fare l'outing l'Italia dovrebbe diventare una democrazia matura? In ogni caso quelli del PD se hanno occasione di procrastinare lo fanno...
Non posso condividere la responsabilità di una scelta che mi pare scorretta e sbagliata
Gli omofobi fanno affermazioni che non hanno riscontro politico, etico né scientifico ma a essere scorretto è l'outing.
e, anche per rispetto all’incarico che ricopro nel Partito democratico, ti chiedo di voler accettare con effetto immediato le mie irrevocabili dimissioni dal Comitato d’Onore di Equality Italia.
Con la cordialità di sempre,
Ivan
Adesso più che mai dobbiamo ricordarci della pavidità di chi si dichiara a parole difensore dei diritti civili delle persone omosessuali e trans discriminate ma invece al primo rischio di sporcarsi le mani scappa a gambe levate.

Vedremo nei prossimi giorni se e quanto le previsioni di Scalfarotto si avvereranno.

Ma chi ha potere e non vuole mai che quel suo potere serva a mettere in discussione il potere altrui ha in sé qualcosa di malato e pericoloso.

(rivisto e in parte modificato il 19 settembre 2011)

sabato 17 settembre 2011

Premio per la disinformazione a La stampa in un articolo anonimo e dal titolo ridicolo.

Ecco il titolo e il catenaccio dell'articolo:

Outing "coatto" e anonimo su un sito
"Il 23 settembre i nomi di politici gay"


Un gay pride (foto scattata a Sidney)

Lo scopo degli ideatori:
«Riveleremo la vera identità
sessuale di prelati, deputati
e note personalità pubbliche.
Tra loro anche ministri»

Qualcuno spieghi al deficiente (o alla deficiente*) che ha scritto questo titolo che l'outing è per sua stessa natura coatto e che lo scopo non è di rivelare la vera identità
sessuale di prelati, deputati e note personalità pubbliche
ma solo di quelle personalità pubbliche apertamente omofobe.
Non si tratta di rivelare i politici gay ma quei politici che contribuiscono alla discriminazione delle persone omosessuali e trans e che poi a vario titolo si intrattengono in relazioni sessual sentimentali con persone dello stesso sesso e\o trans... non ci sono solo i gay, ci sono le lesbcihe, ci sono i e le bisex e gli etero che vanno con le trans...


Cosa c'entra la foto di un gay pride (di Sidney poi!)?

L'articolo vero e proprio è più o meno sullo stesso tono:


«Il primo elenco che pubblichiamo - altri ne seguiranno -è composto da 10 politici». Comincia così un comunicato pubblicato su un sito internet 
è un blog...
creato appositamente, che promette di rivelare, cominciando alle 10 del 23 settembre, i nomi di persone molto famose, politici e prelati, che, pur essendolo, non si sono mai dichiarati gay, ma che anzi pubblicamente li discriminano.
anche qui il principio dell'outing è messo la contrario:
qui si dice che a) quelli cui fare outing sono gay e b) pubblicamente li discriminano.
In realtà è vero il contrario: 
discriminano e vengono outizzati perchè vanno a letto o hanno relazioni sentimentali con perosne dello stesso sesso (ma non per questo sono gay) o con perosne trans (idem)
Un modo di «riportare un pò di giustizia in un paese dove ci sono persone che non hanno alcun tipo di difesa rispetto agli insulti e gli attacchi quotidiani da parte di una classe politica ipocrita e cattiva». Lo annuncia il sito «Listaouting», creato da un gruppo di persone che chiedono di restare anonime, come spiega Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia.

È Aurelio Mancuso, leader storico del movimento gay, a dare notizia dell’esistenza di «un gruppo di persone, anonime, che si appresta a rendere pubblica la prima lista di politici gay ma omofobi». «Tutto è iniziato dopo la bocciatura in Parlamento della legge contro l’omofobia. Mi ero sfogato su Facebook dicendo che in Italia ci vorrebbe un bell»outing’ che riveli quanto sono ipocriti alcuni politici italiani. E c’è chi mi ha preso in parola: sono stato contattato via mail da un gruppo di anonimi che mi ha annunciato che il 23, equinozio d’autunno, sarà resa pubblica la prima lista di politici gay. Dovrebbero essere dieci, non so se tra loro c’è anche qualche ministro. Mi fa piacere che il mio sfogo pubblico si concretizzi, ma preciso che non si tratta di una mia iniziativa. E, soprattutto -aggiunge Mancuso- l’associazione Equality che presiedo non c’entra nulla.
Non arrestate me insomma...
Sono curioso di vedere come va a finire, è positivo che ci sia qualcuno disposto a dare seguito concreto alle mie riflessioni su Facebook».

Sul sito www.listaouting.wordpress.com gli anonimi spiegano che «l’outing è uno strumento politico duro ma giusto» e consiste «nel dichiarare pubblicamente la pratica omosessuale o di altre differenti sessualità
il neretto è mio, una vera specifica omofoba...
di politici (single, sposati, conviventi), preti, persone note e influenti,
ma non giornalisti...
che attraverso azioni concrete e prese di posizione offendono e discriminano le persone gay, lesbiche e transessuali». A questo primo elenco, promettono, «ne seguiranno altri nei prossimi mesi e anni: disponiamo dei nominativi di una decina di alti prelati, di altre personalità del mondo dello spettacolo e della tv».

Il gruppo ha deciso di «iniziare con questi primi dieci nomi per far comprendere chiaramente come nel Parlamento italiano viga la regola dell’ipocrisia e della discriminazione: i politici di cui conosciamo le vere identità sessuali - spiega - sono molti altri, presenti in tutti i partiti, per ora ci limitiamo a pubblicare un estratto di quelli appartenenti ai partiti che hanno votato contro la legge sull’omofobia». Pertanto, avverte, «da ora in poi quando avverranno attacchi nei confronti della comunità lgbt da parte della gerarchia cattolica, del mondo dell’informazione, della politica, ci riserveremo la facoltà di rispondere adeguatamente». Quest’iniziativa «non è nuova in altri paesi», commenta Mancuso, soprattutto «quando c’è un attacco alle persone» con diverso orientamento sessuale.
E pensare che la Stampa un tempo era un giornale serio...


*Che presenta carenze, in assoluto o relativamente a qualche ambito

Ma, nonostante tutto, io sto dalla parte di Aurelio. Outing la saga! Sulle dichiarazioni contro l'outing prospettato da Aurelio Mancuso.

Riassunto delle puntate precedenti. 
Con un metodo non proprio cristallino, che ha scelto l'anonimato per ragioni non del tutto chiare (se ci sono problemi legali, o qualunque siano i motivi,  perchè non informare la pubblica opinione?) Aurelio Mancuso, prima, e un blog anonimo, poi, hanno annunciato che il 23 p. v. faranno il nome di 10 parlamentari gay ma omofobi come riporta Repubblica.
Insomma una iniziativa che parte col piede sbagliato se il catenaccio dell'articolo specifica come prima cosa l'orientamento sessuale dei deputati e non la loro omofobia...
D'altronde il rischio che a fare outing si esponga al pubblico ludibrio non all'incoerenza tra quel che dice contro le persone omosessuali (e trans parola nemmeno scritta nell'articolo di Repubblica, mentre nel blog, pur se riportata nell'elenco delle persone discriminate leggiamo questo giro di parole altre differenti sessualità) è sempre presente soprattutto in un paese poco abituato a parlare bene, dunque  a pensare bene, e refrattario alle regole della democrazia, quella vera.
Le prime risposte negative sono arrivate da Patanè presidente Arcigay Nazionale, l'uomo che all'Europride, orgoglioso di avere lasciato a Lady Gaga i contenuti politici del medesimo, in un momento di euforia ha detto "Signor presidente del Consiglio, lei a questo Paese ha regalato un dittatore in una tenda: noi abbiamo portato Lady Gaga" (fonte repubblica) il quale, oltre a rimarcare sacrosantamente l'errore e l'ambiguità di fare outing tramite un blog anonimo, dà una definizione di outing non esatta Per Arcigay, l’outing, e cioè la pratica di fare i nomi di omosessuali o lesbiche che per diverse ragioni hanno scelto di vivere segretamente il loro orientamento sessuale, è una pratica di estrema violenza, del tutto estranea alla nostra storia, cultura e orizzonte politico omettendo scientemente il fatto che
1) si tratta di personaggi pubblici,
2) si fa outing solo di chi discrimina le persone omosessuali e trans, non semplicemente di tutti i personaggi pubblici velati
e afferma che difenderà i nomi dei soci arcigay (cioè tutti quelli che in Italia vogliono entrare in un locale gay, poco importa sia un bar o una sauna dove fare sesso...) che non verranno mai diffusi (escusatio non petita...).
Patanè purtroppo non è solo e inizia la valanga di opinioni contrarie. Quasi mai per le ragioni giuste. Così sulla stessa repubblica oltre all'articolo sull'outing compare un articolo (sempre a firma di Marco Pasqua) nel quale si descrive la reazione dei pezzi grossi del Movimento (no io non ci sono pezzi grossi è una metafora...)

Sull'outing spaccati i gruppi gay
"Anche questa è macchina del fango"

Annunciata per il 23 su un sito registrato all'estero una lista di dieci politici "omosessuali e omofobi". E scoppia il caso: "Mossa volgare e violenta"

ROMA - Una "pratica violenta" oppure un "atto dovuto e responsabile"? L'outing di massa, con la pubblicazione, a partire dal 23 settembre, di una prima lista di dieci politici omosessuali non dichiarati e omofobi,
Non si tratta di politici omosessuali, ci sono i bisex e quelli che vanno con le trans che non sono certo gay... Il problema non è che non siano dichiarati il problema è che nel loro lavoro politico discriminano le persone omosessuali e trans (che spariscono dall'equazione come al solito...). Insomma la questione è posta male. Nessuno si sogna di svelare gay e lesbiche velate, ma di sputtanare chi dice che la scelta gay è immorale e poi va a letto coi ragazzi (con le ragazze) o con le trans...
Con una brutale generalizzazione ci sono almeno due categorie di persone pubbliche omofobe: quelle bisex, come Cole Porter, sì, lui, il musicista, il quale, sposato per amore e per sesso, non per una copertura, da bisex ogni tanto faceva sesso coi ragazzi, senza sognarsi mai di intessere una relazione sentimentale con loro (e la moglie infatti lasciava fare tanto sapeva poi tornava da lei)  e quelle invece davvero gay, nel sneso che hanno relazioni snetimentali che tengono ben nascoste. Una terza categoria a sè quella dei... marrazzi, quelli che vanno con le trans e che non sono certo gay (se gay vuol dire che ti piacciono le persone del tuo stesso sesso...). Insoma non si tratta di smascehrarei i gay velati ma di smascherare gli omofobi.
divide le associazioni dei gay e i militanti omosessuali. Una spaccatura netta sul metodo da seguire nella difficile lotta per garantire pari diritti alle persone Glbt. C'è chi respinge con fermezza l'outing, paragonandolo alla violenza omofoba di cui spesso sono vittime gli omosessuali. Chi, invece, è convinto che "dire la verità non significhi commettere una violenza". Con la differenza di Paola Concia, deputata lesbica del Pd, che, parlando di un "rimedio estremo", sottolinea quanto operazioni di questo genere "siano una consuetudine in America o nel Regno Unito". Le bacheche di Facebook, intanto, si stanno infiammando con commenti di critica e approvazione, analoghi a quelli che dividono la blogosfera. Il giudizio più duro è quello di Paolo Patané, presidente di Arcigay, che non solo "si dissocia dall'operazione", ma la "condanna nella maniera più totale", arrivando a parlare di una "macchina del fango". "Quella che sollevo io è, intanto, una questione di pratica politica: un'associazione o un gruppo di individui che si battono contro le discriminazioni e la violenza, non lo possono certo fare con la violenza - sottolinea - E, inoltre, si tratta di una mossa davvero volgare, perché dopo essere stata astutamente lanciata, è stata improvvisamente camuffata dietro all'apparizione di un sito e di un gruppo di cybernauti non meglio identificati. Siamo di fronte ad una macchina del fango, fatta di persone senza volto; quella stessa macchina che da tempo inquina la politica italiana e il movimento Glbt".
E su questo, vale sempre la pena di ricordarlo, Patanè ha ragione da vendere.
Per il presidente della più grande associazione gay italiana, "questa becera operazione scandalistica offende la dignità delle persone. Tutti hanno il diritto alla sua [sic!]  privacy. Costringere le persone ad uscire allo scoperto è inaccettabile".
E qui Patanè omette il motivo per cui si fa uscire allo scoperto le persone...

Insomma sociologicamente parlando non si è gay solamente perchè si fa sesso con perosone dello sesso. Altrimenti saremmo tutti gay. Si è gay quando oltre al sesso ci sono di mezzo anche i sentimenti.
Considerare Marrazzo, sposato, con dei figli, gay perchè va con le trans (sic!) vuol dire ragionare ancora come quelli che vorrebbero l'omosessualità una questione privata e non politica che deve rimanere nella privacy della camera da letto. Quel che chiedono le persone omosessuali e  trans non è il permesso di fare quel che vogliono in camera da letto. QUELLA LIBERTA' LA ABBIAMO TUTT*. Quelloche chiediamo è il diritto alla visibilità senza che la gente ci picchi, ci prenda in grio. E' il riconoscimento della dignità dei nostri sentimenti esattamente come per le persone etero. Argomenti squisitamente politici e pubblici che niente hanno a che fare col sesso.
Ci son personaggi pubblici che non vogliono permettere questi riconoscimenti e che, nella migliore delle ipotesi dicono, il problema trans gay non esiste perchè nella camera da letto ognuno fa quel che vuole.  E non c'è bisogno di occuparsene. E quindi votano no alle proposte di matrimonio per le persone dello stesso sesso o votano no alle leggi che tutelano le persone omosex e trans dalle discriminazioni. Poi però, nel privato della loro vita si intrattengono anche e in misura diversa in rapporti sessual sentimentali esclusivi o non occasionali o no con persone dello stesso sesso e \ o con persone trans.
E' IRRILEVANTE L'ORIENTAMENTO SESSUALE DI QUESTE PERSONE PUBBLICHE. Bisex etero gay, poco importa. Quel che conta è che dicono una cosa e si comportano in un altromodo. Diconoche l'omosessualitò è una malattia e poi ne fanno uso anche loro, dinascsoto, in silenzio.
ECCO PERCHè SI RIVELANO I LORO COMPORTAMENTI SESSUAL SENTIMENTALI.
Questo è chiaro a tutto il resto del mondo (soprattutto quello anglosassone dove l'outing è nato) ma non agli italiani, alle italiane.
IN CULO C'ENTRA IN TESTA NO.
Frase maschilista ma pertinente.

Patané fa notare che Arcigay "custodisce i dati sensibili di decine e decine di migliaia di iscritti. Non escludo che ci possano essere nomi noti, ma non lo voglio sapere, perché possono essere solo queste persone a decidere cosa vuole fare della loro sessualità. Noi tuteleremo la loro privacy a spada tratta".
Traduzione: non ce ne frega un cazzo di fare politica l'importante è che non toccate il nsotro giro di affari.
Una posizione che trova d'accordo la leader di Digayproject, Imma Battaglia: "Non condivido l'outing, né dal punto di vista umano e né da quello politico. E, poi, come stabiliamo chi è omofobo? Chi vota contro la legge sull'omofobia è omofobo?
Sì Imma chi vota contro la legge sull'omofobia, chi dice che il matrimonio è solo per persone di sesso diverso, chi dice che l'omosessualità è un disordine morale, una malattia, sono persone omofobe.  e se si scopre che nonostante queste loro dichiarazioni o decisioni politiche poi quando e come vogliono, protette dalla presunzione di eterosessualità anche loro intrattengono relazioni sessual sentimentali omosessuali beh, allora forse è il caso di farlo sapere all'opinione pubblica, la stessa alla quale loro diffondono le loro idee discriminatorie.
Io non sono d'accordo. L'outing è un gesto aggressivo e violento, che invade incredibilmente la vita delle persone e sposta l'ago dell'attenzione da quello che è un problema politico".
No. L'outing è estremante politico, perché dimostra ipocrisia e contraddittorietà di certe persone.
La Battaglia punta anche il dito contro il movimento omosessuale italiano, che "ha un livello di credibilità molto basso", grazie anche "ad operazioni del genere. Questa non è politica, ma è qualcosa che fa male ai gay e alle lesbiche".
Qui si tratta di far provare a chi diffonde lo stigma gli effetti devastanti dello stigma stesso.
Su una posizione intermedia si colloca Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, che punta sull'ironia: "Di questi tempi, l'unica notizia interessante di questa iniziativa sarebbe se venisse fuori che Berlusconi è gay, o bisex, o se ha avuto una relazione con George Clooney o se è la ragione della separazione tra Clooney e la Canalis". "Mi hanno chiamato e scritto molti gay - sottolinea poi Marrazzo - che sono contenti che finalmente ci sia qualcuno che fa i nomi, altri molto perplessi, altri decisamente contrari. Almeno sta facendo discutere. Ma non basta discutere e far vendere qualche giornale in più o leggere qualche blog in più. Una notizia più interessante sarebbe quella che i gay si mettono a fare politica sul serio e che puntano a entrare in massa in Parlamento
Marrazzo ci prendi per deficienti? Con l'attuale sistema elettorale NESSUNO PUO' ENTRARE IN PARLAMENTO visto che le candiature le decino le segreterie di partio.
Un'occasione persa per rimanere in silenzio.
per ottenere leggi, senza guardare dal buco della serratura". All'interno del Pd, Paola Concia esprime una posizione di mediazione: "Mi rendo conto che quello dell'outing è un rimedio estremo, che nasce anche da una condizione, quella degli omosessuali italiani, di cittadini senza diritti. Del resto, siamo di fronte a qualcosa che all'estero avviene regolarmente: si vuole punire l'incoerenza di certe persone. L'outing mette in evidenza una contraddizione, che è riassumibile nel motto italiano del 'predicare bene e razzolare male'".
Come al solito è difficile non essere d'accordo con Paola...
Decisamente negativo il giudizio del vicepresidente del Pd e militante Glbt, Ivan Scalfarotto: "La pubblicazione di quei nomi è scorretta, volgare e violenta. Non è il mio stile.
Sti cazzi sclafarò che non è il tuo stile. STI CAZZI. Qui non si palra di te. Non è un programma tv che ti hanno chiesto di condurre (e tu lo sai bene..) ma un'azione politica (che evidenziamento conosci meno bene...).
In genere in politica preferisco i toni civili del confronto sui contenuti, e penso che siamo di fronte ad una forma di vendetta".
Come ogni politico ha solidarietà di classe per i politici come lui. E chiede civiltà chi dice che l'omosessualità è un fatto privato del quale lo Stato non deve occuparsi e poi magari convive con una persona del suo stesso sesso da anni. Dov'è qui la civiltà? Dov'è l0inciviltò nel dire a tutti di che pasta sono queste persone?
"Non sarà questo outing a migliorare la nostra condizione. Se qualcuno è così intrinsecamente 'coerentè da essere omofobo e gay ha bisogno di un ottimo psicoterapeuta. Io non combatto le persone, ma le loro idee",
eccoli i pavidi del PD, quelli sempre pronti a fare marcia indietro quando si tratta di sporcarsi le mani, di schierarsi inequivocabile da una parte o dall'altra. D'altra parte con tutti si soldi che ha è facile fare il gay come fa Scalfarotto.
dice Scalfarotto che, intanto, ha lanciato una rete per i diritti delle persone Glbt all'interno del suo partito.
Già un partito che ha detto chiaramente (e non mi riferisco certo a Dalema)  che il PD non sosterrà mai il matrimonio gay (parola di Ettore Martinelli – Responsabile diritti PD)
Ha le idee molto chiare anche Giuseppina La Delfa, storica presidente dell'associazione Famiglie Arcobaleno, che, sulla sua pagina Facebook, difende, senza mezzi termini, l'operazione del gruppo di internauti anonimi (ispirati da Mancuso): "Mentre noi arranchiamo o moriamo uccisi o feriti da fratelli omofobi, mentre noi siamo rifiutati da genitori leghisti o cattolici integralisti, altri, seduti sui banchi del parlamento e del senato, quelli e quelle che votano leggi contro di noi o che ignorano le nostre difficoltà o le negano, vivono di nascosto la loro omosessualità. E nel buio delle stanze, nella vergogna e la paura, come topi di fogna, fanno compagnia a preti, vescovi e prelati di ogni tipo che quando non sono pedofili, rasando i muri come fantasmi o scendendo nelle cantine della vergogna, quelle delle loro teste malate, consumano sesso senza il coraggio di creare legami aperti e degni e facendo danni a se stessi e a tutti noi. Personalmente, verso questa gente, non avrei nessuno rimorso a trombettare alto e forte la loro omosessualità al pubblico".
Parole sacrosante anche se pure Giuseppina cade nel tranello della semplificazione gay.

Insomma, nonostante il metodo non proprio condivisibile, nonostante la semplificazione gay che non risparmia quasi nessuno l'outing va difeso perchè fa trasparenza una cosa che in questo paese non paice a nessuno, perchè ognuno, nel nsotro piccolo abbiamo paura di perdere quel piccolo, piccolissimo privilegio che abbiamo conquistato.
Beh è giunta or anche qualcuno quel privilegio inizi a sacrificarlo per un bene collettivo la libertà e la dignità delle persone omosessuali e trans quelle ricoperte quotidianamente di merda anche (ma purtroppo non solo) dalle persone cui si vorrebbe fare outing.


venerdì 16 settembre 2011

Outing: la saga! Sulle dichiarazioni di Patanè contro l'outing di Mancuso e listaouting

I nomi devono essere ancora fatti, le reazioni sulla rete e nel mondo reale sono ancora timide (ma non gli articoli sui quotidiani e sui siti) ma la risposta di Paolo Patanè attuale presidente di Arcigay Nazionale non si è fatta attendere.

Nel comunicato stampa l'uomo che ha salutato con simpatia Cossiga in occasione della sua morte, dice una verità generale valida per tutti, ma fa anche una omissione (grave) e difende infine la sua associazione non chiamata in causa dal sito cui Aurelio Mancuso si limita a fare un endorsment alquanto contraddittorio.

Ma cominciamo dall'inizio  

Riassunto delle puntate precedenti.

Aurelio Mancuso aveva già a Luglio u.s. manifestato l'intenzione di sputtanare tutti i politici (uomini e donne) che - pur avendo votato a favore della pregiudiziale di incostituzionalità per le due leggi contro l'omofobia di fatto cassandola senza neanche farla discutere in aula - hanno segretamente relazioni sessuali e/o sentimentali con persone dello stesso sesso (e/o con trans).

L'idea è semplice: se tu personaggio pubblico, politico, giornalista, cantante, conduttore tv, calciatore, etc etc, fai dichiarazioni contro l'omosessualità e/o il transessualismo, contribuendo allo stigma contro l'omosessualità e\o il transessualismo con tutti i mezzi che hai in quanto personaggio pubblico, in quanto persona di potere, ostacolando leggi che riconoscano diritti o che difendano le persone omosessuali e trans dalla discriminazione e dalla violenza fisica e morale ma nella vita privata ti in trattieni in rapporti sessual sentimentali con persone trans e o dello stesso sesso è giusto rivelare pubblicamente quel che fai nella tua vita privata, perchè stride fortemente con quel che dici ufficialmente.
E' come rivelare pubblicamente che, per esempio, un guru del veganismo in realtà mangia da McDonald...
E' una truffa, uno che ci prende in giro, e per questo va sbugiardato.

E' chiaro l'intento politico di questa denuncia pubblica che si chiama outing che non ha nulla a che vedere con il coming out (=dichiararsi gay a tutto il mondo pubblico e privato) nonostante nel nostro paese così a digiuno di inglese i due termini vengano usati sui quotidiani, in tv e purtroppo anche nel doppiaggio di telefilm (Brothers and Sisters) e film, come sinonimi. L'outing ha delle regole semplici e giuste:
1) riguarda solo personaggi pubblici
2) che nella loro funzione pubblica sono apertamente omofobi.
Li si denuncia non per violare la loro privacy, né per sottoporli allo stigma del comportamento denunciato, (perchè non c'è niente di male se vai a letto con una trans o qualcuno del tuo stesso sesso, no?) ma semplicemente per dimostrarne la profonda ipocrisia di chi pur remando contro la liberazione delle persone omosessuali e trans dal pregiudizio e dalla discriminazione dei diritti non riconosciuti, di nascosto fao esattamente quel che pubblicamente condanna.
Una misura drastica che però funziona se fatta con precisione, come è successo di recente negli Stati Uniti dove il senatore Phillip Hinkle notoriamente omofobo è stato smascherato dall'escort di 18 anni che aveva pagato per un rapporto sessuale. Chi ha rivelato la notizia ai giornali?
Lo stesso escort che aveva molte prove: le telefonate al suo cellulare, e, addirittura, l'offerta di 10mila dollari da parte della moglie del senatore per il suo silenzio.
Una denuncia fatta alla luce del sole che persino gay.it, aveva, giustamente, reputato improbabile la stessa cosa potesse accadere in Italia dove gli escort non hanno la minima intenzione di dichiararsi tali e dove i giornalisti ci penserebbero bene prima di pubblicare la notizia (preferendo il gossip del si dice alla notizia certa...). Purtroppo le buone intenzioni di Mancuso si sono infrante contro una pavidità tutta nostrana che non si capisce bene a cosa sia dovuta. Se infatti io ho le prove che un deputato qualsiasi è andato, mettiamo, a letto con un ragazzo, poco importa se a pagamento o per semplice rimorchio libero, e lo dico pubblicamente sono disposto anche a essere denunciato per diffamazione perchè sto dicendo la verità e ne ho le prove.
Se ci sono dei problemi legali (io non sono un avvocato e non so la dimensione legale dell'outing) ci si consorzia magari fra varie associazioni nazionali (arcigay più rete Lanford per esempio) e si fornisce alle persone che, avendo le prove, fanno outing di personaggi pubblici omofobi (nel senso stretto del termine cioè chi spala merda contro omosex e trans non chi semplicemente offende come dice Mancuso) tutta l'assistenza legale del caso.
Se ci fosse una rete così forte e io avessi le prove io sarei disposto a rischiare il processo, se mai avverrebbe. Invece Mancuso si è detto (sulle pagine di Repubblica) sollevato quando un gruppo anonimo (!?) di persone (forse italiani residenti all'estero) hanno messo su un blog (per il quale cioè non hanno comprato dominio né speso un centesimo) altrettanto anonimo nel quale si preanuncia per il 23 cm la pubblicazione di un primo elenco di 10 nomi di politici italiani tra quelli che hanno votato contro la legge sull'omofobia. Nel primo post del blog si legge anche che altre liste sono pronte. Insomma non proprio un comportamento cristallino: non si forniscono prove. O almeno non se ne parla, ci si riferisce solo a delle liste, compilate da chi? Su quali informazioni? e si minaccia uno sputtanamento generale...
Una vera e propria forma di minaccia, di ricatto che non ha niente a che vedere con la pratica politica dell'outing che non si preanuncia ma direttamente si fa. Sia nel blog che nelle parole di Mancuso (così come sono riportate da Repubblica almeno) non ci si riferisce a questi 10 nomi e a tutti gli altri presenti nei famigerati elenchi come a persone ipocrite e contraddittorie (ricordate? E' quello lo scopo dell'outing) ma a persone omosessuali tout court seguendo la stessa linea di pensiero maschilista che informa lo stigma contro l'omosessualità e il transessualismo che vuole un uomo che va con un altro uomo direttamente un gay (anche se l'uomo magari ha moglie e dei figli e, nel caso, è solamente bisex. Ma, si sa, per il maschilismo omofobico, in quel caso la moglie è solo una copertura).
E si fanno omosessuali anche coloro che vanno con le trans (parola che non viene mai menzionata nel blog e nemmeno da Mancuso che usa il giro ambiguo di parole.

Insomma un conto è se io, escort, avverto il mondo che quel politico così anti gay e contrario ai matrimoni mi ha pagato per fare sesso con lui, un conto e se io che non si sa quali prove ho minaccio tutte le checche velate del parlamento di fare i loro nomi...

Minacce, allusioni, blog anonimi, non proprio il massimo della trasparenza. Per cui Patanè, nel comunicato, ha ragione da vendere quando dice:
"l’annuncio del supporto di soggetti anonimi, di profili segreti, di siti registrati all’estero che potrebbero fare i nomi di omosessuali italiani renderebbe il gesto privo di identità e responsabilità. L’uso, nel movimento gay, di strumenti alla macchina del fango, gli stessi che hanno inquinato la convivenza nel nostro Paese, è conferma della degenerazione politica di parte dello stesso. E’ una parte distinta e distante da Arcigay che esaurisce la sua battaglia politica in operazioni di marketing propagandistico di pessimo gusto e superficiale presenzialismo sulla stampa”.
Parole sacrosante, peccato che Patanè esordisca definendo l'outing in maniera parziale, e dunque errata:
"Per Arcigay, l’outing, e cioè la pratica di fare i nomi di omosessuali o lesbiche che per diverse ragioni hanno scelto di vivere segretamente il loro orientamento sessuale, è una pratica di estrema violenza, del tutto estranea alla nostra storia, cultura e orizzonte politico.
Eh no! Questa è solo una parte dell'equazione outing. Non si fanno i nomi di omosessuali o lesbiche che per diverse ragioni hanno scelto di vivere segretamente il loro orientamento sessuale. Si fanno i nomi di chi pubblicamente è contro l'omosessualità (e magari dice che sono malati) ma poi, nella vita privata, va a letto con chi gli pare...
C'è una enorme differenza tra dire il nome di chi ha deciso di non far saper del proprio orientamento sessuale e ma che però in quanto personaggio pubblico di omosessualità non parla proprio né bene né male e chi invece sparla male dell'omosessualità ma poi fa come gli apre nel privato della sua camera da letto...
Insomma Patanè fa il finto tonto proprio come i personaggi pubblici sui quali fare outing...
Arcigay si dissocia quindi da iniziative di quel genere e condanna con la massima severità perché gratuite, violente ed inutili
Gratuite proprio no, visto che si dimostra  l'incoerenza e l'ipocrisia, violente sì, tanto quanto le loro affermazioni omofobiche inutili no perchè una volta fatto outing quel personaggio perde credibilità (mmm forse non in Italia...)

Come mai Patanè critica prima l'anonimato delatorio di questo pseudo outing e poi però parla in generale di omosessuali o lesbiche che per diverse ragioni hanno scelto di vivere segretamente il loro orientamento sessuale, dimenticandosi che sono pubblici e apertamente omofobici (e che esistono anche le persone bisex...)?

 Perchè Patanè teme una fuga di notizie dai suoi circoli arcigay. Che le liste di nomi siano tratte non già da testimoni diretti ma siano desunti semplicemente dall'aver fatto la tessera di un bar gay (poco importa se un bar discoteca o una sauna dove si fa sesso).
Come se la semplice sottoscrizione di una tessera che dà il diritto all'accesso ai locali per soli uomini sia una prova sufficiente per fare outing...

Infatti come conclude il comunicato Patanè?
“L’outing è inutile e rischia di produrre solo falsità sulla scia del più becero pettegolezzo. Arcigay difende la libertà e il diritto: il diritto di essere se stessi nei modi, luoghi e tempi in cui ognuno liberamente ritenga. Abbiamo da sempre rispettato questo principio che è nostro valore fondamentale, tutelando la privacy dei nostri soci con rigore, rispetto e lealtà. Nessuna eccezione è pensabile”, conclude Patanè.
Escusatio non petita...
 

Ma l'outing è altra cosa... Sulla campagna di outing di Aurelio Mancuso e sul sito anonimo Listaouting

Ci siamo! Aurelio Mancuso, che lo scorso Luglio aveva tuonato faremo i nomi di tutti i parlamentari omosessuali sembra pronto a fare i nomi.

Ce ne informa, tra gli altri quotidiani, La repubblica citando un blog anonimo e che non porta la firma di Mancuso...

Ora l'outing è una pratica ben diretta che serve a svelare l'omosessualità di personaggi pubblici che fanno dichiarazioni omofobe e che con il loro comportamento le loro scelte la loro influenza discriminano le persone omosessuali bisessuali e trans.
Se vengono rivelate le loro frequentazioni sessual sentimentali con  persone trans o dello stesso sesso è solo per denunciare l'ipocrisia non certo per stigmatizzare un comportamento sessual sentimentale che non ha in sé nulla di sbagliato (anzi!).
Per farlo bisogna avere delle prove, non basta dirlo mostrando prove men che indiziarie (come nel caso di Tremonti...). E va fatto solo con le persone che hanno un comportamento pubblico discriminatorio. L'articolo di repubblica, come al solito, è pessimo perchè disinforma e devia a cominciare dal titolo del pezzo.

"Faremo i nomi dei politici gay ma omofobi"
L'ora X è il 23 settembre. Sul web

Non ci sono solamente i politici. e poco importa che sul blog (non sito) citato in un post (pessimo) si dica che si faranno prima i nomi di 10 politici. Ci sono anche i giornalisti. E se fanno disinformazione l'outing vale anche per loro... 
Ma l'outing non denuncia persone gay. Denuncia perosne che hanno rapporti sesuali e o sentimentali con perosne dello stesso sesso o con trans.
Che cambia, direte voi?
Non si stigmatizza l'essere gay. Nè tutte le persone di cui si fa outing sono gay. Possono essere bisex o andare con trans (e questo non fa di loro certo dei gay). Per tacer delle lesbiche che, come al solito non contano un cazzo, nemmeno tra le parlamentari. Non si stigmatizza quel che si è ma quel che si fa, di nascosto, e in aperta contraddizione con quello che si dichiara pubblicamente.
Un conto è dire ma come Lallo Lulli parla male dei froci ma lo è anche lui che pare tanto una offesa... Un conto è dire, Lallo Lulli che dice che andare a letto con un uomo è una cosa che gli fa schifo e che se avesse un figlio gay lo farebbe curare, ha avuto dei rapporti sessuali con Lello Lalli.

Non si stigmatizza quel che si è (o si presume che si sia). Si critica la contraddittorietà tra parole e comportamenti.

Aurelio Mancuso, presidente di "Equality Italia", lancia il primo outing di massa "contro l'ipocrisia". Si avvarrà di un gruppo di internauti anonimi.

E questo la dice lunga sulla serietà dell'operazione. 

Il sito

è un blog non un sito. Vuol dire che non è stata spesa una lira per farlo...

è già on line, tra pochi giorni i primi dieci onorevoli

I primi. Le donne sono cancellate da regole grammaticali maschiliste...

di una lista che arriva a oltre cento persone "pubbliche". L'incognita legale di MARCO PASQUA

DIECI nomi di politici omosessuali non dichiarati e noti per i loro atteggiamenti omofobi.
E questo è il punto. Se io sono sposato evado a letto con un uomo sono un gay? No. Al limite sono bisex. E' solo nella mentalità maschilista e omofoba (anche di tanti gay) che se un uomo anche se sposato va con un altro uomo allora il matrimonio con la donna è una copertura e lui diventa gay. Ma qualunque sia la categoria di orientamento sessuale di quella persona non è il suo orientamento sessuale a essere messo in discussione, a essere criticato. Bensì la contraddizione tra quel che dice e quel che fa.
Non mi interessa sapere cosa è quel politco -se è gay bisex o Marrazzo (un etero che va con una trans è forse gay? Ma daaaaai)- mi interessa sapere cosa fa: e nell'equazione cosa fa non basta l'omosessualità, si parte dalle dichiarazioni omofobiche, e discriminatorie.
Tra questi figurano anche dei ministri in carica. Sarà il primo outing pubblico "di massa" di parlamentari sul web: la lista definitiva supera ampiamente le cento persone.
Mi ricordano tanto le liste di proscrizione di qualunque regime...
Il giorno X è il 23 settembre, equinozio d'autunno. Il sito
è un blog...
che ospiterà l'elenco  è stato lanciato in queste ore.
L'ispiratore morale di questa operazione è Aurelio Mancuso, presidente di "Equality Italia" che, all'indomani della bocciatura della legge sull'omofobia, ha deciso di mettere con le spalle al muro i politici omosessuali omofobi.
Di nuovo. Quindi se io sono bisex non mi becco l'outing?
Un'operazione che, però, sarà materialmente portata avanti da un gruppo di attivisti, non solo omosessuali, esperti di informatica, che hanno contattato Mancuso nelle settimane scorse, dichiarandosi disponibili a diffondere le informazioni sulla Rete e pronti a sfidare le conseguenze legali dell'azione.
Cioè fatemi capire. Mancuso invece di prendere degli avvocati e vedere la dimensione legale della cosa, di cercare un modo dove l'outing non sia una forma di delazione sfrutta il volontariato di attivisti (che bela specificazione omofobia quella che informa che non sono tutti gay...) invece di metterci la sua esperienza politica di militante di vecchia data si nasconde dietro una torva di militanti anonimi?
Si partirà, quindi, con dieci politici, ma si proseguirà con persone della televisione e preti (ci sono anche nomi di cardinali).
I giornalisti proprio no vero?
"Questa iniziativa nasce per riportare un po' di giustizia in un paese dove ci sono persone non hanno alcun tipo di difesa rispetto agli insulti
Gli insulti... Non il fatto che per le loro convinzioni personali discrimiano altre persone...


e gli attacchi quotidiani da parte di una classe politica ipocrita e cattiva", anticipano gli attivisti sul loro sito.
E' un blog. Per fare un sito ti devi registrare, pagare il dominio, pagare qualcuno che crea l'architettura del medesimo, etc. Invece gli outinghisti anonimi  hanno usato un template già predisposto scegliendo solo uno sfondo (che non permette di leggere nemmeno le scritte dei menù...)


"Quando venne bocciata la legge sull'omofobia mi sono davvero arrabbiato e ho pensato di fare una cosa che all'estero avviene spesso  -  spiega Mancuso  -, cioè far arrivare ai giornali tramite il web i nominativi di politici non dichiarati".
Qualcuno spieghi a Mancuso come funziona l'outing all'estero...
E' il fenomeno cosiddetto dell'outing (diverso dal coming out, che avviene quando è la persona stessa a decidere di rendere noto il proprio orientamento sessuale). Un'idea che è stata "sposata" da un gruppo anonimo di ragazzi.
Perchè anonimo? E perchè solo ragazzi? La lingua italiana maschilista? Ma non aveva detto che non so solo froci? E le donne allora dove stanno?
Come rivela l'ex presidente di Arcigay: "Mi hanno scritto un'e-mail, da un account palesemente falso. Mi spiegavano di essere interessati a portare avanti l'operazione e di volerla gestire dal punto di vista informatico". A quel punto, il presidente di Equality non nasconde di essersi sentito sollevato, fondamentalmente perché le conseguenze della pubblicazione di una lista del genere preoccuperebbero il migliore degli studi legali. Nelle scorse settimane, Mancuso si era consultato con avvocati e anche con gli esperti americani della Milk Foundation (dedicata all'opera di Stuart Milk), fino a quando non si sono fatti avanti gli anonimi internauti. Dal primo contatto via e-mail, le comunicazioni tra Mancuso e il gruppo sono avvenute tramite reti protette e adottando una serie di espedienti informatici. Nessun incontro dal vivo. Anche se gli scambi sono avvenuti in lingua italiana, non si esclude che questi anonimi "giustizieri" antiomofobia possano essere italiani residenti all'estero.
A Mancuso scrivono da un account di posta palesemente falso e lui si sente sollevato?
Una questione delicata come l'outig che rischia di rivoltarsi contro chi la fa perché in ultima analisi stigmatizza l'omosessualità affidata a un gruppo di persone anonime? Che non si sono incontrate mai dal vivo? MA chi vogliono prenere in grio? Se la questione fosse davvero così illegale da indurre all'anomimato poi lo vai a dire esplicitamente?
Ma siamo sicuri che l'articolo è su Repubblica e non su Stop?

Il 23 settembre, nelle prime ore della mattina, sarà inviata un'e-mail ad alcuni giornalisti, nella quale saranno riportati i primi dieci nominativi.
Certo perchè un giornalista anche il più spregiudicato pubblica la notizia perchè gli arriva una lista anonima...
Una lista che farà tremare più di un politico, che in passato si è segnalato per le sue posizioni anti-gay. "Ora non seguo più l'operazione in prima persona  -  precisa però Mancuso  -  e sono grato a questo gruppo di aver preso il testimone di questa iniziativa, sicuramente non facile".
Vi ricordate la barzelletta? qui se l'inculamo qui ve se inculano?
La data del secondo invio  -  salvo "terremoti" legali, oltre che interventi della polizia postale  -  non è stata ancora decisa.
La polizia postale? Per l''outing di per sé o per questa ridicola macchina dell'anonimato?
Quel che è certo, è che nelle settimane passate il cellulare di Mancuso ha ricevuto non poche chiamate di "curiosità" da parte di parlamentari interessati a quella lista. Inizialmente si era parlato di cento nomi, adesso quel dato è lievitato, grazie anche a segnalazioni esterne, provenienti dallo stesso gruppo di attivisti anonimi. Che, in queste ore, si sono fatti vivi tramite il sito
E' un blooooooooogggggggg!!!!
che ospiterà la lista: "Abbiamo deciso di iniziare con questi primi dieci nomi per far comprendere chiaramente come nel Parlamento italiano viga la regola dell'ipocrisia e della discriminazione. I politici di cui conosciamo le vere identità sessuali sono molti altri, presenti in tutti i partiti, per ora ci limitiamo a pubblicare un estratto di quelli appartenenti ai partiti che hanno votato contro la legge sull'omofobia", scrivono. E promettono: "Da ora in poi quando avverranno attacchi nei confronti della comunità lgbt da parte della gerarchia cattolica, del mondo dell'informazione, della politica, ci riserveremo la facoltà di rispondere adeguatamente".

Un'iniziativa che, ci tiene a precisare Mancuso, era stata da lui concepita per portare alla luce l'ipocrisi di certi politici: "Attuare l'outing non è una vendetta emotiva, né riguarda un giudizio sulla sessualità occultata di politici, preti, giornalisti.
Aurelio se parli solo di sessualità e non di sentimenti il giudizio lo esprimi, eccome.
E' invece la proclamazione di un pensiero politico che intende smascherare quell'area politica culturale che accredita ogni giorno il fatto che l'omosessualità sia una scelta di persone con scarsi valori morali. Non ci interessa, né sarebbe moralmente concepibile scivolare nel gossip, quello che vogliamo fare è colpire tutte quelle persone che ricoprendo attualmente incarichi pubblici, utilizzando il proprio potere, offendono, discriminano le persone lgbt, alimentano scientificamente l'odio", spiegò Mancuso quando presentò la sua iniziativa.
Insomma la solita cosa all'italiana...
Peccato che l'outing sia un'altra cosa...

Per quanto riguarda il blog pessimo dal punto di vista grafico (i menù non si leggono offuscato da uno sfondo rainbow alquanto lisergico) si limita a riportare questo pessimo post.

Questa iniziativa nasce per riportare un po’ di giustizia in un paese dove ci sono persone non hanno alcun tipo di difesa rispetto agli insulti e gli attacchi quotidiani da parte di una classe politica ipocrita e cattiva. L’outing (termine che viene usato in modo sbagliato dai giornalisti italiani che sono in molti casi ignoranti e pigri) è uno strumento politico duro ma giusto. In cosa consiste: dichiarare pubblicamente la pratica omosessuale o di altre differenti sessualità di politici (single, sposati, conviventi), preti, persone note e influenti, che attraverso azioni concrete e prese di posizione offendono e discriminano le persone gay, lesbiche e transessuali. Il primo elenco che pubblichiamo, altri ne seguiranno nei prossimi mesi e anni, è composto da 10 politici. Disponiamo dei nominativi di una decina di alti prelati, di altre personalità del mondo dello spettacolo e della tv. Abbiamo deciso di iniziare con questi primi dieci nomi per far comprendere chiaramente come nel Parlamento italiano viga la regola dell’ipocrisia e della discriminazione. I politici di cui conosciamo le vere identità sessuali sono molti altri, presenti in tutti i partiti, per ora ci limitiamo a pubblicare un estratto di quelli appartenenti ai partiti che hanno votato contro la legge sull’omofobia. Da ora in poi quando avverranno attacchi nei confronti della comunità lgbt da parte della gerarchia cattolica, del mondo dell’informazione, della politica, ci riserveremo la facoltà di rispondere adeguatamente.
Post che ho commentato (sullo stesso blog) come segue.


1) manca un che nella riga 2
2) “la pratica omosessuale o di altre differenti sessualità”
L’omosessualità è solo una pratica? Non c’entrano per caso anche i sentimenti? Usate lo stesso punto di quelli cui volete far outing!
Quali altre pratiche sessuali esistono? Con differenti sessualità vi riferite forse alle persone trans?
Ma come scrivete? Come pensate???
3) “di politici (single, sposati, conviventi), preti, persone note e influenti, che attraverso azioni concrete e prese di posizione offendono e discriminano le persone gay, lesbiche e transessuali.”
Perchè non giornalisti e persone dello spettacolo?
L’outing si pratica su ogni personaggio pubblico.
Offendono? Il punto non è l’offesa!
Il punto è che queste persone dicono che l’omosessualità è una malattia, uno sbaglio, una deviazione. Queste non sono solo offese. Questa è disinformazione a scopo discriminatorio. Queste persone compiono scelte politiche contro una categoria di persone. Che c’entra l’offesa?
4) “Disponiamo dei nominativi di una decina di alti prelati, di altre personalità del mondo dello spettacolo e della tv. ”
L’outing funziona ad personam.
Si individua il comportamento discriminatorio e disinformativo di una persona e se ne rende nota l’ipocrita incoerenza rivelando che quella persona che si dichiara contro le persone omosessuali o trans (parola che nemmeno citate) va a letto e\o intrattiene relazioni sentimentali con persone del suo stesso sesso o con le persone trans (a seconda del tipo di dichiarazioni discriminatorie e disinformate lasciate).
Ribadisco. Non esiste solo il sesso…
E’ l’ipocrisia e l’incoerenza a essere denunciata non la “pratica sessuale”.
Parlare di liste che avete e che per il momento non rivelate è una minaccia moralmente inammissibile perchè vi dà un potere ricattatorio e politico che è contrario allo spirito dell’outing (che non ricatta con la minaccia di rivelare, ma rivela direttamente).
Infine non basta dire di avere degli elenchi. CI VOGLIONO LE PROVE. Quali prove avete? Quali prove presenterete? Oppure direte semplicemente che tizio e caio “sono froci”?
5) La serietà di quello che scrivete (e anche la dimensione legale talmente risicata) è talmente bassa che non ci mettete né la faccia né il nome ma vi firmate con uno pseudonimo! UN tripudio di credibilità! (se lo fate per motivi legali avreste dovuto spiegarlo. Invece minacciate, tuonate e poi bi firmate “listaouting”:
6) Le scritte laterali sul sito
cazzo ho sbagliato anch'io!
sono illeggibili. Ma a chi lo avete fatto fare a un daltonico????
Insomma le solite cose all’italiana…
Per il  momento il mio commento è in attesa di moderazione...




Vedremo questa farsa anonima come proseguirà, se non esploderà come una bolla di sapone, di pessima marca...






 


martedì 13 settembre 2011

Anche dietro le notizie frivole si cela sempre una determinata ideologia: Rita Ceccarelli e le guide turistiche gay

Sulla rete circola questa notizia: sembra che un tour operator canadese nel programmare una visita a Siena ad alcuni turisti canadesi gay, abbia chiesto che la guida che doveva accompagnarli in giro per la città fosse gay.

La notizia, riportata dal quotidiano La nazione che, per le strane alchimie della rete non sono riuscito a trovare, su La Nazione c'è un dispaccio stampa che cita La Nazione (cioè se stesso) come fonte della notizia riportata (?!?!) ha fatto irritare Rita Ceccarelli presidente dell'associazione guida turistiche della provincia di Siena la quale, secondo La Nazione ha dichiarato:

Non accettiamo prevaricazioni e difendiamo con orgoglio la nostra professionalita' che supera le nostre preferenze sessuali. 'Noi accompagniamo in giro persone di tutte le nazionalita', cultura e religione all'insegna del rispetto reciproco. Per questo censuriamo questa richiesta.
Sempre secono la Nazione la presidente avrebbe anche detto che
nonostante quella giunta a Siena sia una richiesta inedita, sempre piu' spesso si chiede che la guida sia donna e magari carina. Richieste anche queste - aggiunge - che ci rifiutiamo di assecondare.
Io non conosco i motivi per cui il tour operator ha fatto questa richiesta. Forse però il motivo è diverso da quelloche ha pensato Rita Ceccarelli.
Per lei l'omosessualità è solamente una preferenza sessuale. E una preferenza sessuale non dovrebbe influenzare la scelta di un lavoratore piuttosco che un altro. Se io sono gay poco importa se la mia guida è gay o no.
Questo partendo dal presupposto che il motivo per cui faccio questa richiesta è perchè voglio una guida come me.
Certo se io occidentale volessi una guida occidentale come me invece di una marocchina, o cinese, sarei un razzista di merda.
Ma siamo sicuri che il motivo che ha portato il tour operator a fare questo tipo di richiesta si basa sul principio di co-fratellanza?
Io sono gay e voglio una guida come me?
Che non sia una questione di stessa razza ma qualcosa di diverso, lo pensa anche Rita Ceccarelli (o La Nazione che riporta così le sue dichiarazioni), la quale pensa di dover specificare che nonostante quella giunta a Siena sia una richiesta inedita, sempre piu' spesso si chiede che la guida sia donna e magari carina insinuando che, il motivo della richiesta sia sì una preferenza sessuale, ma nella sua becera matrice maschilista.
Se sono etero la voglio bona, se sono gay lo voglio bono (e gay).
Rita Ceccarelli è sicuramente in buona fede nel lamentarsi di questa richiesta e nel vederla come una forma di discriminazione tant'è che dichiara con fierezza: Noi accompagniamo in giro persone di tutte le nazionalita', cultura e religione all'insegna del rispetto reciproco. Per questo censuriamo questa richiesta.
Nazionalità, cultura e religione. MA NON ORIENTAMENTO SESSUALE! Quello non conta perchè per Rita è solo una preferenza sessuale. E, si sa, le preferenze sessuali hanno importanza solo a letto. Mi spiace per Rita che magari non ci ha mai pensato ma questa affermazione è, purtroppo, disciminatoria.
Infatti l'omosessualtià non è una preferenza sessuale è molto di più. Indica non solo con chi faccio sesso, ma chi amo, di chi mi innamoro, con chi metto su famiglia tutti aspetti sociali che vanno ben al di là del sesso e che l'eterosessualità non solo mostra ma ci ha anche csotruito istituzioni sociali pubblciamente ricnoscoiute come il matrimonio.
Anche io gay, anche io lesbica proprio come gli e le etero, non sono omosessuale solamente a letto, ma in tutta la mia giornata e non vedo perchè devo tenre la mia omosessualità tra parentesi e liberarla solo in camera da letto.
Invece capita che le persone etero il cui orientamento sessuale è la norma e dunque non si rendono nemmeno conto di eprimere il proprio orientamento sessuale nella loro personalità tutte le volte che capita, ben fuori dalla camera da letto, accusino gay  e  lesbiche di ostentare la loro sessualità.

Torniamo alla richiesta del tour operator.
Sicuri che abbiamo pensato a tutti i motivi per cui è stato richiesto che la guida fosse gay?
Non c'è forse un motivo più semplice, più banale anche, ma forse meno esecrabile (anzi nemmeno un po') di quelli pensati finora?
Non è che forse la richiesta non riguarda l'orientamento sessuale della guida ma (ribadisco il forse, perchè non siamo a conoscenza dei motivi della richiesta) ma soltanto il fatto che la guida fosse gayfreindly?
Attenzione.
Non basta dire, come fa Rita Ceccarelli in buona fede noi accompagniamo in giro persone di tutte le nazionalita', cultura e religione all'insegna del rispetto reciproco.
Perchè nello specificare le differenze per le quali è annoverato il rispetto reciproco, l'orientamento sessuale non c'è perchè superato d'ufficio in quanto mera prefereza sessuale.
Questo vuol dire che davanti una guida non gayfriendly, nemmeno necessariamente omofoba, ma che non sa come comportarsi davanti una coppia gay, io turista gay in vacanza non posso baciarmi col mio ragazzo, o tenermici per mano  (come invece possono fare le coppie etero) senza che mi venga chiesto di non OSTENTARE la mia sessualità.
A questo non si è pensato vero?
Finchè si pretende che l'orientamento sessuale gay  e lesbico resti in camera da letto e non si esprima liberamente anche nei suoi aspetti affettivi in pubblico, socialmente, davanti a tutti, come accade per quello etero, ogni persona non gayfriendly è un potenziale oppressore degli e delle omosessuali e, dunque, un po' omofobo lo è.
Forse dunque si  è richiesta una guida gay perchè si presume che un gay sa reagire alle effusioni affettive tra perosne dello stesso sesso esattamente come un etero ragisce alle effusioni etero: non lo imbarazzano, non lo infastidiscono, non le nota nemmeno. Anzi magari fa gli auguri alal coppia in luna di miele...
C'era bisogno di chiedere una guida gay?
Certamente no.
Bastava chiedere una guida gayfriendly.
Ma in un paese con un governo omofobo, un parlamento omofobo, una chiesa omofoba come l'Italia si può comprendere l'eccesso di zelo del tour operator? Comprenderlo anche senza giutificarlo?
Probabilmente in Italia non basta una guida gayfriendly, perchè l'intera nazione non è gayfriendly. Allora ci vuole un altro gay (mi chiedo se il tour operator ha specificato solo l'orientamento sessuale o anche il sesso della guida... volva cioè un uomo gay o una perosna gay) per far sì che io turista gay proveniente da un paese come il Canada dove le persone dello stesso sesso si possono sposare e nessuno ci vede nulla di male possa farmi una vacanza senza nascondere il mio orientamento sessuale (come invece fanno tanti gay e tante lesbiche in Italia) visto che, a differenza di tanti gay itaiani, NON SONO ABITUATO A FINGERE perchè nel mio Paese nessuno si stranisce se vedono una carezza o un gesto di intimità fra due persone dello stesso sesso.

A Rita (alla quale ho mandato il link di questo post e che spero lo legga senza sentirsi attacata perchè io sto solo cercando di farle capire qualcosa che non è così facile da capire se non ci si è mai posti il problema)  mi permetto di suggerirle di seguire e far seguire a tutte le sue guide turistiche iscritte alla sua associazione un corso di gayfriendevolezza per potrer accogliere le persone omosessuali accettandole per quello che sono senza chiedere loro di relegare una parte cospicua della loro IDENTITA' sessuale, dunque non una mera preferenza sessuale non solo il sesso, ma anche l'affettività,  nella camera da letto.

Ma c'è anche un altro motivo più strettamente turistico come mi suggerisce Andrea e come ha spiegato benissimo nel post Facciamo chiarezza sule guide gay? del suo blog Queerway:
 La richiesta di una guida gay, quindi, è tutt'altro che campata in aria o dettata da chissà quale stranezza: si chiede semplicemente una guida che oltre a conoscere Piazza del Campo sappia anche, ad esempio, dove e come sono gli eventuali locali gay e gay-friendly della città e la relativa gay life.
Quello che dico è talmente vero che anche in Italia sono nati dei tour operator per coppie e persone omosessuali, che probabilmente non dovrebbero esistere perchè ogni tour operator dovrebbe essere in grado di accogliere qualunque coppia avendo le competenze necessarie per indicare loro posti e situazioni della gay life ma così non è.
Finchè la maggioranza etero pretende che le persone omosessuali non debbano essere se stesse al di fuori della sfera privata, finchè un albergatore si meraviglierà che due ragazzi chiedano una stanza col letto matrimoniale (facendo magari una battutina) finchè una guida turistica chiederà  a due ragazzi che si tengono per mano (in quanto ai limiti del grado di effusione valgono naturalmente le stesse regole di buon gusto e opportunità per le persone etero) di non farlo perchè possono imbarazzare altre persone, o lui stesso, o magari perchè intorno ci sono dei bambini, come va di moda quest'estate, ci sarà bisogno di tour operator gay e non sarà così strano chiedere una guida gay.

Gayfriendevolezza che non ha nulla a che fare con la richesta maschilista e, quella sì, inaccettabile, di chi chiede una guida bona.
Qui si chiede riconoscimento non avvenenza fisica.
Il riconoscimento di legittimità di un sentimento che ha lo stesso diritto di quello etero a mostrarsi alla luce del sole.

Sperando che presto tutte le persone etero (o gay) che vedono ostentazione in ogni carezza tra due ragazzi o due ragazze se ne facciano una ragione una volta per tutte e tacciano per sempre.

sabato 10 settembre 2011

Gay.it, solita merda spalata su un presunto gay: stavolta tocca a Will Smith

Su uno dei siti a più alto tasso di articoli omofobici tra quelli dedicati ai gay (Gay.it) ecco l'ennesimo esempio di pregiudizio maschilista  :
Di voci sulla presunta omosessualità di uno dei più famosi attori di colore ne giravano parecchie e da molto tempo, ma adesso la notizia sembra assumere contorni più chiari data la sicurezza con cui la diffondono alcuni tabloid americani che non si fanno intimorire dalle minacce di querele di Will Smith in persona.
La legge americana permette il diritto di parola a chiunque quindi non si capisce di quali querele si parlerebbe.

A quanto pare,
pettegolezzi, si dice, sembra...
infatti, l'ex principe di Bel Air sarebbe ad un passo dal divorzio dalla moglie, la bella Jada proprio per via della sua relazione gay con il rapper Trey Songz. 
Come al solito relazione sessuale o sentimentale con il rapper sarebbe più che sufficiente per la lingua italiana ma la parolina gay aumenta le possibilità che i motori di ricerca indicizzino l'articolo e giù con un uso da pruderie dell'aggettivo più gettonato della rete...
O almeno così sostiene il National Enquirer. A fare eco al settimanale, in uscita il 12 settembre in formato cartaceo, anche Star e Touch Weekly.

Un matriomonio di facciata, dunque, quello tra Smith e la moglie, come ne abbiamo visti tanti e chissà quanti altri ne verranno alla luce.
Perché matrimonio di facciata? Perché se un uomo sposato va con un altro uomo il suo matrimonio diventa improvvisamente fasullo? Non esiste forse la bisessualità?  Solo un bieco maschilismo vede un uomo che goes both ways un gay e basta magari in una forma di revanchismo gay che è profondamente omofobo perchè vede l'omosessualità come assoluta e incompatibile con l'eterosessualità, propri come pensano gli avversori del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Jada, però, a quanto pare si è già consolata, ammesso che non lo sapesse già da tempo, tra le braccia dell'exmarito di Jennifer Lopez Marc Anthony.
Ma è un matrimoni di facciata o no? O può esistere un matrimonio di facciata senza che la coniuge ne sia al corrente? Dunque non facevano mai sesso Will e Jada? O lui faceva sesso con Jada ma fingeva? Il delirio di questi pettegolezzi da shampiste non conosce limiti. Ma finché articoli di questo tono troveranno spazio su un sito dedicato ai gay con quale faccia possiamo criticare e le dichiarazioni, per esempio, di Giovan ardi? Perché lui non può usare certi "valori" e noi sì?

La lotta all'omofobia si svolge su due fronti, uno esterno e uno interno al movimento e con articoli di questa levatura rischiamo di perdere entrambe le guerre...


mercoledì 7 settembre 2011

prossimamente su elementidicritica

Data l'abnormità del post sulla river scala, ma data l'importanza degli argomenti ivi sollevati, nei prossimi giorni dedicherò un singolo post ad ogni issue trattata nel mega post, sperando così di rendere più leggibile quella sorta di bibbia che ne è uscita fuori...

domenica 4 settembre 2011

Chieste le dimissioni di Daniele Vanni conduttore e direttore della testata

Durante l'edizione di lunedì 29 agosto di "Dì Lucca", un telegiornale locale che si occupa di notizie della piana lucchese e che va in onda sul digitale terrestre e sul web, il conduttore e direttore della testata Daniele Vanni, dopo aver dato notizia del concorso di Miss Italia che si svolgerà a Montecatini, ha detto che pur avendo data notizia del concorso Miss Trans Italia Mi rifiuto di passare le immagini, pur avendole, così come abbiamo fatto per Mister Gay Italia continuando Se era ingiusto vessare schernire o tenere chiusi in casa i diversi, anche gli omosessuali, a me sembra eccessivo il Gay Pride oppure farci sopra dei concorsi di bellezza concludendo che Torre del Lago da questo punto di vista, sta diventando un problema di ordine pubblico. Ma forse non ce ne accorgiamo.



A seguito dell'indignazione generale dilagata in primis sulla rete (gay.it dove delle dichiarazioni di Vanni è stata data prima notizia), poi giunta fino a Repubblica e ad alcune testate locali e anche fuori dai patri confini Giovedì 1 settembre è comparsa un'intervista su loschermo.it nella quale, in pieno stile italiota, Vanni ha detto di essere stato frainteso.
Sempre il 1 settembre la proprietà dell'emittente sul sito ufficiale della rete ha rilasciato un comunicato nel quale si dissocia dalle dichiarazioni di Vanni e ne chiede le dimissioni.
Lucca, 1 settembre 2011
Oggetto: Comunicato tratto dalla rassegna stampa del 1 settembre ’11
Questo il comunicato letto questa mattina in apertura della rassegna stampa a nome della totalità della proprietà di questa emittente.
La posizione espressa dal sig. Daniele Vanni nel Tg di lunedi sera 29 agosto 2011 in merito alle manifestazioni Miss Italia Trans e Miss Gay Italia, è totalmente estranea alla linea editoriale di questa emittente, che sino ad oggi ha sempre rispettato qualunque posizione di natura politica, religiosa e sessuale.
La proprietà di questa emittente, all’unanimità, ha deciso di chiedere al sig. Vanni, per le sue dichiarazioni, le scuse pubbliche e contemporaneamente le immediate e irrevocabili dimissioni dal Suo incarico, ritenendo intollerabile nella forma e nel contenuto i giudizi espressi nei confronti delle manifestazioni sopracitate. La redazione e tutti i dipendenti di questa emittente si dissociano da tali posizioni e si scusano se tutti i giudizi espressi, dei quali erano totalmente all’oscuro, possano aver creato un danno ad una comunità che tanto si è impegnata per combattere ogni pregiudizio e discriminazione di orientamento sessuale.
Il comunicato è stato letto durante l'edizione mattutina del tg.

sabato 3 settembre 2011

L'ABSTRACT di Riverblog, la scala Kinsey e i diversi modi di vedere etero e gay

Cortesie per i lettori.

Data l'enormità del post precedente, anche per rendere più agevole la discussione che mi auguro sarà serratissima, pubblico l'abstract del post precedente,  individuando alcuni punti di rottura rispetto le idee classiche su etero e omosessualità espresse pienamente nella river-scala (che stavolta darò per scontata, se non l'avete ancora letta potete farlo cliccando qui).


CAVE CANEM: quando dico che le considerazioni della river-scala sono maschiliste non voglio insinuare che River sia maschilista ma che certi strumenti critici che usiamo, certe parole del nostro linguaggio quotidiano, sono nostro malgrado intrise di maschilismo e che non potendo essere emendate vanno radicalmente ripensate.



Tra l'essere puramente eterosessuali e l'essere puramente omosessuali ci sono tutta una serie di posizioni intermedie di preferenza per l'uno, l'altro o entrambi i sessi.

Parlando di orientamento sessuale non si parla solo di attrazione per persone del proprio o dell'altro sesso.

Non si è solamente attratti - immagine che implica una certa mancanza di volontà di partecipazione.
Non è che mi piacciono tutti gli uomini solo perché io sono gay, mi piacciono determinati uomini e in questa professione di gusto esprimo la mia individualità.
Altrimenti cadiamo nell'equivoco maschilista del belle o brutte se le famo tutte.

In quanto gay quel che ci piace di un uomo non è solo il fatto che sia portatore di cazzo. Questo modo di vedere è maschilista e guarda alle persone considerando la parte (sessuale) per il tutto.

Insomma non siamo attratti dagli uomini tutti allo stesso modo solamente perchè gay.

Bisogna ricordare che la categoria omosessuale non indica un comune modo di vedere o di sentire ma il mero orientamento sessuale che non ci accomuna più di quanto non accomuna tutti gli eterosessuali.

Nella definizione di omosessualità come attrazione per le persone dello stesso sesso manca poi una parte della mela.
Come omosessuali e eterosessuali non solo ci piacciono persone di un determinato sesso ma vogliamo anche essere piaciuti da loro.

A me piacciono i ragazzi e mi piace essere piaciuto da loro.

Una considerazione abbastanza banale ma che non entra mai nell'equazione definitoria dell'orientamento sessuale e che, tra l'altro, apre un portone di comprensione per il trasgenderismo sottolineando non solo come ci si sente ma anche se non soprattutto come si vuole essere percepiti dalla società, visti dagli altri, desiderati in quanto persone sessuate.
Anche se sono biologicamente donna voglio modificare il mio corpo e adeguarlo all'aspetto maschile non solo o non tanto perchè mi sento uomo ma anche e soprattutto perchè voglio essere desiderato dagli altri come uomo.


L'orientamento sessuale non indica solamente un comportamento sessuale (con chi faccio sesso) o delle pratiche sessuali, anche se il luogo comune sembra sussumere i rapporti sessuali gay al coito anale.
L'orientamento sessuale indica anche l'affettività (di chi mi innamoro), con chi decido di legarmi sentimentalmente, e la socialità, mettere su famiglia, fare dei figli, fare un progetto di vita insieme.


3) Il primo a parlare di una scala è stato Kinsey che però partiva da una constatazione di principio un po più profonda di quella usata nella river scala.

Kinsey ammette che la scala è solo una sistematizzazione tassonomica di quello che è un continuum dell'essere umano, che serve solo per catalogare comportamenti sessuali.
Chi fa cosa e con chi.

La river-Scala invece è normativa oltre che descrittiva.
Non dice solo come si comporta chi appartiene a un suo determinato grado ma cerca anche di spiegare com'è la persona che occupa quel gradino della scala.
Kinsey si limita a descrivere la River scala, invece, giudica. 



Basta andare a letto con un uomo per essere definiti gay?

Sono possibili entrambe le risposte.

se con l'aggettivo gay ci riferiamo solamente al comportamento sessuale,  

no se con il sostantivo gay ci riferiamo a un modo di vivere, che va ben al di là della sfera sessuale ma comprende anche quella sentimentale e quella sociale in generale (fare una famiglia, fare dei figli, militare nella comunità glbt, etc.).

Molti gay e molte lesbiche oggi chiedono un riconoscimento sociale (matrimoni, adozioni, unioni civili, diritti) ai quali sorprendentemente la società risponde commentando che non c'è bisogno del riconoscimento sociale per un fatto privato come quello sessuale che si consuma fra le lenzuola del proprio letto.

Se l'omosessualità è solo un fatto di sesso perchè dobbiamo ostentarla e parlarne in pubblico?
Il problema è che l'omosessualità non è solamente sesso ma è vita: è sentimento, è famiglia, è legame, e costruire qualcosa insieme proprio come fanno le coppie etero la cui unione ha rilevanza pubblica nel matrimonio tanto da contemplare delle pubblicazioni una cerimonia e un banchetto di nozze.
Insomma chi vuole relegare l'omosessualità alla pura sfera del sesso e dunque nell'intimità del boudoir compie lo stesso errore di chi pensa che un gay cerchi un cazzo e si debba poi tenere anche la persona che ci sta attaccata dietro...
La vera issue del movimento di oggi è proprio questa (come viene contemplato nella river scala nel suo grado 0, omosessuale puro: Se ama, vuole mostrare a tutti il suo amore per la persona che ha accanto, anche in pubblico).

Gi studi psicoanalitici e psicoterapeutici oggi distinguono all'interno dell'orientamento sessuale diversi aspetti:

Comportamento sessuale (con chi ho rapporti sessuali).
Attrazione sessuale (chi desidero).
Fantasie sessuali (con chi immagino di.)
Preferenza affettiva (di chi mi innamoro).
Autodefinizione (mi considero eterosessuale omosesuale o bisessuale)

Questi strumenti definitori permettono di comprendere meglio il comportamento sessuale delle persone.
Per esempio l'eterosessuale attivo che la river scala considera omofobo perchè non si considera gay è un uomo che ha un comportamento omosessuale ma si percepisce etero e non tanto per questione di pratiche sessuali adottate ma perchè con gli uomini ci fa sesso e basta e non penserebbe mai di lasciarsi coinvolgere sentimentalmente.
Ci sembra un comportamento ipocrita, di chi non accetta in toto la propria parte omosessuale. Magari in qualche caso è davvero così, ma perché non contemplare la possibilità che questo sia legittimo e non tradisca per forza un gay represso?

Guarda caso non ci sembra strano quando un uomo si comporta come predatore con le donne... non lo si critica certo di non accettare in toto la propria eterosessualità.
Questo perché gli stereotipi di genere danno peso diverso a comportamenti omologhi....


Rispetto le coordinate etero/omo - con un passaggio centrale di uguale compresenza bisex, come nella scala Kinsey, la river-scala è sbilanciata a favore degli etero.

Delle 17 categorie ben 9 sono dedicate agli etero (da 100 a 55) una centrale - a quota 50 - alla bisessualità e solamente 7 sono dedicate ai gay.
Delle sette categorie gay solo 5 impiegano la parola omosessuale nel loro nome  mentre due delle 7 sono dedicate ancora agli etero (che salgono a quota 10) e una ai bisex (che salgono a quota 2) facendo scendere il numero di voci esplicitamente dedicate agli omosessuali a 5.

A differenza della scala kinsey che ha un mero valore statistico, sottolineando il continuum di questi comportamenti, la river-scala invece è un catalogo morale che dà peso diverso a comportamenti omologhi a seconda se questi avvengano in un contesto a prevalenza etero o in un contesto a prevalenza omo.

Se la presenza timida di comportamenti omosessuali nella fascia etero inficia l'eterosessualità secondo graduatorie e classificazioni che - vedremo - sono discontinue e  arbitrarie,  la presenza residua  di eterosessualità nella fascia dei comportamenti omosessuali (residua perchè la scala parte dall'eterosessualità pura e permane fino all'ultimo grado, per scomparire a quello zero dell'omosessualità pura) è interpretata come sintomo di resistenza ad abbracciare la propria omosessualità.

Questo perchè la bisessualità che è quel contenitore ombrello nel quale convivono secondo Kinsey la maggior parte degli uomini che hanno rapporti sessuali e sentimentali con entrambi i sessi in percentuali variabili che a loro volta variano nel tempo...) nella river scala non ha pari dignità dell'eterosessualità e dell'omosessualità pure e viene anch'essa interpretata come ipocrisia, degli etero e dei gay che non vogliono accettare la propria omosessualità.


Tra le categorie che descrivono gli etero e quelle che descrivono i gay non c'è corrispondenza alcuna, segno evidente che la river-scala non è descrittiva ma giudicativa. Direi di più. Prescrittiva.


La river scala individua il maschio etero puro (lo chiama purissimo) e poi individua quei comportamenti sessuali che tradiscono una componente omosessuale variabilmente presente che aumenta man mano che scendiamo verso l'omosessualità.

Ma non tutto in questo percorso funziona...

L'unica posizione davvero accettabile nella river scala sembra essere quella di Omosessuale puro. L'unica per la quale non sembrano esserci critiche di sorta mentre nelle altre definizioni si spendono sempre parole per cercare di puntualizzare, analizzare, criticare.

Mentre all'eterosessuale si riconosce la non omofobia concedendogli la mancanza di pulsioni omosessuali con un tono di tolleranza  E’ certo (...) di non essere attratto dagli uomini. E' certo lui, l'etero purissimo, non la river scala nella quale il sospetto rimane sempre potenzialmente presente, nel caso dell'omosessuale la mancanza della sua parte etero non viene tollerata ma considerata come del tutto naturale e congeniale alla categoria Lui è gay. Punto.

Insomma in tutta la river-scala c'è un (pre)giudizio implicito che tradisce una preferenza (magari nemmeno troppo consapevole) del compilatore per l'omosessualità, per ...simpatia empatica di chi, come lui, ama solamente gli uomini e vede in tutti gli uomini anche quelli che presentano una minima propensione all'omoerotismo, nell'omosessualità presente il sintomo da un lato di una diseterizzazione (=si è meno etero) dall'altro, quando l'eterosessualità è la propensione di minoranza, il sintomo di una repressione, di una mancanza di coraggio di abbracciare l'omosessualità pura.
Tranne l'etero purissimo e l'etero semipuro  in tutte le altre categorie l'omosessualità insorge e scalza via via l'eterosessualità la prima essendo incompatibile con la seconda e viceversa.


All'omosessuale puro la River scala attribuisce un solido orrore per i rapporti sessuali con le donne.

Sembra quasi che non basti l'interesse sessual sentimentale per gli uomini a definire l'omosessualità maschile ma che questo interesse debba avere come fondamenta una feroce esclusione delle donne, che fanno addirittura orrore.


Si badi bene che qui l'orrore non è una paura di scoprire in sé pulsioni eterosessuali (come succede ad alcuni etero che avversano l'omosessualità perché temono di scoprire in loro pulsioni simili) ma proprio orrore per i rapporti sessuali col sesso femminile.

La donna viene per così dire vista tutta patata: non mi interessa la fica, la donna ha la fica, quindi non mi interessa la donna, tipico sillogismo maschilista e misogino.

In questo molti gay sanno essere doppiamente maschilisti perchè nel momento in cui  suggellano la passione comune per gli uomini si strizzano l'occhio l'un l'altro ribadendo l'esclusione della donna che è - come minimo - pleonastica visto che l'oggetto di scelta omosessuale maschile di fatto le ha già bandite.

Nel ribadire l'orrore per il sesso con le donne si crea uno spirito di corpo che travalica l'attrazione per l'uomo, equiparando (costruendo, rendendo paradigmatico) l'omoerotismo maschile al disgusto per il sesso con le donne.
In questo senso possiamo vedere questa misoginia gaia come una forma di separatismo maschile, dal sesso opposto femminile, omosessuale ma non solo (quello gay è un corollario del separatismo maschilista degli uomini etero che considerano solo altri uomini come loro pari - vedi oltre-.)

Dovremmo ricordarcene ogni volta che critichiamo il separatismo lesbo-femminista...

Non ci deve confondere il fatto che molti gay sono (si dichiarano) amici delle donne.

Qui sto parlando del fatto che un uomo gay al solo pensiero di considerare una donna come oggetto di pulsione sessuale se ne ritrae con orrore: è questa esclusione, cioè l'esclusione della possibilità di fare sesso con lei, che esplicita quella misogina presente in segno opposto tra i maschi etero che, invece, vorrebbero infilare ogni donna.
Volerle infilare tutte o non volerne infilare nessuna sono due modi speculari per considerare le donne, tutte le donne, solo dal punto di vista sessuale, ignorando il fatto che le donne siano individui, cioè persone.

La cosa triste è che molti pregiudizi sull'omosessuale maschio si basano proprio su questa generalizzazione.
Se sei gay odi le donne e ti fanno schifo o paura.

Questo eterosessuale purissimo della river scala è un uomo che ha difficoltà a viversi la propria potenziale omosessualità (intendo per potenziale la pura possibilità, il fatto che potrebbe succedergli di avere un rapporto sessuale con un altro uomo).

Io invece credo che l'eterosessuale puro sia quello al quale l'omosessualità è indifferente...

Non gli dà fastidio, non la cerca e nemmeno la evita, perchè sa che - anche se andasse a letto con un uomo (e una qualche esperienza, per quanto blanda, anche se solo in età adolescenziale, gli è quasi sicuramente capitata) - questo non cambierebbe le sue preferenze sessuali.

Un etero convinto non è imbarazzato dai gay perchè sa che loro non possono tentarlo, né fargli cambiare idea...

Forse più che purissimo quello che sto descrivendo io è l'eterosessuale libero.
Libero dal pregiudizio omofobico, ma libero anche dal maschilismo.

A questo eterosessuale corrisponde nella mia scala ideale l'omosessuale (maschile) puro, quello che non odia le donne, non gli fanno schifo, non ne ha paura e per le quali è - al massimo- sessualmente indifferente.

Nella concezione maschilistica della river-scala l'eterosessualità è invece anche e sempre professione di non omosessualità.

Il maschilismo infatti, come vedremo, è talmente fobico nei confronti dell'omosessualità  che il maschio etero deve stare attento in ogni momento a non sembrare gay facendo cose da gay.


Così mentre le nuove generazioni di etero si sono in qualche modo liberate dal maschilismo,  mentre calciatori e atleti pubblicizzano prodotti per la cosmesi maschile (che costano mediamente un 30% in più di quelli analoghi femminili dal colorante per i capelli alla crema idratante e antifatica) c'è chi ancora crede che l'etero purissimo è tale perchè non andrebbe mai con un uomo. 

E non gli etero ma i gay (e alcune donne) più ancorati ai vecchi parametri maschilistici considerano l'uomo con le sopracciglia curate meno virile. 


Né ubriaco, né per soldi, neanche in preda a qualche raptus. Non basta professare un interesse per le donne, va negato l'interesse per gli uomini, estirpato a qualunque costo, in qualunque caso e in qualuque circostanza, arrivando anche a ipotecarsi il futuro.

Un etero così proiettato a negare ogni traccia di omosessualità in lui è costretto a farlo perchè sa che il maschilismo su cui si basano i suoi valori nei rapporti interpersonali lo vedono pesantemente sbilanciato verso altri maschi come lui, considerati gli unici interlocutori degni di considerazione (con l'unica eccezione del sesso beninteso), ebbene questo maschilismo verrebbe cortocircuitato se la simbolica parità tra maschi (sociale, valoriale e culturale in senso antropologico) diventasse concreta possibilità di fare sesso o (peggio) di lasciarsi coinvolgere affettivamente.


Una cosa è certa, in questa scala dall'etero all'omosessualità basta anche solo un pensiero gaio per fare di un etero un gay.
Così come aveva già notato Kinsey più di 60 anni fa:  
Dappertutto nella nostra società si ha tendenza a considerare "omosessuale" un individuo di cui si sappia che ha avuto anche una sola esperienza con un altro individuo del suo stesso sesso.
(ALFRED C. KINSEY, WARDELL B. POMEROY e CLYDE E. MARTIN op cit. pp527-528)

Molti giovani eterosessuali di oggi, di quelli per intenderci che vanno al Gay Village, si pascono di essere oggetto di desiderio anche di uomini (a me me se vonno fa donne e omini). Gli etero che considerano una offesa la corte di un altro uomo hanno forse l'età (e la mentalità) di Giovanardi...

Non solo l'etero purissimo ma anche il semipuro non hanno avuto interazioni sessuali con altri uomini. Corrisponderebbero entrambi alla scala 0 di Kinsey.

Mi sfugge il criterio classificatorio che fa di questo uomo - che non ha mai avuto rapporti gay come il precedente ma che è più infastidito del precedente dell'eventualità di tali rapporti, un etero meno puro.

Se l'eterosessualità deve solamente indicare l'attrazione fisica (come la definisce River nell'introduzione) di un uomo per l'altro sesso, questi due etero non si differenziano in nulla se non nell'assenza dell'omofobia nel purissimo la cui mancanza lo rende più etero di quello omofobico.
Continua però a sfuggirmi il perchè...

La river scala non ci dà spiegazioni. 

Provo ad azzardare due possibili risposte.

1) L'etero non omofobo è etero al 100% perchè l'omofobia cela sempre una voglia di cazzo repressa.

Secondo questo ragionamento se sei così palesemente antigay (antitrans) in fondo in fondo è perchè ti piace.

E' un'idea morbosa tutta incentrata sul pettegolezzo (li critica ma lo è anche lui...).
Basta pensare di applicarla in altri campi (oltre quello sessuale) per dimostrarne l'infondatezza:
di un Vegano fanaticamente contro la mattanza degli animali nessuno penserebbe mai che è un carnivoro represso;
l'accanito, reiterato, generico anticomunismo di Berlusconi non ne fa segretamente un comunista.

Vero è che se un etero è imbarazzato o infastidito dall'omosessualità è perchè non avendo una forte identità sessuale (in un periodo storico in cui certi stereotipi di genere maschile sono stai messi in discussione dal femminismo e non solo) certi uomini possono temere di scoprire in se stessi quel che vedono negli altri.
Ma questo timore non nasce da consapevole o inconscia omosessualità repressa. Non si evita qualcosa che si ha e si nega  si teme solo di scoprire in sé la benche minima pulsione omosessuale. Ora siccome tutti abbiamo anche pulsioni omosessuali e la società stigmatizza qualunque segno esteriore presunto indicatore di omosessualità, certi uomini posso entrare in crisi.

L'etero puro come il gay puro non sono quelli che non hanno in se nessuna componente dell'altro orientamento sessuale ma sono quelli così in pace con se stessi che pur se ne scoprissero (come capita o può capitare) una minima parte gaia o etero in loro non entrerebbero in crisi perchè sanno bene cosa vogliono.
Se è vero infatti che non scegliamo di essere gay come non scegliamo di essere bisex o etero, possiamo pero decidere di vivere bene o male il nsotro orientamento sessuale.
E temo che la river scala col suo patriarcale determinismo esclusivistico oppositorio etero/gay non aiuti nè i gay che hanno deciso di coltivare quel po di eterosessualità che c'è in loro propri come a un etero non è concessa la benché minima dose di omosessualità che non li trasformi in gay puri. Chi in nome di una percentuale per quanto bassa di omosessualità si ostina ad esercitare l'eterosessualità è un gay che dissimula.

Se questa idea funziona col sesso è perchè si basa sul concetto patriarcal-maschilista della persona sessualmente repressa.
Così le femministe che criticano il comportamento misogino degli uomini in realtà sono affamate di cazzo (scopano poco), le lesbiche sono tali perchè non hanno conosciuto un uomo che abbia fatto apprezzare loro come si deve il cazzo, un uomo che parla sempre male dei gay in realtà reprime una segreta voglia di cazzo, anche perchè, come si dice (maschilisticamente) la fica piace a molti il cazzo piace a tutti...


2) Un etero che non vuole saperne di rapporti gay è un etero purissimo perchè è più appetibile come oggetto di desiderio per un altro uomo (gay  o bisex) di un etero che, almeno un pochino, voglia ce l'ha.
Come già detto per il maschilismo  basta un sospetto minimo per fare del più grande sciupafemmine un checcone della prima ora.
E secondo una mentalità maschilista diffusissima anche tra certi gay a loro piace il maschio non altri gay che non sono percepiti come maschi ma come sorelle, come femmine.

Insomma invece di destituire i concetti di maschio e femmina così concepiti li si riproduce anche in campo omosessuale con buona pace del femminismo che ha lavorato tanto in questa direzione.



L'ano lo abbiamo tutti, uomini e donne, etero e gay (e lesbiche), e considerare la stimolazione anale (per giunta con un oggetto non con l'organo sessuale maschile) passivizzante è una forma di maschilismo puro.


Secondo questa mentalità maschilista l'interdizione al piacere anale riguarda solo gli uomini etero e non le donne perchè la donna, che lo prende comunque in fica, è già femmina là.


D'altronde è sempre maschilista pensare all'omosessualità maschile esclusivamente in termini si coito anale mentre tra due uomini che fanno sesso non c'è un attivo e un passivo proprio come non ci sono un maschio e una femmina (quante volte ci siamo sentiti chiedere chi fa la femmina?) che sono due categorie ingombranti per qualunque attivista omosessuale visto che derivano dal patriarcato maschilista eterosessista.

L'antropologa culturale Ida Magli nel suo splendido La sessualità maschile a proposito di queste due categorie osserva:
Il concetto stesso di «passività» nasce da quell'origine dell'atto proiettivo del Pene di cui ci siamo già occupati e che, proprio in quanto «stabilisce» l'esistenza di un «oggetto», quello sul quale viene proiettata l'orina o lo sperma, lo definisce anche come «passivo». Ma, in realtà, nello scambio amoroso non esiste fra i partners chi è attivo e chi è passivo, dato che, in definitiva, il raggiungimento dell'orgasmo avviene per una forma di masturbazione (che potrebbe anche dirsi «reciproca» se questo termine non comportasse il pericolo di reintrodurre il concetto di attivo e di passivo) quali che siano i modi per cui vi si giunge. (...) Di fatto, in qualsiasi forma di masturbazione, è indispensabile la volontà e lo sforzo di partecipazione all'orgasmo da parte di colui che sembra subirla e, di conseguenza, i partners possono essere considerati ambedue attivi, sempre che sì voglia mantenere questa distinzione che di per sé non è affatto necessaria. È il sistema dualistico del pensiero, costruito su categorie oppositive, che rende concettualmente ovvia questa distinzione, così come è ovvia l'analogia primaria fra attività-mascolinità e femminilità-passività.
(Ida Magli La sessualità Maschile Mondadori, Milano 1989 pp. 142-143)
Un etero che usa oggetti per stimolare e cercare il proprio piacere anale, da solo o con la partner, è un etero libero di usare il proprio corpo e condividere il piacere che questo gli procura con le donne.

Nessun gay represso all'orizzonte, sempre e solo un etero, privo dei pregiudizi di chi lo vuole considerare un etero meno puro perchè usa il piacere anale.


Il pregiudizio maschilsista vede omosessualità (cioè scarsa virilità e - si sa - la virilità la si esplica solo con le donne) dappertutto... come nella barzelletta che fa del don giovanni  che dopo 98 scopate consecutive con donne fa cilecca  un frocio.

E' chiaro che questo pregiudizio si basa su una visione distorta della sessualità e dell'anatomia umana scippando l'ano e il piacere erotico della sua stimolazione (che come ricorda Jack Morin non significa necessariamente "coito") alle donne e agli uomini etero e relegandola (regalandola) solamente agli omosessuali.

iccome il maSschilismo riconosce come interlocutore alla pari di un uomo solo un altro uomo come lui, è ovvio che l'omosessualità - che cortocircuiterebbe a livello concreto quel che nel maschilismo rimane a livello simbolico -  è esclusa e tabuizzata.

Così anche nel maschilismo in versione gaia si vedono segni di omosessualità in tutta una serie di comportamenti tra maschi.
mentre gli etero (quelli da me definiti liberi) si concedono tutta una serie di libertà che non minacciano la loro eterosessualità, né la propria virilità, concedendosi occhiate ai membri dei compagni di sport - perchè il confronto sulle dimensioni è un issue squisitamente maschile, virile, ed etero-, dedicandosi a pacche abbracci e addirittura baci appassionati sul campo da calcio (recentemente vietati e poi riammessi) perchè non denunciano una latente voglia di maschio ma sono innocenti, amichevoli e sani contatti camerateschi tra uomin, il gay maschilista (e l'etero omofobico) vede in questi atteggiamenti un indice di sospetta omosessualità e - dato che solo il maschio etero purissimo è escluso da ogni sospetto di omosessualità - questi etero  semi puri, oggettisti o sportivi sono meno etero degli etero purissimi e dunque un po' gay.

Guai a leggere un gesto d'affetto e tenerezza tra due uomini esclusivamente in chiave gay. E' sempre omofobia poco importa se dopo aver catalogato l'atto come omosessuale si reagisce dicendo che carini piuttosto di che schifo.

Pensare che se un uomo guarda il pisello di un altro è meno etero di chi non lo fa si basa sullo stesso principio maschilista che vuole che se un uomo non si passa la mano sul pacco ogni fica che vede non gli piacciono le donne... 

Molti escort sono etero, e sono etero nel senso che hanno la ragazza con la quale mettono su famiglia e magari fanno anche dei figli. Se vanno a letto con gli uomini, lo fanno solo per sesso (oltre che per i soldi) e non penserebbero mai di farsi una storia con loro. Non ho mai conosciuto un escort attivo (per usare le categorie usate nella river scala) che abbia declinato una scopata preferendogli una pompa. Casomai è vero il contrario.

Evidentemente io e River avremo conosciuto escort diversi...


Non è affatto vero che tutti gli escort etero sono attivi come ampiamente documentato nel film documentario Die Jungs Vom Bahnhof Zoo (Germania, 2011) di Rosa von Praunheim.



L'ambivalenza (l'ambiguità) di fono della river scala sta nel continuo oscillare tra due usi semantici diversi della parola eterosessuale: tra quello descrittivo (con chi si fa sesso) e quello  ontologico (che tipo di persona è) ogni volta che individuandone i presupposti di quel comportamento questi presupposti vengono criticati o derisi.

Gli etero a pagamento e quelli orgiastici sono degli etero che fanno anche sesso con uomini senza rimanerne emotivamente coinvolti.
Gay assicurati per la visone maschilistica e dualistica del mondo ma forse un po' poco per fare dii questi bisessuali dei veri e propri gay. 

La river scala ha il pallino del coito anale come molti altri uomini quando pensano all'omosessualità come se tutta la sessualità gay si definisca e si concluda nel coito anale...


Se per omosessuale si intende un uomo che ha voglia di cazzo (voglia di prenderlo in culo), poco importa se la persona che lo porta ha le tette e si comporta come una donna, allora sicuramente gli uomini che vanno con LE trans sono gay.

Ma c'è un pregiudizio di fondo in questa convinzione.
E anche un errore logico.

In quanto gay un uomo cerca un altro uomo come lui, più o meno virile, più o meno palestrato, ma cerca sempre un uomo, non un travestito né tantomeno UNA donna trans (che, lo dice la rive scala stessa, è più femminile).

Così come si patatizza la donna in questo caso si confonde il membro maschile con il genere maschile.
A un gay non piace l'uomo perchè portatore di cazzo ma piace l'uomo in tutto il suo aspetto, in tutta la sua identità sessuale, che non è data solo dall'uccello che ha tra le gambe ma da tutta una serie di peculiarità e atteggiamenti psicologici e potenzialità maschilisticamente e sessisticamente determinate ma sempre riconosciute come tali.

Insomma se a un gay piacciono gli uomini come si fa dire che gli uomini che vanno con persone che a diversi livelli di completezza sono\hanno un sembiante femminile che sono gay?

Sono due categorie diverse che identificano due comportamenti sessuali diversi...
Non li si può mettere nella stessa casella...

Infine, e di nuovo, se un etero si fa penetrare da una donna con un oggetto o ...col suo cazzo è gay.
Un po' troppo largo (ehm) come concetto di omosessualità. Mette insieme comportamenti distinti e distinguibili.

Se l'eterosessuale orgiastico (che ha un quoziente di 65) non usa la penetrazione anale si farà fare allora bocchini come l'etero a pagamento (che ha però un quoziente 80).
Allora cos'è che fa avere a questo eterosessuale orgiastico un quoziente di solo 65?

Qual è il discrimine?

Dunque  l'eterosessuale a pagamento - che secondo River fa solo l'attivo - e che - sempre secondo River  - si fa solo spompinare ma non incula ha 80 come quoziente mentre l'etero che fa entrambe le cose, sempre da attivo, MA NON SI FA PAGARE ha 20 punti in meno di eterosessualità.

Evidentemente  nella river-scala un etero che scopa coi maschi per soldi è meno gay di un etero che ci scopa gratis (ignorando che per molti ragazzi sono eccitati proprio dall'idea di essere pagati).
Dopo il denaro gli elementi che tengono più alti i punto di eterosessualità sono l'oralità (considerata evidentemente una forma di sessualità minore e meno completa, meno gay) e l'essere attivi (per l'ovvio discorso che il gay è ricettivo passivo femmina).

Concetti ipermaschilisti che definiscono il comportamento sessuale degli uomini non già in base all'oggetto di investimento libidico ma in base a una serie di valori e (pre)giudizi assoluti e indiscutibili dai quali l'aura di eterosessualità purissima ha la potenza del nume.
Siamo arrivati a 55 molto vicini a metà tra 100 e 0 a quella che, nella scala Kinsey, sarebbe la bisessualità pura.

Ma per la river scala se questi ragazzi giovanissimi vanno anche con altri ragazzi lo fanno perchè sono (almeno un po') bisessuali ma perchè in crisi di astinenza (un modo molto maschilista di vedere la fisiologia del sesso del maschio se non lo infilo in un buco adesso qualsiasi sto male).
Un vero e proprio bisessualicidio.

Tranne l'etero oggettistico che ha indice 90 e l'etero travesto/trans che è a volte passivo e ha un quoziente di 70 tutti gli etero finora visti fin qui sono attivi.
Più che la scala da etero a gay mi sembra la scala da attivo a passivo.

Ed ecco la fine di quel che rimane dell'eterosessualità che per la scala di valori maschilsiti è bella e rovinata dall'omosessualità sempre più incombente e che dunque si esercita come un goffo tentativo di essere quel che non si è...
Proprio come per l'etero col vizietto... Solo che qui è il gay ad avere il vizietto...

Il suo fare sesso con le donne è sminuito perchè il gay aspirante bisex tocca solo qualche tetta non scopa in fica...

Stessa mentalità di chi dice che l'unica forma di sesso vera è il coito mentre tutto il resto non è scopare.
Infatti  nella river scala l'etero che si fa fare bocchini da un uomo ma non incula è più etero di quello che incula, perchè fa un sesso minore, meno completo.


La bisessualità non viene presa sul serio, serve solo per illudersi o fare contenti mamma e papà.

Una nomenclatura che - dando alle parole un significato forte - potrebbe arrivare a dire - al contrario della river scala - che un etero che scopa con gli uomini ma non ci crea una relazione è meno gay di un bisex che invece si fa storie (non solo di sesso) con entrambi i sessi. Tornerò su questo punto.

La River scala dà al bisex che preferisce gli uomini un quoziente di 40 ma non contempla proprio il bisex che preferisce le donne (che, per specularità classificatoria si dovrebbe trovare a 60).
Mette invece a 55 l'etero ormonale... quello del do cojo cojo che, tecnicamente, è anche lui un bisex puro...

La River-scala  non sembra dare dignità alcuna alla bisessualità prendendola in considerazione solo nella parte gay nella casistica (da 50 in giù) e non in quella etero...

Come fa un uomo a fingere un'erezione? E se gli si rizza non è perchè un minimo almeno gode e dunque non è un etero di facciata ma un bisex 90\10?
Cosa vuol dire fingere di godere? Per chi finge, per la donna o per gli altri? Ma chi altri saprà mai - oltre se stesso e la donna - se ha goduto o no?

Qui i pregiudizi e i cliché si sovrappongono e si fanno davvero ridicoli.
Come prova dell'omosessualità si produce la frequentazione delle chat;
la non dichiaratezza fa della perosna in esame una persona repressa.
Come ulteriore riprova di omosesualità c'è l'affermazione che con le donne non andrebbe (il che vuol dire che non ci è mai stato) classico stereotipo maschilista che dubita dell'orientamento sessuale se un uomo non lo vuole infilare dappertutto e a ogni donna...
Se anche ha una donna accanto è solo di facciata.
Dulcis in fundo potrebbe essere terrone.

In questo marciume maschilistico (e vagamente leghista) pescano tutti quelli che scrivono sui siti come gay.it, queer wave et similia. La delazione, il pettegolezzo, il sillogismo più maldestro possono distruggere un gay che ha magari problemi di visibilità - perchè teme lo stigma - e magari ha un 1% di eterosessualità per cui - vedendo quella ragazza che gli piace tanto -  si sente confuso ma nella ferocia maschilista della river scala è un gay represso e quel residuo brandello di eterosessualità deve essere scaricato nel cesso.

Parafrasando un celebre video dell'Ilga portoghese:
Lo stesso stigma, la stessa origine, gli stessi danni.

Sempre partendo dal presupposto che un maschio che lo mette invece di uno che lo prende è più maschile il gay che fondamentalmente è femmina se fa troppo l'attivo, cioè il maschio, non lo fa perchè gli piace, ma solo perchè vuole dimostrare agli altri e a se stesso che non è così femmina come si crede.
Ecco come il cliché influisce sul nostro giudizio e pensiero.

Se io non pensassi che un omosessuale è, di per sè, meno maschile di un uomo eterosessuale, e che la quint'essenza del gay, quello che lo fa veramente gay è la passività anale (quella pratica che lo rende più vicino come pratica sessuale alla femmina, che viene anche lei scopata da un uomo) non interpreterei mai il comportamento sessuale di un gay attivo come tentativo di camuffare il proprio essere femmina.

Se io non pensassi che in un rapporto tra due uomini (ma anche tra un uomo e una donna) il partner insertivo è sempre e comunque attivo e il partner ricettivo è sempre e comunque passivo, potrei scoprire che il partner ricettivo può scopare lui (lei) il partner insertivo decidendo lui (lei) i movimenti del corpo coi quali cavalca il cazzo del suo partner.

Le categorie attivo passivo arrivano così a classificare delle pratiche sessuali in maniera ridicola.
I mio partner sta lì, immobile, sdraiato sul letto, le mani dietro la testa, mentre io mi dedico a un rapporto orale. Lo spompino a dovere, muovendomi sopra di lui, dandomi da fare, ma secondo la doppia categoria attivo\passivo io sono il passivo e lui è l'attivo.

Non si è attivi perchè ci si dà da fare, perchè si muove il bacino mentre si scopa, perchè si impiega una energia fisica maggiore di chi, in quel momento, fa il passivo (per esempio nella classica posizione uomo sopra donna sotto).

Si è attivi quando si usa il proprio cazzo.
E si sa il cazzo è fatto per penetrare.
Non a caso per la river scala gli escort etero non inculano ma si fanno spompinare. Inculassero sarebbero meno etero perchè userebbero il cazzo come va usato con persone dello stesso sesso...

La cosa assurda di questa visione binaria del mondo e fallocentrica, costruita sulle coppie etero, quelle coppie dove non ci sono giochi perchè c'è un solo cazzo ed è quello che comanda, dinanzi due cazzi che potrebbero dunque amplificare la potenza simbolica a essi collegata, costringe invece a usare un cazzo per volta, relegando l'altro possessore di cazzo alla passività femminile.
Non può esserci reciprocità, perchè chi pur avendo il cazzo non lo usa ma si fa usare da un altro cazzo perde in potenza, il suo cazzo non è più quello potente e maschile ma diventa l'arnese inutilizzato di un non maschio.

Quante teorie psicanalitiche degli anni 50 prevedevano che i gay fossero tutti impotenti?

Per cui solo gli uomini passivi (impotenti) sono gay, gli uomini insertivi, dunque attivi, no.
Invece due uomini potrebbero benissimo confrontarsi alla pari in uno scambio reciproco.

Anche a voler impiegare questi termini semplicemente per stabilire chi lo mette e chi lo piglia (in quel momento però, perchè dieci minuti dopo i ruoli potrebbero essere invertititi) - al che meglio usare allora i termini ricettivo e insertivo che, pur se più vaghi e in odore di politicamente corretto, almeno non portano con sé tutto l'alone maschilista della diade attivo\passivo - a considerare il vero gay (o il più gay) come colui che lo piglia si commette un errore di prospettiva.

La river scala percepisce questa verità senza arrivare però ad esplicitarla fino in.

Se un uomo - che è stato costruito biologicamente per essere insertivo - fa il passivo (per usare la terminologia della river scala) sta solo esplorando il proprio piacere, poco importa se è stimolato analmente dal fallo di gomma della sua donna (l'etero oggettistico, quoziente 90) se è scopato da una trans (etero tarvesto\trans, quoziente 80) o da un altro uomo. Quell'uomo sta pensando ancora a sé, al proprio piacere.

Un uomo che invece fa l'attivo, è insertivo, usa il suo pene come dovrebbero fare gli uomini, poco importa se per inculare o farsi succhiare, è un uomo che esprime un a curiosità, un desiderio per un altro uomo come lui (poco importa se lo percepisce come femmina visto che è lui a fare l'attivo).
Quest'uomo ammette - anche solo per il tempo che fa sesso con un altro uomo - di essere coinvolto da lui, eccitato, stimolato, arrapato.

Lo spiega bene Rainer Werner Fassbinder in Querelle de Brest (Germania, 1982) in una scena del quale la voce narrante, parlando di Querelle dice:
Oscuramente Querelle sentiva che l'amore è qualcosa di lineare: bisogna volerlo. Anche se non si ama un uomo, può essere divertente farsi fottere, ma per poter scopare qualcuno bisogna amarlo, sia pure per un breve istante. Se doveva quindi amare Gil doveva rinunciare alla sua passività. Querelle si sforzò di farlo. (Rainer Werner Fassbinder Querelle Ubulibri, Milano 1982 p. 158)
Non basta la propria eccitazione a fare di un etero arrapato un gay.
Il gay è un uomo che ama altri uomini, non basta scopare con loro, perchè il sesso di per sé non inficia la propria eterosessualità (come in parte la river scala riconosce quando distingue - tra gli etero attivi - gli orali e i ...coitali considerando i secondi meno etero dei primi).

Dobbiamo rifondare la nostra grammatica e il nostro lessico con il quale interpretiamo anche solo i comportamenti sessuali se vogliamo liberare l'uomo (e la donna)  e non vogliamo invece imbrigliarli in delle categorie che crediamo libere e alternative e invece sono fatte delle stesse catene del maschilismo che è l'origine dello stigma contro l'omosessualità.

L'omosessuale aspirante bisex ha quoziente 40 eppure, secondo la river scala, tocca solo tette. A questo gay che gli si rizza anche con le donne ha quoziente 15...

Per la seconda volta la river scala non si ferma al rapporto sessuale ma prende in considerazione anche l'aspetto sentimentale.
A questo bisex dovrebbe corrispondere quello speculare cioè quello al quale L'uomo lo eccita (nel senso che lui s’alza), ma la storia la costruirebbe solo con una donna. Eppure, di tanto in tanto, indulge nel sesso gay che per specularità dovrebbe trovarsi a un quoziente 85.
A 85 troviamo invece l'etero sportivo mentre il bisex a preferenza gay lo troviamo relegato  nella categoria nell'omosessuale aspirate bisex con un quoziente 40: In questa categoria rientrano quelli che potrebbero fare un figlio con una donna, per sentirsi più “uomini” piuttosto che costruire una relazione stabile e duratura con un altro uomo. 
Ho già notato il perchè di questo sbilanciamento dei bisex tutti nella fascia gay... per la river scala la bisessualità non è una vera opzione quanto, piuttosto, un alibi.
Come molti uomini etero nell'adolescenza hanno avuto rapporti con altri uomini, molti uomini gay nella loro adolescenza hanno avuto rapporti etero.
Questo fa in entrambi in casi di questi uomini dei bisessuali a prevalenza etero o gay ma secondo la diade maschilista usata nella river scala i bisex a prevalenza etero vengono percepiti come etero in odore di gayezza e i bisex a prevalenza gay vengono percepiti come gay che si illudono di essere etero...
In tutte le voci della river scala l'eterosessualità è vista come incompatibile con l'omosessualità (e viceversa) se c'è una non può esserci l'altra (bisessualicidio).
Se una prevale l'altra non c'è ed è dunque solo millantata.

La river scala non classifica le persone secondo un comportamento variabile in compresenza dei due orientamenti sessuali possibili a prevalenza variabile si limita a ipostatizzare un etero puro e un omo puro a porli antiteticamente ai due opposti della scala e poi individua una componente gay che nella parte etero della scala inficia l'eterosessualità e nella parte gay della scala scaccia l'eterosessualità considerandola finta, di facciata, ipocrita, non vera.

Grazie alla logica binaria oppositoria delle diadi del maschilismo attivo/passivo,  maschile/femminile e uomo/donna in barba a quarant'anni di femminismo e di movimento glbt, transgender e queer gli uomini tassonimizzati dalla river scala sono divisi, messi uno contro l'altro, accusati di ipocrisia, di passività, di misoginia. Sono uomini tristi, molto vicini a come ci percepiscono le gerarchie vaticane o tutti quelli che fanno dell'omosessualità solamente una privata questione tra le lenzuola della camera da letto.

Eppure una persona intelligente e sensibile come Guido ha trovato questa scala divertente.
Perché purtroppo il cliché, il luogo comune e il pregiudizio si insinuano su considerazioni apparentemente condivisibili, logiche, comprensibili. Si basano sul meccanismo dell'ovvio che non chiede di spiegare o giustificare quello  che viene danno per scontato ma che, ben vedere, tanto scontato non è.

Sarebbe interessante edere quale accoglienza ha ricevuto la river scala nel blog in cui è stata pubblicata. Di questo mi occuperò in un altro post, tra breve.

Intanto voi miei cari lurker che avete avuto la forza di arrivare fin qui, fatevi sotto, intervenite, ragionate, dite la vostra.