Ore 21, Via San Giovanni in Laterano, di fronte al Coming Out.
Dotarsi di fiaccole fischietti e bandiere Rainbow per essere visibili, per contarci e farci contare.
Scandaloso Caravaggio. Il suo Cupido indossa il preservativola foto censurata
e la seguente didascaliaLo spirito naïf da educande maliziose sorpassa di gran lunga il ridicolo dimostrando al contempo infondato il luogo comune che i gay siano sensibili all'arte. In realtà quelli di gay.it sono sensibili al membro maschile in qualunque contesto questo sia esposto, anche quello artistico...
Attenzione, l'opera originale è nella pagina successiva e continene scene di nudo. Nella mostra Caravaggio 2010, una delle tante iniziative per i 400 anni dalla nascita del Caravaggio, una delle opere più famose dell'artista è stata rivisitata in chiave moderna. Il Cupido de L'Amor vincit omnia indossa quindi un preservativo per proteggere il suo amore dopo aver scoccato i dardi infuocati di passione. L'opera è del fotografo portoercolese Giuseppe Zanoni ed è esposta a Porto Ercole, la città dove Caravaggio morì. Il Cupido è in realtà Christian, un trentenne che lavora a Cala Galera sulle barche a vela.
Le opere selezionate portano avanti un discorso coerente sui tratti specifici dell'identità maschile e femminile e sul corpo umano come territorio da esplorare, da riconquistare e perfino da modificare.
I pornoattori gay (...) sono sempre stati una sorta di simbolo per le istanze di emancipazione e liberazione sessuale della comunità.L'articolo si riferisce al fatto che, aggiungo io, per fini commerciali e non certo sociali
(...) insieme all'industria dell'hard vera e propria, si è sviluppato un vero e proprio gay porn fandom composto da tanti appassionati che amano seguire le vicende dei loro idoli hard in maniera non diversa da chi segue le star della musica, del cinema e della televisione.
Tuttavia il caso di Mason ha messo in moto una discussione non da poco: "denunciare" pubblicamente la sieropositività di qualcuno è un po' come dire che fare sesso con persone sieropositive costituisce un rischio a prescindere, cosa non vera. Il pubblico del web si è diviso sul caso e anche la situazione lavorativa appare incerta.Allora. Intanto non si sta denunciando lo stato di salute di un privato cittadino, ma di un attore porno, cioè di un personaggio pubblico. se davvero come dice l'autore dell'articolo i porno attori sono una sorta di simbolo per le istanze di emancipazione e liberazione sessuale allora, a maggior ragione, raccontare al mondo che, nonostante tutte le norme di sicurezza dell'industria porno, sono diventati sieropositivi, è un grandissimo ed efficace grido di allarme.
Chris Ward (il boss della Raging Stallion) ha voluto esprimergli la sua personale solidarietà, garantendogli che le porte dei suoi studios (dove si pratica solo sesso protetto e dove non si escludono a priori i porn performer sieropositivi) saranno sempre aperte per un attore bravo come lui.Non una parola nell'articolo che praticare senso non protetto sia rischioso e che ognuno si assuma almeno le proprie responsabilità. Non una raccomandazione a fare sesso intelligente (si insinua solo che se ti cali pastiche lo fai in maniera meno consapevole...). Solo il gossip sulla guerra tra porno attori e la difesa ad oltranza della sieropositività
Ero appena fuori della porta di ingresso del bar, e stavo fumando una sigaretta (...) e quando i due ragazzi sono arrivati li ho sentiti benissimo dire “Ci sono i carabinieri (...) ora ci divertiamo, li facciamo incazzare”. Si sono seduti a un tavolino, hanno fatto colazione, poi uno dei due si è alzato, è andato a sedersi sulle gambe dell’amico e hanno iniziato a pomiciare, baciandosi sulla bocca appassionatamente. Non è vero che si stavano solo abbracciando innocentemente come possono fare due amici, e un cliente del bar ha chiesto al carabiniere se non fosse il caso di dire loro qualcosa. Il carabiniere è stato di una correttezza assoluta. Ma quale omofobia…! Gli ha parlato come un padre, e quando i ragazzi gli hanno chiesto se si sarebbe comportato ugualmente se a baciarsi fossero stati un ragazzo e una ragazza, invece che due gay, lui ha risposto di sì, perché non ci sarebbe stata nessuna differenza, visto che in un luogo pubblico si deve tenere tutti comportamenti consoni al decoro e alla decenza. Secondo me – ha poi concluso il testimone – è stata tutta una montatura, visto che appena fuori del bar uno dei due ha detto all’altro “lo vedi ora che bomba scoppia”.Dichiarazioni da verificare ma sospette. Perché se è vero che i due ragazzi hanno fato tutto apposta, per "provocare" il carabiniere se non avessero denunciato il caso ad Arcigay non ne avrebbe parlato nessuno. Quindi avrebbero dovuto dire e ora facciamo scoppiare la bomba, non e ora coppia la bomba, così, spontaneamente, solo per essersi baciati.
Capisco la necessità di attirare l'attenzione del pubblico e di riassumere, in un titolo, l'essenza della notizia, ma Tommaso Cervo (se il titolo l'ha scelto lui, non si sa mai...) stavolta ha proprio toppato.Abbraccio gay, il carabiniere li caccia
Grave episodio di omofobia questa mattina a Favara. Una coppia gay è infatti stata insultata mentre si trovava in una traversa nei pressi della zona in cui oggi si teneva il mercato settimanale da un venditore di ortaggi. La loro unica "colpa", l'essersi scambiati un bacio. L'ambulante, vista la scena, ha infatti prima afferrato una melanzana e l'ha scagliata all'indirizzo di uno dei due, che è stato leggermente graffiato ad una spalla, e ha poi iniziato a inveire con parole volgari e minacciose. La coppia, composta da turisti italiani, dopo qualche istante di tensione ha deciso di allontanarsi. Un fatto grave e sicuramente deprecabile figlio, purtroppo, dell'arretratezza culturale. I due pare non abbiano sporto denuncia.(fonte Agrigentonotizie.it)Ma perchè, quando veniamo aggrediti, invece di allontanarci non reagiamo? Con un altro bacio? Rivendicando con orgoglio il nostro orientamento sessuale? Andando a baccajare contro l'intollerante di turno? Mandandogli pacificamente all'aria le altre melanzane del banchetto? Se le percosse ci atterrano e richiedono l'intervento delle forze dell'ordine e della Magistratura, i commenti aggressivi, il lancio di melanzane, i Carabinieri che ci cacciano via, ci impongo di incazzarci, di reagire duramente, con fermezza, senza pavidità. A muso duro.
Salutiamo con affetto Francesco Cossiga, primo Presidente della Repubblica ad aver incontrato, nel suo ruolo istituzionale una delegazione di Arcigay guidata da Franco Grillini in occasione delle Giornata mondiale per la lotta all’aids dell’1 dicembre 1990.Per stessa ammissione di Patanè Cossiga non ha mai approvato (e ha dunque sempre remato contro matrimonio e adozioni ) anche per le coppie dello stesso sesso (e non, come dice lui, matrimoni e adozioni gay), eppure Patanè, pur conoscendo bene il portato storico di Kossiga, si sente di salutarlo con affetto solo per aver ricevuto (20 fa quando non si usava) una delegazione di gay e lesbiche e per aver promulgato la legge sulla famiglia anagrafica.
L’incontro, seguito da quello del Presidente Giorgio Napolitano con la militanza gay del maggio scorso, è espressione netta di una scuola di politica alta che, con scelte autonome dal proprio credo religioso, libertà, laicità e distanza dai diktat delle gerarchie ecclesiastiche dovrebbe essere monito per tutti i politici italiani.
Cossiga è stato per omosessuali, lesbiche, bisessuali e transessuali italiane uno tra i pochi politici italiani capaci di coniugare il ruolo di rappresentante laico di tutti i cittadini.
L’ex presidente pur picconando il matrimonio e l’adozione gay ha, ad esempio, sempre sostenuto la necessità e l’urgenza di regolamentare le coppie di fatto anche dello stesso sesso perché, in una dichiarazione del 2005, “da cristiano, da cattolico-liberale e da democratico ritengo che dovrà essere oggetto di attenta considerazione da parte del legislatore, la valutazione, anche a fini giuridici, degli obblighi naturali, anche d'ordine puramente morale, connessi o derivanti per prestazione di assistenza od anche solo umana compagnia, da convivenze reali di fatto tra coppie eterosessuali, non eterosessuali o bisessuali”. Ancora Cossiga dichiarava “ritengo maturi i tempi per dare una disciplina giuridica, al di là del rispetto dovuto a quelle obbligazioni morali naturali che possono derivare dall’aver vissuto in coppie di fatto, anche non eterosessuali”.
Contiamo che il suo esempio e le sue parole possano avere il seguito che meritano.
Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay
Cossiga era, è stato ed è morto da fascista.Discorso ineccepibile e condivisibilissimo. Infatti Dall'Orto, a differenza di Patanè, non saluta Cossiga con affetto, gli da, giustamente, del porco fascista.
Ma il punto è che noi non andammo a un incontro con Francesco Cossiga, bensì con il Presidente della Repubblica italiana. Non era colpa nostra se il Pci dava i suoi voti - come diede - per eleggere alla presidenza della Repubblica un porco fascista... (Hei! Qualcuno se lo ricorda che il Pci lo votò compatto, a ringraziamento del massacro che aveva fatto come Ministro dell'Interno di tutti i militanti di estrema sinistra, fastidiosamente critici del Pci? Qualcuno ricorda che proprio grazie ai voti del Pci, l'SS KoSSiga fu eletto al primo scrutinio?).
Quello era, piacesse o no, il presidente di tutti gli italiani.
Quindi anche il nostro.
Quindi andammo.
Era un modo per ribadire che di questo Paese facevamo parte anche noi omosessuali e lesbiche.
Ed il fatto che Cossiga ci ricevesse, era un modo per riconoscere che effettivamente ne facevano parte.
Questo non giustifica quel saluto affettuoso...Caro Sciltian…ovviamente rimango sulla mia posizione, e ti spiego il perchè. Posto che il comunicato non aveva la pretesa di offrire un’analisi sulla figura di Cossiga,voleva affermare tuttavia il diritto di esprimere una valutazione su azioni ed affermazioni attinenti ai temi lgbt fatte da un uomo che, piaccia o meno, l’Italia l’ha attraversata politicamente, istituzionalemnte e storicamente.
Quindi quando si parla di Cossiga come del capo di Gladio, il depistatore della strage di Bologna e del treno Italicus, il responsabile morale della morte di Giorgiana Masi, nonché della evasione di Kappler, non sto ripassando la Storia italiana ma è una questione ideologica.Il come, poi, non competeva a quel tipo di comunicato che aveva un altro senso. Il diritto di affermare delle cose al di fuori dei conflitti ideologici è per me sacrosanto ed urgentissimo. Arcigay non è una consulta di partito e deve potersi esprimere anche scomodamente.
E qui casca l'asino di chi accusa gli altri dicendo di essere ideologici quando loro non vogliono esserlo, senza rendersi conto che la loro ideologia è di non essere ideologici... Oppure. più probabilmente, per come Patanè sta cercando di giustificare quel saluto affettuoso a Kossiga, che lui può essere ideologico e gli altri no.Ogni tanto sottolineo che per alcuni sono comunista e per altri fascista…e questo dimostra che la contraddizione non è mia, ma semmai di chi usa un metro ideologico per valutare le mie azioni.Che di ideologico non vogliono avere nulla.
Nessuno si sogna di dire che siccome Cossiga fu Kossiga quel che ha fatto per il movimento non vale. Ma, cosa ha fatto Cossiga, di preciso?Ho difeso a spada tratta parti del Movimento che qualcuno definirebbe “antagoniste”per ragioni che ritenevo buone ,ed oggi mi sento di difendere quello che Cossiga fece sui temi lgbt per ragioni che ritengo altrettanto buone.
e qui entro in ballo io, è a me che Patanè allude, ed essendo una risposta di Facebook direttamente a Sciltian è ovvio che il nome del blog non compaia (un po meno giustificabile è Sciltian, che, pubblicando la risposta di Patanè sul suo blog Anelli di Fumo, non si degna di citare il nome del mio blog ma si limita a pubblicare un anonimo link...)Tutto il resto non scompare non si dimentica, ma ne parliamo altrove. Qui, nel mio ruolo io non pretendo di parlare di nulla ,ma di questioni lgbt si….E su quelle, sbaglia moltissimo il blog che tu citi,
[questo qui, ndAdF]
Ecco cosa ha fatto Cossiga per il movimento! Ha fatto parlare di una associazione di omosessuali. Ha forse criticato la posizione della chiesa? Suggerito una correzione dei triti cliché su gay e lesbiche? Proposto un registro per le unioni civili? No. Ha dato visibilità alle associazioni...Cossiga - prosegue Patanè- non diede per nulla briciole. Anzi! Ci incontrò 20 anni fa, dico 20, e non avantieri. Gesto talmente FACILE da parte di un Capo dello Stato da dover attendere venti anni per avere una replica. Il riconoscimento istituzionale parti da là, ed in quella circostanza, per la prima volta nella storia i tg di Stato parlarono di un’associazione lgbt.
Secondo l’art. 4 del D.P.R. 223 del 1989, per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità , adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune.Compreso il TG1,dove Cossiga andò apposta, il giorno dopo, per ricordare l’incontro con Arcigay.
Fu Cossiga a firmare quel decreto 223 del 1989 che ha permesso a livello locale da 21 anni a questa parte, dico ventuno, spazi di diritti e di iniziativa a quelle povere coppie italiane dello stesso sesso, tanto spesso infervorate nei conflitti ideologici altrui, e tanto spesso volentieri dimenticate e cancellate senza nessunissima pietà.
Qui non capisco a cosa si riferisce. Doppia allusione, si allude al blog senza citarne il nome si allude a un errore senza dire quale, non proprio un sistema scientifico e democratico (o forse solo intellettualmente disonesto) di far notare le cose... quanto piuttosto allusivo e surrettizio... Se Patanè si degna, io sono qua...E fu sempre lui,pur martellando e picconando matrimonio e adozioni tra persone dello stesso sesso (QUI HAI RAGIONE SUI TERMINI,MA VEDO CHE SEMPRE SU QUEL BLOG DA TE CITATO SONO IN OTTIMA COMPAGNIA)
Cioè, Patanè saluta oggi Cossiga con affetto per un riconoscimento di 20 anni fa che lungi dal dare il matrimonio riconosceva l'esigenza di creare un legame di serie b.che per la prima volta GIA VENTI ANNI FA definì cmq la necessità di un riconoscimento per le COPPIE,e dico coppie ,che fosse diverso dal matrimonio, ma che avesse carattere pubblico e non privato.
Peccato che la Corte oggi si era espressa in merito non alle convivenze ma al matrimonio.Coppie e riconoscimento pubblico: la Corte costituzionale queste cose le ha definite solo qualche mese addietro.
Di nuovo la Storia ridotta a rancore ideologico, in questo si sa Berlsuconi docet.NON mi sembrano esattamente briciole, e trovo sbagliato, proprio perchè assunto con la chiave di lettura di un rancore ideologico
Nessuno però ha accusato Patanè, tanto meno il sottoscritto, per non averli nascosti. Lo si critica perchè si sdogana Kossiga in nome del particulare gay e lesbico.(poi certamente motivatissimo e che io posso pure condividere, ma che non affronto qua per coerenza) lo stravolgimento di fatti ed affermazioni che riguardano i nostri temi e che io mi rifiuto di nascondere per motivazioni che, gravi o meno ch esiano, non attengono ai nostri temi.
Patanè afferma che può salutare con affetto (ma si guarda bene dal giustificare quell'aggettivo) Cossiga per quel che ha fatto per il movimento omosessuale ignorando i crimini che ha commesso altrove perchè non riguardano la causa gay.Su certe cose lui fu un precursore come detto.Con gli enormi limiti di tutti i personaggi di quella provenienza,ma lo fu oggettivamente.Perchè non dirlo?Io non devo servire questa o quella impressione .Se ti dicessi quanti decine e decine di messaggi di congratulazioni ho ricevuto per questo tanto controverso comunicato da parte di persone lgbt rimarresti senza parole ,ma non è il consenso il metro,oppure il dissenso.
Vorrei cercare di aprire una riflessione sulla urgente de ideologizzazione dei nostri temi che a noi non ha portato proprio nulla di nulla di nulla.Solo l’abuso da parte di altri che poi per noi,in realtà ,oltre alle chiacchiere non hanno mai fatto nulla.Certo nessun Governo è caduto sui nostri temi. Mai.
E trovo poi anche vergognosamente cinico da parte di alcuni sottovalutare il peso che ebbe un incontro con il Capo dello Stato venti anni fa in occasione del 1 dicembre,anche per chiedere aiuto in un momento in cui le persone gay morivano a grappoli e per tutti erano degli squallidi untori condananti dal padreterno. Continuo a dire che parliamo di venti anni fa. Tutto il resto và cmq affrontato,ed io non intendo favorire nessuna rimozione o revisionismo,ma evidenziare questi punti precisi.Con il diritto di farlo senza tener conto di niente altro,così come tutti i nostri politici parlano di qualunque cosa senza mai tener conto di noi.
Con il diritto di farlo senza tener conto di niente altro, così come tutti i nostri politici parlano di qualunque cosa senza mai tener conto di noi.
Confesso una certa emozione quando sentii salutarmi al telefono da un uomo che aveva segnato la storia della nostra Repubblica; che era stato ministro negli “anni di piombo”, attaccato per la sua politica ferma, contraria a qualsiasi formula di accettazione e di mediazione con chi si armava per distruggere la democrazia. Cossiga fu l’uomo dei misteri, ma anche della coerenza.
Salutiamo con affetto Francesco Cossiga, primo Presidente della Repubblica ad aver incontrato, nel suo ruolo istituzionale una delegazione di Arcigay guidata da Franco Grillini in occasione delle Giornata mondiale per la lotta all’aids dell’1 dicembre 1990..
L’incontro, seguito da quello del Presidente Giorgio Napolitano con la militanza gay del maggio scorso, è espressione netta di una scuola di politica alta che, con scelte autonome dal proprio credo religioso, libertà, laicità e distanza dai diktat delle gerarchie ecclesiastiche dovrebbe essere monito per tutti i politici italiani.
Cossiga è stato per omosessuali, lesbiche, bisessuali e transessuali italiane uno tra i pochi politici italiani capaci di coniugare il ruolo di rappresentante laico di tutti i cittadini.
L’ex presidente pur picconando il matrimonio e l’adozione gay ha, ad esempio, sempre sostenuto la necessità e l’urgenza di regolamentare le coppie di fatto anche dello stesso sesso perché, in una dichiarazione del 2005, “da cristiano, da cattolico-liberale e da democratico ritengo che dovrà essere oggetto di attenta considerazione da parte del legislatore, la valutazione, anche a fini giuridici, degli obblighi naturali, anche d'ordine puramente morale, connessi o derivanti per prestazione di assistenza od anche solo umana compagnia, da convivenze reali di fatto tra coppie eterosessuali, non eterosessuali o bisessuali”. Ancora Cossiga dichiarava “ritengo maturi i tempi per dare una disciplina giuridica, al di là del rispetto dovuto a quelle obbligazioni morali naturali che possono derivare dall’aver vissuto in coppie di fatto, anche non eterosessuali”.
Contiamo che il suo esempio e le sue parole possano avere il seguito che meritano.
Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay (fonte Gaynews.it) grazie a Gendibal che me lo ha segnalato
E' chiara la posizione di subalternità di GayblLib e dei suoi accoliti dinanzi qualunque figura istituzionale che, non importa le azioni che abbia commesso, abbia, anche secondariamente contribuito alla "causa gay".GayLib (gay di centrodestra) esprime profondo cordglio, ammirazione e riconoscenza nei confronti del presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga scomparso oggi a Roma all’età di 82 anni.
“Cossiga è stato il primo presidente della Repubblica a riconoscere la natura laica degli affetti all’interno di una convivenza” dichiara il presidente di GayLib, Enrico Oliari. “Lo ha fatto non a parole ma con una firma sotto il decreto presidenziale numero 223 del 1989 che all’articolo 4 comma 1 recita testualmente : ‘Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune’. Rimane questo, ad oggi, l’unica azione legislativa che di fatto riconosce la legittimità di una unione anche omosessuale, almeno di fronte all’ufficiale di Stato civile”.
“Cossiga – aggiunge il segretario nazionale di GayLib, Daniele Priori – è stato un grande statista, un cristiano sincero e maturo al punto di riconoscere alle istituzioni dello Stato, di cui ha avuto l’onore di essere guida, riferimento e stimolo per un periodo ben più lungo del travagliato settennato che lo ha visto al Quirinale, quella laicità necessaria a sostenere i diritti, le esistenze e la pari dignità sociale di tutti i cittadini, interpretando al meglio la Costituzione. Speriamo che le istituzioni locali e nazionali, in particolare il Parlamento torni padrone del suo ruolo e, onorando a dovere la memoria del presidente Cossiga, si pronuncino sulla vita reale delle persone, delle coppie e delle famiglie, come si sentì in dovere di fare Cossiga ventuno anni fa. Una strada è aperta e c’è tanta Italia che aspetta una politica che torni ad essere all’altezza del grande insieme di storie e vite che è l’intera”.
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, presidente Cossiga.
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, signor Ministro, signori senatori, credo che tutti in quest'Aula sappiano che io non ho mai votato per il partito dell'onorevole Berlusconi. Anche alle ultime elezioni ho votato per il PD perché purtroppo il PCI non c'è più. Ho votato per il PD, ma non capisco più che cosa sia, salvo che mi rechi a New York per sentire Veltroni che fa propaganda per Obama. Per me votare questa legge è quindi già una deviazione, ma spiegherò perché la voto. (Applausi dal Gruppo PdL).Signor Ministro, io ho letto solo fuggevolmente il testo del decreto... (Commenti dai banchi dell'opposizione).
GRAMAZIO (PdL). Stai zitto! (Richiami del Presidente).
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Ma lasciate interrompere...
PRESIDENTE.Colleghi, invito al silenzio sia la maggioranza che l'opposizione per rispetto nei confronti del presidente Cossiga.
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, mi scusi, ma quando ero deputato e Aldo Moro fece un nobile discorso approvando l'intervento americano in Vietnam, io feci a pugni e l'amico Pajetta mi diede un pugno in piena faccia. Quindi, torniamo ai vecchi tempi! (Applausi dal Gruppo PdL). Per esempio, un pugno dal Capogruppo del PD lo gradirei, devo dire onestamente. Pajetta era però più cattivo e non so se lei sappia fare a pugni.
PRESIDENTE. Prego, presidente Cossiga, prosegua nel suo intervento.
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Sì, signor Presidente, volevo solo chiarire perché ho fatto a pugni.Signor Ministro, ho letto fuggevolmente il testo del decreto-legge, solo per accertarmi delle ragioni della vasta protesta degli studenti universitari, non convinto dalle parole che ieri Umberto Eco ha pronunziato dando loro dei perfetti imbecilli, dicendo: «Voi non capite che state lottando per i baroni e non per voi stessi». Ma Umberto Eco è notoriamente di destra. (Ilarità dal Gruppo PdL).Di fronte alla vasta protesta degli studenti universitari, dei ricercatori e di quelli contro i quali un tempo gli studenti protestavano, cioè i baroni universitari, ho voluto vedere se il decreto-legge contenesse qualche disposizione sull'università. L'ho letto, l'ho riletto, l'ho fatto leggere ai miei collaboratori: niente. E sono stato contento, perché questa è una forte confutazione della teoria dello zero e della teoria del nulla: si può manifestare anche contro lo zero e contro il nulla.
SOLIANI (PD). È la legge n. 133, Presidente!
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Voterò a favore della legge di conversione per tre motivi che esporrò brevemente.Signor Presidente, siccome sono notoriamente logorroico, quando lei crede mi tolga pure la parola.
PRESIDENTE. Vorrei evitare di farlo, Presidente. Mi auguro che il suo intervento sia contenuto nei dieci minuti.
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Lo faccia pure, depositerò il discorso agli atti. Tenga anche presente che non ho mai avuto la soddisfazione di essere cacciato via dall'Aula e una volta tanto sinceramente la vorrei avere.Innanzitutto voglio ringraziare da questi banchi gli organizzatori e i partecipanti delle oceaniche manifestazioni di questi giorni: dai baroni universitari alle irresponsabili mamme dei bambini innocenti portati in piazza ad urlare slogan di cui essi non comprendevano nulla. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). Avrei capito se avessi sentito i bambini gridare: «Merendine! Merendine!» No: «Assunzioni!». Cosa ne sa un bambino di sei anni, salvo che glielo suggeriscano, del significato di «Assunzioni, assunzioni!». «Merendine, merendine!» sarebbe stato meglio. (Ilarità e applausi dai Gruppi PdL e LNP).Per quanto riguarda l'intervento eventuale dell'autorità di pubblica sicurezza, essendo stato io, tra le altre cose (salvo che Presidente della Camera sono stato tutto), Ministro dell'interno, è stata una vera botta di vita sentire inneggiare slogan che temevo ormai desueti, sapere che la piazza non mi ha dimenticato e che qualcuno si ricorda di me: «Cossiga boia!», «Cossiga assassino!», «Cossiga piduista!». Mi è stato chiesto se si dovesse inviare un rapporto all'autorità giudiziaria e io ho risposto di no, perché temo che ad essere condannato sia io e non questi, con l'aria che tira. (Ilarità dai banchi della maggioranza).Devo confessare che su questo campo speravo di più dalla marcia di oltre cinque milioni di persone, senza contare i cani e i gatti al seguito (Ilarità) (cinque milioni di persone! Pensate che ormai la fila delle persone arrivava a Firenze), una marcia non su Roma, questa volta, ma in Roma e nell'oceanica adunata del Circo Massimo, che - ero ragazzo ed ero in Germania - ricordava le bellissime manifestazioni a Norimberga di Adolfo Hitler. Tutti i totalitarismi sono uguali e sempre così si comincia.Speravo invano che i marcianti dessero fuoco a qualche macchina, come ai bei tempi, spaccassero qualche vetrina, scandissero slogan...
GIARETTA (PD). Ti sarebbe piaciuto per fare quello che volevi fare tu.
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Certo, quello che ho fatto io con l'aiuto e il consenso del Partito Comunista, che in quest'Aula ha votato all'unanimità una mozione e un ordine del giorno a mio favore! (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
VOCI DAI BANCHI DELLA MAGGIORANZA. Bravo!
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Ma erano i tempi di Berlinguer, non di Walter Veltroni! Erano i tempi di Natta, non di Franco Marini! Era il tempo del glorioso Partito Comunista! (Vivaci proteste dai banchi dell'opposizione).
VOCE DAI BANCHI DELLA MAGGIORANZA. Bravo!
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, lasciamo parlare il presidente Cossiga senza interromperlo. (Commenti dai banchi dell'opposizione).
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Quando ho fatto picchiare a sangue gli universitari che hanno cacciato via Lama, il Gruppo del Partito Comunista alla Camera, in piedi, mi ha tributato un'ovazione. Vada a leggere gli atti! Vada a leggerli!
GIARETTA (PD). Li ho letti. Noi non siamo per una polizia che picchia! (Vivaci commenti dai banchi della maggioranza).
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Il Gruppo del PCI in piedi mi ha tributato un unanime applauso. (Proteste dai banchi dell'opposizione).
VITALI (PD). Smettila!
DONAGGIO (PD). Presidente Cossiga, rispetti il Senato!
PRESIDENTE. Prego, presidente Cossiga, prosegua nel suo intervento. Colleghi, così non si va da nessuna parte. Cerchiamo di consentire al presidente Cossiga di proseguire il suo intervento.
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Speravo di sentire il glorioso grido degli studenti del movimento che il servizio d'ordine del PCI e della CGIL ci hanno aiutato a picchiare di santa ragione. Quando ci fu un 5 maggio, ci mettemmo d'accordo con il servizio di vigilanza della CGIL e ci mettemmo d'accordo così: prima quelli del movimento li picchiavano loro, poi ce li davano in braccio e li picchiavamo noi. Gloriosi tempi di Lama! (Vivaci e reiterate proteste dai banchi dell'opposizione). Sì, perché io sono stato il Ministro dell'interno di tre Governi di solidarietà nazionale! (Vivaci proteste dai banchi dell'opposizione).
PERDUCA (PD). Hanno ammazzato Giorgiana Masi!
PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di consentire al presidente Cossiga di concludere il proprio intervento.
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Speravo di sentire il famoso grido: «Se vedi un punto nero, spara a vista: o è un carabiniere o è un fascista». Siccome nel partito obamiano ci sono molti cattolici (cattolici adulti o cattolici democratici, ma pur sempre cattolici), naturalmente veniva espunta dalla suddetta frase la parola «prete». (Ilarità dai banchi della maggioranza).Questo tocco di illegalità dato alla manifestazione sarebbe stato utile anche per il Paese, perché il partito veltroniano avrebbe acquistato credibilità nei confronti del "movimiento", nel suo deciso evolversi in forme proprie dall'«Autonomia Operaia» alla «Lotta Continua» e - non dimentichiamolo - al FUAN. A Milano gli studenti di estrema destra hanno manifestato con quelli di estrema sinistra. Va bene che c'è una certa captatio benevolentiae in modo che uno di loro possa essere il Presidente della Repubblica al prossimo turno, c'è la proposta di erigere un monumento dell'Olocausto a Predappio, e questo mi sembra giusto.I baldi, coraggiosi marcianti...
VOCE DAL GRUPPO PD. Tempo!
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Appena il Presidente me lo dirà!I baldi, coraggiosi marcianti, tra i quali è giusto citare Folloni, allievo del compianto Sbardella, detto nel mio partito «lo squalo» (Ilarità dai banchi della maggioranza); Franceschini, allievo dell'epurato dal Partito Democratico Ciriaco De Mita; Rosy Bindi, eletta da Giulio Andreotti e da Bernini per bocciare (cosa in cui si è riusciti) Tina Anselmi, colpevole...
PERDUCA (PD). Tempo!
PRESIDENTE. La Presidenza conosce la regolamentazione dei tempi. Vi sono state ampie interruzioni e ha concesso già un minuto in automatico. Credo rientrasse nelle nostre competenze. Prego, presidente Cossiga.
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Ed infine il carissimo amico Franco Marini, di cui ricordo il durissimo discorso contro il segretario del partito Ciriaco De Mita e l'allora presidente del Consiglio Francesco Cossiga, che citò per la prima volta il grande discorso di Togliatti a Bergamo sulla chiesa cattolica. Marini fece un grande discorso a favore del "preambolo": «Con la sinistra, mai!»...perderò! Ho intenzione di scrivere un libretto (quando era Presidente del Senato dovevo offrirglielo) con il discorso di Zaccagnini, mio e di Franco Marini: «Con la sinistra, mai!». Ma, ahimè, Franco Marini era un così abile oratore che la sinistra DC in quel congresso perse e non vinse mai più!Perché voto a favore? Non per la legge in sé, anche perché credo che questi non siano tempi di riforme e anche perché - che io mi ricordi - salvo il referendum tra Repubblica e monarchia non mi sembra che in Italia di riforme vere se ne siano mai fatte. Non mi sembra questo un Paese di riforme! Ma voto a favore...
PRESIDENTE. Presidente Cossiga, le resta un minuto.
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Benissimo, magari un minuto e mezzo. Resto a favore di quella pericolosa pagliacciata di professori ex sessantottini, alcuni ai loro tempi anche aspiranti terroristi...
VOCE DAI BANCHI DEL PDL. Bravo!
COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Ed evito di fare i nomi (Applausi dai Gruppi PdL e LNP)... che però a differenza dei terroristi veri non hanno avuto il coraggio di passare alla lotta armata perché era più comodo leccare il culo ai baroni per diventare professori universitari. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Commenti della senatrice Garavaglia Mariapia. Richiami del Presidente).Gentile collega Finocchiaro, lei riesce ad immaginarsi il grande latinista, Concetto Marchesi, che ho avuto l'onore di avere come collega, rigido marxista- leninista e stalinista, discettare di Ovidio, di Catullo, di Virgilio di fronte ai bambini che ogni tanto alzano il braccio dicendo: «Voglio andare a fare la pipì»? Non mi sembra! E il normalista Alessandro Natta, che sbatté la tavoletta del banco alla Camera quando fu approvata la legge sull'abolizione del latino dicendo: «Ho capito! Anche il mio partito vuole una scuola di asini!»? Io non ce lo vedo!Ho terminato e consegno agli atti il mio intervento scritto. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Molte congratulazioni). (fonte sito del Senato della Repubblica italiana)