lunedì 14 giugno 2010

Il pride 2010 di Milano

...passato senza che nessuno, nemmeno noi, se ne occupasse. Qui a Roma troppo intenti a litigare tra sfigati, nelle altre città non so...
Lo slogan di Milano  Ora ne abbiamo abbastanza vede anche alcune parole chiave Laicità, Diritti, Uguaglianza.
Tra le motivazioni del Pride si leggono anche Laicità (repetita iuvant) Democrazia Parità.

Sul sito del Pride si leggono le motivazioni, chiare, semplici e brevi:


Il 28 giugno 1969 nel Greenwich Village a New York nasceva il movimento di liberazione omosessuale con la rivolta di Stonewall. Il 12 giugno 2010 la comunità tlgb (trans, lesbica, gay e bisessuale) sfilerà per le vie di Milano per una liberazione che nel nostro paese è ancora da conquistare.

Viviamo considerati come dei cittadini di serie B: l’Italia è tra i pochi paesi in Europa in cui non sono riconosciute giuridicamente le nostre unioni e i nostri amori.

Con la recente sentenza sulla possibilità per due persone omosessuali di sposarsi civilmente la Corte Costituzionale ha demandato al Parlamento il compito di legiferare, ma da nessuna istituzione è giunta una proposta concreta e credibile.

Anche a livello locale prevale il silenzio e il disinteresse: chi e cosa impedisce a Milano, città che pretende di ospitare la prossima esposizione internazionale, di dotarsi di un registro delle unioni civili, di ordinanze e politiche di lotta all’omofobia?

Assistiamo invece al proliferare di atteggiamenti e comportamenti transfobici, lesbofobici e omofobici, di fronte al complice silenzio dei media.

Le politiche di rispetto e valorizzazione delle diversità hanno portato ovunque progresso per tutta la società, ma qui in Italia siamo trattati come i colpevoli del declino etico che, quando esiste, va invece ascritto ai perbenisti e alla politica ipocrita di palazzo.

Ne abbiamo abbastanza dei feroci attacchi delle gerarchie cattoliche nei confronti delle persone trans, gay e lesbiche volti a distogliere l'attenzione dai crimini dei preti pedofili e dei vescovi complici di insabbiamento delle prove.

Ora ne abbiamo davvero abbastanza della laicità calpestata in favore di politiche di sottomissione a credenze religiose e integralismi di ogni specie che si vogliono innalzare a valori comuni obbligatori per tutti.

La nostra reazione sarà ancora più determinata e duratura perché non smetteremo di manifestare inaddomesticati, ognuna e ognuno con la propria incredibile vita in difesa dei propri diritti di cittadinanza e di esseri umani, in un momento in cui tutte le differenze culturali, religiose ed etniche sono usate per diffondere odio verso un “Altro” generalizzato che deve fare paura.

Per questo invitiamo tutti a partecipare il 12 giugno a un grande ‘orgasmo’ di libertà, di festa e lotta, di felicità e protesta, vivendolo con le proprie storie, le proprie gioie, i propri desideri, i propri piaceri, la propria dignità e per dire, tutte e tutti:

ORA NE ABBIAMO ABBASTANZA!


I neretti sono nel testo.
Nel documento, in poche righe si capisce subito chi è il principale responsabile della recrudescenza omofobica di adesso (e di sempre) la chiesa e il Vaticano a differenza del documento di altri Pride, quello di Roma in testa, prolissi e illeggibili, perchè troppo lunghi.
Le Associazioni promotrici sono: Agedo – Arcigay Milano Centro di Iniziativa Gay CIG Onlus - Arcilesbica Zami – Associazione Radicale Certi Diritti – Famiglie Arcobaleno - Gaylib – Gaystatale -  KOB Kolletivo Omosessuale Bicocca – Linea Lesbica Amica - Le Rose di Gertude.

Molte sigle e pochi partecipanti per qualcuno... Come dire le divisioni non fanno bene e non portano maggiore movimento.
Meditate gente, meditate...

domenica 13 giugno 2010

Perchè serve una legge constro l'omofobia

Matteo D., 27 anni, ed Enrico B., 31 anni sono stati insultati e aggrediti da alcuni avventori seduti ai tavolini perchè "gay" e "comunisti". E successo a Padova, la notte tra mercoledì 9 e giovedì 10 giugno.

La notizia è stata data dal mattino di Padova e poi ripresa dalle agenzie e altre testate.
Ecco il racconto dei due aggrediti secondo Il Mattino di Padova.
«Stavamo passeggiando lungo via Matteotti per raggiungere via Giotto - raccontano - erano circa le 3 di notte. Siamo passati davanti al locale P.Bar e abbiamo visto che c’erano alcune persone sedute ai tavolini. Camminavamo abbracciati, quando abbiamo sentito ripetere per ben tre volte a voce alta la frase: “Oltre che merde siete anche froci”. A quel punto ci siamo fermati e abbiamo chiesto a quelle persone se ce l’avevano con noi». Così è scoppiato il finimondo. «Uno di loro si è alzato e ci ha raggiunto - ricorda Matteo - dopo averci spiegato che ci considerava comunisti per il modo in cui eravamo vestiti, mi ha sferrato un pugno al viso e mi ha rotto la lente degli occhiali da vista». «Ha colpito anche me - racconta Enrico - infatti ho un dente che “dondola”. Poi mi ha colpito anche un calcio. A quel punto sono corsi lì vicino anche i suoi amici e hanno iniziato dirci di andare via, perché se restavamo lì era peggio per noi. A fatica siamo riusciti a sottrarci da quella furia, e a raggiungere finalmente via Giotto, dove ci siamo fermati a telefonare alla polizia. Purtroppo quando è arrivata la volante, al P.Bar non c’era più nessuno».
«L’aggressore aveva tra i 25 e i 27 anni, capelli corti, italianissimo. Abbiamo avuto l’impressione che fosse un ragazzo aderente ai gruppi di destra. In questura ci hanno fatto vedere alcune fotografie. Ora speriamo che le telecamere della zona abbiamo ripreso la scena e che in qualche modo si possa risalire alla sua identità».
«Siamo gay e giriamo assieme ormai da tempo, ma una cosa del genere non ci è mai successa. Padova è una città aperta, quel che è successo è molto strano. È una anomalia. Di certo non ci faremo spaventare e continueremo a passeggiare abbracciati, ancora più di prima. Non abbiamo paura».


L'articolo del mattino riporta solamente i fatti e non fa nessun commento sull'accaduto se non di circostanza (Dopo i casi di Roma, anche Padova ha il suo rigurgito di omofobia. Matteo D., 27 anni e Enrico B., 31 anni, entrambi padovani, quasi stentano a credere alla situazione in cui si sono trovati nella loro città. E a due giorni di distanza il pensiero di ciò che è successo fa più male degli ematomi)

Le riprese sulle agenzie e su altri quotidiani (tutte rifacentisi al dispaccio APcom) invece commentano e riportano anche dichiarazioni di "terzi".

Così APcom riporta le dichiarazioni del Ministro Carfagna:
il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, promette impegno delle forze dell'ordine per scovare il responsabile di questo intollerabile atto di omofobia, severità da parte della magistratura, che non può ammettere scusanti" ma chiede al governo anche "una legge che contrasti gli episodi di violenza causati da forme di discriminazione".
E anche quelle di Grillini
"E' questo un ulteriore episodio che ci fa dire che ciò che vogliono colpire i violenti è l'affettività tra persone dello stesso sesso" sostiene Franco Grillini, presidente di Gaynet. Non basta indignarsi, aggiunge, in riferimento alla mancanza di legislazione che riconosca l'esistenza delle coppie omosessuali. "Per combattere l'omofobia serve essere consapevoli che è necessario combattere innanzitutto il pregiudizio garantendo diritti e pari dignità alle persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) per far cessare questo folle vortice di violenze omofobiche".

Di Carfagna, che due anni fa diceva che in Italia i gay non sono discriminati non mi meraviglio. Che Grillini però si limiti a denunciare il pregiudizio senza indicare dove è radicato o chi lo coltiva mi pare già più grave.

In ogni caso da tutte le parti si chiede una legge sull'omofobia (sarebbe dire meglio contro). I fatti di quest'anno hanno convinto molti, anche il sottoscritto, della necessità di una legge.
Chi ancora è irriducibile e vede questa richiesta come il fumo negli occhi è la sinistra antagonista studentesca  che, a più riprese, critica questa legge (la proposta di Paola Concia ri-depositata in Parlamento) e la sua necessità senza approfondire mai però il perchè.

Le mie perplessità quando Miriam Mafai affermò la necessità di una legge contro l'omofobia nascevano dal fatto che
non si combatte questo clima di intolleranza (per usare un eufemismo) con leggi punitive.
Lo stato che punisce ammette la sua impotenza.
Bisogna rieducare i cittadini, tutti, iniziando a far rispettare le file, a pagare le tasse, spegnendo le tv, cambiando giornali e governo.
Se c'è la volontà popolare lo si può fare.(Capro espiatorio? su Paesaniniland).

Sono le stesse posizioni della sinistra antagonsita. Nulla di strano. E' là che sono nato. E da là che provengo. E non credo di essermene andato (anche se i compagni avrebbero da ridire).

Cosa è cambiato allora? Direi nulla, o quasi. Sono ancora convinto che una legge contro l'omofobia da sola non basti se non c' è anche una rieducazione. Ma se la necessità della legge c'è, come credo, non passa per il su aspetto punitivo (come la riducevo allora e come continuano a fare i compagni annettendola a quel pacchetto di sicurezza governativo giustamente visto come liberticida e fascista).

Quel che non capivo allora, e per fortuna capisco adesso,  è quello che questa legge sancirebbe se venisse promulgata la cui efficacia sarebbe di talmente vasta portata da far preoccupare i fascisti e tutti quelli che i froci, sotto sotto, li odiano. Prorpio come il sindaco (sic!) di Roma Alemanno il quale capendo benissimo il portato della legge, la affossa:

 «Sono contrario ad una legge sull'omofobia dal punto di vista  complessivo, perché avrebbe inevitabilmente dei contenuti ideologici.  Sono invece favorevole ad una aggravante specifica per i reati di  violenza» (...) . «Una legge che introduce il  reato di opinione (...) può essere problematica per molti  aspetti e quindi è inaccettabile».  (fonte Corsera)
Sì alle aggravanti per la violenza (cioè quel che della legge meno serve, visto che bastano le leggi che già ci sono, come dicevo in un altro post quando accusavo che si voleva hammurabizzare la legislazione italiana) ma non all'impianto teorico della legge: il reato di opinione.
Perché la legge contro l'omofobia e la transfobia direbbe non tanto che  non è giusto picchiare i froci e le/i trans (su questo bastano le leggi che ci sono perchè non è lecito picchiare nessuno in nessun caso), la legge contro l'omofobia però sancirebbe anche che non si può dire che:
Molti sociologi, molti psichiatri hanno dimostrato che non c'è relazione tra celibato e pedofilia, e invece molti altri hanno dimostrato che c'è una relazione tra omosessualità e pedofilia (1)
oppure:

Un conto è  affermare che non è giusto discriminare la gente per motivi religiosi, razziali, etnici o sessuali, ma cosa diversa è stabilire per legge che una coppia di gay deve avere gli stessi diritti di una coppia normale. Perché l'omosessualità non si può considerare una cosa normale (2)
Ecco quel che rimprovero a Grillini, non ricordare che la chiesa, Fini (oggi considerato tanto "di sinistra"), e tutti i politici rappresentati del popolo  quando fanno dichiarazioni sui gay alimentano i pregiudizi  e i luoghi comuni sulle persone omosessuali legittimando di fatto aggressioni verbali fisiche e d'opinione. Sì. D'opinione. Perché una democrazia che si reputi tale non può rispettare in nome della libertà di parola chi esprime una opinione negativa sul popolo queer perchè così facendo gli toglie quei diritti sanxciti dalla costituzione.

Certo, ribadisco, la legge da sola non basta. Bisogna fare sensibilizzazione a scuola in casa, nei posti di lavoro, nella società, ma la legge metterebbe dei paletti chiari e inderogabili. Perché la chiesa una volta diceva (come Mussolini) che la donna doveva rimanere in casa e ascoltare quel che le diceva l'uomo. E oggi non potrebbe dirlo in base alle leggi della Repubblica Italiana E INFATTI NON LO DICE.
E or ala Chiesa teme che non possa più nemmeno dire le porcate che dice su gay e lesbiche. se n'è accorto Ratzinger il quale già nel 2005 l'allora ancora solamente Cardinale dichiarò:
Il concetto di discriminazione viene sempre più allargato, e così il divieto di discriminazione può trasformarsi sempre di più in una limitazione della libertà di opinione e della libertà religiosa. Ben presto non si potrà più affermare che l'omosessualità, come insegna la Chiesa cattolica, costituisce un obiettivo disordine nello strutturarsi dell'esistenza umana.
(Conferenza tenuta il 1º aprile 2005 a Subiaco, al Monastero di Santa Scolastica, per la consegna all’autore del Premio San Benedetto "per la promozione della vita e della famiglia in Europa" fonte Centro di Ateneo per la dottrina sociale della Chiesa
Ecco perché di questa legge ne abbiamo bisogno. Ecco quello che non capiscono i miei compagni compagni. Perché nessuno si può permettere. nessuno deve osare.
E proprio perchè la legge non c'è tutti osano chiunque si permette. E noi stiamo a guardare.


1) Tarciso Bertone (Repubblica 


2) Gianfranco Fini Repubblica

La stagione dei Pride


La stagione dei Pride from We have a dream on Vimeo.

Inizia la stagione dei Pride, l'occasione di maggiore visibilità delle persone gay, lesbiche,bisessuali, trans*, intersessuali e queer.

"We Have a Dream" cerca da sempre di contribuire fattivamente alla costruzione di una comunità consapevole, quanto più coesa ed estesa, e proprio per questo non aderisce formalmente a manifestazioni istituzionali pur promuovendone la conoscenza.

Pride significa “orgoglio”, libertà di essere quello che si è, ognuno/a coi sui tempi e i suoi percorsi, convinti/e che le cose potranno cambiare solo se troveremo il coraggio di metterci la faccia e di renderci visibili alla società.

Questo non significa necessariamente aderire ad un progetto specifico quanto piuttosto comprendere l'importanza di camminare lungo un sentiero che ci consenta di vivere liberamente nella pienezza del nostro essere.

I Pride e gli eventi che li accompagnano sono momenti centrali di visibilità e di confronto dell'universo LGBTIQ con il resto della società. Essi contribuiscono, a volte in maniera determinante, a compattare la comunità delle persone LGBTIQ e a dare sostegno a chi decide di vivere alla luce del sole. Per questo WHAD invita a conoscere e a partecipare alle iniziative dei Pride che, dal 12 giugno in poi, si svolgeranno in giro per l'Italia, cercando di coinvolgere anche altre persone.


MILANO 12 GIUGNO 2010 "ORA NE ABBIAMO ABBASTANZA!" - pridemilano.org

PALERMO 19 GIUGNO 2010 "SICILIA PRIDE" - siciliapride.org/

TORINO 19 GIUGNO 2010 "I DIRITTI SONO IL NOSTRO PRIDE" - torinopride.it/

NAPOLI PRIDE NAZIONALE 26 GIUGNO 2010 "ALLA LUCE DEL SOLE"- napolipride.com/

ROMA 3 LUGLIO 2010 "OGNI BACIO UNA RIVOLUZIONE"- romapride2010.it/

TREVIGLIO 3 LUGLIO 2010 "GUARDIAMOCI IN FACCIA" - trevigliopride.it/

CATANIA 10 LUGLIO 2010 "VERSO UN FUTURO DIVERSO" - cataniapride.it

martedì 8 giugno 2010

Roma. Niente rassegna cinematografica per paura di attacchi omofobi? E noi la facciamo lo stesso!!!

L'avrete letto sui blog, sui social forum, su FB.

Luigi Frati rettore de La Sapienza, primo ateneo di Roma, ha revocato l'autorizzazione alla rassegna di cinema a tematica omosessuale  Queerinaction di cui avevo già avuto modo di parlare che doveva iniziare stasera 8 giugno.


Ufficialmente la revoca è arrivata per motivi di sicurezza e per il timore di aggressioni omofobe all'interno dell'università (Messaggero). La sostanzialità di questi timori sarebbe stata confermata al rettore dalla Digos che lo avrebbe messo in guarda dall' autorizzare l'iniziativa, per altro già finanziata dalla Provincia di Roma, data la contrarietà dei gruppi di estrema destra che annunciavano azioni di protesta e tafferugli (Messaggero).

La Digos però ha ufficialmente smentito: Mai chiesto di annullare la rassegna, mai allertato la Sapienza su problemi del genere (Cinemagay.it) come si legge sui giornali (Radicali.it).



In realtà i giornalisti riportano ben altre motivazioni di Frati:
Se vado a casa di qualcuno chiedo il permesso. Io non ho mai autorizzato questa manifestazione, non ho cambiato idea. Oltretutto è un'associazione non universitaria e mi pongono un problema: aprire l'ateneo anche agli estranei, ma per fare ciò il Senato Accademico si deve esprimere. Visto che è una rassegna cinematografica chiedano la Casa del Cinema. (Messaggero)

Frati mente sapendo di mentire (ma questo, naturalmente, il giornalista del Messaggero si guarda bene dal dirlo). Se avesse intervistato gli organizzatori avrebbe scoperto che:

1) Il rettore  Frati  (udc) non firma mai nessun documento. A voce, in vari inncotri aveva assicurato di essere d'accordo. Ha chiesto le sinossi dei film.

2) Ha verificato le firme dei rappresentanti (altro che corpo esterno) e ha detto verbalmente più volte di procedere.
E' dunque falso che gli organizzatori sono un gruppo esterno falso perchè non avrebbero potuto presentare il progetto, che invece c'è ed è protocollato




Stasera dobbiamo andare in molti in segno di protesta e per dimostrare che non abbiamo paura.

Questa cancellazione infatti ammesso e non concesso siano vere le motivazioni date dal rettore, legittima la cultura omofoba e dimostra che ha già vinto, riuscendo a togliere a gay lesbiche e trans gli spazi di visibilità con tanta fatica conquistati.

Rispediamo al mittente la richiesta del Rettore a gay, lesbiche e trans e intersessuali di tornare a nascondersi come unica arma di difesa dalle aggressioni omofobe.

Il nostro orgoglio e la nostra visibilità non si piegheranno alla minaccia delle spranghe, e all’ottusità di certe istituzioni.
 

Noi ci appelliamo direttamente al Rettore e al Senato accademico perché tornino sui loro passi e permettano lo svolgersi della rassegna Queer in Action nei modi e nei tempi che erano stati previsti. (Queer in action)

Il pride arriva a Napoli 26 giugno 2010



Il 26 GIUGNO a Napoli noi persone lesbiche, gay, transessuali e transgender saremo i promotori della manifestazione Napoli Pride 10 “alla luce del Sole” indetta dal Movimento LGBTQI Italiano.

Il Napoli Pride 2010 è una manifestazione pacifica, antifascista e aperta a tutti e tutte senza discriminazioni di sesso, appartenenza etnica, religione, classe sociale, che condividono la necessità di costruire insieme alla comunità di persone LGBTQI una proposta di futuro che si ponga l’obiettivo di difendere la dignità e l’autodeterminazione delle persone.

Noi, cittadini e cittadine omosessuali e trans viviamo nel valore del superamento delle diseguaglianze e per l’affermazione di ogni parità civile e sociale. Ci appelliamo alla dichiarazione universale dei diritti umani, alla Carta dei Dritti Fondamentali dell’Unione Europea e della sua autonomia, alla Costituzione Repubblicana e al principio di laicità dello Stato italiano che ci tutela da ogni forma di ingerenza confessionale, per pretendere il nostro legittimo diritto di cittadinanza attraverso la manifestazione delle nostre identità e delle nostre istanze.

Le nostre rivendicazioni, si inseriscono in un quadro politico ed istituzionale desolante ed omofobo. Il clima sociale e culturale di intolleranza sostenuto da una classe dirigente arretrata e da gerarchie cattoliche sempre più anacronistiche e repressive, continuano ad alimentare, oggi come ieri, pericolose e vergognose campagne d'odio nei confronti delle nostre comunità, smarrendo completamente i valori liberali e democratici fondati sulla pacifica convivenza, sul pluralismo tra i gruppi sociali emergenti, sulla cultura delle differenze e della libertà, sulla laicità.

Di fronte a questa vera e propria operazione di istigazione al conflitto e alla tensione sociale scegliamo, ancora una volta, di assumerci l’onere di un'opposizione forte e decisa.
Dal Manifesto Politico del Napoli PRIDE 2010 (per leggerlo nella sua interezza clicca qui)


Appuntamento 
il 26 Giugno 
a Napoli 
ore 14 (concentramento) 
Piazza Cavour
arrivo Piazza del Plebiscito

mercoledì 2 giugno 2010

Una bella pubblicità. McDonald France

Lo spot ha fatto parlare di sé sia in Francia, dove è trasmesso in tv e proiettato nei cinema, sia sulla rete, anche nei paesi in cui non potrebbe mai andare in onda, come gli Stati Uniti, dove la lobby cattolica ne impedirebbe la circolazione (Non la vedremo mai negli States - chiosa un internauta di Los Angeles. I gruppi cristiani osteggerebbero per sempre i prodotti di McDonald's dal corsera ol'Otalia, dove per autocensura dei nostri macdonalds una pubblicità così non vedrebbe mai la luce.

Lo spot è molto carino perchè gioca sulla presunzione di eterosessualità... Quando vediamo il giovane ragazzo al telefono in atteggiamento tenero e affettuoso pensiamo stia parlando con una ragazza. Capiamo che sta parlando con un ragazzo solo quando arrivato il padre con il cibo, capiamo che la sua è una classe di soli ragazzi. E lì ci meravigliamo... Magari qualcuno ride e pensa (aho è frocio) e ride, però si abitua a una rappresentazione di un personaggio gay fuori dai cliché classici.
Il padre, ignaro, ricordandosi quando era giovane come lui ero proprio come te (carino come lui? Ne dubito...) racconta al figlio di quante ragazze corteggiasse alla sua età. La classica smargiassata maschilista tra maschi. I sottotitoli in inglese travisano un po' il senso delle parole dell'uomo. "peccato che nella tua classe siate tutti ragazzi così ti perdi tutte le occasioni..." dice in francese a differenza dell'inglese che dice ti perdi le ragazze.
Lo sguardo del figlio ha un significato diverso in francese perchè lui la sua occasione la ha avuta eccome...
Il claim finale "venite come siete" credo vada al di là della semplice accettazione dell'orientamento sessuale del ragazzo. E' ecumenico, venite come siete, tutti, gay nascosti etero smargiassi e anche voi spettatori che vi lasciate ingannare dai luoghi comuni e pensate che quel ragazzo che parla in maniera affettuosa si stia rivolgendo necessariamente a una donna.
Trovo ingeneroso il commento di un internauta, riportato dal corsera,
Un altro utente di Memphis invece ironizza: «Non ho capito. McDonald's con questa pubblicità intende dire che ti servirà anche se sei gay? Grazie McDonald's per non espellere dai tuoi locali le persone basandoti sulla loro sessualità».
E ingeneroso perchè prende il claim e lo avulge dal contesto in cui è inserito quel racconto delicato e tenero che descrive un ragazzo omosesuale senza alcun cliché: non schecca (altrimenti non avrebbe funzionato il gioco dell'equivoco e successivo ribaltamento con noi spettatori) non veste di rosa, non fa riferimento al sesso ma ai sentimenti (mi manchi, gli dice, non "vorrei scoparti") è molto giovane e dunque è giustificato che si nasconda ancora in casa (con un padre così puerilmente macho poi...) ma non è per questo sprovveduto, anzi gliela sta facendo sotto il naso al padre del quale ridiamo perchè fatto fesso...
Il contributo che questo spot può dare all'accettazione dei gay come ragazzi normali tra la gente è fortissimo, passa la normalità dei sentimenti, l'accettazione di ognuno per quello che è, il fatto che si possa giocare su vari livelli di significato, l'equivoco etero gay, il padre ignaro dove l'omosessualità non fa notizia di per sé ma solo per chi la ignora (il padre e anche lo spettatore depistato...). Lo spot non chiede il permesso di essere gay. Il ragazzo già ha una storia ce la fa vedere nel modo più pulito e tenero che ci sia.
Davvero un commento ingeneroso (ovviamente riportato dal corsera per contenere l'effetto pro gay che questo spot ha se persino i gay hanno da ridirne..).



Grazie ad Andrea T. che ha segnalato spot e articolo.

martedì 1 giugno 2010

Un pessimo post su Facebook

Leggo questo pessimo post (sic!) su Facebook.

vediamo se indovinate pessimo perchè...

Omofobia

Siedono al tavolo accanto al mio. Lei è del genere “voi mi vedete grassa, ma io mi sento anoressica, per cui indosso corte magliette aderenti e lascio sblusare la pancia oltre la vita bassa come edera dai balconi”. Lui ha capelli unti e lisciati a piastra, metà emo metà Totti, un naso sotto cui troverebbero agevolmente riparo due Puffi in un giorno di pioggia, una maglietta volgare con una A in posa sodomitica, scarpa classica senza calza e pantaloni arrotolati fino al ginocchio come se andasse in cerca di cozze. Una l’ha già trovata e in questo momento siede di fronte a lui e si sta ingozzando con un hamburger dalla farcitura totale.
Lui (traduco dal dialetto ruspante): “Stamattina sono andato a fare un casting, ma non è andato bene. Mi hanno messo davanti alla telecamera e mi hanno detto levati la maglia. Allora mi sono levato la maglia perché mi hanno detto levati la maglia e così me la sono levata. Perché dovevo levarmela. E quello mi guardava gli addominali, e di sicuro era frocio perché poi m’ha chiesto ‘Ce l’hai la ragazza?’ e io ho detto ‘Sì che ce l’ho, non sono mica frocio’ così almeno ha capito”.
Parlando si è sollevato la maglia con la stilizzazione anale (ma lui non è frocio) e si è accarezzato lungamente gli addominali scolpiti in qualche palestra di periferia. Lei ha smesso di masticare e con la maionese che le cola dal labbro fissa in estasi quella muscolatura.
Lui: “Hanno scelto uno pieno di tatuaggi, una cosa molto inglese, senza addominali e anche vecchio, aveva venticinque anni”. Lui ne ha diciannove. “Ma tanto a me mica mi interessa la televisione. Glielo ho anche detto al frocio: ‘A me mica mi interessa di andare da Signorini a fare il valletto senza la maglia’, perché me l’ero levata la maglia.‘Io c’ho altre ambizioni nella vita’ gli ho detto”.
E ha sottolineato questa sua decisione virile sistemandosi il ciuffo con un gesto che persino Cristiano Malgioglio avrebbe trovato disdicevolmente effeminato (ma lui non è frocio).
Lei è affascinata dal suo racconto e ancor più dal fatto di essere uscita con uno che respira l’aria degli studi televisivi.
Lui: “Ieri sera mi sono addormentato alle sette, poi all’una mi sono svegliato e sono uscito e sono andato a ballare. Ma questa mattina alle dieci e mezzo è suonato il telefono e ho detto ‘Ma chi cazzo rompe le palle a quest’ora del mattino’ e ho visto che era MTV e allora ho risposto. Ed era quell’altro frocio che mi fissava un appuntamento per un casting venerdì mattina e mi ha detto: ‘Senti se vuoi un consiglio ammazzati in palestra da oggi a venerdì mattina e fatti due o tre lampade perché sono venuti finora solo dei mostri bianchi e senza muscoli e non troviamo quello che cerchiamo’. Ha detto che devo stare attento a enfatizzare il personaggio. Ma che vuol dire enfatizzare?”
Lei con la bocca piena di patatine fritte esprime con uno sguardo il suo smarrimento di fronte al termine inusuale. O forse è solo un principio di soffocamento. Dice (traduco dall’abbuffese): “Ma poi venerdì sera dopo che hai fatto il casting, usciamo insieme o magari vuoi uscire con il frocio di MTV?”
Lui, offesissimo, le lancia uno sguardo torvo, poi atteggiando il muso come nemmeno Michel Serrault nel Vizietto riusciva a fare, dice: “A quello gli faccio vedere io se solo prova a toccarmi”. E minaccia stringendo il pugno e nel far ciò gli si gonfia il bicipitino. Lei allora allunga la mano, gli tocca il muscoletto e dice: “Madò...” sputacchiando briciole. Vanno via: lui le porta con grazia la borsetta perché lei regge troppi shopper. Io resto solo a finire il cappuccino e l’articolo che stavo leggendo su un giornalino free press.
“Mara Carfagna chiede scusa alla comunità gay - Da quando frequento Paola Concia ho superato le diffidenze”. Prima di essere nominata ministro la Carfagna lavorava nello spettacolo. Possibile che non abbia mai incontrato uno di quei tanti froci che attentano alla virtù dello pseudomodello appena andato via? Magari dopo aver sdoganato i gay, a furia di frequentazioni Mara si accorgerà che i comunisti non mangiano i bambini e con il tempo supererà anche questa diffidenza. Fosse andata a cena con Nichi Vendola avrebbe risolto tutti i suoi dubbi in una volta sola.

(continua)

Prosegue la caccia al gay

Sabato sera in pieno centro a Milano una coppia di ragazzi gay è stata aggredita sabato da tre individui. La notizia è stata diffusa dal sito Gay.tv. La coppia si trovavano in corso di Porta Ticinese all'altezza delle colonne di San Lorenzo in compagnia di due amiche ed è stata apostrofata con un Ricchioni! Perché non ci lasciate le vostre ragazze?. Chiara la matrice maschilista commista quella omofoba, due facce della stessa medaglia.
I due hanno risposto per le rime e gli aggressori verbali sono passati alle vie di fatto riempiendo la coppia di calci e di pugni e dando un forte schiaffo in pieno viso a una delle due ragazze intervenuta per sedare la rissa...
Oggi, secondo gli aggiornamenti sul sito gay.tv, i due aggredito dovrebbero avere sporto denuncia.
Niente si sa degli aggressori tranne il dettaglio della t shirt di uno dei tre che aveva stampigliata sopra una croce celtica...


Gianvito, 23enne studente al Politecnico ha dichiarato a corriere edizione di Milano «Mi spiace dirlo ma Milano, che era la città più tollerante d'Italia, non lo è più. E quello che fa male non sono le botte che io e il mio compagno abbiamo preso, ma quello che è successo fa male dentro (...) È la prima volta che vengo aggredito fisicamente (...) spesso è accaduto di essere apostrofato con le solite frasi del tipo "brutto frocio" e con il vasto campionari di battute che purtroppo conosciamo bene. Ma io da Milano non me ne andrò. Voglio laurearmi qui, è la città che ho scelto per studiare e spero per poter lavorare, ma spiace sentire anche da alcuni politici discorsi che inneggiano alla intolleranza e alla discriminazione».

Fonti
Corsera cronaca di Milano

Tg Com

FIN QUANDO RESTIAMO CON LE MANI IN MANO???

lunedì 31 maggio 2010

ALEMANNO: più fascista di così

 «Sono contrario ad una legge sull'omofobia dal punto di vista complessivo, perché avrebbe inevitabilmente dei contenuti ideologici. Sono invece favorevole ad una aggravante specifica per i reati di violenza» (...) . «Una legge che introduce il reato di opinione (...) può essere problematica per molti aspetti e quindi è inaccettabile». Alemanno sindaco (sic!) di Roma (fonte Corsera


Reato di opinione? Ah già non gli va giù che in Italia dire che i negri fanno schifo è reato... Che almeno i suoi camerati possano sfogarsi sui froci...

Più fascista di così...

Il berlusconismo non perdona: Arcigay roma contro la fiaccolata a sostegno del ragazzo recentemente picchiato nella Capitale.

altri blog che parlano della stessa cosa 



Nella notte tra martedì e mercoledì un ragazzo di 22 anni è stato picchiato da quattro romani sui 25 anni. La notizia viene data solamente il 29, quando l'Arcigay Roma* diffonde questo comunicato:
“Gli hanno urlato frocio, frocio e poi lo hanno colpito ripetutamente con calci e pugni all’addome e al volto fino a farlo cadere. E’ accaduto – afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma - nella notte tra martedì 25 e mercoledì 26 maggio, tra l’1.30 e le 2 a S., un ragazzo romano di 22 anni, nei pressi di via Cavour (via del Fagutale). Il ragazzo aggredito si è rivolto a Gay Help Line 800.713.713, il numero verde antiomofobia per denunciare l’episodio e ha deciso di sporgere denuncia grazie al servizio di assistenza legale gratuita che la nostra associazione mette a disposizione”.

“Gli aggressori - aggiunge il responsabile dell’Ufficio Legale di Gay Help Line, Daniele Stoppello – quattro italiani tra i 25 e i 30 anni, dopo averlo lasciato privo di sensi per terra, gli hanno poi sottratto il cellulare con il quale, prima di essere colpito era al telefono con un amico al quale è riuscito a chiedere aiuto e che lo ha poi raggiunto sul luogo della violenza. Il ragazzo aggredito è stato ricoverato d’urgenza in Ospedale, riportando diverse ferite, tagli e contusioni al volto (in allegato le foto) e rischiando di perdere l’occhio. Le lesioni riportate dal mio assistito sono gravissime. E’ necessario fare piena luce su questa vicenda e, per questo, forniremo tutti i dettagli e gli elementi utili agli inquirenti perché siano trovati i responsabili”.

“Facciamo davvero un appello alle Forze dell’Ordine – conclude Marrazzo – perché rintraccino i colpevoli di questa aggressione così violenta: sono troppi i casi di omofobia di cui non sono stati individuati i responsabili, come, ad esempio, la coppia di ragazzi gay aggredita a Campo de’ Fiori, quella aggredita ai Fori Imperiali e il ragazzo aggredito al bus notturno qualche settimana fa. C’è da notare, inoltre, che gli aggressori sono sempre più spesso giovani. Le Istituzioni si impegnino davvero quanto prima a mettere in campo una campagna di formazione ed educazione contro l’omofobia e la transfobia a partire dalle scuole come avviene in molti altri Paesi europei. E’ necessario che la comunità lesbica, gay e trans e la città reagiscano a questo ennesimo episodio di violenza”. fonte Arcigay Roma

Non è un caso che il comunicato enfatizzi il contributo della Gay help line. L'Arcigay ha bisogno di finanziamenti pubblici per questa iniziativa e sfrutta l'aggressione per garantirsene di nuovi nell'immediato futuro (che oltre dal comune, potrebbero arrivare anche dalla Provincia). Sul sito non si fa riferimento ai finanziamenti ottenuti dal Comune di Roma, e si sottolinea anzi l'importanza del contributo dei volontari...

Nel comunicato il caso del ragazzo viene cannibalizzato da Arcigay il cui avvocato parla al plurale dicendo che "E’ necessario fare piena luce su questa vicenda e, per questo, forniremo tutti i dettagli e gli elementi utili agli inquirenti perché siano trovati i responsabili". Forniremo? Chi? Aricgay o l'aggredito?

Ma tant'è.

Appena la notizia si diffonde decidiamo di organizzare come We Have a Dream una fiaccolata alla quale aderiscono tute le associazioni romane e anche Arcigay (che indice una conferenza stampa alle 21, mezzora prima l'appuntamento per la fiaccolata, così da avere i media tutti per sé).
Anche se la fiaccolata non ha l'autorizzazione della questura (non c'erano i tempi tecnici per richiederla, bisogna andare almeno 72 ore prima ), avvertita la Digos, il gruppo convenuto davanti al Coming Out (il locale dal quale l'aggredito era uscito) si muove verso colle oppio passando proprio nella via dove è stata compiuta l'aggressione. Lì la fiaccolata ufficialmente si scioglie.
Poi per un sentire comune ci si incammina tutti verso il bar in via Cavour che, secondo La Stampa
"In via Cavour, uno dei miei due soccorritori ha chiesto dei fazzoletti in un bar per tamponare il sangue, ma loro si sono rifiutati. Nel frattempo io non ero cosciente e il mio sangue colava", ha spiegato la vittima al suo avvocato Daniele Stoppello.

Ci siamo così ritrovati tutti davanti al bar dove abbiamo gridato spontaneamente "grazie" e "vergogna" in tanti, all'unisono, gettando a terra quei fazzolettini che il bar si era rifiutato di dare.

Qualcuno però inizia a gridare "Cosa fate!!! Non è questo il bar!!!".
Panico.
Ci siamo sbagliati?
Dobbiamo credere scusa ai proprietari del bar?
Il mio amico Antonio commenta sconvolto ecco le facili strumentalizzazioni cui si può giungere e, un po' disgustato, se ne tona a casa.
Io cerco di capire cosa succede. Intanto la polizia si avvicina e chiede al gruppo non autorizzato di disperdersi.
Si creano due schieramenti da una parte, vicino ala polizia, alcuni componenti di Arcigay fra cui riconosco il presidente Francesco Marrazzo e il ragazzo che ha detto che il bar non è quello giusto, dall'altra tutti gli altri.
Si scopre che IL BAR E' QUELLO GIUSTO.
E se il bar è quello giusto Arcigay che rappresenta legalmente l'aggredito non poteva non saperlo.
La polizia vuole vederci chiaro.
Intanto è chiara la figuraccia che abbiamo fatto come movimento con l'opinione pubblica.
Un ragazzo americano mi chiede spiegazioni.
Gliele do. Mi guarda con una faccia... Poi mi ringrazia e se ne va.
Intanto SONO I PROPRIETARI STESSI DEL BAR A CONFERMARE CHE QUELLO E' IL BAR CHE NON HA DATO I FAZZOLETTINI...
Obtorto collo Marrazzo mette mano al megafono e chiede scusa, giustificandosi dicendo che siamo ancora sconvolti per l'accaduto ma i fischi degli astanti coprono la sua voce nonostante il megafono.
Capite?
Hanno mentito sapendo di mentire, cercando poi di giustificarsi che erano ancora scossi emotivamente per l'aggressione.
SCIACALLI.
E' una giustificazione da novellini della politica non da squali della politica glbtqi come Arcigay e Marrazzo sono.
Pur di coltivare i propri interessi (so anche quali sono ma non posso parlarne perchè non ne ho le prove...) non si fermano nemmeno dinanzi le bugie.
Mentono sapendo di mentire.
Proprio come fa Berlusconi che afferma tutto e il contrario di tutto, tanto poi ritratta, è stato frainteso, non lo hanno capito.
Se, infatti, come ci hanno detto con una faccia tosta esemplare, cambiando via via versione,  che loro non sapevano se il bar era quello, che ci sono delle indagini in corso (non è vero visto che non è ancora stata sporta denuncia...), che se volevano adire le vie legali contro il bar ora non lo si può fare... se qualunque di questa ragioni fosse stata quella vera che li ha spinti ad agire non avrebbero gridato pubblicamente CHE FATE IL BAR NON E' QUELLO come ho sentito e visto io (e posso testimoniarlo anche davanti a un giudice), bastava rivolgersi agli organizzatori della fiaccolata (loro sanno chi) e chieder a uno di loro qualsiasi all'orecchio "ma siete sicuri che il bar sia questo?".
Dispersi i manifestanti, mentre tronavamo al Coming marrazzo e gli altri ci hanno detto che non erano d'accordo con quell'agire politico (il rimprovero al bar).
Capite la democrazia?
Io non sono d'accordo (non io singolo cittadino, io presidente di un circolo di cultura gay finanziato dai soldi pubblici...) e non è che lo dico,  ne parlo, magari ci scrivo un comunicato, ma vengo, interferisco, mento e blocco l'azione. Se non è un comportamento fascista questo... (dove fascista mie cari lettori e lettrici in questo caso significa prepotente come riportato sul dizionario Zingarelli secondo significato del termine).
Se l'arroganza Berlusconiana di mentire e poi giustificarsi con versioni sempre differenti ha raggiunto anche parte del movimento vuol dire che il paese sta messo molto peggio di quanto si pensi.
E al di là dei problemi che la comunità omosessuale di Roma ha (un pride gestito da un nuovo comitato, che ha aperto alla destra, che ha tolto la parola gay facendo campeggiare solo la parola PRIDE perchè magari la parola Gay dà fastidio a qualcuno...) al di là delle diverse opinioni politiche, delle posizioni antagoniste, che si arrivi a mentire, pubblicamente, urlando come degli assatanati, ingenerando confusione, disinformazione, panico, e, perchè no, rischiando una rissa con chi SA che il bar è quello giusto, mi fa vomitare che per interesse politico si arrivi a manipolare anche una fiaccolata nata dal basso, spontaneamente, perchè un ragazzo di 22 anni è stato massacrato di botte.
Una fiaccolata alla quale si era chiesto di non portare bandiere di partito o di associazioni, richiesta che Arcigay ha ignorato pensando bene di diffondere il volantino del pride 2010 (quello dal quale è sparita la parola gay) il cui slogan è ogni bacio una rivoluzione (ne capite il senso politico?) un pride non condiviso dalla sinistra del movimento (che i soliti fasci e nostalgici accusano di essere estremista) e quindi non un pride di tutti (ma quelli del comitato dicono che alla maggioranza sta bene e che in democrazia vige il principio della maggioranza... Non vi ricorda forse qualcuno???).

Ed eccoti bello e sistemato anche il movimento!


Del loro comportamento bugiardo, calcolatore e opportunista Marrazzo e accoliti dovranno renderene conto alla comunità, al partito di riferimento, alla cittadinanza romana e all'Italia tutta.




Bollettino di guerra:

19 agosto 2009, Emilio Rez, gay, avvicinato con una scusa, quindi insultato e picchiato.

22 agosto 2009, Svastichella aggredisce una coppia di ragazzi colpevole di scambiarsi effusioni in pubblico. Uno dei due, Dino, verrà accoltellato allo stomaco.

26 agosto 2009,  ignoti danneggiano il Qube, la sede di Muccassassina,  serata del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli.

1 Settembre 2009, due teste rasate lanciano delle bombe carta in via San Giovanni in Laterano, la Gay street di Roma. Alcuni ragazzi verranno leggermente feriti.

19 Settembre 2009, ennesimo atto vandalico al Qube.

11 Ottobre 2009, nuova aggressione in via del Corso, contro una coppia gay. Gli aggressori urlano slogan neofascisti.

20 novembre 2009, Brenda, una persona transessuale coinvolta nel caso Marrazzo, viene trovata  carbonizzata nel suo appartamento. L’ipotesi è omicidio volontario.

25 Aprile 2010, Mattia, gay, viene aggredito in autobus, in pieno centro.

29 maggio 2010, un ragazzo di ventidue anni viene aggredito in via Cavour. Gli gridano “frocio”. Rischia di perdere un occhio. I gestori di un bar lì vicino gli negano soccorso.



*Oltre al servizio della Gay Help Line Arcigay Roma offre un circuito ricreativo del quale fanno parte

APOLLION – Sauna -
Via Mecenate 59/a, Roma - TEL. 06/4825389
EMC - EUROPA MULTI CLUB - Sauna –
Via Aureliana 40, Roma - TEL. 06/4823650
FREQUENCY - Cruising bar
Via Enea 34, Roma - TEL. 06.7851504
FRUTTA E VERDURA - Cruising disco –
Via di Monte Testaccio 94, Roma, TEL. 347.8797063
HANGAR - Cruising Bar –
Via in Selci 69/a, Roma - TEL. 06/48813971
IL DIAVOLODENTRO - Cruising –
Largo Itri 23/24, Roma - TEL. 347/7285891
K CLUB - Cruising –
Via Amato Amati 8, Roma - TEL. 06/21701268
LA TAVERNA DI EDOARDO II - Ristorante –
Vicolo Margana 14, Roma - TEL. 06/69942419
MEDITERRANEO SAUNA - Sauna –
Via Pasquale Villari 3, Roma - TEL. 06/77205934
SKYLINE - Cruising Bar –
Via Pontremoli 36, Roma - TEL. 06/7009431


Ma invece di dare i soldi a questi qui non si possono spendere le stesse cifre per fare dei corsi contro l'omofobia nelle scuole e nei posti di lavoro?!?!?!

sabato 29 maggio 2010

In attesa dell'ESTATE tutti al cinema

I FILM SUL PRATONE DELLA SAPIENZA 



LE PROIEZIONI SONO ALLE 21

8 GIUGNO

A dirty shame USA 2004 di John Waters


10 GIUGNO

An soap DANIMARCA 2008 di Pernille Fischer Christensen


15 GIUGNO
L' amore e basta ITALIA 2009 di Stefano Consiglio,


17 GIUGNO 
Butterfly (Hu Die) HONG KONG 2004 di Yan Yan Mak,

22 GIUGNO

Glue ARGENTINA/UK 2006 di Alexis Dos Santos,


24 GIUGNO

Iran trans GB/USA/CANADA/IRAN 2008 di Tanaz Eshaghian


Per dettagli sui film in programma cliccate qui

giovedì 13 maggio 2010

Tutt* in piazza per la Giornata Mondiale contro L'Omofobia

Rumoros* contro il silenzio!


Il 17 maggio 2010 si celebra la sesta giornata mondiale contro l’omofobia e la Transfobia (IDAHO International Day Against Homophobia).

La data ricorda il 17 maggio 1990 quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rimosso anche l’omosessualità ego-distonica dall’elenco delle malattie mentali.

Il Parlamento Europeo si è già pronunciato il 18 Gennaio 2006 con una Risoluzione sull'omofobia in Europa nella quale condanna con forza ogni discriminazione fondata sull'orientamento sessuale ed è tornata a parlarne con la risoluzione del 26 aprile 2007 per ricordare la necessità che la discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale in tutti i settori sia vietata completando il pacchetto legislativo contro la discriminazione basato sull'articolo 13 del trattato CE, indicendo il 17 maggio di ogni anno quale Giornata internazionale contro l'omofobia.

Ancora oggi, nel 2010 alle sollecitazioni del Parlamento Europeo lo Stato Italiano risponde con l’indifferenza e il silenzio e continua a evitare di promulgare una legge che riconosca il reato di Omofobia.

Al silenzio istituzionale si unisce quello sociale. Entrambi favoriscono non solo la violenza fisica, ma anche la discriminazione a scuola, sul posto di lavoro, nei luoghi di aggregazione per le persone lesbiche, gay, trans gender, bisessuali, queer e intersessuali.

L’omofobia la si subisce ogni giorno, anche nei piccoli gesti della vita quotidiana, per questo vi invitiamo a scendere in piazza per farci sentire, in maniera pacifica, colorata e chiassosa!

Portate in piazza i vostri ‘strumenti’ per essere rumorosi contro il silenzio delle Istituzioni: strumenti musicali, fischietti, pentole, coperchi, campane, cellulari e tutto quanto troviamo nelle nostre case per squarciare il silenzio che circonda l’omofobia.

Vi aspettiamo Lunedì 17 maggio dalle ore 19 in poi, davanti la piazza di Montecitorio

- Leggeremo una sintesi della risoluzione europea contro l’omofobia, per conoscere ciò che succede attorno a noi e ciò che ancora non succede in Italia.

- Ognuno di noi potrà leggere le dichiarazioni omofobe, esplicite o velate, di personaggi pubblici, politici e prelati che contribuiscono a diffondere questo clima di odio sociale. Vi invitiamo a portare dichiarazioni, articoli, brevi scritti estratti da qualsiasi pubblicazione che ognuno di noi potrà leggere in piazza.

- Sulla scia della mobilitazione, della rottura del silenzio e dello spirito di solidarietà, alla fine imbracceremo tutti i nostri ‘strumenti’ e contribuiremo a costruire una chiassosa, ma pacifica orchestra rumorosa contro il silenzio!

puoi farti un’idea qui

Delle teorie riparative e dell'essere omosessuali

 Avevo deciso di non parlarne perchè non ho mai preso in considerazione seriamente le teorie riparative e chi le proponeva/propinava/propalava.
Era come rispondere a chi crede che gli alieni siano tra di noi.

Poi succede che Nicolosi (non lasciatevi ingannare dal cognome, è un americano...) il papà delle teorie riparative viene in Italia il 21 e 22 maggio a fare un convegno, invitato da un gruppo di ...riparati che hanno costituito il Gruppo Lot Regina della pace talmente ...riparati che nel loro stesso nome mettono il sostantivo Regina.

Su Internet viene ovviamente fatta pressione all'orine degli psicologi perchè prendano le distanze da Nicolosi denunciando la non scientificità del suo operare.

La risposta dell'ordine (del lazio) non si fa attendere:

“Noi, psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, psicoanalisti, studiosi e ricercatori nel campo della salute mentale, in occasione della presenza in Italia di Joseph Nicolosi al convegno “Identità di genere e libertà”, condanniamo ogni tentativo di patologizzare l’omosessualità, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce una “variante naturale del comportamento umano”.

Joseph Nicolosi, fondatore del NARTH (Associazione per la Ricerca e la Terapia dell’Omosessualità), sostiene, contro ogni evidenza scientifica, che l’omosessualità è “un disturbo mentale che può essere curato”, è “un fallimento dell’identificazione di genere” ed è “contraria alla vera identità dell’individuo”.

Queste teorie, le terapie “riparative” che su di esse si basano, e ogni teoria filosofica o religiosa che pretenda di definire l’omosessualità come intrinsecamente disordinata o patologica, non solo incentivano il pregiudizio antiomosessuale, ma screditano le nostre professioni e delegittimano il nostro impegno per l’affermazione di una visione scientifica dell’omosessualità.

Un terapeuta con pregiudizi antiomosessuali può rinforzare i sentimenti negativi di colpa, disistima e vergogna che molti omosessuali provano, e così alimentare l’omofobia interiorizzata e il minority stress, danneggiando spesso irrimediabilmente la salute mentale del soggetto.

La persona omosessuale che chiede di essere “guarita” (e i familiari spesso coinvolti) va ascoltata ed aiutata a capire le ragioni della sua difficoltà ad accettarsi, ma non va ingannata con la promessa di terapie miracolistiche prive di efficacia dimostrata. [Ndr il grassetto è mio].

Ricordiamo che gli psicologi italiani sono tenuti al rispetto degli articoli 3, 4, 5 del Codice Deontologico, che ribadiscono, tra l’altro, come lo psicologo debba lavorare per promuovere il benessere psicologico, astenersi dall’imporre il suo sistema di valori e aggiornare continuamente le sue conoscenze scientifiche.

Ricordiamo anche che le più importanti associazioni scientifiche e professionali internazionali, come l’American Psychological Association e l’American Psychiatric Association, raccomandano di astenersi dal tentativo di modificare l’orientamento sessuale di un individuo e (come recentemente ribadito dal Report of the Task Force on Appropriate Therapeutic Responses to Sexual Orientation dell’American Psychological Association, Washington, D.C., 2009) affermano che le terapie di “conversione” o “riparazione” dell’omosessualità sono basate su teorie prive di validità scientifica e non hanno il sostegno di ricerche empiriche attendibili.

E’ nostro dovere affermare con forza che qualunque trattamento mirato ad indurre il/la paziente a modificare il proprio orientamento sessuale si pone al di fuori dello spirito etico e scientifico che anima le nostre professioni, e in quanto tale deve essere segnalato agli organi competenti, cioè agli ordini professionali”. (fonte Psicologia gay)


Una bella vittoria, anche se, non fossimo in un paese in emergenza culturale per il buonsenso avremmo dovuto pensarla tutti così.

Non entro in merito alle teorie di Nicolosi.

Entro invece in merito alle affermazioni delle regine di Lot (scusate la battuta maschilista e omofoba).
Leggete cosa scrivono i signorini guariti perchè è molto interessante.


Il cuore del messaggio che vogliamo lanciare è che la presunta normalità dell’omosessualità, come fattore inevitabile per cui si nasce omosessuali, è solo un’azione portata avanti dalle organizzazioni pro-gay e contro la famiglia e la natalità per spaccare la società tradizionale. In realtà le tendenze omosessuali emergono a seguito di alcuni fattori come le condizioni familiari in cui si cresce o particolari situazioni di vita, ma che sono tendenze che possono essere sconfitte, riportando alla normale condizione per cui si è nati: essere uomo o essere donna


Questi (queste?) confondono ancora genere con orientamento sessuale tanto per capire quanto sono intrisi di patriarcato e maschilismo. Un equivoco dal quale nessuno è davvero immune se anche "tra di noi" gay ci si chiama al femminile...

Ma c'è un punto molto interessante che è quello dell'origine dell'omosessualità

Le ...regine dicono che i movimenti pretendono che omosessuali si nasca. Solo questa origine oggettiva darebbe all'omosessualità una consistenza dura e pura incontrovertibile.
Invece, dicono loro, visto che omosessuali si diventa, allora questa dignità di esistenza è meno forte e si può tornare indietro.

Una visione terzo sessista che piace anche a mote sorelle... Ma che non ha alcun senso nemmeno a livello semantico.
L'omosessualità è una delle possibilità sessual affettive che l'essere umano ha a disposizione. Nessuno può dire a un'altra persona (adulta e consenziente) con chi andare  a letto o cosa farci.

I diritti che gay  e lesbiche chiedono oggi con tanta insistenza sono gli stessi che chiesero le donne che fino al 60 anni fa nemmeno potevano votare (in Italia). D'altronde la Chiesa discettava sulla mancanza di anima nella femmina...

"Gay" non dovrebbe essere un sostantivo perchè non è una razza non individua comportamenti simili oltre a quello sessuale non tutti sono gay allo stesso modo e insomma se l'unica cosa che so di una persona è il suo orientamento sessuale il fatto di saperlo gay non mi garantisce maggiore fiducia del fatto di saperlo etero.

Gay individua una componente talmente trasversale nella compagine della varietà di pensiero atteggiamento cultura e sensibilità del genere umano che non dovrebbe nemmeno emergere se non c fosse un tabu che cerca sempre di nascondere minimizzare cancellare l'omosessualità.

Io ho orrore di una teoria dell'orientamento sessuale che lascia solo alla categoria di appartenenza e non a me la possibilità di scelta.
Lo diceva Keynes che gli omosessuali e gli eterosessuali puri sono una piccola percentuale e che tutti gli altri vivono in un mix composito tra i due orientamenti.
Sarebbe bello non parlare di orientamento ma di persone.
Non "mi piacciono gli uomini" ma mi piace Graziano invece che Mariassunta. Altrimenti si rischia che gay non indichi più solo l'orientamento sessuale ma uno stile di vita che prescinde dal sesso (altrimenti non capisco cosa significa gay for pay, cioè i porno-attori che girano scene gay ma loro sono eterosessuali... tornerò sull'argomento).

Non è vero che io non ho scelto di essere gay.
Quando ho scoperto che mi piacevano i ragazzi ho abbracciato questo mio orientametno con gioia e contentezza.
IO SONO FELICE DEL MIO ORIENTAMETNO SESSUALE
Se oggi ci fosse una pillola per l'eterosessualità non la prenderei minimamente (mi piacciono troppo i ragazzi per rinunciare  a loro. Al limite potrei cercare di ampliare, sostenere, esplorare la mia parte etero ma se , per fare questo, dovessi rinunciare alla mia parte gay, no grazie, sto bene così).
Si sceglie. E gli egodistonici che si fanno curare non capiscono che il problema è culturale, ambientale. Hanno paura di vivere una vita da emarginati e si adeguano ala maggioranza.
Ma in un mondo ferino come quello umano ogni scelta è causa possibile di discriminazione.
Ma tant'è. Finché ci saranno quelli come le ...regine di Lot dovremo essere più terra terra.

sabato 8 maggio 2010

Omocentrismo... l'altra faccia dell'omofobia

Lo so è un pessimo neologismo. Ma mi sembra che individui perfettamente un atteggiamento che hanno molti, troppi uomini, etero o gay che siano.

Prendiamo la foto di Ibrahimovic' e Piquè che ha fatto il giro del web.
Insomma un fan (?) o, piuttosto, un voyeur, ruba questa foto ritraendo i due calciatori fuori dallo stadio, nel loro privato.
Prima di questa foto non sapevo chi fossero 'sti due,. Sapete che il mio interesse per il calcio è pari a quello che ho per le martellate sulle gengive...
Apriti cielo!
Su facebook aprono addirittura un gruppo che si dice meravigliato del loro gesto (non metto il link, evito di fargli altra pubblicità).
Altri da collocazioni sospette scrivono invece cose molto condivisibili, come Giordano Bruno Guerri sul Giornale (leggetelo tutto l'articolo altrimenti vi viene un colpo..)


Un po' meno felici le osservazioni di gay.it pessimo sito pettegolo che mostra solo c e c di famosi o presunti tali ragazzotti
Ecco come commentano questa foto:
Giochi di prospettiva, o forse no. La foto rubata da un tifoso che ritrae i calciatori del Barcellona Zlatan Ibrahimovic' e Gerard Piqué in atteggiamenti intimi sta facendo il giro del web. Scattata dopo un allenamento al Centro Deportivo del Barça, l'immagine ritrae i giovani campioni mano nella mano. Ibra è appoggiato all'auto mentre Piquè sta in piedi, davanti a lui, un pò più vicino di quanto due semplici amici si concederebbero di stare. Molti sono i tifosi rimasti increduli, al punto da aprire una pagina sul social network Facebook chiamata "Anche io sono rimasto/a sbalordito nel vedere la foto di Ibra e Piqué". Altri sostengono che si tratti di un inquadratura "ingannevole" o di una sincera amicizia, molti, infine, sperano che si tratti di qualcosa di più.

un pò più vicino di quanto due semplici amici si concederebbero di stare.

Ecco. Anche agli occhi dell'autore di queste righe la foto non lascia dubbi.
I due sono prossemicamente al di là della semplice amicizia e dunque sono gay

Sia che si guardi questa foto e si dica "che schifo" sia che la guardi e si dica "che carini" non se ne esce, quell'atteggiamento è inequivocabilmente visto, letto, come gay o, comunque, fa insorgere il sospetto.
Ecco l'omocentrismo, altra faccia dell'omofobia. Leggere quel gesto di amicizia, di tenerezza, di solidarietà tra due uomini, come esclusivamente o precipuamente gay è frutto dello stesso maschilismo che legge come gay un atteggiamento di educazione, di sensibilità in un ragazzo perchè travalica il luogo comune sulla mascolinità.

Guardate la foto. Cosa si stanno dicendo i due?

a) Ma dai vedrai che lei ritorna con te.

b) Non preoccuparti tuo padre si riprenderà dall'infarto

c) non vedo l'ora di fare l'amore con te.

Quale vi sembra la più plausibile?

I due calciatori non rimangono uomini in tutti e tre i casi?

Non per il maschilismo strisciante che ci colpisce tutti (beh non proprio tutti) che ci fa dire
di a) certo se state così vicini la sua ragazza col cavolo che ci torna con lui, pensa piuttosto che siete due froci
di b) ma che maschio sei che ti preoccupi così vistosamente per tuo padre? Che sei una femmina che esteriorizzi i sentimenti? Non sai che i veri maschi si tengono tutto dentro?

di c) allora siete proprio froci.

Anzi nella mentalità da maschietto è meglio l'ipotesi c perchè non mette in discussione a e b anzi conferma il maschilismo: gli amici sono virili e i maschi non esternato SOLAMENTE I GAY LO FANNO.

Io ho un sacco di amici etero che non seguono alcuno stereotipo sulla mascolinità e molti mie amici (gay e non ) mi chiedono ma sei sicuro di lui?

D'altronde fin da piccolo se vedevo un ragazzo che mi piaceva non mi sono mai chiesto "sarà gay? Ma, più pragmaticamente ci starà?
Perché scopare coi gay quando puoi scopare con chi ti pare?

Ora che vedano in quella foto un atteggiamento gay gli eterosessisti cretini e maschilisti mi fa vomitare ma non mi sorprende più di tanto che ce lo vedano anche i froci (almeno quelli che scrivono su gay.it) mi fa vomitare un poco di più.

sabato 24 aprile 2010

Queering Roma prima festa del cinema gaylesbotrans della Capitale

 Alla presentazione della Festa (Una festa non un festival, precisa il suo papà Massimo Iacobelli, sua madre e madrina Cristiana Alicata, presente in sala, come ha ricordato Giovanni Minerba) Queering Roma l'assessore alla cultura Cecilia d'Elia racconta di aver provocatoriamente domandato a Massimo Iacobelli, quando aveva chiesto il contributo economico della Provincia, ma questo tipo di evento serve ancora?
La domanda più che provocatoria è retorica, la risposta essendo "sì" altrimenti la Provincia non avrebbe dato i soldi. "Sì" per dare visibilità a un certo tipo di film, sì per fare comunità in una città come Roma dove la cultura omosessuale è da sempre relegata all'angolo dalle istituzioni.
Al di là della qualità dei film visti ieri (metà di quelli programmati, visto che Queering prevede due programmi in contemporanea) davvero modesta - tranne Ang laro ng buhay ni Juan (The Game of Juan’s Life)  - (Filippine, 2009) di Joselito Altarejos (DigiBeta, 71’, col.) - quel che mi ha colpito è l'atteggiamento degli uomini presenti in sala, i ragazzi e meno ragazzi del pubblico che sono venuti a vedere i film con un atteggiamento che la dice lunga sul grado di scarsa se non nulla educazione critica (e non solo). Tutti griffati, impaccati di soldi (non si parava che di viaggi e di case acquistate, tra un film e l'altro, sì, come al solito ho origliato), tutti con quei maledetti e costosissimi i-phone che continuavano a tenere accesi abbagliando gli spettatori vicini non solo per vedere l'ora ma per scrivere continui messaggi (come ha fatto un frocio cafone alla mia sinistra alle proiezioni delle 20 e 30) come dire non importa vedere i film l'importante è esserci...
I froci romani partecipano a Queering non per vedere i film ma per presenziare all'evento... Alla festa del cinema gay (scelta veltroniana e infelicissima del nome, ogni cosa frocia prende subito i connotati del divertimento) guardando a questi film come guardano alle cose loro propinate dalla tv sia questa la generalista rai e mediaset o i canali satellitari o quelli su internet, senza chiedersi il senso dei film, il senso della festa (perchè quei film e non altri tra quelli presentati al festival di Torino programma dal quale sono stati scelti) senza chiedersi perchè sono lì.
Gay effeminati tutti allo stesso modo, maleducati (come la coppia occhialuta alla mia destra che ha commentato ogni singola scena del film con delle osservazioni degne della migliore massaia...) insensibili e impermeabili alla cultura tout court figuriamoci a quella gay (qualunque cosa questo termine voglia dire...). Gay che non sono capaci di un giudizio critico autonomo se applaudono ancora l'ennesimo film (Children of God (Bahamas, 2009) di Kareem Mortimer (DigiBeta, 103’, col.) che presenta dei personaggi gay per poi farli morire ma il loro amore rimarrà per l'eternità (ancora?!?!?!?!) e che, in quanto a giudizio estetico, usano gli stessi criteri con cui decidono di acquistare una lampada vintage da 300 euro invece che una bella lo stesso ma di Ikea e quindi dozzinale a 30 euro (la crisi non colpisce i gay ma solo i ricchioni...).
Per cui caro Assessore da un certo punto di vista queste manifestazioni, feste o festival che dir si voglia, servono, servono tantissimo. Dall'altra però... perle ai porci!

mercoledì 21 aprile 2010

Queering Roma è alle porte!

Da Venerdì 23 aprile a Domenica 25 Aprile il Nuovo Cinema Aquila di Roma ospita la prima edizione di Queering Roma festa del cinema a tematica LesboGayBisexTransQueer organizzata

dall'associazione Armilla grazie al sostegno della Provincia di Roma e alla collaborazione del Festival Da Sodoma a Hollywood di Torino.

Tre giorni di proiezioni di film presentati in una rassegna che non si rivolge solo alla popolazione gay lesbica e trans della Capitale ma a tutti gli appassionati di cinema che potranno vedere film e documentari esclusi dal normale circuito commerciale colmando un vuoto nella programmazione culturale romana che dura ormai da troppo tempo.

Questa prima edizione di Queering Roma propone lungometraggi, corti e documentari, provenienti dall'edizione 2010 del festival Da Sodoma a Hollywood di Torino selezionati dal suo storico direttore, Giovanni Minerba.


I film sono in versione originale sottotitolati in italiano.

Per scaricare il programma del festival in formato pdf cliccate qui

Le proiezioni sono al Nuovo Cinema Aquila
Via L’Aquila 68 Roma
Tel. 06 70399408
web: http://www.cinemaaquila.com

1 ingresso 5 euro
3 ingressi a spettacoli diversi 12 euro

Infoline 339.8164158
web: http://www.queeringroma.it

mercoledì 14 aprile 2010

Bertone dacci i nomi o stai zitto

Molti sociologi, molti psichiatri hanno dimostrato che non c'è relazione tra celibato e pedofilia - ha dichiarato il segretario di Stato - e invece molti altri hanno dimostrato, me lo hanno detto recentemente, che c'è una relazione tra omosessualità e pedofilia. Si tratta di una patologia che interessa tutte le categorie sociali, e preti in minor grado in termini percentuali Tarciso Bertone, segretario di Stato vaticano fonte La Repubblica del 13 aprile

Non entro nemmeno in merito a certe illazioni.
Chiedo a Tarciso Bertone i nomi dei sociologi e degli psicologi in questione e, soprattutto, che cosa significhi che gli psicologi hanno dimostrato visto che la psicologia non è una scienza e dunque non può "dimostrare" nulla...

Certo la faccia tosta della Chiesa non ha pari...

lunedì 12 aprile 2010

Queering Roma deve ancora inziare e solleva già tanti dubbi.

Non fraintendete. Ci andrò, ne parlerò, sarà un'occasione per vedere dei film non distribuiti normalmente e dunque invisibili, è bello ci sia il patrocinio (e i soldi?) della Provincia di Roma, ma... ci sono tanti piccoli dettagli che mi fanno alzare il sopracciglio (come quando si stupisce Mr. Spock...).


Il manifesto
ROSA?

Siamo tornati al 1991 quando Raitre fece una trasmissione speciale su gay e lesbiche, condotta da Gad Lerner,  dove parlarono solo uomini (e Graziella Bertozzo allora presidente di arcilesbica poté parlare solo a fine trasmissione, verso le 23...).
L'immagine delle gambe che si intrecciano non è certo originale ma, soprattutto, è sessista!
I maschietti portano le scarpe da ginnastica e le femminucce i tacchi a spillo.

Bel cliché eterosessista...



I film

Ecco l'elenco dei film in programma.

Programma Queer
                                                           
29 titoli tra lunghi medi e cortometraggi, tutti in formato digitale, anche quelli che in origine sono in pellicola (come lo splendido When Night Is Falling di Patricia Rozema) proiettato in versione digitale non sappiamo per quale motivo (ma sicuramente il digitale costa meno della pellicola).
Un problema tecnico per esperti, direte voi, invece no. Una educazione dello spettatore (della spettatrice) irrinunciabile.
I film al cinema si vedono nel supporto originale, quello digitale sostitutivo va bene per la visione privata casalinga non pubblica. Qualunque sia il motivo un buon festival avverte sempre gli spettatori che il film lo si vede su supporto non originale e, magari, si spiega anche il perchè.

LE TRAME

Leggendo velocemente tra le varie sinossi mi sono imbattuto in diverse ...amenità.


Sabato 24 Apr. in SALA 2 alle Ore 18 si proietta
Transgender elettronici di  Federico Ercole - (Italia, 2010, Doc., Betacam SP, 50’, col.)
che parla di 


Raccontare le proprie emozioni a contatto con l’immateriale elettronico: videogiocatori gay, critici videoludici e appassionati di videogame trattano il tema dell’omosessualità virtuale, fondata sul travestimento insito in ogni videogame, dove ognuno di noi si può riconoscere.

L'omosessualità fondata sul travestitismo?!?!?!


Siamo ancora a questo? I froci so travestiti ?!?!?!?!?!?!?!?!?! 

mmmm 
Eppure il cinema americano off Hollywood e più di qualche annetto fa aveva detto una parola DEFINITIVA sull'argomento...


Ai curatori del festival sarà sfuggito l'inappropriato accostamento (e poco importa se a loro la sinossi è arrivata così com'è... bisogna sempre leggere quel che si pubblica... anche o soprattutto quando non è farina del proprio sacco).

 Insomma il Festival deve ancora cominciare e ci sono già tante piccole cose che non vanno...


lunedì 5 aprile 2010

La pedofilia non è il male della Chiesa.

Leggo con sospetto i commenti disinvolti su blog di amici, e di sconosciuti, sulle recenti visissitudini che continuano a legare la Chiesa alla Pedofilia.
Intanto per l'uso distorto di un termine che oggi vale per qualsiasi forma di violenza sessuale: anche nel caso della diciassettenne (chiamata ragazzina) stuprata da un uomo conosciuto tramite Facebook  ci si riferisce alla violenza sessuale come a un caso di pedofilia (sic!).
Non c'è molta differenza con chi si riferisce all'aborto come all'uccisione di un bambino e non di un feto. C'è un pregiudizio ideologico che invece di essere esplicitato per onestà intellettuale viene ben nascosto tra le parole, proprio come fa la Chiesa di solito.
Trovo disgustosamente ipocrita che si critichi la Chiesa riportando la pedofilia come suo massimo esempio di malvagità.
Ipocrita e ottuso.

Ottuso perchè uno scandalo sessuale fa grattare qualunque prurito, anche quello di chi si professa aperto e tollerate in nome del proprio orientamento sessuale ma poi tradisce un conformismo rivoltante che, per criticare la Chiesa e il Vaticano, non trova niente di meglio che usare la pedofilia. Senza rendersi conto che, così facendo, crea un alibi indistruttibile alla Chiesa che può sempre, legittimamente, dire che i pedofili non sono previsti dal vangelo che, insomma, la pedofilia non fa parte della Fede.
Perché oggi la pedofilia è il bau bau di tutti anche di gay e lesbiche.
Come sono lontani gli anni in cui se ne poteva parlare tranquillamente, quando il pedofilo non era uno stupratore ma una persona adulta attratta dai bambini con una sessualità non genitale, non penetrativa.

Dove sono questi paladini dell'innocenza dei minori quando la Chiesa seguendo la sua dottrina commette atti ben più gravi di quando insabbia qualche caso di pedofilia?
Dove sono i miei indignati co-orientamento sessuale (con i quali in casi come questo sento proprio di non avere NULLA in comune) quando la Chiesa propina il Creazionismo? Quando afferma che la scienza rende gli uomini aridi? Dove sono?
Dove siete?

Ipocrita perchè è facile accusare qualcuno dicendo che fa qualcosa di illegale o di immorale o di criminoso, ma è un discorso politico miope e debole: si attacca la persona (l'istituzione) credendo così di attaccarne le idee. Più difficile attaccare le idee... Lo fa chi ha la cultura per farlo...
A me un prete non fa orrore perchè "è pedofilo" perchè non tutti i preti sono pedofili e non tutti i pedofili sono preti. D'altronde chi vede in ogni prete un potenziale pedofilo  (usando un pregiudizio simile a quello usato da Fini qualche anno fa a danno dei gay) è razzista proprio come gli antisemiti (ha ragione chi lo ha detto, anche se nessuno  ne ha capito il senso).

A me un prete fa orrore non perchè rifugge dalla vita astenendosi al sesso, e poi non potendone più diventa pedofilo (ma vi accorgete degli impliciti patriarcali e non scientifici che ci sono in queste considerazioni?!?!) ma perchè, casomai, fa parte di una religione che mangia la carne e il sangue del figlio del proprio dio e pretende che le proprie verità siano di tutti che lo si voglia o no.

Fosse solo per la presunta pedofilia mi verrebbe da solidarizzare con loro non fosse altro per l'ipocrita ludibrio in cui vengono fatti cadere da una marmaglia di italiani invidiosi repressi e analfabeti.

I mali della Chiesa sono ben altri dalla pedofilia ma è più facile criticare qualcuno tramite la sessualità, strumento di potere che usano tutti, anche chi fino a ieri era pesantemente discriminato, ma che oggi non batte ciglio nell'usare le stesse armi per una buona causa.

Una pratica politica (sic!) che francamente mi fa vomitare.