sabato 22 dicembre 2012

Qualcuno spieghi la teoria gender all'imbecille di bianco vestito. Ovvero come papa Ratzinger facendo il finto tonto ci propina la sua vulgata sui ruoli di maschio e femmina spacciandoli per concetti divini


Qualcuno spieghi l'equivoco
al deficiente di bianco vestito

Sono noti a tutti i contenuti totalitari del messaggio del santo padre in occasione della XVI giornata mondiale per la pace, nel quale, dopo avere ricordato la sacralità della vita (=no ad aborto ed eutanasia) e del matrimonio
- che è solo tra uomo e donna e non può essere dunque equiparato a forme radicalmente diverse di unione - afferma che

Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa.
Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Dunque la morale cattolica è universale e razionale e chi non la rispetta  compie un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Altro che no ai froci e ai matrimoni gay, come disinvoltamente semplificato da stampa e siti internet, nel Messaggio il papa stabilisce un confine netto e inequivocabile tra chi difende la vita umana  e la pace (la chiesa) e chi no cioè tutte le persone che se negano ma anche solo se mal comprendono le verità che la chiesa vuole universali offendono la verità umana.

Non pago, e sfruculiato sul tema del matrimonio tra persone dello stesso sesso per le idee reazionarie sul quale è stato esclusivamente criticato, il papa è tornato sull'argomento in occasione del tradizionale discorso per la gli auguri natalizi della curia romana.

Lasciamo stare le semplificazioni della stampa, perchè nessuno sembra scandalizzarsene e quando ho fatto notare quelle a proposito del messaggio tutti e tutte mi hanno risposto che, in soldoni, quel che la stampa ha riportato, pur se semplificato, non è poi così lontano dal vero. (Sarà, ma con queste semplificazioni finiremo col credere che andare a letto con un uomo o con una donna è la stessa cosa perchè sempre di fare sesso si tratta...)

Comunque sia è interessante leggere cosa il papa che calza Prada, ha detto ancora sui froc... ehm sulle persone omosessuali.

Le note e i commenti, naturalmente, sono miei.

Il Gran Rabbino di Francia, Gilles Bernheim, in un trattato accuratamente documentato e profondamente toccante1, ha mostrato che l’attentato, al quale oggi ci troviamo esposti, all’autentica forma della famiglia, costituita da padre, madre e figlio, giunge ad una dimensione ancora più profonda.
Prima ancora di analizzare il sostantivo attentato voglio far subito notare il linguaggio sessista e maschilista del papa che calza Prada:
la famiglia è fatta da padre, madre e figlio.
Una gerarchia che vede prima il padre, poi la madre e infine il figlio al maschile.
Insomma la famiglia cui pensa il papa è quella del vecchio diritto di famiglia, quello promulgato nel 1942 e modificato per adeguarlo alla Costituzione solamente nel 1975.
Il padre è il capofamiglia e sotto (in tutti i sensi...) viene la moglie e poi i figli (sessisticamente le figlie sono implicitamente contenute nel sostantivo maschile), figli e figlie discriminate se nate fuori dal matrimonio.


Secondo il papa questa famiglia, patriarcale e sessista, sta subendo un attentato cioè un Atto violento contro l'incolumità (Sabatini Coletti online).
Se finora avevamo visto come causa della crisi della famiglia un fraintendimento dell’essenza della libertà umana,
cioè divorzio, aborto, eutanasia,
ora diventa chiaro che qui è in gioco la visione dell’essere stesso, di ciò che in realtà significa l’essere uomini.
Essere uomini sta per essere uomini e donne, ma, si sa, siamo tutti sessisti perchè non dovrebbe esserlo anche il papa? 
Egli cita l’affermazione, diventata famosa, di Simone de Beauvoir: “Donna non si nasce, lo si diventa” (“On ne naît pas femme, on le devient”). In queste parole è dato il fondamento di ciò che oggi, sotto il lemma “gender”, viene presentato come nuova filosofia della sessualità. Il sesso, secondo tale filosofia, non è più un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi.
Ecco che il papa, mentre ci sorprende nell'usare un lemma, come lo chiama lui, della modernità, come Gender fa confusione e mette insieme cose che invece sono state separate.

Infatti sesso si riferisce al mero aspetto biologico della anatomia umana cioè alle caratteristiche fisiche e biologiche dei corpi umani e donnani in base alle quali li ascriviamo alle categorie maschile e femminile.

Mentre  gender, invece, termine impiegato in ambito scientifico da Gayle Rubin2 nel 1975 per la prima volta da  si riferisce al significato sociale del sesso3 cioè le nozioni socialmente costruite di "maschilità" e "femminilità".


Così quando il papa afferma che  il sesso dovrebbe essere un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso,

sta artatamente confondendo i due livelli.
Il dato originario del mio essere maschio riguarda solamente il fatto che io ho un cazzo  e non una fica e viceversa4.

Tutto il resto, tutte le caratteristiche, fisiche e psicologiche che una certa società in un certo periodo storico ritiene essere naturalmente connaturate al sesso biologico sono una costruzione sociale e antropologica.

Non tutti la pensano così.
Ci sono i genetisti comportamentali che dicono che il nostro comportamento dipende dai geni (e dunque dalla biologia) ma anche i più sfegatati sostenitori di queste teorie non possono affermare, senza coprirsi di ridicolo davanti la comunità scientifica,  che la componente massima dei geni nel comportamento umano sia superiore al 50%5.

Ma basta una lettura approfondita delle teorie e delle ricerche di questi signori per rendersi conto di come le derivazioni genetiche di comportamenti e qualità umane e donnane dipendano sempre dalla costruzione sociale e antropologica che diamo ai concetti di maschile e femminile.

Mentre il papa riassume a modo suo i significati della parola genere compie un altra semplificazione ridicola

Il sesso, secondo tale filosofia, non è più un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi.
Il genere non dipende dal sesso è una costruzione che si pretende di derivare dal sesso in realtà è un ruolo sociale dunque collettivo e non può essere deciso autonomamente.
Anzi per quanto io autonomamente posso decidere di comportarmi in maniera diversa da quella che la società prevede e prescrive per il mio genere (es. se sono maschio, non posso vestire con certi colori o indossare la gonna), la società mi vedrà come un freak un qualcuno di diverso che deroga dalla regola...

In realtà quello cui il papa allude qui è il fatto che per la prima volta le donne (il riferimento a Simone de Beauvoir non è casuale) e poi anche le persone omosessuali hanno detto: visto che i generi sono costruzioni sociali e non sono dati dalla natura possono essere socialmente modificati.

Insomma un conto è se l'"essere delicate" delicate delle donne è una caratteristica scritta nella biologia del corpo femminile un conto è se questa caratteristica è una costruzione sociale, uno stereotipo comportamentale.

Ancora negli anni 80  e 90 c'è chi su queste differenze pretendevano di escludere le donne da lavori di responsabilità per via del ciclo mestruale che le rendeva schiave di flussi ormonali dei quali la donna non aveva controllo, come per esempio pilotare l'aereo6.

E' chiaro come su queste presunte differenze si costruiscano discriminazioni ai danni delle donne e asimmetrie comportamentali.

Prosegue il papa
La profonda erroneità di questa teoria e della rivoluzione antropologica in essa soggiacente è evidente. L’uomo contesta di avere una natura precostituita dalla sua corporeità, che caratterizza l’essere umano.
Di nuovo bisogna capire che cosa significa questa natura precostituita che è solo biologica e non riguarda il carattere o l'essenza della persona.
Nega la propria natura e decide che essa non gli è data come fatto precostituito, ma che è lui stesso a crearsela.
Ma questo è vero! L'essere umano è l'unico che si costruisce una serie di visioni del mondo (parole, concetti, valori, rappresentazioni sociali, la cultura in senso antropologico)  attraverso le quali la sua esistenza acquista di significato.
Secondo il racconto biblico della creazione,
cioè secondo un testo scritto migliaia di anni fa...
appartiene all’essenza della creatura umana di essere stata creata da Dio come maschio e come femmina.
E questo significa solo con il pisello e con la fica. Niente di più.
Questa dualità è essenziale per l’essere umano, così come Dio l’ha dato. Proprio questa dualità come dato di partenza viene contestata.
La dualità c'è ed è solo biologica.
Per procreare bisogna essere un maschio  e una femmina. Questo non lo nega nessuno perchè non può.
Per tutto il resto l'uomo e la donna possono fare l'uno i compiti tradizionalmente attribuiti all'altra. 
Non è più valido ciò che si legge nel racconto della creazione: “Maschio e femmina Egli li creò” (Gen 1,27). No, adesso vale che non è stato Lui a crearli maschio e femmina, ma finora è stata la società a determinarlo e adesso siamo noi stessi a decidere su questo.
Uomini e donne sono e rimangono biologicamente maschi e femmine, sono i ruoli sociali a partire da questa distinzione che la teoria del genere ha messo in discussione.

Anche le teorie del trasngenderismo o le rivendicazioni sacrosante delle persone intersessuate nel loro radicale mettere in discussione questo dualismo  cadono in contraddizioni semplici e naif, cercando di proporre un transgenderismo o un terzosessiamo che ripescano inevitabilmente dagli stereotipi di genere, come la teoria del genere fluido.
Maschio e femmina come realtà della creazione, come natura della persona umana non esistono più.
Che è come reazionariamente dire: con tutti questi ragazzi capelloni non si capisce più chi è il maschio e chi la femmina...

Quel che il papa sta rammaricando qui è che non esistono più i lavori donneschi della cucina...
L’uomo contesta la propria natura.
E' vero. Infatti si dà il caso che la natura umana si la cultura...
Egli è ormai solo spirito e volontà.
Ed ecco la radice della mia avversione per ogni forma di divinità.

Secondo il papa io devo rassegnarmi alla mia programmazione biologica.

Se questo fosse vero allora non dovrebbe esistere la medicina che ha allungato la vita media delle persone.

Uno dei primi effetti di questo allungamento artificiale della vita è la menopausa femminile con tutti i problemi biologici connessi.
Dopo la menopausa il corpo femminile infatti finisce di produrre calcio perchè il progetto biologico femmina non prevedeva che le persone di sesso femminile sopravvivessero alla loro funzione procreatrice.

Dunque seguendo alla lettera questo assunto di rassegnarsi al proprio programma biologico si dovrebbero lasciare le donne al loro destino biologico e farle tormentare con l'osteoporosi senza dar loro medicine che sono anche quelle parte della loro natura.
Siccome nessuno è così pazzo da dire una cosa del genere si capisce come questa considerazione venga impiegata con diversa misura in ambiti diversi  e che questo arbitrio e discrezionalità, umanissimi, siano spacciati per volontà divina.
La manipolazione della natura, che oggi deploriamo per quanto riguarda l’ambiente, diventa qui la scelta di fondo dell’uomo nei confronti di se stesso.
Altro concetto ingenuo e misoneista.
Noi manipoliamo la natura da quando siamo entrati nella cultura (sempre in senso antropologico), già quando produciamo vestiti e medicinali...
Quali sono i criteri sulle cose che possiamo manipolare e su quelle che non possiamo? Chi li stabilisce?
Esiste ormai solo l’uomo in astratto, che poi sceglie per sé autonomamente qualcosa come sua natura.
Al contrario, l'uomo che modifica la propria cultura è un uomo concreto che vive il qui e l'ora.
L'uomo astratto è quello cui si riferisce il papa quando lo cerca e lo trova  nella genesi, come dire non proprio un libro moderno.
Maschio e femmina vengono contestati nella loro esigenza creazionale di forme della persona umana che si integrano a vicenda.
Falso.
Si contesta il fatto che su questa differenza  biologica si pretendano inesistenti differenze comportamentali biologiche e innate.Che sono invece distinzioni date dalla società
Se, però, non esiste la dualità di maschio e femmina come dato della creazione, allora non esiste neppure più la famiglia come realtà prestabilita dalla creazione.
Questo è un perfetto esempio di cecità autoreferenziale della fede.
Se quel che dice la fede è contestato allora la realtà come la pretende la fede non esiste più. Siccome però la realtà c'è, e la realtà è senz'altro quella stabilita dalla fede, hanno torto quelli che contestano la fede.


Nessuno mette in discussione la famiglia padre biologico madre biologica e prole se non nelle sue implicazioni maschiliste ed eterosessiste.
Questa famiglia è stata ampliata nel tempo con altre configurazioni che non contestano né mettono in discussione questa famiglia tradizionale ma la integrano la ampliano le danno maggiore respiro.

Quel che le persone eterosessuali non capiscono quando i giornali dicono che il papa attacca la famiglia gay è che la chiesa quando difende la famiglia come realtà prestabilita dalla creazione non sta dicendo di no solo alle famiglie omogenitoriali.

Sta dicendo no prima di tutto no alle famiglie tradizionali etero sposate solamente col rito civile e non con quello religioso che la chiesa considera matrimoni irregolari.

Sta dicendo di no alle famiglie mononucleari, prole più padre biologico o madre biologica,  la cui assenza della genitrice ovvero del genitore ha cause diversissime, morte, separazione, divorzio, assenza sin dall'inizio (ragazze madri e ragazzi padri).

Sta dicendo di no alle famiglie ricomposte padri o madri che hanno avuto prole da unioni precedenti e che costituiscono una nuova famiglia coi figli pregressi per i quali i due coniugi non sono rispettivamente madri biologiche e padri biologici con la nuova eventuale prole di cui sono entrambi genitori biologici e genitrici biologiche.

Negli Stati Uniti d'America l'immaginario collettivo per queste famiglie esiste da almeno 40 anni con film come Appuntamento sotto il letto (Usa, 1967) di Melville Shavelson con: Henry Fonda e Lucille Ball nel quale una vedova con otto figli si sposa con un vedovo che ne ha dieci e tutti e venti si sistemano in una vecchia casa di San Francisco.


Sta dicendo no alle famiglie di fatto,  quelle che non si sono risposate (col rito civile) perchè non hanno potuto, perchè ancora legate a matrimoni precedenti, o non hanno voluto per i motivi più diversi (economici, ideologici, psicologici).


Infine sta dicendo di no alle famiglie omogenitoriali perchè non si limitano a duplicare una delle due figure genitoriali ma in virtù di ciò negano alla prole la figura genitoriale mancante.
Una innaturalità che già si riscontra nelle famiglie mononucleari e, parzialmente anche in quelle ricostituite, visto che il genitore non biologico non è visto di buon occhio dai cattolici. In una ricerca vituperata e non scientificamente corretta americana sullo stato di salute della di famiglie  omogenitoriali l'unico alveo familiare ideale per la crescita della prole è still-intact, two-parent heterosexual married family.

Ma in tal caso anche la prole
ah ecco, qui non sua più il maschile, figli, 
ha perso il luogo che finora le spettava e la particolare dignità che le è propria. Bernheim mostra come essa, da soggetto giuridico a sé stante, diventi ora necessariamente un oggetto, a cui si ha diritto e che, come oggetto di un diritto, ci si può procurare.
Nessuno si procura i figli.
Nemmeno chi li adotta. Perché chi li adotta riceve nel proprio alveo familiare una prole che qualche altra famiglia per i motivi i più diversi non ha potuto o voluto tenere.

Se è vero che la prole ha un luogo che le spetta e una particolare dignità che le è propria ogni famiglia che accoglie la prole altrui sta ristabilendo questo diritto e restituendo a questi figli e figlie la dignità che fuori dalla famiglia non avevano.
Dove la libertà del fare diventa libertà di farsi da sé, si giunge necessariamente a negare il Creatore stesso e con ciò, infine, anche l’uomo quale creatura di Dio, quale immagine di Dio viene avvilito nell’essenza del suo essere.
Questa verità che il papa vuole moderna e contemporanea è in realtà già pienamente conosciuta nel mondo classico per esempio da Sallustio quando dice Faber est suae quisque fortunae.
  
Che di dio possa rimanere avvilito se uomini e donne godono pienamente dei sacrosanti diritti umani e donnani ...beh meglio lui che noi.

Ad ascoltare la chiesa io, in quanto frocio,  e le donne che abortiscono, dovremmo essere fermati (incarcerati? Mandati al rogo?)  perchè siamo un pericolo per la pace.
Nella lotta per la famiglia è in gioco l’uomo stesso.
Non la donna...
E si rende evidente che là dove Dio viene negato, si dissolve anche la dignità dell’uomo. Chi difende Dio, difende l’uomo.
Questo pensiero  è criminale, sadico, reazionario, maschilista, totalitario, misogino, omofobico e l'unica risposta possibile è la cancellazione fisica di queste merde umane dalla faccia della terra. Però, purtroppo, c'è la Costituzione.

Anche se questo pensiero è fuori non solo dalla Costituzione italiana ma è proprio fuori da tutti i documenti che riconoscono i diritti dell'essere umano e donnano.

Io non solo non capisco chi sta dentro la chiesa ma politicamente diffido di chi continua a restarvi pretendendo di poterla riformare dal suo interno.

Sarebbe come iscriversi al partito nazista o fascista per fare del femminismo.

Se sei femminista se credi nella parità tra uomo e donna e nei diritti per tutti e per tutte il papa e il vaticano li combatti con tutta la serietà, la determinazione e la ferocia di cui sei umanamente capace.

Perchè lo stato totalitario, teocratico e criminale che si chiama Vaticano che si è macchiato nei secoli di crimini contro l'umanità per ben più tempo dei nazisti di Hitler dei fascisti di Mussolini, Franco e Pinochet, o dei comunisti di Stalin, Castro e Mao è irredimibile e questo discorso del papa che calza prada lo dimostra al dilà di ogni ragionevole dubbio.

Come buon proposito del 2013 io propongo uno sbattezzo collettivo.

E una serie di azioni legali e politiche per diffidare la chiesa a continuare a diffondere queste istigazioni all'odio e queste fonti di ispirazione per la discriminazione.

Perchè dio non esiste e se qualcuno in suo nome ci dice come dobbiamo vivere e che qualcuno di noi non dovrebbe vivere proprio dobbiamo poterci difendere.
A testa alta.



note

1) Matrimonio omosessuale, omogenitorialità e adozione: tutto quello che si dimentica di dire. (il link rimanda al testo originale in francese)

2) Gli uomini e le donne sono, è ovvio, diversi. Ma non sono così diversi come il giorno e la notte, la terra e il cielo, lo yin e lo yang, la vita e la morte. Dal punto di vista della natura, gli uomini e le donne sono più simili gli uni alle altre che a qualsiasi altra cosa –alle montagne, ai canguri o alle palme da cocco. L’idea che siano diversi tra loro più di quanto ciascuno di essi lo è da qualsiasi altra cosa deve derivare da un motivo che non ha niente a che fare con la natura.
Gayle Rubin The Traffic in Women: Notes on the 'Political Economy' of Sex, in Rayna Reiter, ed., Toward an Anthropology of Women, New York, Monthly Review Press (1975).


3) Vivien Burr, Psicologia delle differenze di genere Il Mulino, Bologna 2000

4) Infatti anche l'idea di come sia il corpo maschile come sia il corpo femminile è una costruzione sociale e antropologica che non ha riscontro in natura: noi riteniamo le femmine lisce e non muscolose, i maschi pelosi e muscolosi. 

5) Lesley Rogers, Sesso e cervello Einaudi Torino, 2000 p. 15

6) Myths and Misconceptions About Behavioral Genetics And Homosexuality Douglas A. Abbott Ph.D.,* July 2007 (il link rimanda al testo  in inglese)

giovedì 20 dicembre 2012

Sabato 22 dicembre alle ore 17 a Piazza SS. Apostoli a Roma un flash mob contro l'omofobia,

Sabato  22 dicembre alle ore 17 a Piazza SS. Apostoli

si terrà a Roma un flash mob contro l'omofobia,
dove si ricorderà anche per qualche minuto 

Andrea
il ragazzo suicidatosi il 20 novembre a causa del bullismo,
che è sempre anche bullismo omofobico.

Quando sentirete il fischio dovrete baciare a stampo la persona con cui verrete, portate anche del vischio in modo da potervi baciare sotto di esso.

Chi vorrà potrà lasciare un video messaggio contro l'omofobia, che verrà poi pubblicato sulla pagina e sul canale youtube.

Rispondiamo all'odio con un gesto d'amore. 


Vi aspettiamo.


NON E' UN EVENTO SOLO PER COPPIE!

PER COMBATTERE L'OMOFOBIA POTETE SCAMBIARVI UN BACIO A TIMBRO ANCHE CON PARENTI E AMICI.


Il flashmob è organizzato da I'm Gay Any problem? 

Cliccate qui per accedere alla pagina facebook dell'evento.

mercoledì 19 dicembre 2012

Il nuovo spot del sito idealista.co e quello vecchio mai andati in onda in Italia

Leggo su QueerBlog.it di un post sulla nuova pubblicità idealista.com  un sito immobiliare.



Lo spot è in spagnolo ma si capisce bene il senso.

Alla domanda quali sono i desideri per il 2013  ognuno e ognuna nello spot esprime il suo: dallo smettere di fumare - si dice sul post -ad avere una casa con terrazzo (...) l’unica coppia presente nel video è composta da due uomini che per il 2013 desiderano avere un figlio.


Un buon esempio di integrazione sociale.
Lo so che l'espressione è brutta, se ne avete una migliore suggeritemela e la userò.

Con integrazione sociale intendo dire che lo spot mostra le persone omosessuali nello stesso consesso, nella stessa società, delle persone eterosessuali.

Non uno spot ad hoc per loro, o nel quale si mostra quel che fanno i froci e le lesbiche i cui comportamenti specifici sono tollerati dal resto della popolazione anche se certe abitudini rimangono estranee al resto della gente (ricordate lo spot renault col figlio che vede il padre, in drag, fare la fila in discoteca e gli chiede solo se può far entrare lui e i suoi amici/aniche?).

Non uno spot in cui si racconta cosa capita alle persone omosessuali nel mondo in riferimento alla propria omosessualità, ma il semplice annoverare una persona gay o lesbiana, come avrebbe detto la mia amica Frances, nello stesso alveo di tutte le altre persone.

Spot come questi contribuiscono davvero a modificare l'immaginario collettivo e a costruire una società condivisa (ecco, l'ho trovato da solo!) e non una società vivisezionata.


Nel post si fa riferimento a un'altra campagna pubblicitaria dello stesso sito. dello scorso giugno lo spot beccati che, dice il post,  presentava varie situazioni in cui i giovani – anche omosessuali – facevano sesso in macchina.

Prima di parlare dello spot fatemi fare l'Alma Sabatini dell'omosessualità (chiedo scusa ad Alma per l'irriverenza di paragonarmi a lei...)
situazioni in cui i giovani – anche omosessuali – facevano sesso in macchina
Nello spot si vedono un ragazzo con due ragazze, due ragazze, molte coppie etero (cioè di sesso diverso) e anche due ragazzi.

Adesso che ne sappiamo noi se i due ragazzi in auto sono omosessuali?

Potrebbero essere due bisessuali, due eterosessuali, uno bisexx e n etero, un gay e un etero, etc. etc.

Se le etichette sono descrittive in questo caso possono solamente descrivere l'assortimento sessuale della coppia non già il loro orientamento sessuale che non ci è dato sapere nella sua complessa interezza solo da  questo singolo comportamento sessuale.Vale anche per il reciproco. Non possiamo dare per scontato l'orientamento sessuale etero delle coppie di ragazzi e ragazze...

Non è una questione di grammatica e nemmeno di politicamente corretto ma un modo di pensare che dobbiamo abbandonare.
Se vedo due uomini in macchina a fare sesso posso solo dire che quella coppia è dello stesso sesso, cioè omosessuale, e che quei due ragazzi hanno un comportamento sessuale gay ma non posso sapere nulla del loro orientamento sessuale.

Sia perchè esiste la bisessualità, sia perchè c'è distinzione tra comportamento sessuale e orientamento sessuale. E lo spot ci sta mostrando il comportamento non l'orientamento.

L'idea è, insomma, di evitare nel futuro dialoghi come questo:

Hai visto? Francesco è stato beccato in macchina a fare roba con Marilena. 

Ma non era frocio? 

Così (s)ragionando non solo si cancella uno dei tre orientamenti sessuali ma  si impermeabilizza i due superstiti e li si rende incompatibili e oppositori quando le statistiche e gli studi (da Kinsey in poi) ci dicono esattamente il contrario.

Un conto e distinguere fra me e te, qualunque sia il me, etero o gay, e il te oppositoriamente costruito, un conto è invece riconoscere un noi diversamente sessualmente orientato.

Lo spot in questione, che non è mai arrivato nella tv italiana, è davvero squallido. 

Sul brano Shut Up dei Sin With Sebastian vengono mostrate alcune foto di finti scatti rubati a coppie diversamente assortite colte nell'atto di fare sesso in macchina.
Il claim è ma non era meglio farlo a casa tua?

Ecco come il sito idealista.it spiega l'idea dello spot.
lo spot (...) sprona a trovarsi una casa su idealista.it, partendo da un'intuizione semplice: in quale momento hai pensato: "ho bisogno di una casa..."? la risposta che ci è venuta più spontanea è stata: "quando fai sesso in macchina con la paura di essere beccato in flagrante". abbiamo pensato che l'idea fosse davvero divertente e che milioni di italiani potessero identificarsi nella situazione che la sequenza mostra in modo ironico.
Ecco alcuni degli scatti dello spot.













Sembrano davvero scatti rubati e tutte le persone riprese sono sorprese o incazzate. Sono persone violate, non solo nella loro privacy, anche se stanno facendo sesso in macchina si presume al buio e in una zona isolata della città.
Uno stupro fotografico, che al contempo viola la privacy delle persone e mercifica il sesso nel modo più violento possibile e anche impossibile.
Se questi scatti fossero veri non potrebbero certo andare in tv a meno del consenso di ogni singola persona ripresa.

Non mi sembra un sesso gioioso quello ritratto, ma un sesso proibito, un sesso piccante, un sesso da gossip. Da questo punto di vista chi fa sesso a 3, sia che si tratti di un uomo e due donne o due donne e un uomo e mostrato come esempio di sesso eccessivo, estremo, ai limiti della normalità.


Lo spot in Italia non è andato in onda, per fortuna, rifiutato dalle emittenti che lo hanno ritenuto potenzialmente offensivo nei confronti dei telespettatori.
In Spagna lo spot va in onda dopo le 22.
In prima serata ne va in onda una versione censurata che dà ancora di più il senso intimamente pornografico di queste immagini.


Ora capisco gioire quando in uno spot vengono descritte coppie omosessuali ma non è sempre detto che questo sia positivo. Questo mi sembra proprio uno di quei casi.


martedì 18 dicembre 2012

Sora Cesira: Ridicol, ma il video originale era omofobico....

Carino il testo del nuovo video della sora Cesira che, sulle note di Physical di Olivia newton John, canta
Ratzi ridicol, ridicol
the people say ridicol
we are into ridicol
every time the papa talk

the papa talk
but perchè the papa talk.





Vedere Olivia Newton John che si aggira in una palestra dove alla fine due ragazzi muscolosi escono mano nella mano fa apparire l'ultima fatica della sora Cesira come un tributo ai gay.


In realtà a leggere il testo del video, quella pena che, secondo la chiesa, i rekkions dovrebbero subire per l'eternità, essere sodomizzati da Belzebù, la dice lunga sul bacino semantico da cui sora cesira pesca.

I rekkions sono inculati non perchè i rekkion usano il culo (se Cesira ci avesse pensato non avrebbe usato questo esempio di pena) ma perchè come modo di dire l'inculata è qualcosa di negativo a prescindere.

Ricordate Sabina Guzzanti cje nel 2008 preconizzava la morte del papa tormentato all'inferno da diavoloni frocioni attivissimi e non passivissimi?



Un modo maschilista di pensare beninteso non contro i gay (perchè pensare che il culo lo usino solo o precipuamente i gay è maschilismo puro) ma contro tutti e tutte.

Il video risulta però risulta discutibile e inopportuno per ben altri motivi, soprattutto di memoria storica.

Il video originale infatti - che praticamente costò la carriera a Newton John - racconta un'altra storia rispetto quella che traspare nel video manipolato da sora Cesira.

Mentre inneggia alla fisicità (che non è quella della palestra ma il sesso)  il video originale mostra dei ciccioni imbranati che cercano di fare ginnastica senza avere il minimo slancio ginnico...

che alla fine cadono sul pavimento distrutti da uno sforzo fisico per loro inane.


con grande disappunto di Olivia


Mentre Olivia si fa una doccia (tutta vestita e truccata)





 per magia quei ciccioni diventano...


...ragazzi muscolosi magri e oliati.


Ma sono tutti gay!!!!


come nota Olivia preoccupata


così mentre quei bei ragazzi muscolosi se ne vanno in compagnia reciproca lasciando Olivia da sola


Allora Olivia si riprende il ciccione


che almeno a lui ancora piacciono le donne




Come dire se curi troppo il tuo corpo sotto sotto sei ricchione.


Ricordo quel video e ricordo quanto lo odiavo per quel messaggio implicito se curi il tuo corpo sei dell'altra sponda.

Che poi non è mica vero. Io sono ciccionissimo e ricchioissimo!!!!

Ecco la parte di video omessa nella versione della sora Cesira



Che sora Cesira usi oggi quello stesso video, espunto dalle parti  omofobe, per farne un inno alla gayfriendevolezza  è una bella presa per i fondelli.

Sora Cesira si fa bella con un video simpatico per i gay che tanto simpatico nella sua incarnazione originale verso i gay non era.

Insomma il bue (la sora cesira) dice cornuto all'asino (il papa).

Quindi, anche stavolta, respingo al mittente questo video che serve più a far apparire la sora Cesira quel che non è, una persona davvero contro il maschilismo, che a sostenere la lotta contro ogni idea omofobica.


Però Ratzi ridicol è una bella idea!



Pillole di Jenus? Puro razzismo e maschilismo.
Una comicità facile e che non tocca nessun punto politico "caldo".

Che la chiesa sia reazionaria è totalitaria è ancora un modo moderato di criticare l'azione politica di una organizzazione tra le più sadiche e cattive del pianeta.

Il recente messaggio del papa, quello che dice tra le altre cose che chi equipara il matrimonio alle unioni di altro tipo infligge una ferita alla pace e all'umanità, ha dimostrato la vocazione totalitarista di una religione che pretende di imporsi all'universo mondo non in base a considerazioni religiose ma in base a considerazioni razionali che devono valere per tutti.

Negli stessi giorni Ratzinger ha ricevuto Rebecca Kadaga, 56 anni, avvocato e la  prima presidente del parlamento nella storia dell’Uganda, eletta nel maggio del 2011, grande sostenitrice del cosiddetto ‘Kill The Gays’ bill una legge contro l'omosessualità presentata in parlamento nel 2009 e momentaneamente sospesa per le reazioni internazionali di sdegno. La legge è una aggravante della legge già in vigore che vieta l'omosessualità tra adulti consenzienti condannabili a un massimo di 14 anni di carcere e oltre al reato di offesa di omosessualità introduce il reato di omosessualità aggravata: atti gay commessi da genitori o figure di autorità, persone sieropositive, pedofili e chi è un recidivo. Per questo reato era prevista la pena i morte, adesso convertita in carcere a vita.
Per i reati di offesa di omosessualità le pene vengono inasprite in alcuni casi fino all'ergastolo.

Sulla rete ma anche sui giornali si è detto che Ratziger avrebbe benedetto Rebecca Kadaga. In realtà durante l'incontro non c'è stata nessuna benedizione ad personam. Nel sito del parlamento ugandese si legge che Kadaga ha ricevuto la benedizione durante la messa, una benedizione collettiva dunque fatta a tutti gli e le astanti.  

La vulgata che Benedetto XVI l'abbia benedetta è comunque passata. Così sulla rete trovo vignette come questa.


Trovo questa vignetta questa irricevibile perchè razzista e maschilista.

Le vignette dovrebbero criticare comportamenti e ideologie, enfatizzare aspetti poco evidenti o contraddittori di chi si sta sfottendo. Qui invece siamo al livello di battute da bagaglino.

Vediamola da vicino.

Invece di mostrare un papa sempre in fissa con la difesa della vita contro l'aborto e l'eutanasia, o contro le unioni gay, o contro le staminali, contro la scienza o contro tutte le cose cui la chiesa è contro (ma non la pena di morte per le persone omosessuali nei paesi che la prevedono...) o comunque mostrare il papa per quello che davvero fa, vediamo un papa affaccendato in faccende private che trascura Kadanga che aspetta giù da un'ora.

A richiamarlo al dovere Bertone il Cardinale segretario di Stato, un po', perdonate la semplificazione, il primo ministro del Vaticano.

Improbabile che il primo Ministro faccia da lacchè al papa.
Era forse meglio Georg Gaensweinil, il  segretario personale del papa, sul quale, pure, ci sono voci - irrazionali ma sulla stessa lunghezza d'onda maschilista -, che abbia una relazione con Benedetto XVI, perchè bello.

Con una cortesia degna di un boro romano il papa impartisce ordini a Pevtone.

Bertone --> Pevtone la v è più indice di una pronuncia blesa che teutonica, la f sarebbe forse stata più coerente, anche se la r è di per sè una consonante dalla pronunica forte che poteva casomai essere raddoppiata: Perrtoone o, alla sturmtrupppen, Pertonen.

Ma qui l'autore della vignetta non vuole suggerire che Benedetto XVI abbia un accento tetesco come in realtà ha, un accento così forte che sembra quasi finto, vuole insinuare che il papa sia un po' frocio e i froci, si sa, hanno tutti la r moscia.
La mia intuizione è confermata dalla vignetta successiva dove il papa sembra una vecchia checca e non un vecchio tetesco.
Il fatto che chieda a lei di fare qualcosa contro questi fvoci è una battuta volgare, perchè banale, ma ci può stare.

Come risponde Kadaga? Sberiamo garo gon al dua benedizione.

Siamo al razzismo puro quello che fa parlare i negri gon dudde le leddere sbaliate.

Non si irride di qualcosa che Kadaga ha fatto o detto si sfotte l'etnia di Kadanga, il suo essere ugandese che, di per sé, non è certo una cosa negativa.

Questo tipo di comicità (sic!) è irricevibile non solo perchè razzista ma perchè politicamente irrilevante, anzi controproducente, visto che costringe a difendere questa persona politicamente criminale in quanto persona nera (no... non politicamente nera, ma come colore della pelle).

Così come dare del froci al papa non è solo omofobico (se pensi che l'omosessualità non sia una cosa negativa non sfotti qualcuno che non è frocio insinuando che lo sia...).

E poi voilà! Al posto dell'aspersorio (che non sta certo dentro una borsa...) esce fuori un fallo di plastica viola.

Dunque Raztzinger è gay non perchè ha una relazione sessuale o sentimentale con un altro uomo ma perchè usa il dildo.

Siamo nel più classico dei pregiudizi: i froci sono quelli che lo pigliano al culo.
Come se ad usare il culo fossero solamente gli uomini gay mentre le donne, si sa, loro il culo non lo hanno.

Ciliegina sulla torta il papa minaccia Bertone dicendogli che lo inculerà.
Minaccia maschilista con la quale non si vuole denunciare certo il maschilismo del papa (se usa i falli di plastica e dunque gli piace l'analità non minaccia certo gli altri di fare loro qualcosa che trova gradevole su se stesso...).

E' il vignettista qui che parla pescando dal più becero, fascista, machista linguaggio omofobico e razzista per cercare di fa ridere non si sa bene chi.

Certo non le persone omosessuali e nemmeno le persone gay friendly o gay solidali casomai quelli che ridono per queste ridicolizzabili del frocio gli omofobi, i razzisti, persone più vicine a Mussolini che a quelli che criticano l'operato della chiesa o della presidente del parlamento ugandese per pervicace omofobia...






lunedì 17 dicembre 2012

Lettera aperta a Paolo Gambi autore del post Se volete attaccare il Papa leggete almeno quello che scrive


Ho letto il suo post, Se volete attaccare il Papa leggete almeno quello che scrive. Chi le scrive ha notato e denunciato, nel suo piccolo, le stesse semplificazioni e distorsioni che nota anche lei.
Lei si chiede cosa c'è dietro a giornalisti e commentatori che stravolgono le parole del Papa, incapacità o malafede? O magari entrambe?
E cerca di risolvere tutto con un sentimento anticattolico che pur di andare contro il papa crea delle menzogne.

Mi permetta di dire che anche il suo articolo è scritto in malafede.

Perchè lei, pur non riportando menzogne, compie un atto di omissione sul punto centrale e più pericoloso del messaggio del papa.

Perchè il papa, nel ribadire alcuni principi della morale cattolica, afferma che 
Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa.

Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità.

L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa.
Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Quali sono i principi cui si riferisce?


Riassumendo brutalmente no all'aborto no all'eutanasia no all'equiparazione fra matrimonio e non meglio specificate forme radicalmente diverse di unione.

Io sono un democratico vero. E non ho nulla da eccepire su questi principi anche se non li condivido.

Io non pretendo che le mie idee siano migliori di quelle del papa però affermo il diritto di poterle sostenere e di poter agire secondo coscienza .

Invece il papa dice chiaramente che visto che il no all'aborto, il no all'eutanasia e la non equiparabilità del matrimonio a forme radicalmente diverse di unione sono idee di tutta l'umanità, dovrebbero quindi essere anche le mie.

E se io non le ho sono tra quelli che questi principi li nega e dunque il mio pensiero costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Dunque anche le donne che abortiscono  sono contro la vita e il loro agire  costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

E visto che biologicamente solo le donne possono abortire reputo anche in malafede il suo meravigliarsi che la stampa abbia tirato in ballo le donne che secondo lei il papa nel suo messaggio non nomina.
E' vero, ma il papa non nomina nemmeno le persone omosessuali eppure lei non ha avuto problemi a identificare la natura di queste forme radicalmente diverse di unione, con le unioni omosessuali.
Evidentemente la stampa ha fatto altrettanto con le donne, ha reso esplicito quel che nel messaggio del papa è implicito.

Però lei ha senz'altro ragione nel lamentarsi della semplificazione con cui la stampa ha riportato il messaggio del papa facendo credere che il papa abbia attaccato il matrimonio tra persone dello stesso sesso (che lei razzisticamente definisce matrimonio fra gay).
Il portato totalitarista del messaggio del papa è di molto più ampio respiro e costituisce un incidente diplomatico che non ha precedenti.

Visto infatti che la Spagna, il Belgio e l'Olanda hanno equiparato il matrimonio a forme radicalmente diverse di unione e lo stesso si accingono a fare Francia e Inghilterra (per tacere degli Stati Uniti e del lor rieletto presidente Ombama e di tutti gli altri stati in cui questa equiparazione è stata fatta che per brevità non cito)  il papa sta dicendo che questi stati costituiscono
un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Lei che si riconosce evidentemente nelle idee del papa non ci trova niente di male, ma per tutte le persone che sono di altro avviso questa accusa infame è da rispedire al mittente. Così come la pretesa, davvero onnipotente, che i principi morali della chiesa debbano essere di tutti e tutte.

La chiesa continua a imporsi al mondo. Prima lo faceva coi roghi e i processi del tribunale dell'inquisizione oggi che non può più uccidere chi, come Giordano Bruno, la pensava in maniera diversa, si limita a dire che quelli come Giordano Bruno costituiscono un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Lei si rammarica se nei confronti del cattolicesimo ci sia un pregiudizio radicato che fa apparire la chiesa come un inaccettabile e tetro covo di nefandezze.
A me sembra che di nefandezze la chiesa continui a compiere come ha sempre fatto, oggi affermando totalitaristicamente che chi non la pensa come lei è contro la pace e contro l'umanità.

E poi lei si meraviglia dell'odio che molte e molti provano per la chiesa?

The Feast of Stephened (Usa, 2009) di James Franco




Il cortometraggio, del 2009, si chiama The Feast of Stephened ed è stato scritto e diretto da James Franco.

Sì, quel James Franco.


The Feast of Stephened  è dedicato a Kenneth Anger, il regista americano,  e a Anthony Hecht, un poeta americano a una poesia omonima del quale, del 1990, il corto si è ispirato



La poesia di Hecht racconta del desiderio dei giovani ragazzi che nasce dall'esplorazione di corpi simili e si stempera nella lussuria dissimulata che spesso esplode nel bullismo e nella violenza di tutti contro uno.

Di seguito una mia modestissima traduzione della poesiaquella originale la potete leggere cliccando qui


I giochi agili e veloci dello spogliatoio,
Bagnati col vapore delle mattonelle incastonate delle docce,
Con la miscela senza vergogna di zibetto, muschio e sudore,
Forte con lo schiocco di colpi di pistola giocattolo degli                          

                                                        [asciugamai bagnati
Sotto le gabbie in acciaio scanalato di nude lampadine,
In qualche intricata disposione di spessi tubi interrati
e realtà da bidello
I ragazzi per la prima volta si adocchiano apertamente l'un l'altro
ispezionano il corpo l'uno dell'altro a distanza ravvicinata
e quel che vedono non è poi così tanto qualcosa d'altro
che una strana, possibile versione di se stessi,  
e tutta quella danza di boxe simulata, vita surrenale,
tesa, giubilante tenerezza non è che un vago,
impegnato balletto senza scopo di amor proprio.

II
Se il cuore ha le sue ragioni, forse il corpo
ha il suo appesantito  genere di spirito carnale,  
avvertito nei lividi formicolii di collisione,
E noto ai capitani come spirito di corpo.
Che cosa è questa vivace fraternità del momento giusto,
pivotare o innalzarsi in un lungo arco, o privi di direzione
Mens sana in men’s sauna, nel rigoglio
Di buona salute e servizi igienici, gioia privata ​​e corporale,
Questi contraccolpi veloci, pliée e genuflessioni
Prima del salto del salmone, della fontana saltellante
Tutta rivestita di luce scintillante, flessa e vigile?
Dalla vasta camera-eco della palestra,
Tra le grida incespicate e lo stridio dei fischi,
Il suono ribalzante come un pallone di pallacanestro di una frusta di

cuoio.


III
Pensa a quei posti aridi dove gli uomini si riuniscono
Per agire nel nome terribile della rettitudine,
Della vergogna brufolosa, dell'orgoglio punk, muscoli o prato,
la sotilte superiorità del bullo.
Pensate al comandante della divisone tempesta
Che ama Beethoven e colleziona Degas,
O ai ragazzi biondi in jeans gli occhi socchiusi dei quali
Sono attirati da una lussuria dura e repressa,
Che riposa su una studiata mimica di disinvoltura,
lanciando i mozziconi accesi tra le erbacce
pettinandosi i capelli nello specchio delle finestre rotte
Di un magazzino abbandonato dove tengono
in oscurata prontezza per la loro necessità
La corda, le catene, manette e benzina.

IV

Fuori nel calore increspato del campo di un vicino,
Nei kilowatt di mezzogiorno, hanno messo qualcuno all'angolo.
Gli insetti stanno saltando, e i giovani robusti
si spogliano sino alla cintola per lavoro caldo da fare
Vanno a armarsi al muro a secco,
Dopo aver buttato giù le loro vesti bagnate e salate
Ai piedi di un giovane uomo, il cui nome è Saul.
Lui guarda acutamente queste superbamente abbronzate
Figure col petto e le spalle da nuotatore,
le cosce di un corridore, dalla loro grazia auto-cosciente,
E tra i lro copri eleganti e convergenti,
Brillantemente oliati e baciati dal sole,
lui coglie un breve scorcio di capelli insanguinato
E ascolta una preghiera incomprensibile.

Certo la poesia sembra parlare del comportamento dei giovani negli anni 50 quando l'omoerotismo non era ancora uscito allo scoperto, non aveva una visibilità, figuriamoci una sua legittimità, e tutto rimaneva nel chiuso degli spogliatoi, o dei bagni pubblici.

Non a caso Anger cui il corto è edicato faceva film tra la fine degli anni 40 e la ine degli anni 60...

Nel 1990 l'omoerotismo era già visibile e degno di essere rappresentato.


Se una volta parlare del desiderio sessuale di un adolescente per altri adolescenti del suo stesso sesso, serviva dare visibilità all'amore che non osa dire il suo nome credo che oggi dovremmo avere superato questa fase e quindi oltre a parlare dell'estetica dell'attrazione dovremmo parlare anche dell'etica, della romantica e della politica dell'omoerotismo.

Se il corto avesse mostrato la stessa situazione nel versante etero dove lui vede le donne nude avremmo accusato Franco di essere un novello Tinto Brass.

Se invece avesse mostrato una ragazza che vede i ragazzi nudi la cosa sarebbe stata meno ovvia ma lo stesso la avremmo percepita superficiale, buffa, una scusa di spogliare i ragazzi.

Capisco che c'è ancora bisogno di legittimare l'omoerotismo ma questa strada, quella di mostrare il desiderio carnale,  la trovo vecchia, antica, à la Isherwood e Auden che erano giovani negli anni 30 del secolo scorso...

Non si tratta solo di una questione retrò.

Anche se può essere una fantasia sessuale quella di venire molestati da quattro o cinque ragazzi che ti scopano a turno, questa fantasia ce la teniamo per noi, oppure la usiamo come trama di un film porno.

Trovo davvero imbarazzante e indecente che un ragazzo colpito da bullismo omofobico anche mentre viene picchiato continua a immaginarsi gli aggressori nudi che se lo inculano, con tanto di dettaglio penetrativo del pube di uno degli aggressori sul culo della vittima.

Lo trovo non solo oltraggioso per tutti quei ragazzi picchiati stuprati o uccisi dai bulli che odiano i diversi lo trovo anche deleterio e sminuente perché lascia intendere, o, meglio, si espone all'equivoco, che il gay è un sadico che le botte se le cerca proprio come gli piace il cazzo in culo che, si sa, non solo è innatuale ma anche doloroso.

Insomma se ti immagini che ti scopano mentre ti menano e ti umiliano vuol dire che quelle botte e quelle umiliazioni non sono così terribili per te.

Trovo davvero agghiacciante il suo sguardo sorridente in camera con la faccia sporca di merda (di cane) perchè si rifà a un ragionamento di prepotenza nemmeno troppo celatamente fascista.

Credevano di averlo umiliato e invece a lui è piaciuta. Li ha fregati, glielo ha messo simbolicamente in quel posto.


ben diversamente dalla poesia dove si attesta un desiderio omoerotico strisciante in tutti che solo in alcuni si concretizza e negli altri si traduce in bullismo nel corto di Franco mi sembra che sia netta la separazione tra il frocio che mentre viene menato desidera tanto essere scopato, inculato, e quei maschi etero che si indignano di una aggressione sessuale di chi li sta letteralmente spogliando ocn gli occhi.

Il corto ha vinto il teddy alla berlinale del 2010 come migliore cortometraggio segno che a vincere è l'estetizzazione dell'omoerotismo e che un film e un film non ha nulla a che vedere con la realtà.

Ditelo a tutte le persone aggredite ferite umiliate stuprate e uccise da questi maschi di merda, maschi come Franco che crede di essere gay friendly ma poi si immagina che un frocio anche quando lo pistano è goloso di cazzo e non gli basta mai. Evidentemente è quello che Franco pensa delle donne, ed è felice che a saziarle di cazzo sia lui.

sabato 15 dicembre 2012

Non sono caduto in nessuna trappola. Io.
Ancora sulle presunte parole del papa contro i matrimoni gay


Così mentre ancora oggi sulla rete la gente si indigna perchè Papa Benedetto XVI avrebbe detto che i gay (le lesbiche non contano mai nulla) sono una ferita contro l'umanità (cosa che non è vera), c'è chi pensa, in base al mio post di ieri, che io ritenga le parole del papa teoricamente inattaccabili e che dunque sia caduto piè pari nelle strategie semantiche del vatic ano.

Vediamo di capirci.

Quando ieri ho scritto:
Il documento dunque non sta dicendo di no alle unioni  tra persone dello stesso sesso, non sta nemmeno misconoscendo la legittimità di queste unioni, sta ribadendo solamente la loro radicale forma diversa di unione rispetto al matrimonio (etero e religioso).

Queste forme diverse di unione danneggiano il matrimonio eterosessuale (e religioso) solo nella misura in cui il matrimonio eterosessuale e religioso viene loro equiparato.

Dunque visto che se in Italia mai ci fosse l'estensione al matrimonio civile anche per le persone dello stesso sesso questo riguarderebbe solamente il matrimonio civile e non quello religioso, non vedo dove si porrebbe il problema.
non stavo entrando nel merito della legittimità o meno delle parole del papa. Le stavo analizzando rispetto la vulgata riportata dai giornali.

Un conto infatti è dire 
I «tentativi» di rendere il matrimonio «fra un uomo e una donna» «giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione» sono «un’offesa contro la verità della persona umana» e «una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace»
come afferma proditoriamente la stampa.

Un conto è dire, come il papa ha detto,

Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.
Non già le unioni di natura diversa dal matrimonio, come il vaticano definisce l'unione tra persone dello stesso sesso, ma tutta una serie di posizioni morali tra i quali la pretesa di una universalità storica che trascende la religione e si inserisce direttamente ella storia del genere umano tra le quali non c'è l'unione tra due uomini o due donne ma l'equiparare queste unioni al matrimonio religioso.

Devo forse scandalizzarmi perchè la chiesa non vede l'unione tra due uomini nemmeno lontanamente paragonabile al matrimonio?

No.
Perchè la chiesa è reazionaria.
Perchè la fede cattolica è reazionaria.

Perchè una religione che mangia il corpo e beve il sangue del figlio del proprio dio è profondamente sadica e violenta. Patriarcale, maschilista e paternalista.
Misogina. Antidemocratica. Misoneista. Oscurantista. Pagana. Irrazionale. Totalitaria.

Chi crede nell'aldilà, nell'anima, in dio (sempre un uomo... mai una donna) ha un modo di vedere la realtà che non è né lucido né scientifico e non è nemmeno umano.

Io non mi indigno solo quando la chiesa dice che l'omosessualità è oggettivamente un disordine morale, mi indigno, allo stesso modo e per le stesse ragioni, anche quando dice che la teoria evolutiva di Darwin, mal compresa, è perniciosa perchè nega la teleologia divina.

Però fa più comodo indignarsi quando si dice, mentendo, che il papa accusa i gay di essere una ferita per l'umanità.


Quella, casomai, è la trapppola semantica ordita dalla stampa nella quale sono un po' caduti tutti e tutte perchè siamo tutte e tutti molto provinciali e tanto naïf.

Io non capisco la fede e non la capirò mai.

Diffido di chi sente che c'è un ente superiore al quale delegare chissà che, chissà cosa.Diffido quando commistiona il suo essere nel mondo con questo profondo e intimo sentire.

Per me la fede è una cosa talmente privata che nessuno deve venirmi a rompere le scatole e parlarmene.

Non faccio proselitismo di ateismo proprio perchè anche gli atei mi rompono e parlano di dio anche se è per dire che non esiste.

Se non esiste che ne parli a fare?

Allora per favore non mi si venga a dire che io cado nelle trappole semantiche del vatic-ano quando chi me lo dice cerca disperatamente di riformare una religione che andrebbe cancellata dalla faccia della Terra, perchè nessuna ha fatto danni e ha inflitto tante sofferenze a uomini  e donne come la religione cattolica.

venerdì 14 dicembre 2012

XLVI Giornata mondiale della pace. Quello che ha veramente detto Papa Benedetto XVI

Lo avrete letto tutti e tutte perché ha colpito la rete come un tzunami.
Nel messaggio del santo padre Benedetto XVI  per la celebrazione della XLVI giornata mondiale della pace sarebbero contenute le seguenti affermazioni come riportato, abbastanza artatamente, dalla stampa nazionale..
Il Papa: «Matrimoni gay, un’offesa contro la verità» (secolo xix)

Papa: “I matrimoni gay sono una ferita alla giustizia e alla pace” (il fatto quotidiano)

Il Papa contro le nozze gay: offesa alla persona (Corriere della sera)


Il Papa ribadisce il "no" della Chiesa ai matrimoni gay: "Feriscono pace e giustizia" (tgcom24)

Secondo un po' tutti papa Benedetto XVI avrebbe detto che
I «tentativi» di rendere il matrimonio «fra un uomo e una donna» «giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione» sono «un’offesa contro la verità della persona umana» e «una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace». 
(secolo xix) e (Corriere della sera) e (tgcom24)

Il pontefice, nel suo messaggio per la Giornata mondiale della pace, definisce i tentativi di accomunare i matrimoni gay a quelli fra uomo e donna “un’offesa contro la verità della persona umana” e “una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”. (il fatto quotidiano)
Io che non mi accontento mai di fonti di seconda mano sono andato a leggere il messaggio del papa così come è pubblicato dal sito www.vatican.va

La parte estrapolata riportata dai quotidiani si trova nel paragrafo 4 dal titolo Operatori di pace sono coloro che amano, difendono e promuovono la vita nella sua integralità  che merita un colpo d'occhio più generale prima di entrare nel merito del matrimonio.

Operatori di pace sono coloro che amano, difendono e promuovono la vita nella sua integralità

4. Via di realizzazione del bene comune e della pace è anzitutto il rispetto per la vita umana, considerata nella molteplicità dei suoi aspetti, a cominciare dal suo concepimento, nel suo svilupparsi, e sino alla sua fine naturale.
Qui ci si riferisce cioè all'aborto, al testamento biologico e all'eutanasia. 
Veri operatori di pace sono, allora, coloro che amano, difendono e promuovono la vita umana in tutte le sue dimensioni: personale, comunitaria e trascendente. La vita in pienezza è il vertice della pace. Chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita.
Coloro che non apprezzano a sufficienza il valore della vita umana e, per conseguenza, sostengono per esempio la liberalizzazione dell’aborto, forse non si rendono conto che in tal modo propongono l’inseguimento di una pace illusoria. La fuga dalle responsabilità, che svilisce la persona umana, e tanto più l’uccisione di un essere inerme e innocente, non potranno mai produrre felicità o pace.
I neretti sono miei. 

Nel discorso non ci si riferisce alla legge sull'aborto esistente in Italia, così come non ci si riferisce a nessuna legge che già rende l'aborto legale, ma si va contro chi sostiene la liberalizzazione dell'aborto, lasciando intendere cioè che l'aborto ancora non lo sia e che lo si voglia rendere libero.

Questo, naturalmente perchè il Papa non si rivolge solo all'Italia ma all'universo mondo, ma così facendo il papa raggiunge un duplice scopo:

nel suo messaggio non si può ravvisare apologia di reato nei paesi in cui l'aborto è già legale e dove dunque come tale la legge di Stato deve essere recepita e rispettata;

non ammettendo che l'aborto già ci sia ma paventando una sua liberalizazzione si stigmatizzano non già le leggi esistenti ma chi sostiene la sua liberalizzazione lasciando intendere che chi vuole liberalizzarlo lo vuole senza regolamentazione alcuna, ignoranti di fatto le legislazioni vigenti in molti stati occidentali.

Inoltre si dà per scontata la semplificazione ideologica che vuole l'aborto come  uccisione di un essere inerme e innocente.
Per una religione che mangia il corpo e beve il sangue del figlio del suo dio (padre, dunque maschilista) non c'è male...

Come si può, infatti, pensare di realizzare la pace, lo sviluppo integrale dei popoli o la stessa salvaguardia dell’ambiente, senza che sia tutelato il diritto alla vita dei più deboli, a cominciare dai nascituri? Ogni lesione alla vita, specie nella sua origine, provoca inevitabilmente danni irreparabili allo sviluppo, alla pace, all’ambiente. Nemmeno è giusto codificare in maniera subdola falsi diritti o arbitrii, che, basati su una visione riduttiva e relativistica dell’essere umano e sull’abile utilizzo di espressioni ambigue, volte a favorire un preteso diritto all’aborto e all’eutanasia, minacciano il diritto fondamentale alla vita.
Quindi mentre si critica il relativismo che tramite espressioni ambigue riconosce eutanasia e aborto si equiparano due cose completamente diverse (il feto non è certo una persona), lasciando intendere che l'eutanasia significhi  uccidere una persona basta che questa ne esprima il desiderio.
Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione
attenzione non si parla di estensione del matrimonio anche alle persone dello stesso sesso ma di rendere il matrimonio, l'unico che merita questo nome, quello tra uomo e donna, giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione.

Non rendere quelle pari al matrimonio, ma rendere il matrimonio equivalente (non uguale) a quelle. Interessante ribaltamento di punto di vista.
Non riconoscere alle unioni omosessuali (anche se la parola non viene mai usata) lo statuto di matrimonio ma rendere il matrimonio equivalente a quelle unioni. Insomma in nessun caso la chiesa riconosce la possibilità che il l'unione tra persone dello stesso sesso sia un matrimonio che rimane etero (e religioso)
che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.
Quindi rendere il matrimonio (quello etero, per la chiesa l'unico davvero tale) giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione danneggia la sua struttura naturale e contribuisce alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale (che, in ultima analisi è quella di fare figli).

Il documento dunque non sta dicendo di no alle unioni  tra persone dello stesso sesso, non sta nemmeno misconoscendo la legittimità di queste unioni, sta ribadendo solamente la loro radicale forma diversa di unione rispetto al matrimonio (etero e religioso).

Queste forme diverse di unione danneggiano il matrimonio eterosessuale (e religioso) solo nella misura in cui il matrimonio eterosessuale e religioso viene loro equiparato.

Dunque visto che se in Italia mai ci fosse l'estensione al matrimonio civile anche per le persone dello stesso sesso questo riguarderebbe solamente il matrimonio civile e non quello religioso, non vedo dove si porrebbe il problema.

Nessuno può obbligare la chiesa a sposare due uomini e due donne.

Certo se la legge italiana prevedesse l'estensione del matrimonio questo diritto renderebbe più evidente la scarsa tolleranza che la chiesa dimostra in molti campi.

Per restare in quello del matrimonio giova ricordare che per l'ufficio matrimoni della chiesa cattolica le persone di sesso diverso che sono sposate solamente con il rito civile hanno contratto un matrimonio irregolare:

Situazioni irregolari e riflessi pastorali

IV - Sposati solo civilmente

S’intendono sposati solo civilmente quei cristiani battezzati che pur non avendo alcun impedimento a celebrare il matrimonio in Chiesa scelgono volutamente il rito civile.
La «Familiaris consortio» (n. 45) ricorda che per i cattolici l’unico matrimonio valido che li costituisce marito e moglie davanti al Signore è quello sacramentale. Il Battesimo, infatti, impegna i cristiani a celebrare ed a vivere l’amore coniugale nel Signore.
La comunità cristiana deve conoscere i motivi che hanno portato questi fratelli a scegliere il matrimonio civile e a rifiutare quello religioso, come ad esempio la perdita della fede, il rifiuto di una celebrazione sfarzosa e poco evangelica, la tendenza a vivere l’unione civile quasi come un esperimento.
Contestualmente la comunità li aiuti a recuperare il significato e la necessità che la loro scelta di vita sia coerente con il Battesimo ricevuto, e nell’eventualità di una richiesta di matrimonio religioso, dovrà verificare che i giovani siano pentiti e disposti a ritornare in comunione con la Chiesa riprendendo la frequenza della pratica religiosa e che la loro richiesta di matrimonio sia intesa come scelta unica e indissolubile.
Fino a quando i cattolici sposati civilmente rimangono in questa situazione di vita non possono essere «ammessi all’Assoluzione sacramentale, alla Comunione eucaristica e neanche alla Cresima, né è possibile affidare loro incarichi o servizi che richiedono una pienezza di testimonianza cristiana e d’appartenenza alla Chiesa».

Nulla di nuovo a ben vedere, sul fronte occidentale, oltre a constatare per l'ennesima volta che la chiesa è reazionaria.

La scoeprta dell'acqua calda.

Se non fosse però per quanto viene detto subito dopo.
Questi principi
ricordiamoli

Via di realizzazione del bene comune e della pace è anzitutto il rispetto per la vita umana, considerata nella molteplicità dei suoi aspetti, a cominciare dal suo concepimento, nel suo svilupparsi, e sino alla sua fine naturale.


E anche

la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.


non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità.
I neretti sono miei.

Questa affermazione non potrebbe essere più totalitaria.

La morale cattolica non costituisce verità di fede ma si pretende principio comune a tutta l'umanità.

Fosse per la chiesa, insomma, non solo metterebbe ancora i sodomiti al rogo ma manderebbe ancora la polizia in casa a chiedere perchè non si è andati a messa (succedeva nella Roma del 1800...)... 

E' che non glielo lasciano fare in nome del relativismo.
L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa.
Non si tratta solo della solita vecchia solfa.
Dio ti ama anche se tu non lo vuoi.

Stavolta è peggio. Le idee del Vatic-ano  sono universali e tutte le persone devono ottemperare.

Senza possibilità di replica.

Per un messaggio per la celebrazione della XLVI giornata mondiale della pace non c'è male.

D'altronde lo aveva già detto il cristiano Vegezio: Si vis pacem para bellum Se vuoi la pace prepara la guerra.

La guerra della chiesa contro la libertà di pensiero, una delle basi della democrazia, cui la chiesa nega diritto di cittadinanza arrogandosi il diritto di parlare non già a nome della fede ma a nome dell'umanità intera, a prescindere dalla fede qualunque essa sia, imponendo i suoi valori all'universo mondo.

Hail Ratzinger!
Tale azione
quella della chiesa di promuovere questi principi
è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.
Ecco dunque che i mass media hanno smeplificato.

Non è il matrimonio civile  - che la chiesa non riconosce come tale ma come forme radicalmente diverse di unione - a costituire un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace ma cioè accade quando i principi della chiesa vengono negati o mal compresi.
E' il principio stesso di democrazia a offendere e ferire!

Perciò, è anche un’importante cooperazione alla pace che gli ordinamenti giuridici e l’amministrazione della giustizia riconoscano il diritto all’uso del principio dell’obiezione di coscienza nei confronti di leggi e misure governative che attentano contro la dignità umana, come l’aborto e l’eutanasia.
Eludendo di fatto una legge di stato.
Tra i diritti umani basilari, anche per la vita pacifica dei popoli, vi è quello dei singoli e delle comunità alla libertà religiosa. In questo momento storico, diventa sempre più importante che tale diritto sia promosso non solo dal punto di vista negativo, come libertà da – ad esempio, da obblighi e costrizioni circa la libertà di scegliere la propria religione –, ma anche dal punto di vista positivo, nelle sue varie articolazioni, come libertà di: ad esempio, di testimoniare la propria religione, di annunciare e comunicare il suo insegnamento; di compiere attività educative, di beneficenza e di assistenza che permettono di applicare i precetti religiosi; di esistere e agire come organismi sociali, strutturati secondo i principi dottrinali e i fini istituzionali che sono loro propri.
Dunque anche di discriminare le persone omosessuali, o qualunque altra  categoria si pone fuori dalla morale cattolica che si pretende valere per l'umanità tutta.
Dunque la chiesa ha diritto a agire violando i principi della nostra (o altrui) Costituzione.

Purtroppo, anche in Paesi di antica tradizione cristiana si stanno moltiplicando gli episodi di intolleranza religiosa, specie nei confronti del cristianesimo e di coloro che semplicemente indossano i segni identitari della propria religione.
Fosimo in un film di fantascienza dopo queste affermazioni l'intero corpo ecclesiale sarebbe stato fisicamente sterminato e messo a tacere per sempre.

Purtroppo c'è la Costituzione


Il resto del paragrafo difende il diritto al lavoro, completando la quadratura del cerchio. Si vis panem para bellum, e qui ci interessa poco.

Dunque tutti i giornali invece di dare la notiza nella sua interezza, cioè, più o meno:

l'assolutismo di Benedetto XVI pretende che la morale cattolica non sia verità di fede, né solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa, ma un principio inscritto nella natura umana stessa, riconoscibile con la ragione, e dunque comune a tutta l’umanità. No all'aborto, all'eutanasia né all'equiparazione di forme radicalmente diverse di unione al matrimonio che rimane religioso e tra uomo e donna 

preferisce semplificare parlando di no al matrimoni gay (che è termine che la chiesa non si sognerebbe mai di usare)  ridimensionando il portato antidemocratico e totalitarista della chiesa relegandolo all'orticello dei diritti - non diritti di froci (e delle lesbiche).

D'altronde se anche il PD propende per una civil partnership alla tedesca (con forte sperequazione fiscale) come meravigliarsi di questa vulgata?


Moriremo tutti vatic-ani.


Un fatto è certo.

La classe delle giornaliste e dei giornalisti italiani va esautorata perchè sono servi, serve, del potere, sempre e dovunque questo si applichi.



IL VATICANO - e la stampa- DANNEGGIANO ANCHE TE.

NON SOLAMENTE I FROCI E LE LESBICHE.

DIGLI DI SMETTERE.

Ferisce più un clichè... Sull'ennessima macchietta del gay effeminato nel trailer del cinepanettone Colpi di fulmine

In sala dal 13 dicembre, con 700 copie..., tecnicamente non un cinepanettone visto che il film non è ambientato durante le vacanze natalizie, Colpi di Fulmine di Neri Parenti, con Christian De Sica, Lillo e Greg, Anna Foglietta, e Arisa, racconta due storie d'amore.
Nel film De Sica si traveste da prete per sfuggire alle forze dell'ordine e si improvvisa parroco in un piccolo centro. Qui lo vediamo separare le persone in base ai peccati capitali quando un giovane parrocchiano si sposta da un gruppo per dirigersi di corsa verso un altro. Alla domanda E te mo ddo stai annà? il ragazzo risponde con voce leziosa e affettata tra i golosi. La battuta di De Sica ve la lascio immaginare.



Situazione da barzelletta e allusione al fatto che il frocio, anzi, la checca, è golosa di cazzo.
Così con una battuta si portano a casa due colpi. Due concetti: il cazzo piace, e ai froci piace di più.
Non solo. Al frocio piace il cazzo. Punto.

E vediamo come è descritto questo giovane omosessuale.

Cardigan di colore sobrio,  c'è la crisi..., portato sopra una canotta che lascia intravvedere un petto glabro.
Foulard che si intona al cardigan arrotolato attorno al collo, Jeans chiaro, capello corto ai lati col ciuffone sopra e borsa femminile (lo si capisce dai generosi manici senza tracolla) che porta con inequivocabile gesto effeminato, nell'incavo del braccio, l'avanbraccio piegato. 

Cardigan di colore sobrio,  c'è la crisi..., portato sopra una canotta che lascia intravvedere un petto glabro. 
Foulard che si intona al cardigan arrotolato attorno al collo, Jeans chiaro, capello corto ai lati col ciuffone sopra e borsa femminile (lo si capisce dai generosi manici senza tracolla) che porta con inequivocabile gesto effeminato, nell'incavo del braccio, l'avanbraccio piegato. 



Anche quando corre porta la borsa in quella scomoda posizione


Giratosi perchè De Sica\prete gli sta chiedendo dove sta andando

 

...il giovane gli risponde accennando un inchino verticale


Rispetto gli altri parrocchiani il nostro è più giovane, più magro, col fianco generoso, femmineo, dinoccolato, le ginocchia strette, il sorriso tra l'ebete e l'accondiscendente.
Non somiglia in nulla al cliché del giovane gay del mercato capitalista...

...che sarà anche effeminato ma ha un corpo palestrato, virile, dove la mancanza di peli pertiene più alla performance dell'atleta che alla de-virilizzazione del corpo maschile.

 

Con un colpo d'occhio notiamo la differenza antropologica dell'omosessuale rispetto al resto del gruppo.
Non ha alcuna caratteristica fisica in comune, nel vestiario, nel linguaggio del corpo, nella costituzione fisica. Per cui si potrebbe dire che l'omosessuale appartiene accidentalmente al genere maschile e che costituisce un genere a sé. Un terzo genere, un po' come pretende la teoria, sciagurata, del genere fluido



Dopo il suicido di Andrea si pretende di distinguere il bullismo dall'omofobia.

Questa immagine dimostra come alla base ci sia sempre l'idea maschilista e patriarcale della virilità.
Sei gracile? Dinoccolato? Vesti diverso?
Non sei virile.
Non sei maschio.
Sei diverso.
Dunque, sei frocio.

Un'appartenenza evidente che non puoi nascondere, e che ti rinfacceranno di ostentazione o di mancanza di discrezione.

Certo se invece di vestirti così ti uniformassi al cliché di genere degli altri uomini e ragazzi quelli ritratti lì con te, ti lascerebbero in pace.
Chissà nel mondo reale quanti degli altri ragazzi e uomini sono bisessuali o hanno un orientamento sessuale omo.
Ma in loro non si vede.
Anzi direi finché in loro non si vede saranno lasciati in pace.

Non volgi certo giustificare il bullismo omofobico a scuola.
Ma finché si fanno questi film possiamo davvero dire che la responsabilità è degli studenti e delle studenti omofobici\che?

E nessuno si azzardi a dire che si tratta di un film comico, che questa vuol essere solo una battuta, che infondo è una boutade.

Finchè battute coltivate in questo orizzonte etico (sic)  continueranno a essere percepite come innocui divertimenti nessuno di noi è al riparo dalla discriminazione maschilista e omofobica.
Poco importa se poi tu sia o no gay o se, anche essendo gay, non sei affatto goloso di cazzo. 

Lo sapeva bene Andrea, che pur non essendo gay non poteva portare lo smalto senza essere additato come un golosone.

Adesso mi chiedo, a che serve fare incontri a scuola contro l'omofobia se poi al cinema vediamo scene edificanti come questa?

Chi educa i produttori? Gli sceneggiatori? I registi?

Boicottiamo questo film perchè propala i più stantii luoghi comuni fascisti maschilisti e patriarcali.

La checchina golosa è solo la punta dell'iceberg.

Di seguito il trailer integrale.