sabato 23 luglio 2011

esercizi di lettura critica: i commenti a un articolo (sic!) di gay.it sulle dichiarazioni di Cavalli

L'occasione è sbarazzina, lo riconosco. E una volta tanto il piatto forte non è l'articolo ma i comemnti all'articolo.
Ma procediamo con ordine.

Leggo su Gay.it (e dove se no?) il seguente articolo:
Cavalli: "Sono uno stilista migliore perché sono etero"
Intervistato dall'edizione inglese di Vogue, lo stilista assicura di essere l'unico etero nella moda e che questa sarebbe la sua carta vincente rispetto ai gay perché "io creo pensando alla donna". In un'intervista rilasciata all'edizione inglese di Vogue, Roberto Cavalli si è lasciato andare a dichiarazioni poco friendly e per niente politically correct.
Dunque quel che viene messo in discussione non è la validità dell'idea, la solidità del ragionamento che le sta dietro, ma la scorrettezza politica di tali affermazioni. 
In quello che è diventato un tentativo di ribaltare uno dei più diffusi luoghi comuni sulla moda e i gay,
quale?
lo stilista fiorentino ha dichiarato che la sua marcia in più sta nell'essere eterosessuale.
"Nel mondo della moda sono l’unico uomo etero" ha dichiarato Cavalli. E quando il giornalista
veramente l'articolo di Vague.com è firmato da Lauren Milligan la quale riporta dell'intervista fatta dallo scrittore ed esperto di moda Colin McDowell.
gli ha fatto notare che forse non detiente l'esclusiva dell'eterosessualità sulle passerelle, Cavalli ha risposto: "Chi? Ralph Lauren? Sei sicuro?".

Ecco il pettegolezzo, il gossip, al limite della delazione...
Mentre nell'articolo originale ecco come si è svoltala conversazione:

RC: "In my planet, fashion, I'm the only straight man."
CM: "There's a few."
RC: "Who?"
CM: "Ralph Lauren, he's straight."
RC: "Are you sure?"
Il nome di Lauren non viene dall'intervistato ma dall'intervistatore...
E poi ha aggiunto: "Comunque sì, essere etero forse mi rende uno stilista migliore. Perché mentre disegno penso alla donna, a come la vorrei accanto a me, alla morbidezza, alla femminilità. Forse sì, e comunque sono felice di come sono". L'eterosessualità, quindi, contro ogni convinzione diffusa renderebbe uno stilista migliore di uno gay.
Beh scusate ma perchè deve essere vero il contrario? Cosa ha uno stilista gay a renderlo migliore di uno etero? Quand'è che smantelliamo le idee da patriarcato?
Quand'è che smettiamo di usare questi standard oppositori da stadio? se son meglio gli etero vuol dire che son peggio i gay e viceversa?

Comunque il tono dell'intervista, nell'articolo originale è molto diverso:
CM: "So, does being straight make you a better designer?"
E' l'intervistatore a fare la domanda... e la risposta è un po' diversa...
RC: "Yes, maybe. Because I think of how I would like to have a woman close to me, in that moment. The femininity, the softness. Maybe, yes, anyway I'm happy as I am."
Gay.it - Cavalli: Non contento, il giornalista insiste: "Deve esserci un po' di gayezza in lei, considerato che disegna abiti da uomo".
E qui l'autore italiano dell'articolo toppa proprio la traduzione:

CM: "I think there must be a little bit of gayness in you, given the way you design for men."
Data la maniera con la quale disegni abiti per gli uomini. Non il fatto di per sè che disegna abiti per uomini ma per il modo con cui lo fa...
Bella traduzione in italiano, molto maschilista: se pensi agli uomini a qualunque titolo sei gay...
Cavalli risponde: "Lo prendo come un complimento. il mio primo fan maschile è Lenny Kravitz. La sera, però, gli uomini sembrano tutti uguali. Comei pinguini. Mentre le donne hanno un abito speciale per ogni occasione. Preferisco creare per le donne, credo siano più intelligenti degli uomini, ecco perché gli uomini devono essere più forti".
Questa la risposta originale:

RC: "I take that as a compliment. My first male fan was Lenny Kravitz, and I thought because of him, I have to design for men. In the evening every man looks the same. Like penguins. Women have a special dress for that event, men: the same tuxedo. I prefer to create for women. I think that women are more intelligent than men; that's why men have to be stronger. I really admire a woman for her intelligence, her personality, beauty is not enough.
Insomma opinioni opinabili, ma meno stranamente dette di come riportato in italiano...
Soprattutto visto che l'affermazione centrale essere uno stilista etero mi rende uno stilista migliore non è una sua afferazione ma una domanda di Colin McDowell alla quale, beninteso, Cavalli risponde affermativamente.

Dunque fin qui abbiamo appreso:

0) SAPER LEGGERE IN INGLESE E' FONDAMENTALE
1) Andare sempre alla fonte di quanto si legge. Se si riporta qualcosa detto in un altro l'articolo, se si può, leggere direttamente quello. (questo vale anche per l'intervista di Colin McDowell... ma l'originale su internet non c'è...)

Il consiglio vale molto anche per tutti i commentatori e le commentatrici di faccialibro che, direttamente dal loro account hanno commentato l'articolo (Sic!) di Gay.it prendendosela con Cavalli in una maniera che il modo m''offende ancora.
Leggiamo.

Un insulto, senza spiegare il perchè...
E un coatto gay?

    • Christian Carrara · Buggiano
      Ma che imbecille....tra l'altro la sua moda la trovo bruttissima, pacchiana, a prescindere dalla sua esternazione, e non sono l'unico: ci passo quasi tutti i giorni davanti al suo negozio in via de' Tornabuoni con clienti tedeschi, inglesi, olandesi, francesi, belgi, americani, turchi, clenti di tutto il mondo, insomma, ...e tutti , quando passiamo davanti alla sua vetrina fanno sempre delle battute ironiche alludendo alla volgarità e alla pacchianità di quello che vedono esposto...Davanti ai negozi D& G , Louis Vuitton, Ferragamo..ecc.. hanno tutt'altra espressione !
Dunque non è la personalità dello stilista causa della pacchianità ma l'orientamento sessuale. SIAMO AL DELIRIO
Qui non si mette in discussione se l'orientamento sessuale ti renda uno stilista migliore, ma è in discussione direttamente l'orientamento sessuale del Cavalli SPETTEGULESS!!!
Oddio no quello che riduce tutto a una questione di soldi no! Come se gli abiti li comperassero solo gli uomini (che si sa, se sono eleganti sono gay...) e non LE DONNE come ha detto Cavalli stesso (almeno nell'intervista originale...)

    • Christian Carrara · Buggiano
      Non so se verrà boicottato..ma cmq quella sua uscita da deficente l'avra daneggiato parecchio a livello di immagine e di marketing...quando vedo la sua faccia mi fa pensare a giovannardi...buahhh...
Offesa personale. come se per criticare le idee basti offendere direttamente la persona e il suo aspetto fisico...

    • Christian Carrara · Buggiano
      Ahahahaha...scusate la grassa risata..è appena successa una cosa: mia madre è entrata nella mia stanza e ha visto la pagina fb , fra le tante foto anche quella di Cavalli...Sapete cos'ha detto??? Ha detto, riferendosi a Cavalli, in tutta l'innocenza del candore dei suoi 80 anni: " chi è *quella* ???"...Non capendo bene a quale delle tante foto si riferisse, e pensando che si riferisse di sicuro a Regina Miami nella foto accanto ad Alessio le ho chiesto " *quella* chi ?"..Mi ha risposto: " no, *quella* con gli occhiali!.....Ma sono io *quella*???"....ahahaha...​ .Si riferiva al nostro amico maschione eterosessuale doc dichiarato Roberto Cavalli ...ahahaha!!!!!...Poi si è messa gli occhiali e si è subito corretta: " Ah noooo, *quella* non sono io, io non sono cosi brutta!!!!...."....ahahaha​ha....
Ecco il maschilismo pur. Non sei virili con quattro palle grosse così sei Quella... E poi diciamo che gli omofobi sono gli altri...
Certo due froci di destra che tanto hanno fatto per la causa...
La Roberta Cavalla. Si informi su di che? Su se stesso?! CAvalli sarà anche una mummia ma le idee da pleistocene sono quelle dell'autore del commento...
Qui non siamo solo all'insulto sulla persona ama anche all'età.  Fabio dimentica che presto (sì. presto) sarà vecchio anche lui...
Eh già, le statistiche....
LA STATISTICA
di Trilussa
Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.

Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.

Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:

e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due.
Che vita grama quella di chi si crede giovane perchè usa facebook ma in realtà è giovane perchè non conosce nulla del mondo al di là del proprio ombelico...


  • Biagio Manzo · Accademia della moda napoli
    ed è per questo che non hai gusto, ma solo grande ostentazione di volgarità!sei la vergogna di tutti noi giovani stilisti!vai a vendere le carote!possibilmente con le tue giacchettine leopardate così capisci quanto ci si sente ridicoli a tenere degli stracci da te definiti "abiti".....ciao nonno e preparati la bara più che le donne a fianco a te....!!!!!!!
C'è forse un po' di invidia nelle parole di questo giovane stilista? Ah questi novelli vaghi!
Quel che mi sconcerta in tutte questi auguri di morte e che la gioventù non è esente da morte per niente: basta un incidente di auto, o di motorino, o una overdose di tutte le schifezze che la gioventù dissennata (almeno a leggere quel che scrive) si cala oggi (e basterebbero l'acool alle sigarette...)
Queste battute si commentano da sé. 
Beh non è vero nemmeno il contrario però...
Che perla di saggezza!
Che è morto ammazzato  per mano di un omofobo...
Ecco un'altra perla di saggezza. Non ti tocchi il pacco ogni secondo. Non lo metti in mano a ogni donna che incontri? sei una repressa...
Ecco!

  • Roberto Angel
    ho avuto l`onore di conoscerLO ....................vorrei​ chiedere al """ SIG. STALLONE "" SE si ricorda le serate trascorse a LONDRA!! al..................... quando gli cadevano le labbra!!!!.....la saliva !!!! di tanto che era """" MASCHIO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!​!!!!!!!!!!! "" ITALIAN STALLION!!!!!!!!!!!!!!!!
Certo se sei bsx (come qualcuno dice qualche commento sopra), hai già un ammanco di virilità...
Ma che bella gente su faccialibro!
Ecco un'altra omofoba che confonde orientamento sessuale con identità di genere
Perché quando scrivi tu invece...
E' il secondo che ha difficoltà a usare il singolare...

  • Marco Di Cesare · La Sapienza
    Boicottiamo tutti Cavalli, nessuno compri piu' neanche un fazzoletto di quel poveraccio. E ve lo dice uno che e' fissato col trend, che ne ha comprati un sacco di Cavalli, e che da oggi non gli da' piu' neanche un centesimo. C'e' un modo di farglielo sapere che ha perso milioni di euro, perche' chissa' quanti faranno come me? Qualcuno sa come contattarlo , anche per mail, e informarlo di quanto e' stato coglione ? Grazie
Di te invece che pendi soldi per la moda invece no eh?
vedi che si ribalta in quella di un altro...
Anche la tua testa è molto italiota caro!
Battuta carina ma l'orizzonte omofobico patriarcal-maschilista non cambia...

  • Stefano Strombozio
    essere etero forse mi rende uno stilista migliore. Sto forse e riferito ad etero oppure allo stilista migliore? Stai belle e che confuso a Robbe´, a Robbetta che non sei altro.
Se avessi letto l'articolo originale avresti capito che la confusione è soprattutto in gay.it

  • Michele Achille
    perche' lui è creativo........? Ma lo sa che solo le troie russe mettono le sue cacate da provinciali? è' il primo etero che somiglia ad un carro di carnevale di viareggio....
Ecco un pensiero da vero italiano!
Dulcis in fundo

A questo punto abbiamo imparato che:
2) Faccialibro dà a ogni coglione la possibilità di aprire bocca senza preventivamente controllare che sia collegata col cervello
3) lo spirito critico dei commentatori è lo stesso della più giovanile e superficiale tifoseria
4) che l'italiano è un'opinione, proprio come la matematica
5) che nessuno legge criticamente l'articolo che riporta la notizia. Tutti se lo bevono così com'è e criticano direttamente il Cavalli come avessero letto un post da lui pubblicato
6) che l'omofobia c'è dappertutto anche nei cosiddetti gay.
7) che è sempre più facile insultare che ragionare.





mercoledì 20 luglio 2011

Sit in a Montecitorio per la legge contro l'omofobia: il teatrino parlamentare riflette anche la realtà del Movimento

Era tanto che non tornavo a Montecitorio, fuori, nella piazza intendo, a testimoniare con la mia presenza l'intenzione civica, di privato cittadino in mezzo e assieme ad altri privati cittadini,  di migliorare il mio Paese chiedendo al parlamento di sensibilizzarsi anche sui diritti civili per la comunità omosessuale e trans.
La prima volta ci sono stato due anni fa. Eravamo discretamente tanti tutti di diversissime origini politiche, uniti da una voglia di dire ma soprattutto di fare, un gruppo di uomini e di donne, dai più disparati (e non disperati) orientamenti sessuali che avevano un sogno comune quello di fare la differenza e c'eravamo dati per questi un nome: We Have a Dream. Per un anno e poco più la differenza l'abbiamo davvero fatta: abbiamo organizzato fiaccolate, flash mob, sit in, abbiamo regalato ai parlamentari libri sui quali farsi una opinione sull'omosessualità che non fosse quella codificata omofobicamente dai mezzi di comunicazione di massa. Molti hanno ingrossato le fila di un nucleo originario di circa cinquanta persone molti altri ci hanno seguito, ci hanno ascoltato e quando anche i media hanno iniziato a darci ascolto qualcosa si è inceppato. Anche noi siamo rimasti vittima di quell'animosità reciproca squisitamente italiana, dello spirito di acrimonia con cui ancora oggi ci trattiamo l'un l'altra.Viene proprio voglia di citare Dante (VI canto del Purgatorio) :
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
Ahi serva Italia, albergo di dolore,
nave senza nocchiero in gran tempesta,
non più Signora, esemplare di intere nazioni,
ma bordello!
(...)
ora in te non stanno sanza guerra li vivi tuoi, e l'un l'altro si rode
di quei ch'un muro e una fossa serra.
e in te, Italia, si dilaniano fra loro i cittadini
di una stessa città, chiusa da fossi e da muri,
con i suoi abitanti sempre rissosi e discordi.

Insomma ci perdemmo e dopo la fiaccolata del settembre 2010 noi di whad non siamo stati in grado di organizzare nulla, liquidati dal resto del movimento, che fino ad allora ci aveva temuto, come incapaci di muovere la gente (come se loro lo fossero ed è questo che li spaventava) spossati da sei mesi di sterili confronti interni, di diverse visioni della società (proprio come i partiti), diverse teorie sulla strategia da seguire, sterili confronti sempre rissosi e discordi.
E' stata forte l'emozione ieri di tornare in una piazza dove emeriti sconosciuti, cittadini e cittadine normali, in passato, dal settembre 2009 al settembre 2010, grazie a whad  hanno parlato e si sono rivolti al parlamento, ai suoi occupanti proponendo, ricordando, bonariamente minacciando e tirando per la giacca i parlamentari.
Ieri whad non c'era, anche se c'erano molti (ma non tutti, anzi molte le assenze) whaddini e whaddine. Come singoli, non più sorretti da quella forza di fare insieme che ci aveva tenuti saldamente in gruppo per un anno, è stato subito chiaro che il tono del sit-in di ieri sarebbe stato molto diverso.
Le stesse associazioni che solo poche ore prima si stavano attaccando su internet e sui blog per l'ennesima strumentalizzazione dell'ennesima aggressione omofobica ai danni di un giovane con problemi di visibilità (non vuole assolutamente che il padre sappia sia gay, però poi è su tutti i giornali...) fatta a suon di comunicati e controcumunicati, si sono trovate insieme in piazza, ipocritamente amici, in realtà colmi d'odio che traboccava al primo sentore dell'intemperanza dell'altro, senza mai badare alla propria, dove ognuno ha parlato non per la comunità, non per i e le cittadine, e non si è nemmeno rivolto al parlamento, ma ha parlato di sé e per sé.
Eppure eravamo là per contestare l'arroganza omofobica di alcuni rappresentanti del popolo che, volendo cancellare la dignità e la vita di milioni di cittadini e cittadine, hanno sollevato la pregiudiziale di incostituzionalità sulle due proposte di legge contro l'omofobia presentate alla Camera, pregiudiziale sollevata dai deputati dell’UDC Buttiglione, Capitanio Santolini, Binetti; dai deputati del PDL Bertolini, Saltamartini, Stracquadanio, Pagano e dai deputati della Lega Lussana, Nicola Molteni, Isidori, Paolini, Follegot, Vanalli, Luciano Dussin, Pastore, Volpi, Bragantini e Polledri.
Quasi nessuno ha parlato del Movimento, del popolo, ma di sé, di quanto fatto dalla propria associazione, gruppo, schieramento (gli organizzatori del Roma Euro Pride).   Grillini ex deputato PD che si è vantato di poter ancora frequentare il Transatlantico riportando la discussione indietro di trent'anni facendo del Vaticano l'unico responsabile dei mali d'Italia, e leggendo l'omofobia come male cattofascista, travisando una storia recente fatta di omofobia transpartitica e transideologica (il pc era omofobo quanto la dc...) hanno parlato insomma le persone che contano, rappresentanti del listone di associazioni e di partii che hanno aderito al sit in organizzato da Certi Diritti, che, tramite radio radicale, ha trasmesso in piazza l'audio della seduta alla Camera quando Paola Concia nominando le persone in sit-in ha invitato ai colleghi deputati a uscire per venirci a trovare e farsi spiegare da noi quel che lei in due anni evidentemente (si tratta di una battuta ironica) non era riuscita a fare. Un sit in fagocitato da Arcigay nazionale, mentre  per qualche sito molto distratto, organizzato addirittura dal solo Aurelio Mancuso.
Così mentre ognuno diceva quanto aveva fatto e stava facendo per la comunità, ipocritamente bacchettando gli altri di non essere solidali e uniti (DGay Project), balbettando un proclama politico (come Alessandra del Mario Mieli che confonde l'outing minacciato da Mancuso col coming out che dovremmo tutti fare) si è consumato un teatrino dell'ipocrisia e dell'inopportunità politca, come la lettura del comunicato contro qualcuno (Arcigay Roma e Gay Center) letto dal portavoce del forum Queer di SEL (inopportuno al sit-in, cioè in un momento in cui il movimento si confronta con l'esterno, dove dovevamo mostrare di essere compatti e uniti) dove quel che importa a certe associazioni politiche non è di fare causa comune ma di distinguersi presentando le proprie credenziali di rivoluzionarietà comunarda.
Qualcuno (Filippo Riniolo) ha cercato di connotare il movimento a sinistra contraddetto dalla storia recente (il movimento sessantottino che considerava l'omosessualità un vizio piccolo borghese) e contemporanea (sacche di omofobia ci sono ancora oggi, luglio 2011 per esempio tra i compagni e le compagne dei centri sociali), e se non propriamente di omofobia di maschilismo che è il papà dell'omofobia, come è successo ad Andrea Bordoni che mentre ha letto il suo (lunghissimo) post pubblicato sul suo blog Voglio sposare Tiziano Ferro mentre spiegava alla piazza (che però già lo sapeva) il per come e il perchè delle necessità di una legge contro l'omotransfobia se ne esce con frasi tipo:
“Sporco ebreo” è un insulto anche se io sono ateo. Per esempio se dicessi che la Binetti è una cattolica beghina anorgasmica, l’avrei insultata anche se un millisecondo prima la sua appartenenza religiosa fosse cambiata a favore dello zoroastrismo o, Dio non voglia!, a favore di un agnosticismo pensoso e libertario.
Dove evidentemente per Andrea l'insulto è per la religione e quell'anorgasmica non conta come insulto schifosamente maschilista e patriarcale (ha proprio ragione Busi i froci sono virili infatti sono disgustosamente maschilisti e misogini come i loro fratelli etero).
Qualche idea è stata avanzata da Carlo Cremona di I-Ken associazione di Napoli, con la quale io collaboro per il festival Omovies, che ha suggerito di sensibilizzare i parlamenti regionali e le giunte comunali, l'unico (assieme a Mancuso) che ha suggerito strategie di lotta (un pride permanente) anche se non ha apprezzato la proposta di outing di Mancuso che ha minacciato che se a settembre la legge non ci sarà il movimento deve iniziare a smascherare tutti i 100 omosessuali (e lesbiche) presenti nei due rami del parlamento, tutti quelli che parlano contro o (aggiungo io) restano in silenzio contro le persone glbt, una richiesta di coerenza non certo una violazione della privacy.
Se da un lato è stato bello vedere amici che non vedevo da tempo (vero Valerio?) o ritrovare persone con le quali hai potuto comunicare solo tramite internet (vero Daniele?) la nostalgia per quel che whad ha fatto in quella piazza dal basso e con la gente comune senza politici (tranne qualche deputato che ci p venuto a trovare) tempo prima, ieri la differenza era ancora più bruciante perchè il sit in è stato completamente inutile per la causa ma utilissimo ai (alle) rappresentanti delle sigle associative che si pascevano come lucertole alla ricerca di un posto al sole confondendo impresa con politica, rappresentanza con lotta dal basso, e dove si ragionava di equilibri di potere del palazzo ma dove non c'erano vere idee su come fare per impedire a dei giurassici ignoranti omofobi deputati, di destra come di sinistra, di continuare a perseverare le pregiudizio anitomosessuale.

martedì 19 luglio 2011

Arcgay (nazionale) e Gay street vs. Gay Center (e Gay Help Line): guerra tra poveri?

Ieri stampa e rete hanno diffuso una notizia diramata da Fabrizio Marrazzo in qualità di portavoce del Gay Center di Roma. In mancanza di un comunicato ufficiale che non ho trovato sulla rete, uso come fonte Repubblica:

ecco la foto pubblicata da Repubblica

L'aggressione avvenuta in via dei Fori Imperiali ha visto per protagonista un 22enne che, uscito da un locale della vicina Gay Street, era diretto verso la fermata dell'autobus notturno per tornare a casa, nella zona di Centocelle. Erano le due di notte, il ragazzo indossava una t-shirt e dei pantaloncini molto aderenti.
come dire che basta non vestire da gay per non essere notati?
Forse per questo motivo (o magari perché era stato seguito da via San Giovanni in Laterano, la strada dei locali Glbt) è stato notato da un gruppo di ragazzi tra i 18 e i 20 anni, che gli si sono affiancati con l'auto. "Mi hanno tirato della uova con dei vetri, all'improvviso, senza che avessi fatto nulla di particolare", ha raccontato alla linea telefonica. Sul posto sono intervenuti i carabinieri,
erano già presenti o sono stati chiamati e da chi?
anche se lui non ha voluto presentare formale denuncia. "Non sono dichiarato, e i miei genitori non sanno della mia omosessualità", si è giustificato. "Sono molto scosso. Sono rimasto ferito, e mi sento uno schifo. Lanciarmi contro le uova è un gesto di disprezzo. Ora avrò paura ad uscire di casa la sera", ha detto a Marrazzo che, ieri sera,
cioè ieri notte alle 2?
si è recato sul posto per incontrarlo. "Ho notato per terra l'uovo con i pezzi di vetro", conferma il portavoce del Gay Center.
Cioè la conferma arriva dal  portavoce del Gay Center e non dai carabinieri che, intervenuti, devono fare verbale?

Repubblica non fa certo un buon servizio a Marrazzo e alla Gay help Line che, essendo aperta (cioè c'è qualcuno che risponde)
Lunedì dalle 16.00 alle 20.00

Mercoledì dalle 16.00 alle 20.00
Giovedì dalle 16.00 alle 20.00
Sabato dalle 16.00 alle 20.00

non era certo disponibile alle due di notte del 17 (cioè tra domenica e lunedì).
Adesso per quanto io possa chiamare per aiuto un mio amico, magari nerboruto e prestante (ma non è il caso del longilineo Marrazzo) perchè, se vengo aggredito alle due di notte, invece di andare al pronto soccorso e fare denuncia contro ignoti (glissando sul fatto che sono gay e uscivo da un locale gay se questo potrebbe far trapelare il mio orientamento sessuale a persone che non voglio che lo sappiano) o chiamare polizia o carabinieri, o correre a casa disperato, attendo come minimo mezz'ora che Marrazzo in persona venga per venirmi a trovare e confermare che le uova e i vetri c'erano davvero, col rischio che magari gli aggressori tornano e mi lanciano il resto delle uova?

Non metto in discussione quanto raccontato da Marrazzo sia vero. Se lo dice ci credo. Metto invece in discussione i fatti così come sono riportati nell'articolo, firmato da Marco Pasqua, che non ce la racconta giusta.

Di fronte a fatti come questi bisognerebbe raccomandarsi di denunciare sempre alla polizia le aggressioni avvenute siano esse motibate da disprezzo omofobico oppure da semplice teppismo.
Un mese fa sono stato oggetto di lancio di uova (senza vetri) all'incrocio della mia via di residenza con la Colombo, all'una di notte, mentre rientravo da una serata a Caracalla (Festa dell'unità) da parte di sconosciuti in una macchina, che mi hanno preso di mira o perchè l'unico a portata di ...uova, o perchè ciccione (spesso, spessissimo giovani ragazzi dalle macchine sfreccianti mi gridano dietro insulti e battute sulla mia stazza...). Ma solo un pazzo potrebbe interpretare questo gesto come un atto omofobico.

Trovo disdicevole che Marrazzo possa affermare che Uno dei dati più evidenti è che spesso chi denuncia - non alla polizia ma alla sostituta gay help line - parla di aggressori molto giovani e di gruppi e spesso di giovani vittime che nella quasi totalità dei casi non fa denuncia formale per paura senza denunciare questo comportamento come deleterio ed esortare a fare sempre la denuncia mentre si offre inopinatamente come mediatore tra i cittadini e le forze dell'ordine.
Siamo in contatto costante con le forze dell'ordine, ma non basta. Serve una risposta politica culturale strutturata come se davvero con la gay help line e Marrazzo gli aggrediti per omofobia a Roma abbiano la vita più facile che se non ci fossero.

Anche con tutta la buona volontà c'è da insospettirsi sul modo di raccontare queste storie nel quale viene presentato come dato di fatto che la gay help line (o il gay center questo e quello per i giornali pari sono) faccia davvero la differenza a Roma entrando in funzione ogni volta che un loro assistiti denuncia (a loro e non alla polizia) le aggressioni.

Forse anche per questi motivi Arcigay Nazionale ha pubblicato una smentita ufficiale firmandola con la presidente dell'associazione Gaystreet (un politico con una commerciante, bella accoppiata) questa presa dal sito ufficiale dell'arcigay (nazionale):

In merito alle notizie diffuse in questi giorni su recenti episodi di omofobia a Roma, ed alle voci su fatti che sarebbero accaduti presso la via di S.Giovanni in Laterano, meglio nota come Gay Street, vale la pena fare esercizio di estrema serietà, soprattutto in considerazione del voto sulla Legge contro l’omofobia, previsto per domani alla Camera dei Deputati, e del grande lavoro svolto dall’On.le Paola Concia nel costruire un approccio importante a un tema così delicato.
Arcigay e l’Associazione Gay Street smentiscono dunque decisamente che episodi di omofobia siano recentemente avvenuti in via di S.Giovanni in Laterano,
della serie venite pure al Coming Out non c'è pericolo. Infatti le aggressioni non sono venute nella via del locale ma nei pressi della gaystreet...
ed esprimono profondo apprezzamento per il costante, quotidiano raccordo con la Questura, il Commissariato del Celio e le Forze dell’Ordine che ha reso possibile l’affermazione di una condizione di crescente sicurezza e fiducia in un clima di straordinaria collaborazione. E’ vero da un lato che il problema “omofobia” richiede con estrema urgenza una soluzione normativa che offra reali strumenti di prevenzione e repressione dei reati di odio nei confronti delle persone gay, lesbiche e transessuali, ma d’altra parte anche correttezza e rigore nel distinguere circostanze criminali generiche da situazioni di reale omofobia e transfobia, soprattutto per rispetto delle tante vittime vere.
Paolo Patanè – Presidente nazionale di Arcigay Annalisa Scarnera – Presidente Associazione Gay Street

Questo basta perchè le diverse fazioni (sic!) si siano scontrate anche sui forum e newsgroups con reciproche accuse di sciacallaggio.

Nessuno ne esce bene da questa storia mentre il giovane aggredito, tirato in ballo dalle parti contendenti, rischia di fare la fine di Gano che venne squartato da 4 cavalli...

Qualunque sia la verità (vorrei avere la possibilità di chiamare  i carabinieri e informarmi) questa notizia è data con superficialità e dettagli incoerenti. A farne le spese sono tutti i gay e le lesbiche che giorno dopo giorno sono vessati e additati al pubblico ludibrio in ogni contesto pubblico e privato.

Per tutt* le persone aggredite faccio quello che non hanno fatto né Marrazzo né Patanè raccomando cioè di sporgere sempre denuncia di rivolgersi alle autorità parlando magari col prefetto o col commissario (o chi per loro) esternando le proprie difficoltà di visibilità o la paura di ritorsioni.
Si potrebbe scoprire che le forze dell'ordine sono molto più sensibili e al servizio del cittadino di quanto non facciano sembrare certi quotidiani o certe associazioni che solo nominalmente sono pro gay e lesbiche e sempre più sfacciatamente pro domo loro.
Così come studiata ad effetto sembra la dichiarazione rilasciata dalla Governatrice della regione Lazio Polverini:
“Al giovane aggredito la scorsa notte va tutta la nostra vicinanza e la nostra solidarietà”. E’ quanto dichiara la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.
“A nome di tutta la regione Lazio, - aggiunge - ribadisco la ferma condanna di atti di intolleranza e di omofobia su cui il Gay Center ha espresso giusta preoccupazione, anche alla luce dei diversi episodi denunciati al call center. La Regione è impegnata, in collaborazione con il Gay center e le altre associazioni che tutelano i diritti degli omosessuali, nella difesa dei diritti e nel contrasto a qualsiasi forma di violenza. La Gay Help line è uno degli strumenti messi in campo, mi auguro che anche dal parlamento arrivi un segnale concreto. Voglio infine ringraziare l’associazione guidata da Fabrizio Marrazzo per aver aderito alla Fiaccolata di domani contro le mafie promossa dalla Provincia di Roma insieme alla Regione Lazio e a Roma Capitale, sarà una ulteriore occasione per ribadire la cultura della legalità e del rispetto”. (fonte AgenParl
Una nova dimostrazione di quel manuale Cencelli che non ha mai smesso di essere seguito?

In piazza contro l'omofobia parlamentare (direttamente dal blog di Elfobruno)

Quando un post è perfetto che senso ha cercare di scriverne un altro?
Il blog è quello (omonimo) di Elfobruno il post lo potete leggere di seguito.


Ricevo da Certi Diritti – Dio, o chi per lui, li abbia in gloria – e inoltro:
L’Associazione Radicale Certi Diritti insieme alle associazioni lgbt(e) e a parlamentari di diversi gruppi seguirà i lavori dell’aula da Piazza Montecitorio dalle ore 15 con un sit-in e una maratona oratoria per chiedere al Parlamento un segnale forte contro l’omofobia e la transfobia.
Roma, 14 luglio 2011
È previsto per martedì 19 luglio dalle ore 15 il voto sulla proposta di legge contro l’omofobia che introduce l’aggravante per i reati commessi in ragione dell’orientamento sessuale della vittima.
La legge molto probabilmente non passerà a causa delle pregiudiziali di costituzionalità presentate da deputati dell’UDC, del PDL e della Lega Nord. Deputati genuflessi alla casta vaticana e del tutto indifferenti ai diritti dei cittadini, che tentano così di aggrapparsi a inesistenti ipotesi di incostituzionalità per negare la gravità della violenza omofobica.
Per questo saremo in piazza con lo slogan “Legge incostituzionale? Omofobia parlamentare”.
Hanno aderito:
Associazione radicale Certi Diritti
Arcigay
Agedo
Famiglie Arcobaleno
MIT
Circolo Mario Mieli
Equality
Gay Center
Radicali Italiani
Forum Queer SEL
Associazione Luca Coscioni
CGIL- Nuovi Diritti
Associazione 3D
Fondazione Massimo Consoli
I-Ken Onlus
Yellow Sport
Per aderire scrivere a tesoriere@certidiritti.it
Ricordo, per dovere di cronaca, i nomi di quei parlamentari che vogliono affossare la legge (fonte Gay.it):
Si tratta dei deputati dell’UDC Buttiglione, Capitanio Santolini, Binetti; per il PDL gli onorevoli Bertolini, Saltamartini, Stracquadanio, Pagano; infine per la Lega si tratta degli onorevoli Lussana, Nicola Molteni, Isidori, Paolini, Follegot, Vanalli, Luciano Dussin, Pastore, Volpi, Bragantini, Polledri. Un’ultima curiosità: il regista della bocciatura della legge contro l’omofobia nel 2009, quando arrivò in aula la prima volta, fu Piero Vietti, dell’UDC, premiato poco tempo dopo con la vicepresidenza del CSM.
Per questa gente le persone GLBT possono essere insultate liberamente, discriminate aggredite, violentate e uccise senza che la cosa costituisca un’aggravante, come invece succede in tutto il mondo civile e democratico e come già succede per le vittime di odio razziale e antisemita.
Essere a Montecitorio o negli altri raduni organizzati in tutta Italia è una manifestazione di civiltà e democrazia. E, prima di ogni altra cosa, una dimostrazione di umanità. Chi non andrà sarà della stessa pasta di persone come Buttiglione e Binetti, fieramente omofobi e nemici naturali dei diritti fondamentali dell’uomo.
A voi la scelta 
Elfobruno
 CI VEDIAMO TUTT* IN PIAZZA

lunedì 18 luglio 2011

Un grazie a Eleonora Crupi.



Eleonora ha risposto al mio post "contro" la canzone da lei interpretata. E' stata una piacevole sorpresa che mi ha molto lusingato.
Una risposta serena e garbata, uno stile che io troppo spesso manco di fare mio.
Potette leggere la sua risposta di seguito oppure cliccare qui per andare al commento originale.

Caro Alessandro,
innanzitutto piacere, sono Eleonora, l'interprete del brano che analizzi.

Ho letto tutto con molta tranquillità e mi fa piacere che cmq hai trovato la canzone e il video meritevoli di un articolo seppur in gran parte contrario.

La prima precisazione che faccio è che, nonostante tu lo metta in dubbio, il testo non è stato alterato per rispetto alla canzone... che sia più o meno conosciuta non è una cosa rilevante per me.
E' un brano scritto da un grande Autore, Niccolò Agliardi e come tutte le interpreti io mi sono messa a disposizione della canzone senza cambiarla, io sono l'interprete di una storia, non la protagonista (così come per esempio Fiorella Mannoia cantava "Non sono un cantautore").
Credo che chi avrà la voglia di ascoltare il testo capirà di cosa parlo, del resto "Perfetti" non è stata incisa da me per passare in radio ma per diffonderla tramite il web, quindi quasi sempre accompagnata dalle mie parole e dal video.

Canto questa canzone nelle mie serate da anni, ma ti confesso che la scelta di inciderla è nata quando sono stata selezionata tra le 40 voci del "passato di Amici" nei 6 finalisti in un concorso quest'anno.
Si pensava che avremmo avuto modo di cantarla nel serale del programma e lì è nata la mia scelta di partecipare con questo brano, pensando di portare un forte messaggio in un programma giovane e nazionalpopolare come Amici... purtroppo invece non ci è stata data questa possibilità.. ma io ho scelto di portare avanti lo stesso questa canzone perchè ci credo.

Sulla tua analisi del testo non metto parola, ti dico solo quello che penso io in breve... PERFETTI è la storia di un grande amore, come tutti i grandi amori è un grande amore sofferto... ed è assolutamente la storia di due ragazzi di 20 anni gay... non ci sono finti etero o che... anche la frase della donna non è riferita a donna quale madre o fidanzata ma semplicemente alla classica donna come figura amica che si prende cura di una persona amica al di là della sessualità... quella figura femminile sempre pronta ad ascoltare.
Sai cosa mi fa piacere? le mail che ricevo su fb di ragazzi e ragazze eterosessuali che mi fanno i complimenti per la canzone e il complimento che mi apre più il cuore è quando mi dicono che hanno sentito l'intensità di quell'amore... hanno capito che non importa se erano due uomini, due donne o un uomo e una donna... l'importante è che si amavano, e questa per me è una piccola vittoria, quando le persone capiscono che al di là della sessualità quello che c'è di fondo è solo amore... e l'amore è uguale per tutti, nella gioia e nella sofferenza.

La scelta del video è stata voluta...
non sta a me parlare a nome del regista, ma volevamo un video non didascalico... o certo avessi fatto baciare due uomini o avessi baciato io una donna, per la società in cui viviamo (purtroppo) avrei avuto molta più visibilità... ma non mi interessava fare notizia in questo modo... io ho cercato solo di portare un messaggio delicato in un modo delicato.
Il solo suggerimento che ti do sul video è che il protagonista, Ivano, soffre... e non è solo, almeno nelle scene dove ride felice... gira anche con la telecamera, ma in realtà in quelle scene non si riprende da solo, ma è l'altro ragazzo che lo riprende... e il suo ricordo di una giornata felice passata insieme.

Ti ringrazio nuovamente per l'attenta critica.
Un abbraccio
Eleonora

P.s. Per qualsiasi domanda mi trovare su fb:
www.facebook.com/ecrupidue
Ed ecco il video.




martedì 19 Luglio 2011: ore 15 tutti a Montecitorio!


Domani alla Camera dei Deputati si discutono le Norme per il contrasto dell'omofobia e transfobia. Pdl, Lega e UDC, hanno richiesto un voto sulle pregiudiziali di Costituzionalità per affossare le proposte di legge che, anche se sono state accorpate, sono due di impianto giuridico ben diverso, come ho già avuto modo di parlare.
Se, come sembra, passeranno le pregiudiziali si consumerebbe un ennesimo atto di sopruso per le persone  omosessuali e transessuali.

Arcigay nei giorni scorsi ha diffuso un appello a tutti gli Italiani che credono nella Democrazia, nella Giustizia, nella Dignità e nell’Eguaglianza invitandoli a presenziare al sit-in organizzato a Roma per il 19 luglio alle 15 a Montecitorio per chiedere al Parlamento un segnale forte contro l'omofobia e la transfobia.

Eventi analoghi si svolgeranno in molte città d'Italia.
Brescia (h. 19, Piazza Loggia),
Pavia (h. 18.30, Piazza della Vittoria),
Torino (h.18, Piazza Castello),
Milano (h. 18, Porta Venezia angolo Piazza Oberdan ),
Bologna (h. 19 ,Parco del Cavaticcio),
Livorno (h.14.30, Sala consiliare)
Reggio Calabria (h. 19, Piazza Italia).

Di seguito l'appello integrale

APPELLO A TUTTE LE PERSONE E LE ASSOCIAZIONI CHE CREDONO NELLA DEMOCRAZIA E NELLA GIUSTIZIA

Il giorno 19 luglio la Camera dei Deputati dovrà esprimersi, con un voto, sulla proposta di Legge contro l’omofobia e la transfobia, ma, prima ancora, sulle pregiudiziali di costituzionalità al testo stesso, la cui approvazione rischia di bloccare l'iter di votazione della Legge.

Le pregiudiziali di costituzionalità presentate alla Camera dai gruppi parlamentari del PDL, della Lega e dell'UDC contro la legge anti omofobia e transfobia costituiscono un vergognoso atto di discriminazione e di integralismo con le quali il Parlamento italiano si sottrae al suo dovere primario: porsi al servizio delle cittadine e dei cittadini, soprattutto,come in questo caso, di quelli per i quali la Costituzione impone, all’articolo 3, la rimozione degli ostacoli al conseguimento di una piena ed autentica eguaglianza e libertà.

In  esse si  afferma che l’introduzione di un’aggravante è inutile perché già ricompresa nel codice penale (motivi abbietti e futili) e che addirittura tale proposta di legge introdurrebbe una violazione del principio di uguaglianza, con un’aggravante solo per omosessuali/transessuali, e una violazione del principio di tassatività.

Tutto FALSO. L'aggravante dei motivi abbietti e futili è cosa ben distinta e diversa da quella oggi in discussione e non risulta che sia mai stata applicata nei casi di reati commessi per motivi di omofobia o transfobia. Una specifica e distinta previsione normativa, invece, rappresenta la chiara espressione della volontà, da parte del legislatore, di biasimare e condannare questi comportamenti criminosi. Il Parlamento si assuma la responsabilità di dire espressamente se intende condannare le persecuzioni nei confronti delle persone omosessuali e transessuali.

Quanto al principio di Eguaglianza, a costituirne  vera violazione è l'assenza di una  tutela nei confronti delle persone omosessuali e transessuali. Perché se si insulta qualcuno in ragione del suo credo religioso si viene puniti espressamente dalla legge, mentre se analogo atteggiamento persecutorio lo si ha nei confronti di una persona  gay, lesbica o transessuale non si viene puniti con una specifica previsione di legge? Perché, allora, non estendere alle persone omosessuali e transessuali la Legge Mancino? Il Parlamento abbia il coraggio anche in questo caso di assumersi delle responsabilità e non di ribaltarle.

La tutela, anche dal punto di vista penale, delle persone Lgbt è oramai patrimonio di gran parte dei paesi occidentali; l’Italia da che parte del mondo sta?

Se poi consideriamo che le pregiudiziali in questione si ostinano a definire l’orientamento sessuale come una “scelta” e non come una condizione innata dell’individuo, collocandolo nella sfera esclusivamente privata e sessuale, e di fatto cancellando l'identità, gli affetti, la vita di coppia, la stabilità, la dignità pubblica delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, allora appare chiaro che ci troviamo di fronte ad affermazioni di inaccettabile ed oltraggiosa rimozione e falsificazione della realtà e della vera natura delle persone lgbt.

Esse sono state formulate in spregio alle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che il 17 maggio scorso, in occasione della giornata internazionale contro l'omofobia, aveva auspicato l'approvazione di una legge contro la violenza verso omosessuali e transessuali. Queste pregiudiziali di costituzionalità, inoltre, costituiscono una violazione dei trattati internazionali e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, poiché ci pongono in netta contrapposizione rispetto alle direttive del Parlamento europeo, alle raccomandazioni e alle decisioni assunte da molti organismi comunitari che sollecitano l'adozione di specifiche norme di tutela, oltre che in clamoroso contrasto  con la recente risoluzione ONU in materia di diritti delle persone lgbt e con il rapporto del Consiglio d'Europa.

Con queste pregiudiziali il Parlamento italiano rischia di commettere  un'ulteriore violenza contro le molte persone omosessuali e transessuali vittime di numerosissimi casi di bullismo, aggressione, violenza e discriminazione.

Pensiamo dunque che questa sia una battaglia che riguarda indistintamente tutti e tutte, dalle Associazioni laiche a quelle cattoliche, dai movimenti per i diritti civili a quelli per i diritti sociali  ed è per questo che Arcigay rivolge un appello a tutte le persone  e le Associazioni che credono nella Democrazia, nella Giustizia, nella Dignità e nell’Eguaglianza perché siano presenti alla maratona oratoria per la Legge contro l’omofobia e la transfobia,  dalle ore 15,00 del giorno 19 luglio , di fronte al Parlamento della Repubblica per aiutarci a dire NO ad una gravissima ingiustizia.

Aiutiamoci tutti e tutte  a  cambiare l’Italia per farne un Paese europeo.


CI VEDIAMO TUTT* 
DOMANI 
ALLE 15 
A MONTECITORIO

sabato 16 luglio 2011

Roberto Schinardi su Gay.it: una défaillance omofoba?

Gay.it non smette mai di stupire 8 e di far parlare di sé). Stavolta tocca all'articolo di Roberto Schinardi sul cortometraggio Ultracorpo di Michele Pastrello. L'articolo è sempre sensazionalistico, come il sito ci ha abitato da tempo, con un occhiello davvero risibile:
È il caso dell'estate: un corto psyco-horror sull'omofobia rifiutato dai festival queer. Di buona fattura, ma dal messaggio molto ambiguo. Il regista Pastrello: "Non sono omofobo, ma provo repulsione"
Caso dell'estate una cippa visto che il film è stato prodotto nel maggio dell'anno scorso e che il sito Queer Blog, citato nell'articolo, ha pubblicato la recensione il 31 marzo di quest'anno...

Non parlo del corto perchè non l'ho visto e dunque non mi posso esprimere, leggendo però le domande che l'autore dell'articolo (di gay.it) Roberto Schinardi fa al regista Michele Pastrello ne trovo una che mi ha fatto cascare dalla sedia:
Non pensi che il killer possa essere un gay represso visto che non riesce più ad avere rapporti con la prostituta
Capita l'antifona? Se non riesce più (quindi vuol dire che in passato li ha avuti... sembra quella barzelletta del tizio che in una gara dovendosi scopare 100 ragazze e fermandosi alla 98ma si sente dare del frocio...) ad avere rapporti con una prostituta (una donna) sei un gay represso.
Vi viene in mente una mentalità più maschilista e patriarcale di questa?
Dopo anni di lotte per dare all'omosessualità una dignità autonoma, come orientamento sessuale, come investimento della sfera non solo sessuale ma anche affettiva, come dingità dell'attrazione per una persona del tuo stesso sesso ecco che c'è chi ancora che pensa che essere (uomini) gay vuol dire che non ti piacciono le donne.
Perché tutti i maschi etero non hanno problemi ad andare con le mignotte.
Altrimenti sono gay repressi. Quindi se un ragazzo di 16 anni eterissimo non si vede ad andare con una mignotta rischia di essere preso per un gay represso.
Il movimento gay non solo non si è liberato del maschilismo patriarcale ma lo ha assunto a coordinata interpretativa del mondo.
Così se una volta noi maschietti, salvo prova contraria eravamo tutti etero, oggi che i culattoni sono usciti dalle fogne, dobbiamo dimostrare di essere veri etero seguendo i più laidi cliché: andare a puttane o stuprare le donne come fanno i tre protagonisti di Et in terra Pax (Italia, 2010) di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, uno dei quali si prostituisce, da etero, ma le pompe le fa e non le riceve...

C'è da mettersi le mani nei capelli!
E l'autore del corto non risponde come farebbe ogni persona dotata di un po' di buon senso, etero o gay che sia, ma che cazzo dici?!?, ma gli risponde tranquillamente.
Così Michele Pastrello passa per omofobo e Robernto Schinardi no. Il bue dice cornuto all'asino!!!
Certo ci vuole fegato a dire Non mi occupo di tematiche gay e sono etero. Ho anche partecipato a un Gay Pride eppure, onestamente, provo repulsione al pensiero di un rapporto sessuale con un altro uomo.
Repulsione? E' lo stesso maschilismo di quelle checche misogine che nei confronti della fica dicono che schifo! ammiccando con te frocio che ritiengono loro pari convinti che con te sfonderanno una porta aperta e quando lo fanno con me vorrei sfondare quei crani vuoti...

Quando leggo di queste atrocità mi viene davvero di agganciare la tastiera al chiodo e ritirarmi a vita privata. E' una lotta impari, contro i mulini al vento, solo che questi sono enormi e si chiamano patriarcato un male duro da sconfiggere.

ULTRACORPO (Trailer) 2011 from Michele Pastrello on Vimeo.

lo zoo di 105: Perchè a indignare dovrebbe essere solo l'omotrasfobia?

Ne avevo sentito parlare dal mio coinquilino che lo considera un programma culto. Io che diffido sempre delle radio private (per uno statalismo che credo sia genetico) non ho mai ascoltato il programma. Radio 105 fa parte del gruppo Finelco (che possiede anche radio Montecarlo)  unitasi nel 2007 in una joint venture con la Rcs MediaGroup e in seguito con la Virgin (fonte la solita wikipedia). Lo zoo è uno dei suoi programmi di punta.
Ieri leggo su Gay.it che il programma è stato querelato da una trans che ha reputato offensive le cose dette in apertura della puntata di mercoledì 13 luglio u.s.
Secondo giornalettismo mercoledì 13


In apertura della puntata di ieri, i dissacratori dello Zoo hanno  raccontato di un piccolo raid che avrebbero fatto la sera prima “ad un  ristorante sudamericano” pieno di belle ragazze tanto che “pure gli  omosessuali si sarebbero ricreduti”; al loro tavolo il “re dei  ric****ni”, “nome d’arte Eva, un uomo che guadagna 2500 euro al giorno  per” l’attività di prostituzione omosessuale che praticherebbe. Sono  queste le battute che la transessuale che avrebbe querelato il programma  non avrebbe di certo gradito.

Non è la prima volta che il programma viene querelato. Su Wikipedia si legge infatti:

Il 12 gennaio 2009,  (...) i DJ iniziano a scherzare  pesantemente, elencando una serie di possibili sevizie da effettuare  sugli animali (...) scatenando le ire di Roberto Cavallo, presidente del Collettivo  Animalista (...). Arrivano alla radio diverse  mail di protesta. Il 13 gennaio, alcune mail vengono lette da Rita Dalla Chiesa durante la puntata di Forum e in quello stesso giorno Lo Zoo di 105 viene sospeso. L'editrice Finelco si dissocia immediatamente da tali affermazioni. Il 14 gennaio 2009  va in onda una puntata speciale, in cui tutto lo staff si scusa per  quelle affermazioni, facendo intervenire i presidenti delle varie  associazioni animaliste, tra cui lo stesso Roberto Cavallo, il quale  ribadisce di non aver mai pensato che tali parole potessero essere prese  sul serio, ma si mostra comunque felice per il risultato ottenuto  attraverso la cooperazione tra le varie associazioni. In questa puntata i  DJ si impegnano a dedicarsi periodicamente al volontariato e che, nel  caso di un eventuale ritorno in onda (che ai tempi non era ancora  sicuro), avrebbero trasmesso da un canile; inoltre aprono un canale su Youtube,  in cui viene pubblicato un video di scuse (...)

Ecco il messaggio di scuse su youtube



Non ho avuto modo di sentire cosa hanno detto sugli animali ma certo il confine tra scherzo ironico e incitamento alla violenza, anche involontario, è sottile.
Mi sembra solo strano che dicano di aver comprato lo spazio su youtube quando chiunque può postare sul sito aggratise. Hanno detto una panzana o mi è sfuggito qualcosa? Chi è più esperto di youtube di me mi evinca eventualmente...

Questa volta secondo gay.it Una trans querela la trasmissione radiofonca "Lo Zoo di 105" e su Facebook si scatena una violentissima furia omofoba.
Sulla pagina di Faccialibro infatti si legge uno scarno post:

Vi  faccio ridere: Un trans ci ha querelato per le battute di ieri in  apertura!! Dicendo che siamo diseducativi!!! Noi???? Il mondo gira al  contrario cazzo...

al quale vengono postati dei commenti di sostegno omofobici e transfobici dai quali gli autori del medesimo (o di chi ha creato la pagina su FB) non hanno (so far) preso le distanze.
Certo quel UN trans la dice lunga sul grado ci preparazione culturale con la quale i dj de lo Zoo affrontano, anche per celia, certi argomenti.
A riprova ecco un video, sempre su youtube (avranno comprato anche quello spazio?), nel quale parlano di gay e trans (che per loro sono evidentemente la stessa cosa)


"Il corpo maschile fa schifo rispetto a quello femminile. Lui è sposato con una Brasiliana quindi è esperto di trans. Trans e travestiti pari sono. Tutti I trans (sic!) hanno il pene.
I trans (sic!) sono la figa di domani (ma quelli operati, mica i travestiti) perché chi va a trans cerca la perfezione del corpo femminile".
Un florilegio di ignoranza, maschilismo, omotransfobia, razzismo (se tua moglie è brasiliana...) questo programma suscita un interesse socio-antropologico, perchè esprime un sentire italiota comune che rappresenta con icastica patriarcalità.

Per il 2011 i delinqu... ehm i dj sono cambiati, infatti, sempre wikipedia, ci informa che

(...) Fabio Alisei, Paolo Noise e Wender non hanno rinnovato il contratto per l'anno 2011 a Radio 105, decidendo di andare a lavorare per Radio Deejay (...) Il programma (...) [ha] dei nuovi componenti: Maccio Capatonda, Ivo Avido, Herbert Ballerina e DJ Spyne per la parte tecnica. Rimasti nel programma il creatore Marco Mazzoli, Pippo Palmieri e Alan Caligiuri, mentre torna alla conduzione anche Gibba insieme a, saltuariamente, Leone di Lernia.

Leone di Lernia! Capirai! Ecco alcune sue canzoni (sic!).



Vi viene da vomitare?

Andate a leggere i commenti su FaceBook contro la trans che ha denunciato il programma...

“senti da che pulpito viene la predica.. diseducativo lo zoo??? e il trans cosè allora??? froucio di merda!”

“non  e’razzismo ma a me un uomo che diventa donna fa schifo e va contro  natura se permetti. Se Dio ti ha fatto nascere cosi’devi rispettare la  sua volonta’.Stop poi possiamo stare a parlarne per ore. Io ho amici di  colore e di altre nazionalita’e sono contento di conoscerli e per questo  sono un razzista?”

“meglio una denuncia che un cazzo in culo,ricchioniiiiiiiiiiiii​iiiiiiiiiiiiiiiiii”

“….nessuno  gli ha puntato una patata alla tempia….se voleva nn lo ascoltava…e poi…  da che pulpito vien la predicaaaaaa!!!!!?????????​ TU TRANSESSUALE……ti  senti educativo???? Fatti un’esame di coscienza,mettiti a posto con te  stesso e poi vai a fanculandia…”

“Ma poi cazzo perche sta mania che tutto deve educare….ma fanculo a sto ricchione”

“Lo andiamo a prendere e lo bruciamo sto scemo di merda oooooo!!!!”

“Trans di merda…loro si che sono educativi…meta’ uomini e meta’ donna solo per fare soldi…merdeeeeeeeeeeeeee​eeeeeeeeee…”

“ma tu pensa sti TIRA CHINOTTI DI MERDA…………..loro no nn sono diseducativi NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO​OO”

Attenzione però. Lo zoo non si distingue solo per l'omotransfobia c'è spazio anche per il più becero e gratuito maschilismo. (il link porta al podcast ma prima c'è la pubblicità).
Oppure ecco altre perle...



Allora va bene promuovere un'azione che segnali massicciamente la pagina omofoba su FB e va bene anche scrivere in massa i nostri commenti sulla pagina medesima e va bene anche inondare Radio 105 di e-mail di protesta.

Vanno bene anche le proteste su internet come quella sentita di Gajamente, ma perchè indignarsi solo quando quelli di lo zoo offendono trans e gay e ignorare le continue offese alle donne?

Il maschilismo è il padre di tutte le omotransfobie...

martedì 12 luglio 2011

Eleonora Crupi: Perfetti ovvero le solite vie lastricate di buone intenzioni che portano all'inferno.

Leggo su Gay Wave che Eleonora Crupi, classe 1985, finalista di Amici 2005, vincitrice dell’ultima edizione di Area Sanremo si schiererebbe contro l’omofobia con la la canzone Perfetti scritta da Niccolò Agliardi (Musica) e Simone Bertolotti (testo). Agliardi avrebbe voluto portarla a Sanremo nell'edizione 2009 condotta da Paolo Bonolis, lo stesso anno della canzone di Povia sul Luca che era gay.
Eleonora ha scelto di inciderla e metterla nel suo repertorio, Una canzone che racconta la storia di un amore tormentato che, dopo averla ascoltata la prima volta su internet, mi ha devastata (in senso positivo) per la carica emotiva di testo e musica ha dichiarato la cantante a Gay.tv


Ecco il testo


Siamo stati perfetti, mio amore
e nessuno lo sa.
Siamo stati. Siamo nella classica situazione sublimata dell'amore amore finito, che possiede la caratteristica dell'amore puro, perchè (non più) consumato in quanto cessato.
senza mai compromettere un grammo della normalità.
Certo se ho bisogno di ribadire la normalità del mio amore forse sono io il primo a non crederci. Se sono gli altri a considerarlo anormale perchè devo farne i conti anche io visto che parlo al mio amore e non agli altri?
Siamo stati spiati da quelli
del supermercato
che sabato è spesa,
è moglie, è bambini e gelato.
Spiati... Non giudicati, criticati, maltrattati, biasimati, vilipesi.
siamo scesi mezz’ora all’inferno
per capire, guardando da lì
quanto avrebbe brillato,
nel mondo, una storia così.
Avrebbe perchè non è stato o perché non gli è stato permesso di essere?
siamo stati perfetti, mio amore
e lo so che lo sai anche tu.
Siamo stati perfetti, e una volta raggiunta la perfezione non la si può perpetuare, va resa eterna con la cessazione della storia (la cui perfezione altrimenti rischiava di corrompersi)
quando e’ stato più facile andare
che parlarsi una volta di più.
Si parla di rinunce date da motivi personali non per interferenze di quelli che li spiavano
ho paura che questa fatica che sento
stanotte sia solo la mia
Una classica accusa tra innamorati: io ti amo di più, io sono quello più consapevole.
Più che la storia di un amore perfetto sembra il classico innamoramento tra un gay novello e un etero pentito
e non certo di chiudere gli occhi
e lasciarti andar via.
Chiude gli occhi, rinuncia, non vede e lo lascia andar via. Ma allora nemmeno lui ha combattuto più di tanto... Dov'è allora la perfezione?
siamo stati mangiati dal freddo
e dal senso comune
ecco un primo timido accenno alle ingerenze dall'esterno
che due uomini possono ridere,
ma non piangere insieme.
Ai tempi miei si diceva amare,  volersi bene, ora si dice piangere
fammi solo sapere se dormi,
se una donna si cura di te.
La mamma? O una donna che lo fa rientrare nell'alveo della normalità dopo l'incursione adolescenziale nell'amore deviato? Un etero pentito?
se aspetti a chiamarmi
chiama senza sapere perché…
poi ci siamo aggrappati alla pelle,
uno all’altro in attesa che dio
Ecco qui si chiarisce che si tratta di due ragazzi\uomini
ci portasse un consiglio per tutti
e poi ad ognuno il suo.
Se aspettiamo un consiglio da dio e non ce ne diamo uno per conto nostro noi gay rimarremo nel ghetto per l'eternità.
siamo stati perfetti, mio amore
e lo so che lo sai anche tu.
quando e’ stato più facile andare
che soffrire una volta di più…
Soffrire a causa di remore proprie o per l'ostilità della società circostante?
ho paura che questa fatica, stanotte,
sia soltanto la mia.
e non certo di chiudere gli occhi
e lasciarti, di nuovo, andar via.
siamo stati stupendi, mio amore…
e stupendi significa mai.
Come disse Ornella Vanoni in una sua canzone gli amori perfetti sono quelli finiti. Ma finiti significa anche morti. Imbalsamati.  E se se lo si dice già a vent'anni a quaranta che si fa?
a vent’anni ho sentito l’amore…
ma a vent’anni che te ne fai?
Veramente una delle poche gioie, uno dei pochi cambiamenti veri nella società è proprio la forza di giovani e giovanissimi che già a sedici anni si fanno bellissime storie d'amore alla luce del sole. Se l'amore serve, serve a qualunque età altrimenti è inutile sempre...
siamo stati perfetti, ragazzo,
ecco di nuovo si capisce che sono due uomini...
disperati di molti pensieri.
se due uomini possono arrendersi
e sembrare due uomini veri…
Dopo piangere, arrendersi a  cosa? Ai sentimenti? Al sesso? O alle pressioni sociali che a quanto pare hanno indotto i due ragazzi a lasciarsi? Ma amarsi? O un più prosaico fare l'amore? E poi chissene frega di essere "uomini veri". Un uomo qualunque cosa faccia a letto la fa da uomo non può fare altrimenti... E poi come ha ricordato Aldo Busi essere gay è una cosa virile.
e potevo anche chiederti aiuto
ma eravamo nel posto sbagliato…
Ma insomma chi era in difficoltà? Quello che se ne è andato o quello che lo ha lasciato andare?
E questa sarebbe una canzone pro gay?
Io credo che il migliore esempio per abbattere i pregiudizi sia quello di mostrare una storia di amore gaia in tutta la sua bellezza e semplicità proprio come una banale storia etero.
Qui invece si parla di un amore tormentato ma per remore interiorizzate non per chiare ingerenze dall'esterno. La canzone non denuncia l'omofobia di chicchessia, nemmeno quella interiorizzata, ma parla di un amore impossibile tra due adolescenti che sembrano viversi un amore gaio come parentesi adolescenziale prima di abbracciare definitivamente l'amore etero...
Una canzone così potrebbe fare contento il Papa perchè parla di un amore rinunciato, non consumato, dove almeno per uno dei due si spera ci sia una donna che si curi di lui (perchè sì sa quello è il compito delle donne, curarsi di noi maschietti, ma che schifo!!!).
Una canzone pavida, allusiva, rinunciataria, che dice quel che poteva essere ma non è stato e proprio per questo tratta l'amore in questione come un amore perfetto. Una canzone che non cita nemmeno una volta la parola amore, che non parla di desiderio o di affettività.
Insomma molto meglio E' vero di Umberto Bindi che è altrettanto allusiva, ma è molto più chiara ed è stata scritta nel 1960, quasi cinquantanni prima...



Perfetti  ha comunque un motivo di essere se a cantarla è un uomo. Il fatto stesso che sia un uomo a rivolgersi a un ragazzo la rende almeno una testimonianza anche se di un amore rinunciatario.
Almeno questa valenza politica la avrebbe avuta, soprattutto a Sanremo (e infatti non ce l'hanno fatta andare...).

Ecco la versione del suo autore.


Invece il fatto che la canti una donna cambia purtroppo la prospettiva.

Il fatto che a cantarla sia una donna cancella involontariamente la testimonianza perchè nella versione di Eleonora la canzone non è declinata al femminile ma continua a parlare di quell'amore finito, e dunque perfetto, in prima persona.
Un amore tra due ragazzi cantato da una donna ha, almeno per me, sempre un vago aspetto di nostalgia, nostalgia della donna che non può amare quei due ragazzi perchè sono gay e dunque per lei innocui, nostalgia di un amore che ha sicuramente qualche problema se a parlarne non sono i diretti interessati ma una terza persona che non è direttamente coinvolta e che dunque non si sa perchè canta languidamente di un amore omoerotico maschile.
Cantata da una donna Perfetti fa lo stesso effetto della canzone di Anna Tatangelo. Se è una donna a dare voce all'amore che non osa dire il suo nome (e che infatti nella canzone non lo dice mai troppo esplicitamente) è perchè da soli  i ragazzi in questione non ce la fanno, non sono in grado, non vengono ascoltati, sono dei cuccioli indifesi che fanno tanta tenerezza (almeno finché qualcuno non li accoltella perché gli fanno schifo...).  Rischiano insomma di sembrare mamme che parlano con amore delle velleità di adulti dei loro bambini immaturi.
Nello specifico se non fosse per il video (di cui parlerò fra poco) Perfetti cantata da una donna senza che il testo sia modificato* non è né carne né pesce. nella prima metà sembra un classico amore etero e poi arrivano questi strani (perchè cantatati da una donna) accenni agli uomini che non hanno senso perchè cantati da una donna in prima persona.

Quello che dico è così vero che nel fare il video si è sentita l'esigenza di stabilire che Eleonora non parla di sé trovando l'escamotage (abbastanza elegante) di farle cantare la canzone mentre legge una lettera scritta da qualcuno e poi accartocciata.
Eleonora legge a voce alta una lettera scritta cioè da un ragazzo a un altro ragazzo. E infatti nel video vediamo un ragazzo (il bellissimo Ivano Cellaro, quello splendido ragazzo che ci eravamo illusi di vedere lo scorso anno a X-factor e che forse chissà, vedremo quest'anno...) . Tutto il video è sviluppato dal contrappunto tra Eleonora che legge la lettera (e la cantante è brava nel farla sembrare una cosa vera) e Ivano la cui presenza serve come giustificazione dell'io che parla nella canzone in prima persona: non sono io a parlare, dice Eleonora nel video, ma è un altro uomo e quel biondino che vedete è il destinatario della missiva.
Così facendo però il video non fa un buon servizio alla causa  adeguandosi a tutte le ambiguità e pavidità del testo ed esacerbandole all'inverosimile.
Perché non si vede mai l'altro ragazzo?
Un amore, anche quello perfetto, è sempre fatto da due persone...
Bastava un cenno, un volto, delle mani incrociate, un abbraccio, un bacio sulla guancia, un altro volto, anche sfocato.
Invece niente. Il secondo ragazzo non c'è. E' censurato.
Dunque l'amore è perfetto non solo perché non c'è più, perchè è finito, ma anche perché non c'è (più) nemmeno l'altra metà della mela...
Siamo davvero in piena sublimazione cattolica.
L'amore concesso ai gay è quello non consumato, solamente immaginato, e, comunque, FINITO.
Dunque ancora più che nel testo il video relega l'amore tra due ragazzi nel non visto, nel censurato.
Chi è il ragazzo del video?
Un giovane ragazzo ignaro, quello che nella canzone è andato via.
Ivano all'inizio del video si comporta come un ragazzino che gioca.
Ma un ragazzino che gioca può amare?
No.
E infatti lui se ne è andato dall'amore, in attesa di una donna che si curi di lui...
Sembra di sentire quei tanti che relegano l'omoerotismo nella fase di passaggio prima di una piena maturità etero...
Così, anche se nel video quell'immagine serve a sottolineare il testo che parla di mogli bambini e gelato, non a caso Ivano sfiora dei vecchi giocattoli (una bambola e un magnetofono per bambini) come stesse ricordando non solo l'infanzia dalla quale è uscito da poco ma l'amore stesso che ha vissuto che assume ancora di più i connotati di un amore omoerotico adolescenziale.
Infatti non vediamo forse la lettera tra quei giocattoli, prima che il ragazzo la accartocci? Come dire un amore che appartiene all'infanzia non all'età adulta (che evidentemente è solo etero...).
Ivano gioca sui binari del treno che da sempre hanno un significato di solitudine (e infatti il ragazzo è solo) e tristezza, anche se Ivano, lo vediamo, ride. Ma se gli è finito un amore CHE SE RIDE?!?!
E' una risata di innocenza. Di un ragazzo che ancora non conosce le cose del mondo e infatti gioca, indica una aereo nel cielo, si ciondola da un graticcio, si rotola sull'erba proprio come fanno i bambini...
Altro che un giovane uomo che è consapevole del proprio orientamento sessuale!
Ivano corre e lo vediamo anche girare intorno a un punto comune reggendosi per mano a una persona che non viene inquadrata mai (la cinepresa avendo preso il suo punto di vista).
Prima fantasmatica ma concreta presenza di qualcun altro.
Ma di chi?
Il ragazzo che lo ha amato e gli ha scritto la lettera o un semplice compagno di giochi? 
Perchè per sottoleinare la loro felicità insieme li si fa giocare come i bambini e non li si mostra mano nella mano, abbracciati, uno di fianco all'altro, senza necessariamente accennnare all'aspetto sessuale della cosa, anzi, mantenendosi su un dolcissimo piano romantico? I due ragazzi della canzone giocano come fanno gli adolescenti e il videosmebra chiedere: l'omoaffettività non è forse la stessa cosa?
Se l'amore è finito, questa gioia, questa serenità, questo aspetto ludico e innocente non servono a sottolineare la serenità di un amore gay ma a rimarcarne al contrario l'innocenza, l'immaturità, la precocità e anche la sua provvisorietà.
Nel finale mentre Ivano è steso a terra, viene coperto da un'ombra mentre lui chiude gli occhi e ride...
Alla fine il video una presenza concreta dell'altro ragazzo la mette in campo ma è davvero troppo poco...

Qui non siamo alla liberazione omosessuale, o addirittura a una denuncia dell'omofobia, come è nelle intenzione di Eleonora e degli autori del video.  Siamo ancora nella pavidità assoluta, nel non detto degno di altri tempi (quelli di cinquant'anni fa e di Bindi...) che è nella canzone stessa prima ancora che nel video.
Siamo nell'allusione così pudica che rasenta l'omofobia perchè omette quello che i ragazzi di oggi mostrano alla luce del sole (quello che dà fastidio agli omofobi: fate quello che dovete fare nel privato delle vostre stanze da letto ma non in pubblico, che date fastidio alla maggioranza etero...).
Un video autoprodotto girato e montato bene e per questo fa ancora più rabbia.
Si poteva fare di più, senz'altro.
Senza per questo sminuire le buone intenzioni di Eleonora che comunque poteva fare  ameno di incidere la canzone o di affrontare l'argomento o degli autori del video che sappiamo genuinamente mossi da un sentimento gayfriendly.
Ma purtroppo di vie per l'inferno lastricate di buone intenzioni  è pieno il mondo anche quello musicale italiano.

Molto, molto molto meglio una vecchia canzone di Concato che racconta di un amore tra due ragazzini, questa volta veri, senza alcuna connotazione di categoria.
Perché l'amore è amore e basta.


E ti ricordo ancora
le braghe corte di tuo fratello e le gambe viola
tua mamma stanca costretta a farti un po' da padre
me la ricordo ancora tutta bianca.
E ti ricordo ancora
l'ingenuità la tua tenerezza disarmante
eri un omino ma dentro avevi un cuore grande
che batteva forte un po' per me.
E ti ricordo ancora
dimmi che non e' cambiato niente da allora
chissà se parli ancora agli animali
se ti commuovi davanti a un film.
E ti ricordo ancora
nei pomeriggi di primavera al doposcuola
tu mi parlavi di una colonia sopra il mare
vienimi a trovare che si sta bene.
E ti ricordo ancora
quando scoprirono che mi accarezzavi piano
e mi ricordo che ti tremavano le mani
ed un maestro antico che non capiva.
E ti ricordo ancora
dimmi che non e' cambiato niente da allora
chissà se parli ancora agli animali
se ti commuovi davanti a un film



*Non pensiate che il non aver modificato il testo originale della canzone che è pensato per un uomo che si rivolge a un altro uomo, anche se la canzone è cantata da una donna,   significhi rispettare la canzone e il suo significato.
Fosse stata una canzone già riconosciuta come canzone che parla di un amore tra due giovani uomini allora il fatto che una donna la interpreti senza cambiere il genere di appartenenza delle perone cui si riferisce è senz'altro un atto di rispetto.
Ma la canzone è sconosciuta ed è di per sé così poco esplicita che il cambio di sesso dell'interprete non contribuisce a esplicitarne il senso.

(ultime modifiche il 19 luglio 2011)

lunedì 11 luglio 2011

A volte purtroppo l'omo-transfobia è nell'occhio di chi guarda



Questo spot è stato giudicato transfobico da Roberto Mauri un lettore di Gay.it che ha scritto al sito, il quale ha scritto alla Perfetti (commissionaria dello spot) che ha risposto al sito che si è limitato a pubblicare lettera e risposta senza fare alcun commento.

Ora credo sia evidente a ogni persona  davvero libera da pregiudizi omo transfobici che questo spot non tratta di trans, perchè (come ha ricordato Mirella Izzo tra i commenti all'articolo) le trans non sono uomini con le tette e i trans non si tengono certo il seno.

Non si tratta nemmeno di un transgender (categoria più ampia all'interno della quale il transessualismo p solo una delle possibilità) perchè lo spot tocca altre corde come spiega Alberto Bruno nella lettera di risposta a gay.it.
Si gioca sull'iperbolismo di certa tv, di certe sopa o di certi programmi verità. Così il papà in realtà è una mamma e il figlio è una marionetta.
Un meccanismo talmente conosciuto che anni fa i Griffin ne hanno fatto una parodia (come ricorda il blog netslash2010 al quale devo questa citazione).



Chi vi vede una offesa alle o ai trans non ha ben presnete chi è una o un trans e confonde davvero parecchie cose.
Ecco un caso preciso di omocentrismo (transcentrismo), guardare cioè tutto in chiave omosessuale e trans.
Basta che ci sia un po' di ambiguità di genere (sessuale) che subito cicciano fuori travestiti checche e trans (indistintamente) che per molte persone, evidentemente sono un po' la stessa cosa.

Quello che sorprende ancora di più oltre la lettera e l'assenza totale di vaglio critico del sito gay.it sono i commenti postati all'articolo.

Gabriele Dario Belli fa minacce tonitruanti 
con l'ausilio dell'Associazione Trans Genere, abbiamo già intrapreso gli atti dovuti
atti dovuti?
con l'azienda Perfetti, titolare dello spot incriminato.
Noi riteniamo particolarmente offensivo e lesivo dell'immagine delle persone Trans, e delle loro famiglie, tale spot.
Quale trans????

Per fortuna Mirella Izzo restituisce allo spot la sua vera natura risponde per le rime a Gabriele:
Per carità di dio (o chi per esso)... (...) Lo spot della Perfetti gioca sostanzialmente sullo stupore e sul grottesco. (...) Un uomo attempato che si rivela "madre" al figlio difficilmente è transessuale perché le persone trans non sono UOMINI CON LE TETTE, come appare EVIDENTE nello spot, Nè un trans FtM si tiene quel fior fior di seno. Speriamo di non leggere lettere di proteste delle associazioni dei burattinai, offese per lo steretotipato accostamento a Pinocchio o di associazioi animaliste che protestano perché hanno ucciso una balena facendola cadere da un grattacielo...
Forse al laboratorio A spasso tra i generi che io Guido e Paola teniamo in giro per Roma (e Lazio)nel quale ragioniamo sugli stereotipi di genere e orientamento sessuale dovrebbero partecipare anche molti militanti glbtqi almeno a leggere certi articoli e certi commenti.