lunedì 28 ottobre 2013

Il sucidio di Simone D. ragazzo gay sulla stampa italiana.
Come un gesto di estrema denuncia diventa un atto misterioso e imspiegabile.

Simone D. si è gettato dal terrazzo condominiale di un palazzo di 11 piani.
In un biglietto di suo pugno ha scritto: L’Italia è un paese libero, ma esiste l’omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza. (fonte Repubblica)



Una versione diversa del messaggio è riportata dal Messaggero:
«L’Italia è un paese libero - le ultime parole di Simone - ma ci sono gli omofobi. Gli omosessuali vengono tenuti fuori da tutto. Mamma e papà vi chiedo scusa, ma non posso più vivere. Non ce la faccio ad andare avanti, non sto bene».
Insomma margini per il dubbio, se il testo riportato è veritiero - basta chiedere conferma alla polizia, io privato cittadino non posso farlo, chi lavora in una redazione giornalistica sì - non ci dovrebbero essere dubbi circa il motivo per cui il giovane si è tolto la vita.

Il problema non è la propria omosessualità, ovviamente, ma il fatto che questa non venga accettata ma, al contrario, stigmatizzata dalla società italiana.
Società italiana cui il ragazzo suicida chiede di fare i conti con la propria coscienza.

Più chiaro di così...

Invece la notizia vien data con un'altra progressione.

Prima la condizione di omosessuale di Simone
«Sono gay»: queste le parole che un giovane di 21 anni avrebbe lasciato scritte in una lettera prima di gettarsi nel vuoto. (Corsera)
Il giovane ha lasciato una lettera in cui dice di essere gay. (il fatto quotidiano)
Il giovane ha anche lasciato una lettera nella quale ha detto di essere gay. (il sole 24ore)

Solo dopo aver attestato l'omosessualità del suicida...
Nessun dubbio che il ragazzo fosse gay (Messaggero cronaca di Roma)
ci si ragguaglia del motivo che ha condotto il ragazzo al suicidio.
L’ipotesi più probabile è che il giovane si sia tolto la vita a causa di una delusione molto forte in quanto gay. (Messaggero cronaca di Roma)
 Per Simone che a 21 anni è volato giù dall’undicesimo piano con i suoi tormenti nascosti e il suo atto d’accusa. (altro articolo della cronaca romana del Messaggero)
Un atto d’accusa contro l’intera società prima di togliersi la vita, molto probabilmente a causa di un tormento interiore che era stato costretto a nascondere per troppo tempo (il secolo XIX).
Un ritornello ambiguo ripetuto un po' da tutti i quotidiani sui quali non si capisce mai bene se il tormento interiore di Simone sia causato, come in realtà è, da pressioni sociali esterne, oppure dalla difficoltà ad accettarsi gay, come se l'omosessualità fosse una menomazione della quali farsi una ragione.

«Vi chiedo scusa, non ce la faccio ad andare avanti in questa vita, non sto bene».
Il ragazzo avrebbe poi scritto: «Sono gay, l'Italia è un Paese libero ma esiste l'omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza».
(l'Unità). 
Così scrive l'Unità insinuando che sia l'omosessualità di per sé prima ancora dell'omofobia a non farlo stare bene
l’ennesimo caso di suicidio a Roma, che ha sullo sfondo il disagio per la propria omosessualità: si tratta del terzo caso in un anno. (il secolo XIX)
Disagio per la propria omosessualità non per la discriminazione subita perchè la propria omosessualità non è socialmente accettata.

Ma quand'anche si arriva a dire che il suicidio è causato dall'omofobia si cerca nell'omofobia un fatto isolato, saliente, e non un clima culturale diffuso:
Nel messaggio diretto ai genitori, dicono gli investigatori, il ragazzo ha rivelato loro di essere gay, ma nelle sue parole non ci sarebbe nessun riferimento a minacce o angherie ricevute, o a disagi particolari legati al suo orientamento sessuale. (l'Unità). 
Ricordiamo le parole riportate poco prima nello stesso articolo:
Sono gay, l'Italia è un Paese libero ma esiste l'omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza.  (l'Unità). 
Evidentemente nessun riferimento a minacce o angherie ricevute, o a disagi particolari legati al suo orientamento sessuale significa evidentemente che non è colpa di qualcuno (o qualcuna) in particolare e dunque di nessuno (e nessuna).
Sul posto sono intervenuti gli uomini del commissariato San Lorenzo [solo uomini, niente donne...] , che per il momento non ipotizzano che il 21enne abbia subito vessazioni e non fanno ipotesi sulle motivazioni del gesto. (Corsera)
Sono in corso indagini per capire, comunque, quale possa essere stato il motivo del gesto fatale.  (Messaggero cronaca di Roma)
Evidentemente la frase di Simone (la ripeto per la terza volta) Sono gay, l'Italia è un Paese libero ma esiste l'omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza  non è sufficientemente chiara.


Quello che i quotidiani non sembrano proprio capire è che non c'è bisogno di un fatto isolato di intolleranza omofoba quando si respira quotidianamente un continuo clima mefitico.

Per i quotidiani la discriminazione continua è un rumore bianco che non conta.
Gli investigatori non escludono che il giovane fosse bersaglio di atteggiamenti omofobi anche se, al momento, le indagini non si orientano sul versante dell'istigazione al suicidio. (il sole 24ore)
Ma su una sua eventuale omosessualità gli stessi genitori, sotto choc, si dicono ancora increduli: «Eravamo ignari di questo suo tormento interiore. Non sapevamo che nostro figlio potesse essere omosessuale, né di questo suo disagio nei confronti dell’omofobia». I familiari hanno anche ribadito che il giovane, il quale viveva con i genitori, non aveva problemi con nessuno. (il secolo XIX)
Non basta che Simone lo dica. L'omosessualità, proprio come qualunque altro reato, è presunta fino a prova contraria...

I genitori si dicono ignari circa l'orientamento sessuale del figlio e non pensano quanto questo sia un segnale di una non accettazione così diffusa e temuta che il figlio ventunenne non aveva reputato opportuno dichiararsi con loro.

Da quello che riportano i giornali, sempre se possiamo fidarci dell'esattezza delle loro parole i genitori di Simone dicono di non essere nemmeno a conoscenza di questo suo disagio nei confronti dell’omofobia.

Non è l'omofobia a rendere la vita di una persona non eterosessuale difficile.

E' la persona non eterosessuale ad avere un disagio nei confronti dell'omofobia!!!

Come dire che un nero ha un disagio nei confronti del razzismo,
una persona ebrea ha disagio nei confronti  dell'antisemitismo
o una donna ha disagio nei confronti del femminicidio...

Siamo al ridicolo, eppure, anche se in buona fede, si crede davvero che il disagio sia della persona non eterosessuale che non sa accettarsi non della società che le rende una vita impossibile.

Finché non cambia questa prospettiva, il punto di vista da cui si guarda al disagio gay poco si potrà fare concretamente in questo Paese per rendere la vita delle persone non etero almeno un po' più dignitosa di come sia oggi.

L'essere froci è talmente infamante che nemmeno un suicidio di protesta viene raccontato con dignità. ecco come commentano Chiara Acampora e Maria Lombardi sul Messaggero:
IL MISTERO
L’ambulanza arriva e va via vuota. Non c’è niente da fare. Chi è quel ragazzo? Se lo chiedono i condomini e le persone che si affacciano dai palazzi vicini. Nessuno conosce Simone, non l’hanno mai visto. Gli agenti del commissariato San Lorenzo, che stanno svolgendo le indagini, bussano alle porte di parecchie persone che abitano nell’edificio dell’ex Pantanella. La risposta è no, non sappiamo chi sia. Cosa ci faceva il ventunenne lì? Perché si è lanciato dall’ultimo piano di quel palazzo? Lo ha scelto a caso? Oppure conosceva lì qualcuno e ha deciso di morire in quel punto perché per lui aveva un senso? Gli investigatori finora non sono riusciti a ricostruire nessun legame tra lo studente di Medicina [secondo repubblica era invece studente di scienze infermieristiche...] e quel palazzo. Non è facile entrare in quel condominio se non si conosce qualcuno, c’è bisogno di digitare un codice. «Solo chi abita qui sa che il terrazzo condominiale è sempre aperto e non c’è bisogno di una chiave», spiega un ragazzo che vive lì. È probabile che Simone avesse frequentato una persona che abita in uno degli appartamenti e sapesse del terrazzo aperto.
Non ci si chiede mica che cosa ha causato una sofferenza tale da indurre simone al suicidio. Il mistero non è sul clima omofobico ma sul luogo scelto per il suicidio e su una perosna che Simone avrebbe frequentato...
Fatti privati, cose da froci, che si vanno a suicidare nei aplazzi altrui compromettendone la rispettabilità.
Anche se per ora le indagini non sono orientate all'istigazione al suicidio, non è possibile ancora escludere l'apertura di un fascicolo contro ignoti da parte della Procura.

Prosegue il Messaggero.

E si sbaglia.
Gli ignoti non sono tali.
Gli ignoti e le ignote siamo noi, tutti e tutte. Italiani e italiane omofobi e omofobe.

E' ora che qualcuno comincia a ribadirlo.

Chi mi dà una mano?

Un altro ragazzo gay suicidato dalla società italiana.

Qualcuno o qualcuna spieghi alla stampa italiana che per capire le ragioni che inducono un giovane ragazzo gay di 21 a togliersi la vita non c'è bisogno di cercare le cause in un atto isolato, concreto e determinante di vessazione come molti degli articoli pubblicati cercano di fare.

Alla retorica che vede il suicidio come un atto insulto da collegare a una causa esemplare  che giustifichi un gesto altrimenti ritenuto folle (perchè in quanto persone non siamo nemmeno libere di suicidarci) si aggiunge quella del gay che è indotto al suicidio da un fatto isolato e determinante, che, in questo come negli altri due suicidi romani del 2013, non ci sarebbe stato autorizzando dunque a chiedersi ma allora perchè mai lo ha fatto?

Si cerca nella aggressione fisica, o verbale, in una reiterata vessazione a scuola o al posto di lavoro, la causa circoscrivibile  che possa identificare delle persone omofobe come le responsabili di un gesto ritenuto inconsulto sollevando il resto della società da una responsabilità che si si pretende di non avere.

E in questa ipocrita meraviglia nel chiedersi ma come mai si consuma già il primo crimine.

Se la famiglia di Simone dice di cadere dalle nuvole e di non sapere che al figlio piacessero i ragazzi è chiaro lo scollamento tra Simone e i suoi genitori l'alienazione in cui Simone è stato costretto  a vivere da quando ha capito che era l'amore dei ragazzi quello che lo accendeva di desiderio.

Qualcuno spieghi agli italiani e alle italiane che una persona non eterosessuale, gay, lesbica o bisex, vive sulla propria pelle 24 su 24 365 giorni su 365 il peso di uno stigma e di una discriminazione che trova miliardi di modi per vessare, offendere, discriminare, colpire, minare l'autostima, impedire il riconoscimento di un aspetto fondamentale della personalità di ognuna e ognuno di noi come la sfera dei sentimenti e del sesso e che finché ci sarà anche solo una persona che usa la parola frocio perchè crede così di offendere (poco importa che frocio lo sia o no, l'insulto vale lo stesso) non ci si può poi meravigliare se qualche frocio si toglie la vita.

Non per una macerazione interiore nata dalla incapacità ad accettare il proprio handicap, come qualcuno ha scritto sui giornali, ma perchè impossibilitati a vivere in un mondo che ti addita come un malato, un promiscuo, uno incapace di amare e dedito alle orge, un pedofilo, un moralmente disordinato, da tollerare come si tollera la sclerosi multipla non certo da sostenere o favorire.

Simone noi, tutte e tutti, che abbiamo spinto Simone giù da quel terrazzo. Il riconscerci colpevoli sarebbe già un primo passo verso la via di una autentica rivoluzione culturale che permette alle persone non eterosessuali di vivere con dignità la propria personalità il proprio essere.




sabato 12 ottobre 2013

La banalità del male. Sulle visite mediche per individuare i gay che forse verranno introdotte in Kuwait.

Ogni lavoratrice straniera che fa richiesta del visto per entrare in Kuwait viene sottoposta a visite mediche di controllo per attestarne l'idoneità fisica.

La direttrice generale del ministero della Sanità del Kuwait Yussuf Mindikar ha dichiarato l'intenzione di aggiungere al controllo medico anche un test clinico per accertare l'omosessualità delle straniere in attesa del visto di ingresso così da impedire a chi non passa il test l'ingresso nel Kuwait  e negli altri Paesi del GCC (Gulf Cooperation Council) del quale fanno parte, oltre al Kuwait, Arabia Saudita. Bahrein. Emirati Arabi Uniti, Oman e Qatar.

Midkar ha parlato anche di rifiutare l'ingresso al terzo sesso cioè, nel suo vocabolario, alle persone trasngender (fonte nydailynews).

Midkar presenterà la sua proposta al comitato centrale del GCC il prossimo 11 novembre.


E' bene ricordare che l'omosessualità è un reato penale in 78 Paesi nel mondo, tra i quali anche i sette membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo.
Cinque Stati nel mondo il reato di omosessualità è punito con la pena di morte: Iran, Arabia Saudita, Sudan, Yemen e Mauritania.
Per saperne di più rimando all'ultima ricerca dell'ILGA internazionale. 
In Kuwait le persone omosessuali subiscono pene da 6 a 10 anni di reclusione.

La notizia in Italia è stata data in maniera imprecisa e ipocrita come solo noi italiane sappiamo fare.

Intanto, a leggere certi titoli,  si dà per scontato che la proposta di  Mindikar sia già legge.

Kuwait, vietato l’ingresso ai gay titola Corsera cui fa eco La Stampa
Il Kuwait vieta l’ingresso ai gay “Test medico per individuarli”


titoli giustificati in qualche modo (ma bastava un veloce controllo sulla rete) da quello dell'agenzia stampa Asca,  che ha dato la notizia in Italia, che recita:
Kuwait: al via piano visite mediche per impedire ingresso ai gay

con quel proditorio al via contraddetto dall'articolo nel quale si dice chiaramente il progetto sara' presentato alla riunione della Commissione centrale per il programma della mano d'opera straniera, che si terra' il prossimo 11 novembre in Oman'.
L'articlo dell'Asca è mendace quando afferma
Il dirigente ha spiegato che ''tutti i lavoratori stranieri presenti in Kuwait saranno sottoposti a visite mediche durante le procedure per l'ottenimento del permesso di soggiorno''.
In realtà le visite mediche già ci sono (fonte Guflnews.com) e la notizia riguarda solo l'introduzione di un test clinico per individuare un comportamento omosessuale di chi fa richiesta del visto di ingresso.


Ecco come una notizia può essere data per manipolare la percezione delle cose.

Un conto è dire che nella visita medica di idoneità verrà aggiunto un test per impedire l'ingresso ai gay.

Un conto è dire che per impedire l'ingresso ai gay verranno introdotte delle visite mediche. 

Nel primo caso si denuncia il danno verso le persone gay, nel
secondo si denuncia il disagio che le persone non gay sono costrette a subire a causa dell'odio che gli Stati arabi hanno nei confronti delle persone gay.

Il Giornale  titola Gay schedati in Arabia e nei Paesi del Golfo e mentre parla di guerra contro i gay e i trans (sic!) e poi si attesta sulla linea dell'Asca facendo apparire le analisi mediche in toto e non solo il test per determinare il comportamento sessuale come una nuova norma da introdurre.



Ma sono proprio le dichiarazioni di Mindkar a essere storpiate.

Vanity Fair attribuisce  a Mindikar queste parole:
«C'è un problema serio di pubblica salute minacciata da tanti stranieri che arrivano in Kuwait»

In realtà Mindikar ha detto ben altro come riportato dal sito alraid media che vi presento nella traduzione approssimativa di google traduttore non leggendo né parlando l'arabo:
Questo passaggio [impedire l'ingresso agli omosessuali] è obbligatorio legittimo e noi sosteniamo e crediamo che sia anche una grande richiesta, e si suppone a circolare, ma non solo, i lavoratori domestici solo al fine di preservare i nostri figli da questo fenomeno e di comportamenti anomali che sono contrari alla religione.
Dove non si parla di salute pubblica nel senso medico dunque ma nel senso morale del termine.

Il Kuwait si attesta su posizioni identiche a quelle del Vaticano (che nei secoli passati ha ucciso le persone che andavano contro le sue norme religiose) che non condanna l'omosessualità in sé (che è una disgrazia da soffrire in silenzio) ma il comportamento omosessuale, invitando gay  e lesbiche alla castità. Ricordo che per il Vaticano l'omosessualità è condizione per impedire l'acceso al sacerdozio...

L'idea di distrarre le lettrici italiane dall'omofobia di casa è talmente forte che Francesca Porta su Vanity Fair scrive:
Nonostante i numerosi studi e le ricerche mediche che hanno dimostrato il contrario, Mendkar è convinto (e non è l'unico a esserlo) che l'omosessualità sia una patologia. E che stia «minacciando la salute del Paese».
Che è un modo ben strano di dire che Mendikar vuole impedire alle persone che praticano la sodomia di entrare nel loro paese  per motivi religiosi e non certo sanitari, gli stessi motivi, bisogna ricordare alla mendace giornalista, che vigono anche nel Vaticano e, per indebita ingerenza, nelle chiese cattoliche del territorio italiano una delle agenzie sociali più omofobe del mondo. D'altronde lo Stato Vaticano nei secoli passati ha già ucciso le persone omosessuali....

Il corsera arriva invece al ridicolo denunciando la censura
subita nel Kuwait da un film che racconta l’amore fra due uomini cui è stato negato il visto di censura.

Il film in questione, presentato come Thriller (è casomai un noir..) è Lo sconosciuto del lago (Francia, 2013) di Alain Guiraudie nel quale ci sono due scene di sesso non simulato, una eiaculazione e un pompino, mentre nel resto del tempo il film mostra incontri sessuali simulati in cui uomini si inculano e si spompinano tra i cespugli della boscaglia intorno a un lago dove si va per scopare...

Alla faccia dell'amore tra due uomini!

Francesco Battistini l'autore del mendace articolo del corsera aggiunge un tocco di misoginia maschilista quando chiosa il suo pezzo citando una frase di protesta trovata su facebook contro la censura al film gay (dove si vedono pompini e inculate...) affermando che Il bavaglio ai gay è peggio del velo imposto alle donne.

Quanto piace ai maschi ad atteggiarsi a vittime più delle donne!!!!

Mi piacerebbe tanto poter imporre a Battistini di portare lui il velo per un mese e poi vediamo se sostiene ancora chi afferma che la mancata distribuzione di un film è peggio del velo imposto alle donne...

Tutto fa brodo per dimostrare che gli Stati Arabi sono cattivi e quello italiano no!

Tornando ai test clinici è il caso forse di ricordare che anche in Italia chiunque comincia un lavoro deve portare un certificato medico di idoneità al lavoro...

La notizia è dunque il test clinico per accertare il comportamento omosessuale.

Test clinico. Già.
Su questa parola si è molto speculato. A Roma si dice si è giobbato.
In cosa consistono questi test clinici?
Mistero!
Tutte si chiedono come sia possibile determinare se una è frocio.
Giocando sul significato della espressione test clinico arriva a insinuare come fa  Vanity Fair che questi test :
Sottointendendo dunque la convinzione che l'omosessualità sia una patologia che può essere diagnosticata.
Non è chiaro quale test medico o analisi clinica dovrebbe riuscire a determinare chiaramente l'inclinazione sessuale di una persona. Il ministro della Salute non l'ha specificato.
Francesca Porta, autrice di queste sciocchezze, ignora che l'esame medico obbiettivo determina anche alcune caratteristiche fisiche non legate necessariamente  a una patologia ma atte a riscontrare un dato fisico differente dallo stato di default del corpo umano.

Per individuare se, per esempio,  una persona (cioè un uomo, le donne non contano mai nulla) è ebrea si può chiedere  a un medico di verificare se il soggetto sia o no circonciso.

Non si tratta dunque di un test clinico per riscontare la malattia dell'ebraicità proprio come un esame obbiettivo può riscontrare un comportamento omosessuale e non l'omosessualità in sé intesa come patologia.
Certo non tutti i circoncisi sono ebrei...

In ogni caso. Qual è il dato fisico per stabilire un comportamento omosessuale?

L'unico elemento fisico riscontrabile da un esame medico è la conformazione dell'ano.
Chi pratica con frequenza la penetrazione ricettiva subisce una deformazione dell'ano che può essere facilmente riscontrata e più o meno scientificamente collegata alla sodomia.

Ma, reciprocamente della circoncisione, non tutti i gay praticano la penetrazione ricettiva, quindi verrebbero identificate solo quelle persone con un preciso comportamento sessuale.
Tra l'altro non tutte le persone cui piace stimolare l'ano con pratiche insertive sono necessariamente gay. Ci sono molte etero ai quali piace la stimolazione anale da sole o praticata loro dalle donne con cui fanno sesso. (sesso, perchè i sentimenti non contano).

Ci si aspetterebbe da parte della stampa questo tipo di osservazioni e di critiche.
Invece Francesca Porta su Vanity Fair scrive:

Diversi attivisti gay hanno ventilato la possibilità che si tratti di esami rettali
Esami rettali. 
Il retto è l'ultimo tratto dell'intestino  tra la porzione terminale del colon discendente (detto sigma) e l'ano.

L'esame rettale è un esame interno fatto con una sonda.
L'esame per verificare se l'esaminata è una sodomita   riguarda l'ANO che è esterno.

Evidentemente il culo dei gay è un culo interno.

Si tratta dunque di un esame ANALE e non rettale.

già utilizzati in Libano per lo stesso scopo e denunciati dalle associazioni per i diritti umani. «Non esistono analisi mediche che possano diagnosticare l'omosessualità», hanno dichiarato. «È risaputo. L'omosessualità non è una malattia». Il ministro Mendkar, però, sembra convinto del contrario.
Giobbando, pardon, giocando sul concetto di test clinico si insinua che l'esame medico serva non individuare un comportamento sessuale (l'analità ricettiva) ma a diagnosticare l'omosessualità.

Francesca Porta cade dal pero quando si chiede ma di che test si tratterà mai?
E fa finta di niente dicendo che sono le associazioni gay a pensare che si tratti di un test rettale (che è interno...) cioè anale (che è esterno) .
Poverina lei non ci sarebbe mai arrivata da sola!!

Modo di riportare le cose completamente ipocrita visto che ancora oggi l'omosessualità (maschile) viene sussunta alla sodomia (tutte pensano al cazzo in culo quando si parla di froci) al punto tale che qualcuno può pensare di fare dei test in quel senso per determinare un comportamento sessuale (che negli articoli citati viene indicato con preferenze tendenze e altri aggettivi discriminatori...).

Insomma che Mendikar e gli Stati arabi siano criminali perchè incarcerano o uccidono le persone omosessuali è indubbio ma tutta la pletora di articoli italiani (ben diversamente da quelli stranieri di tutt'altra levatura) dimostrano come l'Italia continua ad essere un paese sessuofobo e discriminatorio oltre che ipocrita (uuuh e come possono scoprire mai se una è ricchione?!?!?! e intanto tutte a dare di gomito e a fare risolini) con un atteggiamento che sarebbe ridicolo se non fosse disgustosamente omofobico.


giovedì 10 ottobre 2013

Con le migliori intenzioni. Il pregiudizio sull'omosessualità si nasconde purtroppo anche nelle persone gayfriendly. L'esempio del blog Gemelli Ribelli.

Il post nasce con le migliori intenzioni e vorrebbe spezzare una lancia a favore dell'omosessualità, considerandola come una delle opzioni di default.
La sua autrice madre di due gemelli di due anni dice di volerli crescere con questa idea.

Purtroppo anche partendo da una intenzione così encomiabile questa mamma cade in alcuni equivoci che dimostrano come il pregiudizio e la disinformazione sull'omosessualità si annidi anche in chi è mosso dalle migliori intenzioni.

Già nell'incipit questa mamma mostra le idee confuse, confusissime, quando si riferisce all'omosessualità come a una scelta sessuale.

E' d'uopo ricordare a questa donna disinformata che l'omosessualità non è una scelta proprio come lei non ha scelto di essere etero e, cosa ancora più importante,  che l'orientamento sessuale non riguarda solamente il sesso ma anche l'affettività.


Non è una questione di parole, ma di concetti. Scelta sessuale è doppiamente infelice e non andrebbe mai usato.

Non per questo, però, l'assunto del post l'intenzione della madre di evitare di condizionare i figli nel processo di presa di coscienza di quello che sono e che saranno non è condivisibile, anzi, è senza dubbio encomiabile.
 Anche il fatto che la mamma dica ai suoi due bambini che da grandi avranno una fidanzata o un fidanzato è una scelta fantastica. C'è da commuoversi, davvero.

Però la maggior parte del post non verte sull'orientamento sessuale ma sul sessismo, cioè sui ruoli e gli stereotipi di genere.

Infatti quando la mamma si chiede

Come si costruisce quindi, insieme a dei duenni il concetto di genere e sessualitá senza cadere nella trappola del condizionamento sociale?
L'orientamento sessuale in questa domanda non c'è.  A meno che l'orientamento sessuale non sia per lei riassunto nella parola sessualità. E i sentimenti?

Comunque sia nel resto del post la nostra mamma parla solo di lotta contro il sessimo che con l'omosessualità c'entra come i cavoli a merenda.


Eppure nel raccontare la reazione dei familiari a queste sue lotte contro il sessimo la nostra tradisce un pregiudizio sull'omosessualità:

quando i gemelli mi guardano mentre mi metto lo smalto sulle unghie dei piedi e lo vogliono anche loro…io lo faccio. (...) Tutti felici se ne vanno dai nonni con le unghie rosse e a me arrivano all’istante occhiate di rimprovero. Ora, non è che i nonni siano omofobi,
Se i nonni guardano con rimprovero la mamma perchè fa mettere ai figli di due anni lo smalto rosso i nonni non sono omofobi ma sono sessisti.

Lo smalto, che è un cosmetico femminile, non denota omosessualità!!!

Annoverare la reazione  negativa dei nonni allo smalto rosso come omofobia vuol dire dare per scontato e per tacito che gli omosessuali si mettano lo smalto rosso...

Adesso essere gay non significa essere Platinette...

Se un bambino vuole mettersi lo smalto o vuole giocare con le bambole

a) non per questo è meno virile o meno maschio.

b) non per questo sarà sicuramente omosessuale.

La confusione che nel post si fa tra ruoli di genere e omosessualità (senza tenere conto che poi si dovrebbe distinguere tra comportamento* e orientamento* sessuale) indica un (pre)giudizio sull'omosessualità che vede i maschi gay come femmine mancate e le femmine lesbiche come maschi mancati.

Un pregiudizio talmente interiorizzato che anche questa mamma nonostante la sua battaglia contro il sessismo dimostra di avere ben radicato.

Dopo aver fatto notare tutta una serie di atteggiamento sessisti delle persone che la circondano che lei trova a ragione ingiustificati alla fine quando negli altri il sessismo si trasforma in preoccupazione che i due bambini possano così diventare gay la nostra mamma non rispedisce al mittente questo odioso pregiudizio perchè infondato ma lascia intendere che anche se fosse non ci sarebbe niente di male. 

Per lei evidentemente se il rosa in un maschietto non fa femmina fa sicuramente gay.

Questa mamma deve fare un passo ulteriore e insegnare ai suoi figli che mettersi lo smalto non fa di loro due gay e che essere gay non significa scopare con persone del proprio sesso ma amare, innamorarsi, volere vivere con altri uomini come loro.


Una ultima questione.

Le opzioni in fatto di orientamento sessuale non sono due come crede questa mamma, si può anche essere bisex.

Anzi secondo Kinsey siamo tutte bisex anche se possiamo avere più ricorrenze etero o omo.

Le persone etero o omo pure sono una minoranza...


*Mentre l'orientamento sessuale indica come io mi identifico e mi sento rappresentato o mi voglio presentare al mondo se gay, etero o bisex, il comportamento sessuale indica con chi vado a letto e con chi mi faccio storie.

Così io posso percepirmi etero, dichiararmi tale, presentarmi al mondo come etero eppure fare sesso e farmi storie anche con altri uomini. Non perchè nasconda la mia omosessualità (visto che, nel caso, sono bisex e non gay...) ma perchè non mi riconosco, non mi sento rappresentato dall'orientamento sessuale gay...

domenica 6 ottobre 2013

Macklemore non ha vinto gli MTV Awards perchè è bianco, etero e cisgender ma per il testo davvero incisivo e politicamente impegnato a differenza dei testi dei e delle cantanti lgbtq che parlano di amore o accusano i rivali di essere gay passivi...

Accade che quest'anno a vincere come miglior video con un messaggio sociale (Best Video with a Social Message”) agli  MTV Video Music Awards 2013 sia stato questo video:


 
Sottotitolo in italiano da Repubblica.

Questo il testo inglese:

[Verse 1: Macklemore]
When I was in the 3rd grade
I thought that I was gay
Cause I could draw, my uncle was
And I kept my room straight
I told my mom, tears rushing down my face
She's like, "Ben, you've loved girls since before Pre-K!"
Tripping, yeah, I guess she had a point, didn't she?
A bunch of stereotypes all in my head
I remember doing the math, like
"Yeah, I'm good at little league"
A pre-conceived idea of what it all meant
For those that like the same sex had the characteristics
The right-wing conservatives think it's a decision
And you can be cured with some treatment and religion
Man-made, rewiring of a pre-disposition, playing God
Ahh, nah, here we go
America the brave still fears what we don't know
And "God loves all his children" is somehow forgotten
But we paraphrase a book written thirty-five hundred years ago
I don't know

[Hook: Mary Lambert]
And I can't change
Even if I tried
Even if I wanted to
And I can't change
Even if I tried
Even if I wanted to
My love, my love, my love
She keeps me warm [x4]

[Verse 2: Macklemore]
If I was gay I would think hip-hop hates me
Have you read the YouTube comments lately?
"Man, that's gay" gets dropped on the daily
We've become so numb to what we're saying
Our culture founded from oppression
Yet we don't have acceptance for 'em
Call each other faggots
Behind the keys of a message board
A word rooted in hate
Yet our genre still ignores it
"Gay" is synonymous with the lesser
It's the same hate that's caused wars from religion
Gender to skin color, the complexion of your pigment
The same fight that led people to walk-outs and sit-ins
It's human rights for everybody, there is no difference
Live on! And be yourself!
When I was in church they taught me something else
If you preach hate at the service, those words aren't anointed
That Holy Water that you soak in has been poisoned
When everyone else is more comfortable remaining voiceless
Rather than fighting for humans that have had their rights stolen
I might not be the same but that's not important
No freedom til we're equal
Damn right I support it

[Trombone Interlude]
I don't know

[Hook]

[Verse 3: Macklemore]
We press play, don't press pause
Progress, march on!
With a veil over our eyes, we turn our back on the cause
'Til the day that my uncles can be united by law
Kids are walking around the hallway
Plagued by pain in their heart
A world so hateful
Some would rather die
Than be who they are
And a certificate on paper
Isn't gonna solve it all
But it's a damn good place to start
No law's gonna change us
We have to change us
Whatever god you believe in
We come from the same one
Strip away the fear, underneath, it's all the same love
About time that we raised up!

[Hook]

[Outro: Mary Lambert]
Love is patient, love is kind
Love is patient (not crying on Sundays)
Love is kind (not crying on Sundays)
Love is patient (not crying on Sundays)
Love is kind (not crying on Sundays)
Love is patient (not crying on Sundays)
Love is kind (not crying on Sundays)
Love is patient (not crying on Sundays)
Love is kind (not crying on Sundays)
Love is patient (not crying on Sundays)
Love is kind (not crying on Sundays)

La canzone è cantata dal rapper, bianco ed etero,  Ben Haggerty, aka Macklemore che ha vinto il premio con il suo produttore Ryan Lewis. Il brano vede la partecipazione della cantante Mary Lambert, dichiaratamente lesbica (è lei che canta i versi anche se volessi cambiare non potrei ma il mio amore, lei, mi riscalda, che fanno parte della sua canzone She Keeps Me Warm).

Personalmente i versi Non potrei cambiare anche se provassi non mi piacciono affatto, anche se capisco che si oppongono alle convinzioni sbagliate di chi pretende che l'omosessualità sia una scelta e che in quanto scelta si possa cambiare, o guarire

Per cui è vero che se provassi a cambiare non potrei certo cambiare la mia omosessualità.

Però sarei anche stufo di questo vittimismo del ah magari potessi ma anche se volessi non potrei.

Perchè io adoro essere gay
Io amo gli uomini, cioè i ragazzi, e non vorrei rinunciare all'amore per i ragazzi o al loro amore nei mie confronti. E' una cosa che mi rende felice nonostante le critiche e le pressioni sociali.
D'altronde non sono le mie uniche convinzioni che non trovano un riscontro maggioritario: vi pare forse che del sessismo freghi niente a qualcuna? O della scienza? O dei diritti animali?  


E' una vita che mi sento solo e non certo per il mio orientamento sessuale che, a proposito, non riguarda mica solo il sesso, ma anche chi amo.

Perchè sesso con una donna l'ho pure fatto eppure mi capita di innamorarmi solo di uomini...

Per cui mi piacerebbe anche sentire il verso di una canzone dire e anche se potessi non lo vorrei perchè io sono felice di essere gay.


Ma divago, come al solito.

Torvo su internet un articolo di
Emma Joslyn pubblicato dall'Huffington Post (U.S. mica quella ciofeca italiana...) dove Emma tra le altre cose makes a point quando dice che se Macklemore ha vinto gli MTV Awards è perchè è bianco, etero e cisgender (il suo comportamento corrisponde allo stereotipo di genere del suo sesso biologico).

Emma non crirtica questa vittoria ma ricorda che c'è una intera comunità queer che da sempre fa musica pro lgbtq e che va sostenuta anche lei e non solo il mainstream bianco ed etero.


Come non essere d'accordo con lei?

Questi sono alcuni dei musicisti e delle musiciste che Emma indica e invita a sostenere:

(...) Nhojj, an R&B artist who became the first gay indie artist to reach the number-one spot on MTV's Music Top 100 chart in 2010.
(...) Christine Martucci, who also topped the music charts;
Jamaican reggae fusion artist Diana King, who rocked her home country when she came out last summer;
transgender rap artist Foxx Jazell (che però in una canzone attacca un rappert concorrente dandogli del gay passivo...);
and multiple-Billboard-Top-5-chart-topping indie recording artist Jason Walker, whom record executives have referred to as very talented but "too gay."
Scopro però che nessuno di questi testi è incisivo da un punto di vista dei contenuti.


Anche il testo della rappres transessuale è omofobico perchè in una canzone accusa un cantante rivale di essere un gay passivo.



Nessuno di questi testi è insomma diverso da una qualsiasi delle tanto tradizionali canzoni d'amore fatte da etero per etero...

E allora what the fuck? Macklemore sarà anche bianco, etero e cisgender, ma almeno il suo testo ha uno statement politico molto più incisivo di quello del testo di Jason Walker che ci dice che per amore chiunque mente...


Di chi subisce un atto discriminatorio e lo denuncia viene messa in discussione persino l'esistenza. A proposito dell trattamento discriminatorio subito da due turisti americani con figlio al seguito al museo Etrusco Guarnacci di Volterra

Apprendo la notizia dal sito Gay.it che come al solito titola con un orribile
Due gay e un bambino non sono famiglia, niente biglietto al museo.

Per raccontavi questa storia di discriminazione italiota mi rifaccio alla fonte primaria (in coda al post la traduzione in italiano per chi non sa l'inglese (e imparatevelo no?!) cioè la review su TripAdvisor



Questa coppia di uomini - e non di gay perchè l'orientamento sessuale è irrilevante e perchè il fatto di essere una coppia non ne fa necessariamente due gay (uno o entrambi potrebbero essere bisex, o considerarsi etero e avere un comportamento sessuale bisex o gay) ma si sa, vuoi mettere quante ricerche attira la parola gay nei motori di internet? ammetto che magari queste distinzioni non sono chiare a tutti e tutte ma a chi scrive su un sito gay dovrebbero esserlo, o no? - chiede alla cassa del Museo Etrusco di Volterra di pagare il biglietto famiglia e si sente rispondere in italiano e in malo modo che loro non sono famiglia perchè la famiglia è formata da un uomo e una donna.

C'è modo e maniera di dire le cose, commentano i due uomini che si dicono anche disposti ad accettare la politica dei prezzi del museo ma che ci si poteva rivolger loro in un altro modo.

Adesso viene il bello. I commenti del direttore del museo e del sindaco di Volterra se veritiere, così come sono state riportate da alcuni quotidiani online, hanno del grottesco e del fascista (nazista?).

Secondo Blitz Quotidiano

«Il post che gira in rete – dicono dal Comune – non è firmato e come foto riporta quella di un cagnolino, per cui risulta molto difficile verificarne l’autenticità. Certo nei prossimi giorni faremo tutte le verifiche del caso per capire se e cosa è accaduto. Sicuramente il regolamento del museo prevede la riduzione del biglietto famiglia per «due adulti e tre giovani tra i 6 e i 18 anni» dunque non è in alcun modo discriminante»”.
Marco Buselli, sindaco di Volterra, ha commentato:
“«L’accoglienza e l’ospitalità sono da secoli tratti distintivi della nostra comunità. Il nostro regolamento non entra nel merito di questioni di genere, ma parla genericamente di bambini accompagnati da adulti, per cui non esiste la possibilità che qualcuno possa essere discriminato. Pertanto l’episodio, di cui peraltro non ci è pervenuta segnalazione ufficiale, qualora si sia verificato è esclusivamente da ricondurre ad un’interpretazione non richiesta da parte di un operatore»”.
Dunque secondo Blitz quelli e quelle del comune mettono in dubbio addirittura la veridicità del commento su TripAdvisor perchè l'avatar è un cagnolino e il commento non è firmato Il che è falso.
Il commento non può essere anonimo secondo i regolamenti del sito ed è firmato da uno pseudonimo che è cosa diversa da dire che non è firmato.

Lo pseudonimo è RoaminChicagoBoys che corrisponde a un classico profilo di TripAdvisor, con tanto di registro delle attività di quell'account.


col quale si può comunicare e mandare un messaggio, come ho fatto io chiedendo aiuto per dimostrare che loro esistono davvero e non sono un falso profilo.

Quello che un giornalista serio avrebbe fatto invece di limitarsi a riportare una insinuazione talmente schifosa da ricordare le giustificazioni dei nazisti che obbedivano agli ordini.

Il sindaco di Volterra pretende addirittura che i due turisti americani riempissero un form di protesta ufficiale, in italiano, della cui esistenza nessun sa nulla e del quale l'addetta alle casse sicuramente non ha loro detto nulla se ha smesso di parlargli dopo aver sputato in faccia la sua opinione.

Insomma i due non solo sono stati discriminati e nel caso si tratta di una discriminazione di genere e non di orientamento sessuale ma sono anche accusati di essersi inventati la notizia, peggio, di non esistere proprio. Infatti per la donna alla biglietteria loro non sono famiglia e dunque non sono tout court.

Appena i due uomini mi scrivono vi faccio sapere.


Questo incidente è un esempio perfetto per dirimere la vexata quaestio sui diritti di tutti e tutte e sul diritto di pensiero. La donna alla cassa ha tutto il diritto di pensare che una famiglia sia solo quella composta da un uomo e una donna, ma non può dirlo pubblicamente quando è al lavoro lasciando che questa sua opinione discrimini le altre persone.

Il diritto di opinione non può trasformarsi in diritto di discriminare.



Pur comprendendo che l'Italia è la sede della fede cattolica, e che che la nostra famiglia non è accettata in molte parti del mondo, siamo però nel 2013 e quindi semplicemente non eravamo preparati per lo schiaffo in faccia che abbiamo ricevuto in questo museo. Mentre stavamo entrando, abbiamo letto i prezzi dei biglietti, e, forse essendo abituati alla definizioni di "famiglia" usata dai musei di Chicago, quella di due adulti con bambini, sorridendo abbiamo chiesto un ingresso per famiglia. La donna alla cassa invece si arrabbia molto e ci grida in italiano che una famiglia è composta da una madre e un padre, e NON da due uomini. Poi gira la testa per tagliare ogni ulteriore comunicazione. Quindi, ce ne siamo andati, arrabbiati e delusi. Mentre possiamo certamente rispettare la politica dei prezzi dei biglietti d'ingresso del museo la cosa avrebbe potuto essere stata gestita in modo diverso. E stato fastidioso per noi e per nostro figlio e [la cosa] dipinge di pallido l'impressione che abbiamo ricevuto da Volterra.

mercoledì 2 ottobre 2013

Mina versus Barilla



da Vanity Fair



L'omofobia altra faccia del maschilismo.
Nessuno ne è immune. Tantomeno i gay.


Ricorderete di Ercole che è stato aggredito in quanto gay.

L'ho contattato è stato gentile e disponibile nello spiegarmi i fatti e nel dirmi come stava (ancora scosso).

Abbiamo scambiato due idee sull'omofobia che per lui è una patologia da curare e per me un pensiero politico illegittimo da contrastare.

Poi oggi, dietro segnalazione di Ercole, leggo in una pagina facebook dove si equipara ancora l'orientamento sessuale all'identità di genere.

La pagina è di un gruppo favorevole alle terapie riparative. Dove, guarda un po', si inneggia a Barilla.

Un gruppo omofobo che esprime odio nei confronti dei gay chiamandoli deviati  al punto tale da sposare l'idea di chiunque dia loro contro anche se questo qualcuno esprime idee maschiliste e contro le donne.

Vado a leggere chi è questa Ines Brambilla e scopro che ha espresso dubbi sulla veridicità dell'aggressione a Ercole.

Come risposta il compagno di Ercole le risponde così.



Chiedo conferma ad Ercole che mi dice Sono cose che scappano per rabbia.

Tanto mi basta.
Tolgo Ercole dalle amicizia di facebook e prendo le distanze dal modo di pensare suo e del suo compagno.

Esprimo tutta la mia solidarietà a Ines Brambilla, poco importa se Ines esiste davvero e se davvero è una donna o è solo un avatar.

Il compagno di Ercole ha augurato a una donna di essere stuprata e trovo questo fatto grave tanto quanto l'aggressione subita da Ercole.

Pur non essendo d'accordo di una virgola con quanto scrive e pensa Ines questo non mi autorizza certo ad augurarle di essere stuprata.

E la rabbia addotta da Ercole non c'entra perchè la logica dello stupro, la logica della violenza non può avere mai legittimità politica e a me non verrebbe mai di scrivere a una donna mi auguro che ti stuprino non importa quanto posso odiare le idee di questa persona.

LA DIGNITA' UMANA NON PUO' MAI VENIRE MENO. 


Altrimenti non sono affatto diverso da questa persona che dico di odiare.

Il linguaggio patriarcal maschilista va cancellato sempre e comunque altrimenti non si capisce come si possa combattere l'aggressione subita da Ercole se poi si usa la stessa ideologia per un proprio tornaconto.

Tra l'altro l'idea che lo stupro di Ines possa in qualche modo risarcire Ercole o chi per lui dal danno morale subito perchè si mette in dubbio la veridicità di una aggressione subita è umanamente così misera e disumana che dimostra come essere gay non garantisce né una maggiore sensibilità (come vuole il luogo comune) né un maggiore rispetto.

Un gay può essere un porco maschilista quanto ogni altro uomo. Il compagno di Ercole lo ha testé dimostrato.

Questo nel caso ci fossero ancora dubbi sul fatto che essere gay identifichi un unico tipo di persone tutte uguali come pure si pretende ogni volta che qualcuno dice voi gay.

Tutta la mia solidarietà a Ercole per l'aggressione subita.

Tutto il mio ludibrio per il suo comportamento che minimizza l'aggressione verbale machista del suo compagno ai danni di una donna.

C'è ancora moltissimo da fare in questo paese.



domenica 29 settembre 2013

Se i commenti delle lettrici sono una cartina tornasole dello stato di salute della democrazia italiana la nostra è allora una zombie. Sui commenti all'articolo di Roma Today sull'aggressione omofobica ai danni di Ercole.

Questo è Ercole, un cittadino italiano, residente a roma.

La sera del 22 settembre scorso si trovava nei pressi della stazione Cipro della metro A.

Ercole come racconta lui stesso sul sito la fenicegay stava scrivendo un post sul suo palmare quando


sentendo qualcuno che mi rivolgeva la parola, smetto di scrivere.
-” scusa hai una sigaretta?“. Non distolgo lo sguardo dal mio taccuino e con noncuranza rispondo: ” mi dispiace non fumo”.
L’individuo che non avevo neanche focalizzato incalza: “ beh che stai a fare a quest’ora qui da solo seduto su questa panchina?“.
La mia voce esce con naturalezza così come la risposta .. Non ci penso neanche un istante.
-” prendo degli appunti frattanto che aspetto il mio compagno“.
La voce dell’individuo si trasforma divenendo minacciosa venate di rabbia .. Frustrazione di un essere di un essere incompleto.
-” ma allora sei un Finocchio .. un Frocio di Merda!! “. Alzo lo sguardo: vedo un testa di cazzo dalla testa rasata e gli occhi di ghiaccio.
Un microsecondo ed un pugno c’entra il mio occhio destro fracassandomi l’arcata sopracciliare il viso mi si riempie di sangue, mi chiudo a riccio intontito dal dolore altri tre pugni mi colpiscono al naso alla nuca ed ancora sul viso. Frattanto che sento quel l’essere disadattato continuare a ringhiare.. Finocchio..Frocio di Merda.Io sto li rannicchiato seduto ancora sulla panchina gocciando sangue copiosamente sento altri due individui avvicinarsi e dire all’aggressore: “eddai gliele hai suonate andiamo prima che arrivi qualcuno.. Hai fatto bene fratello sto rottinculo….”.

Questo è Ercole dopo l'aggressione.


Ercole si sta riprendendo ma è ancora scosso tanto da avermi confidato che fa fatica a dormire.

Non voglio strumentalizzare questa aggressione per sostenere l'urgenza di una vera legge contro l'omofobia. Perché nessuna legge può impedire quello che è accaduto a Ercole. La legge in questione serve solo a dare pene più severe ai suoi aggressori, se mai verranno presi.


Una cosa posso dire con certezza. che i tre aggressori si sono sentiti legittimati nel loro gesto anche grazie al clima di odio, discriminazione, avversione contro le persone omosessuali bisessuali e trans, in cui il nostro paese è immerso.

Per educare il paese al rispetto e alla solidarietà non bastano mille leggi ma un intervento capillare nelle scuole nei posti di lavoro nei mass media sostenuto e finanziato dallo Stato d e dagli enti Locali.

Ognuna di noi deve fare pressione con le politiche le sindacaliste i colletti bianchi che conosce affinché quest'aggressione non passi inosservata e il volto tumefatto di Ercole serva almeno per prendere provvedimenti PREVENTIVI e non punitivi.

La situazione è grave non solo per la maschera di sangue in cui Ercole versava dopo l'aggressione ma anche per l'altra faccia (feccia?) della medaglia. Basta leggere i commenti dei lettori di Roma Today che ha riportato la notizia.

Da chi invoca una vendetta che non li rende migliori dei tre aggressori a chi mette tra parentesi la componente omofoba affermando che gli aggressori si sono accorti della sua omosessualità solo dopo che liui glielo ha detto eh già ma infatti mica lo hanno menato prima  e i commenti Finocchio..Frocio di Merda.
eddai gliele hai suonate andiamo prima che arrivi qualcuno.. Hai fatto bene fratello sto rottinculo sono random anche quelli probabilmente...) a chi rivendica il pestaggio di proprio figlio che non è gay (eh già ma Ercole sì ed è stato picchiato per quello...) a chi, infine, vede nei teppisti che aggrediscono i gay la prova di una omosessualità latente (che non vuol dire nulla perchè altrimenti dovrebbe esistere anche una eterosessualità latente ma questa espressione è priva di significato, ergo lo è anche l'altra). Chi dice che gli omofobi sotto sotto siano gay non si rende conto di fare un commento omofobo. Non si tratta di persone che hanno paura ma di persone che odiano perchè l'omosessualità fa loro schifo. Commento omofobo e infatti dopo lo stesso dice che se due gay si baciano in pubblico lo fanno per provocare.

Ecco di fronte a questi commenti non potendo optare per la soluzione suggerita da Platone ne La repubblica (lo sterminio di massa di questi omofobi) bisogna educare. Educare con luna informazione corretta a partire dalla stampa, dagli altri media e dalla rete.

Ognuna di noi può farlo. Ognuna è chiamata a intervenire, correggere, criticare, educare.

Altrimenti quei segni di violenza sul volto di Ercole li abbiamo inflitti un po' anche noi.

i commenti all'articolo di Roma Today

sabato 28 settembre 2013

A proposito dei due (so far) furbetti fascisti che scrivono sul Fatto Quotidiano.

Non hanno perso tempo i maschi maschilisti e fascisti (patriarcali, misogini e omofobici) italioti a criticare le reazioni di protesta e il boicottaggio alla pasta Barilla che si sta spargendo in tutto il mondo e non solo in Italia adducendo le spiegazioni più svariate e partendo sempre da semplificazioni di quanto accaduto che dimostrano quanto dell'argomento non solo non freghi loro nulla ma anche che sostanzialmente non ne capiscono nulla.

Mi è capitato di leggere due di questi articoli  su Il fatto quotidiano un giornale che non mi è mai piaciuto proprio perchè ci si trovano articoli come questi e che per questo non compro mai, nei quali due cittadini comuni che non si capisce come mai scrivano su un quotidiano cercano paternalisticamente di spiegare alla massa di persone indignate (che per loro è fatta solo di gay, niente lesbiche, niente persone etero o bisex ugualmente indignate, e, soprattutto, niente donne) dove hanno sbagliato e perchè.

Sono puri esercizi di retorica da regime  scritti con un linguaggio aggressivo e giudicante, discriminatorio e offensivo, che dimostrano davvero quanto l'ignoranza e la mancanza di consapevolezza in questo paese di merda e di merde siano diffusi irrimediabilmente.

I due articoli sono Caso Barilla: cari gay, è il momento di crescere 
di Domenico Naso e Mi dia mezzo chilo di Barilla e il solito anestetico, grazie
di Bruno Ballardini.

E' curioso come in entrambi i casi si additi come errore la scelta di boicottare Barilla o perchè scelta inefficace (Ballardini) o perchè scelta isterica (Naso).

E' strano come nel capitalismo avanzato le cui strategie di marketing nessuno mette più in discussione cercando anzi di ammannire l'omofobia di Barilla spiegandocene la natura inevitabile (Ballardini) a questi due simpatici omofobi sfugga l'idea che l'unico strumento concreto che una consumatrice (non una cittadina, non una persona) ha è quella di non dare i propri soldi.

Prima di qualunque efficacia il boicottaggio è un suo diritto e una sua rivendicazione, etica prima ancora che politica.

Io i soldi a qualcuno che dice o fa cose che non mi piacciono ho tutto il diritto di non darli. E se voglio esorto le altre a fare lo stesso.
Ma, si sa, quando i fascisti non possono menarti o ucciderti, ti fanno la paternale, ironica, sottile e intanto ti offendono e continuano a discriminarti.

Intanto in entrambi gli articoli tutte le affermazioni misogine maschiliste e omofobiche di Barilla vengono proditoriamente riassunte nella decisione di Barilla di non mettere gay nei suoi spot.

Come se alle persone indignate dalle affermazioni di Barilla (che non sono solamente gay come pretendono Naso e Ballardini) importasse qualcosa che non ci sono gay negli spot di Barilla.

Allora dovremmo comperare solamente Ikea e sughi ponti Althea !

Sembra essere tornati ai tempi di Angeli negri di Fausto Leali!

Ricordate la bellissima lettura che ne diede giusto 20 anni fa Pappi Coricato in Libera

E no cari Naso e Ballardini! Tutte le persone che protestano contro Barilla, uomini e donne, etero omo e bisex, per tacere delle persone trans e intersex, non protestano perchè vogliono un angelo gay protestano per le dichiarazioni di Barilla contro le donne  in generale e contro le persone omosessuali (e dunque di nuovo contro le donne visto che esistono pure le lesbiche, sapete?).

Si boicotta Barilla perchè dà della donna una immagine fascista di angelo del focolare, chiusa in cucina a badare ai lavori donneschi, prima, per poi magari andare anche a lavorare fuori casa (come ha ricordato Cruciani dalla sua trasmissione schifosamente discriminatoria di tutte).

Si boicotta Barilla  perchè afferma che lui non è d'accordo con i gay non su un argomento preciso ma in generale. Che vuol dire non essere d'accordo con qualcuno che non dice niente se non io esisto? Io sono. Ci sono anche io. che non è d'accordo con la loro visibilità. Infatti per Barilla i gay non devono disturbare gli altri e sono liberi di fare quello che vogliono, solamente a casa propria perchè fuori possono disturbare qualcuno con le loro rivendicazioni più o meno legittime.

Dov'è la strategia di marketing caro Ballardini?
Fosse strategia di marketing Barilla avrebbe detto non metto i gay nei mie spot perchè temo sarebbe una pubblicità controproducente.
Invece lui ne fa una questione personale.
Lui non è d'accordo con i gay (cioè non li vuole edere fuori casa loro) al punto tale che se ai gay questo non sta bene che comprino pure un'altra pasta.

Pero Ballardini ci vuole davvero fegato nel giustificare l'uso umiliante e maschilista del corpo femminile negli spot di chicchessia dicendo che ci sono delle regole di mercato che i gay non capiscono.

Ballardini ma per chi ci ha preso? Lei sa benissimo che se si parla oggi di omosessualità è perchè i gay sono una nicchia di mercato, perchè i gay comprano, perchè i gay vivendo senza figli (dicono gli esperti di marketing) hanno più soldi da spendere.
E quindi quanto serve anche solo simbolicamente il boicottaggio dei gay? TANTO.

D'altronde basta vedere come Barilla sia subito corso ai ripari per tamponare le dichiarazioni omofobo prima con un comunicato (nel quale ribadisce l'idea di donna del focolare...) e poi con questo video.


Chi difende Barilla o ha comunque da ridire sulla campagna di boicottaggio lo fa perchè la pensa esattamente come lui.
Infatti lei Ballardini che è omofobo quanto Barilla scrive:

[Barilla] Ha riaffermato cioè, in modo sia pure sgradevole, l’immagine di Marca. Ricordate lo slogan “Dove c’è Barilla c’è casa”? Ebbene, Barilla si riferisce da sempre alla “casa degli italiani” e alla “famiglia italiana”.
Il guaio, Ballardini per lei che è un omofobo dei peggiori, perchè lo è senza nemmeno rendersene conto,  è che nella casa degli italiani ci sono anche gay lesbiche e bisex (per tacere delle persone trans) che da quando non sono più al confino vivono nelle case come tutti gli altri italiani.

E che anche quelle gay sono famiglie perdio!

Che lei sia un deficiente (nel senso letterale del termine) lo si capisce quando scrive una corbelleria come la seguente:
Il problema è l’idea sbagliata che la sinistra ancora oggi ha delle funzioni della comunicazione strategica: perché pubblicità e marketing non hanno proprio nessuna capacità di “educare” le masse modificando i loro atteggiamenti.
E da questa sua affermazione si vede che lei e non Boldrini (senza quel maledetto la sessista, altro campo in cui lei è deficiente) non capisce niente di mass media.
Perchè se è vero che gli spot, come il resto dei mass media, non creano immaginario collettivo, però rimaneggiano quello esistente e possono rimaneggiarlo in senso progressista o in senso reazionario.In ogni caso che una strategia di marketing sia neutrale e non implichi anche una scelta politica lo pensano solo le persone naif come lei...

Una pubblicità che conferma lo stereotipo della donna fascista casalinga asservita e serva del maschio non si limita a registrare una ideologia che già c'è ma la sostiene, la diffonde, la alimenta, la legittima.

Se davvero crede quello che ha scritto cambi mestiere o almeno legga un testo di analisi dei mass media di una qualunque delle nostre università.
Anche quelle cattoliche che magari criticano la presenza di perosne gay negli spot proprio perchè la loro presenza ne legittima l'esistenza, la visibilità contribuisce a familiarizzare e a scalfire lo stigma contro l'omosessualità quello che lei non crede gli spot o i mass media in generale possano sostenere ma si limitino a registrare.

Se lei giustifica lo status quo adducendo che l'omofobia è diffusa è perchè in realtà a lei questa situazione sta bene se no protesterebbe con chi boicotta Barilla e non lo giustificherebbe dicendo che lui segue londa.

Eh no Ballardini!

Barilla l'onda la cavalca e ha scelto di cavalcare questa invece di un'altra cosa che si può fare e che per esempio Ikea ha fatto anche se dopo Giovanardi accusò quello spot di essere addirittura anticostituzionale.

Alla faccia dello spot che non cambia una mentalità!

Naso invece lei è ancora più disgustosamente omofobico visto che ci dà delle isteriche che sono impegnate tutto il tempo a sentire Madonna.

Detto ciò, la reazione isterica e incontrollata della comunità gay, o almeno delle sue propaggini sul web, è persino più fastidiosa. È partito il boicottaggio alla pasta più famosa del mondo, con i leader tradizionali del movimento LGBT pronti a mettersi in prima fila (causa ricerca di visibilità narcisistica e tradizionalmente rainbow) e a fomentare gli istinti più bassi di gente che per 364 giorni l’anno se ne infischia della “causa” e dei diritti civili (come biasimarli? Miley Cyrus e Madonna rubano molto tempo) e poi si lanciano in strampalate crociate politically correct per censurare un’opinione, per quanto stupida e insopportabile.
Segno evidente che questo paese è ancora profondamente patriarcale e fascista

Fa tropo comodo rifarsi alla libertà di pensiero per difendere chi dice cose che discriminano certe categorie di persone solo perchè la si pensa nello stesso modo come lei dimostra in questo suo articolo grondante di pregiudizio  e odio omofobico.
E le donne caro Naso?
Le affermazioni maschiliste per le quali anche si è deciso di fare boicottaggio perchè non le prende in considerazione?

Perchè nemmeno le nomina, le cita, ne fa un larvale riferimento?

Perchè lei evidentemente è un uomo maschilista propri come lo è Barilla e nemmeno si accorge di esserlo.

E pensare che c'è chi compra Il fatto diretto dal pupillo di un grande fascistone come Montanelli dopo la sua morte sdoganato anche a sinistra...



Siamo un paese di persone morte. Su alcune dichiarazioni di solidarietà a Guido Barilla

E' tardi, sono stanco e avvilito, eppure ho verificato la fonte. D'altronde le loro affermazioni sono troppo terribili per essere false.

Parlo delle dichiarazioni di solidarietà a Barilla riportate da  Giornalettismo .

Al di là della solidarietà le considerazioni che in questi attestati si fanno mostrano la feccia, il marcio, il medievalismo di un paese che è culturalmente morto, politicamente inesistente, culturalmente azzerato. Un paese che può solo togliersi di mezzo.

Intanto i nomi: CasaPound, Moige, Azone Studentesca, Forza Nuova la feccia della feccia italiana non così minoritaria come la si pretende.

Il politicamente corretto

Intanto tutte compiono un falso ideologico cercando di fare delle dichiarazioni maschiliste e omofobe di Barilla una questione di politicamente corretto.

Il politicamente corretto però riguarda la forma e non il contenuto. Se cioè è meglio dire non deambulante o paralitico. Non riguarda invece se è lecito o meno dire che i paralitici andrebbero uccisi perchè sono un peso per la società.

La pretesa di restare apolitici.

La politica non dovrebbe entrare nella pubblicità o nei beni alimentari si dice.
Naturalmente ogni nostra scelta è politica visto che politica non significa la tifoseria del partito con cui ci si schiera ma le scelte con le quali conduciamo le nostre azioni nella vita della città. Per cui anche dire che la politica dovrebbe rimanere fuori dalla pubblicità è una posizione politica precisa e chiara.


L'odio per le donne oltre che per le persone omosessuali

Le critiche di Boldrini non vengono prese in considerazione da Casapound che liquida tutta la faccenda come
“l’ennesimo specchietto per le allodole, volto a creare vuoto chiacchiericcio mentre l’asse produttivo dell’Italia viene spolpato. Sono armi di distrazione di massa, buone solo a spostare il dibattito politico verso tematiche inconsistenti, banali e conformiste”.
Eugenia Roccella (PDL) gioca sporco e afferma che
“Guido Barilla è un uomo coraggioso, perché ormai ci vuole coraggio a difendere la famiglia formata da un uomo e una donna e magari persino ‘fondata sul matrimonio’, come dice la nostra Costituzione.
E infatti la costituzione dice che il matrimonio è per tutte non solo per le persone di sesso diverso...

Particolarmente disgustosi sono gli attacchi fatti alla Presidente della Camera:
Se poi la presidente Boldrini non apprezza il lavoro di cura e non si e’ mai alzata da tavola, come gesto d’amore nei confronti dei familiari, e’ una sua scelta, che non puo’ pretendere di imporre a tutte le italiane. Le pari opportunita’ non significano rinunciare alla cura materna e al piacere di non calcolare i gesti di affetto”.
Sindrome di Stoccolma? Maschilismo interiorizzato?

Per la foto di Davide Pirillo , segretario regionale della Calabria di Forza Nuova su facebookho solo una parola: LOMBROSO.

Il Moige si accanisce con ferocia contro la donna liberata ed emancipata:

Apprezziamo la scelta di comunicare il prodotto con la famiglia naturale e, come costituzione indica, valorizzando il ruolo della donna-madre in casa.  “Crediamo che la libertà – continua la nota- sia un principio indiscutibile e centrale in ogni comunicazione, e fa piacere che una grande realtà come Barilla, confermi la scelta comunicativa di parlare alla famiglia naturale composta da mamma, papà e bambini".
Quindi per il  Moige nemmeno le famiglie monoparentali sono naturali... 

Azione Universitaria dimostra di non capire niente perchè fa passare il boicottaggio a Barilla come un continuo attacco contro chi si dichiara contrario ai matrimoni omosessuali e questo è inaccettabile in un Paese civile.

Peccato che Barilla si sia dichiarato favorevole...

Anche Andrea Volpi, presidente di Azione universitaria si distingue per la sua ferocia maschilista:
“Ha ragione il dottor Barilla – continua la nota – quando dichiara che la pubblicità è una cosa seria e che la Boldrini dovrebbe astenersi da certe dichiarazioni anche perchè dimostra ogni giorno di essere inadatta al ruolo che gli è stato affidato. Barilla ha detto ciò che pensano la maggioranza degli italiani e noi non possiamo accettare che lo spauracchio dell’omofobia o del razzismo limiti la libertà di pensiero e di espressione, riducendo tra l’altro un dibattito etico serio a una farsa grottesca”.
Lo spauracchio del Razzismo o dell'omofobia...

Barilla è dottore e a Presidente della Camera (quarta carica dello Stato) la Boldrini...

Su una cosa Andrea Volpi ha ragione il fato che le idee di Barilla siano quelle di molte italiane...

venerdì 27 settembre 2013

Boicottare è una cosa seria. Sulle dichiarazioni NON SOLO omofobe di Guido Barilla.

Le dichiarazioni omofobiche rilasciate da Guido Barilla al programma La Zanzara sono ormai di dominio pubblico.
"Non fare mai uno spot con una famiglia omosessuale. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, la nostra è una famiglia classica dove la donna ha un ruolo fondamentale".

Ma la pasta la mangiano anche i gay, osserva David Parenzo. E Barilla: "Va bene, se a loro piace la nostra pasta e la nostra comunicazione la mangiano, altrimenti mangeranno un'altra pasta. Uno non può piacere sempre a tutti".

"Io rispetto tutti" - "facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri. Sono anche favorevole al matrimonio omosessuale, ma no all'adozione per una famiglia gay. Da primo padre di più figli credo sia molto complesso tirare su dei bambini in una coppia dello stesso sesso". (fonte la zanzara)

Il boicottaggio suggerito dalle stesse parole, di Barilla non è stato visto beneIl ricciolo schiattoso in un post splendido che vi consiglio di leggere tutto:
da tutte, non capendone bene il significato che spiega bene  la blogger de
Gli omosessuali, ci dice Guido Barilla, non devono disturbare gli altri. Ma siccome quello che disturba degli omosessuali è il loro essere omosessuali, temo che l’unico modo che abbiano gli omosessuali per non disturbare le persone come Guido Barilla, sia non esserci.
Se non è omofobia questa…

Peccato che - a cominciare dal Corriere della sera che ha estrapolato solo alcune delle dichiarazioni di Barilla - le dichiarazioni di Barilla non siano state criticate nella loro interezza escludendo la prima parte nella quale la prolusione di Laura Boldrini contro l'uso strumentale della donna negli spot televisivi viene criticata da Barilla e da Cruciani, il conduttore de La zanzara, che prima la chiama signora e poi il presidente.


Da maschi maschilisti e fascisti quali sono Barilla e Giuseppe Cruciani il conduttore de La Zanzara non sembrano proprio vedere la gravità di questi spot dicendo che, dopo aver servito in tavola, le donne vanno anche a lavorare.
Cosa ha detto Barilla contro le donne?

Ce lo dice Giulia Silverio sul suo blog sul sito del manifesto
La pubblicità è una cosa molto seria e va discussa in genere da persone che ne capiscono di pubblicità. Laura Boldrini non capisce bene che ruolo svolge la donna nella pubblicità E’ madre, nonna, amante, cura la casa, cura le persone care, oppure fa altri gesti e altre attività che comunque ne nobilitano il ruolo. E’ una fondamentale persona per la pubblicità, non solo italiana. In tutti i Paesi del mondo la donna è estremamente usata.
Ho pensato che il Presidente [sic!] della Camera che si abbassa a parlare di pubblicità quando peraltro non ha le competenze è abbastanza patetico. La comunicazione è una leva fondamentale per il commercio e ognuno la fa come meglio crede, nel rispetto delle regole. Ci sono i giurì che controllano la qualità dei comunicati, se qualcuno fa male viene ripreso e ampiamente multato.
La Boldrini dicendo quelle cose danneggia se stessa, non l’azienda, perché la gente reale quando va a comprare bada alla qualità dei prodotti, al costo, a soddisfare i bisogni. Tutto il resto sono frottole.
Parole pesanti che Silverio commenta così.

Le donne sono spesso associate ad altre categorie di persone: giovani, anziani, immigrati, omosessuali e così via. L’errore è elementare. Quella femminile è una differenza primaria, la differenza che si colloca prima di tutte le altre differenze: quando si viene al mondo, da una madre, o si è maschi o si è femmine. Mi hanno insegnato che per far comprendere e rendere immediatamente chiaro il sessismo o la discriminazione di certe affermazioni o posizioni basta sostituire alla parola “donna” quella di immigrato, omosessuale, ecc. Ben sapendo che si tratta solo di un trucco. Il fatto è che nell’intervista di Guido Barilla sono presenti entrambe le differenze. E che una è colpevolmente scomparsa al cospetto dell’altra. Nell’indignazione generale, forse anche a questo dovremmo dedicare una riflessione.
All'estero questa parte della trasmissione contro le donne non è proprio arrivata e lì il boicottaggio ha riguardato solo le dichiarazioni omofobe di Barilla.

Qui in Italia solo le donne hanno reputato necessario denunciare anche il maschilismo delle dichiarazioni di Barilla (e di Cruciani) mentre i siti froci e  frociofili non ci hanno nemmeno pensato.

O per mancanza d'informazione - eppure bastava andare  a sentire il podcast della trasmissione (sempre risalire alla fonte primaria se si può, e oggi con internet si può sempre se non si può ci si deve insospettire...) - o per mancanza di coinvolgimento (e che so' una donna io?) come, chi legge questo blog, sa bene.

Un altra cancellazione è quella che riguarda il razzismo.

Barilla subito dopo la tirata contro Boldrini e subito prima di quella contro le famiglie gay ricorda che negli anni ottanta avevano fatto un film con una cinesina diminutivo razzista e esempio di pessimo italiano in quando si tratta di una bambina cinese (in realtà è cambogiana...) e non di una cinesina che fa tanto esotico e, ribadisco, razzista.



Lo spot, retorico, con l'insopportabile musica di Vangelis che tanto fu irrisa all'epoca, è però efficace nel mostrare in maniera semplice un incontro tra culture differenti.

Barilla dunque, dopo avere fatto dichiarazioni maschiliste, e ancora prima di quelle omofobe ha detto qualcosa di razzista.


Se bisogna boicottare, com'è giusto io credo che si faccia, bisogna farlo per tutte le ragioni e non solo quella corporativista del proprio gruppo di appartenenza.

Non solo è lecito boicottare Barilla in seguito alle dichiarazioni di chi ne è proprietario e la dirige ma è un dovere civico. 

Però chiedo a tutte un po' di coerenza. Lo strumento del boicottaggio  è uno strumento serio e se va usato va usato smepre e con consapevolezza.

Va benissimo non comperare più il marchio Barilla e tutti gli altri marchi ad esso collegati, e sono tanti*, ma facciamolo per tutte le sue dichiarazioni non solamente per quelle contro le famiglie gay.

E se boicottiamo Barilla non possiamo non boicottare il sole 24ore che permette ai due conduttori de La zanzara ospitato sul suo network di fare il programma che fanno.

Nella puntata del giorno dopo i due conduttori difendendo il diritto di Barilla di non fare spot con i gay criticando il boicottaggio, senza capire che lo si boicotta per le parole discriminatorie e non per la mancanza di figure gay nei suoi spot (le aziende che lo fanno in Italia si contano sulle dita di una mano)  scherzano su una ipotetica pubblicità che ritrarre delle persone gay, descritte come uomini dalle movenze omosessuali che mangiano spaghetti coi piselli...

A Giuseppe Cruciani ricordo che questa sua idea delle movenze da omosessuale era già stata criticata e coperta di ridicolo perchè infondata più di 30 anni fa nel film La patata bollente (Italia, 1979) di Steno.


Infine. I motivi per cui una azienda va boicottata non sono solo quelli derivanti dalle dichiarazioni omofobiche del management.

Secondo la Guida al consumo critico delle Edizioni Missionarie Italiane (sì avete letto bene non i soliti comunardi ma il meglio della cultura cattolica) Barilla compie azioni antisindacali, ha stabilimenti in stati non democratici (tra i quali Messico e Tirchia) si avvale dei paradisi fiscali mentre tra i proprietari figura dal 1979 la famiglia elvetica Anda-Bührle, grande azionista del gruppo Oerlikon che produce che in passato ha rifornito di armi il regime Nazista e nel dopoguerra diverse dittature in Africa e Asia (fonte quotidianosostenibile).

Sempre secondo quotidiano sostenibile più di recente (l'ultima edizione della Guida EMI è ferma al 2008)
Nel 2010 ha stipulato contratti con le forze armate USA per 55.000 dollari.

Nel 2011 il gruppo è stato condannato a pagare una multa di 5,7 milioni di Euro per aver formato, assieme ad altri 25 produttori di pasta, un cartello per la fissazione del prezzo del prodotto.

Nel 2010 il Tar del Lazio ha confermato la condanna dell’Antitrust inflitta all’azienda per Pubblicità ingannevole del prodotto Alixir.
Insomma le dichiarazioni maschiliste, razziste e omofobe di Guido Barilla si aggiungono a un comportamento non immacolato dell'azienda da lui gestita...

Purtroppo mentre all'estero il boicottaggio viene fatto in termini seri, precisi e consapevoli in Italia anche un boicottaggio di per sé giusto diventa una trovata alla quale si aderisce come si clicca mi piace all'ultimo disco di Lady Gaga.

Fidandosi di una informazione come minimo parziale. Eppure basta davvero poco per documentarsi come ho fatto io...


Un ultimo consiglio. Non fidatevi dei quotidiani che magari vi inducono a credere che Buitoni sia più gayfriendly perchè su facebook ha pubblicato questo post.

Buitoni è della Nestlè che viene boicottata da anni per motivi ben più gravi delle dichiarazioni omofobiche e maschiliste di Barilla.

Se non sapete perchè Nestlè va boicottata vuol dire che non siete cittadine consapevoli e che per quel che mi riguarda il diritto al boicottaggio ve lo dovete conquistare, informandovi.

Magari cominciando proprio dai crimini che la Nestlè compie in tutto il Pianeta...





* Marchi e società del Gruppo Barilla
  • Academia Barilla
  • Barilla
  • Filiz
  • First
  • Harry's
  • Misko
  • Mulino Bianco
  • Pavesi
  • Vesta
  • Yemina
  • Voiello
  • Wasa