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domenica 6 ottobre 2013

Macklemore non ha vinto gli MTV Awards perchè è bianco, etero e cisgender ma per il testo davvero incisivo e politicamente impegnato a differenza dei testi dei e delle cantanti lgbtq che parlano di amore o accusano i rivali di essere gay passivi...

Accade che quest'anno a vincere come miglior video con un messaggio sociale (Best Video with a Social Message”) agli  MTV Video Music Awards 2013 sia stato questo video:


 
Sottotitolo in italiano da Repubblica.

Questo il testo inglese:

[Verse 1: Macklemore]
When I was in the 3rd grade
I thought that I was gay
Cause I could draw, my uncle was
And I kept my room straight
I told my mom, tears rushing down my face
She's like, "Ben, you've loved girls since before Pre-K!"
Tripping, yeah, I guess she had a point, didn't she?
A bunch of stereotypes all in my head
I remember doing the math, like
"Yeah, I'm good at little league"
A pre-conceived idea of what it all meant
For those that like the same sex had the characteristics
The right-wing conservatives think it's a decision
And you can be cured with some treatment and religion
Man-made, rewiring of a pre-disposition, playing God
Ahh, nah, here we go
America the brave still fears what we don't know
And "God loves all his children" is somehow forgotten
But we paraphrase a book written thirty-five hundred years ago
I don't know

[Hook: Mary Lambert]
And I can't change
Even if I tried
Even if I wanted to
And I can't change
Even if I tried
Even if I wanted to
My love, my love, my love
She keeps me warm [x4]

[Verse 2: Macklemore]
If I was gay I would think hip-hop hates me
Have you read the YouTube comments lately?
"Man, that's gay" gets dropped on the daily
We've become so numb to what we're saying
Our culture founded from oppression
Yet we don't have acceptance for 'em
Call each other faggots
Behind the keys of a message board
A word rooted in hate
Yet our genre still ignores it
"Gay" is synonymous with the lesser
It's the same hate that's caused wars from religion
Gender to skin color, the complexion of your pigment
The same fight that led people to walk-outs and sit-ins
It's human rights for everybody, there is no difference
Live on! And be yourself!
When I was in church they taught me something else
If you preach hate at the service, those words aren't anointed
That Holy Water that you soak in has been poisoned
When everyone else is more comfortable remaining voiceless
Rather than fighting for humans that have had their rights stolen
I might not be the same but that's not important
No freedom til we're equal
Damn right I support it

[Trombone Interlude]
I don't know

[Hook]

[Verse 3: Macklemore]
We press play, don't press pause
Progress, march on!
With a veil over our eyes, we turn our back on the cause
'Til the day that my uncles can be united by law
Kids are walking around the hallway
Plagued by pain in their heart
A world so hateful
Some would rather die
Than be who they are
And a certificate on paper
Isn't gonna solve it all
But it's a damn good place to start
No law's gonna change us
We have to change us
Whatever god you believe in
We come from the same one
Strip away the fear, underneath, it's all the same love
About time that we raised up!

[Hook]

[Outro: Mary Lambert]
Love is patient, love is kind
Love is patient (not crying on Sundays)
Love is kind (not crying on Sundays)
Love is patient (not crying on Sundays)
Love is kind (not crying on Sundays)
Love is patient (not crying on Sundays)
Love is kind (not crying on Sundays)
Love is patient (not crying on Sundays)
Love is kind (not crying on Sundays)
Love is patient (not crying on Sundays)
Love is kind (not crying on Sundays)

La canzone è cantata dal rapper, bianco ed etero,  Ben Haggerty, aka Macklemore che ha vinto il premio con il suo produttore Ryan Lewis. Il brano vede la partecipazione della cantante Mary Lambert, dichiaratamente lesbica (è lei che canta i versi anche se volessi cambiare non potrei ma il mio amore, lei, mi riscalda, che fanno parte della sua canzone She Keeps Me Warm).

Personalmente i versi Non potrei cambiare anche se provassi non mi piacciono affatto, anche se capisco che si oppongono alle convinzioni sbagliate di chi pretende che l'omosessualità sia una scelta e che in quanto scelta si possa cambiare, o guarire

Per cui è vero che se provassi a cambiare non potrei certo cambiare la mia omosessualità.

Però sarei anche stufo di questo vittimismo del ah magari potessi ma anche se volessi non potrei.

Perchè io adoro essere gay
Io amo gli uomini, cioè i ragazzi, e non vorrei rinunciare all'amore per i ragazzi o al loro amore nei mie confronti. E' una cosa che mi rende felice nonostante le critiche e le pressioni sociali.
D'altronde non sono le mie uniche convinzioni che non trovano un riscontro maggioritario: vi pare forse che del sessismo freghi niente a qualcuna? O della scienza? O dei diritti animali?  


E' una vita che mi sento solo e non certo per il mio orientamento sessuale che, a proposito, non riguarda mica solo il sesso, ma anche chi amo.

Perchè sesso con una donna l'ho pure fatto eppure mi capita di innamorarmi solo di uomini...

Per cui mi piacerebbe anche sentire il verso di una canzone dire e anche se potessi non lo vorrei perchè io sono felice di essere gay.


Ma divago, come al solito.

Torvo su internet un articolo di
Emma Joslyn pubblicato dall'Huffington Post (U.S. mica quella ciofeca italiana...) dove Emma tra le altre cose makes a point quando dice che se Macklemore ha vinto gli MTV Awards è perchè è bianco, etero e cisgender (il suo comportamento corrisponde allo stereotipo di genere del suo sesso biologico).

Emma non crirtica questa vittoria ma ricorda che c'è una intera comunità queer che da sempre fa musica pro lgbtq e che va sostenuta anche lei e non solo il mainstream bianco ed etero.


Come non essere d'accordo con lei?

Questi sono alcuni dei musicisti e delle musiciste che Emma indica e invita a sostenere:

(...) Nhojj, an R&B artist who became the first gay indie artist to reach the number-one spot on MTV's Music Top 100 chart in 2010.
(...) Christine Martucci, who also topped the music charts;
Jamaican reggae fusion artist Diana King, who rocked her home country when she came out last summer;
transgender rap artist Foxx Jazell (che però in una canzone attacca un rappert concorrente dandogli del gay passivo...);
and multiple-Billboard-Top-5-chart-topping indie recording artist Jason Walker, whom record executives have referred to as very talented but "too gay."
Scopro però che nessuno di questi testi è incisivo da un punto di vista dei contenuti.


Anche il testo della rappres transessuale è omofobico perchè in una canzone accusa un cantante rivale di essere un gay passivo.



Nessuno di questi testi è insomma diverso da una qualsiasi delle tanto tradizionali canzoni d'amore fatte da etero per etero...

E allora what the fuck? Macklemore sarà anche bianco, etero e cisgender, ma almeno il suo testo ha uno statement politico molto più incisivo di quello del testo di Jason Walker che ci dice che per amore chiunque mente...


mercoledì 5 settembre 2012

L'arcigay si lamenta (giustamente) dell'omofobia dei testi del rapper italiano Emis Killa ma ignora la misoginia che in Broken Dolls ineggia al femminicidio.

Allora come la mettiamo coi pari diritti? Killa va boicottato solo per l'omofobia ma non per la violenza maschilista?

AGGIORNAMENTO
(da leggere dopo aver letto il resto del post, che inizia dopo la scritta
POST ORIGINALE)

Ieri Marco Coppola mi ha risposto, con gentilissima solerzia. Ne è nato un breve ma intenso scambio di mail che, previa sua autorizzazione, ho deciso di pubblicare nella sua integrità (esclusi i riferimenti alle nostre mail e i numeri di telefono per evidenti motivi di privacy). 

Per precisione e chiarezza devo far notare che in un post precedente sul sito dell'Arcigay Marco nota e parla anche dei testi contro le donne, senza citarne stralci, a differenza del post successivo che avevo citato ieri. 

Ecco lo scambio di mail.

Il giorno 05 settembre 2012 13:48, Alessandro Paesano  ha scritto:
Ciao Marco.

Ho letto e apprezzato la tua denuncia contro Killa e i suoi testi omofobici.

Andandoli a leggere ho notato però con sconcerto che in Broken Dolls ci sono frasi ben più gravi contro le donne non solo maschiliste e misogine ma che inneggiano addirittura all'omicidio.

Come mai nella tua denuncia non hai sottolineato anche queste frasi ma solamente quelle omofobiche?

A parte il fatto che entrambe le tipologie di frasi sono legate dalla comune matrice patriarcale e fascista non credi che sottolineare anche questi aspetti non direttamente legati alla causa gay avrebbe dato alla denuncia un più ampio respiro e unito categorie diverse ma altrettanto discriminate come le donne e le persone omosessuali esortandole a fare fronte comune contro dei testi che diseducano i giovani?

Mi piacerebbe sapere come mai...

Grazie


Alessandro Paesano, Roma

 Il 05/09/2012 14.18, Marco Coppola ha scritto:
Ciao Alessandro


grazie di avermi scritto.

Nelle mie dichiarazioni ai giornali, come anche nelle comunicazioni agli Organizzatori e alle Istituzioni patrocinanti ho fatto presente la matrice intollerante e istigatrice all'odio di quei testi, sia nei confronti delle persone omosessuali che di altri, comprese le donne.

Non esisterebbe il movimento omosessuale senza il movimento femminista. Ed esiste una comune matrice di intolleranza ed esclusione, declinata in diversi aspetti e fondata su una cultura maschilista, omologante e razzista.

Ovviamente i giornali pubblicano la parte che ritengono più interessante e questo esula dalla nostra responsabilità diretta. Non ho voluto pubblicare il nostro comunicato stampa per non fare troppa pubblicità all'evento e attendendo la presa di posizione degli organizzatori.

Spero con queste poche righe di averti spiegato il nostro intento,
rimango sempre disponibile.

Un caro saluto,
Marco.
Il giorno 05 settembre 2012 14:28, Alessandro Paesano ha scritto:

Ciao Marco, e grazie per la risposta in tempo reale.

Non ho dubbi a credere quel che dici sul giornalismo italiano che pubblica quel che credono attiri di più i lettori.

Però, perdonami, come mai nel comunicato pubblicato sul vostro sito arci dopo la denuncia e dopo le dichiarazioni degli organizzatori non fai menzione esplicita anche delle frasi misogine ma ti limiti a riportare solo quelle direttamente omofobe dicendo

Il rapper ha usato in alcune sue canzoni parole offensive nei confronti delle persone omosessuali, arrivando ad affermare "I ricchioni che si fanno in strada e vorresti ammazzarli, froci!!
Non possiamo che ritenere inaccettabile la promozione di messaggi di odio nei confronti di lesbiche e gay in una pubblica piazza. 

E' esattamente a questo che mi riferivo quando ti chiedevo come mai del vostro silenzio non tanto a quello riportato sui giornali...

Grazie ancora.


Ale

Il 05/09/2012 14.44, Marco Coppola ha scritto:
Ciao Alessandro

ho letto solo ora il contenuto del tuo blog. Spero sia solo un fraintendimento, accetto tutte le critiche costruttive ma in questo caso mi sembra tu abbia preso un abbaglio. 

Personalmente il beneficio del dubbio ho imparato nel tempo a concederlo sempre fino a prova contraria.
Era sufficiente leggere sul sito i post precedenti, oppure chiedere direttamente per sapere come ci siamo mossi. E' infatti semplice da verificare il fatto che non abbiamo pubblicato alcun comunicato stampa, a differenza di altre occasioni, ma soltanto post per informare socie e soci del procedere di azioni a tutela della dignità delle persone omosessuali come nostro preciso compito e dovere. 

Tralaltro Arcigay da sempre collabora attivamente con tutte gli altri movimenti, organizzazioni e associazioni che tutelano da discriminazioni, pregiudizi ed esclusioni. Ma non ci sostituiamo a nessuno perchè ciascuno di noi è testimone privilegiato della propria condizione e insieme lottiamo contro una cultura che ci vuole escludere.

La vocazione generalista in Italia, in Europa e nel mondo non ha portato mai grossi risultati, anzi spesso ha significato solo appiattimento delle istanze. Diversamente dalla cooperazione che dovrebbe invece essere il nostro obiettivo e metodo, oltre che luogo della sintesi.

Spero, confidando nella tua serietà ed onestà intellettuale, vorrai rettificare o almeno integrare quanto hai scritto spiegando le nostre ragioni.

Un cordiale saluto
Marco


Sì, senz'altro, se mi autorizzi posso pubblicare questa tua mail, lo faccio volentieri.

Ma confermi i sospetti che esternavo nel mio post. Denunciare il maschilismo di Zilla oltre l'omofobia non significa fare una denuncia generalista ma una denuncia completa e non solo una parziale, corporativista.

A.

Il 05/09/2012 15.14, Marco Coppola ha scritto:
Se leggi il post prima sul sito, leggi proprio invece che faccio riferimento ad entrambe le cose.

EMIS KILLA E L'INTOLLERANZA 
Lunedì 20 Agosto 2012 - EMIS KILLA E L'INTOLLERANZA

Giungono a noi segnalazione riguardo ai testi di Emis Killa che sarà a Villadossola per un concerto.

Avendo verificato alcuni contenuti non possiamo che ritenere inaccettabili e offensive della dignità della persona tutte quelle affermazioni di odio nei confronti delle persone omosessuali come anche di altri, in particolar modo delle donne.

Chiederemo ragioni agli organizzatori e vi terremo aggiornati.

Marco Coppola
presidente Arcigay Nuovi Colori Verbania

Quello che ho dichiarato ai giornali è esattamente questo. Come anche di alcune affermazioni razziste dello stesso Killa che poi lui ha ritrattato.
Nessuna dei due post è un comunicato stampa, ma solo appunto messaggi informativi che vanno presi nella loro complessità.

Spero di averti dato sufficienti elementi proprio perchè da anni combatto contro ogni forma di pregiudizio e tengo, come ben capirai, a questi temi moltissimo.

Un caro saluto

Marco


Il giorno 05/set/2012, alle ore 16:03, Alessandro Paesano  ha scritto:

Bene, mi fa piacere che in un primo post noti anche le dichiarazioni maschiliste. Mi dispiace però che nel post successivo, datato 24 agosto i riferimenti alle frasi contro le donne ben più gravi di quelle contro i gay non ci siano.

Dal mio punto di vista poco importa se si tratta di un comunicato stampa o solo di un comunicato interno ai soci.

I temi della misoginia del maschilismo e dell'omofobia per me sono fin troppo evidentemente intrecciati per poterli separare e trovo più che pertinente segnalare la misogina maschilista in chi si dimostra anche omofobo anche in un sito in difesa delle persone lgbt.

Se mi autorizzi alla pubblicazione di questo nostro scambio via mail lo aggiungo al mio post nel quale però credo di avere colto nel segno almeno stando alle osservazioni sulle critiche generalista con cui mi pare liquidi la mia richiesta di parlare di questo (omofobia) e di quello (istigazione al femminicidio).

Non aggiungerei nessun commento, solo lo scambio di mail.

Fammi sapere.

Grazie


A.
Il 05/09/2012 19.35, Marco Coppola ha scritto:
Alessandro mi sembra tu non voglia capire. Ma la città, gli organizzatori e i soci hanno capito tutti benissimo. Ti sembra utile ripetere la stessa cosa varie volte? A me no. Ho segnalato i contenuti omofobici e anche quelli misogini. Se ti vuoi attaccare alla data fai pure, ma lo vedo come pretestuoso.

Certamente puoi pubblicare le mie risposte a condizione che lo faccia integralmente, questa compresa. Altrimenti lo trovo inutile.

Un caro saluto

Marco


Inviato da iPhone

Perfetto. Farò come mi dici.

Non mi attaccavo alla data quanto piuttosto al post in cui parli anche degli insulti alle donne (senza dire quali) e quello in cui no.

Grazie.

Alessandro



E questo è quanto.


 

 POST ORIGINALE


Avrete letto che Marco Coppola, presidente di Arcigay di Verbania, ha denunciato i testi omofobi del rapper Emis Killa, al secolo Emiliano Giambelli, contestando che il Comune di Villadossola abbia dato il proprio patrocinio a tre giorni di festa per raccogliere fondi, che hanno ospitato il suo concerto lo scorso 31 Agosto, come riportato in un articolo de La stampa dello scorso 24 Agosto.


In effetti la canzone Milano Male  incita all'odio per le persone omosessuali, con la frase  

I ricchioni che si fanno in strada e vorresti ammazzarli, (froci)  

mentre in Riempimi le tasche dice

 tu fai il marcio no uomo
sei frocio si sgama quando mangi il gelato col cono.

perchè cupido ha una mira di merda !
Si ficcasse l' arco in culo e diventasse frocio,
avrei meno problemi e più oro sul mio orologio.





Leggendo questi testi nella loro interezza saltano all'occhio frasi ben più gravi.
Nella canzone Broken Dolls si arriva addirittura a inneggiare al femminicidio:


Ti vorrei morta tipo ex di Fabri Fibra.
Magari ti trovassero a pezzi su una collina,
conosco chi per un paio di pezzi lo farebbe domattina !
Solita domandina: Amore mi ami ancora ?
io no non ti amo più e non amerò mai più una troia.
(...)ora che quando mio padre mi chiede di te,
io gli rispondo: per me è morta.
Porca troia ! sei una troia porca !

(...)
Tutte uguali: Mara Sara Chiara Patty Vale.
Cambia un cazzo !
non ti trovi bene ? Cambia cazzo.


Eppure queste frasi, altrettanto gravi, in quanto maschiliste e che inneggiano alla violenza sulle donne, l'Arcigay non le nota, non le denuncia.

PERCHE'?

Ho scritto a Marco Coppola chiedendogli lumi. Se mi risponde ve lo farò sapere


Purtroppo nessuna delle possibili risposte che mi vengono in mente giustificano questo silenzio, questa denuncia selettiva e corporativista.

1) Coppola fa parte dell'Arcigay ed è suo compito denunciare solamente le discriminazioni contro le persone omosessuali. Ci pensassero le donne a denunciare le frasi che offendono loro.

FALSO

La misoginia, il maschilismo, la violenza contro le donne hanno la stessa matrice patriarcale e fascista dell'omofobia. Sono due aspetti diversi della stessa intolleranza.

Denunciarle entrambe permette di fare causa comune e di ricordare vieppiù che quel che Coppola ha scritto sul sito dell'Arcigay a proposito delle frasi omofobiche di Zilla
Crediamo che il rispetto della libertà di pensiero, ancor più garantita nell'arte, nella cultura e nella musica, debba andare di pari passo con il rispetto della dignità della persona. Le Istituzioni hanno ancor più il compito di vigilare e tutelare i diritti fondamentali della persona.

E' questa una pessima pagina per la nostra provincia.
 valga anche e maggior ragione per le frasi contro le donne.


2) Le frasi contro le donne sono frasi di circostanza, un paradosso dell'io narrante che denuncia solo la sua rabbia ma non vuole davvero fare quel che si augura nel testo.

Se questo è vero per le frasi maschiliste e che inneggiano al femminicidio non si capisce perchè non si potrebbe dire lo stesso anche di quelle omofobiche.


In attesa di una risposta di Coppola riporto le dichiarazioni di Zilla che, sempre su La stampa si è difeso dalle accuse di omofobia con queste parole:

«Conosco la questione e mi dispiace. L’essere provocatori è una prerogativa dei rapper. Probabilmente chi mi critica non è vicino al genere e non ne conosce le dinamiche. Io interpreto un personaggio e spesso parlo ironizzando il pensiero di qualcun’altro. Non sono assolutamente omofobo, anzi approvo il matrimonio gay. Ho dichiarato di non essere favorevole all’adozione, perché la figura della mamma è fondamentale,
e questa, naturalmente, è la più squisita prova del maschilismo profondo di questo giovane uomo che pensa all'omosessualità esclusivamente in termini maschili (se dobbiamo far fede alla giornalista che ne ha riportato le parole) ignorando che ci sono famiglie omogenitoriali composte da due donne (vero Giuseppina?) che Zilla non prende inconsiderazione perché, evidentemente, l'omosessualità par excellence è quella maschile.

Spero che, per coerenza, Zilla non  auspichi che ogni figlio orfano di madre venga tolto al padre e affidato a un'altra donna...
ma siamo in un Paese democratico e credo di non aver detto nulla di offensivo.
Zilla, ma anche Francesca Zani, la giornalista che nel riportare le sue dichiarazioni non ha nulla da obbiettare,  confonde la democrazia col diritto di discriminare... Qualcuno dovrebbe spiegargli la differenza.



lunedì 30 luglio 2012

Qualche spot che strizza l'occhio alla comunità gay (lesbo quasi mai...) grazie al blog Voglio sposare Tiziano Ferro

Grazie al blog Volevo sposare Tiziano ferro vedo alcune pubblicità che presentano personaggi gay o che alludono all'omo-erotismo. Alcune le conoscevo molte no. Ringrazio Andrea per avercele proposte e per darmi così occasione di analizzarle e di ripercorrere molto brevemente i trascorsi tra spot e omoerotismo. Che la popolazione lgbt sia una nicchia di mercato  il capitalismo lo ha scoperto all'incirca una ventina di anni fa, alla fine di un processo di svecchiamento e di ricollocazione di molti prodotti da vendere compiuta nel decennio precedente, negli anni 80.

Dai gelati non più venduti come prodotti per bambini e anziani ma come prodotto di prestigio che qualificava il gusto di giovani adulti,



all'edonismo sessuale che riqualificava anche i ghiaccioli per adolescenti presentandoli in una chiave esplicitamente sessuale (dove il gay entrava solo come componente esotica)

pubblicità della quale ho già avuto modo di parlare, esattamente due anni fa, sul mio blog generalista paesaniniland, fino alle prime pubblicità che hanno cambiato l'immagine del macho anni 70 (quella dell'uomo Denim che non deve chiedere mai) vendendo i primi balsami lenitivi dopo barba di Nivea for man (dove il barbiere è una donna per chiarire che un uomo che ha bisogno di un balsamo lenitivo dopo la rasatura sia meno virile e dunque gaio).

In quegli anni fece capolino una sola pubblicità Italiana dove si mostravano due ragazzi in atteggiamento tenero nella stessa amaca. Era la versione lunga della pubblicità del cornetto algida, cuore di panna, che sulla rete non trovo e che pagherei a peso d'oro (il mio) per avere...

Poi le cose cambiarono con la prima androginizzazione del corpo femminile o ginandrizzazione di quello maschile.

La pubblicità, fotografica, una serie di scatti, splendidi, di Bruce Weber, per Emporio Armani, mostrava un uomo e una donna, entrambi a torso nudo, seduti, col busto piegato in avanti, in una posizione dove il seno di lei non si notava troppo, cancellando con quella posa una delle differenze anatomiche tra i due sessi e offrendo allo stesso indifferenziato sguardo desiderante le due versioni sessualmente declinate di uno stesso corpo androgino o ginandro che metteva d'accordo lei e lui in entrambi le declinazioni di orientamento sessuale.

Anche questa foto manca dalla rete e se qualcuno la trova gliene sarò eternamente grato.

Si è dovuta attendere quella che dopo verrà chiamata metrosessualizzazione perchè i personaggi omosessuali (maschili) comparissero negli spot.

O meglio e le due cose sono avvenute in concomitanza.

Se il maschio si è metrosessualizzato (se cioè ha rinunciato a quell'immagine da rude macho virile che al limite aveva piacere al morbido solo in fondo, quando usa la carta igienica, come recitava una pubblicità, non televisiva, degli anni 70) è stato solo per aprire una nuova nicchia di mercato, per vendere all'uomo vestiti, occhiali, shampoo, prodotti per la bellezza, dedicati.

Per fare questo è dovuto comparire il personaggio omosessuale tramite il quale il metrosexual potesse dire io non sono gay il gay è lui.

Sociologicamente e antropologicamente dunque la comparsa del metrosexual e del gay nella società così come sono stati registrati dagli negli spot, due facce della stessa medaglia del nuovo uomo dell'edonismo raeganiano, non sono stati mossi da una esigenza di civiltà ma da quella di cercare nuove nicchie di mercato, nuovi target cui vendere prodotti.

Una nicchia di mercato, quella gaia, che all'inizio combinò degli obbrobri epistemologici come quando vendette una compilation di musica classica Gay Classic con in copertina due maschioni che accomunava brani estrapolati da opere più complesse di autori che non avevano nulla a che fare l'uno con l'altro oltre al comune orientamento sessuale...

Insomma tutta questa lunga premessa per dire che non sempre c'è da rallegrarsi per la presenza dei gay nelle pubblicità, tanto perchè se ne parli.
Bisogna vedere come se ne parla in quale immaginario si pesca, a quale ideologia si allude.

Così accanto ad alcune pubblicità davvero interessanti tra quelle proposteci da Andrea nel suo blog ce ne sono altre dubbie e maschiliste e misogine delle quali,  non c'è proprio nulla di cui rallegrarsi.

E' il caso di una serie di pubblicità basate sul doppio senso, sull'equivoco omosessuale che vendono delle patatine aromatizzate, le Dorito.
Nel primo spot l'equivoco e tutto giocato sul fuori campo.
Le menti maliziose di chi vede lo spot pensano al membro del nero (luogocomunisticamente pensato fuori misura) mentre il ragazzo sta pensando alle patatine.
C'è però una chiusa, molto breve, nella quale si fa intendere che al nero non dispiacciono le attenzioni del giovane che ne subisce l'abbraccio, imbarazzato e infastidito.
Ecco che il malizioso ammiccamento invece di sottolineare la legittimità di una alternativa (di orientamento) sessuale vede l'omosessualità come cosa da subire, come seduzione imbarazzante e imprevedibile, ambigua e non richiesta.

Una farsa più che una commedia dove il negrone si scopre gay e importuna il povero malcapitato bianco.

Un po' lo stesso che succedeva in una pubblicità degli anni 90, regolarmente programmata anche in Italia, della Perfetti per le gomme Vigorsol che ti cambiano la vita. Le vigorsol aumentano le capacità fisiche del ragazzo imberbe che però sull'avventore del bar che ha maldestramente urtato, hanno un effetto imprevisto. Non si tratta di fare a botte tra maschi ma di una seduzione che il ragazzino imberbe così ringalluzzito esercita, involontariamente sul ragazzo urtato, accorgendosi solo allora del tipo di bar in cui è entrato (sito in una via solitario e sordida anche se l'insegna Moon bar è tranquillizzante).

Così invece di prenderle il ragazzo imberbe subisce un ballo abbracciato all'altro ragazzo che, solo una volta che il ragazzo imberbe è stato pompato nei muscoli ne subisce il fascino e se lo abbraccia tutto...

Insomma si gioca sull'allusione, sul doppio senso, sull'ambiguità, sulla cosa che sembra in un modo e poi se ne dimostra un'altra un po' poco per legittimare l'omosessualità come opzione altrettanto valida.

Le dorito però, vanno oltre.

C'è un secondo spot che fotografa la situazione contemporanea del gay, non l'omosessuale ma il gay, sociologicamente definito e descritto, l'unico direi, ad avere diritto di cittadinanza nel mondo degli spot e dei media in genere: il gay bello, esteta, ricco checca e misogino.

Ecco lo spot.

Qui l'omosessuale, anche se stereotipato, è una presenza attiva (ehm...) nella società, come la coppia gay in Desperate Housewife, lavora, produce capitale, contribuisce alla società. Nello spot sono giovani, belli, effeminatissimi.

L'altro maschio dello spot sta sognando le patatine ma quello slinguazzare poco dignitoso per un maschio (etero) viene letto dai due gay e anche dalla moglie del tipo come l'inequivocabile segno di una omosessualità repressa.

Infatti dalla fine dello spot uno dei due ragazzi della coppia gay mente si porta affettatamente una patatina alla bocca dice al compagno te lo avevo detto.

Nel momento stesso in cui annovera e riconosce la presenza dei froci nel mondo lo Spot conferma tutti gli stereotipi del caso e l'ideologia patriarcale che vuole di ogni maschio meno rude un uomo effeminato (cioè donna mancata ) e dunque gay.

La donna nello spot che è doppiamente esclusa, con un sottile ma chiaro gioco misogino (che tanto piacerà a tanti uomini, etero o gay) esclusa dalla coppia gay che non la annovera come oggetto di desiderio esclusa anche dal marito che in entrambi i casi, stia cioè desiderando i due ragazzi invece delle patatine, preferisce altro a lei.

Da notare infine come il primo ragazzo sia descritto secondo gli stereotipi di genere: camicia a scacchi cappello da baseball (ma lo tradisce il fatto che lo porti con la visiera dietro) che maneggia un paio di cesoie per potare la siepe lavoro maschile e non donnesco.

Di tutt'altro genere delle pubblicità non anglofone  che giocano invece sui luoghi comuni, o che ci regalano dei deliziosi tributi all'omoerotismo. Il primo spot è argentino, del 2055, pubblicizza un inesistente qui da noi Fernet Cinzano (?!?) Degli amici.
Uno legge un articolo che dice che uno ogni dieci argentini è gay. Un amico gli corregge la pronuncia (ghei animale ghei non gai). Tutti contano fino a dieci e iniziano a preoccuparsi del vicino o a nascondere su loro stessi segni di una possibile gaiezza (mani poste in modo non virile, orecchini, braccialetti, collanine, gambe poste in maniera non proprio macha...) (mentre uno degli amici che non ha seguito la conta e che ha messo Funky Town dei Lips Inc.) sorpreso a succhiare un cubetto di ghiaccio quando vede tutti gli sguardi degli amici su di lui risponde, come farebbe ognuno di noi, che guardate? Vi piaccio? alludendo inconsapevolmente al sospetto ingenerato in ognuno di loro dall'articolo letto. Ecco una pubblicità che dimostra come l'omoerotismo sia una possibilità e gioca sugli stereotipi di genere (e di orientamento sessuale) in maniera sottile ironica ed elegante.

Il capolavoro tra le pubblicità proposte dal Andrea è quella di un gelato. Una pubblicità Finlandese che è un vero e proprio piccolo corto. Qui nessuna allusione, nessun dopi senso, nessuna seduzione subita, tutto è agito con consapevolezza e rispetto. Il ragazzo che protegge il suo tesoro (il gelato) lo condivide prima con la ragazza che gli apre la porta, e poi dà il suo gelato al ragazzo che crede esserne il compagno. La comparsa sulla porta della madre che ridistribuisce i ruoli tra i due giovani alla porta, il ragazzo prende il gelato dalle mani della sorella e lo invita ad andare con lui a consumarli insieme. Mentre madre e figlia rimangono incuriosite e interdette dalla presenza del ragazzo e dal repentino svolgersi dei fatti ma non scandalizzate.


Altra pubblicità apparentemente gayfriendly ma in realtà mica tanto è questa israeliana.
Nella pubblicità si gioca, confermandolo, col più trito dei luoghi comuni patriarcali.
Ogni maschio si gira a guardare una figa. Se non lo fa è frocio.
Però al nsotro Andrea, non me ne voglia, questo spot pare un modo alternativo di fare STATISTICA.

Ora tutti sanno quanto mi piacciano i ragazzi ma una ragazza come quella dello spot mi girerei a guardarla anche io.

Qui entriamo nel vivo della questione.

Il gay proposto da queste pubblicità quello frutto del patriarcato, tollerato dagli uomini perchè innocuo con le donne, che non mete in discussione i ruoli sessisti della società: la donna continua ad essere un oggetto sessuale (e contenta di esserlo) e il froci che non la guarda la fa ridere perchè è la classica eccezione che conferma la regola. Insomma non basta parlare dei froci nelle pubblicità per far avanzare la causa. Altri spot deleteri e che Andrea non me ne voglia trova simpatici. Guardate questa pubblicità di una radio come presenta i froci.
Checche, stereotipate nell'abbigliamento e nella musica, e che presentano quella omoerotica come una scelta sessuale, niente sentimenti solo li cuoio del pantalone che eccita. se questa è una pubblicità che parla bene dei gay io sono Iuri Chechi.

Pessima quella della pepsi inglese. Una pubblicità machista e maschilista dove l'amico sfigato grazie alla pepsi trova il coraggio di provarci con le donne. Prima sembra con la mezza cozza, poi sembra alzare il tiro e provarci con la superfiga (che si umetta le labbra al suo passaggio) mentre lui (ma lo si era capito da inizio spot) sceglie un uomo. Guardate la faccia sconcertata e disgustata dei due amici.
Pare che questa pubblicità sia stana bannata. Per frotuna. Il senso civile dell'Inghilterra superiore a quello nsotro. Anche a quello di Andrea che, evidentemente, si accontenta solo che si parli di froci, non importa in quali termini e con quali risultati, tanto da arrivare a commentare nel suo post:
Probabilmente non avevano bevuto Pepsi i dirigenti che decisero per la cancellazione di questo simpatico spot stile “Red Bull”. Anche all’estero succede: qualcosa ti mette le ali, ma qualcuno è pronto a tarpartele. Questa pubblicità assolve comunque al suo scopo, girando viralmente on line.

Simpatico spot?

Lascio a voi ogni ulteriore commento.

Anche in questo caso la pubblicità non legittima l'opzione omoerotica ma la usa in chiave di sorpresa, di paradosso, di capovolgimento delle aspettative, sminuendola, ridicolizzandola e confermando tutti gli stereotipi del caso. Perchè poco importa se scegli un maschione invece di una figona. Sempre maschilista patriarcale sei che misura tutto in termini di performance fisica e dove c'è solamente il sesso  e non l'affettività o l'omoerotismo. Erotismo non sesso come nello spot Finlandese dove di foia si tratta ma mostrata con molto più gusto e delicatezza...

E' proprio il caso di ricordare che l'essere omosessuali non ti accomuna a una visione del mondo simile nè ti rende immune dal machismo patriarcale italico sempre molto imperante.

Trovo per cui sempre più auspicabile quel diritto all'indifferenza dello spot dell'Iga prtoghese che non dovrebbe nemmeno farci scrivere dei post sulle pubblicità che annoverano personaggi o situazioni gay..


Tutte pubblicità di con e per maschietti... perchè si sa che la lesbica tira meno...
Oppure perchè Andrea, in quanto gay, si interessa solo ad altri maschietti come lui e le donne non le tiene proprio in alcuna considerazione...



giovedì 12 gennaio 2012

Salmo un omofobo sconosciuto.

Salmo, chi era costui? Un cantante (?) rap che scrive pezzi, assieme a Guè Pequeno,

come questo:

Il brano (?) si intitola Merda in testa (se lo dicono da soli...)


Guè Pequeno

Fin da piccolo, fra sai, che avevo grosse ispirazioni
SP nei miei polmoni con l’imbosco nei miei coglioni
Da grande ocus pocus, trasformo barre in euro
Guardo la tv, mentre ho il volume a palla nello stereo
Multi-tasking
E frate la tua tipa è multi-cazzi
Si vero è troppo impegnata, non c’ha un buco libero
Tengo separato il business dagli amici e dalla donna
Ricorda tieni siempre separata las dodas.
Capisci un po’ le citazioni, no, non hai mai visto un film
Questo flow è già storia Guepe Story X
Contro me la tua testa fa crash tipo una bottiglia di Becks
Con la tua tipa sono un groupie entro sempre nel back
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Uhh

Salmo

Sconvolto spettinato in paranoia, mentre guido
Ho un teschio in faccia na hacido Salmo amigo comprendido
So che ottengo, perché esigo
Parlo poco, perché in due parole me la sbrigo
Rap da algebra preparato in materia
Il mio corpo è in aria, sono di sostanza aerea che ora porti con chi
Mi ascolta in stereo, faccio Hysteria
Ci sfioriamo appena, tipo Capoeira
Hey man occhi spenti, dietro lenti Ray-Ban
Chiama il numero della bestia come gli Iron Mayden
Ho dei problemi in testa tipo psicotico
Doppia personalità mi sdoppia un clone prototipo
Vivo day by day sono il capo come Ray
Più hardcore degli Utop
Avessi un figlio gay sicuro lo pesterei
Vuoi far suonare Salmo in giro chiama il 666
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Quanta merda fra
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa.

Il brano ha fatto scalpore per il verso (?) di Salmo
Avessi un figlio gay sicuro lo pesterei
ma NON per un altro verso, di Guè, che ha me salta subito all'occhio:
E frate la tua tipa è multi-cazzi Si vero è troppo impegnata, non c’ha un buco libero.

Comunque sia Salmo è stato criticato su faccialibro  al punto tale da averlo indotto a scrivere il seguente commento:

Nel giustificarsi (excusatio non petita...) Salmo spiega che a dargli fastidio sono gli atti di esibizionismo.

“Non tollero gli Homo esibizionisti che usano la scusa di essere incompresi per poter andare in giro conciati male come zie con la barba e i peli nel culo , on tollero quando volgiono essere accettati mettendo nel web "foto di nudo artistico" mentre s'inculano uno con l'altro , da vomito 
Per Salmo sono da vomito solo gli esibizionismi gay non quelli etero come per esempio quello di Guè Pequeno, col quale canta il brano in questione, che in un altro video, censurato da Youtube, si esibisce con una bella signorina zinnuta.


GUE' PEQUENO - GIU' IL SOFFITTO from Guepeko on Vimeo.


Da notare il numero di persone al quale piace questa sua invettiva contro gli HOMO esibizionisti (ma sì tornassero tutti dentro l'armadio e sparissero per sempre)
2991 (alle 01 di giovedì 12...) e i 687 commenti dove omofobi e ...omofili se le dicono di santa ragione...

Prima di stasera Salmo per me era solo una roba religiosa. Adesso so che è anche una roba omofoba.

Come dite? E' la stessa cosa?!?!

Una foto che a Salmo piace molto...



sabato 19 settembre 2009

Capleton, chi era costui?



IL TESTO


Bun Out Di Chi Chi – Capleton

intro:
Well mi just di king...cho, man a king a fire
And mi just go so more fire!!!! And mi caan cool
Hey whappen to dem, blazin you!!!
Burnin you! blazin you! burnin yooooouuuuuu!!!!!
Well I go bun dem out, from dem a play number two
Well I will never stop, always keep di fire burniiiiiiiiiinnnnn!!!!
Well I will never stop, always keep di fire bu, bu, bu, bu, bu, bu, bu

Chorus:
Mi seh dat one yah name bun out di chi chi, blood out di chi chi
Batty dem a fuck and a suck too much pussy
Blood out di chi chi, bun out di chi chi
Yuh nuh see dem a deal wid too much any quit quit tat tity tity
Blood out di chi chi, bun out di sissy
Batty dem a fuck and a suck too much pussy
Blood out di chi chi, blood out di shitty
Yuh nuh see dem deal wit too much, eh

Verse 1:
Well nuff a dem go get crack out, rock out, hack out, stack out
Mop out, drop out, flat out, knock out
Rat out, hack out, flop out, log out
Diss King Selassie and crack out!!!!!

Chorus:
One yah name bun out di chi chi, blood out di sissy
Batty dem a fuck and a suck too much pussy
Blood out di chi chi, bun out di city
Yuh nuh see dem a deal wid too much any tit ty ty ty ty ty
Blood out di chi chi, bun out di sissy
Batty dem a fuck and a suck too much pussy
Blood out di chi chi, blood out di city
Yuh nuh see dem deal wit too much any....

Verse 2:
Well nuff a dem go get mad out, shot out, red out, hot out
Bag out, wag out, log out, tag out
Fag out, grab out, rob out, crab out
Diss King Selassie and mad out!!!!

Chorus:
One yah name bun out di chi chi, blood out di chi chi
Batty dem a fuck and a suck too much pussy
Blood out di chi chi, bun out di chi chi
Yuh nuh see dem a deal wid too much any...quit ty ty ty ty
Blood out di chi chi, bun out di shitty
From dem nuh waan nuh woman dem a deal wid any quity
Blood out di chi chi, blood out di sissy
And mi waan tell dem somethin...

Verse 3:
Mi seh dat one yah name bear number one, fear number one
Tell di disc jockey dem fi play number one
Hear number one, share number one
Nuff a dem mi see dem waan betray number one
Bear number one, fear number one
Tell di disc jockey dem fi play number one
Hear number one, share number one
But.but...but..but dat one yah name
I will never stop, always keep the fire burniiiiiiiiiinnnnn!!!!
I will never stoooooooopppppp!!! blaaazzeeeeeee!!!!
but, but, but, dat one yah name

Chorus:
One yah name blood out di chi chi, bun out di city
Batty dem a fuck and a suck too much pussy
Blood out di chi chi, bun out di city
Yuh nuh see dem a deal wid too much any quit ty ty ty ty
Blood out di chi chi, bun out di city
Batty dem a fuck and a suck too much pussy
Blood out di chi chi, blood out di city
Yuh nuh see dem a deal wid too much any....

Verse 4:
Well nuff a dem go get lie out, shy out, tie out, sigh out
Fly out, guy ouy, die out, why out
Buy out, pray out, lie out, sigh out
Diss King Selassie and die out!!!

Chorus:
One yah name blood out di chi chi, bun out di city
Yuh nuh see dem a deal dem a deal dem a deal wid too much any quity
Blood out di chi chi, bun out di city
Batty dem a.............

Batty man, chi chi man, funny man, fassy, sono tutti appellativi peggiorativi per gay nella lingua giamaicana, una sorta di patwah (patois) o, più propriamente, lingua creola.

Ecco qualche esempio tradotto in inglese corrente.

Bun out ah chi chi, Blood out ah chi chi
[Burn out a queer, Blood out a queer]
Blood out come chop, cut, stab, shoot out è un'espressione figurata particolarmente violenta, che ha l'immediatezza dell'immagine: Blood out lett. fallo sanguinare fuori...

Batty dem ah fuck and ah suck too much pussy
[Queers are fucking and sucking too much pussy]
In Giamaica, pussy ("fica") singifica anche sesso orale che , sempre in Giamaica, è equiarat alla sodomia

Blood out ah chi chi, Blood out ah shitty
[Blood out a queer, Blood out a shit (fucker), shit fcker un fottitore di merda..]


BUN OUT DI CHI CHI
Bun out ah chi chi, Blood out ah chi chi
Batty dem ah fuck and ah suck too much pussy
Blood out a queer, Blood out a shit (fucker)


TRADUZIONE:
brucia il gay, fallo sanguinare
i gay stanno fottendo e succhiando troppa fica
fai vedere il sangue ai gay, fai vedere il sangue al fottitore (di merda)  

WHOA!
Sodomite and batty man mi shot up... Whoa


TRADUZIONE:
sodomiti e gay, io gli sparo... whoa


GIVE HAR
Shoulda know seh Capleton bun battyman
Dem same fire apply to di lesbian
Seh mi bun everything from mi know seh dem gay
All boogaman and sodemites fi get killed


TRADUZIONE:
voi dovreste sapere che Capleton brucia i gay
e lo stesso fuoco lo riserva alle lesbiche
dillo, io brucierò tutto finché saprò che c'è un gay
tutti i gay e i sodomiti dovrebbero essere ammazzati


HANG THEM UP
Yow... String dem up and hang dem up alive
Bare batty man come round yah...
Dis mamma earth sey none cyann survive


TRADUZIONE:
yow, legateli e impiccateli vivi
di tutti i gay che girano qua intorno
la madre terra dice che nessuno può sopravvivere


Capleton, cantante reggae giamaicano conosciuto anche come "Il profeta" (sic!), militante nel movimento rastafarian si è subito imposto per i suoi testi omofobici, ma anche razzisti e sessisti. Così mentre il suo manager cercava di ridimensionarne l'omofobia dicendo che chi chi non si riferisce ai gay ma alla corruzione (sic!) Capleton, ma anche Beenieman, Buju Banton, TOK e Bountykiller iniziano a incitare i loro fan a uccidere membri della comunità gay giamaicana. In Giamaica infatti l'omosessualità (o, meglio, la sodomia), è vietata per legge.
Nel 2007 Capleton e accoliti hanno firmato il Reggae Compassionate Act (fonte wikipedia [in inglese]) che però è stato disatteso

Le contestazioni a questo porco fascista hanno ottenuto il risultato di far aumentare la sua fama, come ha riconosciuto lui stesso in un'intervista:
Capleton: La musica è un'arte e ognuno dovrebbe cantare quello che sente dentro di se. Dovresti cantare delle cose che ti circondano, ogni giorno nella vita; le cose che osservi. Perciò non è giusto lanciare certi messaggi e dopo scusarsi per questo. Per le cose che diciamo contro l'immoralità, le ingiustizie, le diseguaglianze e lo sfruttamento, non dobbiamo mai chiedere scusa. Lo dico da tanto tempo e lo ribadisco ancora una volta. Quando dico fuoco non intendo il significato letterale della parola. Questo fuoco viene dalle parole, dalla vita che vivo. Questo fuoco arriva attraverso il suono e il potere. Parla di liberazione, di stima di se stessi e di auto consapevolezza. Tutto quello che posso dire agli attivisti gay è grazie per la pubblicità che mi stanno facendo per questa controversia. La gente che non ha mai sentito il mio nome ora mi conosce bene grazie a tutti i giornali che hanno scritto sui diritti dei gay.
(potete leggere tutta l'intervista qui)

Questo porco fascista Sabato 26 settembre avrebbe dovuto essere a Roma, in concerto al Big Bang di via di Monte Testaccio.

Ma il locale, tempestato di proteste, ha deciso di cancellare il concerto.
 Una buona notizia per la città.

Capleton non è l'unico della sua specie.

Altri cantanti (sic!) hanno provato a fare i loro concerti  a Roma, Elephant Man e in altre città italiane.
Il problema del Reggae omofobico, sessista, razzista è molto più vasto di quanto si possa pensare. Molti sono gli artisti (Sic!) che infettano la musica Reggae con contenuti omofobico-sessisti ogni forma di boicottaggio è il minimo che qualunque cittadina/o  democratica/o deve fare per tenere lontani questi perosnagi dal nostro paese.

Il sito Non solo reggae ci aiuta a monitorare questa pandemia omofoba-sessista che fa sicuramente più dani dell'influenza A.