domenica 6 marzo 2011

Roma Europride 2011? Ma davvero? Con quel poster???




Ecco il poster ufficiale del Roma Europride 2011.

Che cosa l'Europride?
L'Europride è il più grande evento internazionale GLBT, ospitato da una città europea diversa ogni anno. Il 2011 è l’anno di Roma, la città eterna. Per 15 giorni, si svolgono eventi artistici e culturali in tutta la città ospitante. Europride culmina con la tradizionale parata dell’orgoglio, concerti, feste spettacolo a carattere sociale e party con club internazionali.

Sabato 11 giugno 2011 per le strade di Roma sfila la grande parata dell'EuroPride. La manifestazione sarà preceduta e seguita da tutta un ricco calendario di eventi culturali, artistici, di musica e spettacolo, di elaborazione politica e di sport.
È tempo di un nuovo Grand Tour per lesbiche, transgender, gay e bisessuali. Un viaggio all'insegna dell'orgoglio, che offre l'opportunità di unire la riscoperta delle bellezze di Roma e dell'Italia intera alla rivendicazione di pari diritti per le persone GLBT.

Probabilmente siete già stati a Roma, in occasione del World Pride del 2000. Oppure potreste aver già visitato la Città Eterna in veste di semplici turisti. Ma potreste anche non essere mai venuti.
Per chi ha voglia di tornare in una delle città più incantevoli del mondo e per chi da sempre è curioso di conoscerla per la prima volta non c'è occasione migliore di questa!

Giugno sarà ancora una volta e con più forza il mese dell'orgoglio GLBT non solo italiano, ma europeo. E Roma invita a gran voce gay, lesbiche, bisessuali e trans di tutto il continente a invadere in modo colorato e gioioso la Città Eterna, per affermare la visibilità, l'orgoglio, la pari dignità e il rispetto di tutti/e/*, nello Spirito di Stonewall.

Roma è la città che ospita il Vaticano, centro di una delle religioni che più si mostrano ostili nei confronti dell' omosessualità e transessualità, del riconoscimento di pari diritti per le coppie e le famiglie lesbiche gay e trans, dell'omogenitorialità e transgenitorialità, della prevenzione e della lotta dell'aids attraverso la diffusione dell'uso consapevole e informato del preservativo nei rapporti sessuali.
Non solo. La legislazione italiana, anche a causa delle continue ingerenze vaticane, non riconosce alcun diritto alle persone GLBT, contribuendo in questo modo al consolidamento di pregiudizi, ignoranza e discriminazione, che sono sfociati negli ultimi anni anche in episodi di violenza.

Per questi motivi è molto importante per l’Italia e per Roma la vostra presenza numerosa e la vostra partecipazione alla manifestazione dell’11 giugno, qualunque sia il vostro orientamento sessuale e la vostra identità di genere. il Pride è infatti un momento di condivisione, di gioia e di visibilità, che richiama in piazza non solo omosessuali e trans, ma anche tutti gli amici, i famigliari, i parenti, i simpatizzanti, i sostenitori e chiunque auspichi un mondo più giusto, più equo e rispettoso.

Amiche e amici di tutta Europa, venite! Roma vi aspetta a braccia aperte, per un abbraccio che si tinge dei colori dell’arcobaleno. Roma vuole essere la capitale dell’accoglienza GLBT e noi organizzatori dell’EuroPride di Roma 2011 ci auguriamo che oltre a unirvi a noi per chiedere il miglioramento della qualità della vita delle persone GLBT, vorrete godere con noi delle bellezze di questa città senza tempo.
Venite a passeggiare per i vicoli del centro storico, tra il Patheon e Fontana di Trevi, tra Piazza di Spagna e Piazza del Popolo. Sdraiatevi sulle spiagge gay di Ostia, dove non mancheranno le occasioni di tanti incontri divertenti e stimolanti. Fatevi trascinare dai ritmi della movida dei gay club e respirate con noi l’atmosfera magica di questa città, che tra la primavera e l’estate mostra il suo aspetto più bello, più intrigante. Che vi farà innamorare.

Questo si legge sul sito ufficiale del Roma Europride.

Per 15 giorni, si svolgono eventi artistici e culturali in tutta la città ospitante. Europride culmina con la tradizionale parata dell’orgoglio, concerti, feste spettacolo a carattere sociale e party con club internazionali.

E la politica?!?!?
Non c'è!
Infatti è stata tolta pure dalle parole stampate nel manifesto dove leggiamo:

Diritti (e rovesci, si sa tutti i gay fanno la maglia)
Uguaglianza (anche io, froscio, voglio essere preso a pesci in faccia dal Governo come tutti i mie connazionali etero)
Storia (sì, ché Roma c'ha avuto i romani mica come gli Stati Uniti che c'hanno ducentanni di storia e basta)
Arte (come quella ritratta sul manifesto)
Cultura (quella gay della festa...)
Divertimento (...e del sesso).

Una descrizione dell'Europride provinciale e pavida, per educande.
Prima si invitano solo gli amici della parrocchietta
Un viaggio all'insegna dell'orgoglio, che offre l'opportunità di unire la riscoperta delle bellezze di Roma e dell'Italia intera alla rivendicazione di pari diritti per le persone GLBT.

con insistenza
E Roma invita a gran voce gay, lesbiche, bisessuali e trans di tutto il continente a invadere in modo colorato e gioioso la Città Eterna, per affermare la visibilità, l'orgoglio, la pari dignità e il rispetto di tutti/e/*, nello Spirito di Stonewall.

Poi ci si ricorda che esistono anche gli e le etero!!! E, in zona Cesarini, (Cesaroni?) ecco che ci si ricorda anche di loro,

Il Pride è infatti un momento di condivisione, di gioia e di visibilità, che richiama in piazza non solo omosessuali e trans, ma anche tutti gli amici, i famigliari, i parenti, i simpatizzanti, i sostenitori e chiunque auspichi un mondo più giusto, più equo e rispettoso.

Notate, en passant, come l'esplicitazione del genere per eludere il maschilismo storico della nostra lingua di solito riportato secondo due formule diverse, tutti\tutte o tutt*, che ha ingenerato due scuole di pensiero l'una avversa all'altra, sia stata fusa in una soluzione unica, tutti/e/* perchè, si sa, noi gay e lesbiche non solo siamo trans e quindi oggi posso avere la pisella e domani no (o viceversa) ma mica ci accontentiamo di scegliere tra i due sessi che esistono in natura, no! Posso anche essere che so, uoma e domani donno.

Insomma il ridicolo che sfocia nel delirio.

Ma che vogliono 'sti froci 'ste lesbiche e tutto il loro caravanserraglio?
rivendicazione di pari diritti per le persone GLBT
Quali diritti?
affermare la visibilità, l'orgoglio, la pari dignità e il rispetto di tutti/e/*, nello Spirito di Stonewall.
STONEWALL chi????
Da chi? Da che?
Ma si capisce! Dal Vaticano

Roma è la città che ospita il Vaticano, centro [sic!] di una delle religioni che più si mostrano ostili nei confronti dell' omosessualità e transessualità.

Infatti è il Vaticano che impicca i gay mica l'Iran islamico...
del riconoscimento di pari diritti per le coppie e le famiglie lesbiche gay e trans dell'omogenitorialità e transgenitorialità, della prevenzione e della lotta dell'aids attraverso la diffusione dell'uso consapevole e informato del preservativo nei rapporti sessuali.

Perché invece l'ultima campagna del Governo Italiano che invita a farsi il test ma non menziona i profilattici (preservativo che parola volgare!!!) è all'avanguardia...

Non solo.

Ohibò! Vuoi vedere che ho parlato troppo presto?!

La legislazione italiana, anche a causa delle continue ingerenze vaticane,

E certo poverini, Pdl e del Pd (che ha derubricato dalla sua agenda politica questi diritti tanto millantati) vorrebbero , ma il vaticano ingerisce (ehm...).  Infatti è Bagnasco che firma le leggi italiane, mica il presidente della repubblica Napolitano...
Per fare un pride che non pesta i piedi a nessun politico italiano si dà tutta la colpa al Vaticano, famoso centro (de che?) di una delle religioni che più si mostrano ostili nei confronti dell'omosessualità e transessualità.

La legislazione italiana (...) non riconosce alcun diritto alle persone GLBT, contribuendo in questo modo al consolidamento di pregiudizi, ignoranza e discriminazione, che sono sfociati negli ultimi anni anche in episodi di violenza.

Nessuna richiesta esplicita, nessuna menzione del matrimonio, delle adozioni, della legge contro l'omofobia, del riconoscimento delle unioni civili che riguarda anche tante coppie etero, che sono (o dovrebbero essere) il pacchetto minimo.
Si parla di generici diritti senza i quali si consolida il pregiudizio, l'ignoranza e la discriminazione e si arriva agli episodi di violenza.

Nessun accenno al maschilismo, al razzismo.

Siamo froci (e lesbiche) e di questo parliamo.


D'altronde, chissenefrega, perchè l'Europride in realtà è solo un'occasione per far girare dei soldi:

Sabato 11 giugno 2011 per le strade di Roma sfila la grande parata [di culo] dell'EuroPride. La manifestazione sarà preceduta e seguita da tutta un ricco calendario di eventi culturali, artistici, di musica e spettacolo, di elaborazione politica e di sport. 
Tutta un ricco? Ah già sinergie da donno e da uoma, che ne vuoi sapere tu, Alessà, che sei solo 'na pora cicciona?

Uuuuh, toh! Compare la parola politica, unica volta eh? Preceduta e seguita da
tutta un ricco calendario di eventi culturali, artistici, di musica e spettacolo, (...) e di sport.
D'altronde
È tempo di un nuovo Grand Tour per lesbiche, transgender, gay e bisessuali. Un viaggio all'insegna dell'orgoglio, che offre l'opportunità di unire la riscoperta delle bellezze di Roma e dell'Italia intera alla rivendicazione di pari diritti per le persone GLBT.

Grand Tour?

Era un lungo viaggio nell’Europa continentale effettuato dai ricchi giovani dell’aristocrazia europea a partire dal XVII secolo
e destinato a perfezionare la loro educazione con partenza e arrivo in una medesima città. Questo viaggio poteva durare da pochi mesi fino a svariati anni. Le destinazioni principali erano la Francia, l’Olanda, la Germania, ma aveva come obiettivo privilegiato l'Italia e soprattutto Roma, e di norma includeva le tappe di Venezia, Firenze, Bologna, talvolta Pisa, e poi Napoli, i Campi Flegrei, Paestum e la Sicilia (wikipedia)

Aaaaaah! L'Europride di Roma è per i gay non per i ricchioni!!!!!


Roma vuole essere la capitale dell’accoglienza GLBT e noi organizzatori dell’EuroPride di Roma 2011 ci auguriamo che oltre a unirvi a noi per chiedere il miglioramento della qualità della vita delle persone GLBT, vorrete godere con noi delle bellezze di questa città senza tempo.

Amazza quelle del comitato organizzatore se vonno scopà proprio
tutti/e/* +#@&%$£

Fatevi trascinare dai ritmi della movida dei gay club e respirate con noi l’atmosfera magica di questa città, che tra la primavera e l’estate mostra il suo aspetto più bello, più intrigante. Che vi farà innamorare.
'sti cazzi se l'Italia è il paese più fascista, razzista, maschilista, misogino, patriarcale, omofobo, tansfobico, con un investimento alla cultura dieci volte inferiore alla media nazionale, una classe dirigente che resta al suo posto nonostante i processi in corso, che calpesta la Carta Costituzionale e le più fondamentali regole di democrazia, classista e regionalista. Voi venite a Roma per divertivve.


Stamane mi sento tanto Salomè: voglio le teste di chi ha scritto questa idiozia turistica su un piatto d'argento!
Dico sul serio.

Io denuncio pubblicamente l'incapacità degli organizzatori di questo Europride di saper gestire alcunché. questi non sono militanti del movimento: sono dei volgari piazzisti!


Per tacer del manifesto.

E' una rielaborazione di un opera d'arte e si sa Roma è piena di opere d'arte.
Quale opera è stata scelta?

Il Trionfo di Bacco e Arianna un affresco di Annibale Carracci realizzato tra il 1597 ed il 1600 e conservato nel Palazzo Farnese a Roma, sede dell'Ambasciata di Francia.
Inconscia ammissione degli organizzatori del Roma Europride di non saper organizzare proprio nulla, meglio i francesi...


Intanto quella nel poster è una riproduzione parziale dell'afresco, ecco qui quella integrale (presa dal sito Frammenti d'arte) divisa in due.



Cliccate sulle immagini per ingrandirle.

Di che parla 'st'affresco?

Rappresenta un corteo nuziale, con i due sposi - Bacco e Arianna - seduti su due carri, uno dei quali è dorato e trainato da due tigri, l'altro argentato trainato da due arieti. Avanzano accompagnati da figure danzanti, che recano strumenti musicali, stoviglie e ceste con le cibarie. I due personaggi principali sono contornati da una moltitudine danzante di satiri e menadi, che avanzano ballando al ritmo di tamburelli e corni. Su un asino in testa alla carovana possiamo notare il vecchio Sileno, un satiro particolarmente devono a Bacco. Tutt'attorno è un festoso svolazzo di putti e amorini, simbolo di grazia e spensieratezza. wikipedia e storiarte.blogspot
L'affresco di un matrimonio etero come immagine dell'Europride?!?!!
Come se non ci fossero abbastanza affreschi a Roma che, letti in chiave Camp, potessero essere meglio di Carraccio rappresentativi dell'Europride.

Ma non è finita qui.

Tra i testimonial del Roma europride c'è Vincenzo Salemme molto apprezzato (sic!) da molti siti gay (come Quuerblog) perchè nel 1999 ha diretto un film racconta una storia gay.

O veramente???

Leggiamo il riassunto del film che ne fa Queerblog:
La storia è alquanto singolare: Bruno, di famiglia mafiosa napoletana e dalla virilità inesauribile, prima del matrimonio subisce un trapianto di cornea. Gli vengono messe le cornee di Nina, giovane donna morta in seguito ad un incidente stradale. Nina è moglie del maggiore dei carabinieri Fortunato Cipolletta. E quando Bruno, dopo l’intervento, incontra per caso il maggiore Cipolletta, è amore a prima vista.
Nel giorno di San Valentino, il sogno del principe azzurro che viene a salvare a cavallo il suo amato per sottrarlo a un matrimonio di convenienza, è il trionfo dell’amore. Senza aggettivi.
Il blogger riconosce che il film non è  non è certo uno di quei film impegnati che tanto piacciono a noi gay. Si tratta di una commedia italiana, bella piena di stereotipi, ma che, secondo me, ha un pregio: raccontare l’omosessualità come un normale modo di amare

Infatti in questa scena che prendiamo dal film l'omosessualità è proprio dipinta come normale.



Ma leggiamo la trama COMPLETA del film su Yahoo cinema!
Bruno, unico figlio maschio del boss napoletano Natale, è viziatissimo e tutti lo trattano come un principe. E' fidanzato con la bellissima Roberta, figlia del boss siciliano Antonio, con cui tra breve si sposerà. Bruno fa molte conquiste femminili, mette in mostra una virilità inesauribile e a questa fatica i suoi due fidati scagnozzi attribuiscono la malattia che lo ha colpito agli occhi, costringendolo ad un trapianto di cornea per conservare la vista. Gli organi necessari sono quelli di Nina, giovane morta in un incidente di macchina e già sposa felice del maggiore dei carabinieri Fortunato Cipolletta. Quando l'operazione finisce, la vita sembra tornare come prima. Ma un giorno, mentre corre sul lungomare in compagnia delle guardie del corpo, Bruno vede Fortunato, lo raggiunge e non può fare a meno di dirgli "Ciao, amore". Com'è possibile che sia diventato all'improvviso omosessuale? E come farà a dirlo a Roberta, al padre, alla madre? Gli unici con cui si può confidare sono i due amici sempre presenti che, tra tanti sfottò, si preoccupano perché l'uomo in questione è un rappresentante della legge. Arriva il giorno del matrimonio, e gli sposi sono davanti al sacerdote nel grande prato della villa. Da lontano, in grande uniforme, arriva sul cavallo Fortunato. Bruno lo raggiunge, i due stanno per scappare, quando Bruno si sveglia nel letto d'ospedale. Era stato tutto un sogno. Alla porta si affaccia un giovane carabiniere, chiede scusa per avere sbagliato stanza. E Bruno sospira: "Che peccato" (i neretti sono miei)
Insomma l'idea di fondo del film, il motore comico per cui che Bruno diventa omosessuale è perchè ha le cornee di una donna.
Bel modo di concepire l'omosessualità. Siamo ancora delle femmine mancate.
Ecco perchè è stato scelto dal roma Europride, che scrive tutti\e\* più terzosessista di così!!!

Insomma questo comico che ha usato (in tempi non sospetti) un argomento come l'omosessualità maschile per inanellare solo luoghi comuni è stato scelto come testimonial con tanto di spot.



Diritti (e rovesci): senza nominarli mai. Proprio come fa il PD.

Insomma un disastro di pressapochismo e castroneria.

Ma non è l'unico testimonial.

C'è il compagno Muccino (junior) che blatera di diritti anche lui


Più altri supporter che si sono gentilmente prestati credendo di supportare una giornata di lotta politica mentre hanno fatto solo pubblicità a un turistico giro di soldi.

Come per il resto del paese noi cittadine e cittadini (tertium non datur) italiani dobbiamo liberarci da questi pappa della politica, che invece di lavorare per la causa lavorano per quella che hanno trasformato in una professione: quella del militante che non fa un cazzo di politico ma solo FESTE  e impedisce agli altri che qualcosa venga fatto.


Datemi le loro teste!
Voglio le loro teste su un piatto d'argento!

domenica 27 febbraio 2011

Los Novios Bulgaros e En colo al cineforum di Buzz intercultura


Sono tornato al cineforum di Buzz Interlineatura (chiamato ufficialmente San Giovanni gay). Prima del lungometraggio, come consuetudine, sono stati proiettati un corto e un servizio tg.

Il corto è En Colo (Francia 2009), di Pascal Alex-Vincent lo stesso di Donne-Moi la main. Il corto fa parte dei "5 film contro l'omofobia", finanziati dal Ministero della Salute e dello Sport francese e proiettata in tutte le istituzioni pubbliche di quella nazione, dalle scuole alle biblioteche.
La sceneggiatura è di Nicolas Chretién.


Una storia banalotta che sfrutta il classico espediente del gioco della bottiglia per far baciare due ragazzi. In questo caso la storia, abbastanza farraginosa, che vede il ragazzo apparentemente etero innamorarsi di quello apparentemente gay nel giro di un giorno e solamente dopo un bacio ha dell'inconsistente e del banale. La storia che dà più fastidio, soprattutto in un corto contro l'omofobia, è quella delle compagne di colonia del ragazzo sospettato di essere  gay che non passa l'esame perchè, durante un ballo, non gradisce che la ragazza posizione le mani di lui sul proprio sedere. L'omosessualità non ha una sua dignità autonoma è sempre descritta in negativo. Sei gay se non ti arrapa mettere le mani sul culo di una donna. Così tutti i ragazzi che magari preferiscono andarci piano sono tutti tacciati di omosessualità che, così, non ha una sua propria ragione d'essere ma è solo vista come un ammanco di virilità. A poco serve il bel giovane che fa da animatore della colonia che dice di essere gay anche se non lo sembra. La faccia interdetta dell'amico del ragazzo che sembra etero ( e che alla fine del corto bacerà quello pédé) di fronte alla dichiarazione dell'animatore non basta a giustificare i commenti del giorno dopo delle due ragazze che, commentandone l'avvenenza, commentano con la classica frase che spreco. L'omofobia rimane nel corto un valore nel test per scovare il frocio che c'è in ognuno di noi se non ci si rizza dopo due secondi appena vediamo una donna...

Il conduttore del cineforum mentre presenta il corto del quale ha tradotto il titolo originale In campeggio si meraviglia che il titolo originale sia En colo (con l'accento sulla prima o). In realtà il titolo non si riferisce al campeggio ma alla colonia estiva (En colo con l'accento sulla seconda o) è l'abbreviazione di In colonie...

Insomma un corto inutile, anche se ben girato, e coi ragazzi stramaledettamente Belli perchè se non sie bello non sei gay ma ricchione...

Poi è stata la volta di un estratto video da una seduta del parlamento argentino, la Dichiarazione di un deputato durante l'approvazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso
Quel che dice il Deputato Cuccovillo fa impallidire qualunque cosa mai detta qualunque campo e su qualunque argomento da qualunque deputato italiano. Il rispetto per le idee di chi è contrario all'allargamento del matrimoni alle persone dello stesso sesso e che considerano l'omosessualità una malattia. Rispetto per delle opinioni che però, insiste il deputato, non hanno alcun fondamento etico, morale o scientifico.

I nostri parlamentari hanno molto da imparare...

Poi è stata la volta di regista: Lss Novios Bulgaros ( t.l. I fidanzati bulgari) (Spagna, 2002) di Eloy de la Iglesia. Un film pessimo e razzista, frutto di una Spagna che oggi non esiste più. Un film razzista non solamente perchè descrive gli immigrati clandestini in Spagna di nazionalità bulgara come dei marchettari, dei ladri, dei mafiosi e dei bugiardi, ma soprattutto perchè presenta i gay spagnoli del film con il solito cliché della checca. Un film dove nessuno sembra avere una relazione stabile affettiva e dove il sesso è mediato dai soldi o comunque dal potere. Dove gli amici del protagonista sono checche ciccione  di mezz'età, beh perchè guardate me?!?!)

Basato sul romanzo omonimo di Eduardo Mendicutti, Los Novios Bulgaros racconta di Daniel, un consulente finanziario quarantenne e madrileno, innamorato di Kyril, giovane immigrato bulgaro che, fidanzato con Kalina, se lo scopa in cambio di favori sempre più misteriosi e illegali. Kyril è solo uno dei tanti ragazzi provenienti dall’Europa dell’Est che riempiono le strade del quartiere gay e le feste degli amici di Daniel. Il film, raccontato in flashback, è il classico racconto della donna innamorata del delinquente, con la sostituzione del gay al posto della donna. Il film ha i suoi momenti migliori durante il matrimonio di Kyril con Kalina in Bulgaria e durante il soggiorno di Daniel a casa dei suoi, quando cerca di sottrarsi al fascino pernicioso di Kyril. Ma è davvero una pellicola che non offre uno sguardo diverso su nessuno degli argomenti che affronta, anzi confermando la delinquenza dei ragazzi dell'est e la vita solitaria dei maricones.

Nel sito di Buzz intercultura si legge:
Un film dallo stile ironico ed elegante che parla di passioni senza confini, ma anche del crollo del socialismo reale. Infatti dietro la storia di Kyril, come di tanti ragazzi come lui venuti dall'est, c'è il crollo di una ideologia fallita che ha portato il mondo a questo neocapitalismo selvaggio. Daniel dice: "Cosa posso rimproverare a Kyril? Che c'é di strano se i rifugiati della catastrofe, ora vogliano distruggere un paradiso che gli é ostile?"
Ora a parte il giudizio lapidario su una ideologia fallita, nel film non si vede affatto il socialismo se non in una scena quando, tutti i ragazzi bulgari cantano, ubriachi, l'internazionale socialista con una faccia commossa dalla nostalgia. Per il resto vediamo mafiosi, bulli, Kyril girare su auto rubate, che sottrae scorie radioattive nascondendole in casa dei genitori di Daniel. Non si vede nulla del socialismo e nemmeno nel neocapitalismo visto che i delinquenti bulgari sembrano usciti fuori dai film anni sessanta,  e che degli occidentali (tutti checche) pur essendo tutti abbastanza ricchi e e benestanti ci viene mostrato solo il privato e non il risvolto economico o sociale. E i rifugiati della catastrofe non vogliono distruggere un paradiso che gli è ostile ma semplicemente approfittarsi della maggiore prosperità che c'è in Spagna sfruttando quei froci che, invece di trovarsi uno stracci di storia con qualcuno che li ami, si accontentano del sesso pagato a caro prezzo.

domenica 20 febbraio 2011

Giuseppina Valido condannata in appello.

Forse qualcuno si ricorda di una storia di qualche anno fa.
Giuseppina Valido, insegnante di una scuola media di Palermo, il 28 gennaio  2006, durante la ricreazione, trova un suo alunno in lacrime. Scopre che un altro alunno della classe, assieme a un altro ragazzo, gli hanno impedito di entrare nel bagno dei maschi dandogli della femminuccia e del gay. Il ragazzo è continuamente preso in giro per la sua presunta effeminatezza, tant'è che a scuola lo chiamano Jonathan come il concorrente del grande fratello (di allora).
L'alunno bullo ha già il registro pieno di note. La prof. decide di coinvolgere allora tutta la classe. Racconta quanto avvenuto. Fa ragionare tutti sull'assurdità del gesto del bullo. Spiega a tutti che il giudizio espresso dal bullo parte da una mancanza di informazioni. Da una deficienza. La prof. spiega l'origine etimologica e il vero significato della parola. Poi fa scrivere sul diario del bullo per 100 volte la frase "sono un deficiente" precedendo la punizione da una nota di suo pugno nella quale invita il padre a presentarsi a scuola.
Il padre non si fa vivo. Poi quando la prof torna a scuola dopo alcuni giorni presi per malattia, l'alunno punito le mostra il diario dove, sotto la punizione, c'è una comunicazione scritta dal padre del ragazzo: Mio figlio sarà deficiente ma le è una c... (non so quale sia la parola)1. La prof si risente, fa presente la cosa alla classe, chiede a ogni alunno di scrivere cosa pensa dell'accaduto. Poi  manda a chiamare il padre del ragazzo per l'insulto fatto mandare tramite il figlio. Per tutta risposta l'uomo denuncia la professoressa dicendo che, in seguito alla punizione, il figlio, traumatizzato, è dovuto andare in terapia piscologica.
Passa un anno. La prof viene processata secondo rito abbreviato (un rito speciale caratterizzato dal fatto che con esso si evita il dibattimento e la decisione viene presa nell'udienza preliminare).
La sentenza del Gup (Giudice dll'Udienza Preliminare) Piergiorgio Morosini è esemplare. Non solo la assolve dalle accuse di abuso dei mezzi di correzione e disciplina e lesioni (per insussistenza dei fatti) ma  le riconosce di aver applicato una buona strategia pedagogica (potete leggere le lunghe e articolate motivazioni della sentenza  cliccando qui).
Passano gli anni. Il padre va in appello dove il pm chiede una condanna a 14 giorni di reclusione. La terza sezione della corte di appello, presieduta da Gaetano La Barbera, condanna  la prof, che intanto è andata in pensione, a un anno di carcere con la condizionale.
La sentenza non è stata ancora pubblicata e dunque non se ne conoscono le motivazioni.
Però posso dire che la sentenza rispetto il "reato" è abnorme: se la prof deve farsi un anno di galera per aver fatto scrivere al ragazzo 100 volte "io sono un deficiente" noi tutti meriteremmo 10 anni e non un anno di galera come disse la sora Angelina nel film di Zampa del lontano 48...
Quel che più mi dà fastidio in questa faccenda è che oggi si parla solo della punizione, ma non del percorso pedagogico che l'ha preceduta.
Oggi, come al solito, tutti si millantato esperti di didattica e pedagogia.
Così Massimo Lorello sulle pagine palermitane di repubblica online si permette di scrivere:
Le orecchie d’asino sono roba ottocentesca, certo. E la punizione scelta dalla professoressa Giuseppa Valido le richiama abbastanza. Fare scrivere a un alunno “sono un deficiente” è un errore, anzi un reato. Oggi i metodi educativi sono un’altra cosa rispetto all’Ottocento. Ma davanti a un atto di bullismo, davanti a tre ragazzini che impediscono a un compagno di andare in bagno “accusandolo” di essere una femminuccia, un gay, qual è il provvedimento più efficace da prendere? C’era un preside al liceo Garibaldi di Palermo che non censurava l’indisciplina degli alunni più violenti. Preferiva enfatizzare la stupidità delle loro azioni. Buon per lui che nessuno gli ha fatto causa.

Lorello dimentica di far presente che la prof ha discusso in classe spiegando le origini della parola e il suo vero significato. Ma tant'è.

Poi c'è il professor Mereghetti che, sul sito il sussidiario scrive un articolo a dir poco sconcertante:
Un’insegnante, Giuseppa Valido, è stata condannata ad un anno di reclusione perché ha fatto scrivere per cento volte ad un suo studente “sono un deficiente”. Il fatto risale al 2006. Non ci interessa qui ripercorrere la vicenda giudiziaria della docente, che decise di stigmatizzare un atto di bullismo, né discutere il provvedimento del gup, che aveva assolto l’imputata prima che la terza sezione della corte d’appello emettesse la sentenza di condanna. Di questo hanno già parlato i mezzi di informazione. Però che la magistratura sia costretta ad occuparsi di episodi come questo non è un gran bel segno, ma ancor più triste è che nella scuola italiana accadano cose di questo tipo. È il segno di una decadenza dell’educazione che purtroppo segna la vita di troppe realtà scolastiche, l’idea che tanti insegnanti hanno di poter piegare a se stessi i loro studenti.

C’è nel provvedimento preso dall’insegnante condannata un errore di fondo, l’imposizione di un giudizio negativo sul suo studente, fino a farglielo scrivere e riscrivere. Non è solo assurdo dal punto umano, è una grave resa educativa. Oggi molti insegnanti, senza arrivare ai livelli denunciati, portano in classe la loro debolezza educativa e pensano di risolverla con regole e punizioni. C’è una esasperazione delle norme comportamentali come non mai, il tutto nell’illusione di poter generare negli studenti un processo di apprendimento attraverso ferree regole di comportamento. Niente di più sbagliato, l’educazione non è questione di regole né questione di imposizioni, l’educazione è questione di fascino e di libertà.

Un insegnante dovrebbe chiedersi che cosa ha di interessante da proporre ai suoi studenti ed entrare ogni mattina con la forza di ciò che lo appassiona, così un insegnante dovrebbe cominciare a guardare i suoi studenti, uno ad uno, con una simpatia totale, fino a vedere non che sono deficienti, ma che hanno una loro originale e unica sensibilità. Non sono le classi che devono cambiare né le generazioni, sono gli insegnanti che di fronte alle situazioni pur difficili sono chiamati a decidere se affidarsi alle regole o ad uno sguardo vero, quello che sa vedere in ogni studente, anche nel peggiore, un fattore positivo. È da lì che l’educazione può ripartire e raggiungere livelli di apertura e di passione impensabili. Ci vuole un insegnante capace di scoprire in ogni studente la sua positività, quel fattore che lo lancia nella vita.

L’insegnante condannata, al posto di far scrivere per cento volte “sono deficiente” al suo alunno, avrebbe dovuto fargli scrivere una volta sola un breve profilo delle doti positive che vede in lui. E poi giocare la sua sfida sulla positività di quel ragazzo. Che nella scuola entri uno sguardo nuovo, questo è il problema serio dell’educazione oggi. Non sarà la sentenza di un tribunale a risolverlo, né il ricorso a norme più ferree. Urgono invece insegnanti che si mettano alla ricerca del positivo presente in ogni studente e che sfidino la libertà a riconoscerlo.
Insegnanti che divengano alleati del cuore di ogni studente, più di quello che gli stessi studenti riescano.
Ho scritto un commento sul sito, non so se verrà pubblicato e se il Prof. mi risponderà ma trovo davvero insopportabile questo concionare su principi astratti senza prendere minimamente in considerazione i diritti del più debole.

Ecco il mio commento

Professor Mereghetti il suo articolo mi pare astratto e incompleto.
Lei parla di guardare la positività di un ragazzino che ha impedito a un suo compagno di classe di entrare nel bagno dei ragazzi perchè gay e quindi "femmina".
La professoressa ha parlato in classe dell'accaduto, ha cioè collettivizzato l'aggressione verbale e fisica, facendo ragionare tutti su quanto successo. Tanto che un secondo ragazzo coinvolto nel fatto chiese scusa al ragazzino offeso. Ma non il bulletto che pensava di avere ragione.
Ora se uno pensa che se uno è gay allora è femmina è deficiente, non nel significato traslato ma in quello letterale, come la professoressa aveva ben spiegato in classe.

Si vada a leggere la sentenza del gup che cita anche il parere di ben tre psicopedagogisti che sul ragazzo hanno più competenza di me e di lei avendoci parlato e avendolo conosciuto.

Quel che trovo inaccettabile del suo articolo è che lei difende l'aggressore in base a nobili e astratti e generici principi ma non spende nemmeno una parola sull'aggredito. Siamo al paradosso. Vuoi vedere che il vero colpevole ora è il ragazzo aggredito?
Vedremo che mi risponderà il ...moderno pedagogo...

Palermo cronaca invece riporta una notizia FALSA.
Infatti dice:

Condannata ad un anno dalla terza sezione della corte d'appello, Giuseppina Valido, 59 anni anni insegnante di lettere in pensione. All'epoca dei fatti l'insegnante adottò nei confronti del ragazzino protagonista di un episodio di bullismo un provvedimento disciplinare particolare, gli fece scrivere per cento volta sul quaderno "sono deficiente". Questo perchè insieme a due coetanei aveva impedito ad un compagno di classe di entrare nel gabinetto.
Omettendo le ragioni del gesto: Tu non puoi entrare nel bagno dei maschi. Sei gay. Sei femmina
La vittima
La vittima è il bullo non il ragazzino cui è stato dato del gay perchè non sufficientemente virile.
di questo episodio, secondo quanto ha riferito il padre, è rimasto traumatizzato, faticava a prendere sonno, e dovette ricorrere all'ausilio di uno psicologo.
Quindi basta la parola del padre, che vale di più di quella della professoressa.
In realtà però
Dalle indicazioni dello psicologo dott. Giovanni Caltanissetta, della psico-pedagogista dott. Pellegrino Elisa e della dott.ssa Parasiniti non può ricavarsi la prova che lo specifico intervento educativo e disciplinare adottato dalla Valido sul XX, tenuto conto delle particolari circostanze di fatto che lo precedevano e della situazione concreta in cui si andava ad inserire, avesse cagionato un danno morale o il pericolo di un danno morale per quest’ultimo.
Gli stessi “disturbi comportamentali” del XX, segnalati dalla dott.ssa Parasiniti con il certificato del 10.2.2006, nulla indicano in ordine ai fattori eziologici, alla loro entità e alle terapie praticate o praticabili, rimanendo in una genericità tale da ritenere che in realtà il giovane Xx fosse, come tanti altri ragazzi della sua età, semplicemente affaticato o preoccupato da una particolare situazione in ambito scolastico .
Peraltro la estrema genericità di tale formula si salda con l’indicazione contenuta a pagina 2 dell’esposto del padre del giovane XX, che smentirebbe in radice la riconducibilità di quella condizione del minore con la condotta della Valido, dal momento che evidenzia la personale percezione della stranezza dei comportamenti del figlio a partire dal 24 gennaio 2006 ossia quattro giorni prima del fatto in contestazione, verificatosi senza alcun dubbio in data 28 gennaio 2006.
A ciò si aggiunga che dopo l’episodio di cui in contestazione, avvenuto il 28 gennaio 2006, il XX continua a frequentare la classe per oltre dieci giorni senza manifestare particolari disagi o atteggiamenti meritevoli di attenzione da parte dei responsabili dell’istituto sotto il profilo della serenità del minore, come si evince dalla documentazione in atti, ciò deponendo per l’infondatezza circa l’esistenza di un danno morale per il minore derivante dalla condotta dell’imputata di cui in rubrica.

Così si legge nella senza del 2007 del Gup (fonte già citata). Un bravo giornalista se ne sarebbe dovuto informare, non così l'autore della notizia su Palermo cronaca, che nemmeno si perita di firmare il pezzo.


Potrei fare tanti altri esempi ma mi sembra ababstanza per dimostrare come ognuno sulla rete apre bocca e gitta fori fiato.

Il resto lo leggete sui quotidiani. Le rimostranze delle associazioni gay, nel desolante panorama di un paese di lobotomizzati...

1) per questa ricostruzione mi sono basato sull'articolo di allora del Corriere della Sera

sabato 19 febbraio 2011

Scusa, ma a te piacciono i ragazzi?

Non c'è stato
mai
un momento
nel quale
non sia stato felice
perchè mi piacciono i ragazzi.
Non si tratta per la fortuna che ho avuto
nel sesso
o in amore
e credo di averne avuta molta
anche se è un po' che non mi fa più visita.
Ma ogni volta che ho amato un ragazzo
sono stato felice 
per averlo potuto fare.
Sono stato felice
che i mie gusti mi avessero portato 
a guardare i ragazzi,
ad amarli,
corteggiarli,
bramarli.
Se c'è una cosa della mia vita per la quale non ho rimpianto alcuno
sono i miei gusti in fatto di sesso!
Amo i ragazzi
e, ogni volta, il solo constatarlo mi commuove fino alle lacrime.

venerdì 18 febbraio 2011

Imágenes reales del juego al cineforum di Buzz Intercultura

Ieri sera sono andato al cineforum a tematica organizzato da Buzz Intercultura presso l'Acrobax, centro sociale nell'ex Cinodromo proprio dietro ponte Marconi.
Il film principiale era Meine Schwiegertochter ist ein Mann (t.l Mia nuora è un uomo)  (Germania, 2010) di Edzard Onneken, una classica commedia di accettazione dell'omosessualità da parte dei genitori del loro unico figlio maschio che torna al paese alpino bavarese per sposarsi. Niente di nuovo sul fronte occidentale, un film non utile, con un paio di situazioni esilaranti (la madre che, quando vede il figlio presentarsi con un uomo, supera i due in cerca della sposa) e un paio di affermazioni discutibili (il figlio che dice al padre, che, per farlo guarire ha pensato bene di portarlo in un bordello, "Papà le donne non mi piacciono e non mi piaceranno mai") (riconciliandosi con la vicina amica di sempre della madre che non sa relazionarsi al figlio gay questi le dice che lui è nato gay, come a dire, non ne ha colpa...) e che però sono contento di aver visto.

Al cineforum è tradizione proiettare anche cortometraggi e pubblicità e lì ho avuto la vera sorpresa.
Prima una splendida pubblicità Argentina prodotta dalla Federazione Argentina LGBT , che celebra l'approvazione del matrimonio anche per le persone dello stesso sesso. 

Uno spot bellissimo, con un claim che più preciso non potrebbe essere.

Per un Paese che ha avuto una dittatura, i desaparecidos e la cui democrazia è stata ripristinata solamente nel 1983 non c'è che dire. Solo in Italia a più di sessant'anni dal ripristino democratico (davvero?) ancora non abbiamo nulla del genere...


Ecco gli attori e gli autori dello spot
Con Adrián Scaramella y Matías Cazeaux Meri Hernández y Florencia Bordolini Esteban Lamothe y Julieta Zylberberg
Idea and General Production: Matías Cazeaux
General Direction and Script: Juan Schnitman
Acting director: Alejandro Guevara
Director of photography: Rodrigo Bermúdez
Editor: Andrés P. Estrada
Still photography: Javier Fuentes y Nicolás Fernández     


Poi è stata la volta di un cortometraggio spagnolo del 2005 (altro Paese che nel metà del tempo italiano ha superato il nostro Paese di anni luce) Imágenes reales del juego di Josè Negrete. Un piccolo (per la durata) capolavoro che vi propongo ahivoi in spagnolo senza sottotitoli ma che si segue facilmente. eccovi due righe di trama per permettervi di seguirlo meglio.



Siamo nel 2066. In una esercitazione pratica dell'Universidad  Complutense di Madrid, Facoltá di Scienze Virtuali. Tre studenti  aspettano l'arrivo del professore che valuterá il loro lavoro di fine  anno accademico, che consiste in un gioco ambientato agli inizi del  secolo XXI: per loro é un gioco storico.
L'esame si sviluppa dentro l'ambiente  del gioco che consiste nel fatto che i due giocatori, comandando ciascuno un  personaggio, devono riuscire in mezzora (il tmepo di un viaggio in metro) che i due personaggi si innamorino, partendo  da un incontro fortuito in ascensore senza fare riferimenti diretti al sesso o alla seduzione (altrimenti, come vedrete, il gioco dà errore). Ma la  professoressa Pazos, famosa per essere severa, per punire il maschilismo dei tre studenti che hanno pensato  aun gioco di seduzione tra un uomo e una ragazza bella, inesperta e curiosa di fare nuove esperienze, introduce un piccolo cambiamento...





Geniale nevvero?
Ah mi raccomando aspettate la fine dei titoli di coda per una piccola sorpresa.

(ATTENZIONE SPOILER!!! leggete il seguito del commento solo dopo aver visto il video)
La sceneggiatura è eccellente (a cominciare dal prologo nel quale non capiamo bene di cosa si tratta, ma, ovviamente, è fatto apposta). Poi i titoli di testa che impostano la cornice narrativa spiegando quanto visto prima. Poi il piccolo cambiamento della professoressa che bacchetta la scelta maschilista dei tre ragazzi, le soluzioni grafiche per far vedere come i giocatori muovono i personaggi, la centralista del prontopizza petulante (modellata sulla stessa professoressa) fino al finale dove i tre vengono rimandati a settembre perché hanno dimenticato che nel 2005 l'aids non era ancora stato sconfitto (o sarà solo nel 2026) e quindi manca il profilattico... (modo geniale per ribadire ancora, perché serve, in un corto  a tematica l'importanza di proteggersi in ogni incontro sessuale occasionale...). Per tacer della recitazione, della fotografia e della regia.
Uno corto indimenticabile!

Giovedì prossimo tornerò al cineforum. E voi?

venerdì 28 gennaio 2011

Ancora sulle ecolalie di Signorini (e di gaynews 24)

Già tempo fa mi ero occupato di lui, scrivendogli anche una mail alla quale non si è mai degnato di rispondermi.


Ora torno a occuparmene per un editoriale pubblicato sul sito di TV Sorrisi e Canzoni.

Ho appreso la notizia leggendola sul sito gay24news (del quale pure ho avuto modo di parlare) che non perde occazione per dire cazzate o omettere di commentare dettagli importanti.

Ma procediamo con ordine.

Ecco l'editoriale di Signorini:

Care lettrici e cari lettori, sui giornali nei giorni scorsi ho trovato una notizia che avrei preferito non leggere: Elton John è diventato papà. Per carità, non ho niente contro Elton John, che conosco e stimo non solo come cantante. Ma il modo in cui è diventato padre francamente non lo condivido: ha preso una donna «in affitto» per avere un erede, che ha chiamato Zachary Jackson Levon Furnish-John (Furnish è il cognome del suo compagno David, con cui convive da 12 anni e con cui è sposato civilmente da cinque). Alcuni giornali hanno commentato questo fatto come «una nuova conquista delle coppie gay» e considerano Elton «un apripista sui diritti degli omosessuali». Sarà. Ma più che alla coppia Elton-David e al suo ruolo di «apripista», a me viene da pensare al piccolo Zachary. Che non potrà contare sulla figura veramente insostituibile per un bambino: quella della madre. Sono sicuro che Zachary crescerà in una famiglia che lo ama e che fortunatamente può offrirgli una vita senza preoccupazioni economiche. Ma tanto amore e tanti soldi secondo me non basteranno mai a nascondere la mancanza di una madre. Perciò sono d’accordo con Papa Benedetto XVI quando afferma che i bambini devono crescere in una famiglia dove ci sono un papà e una mamma. E senza mettere in discussione le rivendicazioni dei gay, lasciatemi dire che Elton e David secondo me sono andati un po’ oltre i propri «diritti». Pensando probabilmente troppo ai propri desideri e troppo poco alle esigenze di un bambino. Alla prossima.
as@sorrisi.com
 Non c'è che dire. L'ipocrisia degli omofobi non ha limite alcuno. Se la coppia è di uomini, manca la mamma, se la coppia è di donne, manca il padre... Certo affermazioni quali  Perciò sono d’accordo con Papa Benedetto XVI quando afferma che i bambini devono crescere in una famiglia dove ci sono un papà e una mamma sono ridicole perchè offendono anche tutte le coppie di separati e divorziati il cui costume è quello di litigarsi i figli e puntare a un affido secco a uno dei due genitori (anche se dall'introduzione dell'affido condiviso nel 2008 ha cambiato le carte in tavola...). 

Comunque signorini è il classico italiano, fascista e cattolico) che pretende di decidere per conto degli altri. e va preso per quello che è una nullità che esprime pareri non richiesti.

C'è un altro aspetto però che lascia perplessi nel post. Ma prima di parlarne leggiamo il cappello introduttivo con cui gaynews 24 ha commentato la notizia.
Anche Alfonso Signori, Direttore di Tv Sorrisi e Canzoni ed opinionista televisivo non ha mancato di polemizzare con la scelta di paternità da parte del cantante Elton John ed ecco cos’ha scritto ai suoi lettori dall’osservatorio privilegiato del blog di Sorrisi e Canzoni Tv:
Intanto è un sito e non un blog. In un blog si possono lasciare commenti invece l'editoriale di Signorini non lo si può commentare (c'è solo un indirizzo mail al quale scrivere, privatamente, e non è detto che ti risponda, e, cosa ben più importante, solo Signorini legge la mail, se la legge..., non i lettori del SITO).

C'è un passaggio nell'editoriale che è così offensivo che Signorini andrebbe schiaffeggiato (moralmente, si intende)

Zachary Jackson Levon Furnish-John (Furnish è il cognome del suo compagno David, con cui convive da 12 anni e con cui è sposato civilmente da cinque).
Allora. Se John e  Furnish sono sposati Furnish non è il compagno ma il Coniuge ma si sa per Signorini l'italiano è un'opinione. L'opinione è quella ottocentesca del matrimonio vero come matrimonio in chiesa (se no non si capisce la distinzione matrimonio civile) evidentemente per Signorini il matrimonio è solo quello in chiesa (e tra persone di sesso diverso).

Però, immaginatevi se questo stesso metro omofobico venisse applicato anche alle coppie etero.
Prendiamo Gianfranco Fini e la sua (ex) moglie Daniela Di Sotto.
Fini incontra Di Sotto nei primi anni 80. nel 1985 hanno una figlia e si sposano nel 1988.

Quindi se Singorini applicasse lo stesso metro si dovrebbe dire
Daniela di sotto compagna di fini con cui convive da 12 anni e con cui è sposato civilmente da cinque.
Civilmente...
Tutti i cattolici di merda si dimenticano che in Italia l'unico matrimoni ad avere valore legale è quello civile e non quello ecclesiastico che viene equiparato a quello civile, riconosciuto come se. Mentre a sentir loro sarebbe vero il contrario.

Inutile dire che di tutto questo gaynews 24 nemmeno si è accorto?

giovedì 27 gennaio 2011


Cara Mina,
sono stanca della politica italiana, fatta da anziani che pensano soprattutto a salvare la propria poltrona a rotelle. Anche se non sono proprio di sinistra, mi piace Nichi Vendola, mi sembra riesca a darci una speranza. Il fatto che sia cattolico e gay magari lo aiuta a osare di più con idee e proposte, proprio perché deve sfidare e vincere molti pregiudizi. Ma secondo te, l’Italia è pronta per un premier gay?
betta

Non sarebbe una novità. Mi sembra che ci siamo già passati, per quelle strade. Cioè, mi risulta che, nei decenni, ne abbiamo già avuto almeno uno. Ma erano tempi in cui si rifuggiva accuratamente da qualsiasi tipo di coming out. Adesso, invece, di «rivelazioni» se ne fanno fin troppe. Sogno un mondo in cui l’omosessualità non sia equiparata a immoralità, indecenza, oscenità, corruzione, vergognosa offesa alla morale comune o addirittura a pedofilia. Questa è una orrenda china che non ci porterà niente di buono. Ciao, Betta.
Mina
Vanity Fair - 3/2011 del 26.01.11

venerdì 14 gennaio 2011

Gay news 24. Quando il giornalismo (sic!) è miope

Leggo questa notizia su gay news 24

Roma: Svastichella pena ridotta in appello, da sette a quattro anni.

In appello la condanna è scesa da 7 a 4 anni, per la concessione delle attenuanti generiche. Ma resta invariata la contestazione di tentato omicidio. Per questo motivo le parti civili, Arcigay e Comune di Roma, si sono dichiarate soddisfatte.
Pena ridotta nel processo d’appello per Alessandro Sardelli, noto come “Svastichella”, l’uomo accusato di aver aggredito due ragazzi omosessuali la notte tra il 21 e il 22 agosto del 2009 al Gay Village all’Eur.
Casomai l'uomo condannato, in Appello, non solo più accusato. Accusato vuol dire che non siamo sicuri sia stato lui... Accusato si dice di un colpevole prima del processo (per la presunzione di innocenza garanzia costituzionale) ma questo omofobo è stato giudicato in due processi e ritenuto in entrambi colpevole, quini non accusato, ma condannato,o, semplicemente l'uomo che HA aggredito etc. etc.

Lo hanno deciso i giudici della I Corte d’Appello, presieduta da Eugenio Mauro, che hanno ridotto la condanna a quattro anni dai sette inflitti con rito abbreviato il 13 gennaio scorso.
Ecco un'occasione mancata per ricordare che, ci fosse stata la legge contro l'omofobia, le attenuanti generiche non sarebbero state applicabili. Io sono un garantista, ma a un porco che perchè vede due ragazzi darsi un bacio davanti alle camionette che vendono panini alle 4 del mattino decide che la cosa non gli va giù e accoltella al ventre il primo sfascia in testa all'altro una bottiglia non capisco per quale cavolo di motivo bisogna dargli le attenuanti generiche...
Il pg Elisabetta Ceniccola aveva chiesto invece la conferma di tale condanna

cioè sette anni invece che 4, quasi la metà... Alla faccia delle attenuanti!
La riduzione è motivata dalla concessione delle attenuanti generiche, ma lascia invariata la contestazione di tentato omicidio, porto d’arma bianca e lesioni gravi, per aver ferito al torace un ragazzo gay
<\blockquote>
Un ragazzo gay. In questo caso la specifica è irrilevante visto che per la legge un ragazzo gay o etero sono esattamente uguali... Un ragazzo perchè gay avrebbe invece spiegato l'origine omofobica del gesto... D'altronde, si sa, l'italiano, come la matematica, sono solo un'opinione...

Dino, e averne colpito un altro alla testa, Giuseppe. Soddisfatti per questa decisione le parti civili costituite, il Comune di Roma con l’avvocato Enrico Maggiore, l’Arcigay Roma e i due ragazzi aggrediti con l’avvocato Daniele Stoppello.

Sì? Siamo sicuri che i due ragazzi aggrediti siano soddisfatti?
“E’ importante che sia stata confermata la nostra presenza come parti civili – ha detto Stoppello – E’ stato così stabilito un importante principio in merito alla possibilità dell’Arcigay di essere parte in questi processi.
Traduzione. Non ce ne frega un cazzo di come si svolgono i processi nei quali riusciamo a infilarci come "rappresentanti dei gay" l'importante è che si parli di noi. Tant'è che perdiamo l'occasione di ricordare che una legge contro l'omofobia avrebbe evitato le attenuanti. Perché Svastichella ha accoltellato un ragazzo per un bacio che stava dando al suo partner, alle 4 del mattino.
Non solo, rileva anche come sia stato confermata la sussitenza del pericolo di vita per Dino, a fronte di una consulenza che invece non la riconosceva”. “E’ stato stabilito il principio che il Comune – ha aggiunto Maggiore – è parte in questi processi, sottolineando così il lavoro svolto dall’amministrazione comunale nella direzione della tolleranza, dell’integrazione sociale e di condanna nei confronti di azioni deprecabili con quella per la quale eravamo a processo”.
Traduzione . Anche a noi del Comune non ce ne frega un cazzo di questi froci. Se ci siamo costituiti parte civile è perchè non potevamo fare altrimenti, se no strumentalizzavano la cosa contro la nostra amministrazione che si sa, in quanto di destra è comprovatamente omofoba.

In tutto questo il sito riporta queste dichiarazioni e dà la notizia col tono finto professionale di chi riporta i fatti senza commentarli.
Invece i commenti ci sono, anche se impliciti, e sono assolutamente insostenibili.
Questo articolo è uno spot per Arcigay e il comune di Roma, fatto sfruttando i due ragazzi aggrediti ignorando completamento il gesto di Svastichella un gesto di squisita e pura omofobia.
Ma si sa, in due ragazzi gay se la sono andata a cercare, che bisogno avevano di baciarsi davanti a Svastichella?

Datemi un secchio sto per vomitare.


Secondo articolo sempre su gay news 24


James Franco, una mezza ammissione: “forse sono solo gay”…


James Franco l’attore americano di origini italiane che negli ultimi anni è diventato un beniamino del pubblico omosessuale di tutto il mondo grazie alle sue interpretazioni di personaggi gay
Cioè James Franco piace ai gay non perchè è un bonazzo della madonna, ma perchè ha interpretato tanti personaggi gay. Ma come sono provinciali e separatisti 'sti gay. Gli piacciono gli attori quando interpretano personaggi come loro...
Ma non si rende conto del ridicolo l'autore  di questo scritto (scusate la tastiera si rifiuta di scrivere la parola art.. art.. niente non ne vuole proprio sapere...)?

Non importa come parli dei gay. L'importante è che ne parli...
(nel film “Milk” nella parte di uno dei fidanzati storici di Harvey Milk e il poeta Allen Ginsberg in “Howl“)
Tanti?? Sono due!!! (James Franco ha all'attivo ben 25 film...)
da sempre è costretto a combattere con giornalisti che durante le interviste gli rivolgono sempre un sacco di domande sul suo orientamento sessuale.
E il giornalista non si chiede perchè? Perché a nessuna attrice che interpreta una prostituta chiedono scusi ma lei fa la mignotta? Perché il giornalista (sic!) non dice che la domanda non ha senso e nasce da una visione solo negativa dell'omosessualità (se lo interpreta un po' lo è, un etero non lo farebbe mai...).
Il rito si è ripetuto anche qualche giorno fa dove nel corso di un’intervista rilasciata dall’attore per parlare del suo ultimo lavoro “127 hours” all’ennesima domanda se era gay James Franco ha dato una risposta particolarmente articolata sul cosa, il come ed il perchè si era ritrovato ad interpretare personaggi omosessuali chiudendo sibillinamente: “Ma forse sono solo un gay”. E se non lo sa lui…
Ecco il provincialismo gay tutto italiano. Invece di apprezzare, cogliere e rimarcare la sottile ironia di James Franco che è un attore e interpreta personaggi che gli piacciono e non ha nessun problema a interpretare personaggi anche gay ma che, visto che continuano a chiederglielo, che pensassero pure che è gay, per lui non è un problema, la ...signorina che ha scritto queste note si sdilinquisce a pensare che James Franco possa essere gay. Evidentemente si pone la stessa domanda cretina dei sue colleghi basata sull'equazione  Interpreti un frocio? Lo sei anche tu. 
Non si illuda, Franco ha già dimostrato che, a prescindere dall'orientamento sessuale, è molto più intelligente di chi ha scritto questa nota basate sul gossip più deleterio.



Datemi un secchio sto per vomitare di nuovo. Se avete finito i secchi fa niente. Vomito sull'articolo. (E vai! Ho vinto sulla tastiera!!!).

venerdì 31 dicembre 2010

Ragazzo 22enne aggredito perchè gay a Trastevere.
E la gente, che fa?

Apprendo dell'ennesima aggressione fisica e verbale all'ennesimo gay a Rama. Come al solito i mezzi di (dis)informazione online (adeguatisi ben presto a quelli cartacei) fanno gossip, propaganda a questa o quella compagine politica (Polverini e Alemanno vengono definiti indignati... Loro, primi esponenti di organizzazioni politiche, tra le altre cose, omofobe) si contraddicono sulla dinamica dei fatti, fanno non si sa quanto inavvertitamente pubblicità a un'organizzazione gay che spaccia come soci avventori di saune e cruising bar come Arcigay Roma (il cui direttivo è era stato sospeso dal presidente Nazionale prima del reintegro da parte dei Garanti nazionali, il cui presidente però, si è dimesso*...).


Intanto cerchiamo di capire quello che è successo:
Un ragazzo di 22 anni è stato preso di mira da tre coetanei perché gay, nel quartiere romano di Trastevere. Quindi è stato attaccato in modo brutale: con un coccio di bicchiere, all'orecchio

L'aggredito si chiama V., è romano e studente**,
è stato colpito con un coccio di un bicchiere
No
Ferito con cocci di bottiglia**
era a cena con due amiche (corsera), tre amiche (QueerBlog), alcune amiche (tutti gli altri) quando è stato preso di mira da tre coetanei.  A denunciare pubblicamente l'accaduto è Fabrizio Marrazzo presidente Arcigay Roma e responsabile della Gay Help Line alla quale la vittima si è rivolta, dopo aver sporto denuncia alle autorità. Marrazzo così racconta:
Stava trascorrendo una serata con alcune amiche in un locale a Trastevere, quando tre ragazzi romani di circa venti anni hanno cominciato a prenderlo di mira perché gay: si sono avvicinati al suo tavolo e gli hanno rivolto battute e insulti omofobi. (...) poco dopo, sempre in compagnia delle sue amiche, ha lasciato il locale ed è stato inseguito dai tre ragazzi che hanno ripreso a insultarlo e, dopo un diverbio, è stato colpito con un coccio di un bicchiere al padiglione auricolare riportando una ferita che avrebbe anche potuto costargli la vita se il colpo fosse stato inferto pochi centimetri più in basso, all’arteria.

Hanno cominciato a prenderlo di mira perché gay.
Come se ne sono accorti i tre bulli omofobi che V. era gay?

Non è una domanda peregrina. Ma una domanda seria.
Era forse V. effeminato?
O indossava abiti secondo i tre aggressori poco virili?
Oppure era in compagnia delle sue amiche e non ci provava e dunque era un frocio?

Quali sono i marcatori per cui i tre aggressori hanno deciso l'orientamento sessuale dell'aggredito?
A meno che non fosse in evidenti effusioni omoerotiche con un altro ragazzo quali sono gli elementi per cui si viene identificati come gay e per questo aggrediti?
Perché nessuno si pone questa domanda dando tutti per scontato che un gay si riconosce (ah già dimenticavo c'abbiamo stampato in fronte sono frocio).
Insomma visto che la scritta in fronte non c'è quale elemento nel comportamento della vittima ha suscitato fastidio negli aggressori?
E' importante saperlo anche per capire la loro psicologia.
Ma tutti tacciono.
Anche Marrazzo che pure a V. lo avrà visto (?).
E' gay e questo ci basta.
Tanto si sa siamo tutti gay allo stesso modo (e no perdio no!!!).
Marrazzo ha la decenza di non specificare gli insulti (sul sito arcigay roma), cosa che invece viene fatta negli articoli che, pure, riportano la sua dichiarazione:
è stato inseguito dai tre ragazzi che hanno ripreso a insultarlo ("frocio, ricchione**).

Domanda. Sentirsi dare del frocio o del ricchione è un'offesa? Se io cammino per strada e mi sento gridare a frocio la mia prima reazione non è di sentirmi offeso ma di rispondere E FIERO DI ESSERLO.
Io mi offendo se mi sento dire che IN QUANTO FROCIO sono pedofilo (come fece Fini) o che sono moralmente disordinato (come fa la chiesa) o malato (come dice Binetti) che non mi posso sposare (come dice lo stato italiano...).

Insomma l'inulto sta nella testa degli aggressori e in quella dei giornalisti, ma non in quella di V., spero, che, nonostante l'aggressione, dovrebbe essere ancora contento di essere quel che è.
Allora l'omofobia non sta nell'insulto a frocio ma nel fatto che mi disturbi perché sono diverso da te (mi sento dire molto più spesso a ciccione che a frocio forse perché si vede più la ciccia che il mio orientamento sessuale).

Ancora.
Mentre i tre aggressori insultavano V. nel ristorante, prima, e per strada, poi, LA GENTE CHE FACEVA?
Se sto in un ristorante e vedo dei ragazzi che disturbano una ragazza io intervengo. Idem se tre fascisti di merda aggrediscono una checchina imberbe con le sue amiche. E io ai tre omofobi di merda il bicchiere glielo ficco su per il culo. Io e tutte le altre persone del locale, che, fossimo cittadnini, butteremmo a calci in culo (meglio, in faccia a rompere tutti i denti) le tre merde. Capeggiati dal gestore del ristorante CHE HA RESPONSABILITA' LEGALE per quello che succede nel suo locale ai suoi clienti.
Lo stesso vale in strada. D'altronde quante volte, se siamo in giro di notte, da soli, temiamo un'aggressione ? Mentre, pensiamo, se c'è a gente, non ci può capitare nulla di male. Un po' perchè la presenza della gente disincentiva i malintenzionati, un po' perché la gente, vivaddio, mi aiuterà. Invece i yre aggressori hanno potutto agire indisturbati, rpijma, nel locale, e dopo, per strada.

La cosa gravissima è che nessun cronista e nemmeno Marrazzo, che è (o dice di essere)un militante ha sottolineato l'assenza di aiuto da parte dei clienti del ristorante o della gente per strada. O erano le 4 del mattino?
Anzi la dinamica di tutta la faccenda è fumosa...

ha lasciato il locale ed è stato inseguito dai tre ragazzi che hanno ripreso a insultarlo e, dopo un diverbio, è stato colpito con un coccio di un bicchiere
Ma come?  A trastevere c'è gente anche alle due di notte! Possibile che nessuno sia intervenuto? E poi V. è andato via perchè indotto dagli insulti o perchp aveva finito di cenare? I tre ragazzi erano rimasti nel locale ho aspettavano V. Fuori? Perché se stavano nel locale V. non si è accorto che lo seguivano? Perché non ha chiamato subito il 113? Perchè non è rimasto in un posto affolato?
Dove è avvenuta l'aggressione? C'era gente o no? E LE DUE\TRE\ALCUNE AMICHE CHE CAZZO HANNO FATTO?

Insomma Marrazzo continua  strumentalizzare pro gay help line ogni aggressione ai danni di persone omosessuali per il suo tornaconto e non sa fare politica. Ecco cosa si dice nel comunicato arcigay:
“E’ una vicenda sconcertante – aggiunge Marrazzo – non si può subire un’aggressione così violenta perché gay. Un ragazzo di 22 anni non può essere segnato per tutta la vita nel corpo e non solo perché tre coetanei lo aggrediscono in questo modo al termine di una serata tra amici. Quest’anno, durante il quale si sono verificati molti casi di discriminazione e violenza, si conclude nel peggiore dei modi”.
No Marrazzo NON SI PUO' SUBIRE UN'AGGRESSIONE VIOLENTA IN MEZZO ALLA GENTE. Perchè non denunci l'omertà della gente? L'indifferenza. Non è forse omofobia anche quella? Non esiste forse il reato di mancato soccorso?

“Bisogna rispondere con più forza e con strumenti adeguati anche e soprattutto dal punto di vista normativo a episodi di questo tipo – afferma l’avvocato Daniele Stoppello, responsabile Ufficio Legale di Gay Help Line – e contrastare il disagio in cui l’omofobia ha origine dal punto di vista sociale e culturale.
Disagio? Quale disagio? di chi ? quello dei tre aggressori infastiditi da una checchina che si sono potuti permettere insulti nella piena indifferenza degli astanti (almeno epr quanto ne sappiamo)?
Rivolgiamo un appello ai testimoni perché si mettano in contatto con le Forze dell’Ordine e ci auguriamo che siano individuati al più presto i responsabili di quanto avvenuto.
Certo.  Io ero lì. Non ho alzato un dito per dire ai tre aggressori SMETTETELA me ne frego quando vedo i tre che seguono l'aggredito però poi mi rivolgo alla polizia... CHE COME MINIMIO DOVREBBE ARRESTARMI VISTO CHE NON SONO INTERVENUTO magari ciamando le forze dell'ordine se temo per la mia incolumità (o il proprietario del locale per dire a lui id fare qualcosa) insomma MARRAZZO FAI QUALCOSA DI SINISTRA!!!
 Invece no gli omofobi poverini sono figli del disagio... Vuoi vedere che d'ora in pio non potrò più mettere la maglietta di strass perchè abbaglia l'avventore del tavolo vicino, poveretto...

ZINGARETTI: "GESTO CHE INFANGA NOSTRA CITTÀ"
"Voglio esprimere la solidarietà mia e di tutta l´Amministrazione provinciale al ragazzo gay aggredito a Trastevere, un grave episodio di omofobia che le istituzioni devono condannare con fermezza. La speranza è che siano individuati al più presto gli autori di questo gesto vergognoso".
Lo dichiara, in una nota, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.
"Dobbiamo isolare e punire i violenti che infangano il nome della nostra città e bisogna rilanciare con forza l´ impegno per una norma severa contro l´omofobia, che va contrastata soprattutto dal punto di vista sociale. A sconcertare è ancora una volta la giovane età degli aggressori, che hanno preso di mira un proprio coetaneo. E´ il segnale - conclude Zingaretti - che non possiamo più aspettare per portare avanti una grande battaglia culturale che coinvolga tutti i cittadini, in particolar modo i più giovani".
Di nuovo. E gli astanti? la gente che c'era nel ristorante  e per strada?

AGGRESSIONE A GAY, POLVERINI: "CHI SA CONTRIBUISCA A TROVARE RESPONSABILE"
"Ancora una volta assistiamo a gravi violenze verbali e fisiche nei confronti dei gay. Sono gesti vergognosi che condanniamo fermamente".
Già. come per i Panda in via di estinzione...

Utile ricordare che le due marchette politiche cerchiobottiste sono d'obbligo cisto che la gay help line prende soldi sia da provincia e che da regione...

quindi anche se Polverini è cotale donna bisogna incensarla , almeno finché tiene i cordoni della borsa aperti (per la tua Gay Help Line, chissenefrega se li chiude per i teatri e la cultura. Marrazzo è degno degli avventori del ristornate che hanno pensato ai cazzi propri... anche lui pensa ai cazzi suoi)
Lo dichiara, in una nota, il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, in merito all´ episodio di violenza denunciato dall´ Arcigay, esprimendo "solidarietà a titolo personale e della Regione al giovane aggredito a Trastevere".
"E´ importante -prosegue - che chiunque possa contribuire ad individuare i responsabili faccia la sua parte dimostrando, soprattutto in questo periodo, sensibilità e senso civico, affinché chi ha commesso la violenza sia punito.
E anche lei non si rende conto che già chi c'era e non ha mosso un dito ha dimostrato di non avere senso civico e sensibilità alcune
La Regione Lazio - conclude - è impegnata con convinzione nella lotta all´omofobia e a qualunque forma di intolleranza, anche attraverso la Gay Help Line, strumento utile per dare supporto a chi è vittima di discriminazioni sessuali".
Infatti. Si è visto come Marrazzo ha sottolineato la responsabilità morale (e civile) dell'omertoso silenzio di quanti hanno assistito senza muovere un dito.

Non c'è che dire.
Anche chi dovrebbe essere all'avanguardia di una lotta politica da un alto è compromesso con le istituzioni e non può quindi strigliarle dall'altro è vittima della stessa mentalità fascio individualista e da gossip di tutta l'informazione...

Ma c'è dell'altro... che rende, se vero, la faccenda molto più grave e l'omertà di Marrazzo criminale (l'omertà non Marrazzo... che poi mi accusano di calunnia)

Stranamente Arcigay Roma non riparta la notizia a differenza dell'Ansa (verso la quale sono propendo a un po' di fiducia in più...) che aggiunge:

Dopo due giorni, con la divulgazione della denuncia, si arriva però anche all'identificazione dell'esecutore materiale di questa ennesima aggressione omofoba. Nell'ambito delle indagini della squadra mobile di Roma, che in queste ore sta effettuando interrogatori serrati sull'accaduto, è stato identificato, in serata, proprio chi avrebbe colpito la vittima.
Perchè, ha colpito uno solo? Quale dei tre?
Emerge, poi, anche un altro particolare inquietante: qualcuno, nell'imminenza della aggressione, avrebbe infatti coperto i tre giovanotti. Si tratterebbe del dipendente di un ristorante che, vedendo la scena, avrebbe incitato i tre a scappare, per non essere intercettati dalla polizia.
Quindi hanno visto.
Quindi è avvenuto in mezzo alla gente.
Paesanini farebbe arresti di massa e un anno di carcere per ogni omissore di soccorso.
Paesanini.
Io, ciccione inacidito, da solo non poso fare un cazzo.

Giuro però su mia madre che alla prima aggressione cui assisto sfascio la sedia in faccia a chi si permette di dire a frocio senza neanche dirgli di smetterla.


* fonte: Notiziegay.com

** Corsera.it cronaca di roma la discrepanza sta tra quanto riportato nell'articolo (coccio di bicchiere) e quanto nell'occhiello (coccio di bottiglia)

mercoledì 15 dicembre 2010

oggi parte la III edizione di Omovies!!!


Al via la terza edizione del festival “Omovies
sul grande schermo il cinema a tematica omosessuale
Quattro giorni di proiezioni e dibattiti su solidarietà e sessualità

Il Festival, arrivato alla sua terza edizione, si articola in una selezione di lungometraggi a tematica omosessuale e da un concorso per cortometraggi.

Programma delle proiezioni presso il cinema Academy Astra via Mezzocannone 109, Napoli
Tutte le proiezioni, i dibattiti e la tavola rotonda, sono a ingresso gratuito

La novità di “Omovies” - insignito nel 2008 del riconoscimento di miglior evento gay dell'anno - è la peculiarità questioning. Significa affrontare la tematica omosessuale e queer non esclusivamente dal punto di vista gay ma anche da un punto di vista straight che non sia necessariamente eteronormato. Dunque descrivere ma allo stesso tempo capire e discutere di come il mondo omo è percepito dal mondo nel quale viviamo.

Una giuria variegata valuterà le opere: presidente e madrina sarà Vladimir Luxuria; padrino sarà lo showman Fabio Canino, fra i giurati gli attori MarJo Berasategui, l’ex porno divo Carlo Masi, Miky Falcicchio, Susy Fuccillo, Raffaella Fico, Luigi Petrazzuolo, Roberta Inarta direttrice della Scuola di Cinema di Napoli, e tanti altri (vedi elenco allegato).

Il Festival si articolerà in quattro giornate di proiezioni che avranno luogo al cinema Astra di via Mezzocannone, a partire da mercoledì 15 con l'apertura affidata a Fabio Canino, fino a sabato 18 con la premiazione che avverrà nel corso di una cerimonia di gala condotta da Miky Falcicchio e Miss Priscilla Drag Queen.

Domenica 19, closing party al “Foyer Salone Margherita” in via Santa Brigida, in collaborazione con lo staff di Muccassassina di Roma che per la prima volta sarà a Napoli per promuovere l'Euro Pride di Roma.

Omovies è ideato e promosso dall'Associazione di Promozione Sociale “i Ken onlus” con il contributo economico del Comune di Napoli - Assessorato alle Politiche Sociali e Giovanili - del Servizio Giovani e realizzato in partenariato con l'Università degli Studi di Napoli “Federico II”, con il Coinor (Centro di Ateneo per la Comunicazione e l'innovazione organizzativa), l'Adisu di Napoli (Azienda pubblica per il Diritto allo Studio Universitario) con la convenzione con l'Università degli Studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa” e Mediateca comunale “Santa Sofia” e il patrocinio morale della Provincia di Napoli.
È un progetto sociale destinato ai giovani delle fasce marginali dell'area metropolitana di Napoli ed è infatti inserito nel Piano Locale Giovani sostenuto con un contributo delle Legge 285 e per questo prevede l'accesso gratuito alle proiezioni.
Programma  delle proiezioni presso il cinema Academy Astra via Mezzocannone 109, Napoli
Tutte le proiezioni, i dibattiti e la tavola rotonda, sono a ingresso gratuito
Mercoledì 15
Giovedì 16
Venerdì 17
Sabato 18
h 17.00

Riparo  (Italia/Francia, 2007)
di Marco Simon Puccioni
35 mm 100’


h 17.00

Alla Luce del Sole  (Italia, 2010)
di Federico Cappabianca
dvd  56’


h 18.00

A Cavallo tra i Mondi (Italia, 2008)
di Cristina Capone
dvd 46’


h 17.00

Senza Amore  (Italia, 2007)
di Renato Giordano
35 mm 100’


h 18.00

RED CARPET
a seguire (h 18.45)

dibattito
“Omofobia e Immigrazione: dal cinema alla realtà”

h 19.00

Tavola Rotonda
“Cinema Omosessuale: visibilità e distribuzione”
a seguire  (h 18.45)

dibattito sul film
con il regista Renato Giordano
  
h 20.00

Folder (Italia, 2010)
di Cosimo Terlizzi
dvd 74’

h 21.00

Zanzibar Una storia d’Amore
(Italia, 2009)
di Francesca Manieri e Monica Pietrangeli
dvd 45’

h 20.00

Donne-moi la main
(Francia/Germania, 2008)
di Pascal-Alex Vincent
dvd 80’

H 20.00

Concorso
CORTOMETRAGGI OMOVIES

proiezioni e premiazioni
h 22 00

+ o - il sesso confuso Racconti di mondi nell’era aids (Italia, 2010)
di Andrea Adriatico Giulio e Maria Corbelli
dvd 92’

h 22.00

Plan B (Argentina, 2009)
di Marco Berger
dvd 103’

h 22.00

Mater Natura (Italia, 2005)
di Massimo Andrei
35 mm 90’



 
TAVOLA ROTONDA
CINEMA OMOSESSUALE VISIBILITÀ E DISTRIBUZIONE

Elenco partecipanti

Lorenzo Gigliotti Professore di teoria e tecnica del linguaggio cinematografico
                                                                                              Università di Salerno
Cristina Capone   (Sirka) Regista
film proiettato al festival A Cavallo tra i Mondi (Italia, 2008)

Monica Pietrangelo regista
film proiettato al festival Zanzibar Una storia d’Amore (Italia, 2009)

Renato Giordano regista
film proiettato al festival Senza Amore  (Italia, 2007)

Cosimo Santoro  Direttore della Distribuzione Atlantide Entertainment film proiettati al festival

            Donne-moi la main (Francia/Germania, 2008) di Pascal-Alex Vincent

            Plan B (Argentina, 2009) di Marco Berger

Modera Alessandro Paesano responsabile programmazione Omovies 2010