Visualizzazione post con etichetta neofascismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta neofascismo. Mostra tutti i post

domenica 17 settembre 2017

Chef Rubio, o dell'outing (sic!) e del sesso

A conferma dei miei timori sugli effetti negativi delle sineddoche usate da Wilsoosh nel video in cui fa coming out arriva Chef Rubio, al secolo Gabriele Rubini,   ex rugbista e ora chef del programma Unti bisunti, che con la sensibilità lessicale di un troglodita (confondendo  tra coming out e outing)  critica  Wilwoosh dicendo che non dovrebbe fregare a nessuno di sapere con chi scopiamo.


A riprova che se dici mi piace il cazzo invece di mi piacciono gli uomini poi le menti sottili che quella di Rubio continuano a pensare al sesso e non certo alle relazioni umane.
Il cazzo invece dell'uomo, appunto.


Comunque va ricordato a questo genio del pensiero che le persone etero parlano sempre di con chi fanno sesso, ci hanno addirittura costruito una società sopra, quindi non si capisce perché loro sì e le persone omo no.

Ecco.



lunedì 1 febbraio 2016

Lucia Ocone "Bandierò" e l'insulto maschilista.

Apprendo da Gay.it che ieri a "Quelli che il calcio" la televenditrice Veronica, il personaggio inventato e interpretato da Lucia Ocone, ha venduto Baindierò.

La struttura dello sketch, per chi non lo conosce, prevede la vendita di un oggetto molto comune presentato come oggetto innovativo da utilizzare per gli usi più improbabili...

Una truffa evidente e comica.

Nel caso della bandiera rainbow, presentata come Bandierò, viene venduta come localizzatore di presenza "quando incontri su tinder o grind" od offuscatore di luce "quando ricevi in casa (e non in camera come dice gay.it)
 
Evidentemente anche per Ocone quando si parla di omosessualità viene in mente solamente il sesso, quello vicino al libertinaggio, e mai i sentimenti.


La continua allusione al sesso liberitno è presente in tutti gli sketch non solamente in questo: lo si capisce dai continui innuendo, Veronica o, almeno, la sua amica Marika, si prostituisce.

I continui riferimenti alla prostituzione (nei commenti di Veronica anche i due della Gialappas sarebbero clienti di Marika) sono triti e confermano tutto l'impianto valoriale maschilista e patriarcale su cui si basa lo sketch.

Veronica\Ocone nel commentare gli e le astanti al Family Day non trova niente di meglio che lasciare intendere che gli uomini presenti sono sue conoscenze di vecchia data (cioè clienti) e le donne sue "vecchie amiche" (cioè prostitute).

Insomma per sfottere chi ha partecipato al family day Ocone non trova niente di meglio che dare della mignotta alle donne e del puttaniere agli uomini.

Ci mancava solo l'insinuazione che gli uomini fossero froci... ma a quello ci ha pensato Travaglio col suo editoriale del 27 di cui ho già parlato.

Credo nella buona fede di Ocone e le concedo pure che non si sia resa conto dell'offesa che le sue osservazioni "comiche" fanno alla dignità della donna, di tutte le donne, anche di quelle omofobe del family day.

Ma lo sport nazionale di dare della mignotta a una donna non è accettabile mai nemmeno per scherzo, non in tv almeno.

Negli anni 70 i froci vantavano la mignottagine propria e delle altre froce, non la nascondevano, non la usavano come una arma di discriminazione e di offesa.

Anzi lucciole e froce trovavano nell'uso del corpo autodeterminato quella comune sororanza con la quale si smarcavano dalla morale borghese che, a quanto pare, oggi nel tempo del family day anche il movimento di liberazione lgbt ha riabbracciato.

Magari le donne del family day fossero tutte mignotte, cioè donne che sono libertine come gli uomini. Purtroppo le donne del family day sono sessualmente represse come ci insegna Costanza Miriano e la donna sottomessa.

E poi che vuotezza politica quella di chi per criticare una posizone omofoba e antidemocratica non ha meglio di dire che chi ha quella posizone è una mignotta.

Eppure gay.it ha trovato questo sketch positivo solo perchè Ocone solidarizza con gli amici orgogliosi con quei froci che trasfromano la professione di misoginia in uno sport machista.

Il patriarcato è ancora talmente diffuso che family day e family gay (con marrazzo che inneggia ai diritti gay) sono le due facce della stessa medaglia di una soceità profodnamente divisa tra uomini e donne tra etero e gay dove il fallocentrismo patriarcale rende comuqnue gli uomini, anche quelli forci, migliori e con più potere delle donne. Una società che è la stessa identica di quella mussoliniana del ventennio.

La generazione che ha fatto la differenza, quella che faceva politica 40 anni fa, oggi è superata per mere ragioni anagrafiche.

Il nuovo che avanza non ha la capacità di andare al di là di queste stantie contrapposizioni  e invece di integrare le persone in una soceità complessa ma coesa e solidale dove la singola persona convive con chi intraprende una vita a tre (o più) si preferisce etichettare e dividere la gente in sottocategorie (tutte quelel assurde della queer theory per esempio) illudendosi che ognuno e ognua abbia un minimo di libertà di manovra, anche se dentro a un recinto sempre più angusto.

Ci si dimentica che se non si partecipa non c'è libertà e senza libertà non c'è democrazia.

L'unico collante è ancora quello del maschilismo che ci fa dire a tutti e tutte di una donna che avversiamo che è mignotta senza che nessuno o nessuna si arrabbi mi chiedo come facciamo poi a rivendicare una più equa distribuzione dei diritti, sviliti a diritti gay, senza vergognarci un po'.

Beh, io me ne vergogno, tanto.

venerdì 29 gennaio 2016

Travaglio: un editoriale contro il Family Day ma il linguaggio è trasnfobico, omofobo, maschista

Non mi è mai piaciuto Travaglio.

Non mi fido di un uomo che ha avuto come mentore Indro Montanelli, un fascista vero, mica i uaqquaraquà che abbiamo oggi, uno tutto d'un pezzo che teneva una busto di Mussolini sulla scrivania.

Per capire perché non mi piace Travaglio basta leggere l'editoriale pubblicato il 27 u.s. sul Fatto Quotidiano.

Nell'editoriale, dal titolo Multifamily Day il giornalista (ma oratore gli si addirebbe di più) addita la contraddittorietà di chi inneggia alla famiglia tradizionale, quella tra uomo e donna,  ma ha alle spalle uno o due divorzi.

Però lo fa in una maniera volgare, maschilista, poco interessato a sottolineare l'agire politico di chi sostiene il Family Day quanto piuttosto a screditare direttamente le persone.

Così le mogli compagne e amanti di questi uomini poco affidabili sono tutte avvenenti in un lessico in perfetto equilibrio tra maschilismo ed eterocentrismo (Travaglio non si sognerebbe mai di dire di nessun uomo che "è avvenente").  Le scenate di gelosia servono a restituire con un frasario da giornalaccio scandalistico dei reati ben più gravi (non ricordati e dunque lasciati solo alla memoria di chi legge) mantenendo la fumosità di una critica generica di caratura moralistica e non politica.
Anche rivolgersi alle tre donne menzionate come alle Tre Grazie è degno di una ironia da bar completamente irricevibile perché Travaglio fa leva su quel sessismo patriarcale e maschilista che è la stessa matrice ideologica dell'omofobia.

Per Travaglio coloro che sostengono il Family Day non sono persone da criticare perché negano diritti di cui loro godono a certe categorie di persone ma sono degli adulteri corrotti e con molte amanti...

D'altronde per Travaglio quelli per cui la pdl Cirinnà costituisce un parzialissimo riconoscimento non sono diritti umani universali riconosciuti anche alle coppie dello stesso sesso ma alle coppie gay (cioè di omosessuali maschi) e non coppie dello stesso sesso o, al limite, omosessuali, dove l'aggettivo omosessuali significa anche dello stesso sesso.

Non è una differenza della forma ma della sostanza perché quel che dirime la questione delle unioni civili e del matrimonio non è l'orientamento sessuale dei membri delle coppie ma il loro assortimento sessuale.
E non si può desumere il primo dal secondo: due uomini che stanno insieme non sono necessariamente gay possono anche essere bisex.
Lo stesso vale per le lesbiche se Travaglio non le escludesse usando un linguaggio sessista, ma in questo è in ottima compagnia.

Qualunque sia il loro orientamento sessuale due uomini e due donne in Italia non si possono sposare non già in quanto gay o in quanto lesbiche ma in quanto persone dello stesso sesso.
Tant'è che quando in una coppia etero (di sesso diverso) uno dei due o una delle due partner cambia sesso quel matrimonio viene automaticamente cancellato.

Ma tant'è per Travaglio i diritti sono delle coppie gay.





Altro scivolone quando Travaglio riporta le voci su Gasparri Ai tempi dello scandalo Marrazzo ci fu chi provò a infangarlo: Libero raccontò di un politico che bazzicava gli stessi trans col soprannome “Chiappe d’oro”.

Travaglio dice i trans al maschile fuori tempo massimo per potersi trattare di un fraintendimento dopo che persino l'Unar ha ricordato alla stampa che i trans sono i maschi trans cioè donne biologiche che transitano verso il sesso maschile e che gli uomini biologici che transitano verso quello femminile sono LE trans.
Non ci sono più scuse che tengono, chi continua imperterrito a dire I trans lo fa per scelta, per disprezzo, perché vuole ricordare a queste presunte signorine che sono nate maschio e al maschile ci si deve loro riferire.

Non pago Travaglio allude alle pratiche sessuali che Gasparri avrebbe fatto con queste donne trans quella penetrazione anale ricettiva (lo chiamavano chiappe d'oro) evidentemente per Travaglio chiunque pratica del sesso anale ricettivo è gay lo so che è difficile da capire anche per molte persone omosessuali ma non sono le pratiche sessuali a determinare il nostro orientamento sessuale, bensì il coinvolgimento emotivo affettivo e relazionale.
Insomma per Travaglio  se Gasparri è chiappe d'oro è un frocio e quindi che ci va a fare al Family Day?

Mi sembra una argomentazione un tantino omofoba  la solita solfa di chi vuole offendere qualcuno dandogli del frocio e si sa i froci lo pigliano del culo, perché il culo ce lo hanno solo loro gli etero e le donne hanno un altro tipo di orifizio. D'altronde Travaglio coltiva lo stesso gusto dei classici di Montanelli e sicuramente ricorderà Marziale.

Infine la ciliegina sulla torta quando Travaglio allude all'omosessualità dei preti che vanno al family day coi loro fidanzatini dove, per non farsene mancare nessuna, al maschilismo aggiunge il paternalismo quel fidanzatini sminuente che normalmente si si usa per rivolgersi ai e alle partner degli e delle adolescenti ma che in questo caso si riferisce volgarmente alla tenera età dei partner dei prelati con una allusione alla pederastia.
Di nuovo Travaglio usa l'orientamento sessuale per sminuire le persone e offenderle non certo per denunciarne l'incoerenza e l'ipocrisia altrimenti ricorderebbe anche le fidanzatine dei preti.

Anche quella è una contraddizione visto che i preti dovrebbero seguire il nubilato.
Ma vuoi mettere?
Dire di un prete che scopa con una donna fa meno scandalo (anzi non lo fa per niente) di dire che un prete ha un fidanzatino.

Di questo editoriale fascista e patriarcale disgustosamente omofobo e transfobico io faccio volentieri a meno e lo rispedisco al mittente perché mi offende, mi offende come gay, e come cittadino la cui intelligenza è misconosciuta pensando mi si possa impunemente ammannire un linciaggio morale spacciandolo per un j'accuse politico.

Per questo invito caldamente Travaglio ad andare al Family Day (cosa avevate capito?!?!) degno posto  per chi usa un frasario e delle argomentazioni squadriste.

Perché Travaglio offende anche te.

Se lo consoci lo eviti.

Proprio come il Family Day


mercoledì 20 gennaio 2016

Può l'anarcocapitalismo essere omofobo? Sulle critiche "da sinistra" alla campagna "svegliatitalia" per le unioni civili.

Le immagini incriminate sono queste.

Mostrano due corpi dello stesso sesso coperti da una bandiera italiana mentre si inneggia al Paese affermando che un Paese civile protegge l'amore.

E' una immagine della campagna nazionale per la manifestazione del 23 gennaio quando le persone scenderanno nelle piazze di oltre 40 città a ricordare che questo Parlaento deve approvare una legge imprescindibile nonostante la sua pochezza e il suo spirito segregazionista.

Queste immagini sono una bella metafora che mostra il Paese, cioè il popolo,  proteggere le persone e il loro amore. Una bandiera come una coperta che copre.
Un Paese del quale essere orgogliose e orgogliosi.

Una campagna comunicativa azzeccata ma che a tante e tanti non è piaciuta per quello che hanno visto nelle immagini ma che, a essere intellettualmente onesti e oneste, in queste immagini non c'è.


Il blog incrocidegeneri scomoda addirittura l'omoazionalismo statunitense, lamentandosi di una bandiera che inneggia a una idea di civiltà considerata razzista, il discorso retorico sulla quale inneggerebbe alla discriminazione nazionalista (il blog dice razzista che non significa nulla visto che non parliamo di razza e che, la razza non ha una dimensione scientifica) additando come nemici gli Stati che non riconoscono i diritti lgbt. 

Quindi se critico le leggi omofobe della russia di Putin per incorcidegenri sono razzista.

Ora non sono certo uno sciovinista, tutt'altro, ma la banidera italiana non mi fa schifo perchè è la stessa che sfilava nel Paese il 25 aprile del 1945 quando il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclamò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti.

Questa è la bandiera della Repubblica, la bandiera dello Stato italiano che 40 anni fa ha prodotto alcune dele leggi di più alta civiltà per un Paese arretrato come l'Italia: divorzio, interruzione della gravidanza, legge Basaglia sulla chiusra dei manicomi nuovo Stato di Famiglia che cancellava quello mussoliniano del 42, legge sul cambio di sesso (la prima in Euroopa) e, più recentemente, la legge sullo stupro come reato sullla persona e non più per la morale.

In questa bandiera mi ci identifico. 
E' a questa bandiera che chiedo di ratificare i diritti della persona e non diritti dei gay e delle lesbiche come conciona incrocidegeneri.

Lo sa bene chi ha fatto questa campagna  che, oltre alle due immagini con coppie dello stesso sesso, ha prodotto anche una terza immagine



 Un uomo e una donna abbracciati non dalla bandiera italiana, perchè quei diritti le coppie di sesso diverso già li hanno, ma abbracciate da una bandiera raibow mentre si afferma che chi ama i diritti li vuole per tutti (sessisticamente)

   
L'anarcocapitalismo del blog incrocidegeneri fa i suoi discorsi - anche condivisbili - anti imperialisti a spese delle persone omosessuali e bisessuali riducendo l'ammanco di diritti umani ai loro danni a una mera retoriche dei diritti sessuali.

La conclusione del post fuori da ogni cocncretezza politica  afferma
A fronte di una retorica che vorrebbe imporci ordine e disciplina e ci chiede di giurare fedeltà allo stato-nazione in cambio di una rassicurante normalità piccolo-borghese, è tempo di essere INCIVIL*!
In barba ai figli e le figlie di famiglie omogenitoriali che sono bambini e bambine di serie b, in barba alle coppie di sesso diverso che se non si sposano non hanno diritto alcuno (e che la proposta di legge Cirinnà invece  riconoscerebbe, istituendo per tutte le coppie anche le convivenze di fatto), in barba a tutte quelle persone che, escluse dal il matrimonio, non possono dire alla società "io e questa perosna stiamo insieme e come coppia contribuiamo al bene comune al nbene della nazione".

Per l'anarcocapitalismo dobbiamo rimanere tutte e tutti divisi, sole e soli, avere un welfare individuale dove non contano la solidarietà o lo spirito di corpo, dove non conta la rete di affetti (non sempre e non solo sessuati) che la società reale, di cui incrocidegeneri ignora l'esistenza, sta realizando, concretamente, al di là di riflessioni teoriche e sterili, perchè sdradicate dal tessuto sociale, dal qui e ora, dalla continegnza evenemenziale.

Quando il pensiero "anti" si standardizza a una retorica priva di umanità e di senso di concretezza e di responsabilità si ottengono risultati come questo, squisitamente omofobi, capitalisti e individualisti e anche sgrammaticati.

In un senitre antisessista più di facciata che di sostanza si scrive incivil* credendo di  declinarlo al maschile e femminile ignorando che incivile è parola ambigenere e rimane invariata al maschile e al femminile.
Però poi nel testo non si evitano dei squisitamente sessisti maschili inclusivi (come diritti dei neri, solo al maschile e direttamente neri, non già persone, ma razza a parte, o quel participio passato "protetti" solo al maschile... ma tant'è).

A queste persone ho solo una cosa da dire. Studiate, e ringraziate chi esattamente 70 anni fa ha dato la vita perchè voi poteste scrivere queste cazzate senza che nessuno venisse a casa vostra ad arrestarvi.

ITALIA SVEGLIAAAAAAAA

lunedì 28 aprile 2014

Sei come sei di Melania Mazzucco letto in alcune classi del ginnasio del Liceo Giulio Cesare di Roma.
Il risultato? Una denuncia contro la docenza, Disinformazione, striscioni omofobi, una stampa complice e poco informata.

Capita che in un liceo classico di Roma, il Giulio Cesare,  al ginnasio, venga letto, anche in classe, il romanzo di Melania Mazzucco Sei come sei (Einaudi, 2013) nel quale Eva dopo la morte del padre biologico viene affidata agli zii e non al compagno del padre, Yuma, che da quando le è stata strappata la figlia  vive ritirato sugli Appennini.


Apriti cielo!
La lettura del romanzo suscita polemiche a non finire (con tanto di striscione omofobo scritto da Lotta studentesca), una denuncia alla procura al danno della docenza rea di avere dato il libro da leggere (compito diventato subito costrizione) e diversi articoli sui principali quotidiani italiani.

La denuncia è di pubblicazioni (sic) oscene e corruzione di minorenne e questo perché in un brano del romanzo si legge di un pompino, pardon, di una fellatio:
Pure, benché sapesse che Mariani Andrea non soltanto lo avrebbe respinto, ma anche tradito e sputtanato, un pomeriggio, quando dopo la partita indugiò nello spogliatoio e si ritrovò solo con lui, Giose decise di agire - indifferente alle conseguenze. Si inginocchiò, fingendo di cercare l'accappatoio nel borsone, e poi; con un guizzo fulmineo, con una disinvoltura di cui non si immaginava capace, ficcò la testa fra le gambe di Mariani e si infilò il suo uccello in bocca. Aveva un odore penetrante di urina, e un sapore dolce. Invece di dargli un pugno in testa, Mariani lasciò fare. Giose lo inghiottì fino all'ultima goccia e sentì il suo sapore in gola per giorni. Il fatto si ripeté altre due volte, innalzandolo a livelli di beatitudine inaudita. Qualche tempo
dopo, però, entrando in classe, sulla lavagna Giose trovò scritto autunno è frocio. E da allora, quella scritta si presentò tutti i giorni.
La morbosità con cui viene descritto questo pompino con ingoio, il sapore di orina opposto all'aggettivo dolce, il sapore che ha in gola per giorni, tutti dettagli che ricordano certi  racconti  erotici pubblicati in rete per fare eccitare chi li legge, rende sicuramente questo romanzo non adatto prima ancora che a un pubblico di minorenni allo scopo per cui ne è stata programmata la lettura. Quella strategia dell'Unar presentata dai quotidiani come il kgb frociarolo che impone e dispone.

Il romanzo di Mazzucco è inadatto non perché è banale nella sua volgarità ma perché è omofobo. Lo dimostra un altro brano immediatamente precedente a quello del pompino.
Fino ad allora Giose aveva saputo dissimulare, si era mimetizzato nel gruppo come un insetto stecco su una foglia: si comportava come i compagni, partecipava alle stesse bravate e quando alla fine del secondo anno di scuola decisero di caricare una mignotta sulla Flaminia, si unì alla comitiva e fece il suo dovere. Nessuno avrebbe mai sospettato che quel ragazzo muscoloso, ruvido stopper della squadra di calcio dell'oratorio, concupito dalle ragazze perché aveva occhi vellutati da cerbiatto, strimpellava la chitarra, amava la poesia a differenza degli altri coetanei primitivi e trogloditi, e per di più era refrattario alle loro avances, la notte si stancava la mano sulle foto di Jimi
Hendrix, Valeri] Borzov e Cassius Clay.
C'è da chiedersi perché i genitori non si siano lamentati del riferimento alla mignotta caricata.
 Io non posso non notare come l'io narrante si periti di precisare come Giose anche se frocio con abbia fatto il suo dovere (linguaggio machista) e tutta quella retorica del ragazzone muscoloso che non può essere mica frocio, come se il romanzo fosse stato scritto durante il ventennio...

Che Mazzucco non sappia scrivere e nella sua non scrittura dia voce ai pregiudizi della donna e dell'uomo medi (quelli del pasoliniano La ricotta) lo si evince anche da quste poche frasi.

Quello che però trovo preoccupante perché denuncia una isteria collettiva è il fatto che ci si attivi per impedire che questo romanzo venga letto a scuola non per le sue dubbie qualità artistiche ma perché ha una trama omosessualista come riportano i simpatici ragazzi e le simpatiche ragazze di Lotta Studentesca (la divisione studentesca di Forza Nuova) che per bocca di Andrea Di Cosimo su faccialibro definiscono il romanzo:
di carattere decisamente omosessualista e fin troppo esplicito. E’ inaccettabile che al giorno d’oggi, con la crisi che impera e con la disoccupazione a livelli record, vengano presentati ai giovani studenti modelli di vita deviati e perversi come se fossero la normalità o rappresentassero una priorità . Il nucleo fondamentale della società è infatti la famiglia, quella tradizionale, formata da padre, madre e figli ed è solo su questo modello che si baserà il futuro della nostra nazione.
Se deviati e perversi vi sembrano aggettivi forti guardate il cartello che compare in testa al video pubblicato su youtube  e sulla pagina FB, che compare per pochi secondi, troppo pochi per permetterne un'agevole lettura, come a tradire un ripensamento dell'ultimo momento.



Stupro di stampo omosessuale, provocazione pedopornografica, ecco gli estremi di una denuncia ben più consistente...

Lo slogan dello striscione invece meriterebbe un premio per la creatività:

Maschi selvatici, un eufemismo per fascisti di merda...


In questa storia però a fare davvero una pessima figura è la stampa che dà sostegno alle tesi dei  fascisti dando una informazione parziale e omofobica ben oltre l'isteria.

I titoli si riferiscono alla trama del romanzo in una maniera da far sembrare la militanza di Lotta studentesca un fascismo alla camomilla.


Giulio Cesare, testo su sesso gay in classe (messaggero)
che, non pago, nell'articolo, a firma del solito Marco Pasqua esperto contromosessualista, usa giri schifosi di parole come  sesso omosessuale (che è meno preciso di sesso tra uomini, visto che il sesso omosessuale può anche essere fra donne...) e che si riferisce al cogenitore di Eva come L’altro genitore, infatti, per la legge italiana non esiste: nel suo caso non è la mamma ma un altro uomo, ancora un padre.

Non da meno il Corsera che si riferisce al brano incriminato come a brano che parla del tema del sesso tra gay non tra uomini o ragazzi ma tra gay, razza a parte, definizione giudicante perché non tutti i maschi che fanno sesso tra di loro sono necessariamente gay  e non solo per via della bisessualità. Si può avere un comportamento gay che non investe l'orientamento sessuale, oppure stare sperimentando... Ma vallo a spiegare alla redazione online del corsera...

Non da meno Repubblica che in un articolo più equilibrato non resiste alla tentazione di descrivere il brano come un brano che narra del tema del sesso tra gay.
Questo segregazionismo da orientamento sessuale è endemico e coinvolge anche parte della popolazione lgbt che usa questo linguaggio discriminatorio come forma di un estremismo identitario un po' fuori tempo massimo...


L'isteria collettiva sta però altrove e cioè nel fatto di contrastare questo romanzo omosessualista come fosse il primo che entra a scuola.
Cosa dire allora dei classici greci, o della poesia di Saffo? 
Per tacere l'Ernesto di Saba, Oscar Wilde, tanto per citare i primi nomi che mi vengono in mente...

L'idea che la scuola sia sotto attacco di una lobby omosessualista lascia intendere che l'omosessualità non sia già dentro la scuola nella letteratura, nella storia e in tutti i campi dello scibile.  L'idea che l'omosessualità debba rimanere fuori dalla scuola è preoccupante ma anche naïf perché le persone non etero già sono dappertutto anche a scuola: tra i banchi, dietro le cattedre, negli uffici amministrativi...

L'idea che l'omosessualità stia fuori dalla societa e che con la richiesta di diritti civili si pretenda di farla entrare nella società è un errore grossolano di prospettiva.

Le persone non etero naturalmente nella società già ci sono anche se non vengono loro riconsociuti i diritti che le persone eteronormate invece hanno... 


La richiesta di diritti serve a riconoscere la parità di almeno 3 milioni di persone, cittadinanza italiana discriminata e repressa, non a fare entrare orde di omosessuali tenuti fuori dai patri confini dalla moralità fascista unico baluardo della normalità.






martedì 30 luglio 2013

Forza Nuova e la legge contro l'omofobia

Tappezzano Roma e  la rete e, temo, molte altre città italiane. Sto parlando dell'ennesimo poster omonegativo di Forza Nuova, stavolta contro la proposta di legge in contrasto dell'omofobia.


Il poster è un capolavoro di efficacia comunicativa, quella che noi non siamo proprio capaci di avere.

Una immagine icastica immediatamente riconoscibile quella che da due secoli a questa parte stigmatizza l'opzione omosessuale: se sei un uomo e ami altri uomini sei una femmina mancata.

Venerdì scorso al flash mob in sostegno della legge, un ragazzino giovane (e bellissimo) rivendicava orgogliosamente in questi termini la propria omoaffettività.

Sono una donna imprigionata nel corpo di uomo
.

Quando gli chiedevo spiegazioni scopro che quel che voleva dire in realtà era solo che, amando altri uomini come lui, non si sentiva conforme all'immagine canonica di maschilità.

Non mascolinità. Non è una questione di virilità ma proprio una questione di immagine maschile.

Se non ci sono canzoni, pubblicità, film, programmi tv, fiction e libri che propongono dei modelli positivi di identificazione e costruzione del sé omoaffettivo uno si aggrappa a quel che trova (no non a sto cazzo...).

Ogni ragazzo effeminato (e quel ragazzino di cui vi dicevo non lo è affatto) si effemina per sentirsi (rap)presentato nella società perchè ha solo quegli strumenti del mainstream.

E' inutile teorizzare un transgederismo o una politica queer se non si riesce a dare di diritto la stessa immagine maschile anche alle persone omosessuali.

Se non si considera cioè l'omosessualità come una opzione naturale di default ma la si considera come una scelta antagonista non solo si ammette ma si afferma la differenza teorica tra omo ed eterosessualità e, di fatto, si discrimina.

Così appena vediamo un uomo con il rossetto (e la barba che ne accentua  l'identità sessuale) tutte e tutti capiamo subito di cosa si tratta.

Potrebbe trattarsi di un attore.

Di un costume.

Invece no.

Si tratta di un frocio. Un gay. Una femmina mancata.

Eppure il significato sociale del make-up è qualcosa di storicamente determinato. 

Proprio come l'identità sessuale che è culturale e non biologica. 

Però un uomo che non solo fa sesso con altri uomini ma che ama altri uomini è contronatura esattamente come uno che si mette il rossetto.

Un rossetto scappellato, in un evidente riferimento fallico, ben oltre quello che servirebbe per metterselo davvero, un rossetto-glande che tocca entrambe le labbra i una sublimata volgia di cazzo cui l'omosessualità (maschile) è sussunta.   

Un sesso consumistico, mercenario e anaffettivo.

E poi c'è il capolavoro della scritta:

Pensare che l'omosessualità sia contro natura è ora reato.


Reato di opinione.

Censura del pensiero.

Ma anche oculata scelta comunicativa.

Perchè nessun pensiero in quanto atto del pensare è reato.


Diventa reato quando quel pensiero si fa discrimine, spartiacque, quando crea un noi e un loro, quando diventa discriminatorio.

Io posso vedere due ragazzi che si  baciano e pensare che siano contronatura. Ma finché mi tengo la cosa per me e non lo esterno in nessuna maniera con commenti o azioni aggressive posso pensare quel che mi pare.


Negli Stati Uniti, per esempio, il primo emendamento permette ai manifestanti omofobi di esporre cartelli contro la morte di un soldato gay ringraziando dio per averlo fatto morire, in punizione del suo peccato di omosessualità.

Eppure in quel paese esiste una legge contro gli hate crimes i delitti per odio che punisce le stesse persone che affermano dio ha fatto bene  a far morie quel soldato gay se solo si sostituiscono a dio. Un conto è dire bravo dio. Un conto è far morire di propria mano, magari in suo nome, chicchessia.

E questo che la legge italiana prevedeva (prima che Scalfarotto la svuotasse di ogni valore giuridico).

Ma fa gioco sostenere che se passa la legge non si potrà  più dissentire.

In Italia l'omofobia è vista come cosa negativa e dare dell'omofobo a qualcuno o qualcuna viene percepita come una grave offesa.

Il problema è che la maggior parte delle persone non ha la percezione di cosa sia davvero omofobico.

Come emerso da uno studio recente a livello europeo Citizens in Diversity: A Four-Nation Study on Homophobia and Fundamental Rights, molte persone non percepiscono come omofobici molti pensieri, giudizi, idee e atteggiamenti che in realtà lo sono.


Lo scorso giugno la Pew global research ha chiesto a diverse persone di cittadinanza varie se la società dovrebbe accettare l'omosessualità.
Pochi hanno risposto di no.

Dipende quale domanda fare... Con una domanda così diretta è difficile dire di no (anche se nel caso dell'Italia cè un 18% che è irriducibile).

Ma se si prova a cambiare domanda (come ha fatto l'Istat ) ecco che cambiano i risultati...

Secondo l'Istat il 59,1 % della popolazione ritiene accettabile che un uomo abbia una relazione affettiva e sessuale con un altro uomo e il 59, 5 % che una donna abbia una relazione affettiva e sessuale con un'altra donna.

Quasi  il 60%.

Certamente la maggioranza, ma non la stragrande, un 40 % pensa ancora di no.

Sempre secondo l'Istat il 73% della popolazione è in totale disaccordo con il fatto che non si assuma una persona perché omosessuale [dimenticando che la cosa è illegale persino in Italia] o non si affitti un appartamento per lo stesso motivo.

L'Istat però fa notare anche come quasi la stessa percentuale, il 55,9%

si dichiara d'accordo con l'affermazione se gli omosessuali fossero più discreti sarebbero meglio accettati.
E siamo così al cuore dell'omofobia. Che riguarda molti più pensieri e (pre)giudizi di quanti non si ritenga tali.

Tra questi il principale: se l'omosessualità non fosse così ostentata vivremmo tutti meglio. Perchè a differenza di quello tra un ragazzo  e una ragazza un bacio tra due o tra due ragazze viene percepito come ostentazione. E questa è omofobia bella e buona. Non si vogliono vedere le coppie omosessuali. Poi nel privato della propria camera da letto ognuno fa quel che vuole... Proprio come certi cattolici...


Finché l'omosessualità verrà percepita come accidente da tollerare e difendere e non come opzione standard di pari dignità vivremo sempre in una società omofoba.

Ai poster come quelli di FN si risponde con l'informazione e il ragionamento.

Anche se uno sterminio di massa risolverebbe la situazione in maniera più efficace e radicale.

Ma quello che ignorano quelli di FN è che se io vado a ucciderli perchè sono dei fascisti di merda vado in galera con delle aggravanti per discriminazione per l'orientamento politico.

Invece si  mi uccidono perchè cammino mano nella mano col mio ragazzo (ad averne uno..) nessuna aggravante verrà data al mio assassino.

Nemmeno se passasse questa legge voluta da Scalfarotto (che la storia giudicherà per quello che è un  poitico lgbt piccolo, piccolissimo) la stessa legge che FN avversa paventando di non poter discriminare come continua a fare anche con un poster orribile eppure bellissimo nella sua capacità comunicativa.

Ecco se almeno imparassimo da loro a comunicare meglio...

 

giovedì 4 luglio 2013

Un altro genere di comuncazione: il blog che su facebook censura

Leggo su faccialibro un post del blog un altro genere di comunicazione che si riferisce allo stupro come a una pratica orribile. Critico l'ìuso infelice del sostantivo. ne nasce un confronto. alla fine del quale vengo bloccato e non solo non posso più commentare quel post ma i mie commenti, che qui riporto, sono scomparsi...


Complimenti per lo spirito democratico dell'amministratrice della pagina facebook.

Sul blog contro il sessismo si notano poi delle perle di sessismo come ques'invito a unirsi alla mailing list.

Altri followers, solo al maschile. Per un blog che inneggia alla lotta (sacrosanta!) contro il sessismo non c'è male...

Ma si sa sono dettagli che vedo solo io che sono polemico...