domenica 27 febbraio 2011

Los Novios Bulgaros e En colo al cineforum di Buzz intercultura


Sono tornato al cineforum di Buzz Interlineatura (chiamato ufficialmente San Giovanni gay). Prima del lungometraggio, come consuetudine, sono stati proiettati un corto e un servizio tg.

Il corto è En Colo (Francia 2009), di Pascal Alex-Vincent lo stesso di Donne-Moi la main. Il corto fa parte dei "5 film contro l'omofobia", finanziati dal Ministero della Salute e dello Sport francese e proiettata in tutte le istituzioni pubbliche di quella nazione, dalle scuole alle biblioteche.
La sceneggiatura è di Nicolas Chretién.


Una storia banalotta che sfrutta il classico espediente del gioco della bottiglia per far baciare due ragazzi. In questo caso la storia, abbastanza farraginosa, che vede il ragazzo apparentemente etero innamorarsi di quello apparentemente gay nel giro di un giorno e solamente dopo un bacio ha dell'inconsistente e del banale. La storia che dà più fastidio, soprattutto in un corto contro l'omofobia, è quella delle compagne di colonia del ragazzo sospettato di essere  gay che non passa l'esame perchè, durante un ballo, non gradisce che la ragazza posizione le mani di lui sul proprio sedere. L'omosessualità non ha una sua dignità autonoma è sempre descritta in negativo. Sei gay se non ti arrapa mettere le mani sul culo di una donna. Così tutti i ragazzi che magari preferiscono andarci piano sono tutti tacciati di omosessualità che, così, non ha una sua propria ragione d'essere ma è solo vista come un ammanco di virilità. A poco serve il bel giovane che fa da animatore della colonia che dice di essere gay anche se non lo sembra. La faccia interdetta dell'amico del ragazzo che sembra etero ( e che alla fine del corto bacerà quello pédé) di fronte alla dichiarazione dell'animatore non basta a giustificare i commenti del giorno dopo delle due ragazze che, commentandone l'avvenenza, commentano con la classica frase che spreco. L'omofobia rimane nel corto un valore nel test per scovare il frocio che c'è in ognuno di noi se non ci si rizza dopo due secondi appena vediamo una donna...

Il conduttore del cineforum mentre presenta il corto del quale ha tradotto il titolo originale In campeggio si meraviglia che il titolo originale sia En colo (con l'accento sulla prima o). In realtà il titolo non si riferisce al campeggio ma alla colonia estiva (En colo con l'accento sulla seconda o) è l'abbreviazione di In colonie...

Insomma un corto inutile, anche se ben girato, e coi ragazzi stramaledettamente Belli perchè se non sie bello non sei gay ma ricchione...

Poi è stata la volta di un estratto video da una seduta del parlamento argentino, la Dichiarazione di un deputato durante l'approvazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso
Quel che dice il Deputato Cuccovillo fa impallidire qualunque cosa mai detta qualunque campo e su qualunque argomento da qualunque deputato italiano. Il rispetto per le idee di chi è contrario all'allargamento del matrimoni alle persone dello stesso sesso e che considerano l'omosessualità una malattia. Rispetto per delle opinioni che però, insiste il deputato, non hanno alcun fondamento etico, morale o scientifico.

I nostri parlamentari hanno molto da imparare...

Poi è stata la volta di regista: Lss Novios Bulgaros ( t.l. I fidanzati bulgari) (Spagna, 2002) di Eloy de la Iglesia. Un film pessimo e razzista, frutto di una Spagna che oggi non esiste più. Un film razzista non solamente perchè descrive gli immigrati clandestini in Spagna di nazionalità bulgara come dei marchettari, dei ladri, dei mafiosi e dei bugiardi, ma soprattutto perchè presenta i gay spagnoli del film con il solito cliché della checca. Un film dove nessuno sembra avere una relazione stabile affettiva e dove il sesso è mediato dai soldi o comunque dal potere. Dove gli amici del protagonista sono checche ciccione  di mezz'età, beh perchè guardate me?!?!)

Basato sul romanzo omonimo di Eduardo Mendicutti, Los Novios Bulgaros racconta di Daniel, un consulente finanziario quarantenne e madrileno, innamorato di Kyril, giovane immigrato bulgaro che, fidanzato con Kalina, se lo scopa in cambio di favori sempre più misteriosi e illegali. Kyril è solo uno dei tanti ragazzi provenienti dall’Europa dell’Est che riempiono le strade del quartiere gay e le feste degli amici di Daniel. Il film, raccontato in flashback, è il classico racconto della donna innamorata del delinquente, con la sostituzione del gay al posto della donna. Il film ha i suoi momenti migliori durante il matrimonio di Kyril con Kalina in Bulgaria e durante il soggiorno di Daniel a casa dei suoi, quando cerca di sottrarsi al fascino pernicioso di Kyril. Ma è davvero una pellicola che non offre uno sguardo diverso su nessuno degli argomenti che affronta, anzi confermando la delinquenza dei ragazzi dell'est e la vita solitaria dei maricones.

Nel sito di Buzz intercultura si legge:
Un film dallo stile ironico ed elegante che parla di passioni senza confini, ma anche del crollo del socialismo reale. Infatti dietro la storia di Kyril, come di tanti ragazzi come lui venuti dall'est, c'è il crollo di una ideologia fallita che ha portato il mondo a questo neocapitalismo selvaggio. Daniel dice: "Cosa posso rimproverare a Kyril? Che c'é di strano se i rifugiati della catastrofe, ora vogliano distruggere un paradiso che gli é ostile?"
Ora a parte il giudizio lapidario su una ideologia fallita, nel film non si vede affatto il socialismo se non in una scena quando, tutti i ragazzi bulgari cantano, ubriachi, l'internazionale socialista con una faccia commossa dalla nostalgia. Per il resto vediamo mafiosi, bulli, Kyril girare su auto rubate, che sottrae scorie radioattive nascondendole in casa dei genitori di Daniel. Non si vede nulla del socialismo e nemmeno nel neocapitalismo visto che i delinquenti bulgari sembrano usciti fuori dai film anni sessanta,  e che degli occidentali (tutti checche) pur essendo tutti abbastanza ricchi e e benestanti ci viene mostrato solo il privato e non il risvolto economico o sociale. E i rifugiati della catastrofe non vogliono distruggere un paradiso che gli è ostile ma semplicemente approfittarsi della maggiore prosperità che c'è in Spagna sfruttando quei froci che, invece di trovarsi uno stracci di storia con qualcuno che li ami, si accontentano del sesso pagato a caro prezzo.

domenica 20 febbraio 2011

Giuseppina Valido condannata in appello.

Forse qualcuno si ricorda di una storia di qualche anno fa.
Giuseppina Valido, insegnante di una scuola media di Palermo, il 28 gennaio  2006, durante la ricreazione, trova un suo alunno in lacrime. Scopre che un altro alunno della classe, assieme a un altro ragazzo, gli hanno impedito di entrare nel bagno dei maschi dandogli della femminuccia e del gay. Il ragazzo è continuamente preso in giro per la sua presunta effeminatezza, tant'è che a scuola lo chiamano Jonathan come il concorrente del grande fratello (di allora).
L'alunno bullo ha già il registro pieno di note. La prof. decide di coinvolgere allora tutta la classe. Racconta quanto avvenuto. Fa ragionare tutti sull'assurdità del gesto del bullo. Spiega a tutti che il giudizio espresso dal bullo parte da una mancanza di informazioni. Da una deficienza. La prof. spiega l'origine etimologica e il vero significato della parola. Poi fa scrivere sul diario del bullo per 100 volte la frase "sono un deficiente" precedendo la punizione da una nota di suo pugno nella quale invita il padre a presentarsi a scuola.
Il padre non si fa vivo. Poi quando la prof torna a scuola dopo alcuni giorni presi per malattia, l'alunno punito le mostra il diario dove, sotto la punizione, c'è una comunicazione scritta dal padre del ragazzo: Mio figlio sarà deficiente ma le è una c... (non so quale sia la parola)1. La prof si risente, fa presente la cosa alla classe, chiede a ogni alunno di scrivere cosa pensa dell'accaduto. Poi  manda a chiamare il padre del ragazzo per l'insulto fatto mandare tramite il figlio. Per tutta risposta l'uomo denuncia la professoressa dicendo che, in seguito alla punizione, il figlio, traumatizzato, è dovuto andare in terapia piscologica.
Passa un anno. La prof viene processata secondo rito abbreviato (un rito speciale caratterizzato dal fatto che con esso si evita il dibattimento e la decisione viene presa nell'udienza preliminare).
La sentenza del Gup (Giudice dll'Udienza Preliminare) Piergiorgio Morosini è esemplare. Non solo la assolve dalle accuse di abuso dei mezzi di correzione e disciplina e lesioni (per insussistenza dei fatti) ma  le riconosce di aver applicato una buona strategia pedagogica (potete leggere le lunghe e articolate motivazioni della sentenza  cliccando qui).
Passano gli anni. Il padre va in appello dove il pm chiede una condanna a 14 giorni di reclusione. La terza sezione della corte di appello, presieduta da Gaetano La Barbera, condanna  la prof, che intanto è andata in pensione, a un anno di carcere con la condizionale.
La sentenza non è stata ancora pubblicata e dunque non se ne conoscono le motivazioni.
Però posso dire che la sentenza rispetto il "reato" è abnorme: se la prof deve farsi un anno di galera per aver fatto scrivere al ragazzo 100 volte "io sono un deficiente" noi tutti meriteremmo 10 anni e non un anno di galera come disse la sora Angelina nel film di Zampa del lontano 48...
Quel che più mi dà fastidio in questa faccenda è che oggi si parla solo della punizione, ma non del percorso pedagogico che l'ha preceduta.
Oggi, come al solito, tutti si millantato esperti di didattica e pedagogia.
Così Massimo Lorello sulle pagine palermitane di repubblica online si permette di scrivere:
Le orecchie d’asino sono roba ottocentesca, certo. E la punizione scelta dalla professoressa Giuseppa Valido le richiama abbastanza. Fare scrivere a un alunno “sono un deficiente” è un errore, anzi un reato. Oggi i metodi educativi sono un’altra cosa rispetto all’Ottocento. Ma davanti a un atto di bullismo, davanti a tre ragazzini che impediscono a un compagno di andare in bagno “accusandolo” di essere una femminuccia, un gay, qual è il provvedimento più efficace da prendere? C’era un preside al liceo Garibaldi di Palermo che non censurava l’indisciplina degli alunni più violenti. Preferiva enfatizzare la stupidità delle loro azioni. Buon per lui che nessuno gli ha fatto causa.

Lorello dimentica di far presente che la prof ha discusso in classe spiegando le origini della parola e il suo vero significato. Ma tant'è.

Poi c'è il professor Mereghetti che, sul sito il sussidiario scrive un articolo a dir poco sconcertante:
Un’insegnante, Giuseppa Valido, è stata condannata ad un anno di reclusione perché ha fatto scrivere per cento volte ad un suo studente “sono un deficiente”. Il fatto risale al 2006. Non ci interessa qui ripercorrere la vicenda giudiziaria della docente, che decise di stigmatizzare un atto di bullismo, né discutere il provvedimento del gup, che aveva assolto l’imputata prima che la terza sezione della corte d’appello emettesse la sentenza di condanna. Di questo hanno già parlato i mezzi di informazione. Però che la magistratura sia costretta ad occuparsi di episodi come questo non è un gran bel segno, ma ancor più triste è che nella scuola italiana accadano cose di questo tipo. È il segno di una decadenza dell’educazione che purtroppo segna la vita di troppe realtà scolastiche, l’idea che tanti insegnanti hanno di poter piegare a se stessi i loro studenti.

C’è nel provvedimento preso dall’insegnante condannata un errore di fondo, l’imposizione di un giudizio negativo sul suo studente, fino a farglielo scrivere e riscrivere. Non è solo assurdo dal punto umano, è una grave resa educativa. Oggi molti insegnanti, senza arrivare ai livelli denunciati, portano in classe la loro debolezza educativa e pensano di risolverla con regole e punizioni. C’è una esasperazione delle norme comportamentali come non mai, il tutto nell’illusione di poter generare negli studenti un processo di apprendimento attraverso ferree regole di comportamento. Niente di più sbagliato, l’educazione non è questione di regole né questione di imposizioni, l’educazione è questione di fascino e di libertà.

Un insegnante dovrebbe chiedersi che cosa ha di interessante da proporre ai suoi studenti ed entrare ogni mattina con la forza di ciò che lo appassiona, così un insegnante dovrebbe cominciare a guardare i suoi studenti, uno ad uno, con una simpatia totale, fino a vedere non che sono deficienti, ma che hanno una loro originale e unica sensibilità. Non sono le classi che devono cambiare né le generazioni, sono gli insegnanti che di fronte alle situazioni pur difficili sono chiamati a decidere se affidarsi alle regole o ad uno sguardo vero, quello che sa vedere in ogni studente, anche nel peggiore, un fattore positivo. È da lì che l’educazione può ripartire e raggiungere livelli di apertura e di passione impensabili. Ci vuole un insegnante capace di scoprire in ogni studente la sua positività, quel fattore che lo lancia nella vita.

L’insegnante condannata, al posto di far scrivere per cento volte “sono deficiente” al suo alunno, avrebbe dovuto fargli scrivere una volta sola un breve profilo delle doti positive che vede in lui. E poi giocare la sua sfida sulla positività di quel ragazzo. Che nella scuola entri uno sguardo nuovo, questo è il problema serio dell’educazione oggi. Non sarà la sentenza di un tribunale a risolverlo, né il ricorso a norme più ferree. Urgono invece insegnanti che si mettano alla ricerca del positivo presente in ogni studente e che sfidino la libertà a riconoscerlo.
Insegnanti che divengano alleati del cuore di ogni studente, più di quello che gli stessi studenti riescano.
Ho scritto un commento sul sito, non so se verrà pubblicato e se il Prof. mi risponderà ma trovo davvero insopportabile questo concionare su principi astratti senza prendere minimamente in considerazione i diritti del più debole.

Ecco il mio commento

Professor Mereghetti il suo articolo mi pare astratto e incompleto.
Lei parla di guardare la positività di un ragazzino che ha impedito a un suo compagno di classe di entrare nel bagno dei ragazzi perchè gay e quindi "femmina".
La professoressa ha parlato in classe dell'accaduto, ha cioè collettivizzato l'aggressione verbale e fisica, facendo ragionare tutti su quanto successo. Tanto che un secondo ragazzo coinvolto nel fatto chiese scusa al ragazzino offeso. Ma non il bulletto che pensava di avere ragione.
Ora se uno pensa che se uno è gay allora è femmina è deficiente, non nel significato traslato ma in quello letterale, come la professoressa aveva ben spiegato in classe.

Si vada a leggere la sentenza del gup che cita anche il parere di ben tre psicopedagogisti che sul ragazzo hanno più competenza di me e di lei avendoci parlato e avendolo conosciuto.

Quel che trovo inaccettabile del suo articolo è che lei difende l'aggressore in base a nobili e astratti e generici principi ma non spende nemmeno una parola sull'aggredito. Siamo al paradosso. Vuoi vedere che il vero colpevole ora è il ragazzo aggredito?
Vedremo che mi risponderà il ...moderno pedagogo...

Palermo cronaca invece riporta una notizia FALSA.
Infatti dice:

Condannata ad un anno dalla terza sezione della corte d'appello, Giuseppina Valido, 59 anni anni insegnante di lettere in pensione. All'epoca dei fatti l'insegnante adottò nei confronti del ragazzino protagonista di un episodio di bullismo un provvedimento disciplinare particolare, gli fece scrivere per cento volta sul quaderno "sono deficiente". Questo perchè insieme a due coetanei aveva impedito ad un compagno di classe di entrare nel gabinetto.
Omettendo le ragioni del gesto: Tu non puoi entrare nel bagno dei maschi. Sei gay. Sei femmina
La vittima
La vittima è il bullo non il ragazzino cui è stato dato del gay perchè non sufficientemente virile.
di questo episodio, secondo quanto ha riferito il padre, è rimasto traumatizzato, faticava a prendere sonno, e dovette ricorrere all'ausilio di uno psicologo.
Quindi basta la parola del padre, che vale di più di quella della professoressa.
In realtà però
Dalle indicazioni dello psicologo dott. Giovanni Caltanissetta, della psico-pedagogista dott. Pellegrino Elisa e della dott.ssa Parasiniti non può ricavarsi la prova che lo specifico intervento educativo e disciplinare adottato dalla Valido sul XX, tenuto conto delle particolari circostanze di fatto che lo precedevano e della situazione concreta in cui si andava ad inserire, avesse cagionato un danno morale o il pericolo di un danno morale per quest’ultimo.
Gli stessi “disturbi comportamentali” del XX, segnalati dalla dott.ssa Parasiniti con il certificato del 10.2.2006, nulla indicano in ordine ai fattori eziologici, alla loro entità e alle terapie praticate o praticabili, rimanendo in una genericità tale da ritenere che in realtà il giovane Xx fosse, come tanti altri ragazzi della sua età, semplicemente affaticato o preoccupato da una particolare situazione in ambito scolastico .
Peraltro la estrema genericità di tale formula si salda con l’indicazione contenuta a pagina 2 dell’esposto del padre del giovane XX, che smentirebbe in radice la riconducibilità di quella condizione del minore con la condotta della Valido, dal momento che evidenzia la personale percezione della stranezza dei comportamenti del figlio a partire dal 24 gennaio 2006 ossia quattro giorni prima del fatto in contestazione, verificatosi senza alcun dubbio in data 28 gennaio 2006.
A ciò si aggiunga che dopo l’episodio di cui in contestazione, avvenuto il 28 gennaio 2006, il XX continua a frequentare la classe per oltre dieci giorni senza manifestare particolari disagi o atteggiamenti meritevoli di attenzione da parte dei responsabili dell’istituto sotto il profilo della serenità del minore, come si evince dalla documentazione in atti, ciò deponendo per l’infondatezza circa l’esistenza di un danno morale per il minore derivante dalla condotta dell’imputata di cui in rubrica.

Così si legge nella senza del 2007 del Gup (fonte già citata). Un bravo giornalista se ne sarebbe dovuto informare, non così l'autore della notizia su Palermo cronaca, che nemmeno si perita di firmare il pezzo.


Potrei fare tanti altri esempi ma mi sembra ababstanza per dimostrare come ognuno sulla rete apre bocca e gitta fori fiato.

Il resto lo leggete sui quotidiani. Le rimostranze delle associazioni gay, nel desolante panorama di un paese di lobotomizzati...

1) per questa ricostruzione mi sono basato sull'articolo di allora del Corriere della Sera

sabato 19 febbraio 2011

Scusa, ma a te piacciono i ragazzi?

Non c'è stato
mai
un momento
nel quale
non sia stato felice
perchè mi piacciono i ragazzi.
Non si tratta per la fortuna che ho avuto
nel sesso
o in amore
e credo di averne avuta molta
anche se è un po' che non mi fa più visita.
Ma ogni volta che ho amato un ragazzo
sono stato felice 
per averlo potuto fare.
Sono stato felice
che i mie gusti mi avessero portato 
a guardare i ragazzi,
ad amarli,
corteggiarli,
bramarli.
Se c'è una cosa della mia vita per la quale non ho rimpianto alcuno
sono i miei gusti in fatto di sesso!
Amo i ragazzi
e, ogni volta, il solo constatarlo mi commuove fino alle lacrime.

venerdì 18 febbraio 2011

Imágenes reales del juego al cineforum di Buzz Intercultura

Ieri sera sono andato al cineforum a tematica organizzato da Buzz Intercultura presso l'Acrobax, centro sociale nell'ex Cinodromo proprio dietro ponte Marconi.
Il film principiale era Meine Schwiegertochter ist ein Mann (t.l Mia nuora è un uomo)  (Germania, 2010) di Edzard Onneken, una classica commedia di accettazione dell'omosessualità da parte dei genitori del loro unico figlio maschio che torna al paese alpino bavarese per sposarsi. Niente di nuovo sul fronte occidentale, un film non utile, con un paio di situazioni esilaranti (la madre che, quando vede il figlio presentarsi con un uomo, supera i due in cerca della sposa) e un paio di affermazioni discutibili (il figlio che dice al padre, che, per farlo guarire ha pensato bene di portarlo in un bordello, "Papà le donne non mi piacciono e non mi piaceranno mai") (riconciliandosi con la vicina amica di sempre della madre che non sa relazionarsi al figlio gay questi le dice che lui è nato gay, come a dire, non ne ha colpa...) e che però sono contento di aver visto.

Al cineforum è tradizione proiettare anche cortometraggi e pubblicità e lì ho avuto la vera sorpresa.
Prima una splendida pubblicità Argentina prodotta dalla Federazione Argentina LGBT , che celebra l'approvazione del matrimonio anche per le persone dello stesso sesso. 

Uno spot bellissimo, con un claim che più preciso non potrebbe essere.

Per un Paese che ha avuto una dittatura, i desaparecidos e la cui democrazia è stata ripristinata solamente nel 1983 non c'è che dire. Solo in Italia a più di sessant'anni dal ripristino democratico (davvero?) ancora non abbiamo nulla del genere...


Ecco gli attori e gli autori dello spot
Con Adrián Scaramella y Matías Cazeaux Meri Hernández y Florencia Bordolini Esteban Lamothe y Julieta Zylberberg
Idea and General Production: Matías Cazeaux
General Direction and Script: Juan Schnitman
Acting director: Alejandro Guevara
Director of photography: Rodrigo Bermúdez
Editor: Andrés P. Estrada
Still photography: Javier Fuentes y Nicolás Fernández     


Poi è stata la volta di un cortometraggio spagnolo del 2005 (altro Paese che nel metà del tempo italiano ha superato il nostro Paese di anni luce) Imágenes reales del juego di Josè Negrete. Un piccolo (per la durata) capolavoro che vi propongo ahivoi in spagnolo senza sottotitoli ma che si segue facilmente. eccovi due righe di trama per permettervi di seguirlo meglio.



Siamo nel 2066. In una esercitazione pratica dell'Universidad  Complutense di Madrid, Facoltá di Scienze Virtuali. Tre studenti  aspettano l'arrivo del professore che valuterá il loro lavoro di fine  anno accademico, che consiste in un gioco ambientato agli inizi del  secolo XXI: per loro é un gioco storico.
L'esame si sviluppa dentro l'ambiente  del gioco che consiste nel fatto che i due giocatori, comandando ciascuno un  personaggio, devono riuscire in mezzora (il tmepo di un viaggio in metro) che i due personaggi si innamorino, partendo  da un incontro fortuito in ascensore senza fare riferimenti diretti al sesso o alla seduzione (altrimenti, come vedrete, il gioco dà errore). Ma la  professoressa Pazos, famosa per essere severa, per punire il maschilismo dei tre studenti che hanno pensato  aun gioco di seduzione tra un uomo e una ragazza bella, inesperta e curiosa di fare nuove esperienze, introduce un piccolo cambiamento...





Geniale nevvero?
Ah mi raccomando aspettate la fine dei titoli di coda per una piccola sorpresa.

(ATTENZIONE SPOILER!!! leggete il seguito del commento solo dopo aver visto il video)
La sceneggiatura è eccellente (a cominciare dal prologo nel quale non capiamo bene di cosa si tratta, ma, ovviamente, è fatto apposta). Poi i titoli di testa che impostano la cornice narrativa spiegando quanto visto prima. Poi il piccolo cambiamento della professoressa che bacchetta la scelta maschilista dei tre ragazzi, le soluzioni grafiche per far vedere come i giocatori muovono i personaggi, la centralista del prontopizza petulante (modellata sulla stessa professoressa) fino al finale dove i tre vengono rimandati a settembre perché hanno dimenticato che nel 2005 l'aids non era ancora stato sconfitto (o sarà solo nel 2026) e quindi manca il profilattico... (modo geniale per ribadire ancora, perché serve, in un corto  a tematica l'importanza di proteggersi in ogni incontro sessuale occasionale...). Per tacer della recitazione, della fotografia e della regia.
Uno corto indimenticabile!

Giovedì prossimo tornerò al cineforum. E voi?

venerdì 28 gennaio 2011

Ancora sulle ecolalie di Signorini (e di gaynews 24)

Già tempo fa mi ero occupato di lui, scrivendogli anche una mail alla quale non si è mai degnato di rispondermi.


Ora torno a occuparmene per un editoriale pubblicato sul sito di TV Sorrisi e Canzoni.

Ho appreso la notizia leggendola sul sito gay24news (del quale pure ho avuto modo di parlare) che non perde occazione per dire cazzate o omettere di commentare dettagli importanti.

Ma procediamo con ordine.

Ecco l'editoriale di Signorini:

Care lettrici e cari lettori, sui giornali nei giorni scorsi ho trovato una notizia che avrei preferito non leggere: Elton John è diventato papà. Per carità, non ho niente contro Elton John, che conosco e stimo non solo come cantante. Ma il modo in cui è diventato padre francamente non lo condivido: ha preso una donna «in affitto» per avere un erede, che ha chiamato Zachary Jackson Levon Furnish-John (Furnish è il cognome del suo compagno David, con cui convive da 12 anni e con cui è sposato civilmente da cinque). Alcuni giornali hanno commentato questo fatto come «una nuova conquista delle coppie gay» e considerano Elton «un apripista sui diritti degli omosessuali». Sarà. Ma più che alla coppia Elton-David e al suo ruolo di «apripista», a me viene da pensare al piccolo Zachary. Che non potrà contare sulla figura veramente insostituibile per un bambino: quella della madre. Sono sicuro che Zachary crescerà in una famiglia che lo ama e che fortunatamente può offrirgli una vita senza preoccupazioni economiche. Ma tanto amore e tanti soldi secondo me non basteranno mai a nascondere la mancanza di una madre. Perciò sono d’accordo con Papa Benedetto XVI quando afferma che i bambini devono crescere in una famiglia dove ci sono un papà e una mamma. E senza mettere in discussione le rivendicazioni dei gay, lasciatemi dire che Elton e David secondo me sono andati un po’ oltre i propri «diritti». Pensando probabilmente troppo ai propri desideri e troppo poco alle esigenze di un bambino. Alla prossima.
as@sorrisi.com
 Non c'è che dire. L'ipocrisia degli omofobi non ha limite alcuno. Se la coppia è di uomini, manca la mamma, se la coppia è di donne, manca il padre... Certo affermazioni quali  Perciò sono d’accordo con Papa Benedetto XVI quando afferma che i bambini devono crescere in una famiglia dove ci sono un papà e una mamma sono ridicole perchè offendono anche tutte le coppie di separati e divorziati il cui costume è quello di litigarsi i figli e puntare a un affido secco a uno dei due genitori (anche se dall'introduzione dell'affido condiviso nel 2008 ha cambiato le carte in tavola...). 

Comunque signorini è il classico italiano, fascista e cattolico) che pretende di decidere per conto degli altri. e va preso per quello che è una nullità che esprime pareri non richiesti.

C'è un altro aspetto però che lascia perplessi nel post. Ma prima di parlarne leggiamo il cappello introduttivo con cui gaynews 24 ha commentato la notizia.
Anche Alfonso Signori, Direttore di Tv Sorrisi e Canzoni ed opinionista televisivo non ha mancato di polemizzare con la scelta di paternità da parte del cantante Elton John ed ecco cos’ha scritto ai suoi lettori dall’osservatorio privilegiato del blog di Sorrisi e Canzoni Tv:
Intanto è un sito e non un blog. In un blog si possono lasciare commenti invece l'editoriale di Signorini non lo si può commentare (c'è solo un indirizzo mail al quale scrivere, privatamente, e non è detto che ti risponda, e, cosa ben più importante, solo Signorini legge la mail, se la legge..., non i lettori del SITO).

C'è un passaggio nell'editoriale che è così offensivo che Signorini andrebbe schiaffeggiato (moralmente, si intende)

Zachary Jackson Levon Furnish-John (Furnish è il cognome del suo compagno David, con cui convive da 12 anni e con cui è sposato civilmente da cinque).
Allora. Se John e  Furnish sono sposati Furnish non è il compagno ma il Coniuge ma si sa per Signorini l'italiano è un'opinione. L'opinione è quella ottocentesca del matrimonio vero come matrimonio in chiesa (se no non si capisce la distinzione matrimonio civile) evidentemente per Signorini il matrimonio è solo quello in chiesa (e tra persone di sesso diverso).

Però, immaginatevi se questo stesso metro omofobico venisse applicato anche alle coppie etero.
Prendiamo Gianfranco Fini e la sua (ex) moglie Daniela Di Sotto.
Fini incontra Di Sotto nei primi anni 80. nel 1985 hanno una figlia e si sposano nel 1988.

Quindi se Singorini applicasse lo stesso metro si dovrebbe dire
Daniela di sotto compagna di fini con cui convive da 12 anni e con cui è sposato civilmente da cinque.
Civilmente...
Tutti i cattolici di merda si dimenticano che in Italia l'unico matrimoni ad avere valore legale è quello civile e non quello ecclesiastico che viene equiparato a quello civile, riconosciuto come se. Mentre a sentir loro sarebbe vero il contrario.

Inutile dire che di tutto questo gaynews 24 nemmeno si è accorto?

giovedì 27 gennaio 2011


Cara Mina,
sono stanca della politica italiana, fatta da anziani che pensano soprattutto a salvare la propria poltrona a rotelle. Anche se non sono proprio di sinistra, mi piace Nichi Vendola, mi sembra riesca a darci una speranza. Il fatto che sia cattolico e gay magari lo aiuta a osare di più con idee e proposte, proprio perché deve sfidare e vincere molti pregiudizi. Ma secondo te, l’Italia è pronta per un premier gay?
betta

Non sarebbe una novità. Mi sembra che ci siamo già passati, per quelle strade. Cioè, mi risulta che, nei decenni, ne abbiamo già avuto almeno uno. Ma erano tempi in cui si rifuggiva accuratamente da qualsiasi tipo di coming out. Adesso, invece, di «rivelazioni» se ne fanno fin troppe. Sogno un mondo in cui l’omosessualità non sia equiparata a immoralità, indecenza, oscenità, corruzione, vergognosa offesa alla morale comune o addirittura a pedofilia. Questa è una orrenda china che non ci porterà niente di buono. Ciao, Betta.
Mina
Vanity Fair - 3/2011 del 26.01.11

venerdì 14 gennaio 2011

Gay news 24. Quando il giornalismo (sic!) è miope

Leggo questa notizia su gay news 24

Roma: Svastichella pena ridotta in appello, da sette a quattro anni.

In appello la condanna è scesa da 7 a 4 anni, per la concessione delle attenuanti generiche. Ma resta invariata la contestazione di tentato omicidio. Per questo motivo le parti civili, Arcigay e Comune di Roma, si sono dichiarate soddisfatte.
Pena ridotta nel processo d’appello per Alessandro Sardelli, noto come “Svastichella”, l’uomo accusato di aver aggredito due ragazzi omosessuali la notte tra il 21 e il 22 agosto del 2009 al Gay Village all’Eur.
Casomai l'uomo condannato, in Appello, non solo più accusato. Accusato vuol dire che non siamo sicuri sia stato lui... Accusato si dice di un colpevole prima del processo (per la presunzione di innocenza garanzia costituzionale) ma questo omofobo è stato giudicato in due processi e ritenuto in entrambi colpevole, quini non accusato, ma condannato,o, semplicemente l'uomo che HA aggredito etc. etc.

Lo hanno deciso i giudici della I Corte d’Appello, presieduta da Eugenio Mauro, che hanno ridotto la condanna a quattro anni dai sette inflitti con rito abbreviato il 13 gennaio scorso.
Ecco un'occasione mancata per ricordare che, ci fosse stata la legge contro l'omofobia, le attenuanti generiche non sarebbero state applicabili. Io sono un garantista, ma a un porco che perchè vede due ragazzi darsi un bacio davanti alle camionette che vendono panini alle 4 del mattino decide che la cosa non gli va giù e accoltella al ventre il primo sfascia in testa all'altro una bottiglia non capisco per quale cavolo di motivo bisogna dargli le attenuanti generiche...
Il pg Elisabetta Ceniccola aveva chiesto invece la conferma di tale condanna

cioè sette anni invece che 4, quasi la metà... Alla faccia delle attenuanti!
La riduzione è motivata dalla concessione delle attenuanti generiche, ma lascia invariata la contestazione di tentato omicidio, porto d’arma bianca e lesioni gravi, per aver ferito al torace un ragazzo gay
<\blockquote>
Un ragazzo gay. In questo caso la specifica è irrilevante visto che per la legge un ragazzo gay o etero sono esattamente uguali... Un ragazzo perchè gay avrebbe invece spiegato l'origine omofobica del gesto... D'altronde, si sa, l'italiano, come la matematica, sono solo un'opinione...

Dino, e averne colpito un altro alla testa, Giuseppe. Soddisfatti per questa decisione le parti civili costituite, il Comune di Roma con l’avvocato Enrico Maggiore, l’Arcigay Roma e i due ragazzi aggrediti con l’avvocato Daniele Stoppello.

Sì? Siamo sicuri che i due ragazzi aggrediti siano soddisfatti?
“E’ importante che sia stata confermata la nostra presenza come parti civili – ha detto Stoppello – E’ stato così stabilito un importante principio in merito alla possibilità dell’Arcigay di essere parte in questi processi.
Traduzione. Non ce ne frega un cazzo di come si svolgono i processi nei quali riusciamo a infilarci come "rappresentanti dei gay" l'importante è che si parli di noi. Tant'è che perdiamo l'occasione di ricordare che una legge contro l'omofobia avrebbe evitato le attenuanti. Perché Svastichella ha accoltellato un ragazzo per un bacio che stava dando al suo partner, alle 4 del mattino.
Non solo, rileva anche come sia stato confermata la sussitenza del pericolo di vita per Dino, a fronte di una consulenza che invece non la riconosceva”. “E’ stato stabilito il principio che il Comune – ha aggiunto Maggiore – è parte in questi processi, sottolineando così il lavoro svolto dall’amministrazione comunale nella direzione della tolleranza, dell’integrazione sociale e di condanna nei confronti di azioni deprecabili con quella per la quale eravamo a processo”.
Traduzione . Anche a noi del Comune non ce ne frega un cazzo di questi froci. Se ci siamo costituiti parte civile è perchè non potevamo fare altrimenti, se no strumentalizzavano la cosa contro la nostra amministrazione che si sa, in quanto di destra è comprovatamente omofoba.

In tutto questo il sito riporta queste dichiarazioni e dà la notizia col tono finto professionale di chi riporta i fatti senza commentarli.
Invece i commenti ci sono, anche se impliciti, e sono assolutamente insostenibili.
Questo articolo è uno spot per Arcigay e il comune di Roma, fatto sfruttando i due ragazzi aggrediti ignorando completamento il gesto di Svastichella un gesto di squisita e pura omofobia.
Ma si sa, in due ragazzi gay se la sono andata a cercare, che bisogno avevano di baciarsi davanti a Svastichella?

Datemi un secchio sto per vomitare.


Secondo articolo sempre su gay news 24


James Franco, una mezza ammissione: “forse sono solo gay”…


James Franco l’attore americano di origini italiane che negli ultimi anni è diventato un beniamino del pubblico omosessuale di tutto il mondo grazie alle sue interpretazioni di personaggi gay
Cioè James Franco piace ai gay non perchè è un bonazzo della madonna, ma perchè ha interpretato tanti personaggi gay. Ma come sono provinciali e separatisti 'sti gay. Gli piacciono gli attori quando interpretano personaggi come loro...
Ma non si rende conto del ridicolo l'autore  di questo scritto (scusate la tastiera si rifiuta di scrivere la parola art.. art.. niente non ne vuole proprio sapere...)?

Non importa come parli dei gay. L'importante è che ne parli...
(nel film “Milk” nella parte di uno dei fidanzati storici di Harvey Milk e il poeta Allen Ginsberg in “Howl“)
Tanti?? Sono due!!! (James Franco ha all'attivo ben 25 film...)
da sempre è costretto a combattere con giornalisti che durante le interviste gli rivolgono sempre un sacco di domande sul suo orientamento sessuale.
E il giornalista non si chiede perchè? Perché a nessuna attrice che interpreta una prostituta chiedono scusi ma lei fa la mignotta? Perché il giornalista (sic!) non dice che la domanda non ha senso e nasce da una visione solo negativa dell'omosessualità (se lo interpreta un po' lo è, un etero non lo farebbe mai...).
Il rito si è ripetuto anche qualche giorno fa dove nel corso di un’intervista rilasciata dall’attore per parlare del suo ultimo lavoro “127 hours” all’ennesima domanda se era gay James Franco ha dato una risposta particolarmente articolata sul cosa, il come ed il perchè si era ritrovato ad interpretare personaggi omosessuali chiudendo sibillinamente: “Ma forse sono solo un gay”. E se non lo sa lui…
Ecco il provincialismo gay tutto italiano. Invece di apprezzare, cogliere e rimarcare la sottile ironia di James Franco che è un attore e interpreta personaggi che gli piacciono e non ha nessun problema a interpretare personaggi anche gay ma che, visto che continuano a chiederglielo, che pensassero pure che è gay, per lui non è un problema, la ...signorina che ha scritto queste note si sdilinquisce a pensare che James Franco possa essere gay. Evidentemente si pone la stessa domanda cretina dei sue colleghi basata sull'equazione  Interpreti un frocio? Lo sei anche tu. 
Non si illuda, Franco ha già dimostrato che, a prescindere dall'orientamento sessuale, è molto più intelligente di chi ha scritto questa nota basate sul gossip più deleterio.



Datemi un secchio sto per vomitare di nuovo. Se avete finito i secchi fa niente. Vomito sull'articolo. (E vai! Ho vinto sulla tastiera!!!).

venerdì 31 dicembre 2010

Ragazzo 22enne aggredito perchè gay a Trastevere.
E la gente, che fa?

Apprendo dell'ennesima aggressione fisica e verbale all'ennesimo gay a Rama. Come al solito i mezzi di (dis)informazione online (adeguatisi ben presto a quelli cartacei) fanno gossip, propaganda a questa o quella compagine politica (Polverini e Alemanno vengono definiti indignati... Loro, primi esponenti di organizzazioni politiche, tra le altre cose, omofobe) si contraddicono sulla dinamica dei fatti, fanno non si sa quanto inavvertitamente pubblicità a un'organizzazione gay che spaccia come soci avventori di saune e cruising bar come Arcigay Roma (il cui direttivo è era stato sospeso dal presidente Nazionale prima del reintegro da parte dei Garanti nazionali, il cui presidente però, si è dimesso*...).


Intanto cerchiamo di capire quello che è successo:
Un ragazzo di 22 anni è stato preso di mira da tre coetanei perché gay, nel quartiere romano di Trastevere. Quindi è stato attaccato in modo brutale: con un coccio di bicchiere, all'orecchio

L'aggredito si chiama V., è romano e studente**,
è stato colpito con un coccio di un bicchiere
No
Ferito con cocci di bottiglia**
era a cena con due amiche (corsera), tre amiche (QueerBlog), alcune amiche (tutti gli altri) quando è stato preso di mira da tre coetanei.  A denunciare pubblicamente l'accaduto è Fabrizio Marrazzo presidente Arcigay Roma e responsabile della Gay Help Line alla quale la vittima si è rivolta, dopo aver sporto denuncia alle autorità. Marrazzo così racconta:
Stava trascorrendo una serata con alcune amiche in un locale a Trastevere, quando tre ragazzi romani di circa venti anni hanno cominciato a prenderlo di mira perché gay: si sono avvicinati al suo tavolo e gli hanno rivolto battute e insulti omofobi. (...) poco dopo, sempre in compagnia delle sue amiche, ha lasciato il locale ed è stato inseguito dai tre ragazzi che hanno ripreso a insultarlo e, dopo un diverbio, è stato colpito con un coccio di un bicchiere al padiglione auricolare riportando una ferita che avrebbe anche potuto costargli la vita se il colpo fosse stato inferto pochi centimetri più in basso, all’arteria.

Hanno cominciato a prenderlo di mira perché gay.
Come se ne sono accorti i tre bulli omofobi che V. era gay?

Non è una domanda peregrina. Ma una domanda seria.
Era forse V. effeminato?
O indossava abiti secondo i tre aggressori poco virili?
Oppure era in compagnia delle sue amiche e non ci provava e dunque era un frocio?

Quali sono i marcatori per cui i tre aggressori hanno deciso l'orientamento sessuale dell'aggredito?
A meno che non fosse in evidenti effusioni omoerotiche con un altro ragazzo quali sono gli elementi per cui si viene identificati come gay e per questo aggrediti?
Perché nessuno si pone questa domanda dando tutti per scontato che un gay si riconosce (ah già dimenticavo c'abbiamo stampato in fronte sono frocio).
Insomma visto che la scritta in fronte non c'è quale elemento nel comportamento della vittima ha suscitato fastidio negli aggressori?
E' importante saperlo anche per capire la loro psicologia.
Ma tutti tacciono.
Anche Marrazzo che pure a V. lo avrà visto (?).
E' gay e questo ci basta.
Tanto si sa siamo tutti gay allo stesso modo (e no perdio no!!!).
Marrazzo ha la decenza di non specificare gli insulti (sul sito arcigay roma), cosa che invece viene fatta negli articoli che, pure, riportano la sua dichiarazione:
è stato inseguito dai tre ragazzi che hanno ripreso a insultarlo ("frocio, ricchione**).

Domanda. Sentirsi dare del frocio o del ricchione è un'offesa? Se io cammino per strada e mi sento gridare a frocio la mia prima reazione non è di sentirmi offeso ma di rispondere E FIERO DI ESSERLO.
Io mi offendo se mi sento dire che IN QUANTO FROCIO sono pedofilo (come fece Fini) o che sono moralmente disordinato (come fa la chiesa) o malato (come dice Binetti) che non mi posso sposare (come dice lo stato italiano...).

Insomma l'inulto sta nella testa degli aggressori e in quella dei giornalisti, ma non in quella di V., spero, che, nonostante l'aggressione, dovrebbe essere ancora contento di essere quel che è.
Allora l'omofobia non sta nell'insulto a frocio ma nel fatto che mi disturbi perché sono diverso da te (mi sento dire molto più spesso a ciccione che a frocio forse perché si vede più la ciccia che il mio orientamento sessuale).

Ancora.
Mentre i tre aggressori insultavano V. nel ristorante, prima, e per strada, poi, LA GENTE CHE FACEVA?
Se sto in un ristorante e vedo dei ragazzi che disturbano una ragazza io intervengo. Idem se tre fascisti di merda aggrediscono una checchina imberbe con le sue amiche. E io ai tre omofobi di merda il bicchiere glielo ficco su per il culo. Io e tutte le altre persone del locale, che, fossimo cittadnini, butteremmo a calci in culo (meglio, in faccia a rompere tutti i denti) le tre merde. Capeggiati dal gestore del ristorante CHE HA RESPONSABILITA' LEGALE per quello che succede nel suo locale ai suoi clienti.
Lo stesso vale in strada. D'altronde quante volte, se siamo in giro di notte, da soli, temiamo un'aggressione ? Mentre, pensiamo, se c'è a gente, non ci può capitare nulla di male. Un po' perchè la presenza della gente disincentiva i malintenzionati, un po' perché la gente, vivaddio, mi aiuterà. Invece i yre aggressori hanno potutto agire indisturbati, rpijma, nel locale, e dopo, per strada.

La cosa gravissima è che nessun cronista e nemmeno Marrazzo, che è (o dice di essere)un militante ha sottolineato l'assenza di aiuto da parte dei clienti del ristorante o della gente per strada. O erano le 4 del mattino?
Anzi la dinamica di tutta la faccenda è fumosa...

ha lasciato il locale ed è stato inseguito dai tre ragazzi che hanno ripreso a insultarlo e, dopo un diverbio, è stato colpito con un coccio di un bicchiere
Ma come?  A trastevere c'è gente anche alle due di notte! Possibile che nessuno sia intervenuto? E poi V. è andato via perchè indotto dagli insulti o perchp aveva finito di cenare? I tre ragazzi erano rimasti nel locale ho aspettavano V. Fuori? Perché se stavano nel locale V. non si è accorto che lo seguivano? Perché non ha chiamato subito il 113? Perchè non è rimasto in un posto affolato?
Dove è avvenuta l'aggressione? C'era gente o no? E LE DUE\TRE\ALCUNE AMICHE CHE CAZZO HANNO FATTO?

Insomma Marrazzo continua  strumentalizzare pro gay help line ogni aggressione ai danni di persone omosessuali per il suo tornaconto e non sa fare politica. Ecco cosa si dice nel comunicato arcigay:
“E’ una vicenda sconcertante – aggiunge Marrazzo – non si può subire un’aggressione così violenta perché gay. Un ragazzo di 22 anni non può essere segnato per tutta la vita nel corpo e non solo perché tre coetanei lo aggrediscono in questo modo al termine di una serata tra amici. Quest’anno, durante il quale si sono verificati molti casi di discriminazione e violenza, si conclude nel peggiore dei modi”.
No Marrazzo NON SI PUO' SUBIRE UN'AGGRESSIONE VIOLENTA IN MEZZO ALLA GENTE. Perchè non denunci l'omertà della gente? L'indifferenza. Non è forse omofobia anche quella? Non esiste forse il reato di mancato soccorso?

“Bisogna rispondere con più forza e con strumenti adeguati anche e soprattutto dal punto di vista normativo a episodi di questo tipo – afferma l’avvocato Daniele Stoppello, responsabile Ufficio Legale di Gay Help Line – e contrastare il disagio in cui l’omofobia ha origine dal punto di vista sociale e culturale.
Disagio? Quale disagio? di chi ? quello dei tre aggressori infastiditi da una checchina che si sono potuti permettere insulti nella piena indifferenza degli astanti (almeno epr quanto ne sappiamo)?
Rivolgiamo un appello ai testimoni perché si mettano in contatto con le Forze dell’Ordine e ci auguriamo che siano individuati al più presto i responsabili di quanto avvenuto.
Certo.  Io ero lì. Non ho alzato un dito per dire ai tre aggressori SMETTETELA me ne frego quando vedo i tre che seguono l'aggredito però poi mi rivolgo alla polizia... CHE COME MINIMIO DOVREBBE ARRESTARMI VISTO CHE NON SONO INTERVENUTO magari ciamando le forze dell'ordine se temo per la mia incolumità (o il proprietario del locale per dire a lui id fare qualcosa) insomma MARRAZZO FAI QUALCOSA DI SINISTRA!!!
 Invece no gli omofobi poverini sono figli del disagio... Vuoi vedere che d'ora in pio non potrò più mettere la maglietta di strass perchè abbaglia l'avventore del tavolo vicino, poveretto...

ZINGARETTI: "GESTO CHE INFANGA NOSTRA CITTÀ"
"Voglio esprimere la solidarietà mia e di tutta l´Amministrazione provinciale al ragazzo gay aggredito a Trastevere, un grave episodio di omofobia che le istituzioni devono condannare con fermezza. La speranza è che siano individuati al più presto gli autori di questo gesto vergognoso".
Lo dichiara, in una nota, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.
"Dobbiamo isolare e punire i violenti che infangano il nome della nostra città e bisogna rilanciare con forza l´ impegno per una norma severa contro l´omofobia, che va contrastata soprattutto dal punto di vista sociale. A sconcertare è ancora una volta la giovane età degli aggressori, che hanno preso di mira un proprio coetaneo. E´ il segnale - conclude Zingaretti - che non possiamo più aspettare per portare avanti una grande battaglia culturale che coinvolga tutti i cittadini, in particolar modo i più giovani".
Di nuovo. E gli astanti? la gente che c'era nel ristorante  e per strada?

AGGRESSIONE A GAY, POLVERINI: "CHI SA CONTRIBUISCA A TROVARE RESPONSABILE"
"Ancora una volta assistiamo a gravi violenze verbali e fisiche nei confronti dei gay. Sono gesti vergognosi che condanniamo fermamente".
Già. come per i Panda in via di estinzione...

Utile ricordare che le due marchette politiche cerchiobottiste sono d'obbligo cisto che la gay help line prende soldi sia da provincia e che da regione...

quindi anche se Polverini è cotale donna bisogna incensarla , almeno finché tiene i cordoni della borsa aperti (per la tua Gay Help Line, chissenefrega se li chiude per i teatri e la cultura. Marrazzo è degno degli avventori del ristornate che hanno pensato ai cazzi propri... anche lui pensa ai cazzi suoi)
Lo dichiara, in una nota, il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, in merito all´ episodio di violenza denunciato dall´ Arcigay, esprimendo "solidarietà a titolo personale e della Regione al giovane aggredito a Trastevere".
"E´ importante -prosegue - che chiunque possa contribuire ad individuare i responsabili faccia la sua parte dimostrando, soprattutto in questo periodo, sensibilità e senso civico, affinché chi ha commesso la violenza sia punito.
E anche lei non si rende conto che già chi c'era e non ha mosso un dito ha dimostrato di non avere senso civico e sensibilità alcune
La Regione Lazio - conclude - è impegnata con convinzione nella lotta all´omofobia e a qualunque forma di intolleranza, anche attraverso la Gay Help Line, strumento utile per dare supporto a chi è vittima di discriminazioni sessuali".
Infatti. Si è visto come Marrazzo ha sottolineato la responsabilità morale (e civile) dell'omertoso silenzio di quanti hanno assistito senza muovere un dito.

Non c'è che dire.
Anche chi dovrebbe essere all'avanguardia di una lotta politica da un alto è compromesso con le istituzioni e non può quindi strigliarle dall'altro è vittima della stessa mentalità fascio individualista e da gossip di tutta l'informazione...

Ma c'è dell'altro... che rende, se vero, la faccenda molto più grave e l'omertà di Marrazzo criminale (l'omertà non Marrazzo... che poi mi accusano di calunnia)

Stranamente Arcigay Roma non riparta la notizia a differenza dell'Ansa (verso la quale sono propendo a un po' di fiducia in più...) che aggiunge:

Dopo due giorni, con la divulgazione della denuncia, si arriva però anche all'identificazione dell'esecutore materiale di questa ennesima aggressione omofoba. Nell'ambito delle indagini della squadra mobile di Roma, che in queste ore sta effettuando interrogatori serrati sull'accaduto, è stato identificato, in serata, proprio chi avrebbe colpito la vittima.
Perchè, ha colpito uno solo? Quale dei tre?
Emerge, poi, anche un altro particolare inquietante: qualcuno, nell'imminenza della aggressione, avrebbe infatti coperto i tre giovanotti. Si tratterebbe del dipendente di un ristorante che, vedendo la scena, avrebbe incitato i tre a scappare, per non essere intercettati dalla polizia.
Quindi hanno visto.
Quindi è avvenuto in mezzo alla gente.
Paesanini farebbe arresti di massa e un anno di carcere per ogni omissore di soccorso.
Paesanini.
Io, ciccione inacidito, da solo non poso fare un cazzo.

Giuro però su mia madre che alla prima aggressione cui assisto sfascio la sedia in faccia a chi si permette di dire a frocio senza neanche dirgli di smetterla.


* fonte: Notiziegay.com

** Corsera.it cronaca di roma la discrepanza sta tra quanto riportato nell'articolo (coccio di bicchiere) e quanto nell'occhiello (coccio di bottiglia)

mercoledì 15 dicembre 2010

oggi parte la III edizione di Omovies!!!


Al via la terza edizione del festival “Omovies
sul grande schermo il cinema a tematica omosessuale
Quattro giorni di proiezioni e dibattiti su solidarietà e sessualità

Il Festival, arrivato alla sua terza edizione, si articola in una selezione di lungometraggi a tematica omosessuale e da un concorso per cortometraggi.

Programma delle proiezioni presso il cinema Academy Astra via Mezzocannone 109, Napoli
Tutte le proiezioni, i dibattiti e la tavola rotonda, sono a ingresso gratuito

La novità di “Omovies” - insignito nel 2008 del riconoscimento di miglior evento gay dell'anno - è la peculiarità questioning. Significa affrontare la tematica omosessuale e queer non esclusivamente dal punto di vista gay ma anche da un punto di vista straight che non sia necessariamente eteronormato. Dunque descrivere ma allo stesso tempo capire e discutere di come il mondo omo è percepito dal mondo nel quale viviamo.

Una giuria variegata valuterà le opere: presidente e madrina sarà Vladimir Luxuria; padrino sarà lo showman Fabio Canino, fra i giurati gli attori MarJo Berasategui, l’ex porno divo Carlo Masi, Miky Falcicchio, Susy Fuccillo, Raffaella Fico, Luigi Petrazzuolo, Roberta Inarta direttrice della Scuola di Cinema di Napoli, e tanti altri (vedi elenco allegato).

Il Festival si articolerà in quattro giornate di proiezioni che avranno luogo al cinema Astra di via Mezzocannone, a partire da mercoledì 15 con l'apertura affidata a Fabio Canino, fino a sabato 18 con la premiazione che avverrà nel corso di una cerimonia di gala condotta da Miky Falcicchio e Miss Priscilla Drag Queen.

Domenica 19, closing party al “Foyer Salone Margherita” in via Santa Brigida, in collaborazione con lo staff di Muccassassina di Roma che per la prima volta sarà a Napoli per promuovere l'Euro Pride di Roma.

Omovies è ideato e promosso dall'Associazione di Promozione Sociale “i Ken onlus” con il contributo economico del Comune di Napoli - Assessorato alle Politiche Sociali e Giovanili - del Servizio Giovani e realizzato in partenariato con l'Università degli Studi di Napoli “Federico II”, con il Coinor (Centro di Ateneo per la Comunicazione e l'innovazione organizzativa), l'Adisu di Napoli (Azienda pubblica per il Diritto allo Studio Universitario) con la convenzione con l'Università degli Studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa” e Mediateca comunale “Santa Sofia” e il patrocinio morale della Provincia di Napoli.
È un progetto sociale destinato ai giovani delle fasce marginali dell'area metropolitana di Napoli ed è infatti inserito nel Piano Locale Giovani sostenuto con un contributo delle Legge 285 e per questo prevede l'accesso gratuito alle proiezioni.
Programma  delle proiezioni presso il cinema Academy Astra via Mezzocannone 109, Napoli
Tutte le proiezioni, i dibattiti e la tavola rotonda, sono a ingresso gratuito
Mercoledì 15
Giovedì 16
Venerdì 17
Sabato 18
h 17.00

Riparo  (Italia/Francia, 2007)
di Marco Simon Puccioni
35 mm 100’


h 17.00

Alla Luce del Sole  (Italia, 2010)
di Federico Cappabianca
dvd  56’


h 18.00

A Cavallo tra i Mondi (Italia, 2008)
di Cristina Capone
dvd 46’


h 17.00

Senza Amore  (Italia, 2007)
di Renato Giordano
35 mm 100’


h 18.00

RED CARPET
a seguire (h 18.45)

dibattito
“Omofobia e Immigrazione: dal cinema alla realtà”

h 19.00

Tavola Rotonda
“Cinema Omosessuale: visibilità e distribuzione”
a seguire  (h 18.45)

dibattito sul film
con il regista Renato Giordano
  
h 20.00

Folder (Italia, 2010)
di Cosimo Terlizzi
dvd 74’

h 21.00

Zanzibar Una storia d’Amore
(Italia, 2009)
di Francesca Manieri e Monica Pietrangeli
dvd 45’

h 20.00

Donne-moi la main
(Francia/Germania, 2008)
di Pascal-Alex Vincent
dvd 80’

H 20.00

Concorso
CORTOMETRAGGI OMOVIES

proiezioni e premiazioni
h 22 00

+ o - il sesso confuso Racconti di mondi nell’era aids (Italia, 2010)
di Andrea Adriatico Giulio e Maria Corbelli
dvd 92’

h 22.00

Plan B (Argentina, 2009)
di Marco Berger
dvd 103’

h 22.00

Mater Natura (Italia, 2005)
di Massimo Andrei
35 mm 90’



 
TAVOLA ROTONDA
CINEMA OMOSESSUALE VISIBILITÀ E DISTRIBUZIONE

Elenco partecipanti

Lorenzo Gigliotti Professore di teoria e tecnica del linguaggio cinematografico
                                                                                              Università di Salerno
Cristina Capone   (Sirka) Regista
film proiettato al festival A Cavallo tra i Mondi (Italia, 2008)

Monica Pietrangelo regista
film proiettato al festival Zanzibar Una storia d’Amore (Italia, 2009)

Renato Giordano regista
film proiettato al festival Senza Amore  (Italia, 2007)

Cosimo Santoro  Direttore della Distribuzione Atlantide Entertainment film proiettati al festival

            Donne-moi la main (Francia/Germania, 2008) di Pascal-Alex Vincent

            Plan B (Argentina, 2009) di Marco Berger

Modera Alessandro Paesano responsabile programmazione Omovies 2010


venerdì 10 dicembre 2010

Nonostante i suoi sbagli l'Onu serve sempre di più...
a proposito dell'eliminazione dell'Onu dell'orientamento sessuale tra le condanne delle esecuzioni extragiudiziali, sommarie ed arbitrarie.

La notizia non è di ieri, e nemmeno dell'altro ieri, ma quasi di un mese fa. Una commissione dell'Assemblea generale dell'Onu ha espunto da una risoluzione che condanna le esecuzioni ingiustificate lo specifico riferimento alle uccisioni per l'orientamento sessuale.

Le delegazioni occidentali hanno espresso disappunto sul voto per cancellare il riferimento dalla risoluzione che riguarda le esecuzioni extragiudiziali, sommarie e arbitrarie.
La dichiarazione del 2008 includeva un esplicito riferimento alle uccisioni determinate dalle preferenze sessuali della vittima.
Ma quest'anno Marocco e Mali hanno introdotto una modifica per conto delle nazioni africane e islamiche per chiedere la cancellazione dell'espressione "orientamento sessuale", da rimpiazzare con "ragioni discriminatorie su qualsiasi base". La modifica è passata per 79 voti favorevoli a 70 contrari.
La risoluzione è stata poi approvata dalla commissione, che include tutti i 192 Stati membri, con 165 voti favorevoli, 10 astenuti e nessun voto contrario (fonte reuters).

Io ne sento parlare solo adesso perchè ieri, Fiamma Nirenstein, di cui ebbi modo di parlare più di due anni fa perchè denunciò per antisemitismo Vauro che in una vignetta la dipinse come novella mostro di Frankenstein per essersi candidata nella PdL insieme a Mussolini (Alessandra) e Ciarrapico, entrambi filofascisti mai dissociatisi dalle leggi antirazziali del duce (Nirenstein è ebrea) con la scusa di denunciare il gesto omofobo dell'Onu se la prende contro l'istituzione stessa rea di  aver condannato per violazione dei diritti umani la Cina solo tre volte mentre gli Usa, per le loro gravi, gravissime violazioni, sono condannati ben 7 volte e Israele alcune decine (...) (fonte Il Giornale).

Qualche frocio di destra (e non )potrà anche stupirsi o gioire che Nirenstein apparentemente difenda i gay. Io sono stufo dell'ennesima strumentalizzazione riservata a noi gay (e lesbiche e trans e queer e intersex) con la scusa che siccome ci piace prenderlo lì (in culo) tanto vale farlo anche metaforicamente...

Che amarezza!

venerdì 5 novembre 2010

più siamo divisi e più ci possono insultare...

(a proposito delle affermazioni dell'arcivescovo belga Andre Joseph Leonard)

Basta che un deficiente qualsiasi parli, che noi cittadini glbqti  (e amici) siamo solleciti a dargli eco mediatico riportandone su blog e siti le affermazioni irriportabili. E' successo anche con l'arcivescovo belga Andre Joseph Leonard che ha affermato che l'aids è una punizione divina per i gay (come al solito le lesbiche non contano...). Una posizione vecchia di 20 anni, quando l'aids era la peste dei gay, e la stampa dava ragione a questo errore enorme tanto da causare il contagio di molti uomini etero e di tutte le donne...
Nel 2010 è una posizione ridicola, contraddetta dalle cifre di qualunque rapporto sull'aids che vede i gay in buonissima compagnia etero...
Grazie a googole incappo in questo post su un sito che non conosco dal titolo One Woman... e penso che, dato il titolo, sia un sito che alle donne debba essere particolarmente interessato. Invece, nell'articolo si leggono affermazioni grossolane quanto quelle dell'Arcivescovo e nemmeno due parole, due, sulle donne. Leggiamo:
L’AIDS, un grave problema che affligge l’intera umanità e soprattutto le popolazioni meno sviluppate, sarebbe la giustizia intrinseca per gli omosessuali.
Perché non specificare genere e orientamento sessuale e limitarsi a un generico e retorico intera umanità? L'arcivescovo si sporca le mani, lo faccia anche Floriana Giambarresi, l'autrice del post...
Non è una nostra affermazione, ovviamente, ma quella dell’arcivescovo belga Andre Joseph Leonard, che ha espresso tali dure parole verso il popolo gay nel corso di una recente intervista.
Innanzitutto è bene sottolineare che l’arcivescovo in questione aveva in passato dichiarato che i sacerdoti colpevoli di aver abusato sessualmente di bambini e ragazzi minorenni potrebbero anche non essere puniti perché questa non deve essere considerata come una vendetta nei loro confronti.
Questa che?La pedofilia, poi, non è solo omosessuale, per ogni bambino abusato dai preti ci sono due bambine... Ma si sa, l'omofobia è davvero in agguato dentro ognuno di noi
Gli omosessuali, che fanno sesso come tutto il resto del mondo, invece devono essere puniti con l’AIDS.
Quindi invece di evidenziare l'errore logico dell'affermazione dell'arcivscovo Floriana preferisce arrampicarsi sugli specchi del se noi siamo colpevoli perchè gay voi lo siete perchè pedofili...
Per quale motivo?
me lo chiedo anche io...
Secondo il prelato, l’omosessualità è una parodia della natura, e quando si tenta di maltrattare la natura questa tende a vendicarsi da sola. Ed ecco spiegato il perché della sieropositività.
Un dato sulle donne sieropositive? Sugli uomini etero sieropositivi? Sui due milioni di africani eterosessuali, sposati e con prole, che muoiono all'anno?  Un cenno alla sessuofobia del Vaticano? Alle dichiarazioni deliranti di Benedetto XVI che nega il valore dei profilattici per combattere la diffusione dell'aids in Africa?
Macchè ci si limita al compitino antiomofobia che, francamente, inizia a rompermi i coglioni.
Dichiarazioni a dir poco omofobe che non mancheranno di far discutere e che hanno tra l’altro portato alle dimissioni del suo portavoce Juergen Mettepenningen, secondo quanto si dice nelle ultime ore.
Fare discutere  PERCHE' SONO SCIENTIFICAMENTE FALSE o perchè esprimono una opinione omofoba?
Ma se l'aids non riguarda solo i gay e qualcuno dice che invece lo è, chi risponde sei un omofobo invece di ricordare che l'aids riguarda anche le donne e gli etero non lo è anche lui (lei) un pochino? Perché pensa che ricordare ai froci che si crepa di aids è omofobo come sei di aids crepassero solo i froci?  Invece di criticare l'illogicità dell'equazione aids=omosessualità si grida all'omofobia ma allora quel collegamento, quell'equazione, anche per chi critica l'arcivescovo un senso logico ce l'ha.Insomma aids e omosessualità hanno ancora un canale privilegiato, nel 2010 in barba ai dati statistici
Pertanto, l’AIDS sarebbe una punizione che la natura darebbe alle persone responsabili di violenze. Peccato che quando si parla di omosessualità si parla di amore, si parla di due persone che si amano l’un l’altra come qualunque altra coppia eterosessuale, e non si parla di violenze, almeno non nei casi di normalità.
Mia cara sprovveduta scrittrice, quando si parla di aids si parla  di sesso, di promiscuità, qualunque sia l'assortimento sessuale della coppia, di mancanza di protezione (un profilattico riduce la possibilità del contagio praticamente a zero, non proprio, ma quasi) non di amore. Non è l'amore a contagiarti ma il sesso non protetto!
Visto che in Italia grazie anche al Vaticano campagne di informazione non ce ne sono ecco una bella occasione mancata per ricordare cosa fare per non farsi contagiare...
Risulta davvero molto difficile pensare all’eliminazione dell’omofobia quando sono le guide spirituali delle comunità a negare questa possibilità.

E anche quando autrici come te mia cara Floriana continueranno a scrivere mancando del tutto l'obiettivo!
 

giovedì 4 novembre 2010

E a me spiace che il figlio di Santanchè abbia lei come madre!

Mio figlio ha 14 anni e sono contenta che sia etero. (...)
Mi sembra evidente che tutte le mamme preferiscano un figlio eterosessuale che omosessuale per due motivi: in primis per un problema di procreazione perché tutte vogliamo diventare nonne; secondo perché auguro a mio figlio una vita più semplice e essere omosessuale la complica.

Lo ha detto, nel corso della trasmissione 'la Zanzara' su Radio 24, il sottosegretario all'Attuazione del programma Daniela Santanchè. (fonte Virgilio notizie)

Ora a parte il fatto che sulla rete è sempre più difficile verificare la fonte delle notizie riportate (non ho trovato la registrazione audio della trasmissione,  quindi devo fidarmi dell'autorevolezza della fonte, altre trascrizioni delle dichiarazioni di Santanchè girano sulla rete, se qualcuno sa come arrivare alla fonte mi contatti per favore) quel che mi sorprende sono i commenti a questi suoi (s)ragionamenti che rimangono sul vago, accusando l'omofobia del sottosegretario, senza entrare in merito alla questione.

Che a Santanchè i gay non piacciano da estrema fascista qual è non mi meraviglia, né mi interessa.  Non solo perchè siamo in uno stato libero e ognuno ha diritto  pensarla come vuole, ma perchè in quanto cittadino, e in quanto gay, non chiedo certo agli altri il permesso di vivere la mia vita come meglio credo dentro e fuori dal letto.
Se il ragionamento di Santanchè ha un vizio di forma perchè offuscato da un pregiudizio allora non è per la causa ma per il buon uso della logica che intervengo.
Che molte madri di figli gay possano temere per i loro figli una vita più difficile è vero, così come temo per i loro figli una vita di solitudine senza una vera famiglia.
Questo perchè per motivi molto diversi, fino ad oggi, per il resto d'Europa fino a una decina d'anni fa, i gay erano incentrati sull'edonismo e consumismo sessuali e anche le mamme sanno che dalle scopate nelle dark non nasce una famiglia...
Ma oggi i gay chiedono di diventare famiglia, e in molti Stati Europei lo sono, le fanno, compresi i figli.
Figli che lo hanno da relazione precedenti con persone dell'altro sesso, oppure fanno in virtù della famiglia che hanno formato col partner omosessuale.
In quanto alla solitudine che nasce dal pubblico ludibrio purtroppo è un serpente che si morde la coda.  Finché non ci saranno mamme contente che il proprio figlio (o la propria figlia, ma Santanchè sembra pensare solo agli uomini, da brava fascista è abituata a pensare che che le donne non contano un cazzo) sia gay piuttosto che razzista, o maschilista, non si potrà certo sperare che gay  e lesbiche possano vivere bene. Ma è un falso problema: chi è contro la violenza, contro la disonestà, contro l'ignoranza, culturale e comportamentale, oggi vive male in questo mondo. eppure nessuna madre si preoccupa se il figlio studia pianoforte...  
Honi soit qui mal y pense
Ma veniamo alla vera BUFALA del ragionamento di Santanchè. Siccome le persone omosessuali scelgono di vivere con partner dello stesso sesso si pensa per questo che siano virtualmente sterili, come disse un annetto fa e oltre il ministro (sic!) Carfagna. Ma le famiglie omogenitoriali sparse un po' ovunque in tutta Europa (e oltre) dimostrano il contrario. D'altronde il nostro è un paese a crescita zero i cui dati stanno cambiando grazie ai figli dei migranti che nascono qui non certo agli italiani\e CHE FANNO SEMPRE MENO FIGLI. Una madre di figlio (di una figlia) gay ha le stesse probabilità di diventare nonna della madre di un figlio (una figlia)  etero.
Se le differenze ci sono è anche grazie a Santanchè e al governo di cui fa parte, che ha partorito la legge sulla procreazione assistita che, tra le altre cose, ha fatto di tutto non solo per umiliare la donna, ma per impedire alle donne lesbiche di fare figli con gli aiuti di Stato.
Di una donna che dice di essere a favore delle donne e poi ne umilia continuamente la componete con un orientamento sessuale a lei non gradito non si può non notare la disonestà intellettuale.
Santanchè potrà anche essere contenta che suo figlio sia etero. A me fa pena quel figlio che ha una madre così piena di odio e così ipocrita.
Non vorrei che un figlio cresciuto con i valori (sic!) fascisti come quelli seguiti da lei e dal suo governo, diventato adulto, possa rivoltarsi contro la madre e arrivare a picchiarla o ucciderla come succede purtroppo in tante famiglie normali.
Potete pure pensare che sia un mio desiderio.
Io so che è solo un'eventualità che mi fa paura.
Ma, come si dice, chi causa il suo mal...


mercoledì 3 novembre 2010

Meglio gay che Berlusconi



Ieri sera c'è stato un sit-in di fronte Palazzo Chigi, sul lato di Piazza Colonna. Ma l'uscita di Berlusconi, per quanto volgare, reazionaria e idiotic come ha detto ieri mattina Julian Moore (rispondendo a una domanda di Maria Pia Fusco) è solo la mossa furba di chi vuole distogliere l'attenzione dia veri problemi del paese. Capisco l'indignazione, ma forse, fare il sit in, al quale ho partecipato anche io, rischia alla fine di fare il suo gioco.
Dovremmo trovare altre forme di protesta e, in quanto gay ricordare al premier di occuparsi dell'Italia e dei suoi problemi, come ha ricordato Niki Vendola.

The Rocky Horror Glee Show: a very first disappointment for a terrific show!

You Know I Do love Glee, since the Pilot. Some episodes are better some are worse, but it's a great show.
Until the latest episode aired in USA October 26th. The entire episode was an hommage to The Rocky Horror Picture Show but the authors made an unbearable, unforgivable mistake: they gave the role of Frank 'N Further to a woman. everything was revolutionary, outraging anti-bourgeois was killed by that switch of genre.
Frank is a sweet transvestite, a sweet Transvestite,  but he doesn't really wear a dress. He's more a bisexual than a transvestite. He sleeps with men and women and he doesn't care if that can be a risk for his masculinity. So he says fuck it I'm a transvestite, I'm not afraid to be like that, I'm so full of sexual energy that I can take the risk of loosing a little of it. 'Cause I've plenty of it because I'm a transvestite from Transsexual Transylvania. He is ALL: man, woman, transvestite, transsexual. Giving that part to a woman,  without reversing all those implication kills the character, gives his extraordinary subversive power away. I'm so disappointed and disillusioned that I want to stop watching Glee!

Wonder why I wrote this post in English...

Anyhow compare the Glee version of it with the original Sweet Transvestite...



martedì 2 novembre 2010

The Kids Are Alright, il film un po' meno

Dal titolo pensavo si trattasse di un film nel quale si voleva dimostrare che i figli di una coppia omogenitoriale stano bene ma, come mi ha spiegato Julian Moore in conferenza stampa, quel kids si riferisce a tutti non solo ai figli.
Sto parlado di The Kids Are Allright (USA, 2010) di Lisa Cholodenko unico film a tematica off Hollywood presente alla quinta edizione del Festival Internazionale del film di Roma.
Il film ha il pregio di mostrare la famiglia composta da due donne, Annette Bening e Juliane Moore, che hanno usato seme dello stesso donatore crescendo insieme due figli (una diciottenne, l'altro quindicenne) come una famiglia normale che non deve dimostrare di possedere gli standard di genitorialità di una famiglia etero. Le due donne sono una famiglia e sono mamme. Punto.
Al contempo però il film ha il difetto di raccontare una storia dove l'omogeitorialità non ha alcun elemento specifico e di spacciare una trama da film anni 50 di corna (grazie Elio!) per novità data la presenza di due lesbiche.

E anche se nel film, come ha risposto Julian Moore alla mia domanda, non si fa una questione di eterosessualità e omosessualità, preferendo la prima alla seconda, ma solo una questioe di sesso coiugale (lesbico) e sesso extraconiugale (etero), nessuno mi leva dalla testa che il film sia sessista.
Il sesso tra le due donne è fatto di routine, di vibratori, di film porno (gay) per eccitarsi, tutto sotto le coperte, mentre Julian Moore si dà da fare con Annette, non vista.
Il sesso extraconiugale, è fatto con un uomo, dove la novità è il cazzo (letteralmente, Julian spoglia il loro donatore di sperma e dice al suo membro benvenuto) secondo il peggiore cliché sessista e maschilista che due donne a letto senza uomo mancano di qualcosa.
Se fosse solo una questioen di routine contro novità, perchè mostrare un'altra copula che il donatore consuma con una giovane ragazza nera, in molte delle posizioni del Kamasutra? A cosa serve quella scena se non a ripristinare l'ordine naturale mostrando quante cose in più si possano fare quando di mezzo c'è un uomo?
Quello che il film sembra dire è che col cazzo è tutto un altro andazzo. La cosa che mi disgusta è che i miei amici froci trovano il film eccezionale (con l'apologia del cazzo che vi si fa a ben vedere non dovrei meravigliarmene più di tanto) e che solo quelli etero notano l'inganno, l'impianto stantio della trama, il sessismo e il maschilismo di fondo...
Sono stufo di lottare su due fronti. I froci sono i peggiori nemici di loro stessi.
Beh, non proprio tutti.

Postilla (del giorno dopo). In sala, durante la conferenza stampa,  una donna alquanto sinistra, più giovane di me ma con delle idee talmente arcaiche da far sembrare Benedtto XVI un rivoluzionario, ha detto che ciò che nel film l'ha meravigliata è come viene trattato il padre.
E' inutile che Julian Moore si è prestata a specificare, come fa il personaggio di Annette Bening nel film, che si è genitori quando si crescono i figli, non solo per averli messi al mondo. Il donatore di sperma secondo la sinistra giornalista non diventa padre quando conosce i sui figli da adolescenti ma lo è a prescindere, per essere il ...proprietario del seme che ha fecondato le due donne.
Per comprendere bene l'assunto vi devo raccontare un po' di trama, quindi ATTENZIONE SPOILER se non volete sapere niente della trama del film non andate oltre.
Laser, il figlio 15enne, (sì si chiama così) ha cercato lui il "padre" che lo ha  concepito nemmeno con un atto sessuale (come dire lui e sua madre si sono piaciuti almeno per il tempo di una scopata) ma che ha solo donato lo sperma. Poi mentre sua sorella che all'inizio era scettica entra più in contato col "padre" il ragazzo mantiene con l'uomo un rapporto freddo (che il padre rispetta. C'è più imbarazzo tra maschi il padre nemmeno lo abbraccia a differenza di quanto fa con la figlia, gli dà solo delle virili pacche sulla schiena o gli mette un braccio sulle spalle). Il rapporto col padre lo porta comunque a notare (da solo però) l'inadeguatezza di un suo amico scemo col quale Laser si accompagna sempre (tanto che le sue due madri hanno pensato possa essere gay) quando questi vuole pisciare in testa (letteralmente)  un cane randagio che incontrano per strada. Laser gli dice che è matto, l'amico gli dà un pungo in faccia e Laser se ne va sputandogli ai piedi il sangue che gli ha fatto uscire.
Quando la famiglia rischia di sfasciarsi perchè Annette, che non è stupida, scopre la tresca che Julian ha con lui, entrambi i figli reagiscono percependolo come un intruso che ha messo zizzania a casa. Così quando, nel finale del film, il donatore cerca di ricucire lo strappo e, dalla finestra, saluta Laser, questi si alza incazzato uscendo dalla visuale del padre. Chiaro il perchè no?
Io ti ho cercato perchè ti volevo conoscere, ti sei messo a fare l'amico e poi scopi con la donna di mia madre, madre di mia sorella, tu che sei padre di entrambi?
La giornalista sinistra si è meravigliata di questa reazione sciorinando il suo manuale di psicologia adolescenziale maschile dicendoci (ammorbandoci) si sa che a quell'età un ragazzino, ha davvero usato questo termine, ha bisogno di una figura maschile di riferimento. Modo davvero pessimo di ragionare, come a dire che se non hai un padre accanto non impari bene a fare il maschio (non a essere uomo perchè sei uomo e non hai bisogno di altri per esserlo, lo sei già!) cioè a come ci si tocca il pacco quando passa una ragazza che ti vorresti scopare...
Invece Laser ha dimostrato esattamente (e questo il film lo dice, ma bisogna saperlo vedere) come, nonostante l'assenza di una figura paterna, sia cresciuto molto più equilibrato del suo amico che è stato cresciuto da un padre bullo che trova divertente le pisciate sui cani (c'è un'altra scena di fisicità padre figlio, il cui contatto intimi è sublimato in qualche modo dagli odori corporei papà hai le ascelle che puzzano di culo bruciato gli dice).
Non che il padre dell'amico bullo di Laser sia per forza un cattivo padre questo il film non ce lo dice. Ci dice però che un figlio per crescere equilibrato può fare a meno di un padre basta che ha una famiglia armoniosa che lo cresce.
In ogni caso il donatore non è padre solo per aver dato lo sperma.
Non lo sarebbe stato nemmeno se avesse fatto l'amore con la madre di Laser per metterla incinta. Un padre è una persona che cresce un figlio insieme alla madre o da solo. E NON IMPORTA IL LEGAME GENETICO CHE HA O NON COL FIGLIO. Un padre è tale anche se il figlio che cresce non è suo. Odio questa espressione. Il figlio è di un padre non per i geni che li accomunano ma per la storia in comune. Perché il padre ha cresciuto il figlio. Il figlio è stato cresciuto da quella persona.
Invece siamo (beh qualcuno di noi lo è) talmente obnubilatati dall'idea aristotelica della famiglia, di una famiglia nominale, astratta, da non prendere in considerazione quella concreta che effettivamente cresce i figli (nel nostro caso due donne) a  non batte ciglio nel vedere quella famiglia sfasciarsi pur di riconoscere posto e diritti a un padre che non c'è mai stato perchè non doveva esserci, il suo ruolo essendo solo quello di donare lo sperma non di fare un figlio.
Mi fa specie che una donna, dinanzi un film che dimostra come l'importante è la famiglia e non la sua composizione di genere, senta comunque il bisogno del maschio, malgrado il film mostri che percorsi alternativi sono possibili.
Mi fa specie anche perchè, nel caso di una coppia omogenitoriale femminile, il percorso non è solo ed esclusivamente lesbico ma, prima ancora e al contempo, un discorso di autonomia femminile, di diritto della donna di crescere il figlio da sola, come fanno tante madri, per scelta o perchè il marito durante il percorso è andato via.
Capisco un po' di più, ma non giustifico lo stesso, se a far notare la cosa è un maschio, come il mio amico Claudio, che si sente messo da parte e vuole rivendicare il diritto del padre.
Nessuno però pensa al diritto del figlio.
Perché è il figlio a decidere di non voler vedere il padre biologico, il donatore dello sperma. Il figlio che non sopporta che qualcuno faccia soffrire sua madre, ma nemmeno la donna di sua madre che per lui è un'altra madre.
Laser è di Julian Moore e quando Julian parla alla famiglia (Annette, Laser e la sorella) per chiedere scusa per quello che ha fatto (andare a letto col donatore di sperma suo e della sua compagna) è il ragazzo a prendere per mano Annette, cioè non già la madre biologica, ma la donna che sua madre biologica ama e che lui ama più del padre biologico, perché lei lo ha cresciuto, mentre al padre biologico lo conosce da pochi giorni.
Quel gesto della mano è il maggior riconoscimento di come gli equilibri familiari non riguardino l'assortimento sessuale dato in natura (ci vogliono un maschio e una femmina per fare un figlio) ma quello dato dalla cultura (in senso antropologico) e dalla storia, la storia della tua famiglia, la tua storia. Anche se Laser ha cercato il padre, anche se sua madre biologica è andata a letto con suo padre biologico e quindi la natura potrebbe reclamare un diritto di priorità, di naturalità, rispetto Annette che non è madre biologica di Laser, Laser prendendole la mano le riconosce il diritto morale di un padre (dico padre perchè la famiglia naturale è femmina maschio). E' te che considero mio genitore dice Laser ad Annette con quel gesto, non mio padre biologico.
E se Laser non vuole saperne del padre biologico, anche se è stato lui a cercarlo, io non ci vedo un ammanco dei diritti del padre, ma l'affermazione dei diritti del figlio. Perché tutti concionano di famiglia ma sanno pensare solamente a una cosa astratta e non sanno vedere invece gli esseri umani che ci sono in ogni famiglia, anche quelle omogenitoriali o quelle omoaffettive, senza figli.
Perché SIAMO TUTTI PERSONE al di là dell'orientamento sessuale. E tutti costruiamo famiglie, che a Benedetto XVI e suoi accoliti piaccia o no.