La notizia è semplice.
L'associazione Antèros ha scritto una lettera al rettore dell'Università di
Padova in cui lo si invita a seguire l'esempio di Torino e Bologna e riconoscere il diritto alla popolazione studentesca trans di avere il doppio nome sul libretto universitario. Quello del sesso anagrafico e quello
del sesso verso cui si transita.
Gay.it titola così: Un doppio libretto con il nuovo nome per gli studenti trans
Questo blog - come tutte le persone sensibili all'argomento- ha sempre sottolineato la trans-fobia e il cattivo giornalismo di chi, parlando di donne trans, cioè di uomini che hanno transitato o stanno transitando verso il sesso femminile, si riferiva loro al maschile, sottolienandone il sesso di partenza e non quello cui quelle donne hanno transitato.
Nel caso di chi transita è ovviamente più rispettoso annoverarle nel sesso di approdo che non nel sesso di partenza cui queste persone sentono di non appartenere.
Così le trans sono donne m to f e i trans sono uomini f to m.
Nella lingua italiana, d'altro canto, c'è una asimmetria di genere, che già nel 1986 Alma Sabatini (ed Edda Billi) sottolineavano, quando si usa il maschile come termine presuntamente neutro cui sussumere anche quello femminile.
Gli studenti per studenti e studentesse, i cittadini per cittadine e cittadini gli omosessuali per le omosessuali etc.
Io evito sempre di usare questa grammatica sessista, e quando lo faccio notare (come nel caso dell'articolo davanti il cognome di sole donne Zingaretti e la Polverini) nessuno ammette l'errore ma tutte e tutti cercano di giustificarsi con inesistenti tradizioni dialettali o addirittura con le consuetudini del latino che, notoriamente gli articoli non li ha!!!
Adesso nel caso del transessualismo alla asimmetria di genere si aggiunge una censura semantica, perchè in questo caso più che mai dire gli studenti trans identifica un tipo preciso di persone cioè i ragazzi trans f to m, e non può in nessun caso indicare le ragazze trans, cioè m to f.
Una volta tanto l'asimmetria di genere privilegia le ragazze biologiche, quelle che, però, vogliono essere considerate e viste come ragazzi...
Chi legge questo blog sa che sono maniacalmente preciso nell'uso delle parole e delle etichette che per me hanno esclusivamente valore descrittivo e non prescrittivo. Proprio perchè indicano persone e non definiscono comportamenti le parole vanno usate con competenza e pertinenza.
I tutolo di gay.it poteva essere risolto in un titolo più includente in due maniere diverse ed altrettanto efficaci:
a) Un doppio libretto con il nuovo nome per gli studenti e le studenti* trans
b) Un doppio libretto con il nuovo nome per la popolazione sutdentesca trans
* Sabatini nelle sue raccomandazioni suggerisce che i femminili in essa dei maschili in ore vengano abbandonati e sostituiti da femminili in ora: professora, dottora.
Per i femminili in essa dei maschili in altre uscite Sabatini constatando l'epicenicità di questi nomi suggeriva di distinguerli con l'articolo.
La studente le studenti invece di studentessa e studentesse.
giovedì 13 dicembre 2012
L'estensione del matrimonio alle persone dello stesso sesso in Gran Bretagna. Un importante contributo di Justin
E mentre spero che accetti la mia proposta di collaborazione su questo Blog riporto in un post a sé il resoconto e il commento che Justin ha già postato su questo blog come commento un paio di post fa.
Quel che dice è troppo importante per non dargli la massima visibilità su queste pagine.
Quindi anche se questo post porta la mia firma è chiaro che l'autore è Justin.
Il Governo Cameron ha annunciato e dettagliato la sua proposta.
Il MATRIMONIO sarà aperto alle coppie dello stesso sesso sia nella sua tipologia civile sia nella sua tipologia religiosa.
Il procedimento per contrarre matrimonio di tipo civile non farà nessunissima distinzione basata sul sesso degli sposi; la procedura e le parole necessarie per la cerimonia saranno le stesse, così come i requisiti.
I fidanzati dello stesso che si uniranno in matrimonio diventeranno ufficialmente "husband and husband" (marito e marito) e "wife and wife" (moglie e moglie).
Verrà messo bene in chiaro che nessuna organizzazione religiosa e nessun singolo esponente religioso sarà in alcun modo costretto a unire in matrimonio fidanzati dello stesso sesso.
La Chiesa d'Inghilterra e la Chiesa del Galles non potranno in nessun caso unire in matrimonio fidanzati dello stesso sesso, quindi -detta con altre parole- le coppie dello stesso sesso rimarranno escluse per legge dalla possibilità di unirsi in matrimonio secondo i dettami della Chiesa d'Inghilterra e della Chiesa del Galles.
Le altre organizzazioni religiose (quella dei Quaccheri, quella ebraica, ecc) potranno a tutti gli effetti unire in matrimonio coppie dello stesso sesso, ma non automaticamente: solo dopo aver reso ufficiale tale intenzione; in assenza di tale ufficializzazione, loro e i loro singoli esponenti non potranno unire in matrimonio fidanzati dello stesso sesso.
L'Equality Act 2010 verrà modificato di modo che venga messo in chiaro che nessuna causa per discriminazione potrà essere intentata contro organizzazioni religiose e singoli esponenti di tali organizzazioni religiose per aver rifiutato di sposare coppie dello stesso sesso o per aver rifiutato di rendere disponibile qualche luogo sacro (una cappella, ecc) per il matrimonio di qualche coppia dello stesso sesso.
I coniugi dello stesso sesso non potranno citare la mancata consumazione del matrimonio per annullare il loro matrimonio.
La definizione di adulterio rimarrà inalterata, di conseguenza le coppie dello stesso sesso potranno mettere fine al proprio matrimonio a causa di un adulterio solo quando vi sia stata penetrazione, totale o anche solo parziale, con una persona terza di sesso opposto.
I matrimoni tra fidanzati dello stesso sesso celebrati all'estero verranno ufficialmente riconosciuti in quanto tali, cioè in quanto matrimoni; non più, quindi, degradati a civil partnership.
La CIVIL PARTNERSHIP non sarà per il momento né abolita né estesa alle coppie di sesso diverso.
I fidanzati dello stesso sesso che abbiano contratto civil partnership in Inghilterra e Galles -non quindi in Scozia e Irlanda del Nord- potranno convertire la propria unione civile -la propria civil partnership appunto- in matrimonio; la procedura costerà 100 sterline e potrà essere accompagnata da una eventuale cerimonia la quale però non avrà nessun valore legale.
I civil partners che dovessero cambiare sesso non dovranno necessariamente convertire la propria civil partnership in matrimonio.
Chi ha contratto matrimonio in Inghilterra e Galles -non quindi in Scozia o Irlanda del Nord- può cambiare sesso rimanendo legalmente sposato.
Non sarà possibile convertire nessun matrimonio in unione civile, cioè in una civil partnership.
LINK
http://www.homeoffice.gov.uk/publications/about-us/consultations/equal-civil-marriage/consultation-response?view=Binary
E' una riforma che cancella un'esclusione davvero pesante che umilia ogni persona omosessuale in Inghilterra e Galles: l'esclusione dal matrimonio. Finalmente finisce il confinamento nello scimmiottamento del matrimonio, durato praticamente un decennio. Lo Stato inglese con questa riforma manda un messaggio forte e chiaro ai propri cittadini e al mondo intero: gay e lesbiche sono persone allo stesso livello di tutte le altre, tant'è che meritano il matrimonio, non il confinamento in un ghetto legale che lo scimmiotti.
Trovo che sia una mossa vincente esplicitare il fatto che il termine "marito" e il termine "moglie" non scompariranno ma semplicemente si applicheranno anche a chi contrarrà matrimonio con una persona del proprio sesso, tant'è che si potrà diventare ufficialmente "marito e marito", "moglie e moglie". Evidentemente il Governo ha fatto tesoro delle polemiche estere, dove la sostituzione di espressioni connotate sessualmente come "il marito e la moglie" con espressioni generiche come "gli sposi" o "i coniugi" aveva fornito alle Chiese il pretesto per spacciare l'apertura del matrimonio come un qualcosa che stravolge l'esistente privando tutti di qualcosa.
Penso che sia una mossa vincente anche l'esclusione della Chiesa Anglicana (d'Inghilterra e Galles) dalla possibilità di sposare fidanzati dello stesso sesso; in questo caso si va contro l'idea di eguaglianza ma si lancia un messaggio di forte importanza, molto efficace anche dal punto di vista mediatico: si rende molto evidente, sottolineata, evidenziata, urlata, la volontà dello Stato di garantire finalmente eguale libertà e eguale dignità lasciando la Chiesa Anglicana letteralmente a se stessa con tutti i suoi deliri, i suoi capricci, i suoi non-sensi, la sua immagine sempre più retrograda.
Vincente, sebbene non egualitaria, anche la scelta di non modificare per ora la definizione di adulterio e di consumazione; in questo modo si evitano prevedibili polemiche, per es nella Camera di Lord, in grado di ritardare o affossare la riforma magari al grido di improbabili riflessi negativi di tali nuove definizioni sui matrimoni tra uomo e donna.
Sulla quantità di meccanismi di tutela previsti per le confessioni religiose in generale, posso dire che mi paiono un po' troppi e bizantini... ma non è nulla che a breve non potrà diventare più soft e semplice.
Unico neo della riforma è, per me, il mantenimento della civil partnership; si è scelto per il momento di non cancellarla e, tra l'altro, di mantenerla così com'è cioè contraibile, anche dopo l'estensione del matrimonio, solo da persone dello stesso sesso.
Forse la si vuole lasciar morire di agonia dato che -come riporta lo stesso Governo- i gay e le lesbiche inglesi di fronte alla scelta tra matrimonio e partnership rispondono in coro matrimonio (la percentuale va persino oltre l'80 per cento vedi pagg 41 e 42 del documento emesso ieri dal Governo alla "Question 7" e alla "Question 9").
Ad ogni modo spero che la aboliscano al più presto.
Justin
martedì 11 dicembre 2012
Non fare entrare nessuno senza preservativo. Un bel video muto di Feed the bears
Un bel video di Feed The Bears che azzecca il linguaggi del corpo e l'immaginario dei film muti, forse con qualche lungaggine, ma ben sviluppano e prodotto.
Adoro l'atmosfera giocosa del rimorchio. Le leggerezza di ua situazione di solito dipinta sordidamente (soprattutto dalla stampa). La leggiadria dei due omoni, la semplicità che li fa essere diretti, onesti, puliti. Bellissima la presentazione caratteriale dei personaggi, i dettagli della seduzione cui i due protagonisti reagiscono con meraviglia, l'aspetto prima "da ceffo" poi da tenero del terzo ragazzo e l'idea geniale di dare un significato ambivalente all'espressione non fare entrare nessuno senza preservativo. Entrare in casa ...e altrove!
Adoro l'atmosfera giocosa del rimorchio. Le leggerezza di ua situazione di solito dipinta sordidamente (soprattutto dalla stampa). La leggiadria dei due omoni, la semplicità che li fa essere diretti, onesti, puliti. Bellissima la presentazione caratteriale dei personaggi, i dettagli della seduzione cui i due protagonisti reagiscono con meraviglia, l'aspetto prima "da ceffo" poi da tenero del terzo ragazzo e l'idea geniale di dare un significato ambivalente all'espressione non fare entrare nessuno senza preservativo. Entrare in casa ...e altrove!
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lunedì 10 dicembre 2012
Disinformare per influenzare l'opinione pubbica: un articolo del Messaggero suile nozze gay in Gran Bretagna. CON ERRATA CORRIGE
Grazie al commento di Justin, che lascio in calce al post, il post che ho scritto stamane deve essere modificato perchè contiene delle inesattezze che derivano dalla mia scarsa preparazione giuridica.
Chiedo scusa ai miei lettori e ringrazio Justin di avermi fatto notare le imprecisioni da me scritte nel post.
Nella prima versione di questo post io scrivevo:
Chiedo scusa ai miei lettori e ringrazio Justin di avermi fatto notare le imprecisioni da me scritte nel post.
Nella prima versione di questo post io scrivevo:
Sabato sul Messaggero si leggeva questa notizia.
Nozze gay, Londra prepara la svolta Cameron vuole il rito nelle chiese
Il primo ministro inglese sulla proposta di legge che verrà portata in Parlamento la settimana prossima
Sono un grande sostenitore dell’istituzione del matrimonio e non voglio che le persone gay ne siano escluse.
Lo ha detto ieri il primo ministro britannico, David Cameron, confermando i contenuti della proposta di legge da sottoporre al voto del Parlamento la prossima settimana. Il testo infatti ha subito modifiche rispetto alla sua versione originale che prevedeva il riconoscimento dei matrimoni gay (nel Regno Unito sono al momento possibili le unioni civili tra persone dello stesso sesso ndr) ma non la possibilità di celebrarli in chiesa, di qualsiasi confessione. Le istituzioni religiose che non lo vorranno non saranno tuttavia obbligate a celebrare nozze tra persone dello stesso sesso.
La notizia non è nuova.
Cameron disse già lo scorso 25 Luglio che La chiesa di Inghilterra si deve svegliare. L'unica vera news, cioè cosa nuova, è che la legge verrà discussa in parlamento la settimana prossima.
Secondo l'articolo del Messaggero, non firmato,
Il testo (...) ha subito modifiche rispetto alla sua versione originale che prevedeva il riconoscimento dei matrimoni gay (...) ma non la possibilità di celebrarli in chiesa, di qualsiasi confessione.Affermazioni inesatte se non false.
Nel regno Unito il 21 novembre del 2004 è stato promulgato il Civil Partnership Act, una legge destinata unicamente a regolare l'unione tra persone dello stesso sesso.
Un istituto che ha poche differenze dal matrimonio essenzialmente rinvenibili nel diverso rito-cerimonia della registrazione (che può essere solo civile e mai religioso) e in poco altro.
Dunque quando Cameron ha detto, più di una anno fa, che voleva aprire i matrimoni anche alle persone dello stesso sesso si stava riferendo anche al matrimonio in Chiesa (altrimenti perchè mai avrebbe detto che la Chiesa si doveva svegliare?) visto che il Civil Partnership Act già riconosce la possibilità di unirsi davanti all'ufficiale di Stato*.
Perciò non ha senso dire, come fa Messaggero, che Cameron ha cambiato la proposta di legge sul matrimonio per le persone dello stesso sesso che nella sua versione originale prevedeva il riconoscimento dei matrimoni gay (...) ma non la possibilità di celebrarli in chiesa.
La distinzione tra matrimonio civile e matrimonio religioso (anglicano) nel regno Unito è sostanzialmente diversa da quella che c'è in Italia**.
Justin mi ha fatto notare invece che:
E' assolutamente corretto dire che, inizialmente, i piani del Governo di David Cameron -che sono limitati a Inghilterra e Galles e quindi non comprensivi di Scozia e Irlanda del Nord- prevedevano l'apertura del matrimonio esclusivamente nella sua tipologia civile, e quindi mantenevano perfettamente intatta l'impossibilità per le coppie dello stesso sesso di contrarre matrimonio in luoghi di culto o anche solo con qualche connotazione religiosa.
Dal documento governativo sottoposto a consultazione pubblica a marzo di quest'anno (Equal civil marriage: a consultation):
"It will not be legally possible under these proposals for religious organisations to solemnize religious marriages for same-sex couples.
...
Marriages of any sort on religious premises would still only be legally possible between a man and a woman."
Traduzione:
"Queste proposte prevedono che non sarà legalmente possibile per le organizzazioni religiose celebrare matrimoni religiosi per le coppie dello stesso sesso.
...
I matrimoni, di qualsiasi tipo, aventi connotazioni religiose saranno ancora possibili unicamente tra un uomo e una donna."
Fonte Equal Civil Marriage: a consultation
Il mio ragionamento, sbagliato, partiva dalla considerazione, infondata, che essendo la religione Aglicana religione di stato, ogni legge dello Stato dovesse essere anche recepita dalla chiesa anglicana.
Leggendo la consultation questo mio ragionamento non è in via di principio del tutto errato proprio quando si precisa che
There is, however, no legal definition of religious and civil marriage. Marriage is defined according to where it can take place, rather than being either specifically religious or civil.Però, a differenza di quanto da me pensato, la legge in questione non vuole introdurre il matrimonio nei luoghi religiosi ma lasciarlo esclusivamente nei luoghi civili.
(Non c'è, tuttavia, una definizione legale del matrimonio religioso e civile. Il matrimonio è definito in base al luogo in cui può avvenire, invece di essere religioso o civile in modo specifico).
Non si ratta di creare due diversi matrimoni ma di distinguere legalmente tra matrimonio religioso, che rimane solo per coppie di sesso diverso (la legge dice opposto ma non mi piace questo aggettivo) e matrimonio civile dove sarà possibile anche il matrimoni tra presone dello stesso sesso.
Il mio errore è stato pensare di poter sussumere il matrimonio religioso anglicano al matrimonio civile per via del fatto che la religione anglicana è religione di stato.
Quello che stavo cercando di dire maldestramente è che il matrimonio in questione era solo il matrimonio civile e se contemplava anche quello in chiesa era perchè la chiesa anglicana fa parte dello stato e dunque è come se fosse civile.
Ecco cosa intendevo dire quando scrivevo:
Dunque aprire il matrimonio alle persone dello stesso sesso vuol dire aprire anche il matrimonio in Chiesa.
Non nelle chiese di ogni confessione, come dice, mentendo, Messaggero, ma solo nella Chiesa Anglicana, visto che, la religione Anglicana è religione di Stato al cui capo c'è la regina Elisabetta II.
Non avevo propri torto, solo che la soluzione presa da questa proposta di legge è di separare il matrimonio sinora indifferenziato permettendo quello tra persone dello stesso sesso solo nei luoghi civili e non in quelli religiosi.
Nonostante il divieto di celebrare matrimoni religiosi la consultazione prevede per chi vuole fare una cerimonia su basi religiose quanto già prevede (dal 2011) il Civil Partnership Act che io affermavo essere laica.
Justin mi fa notare che
è verissimo che la registrazione dev'essere laica nella sua procedura, tuttavia trovo degno di sottolineatura il fatto che in Inghilterra e Galles da fine 2011 tale registrazione è possibile anche in luoghi di culto.
Infatti, di questo non facevo menzione nel mi post originale, per le confessioni che prevedono il matrimonio tra persone dello stesso sesso, che di per sè non ha valore legale, e continuerà a non averne anche dopo l'approvazione di questa legge, questo matrimonio può avere un riconoscimento legale tramite il Civil Partnership Act che nella sua prima stesura non poteva avere alcuna forma rituale religiosa (divieto che continua ad avere il matrimonio civile che si vuole introdurre con la nuova legge) e che è stato invece emendato nel 2011 per quelle confessioni religiose che prevedono il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Justin dice anche:
Anche i riferimenti del post al Civil Partnership Act, poi, non li condiviso molto: per quello che ho potuto notare infatti il Civil Partnership Act non c'entra proprio nulla a questo proposito dato che la civil partnership è un istituto giuridico a se stante rispetto al matrimonio, e non dovrebbe subire alcuna modifica e non dovrebbe essere nemmeno sfiorato dalle proposte in questione riguardanti l'apertura del matrimonio (a meno che tra di esse venga inserita l'abrogazione della civil partnership stessa o il suo allargamento alle coppie di persone di sesso diverso).In realtà è quello che la proposta di legge prevede, per chi lo vuole:
We are therefore proposing that couples will be able to convert their civil partnership into a civil marriage should they wish to. Those who do not wish to convert their civil partnership will be able to remain in their civil partnership and suffer no legal detriment.
(Proponiamo pertanto che le coppie potranno di convertire la loro Civil Parternship in matrimonio civile dovessero desiderarlo. Coloro che non desiderano convertire la loro Civil Partership potranno rimanervi senza alcuno svantaggio legale.)
Quello che io volevo far notare era che il Civil Partnership Act non poteva essere sussunto alle unioni civili, come faceva l'articolo del Messaggero, perchè come scrivevo
La seconda parte del mio post ripora una serie di affermazioni che sono tutte non vere.il Civil Partnership Act è una legge estremamente corposa e dettagliata, nonché molto articolata (...) Niente a che vedere, quindi, con altri modelli legislativi presenti nei paesi europei, che regolano le unioni di fatto o le convivenze registrate, (...) [che] si presentano solitamente come leggi scarne, di pochi articoli, non organiche, alcune pensate per assicurare solo una tutela minima, che attribuiscono un limitato numero di diritti e doveri, a volte utilizzando la tecnica del rinvio ad altre leggi, per esempio prevedendo la parificazione dei conviventi ai coniugi per alcuni ristretti fini.
Non è vero.Le confessioni (non istituzioni) religiose non sono obbligate a un bel niente. Certamente se l'estensione del matrimonio diventa legge di Stato allora le confessioni se vogliono possono farlo.
Secondo la proposta di legge non devono e non possono.
Anche quando scrivo che
sbaglio. La proposta di legge di Cameron infatti lo prevede...Lo stesso avverrebbe se passasse la legge anche in Italia. Ogni confessione religiosa potrebbe unire due persone dello stesso sesso in matrimonio e il matrimonio sarebbe legalmente riconosciuto.
In Italia ci sono alcune confessioni religiose che uniscono in matrimonio persone dello stesso sesso ma questa unione non ha riscontro legale per lo Stato Italiano** essendo questo tipo di matrimonio non consentito dal nostro ordinamento.
Però nessuna legge può impedire alle confessioni di fare questo matrimonio.
Me lo fa giustamente notare Justin quando dice:
Segnalo anche che affermare:
"quando si parla di matrimonio in chiesa si parla esclusivamente del matrimonio Anglicano"
non è molto esatto... è lo stesso governo Cameron che nel suo documento Equal civil marriage: a consultation afferma, a pagina 7, che ad oggi il matrimonio può essere celebrato non solo secondo i dettami della Chiesa d'Inghilterra ma anche secondo i dettami ebraici, dei quaccheri e di qualsiasi altra religione. Nonché, appunto, secondo i dettami squisitamente laici.
Sbaglio anche quando scrivo.
Quello che qui volevo dire in ultima analisi è che l'allargamento del matrimonio civile non implica anche quello del matrimonio religioso.Lo Stato italiano si limita a non riconoscerne l'effetto civile...
E' ovvio che quando si parla di matrimonio in chiesa si parla esclusivamente del matrimonio Anglicano che è a tutti gli effetti un matrimonio civile (di Stato).
Se nel post dicevo il contrario per il solo matrimonio anglicano era solo perchè consideravo, a torto, il matrimonio anglicano sussimibile al matrimonio civile.
Così non è.
Ora quello che bisogna capire, e chiedo lumi a Justin, è se davvero la legge che sarà votata la settimana prossima è diversa da quella prevista nella consultazione.
Se cioè la proposta di legge preveda davvero che l'estensione del matrimonio riguardi anche il matrimonio religioso come sembra affermare Messaggero o se sia vero, come pensavo io, che l'articolo serve a
Se cioè insomma i cambiamenti annunciati dal Messaggero siano veri oppure no.far pensare al lettore meno informato o sensibile sull'argomento che si corre il rischio di obbligare una confessione religiosa di fare qualcosa che non vuole.
Perchè le lamentele cui si fa riferimento nell'articolo non derivano dai cambiamenti di venerdì scorso
Perciò anche se mi sbagliavo nell'affermare chesolleveranno con tutta probabilità non poche polemiche e scontri, anche all’interno del partito conservatore dello stesso primo ministro; molti deputati Tory si erano espressi infatti contro questa misura.
Proposta inaccettabile per la Chiesa cattolica che attraverso il cardinale O’Brien aveva già paragonato la legalizzazione delle nozze gay - annunciata dal governo Cameron il 22 febbraio scorso, alla legalizzazione dello schiavismo. Mentre l’arcivescovo e nunzio apostolico Antonio Mennini, aveva invocato una «santa alleanza» tra le religioni per fare pressione sul governo inglese contro i matrimoni gay.
Mettere le reazioni della Chiesa anglicana sullo stesso piano di quelle di altre confessioni è un falso storico visto che a capo della chiesa Anglicana c'è la Regina Elisabetta II.resta da vedere se mi sbagliavo quando affermo che
quando l'articolo per rafforzare le critiche dei Tory (critiche politiche e non religiose) citando la chiesa Cattolica mente e confondepiani ambiti e livelli oltre che le idee.
Anche la «santa alleanza» tra le religioni evocata dal Nunzio apostolico Antonio Mennini, non può riguardare quella Anglicana, che è religione di Stato e duqnue rigarda Regina e Governo...
Questo articolo parla una lingua culturale e giuridica sbagliata e disinformante.
Delle due l'una.
O chi lo ha scritto non ne capisce nulla e allora dovrebbe cambiare mestiere (se mi sono potuto documentare io che sono un comune blogger non vedo che giustificazioni può avere chi fa del giornalismo il suo mestiere).
Oppure l'articolo è stato scritto in maniera fuorviante per disinformare artatamente e allora il suo intento è da denunciare.
Justin del suo commento prezioso non entra in merito ai cambiamenti, dice solo che
In questi giorni, quindi, ci troviamo eccome davanti a una vera e propria svolta. Una vera e propria svolta che David Cameron e il suo governo hanno cominciato già qualche mese fa, anche attraverso discorsi come quelli in cui il premier in prima persona ha fatto notare che la Chiesa Anglicana su questo tema stava -come dire- esagerando (la Chiesa Anglicana infatti ha continuato a protestare nonostante si parlasse di matrimonio esclusivamente nella sua tipologia civile, inventandosi di sana pianta il pericolo di essere un domani obbligata da qualche giudice inglese o europeo a celebrare nozze essa stessa dello stesso sesso) e, per dirla tutta, che si dovrebbe dare una svegliata.Quello che non mi è chiaro è i cambiamenti che Messaggero riporta siano davvero stati fatti. Se si quali e come?
Chi mi evince?
Justin?
Qualche lurker?
Ringrazio Justin per la pazienza e il tono fin troppo rispettoso con cui mi fa notare tutte le grossolane imprecisioni contenute nel post così come era stato scritto all'inizio.
Post che riporto di seguito come era e al quale originariamente si riferisce il commento di Justin.
Disinformare per influenzare l'opinione pubbica: un articolo del Messaggero suile nozze gay in Gran Bretagna.
Sabato sul Messaggero si leggeva questa notizia.Nozze gay, Londra prepara la svolta Cameron vuole il rito nelle chieseLa notizia non è nuova.
Il primo ministro inglese sulla proposta di legge che verrà portata in Parlamento la settimana prossima
Sono un grande sostenitore dell’istituzione del matrimonio e non voglio che le persone gay ne siano escluse.
Lo ha detto ieri il primo ministro britannico, David Cameron, confermando i contenuti della proposta di legge da sottoporre al voto del Parlamento la prossima settimana. Il testo infatti ha subito modifiche rispetto alla sua versione originale che prevedeva il riconoscimento dei matrimoni gay (nel Regno Unito sono al momento possibili le unioni civili tra persone dello stesso sesso ndr) ma non la possibilità di celebrarli in chiesa, di qualsiasi confessione. Le istituzioni religiose che non lo vorranno non saranno tuttavia obbligate a celebrare nozze tra persone dello stesso sesso.
Cameron disse già lo scorso 25 Luglio che La chiesa di Inghilterra si deve svegliare. L'unica vera news, cioè cosa nuova, è che la legge verrà discussa in parlamento la settimana prossima.
Secondo l'articolo del Messaggero, non firmato,
Il testo (...) ha subito modifiche rispetto alla sua versione originale che prevedeva il riconoscimento dei matrimoni gay (...) ma non la possibilità di celebrarli in chiesa, di qualsiasi confessione.Affermazioni inesatte se non false.
Nel regno Unito il 21 novembre del 2004 è stato promulgato il Civil Partnership Act, una legge destinata unicamente a regolare l'unione tra persone dello stesso sesso.
Un istituto che ha poche differenze dal matrimonio essenzialmente rinvenibili nel diverso rito-cerimonia della registrazione (che può essere solo civile e mai religioso) e in poco altro.
Dunque quando Cameron ha detto, più di una anno fa, che voleva aprire i matrimoni anche alle persone dello stesso sesso si stava riferendo anche al matrimonio in Chiesa (altrimenti perchè mai avrebbe detto che la Chiesa si doveva svegliare?) visto che il Civil Partnership Act già riconosce la possibilità di unirsi davanti all'ufficiale di Stato*.
Perciò non ha senso dire, come fa Messaggero, che Cameron ha cambiato la proposta di legge sul matrimonio per le persone dello stesso sesso che nella sua versione originale prevedeva il riconoscimento dei matrimoni gay (...) ma non la possibilità di celebrarli in chiesa.
La distinzione tra matrimonio civile e matrimonio religioso (anglicano) nel regno Unito è sostanzialmente diversa da quella che c'è in Italia**.
Per la registrazione civile c'è già il Civil Partnership Act una legge estremamente corposa e dettagliata, nonché molto articolata per renderla applicabile nei diversi regni (Galles, Inghilterra, Irlanda del Nord e Scozia) che costituiscono il Regno Unito.
Niente a che vedere, quindi, con altri modelli legislativi presenti nei paesi europei, che regolano le unioni di fatto o le convivenze registrate, spesso prevedendo una disciplina unica per quelle omosessuali e quelle eterosessuali.
Questi altri modelli si presentano solitamente come leggi scarne, di pochi articoli, non organiche, alcune pensate per assicurare solo una tutela minima, che attribuiscono un limitato numero di diritti e doveri, a volte utilizzando la tecnica del rinvio ad altre leggi, per esempio prevedendo la parificazione dei conviventi ai coniugi per alcuni ristretti fini.
Dunque aprire il matrimonio alle persone dello stesso sesso vuol dire aprire anche il matrimonio in Chiesa.
Non nelle chiese di ogni confessione, come dice, mentendo, Messaggero, ma solo nella Chiesa Anglicana, visto che, la religione Anglicana è religione di Stato al cui capo c'è la regina Elisabetta II.
Che chi ha scritto l'articolo sul Messaggaero stia dicendo una cazzata è evidente tanto che subito dopo averla scritta deve correggerla:Il testo infatti ha subito modifiche rispetto alla sua versione originale che prevedeva il riconoscimento dei matrimoni gay ma non la possibilità di celebrarli in chiesa, di qualsiasi confessione [bufala].Le confessioni (non istituzioni) religiose non sono obbligate a un bel niente. Certamente se l'estensione del matrimonio diventa legge di Stato allora le confessioni se vogliono possono farlo.
Le istituzioni religiose che non lo vorranno non saranno tuttavia obbligate a celebrare nozze tra persone dello stesso sesso.
Lo stesso avverrebbe se passasse la legge anche in Italia. Ogni confessione religiosa potrebbe unire due persone dello stesso sesso in matrimonio e il matrimonio sarebbe legalmente riconosciuto.
In Italia ci sono alcune confessioni religiose che uniscono in matrimonio persone dello stesso sesso ma questa unione non ha riscontro legale per lo Stato Italiano** essendo questo tipo di matrimonio non consentito dal nostro ordinamento.
Però nessuna legge può impedire alle confessioni di fare questo matrimonio.
Lo Stato italiano si limita a non riconoscerne l'effetto civile...
E' ovvio che quando si parla di matrimonio in chiesa si parla esclusivamente del matrimonio Anglicano che è a tutti gli effetti un matrimonio civile (di Stato).
Allora perchè non dire così invece di scrivereLe istituzioni religiose che non lo vorranno non saranno tuttavia obbligate a celebrare nozze tra persone dello stesso sesso?Non è forse un modo per far pensare al lettore meno informato o sensibile sull'argomento che si corre il rischio di obbligare una confessione religiosa di fare qualcosa che non vuole?
Non i forse un modo per presentare le persone gay come quelle che vogliono sposarsi in chiesa? E che se passasse in Italia una legge simile avverrebbe lo stesso?COme spiegare altrimenti il resto dell'articolo?
I cambiamenti annunciati ieri solleveranno con tutta probabilità non poche polemiche e scontri, anche all’interno del partito conservatore dello stesso primo ministro; molti deputati Tory si erano espressi infatti contro questa misura.Mettere le reazioni della Chiesa anglicana sullo stesso piano di quelle di altre confessioni è un falso storico visto che a capo della chiesa Anglicana c'è la Regina Elisabetta II.
Proposta inaccettabile per la Chiesa cattolica che attraverso il cardinale O’Brien aveva già paragonato la legalizzazione delle nozze gay - annunciata dal governo Cameron il 22 febbraio scorso, alla legalizzazione dello schiavismo. Mentre l’arcivescovo e nunzio apostolico Antonio Mennini, aveva invocato una «santa alleanza» tra le religioni per fare pressione sul governo inglese contro i matrimoni gay.
Quindi quando l'articolo per rafforzare le critiche dei Tory (critiche politiche e non religiose) citando la chiesa Cattolica mente e confondepiani ambiti e livelli oltre che le idee.
Anche la «santa alleanza» tra le religioni evocata dal Nunzio apostolico Antonio Mennini, non può riguardare quella Anglicana, che è religioen di Stato e duqnue rigarda Regina e Governo...
Questo articolo parla una lingua culturale e giuridica sbagliata e disinformante.
Delle due l'una.
O chi lo ha scritto non ne capisce nulla e allora dovrebbe cambiare mestiere (se mi sono potuto documentare io che sono un comune blogger non vedo che giustificazioni può avere chi fa del giornalismo il suo mestiere).
Oppure l'articolo è stato scritto in maniera fuorviante per disinformare artatamente e allora il suo intento è da denunciare.
Messaggero è comunque in buona compagnia. Anche Il sole 24 ore in una articolo datato però il 25 aprile 2012 dice a un certo punto i matrimoni saranno solo ed esclusivamente civili opponendolo al matrimonio religioso con la prospettiva culturale italiana ingnorando che la religione anglicana è religione di Stato...
Fonti consultate per questo post.
Nella buona e nella cattiva sorte
Rete Lanford
* Chi non è interessato al matrimonio religioso anglicano nel Regno Unito può optare per quello civile.La cerimonia si svolge davanti a un ufficiale di stato civile, non necessariamente in municipio, perché la legge dà la possibilità di scegliere il posto che piace di più e che può essere, per esempio, un castello, un club privato, un albergo, perfino un fienile decorato come se fosse la grotta di Aladino, purché si tratti di una struttura coperta, fissa al suolo e munita di licenza civile. Non è possibile quindi sposarsi all’aperto o in strutture rimovibili.Il Civil Partership Act riconosce solo la registrazione dell'atto davanti l'ufficiale giudiziario ma non quello di fare una cerimonia il diritto di scegliere il post che piace di più per fare la cerimonia.**
In Italia l'unico matrimonio legalmente riconosciuto è infatti quello civile. I matrimoni religiosi hanno validità in quanto lo Stato Italiano ne riconosce gli effetti civili e infatti si chiama matrimonio religioso con effetti civili.
I matrimoni religiosi sono riconosciuti civilmente dallo stato italiano solo nel caso in cui la la confessione religiosa ha stipulato una intesa con lo stato italiano. Attualmente le confessioni che lo hanno fatto sono:
Chiesa Cattolica (matrimonio concordatario), Tavola Valdese, Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Assemblee di Dio in Italia (ADI), Unione Battista, Chiesa Evangelica Luterana in Italia.
Il ministro del culto non agisce per conto dello stato e può celebrare le nozze solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione dall'Ufficiale di Stato Civile, al quale trasmetterà l'atto di matrimonio per la trascrizione nei relativi registri.
Così le pubblicazioni anche per i matrimoni religiosi sono doppie: ci sono quelle religiose ma ce lo stesso l'obbligo per quelle civili (esposte in bacheca al comune, oggi anche online...)
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domenica 9 dicembre 2012
Il sessismo e l'omofilia ingenua (e maschilista) del blog del Corriere della Sera Solferino 28 anni. Su un post di Chiara Maffioletti sull'essere omosessuali in Italia.
Pare che in Italia la stragrande maggioranza della popolazione creda che l'omosessualità sia un orientamento sessuale normale.
Così pretende Chiara Maffioletti che ha pubblicato sul Blog del sito del Corriere della Sera Solferino 28 anni un post dal titolo d'effetto Essere gay è ancora un problema?
Il post recita così:
Lo stesso brano può essere scritto in una maniera non sessista, con qualche semplice accorgimento lessicale e sintattico, per esempio così:
Si legge allo stesso modo no?
Anzi, si legge molto meglio, perchè non c'è sessismo.
Non è un vezzo se puntualizzo il sessismo del lessico di Maffioletti, il sessismo è indice della stessa mentalità patriarcal-maschilista che c'è dietro l'omofobia.
Al di là del sessismo colpisce nel post l'affermazione che la stragrande maggioranza delle persone crede che l’omosessualità sia un normale orientamento sessuale che Maffioletti fa non si capisce in base a quali dati.
Gli unici dati di una certa rilevanza nazionale e non di parte sono quelli Istat che ci danno numeri ben diversi, purtroppo.
Secondo l'Istat il 59,1 % della popolazione ritiene accettabile che un uomo abbia una relazione affettiva e sessuale con un altro uomo e il 59, 5 % che una donna abbia una relazione affettiva e sessuale con un'altra donna.
Quasi il 60%.
Certamente la maggioranza, ma non la stragrande, un 40 % pensa ancora di no.
Sempre secondo l'Istat il 73% della popolazione è in totale disaccordo con il fatto che non si assuma una persona perché omosessuale [dimenticando che la cosa è illegale persino in Italia] o non si affitti un appartamento per lo stesso motivo.
L'Istat però fa notare anche come quasi la stessa percentuale, il 55,9%
Come emerso da uno studio recente a livello europeo Citizens in Diversity: A Four-Nation Study on Homophobia and Fundamental Rights, molte persone non percepiscono come omofobici molti pensieri, giudizi idee e atteggiamenti che in realtà lo sono.
Non è l'omosessualità dunque a essere considerata dalla stragrande maggioranza delle persone come un orientamento sessuale naturale.
E' l'omofobia a essere considerata negativa.
E si pensa che l'omofobia che la società, nella sua stragrande maggioranza, condanna, consista esclusivamente in una discriminazione esplicita, e violenta fatta esclusivamente nei confronti delle persone omosessuali.
Le stesse persone percepiscono però come ostentazione la loro visibilità.
Se due ragazzi o due ragazze si baciano pubblicamente con le stesse modalità di una coppia etero danno nell'occhio, non sono discreti o discrete.
Anche questa è omofobia ma la società, il paese, non la percepisce come tale.
E anche questa è omofobia.
Purtroppo, e non metto in dubbio la buona fede di Maffioletti, scrivere che la stragrande maggioranza delle persone crede che l’omosessualità sia un normale orientamento sessuale è una affermazione omofoba perchè distingue tra omofobia e ...omofilia con un discrimine troppo grossolano.
Ed è con un discrimine così blando (che lascia passare quasi tutto) che Maffioletti può scrivere
Purtroppo sì se anche Maffioletti dà per scontato che certi comportamenti, atteggiamenti, che sono giudicati in un certo modo da chi li guarda, ma non è detto che siano agiti con quello scopo comunicativo, denotino omosessualità.
Non le è minimamente venuto il dubbio che l'atteggiamento affettuoso potesse essere anche indice di amicizia tra i due.
Non sto ipotizzando nulla, perchè non conosco i fatti, sto solo cercando di ampliare il numero di cornici narrative entro cui dare significato al comportamento dei due ragazzi.
Non conoscendo il motivo che ha indotto il prete a scrivere quella nota infamante (per lui e la scuola) sono costretto a ipotizzare largamente.
Forse due ragazzi si tenevano per mano? Forse erano abbracciati?
O semplicemente avevano un atteggiamento considerato dal prete poco maschile e dunque effeminato?
Sono tutti orizzonti diversi e nessuno di questi porta necessariamente all'omosessualità.
Io pavento una società che legge un atteggiamento affettuoso tra due maschi come un rimaneggiato unicamente omoaffettivo.
Dunque stiamo progettando un mondo in cui due due amanti possono amoreggiare ma due amici no.
Se due maschi si prendono per mano sono froci. Froci e basta.
Maffioletti non mette in discussione questo assunto implicito (che è già intriso di omofobia) si limita a distinguere gli omofobi dagli omofili giudicando in base alla reazione dinanzi un comportamento incasellato da una equazione ineluttabile: gli omofobi sono quelli che dicono che shifo, gli omofili quelli che dicono che carino.
L'omosessualità desunta, quella è certa.
Poco mporta poi che il ragazzo considerato effeminato sia etero a e quello ipermaschile piacciano i ragazzi.
Dietro questa lettura omosessualizzante (che vede allinearsi anche molte persone omosessuali) c'è sempre il pensiero eterosessista, unico e uniformante che anche quando porta rispetto per le persone omosessuali continua a dirimere l'omosessualità di certi atteggiamenti basandoli ancora sugli stessi stereotipi e clichè omofobici di sempre.
Insomma l'accettazione dell'omosessualità non contribuisce alla maggiore libertà di tutte e tutti ma crea un nuovo confine, un nuovo conformismo senza mettere in discussione i presupposti discriminatori che prima non permettevano l'accettazione.
Non a caso quando si riferisce ad Andrea, vittima etero dell'omofobia, Maffioletti parla di confusione

Confusa è Maffioletti che non riesce a capire che si può essere presi in giro e discriminati dall'uso negativo dell'omosessualità anche quando omosessuali non lo si è, perchè l'omofobia travalica le persone omosessuali e stigmatizza ogni presunta deviazione dai cliché di genere.
Sfugge a Maffioletti che, visto che non tutti i gay vestono di rosa e non tutti i ragazzi che vestono di rosa sono gay (appunto come Andrea), quel che deve passare è il diritto di CHIUNQUE a vestirsi di rosa, senza chiedersi quale ne sia l'orientamento sessuale perchè questa domanda è discriminante e omofobica.
*A ben vedere Maffioletti usa il verbo credere che ha un significato meno assertivo di ritenere, o pensare.
La stragrande maggioranza delle persone crede - cioè mica è sicura - che l'omosessualità sia un normale orientamento sessuale.
Così pretende Chiara Maffioletti che ha pubblicato sul Blog del sito del Corriere della Sera Solferino 28 anni un post dal titolo d'effetto Essere gay è ancora un problema?
Il post recita così:
Questo è un blog per i giovani. E purtroppo, ancora oggi, molti giovani, anzi, decisamente troppi giovani hanno ancora un problema enorme che non dovrebbe esistere in un Paese normale. Civile, intendo. Esistono tanti ragazzi che vivono ogni giorno come fosse un peso la loro omosessualità. Colpa di chi li circonda. Non di tutti, intendiamoci. Ma anche se la stragrande maggioranza delle persone crede che l’omosessualità sia un normale orientamento sessuale, esiste ancora chi non la vede così. E, purtroppo, l’amarezza si fa anche più grande nel constatare che anche tra i più giovani c’è chi ragiona in questo modo.Non posso non notare il sessismo che fa usare all'autrice ragazzi anche in funzione di ragazze, quando dal 1987 Alma Sabatini ha suggerito come ovviare a questa asimmetria di genere nella lingua italiana (quante volte ancora dovrò linkare le sue raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana?).
Lo stesso brano può essere scritto in una maniera non sessista, con qualche semplice accorgimento lessicale e sintattico, per esempio così:
Questo è un blog per la gioventù. E purtroppo, ancora oggi, molte persone giovani, anzi, decisamente troppe, hanno ancora un problema enorme che non dovrebbe esistere in un Paese normale. Civile, intendo. Esistono tanti ragazzi e tante ragazze che vivono ogni giorno come fosse un peso la loro omosessualità. Colpa della gente che sta loro intorno. Non di tutti e tutte, intendiamoci. Ma anche se la stragrande maggioranza delle persone crede che l’omosessualità sia un normale orientamento sessuale, esiste ancora chi non la vede così. E, purtroppo, l’amarezza si fa anche più grande nel constatare che anche tra le persone più giovani c’è chi ragiona in questo modo.
Anzi, si legge molto meglio, perchè non c'è sessismo.
Non è un vezzo se puntualizzo il sessismo del lessico di Maffioletti, il sessismo è indice della stessa mentalità patriarcal-maschilista che c'è dietro l'omofobia.
Al di là del sessismo colpisce nel post l'affermazione che la stragrande maggioranza delle persone crede che l’omosessualità sia un normale orientamento sessuale che Maffioletti fa non si capisce in base a quali dati.
Gli unici dati di una certa rilevanza nazionale e non di parte sono quelli Istat che ci danno numeri ben diversi, purtroppo.
Il 61,3% dei cittadini tra i 18 e i 74 anni ritiene che in Italia gli omosessuali sono molto o abbastanza discriminati, l'80,3% che lo sono le transessuali.Ora se il 61,3 % ritiene (badate, ritiene non crede*) che in Italia gli omosessuali sono molto o abbastanza discriminati, forse la stragrande maggioranza non può pensare che in Italia si crede* che l'omosessualità sia un normale orientamento sessuale.
Secondo l'Istat il 59,1 % della popolazione ritiene accettabile che un uomo abbia una relazione affettiva e sessuale con un altro uomo e il 59, 5 % che una donna abbia una relazione affettiva e sessuale con un'altra donna.
Quasi il 60%.
Certamente la maggioranza, ma non la stragrande, un 40 % pensa ancora di no.
Sempre secondo l'Istat il 73% della popolazione è in totale disaccordo con il fatto che non si assuma una persona perché omosessuale [dimenticando che la cosa è illegale persino in Italia] o non si affitti un appartamento per lo stesso motivo.
L'Istat però fa notare anche come quasi la stessa percentuale, il 55,9%
si dichiara d'accordo con l'affermazione "se gli omosessuali fossero più discreti sarebbero meglio accettati",E siamo così a cuore dell'omofobia.
Come emerso da uno studio recente a livello europeo Citizens in Diversity: A Four-Nation Study on Homophobia and Fundamental Rights, molte persone non percepiscono come omofobici molti pensieri, giudizi idee e atteggiamenti che in realtà lo sono.
Non è l'omosessualità dunque a essere considerata dalla stragrande maggioranza delle persone come un orientamento sessuale naturale.
E' l'omofobia a essere considerata negativa.
E si pensa che l'omofobia che la società, nella sua stragrande maggioranza, condanna, consista esclusivamente in una discriminazione esplicita, e violenta fatta esclusivamente nei confronti delle persone omosessuali.
Le stesse persone percepiscono però come ostentazione la loro visibilità.
Se due ragazzi o due ragazze si baciano pubblicamente con le stesse modalità di una coppia etero danno nell'occhio, non sono discreti o discrete.
Anche questa è omofobia ma la società, il paese, non la percepisce come tale.
E anche questa è omofobia.
Purtroppo, e non metto in dubbio la buona fede di Maffioletti, scrivere che la stragrande maggioranza delle persone crede che l’omosessualità sia un normale orientamento sessuale è una affermazione omofoba perchè distingue tra omofobia e ...omofilia con un discrimine troppo grossolano.
Ed è con un discrimine così blando (che lascia passare quasi tutto) che Maffioletti può scrivere
Sono recenti i casi di omofobia che vedevano protagonisti dei 15/16enni, derisi e umiliati per il fatto di essere gay. E da chi? Drammaticamente, da loro coetanei.gli e mai le, Alma Sabatini intervieni Tu!!!
Come può esistere ancora il pregiudizio nei confronti dei gay da parte dei giovani? Dove si sbaglia: forse a monte non è stato insegnato loro il rispetto? Forse è solo una questione di ignoranza?
Purtroppo sì se anche Maffioletti dà per scontato che certi comportamenti, atteggiamenti, che sono giudicati in un certo modo da chi li guarda, ma non è detto che siano agiti con quello scopo comunicativo, denotino omosessualità.
Di ieri, questa notizia: «È sconcertante quanto accaduto in una scuola media della Val di Vara vicino La Spezia, dove un prete ha scritto una nota sul registro di classe, a danni di due alunni, perchè “sorpresi in atteggiamenti gay”». Lo ha dichiarato il presidente dell’Associazione Gaycs, Adriano Bartolucci Proietti.Dunque, e non metto in dubbio nemmeno stavolta la buona fede, Maffioeltti si è immaginata che i due ragazzi in atteggiamento affettuoso fossero gay.
Cosa significa? Non sarebbe bastato bacchettare gli atteggiamenti “amorosi” in generale?
Non le è minimamente venuto il dubbio che l'atteggiamento affettuoso potesse essere anche indice di amicizia tra i due.
Non sto ipotizzando nulla, perchè non conosco i fatti, sto solo cercando di ampliare il numero di cornici narrative entro cui dare significato al comportamento dei due ragazzi.
Non conoscendo il motivo che ha indotto il prete a scrivere quella nota infamante (per lui e la scuola) sono costretto a ipotizzare largamente.
Forse due ragazzi si tenevano per mano? Forse erano abbracciati?
O semplicemente avevano un atteggiamento considerato dal prete poco maschile e dunque effeminato?
Sono tutti orizzonti diversi e nessuno di questi porta necessariamente all'omosessualità.
Io pavento una società che legge un atteggiamento affettuoso tra due maschi come un rimaneggiato unicamente omoaffettivo.
Come si saranno sentiti quei due ragazzi? Sono convinta che sia necessario non far finta di niente di fronte a storie come queste.Io rivolgo questa domanda a Maffioletti stessa che ha dato per scontato che i due ragazzi stessero amoreggiando in una maniera gaia e non invece amicale... La prima cancella la seconda che, se c'è, deve rimanere virile e cameratesca, cioè invisibile, come sempre...
Dunque stiamo progettando un mondo in cui due due amanti possono amoreggiare ma due amici no.
Se due maschi si prendono per mano sono froci. Froci e basta.
Maffioletti non mette in discussione questo assunto implicito (che è già intriso di omofobia) si limita a distinguere gli omofobi dagli omofili giudicando in base alla reazione dinanzi un comportamento incasellato da una equazione ineluttabile: gli omofobi sono quelli che dicono che shifo, gli omofili quelli che dicono che carino.
L'omosessualità desunta, quella è certa.
Poco mporta poi che il ragazzo considerato effeminato sia etero a e quello ipermaschile piacciano i ragazzi.
Dietro questa lettura omosessualizzante (che vede allinearsi anche molte persone omosessuali) c'è sempre il pensiero eterosessista, unico e uniformante che anche quando porta rispetto per le persone omosessuali continua a dirimere l'omosessualità di certi atteggiamenti basandoli ancora sugli stessi stereotipi e clichè omofobici di sempre.
Insomma l'accettazione dell'omosessualità non contribuisce alla maggiore libertà di tutte e tutti ma crea un nuovo confine, un nuovo conformismo senza mettere in discussione i presupposti discriminatori che prima non permettevano l'accettazione.
Non a caso quando si riferisce ad Andrea, vittima etero dell'omofobia, Maffioletti parla di confusione
(è ancora confusa la vicenda su Andrea, il giovane di Roma che si è suicidato, inizialmente, si pensava, per le continue prese in giro circa il suo orientamento sessuale).che è proprio la parola con cui una volta si cercava di relativizzare l'omosessualità come fase di passaggio all'eterosessualità, l'unica forma cui veniva riconosciuto lo statuto di maturità.

Confusa è Maffioletti che non riesce a capire che si può essere presi in giro e discriminati dall'uso negativo dell'omosessualità anche quando omosessuali non lo si è, perchè l'omofobia travalica le persone omosessuali e stigmatizza ogni presunta deviazione dai cliché di genere.
Sfugge a Maffioletti che, visto che non tutti i gay vestono di rosa e non tutti i ragazzi che vestono di rosa sono gay (appunto come Andrea), quel che deve passare è il diritto di CHIUNQUE a vestirsi di rosa, senza chiedersi quale ne sia l'orientamento sessuale perchè questa domanda è discriminante e omofobica.
*A ben vedere Maffioletti usa il verbo credere che ha un significato meno assertivo di ritenere, o pensare.
La stragrande maggioranza delle persone crede - cioè mica è sicura - che l'omosessualità sia un normale orientamento sessuale.
sabato 8 dicembre 2012
Ancora un gay macchietta in tv. Su Metropolis, nuovo (sic!) programma di Comedy Central.
E' andata in onda su Comedy Central (canale 122 di SKY) la prima puntata di Metropolis, il nuovo programma erede di Central Station, Produzione Zodiak Active – Ridens per la tegia di Rinaldo Gaspari, scritto da Andrea Boin, Raffaele Skizzo Bruscella, Daniele Ceva e Marco Del Conte e presentato da condotto da Omar Fantini e Melita Toniolo (fonte per i credit ananas blog ).
In onda dal 6 dicembre ogni giovedì alle 21 e in replica il sabato alle 19, sul sito del canale di Sky Comedy central, viene presentato come un programma con uno squadrone di artisti tra cui tanti volti emergenti, tutti pronti a farvi piegare in due dalle risate, con personaggi originali e tormentoni inediti.
Beh non proprio tutti.
Gianluca "Felipe" Beretta (Zelig, Central Station) interpreta il modello Ambrogio, detto Ambroise, che si presenta in scena con foulard e borsalino rosa e ci prova subito col presentatore, mettendogli le mani addosso con la scusa di indovinare il tipo di tessuto della sua camicia o prendendogli la mano e portandosela verso il pacco dicendogli che è emozionato e gli batte il cuore.
Accennando una effeminatezza contenuta ma evidente, racconta la sua vita da modello, dicendo che sin da giovane, mentre agli altri ragazzi piaceva la passera a lui piaceva la passerella, e che se non sei gay non ti fanno lavorare.
Poi quando racconta di avere smesso di lavorare per Cavalli quando nel letto ha trovato il fantino il presentatore sentendosi autorizzato dalle sue sue avance, gli dice, ridendo, che si immagina l'azione fatta col fantino. Ambroise allora si rivolge si risente che il presentatore gli stia dando del culattone e che per lui quello è un lavoro e che deve pagare l'Imu... Poi prima di andarse lo saluta baciandsi due dita e ponendogliele sulle labbra.
Il messaggio che passa è che fare il gay è una professione, che se sei gay hai accesso a un certo tipo di lavori altrimenti no. Che dunque il gay è lobbizzato e dunque perfettamente inserito nella società, essendo inserito in quello del lavoro... Un gay che segue sempre il cliché dell'effeminatezza, del colore rosa (e dopo Andrea è al contempo un anacronismo e una bestemmia) e che la sobrietà è data da fatto che Ambrogio fa il gay ma non lo è.
Un gay affettato, effeminato, invadente e fastidioso che ci prova con tutti i maschi, che ti mette le mani addosso (qui però mette anche le mani dell'altro sul proprio corpo). UN personaggio che non fa ridere e che non aiuta certo a cambiare la percezione dell'omosessualità.
Non che un sketch televisivo debba avere come scopo l'emancipazione dell'omosessualità ma non si può certo tollerare che continui a confermare e legittimare lo stigma in cui le persone omosessuali sono relegate.
Il fatto che l'effeminatezza e gli altri stereotipi sull'orientamento sessuale gay siano misurati e meno eccessivi ed esasperati che in altre caratterizzazioni come per esempio quella de I soliti idioti secondo me è ancora più pericolosa, perchè costituisce il viatico di una presunta integrazione sociale che inchioda le persone omosessuali allo stesso cliché di smepre.
Ambroise è diseducativo e fa dell'omosessuale non una persona ma una categoria sociale una opzione professionale, una macchietta tramite la quale le persone omosessuali, quelle vere che vivono le paese, anche tramite questo personaggio possono essere sfottute, denigrate, isolate e discriminate.
L'unico strumento che abbiamo, almeno nell'immediato, è la protesta.
Scriviamo alla mail della redazione, commentiamo il post di presentazione del programma.
Facciamoci sentire.
In onda dal 6 dicembre ogni giovedì alle 21 e in replica il sabato alle 19, sul sito del canale di Sky Comedy central, viene presentato come un programma con uno squadrone di artisti tra cui tanti volti emergenti, tutti pronti a farvi piegare in due dalle risate, con personaggi originali e tormentoni inediti.
Beh non proprio tutti.
Gianluca "Felipe" Beretta (Zelig, Central Station) interpreta il modello Ambrogio, detto Ambroise, che si presenta in scena con foulard e borsalino rosa e ci prova subito col presentatore, mettendogli le mani addosso con la scusa di indovinare il tipo di tessuto della sua camicia o prendendogli la mano e portandosela verso il pacco dicendogli che è emozionato e gli batte il cuore.
Accennando una effeminatezza contenuta ma evidente, racconta la sua vita da modello, dicendo che sin da giovane, mentre agli altri ragazzi piaceva la passera a lui piaceva la passerella, e che se non sei gay non ti fanno lavorare.
Poi quando racconta di avere smesso di lavorare per Cavalli quando nel letto ha trovato il fantino il presentatore sentendosi autorizzato dalle sue sue avance, gli dice, ridendo, che si immagina l'azione fatta col fantino. Ambroise allora si rivolge si risente che il presentatore gli stia dando del culattone e che per lui quello è un lavoro e che deve pagare l'Imu... Poi prima di andarse lo saluta baciandsi due dita e ponendogliele sulle labbra.
Il messaggio che passa è che fare il gay è una professione, che se sei gay hai accesso a un certo tipo di lavori altrimenti no. Che dunque il gay è lobbizzato e dunque perfettamente inserito nella società, essendo inserito in quello del lavoro... Un gay che segue sempre il cliché dell'effeminatezza, del colore rosa (e dopo Andrea è al contempo un anacronismo e una bestemmia) e che la sobrietà è data da fatto che Ambrogio fa il gay ma non lo è.
Un gay affettato, effeminato, invadente e fastidioso che ci prova con tutti i maschi, che ti mette le mani addosso (qui però mette anche le mani dell'altro sul proprio corpo). UN personaggio che non fa ridere e che non aiuta certo a cambiare la percezione dell'omosessualità.
Non che un sketch televisivo debba avere come scopo l'emancipazione dell'omosessualità ma non si può certo tollerare che continui a confermare e legittimare lo stigma in cui le persone omosessuali sono relegate.
Il fatto che l'effeminatezza e gli altri stereotipi sull'orientamento sessuale gay siano misurati e meno eccessivi ed esasperati che in altre caratterizzazioni come per esempio quella de I soliti idioti secondo me è ancora più pericolosa, perchè costituisce il viatico di una presunta integrazione sociale che inchioda le persone omosessuali allo stesso cliché di smepre.
Ambroise è diseducativo e fa dell'omosessuale non una persona ma una categoria sociale una opzione professionale, una macchietta tramite la quale le persone omosessuali, quelle vere che vivono le paese, anche tramite questo personaggio possono essere sfottute, denigrate, isolate e discriminate.
L'unico strumento che abbiamo, almeno nell'immediato, è la protesta.
Scriviamo alla mail della redazione, commentiamo il post di presentazione del programma.
Facciamoci sentire.
venerdì 7 dicembre 2012
Coppia gay statunitense perde una causa per stress emotivo contro una compagnia aerea i cui dipendenti all'areoporto hanno messo in evidenza un dildo contenuto nel bagaglio di uno dei due.
Ovvero: omocentrismo, altra faccia dell'omofobia.
La notizia è davvero piccola, senza nulla togliere al malcapitato.
Dunque pare che il 21 maggio del 2011 Christopher Bridgeman and Marin Borger, di ritorno da una vacanza in Costarica, attendendo di recuperare i bagagli all'aeroporto di Norfolk, Virginia, abbiano trovato un dildo di loro proprietà, contenuto in una delle loro valigie, coperto di lubrificante e incollato con il nastro adesivo sopra la medesima.
I due uomini, che sono una coppia, hanno fatto causa alla compagnia aerea United Continental presso l'Harris County district court, per stress emotivo (emotional distress) violazione della privacy (invasion of privacy) e negligenza.
Fin qui nulla da eccepire.
Purtroppo la motivazione della denuncia depositata presso il distretto dice:
Se all'aeroporto mi facessero uno scherzo del genere ne avessi modo e tempo (e denaro) farei causa all'aeroporto ma sceglierei un avvocato meno omocentrico.
Omocentrico è un neologismo di mio conio per indicare tutti quei casi in cui chiunque riferendosi a un fatto accaduto pensa che riguardi l'omosessualità quando questa non c'entra o se c'entra è solo una delle possibilità.
Infatti:
1) L'uomo poteva essere il proprietario del dildo e usarlo con la compagna, moglie, donna di turno, harem...
2) L'uomo poteva usare il dildo su se stesso e essere un eterosessuale... La stimolazione anale può piacere a tutti, uomini etero compresi.
3) Il dildo puà essere usato anche da un uomo gay...
4) ma i vestiti maschili potrebbero essere quelli di una donna crossdresser...
Insomma mi chiedo quanto sia vero che chi ha fatto lo scherzo abbia voluto prendere in giro il viaggiatore perchè era gay o era un maschio, come si dice nella denuncia, e non semplicemente per la presenza del cazzo finto, di per sé.
Denunciare la compagnia aerea perchè il gesto è un attacco all'omosessualità del proprietario della valigia, perchè il dildo era nella valigia di un maschio (male non man dice la denuncia e così ho tradotto) mi sembra davvero un po' paranoico.
Paranoico e omocentrico, che poi è l'altra faccia dell'omofobia.
Perchè chi pensa che se un uomo usa il suo culo non può essere che gay è un maschilista, patriarcale e omofobico.
Poco importa che a pensarlo sia un gay.
I gay sono omofi tanto quanto gli etero (e le etero).
Ora a leggere un altro articolo, di un media meno gay centered come il sito NBC news si evince che si è trattato di un tentativo di spillare quattrini alla compagnia aerea, come, vuole il luogo comune, si fa negli States.
Dubito infatti, come dichiara l'avvocato della coppia, che i due dopo quell'incidente ,non viaggino più volentieri perchè sono rimasti choccati...
Però che alla notizia venga data enfasi e presentata come un caso di avversione contro i gay mi sembra naïf, disonesto e pericoloso per il solito vecchio discorso dell'al lupo al lupo che si applica purtroppo anche qui. come in molti altri casi...
* Because of the fact that the sex toy was contained in the bag of a male, and because the employee(s) responsible knew that the bag belonged to a male due to the name tag attached to the bag and the male clothing contained in the bag, there is a high likelihood that these egregious actions were directed towards [the] Plaintiffs because they are homosexual and because they are males. Fonte pinknews
Dunque pare che il 21 maggio del 2011 Christopher Bridgeman and Marin Borger, di ritorno da una vacanza in Costarica, attendendo di recuperare i bagagli all'aeroporto di Norfolk, Virginia, abbiano trovato un dildo di loro proprietà, contenuto in una delle loro valigie, coperto di lubrificante e incollato con il nastro adesivo sopra la medesima.
I due uomini, che sono una coppia, hanno fatto causa alla compagnia aerea United Continental presso l'Harris County district court, per stress emotivo (emotional distress) violazione della privacy (invasion of privacy) e negligenza.
Fin qui nulla da eccepire.
Purtroppo la motivazione della denuncia depositata presso il distretto dice:
A causa del fatto che il dildo fosse era contenuto nella valigia di un sacca di un maschio, e perché il dipendente(i) responsabile(i) sapeva che la borsa apparteneva ad un maschio grazie all'etichetta attaccata alla valigia stessa, e ai vestiti maschili contenuti ella stessa valigia, vi è una elevata probabilità che queste azioni eclatanti fossero diretti contro i querelanti perché sono omosessuali e perché sono maschi*
Se all'aeroporto mi facessero uno scherzo del genere ne avessi modo e tempo (e denaro) farei causa all'aeroporto ma sceglierei un avvocato meno omocentrico.
Omocentrico è un neologismo di mio conio per indicare tutti quei casi in cui chiunque riferendosi a un fatto accaduto pensa che riguardi l'omosessualità quando questa non c'entra o se c'entra è solo una delle possibilità.
Infatti:
1) L'uomo poteva essere il proprietario del dildo e usarlo con la compagna, moglie, donna di turno, harem...
2) L'uomo poteva usare il dildo su se stesso e essere un eterosessuale... La stimolazione anale può piacere a tutti, uomini etero compresi.
3) Il dildo puà essere usato anche da un uomo gay...
4) ma i vestiti maschili potrebbero essere quelli di una donna crossdresser...
Insomma mi chiedo quanto sia vero che chi ha fatto lo scherzo abbia voluto prendere in giro il viaggiatore perchè era gay o era un maschio, come si dice nella denuncia, e non semplicemente per la presenza del cazzo finto, di per sé.
Denunciare la compagnia aerea perchè il gesto è un attacco all'omosessualità del proprietario della valigia, perchè il dildo era nella valigia di un maschio (male non man dice la denuncia e così ho tradotto) mi sembra davvero un po' paranoico.
Paranoico e omocentrico, che poi è l'altra faccia dell'omofobia.
Perchè chi pensa che se un uomo usa il suo culo non può essere che gay è un maschilista, patriarcale e omofobico.
Poco importa che a pensarlo sia un gay.
I gay sono omofi tanto quanto gli etero (e le etero).
Ora a leggere un altro articolo, di un media meno gay centered come il sito NBC news si evince che si è trattato di un tentativo di spillare quattrini alla compagnia aerea, come, vuole il luogo comune, si fa negli States.
Dubito infatti, come dichiara l'avvocato della coppia, che i due dopo quell'incidente ,non viaggino più volentieri perchè sono rimasti choccati...
Però che alla notizia venga data enfasi e presentata come un caso di avversione contro i gay mi sembra naïf, disonesto e pericoloso per il solito vecchio discorso dell'al lupo al lupo che si applica purtroppo anche qui. come in molti altri casi...
* Because of the fact that the sex toy was contained in the bag of a male, and because the employee(s) responsible knew that the bag belonged to a male due to the name tag attached to the bag and the male clothing contained in the bag, there is a high likelihood that these egregious actions were directed towards [the] Plaintiffs because they are homosexual and because they are males. Fonte pinknews
Andrea Ragazzo gender rebel? NO GRAZIE
Leggo su faccialibro questa definizione ragazzo Gender rebel riferita ad Andrea Spezzacatena..
A parte l'anglofilia ridicola e provinciale tutta italiana (ci riempiamo tutt* la bocca di inutili barbarismi e manco sappiamo parlare bene nella nostra lingua madre) mi chiedo, e vi chiedo:
Ok, Andrea era un ragazzo che portava lo smalto.
Questo fa di lui un ragazzo meno maschile?
Meno uomo?
Più vicino al genere femminile?
Direi tre secchi NO.
Un ragazzo (etero o gay che sia) che porta lo smalto non è un ragazzo che mette in discussione il suo genere ma lo STEREOTIPO DI GENERE che la società gli impone, anche la comunità lgbt che lo vuole gay se non trans.
Allora non è gender rebel ma, casomai, stereotype rebel!
Invece noi tutti patriarcali e omofobi siamo i primi a vedere lo smalto rosa di Andrea e darci di gomito e pensare è gay è trans è gender rebel. Mai è un ragazzo. PUNTO.
Poi uno dice che bestemmia!!!
Anzi l'annetterlo a una categoria che vuole cambiare il genere non significa forse estrometterlo dal genere considerato nella sua accezione più ristretta, che così non viene davvero mai in discussione ma rimane ristretta e pura?
se si dice di Andrea che è gender rebel si dice che Andrea non può essere maschio e portare lo smalto ma che è un maschio gender rebel (mentre chi non porta lo smalto no). Si riconosce dunque che esiste una difformità non già tra Andrea e lo stereotipo, che è cambiato perchè cambiano i tempi ma tra Andrea e il genere di deafult.
Piuttosto che ridefinire l'unico genere che esiste mettiamo queste persone dentro una nova categoria per preservare la purezza della categoria che a parole diciamo di volere combattere.
E poi ci meravigliamo che Andrea si è tolto la vita...
Io se vedo un ragazzo con lo smalto non penso sia effeminato gay trans o quant'altro. Penso che sia un ragazzo con lo smalto PUNTO.
Non possiamo morire di etichette.
Che muoia chi ha creato questo obbrobrio di categoria.
Gender rebel?
No lo stesso gender di sempre solo meno fascista e meno gaysta.
A parte l'anglofilia ridicola e provinciale tutta italiana (ci riempiamo tutt* la bocca di inutili barbarismi e manco sappiamo parlare bene nella nostra lingua madre) mi chiedo, e vi chiedo:
Ok, Andrea era un ragazzo che portava lo smalto.
Questo fa di lui un ragazzo meno maschile?
Meno uomo?
Più vicino al genere femminile?
Direi tre secchi NO.
Un ragazzo (etero o gay che sia) che porta lo smalto non è un ragazzo che mette in discussione il suo genere ma lo STEREOTIPO DI GENERE che la società gli impone, anche la comunità lgbt che lo vuole gay se non trans.
Allora non è gender rebel ma, casomai, stereotype rebel!
Invece noi tutti patriarcali e omofobi siamo i primi a vedere lo smalto rosa di Andrea e darci di gomito e pensare è gay è trans è gender rebel. Mai è un ragazzo. PUNTO.
Poi uno dice che bestemmia!!!
Anzi l'annetterlo a una categoria che vuole cambiare il genere non significa forse estrometterlo dal genere considerato nella sua accezione più ristretta, che così non viene davvero mai in discussione ma rimane ristretta e pura?
se si dice di Andrea che è gender rebel si dice che Andrea non può essere maschio e portare lo smalto ma che è un maschio gender rebel (mentre chi non porta lo smalto no). Si riconosce dunque che esiste una difformità non già tra Andrea e lo stereotipo, che è cambiato perchè cambiano i tempi ma tra Andrea e il genere di deafult.
Piuttosto che ridefinire l'unico genere che esiste mettiamo queste persone dentro una nova categoria per preservare la purezza della categoria che a parole diciamo di volere combattere.
E poi ci meravigliamo che Andrea si è tolto la vita...
Io se vedo un ragazzo con lo smalto non penso sia effeminato gay trans o quant'altro. Penso che sia un ragazzo con lo smalto PUNTO.
Non possiamo morire di etichette.
Che muoia chi ha creato questo obbrobrio di categoria.
Gender rebel?
No lo stesso gender di sempre solo meno fascista e meno gaysta.
Josh Pacheco. Anni 17.
Un altro ragazzo si è ucciso per bullismo omofobico
Josh Pacheco 17 anni.
Si è tolto la vita lo scorso 27 novembre, nella sua casa di Fenton, nel Michigan.
Quel giorno Josh non va a scuola perchè non si sentiva bene.
All'ora di pranzo scrive su Facebook
Mi duole annunciare che questa è la fine. Io me ne vado. Vi saluto dal più profondo del cuore. Addio una frase pronunciata da Frodo Baggins, nel Signore degli anelli.
Il patrigno legge la frase e, preoccupandosi, chiama un vicino di casa, chiedendogli di fare un controllo.
Il vicino trova Josh già morto in garage, le porte sigillate, il motore del furgone acceso asfissiato dal monossido di carbonio.
Nel furgone una nota di suo pugno:
Mi dispiace non aver saputo essere più forte.
Josh aveva fatto coming out due mesi prima di togliersi la vita.
I genitori ricevono numerose segnalazioni da parte degli amici, secondo le quali Josh era vittima di bullismo a scuola, la Lynden Hisg School.
Ma Josh non è stato indotto al suicidio solo dai compagni di scuola che lo vessavano.
Non è solo il bullismo omofobico a indurre al suicidio ma la società tutta, che è tutta omofoba.
Parlare del bullismo omofobico lascia erroneamente pensare viviamo in un clima di accettazione e rispetto, non a casa, non a scuola, ma nel mondo intero.
Invece basta aprire un giornale, accendere la tv, sentire due perosne per strada che si insultano dandosi del frocio e non ce l'hanno con te, anzi nemmeno ti hanno visto, per capire come viviamo in un mondo dove la parola frocio viene usata per offendere, per discriminare, per isolare, per umiliare.E quando senti gli altri ridere di quello che ti umilia non solo perchè parla di te ma perchè esprime un modo di epnsare che tu non ti sogneresti mai di avere quando capisci di essere davvero solo la morte può essere una via di uscita.
Odio chi pensa che chi si sucida sia fragile. Perchè ci vuole un fegato immenso per togliersi la vita. E per quanti mi addolori la morte di Josh io rispetto quel suo gesto immenso, quel grido di dolore ma anche di denuncia nei confronti nostri, di noi tutti non solo dei genitori che lo abbiamo lasciato solo.
Allora smettiamola di cercare le cause dell'altro numero di suicidi adolescenziali (più frequenti nel caso di adolescenti LGBT) nel bullismo omofobico.
Le casue sono tutte in una società che permete alla Chiesa cattolica di dire che l'omosessualità è un oggettivo disordine morale, a certi sedicenti psicolgi che dall'omosessualitò si puà guarire lasciando impuniti disinformatori.
Le cause sono tutte nei media e in tutte le agenzie sociali che disinformano e diffamano.
Come ricorda bene Mary Griffith, la madre di un altro gay suicida, Bobby, il cui discorso lucido, preciso che inchioda ognuno e ognuna di noi alle proprie responsabilità, vi voglio proporre nella versione televisiva Prayer's for Bobby (Usa, 2009) di Russell Mulcahy, interpretata da una magnifica Sigourney Weaver.
Before you echo 'Amen' in your home or place of worship, think and remember... a child is listening.
Non aspettiamo che un ragazzo muoia per zittire chi fa uso e propaganda di una mentalità omofobica. Anche se costui è il papa o il presidente del consiglio.
Le fonti di questo post
huffingtonpost.it
www.queerty.com
www.dailymail.co.uk
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cronache di un martirio,
omofobia
giovedì 6 dicembre 2012
Fenomenologia dell'omofobia
L'omofobia è una parola costruita con un etimo infelice.
Una parola che dovremo modificare, magari, come propongono molti, con omonegatività.
In ogni caso è una parola dai confini ben più vasti di quelli angusti in cui in questi giorni si sta cercando di contenerla.
Come fa per esempio Domenico Lusi su Repubblica dicendo che visto che per il suicidio di Andrea Spezzacatena gli inquirenti non stanno più seguendo la pista dell'omofobia (che in Italia non è reato dunque non si capisce di che pista si tratti) ma che La chiave della vicenda potrebbe essere quella del bullismo.
L'idea, comune a molti, purtroppo non solo a Lusi, è che l'omofobia riguarda solamente le persone omosessuali.
E dunque se la persona vessata non è omosessuale il bullismo di cui è vittima non è omofobico.
Purtroppo l'omofobia non si rivolge solamente alle persone omosessuali.
Eppure è così che l'omofobia viene pensata e giudicata negativamente dalla maggioranza di persone.
Perchè di fronte a casi evidenti di omofobia sono pochi a non condannare questi atti odiosi.
Un po' come per il razzismo o il maschilismo o la discriminazione per le persone disabili. Essere neri, donne o disabili non è una cosa negativa di per sé, purtroppo ci sono delle persone che la pensano così e che discriminano le persone nere, le donne o le persone disabili.
Ora però mentre i neri, le donne e i disabili sono visibili grazie a segni oggettivi le persone omosessuali non sono distinguibili e identificabili con la stessa immediatezza.
In una definizione così ristretta di omofobia va sottolineata l'arbitrarietà con cui si identifica o si percepisce la vittima di omofobia come persona omosessuale.
Invece quando si scrive sui giornali tizio preso in giro perchè gay si dà per scontato che l'omosessualità della vittima sia evidente e accertata e che la persona sia stata discriminata non perchè ritenuta omosessuale ma perchè davvero omosessuale.
Se dai dell'omofobo a qualcuno questo qualcuno si offenderà.
Perchè pensa che gli stai dicendo che odia le persone gay e lesbiche e che vuole far loro del male fisicamente e o moralmente.
In realtà l'omofobia è molto più vasta e non riguarda solamente le persone omosessuali.
Omofobo è anche chi usa l'omosessualità per offendere qualcuno.
Diciamo frocio di merda a un automobilista che ci taglia la strada, e non pensiamo al suo orientamento sessuale, vogliamo offendere e basta.
Cioè pensiamo che per offendere si possa dire a qualcuno che è gay.
Questa è omofobia.
Ma cos'è che stiamo dicendo di qualcuno quando gli diamo del frocio?
Che è un omosessuale? Cioè una persona che ama persone del suo stesso sesso?
No!
Diamo del frocio a qualcuno quando lo riteniamo meno maschile di quanto lo stereotipo di genere del momento gli imponga.
Come ricorda la madre di Andrea, che, pure, ha reputato che il figlio sia stato diffamato, su Repubblica In quella scuola (...) molti ragazzi pensano così: non sei rozzo, non sei sboccato, non fumi, allora non sei figo. Anzi, sei frocio.
Questa è la matrice, patriarcale e maschilista, dell'omofobia.
Tu non ti conformi allo stereotipo\ruolo di genere e sei una offesa per tutti gli altri maschi come me categoria che col tuo comportamento disonori, tu quindi disonori me quindi io ti esautoro dal maschile e ti chiamo frocio.
Ecco lo stigma.
Frocio non è un uomo che ama altri uomini, è un non uomo, un diverso, un effeminato, un eccentrico, uno strano.
Proprio come è stato descritto Andrea, anche quando si è appurato che non fosse gay.
L'omofobia non nasce come odio per l'omosessuale, nasce come difesa di una idea patriarcale e fascista di maschilità.
Nella società omofobica l'omosessuale è un malato, un perverso un delinquente. Non è contemplato che esca allo scoperto, o che abbia dei diritti.
L'omofobia c'è cioè già prima della comparsa del gay nella società, del gay come lo intendiamo oggi, un uomo al quale piacciono fisicamente sessualmente sentimentalmente e spiritualmente altri uomini come lui, un fatto di perché né positivo né negativo, proprio come l'eterosessualità.
Questa visibilità positiva è avvenuta grazie al terzo movimento di liberazione, quello post Stonewall ed è stata ratificata grazie a un compromesso discutibile ma ormai passato de facto: la creazione di un nuovo stereotipo quello del gay e della lesbica.
Gay e lesbiche come nicchia di mercato una (sotto)cultura gay di cui il capitalismo si è servita per sfruttare un potenziale gruppo di consumatori.
Una sottocultura che sicuramente ha avuto una sua importanza ma della quale dovremo prima o poi disfarci e che invece fa parlare ancora oggi molta militanza di cose inesistenti come l'arte gay e la poesia gay che sono una mera invenzione del mercato capitalista, dove l'aggettivo si riferisce al contenuto, agli autori o ai destinatari ma mai alla forma, all'estetica, alla poetica, cui di solito gli aggettivi servono a connotare e distinguere vari tipi di arte, barocca piuttosto che liberty o gotica.

Quando leggiamo un quadro come gay, quando cioè constatando che se un uomo dipinge un altro uomo nudo pensiamo o che l'autore sia gay o che il quadro si rivolga a un pubblico gay o tutt'e due le cose, stiamo sempre seguendo il nucleo del patriarcato che pensa che l'arte, come ogni forma di comunicazione sociale, sia una cosa di uomini rivolta agli uomini, cioè a dei maschi etero.
Così mentre queste opere ricordano e dimostrano che nel pubblico ci sono le donne e che la comunicazione artistica non è basata sull'eterosessismo chi li legge in un ottica gay sta involontariamente ma drammaticamente continuando ad affermare quel presupposto, affiancando al maschio etero, il maschio gay.
Non a caso nel momento stesso in cui l'omosessualità è diventata un target economico ha smesso di avere la funzione sovversiva dell'eterosistema che ha avuto in precendeza.
Negli anni 70 si facevano sit in davanti le sedi dei giornali che si permettevano di scrivere articoli ben meno offensivi di quelli che si scrivono oggi.
Oggi i gay vanno in discoteca mentre la sessualità e l'affettività sono relegate nella sfera del privato e lì devono rimanere.
L'omofobia è dunque prima di tutto discriminare e stigmatizzare chiunque a qualunque titolo e per qualunque ragione si discosta dallo stereotipo\ruolo di genere maschile eterosessista.
Dunque anche Andrea.
Che, invece, non essendo gay, si pretende non essere vittima di un bullismo omofobico ma di bullismo e basta. Come se nel bullismo non ci sia sempre anche un po' di omofobia.
Per fare la controprova basta sostituire frocio a puttana.
La matrice patriarcale e maschilista, sessista, di questo insulto rivolto alle donne ha a che fare con l'ideologia, la mentalità, il modo di vedere di chi la usa, non con lo statuto della vittima.
Omofobia vuol dire dunque discriminare chi non si adegua al cliché maschilista.
Non a caso le associazioni di avvocati che stanno cercando di combattere legalmente l'omofobia non parlano più delle vittime dell'omofobia come delle persone lgbt, cioè persone che si dichiarano omosessuali bisessuali o transessuali, ma parlano di DESPOGI (Disadvantaged because of their Expression of Sexual Preference Or Gender Identity) Svantaggiate a causa dell'espressione della loro preferenza sessuale o identità di genere) sottolineando come la discriminazione non parte tanto o solo da come loro si considerano o identificano ma da come vengono identificati e considerati dalla società.
Andrea può essere benissimo un etero e portare lo smalto, ma dalla società intera, quella stessa che giura non essere omofobica, sarà percepito come gay o come eccentrico
Finché si percepisce la difformità allo stereotipo di genere come mezzo per mettere in discussione l'orientamento sessuale, come pretende Giovanni dall'Orto
o il ruolo di genere, come fa Paola Concia
Si cotinua cioè a notare la difformità allo stereotipo di genere che non viene mai messo in discussione mentre si tende sempre e comunque a escluderne chi lo viola, come un eccentrico un diverso un gay.
Finché non la smetteremo di considerare originale un ragazzo perché porta lo smalto (poco importa se perchè gli piace o per evitare di mangiarsi le unghie come aveva fatto Andrea) siamo omofobi e omofobe.
Finché un segno esteriore ritenuto difforme ci indurrà a chiederci dell'orientamento sessuale di qualcuno l'omofobia sarà viva e vegeta.
Finché continueremo a pretendere che l'omofobia discrimina solo gay e lesbiche gli omofobi e le omofobe potranno risentirsi e dire di non esserlo perchè loro stavano facendo una battuta e non volevano certo discriminare i gay e le lesbiche.
Proprio come nel caso di Andrea.
Che, si è tolto la vita ANCHE perchè viveva in una società talmente omofoba che per riconoscergli il diritto di portare lo smalto voleva come minimo che fosse gay.
Gli omofobi e le omofobe la smettano di dire che non serve una legge che difende gay e lesbiche.
L'omofobia colpisce tutte e tutti.
Andrea è lì a ricordarcelo con la sua storia.
Una parola che dovremo modificare, magari, come propongono molti, con omonegatività.
In ogni caso è una parola dai confini ben più vasti di quelli angusti in cui in questi giorni si sta cercando di contenerla.
Come fa per esempio Domenico Lusi su Repubblica dicendo che visto che per il suicidio di Andrea Spezzacatena gli inquirenti non stanno più seguendo la pista dell'omofobia (che in Italia non è reato dunque non si capisce di che pista si tratti) ma che La chiave della vicenda potrebbe essere quella del bullismo.
L'idea, comune a molti, purtroppo non solo a Lusi, è che l'omofobia riguarda solamente le persone omosessuali.
E dunque se la persona vessata non è omosessuale il bullismo di cui è vittima non è omofobico.
Purtroppo l'omofobia non si rivolge solamente alle persone omosessuali.
Eppure è così che l'omofobia viene pensata e giudicata negativamente dalla maggioranza di persone.
Perchè di fronte a casi evidenti di omofobia sono pochi a non condannare questi atti odiosi.
Un po' come per il razzismo o il maschilismo o la discriminazione per le persone disabili. Essere neri, donne o disabili non è una cosa negativa di per sé, purtroppo ci sono delle persone che la pensano così e che discriminano le persone nere, le donne o le persone disabili.
Ora però mentre i neri, le donne e i disabili sono visibili grazie a segni oggettivi le persone omosessuali non sono distinguibili e identificabili con la stessa immediatezza.
In una definizione così ristretta di omofobia va sottolineata l'arbitrarietà con cui si identifica o si percepisce la vittima di omofobia come persona omosessuale.
Invece quando si scrive sui giornali tizio preso in giro perchè gay si dà per scontato che l'omosessualità della vittima sia evidente e accertata e che la persona sia stata discriminata non perchè ritenuta omosessuale ma perchè davvero omosessuale.
Se dai dell'omofobo a qualcuno questo qualcuno si offenderà.
Perchè pensa che gli stai dicendo che odia le persone gay e lesbiche e che vuole far loro del male fisicamente e o moralmente.
In realtà l'omofobia è molto più vasta e non riguarda solamente le persone omosessuali.
Omofobo è anche chi usa l'omosessualità per offendere qualcuno.
Diciamo frocio di merda a un automobilista che ci taglia la strada, e non pensiamo al suo orientamento sessuale, vogliamo offendere e basta.
Cioè pensiamo che per offendere si possa dire a qualcuno che è gay.
Questa è omofobia.
Ma cos'è che stiamo dicendo di qualcuno quando gli diamo del frocio?
Che è un omosessuale? Cioè una persona che ama persone del suo stesso sesso?
No!
Diamo del frocio a qualcuno quando lo riteniamo meno maschile di quanto lo stereotipo di genere del momento gli imponga.
Come ricorda la madre di Andrea, che, pure, ha reputato che il figlio sia stato diffamato, su Repubblica In quella scuola (...) molti ragazzi pensano così: non sei rozzo, non sei sboccato, non fumi, allora non sei figo. Anzi, sei frocio.
Questa è la matrice, patriarcale e maschilista, dell'omofobia.
Tu non ti conformi allo stereotipo\ruolo di genere e sei una offesa per tutti gli altri maschi come me categoria che col tuo comportamento disonori, tu quindi disonori me quindi io ti esautoro dal maschile e ti chiamo frocio.
Ecco lo stigma.
Frocio non è un uomo che ama altri uomini, è un non uomo, un diverso, un effeminato, un eccentrico, uno strano.
Proprio come è stato descritto Andrea, anche quando si è appurato che non fosse gay.
Come è stato ormai chiarito più volte, lo smalto colorato sulle unghie delle mani era un po’ un vezzo un po’ un modo per non mangiarsi le unghie, e i pantaloni rosa, in origine bianchi e scoloriti da una lavatrice, erano stati usati giusto a carnevale. (Messaggero)
Un ragazzo estroverso e originale. Questo potrebbe averlo esposto a episodi di bullismo. D'altronde che lui fosse deriso a scuola non è un mistero: c'era addirittura un profilo Facebook con il suo nome storpiato in cui venivano annotate tutte le cose buffe che diceva. Repubblica
L'omofobia non nasce come odio per l'omosessuale, nasce come difesa di una idea patriarcale e fascista di maschilità.
Nella società omofobica l'omosessuale è un malato, un perverso un delinquente. Non è contemplato che esca allo scoperto, o che abbia dei diritti.
L'omofobia c'è cioè già prima della comparsa del gay nella società, del gay come lo intendiamo oggi, un uomo al quale piacciono fisicamente sessualmente sentimentalmente e spiritualmente altri uomini come lui, un fatto di perché né positivo né negativo, proprio come l'eterosessualità.
Questa visibilità positiva è avvenuta grazie al terzo movimento di liberazione, quello post Stonewall ed è stata ratificata grazie a un compromesso discutibile ma ormai passato de facto: la creazione di un nuovo stereotipo quello del gay e della lesbica.
Gay e lesbiche come nicchia di mercato una (sotto)cultura gay di cui il capitalismo si è servita per sfruttare un potenziale gruppo di consumatori.
Una sottocultura che sicuramente ha avuto una sua importanza ma della quale dovremo prima o poi disfarci e che invece fa parlare ancora oggi molta militanza di cose inesistenti come l'arte gay e la poesia gay che sono una mera invenzione del mercato capitalista, dove l'aggettivo si riferisce al contenuto, agli autori o ai destinatari ma mai alla forma, all'estetica, alla poetica, cui di solito gli aggettivi servono a connotare e distinguere vari tipi di arte, barocca piuttosto che liberty o gotica.
Quando leggiamo un quadro come gay, quando cioè constatando che se un uomo dipinge un altro uomo nudo pensiamo o che l'autore sia gay o che il quadro si rivolga a un pubblico gay o tutt'e due le cose, stiamo sempre seguendo il nucleo del patriarcato che pensa che l'arte, come ogni forma di comunicazione sociale, sia una cosa di uomini rivolta agli uomini, cioè a dei maschi etero.
Così mentre queste opere ricordano e dimostrano che nel pubblico ci sono le donne e che la comunicazione artistica non è basata sull'eterosessismo chi li legge in un ottica gay sta involontariamente ma drammaticamente continuando ad affermare quel presupposto, affiancando al maschio etero, il maschio gay.
Non a caso nel momento stesso in cui l'omosessualità è diventata un target economico ha smesso di avere la funzione sovversiva dell'eterosistema che ha avuto in precendeza.
Negli anni 70 si facevano sit in davanti le sedi dei giornali che si permettevano di scrivere articoli ben meno offensivi di quelli che si scrivono oggi.
Oggi i gay vanno in discoteca mentre la sessualità e l'affettività sono relegate nella sfera del privato e lì devono rimanere.
L'omofobia è dunque prima di tutto discriminare e stigmatizzare chiunque a qualunque titolo e per qualunque ragione si discosta dallo stereotipo\ruolo di genere maschile eterosessista.
Dunque anche Andrea.
Che, invece, non essendo gay, si pretende non essere vittima di un bullismo omofobico ma di bullismo e basta. Come se nel bullismo non ci sia sempre anche un po' di omofobia.
Per fare la controprova basta sostituire frocio a puttana.
La matrice patriarcale e maschilista, sessista, di questo insulto rivolto alle donne ha a che fare con l'ideologia, la mentalità, il modo di vedere di chi la usa, non con lo statuto della vittima.
Omofobia vuol dire dunque discriminare chi non si adegua al cliché maschilista.
Non a caso le associazioni di avvocati che stanno cercando di combattere legalmente l'omofobia non parlano più delle vittime dell'omofobia come delle persone lgbt, cioè persone che si dichiarano omosessuali bisessuali o transessuali, ma parlano di DESPOGI (Disadvantaged because of their Expression of Sexual Preference Or Gender Identity) Svantaggiate a causa dell'espressione della loro preferenza sessuale o identità di genere) sottolineando come la discriminazione non parte tanto o solo da come loro si considerano o identificano ma da come vengono identificati e considerati dalla società.
Andrea può essere benissimo un etero e portare lo smalto, ma dalla società intera, quella stessa che giura non essere omofobica, sarà percepito come gay o come eccentrico
Finché si percepisce la difformità allo stereotipo di genere come mezzo per mettere in discussione l'orientamento sessuale, come pretende Giovanni dall'Orto
Io sospetto che (...) il ragazzino fosse gay, ma non avesse ancora capito di esserlo, e che i suoi atteggiamenti un po' esibizionistici fossero il modo per fare un coming out giocato sul piano dell'estrosità anziché su quello dell'orientamento sessuale.
o il ruolo di genere, come fa Paola Concia
Era sicuramente un ragazzo originale, di certo in cerca della sua identità, come molti a 15 anni, ma di sicuro questa sua diversità era ben inserita nel contesto della classe.si continua a essere, nostro malgrado, omofobi e omofobe.
Si cotinua cioè a notare la difformità allo stereotipo di genere che non viene mai messo in discussione mentre si tende sempre e comunque a escluderne chi lo viola, come un eccentrico un diverso un gay.
Finché non la smetteremo di considerare originale un ragazzo perché porta lo smalto (poco importa se perchè gli piace o per evitare di mangiarsi le unghie come aveva fatto Andrea) siamo omofobi e omofobe.
Finché un segno esteriore ritenuto difforme ci indurrà a chiederci dell'orientamento sessuale di qualcuno l'omofobia sarà viva e vegeta.
Finché continueremo a pretendere che l'omofobia discrimina solo gay e lesbiche gli omofobi e le omofobe potranno risentirsi e dire di non esserlo perchè loro stavano facendo una battuta e non volevano certo discriminare i gay e le lesbiche.
Proprio come nel caso di Andrea.
Che, si è tolto la vita ANCHE perchè viveva in una società talmente omofoba che per riconoscergli il diritto di portare lo smalto voleva come minimo che fosse gay.
Gli omofobi e le omofobe la smettano di dire che non serve una legge che difende gay e lesbiche.
L'omofobia colpisce tutte e tutti.
Andrea è lì a ricordarcelo con la sua storia.
mercoledì 5 dicembre 2012
Les Chansons d'amour
Il film, mai uscito in Italia, è del 2007.
Diretto da Christophe Honoré e co-sceneggiato assieme a Gaël Morel narra di due amori, uno che finisce e l'altro che comincia.
ATTENZIONE SPOILER
Ismaël vive con la sua ragazza Julie che lo convince ad intraprendere una relazione a tre con Alice, una collega di lavoro di Ismaël. Nonostante sia Julie a condurre il gioco (mentre Ismaël si sacrifica volentieri) lei è gelosa di lui molto più di Alice. Lo capiamo una sera che i tre escono insieme mentre si rinfacciano cantando gelosie e insofferenze.
Sì, cantando, perchè il film comunica emozioni e stati d'animo tramite 13 canzoni interpretate dal cast, scritte da Alex Beaupain.
La sceneggiatura è stata sviluppata da un primo nucleo di 4 canzoni che appartengono al primo album di Beaupain, Garçon d'honneur e altre 10 (l'ultima eseguita nei titoli di coda) che appartenevano già al suo repertorio o che sono state scritte ex novo, registrate dagli attori del film prima delle riprese del film e sulle quali sono andati in playback.
Le canzoni esprimono con una leggerezza che sono la musica pop riesce ad avere situazioni complesse e anche piccanti (come quando Julie si lamenta di aver sentito sulle dita di Ismaël un odore che non è il suo).
Diretto da Christophe Honoré e co-sceneggiato assieme a Gaël Morel narra di due amori, uno che finisce e l'altro che comincia.
ATTENZIONE SPOILER
Ismaël vive con la sua ragazza Julie che lo convince ad intraprendere una relazione a tre con Alice, una collega di lavoro di Ismaël. Nonostante sia Julie a condurre il gioco (mentre Ismaël si sacrifica volentieri) lei è gelosa di lui molto più di Alice. Lo capiamo una sera che i tre escono insieme mentre si rinfacciano cantando gelosie e insofferenze.
Sì, cantando, perchè il film comunica emozioni e stati d'animo tramite 13 canzoni interpretate dal cast, scritte da Alex Beaupain.
La sceneggiatura è stata sviluppata da un primo nucleo di 4 canzoni che appartengono al primo album di Beaupain, Garçon d'honneur e altre 10 (l'ultima eseguita nei titoli di coda) che appartenevano già al suo repertorio o che sono state scritte ex novo, registrate dagli attori del film prima delle riprese del film e sulle quali sono andati in playback.
Le canzoni esprimono con una leggerezza che sono la musica pop riesce ad avere situazioni complesse e anche piccanti (come quando Julie si lamenta di aver sentito sulle dita di Ismaël un odore che non è il suo).
Petit salaud, ton jeu est clair
Tu veux tout sans rancune
Le beurre, le cul de la crémière
Deux pour le prix d'une
Petite garce que tu es vulgaire
Que c'est laid dans ta bouche
Que cette jalousie m'indiffère
Vois comme tu te couches
Je suis le pont sur la rivière
Qui va de toi a toi
Traversez-moi, la belle affaire
Embrassez-vous sur moi hmmm hmm
Je n'aime que toi hmm
Je n'aime que toi
Petit salaud, petit pervers
Ou as-tu mis les doigts ?
D'où viennent ces odeurs étrangères
Surement pas de moi
Petite garce va donc te faire
Tu n'es pas moins farouche
Non tu n'es pas moins adultère
Vois comme elle te touche
Je suis le pont sur la rivière
Qui va de toi a toi
Me passer dessus, la bonne affaire
M'enjamber pourquoi pas hm hm hm
Je n'aime que toi, toi toi, toi toi
Je n'aime que toi
Petit salaud qui tu preferes?
Qui tu veux fais ton choix?
Le bon vieux temps, la nouvelle air
C'est elle ou moi
Petite garce qui je préfères
Tu le sais mieux que moi
Je préfères que tu sois légère
A la guerre a troie
Je suis le pont sur la rivière
Vos guerres me laissent de bois
Piétinez-moi, que puis-je y faire
Je ne bouge pas de la, la la, la la
Je n'aime que toi, la lala lala
Je n'aime que toi, la lala lala
Je n'aime que toi, la lala lala
Je n'aime que toi
Alice è insomma il ponte tra i due giovani fidanzati.
Julie mal sopporta l'indolenza con cui Ismaël ha accettato il ménage e spera forse che se ne sottragga anche se è lei ad avere voluto la relazione con Alice, come confessa alla madre che invece di scandalizzarsi fa domande concrete, per capire.
Alice sta al gioco ma non sembra veramente coinvolta.
Una sera in discoteca, durante un concerto di Beaupain, mentre Alice flirta con un altro ragazzo Julie ha un arresto cardiaco e muore.
La reazione dei genitori di Julie, e delle due sorelle, è di sostegno per Ismaël che gli offrono i soldi che la figlia aveva in banca e che il ragazzo cortesemente rifiuta.
Poi in cucina Ismaël scherza con loro tanto che sulla porta, Jeanne, una delle sorelle di Julie gli dice, forse con leggerezza ma sincerità che è contenta che si stia riprendendo.
Tu veux tout sans rancune
Le beurre, le cul de la crémière
Deux pour le prix d'une
Petite garce que tu es vulgaire
Que c'est laid dans ta bouche
Que cette jalousie m'indiffère
Vois comme tu te couches
Je suis le pont sur la rivière
Qui va de toi a toi
Traversez-moi, la belle affaire
Embrassez-vous sur moi hmmm hmm
Je n'aime que toi hmm
Je n'aime que toi
Petit salaud, petit pervers
Ou as-tu mis les doigts ?
D'où viennent ces odeurs étrangères
Surement pas de moi
Petite garce va donc te faire
Tu n'es pas moins farouche
Non tu n'es pas moins adultère
Vois comme elle te touche
Je suis le pont sur la rivière
Qui va de toi a toi
Me passer dessus, la bonne affaire
M'enjamber pourquoi pas hm hm hm
Je n'aime que toi, toi toi, toi toi
Je n'aime que toi
Petit salaud qui tu preferes?
Qui tu veux fais ton choix?
Le bon vieux temps, la nouvelle air
C'est elle ou moi
Petite garce qui je préfères
Tu le sais mieux que moi
Je préfères que tu sois légère
A la guerre a troie
Je suis le pont sur la rivière
Vos guerres me laissent de bois
Piétinez-moi, que puis-je y faire
Je ne bouge pas de la, la la, la la
Je n'aime que toi, la lala lala
Je n'aime que toi, la lala lala
Je n'aime que toi, la lala lala
Je n'aime que toi
Alice è insomma il ponte tra i due giovani fidanzati.
Julie mal sopporta l'indolenza con cui Ismaël ha accettato il ménage e spera forse che se ne sottragga anche se è lei ad avere voluto la relazione con Alice, come confessa alla madre che invece di scandalizzarsi fa domande concrete, per capire.
Alice sta al gioco ma non sembra veramente coinvolta.
Una sera in discoteca, durante un concerto di Beaupain, mentre Alice flirta con un altro ragazzo Julie ha un arresto cardiaco e muore.
La reazione dei genitori di Julie, e delle due sorelle, è di sostegno per Ismaël che gli offrono i soldi che la figlia aveva in banca e che il ragazzo cortesemente rifiuta.
Poi in cucina Ismaël scherza con loro tanto che sulla porta, Jeanne, una delle sorelle di Julie gli dice, forse con leggerezza ma sincerità che è contenta che si stia riprendendo.
E' allora che Ismaël canta la splendida Les yeux au ciel nella quale parla di come ogni minuto che passa sia un singhiozzo e di come si lascia configgere mentre si dimentica secondo dopo secondo di lei mentre il cielo senza traccia di dio rimane in silenzio.
Non mi vergogno a dirvi che ho pianto molto ascoltando la canzone.
Les yeux au ciel
Les nuages blancs dans le bleu parfait
Nulle trace de dieu au ciel
Ces nuages lents dans le bleu défait
Le soleil inonde le ciel
Mes jours en hiver passés à t'oublier
Où chaque seconde est une poignée de terre
Où chaque minute
Est un sanglot
Vois comme je lutte
Vois ce que je perds
En sang et en eau
En sang et en eau
Je jette au ciel
Ces galets polis
Que tu peignais en vert
Mais nulle reponse du ciel
Nul ricochet sur cette mer a l'envers
Le soleil inonde le ciel
Mes jours en enfer passés a t'enterrer
Où chaque seconde est une poignée de terre
Où chaque minute
Est un caveau
Vois comme je lutte
Vois ce que je perds
En sang et en eau
En sang et en eau
J'éspère qu'au ciel
Des diables malins coupent au anges leurs ailes
Pour que tu retombes du ciel
Dans mes bras ouverts
Cadeau providenciel
Mais chaque seconde est une poignée de terre
Mais chaque seconde est une poignée de terre
Mais chaque minute
Est un tombeau
Vois comme je lutte
Vois ce que je perds
En sang et en eau
En sang et en eau
Ismaël rifiuta l'ennesima dichiarazione d'amore di Erwann, ma il giovane non desiste e quando lo rivede fuori dal posto di lavoro dove lo ha aspettato tutto il giorno Ismaël si arrende e passa la notte col ragazzo cantando una canzone disperatamente sexy durante la quale Ismaël mentre bacia Erwann gli chiede di lavare la sua memoria sporca puliscimi tutto con la tua lingua e non lasciare un solo punto sporco.
Lave,
Ma mémoire sale dans son fleuve de boue.
Du bout de ta langue nettoie moi partout.
Et ne laisse pas la moindre trace,
De tout ce qui me lie et qui me lasse, hélas.
Chasse,
Traque-la en moi, ce n'est qu'en moi qu'elle vit.
Et lorsque tu la tiendras au bout de ton fusil,
N'écoute pas si elle t'implore.
Tu sais qu'elle doit mourir d'une deuxième mort, alors,
Tue la encore.
Pleure,
Je l'ai fait avant toi et ça ne sert à rien.
A quoi bon les sanglots, innonder les coussins ?
J'ai essayé, j'ai essayé.
Mais j'ai le coeur sec, et les yeux gonflés.
Mais j'ai le coeur sec, et les yeux gonflés.
Alors brûle,
Brûle quand tu t'enlises dans mon grand lit de glace.
Mon lit comme une banquise qui fond quand tu m'enlaces.
Plus rien n'est triste, plus rien n'est grave.
Si j'ai ton corps comme un torrent de lave,
Ma mémoire sale dans son fleuve de boue.
Lave,
Lave,
Ma mémoire sale dans son fleuve de boue.
Lave.
Jeanne, il giorno dopo, scopre Ismaël a letto con Erwann. Il ragazzo le corre dietro per spiegare, ma sentendosi giudicato (capisco che ognuno elabora il dolore come può, gli dice Jeanne, ma il tuo modo lo trovo francamente violento) le dice di non doverle alcuna spiegazione e quando Jeanne gli dice gli dice che sua sorella con lui non era felice Ismaël se ne va dicendole che, se crede, in cima alla lista dei suoi difetti può metterci anche il fatto che è un frocio.
Jeanne si incazza e gli dice non farmi apparire come una stronza moralista...
Infatti non lo è, la vediamo da sola elaborare il lutto per sua sorella catando una canzone nel parco dove ogni sabato trascorreva il pomeriggio con Julie...
Chi sembra avere superato la cosa meglio di tutti è Alice...
Ismaël invece va al cimitero da Julie la quale gli appare cantandogli perchè sei venuto così tardi e senza un fiore?
E' Alice a riportare Ismaël a casa di Erwann che gli canta va bene hai bisogno di un copro che ti apra le braccia ma per averlo devi sentirti dire che ti amo.
Mon petit depuis ce matin
J'ai traine comme un cretin
Au niveau du caniveau
de Montparnasse a Chateau d'Eau
j'ai bu des verres, des verres, et puis des verres
Zubrowska, Riesling, Piper
A court de tout a bout de moi
Je suis revenu chez toi
Moi je voulais juste un corps
je cherchais seulement des bras
un lit de reconfort des delices sous les draps
mais helas au lieu de ca
J'ai cru entendre Je t'aime
J'ai pense c'est son probleme
J'ai cru entendre je t'aime
J'ai pense c'est son probleme
Peu importe que tu y crois
Peu importe que je sois
A bout de moi
A court de tout
Mais pas de ca entre nous
Etre un corps je suis d'accord
T'offrir mes bras pourquoi pas
Mon lit ok encore
pour rire a salir les draps
mais je crains que pour tout ca
Tu doives entendre je t'aime
Tu doives entendre je t'aime
je suis vieux, veuf et sectaire
Un pauvre imbecile secretaire
Je suis beau, jeune et breton
Je sens la pluie, l'ocean et les crepes au citron
Tais-toi un peu petit tresor
Tu as tout faux une fois encore
J'suis tres precieux epargne moi
D'accord mais entre nous pas de ca
Etre un corps je suis d'accord
Je cherchais seulement des bras
Mon lit ok encore
des delices sous les draps
Mais je crains que pour tout ca
Tu doives entendre...
Due storie d'amore. Lo stesso ragazzo che ama due donne e poi un ragazzo rimanendo se stesso, senza etichette o sconvolgimenti per attraversare sponde o schiere o identità sessuali come il film è stato visto (e mal giudicato) in Italia.
FINE SPOILER
Non mi vergogno a dirvi che ho pianto molto ascoltando la canzone.
Les yeux au ciel
Les nuages blancs dans le bleu parfait
Nulle trace de dieu au ciel
Ces nuages lents dans le bleu défait
Le soleil inonde le ciel
Mes jours en hiver passés à t'oublier
Où chaque seconde est une poignée de terre
Où chaque minute
Est un sanglot
Vois comme je lutte
Vois ce que je perds
En sang et en eau
En sang et en eau
Je jette au ciel
Ces galets polis
Que tu peignais en vert
Mais nulle reponse du ciel
Nul ricochet sur cette mer a l'envers
Le soleil inonde le ciel
Mes jours en enfer passés a t'enterrer
Où chaque seconde est une poignée de terre
Où chaque minute
Est un caveau
Vois comme je lutte
Vois ce que je perds
En sang et en eau
En sang et en eau
J'éspère qu'au ciel
Des diables malins coupent au anges leurs ailes
Pour que tu retombes du ciel
Dans mes bras ouverts
Cadeau providenciel
Mais chaque seconde est une poignée de terre
Mais chaque seconde est une poignée de terre
Mais chaque minute
Est un tombeau
Vois comme je lutte
Vois ce que je perds
En sang et en eau
En sang et en eau
Ismaël rifiuta l'ennesima dichiarazione d'amore di Erwann, ma il giovane non desiste e quando lo rivede fuori dal posto di lavoro dove lo ha aspettato tutto il giorno Ismaël si arrende e passa la notte col ragazzo cantando una canzone disperatamente sexy durante la quale Ismaël mentre bacia Erwann gli chiede di lavare la sua memoria sporca puliscimi tutto con la tua lingua e non lasciare un solo punto sporco.
Lave,
Ma mémoire sale dans son fleuve de boue.
Du bout de ta langue nettoie moi partout.
Et ne laisse pas la moindre trace,
De tout ce qui me lie et qui me lasse, hélas.
Chasse,
Traque-la en moi, ce n'est qu'en moi qu'elle vit.
Et lorsque tu la tiendras au bout de ton fusil,
N'écoute pas si elle t'implore.
Tu sais qu'elle doit mourir d'une deuxième mort, alors,
Tue la encore.
Pleure,
Je l'ai fait avant toi et ça ne sert à rien.
A quoi bon les sanglots, innonder les coussins ?
J'ai essayé, j'ai essayé.
Mais j'ai le coeur sec, et les yeux gonflés.
Mais j'ai le coeur sec, et les yeux gonflés.
Alors brûle,
Brûle quand tu t'enlises dans mon grand lit de glace.
Mon lit comme une banquise qui fond quand tu m'enlaces.
Plus rien n'est triste, plus rien n'est grave.
Si j'ai ton corps comme un torrent de lave,
Ma mémoire sale dans son fleuve de boue.
Lave,
Lave,
Ma mémoire sale dans son fleuve de boue.
Lave.
Jeanne, il giorno dopo, scopre Ismaël a letto con Erwann. Il ragazzo le corre dietro per spiegare, ma sentendosi giudicato (capisco che ognuno elabora il dolore come può, gli dice Jeanne, ma il tuo modo lo trovo francamente violento) le dice di non doverle alcuna spiegazione e quando Jeanne gli dice gli dice che sua sorella con lui non era felice Ismaël se ne va dicendole che, se crede, in cima alla lista dei suoi difetti può metterci anche il fatto che è un frocio.
Jeanne si incazza e gli dice non farmi apparire come una stronza moralista...
Infatti non lo è, la vediamo da sola elaborare il lutto per sua sorella catando una canzone nel parco dove ogni sabato trascorreva il pomeriggio con Julie...
Chi sembra avere superato la cosa meglio di tutti è Alice...
Ismaël invece va al cimitero da Julie la quale gli appare cantandogli perchè sei venuto così tardi e senza un fiore?
E' Alice a riportare Ismaël a casa di Erwann che gli canta va bene hai bisogno di un copro che ti apra le braccia ma per averlo devi sentirti dire che ti amo.
Mon petit depuis ce matin
J'ai traine comme un cretin
Au niveau du caniveau
de Montparnasse a Chateau d'Eau
j'ai bu des verres, des verres, et puis des verres
Zubrowska, Riesling, Piper
A court de tout a bout de moi
Je suis revenu chez toi
Moi je voulais juste un corps
je cherchais seulement des bras
un lit de reconfort des delices sous les draps
mais helas au lieu de ca
J'ai cru entendre Je t'aime
J'ai pense c'est son probleme
J'ai cru entendre je t'aime
J'ai pense c'est son probleme
Peu importe que tu y crois
Peu importe que je sois
A bout de moi
A court de tout
Mais pas de ca entre nous
Etre un corps je suis d'accord
T'offrir mes bras pourquoi pas
Mon lit ok encore
pour rire a salir les draps
mais je crains que pour tout ca
Tu doives entendre je t'aime
Tu doives entendre je t'aime
je suis vieux, veuf et sectaire
Un pauvre imbecile secretaire
Je suis beau, jeune et breton
Je sens la pluie, l'ocean et les crepes au citron
Tais-toi un peu petit tresor
Tu as tout faux une fois encore
J'suis tres precieux epargne moi
D'accord mais entre nous pas de ca
Etre un corps je suis d'accord
Je cherchais seulement des bras
Mon lit ok encore
des delices sous les draps
Mais je crains que pour tout ca
Tu doives entendre...
FINE SPOILER
Un film che dimostra che un immaginario inclusivo e non oppositorio può esistere e deve anzi esistere e che una volta tanto una storia d'amore tra due ragazzi può cominciare senza proclamo alcuno di omosessualità e dove quello che conta è amare.
Amare meno ma amare più a lungo come Ismaël chiede a Ermann.
Amare meno ma amare più a lungo come Ismaël chiede a Ermann.
Un film che ci fa bene all'anima nel quale le scene di seduzione non alludono al sesso ma all'erotismo del desiderio dei corpi.
Inutile dire che mi sono già innamorato di Ismaël e di Ermann...
Inutile dire che mi sono già innamorato di Ismaël e di Ermann...
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