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sabato 1 dicembre 2018

L'hiv, la carica virale zero, e la possibilità di fare sesso non protetto con le persone sieropositive.



Nella giornata mondiale della lotta contro l'Aids  parliamo del video della campagna nazionale di Arcigay contro l'aids e  lo stigma delle persone sieropositive.

Vediamolo.




La prima considerazione, in ordine di evidenza, è la ridicolaggine di quell'asterisco per evitare il maschile inclusivo di tutti quando si poteva dire benissimo tutti e tutte.
Son 5 lettere sempre meglio di una soluzione grafica impronunciabile (come leggi o dici tutt*?).

L'asterisco comunque non evita il participio di sierocoinvolti che rimane al maschile per cui il problema non viene risolto...

Ma al di là dell'antisessismo, visto che nel video ci sono solo maschi  che fanno sesso con maschi che si rivolgono ad altri maschi che fanno sesso con maschi   (come se di uomini sieropositivi che fanno sesso con donne  non ce ne fossero e sì che sono il 25% dei nuovi casi di diagnosi di Hiv in italia...) perché diavolo quel tutt*???

Sembra un vezzo, o un tic linguistico, appreso ma non capito, e che si riproduce senza sapere davvero il perché.
Insomma non un buon segno per la validità comunicativa dello spot e della campagna.

Che dice lo spot?
Che le persone sieropositive in terapia antiretrovirale con Hiv non rilevabile  non possono trasmettere il virus. Con tanto di dottore che conferma questa affermazione.

Adesso, nessuna persona sieropositiva può trasmettere il virus se ci si fa sesso protetto.

Quindi quello che lo spot dice è che se si fa sesso non protetto con persone sieropositive a viremia
(carica virale)  zero  (dove zero vuol  dire non rilevabile non che il virus non c'è) non si trasmette il virus.

Il fatto di fare sesso non protetto lo spot non lo dice.
Dice semplicemente fare sesso con...
Ambiguo.
Disinformante.
Proditorio.
Pericoloso

Un implicito che mi risulta indigesto.

L'ISS ha appena rilasciato i dati sui nuovi contagi del 2017 e il numero di maschi cui è diagnosticata la sieropositività è costante rispetto gli scorsi anni e non in diminuzione come nel resto d'Europa...

Eppure anche nel resto di Europa si parla dei rischi relativamente bassi in caso di sesso non protetto con persone a viremia zero.

Però in quei siti si spiega sempre bene che



come ricorda, per esempio, il sito ufficiale svizzero di informazione sull'aids aids.ch.


Per sapere che i farmaci vengono assunti regolarmente, che i valori vengono controllati regolarmente e che la viremia è zero, devo  come minimo conoscere la persona al punto tale o da sapere che queste cose avvengono davvero perché magari la accompagno ai controlli oppure anche se non la accompagno  se la persona me lo dice mi posso fidare.

Insomma se faccio sesso   con una persona sieropositiva e le condizioni di cui sopra ci sono e, aggiungo io, quando questa persona  fa sesso con estranei (cioè persone di cui ignora la presenza delle tre condizioni) lo fa protetto, posso decidere di fare sesso non protetto.

Il rischio è minimo.

Minimo e non zero perché nessun medico può dire che la possibilità biologica di trasmissione non esista.
Stiamo parlando di una percentuale bassissima, prossima allo zero ma non nulla.

E' una decisione personale e insindacabile, quando però è basata su una infromazione vera e concreta.

Una decisione che posso prendere solamente quando conosco la persona abbastanza bene.

Una situazione di fiducia che ho quando con una persona non dico di starci in coppia ma che almeno conosco bene.
Non il caso di una persona appena incontrata o che conosco poco e con la quale mi incontro per  un sano divertente e godibile sesso. Sesso per il quale non posso permettermi il lusso di non usare il profilattico perché il profilattico è la mia unica vera protezione.

E non dimentichiamo che il profilattico non protegge solamente dall'hiv...

Altrimenti succede che io sieronegativo che faccio sesso non protetto col mio partner sieropositivo non mi prendo l'hiv ma la sifilide sì perché lui, il mio compagno a carica virale  zero, si è fatto fare un pompino da un ragazzo che aveva la sifilide, se l'è presa,  e manco lo sapeva...

E questo vale anche al contrario.

Magari io sieronegativo mi prendo la sifilide senza saperlo e senza saperlo la passo al mio compagno sieropositivo per il quale una seconda infezione sessualmente trasmessa, è sempre più pericolosa che se a prenderla è una persona sieronegativa...

Insomma per fidarmi delle persone sieropositive non è importante sapere che lui l'hiv non può passarmelo ma che se uso il profilattico non può passarmi proprio niente!

Capisco il diritto sacrosanto di essere protetti dallo stigma, ma a me questo spot più che un inno a fare sesso con persone sieropositive sia un inno a fare sesso non protetto.

E non dico che questo non vada fatto ma che quando lo facciamo è sempre a nostro rischio e pericolo.

Perché non tutti hanno la fortuna di un partner a viremia zero.
E poi non c'è solo l'hiv...

Uno spot fatto solamente per le coppie sierodiscordanti che non ne hanno bisogno visto che sono state già sufficientemente informate nei centri hiv.

Non è ancora il caso di far passare il sesso non protetto come una possibilità legittima anche in quei rari casi in cui è così.

Perché se ci prendiamo l'hiv ancora così in tanti è perché facciamo sesso non protetto magari con gente che nemmeno sa di avercelo l'hiv figuriamoci se a viremia  zero.

Allora di che stiamo parlando?


martedì 1 dicembre 2015

Hiv e dati ISS. Gli allarmismi della stampa italiana

Come ogni anno il Centro Operativo AIDS (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità pubblica un fascicolo del Notiziario dell’ISS dedicato all’aggiornamento dei due flussi di sorveglianza sulle nuove diagnosi di HIV e sui casi di AIDS.
Nei dati in breve si riporta che
• È stabile il numero delle nuove diagnosi di infezione da HIV.
• Continua a diminuire l’incidenza delle nuove diagnosi di HIV nelle donne.
• La maggior parte delle infezioni avviene attraverso contatti eterosessuali.
• Aumentano le diagnosi in MSM (maschi che fanno sesso con maschi) tra gli italiani.
• Rispetto al 2013 diminuisce la quota dei soggetti che si presenta in fase avanzata (bassi CD4 o presenza di sintomi).
• È stabile il numero dei casi di AIDS.
• Diminuiscono i decessi in persone con AIDS.
• La maggior parte delle nuove diagnosi di AIDS ha eseguito il test HIV pochi mesi prima della diagnosi di AIDS.
• Il 92,6% delle persone HIV positive seguite presso i centri clinici di malattie infettive è in terapia antiretrovirale.
A leggere i titoli dei maggiori quotidiani però, complice un dispaccio Ansa allarmista, è tutta un'altra storia...
Ora va bene non abbassare la guardia (tanto più che aumentano le diagnosi tardive di sieropositività) ma la situazione è meno catastrofica di quanto non ci lasci intendere la carta stampata, ci chiediamo il perchè.

venerdì 21 febbraio 2014

Le scatole cinesi dell'informazione contengono maschilismo e pregiudizi. Su di un discutibile e mendace video francese sui contagi da HIV.

Leggo un articolo su uno spot francese contro l'hiv.

Lo spot è questo.




La versione internazionale, in lingua inglese, rilancia i numeri e la spara grossa: 650mila persone sono sieropositive e non sanno di esserlo.

Inutile dire che questi numeri sono numeri stimati in base a complessi calcoli che tengono conto del numero di persone che si scoprono sieropositive solamente in aids conclamato o, comunque, con un contagio avvenuto molti anni prima rispetto la diagnosi (depister in francese non significa solamente depistare come in italiano, ma anche diagnosticare).

Lo spot è un po' terroristico ma punta il dito su un fenomeno serio e facilmente risolvibile.

Basta fare un controllo frequente che consenta una diagnosi precoce.

Solo la diagnosi precoce infatti  permette di seguire una terapia retro virale (dove e se richiesta) che può tenere sotto controllo gli effetti del virus hiv (HIV in francese, che è una lingua conservativa, è Ivh così come l'aids è sida) ed evitare l'aids conclamato.

Il video però ha almeno due aspetti problematici.

1) discrimina la persona sieropositiva dipinta come un ibrido tra pinocchio e Big Jim (o Ken) comunque fisicamente diverso rispetto la ragazza sieronegativa.

La non immediata leggibilità dell'aspetto plasticoso del  ragazzo con la marionetta Pinocchio (ben lontano dall'iconografia del personaggio di Collodi, sia dalla versione Disney che da quelle europee) rende ambigua questa caratterizzazione  facendone più un freak che Pinocchio.

Non siamo lontani dallo spirito dell'alone rosa dello spot italiano dei primi anni 90...

2) la deresponsabilizzazione del comportamento a rischio.

Lo spot vuole raccontarci di come può capitare di credere di essere negativi e invece di non esserlo.

Però nessuna persona, anche chi ha fatto sesso protetto, può dirsi certa di essere sieronegativa se non ha fatto almeno due test nell'ultimo anno.

Quando facciamo sesso con una persona della quale ignoriamo la sua condizione sierologica, sia essa conosciuta o sconosciuta, dobbiamo presumere per default che sia non solo sieropositiva ma che abbia anche tutte le malattie a trasmissione sessuale (dalle veneree all'epatite b e c) e comportarsi di conseguenza prendendo le dovute precauzioni: cioè usare il profilattico anche per il sesso orale.

Quindi la ragazza non può fidarsi che lui le dica non ti preoccupare non c'è bisogno a prescindere dal fatto se lui sappia o meno di essere sieropositivo.

E, in ogni caso, anche lui deve preoccuparsi dello stato sierologico di lei.
Cosa che invece lo spot non si preoccupa nemmeno di sottolineare.

Insomma mi sembra che questo spot stigmatizzi le persone sieropositive, anche quelle che non sanno di esserlo, investendo loro di tutta la responsabilità sul possibile contagio inconsapevole di cui possono essere concausa ma mai l'unica causa perchè a fare sesso si è smepre in due (o più...)


Adesso fermo restando che è sicuramente eticamente sbagliato fare sesso non protetto se non si conosce il propri stato sierologico (o, peggio, farlo nonostante si sappia di essere sieropositivi) ciò non esime l'altra persona dall'obbligo morale di proteggersi e di non esporsi al contagio praticando del sesso non protetto.

Se in alcuni stati (come la Germania) chi fa sesso non protetto pur essendo a conoscenza del proprio stato sierologico va in galera, visto che la perosna sieropositiva non ha costretto nessuno a fare sesso con lei senza usare protezione, moralmente prima della sua responsabilità viene la nostra di responsabilità.

Ogni volta che facciamo sesso con una persona della quale ignoriamo lo stato sierologico dobbiamo per forza pensare che sia sieropositiva e comportarci di conseguenza. La responsabilità di un eventuale contagio da questa persona a prescindere se la persona in questione sa o non sa se è sieropositiva o no è nostra.

3) la disinformazione dei numeri
La cifre dei 30mila sieropositivi che non lo sanno che diventa 650 mila in Europa sono cifre stimate non sono dati certi.
Sono cifre dedotte da complessi e discutibili dati matematici a partire dai dati noti.
E questo in una visione omofobica e discriminatoria che pretende che gli uomini che fanno sesso con gli uomini (categoria nella quela si annoverano tutti gli uomini che non fanno sesso esclusivo con donne) siano la categoria più colpita.

Questa etichetta troppo grande che al suo interno mette persone dall'orientamento sessuale vario andrebbe sostituita con una categroia che prende in considerazione le pratiche sessuali  e non l'oeirntamento sessuale o il genere delle persone con cui si fa sesso.

le vie di trasmissione del virus sono infatti in ordine di pericolosità

1) uso di siringhe infette

2) sesso penetrativo anale (per una fisiologia e meccanica più a rischio di microlesioni) insertivo E ricettivo

3) sesso penetrativo vaginale insertivo e ricettivo

4) sesso orale con scambio di sangue (anche il cunnilingus durante le mestruazioni) o sperma e secrezioni vaginali

Poco importa se nel sesso anale io uomo sono inserivo o ricettivo.
Quel che mi contagia è la pratica sessuale non il mio orientamento sessuale e nemmeno il comportamento sessuale (se non l'alto numero di partner) ma solo le pratiche sessuali.

Insomma cercando di informare si continua a disinformare più o meno in buona fede.


domenica 1 dicembre 2013

HIv e aids: i dati gonfiati della Stampa italiana

Per difendersi dagli articoli disinformativi e criminali sul contagio HIV e sui casi di aids conclamato niente di meglio che leggere i dati pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) nel suo Notiziario (Volume 26 - Numero 9 Supplemento 1 - 2013 ISSN 0394-9303).


La modalità di trasmissione viene attribuita secondo un ordine gerarchico, che risponde a criteri definiti a livello internazionale.
Ogni caso è classificato in un solo gruppo.
I soggetti che presentano più di una modalità di esposizione vengono classifi cati nel gruppo con rischio di trasmissione più elevato in ordine decrescente di rischio:

consumatori di sostanze per via iniettiva - Injecting Drug User (IDU),
Maschi che fanno Sesso con Maschi (MSM),
[persone] eterosessuali.

Dalla metà degli anni ’80 a oggi la distribuzione dei casi per modalità di trasmissione ha subito un notevole cambiamento:

la proporzione di IDU è diminuita dal 76,2% nel 1985 al 5,3% nel 2012,
mentre sono aumentati i casi attribuibili a trasmissione sessuale.

(...) I casi attribuibili a trasmissione eterosessuale sono aumentati
dall’1,7% nel 1985 al 42,7% nel 2012

(...) i casi attribuibili a trasmissione tra MSM nello stesso periodo sono
aumentati dal 6,3% al 37,9%.
Ecco il primo bias, il primo pregiudizio.

Nonostante statisticamente i contagi per via eterosessuale sia numericamente più alti (42,7%) di quelli MSM   (37,9) gerarchicamente le pratiche sessuali SMS precedono quelle etero...

Che l'hiv sia il virus dei gay è un pregiudizio culturale duro a morire.

Questo non vuol dire purtroppo che negli ultimi 3 anni, tra il 2010 e il 2012,
Il numero delle nuove diagnosi di infezione da HIV in MSM è cresciuto del 18,7% mentre è diminuito (...) [del 7%, ] [nei] maschi eterosessuali (...) e del [del 15,7% ] in femmine eterosessuali e in IDU del 20,9%.
Un po' di numeri assoluti.
La tabella 1 di questo post riporta il numero di persone sieropositive dal 2006 al 2012 e in cifra unica prima del 2006 (in diverse regioni d'Italia i dati sono stati raccolti in anni diversi e solamente dal 2007 tutte le regioni monitorizzano i dati).


tabella 1(la numerazione non è quella originale ma per questo post)
tratta dal  Notiziario (Volume 26 - Numero 9 Supplemento 1 - 2013 ISSN 0394-9303).

Nel  periodo 1985-2012,  sono  state  riportate  56.952  nuove  diagnosi  di  infezione  da  HIV.
Tanto per fare un confronto numerico nel 2012 in Italia secondo l'Istat ci sono stati 186.726 incidenti stradali con lesioni a persone.
I morti sono stati 3.653, i feriti 264.716.

Nel 2012 i nuovi casi di infezione da hiv sono stati 3.853. I morti per aids (cfr. tabella 2 di questo post) 45 (non è un refuso...).

I morti per aids dal 1987 al 2012 sono stati 41.939. 

Eppure il corriere della sera si permette di scrivere che
l’Italia nel 2012 ha conquistato un triste primato. Quello di Paese europeo con più morti: 1.700. E siccome la curva sale costantemente - nel 2001 i morti sono stati 1.400 - occorre chiedersi come mai?
Non so dove il Corsera abbia preso questi dati.

Per l'Istituto superiore della sanità i morti di aids nel 2001 sono stati 1026 (cfr. la tabella 2 di questo post)

tabella 2 (la numerazione non è quella originale ma per questo post)
tratta dal  Notiziario (Volume 26 - Numero 9 Supplemento 1 - 2013 ISSN 0394-9303)
Secondo l'ultima pubblicazione della citata Unaids gli unici dati riportati per l'Italia sono il numero di persone sieropositive  delle quali vengono indicati non i numeri certi ma quelli previsti calcolati secondo due fattori di sotto estimazione e sovra estimazione.

Le cifre indicate sono  rispettivamente di 84 000 nel 2001 e 120 000 nel 2012 (sottoestimazione)
e 110 000 nel 2001 e 140 000 nel 2012 (sovraestimazione).

Ora è vero che  dati dell'Istituto Superiore della Sanità 
relativamente  agli  ultimi  tre  anni,  sono  da  considerarsi provvisori perché soggetti a continui aggiornamenti (ad esempio, rilevazione e cancellazione di casi duplicati,
inclusione  di  nuove  informazioni  sui  casi  già  inviati,  ritardo  di  notifica,  ecc.).  Inoltre,  per  alcune  variabili  è stata rilevata un’elevata proporzione di dati mancanti, in particolare per: “data dell’ultimo test HIV negativo” (80,2%), “stadio clinico” (28,0%) e “carica virale” (27,6%).
Però, lo stesso, non si capisce su quali fonti si basino le previsioni dell'UNAIDS.

Per l'Istituto superiore della sanità  il numero di persone sieropositive in Italia nel 2012 è un terzo di quelle riportati per sovrastima dall'Unaids.

Corsera non è l'unico a dare dati FASULLI.

Anche il sole 24ore in un articolo datato 29 dicembre 2013


 scrive:
In Italia, l'Istituto Superiore di Sanità per il 2012 registra 3800 nuovi casi di persone infette.
per la precisone sono 3853
Complessivamente il numero di italiani sieropositivi tocca quasi i 140 mila.
E questo, come abbiamo visto, è il dato Unaids sovraestimato.
Secondo l'Istituto Superiore della sanità le persone sieropositive in Italia al 2012 sono   56.952
Con un pericoloso aumento dei casi fra i giovanissimi
NON secondo i dati dell'Istituto Superiore della Sanità dove la fascia di età 15 19 anni rappresenta lo 0,5% di tutti le persone cui è stata diagnosticata la sieropositività nel 2012.

19 casi in numero assoluto alla faccia del pericoloso aumento dei casi fra i giovanissimi.  


il picco di infezioni - il 36,1% dei casi totali – (...) torna a colpire dopo anni la fascia d'età 25-34 anni.
Questo dato è ripreso dal bollettino del'ISS che però parla di un altro trend:
Dal 1985, escludendo le persone di età inferiore ai 15 anni diagnosticate con HIV, si osserva un aumento costante dell’età mediana al momento della diagnosi di infezione da HIV, che è passata da 26 anni per i maschi e 24 anni per le femmine nel 1985 a, rispettivamente, 38 e 36 anni nel 2012 (...).
Nel 2012 la classe di età più rappresentata è stata quella 30-39 anni (33,0%).
Allora da dove emerge il dato riportato dal sole 24ore? Da un'altra tabella del bollettino ISS
La Figura 2 mostra la distribuzione dei casi delle nuove diagnosi di infezione da HIV in adulti per classi di età decennali nel 2012.
I neretti sono miei. Cambiando le fasce d'età in classi decennali
La classe di età più rappresentata è quella di 25-34 anni (36,1% dei casi totali).
Basta dare un'occhiata ai dati delle due diverse tabelle per scoprire che comunque in numero assoluto le persone infette da hiv vede una crescita con gli anni della fascia dì età più colpita...
 


 ...che non ha riscontro con quelle più basse...



Invece l'articolo del Sole 24 ore continua affermando che
Gli ultimi dati UNAIDS 2013 rilevano il drammatico primato italiano: l'Italia, con 1700 decessi l'anno, è il Paese europeo con il più alto numero di morti per AIDS, un trend in crescita se si considera che nel 2001 i casi erano 1400.
Non so davvero dove abbia preso il sole24 ore questi dati visto che nell'ultimo rapporto Unaids non c'è traccia di queste cifre.

Ci viene in aiuto il sito dell'Unaids dove vengono riportati per il 2012 e l'Italia non solo i dati presenti anche nel report ma anche altri dati.


Nel dettaglio i dati, di lettura non immediata per un difetto di impaginazione (non imputabile al browser) affermano che i dati sono estimates, cioè STIMATI, cioè estrapolati da altri dati per previsione e non dati certi.

Anche a tener fede  a questi dati stimati se in Italia ci sono da 110mila a 140mila persone sieropositive  e le donne variano da 11mila a 15 mila,  vuol dire che le donne sono approssimativamente il 10% del campione totale dato che non autorizza il Sole 24 ore a scrivere che
Cresce anche il numero di donne italiane sieropositive, 3000 nuovi casi dal 2001,
un dato spalmato in 12 anni che fa meno di 300 nuovi casi all'anno ...
un trend negativo che colloca l'Italia dietro ad altri Paesi europei come Francia e Spagna nei quali, sebbene il numero delle donne infette sia più alto, si muore meno.
ma allora è il numero di donne infette a crescere o il numero di donne morte?

Ah saperlo.

La fonte che L'Unadis esibisce come base per le sue estrapolazioni non è il report annuale dell'Istituto Superiore della Sanità ma la  Relazione  al  Parlamento  sullo  stato  di  attuazione  delle  strategie  attivate  per  fronteggiare l’infezione da HIV nell’anno 2010

In questo documento (dove si presentano stime e si sostengono protocolli da attuare cioè, in sostanza, finanziamenti da chiedere)  non vengono forniti dati ma tendenze statistiche e ipotesi probabilistiche (si afferma che circa un quarto delle persone sieropositive non sa di esserlo) senza che si spieghi (anche se si afferma di seguirne uno) il meccanismo matematico con cui si è arrivati a questi dati...

Nel rapporto a pag. 39 si legge (i neretti sono miei):
Le caratteristiche di coloro che oggi si infettano con l’HIV sono completamente diverse da quelle di coloro che si infettavano dieci o venti anni fa: non si tratta più di persone giovani e prevalentemente tossicodipendenti,  ma  di  adulti  maturi  che  si  infettano  attraverso  i  rapporti  sessuali. 

Tra  questi  la maggior parte delle donne acquisisce l’infezione da un partner che sapeva di essere HIV-positivo.

Negli anni è aumentata progressivamente la quota di soggetti che scopre di essere infetta solo in fase avanzata di malattia, costituendo quindi, a loro insaputa, una possibile fonte di diffusione del virus.
Questo dato vine estrapolato da alcuni dati sierologici dai quali si risale alla durata dell'infezione.
In base a queste estrapolazioni
 (i neretti sono miei)
Si stima che circa un quarto dei soggetti HIV-positivi in Italia non sappia di essere infetto
dunque se il numero di sieropositivi accertati è di circa 60mila si arriva a circa 80-90mila persone sieropositive ben lontane dai dati dichiarati dall'Unaids..
e più della metà  dei  soggetti  con  AIDS  ignori  la  propria  sieropositività  al  momento  della  diagnosi  di  AIDS,
cioè che circa la metà di persone in Aids conclamato  ha appreso la sieropositività di cui l'Aids conclamato è il sintomo ultimo di una sieropositività antica al momento della diagnosi di Aids conclamato.
E' facile capire come da questi dati si possano stimare cifre sensibilmente diverse in base ai parametri con cui si stabilisce la percentuale di rischio in diverse categorie demoscopiche.

Però Corsera e Sole 24ore si sono guardati bene dal presentare questi dati come STIME...


Rimane un mistero da dove sia stato estrapolato il dato di 1700 decessi per aids nel 2012 visto che il rapporto del Ministero della Salute è datato 2010.

Tutto questo allarmismo non sostiene davvero la lotta alla diffusione dell'hiv (e dele altre Malattie Sessualmente Trasmissibili) i cui due strumenti primari dono il test hiv e l'uso del profilattico SEMPRE, anche per il sesso orale anche se la fellatio la si riceve e non la si pratica.

Sull'hiv riporto il riassunto dell'ultimo report dell'ISS con il quale abbiamo cominicato






Dal 2010 i dati sulla sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV sono disponibili per tutte le regioni italiane.
Nel periodo 1985-2012, sono state riportate 56.952 nuove diagnosi di infezione da HIV.

L’incidenza delle nuove diagnosi ha visto un picco di segnalazioni nel 1987, per poi diminuire fino al 1998 e stabilizzarsi successivamente.

Nel 2012 sono state segnalate 3.853 nuove diagnosi pari a una incidenza di 6,5 nuovi casi per 100.000 residenti.

Negli anni si osserva un aumento dell’età mediana alla diagnosi, nonché un cambiamento delle modalità di trasmissione: diminuisce la proporzione di tossicodipendenti ma aumentano i casi attribuibili a trasmissione sessuale.

Nel 2012 sono stati segnalati al COA 715 casi di AIDS diagnosticati nel 2012, e 291 casi diagnosticati negli anni precedenti.
Ala faccia dei dati ben più allarmistici riportati dalla nostra Stampa.


 



martedì 11 dicembre 2012

Non fare entrare nessuno senza preservativo. Un bel video muto di Feed the bears

Un bel video di Feed The Bears che azzecca il linguaggi del corpo e l'immaginario dei film muti, forse con qualche lungaggine, ma ben sviluppano e prodotto.

Adoro l'atmosfera giocosa del rimorchio. Le leggerezza di ua situazione di solito dipinta sordidamente (soprattutto dalla stampa). La leggiadria dei due omoni, la semplicità che li fa essere diretti, onesti, puliti. Bellissima la presentazione caratteriale dei personaggi, i dettagli della seduzione cui i due protagonisti reagiscono con meraviglia, l'aspetto prima "da ceffo" poi da tenero del terzo ragazzo e l'idea geniale di dare un significato ambivalente all'espressione non fare entrare nessuno senza preservativo. Entrare in casa ...e altrove!


sabato 1 dicembre 2012

1° dicembre. Giornata mondiale dell'aids



Di Aids in Italia si muore sempre meno grazie alle terapie antiretrovirali combinate.

Secondo i dati forniti dal Centro operativo Aids (Coa) dell'Istituto Superiore di Sanità
nel 2011 sono stati diagnosticati 5,8 nuovi casi di positività agli anticorpi da HIV ogni 100.000 residenti.
Di questi il  75% in persone di sesso maschile un dato che è in aumento. Nel 2001 il numero di uomini diagnosticati era il doppio rispetto a quello delle donne, nel 2011 è il triplo.
La principale via di trasmissione del virus sono i rapporti sessuali non protetti (il 78,8% di tutte le segnalazioni) di questi 45,6% in rapporti eterosessuali 33,2% n rapporti omosessuali.
Purtroppo più della metà dei nuovi casi con diagnosi di HIV era già in fase avanzata di malattia: il 56% è stato diagnosticato con un numero di linfociti CD4 inferiore a 350 cell/μL.

Dall’inizio dell’epidemia nel 1982 ad oggi sono stati segnalati circa 64.000 casi di AIDS conclamato, di cui quasi 50.000 deceduti.

Nel 2011 l’incidenza di AIDS è stata di 1,3 casi per 100.000 residenti.

Tra il 2006 e il 2011 è aumentata costantemente la quota di persone che è arrivata allo stadio di AIDS conclamato ignorando la propria sieropositività. Nel 2011 è accaduto al 62,9% dei casi.


(devo ringraziare l'huffingtonpost per i dati e i link)

In occasione della giornata mondiale dell'aids del 1 dicembre molte iniziative vedranno luogo in diverse città italiane.

A Roma Certi Diritti girerà
con il “Camper della prevenzione” nella città di Roma, nei luoghi simbolo dell’informazione sessuale negata.

In mattinata distribuiremo preservativi agli studenti davanti ad alcuni licei di Roma,

all’ora di pranzo saremo davanti al Pontificio collegio americano del nord (quello del Gianicolo),

nel pomeriggio nei luoghi della prostituzione femminile e transessuale (via Salaria, via Palmiro Togliatti, via della Pisana),

in serata alla Gay street,

e in tarda serata nei luoghi della prostituzione maschile della Stazione Termini e di Valle Giulia.

Sempre dal sito di certi diritti apprendo della nuova iniziativa del comune di Roma Hiv? Sintonizzati progetto di educazione alla salute, di informazione e prevenzione su Hiv/Aids e altre infezioni sessualmente trasmesse rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado di Roma.

Una campagna ideata e realizzata dal "Coordinamento romano Hiv" e promossa da Roma Capitale e che coinvolgerà 12 scuole secondarie di primo grado (medie inferiori); 25 scuole secondarie di secondo grado (medie superiori) raggiungendo almeno 10.000 ragazzi e ragazze attraverso un intervento di educazione, la somministrazione di un questionario (tramite il quale controllare il rapporto tra i/le ragazzi/e e la tutela della propria salute; il grado di conoscenza di trasmissione del virus Hiv e delle altre infezioni; il grado di conoscenza delle modalità di prevenzione; la percezione del rischio; il pregiudizio sulle persone seiropositive.

Non è prevista, però, la distribuzione di profilattici.

Eppure il profilattico è ancora l'unico mezzo per il controllo delle malattie sessualmente trasmissibili come ha ricordato l'immunologo Ferdinando Aiuti, che a margine della conferenza di presentazione del progetto, ha regalato ad uno studente un paio di boxer con dentro la tasca una cartucciera di preservativi ricordando come I ragazzi oggi hanno detto che i preservativi sono troppo costosi, questo è uno dei problemi. Faccio un appello al ministero della Salute e all'Antitrust affinché intervengano per abbassare i prezzi (fonte HuffngtonPost)

Le associazioni coinvolte sono il Circolo di cultura omosessuale “Mario Mieli” (coordinamento generale), l'Associazione Archè; Anlaids Lazio; Arcigay Roma; La promessa; Lila Lazio; Magliana ’80; Sieropositivo.it.





Giornata Contro Aids

Il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, organizza per stasera 30 novembre un
Red Party durante il quale si farà opera di sensibilizzazione e informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili e sull'Hiv, compresa la distribuzione di profilattici.

Anche quest'anno ci sarà una raccolta fondi a favore di Gaia, Cooperativa Sociale che offre un servizio di assistenza domiciliare a circa 80 persone con Aids sul territorio romano.
Per l'occasione saranno anche disponibili Magliette di Muccassassina, edizione limitata speciale Red Party.

Durante la serata verrà anche lanciata una campagna di prevenzione pensata dal Circolo Di Cultura Omosessuale Mario Mieli, in collaborazione con i locali romani Sky Line, Apollion Sauna, Europa MultiClub, K, Diavolodentro.
La campagna è rivolta alla popolazione gay romana e vuole offrire nel corso di tutto l'anno stabili interventi di informazione e prevenzione all'interno dei locali coinvolti, condivisione di buone pratiche e di standard in tema di attenzione alla salute, alle MST e HIV.

Il Mieli ha attiva una Rainbow Line (800110611) in funzione dal lunedì al giovedì dalle ore 12 alle ore 19 e il venerdì dalle ore 12 alle 17 che fornisce ogni informazione su salute, prevenzione da HIV/MST, oltre che informazioni su tutti i servizi offerti dal circolo.


(post in aggiornamento...)


venerdì 30 novembre 2012

Istituto Superiore della Sanità e Ministero della Salute.
Tra sigle incomprensibili e dubbie gerarchie tra le categorie a rischio il nuovo report sui casi di sieropositività in Italia nel 2011.


Nel comunicato del sito del Ministero della Salute sulla campagna di comunicazione nonostante i dati pubblicati nel report dimostrino il contrario che non ci sono categorie a rischio ma comportamenti a rischio il ministero rispolvera le pericolose e discriminatorie categorie, stilando un elenco così disomogeneo da rasentare il ridicolo.
La campagna si rivolge alla popolazione generale e in particolare alle categorie con comportamenti ritenuti a maggior rischio:
adulti,
migranti,
MSM (uomini che fanno sesso con uomini),
giovani,
donne.
Il neretto è mio.

Una comunicazione allucinante e allucinatoria.

Le categorie indicate non identificano comportanti a rischio (nonostante lo si affermi  categorie con comportamenti ritenuti a maggior rischio) perchè, tranne una, non rimandano specificatamente a comportamenti sessuali a rischio di contagio.

Si limitano a descrivere e dividere la popolazione di persone sieropositive (quindi non le persone più a rischio di diventarlo ma le persone che nel 2011 lo sono diventate) così come sono desunte dai dati del Report dell'ISS impiegando categorie asimmetriche prese da diversi bacini semantici tra di loro incompatibili o contraddittori o che si sovrappongono. Infine, scelte con uno sguardo discriminatorio.


Adulti. Solo uomini. Perchè non ache adulte no? Perchè le donne sono una categoria a sé, l'ultima in ordine di elenco?

Perchè si distingue tra uomini adulti e donne in generale? 

Le donne non sono forse, anche,  adulte?

Quale informazione si vuole dare con questa diversificazione?

Soprattutto quale comportamento sessuale a rischio identificano?


Migranti. Distinzione razzista. Nel comunicato stampa pubblicato dall'ISS si legge che

Nel 2011 quasi una persona su tre diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera.
L’incidenza è di 3,9 nuovi casi HIV per 100.000 italiani residenti e 21,0 nuovi casi HIV per 100.000 stranieri residenti.
Messo così questo dato allarma è inquieta perchè sembra che  il numero di stranieri che è sieropositiva sia di 5,38462 volte superiore a quella di Italiani residenti (magari ci sono italiani che risiedono all'estero... boh).

Nel Report disponibile online pubblicato dall'ISS si legge invece che il numero di stranieri sieropositivi diagnosticati nel 2011 sono 951, mentre il numero di italiani (residenti) sieropositivi diagnosticati è di 2.644.

Ma com'è possibile? Magia dei numeri!

Se impostiamo a 100mila la base per indicare la percentuale di sieropositivi tra italiani (60 milioni di abitanti) e gli stranieri (4 milioni di abitanti) gli stranieri sieropositivi sembreranno molti di più e, in proporzione, lo sono: su 4 milioni di stranieri presenti 951 sono sieropositivi ma gli italiani (residenti) sieropositivi essendo 60 milioni sono come numero molti di più 2644.

Al di là dei numeri  e delle percentuali la maggiore incidenza di sieropositiviti nella popolazione straniera non è da collegare alla mancanza di informazione e di controlli sanitari?

Allora la categoria Stranieri del Report indica un dato sociologico non medico.

Eppure questi dati dovrebbero indicare per definizione stessa del comunicato del Ministero i comportamenti a rischio non le categorie socialmente più colpite.

in particolare alle categorie con comportamenti ritenuti a maggior rischio.

Comportamenti a rischio.

Cioè comportamenti sessuali.

Nel Report, infatti, a differenza che nel comunicato stampa dell'ISS così come nel comunicato del Ministero della Salute sulla Campagna di comunicazione per la lotta contro l'Aids 2012-2013, che non ne fanno menzione, si legge

Dalla metà degli anni ’80 a oggi la distribuzione delle modalità di trasmissione ha subito un notevole cambiamento:
la proporzione di consumatori di sostanze per via iniettiva (Injecting Drug User - IDU) è diminuita dal 76,2% nel 1985 al 4,7% nel 2011,
mentre sono aumentati i casi attribuibili a trasmissione sessuale.


MSM (uomini che fanno sesso con uomini).
Ma una volta non si chiamavano omosessuali? No, Il termine, asettico, indica la pratica sessuale senza prendere in considerazione l'identità sessuale dei medesimi. Sono uomini ciò che fanno sesso con altri uomini a prescindere se loro si identificano come eterosessuali bisessuali od omosessuali.

Da notare che nel grafico generale delle percentuali negli anni in base alle pratiche a rischio del report dell'ISS del 2009 MSM era stata tradotta con approssimazione ma buon senso comunicativo con contatti omo\bisessuali;




Nello stesso schema del  report di quest'anno si è tornati alle categorie anglofone nel caso di IDU e MS di meno immediata comprensione ma non nel caso di rapporti eterosessuali rimasti in italiano.




Allora, di nuovo, questa disomogeneità e asimmetria semantica dei sostantivi scelti per indicare comportamenti a rischio (quando si tratta, tranne l'MSM, di categorie di persone e non di comportamenti) cosa mi vuol dire?

Che informazione mi vuole dare?

E perchè l'unica categoria che fa riferimento esplicito a un comportamento sessuale, tra l'altro generico, senza entrare nello specifico delle pratiche sessuali, è scelto da un lessico scientifico non conosciuto ai più della popolazione (anche io che non mi considero un novellino anche se ho ancora molto da imparare non avevo mai letto l'acronimo MSM)?

Davvero gli uomini che fanno sesso con uomini hanno più probabilità di contrarre il virus dell'hiv degli uomini che fanno sesso con donne?
No, perchè nel comunicato stampa che annuncia il report dell'ISS si legge che rispetto agli uomini sieropositivi
La principale via di trasmissione del virus sono i rapporti sessuali non protetti (il 78,8% di tutte le segnalazioni) di questi 45,6% in rapporti eterosessuali 33,2% in rapporti omosessuali.
Allora queste cinque categorie indicate nel comunicato di annuncio della campagna di informazione e sensibilizzazione contro la diffusione dell'hiv SONO MENDACI.

E il comunicato stampa è scritto (coi piedi) in maniera pregiudizievole confondendo piani e categorie sociologiche con presunte categorie a rischio.

Nel Reportsi trova nelle note la fonte di questa mentalità quando si spiega come:
è necessario ricordare che, come già avviene per l’AIDS, la modalità di trasmissione viene attribuita secondo un ordine gerarchico che risponde a criteri definiti a livello internazionale.
Ogni caso è classificato in un solo gruppo.
I soggetti che presentano più di una modalità di esposizione vengono classificati nel gruppo con rischio di trasmissione più elevato (in ordine decrescente di rischio: uso iniettivo di droghe, MSM, eterosessuali) (report pag. 5)
Dunque il Report si conttradice perchè afferma che i MSM hanno un rischio di trasmissione più levato degli eterosessuali, mentre i dati riportati dicano il contrario /di questi 45,6% in rapporti eterosessuali 33,2% in rapporti omosessuali).

La fonte di questa gerarchia è, come riportato in nota, Il Centers for Disease Control and Prevention - CDC. Antiretroviral Postexposure Profylaxis after
sexual, injection-drug use, or other nonoccupational exposure to HIV in the United States. MMWR 2005;54(RR02):1-20.

Che si riferisce alla popolazione degli Stati Uniti nel 2005!
Una gerarchia che non so se essere attendibile allora ma che sicuramente non riflette più la situazione attuale italiana né oggi ne allora (già nel 2005 le persone eterosessuali erano più contagiate di quelle omosessuali).

Dunque queste 5 categorie sono ridonanti e non danno informazione alcuna.

Gli MSM sono adulti, giovani e possono essere anche Migranti.

Gli Adulti, i Giovani e i Migranti possono essere MSM o MSF (per coerenza lessicale invento questo acronimo...).

Le Donne possono essere Giovani Adulti(e) Migranti eterosessuali e Non [l'eventualità di trasmissione dell'hiv da donna a donna in un rapporto sessuale è contemplata nel Report anche se in percentuali bassissime: “rapporti sessuali tra femmine”(femmine che fanno sesso con femmine) in 2 casi] .

Insomma un gioco lessicale delle tre carte confusionario e che non porta a nulla.

Chi confonde quando fa informazione commette un crimine.

E stiamo parlando dell'uffici stampa dell'Istituto Superiore della Sanità non di un organismo qualsiasi.


1° dicembre. Giornata mondiale dell'Aids. La nuova Campagna di comunicazione per la lotta contro l'Aids del Governo italiano. Si torna a parlare di profilattici. O forse no.

In Italia non se ne parla praticamente più.

Nell'ultima campagna governativa in fatto di informazione e prevenzione quella del 2009, blanda, con un video, di Ferzan Ozpetek, che vede come testimonial Valerio Mastandrea, si parla solamente di test e non di profilattici.





Eppure il sito del ministero della salute ieri pubblica una news nella quale, tra le altre cose, oltre a ricordare l'attività di counsellig espletata col numero verde 800.861.061 si dice:
I dati epidemiologici dell’HIV e dell’AIDS forniti dal Centro Operativo AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano quanto, ancora oggi, sia di fondamentale importanza erogare un’informazione puntuale, scientificamente corretta e personalizzata.

I dati evidenziano un costante bisogno informativo della popolazione generale in merito all’HIV e il ruolo fondamentale dell’informazione istituzionale nel sensibilizzare l’opinione pubblica verso un tema di salute tanto cruciale quale è quello della prevenzione.

Invece questo Governo, ancora peggio di quello precedente, in quanto a informazione non ha fatto, finora, nulla.

Domani parte la nuova Campagna di comunicazione per la lotta contro l'Aids 2012-2013, che vede Raul Bova come testimonial dallo slogan,  La trasmissione sarà interrotta il prima possibile. Uniti contro l'Aids si vince.



Non sappiamo se questo video sarà quello che effettivamente da domani vedremo in tv.

La Lila (Lega italiana per la lotta all'Aids)  si dissocia dalla campagna rendendo noto in un comunicato stampa che
Rigettiamo immediatamente ogni responsabilità sul video appena rilasciato dal ministero della Salute per la campagna 2012/2013 lanciato in occasione della Giornata mondiale di lotta contro l'Aids con apposito comunicato stampa.
Il ministro ci coinvolge direttamente affermando che alla sua realizzazione avrebbero partecipato le associazioni che fanno parte della Commissione e della Consulta nazionali Aids: questo non corrisponde al vero, dato che il video, pubblicato nel canale ufficiale del ministero in YouTube, era già stato criticato dalle associazioni citate, che ne avevano chiesto la modifica, richiesta che è evidentemente rimasta inascoltata.
Se fosse un errore chiediamo al Ministero di rettificare pubblicamente e diffondere la versione nella quale Raoul Bova, testimonial della campagna, pronuncia la parola fatidica: PRESERVATIVO

A vedere il video non posso non notare come l'unica coppia non rappresentata sia quella di due uomini.

Prima si vede una mano femminile che porge un profilattico a una mano maschile.


La mano femminile ha lo smalto.
Senza se ne capirebbe la natura sessuata alla stessa identica maniera.  Eppure tutte le donne nello spot hanno o smalto...






Si vede poi un uomo anziano (e non una donna anziana) la si vedrà vicino a lui, nell'immagine finale quando li vediamo tutti insieme, e l'uomo gay  è ancora da solo, senza compagno.








Poi vediamo una coppia etero con lei col pancione (e lo smalto)




Poi due donne, riprese da più lontano



rispetto un'altra coppia etero e interraziale che vediamo subito dopo



e poi c'è l'uomo adulto che parla del compagno (che non vediamo).





Tutte persone adulte o giovani adulte. Nessun adolescente, nessun giovanissimo. L'Italia a consigliare i profilattici ai suoi e alle sue giovani proprio non ce la fa.

Interessante come questo video fotografi la mentalità italiana e l'agenda implicita rispetto certi argomenti anche in un video per l'informazione e la prevenzione del contagio HIV...

Certo a vedere il video sembra difficile credere all'opera di censura denunciata dalla LILA.

Sarebbe ridicolo mostrare il profilattico passato di persona in persona e poi non pronunciarne il nome, o peggio, censurarlo...  Però il Governo italiano è capace anche di questo.

Il bianco e nero infine ricorda quello di un vecchio spot governativo del 1989 che nonostante l'accenno alla normale vita di coppia rimane ancora oggi il più efficace in termini di informazione.




Però almeno in questo spot si torna a parlare di Profilattici.

Un miracolo quasi, anche se, bisogna vedere se lo spot arriva così com'è in tv oppure no, come denuncia la LILA...