giovedì 13 maggio 2010

Tutt* in piazza per la Giornata Mondiale contro L'Omofobia

Rumoros* contro il silenzio!


Il 17 maggio 2010 si celebra la sesta giornata mondiale contro l’omofobia e la Transfobia (IDAHO International Day Against Homophobia).

La data ricorda il 17 maggio 1990 quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rimosso anche l’omosessualità ego-distonica dall’elenco delle malattie mentali.

Il Parlamento Europeo si è già pronunciato il 18 Gennaio 2006 con una Risoluzione sull'omofobia in Europa nella quale condanna con forza ogni discriminazione fondata sull'orientamento sessuale ed è tornata a parlarne con la risoluzione del 26 aprile 2007 per ricordare la necessità che la discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale in tutti i settori sia vietata completando il pacchetto legislativo contro la discriminazione basato sull'articolo 13 del trattato CE, indicendo il 17 maggio di ogni anno quale Giornata internazionale contro l'omofobia.

Ancora oggi, nel 2010 alle sollecitazioni del Parlamento Europeo lo Stato Italiano risponde con l’indifferenza e il silenzio e continua a evitare di promulgare una legge che riconosca il reato di Omofobia.

Al silenzio istituzionale si unisce quello sociale. Entrambi favoriscono non solo la violenza fisica, ma anche la discriminazione a scuola, sul posto di lavoro, nei luoghi di aggregazione per le persone lesbiche, gay, trans gender, bisessuali, queer e intersessuali.

L’omofobia la si subisce ogni giorno, anche nei piccoli gesti della vita quotidiana, per questo vi invitiamo a scendere in piazza per farci sentire, in maniera pacifica, colorata e chiassosa!

Portate in piazza i vostri ‘strumenti’ per essere rumorosi contro il silenzio delle Istituzioni: strumenti musicali, fischietti, pentole, coperchi, campane, cellulari e tutto quanto troviamo nelle nostre case per squarciare il silenzio che circonda l’omofobia.

Vi aspettiamo Lunedì 17 maggio dalle ore 19 in poi, davanti la piazza di Montecitorio

- Leggeremo una sintesi della risoluzione europea contro l’omofobia, per conoscere ciò che succede attorno a noi e ciò che ancora non succede in Italia.

- Ognuno di noi potrà leggere le dichiarazioni omofobe, esplicite o velate, di personaggi pubblici, politici e prelati che contribuiscono a diffondere questo clima di odio sociale. Vi invitiamo a portare dichiarazioni, articoli, brevi scritti estratti da qualsiasi pubblicazione che ognuno di noi potrà leggere in piazza.

- Sulla scia della mobilitazione, della rottura del silenzio e dello spirito di solidarietà, alla fine imbracceremo tutti i nostri ‘strumenti’ e contribuiremo a costruire una chiassosa, ma pacifica orchestra rumorosa contro il silenzio!

puoi farti un’idea qui

Delle teorie riparative e dell'essere omosessuali

 Avevo deciso di non parlarne perchè non ho mai preso in considerazione seriamente le teorie riparative e chi le proponeva/propinava/propalava.
Era come rispondere a chi crede che gli alieni siano tra di noi.

Poi succede che Nicolosi (non lasciatevi ingannare dal cognome, è un americano...) il papà delle teorie riparative viene in Italia il 21 e 22 maggio a fare un convegno, invitato da un gruppo di ...riparati che hanno costituito il Gruppo Lot Regina della pace talmente ...riparati che nel loro stesso nome mettono il sostantivo Regina.

Su Internet viene ovviamente fatta pressione all'orine degli psicologi perchè prendano le distanze da Nicolosi denunciando la non scientificità del suo operare.

La risposta dell'ordine (del lazio) non si fa attendere:

“Noi, psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, psicoanalisti, studiosi e ricercatori nel campo della salute mentale, in occasione della presenza in Italia di Joseph Nicolosi al convegno “Identità di genere e libertà”, condanniamo ogni tentativo di patologizzare l’omosessualità, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce una “variante naturale del comportamento umano”.

Joseph Nicolosi, fondatore del NARTH (Associazione per la Ricerca e la Terapia dell’Omosessualità), sostiene, contro ogni evidenza scientifica, che l’omosessualità è “un disturbo mentale che può essere curato”, è “un fallimento dell’identificazione di genere” ed è “contraria alla vera identità dell’individuo”.

Queste teorie, le terapie “riparative” che su di esse si basano, e ogni teoria filosofica o religiosa che pretenda di definire l’omosessualità come intrinsecamente disordinata o patologica, non solo incentivano il pregiudizio antiomosessuale, ma screditano le nostre professioni e delegittimano il nostro impegno per l’affermazione di una visione scientifica dell’omosessualità.

Un terapeuta con pregiudizi antiomosessuali può rinforzare i sentimenti negativi di colpa, disistima e vergogna che molti omosessuali provano, e così alimentare l’omofobia interiorizzata e il minority stress, danneggiando spesso irrimediabilmente la salute mentale del soggetto.

La persona omosessuale che chiede di essere “guarita” (e i familiari spesso coinvolti) va ascoltata ed aiutata a capire le ragioni della sua difficoltà ad accettarsi, ma non va ingannata con la promessa di terapie miracolistiche prive di efficacia dimostrata. [Ndr il grassetto è mio].

Ricordiamo che gli psicologi italiani sono tenuti al rispetto degli articoli 3, 4, 5 del Codice Deontologico, che ribadiscono, tra l’altro, come lo psicologo debba lavorare per promuovere il benessere psicologico, astenersi dall’imporre il suo sistema di valori e aggiornare continuamente le sue conoscenze scientifiche.

Ricordiamo anche che le più importanti associazioni scientifiche e professionali internazionali, come l’American Psychological Association e l’American Psychiatric Association, raccomandano di astenersi dal tentativo di modificare l’orientamento sessuale di un individuo e (come recentemente ribadito dal Report of the Task Force on Appropriate Therapeutic Responses to Sexual Orientation dell’American Psychological Association, Washington, D.C., 2009) affermano che le terapie di “conversione” o “riparazione” dell’omosessualità sono basate su teorie prive di validità scientifica e non hanno il sostegno di ricerche empiriche attendibili.

E’ nostro dovere affermare con forza che qualunque trattamento mirato ad indurre il/la paziente a modificare il proprio orientamento sessuale si pone al di fuori dello spirito etico e scientifico che anima le nostre professioni, e in quanto tale deve essere segnalato agli organi competenti, cioè agli ordini professionali”. (fonte Psicologia gay)


Una bella vittoria, anche se, non fossimo in un paese in emergenza culturale per il buonsenso avremmo dovuto pensarla tutti così.

Non entro in merito alle teorie di Nicolosi.

Entro invece in merito alle affermazioni delle regine di Lot (scusate la battuta maschilista e omofoba).
Leggete cosa scrivono i signorini guariti perchè è molto interessante.


Il cuore del messaggio che vogliamo lanciare è che la presunta normalità dell’omosessualità, come fattore inevitabile per cui si nasce omosessuali, è solo un’azione portata avanti dalle organizzazioni pro-gay e contro la famiglia e la natalità per spaccare la società tradizionale. In realtà le tendenze omosessuali emergono a seguito di alcuni fattori come le condizioni familiari in cui si cresce o particolari situazioni di vita, ma che sono tendenze che possono essere sconfitte, riportando alla normale condizione per cui si è nati: essere uomo o essere donna


Questi (queste?) confondono ancora genere con orientamento sessuale tanto per capire quanto sono intrisi di patriarcato e maschilismo. Un equivoco dal quale nessuno è davvero immune se anche "tra di noi" gay ci si chiama al femminile...

Ma c'è un punto molto interessante che è quello dell'origine dell'omosessualità

Le ...regine dicono che i movimenti pretendono che omosessuali si nasca. Solo questa origine oggettiva darebbe all'omosessualità una consistenza dura e pura incontrovertibile.
Invece, dicono loro, visto che omosessuali si diventa, allora questa dignità di esistenza è meno forte e si può tornare indietro.

Una visione terzo sessista che piace anche a mote sorelle... Ma che non ha alcun senso nemmeno a livello semantico.
L'omosessualità è una delle possibilità sessual affettive che l'essere umano ha a disposizione. Nessuno può dire a un'altra persona (adulta e consenziente) con chi andare  a letto o cosa farci.

I diritti che gay  e lesbiche chiedono oggi con tanta insistenza sono gli stessi che chiesero le donne che fino al 60 anni fa nemmeno potevano votare (in Italia). D'altronde la Chiesa discettava sulla mancanza di anima nella femmina...

"Gay" non dovrebbe essere un sostantivo perchè non è una razza non individua comportamenti simili oltre a quello sessuale non tutti sono gay allo stesso modo e insomma se l'unica cosa che so di una persona è il suo orientamento sessuale il fatto di saperlo gay non mi garantisce maggiore fiducia del fatto di saperlo etero.

Gay individua una componente talmente trasversale nella compagine della varietà di pensiero atteggiamento cultura e sensibilità del genere umano che non dovrebbe nemmeno emergere se non c fosse un tabu che cerca sempre di nascondere minimizzare cancellare l'omosessualità.

Io ho orrore di una teoria dell'orientamento sessuale che lascia solo alla categoria di appartenenza e non a me la possibilità di scelta.
Lo diceva Keynes che gli omosessuali e gli eterosessuali puri sono una piccola percentuale e che tutti gli altri vivono in un mix composito tra i due orientamenti.
Sarebbe bello non parlare di orientamento ma di persone.
Non "mi piacciono gli uomini" ma mi piace Graziano invece che Mariassunta. Altrimenti si rischia che gay non indichi più solo l'orientamento sessuale ma uno stile di vita che prescinde dal sesso (altrimenti non capisco cosa significa gay for pay, cioè i porno-attori che girano scene gay ma loro sono eterosessuali... tornerò sull'argomento).

Non è vero che io non ho scelto di essere gay.
Quando ho scoperto che mi piacevano i ragazzi ho abbracciato questo mio orientametno con gioia e contentezza.
IO SONO FELICE DEL MIO ORIENTAMETNO SESSUALE
Se oggi ci fosse una pillola per l'eterosessualità non la prenderei minimamente (mi piacciono troppo i ragazzi per rinunciare  a loro. Al limite potrei cercare di ampliare, sostenere, esplorare la mia parte etero ma se , per fare questo, dovessi rinunciare alla mia parte gay, no grazie, sto bene così).
Si sceglie. E gli egodistonici che si fanno curare non capiscono che il problema è culturale, ambientale. Hanno paura di vivere una vita da emarginati e si adeguano ala maggioranza.
Ma in un mondo ferino come quello umano ogni scelta è causa possibile di discriminazione.
Ma tant'è. Finché ci saranno quelli come le ...regine di Lot dovremo essere più terra terra.

sabato 8 maggio 2010

Omocentrismo... l'altra faccia dell'omofobia

Lo so è un pessimo neologismo. Ma mi sembra che individui perfettamente un atteggiamento che hanno molti, troppi uomini, etero o gay che siano.

Prendiamo la foto di Ibrahimovic' e Piquè che ha fatto il giro del web.
Insomma un fan (?) o, piuttosto, un voyeur, ruba questa foto ritraendo i due calciatori fuori dallo stadio, nel loro privato.
Prima di questa foto non sapevo chi fossero 'sti due,. Sapete che il mio interesse per il calcio è pari a quello che ho per le martellate sulle gengive...
Apriti cielo!
Su facebook aprono addirittura un gruppo che si dice meravigliato del loro gesto (non metto il link, evito di fargli altra pubblicità).
Altri da collocazioni sospette scrivono invece cose molto condivisibili, come Giordano Bruno Guerri sul Giornale (leggetelo tutto l'articolo altrimenti vi viene un colpo..)


Un po' meno felici le osservazioni di gay.it pessimo sito pettegolo che mostra solo c e c di famosi o presunti tali ragazzotti
Ecco come commentano questa foto:
Giochi di prospettiva, o forse no. La foto rubata da un tifoso che ritrae i calciatori del Barcellona Zlatan Ibrahimovic' e Gerard Piqué in atteggiamenti intimi sta facendo il giro del web. Scattata dopo un allenamento al Centro Deportivo del Barça, l'immagine ritrae i giovani campioni mano nella mano. Ibra è appoggiato all'auto mentre Piquè sta in piedi, davanti a lui, un pò più vicino di quanto due semplici amici si concederebbero di stare. Molti sono i tifosi rimasti increduli, al punto da aprire una pagina sul social network Facebook chiamata "Anche io sono rimasto/a sbalordito nel vedere la foto di Ibra e Piqué". Altri sostengono che si tratti di un inquadratura "ingannevole" o di una sincera amicizia, molti, infine, sperano che si tratti di qualcosa di più.

un pò più vicino di quanto due semplici amici si concederebbero di stare.

Ecco. Anche agli occhi dell'autore di queste righe la foto non lascia dubbi.
I due sono prossemicamente al di là della semplice amicizia e dunque sono gay

Sia che si guardi questa foto e si dica "che schifo" sia che la guardi e si dica "che carini" non se ne esce, quell'atteggiamento è inequivocabilmente visto, letto, come gay o, comunque, fa insorgere il sospetto.
Ecco l'omocentrismo, altra faccia dell'omofobia. Leggere quel gesto di amicizia, di tenerezza, di solidarietà tra due uomini, come esclusivamente o precipuamente gay è frutto dello stesso maschilismo che legge come gay un atteggiamento di educazione, di sensibilità in un ragazzo perchè travalica il luogo comune sulla mascolinità.

Guardate la foto. Cosa si stanno dicendo i due?

a) Ma dai vedrai che lei ritorna con te.

b) Non preoccuparti tuo padre si riprenderà dall'infarto

c) non vedo l'ora di fare l'amore con te.

Quale vi sembra la più plausibile?

I due calciatori non rimangono uomini in tutti e tre i casi?

Non per il maschilismo strisciante che ci colpisce tutti (beh non proprio tutti) che ci fa dire
di a) certo se state così vicini la sua ragazza col cavolo che ci torna con lui, pensa piuttosto che siete due froci
di b) ma che maschio sei che ti preoccupi così vistosamente per tuo padre? Che sei una femmina che esteriorizzi i sentimenti? Non sai che i veri maschi si tengono tutto dentro?

di c) allora siete proprio froci.

Anzi nella mentalità da maschietto è meglio l'ipotesi c perchè non mette in discussione a e b anzi conferma il maschilismo: gli amici sono virili e i maschi non esternato SOLAMENTE I GAY LO FANNO.

Io ho un sacco di amici etero che non seguono alcuno stereotipo sulla mascolinità e molti mie amici (gay e non ) mi chiedono ma sei sicuro di lui?

D'altronde fin da piccolo se vedevo un ragazzo che mi piaceva non mi sono mai chiesto "sarà gay? Ma, più pragmaticamente ci starà?
Perché scopare coi gay quando puoi scopare con chi ti pare?

Ora che vedano in quella foto un atteggiamento gay gli eterosessisti cretini e maschilisti mi fa vomitare ma non mi sorprende più di tanto che ce lo vedano anche i froci (almeno quelli che scrivono su gay.it) mi fa vomitare un poco di più.

sabato 24 aprile 2010

Queering Roma prima festa del cinema gaylesbotrans della Capitale

 Alla presentazione della Festa (Una festa non un festival, precisa il suo papà Massimo Iacobelli, sua madre e madrina Cristiana Alicata, presente in sala, come ha ricordato Giovanni Minerba) Queering Roma l'assessore alla cultura Cecilia d'Elia racconta di aver provocatoriamente domandato a Massimo Iacobelli, quando aveva chiesto il contributo economico della Provincia, ma questo tipo di evento serve ancora?
La domanda più che provocatoria è retorica, la risposta essendo "sì" altrimenti la Provincia non avrebbe dato i soldi. "Sì" per dare visibilità a un certo tipo di film, sì per fare comunità in una città come Roma dove la cultura omosessuale è da sempre relegata all'angolo dalle istituzioni.
Al di là della qualità dei film visti ieri (metà di quelli programmati, visto che Queering prevede due programmi in contemporanea) davvero modesta - tranne Ang laro ng buhay ni Juan (The Game of Juan’s Life)  - (Filippine, 2009) di Joselito Altarejos (DigiBeta, 71’, col.) - quel che mi ha colpito è l'atteggiamento degli uomini presenti in sala, i ragazzi e meno ragazzi del pubblico che sono venuti a vedere i film con un atteggiamento che la dice lunga sul grado di scarsa se non nulla educazione critica (e non solo). Tutti griffati, impaccati di soldi (non si parava che di viaggi e di case acquistate, tra un film e l'altro, sì, come al solito ho origliato), tutti con quei maledetti e costosissimi i-phone che continuavano a tenere accesi abbagliando gli spettatori vicini non solo per vedere l'ora ma per scrivere continui messaggi (come ha fatto un frocio cafone alla mia sinistra alle proiezioni delle 20 e 30) come dire non importa vedere i film l'importante è esserci...
I froci romani partecipano a Queering non per vedere i film ma per presenziare all'evento... Alla festa del cinema gay (scelta veltroniana e infelicissima del nome, ogni cosa frocia prende subito i connotati del divertimento) guardando a questi film come guardano alle cose loro propinate dalla tv sia questa la generalista rai e mediaset o i canali satellitari o quelli su internet, senza chiedersi il senso dei film, il senso della festa (perchè quei film e non altri tra quelli presentati al festival di Torino programma dal quale sono stati scelti) senza chiedersi perchè sono lì.
Gay effeminati tutti allo stesso modo, maleducati (come la coppia occhialuta alla mia destra che ha commentato ogni singola scena del film con delle osservazioni degne della migliore massaia...) insensibili e impermeabili alla cultura tout court figuriamoci a quella gay (qualunque cosa questo termine voglia dire...). Gay che non sono capaci di un giudizio critico autonomo se applaudono ancora l'ennesimo film (Children of God (Bahamas, 2009) di Kareem Mortimer (DigiBeta, 103’, col.) che presenta dei personaggi gay per poi farli morire ma il loro amore rimarrà per l'eternità (ancora?!?!?!?!) e che, in quanto a giudizio estetico, usano gli stessi criteri con cui decidono di acquistare una lampada vintage da 300 euro invece che una bella lo stesso ma di Ikea e quindi dozzinale a 30 euro (la crisi non colpisce i gay ma solo i ricchioni...).
Per cui caro Assessore da un certo punto di vista queste manifestazioni, feste o festival che dir si voglia, servono, servono tantissimo. Dall'altra però... perle ai porci!

mercoledì 21 aprile 2010

Queering Roma è alle porte!

Da Venerdì 23 aprile a Domenica 25 Aprile il Nuovo Cinema Aquila di Roma ospita la prima edizione di Queering Roma festa del cinema a tematica LesboGayBisexTransQueer organizzata

dall'associazione Armilla grazie al sostegno della Provincia di Roma e alla collaborazione del Festival Da Sodoma a Hollywood di Torino.

Tre giorni di proiezioni di film presentati in una rassegna che non si rivolge solo alla popolazione gay lesbica e trans della Capitale ma a tutti gli appassionati di cinema che potranno vedere film e documentari esclusi dal normale circuito commerciale colmando un vuoto nella programmazione culturale romana che dura ormai da troppo tempo.

Questa prima edizione di Queering Roma propone lungometraggi, corti e documentari, provenienti dall'edizione 2010 del festival Da Sodoma a Hollywood di Torino selezionati dal suo storico direttore, Giovanni Minerba.


I film sono in versione originale sottotitolati in italiano.

Per scaricare il programma del festival in formato pdf cliccate qui

Le proiezioni sono al Nuovo Cinema Aquila
Via L’Aquila 68 Roma
Tel. 06 70399408
web: http://www.cinemaaquila.com

1 ingresso 5 euro
3 ingressi a spettacoli diversi 12 euro

Infoline 339.8164158
web: http://www.queeringroma.it

mercoledì 14 aprile 2010

Bertone dacci i nomi o stai zitto

Molti sociologi, molti psichiatri hanno dimostrato che non c'è relazione tra celibato e pedofilia - ha dichiarato il segretario di Stato - e invece molti altri hanno dimostrato, me lo hanno detto recentemente, che c'è una relazione tra omosessualità e pedofilia. Si tratta di una patologia che interessa tutte le categorie sociali, e preti in minor grado in termini percentuali Tarciso Bertone, segretario di Stato vaticano fonte La Repubblica del 13 aprile

Non entro nemmeno in merito a certe illazioni.
Chiedo a Tarciso Bertone i nomi dei sociologi e degli psicologi in questione e, soprattutto, che cosa significhi che gli psicologi hanno dimostrato visto che la psicologia non è una scienza e dunque non può "dimostrare" nulla...

Certo la faccia tosta della Chiesa non ha pari...

lunedì 12 aprile 2010

Queering Roma deve ancora inziare e solleva già tanti dubbi.

Non fraintendete. Ci andrò, ne parlerò, sarà un'occasione per vedere dei film non distribuiti normalmente e dunque invisibili, è bello ci sia il patrocinio (e i soldi?) della Provincia di Roma, ma... ci sono tanti piccoli dettagli che mi fanno alzare il sopracciglio (come quando si stupisce Mr. Spock...).


Il manifesto
ROSA?

Siamo tornati al 1991 quando Raitre fece una trasmissione speciale su gay e lesbiche, condotta da Gad Lerner,  dove parlarono solo uomini (e Graziella Bertozzo allora presidente di arcilesbica poté parlare solo a fine trasmissione, verso le 23...).
L'immagine delle gambe che si intrecciano non è certo originale ma, soprattutto, è sessista!
I maschietti portano le scarpe da ginnastica e le femminucce i tacchi a spillo.

Bel cliché eterosessista...



I film

Ecco l'elenco dei film in programma.

Programma Queer
                                                           
29 titoli tra lunghi medi e cortometraggi, tutti in formato digitale, anche quelli che in origine sono in pellicola (come lo splendido When Night Is Falling di Patricia Rozema) proiettato in versione digitale non sappiamo per quale motivo (ma sicuramente il digitale costa meno della pellicola).
Un problema tecnico per esperti, direte voi, invece no. Una educazione dello spettatore (della spettatrice) irrinunciabile.
I film al cinema si vedono nel supporto originale, quello digitale sostitutivo va bene per la visione privata casalinga non pubblica. Qualunque sia il motivo un buon festival avverte sempre gli spettatori che il film lo si vede su supporto non originale e, magari, si spiega anche il perchè.

LE TRAME

Leggendo velocemente tra le varie sinossi mi sono imbattuto in diverse ...amenità.


Sabato 24 Apr. in SALA 2 alle Ore 18 si proietta
Transgender elettronici di  Federico Ercole - (Italia, 2010, Doc., Betacam SP, 50’, col.)
che parla di 


Raccontare le proprie emozioni a contatto con l’immateriale elettronico: videogiocatori gay, critici videoludici e appassionati di videogame trattano il tema dell’omosessualità virtuale, fondata sul travestimento insito in ogni videogame, dove ognuno di noi si può riconoscere.

L'omosessualità fondata sul travestitismo?!?!?!


Siamo ancora a questo? I froci so travestiti ?!?!?!?!?!?!?!?!?! 

mmmm 
Eppure il cinema americano off Hollywood e più di qualche annetto fa aveva detto una parola DEFINITIVA sull'argomento...


Ai curatori del festival sarà sfuggito l'inappropriato accostamento (e poco importa se a loro la sinossi è arrivata così com'è... bisogna sempre leggere quel che si pubblica... anche o soprattutto quando non è farina del proprio sacco).

 Insomma il Festival deve ancora cominciare e ci sono già tante piccole cose che non vanno...


lunedì 5 aprile 2010

La pedofilia non è il male della Chiesa.

Leggo con sospetto i commenti disinvolti su blog di amici, e di sconosciuti, sulle recenti visissitudini che continuano a legare la Chiesa alla Pedofilia.
Intanto per l'uso distorto di un termine che oggi vale per qualsiasi forma di violenza sessuale: anche nel caso della diciassettenne (chiamata ragazzina) stuprata da un uomo conosciuto tramite Facebook  ci si riferisce alla violenza sessuale come a un caso di pedofilia (sic!).
Non c'è molta differenza con chi si riferisce all'aborto come all'uccisione di un bambino e non di un feto. C'è un pregiudizio ideologico che invece di essere esplicitato per onestà intellettuale viene ben nascosto tra le parole, proprio come fa la Chiesa di solito.
Trovo disgustosamente ipocrita che si critichi la Chiesa riportando la pedofilia come suo massimo esempio di malvagità.
Ipocrita e ottuso.

Ottuso perchè uno scandalo sessuale fa grattare qualunque prurito, anche quello di chi si professa aperto e tollerate in nome del proprio orientamento sessuale ma poi tradisce un conformismo rivoltante che, per criticare la Chiesa e il Vaticano, non trova niente di meglio che usare la pedofilia. Senza rendersi conto che, così facendo, crea un alibi indistruttibile alla Chiesa che può sempre, legittimamente, dire che i pedofili non sono previsti dal vangelo che, insomma, la pedofilia non fa parte della Fede.
Perché oggi la pedofilia è il bau bau di tutti anche di gay e lesbiche.
Come sono lontani gli anni in cui se ne poteva parlare tranquillamente, quando il pedofilo non era uno stupratore ma una persona adulta attratta dai bambini con una sessualità non genitale, non penetrativa.

Dove sono questi paladini dell'innocenza dei minori quando la Chiesa seguendo la sua dottrina commette atti ben più gravi di quando insabbia qualche caso di pedofilia?
Dove sono i miei indignati co-orientamento sessuale (con i quali in casi come questo sento proprio di non avere NULLA in comune) quando la Chiesa propina il Creazionismo? Quando afferma che la scienza rende gli uomini aridi? Dove sono?
Dove siete?

Ipocrita perchè è facile accusare qualcuno dicendo che fa qualcosa di illegale o di immorale o di criminoso, ma è un discorso politico miope e debole: si attacca la persona (l'istituzione) credendo così di attaccarne le idee. Più difficile attaccare le idee... Lo fa chi ha la cultura per farlo...
A me un prete non fa orrore perchè "è pedofilo" perchè non tutti i preti sono pedofili e non tutti i pedofili sono preti. D'altronde chi vede in ogni prete un potenziale pedofilo  (usando un pregiudizio simile a quello usato da Fini qualche anno fa a danno dei gay) è razzista proprio come gli antisemiti (ha ragione chi lo ha detto, anche se nessuno  ne ha capito il senso).

A me un prete fa orrore non perchè rifugge dalla vita astenendosi al sesso, e poi non potendone più diventa pedofilo (ma vi accorgete degli impliciti patriarcali e non scientifici che ci sono in queste considerazioni?!?!) ma perchè, casomai, fa parte di una religione che mangia la carne e il sangue del figlio del proprio dio e pretende che le proprie verità siano di tutti che lo si voglia o no.

Fosse solo per la presunta pedofilia mi verrebbe da solidarizzare con loro non fosse altro per l'ipocrita ludibrio in cui vengono fatti cadere da una marmaglia di italiani invidiosi repressi e analfabeti.

I mali della Chiesa sono ben altri dalla pedofilia ma è più facile criticare qualcuno tramite la sessualità, strumento di potere che usano tutti, anche chi fino a ieri era pesantemente discriminato, ma che oggi non batte ciglio nell'usare le stesse armi per una buona causa.

Una pratica politica (sic!) che francamente mi fa vomitare.

mercoledì 10 febbraio 2010

Cuccarini, Tommassini e il matrimonio religioso

Tempo fa ho avuto modo di parlare del presunto tradimento di Lorella Cuccarini per le sue dichiarazioni su Vanity Fair contro i matrimoni per le coppie dello stesso sesso alle quali, sempre secondo lei,  non vanno nemmeno dati figli in adozioni.
Si gridò allo scandalo (Scalfarotto in testa) adducendo ridicole e inconsistenti contraddizioni tra le dichiarazioni di Cuccarini e il suo status di Icona Gay.
A queste idiozie porta la (sotto)cultura gay...
La faccenda ha avuto un seguito. Cuccarini è stata invitata a Mucca Assassina dove ha ribadito la sua posizione ottenendo i fischi dagli astanti.
Che Mucca Assassina fosse solo una macchina per far soldi e non avesse nulla di politico lo si sapeva da tempo, ma l'invito di Cuccarini, dopo l'intervista al settimanale ,è un atto politico del quale Praitano, presidente del Mario Mieli, organizzatore di Mucca, dovrà rispondere se non altro ai posteri.
Questa storia di pettegolezzi, icone gay e ...superfroceria ha avuto un risvolto nazionale quando, Cuccarini, insieme a quella checca misogina di Luca Tommassini, sono andati a Tatami, la trasmissione di Camila Raznovich, la sciacalla mediatca che in passato ha fatto spettacolo della violenza sulle donne, quindi un personaggio pericoloso, da censurare, basta vedere come non reagisce alle dichiarazioni di Cuccarini e Tommassini. A Tatami, tra le tante battute misogine (invidiose?) di Tommassini su Cuccarini, senza che Camila battesse ciglio (Cuccarini rosica invece e si vede...), arriva la domanda della presentatrice (sic!) sui presunti screzi dell'Icona gay (aridaje!) col suo pubblico omosessuale.
Ecco l'amena risposta delle due signore:


Cuccarini, arrampicandosi magistralmente sugli specchi, si rimangia (a metà) quel che ha detto, dicendo che per lei il matrimonio, avendo sempre avuto più un significato religioso (dunque davanti a dio) che un significato "altro" (non riesce nemmeno a dire la parola civile,  parla semplicemente di Sindaco, che poi non è mica sempre il sindaco che ti sposa ma lasciamo stare...) non può essere di appannaggio omosessuale (come se Ratzinger avesse pensato ad aprire alle coppie omosessuali) mettendolo in culo a tutti i gay  e le lesbiche (che tanto, sì sa ai froci il sesso anale piace... anche alle lesbiche? Ah già, col dildo!!!).
Quel frocio rinnegato di Tommassini invece equipara tout-court il matrimonio all'istituzione religiosa scippando gli italiani e le italiane del matrimonio civile, l'unico che ha valore legale in Italia.
Tutto questo viene detto senza che nessuno, Camila, i produttori del programma, il direttore di Raitre abbiano sentito minimamente l'obbligo di correggere l'errore e dire come le cose stanno davvero.
D'altronde perchè meravigliarsi?
Il presidente del Consiglio continua a dire che il suo Governo è stato eletto dal popolo quando è stato eletto dai rappresentanti del popolo in Parlamento, essendo la nostra una democrazia parlamentare e non presidenziale senza che nessuno lo corregga mai, perché stare a minimizzare sul matrimonio?
Dunque se ti sposi lo fai davanti a dio, se non ami dio (o dio non ama te come nel caso degli/lle omosessuali) ti accontenti delle unioni civili, che comunque mancano e sulle quali Cuccarini si è detta sempre favorevole sin dall'intervista su Vanity Fair.

D'altronde che il vero matrimonio fosse quello religioso i cattolici lo hanno sempre pensato, al punto tale che nel 1958
(...) il vescovo di Prato accusa pubblicamente e per iscritto due giovani parrocchiani d'essere "peccatori" perchè pubblici "concubini". Concubini? I due s'erano semplicemente sposati col rito civile e non con quello religioso. La coppia cita il vescovo in tribunale per calunnia e diffamazione. Il vescovo viene condannato a pagare un'ammenda. Pio XII su tutte le furie annulla la celebrazione dell'anniversario sulla sua ascesa al pontificato e scomunica tutti: sia i due giovani sia tutti i responsabili del processo.1

Da allora l'Italia qualche progresso lo aveva pure fatto, ma oggi, dopo 50 anni, sembra di essere tornati a quella mentalità lì. Solo che oggi nessuno rettifica e dice le cose come stanno davvero.

Il disastro è compiuto, anche il più elementare "a b c" della democrazia è andato a farsi benedire sostituito da un impapocchiata, maldestra, pressappochista e sbagliatissima vulgata che vuole, in Italia, il matrimonio essere religioso e il rito civile affine alle unioni. E poi critichiamo la religione di Stato dell'Iran...



1) Gianfranco Manfredi Mina Milva Vanoni e altre storie Lato Side Editori, Roma 1981 pp. 26-27

lunedì 25 gennaio 2010

Tutti uniti contro le discriminazioni

A Roma, il 26 gennaio 2010

presso la biblioteca comunale Franco Basaglia,
Via Federico Borromeo 67,
alle ore 17.00


si terrà il secondo di tre dibattiti

sulla discriminazione sessuale

(il primo,  oggi Lunedì 25 è sulla discriminazione razziale, Mercoledì 27 contro la discriminazione dei portatori di handicap)


Andiamo a sentire chi parla, cosa dice, e, soprattutto, cosa ne pensa il pubblico di un quartiere popolare (Primavalle)...


Il dibattito, organizzato dalla associazione Nuova Gestione si svolge nell'ambito di una manifestazione promossa dal comune di Roma Tutti uniti contro le discriminazioni  che ha visto oltre ai dibattiti tre serate di danza e teatro al Furio Camillo.


Poi vi racconto...

Cuore sacro

Sei credente e omosessuale? Sei affine all'agnosticismo perché omosessuale? Senti il richiamo della Fede, ma il tuo orientamento sessuale ti allontana dalla religione? Oppure sei eterosessuale e credente e non riesci a capire la posizione della tua chiesa sulle persone omosessuali?

Nuova Proposta, associazione di persone omosessuali cristiane, nell'ambito del suo programma di incontri 2009/2010, centrato sul tema della fecondità a 360°, ha organizzato, insieme a We Have A Dream, una tavola rotonda proprio per discutere di tutti questi temi e cercare di dare delle risposte a queste domande importanti.
Ragioneremo insieme sulle ragioni che possono spingere verso una posizione o l'altra.
Sarà un confronto sereno, non ideologico o conflittuale, senza dogmi o maestri.
Un incontro per conoscere realtà spesso dimenticate, sensazioni molto conosciute e per maneggiare quesiti che nessuno può dire di non essersi mai posto nella vita.

A seguire potremo stare insieme per un piccolo momento conviviale, nel quale conoscersi e parlare e al quale potremo partecipare tutti portando il necessario per mangiare e bere.

Speriamo di vedervi in gran numero!



Mi è stato chiesto di partecipare come non credente. Nonostante non nasconda la mia assenza di fede non mi piace fare proselitismo di ateismo, proprio come la Fede chi non crede non lo fa e basta.
Ho accettato di andare con lo spirito del vero confronto. Credo che ascolterò molto più che parlare. Affronterò l'incontro senza dogmatismi. Mi aspetto altrettanto. Vediamo se ho ben riposto la mia fiducia.

Roma, mercoledì 27 Gennaio
ore 20 e 30
Via Marianna Dionigi 59

organizzano Nuova proposta e We Have a Dream

martedì 19 gennaio 2010

Se le unioni civili non vanno al parlamento...

 ...succede che due ragazzi Francesco Zanardi, 38 anni, imprenditore nel settore informatico, fondatore del movimento Gay Italiani, e Manuel Incorvaia, 22 anni, precario, facciano uno sciopero della fame per essere uniti in matrimonio.
Succede che alcuni quotidiani danno la notizia dell'inizio dello sciopero della fame e poi non se ne parla più. Fa solo notizia (due righe due) che Francesco ha avuto uno shock anafilattico o quando  Manuel ha un malore ed è costretto ad interrompere lo sciopero. I quotidiani danno scarso rilievo alla notizia. Nessun rilievo la tv. Solo la rete e i singoli cittadini si mobilitano.
Alcuni privati cittadini hanno già iniziato a sostenere lo sciopero della coppia (ormai del solo Francesco) con uno sciopero-staffetta.
Il deputato Paola Concia ha fatto sua questa iniziativa legando lo sciopero non tanto ad una astratta richiesta di riconoscimento dei matrimoni quanto alla calendarizzazione della nuova proposta di legge (dopo che il primo tentativo è stato affossato per incostituzionalità) sulle unioni civili presentato alla Camera.
Tutti possono partecipare allo sciopero, ad oltranza o anche solo per un determinato numero di ore. Di modo che ci sia sempre almeno una persona che sciopera fin quando la legge non verrà discussa e approvata.
Perché anche l'Italia sia un paese civile

martedì 12 gennaio 2010

Sosteniamo Manuel e Francesco



Era tanto che volevo fare un post su Manuel e Francesco.
I giorni passano, lo sciopero della fame continua e io non ho ancora scritto nulla.
Mi limito a quotare due post del sito We Have a Dream
Manuel e Francesco stanno facendo lo sciopero della fame da ormai una settimana.
I media, la politica e molte associazioni per i diritti GLBT li stanno lasciando soli relegando al silenzio il loro gesto, per questo hanno deciso di convocare un un sit-in circolare in “stile americano” davanti alla sede del Parlamento per la sera del 12 gennaio 2010 alle ore 21:00 (Piazza Montecitorio).

Sarà una manifestazione pacifica con bandiere e ombrelli rainbow e cartelli a sostegno dei due ragazzi e del loro atto di protesta non violento.

Siete tutti invitati a partecipare e sostenere l’iniziativa e, se non siete a Roma, a replicare nelle vostre città la manifestazione alla stessa ora nello stesso giorno davanti alle sedi dei vostri comuni di appartenenza.

Manuel Incorvaia e Francesco Zanardi stanno seguendo uno sciopero della fame da una settimana ormai. Protestano contro l’ignavia della politica e rimarranno senza cibo finché non verrà calendarizzata almeno una delle decine di proposte legislative che riguardano le convivenze tra persone dello stesso sesso.
Manuel e Francesco stanno percorrendo questa strada drastica nel più totale silenzio dei media e della politica, aiutiamoli a superare quella che sembra una operazione di censura e diffondiamo il più possibile quello che stanno facendo attraverso i nostri contatti, i profili facebook e i blog.

Per chi volesse contattarli ci si può connettere anche a il loro sito

il loro gruppo su Facebook

il gruppo di sostegno su Facebook



CI VEDIAMO

MARTEDÌ 12 GENNAIO

A PIAZZA MONTECITORIO
DALLE ORE 21

Marco Simonelli a Roma


Quando il 2 ottobre organizzano una reading GLBTQI a Montecitorio, scrissi ai miei amici di suggerirmi poesie, brani di letteratura e quant'altro da portare al reading.
L'unico che si degnò di rispondermi fu Claudio Finelli, che mi suggerì alcune poesie di due sonetti. Io scelsi quella di Marco Simonelli che Claudio introdusse così:
2) Il secondo componimento è un sonetto simpatico e pungente, lazzo faceto che coglie nel segno ed è di un altro giovane poeta toscano. E' contenuto nel libretto di recentissima pubblicazione: Marco Simonelli, "Will - 24 sonetti", Edizioni d'If



Ecco il sonetto:

Il Vaticano dice di non farlo.
Vuol dir che non avremo cerimonia.
Ma quello Stato che moneta conia
il nostro patto, amor, non può disfarlo.
Ci unimmo un pomeriggio nel salotto,
sfiorandoci le mani, per merenda.
“Di tue ferite io sarò la benda”
promettemmo mangiandoci un biscotto.
In fondo non vogliamo un matrimonio.
Ci basta un bacio da scambiarci al sole,
un avvenir di giorni come prole.
È questa la ricchezza, il patrimonio.
(Chi ci dice che quelli con le ali
non siano anche loro omosessuali?).

Lo lessi al reading senza ringraziare mai abbastanza Claudio.

Oggi Claudio mi segnala, e io segnalo a voi, che

Sabato 16 gennaio
alle ore 18
presso il Papyrus Café,
in via de' Lucchesi 28 (zona Fontana di Trevi),
a Roma,
Marco Simonelli, poeta queer adorabile e fantastico queer performer, poeta vincitore del Premio di Letteratura i miosotìs presenta "Will - 24 sonetti".
Coordina Claudio Finelli.

Io ci vado, chi viene con me?

lunedì 4 gennaio 2010

Il signor Abbate mi scrive...

...e minaccia di passare alle vie legali.

Di solito le minacce con me sortiscono l'effetto contrario.

Ecco la mail

Johnny Alexandre ti ha inviato un messaggio.

--------------------
(nessun oggetto)

In merito ad alcune diffamazioni che sono emerse dai suoi post sul suo blog in seguito ad una attenta lettura effettuata dal mio avvocato, e in merito alla pubblicazione di mail private avvenute tra il suo account di facebook ed il mio, sto valutando, insieme al mio avvocato se procedere legalmente e depositare una denuncia per diffamazione, se segnalare alla polizia postale l'avvenuta pubblicazione di mail private sul suo blog, e se procedere ancora con una denuncia per stalking dato che lei mi ha provocato profondo stress psico-fisico durante queste vacanze natalizie. Stress che si è palesato in stati d'ansia e febbre somatica come confermato dal mio medico di base. Inoltre stiamo valutando se mettere in atto un ulteriore denuncia per aver usato indebitamente sui suoi blog, il mio nome d'arte registrato presso la sede Siae di Napoli, via Medina, il 24 maggio del 2009. Il mio avvocato mi ha chiesto di dirle, in via del tutto amichevole, che è sicuramente in tempo per poter cancellare i suddetti post e le relative diffamazioni avvenute su di esso e le mail PRIVATE pubblicate sul suo secondo blog. E' difficile per me scriverle questa mail perchè solo da ieri ho cominciato a calmarmi e per questo ho chiesto a Emanuele di sospendere con lei qualsiasi conversazione per fare in modo che fossi io a parlare con lei in persona e chiudere la questione. Le chiedo di sospendere qualsiasi comportamento persecutorio nei miei confronti e le faccio presente che questa mail farà fede legalmente in quanto il mio avvocato ha certificato tutto quello che è stato scritto su questo argomento dal 25 dicembre 2009 a oggi sia su questo profilo che sui suoi blog. Sono certo che lei voglia intraprendere un comportamento più sano per dimostrare le sue ragioni senza dover necessariamente scadere in comportamenti punibili dal codice penale.

Lei ha sicuramente ragione nel definire sbagliati alcuni comportamenti dei membri del gruppo che ho creato, e per questo la invito a segnalare eventuali abusi alla redazione di Facebook, cliccando su "segnala frase" subito sotto la frase incriminata dell'utente che l'ha postata. Per quanto possibile tendo a eliminare frasi offensive, ma le ricordo che non è compito mio ma della redazione di Facebook.
Riguardo l'immagine del seminarista, la responsabilità è della Rai che effettuava le riprese quel giorno nella Basilica di San Pietro. Le faccio però presente che durante le riprese televisive vengono affissi all'entrata avvisi che recano la dicitura "In questo luogo si effettuano riprese televisive". L'affissione di tali avvisi fa in modo che chi entra in tali luoghi accetti con silenzio/assenso il "rischio" di essere ripreso.
Se le dovesse tornare utile, la sede legale della Rai è in viale Mazzini, 14 Roma.
Riguardo me, se la redazione di Facebook dovesse ravvisare nel gruppo che ho fondato, un qualsiasi reato, cancellerà immediatamente il gruppo cosi come prevedono le regole di tale social network.
E sempre riguardo me (e solo me) escludo qualsiasi sentimento omofobico confermando che il gruppo è esclusivamente satirico, e che è popolato nella maggior parte da utenti che si definisco omosessuali, e anzi è diventato mezzo per molti membri per postare articoli e argomenti a difesa dei diritti del mondo LGBT. Inoltre viene praticata molta autoironia da persone che si definiscono simili al seminarista nei modi e ciò conferma la natura ironica e satirica del gruppo, escludendo qualsiasi sentimento di omofobia, che il sottoscritto e sicuramente maggior parte degli utenti, ripudiano con forza.
Le rinnovo l'invito a sospendere qualsiasi atto persecutorio nei miei confronti a partire dal non rispondere a questa mail, e a cancellare qualsiasi post che parli del sottoscritto. Il mio avvocato mi suggerisce 10 giorni di tempo, io invece le dico che ha tutto il tempo che vuole (ma non esageri).
Le dico anche che odio perdere tempo nei tribunali, e odio dover spendere i miei soldi guadagnati con fatica, in avvocati e cose del genere e non c'è per ora da parte mia un'effettiva volontà di procedere in quanto mi provocherebbe ulteriore stress. Sono certo che in futuro lei saprà portare avanti le sue ragioni senza scadere nell'illegalità e nello stalking.
La invito a non rispondere per chiudere qui la questione, ma se lo facesse, sono tenuto ad avvisarla, per la legge sulla privacy, che la mail verrà letta anche dal mio avvocato.

Le ricordo ancora che per questo social network esiste una redazione apposita che ha la responsabilità di prendere provvedimenti qualora dovessero ravvisare nelle proprie pagine comportamenti illegali e le assicuro che sono persone molto attente al tema dell'omofobia.
Le auguro buon anno e le faccio i miei più sinceri auguri per il successo dei suoi blog.

J.A. Abbate.

sabato 2 gennaio 2010

Aggiornamento sul webmaster ...sfranto!

E mentre nessuna notizia giunge dal fantomatico webmaster (alias Abbati?) so far noto intanto che il gruppo su facebook è passato da pubblico a solo per gli iscritti così non tutti ma solo gli iscritti possono leggere i commenti in bacheca...

giovedì 31 dicembre 2009

Johnny Alexandre Abbate, facebook o degli sboroni

L'altro ieri, sul gruppo di facebook sulla seminarista sfranta, leggevo un carteggio pubblico tra Johnny Alexandre Abbate, fondatore del gruppo e Oren Orel che informava i membri del gruppo che stava discutendo con me sul mio blog per le osservazioni che avevo fatto sul seminarista presunto gay (che andavano ben al di là del gruppo facebook, ma tant'è).
Johnny rispondeva pregando i membri del gruppo di non rispondermi perchè lo avevo offeso nel mio articolo.

Basito scrivo un breve messaggio al suo profilo facebook.


Ciao Johnny, dov'è che ti avrei insultato nel mio articolo (che poi è un post...)?


il giorno dopo ottengo questa risposta

Salve, mi chiamo Emanuele e sono il webmaster del sig. Abbate. Gestisco i suoi siti e quando possibile rispondo personalmente alle mail.

Il sig. Abbate è al momento impegnato in una mostra fotografica a Roma e sono impossibilitato nel dirLe quando potrà rispondere personalmente.
Nel caso voglia segnalarmi il post di cui parla, provvederò a darLe maggiori informazioni a riguardo. Se ritiene urgente la questione può lasciarmi un Suo recapito telefonico.

Buone Feste
Emanuele Badalamenti.


Alla quale replico con poche righe


Salve


Non sapevo ci fossero wembastser anche su facebook né che i webmaster rispondessero per conto degli autori sui contenuti dei loro siti (tantomeno di facebook).


La ringrazio per la sua disponibilità, ma è a Johnny che ho scritto e aspetto una risposta da lui e solo da lui, se e quando mi vorrà rispondere.


Cordialmente,

Alessandro Paesano


E oggi infine ottengo questa risposta-ultimatum


Salve,
per rispondere alla Sua mail precedente:
Un webmaster gestisce tutto quello che è assimilabile sotto il termine "web". Se una marca di biscotti ha un sito ufficiale, un gruppo su Facebook, o un canale su Youtube, il webmaster andrà a operare su tutti questi livelli di promozione. Avrà notato che il presente profilo è a conti fatti un profilo lavorativo e promozionale, così come i vari siti ufficiali del sig. Abbate e altri profili promozionali. Sarebbe svilente per me (e offensivo per Lei) farLe lezioni sulla promozione via web e su cosa significhi webmaster e promoter.

Riguardo il rispondere al posto del sig. Abbate, come già specificato prima, rispondo "quando è possibile" e non rispondo di certo alle sue cose personali, per le quali ha un profilo privato riservato solo a familiari e amici stretti.

Post promozionali e risposte "meccaniche" sono di mia responsabilità.

Andando al dunque mi pare di capire che la questione che Lei mi sottopone è estremamente importante ed urgente, per questo Le rinnovo l'invito a chiarirmi l'accadimento, e io farò quanto possibile per aiutarLa.

Deve capire che il mio lavoro consiste anche nell'alleggerire il lavoro del sig. Abbate, e ho la chiara direttiva di sbrigare "qualsiasi" questione senza necessariamente doverlo disturbare (e sarebbe inutile dato che verrebbe meno il senso stesso del mio lavoro).

Se vuole comunicare il prima possibile con il sig. Abbate (come mi pare di aver capito), La invito nuovamente a lasciarmi un Suo recapito telefonico e La farò richiamare subito dopo le feste (7 gennaio). In caso di risposta negativa, La ringrazio per l'interessamento e le auguro buone feste.

Emanuele.


Poco o niente intimidita gli rispondo così:

Facebook non è un sito ufficiale...
e il profilo di Abbate è n profilo come tutti gli altri. Privato
dove si evince che è un profilo lavorativo e promozionale?

Ho scritto a Johnny Abbate e mi risponde un altro...
Che si qualifica come webmaster e ora come segretario particolare. Manco l'Abbate fosse il presidente della repubblica.
Già questo è un modo di rispondere o non rispondere.
Io a lei non devo rendere conto di nulla. Non è a lei che ho scritto e non è con lei che voglio parlare.

Fine della questione.

Alessandro Paesano


Puntuale la sua risposta


Le basterebbe dare un'occhiata al profilo per accorgersi che Abbate è un fotografo ed un musicista, e tramite questo profilo (E TRAMITE IL SUO SITO UFFICIALE, ED ALTRI SITI) si promuove. Che un profilo sia privato o meramente promozionale si capisce dal fatto che Le ho fatto presente questa cosa nella mail precedente. Spero che ora questo punto sia chiaro.

Le riassumo per evitare equivoci:
1) Io sono un webmaster e promoter (e non un segretario particolare. non voglio pensare che questa definizione sia volontariamente offensiva)

2) Promuovo un prodotto tramite il canale di internet, con ogni forma possibile (sito ufficiale, facebook, myspace, e-mail, banner e quant'altro). C'è persino un profilo sulla Nutella su Facebook. Non mi dica che ignora il fatto che è un profilo promozionale fatto dall'ufficio comunicazione dell'azienda stessa. In ogni caso qui la questione è simile. Solo che non si vende cioccolato, ma un altro tipo di prodotto. (Mi perdoni il mio lessico un pò freddo che tende a considerare "prodotto" qualsiasi cosa. Sono laureato in Marketing ed è cosi che devo ragionare quando lavoro).

3) Ho fatto il possibile per venirLe incontro e il mio non è stato un "modo di non rispondere". E' Lei che insiste nel non farmi capire qual è il Suo problema. Penso sia chiaro che la "non risposta" è la Sua.

4) Non c'è da parte mia, nè da parte del sig. Abbate la volontà di farlo passare per il Presidente della Repubblica. Lo dimostrano le mie risposte più che cortesi e disponibili.

5) Non ho mai detto che Lei deve rendermi conto di qualcosa. E' Lei che mi ha scritto. E' Lei che ha posto il problema. E io Le ho detto più volte che se non mi dice qual è il problema, non posso risolverlo. Nessuno L'ha contattata chiedendole di dare conto di qualcosa. Fino a prova contraria è Lei che ha scritto. Spero che questo punto sia chiaro.

6) Che Lei non fosse interessato a parlare con me ma con il sig. Abbate, è chiaro. Chi scrive qua è perchè è interessato a parlare con lui. INFATTI fin dalla prima volta Le ho chiesto di lasciarmi un Suo recapito in modo tale che io lo possa passare alla persona con la quale Lei vuole parlare. Ma non c'è stato niente da fare. Io ho fatto il possibile e l'impossibile per comunicare con Lei, ma a quanto pare è Lei che non vuole ottenere ciò che mi chiede.

Le auguro nuovamente buone feste.
Emanuele.


Vi rendete conto la supponenza della gente fin dove può arrivare?
Ho sempre pensato che se dai a un italiano un po' di potere questo si crede chissà chi. Oggi mi rendo conto che anche senza avere potere alcuno un italiano medio si sente sempre più importante dei suoi simili...

mercoledì 30 dicembre 2009

Scalfarotto e Cuccarini...

Grazie a Dario leggo questo post di Ivan Scalfarotto, vicepresidente del PD:
Dall’ultimo numero di Vanity Fair, le dichiarazioni di Lorella Cuccarini:

D: Lei è un’icona gay: è favorevole o contraria alle nozze fra persone dello stesso sesso?
R: Contraria. Bisogna regolamentare le unioni ma il matrimonio deve essere tra un uomo e una donna. Vale lo stesso anche per le adozioni: un bimbo ha bisogno di una madre e di un padre.

La cosa che trovo sconvolgente in tutto questo, non è tanto che una signora senza particolari competenze in materia si limiti a riproporre a mezzo stampa triti luoghi comuni senza uno straccio di giustificazione scientifica o morale. Quello che mi fa davvero pensare è quanto poco la nostra comunità sia rispettata se una persona che dai gay italiani è stata sempre entusiasticamente sostenuta, anche in momenti di non particolare splendore professionale come questo, non si ponga nemmeno il problema di rispettare e anche di compiacere, magari anche senza crederci, il proprio azionista di riferimento. E’ come se un politico dell’UDC sparasse a zero sui cattolici o un sindacalista della CGIL prendesse a pesci in faccia i metalmeccanici.

In un paese diverso dal nostro, uno di quelli dove dove la coesione della comunità GLBT ha attribuito alla stessa forza e autorevolezza, i gay e tutte le persone che li amano e li sostengono (padri e madri, fratelli e sorelle, parenti, amici e colleghi) farebbero una cosa molto semplice: cesserebbero con effetto immediato di svolgere qualsiasi attività che induca a Lorella Cuccarini un qualsivoglia ritorno economico. E la carriera di icona gay della Cuccarini finirebbe qui. Semplicemente.

C'è da mettersi le mani nei capelli!

Gli scrivo una risposta, equilibrata e non aggressiva come al mio solito (ehm)... (per leggerla cliccate qui se noi poi come fanno a dirmi che sono autoreferenziale?).

Qui vorrei invece riflettere a mente più serena con tutti voi (Voi? Voi chi?) la inconsistenza politica su cui si basano le considerazioni del vicepresidente del PD.

La cosa che trovo sconvolgente in tutto questo, non è tanto che una signora senza particolari competenze in materia si limiti a riproporre a mezzo stampa triti luoghi comuni senza uno straccio di giustificazione scientifica o morale

Partiamo dalla fonte. Vanity Fair. Un giornale che
certo non brilla per competenze scientifiche e morali. Un giornalaccio che anche io ho comprato, qualche volta, da frocio, perché in copertina c'erano Ryan Philippe o Tom Cruise (no, non perché vi scrive anche Mina...). Non certo una fonte di informazioni scientifiche o morali...

Ora è vero che Lorella Cuccarini si è limitata a dire come la pensa lei senza spiegare il perché. Ma è un vizio che abbiamo tutti avallato dalla tv dove ognuno esprime qualunque opinione su qualunque argomento senza averne le competenze.
Però, scorso il curriculum di Scalfarotto, a esser pignoli, le sue competenze scientifiche in fatto di adozioni ed esigenze dei bambini sono le stesse di Cuccarini...

Allora diciamo che forse il casus belli è di natura politica prima ancora che scientifico o morale...

Anche perché le considerazioni che Scalfarotto fa subito dopo non sono propriamente scientifiche (nel senso di rigorose...)

Quello che mi fa davvero pensare è quanto poco la nostra comunità sia rispettata se una persona che dai gay italiani è stata sempre entusiasticamente sostenuta, anche in momenti di non particolare splendore professionale come questo, non si ponga nemmeno il problema di rispettare e anche di compiacere, magari anche senza crederci, il proprio azionista di riferimento.

Cuccarini è stata forse "rispettata e sostenuta" perché fautrice di aperture verso il mondo gay? No.
E' stata sostenuta perché ballava e cantava.
Ora così come non a tutti i gay piace Cuccarini (come al sottoscritto) non tutti quelli cui piace Cuccarini sono gay.
Bel luogo comune dunque quello dell'icona gay. Decisa da chi? In quale ambito?
Dunque c'è un pubblico vario con una parte gay che la sostiene perchè balla e canta ma siccome la signora è personalmente contraria ai matrimoni gay il pubblico gay dovrebbe boicottarla.
Attenzione però.
Non la si boicotta perché Cuccarini dice delle sciocchezze (come in realtà fa) ma perchè

non si pon(...)[e] nemmeno il problema di rispettare e anche di compiacere, magari anche senza crederci, il proprio azionista di riferimento.

Quindi visto che Scalfarotto parla di morale per lui è preferibile una persona che dice qualcosa che non pensa per far piacere al suo pubblico (o, a una parte del suo pubblico) piuttosto che una dice quel che pensa senza temere le reazioni del suo pubblico.
Quindi se i fascisti si inventano che Cuccarini è un'icona fascia se lei non sostiene Mussolini deve essere boicottata dai suoi
azionisti di riferimento?
Ma di che parla Scalfarotto?
I fan gay e non di Cuccarini sono un pubblico di acquirenti che comprano o non comprano i dischi (per esempio) per quel che i dischi valgono o non valgono. Discorso diverso è se nei dischi c'è un contenuto omofobo. Allora il disco è dai boicottare.
Ma boicottare Cuccarini solo perchè ha una opinione avversa ai matrimoni gay che on ha nessuna conseguenza pratica perché Cuccarini non è un politico che può favorire o contrastare una eventuale legge pro matrimonio gay né è una opinion leader in quel campo, è una sciocchezza bell'e buona.
Anzi mi sa tanto di minaccia, di mentalità berlusconiana. Io compro i tuoi dischi se non la pensi come dico io smetto di comprarli.

Scalfarotto come tanti italiani, gay e non, berlsuconiani e no, non distingue più tra vita (e opinioni) personali e vita pubblica in questo caso artistica.

Infatti Sclafarotto subito dopo fa un esempio sbagliatissimo

E’ come se un politico dell’UDC sparasse a zero sui cattolici o un sindacalista della CGIL prendesse a pesci in faccia i metalmeccanici.

A Scalfaro', Cuccarini non è un politico né una sindacalista è una ballerinaaaaaaaaaaah

Di più mi fa specie che tale ragionamento lobbistico, nel senso più bieco del termine, dunque quasi mafioso, venga dal vicepresidente di un partito politico di un sistema elettorale come quello italiano dove gli elettori non scelgono più i candidati.

Secondo le premesse di Scalfarotto hanno più negoziabilità politica i gay "azionariato referente" (sic!) delle icone gay che gli elettori dei deputati e senatori italiani...

Per il vicepresidente del secondo partito d'Italia non c'è male...

In un paese diverso dal nostro, uno di quelli dove dove la coesione della comunità GLBT ha attribuito alla stessa forza e autorevolezza, i gay e tutte le persone che li amano e li sostengono (padri e madri, fratelli e sorelle, parenti, amici e colleghi) farebbero una cosa molto semplice: cesserebbero con effetto immediato di svolgere qualsiasi attività che induca a Lorella Cuccarini un qualsivoglia ritorno economico.

Che provincialismo! Che naïveté.
Infatti Cuccarini è una potentissima multinazionale che fa sfracelli contro i gay...

E la carriera di icona gay della Cuccarini finirebbe qui. Semplicemente.

E torniamo all'inizio del post. E' lui che prima dà la corona di icona gay a Cuccarini e ora sogna di togliergliela perchè lei ha esercitato il democratico diritto di esprimere la propria opinione, per quanto indigesta o cretina possa essere.

Magari uno potrebbe cercare di contattare Cuccarini, confrontarsi con lei, spiegarsi, farle capire che sbaglia. Le stesse frotte di gay e di amici dei gay potrebbero scriverle, raccontando le loro storie omogeniotoriali.., e perorando la loro causa.
Il nucleo centrale del post di Scalfarotto non è che Cuccarini ha detto una cazzata è va dunque censurata, ma che Cuccarini parlando male del suo azionariato di riferimento va boicottata.
Non importano i valori di per sè.
Se Cuccarini non fosse stata una icona gay poteva allora tranquillamente dire che i gay non possono sposarsi.
Non importano le idee ma i rapporti di potere tra chi le erpsime e chi sostiene quella persona.

PURO BELRUSCONISMO.

Vi rendete conto della qualità politica, dello spessore culturale (inesistente) di questo ragionamento, del post di Scalfarotto, del vicepresidente del PD?

Questo paese è morto.
L'opposizione è più scema della maggioranza e disquisisce del sesso degli angeli mentre in Italia le trans vengono ammazzate, i giovani in carcere pure, ma noi comunità gay veniamo rimproverata della nostra inerzia politica perchè non boicottiamo Cuccarini che è stata tanto tanto cattiva!

Come diceva mia sorella ai froci (a certi froci) in culo gli entra ma in testa no...

domenica 27 dicembre 2009

Ancora sulla seminarista...

Ecco un po' di commenti da youtube al video di JhonnyAlexAbbate...

eustachio79

eustachio79 (4 minuti fa)
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hahahah bravi sta gente va solo che ridicolizzata e presa per il culo se lo merita, dovremmo fare un programma a puntate su youtube che fa la parodia del papa :-) come in spagna fanno in una tv pubblica
Beppez81

Beppez81 (9 ore fa)
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bravissimi !!! mascheriamo sti lupi vestiti da pecore (strapiene di oro)
un abbraccio forte e sempre

FREE LOVE
vickyfontes

vickyfontes (1 giorno fa)
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Poi, se vogliamo dirla tutta....la faccia del seminarista non mi sembra che voglia dire niente altro che spavento....ormai in questo mondo accade di tutto e nella messa di Natale non si spera qualcosa simile a quello acaduto. Per me ti stai ridiculizando piu te con un comento e filmato così. Un gay non è quello che annunciano come "colorito" del gay pride, o che urla come disperato....e semplicemente una persona con preferenze sessuali diverse dal comune...non dal normale...capito?