il 16 dicembre, per corruzione e turbativa d'asta nell'ambito di appalti a società che hanno gestito la pubblicità televisiva per la regione Lombardia (fonte Corsera).
Assessore regionale allo sport e al turismo della Lombardia del PDL, Prosperini ha saputo che lo avrebbero arrestati prima dell'arresto stesso.
Prosperini è in diretta telefonica nel programma di Antennatre Forte e chiaro il conduttore Paolo Poletti legge le agenzie stampa e (malcelando un leggero gongolamento) spera di beccare l'arresto in diretta ma non gli va bene. Intanto Prosperini viene davvero arrestato.
Al di là di queste buffe circostanze la notizia è degna di rilievo perché Prosperini, per chi non lo ricorda, è quel simpatico (sic!) signore che nel 2007 rilasciò un'intervista al Giornale nella quale, tra le altre cose, a chi gli chiedeva di cosa avrebbe trattato nella puntata di un suo show televisivo rispose
«Della pagliacciata dei (censura) che a Roma hanno manifestato per i Dico. Non ho niente contro di loro. Convivano pure. Ma l’omosessualità è una devianza. Quindi niente famiglia e niente adozioni. Il gay dichiarato non può essere né insegnante, né militare, né istruttore sportivo».
Parte pacato ma poi si scalda.
«Ha visto il fotomontaggio di Benedetto XVI col dito medio alzato? Ci provino con la faccia di Maometto, se hanno i coglioni. Ecco, qua vien fora el mejo del dotor. Garrotiamoli, ho concluso».
Un castighetto da niente.
«Ma non con la garrota di Francisco Franco. Alla maniera degli Apache: cinghia bagnata legata stretta intorno al cranio. Il sole asciuga il laccio umido, il cuoio si ritira, il cervello scoppia». (fonte Il Giornale) 18 marzo 2007
Affermazioni per le quali Fini (che oggi nessuno osa più criticare perché lui è l'unico che rema contro Berlusconi...) chiese le dimissioni.
Invece no.
Quando è stato arrestato era ancora assessore del Pdl...
Ecco un esempio della sua trasmissione...
Lo stesso signore, un anno prima, aveva suggerito che, sugli omosessuali, si deve usare il napalm...
Ora, come dice giustamente Gad Lerner sul suo blog,
Poco m’importa la nemesi storica per cui finisce in manette per tangenti un energumeno che diciassette anni fa strepitava minacce di forca ai politici corrotti dell’epoca. Questo in Italia è usuale. Ma il vero scandalo è che Prosperini faccia l’assessore.
Per, io che sono Paesanini, posso gongolare un po?
Ora non per essere polemici ad ogni costo ma questo spot a cosa serve?
Gli omosessuali nello spot dove sono?
Non intendo quelli vestiti da donna o effeminati del film Il vizietto. Intendo gli e le omosessuali veri, concreti, quelli che vivono nella società.
Quelli(e) dove sono?
A nessuno danno fastidio omosessuali invisibili...
La gente ha da ridire quando gli e le omosessuali si comportano come tutti gli altri quando si scambiano effusioni (caste e discrete, come passeggiare mano nella mano, o darsi un casto bacio, o, semplicemente, indossare non già abiti femminili ma un abbigliamentodiverso).
Se restano invisibili, non li si individua nemmeno.Se sono visibili non perché vestiti da carnevale ma in quanto persone vive che si comportanti come gli altri danno nell'occhio.
Questo spot dunque non centra il punto.
L'intolleranza non è nominale, astratta. L'omofobo non si chiede degli altri chi è frocio e chi è lesbica ma giudica la gente e le dà del frocio o della lesbica se i loro atteggiamenti non si conformano alla norma eterosessista.
Ricordate questo spot?
Pensare che quei ragazzi siano froci solo perché non ottemperano il cliché macho e maschilista... Quella è omofobia.
Lo spot del governo, mi spiace dirlo, sono solo soldi buttati, soldi nostri ovviamente mica del ministro Carfagna...
Direttamente dal sito della Presidenza del Consiglio - Dipartimento delle Pari Opportunità:
Contro l’omofobia: la prima campagna istituzionale Con lo slogan "Rifiuta l’omofobia, non essere tu quello diverso", il Ministro Carfagna ha presentato a Palazzo Chigi "la prima campagna contro l'omofobia organizzata da un governo in Italia". Uno spot televisivo, migliaia di opuscoli informativi da distribuire anche nelle scuole e un investimento di due milioni di euro: con questi strumenti il Ministro per le Pari Opportunità intende contrastare le violenze e le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale. Capita ancora troppo spesso, infatti, che gli omosessuali vengano giudicati non in quanto persone capaci come altre di aiutare e di amare il prossimo, ma in base a un aspetto privato: il loro orientamento sessuale. Vittima di questa superficialità discriminatoria non è solo l'omosessuale ma è la società intera. Perché siamo costretti ad assistere ad aggressioni e molestie contro innocenti, gesti che consideriamo estranei alla vita civile. A questo proposito, Carfagna ha ricordato gli ultimi "gravi episodi" di violenze ai danni di persone omosessuali avvenute a Roma e in altre città, che hanno accelerato l’intervento del governo. Importante è stato il contributo delle associazioni Lgbt, come Arcigay, Arcilesbica, Gaylib, Gaynet, Agedo, Transgenere, 3D, DGP e altre, intervenute alla presentazione dell'iniziativa, esprimendo tutte giudizi positivi. Erano presenti anche la deputata PD Paola Concia, l'ex parlamentare Vladimir Luxuria e Franco Grillini, ex deputato e presidente di Gaynet.L’omofobia - recita la campagna - è una malattia dalla quale si può guarire. E nella lotta al regiudizio contro gli omosessuali e i transessuali, il Ministro ha ribadito che "abbiamo bisogno della collaborazione dei mezzi d’informazione: per noi le differenze non contano, ma per combattere gli stereotipi serve anche aiuto dei mass media, che invece li utilizzano per fare audience. E questo non ci è d’aiuto". "Sono riuscita a rompere un piccolo tabù – ha detto soddisfatto il Ministro Carfagna - facendo rientrare la lotta all'omofobia tra i compiti del governo".
9 novembre 2009
Non ho ancora visto lo spot, non riesco neanche ad inserirlo nel topic (continuo a provare), non ho letto ancora gli opuscoli, non ho provato ad indossare la t-shirt (le distribuivano alla presentazione della campagna), ma non importa, per ora nell'ordine posso: - sospendere il giudizio qualitativo - mettere da parte i pregiudizi (sul Ministro e quello che dice) - mettere in conto l'eventualità di dover cambiare a mia volta opinione (sulla Carfagna e sulla possibilità di riscatto da quanto detto e fatto come Ministro finora) - unirmi al plauso generale che ha accolto questa iniziativa
Limitiamoci dunque all'aspetto quantitativo: 2 milioni di euro! Caspita! Proprio poco! Sì, pochissimo!!! Nulla nel bilancio di un governo! Innegabilmente però 2 mil in più rispetto a quanto fatto dai passati governi e probabilmente per davvero (sto verificando) la prima vera campagna completamente governativa in questo senso. Rivolta alle scuole (era ora!) e che passa in tv (quindi importante per la maggior parte degli italiani)!!! Parafrasando Armstrong abbiamo forse assistito ad un piccolo passo per un Ministro, ma (speriamolo) ad un balzo enorme (?) dell'Italia verso l'Umanità!
Vabbè un concentrato di dubbi per un apprezzamento vero.
Una brutta trasmissione, dove Paola Concia e Valdimir Luxuria sono trattate a pesci in faccia da Storace (basta la parola) e da Beatrice Lorenzin.
Quel che passa nel programma è un'emergenza omofobia, descritta come recrudescenza di aggressioni fisiche a danno di gay lesbiche e trans (anche se i/le trans nei servizi nn si vedono...).
C'è quel borghese di Antonio D'amico che dice che lui e Gianni (Versace) per strada non si baciavano mai perché sapevano di poter dare fastidio. E nessuno trasale.
Questo è il primo nucleo di omofobia.
Dovremmo rimanercene nascosti perché qualcuno potrebbe trovarci eccessivi... Chi stabilisce però il limite tra buono e cattivo gusto?
E poi Antonio non si rende conto di essere un privilegiato che ha vissuto anni negli States... Lo vada a dire a un pischello di 14 anni che vive in una piccola città italiana che non deve baciarsi... Come fa a non rendersi conto? Come fanno tutti a non rendersi conto che c'è gente comune che non ha i soldi la notorietà e la cultura (sic!) che hanno alcuni?
L'emergenza omofobia è solo un pretesto.
I media hanno costruito ancora una volta sui nostri corpi un'emergenza, come nell'autunno 2007, in seguito all'omicidio di Giovanna Reggiani, costruirono l'emergenza stupri. Non c'è una "fobia", una paura irrazionale che si avventa contro i nostri corpi: nel nostro paese e nel mondo impera un sistema eterosessista violento ed escludente che produce un clima terribilmente favorevole alla violenza contro lesbiche, gay e trans così come contro le donne. Questa violenza non è certo iniziata quest'estate, anzi essa è strutturale, tanto che ancora oggi anzitutto è dentro la famiglia, che, a sua volta, è il secondo pilastro - insieme alla sicurezza - della propaganda. Negli ultimi anni lo scivolamento verso un regime autoritario, oggi stabilizzato, ha legittimato forme di violenza di strada che spesso hanno una matrice politica fascista ed integralista, matrice politica che mai da istituzioni e media viene sottolineata e denunciata.
anche se poi non condivido le conclusioni.
Dobbiamo far capire invece che l'omofobia è già nel pensiero di Antonio D'amico, già nel pensiero di chi pensa che due ragazzi che si baciano esagerano.
Però l'incontro del ministro Carfagna con le associazioni di categoria ha portato i suoi frutti.
Di concerto con il ministro Gelmini è partita la campagna Io dico no alla violenza! che ha delle belle schede (ho letto solo quella sull'omofobia, mi riservo di leggere anche le altre...)- ecco il testo della scheda nostra scheda omofobia
Insomma giornata pessima ma qualche piccolo passo è stato fatto...
Per come era formulata la legge, le mie opinioni sull’omosessualità potevano essere individuate come un reato
dice Paola Binetti e prosegue (...)
la formulazione della legge lasciava aperta la strada a successive interpretazioni che potevano configurare il reato di omofobia solo per aver espresso delle opinioni, o per una madre che prova a convincere il figlio che gli ha appena detto di essere gay (fonte La stampa)
Convincere di che? Che dall'omosessualità si può guarire?
Matthew Wayne Shepard (Casper, Wyoming, 1º dicembre 1976 – Fort Collins, Colorado, 12 ottobre 1998).
Subito dopo la mezzanotte del 7 ottobre 1998 Matthew Shepard incontrò in un bar Aaron James McKinney e Russell Arthur Henderson e chiese loro un passaggio a casa. Successivamente Shepard fu derubato, picchiato, legato ad una staccionata e lasciato lì a morire. Shepard fu trovato 18 ore dopo da un ciclista di passaggio, vivo e in stato di incoscienza. Aveva una frattura dalla nuca fino oltre l'orecchio destro. Parte del cervello era stata danneggiata in modo tale da risultare compromessa la capacità del suo corpo di regolare il battito cardiaco, la temperatura corporea e altre funzioni vitali. I medici giudicarono le sue lesioni troppo gravi per poter essere operate. Shepard non riprese più conoscenza e rimase sempre in rianimazione. Morì alle 12.53 del 12 ottobre all'ospedale Poudre Valley a Fort Collins, in Colorado.
La polizia arrestò McKinney e Henderson poco dopo, trovando l'arma insanguinata, le scarpe della vittima e la carta di credito nel loro camion. I due assassini avevano cercato di procurarsi un alibi grazie alle loro fidanzate.
Durante le udienze entrambi i difensori usarono varie strategie per difendere le loro azioni. Quella più degna di nota fu la cosiddetta difesa da panico gay: i due sostennero di essere diventati temporaneamente incapaci di intendere e di volere per colpa delle avances sessuali che dichiararono di aver ricevuto dalla vittima. In un altro momento i due sostennero invece che loro volevano solamente rapinare Shepard, e non avevano mai avuto intenzione di ucciderlo.
Henderson fu dichiarato colpevole il 5 aprile 1999 e accettò di testimoniare contro McKinney per evitare la pena di morte; ricevette due condanne a vita, senza possibilità di essere rilasciato anticipatamente per buona condotta. McKinney venne dichiarayo colpevole di omicidio volontario. Quando si iniziò a considerare la pena di morte, i genitori di Shepard patteggiarono un accordo, che fruttò anche a lui due condanne a vita senza possibilità di essere rilasciato anticipatamente per buona condotta.
I genitori di Shepard dichiararono «Stiamo offrendo la sua vita in memoria di uno che non vive più».
Ieri c'è stata la manifestazione UGUALI, la cui piattaforma di rivendicazione recita:
PIATTAFORMA RIVENDICATIVA LGBT
UNIONI DI FATTO
Chiediamo l’applicazione della Risoluzione del Parlamento europeo del 16 marzo 2000 che prevede di garantire “alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali”. La piena applicazione di detta Risoluzione rappresenta una misura di civiltà cui anche l’Italia si deve adeguare per non restare ai margini del cammino di allargamento dei diritti civili intrapreso dall’Europa.
Chiediamo al Governo e al Parlamento di tornare ad affrontare il tema delle famiglie omosessuali. Consideriamo il livello del confronto tra le forze politiche del tutto arretrato. Le esigenze e i bisogni delle coppie lesbiche, gay e transgender/transessuali, comunque escluse dall’accesso al matrimonio e dalla possibilità di unirsi civilmente, non vengono tenuti nella dovuta considerazione.
Chiediamo la parità dei diritti, attraverso l’estensione del matrimonio civile o istituto equivalente. Nel rispetto delle differenti modalità di legami sentimentali, e in linea con ciò che è avvenuto in Europa chiediamo inoltre la creazione di istituti differenti e distinti dal matrimonio che prevedano il riconoscimento giuridico pubblico delle unioni civili.
Chiediamo di affrontare il tema della responsabilità genitoriale dei partner di fatto, anche dello stesso sesso, nell’interesse soprattutto dei minori coinvolti, comprese le migliaia di figli di lesbiche e gay presenti nel Paese.
LOTTA ALLE DISCRIMINAZIONI
La Risoluzione del Parlamento europeo del gennaio 2006 ha chiesto di “assicurare che le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender/transessuali siano protette da violenze e dichiarazioni di odio omofobico”. La sentenza della Suprema Corte Europea del 30 aprile 1996, ha esteso alle persone “che transitano da un sesso all’altro” l’applicazione della Direttiva Europea 76/207, e delle leggi nazionali ad essa ispirate, sulla parità di trattamento tra gli uomini e le donne.
In Italia per le persone lgbt continuano le discriminazioni sul lavoro, nella scuola, nella società.
Chiediamo una legge contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, che rimuova gli ostacoli di natura sociale e normativa che limitano l’effettiva uguaglianza delle persone omosessuali e transgender italiane e migranti e che recepisca in modo pieno e sostanziale le Direttive Europee 207/1976 e 78/2000.
In particolare chiediamo:
* l’estensione della legge Mancino all’orientamento sessuale e all’identità di genere;
* l’applicazione della direttiva europea 207 del 1976 sulla parità di trattamento tra gli uomini e le donne anche alle persone che transitano da un sesso all’altro, secondo la sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee del 30 aprile 1996;
* la modifica del Decreto legislativo 216 del 2003 “Attuazione della Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro”, anche per eliminare le nuove discriminazioni che comporta, come quelle contro gay e lesbiche in divisa;
* un adeguamento della normativa italiana affinchè sia possibile il reale recepimento della direttiva europea 38/2000 sulla libertà di movimento dei cittadini europei e dei loro familiari extracomunitari in modo rispettoso dei diritti delle coppie di fatto o registrate gay e lesbiche;
* un impegno per la pianificazione di azioni positive contro il pregiudizio e le discriminazioni di tipo omofobico, lesbofobico, transfobico e la cultura stereotipata che stigmatizza ed associa le persone lesbiche, gay e transgender/transessuali ad immagini e comportamenti lontani dalla realtà, anche con interventi nelle scuole, campagne di sensibilizzazione e buone pratiche.
Chiediamo che l’Italia assuma un ruolo propositivo per il rispetto dei diritti umani nel mondo, continuando a sostenere le iniziative volte ad ottenere la depenalizzazione dei reati di omosessualità e transessualità presenti nelle legislazioni di decine di paesi, e che mantenga il positivo impegno per l’abolizione della pena di morte.
SALUTE E BENESSERE DELLE PERSONE LGBT
Chiediamo che sia garantito il diritto alla salute delle persone lgbt ponendo fine alle discriminazioni in ambito sanitario anche attraverso un’adeguata formazione del personale sanitario.
E’ importante attivare corrette campagne di informazione sulla prevenzione primaria e secondaria dall’HIV/AIDS e dalle malattie a trasmissione sessuale. Vanno altresì garantiti i diritti delle persone sieropositive anche attraverso la lotta contro lo stigma sociale legato all’infezione da HIV, con specifici programmi di informazione, di sostegno e di tutela contro ulteriori odiose discriminazioni.
Chiediamo l l’effettiva attivazione della “Commissione per i diritti e le pari opportunità per lesbiche, gay, bisessuali e transgender”, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri” – Dipartimento per i diritti e le pari opportunità e del “Forum permanente contro le molestie gravi e la violenza alle donne, per orientamento sessuale e identità di genere”.
Chiediamo la concreta applicazione del protocollo d’intesa siglato nell’ottobre 2007 dal Ministero della Pubblica Istruzione e dalle associazioni di genitori che comprende le misure di contrasto a bullismo e omofobia nella scuola e in tutto il mondo giovanile.
Chiediamo la modifica della legge 40 per consentire l’accesso alla procreazione medicalmente assistita alla singola maggiorenne, e la revisione della legge 164 del 1982 sul cambiamento di sesso, per consentire il cambio anagrafico di nome proprio e identificativo di genere senza l’obbligo di intervento chirurgico genitale.
Chiediamo la gratuità delle terapie necessarie alla transizione di genere e che si affrontino non coercitivamente i casi di intersessualismo.
Insomma un pacchetto minimo che, per quando ideologicamente confuso (istituto equivalente? cioè cittadini di serie b...) e ambiguo (sieropositività non è solo GLBTQI) non può sollevare dubbi né se o ma.
Invece niente.
Ieri eravamo due gatti. Pochissimi, una parata ridicola dati gli sforzi organizzativi la mobilitazione nazionale, il coinvolgimento di tutte le coscienze di sinistra e di destra.
Dove erano tutti?
Dove erano tutti gli altri? quelli che vengono ai pride, ma poi sono i primi a criticarne la carnevalata (sic!), dove erano tutti quelli che vengono a mucca assassina 8e feste omologhe in tutta Italia)?
Sono profondamente deluso dai/dalle miei/mie connazionali e sempre più lucidamente cosciente che la comunanza di orientamento sessuale non fa gruppo. Inutile che ci si illuda di essere famiglia. Siamo consumatori di sesso, accomunati da un mercato nel quale siamo target.
Nonostante l'emergenza omofobia cavalcata dalla stampa e dalla tv, nonostante l'omofobia, quella vera concreta, che passa dalle parole del Vaticano a quelle dei nostri politici, il messaggio che ieri il paese, quello GLTBQI e non, ha mandato è uno chiaro e incontrovertibile. NUN CE NE PO' FREGA' DE MENO.
E mentre la sinistra più classica e dogmatica si chiude a riccio dinanzi dei timidi ingenui goffi maldestri e con fini secondo confronto (non apertura ma confronto) a destra, il movimento GLBTQI e la sinistra tradizionale quella che, per esempio, ieri gridava slogan stile Alemanno fascista complimenti alla profondità e alla novità dell'analisi politica, tutto il movimento viene scavalcato a sinistra da una destra che senza mettere in discussione alcuno dei propri valori (sic!) alza la cresta e si accomuna ai discriminati froci e lesbiche (trans, intersex e tutto il resto del carrozone). E mentre la sinistra si divide per gridare un antifascismo di facciata, nominale, dogmatico e ideologico, al quale però non corrisponde un antifascismo concreto nei fatti e nei pensieri (fermi ancora agli anni 70 per terminologia e cliché MIO DIO) la destra non si vergogna più di essere quel che è e si fa vedere a differenza dei tanti fratelli gay delle tante sorelle lesbiche (e NON viceversa) che continuano a non farsi vedere perché il culo pieno ce lo hanno già in senso metaforico e non.
Arrivo alla fiaccolata di WHAD in ritardo.
C'è Paola Concia che parla di Casapound. Sembra un colloquio con gli astanti su molti temi, si parla sereni, tranquilli, aperti. Io un po' mi innervosisco. Paola minimizza su Casapound, almeno così mi sembra. Glissa sul comunicato stampa, su molti punti. Sulla richiesta di cancellare le disposizioni transitorie, sul paragonare le discriminazioni contro i gay a quelle contro i fasci (poverini!). Poi Paola Saluta, raggiunge degli amici, intanto riprende il tema della fiaccolata: lettura di pagine gay lesbo trans davanti al parlamento. Guido e Lorenzo leggono prima di me. Poi è la volta mia. Leggo una poesia suggeritami da un amico, l'unico che ha risposto alla mail che ho mandato qualche giorno fa nella quale chiedevo suggerimenti sulle letture possibili da fare. Così, visto che Claudio non può venire, leggo io la poesia che mi ha suggerito, al posto suo.
Poi è la volta di un pischello, sulla ventina, classica voce maschia dall'accento romano. Chiede di Paola concia, perché le vuole dedicare la lettura.
Legge un brano da Bande nere il libro di Paolo Perizzi sul nazifascismo. Un elenco di atrocità istituzionali. Paola ascolta, fa delle facce come per dire ammazza che roba, è imbarazzata, ben disposta, serena, allegra. Ne inizia un battibecco che non riesco a sentire bene, perché alcuni danno manforte al pischello, dicendo bugie, come Marco, che dice che Paola ha firmato addirittura un accordo con Casapound.
Mi giro, lo guardo. Gli dico che sta mentendo.
Mi risponde che siccome gli ho dato del fascista in passato, solo perché ha aperto bocca (veramente glielo detto quando ha applaudito, assieme a tanti altri, a qualcuno che stava interrompendo un intervento semplicemente perché non era d'accordo con quello che l'interrotto stava dicendo) dice che con me non ci parla (cicca cicca cicca). Lo fa con un tono intimidatorio. Gli rispondo che ho fatto bene a dargli del fascio se ha questo atteggiamento. Intanto nella piazza la discussione è degenerata: Paola freme, il pischello le oppone il suo muso da compagno, è incazzato, ha anche ragione, ma ha lo stesso atteggiamento da depositario universale della verità che farebbe innervosire chiunque. Infatti Paola se lo prende e se lo porta a discutere privatamente. Ne nasce un tafferuglio. Gli amici del pischello parlano di aggressione vogliono chiamare la polizia (capirai Paola è un deputato...). Io sono dispiaciuto per Paola perché ha ceduto così facilmente alla provocazione. Al suo posto credo avrei risposto alla provocazione allo stesso modo.
Capisco la rabbia, il ludibrio e l'indignazione. Sono anche i miei. Fra tutte le motivazioni politiche che potrei addurre vi do la più personale, io non voglio risolvere i problemi esistenziali dei fascisti così, per quanto mi riguarda, se un fascista non vuole sentirsi discriminato basta che non sia fascista e il problema è bell'e risolto.
Ma da quando milito con whad, ho sempre e solo sentito i compagni proporsi con modi arroganti, con toni di sufficienza, con minacce vestite da critiche sulla mia persona e quella degli altri di whad, un atteggiamento antidemocratico, dogmatico, violento, arrogante, stupido, cinico, irrispettoso, in una parola fascista. Non ho avuto a che fare coi fasci (per fortuna) ma coi compagni e lo scontro è stato doloroso. Il fascismo è anche di chi crede di avere ragione e di avere capito tutto e non solo ti critica ma, se potesse, vorrebbe impedirti di fare quello che fai, ma, non potendolo fare, ti insulta, critica la tua persona per criticare il tuo operato, ti sminuisce. E il fascismo di sinistra: mi fa paura e mi fa vomitare.
Quel fascismo che si aborre e che poi, nei modi, nei valori, nell'essenza si ha nel sangue. E mi dico che il fascismo ce lo abbiamo in casa. Che il dialogo coi fasci, fatto a titolo privato, non come whad, da alcuni partecipanti a whad, provoca reazioni fasciste. E ancora una volta penso a Pasolini, e a quanto avesse ragione e credo che per guanto sia comunista, marxista, trotskista, io sto con Paola Concia e non con quel ragazzino alto un soldo di cacio che dava del tu a una donna adulta, deputato del parlamento, urlandole in piena faccia questioni condivisibili, se dette con altro tono.
La partecipazione di Paola Concia, in quanto esponente del PD E lesbica, all'incontro, privato, non pubblico, con Casa Pound continua a trovare perplesse molte persone.
Trovo condivisibile le posizione di Patrizia Colosio sul sito Lista lesbica Italiana la quale, pur disposta a rivedere la pregiudiziale antifascista anche termini come antifascismo [devono] essere declinati alla luce della complessità che ci circonda dopo avere ricordato alcuni gesti recenti di Casa Pound
Vorrei ricordare che nella stessa notte della fiaccolata sui muri di Viterbo sono apparse scritte ingiuriose a firma Casa Pound contro Ascanio Celestini, reo di portare uno spettacolo dal titolo
Il razzismo è una brutta storia.
Per non dire dell’assalto violentissimo durante le proteste contro la riforma Gelmini a piazza Navona contro gli studenti da parte di Blocco studentesco che fa capo appunto a Casa Pound cui seguirà poi l’assalto squadrista alla sede Rai per protestare contro il programma di Federica Sciarelli che aveva mostrato le immagini.
si domanda
E’ su queste basi che possiamo pensare di costruire un dialogo?
O non c’è piuttosto il rischio di sdoganare un’associazione che fa della violenza squadrista la modalità di interazione con il resto del mondo?
Il fatto poi che i diritti non siano né di destra né di sinistra nel nostro paese la dice lunga sull’incapacità della nostra sinistra di farsi interprete delle istanze delle persone che non hanno voce e forse sarebbe il caso di ripartire da qui.
L'impressione è che vogliano “usarci” per farsi sdoganare; e perché proprio da noi?
Forse perché diamo l'impressione di essere una lobby che punta esclusivamente ad ottenere dei riconoscimenti specifici?
Domande alle quali tutte/i, prima ancora di ottenere una risposta da Paola Concia o dal movimento GLBTQI, dobbiamo provare a rispondere in prima persona.
Partiamo dalla fine.
Giunti alla fine della fiaccolata siamo stati accolti dai promotori della medesima, Alemanno, che non ce l'ha fisicamente fatta a pronunciare la parola omofobia, così come Marrazzo (Piero, non Fabrizio) solo Zingaretti, primo fautore della fiaccolata, l'ha detta con convinzione, senza vergognarsene. Tutti ci hanno ricordato come da quel momento in poi, la violenza razzista e (grazie Nicola!) omofoba non sarebbero più state tollerate a Roma.
Poi Nicola Piovani, noto attivista dei diritti glbtqi*, ha suonato un brano dal film Il marchese del Grillo famoso film a tematica omosessuale (o gayfriendly?): Dopo sul palco sono intervenuti Gigi Proietti (che ha letto brani della voce Tolleranza dal dizionario filosofico di Voltaire) e Giorgio Albertazzi che ha letto prima una versione da lui rivista di Blowing in the Wind di Bob Dylan poi uno spiritual e infine la famosa poesia di Oscar Wilde. Poi tutti a casa che il contentino ce l'hanno dato e ognuno deve tornare alle proprie attività. Mica si può parlare sempre e solo di froci.
La fiaccolata ha mostrato come a società ancora non sia avvezza ai problemi di qualunque minoranza, figuriamoci quella glbtqi. Pensa che abbia solo bisogno di essere difesa dall'intolleranza. Non crede che tutta la società debba invece cambiare atteggiamento ed essere disposta ad un'apertura verso le diversità che non può portare che arricchimento e democrazia.
Intanto Alemanno continuerà a dire che è contrario alle unioni civili (figuriamoci ai matrimoni) mentre Marrazzo e Zingaretti continueranno a sostenere la cultura a Roma in provincia e nel Lazio contenendo (fino a quando?) lo spettro culturicida di Brunetta che aleggia come una vera pandemia.
Sono soddisfatto della partecipazione da fantasma, per testimoniare il dissenso di una fiaccolata che permette a troppi di ricostruirsi una verginità antiomofoba che in realtà non gli appartiene proprio come il vicariato, o le organizzazioni di destra (tranne Casa Pound che non è stata gradita dal sindaco), come aveva cercato di dire in un volantino che avrei voluto distribuire ma che mi è stato sconsigliato di fare...
Non tutti i sentimenti umani devono avere un riconoscimento per legge
Non tutti i sentimenti umani devono avere un riconoscimento per legge. Sono contrario ai Dico e ai Pacs.
Le unioni civili vogliono estendere benefici di carattere assistenziale alle coppie di fatto, anche dello stesso sesso. In realtà è un pretesto per tentare di dare legittimità a qualcosa contraria al bene comune.
La manifestazione cui stai partecipando era nata come manifestazione contro l’omofobia. Ma questa parola è stata tolta persino dal manifesto ufficiale e la manifestazione è stata trasformata in una contro l’intolleranza e tutti i razzismi.
Ma l’omosessualità non è mica una razza!!!
Invece di sottolineare l’importanza di educare tutta la popolazione al rispetto delle persone anche per il loro orientamento sessuale si è permesso di aderire alla manifestazione al Vicariato che è profondamente omotransfobico e a organizzazioni di destra come Il popolo di Roma, che recentemente ha subito un attentato simile, nelle modalità, a quelli alla comunità GLBT. E’ difficile credere che sia la stessa mano che attenta ai gay quella che attenta a un’organizzazione di destra, destra storicamente omofoba (Mussolini i gay li metteva al confino, ancora nel 1994 Fini disse che i gay non possono fare il maestro perché sono pedofili).
Con le loro dichiarazioni e le loro azioni la destra, Alemanno e il Vicariato sono complici morali di un
clima omotransfobico che non vogliono minimamente cambiare. Se partecipano alla manifestazione è per poter continuare ad alimentare un clima di intolleranza nascosti da un certificato fasullo di antiomofobicità, in barba alle
buoni intenzioni di Zingaretti, primo promotore della manifestazione.
Ora che lo sai vuoi ancora prestarti al loro gioco?
Non capisco perché nessuno ha parlato di un'altra partecipazione che avrebbe dovuto essere altrettanto poco gradita quella de Il popolo di Roma che ha sfilato nella fiaccolata distinguendosi con bandiere tricolore.
Io personalmente non sono disponibile ad alcun dialogo con chi si colloca politicamente a destra. Non mi interessano i loro proclami, le loro tavole rotonde. Chi è di destra non è democratico, si rifà a un periodo storico orrendo per il nostro paese (il ventennio fascista) che anni di corteggiamento hanno reso presentabile, proprio come il fascismo in doppio petto degli anni 30 dimenticando lo squadrismo.
Per questo trovo un errore che Paola Concia, proprio in quanto deputato, si presenti al tavolo di discussione di Casa Pound.
Un tavolo di casa Puond? E chi sono un ente locale? Una istituzione? Una volta che Casa Puond ha accettato i gay cosa cambia a Roma, o in Italia?
Non facciamo l'errore di accettare i fascisti solo perché oggi dicono di essere antiomofobi cancellando la storia cui si rifanno che ha visto i gay deportati come gli ebrei (e zingari, malati di mente, testimoni di Geova, comunisti e troskisti...).
Qui siamo al puro delirio. Alessandra Mussolini arriva ad affermare che suo nonno
non odiava i gay. Non nego affatto il dato storico ma dipingere la famiglia Mussolini come omofoba è sbagliato. (Fonte Gaynews)
E meno male che il nonno non era omofobo altrimenti chissà che trattamento avrebbe riservato ai circa 10mila confinati omosessuali...
Capite qual è il percorso? Rendere legittimo l'interlocutore fascista che è ANTICOSTITUZIONALE. Parlare con casa Puond, con gens Romana o chi si rifà a movimenti che, in questo paese, storicamente hanno da sempre vessato omosessuali e avuto una idea della donna adir poco misogina e maschilista, per tacer di tutto il resto, è un enorme regalo che si fa alle loro idee dando loro legittimità. Un'applicazione forzata di Voltaire. Io con un fascista non ci parlo.
Non capisco questa apertura a destra a cosa serva, a chi giovi, se non alla destra stessa che così prende ancora più potere in un periodo in cui si è infiltrata in tutte le istituzioni democratiche.
Mi auguro di leggere una smentita da Paola Concia o, se la notizia è vera, a un suo ripensamento.
Ecco cosa è Casa Pound.
Ci vuole fegato solo per respirare la stessa aria.
Si vede che nemmeno io ho onore...
*L'acronimo sta per Gay Lesbiche Bisezx Trans Queer Intersex segue il criterio di Hammurabi ma il politicamente corretto è duro a morire...
La manif di giovedì, voluta da Alemmano (sindaco di Roma) Zingaretti (presidente della provincia di Roma) e Marazzo (presidente della Regione Lazio) doveva essere contro l'omofobia ma è diventata contro tutti i razzismi e l'intolleranza. Alla manifestazione ha aderito il Vicariato quello che ha rifiutato il funerale cattolico a Welby, è contrario all'istallazione di distributori di profilattici nelle scuole, che considera il matrimonio civile una unione irregolare ed è contrario alle unioni civili perché considerate una battaglia ideologica della quale non si sente il bisogno perché dall'istituzione delle unioni civili non scaturirà nessun effetto concreto per i cittadini (fonte Corriere della sera del 16/12/07) e anche Il popolo di Roma organizzazione a rischio eversione visto che scrive nel suo programma politico: (...)siamo favorevoli a “rivoluzionare” anche l’attuale Costituzione, che per noi non è né un libro sacro, né qualcosa di immutabile.
Una manifestazione che strumentalizza tutta la popolazione Queer che andrà credendo di marciare per i propri diritti ma in realtà per ridare a vaticano e destra estrema e moderata (come se esistesse...) una sorta di patente anti-omofobia.
Per questo domani saremo in piazza, non per aderire, ma per ricordare chi sono i loschi figuri che manifestano ipocritamente contro l'omofobia ma sono i primi ad armare moralmente (e non solo) la mano dei tanti svastiochella.
L'omofobia non è solo la violenza contro trans, lesbiche, gay, intersessuali, bisex ed etero non allineati.
Omofoba è la società che vede gay ancora come delle macchiette che pensa ai trans solo quando li vuole scopare, che impone chirurgicamente un sesso agli intersessuali.
L'omofobia è la mancanza di spazio sociale entro il quale essere riconosciuti come soggetti autodeterminati e questa manifestazione un contentino ma poi mi raccomando tutti a casa.
Per questo domai scendo in piazza per aprire gli occhi a chi, ignaro, crede di partecipare a una manifestazione e non sa che è strumentalmente ingannato.
Scendo in piazza mostrandomi per quel che sono per la società, un fantasma, anonimo e invisibile.
Mentre i puristi guardino pure dall'alto della loro spocchia, anche a loro, come agli altri, gridiamo pagherete caro, pagherete tutto
Roma contro l'intolleranza e tutti i razzismi": questo lo slogan della grande fiaccolata che si terrà giovedì 24 settembre, alle 19,00, da piazza SS. Apostoli al Colosseo. Alla manifestazione interverranno il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ed il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.
La fiaccolata, che vedrà la partecipazione di sindacati, associazioni e rappresentanti della società civile, sarà conclusa con una serie di interventi a difesa dei diritti di tutti i cittadini.
Questo il testo dell’appello lanciato da Provincia, Comune e Regione per la fiaccolata del 24 settembre contro la violenza e l’intolleranza: “Roma è da sempre città di pace, solidarietà e accoglienza, capitale del dialogo interreligioso, luogo di incontro fra i popoli e le culture. Questa grande vocazione universale, che nasce dalla storia stessa di Roma, deve oggi trovare la forza di confrontarsi con la concretezza delle sfide del tempo che stiamo vivendo.
Oggi più che mai, siamo chiamati a testimoniare, nella parola e nell’esempio, la possibilità di rifiutare ogni forma di intolleranza, rigettare ogni discriminazione che sottrae libertà e diritti alla persona umana, di aprirci all’altro e di costruire nuovi spazi di dialogo e di civiltà, nel rispetto della legalità e della sicurezza di tutti.
C’è molto che possiamo fare insieme cominciando col sostenere l’iter parlamentare delle norme che prevedono un aggravamento delle pene per tutti i reati che hanno il loro movente nell’omofobia. Molto da dire e da affermare nel nostro impegno quotidiano.
Per questo abbiamo pensato fosse giusto inviare un segnale corale da parte di tutte le istituzioni, delle forze civiche, sociali e religiose che hanno a cuore il futuro di Roma: una fiaccolata cittadina contro ogni forma di discriminazione, di intolleranza e di razzismo.
Una manifestazione che possa rappresentare un incontro tra tutte le forze vive della nostra città e un punto di partenza per indicare la strada da seguire nel nostro futuro, per dare più forza e respiro a quella Roma che amiamo e in cui
troviamo le radici del bene comune”.
E durante la conferenza stampa di ieri, presso la sede dell’Associazione Civita, il presidente della Provincia di Roma, Zingaretti ha affermato: "Questa fiaccolata e' una sfida culturale e rappresenta la scommessa di essere gli anticipatori di un nuovo clima: proprio mentre tutti si dividono qui, in controtendenza, si da un segnale di compattezza".
Zingaretti ha precisato che anche in presenza di posizioni differenti su temi dell'agenda politica, le istituzioni "sono unite su alcuni valori fondamentali, che sono la base della convivenza civile". "Una fiaccolata - ha concluso il presidente Zingaretti - non risolve i problemi ma chiama a raccolta i cittadini ed ha il valore di promuovere un atto forte di testimonianza. Può essere l'inizio per un voltare pagina, un nuovo punto di partenza".
intro:
Well mi just di king...cho, man a king a fire
And mi just go so more fire!!!! And mi caan cool
Hey whappen to dem, blazin you!!!
Burnin you! blazin you! burnin yooooouuuuuu!!!!!
Well I go bun dem out, from dem a play number two
Well I will never stop, always keep di fire burniiiiiiiiiinnnnn!!!!
Well I will never stop, always keep di fire bu, bu, bu, bu, bu, bu, bu
Chorus:
Mi seh dat one yah name bun out di chi chi, blood out di chi chi
Batty dem a fuck and a suck too much pussy
Blood out di chi chi, bun out di chi chi
Yuh nuh see dem a deal wid too much any quit quit tat tity tity
Blood out di chi chi, bun out di sissy
Batty dem a fuck and a suck too much pussy
Blood out di chi chi, blood out di shitty
Yuh nuh see dem deal wit too much, eh
Verse 1:
Well nuff a dem go get crack out, rock out, hack out, stack out
Mop out, drop out, flat out, knock out
Rat out, hack out, flop out, log out
Diss King Selassie and crack out!!!!!
Chorus:
One yah name bun out di chi chi, blood out di sissy
Batty dem a fuck and a suck too much pussy
Blood out di chi chi, bun out di city
Yuh nuh see dem a deal wid too much any tit ty ty ty ty ty
Blood out di chi chi, bun out di sissy
Batty dem a fuck and a suck too much pussy
Blood out di chi chi, blood out di city
Yuh nuh see dem deal wit too much any....
Verse 2:
Well nuff a dem go get mad out, shot out, red out, hot out
Bag out, wag out, log out, tag out
Fag out, grab out, rob out, crab out
Diss King Selassie and mad out!!!!
Chorus:
One yah name bun out di chi chi, blood out di chi chi
Batty dem a fuck and a suck too much pussy
Blood out di chi chi, bun out di chi chi
Yuh nuh see dem a deal wid too much any...quit ty ty ty ty
Blood out di chi chi, bun out di shitty
From dem nuh waan nuh woman dem a deal wid any quity
Blood out di chi chi, blood out di sissy
And mi waan tell dem somethin...
Verse 3:
Mi seh dat one yah name bear number one, fear number one
Tell di disc jockey dem fi play number one
Hear number one, share number one
Nuff a dem mi see dem waan betray number one
Bear number one, fear number one
Tell di disc jockey dem fi play number one
Hear number one, share number one
But.but...but..but dat one yah name
I will never stop, always keep the fire burniiiiiiiiiinnnnn!!!!
I will never stoooooooopppppp!!! blaaazzeeeeeee!!!!
but, but, but, dat one yah name
Chorus:
One yah name blood out di chi chi, bun out di city
Batty dem a fuck and a suck too much pussy
Blood out di chi chi, bun out di city
Yuh nuh see dem a deal wid too much any quit ty ty ty ty
Blood out di chi chi, bun out di city
Batty dem a fuck and a suck too much pussy
Blood out di chi chi, blood out di city
Yuh nuh see dem a deal wid too much any....
Verse 4:
Well nuff a dem go get lie out, shy out, tie out, sigh out
Fly out, guy ouy, die out, why out
Buy out, pray out, lie out, sigh out
Diss King Selassie and die out!!!
Chorus:
One yah name blood out di chi chi, bun out di city
Yuh nuh see dem a deal dem a deal dem a deal wid too much any quity
Blood out di chi chi, bun out di city
Batty dem a.............
Batty man, chi chi man, funny man, fassy, sono tutti appellativi peggiorativi per gay nella lingua giamaicana, una sorta di patwah (patois) o, più propriamente, lingua creola.
Ecco qualche esempio tradotto in inglese corrente.
Bun out ah chi chi, Blood out ah chi chi
[Burn out a queer, Blood out a queer]
Blood out come chop, cut, stab, shoot out è un'espressione figurata particolarmente violenta, che ha l'immediatezza dell'immagine: Blood out lett. fallo sanguinare fuori...
Batty dem ah fuck and ah suck too much pussy
[Queers are fucking and sucking too much pussy]
In Giamaica, pussy ("fica") singifica anche sesso orale che , sempre in Giamaica, è equiarat alla sodomia
Blood out ah chi chi, Blood out ah shitty
[Blood out a queer, Blood out a shit (fucker), shit fcker un fottitore di merda..]
BUN OUT DI CHI CHI
Bun out ah chi chi, Blood out ah chi chi
Batty dem ah fuck and ah suck too much pussy
Blood out a queer, Blood out a shit (fucker)
TRADUZIONE:
brucia il gay, fallo sanguinare
i gay stanno fottendo e succhiando troppa fica
fai vedere il sangue ai gay, fai vedere il sangue al fottitore (di merda)
WHOA!
Sodomite and batty man mi shot up... Whoa
TRADUZIONE:
sodomiti e gay, io gli sparo... whoa
GIVE HAR
Shoulda know seh Capleton bun battyman
Dem same fire apply to di lesbian
Seh mi bun everything from mi know seh dem gay
All boogaman and sodemites fi get killed
TRADUZIONE:
voi dovreste sapere che Capleton brucia i gay
e lo stesso fuoco lo riserva alle lesbiche
dillo, io brucierò tutto finché saprò che c'è un gay
tutti i gay e i sodomiti dovrebbero essere ammazzati
HANG THEM UP
Yow... String dem up and hang dem up alive
Bare batty man come round yah...
Dis mamma earth sey none cyann survive
TRADUZIONE:
yow, legateli e impiccateli vivi
di tutti i gay che girano qua intorno
la madre terra dice che nessuno può sopravvivere
Capleton, cantante reggae giamaicano conosciuto anche come "Il profeta" (sic!), militante nel movimento rastafarian si è subito imposto per i suoi testi omofobici, ma anche razzisti e sessisti. Così mentre il suo manager cercava di ridimensionarne l'omofobia dicendo che chi chi non si riferisce ai gay ma alla corruzione (sic!) Capleton, ma anche Beenieman, Buju Banton, TOK e Bountykiller iniziano a incitare i loro fan a uccidere membri della comunità gay giamaicana. In Giamaica infatti l'omosessualità (o, meglio, la sodomia), è vietata per legge.
Nel 2007 Capleton e accoliti hanno firmato il Reggae Compassionate Act (fonte wikipedia [in inglese]) che però è stato disatteso
Le contestazioni a questo porco fascista hanno ottenuto il risultato di far aumentare la sua fama, come ha riconosciuto lui stesso in un'intervista:
Capleton: La musica è un'arte e ognuno dovrebbe cantare quello che sente dentro di se. Dovresti cantare delle cose che ti circondano, ogni giorno nella vita; le cose che osservi. Perciò non è giusto lanciare certi messaggi e dopo scusarsi per questo. Per le cose che diciamo contro l'immoralità, le ingiustizie, le diseguaglianze e lo sfruttamento, non dobbiamo mai chiedere scusa. Lo dico da tanto tempo e lo ribadisco ancora una volta. Quando dico fuoco non intendo il significato letterale della parola. Questo fuoco viene dalle parole, dalla vita che vivo. Questo fuoco arriva attraverso il suono e il potere. Parla di liberazione, di stima di se stessi e di auto consapevolezza. Tutto quello che posso dire agli attivisti gay è grazie per la pubblicità che mi stanno facendo per questa controversia. La gente che non ha mai sentito il mio nome ora mi conosce bene grazie a tutti i giornali che hanno scritto sui diritti dei gay.
Questo porco fascista Sabato 26 settembre avrebbe dovuto essere a Roma, in concerto al Big Bang di via di Monte Testaccio.
Ma il locale, tempestato di proteste, ha deciso di cancellare il concerto.
Una buona notizia per la città.
Capleton non è l'unico della sua specie.
Altri cantanti (sic!) hanno provato a fare i loro concerti a Roma, Elephant Man e in altre città italiane.
Il problema del Reggae omofobico, sessista, razzista è molto più vasto di quanto si possa pensare. Molti sono gli artisti (Sic!) che infettano la musica Reggae con contenuti omofobico-sessisti ogni forma di boicottaggio è il minimo che qualunque cittadina/o democratica/o deve fare per tenere lontani questi perosnagi dal nostro paese.
Il sito Non solo reggae ci aiuta a monitorare questa pandemia omofoba-sessista che fa sicuramente più dani dell'influenza A.
AGGRESSIONE DOPO SERATA GAY A BOLOGNA, RAGAZZO PICCHIATO
Un ragazzo di 20 anni, Romeo, sarebbe stato picchiato ieri notte a Bologna al termine di una serata gay presso lo chalet dei giardini Margherita da un gruppo di quattro giovani che poco prima aveva infastidito un ragazzo omosessuale, suo amico, all'interno del locale. Il fatto e' stato denunciato dal comitato provinciale Arcigay "Il Cassero" che ha espresso vicinanza alla vittima dell'aggressione, denunciando che "anche Bologna ormai si inserisce nella spirale di violenza omofobica in cui e' precipitata tutta la nazione". Il ragazzo picchiato, secondo la versione del Cassero, sarebbe stato atteso dagli aggressori - che erano stati allontanati dal locale dalla sicurezzza - all'uscita dello chalet, mentre si avvicinava alla macchina, e anche una seconda volta quando era alla guida della vettura. Le urla di una ragazza presente sul posto avrebbero poi fatto fuggire gli aggressori. Il giovane aggredito ha riportato la frattura di un polso lividi ed escoriazioni. Anche il Cassero di Bologna partecipera' il prossimo 10 ottobre alla manifestazione di Roma contro "il razzismo omofobico". Solidarieta' al giovane aggredito e' stata espressa anche dal gruppo "Bologna contro omofobia, lesbofobia e transfobia", nato su Facebook. (AGI)
(12 settembre 2009 ore 13.44)
L'adn Kronos insinua che, Secondo gli accertamenti pero' non ci sarebbero motivazioni omofobiche dietro l'aggressione. Secondo quanto si e' appreso, durante la serata e' scoppiato un litigio verbale all'interno del locale tra una coppia di gay e un gruppo di ragazzi completamente ubriachi. Sembrava finita li', ma all'uscita del locale quattro persone hanno avvicinato uno dei due omosessuali mentre con altri amici andava e recuperare l'auto parcheggiata in via Santa Chiara. (fonte adnkronos).
Un litigio verbale di che natura? E se la lite non è scaturita per questioni omofobiche (tutto da dimostrare) perché allora specificare che il ragazzo è gay e usciva da una festa gay?