sabato 23 luglio 2011

esercizi di lettura critica: i commenti a un articolo (sic!) di gay.it sulle dichiarazioni di Cavalli

L'occasione è sbarazzina, lo riconosco. E una volta tanto il piatto forte non è l'articolo ma i comemnti all'articolo.
Ma procediamo con ordine.

Leggo su Gay.it (e dove se no?) il seguente articolo:
Cavalli: "Sono uno stilista migliore perché sono etero"
Intervistato dall'edizione inglese di Vogue, lo stilista assicura di essere l'unico etero nella moda e che questa sarebbe la sua carta vincente rispetto ai gay perché "io creo pensando alla donna". In un'intervista rilasciata all'edizione inglese di Vogue, Roberto Cavalli si è lasciato andare a dichiarazioni poco friendly e per niente politically correct.
Dunque quel che viene messo in discussione non è la validità dell'idea, la solidità del ragionamento che le sta dietro, ma la scorrettezza politica di tali affermazioni. 
In quello che è diventato un tentativo di ribaltare uno dei più diffusi luoghi comuni sulla moda e i gay,
quale?
lo stilista fiorentino ha dichiarato che la sua marcia in più sta nell'essere eterosessuale.
"Nel mondo della moda sono l’unico uomo etero" ha dichiarato Cavalli. E quando il giornalista
veramente l'articolo di Vague.com è firmato da Lauren Milligan la quale riporta dell'intervista fatta dallo scrittore ed esperto di moda Colin McDowell.
gli ha fatto notare che forse non detiente l'esclusiva dell'eterosessualità sulle passerelle, Cavalli ha risposto: "Chi? Ralph Lauren? Sei sicuro?".

Ecco il pettegolezzo, il gossip, al limite della delazione...
Mentre nell'articolo originale ecco come si è svoltala conversazione:

RC: "In my planet, fashion, I'm the only straight man."
CM: "There's a few."
RC: "Who?"
CM: "Ralph Lauren, he's straight."
RC: "Are you sure?"
Il nome di Lauren non viene dall'intervistato ma dall'intervistatore...
E poi ha aggiunto: "Comunque sì, essere etero forse mi rende uno stilista migliore. Perché mentre disegno penso alla donna, a come la vorrei accanto a me, alla morbidezza, alla femminilità. Forse sì, e comunque sono felice di come sono". L'eterosessualità, quindi, contro ogni convinzione diffusa renderebbe uno stilista migliore di uno gay.
Beh scusate ma perchè deve essere vero il contrario? Cosa ha uno stilista gay a renderlo migliore di uno etero? Quand'è che smantelliamo le idee da patriarcato?
Quand'è che smettiamo di usare questi standard oppositori da stadio? se son meglio gli etero vuol dire che son peggio i gay e viceversa?

Comunque il tono dell'intervista, nell'articolo originale è molto diverso:
CM: "So, does being straight make you a better designer?"
E' l'intervistatore a fare la domanda... e la risposta è un po' diversa...
RC: "Yes, maybe. Because I think of how I would like to have a woman close to me, in that moment. The femininity, the softness. Maybe, yes, anyway I'm happy as I am."
Gay.it - Cavalli: Non contento, il giornalista insiste: "Deve esserci un po' di gayezza in lei, considerato che disegna abiti da uomo".
E qui l'autore italiano dell'articolo toppa proprio la traduzione:

CM: "I think there must be a little bit of gayness in you, given the way you design for men."
Data la maniera con la quale disegni abiti per gli uomini. Non il fatto di per sè che disegna abiti per uomini ma per il modo con cui lo fa...
Bella traduzione in italiano, molto maschilista: se pensi agli uomini a qualunque titolo sei gay...
Cavalli risponde: "Lo prendo come un complimento. il mio primo fan maschile è Lenny Kravitz. La sera, però, gli uomini sembrano tutti uguali. Comei pinguini. Mentre le donne hanno un abito speciale per ogni occasione. Preferisco creare per le donne, credo siano più intelligenti degli uomini, ecco perché gli uomini devono essere più forti".
Questa la risposta originale:

RC: "I take that as a compliment. My first male fan was Lenny Kravitz, and I thought because of him, I have to design for men. In the evening every man looks the same. Like penguins. Women have a special dress for that event, men: the same tuxedo. I prefer to create for women. I think that women are more intelligent than men; that's why men have to be stronger. I really admire a woman for her intelligence, her personality, beauty is not enough.
Insomma opinioni opinabili, ma meno stranamente dette di come riportato in italiano...
Soprattutto visto che l'affermazione centrale essere uno stilista etero mi rende uno stilista migliore non è una sua afferazione ma una domanda di Colin McDowell alla quale, beninteso, Cavalli risponde affermativamente.

Dunque fin qui abbiamo appreso:

0) SAPER LEGGERE IN INGLESE E' FONDAMENTALE
1) Andare sempre alla fonte di quanto si legge. Se si riporta qualcosa detto in un altro l'articolo, se si può, leggere direttamente quello. (questo vale anche per l'intervista di Colin McDowell... ma l'originale su internet non c'è...)

Il consiglio vale molto anche per tutti i commentatori e le commentatrici di faccialibro che, direttamente dal loro account hanno commentato l'articolo (Sic!) di Gay.it prendendosela con Cavalli in una maniera che il modo m''offende ancora.
Leggiamo.

Un insulto, senza spiegare il perchè...
E un coatto gay?

    • Christian Carrara · Buggiano
      Ma che imbecille....tra l'altro la sua moda la trovo bruttissima, pacchiana, a prescindere dalla sua esternazione, e non sono l'unico: ci passo quasi tutti i giorni davanti al suo negozio in via de' Tornabuoni con clienti tedeschi, inglesi, olandesi, francesi, belgi, americani, turchi, clenti di tutto il mondo, insomma, ...e tutti , quando passiamo davanti alla sua vetrina fanno sempre delle battute ironiche alludendo alla volgarità e alla pacchianità di quello che vedono esposto...Davanti ai negozi D& G , Louis Vuitton, Ferragamo..ecc.. hanno tutt'altra espressione !
Dunque non è la personalità dello stilista causa della pacchianità ma l'orientamento sessuale. SIAMO AL DELIRIO
Qui non si mette in discussione se l'orientamento sessuale ti renda uno stilista migliore, ma è in discussione direttamente l'orientamento sessuale del Cavalli SPETTEGULESS!!!
Oddio no quello che riduce tutto a una questione di soldi no! Come se gli abiti li comperassero solo gli uomini (che si sa, se sono eleganti sono gay...) e non LE DONNE come ha detto Cavalli stesso (almeno nell'intervista originale...)

    • Christian Carrara · Buggiano
      Non so se verrà boicottato..ma cmq quella sua uscita da deficente l'avra daneggiato parecchio a livello di immagine e di marketing...quando vedo la sua faccia mi fa pensare a giovannardi...buahhh...
Offesa personale. come se per criticare le idee basti offendere direttamente la persona e il suo aspetto fisico...

    • Christian Carrara · Buggiano
      Ahahahaha...scusate la grassa risata..è appena successa una cosa: mia madre è entrata nella mia stanza e ha visto la pagina fb , fra le tante foto anche quella di Cavalli...Sapete cos'ha detto??? Ha detto, riferendosi a Cavalli, in tutta l'innocenza del candore dei suoi 80 anni: " chi è *quella* ???"...Non capendo bene a quale delle tante foto si riferisse, e pensando che si riferisse di sicuro a Regina Miami nella foto accanto ad Alessio le ho chiesto " *quella* chi ?"..Mi ha risposto: " no, *quella* con gli occhiali!.....Ma sono io *quella*???"....ahahaha...​ .Si riferiva al nostro amico maschione eterosessuale doc dichiarato Roberto Cavalli ...ahahaha!!!!!...Poi si è messa gli occhiali e si è subito corretta: " Ah noooo, *quella* non sono io, io non sono cosi brutta!!!!...."....ahahaha​ha....
Ecco il maschilismo pur. Non sei virili con quattro palle grosse così sei Quella... E poi diciamo che gli omofobi sono gli altri...
Certo due froci di destra che tanto hanno fatto per la causa...
La Roberta Cavalla. Si informi su di che? Su se stesso?! CAvalli sarà anche una mummia ma le idee da pleistocene sono quelle dell'autore del commento...
Qui non siamo solo all'insulto sulla persona ama anche all'età.  Fabio dimentica che presto (sì. presto) sarà vecchio anche lui...
Eh già, le statistiche....
LA STATISTICA
di Trilussa
Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.

Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.

Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:

e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due.
Che vita grama quella di chi si crede giovane perchè usa facebook ma in realtà è giovane perchè non conosce nulla del mondo al di là del proprio ombelico...


  • Biagio Manzo · Accademia della moda napoli
    ed è per questo che non hai gusto, ma solo grande ostentazione di volgarità!sei la vergogna di tutti noi giovani stilisti!vai a vendere le carote!possibilmente con le tue giacchettine leopardate così capisci quanto ci si sente ridicoli a tenere degli stracci da te definiti "abiti".....ciao nonno e preparati la bara più che le donne a fianco a te....!!!!!!!
C'è forse un po' di invidia nelle parole di questo giovane stilista? Ah questi novelli vaghi!
Quel che mi sconcerta in tutte questi auguri di morte e che la gioventù non è esente da morte per niente: basta un incidente di auto, o di motorino, o una overdose di tutte le schifezze che la gioventù dissennata (almeno a leggere quel che scrive) si cala oggi (e basterebbero l'acool alle sigarette...)
Queste battute si commentano da sé. 
Beh non è vero nemmeno il contrario però...
Che perla di saggezza!
Che è morto ammazzato  per mano di un omofobo...
Ecco un'altra perla di saggezza. Non ti tocchi il pacco ogni secondo. Non lo metti in mano a ogni donna che incontri? sei una repressa...
Ecco!

  • Roberto Angel
    ho avuto l`onore di conoscerLO ....................vorrei​ chiedere al """ SIG. STALLONE "" SE si ricorda le serate trascorse a LONDRA!! al..................... quando gli cadevano le labbra!!!!.....la saliva !!!! di tanto che era """" MASCHIO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!​!!!!!!!!!!! "" ITALIAN STALLION!!!!!!!!!!!!!!!!
Certo se sei bsx (come qualcuno dice qualche commento sopra), hai già un ammanco di virilità...
Ma che bella gente su faccialibro!
Ecco un'altra omofoba che confonde orientamento sessuale con identità di genere
Perché quando scrivi tu invece...
E' il secondo che ha difficoltà a usare il singolare...

  • Marco Di Cesare · La Sapienza
    Boicottiamo tutti Cavalli, nessuno compri piu' neanche un fazzoletto di quel poveraccio. E ve lo dice uno che e' fissato col trend, che ne ha comprati un sacco di Cavalli, e che da oggi non gli da' piu' neanche un centesimo. C'e' un modo di farglielo sapere che ha perso milioni di euro, perche' chissa' quanti faranno come me? Qualcuno sa come contattarlo , anche per mail, e informarlo di quanto e' stato coglione ? Grazie
Di te invece che pendi soldi per la moda invece no eh?
vedi che si ribalta in quella di un altro...
Anche la tua testa è molto italiota caro!
Battuta carina ma l'orizzonte omofobico patriarcal-maschilista non cambia...

  • Stefano Strombozio
    essere etero forse mi rende uno stilista migliore. Sto forse e riferito ad etero oppure allo stilista migliore? Stai belle e che confuso a Robbe´, a Robbetta che non sei altro.
Se avessi letto l'articolo originale avresti capito che la confusione è soprattutto in gay.it

  • Michele Achille
    perche' lui è creativo........? Ma lo sa che solo le troie russe mettono le sue cacate da provinciali? è' il primo etero che somiglia ad un carro di carnevale di viareggio....
Ecco un pensiero da vero italiano!
Dulcis in fundo

A questo punto abbiamo imparato che:
2) Faccialibro dà a ogni coglione la possibilità di aprire bocca senza preventivamente controllare che sia collegata col cervello
3) lo spirito critico dei commentatori è lo stesso della più giovanile e superficiale tifoseria
4) che l'italiano è un'opinione, proprio come la matematica
5) che nessuno legge criticamente l'articolo che riporta la notizia. Tutti se lo bevono così com'è e criticano direttamente il Cavalli come avessero letto un post da lui pubblicato
6) che l'omofobia c'è dappertutto anche nei cosiddetti gay.
7) che è sempre più facile insultare che ragionare.





mercoledì 20 luglio 2011

Sit in a Montecitorio per la legge contro l'omofobia: il teatrino parlamentare riflette anche la realtà del Movimento

Era tanto che non tornavo a Montecitorio, fuori, nella piazza intendo, a testimoniare con la mia presenza l'intenzione civica, di privato cittadino in mezzo e assieme ad altri privati cittadini,  di migliorare il mio Paese chiedendo al parlamento di sensibilizzarsi anche sui diritti civili per la comunità omosessuale e trans.
La prima volta ci sono stato due anni fa. Eravamo discretamente tanti tutti di diversissime origini politiche, uniti da una voglia di dire ma soprattutto di fare, un gruppo di uomini e di donne, dai più disparati (e non disperati) orientamenti sessuali che avevano un sogno comune quello di fare la differenza e c'eravamo dati per questi un nome: We Have a Dream. Per un anno e poco più la differenza l'abbiamo davvero fatta: abbiamo organizzato fiaccolate, flash mob, sit in, abbiamo regalato ai parlamentari libri sui quali farsi una opinione sull'omosessualità che non fosse quella codificata omofobicamente dai mezzi di comunicazione di massa. Molti hanno ingrossato le fila di un nucleo originario di circa cinquanta persone molti altri ci hanno seguito, ci hanno ascoltato e quando anche i media hanno iniziato a darci ascolto qualcosa si è inceppato. Anche noi siamo rimasti vittima di quell'animosità reciproca squisitamente italiana, dello spirito di acrimonia con cui ancora oggi ci trattiamo l'un l'altra.Viene proprio voglia di citare Dante (VI canto del Purgatorio) :
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
Ahi serva Italia, albergo di dolore,
nave senza nocchiero in gran tempesta,
non più Signora, esemplare di intere nazioni,
ma bordello!
(...)
ora in te non stanno sanza guerra li vivi tuoi, e l'un l'altro si rode
di quei ch'un muro e una fossa serra.
e in te, Italia, si dilaniano fra loro i cittadini
di una stessa città, chiusa da fossi e da muri,
con i suoi abitanti sempre rissosi e discordi.

Insomma ci perdemmo e dopo la fiaccolata del settembre 2010 noi di whad non siamo stati in grado di organizzare nulla, liquidati dal resto del movimento, che fino ad allora ci aveva temuto, come incapaci di muovere la gente (come se loro lo fossero ed è questo che li spaventava) spossati da sei mesi di sterili confronti interni, di diverse visioni della società (proprio come i partiti), diverse teorie sulla strategia da seguire, sterili confronti sempre rissosi e discordi.
E' stata forte l'emozione ieri di tornare in una piazza dove emeriti sconosciuti, cittadini e cittadine normali, in passato, dal settembre 2009 al settembre 2010, grazie a whad  hanno parlato e si sono rivolti al parlamento, ai suoi occupanti proponendo, ricordando, bonariamente minacciando e tirando per la giacca i parlamentari.
Ieri whad non c'era, anche se c'erano molti (ma non tutti, anzi molte le assenze) whaddini e whaddine. Come singoli, non più sorretti da quella forza di fare insieme che ci aveva tenuti saldamente in gruppo per un anno, è stato subito chiaro che il tono del sit-in di ieri sarebbe stato molto diverso.
Le stesse associazioni che solo poche ore prima si stavano attaccando su internet e sui blog per l'ennesima strumentalizzazione dell'ennesima aggressione omofobica ai danni di un giovane con problemi di visibilità (non vuole assolutamente che il padre sappia sia gay, però poi è su tutti i giornali...) fatta a suon di comunicati e controcumunicati, si sono trovate insieme in piazza, ipocritamente amici, in realtà colmi d'odio che traboccava al primo sentore dell'intemperanza dell'altro, senza mai badare alla propria, dove ognuno ha parlato non per la comunità, non per i e le cittadine, e non si è nemmeno rivolto al parlamento, ma ha parlato di sé e per sé.
Eppure eravamo là per contestare l'arroganza omofobica di alcuni rappresentanti del popolo che, volendo cancellare la dignità e la vita di milioni di cittadini e cittadine, hanno sollevato la pregiudiziale di incostituzionalità sulle due proposte di legge contro l'omofobia presentate alla Camera, pregiudiziale sollevata dai deputati dell’UDC Buttiglione, Capitanio Santolini, Binetti; dai deputati del PDL Bertolini, Saltamartini, Stracquadanio, Pagano e dai deputati della Lega Lussana, Nicola Molteni, Isidori, Paolini, Follegot, Vanalli, Luciano Dussin, Pastore, Volpi, Bragantini e Polledri.
Quasi nessuno ha parlato del Movimento, del popolo, ma di sé, di quanto fatto dalla propria associazione, gruppo, schieramento (gli organizzatori del Roma Euro Pride).   Grillini ex deputato PD che si è vantato di poter ancora frequentare il Transatlantico riportando la discussione indietro di trent'anni facendo del Vaticano l'unico responsabile dei mali d'Italia, e leggendo l'omofobia come male cattofascista, travisando una storia recente fatta di omofobia transpartitica e transideologica (il pc era omofobo quanto la dc...) hanno parlato insomma le persone che contano, rappresentanti del listone di associazioni e di partii che hanno aderito al sit in organizzato da Certi Diritti, che, tramite radio radicale, ha trasmesso in piazza l'audio della seduta alla Camera quando Paola Concia nominando le persone in sit-in ha invitato ai colleghi deputati a uscire per venirci a trovare e farsi spiegare da noi quel che lei in due anni evidentemente (si tratta di una battuta ironica) non era riuscita a fare. Un sit in fagocitato da Arcigay nazionale, mentre  per qualche sito molto distratto, organizzato addirittura dal solo Aurelio Mancuso.
Così mentre ognuno diceva quanto aveva fatto e stava facendo per la comunità, ipocritamente bacchettando gli altri di non essere solidali e uniti (DGay Project), balbettando un proclama politico (come Alessandra del Mario Mieli che confonde l'outing minacciato da Mancuso col coming out che dovremmo tutti fare) si è consumato un teatrino dell'ipocrisia e dell'inopportunità politca, come la lettura del comunicato contro qualcuno (Arcigay Roma e Gay Center) letto dal portavoce del forum Queer di SEL (inopportuno al sit-in, cioè in un momento in cui il movimento si confronta con l'esterno, dove dovevamo mostrare di essere compatti e uniti) dove quel che importa a certe associazioni politiche non è di fare causa comune ma di distinguersi presentando le proprie credenziali di rivoluzionarietà comunarda.
Qualcuno (Filippo Riniolo) ha cercato di connotare il movimento a sinistra contraddetto dalla storia recente (il movimento sessantottino che considerava l'omosessualità un vizio piccolo borghese) e contemporanea (sacche di omofobia ci sono ancora oggi, luglio 2011 per esempio tra i compagni e le compagne dei centri sociali), e se non propriamente di omofobia di maschilismo che è il papà dell'omofobia, come è successo ad Andrea Bordoni che mentre ha letto il suo (lunghissimo) post pubblicato sul suo blog Voglio sposare Tiziano Ferro mentre spiegava alla piazza (che però già lo sapeva) il per come e il perchè delle necessità di una legge contro l'omotransfobia se ne esce con frasi tipo:
“Sporco ebreo” è un insulto anche se io sono ateo. Per esempio se dicessi che la Binetti è una cattolica beghina anorgasmica, l’avrei insultata anche se un millisecondo prima la sua appartenenza religiosa fosse cambiata a favore dello zoroastrismo o, Dio non voglia!, a favore di un agnosticismo pensoso e libertario.
Dove evidentemente per Andrea l'insulto è per la religione e quell'anorgasmica non conta come insulto schifosamente maschilista e patriarcale (ha proprio ragione Busi i froci sono virili infatti sono disgustosamente maschilisti e misogini come i loro fratelli etero).
Qualche idea è stata avanzata da Carlo Cremona di I-Ken associazione di Napoli, con la quale io collaboro per il festival Omovies, che ha suggerito di sensibilizzare i parlamenti regionali e le giunte comunali, l'unico (assieme a Mancuso) che ha suggerito strategie di lotta (un pride permanente) anche se non ha apprezzato la proposta di outing di Mancuso che ha minacciato che se a settembre la legge non ci sarà il movimento deve iniziare a smascherare tutti i 100 omosessuali (e lesbiche) presenti nei due rami del parlamento, tutti quelli che parlano contro o (aggiungo io) restano in silenzio contro le persone glbt, una richiesta di coerenza non certo una violazione della privacy.
Se da un lato è stato bello vedere amici che non vedevo da tempo (vero Valerio?) o ritrovare persone con le quali hai potuto comunicare solo tramite internet (vero Daniele?) la nostalgia per quel che whad ha fatto in quella piazza dal basso e con la gente comune senza politici (tranne qualche deputato che ci p venuto a trovare) tempo prima, ieri la differenza era ancora più bruciante perchè il sit in è stato completamente inutile per la causa ma utilissimo ai (alle) rappresentanti delle sigle associative che si pascevano come lucertole alla ricerca di un posto al sole confondendo impresa con politica, rappresentanza con lotta dal basso, e dove si ragionava di equilibri di potere del palazzo ma dove non c'erano vere idee su come fare per impedire a dei giurassici ignoranti omofobi deputati, di destra come di sinistra, di continuare a perseverare le pregiudizio anitomosessuale.

martedì 19 luglio 2011

Arcgay (nazionale) e Gay street vs. Gay Center (e Gay Help Line): guerra tra poveri?

Ieri stampa e rete hanno diffuso una notizia diramata da Fabrizio Marrazzo in qualità di portavoce del Gay Center di Roma. In mancanza di un comunicato ufficiale che non ho trovato sulla rete, uso come fonte Repubblica:

ecco la foto pubblicata da Repubblica

L'aggressione avvenuta in via dei Fori Imperiali ha visto per protagonista un 22enne che, uscito da un locale della vicina Gay Street, era diretto verso la fermata dell'autobus notturno per tornare a casa, nella zona di Centocelle. Erano le due di notte, il ragazzo indossava una t-shirt e dei pantaloncini molto aderenti.
come dire che basta non vestire da gay per non essere notati?
Forse per questo motivo (o magari perché era stato seguito da via San Giovanni in Laterano, la strada dei locali Glbt) è stato notato da un gruppo di ragazzi tra i 18 e i 20 anni, che gli si sono affiancati con l'auto. "Mi hanno tirato della uova con dei vetri, all'improvviso, senza che avessi fatto nulla di particolare", ha raccontato alla linea telefonica. Sul posto sono intervenuti i carabinieri,
erano già presenti o sono stati chiamati e da chi?
anche se lui non ha voluto presentare formale denuncia. "Non sono dichiarato, e i miei genitori non sanno della mia omosessualità", si è giustificato. "Sono molto scosso. Sono rimasto ferito, e mi sento uno schifo. Lanciarmi contro le uova è un gesto di disprezzo. Ora avrò paura ad uscire di casa la sera", ha detto a Marrazzo che, ieri sera,
cioè ieri notte alle 2?
si è recato sul posto per incontrarlo. "Ho notato per terra l'uovo con i pezzi di vetro", conferma il portavoce del Gay Center.
Cioè la conferma arriva dal  portavoce del Gay Center e non dai carabinieri che, intervenuti, devono fare verbale?

Repubblica non fa certo un buon servizio a Marrazzo e alla Gay help Line che, essendo aperta (cioè c'è qualcuno che risponde)
Lunedì dalle 16.00 alle 20.00

Mercoledì dalle 16.00 alle 20.00
Giovedì dalle 16.00 alle 20.00
Sabato dalle 16.00 alle 20.00

non era certo disponibile alle due di notte del 17 (cioè tra domenica e lunedì).
Adesso per quanto io possa chiamare per aiuto un mio amico, magari nerboruto e prestante (ma non è il caso del longilineo Marrazzo) perchè, se vengo aggredito alle due di notte, invece di andare al pronto soccorso e fare denuncia contro ignoti (glissando sul fatto che sono gay e uscivo da un locale gay se questo potrebbe far trapelare il mio orientamento sessuale a persone che non voglio che lo sappiano) o chiamare polizia o carabinieri, o correre a casa disperato, attendo come minimo mezz'ora che Marrazzo in persona venga per venirmi a trovare e confermare che le uova e i vetri c'erano davvero, col rischio che magari gli aggressori tornano e mi lanciano il resto delle uova?

Non metto in discussione quanto raccontato da Marrazzo sia vero. Se lo dice ci credo. Metto invece in discussione i fatti così come sono riportati nell'articolo, firmato da Marco Pasqua, che non ce la racconta giusta.

Di fronte a fatti come questi bisognerebbe raccomandarsi di denunciare sempre alla polizia le aggressioni avvenute siano esse motibate da disprezzo omofobico oppure da semplice teppismo.
Un mese fa sono stato oggetto di lancio di uova (senza vetri) all'incrocio della mia via di residenza con la Colombo, all'una di notte, mentre rientravo da una serata a Caracalla (Festa dell'unità) da parte di sconosciuti in una macchina, che mi hanno preso di mira o perchè l'unico a portata di ...uova, o perchè ciccione (spesso, spessissimo giovani ragazzi dalle macchine sfreccianti mi gridano dietro insulti e battute sulla mia stazza...). Ma solo un pazzo potrebbe interpretare questo gesto come un atto omofobico.

Trovo disdicevole che Marrazzo possa affermare che Uno dei dati più evidenti è che spesso chi denuncia - non alla polizia ma alla sostituta gay help line - parla di aggressori molto giovani e di gruppi e spesso di giovani vittime che nella quasi totalità dei casi non fa denuncia formale per paura senza denunciare questo comportamento come deleterio ed esortare a fare sempre la denuncia mentre si offre inopinatamente come mediatore tra i cittadini e le forze dell'ordine.
Siamo in contatto costante con le forze dell'ordine, ma non basta. Serve una risposta politica culturale strutturata come se davvero con la gay help line e Marrazzo gli aggrediti per omofobia a Roma abbiano la vita più facile che se non ci fossero.

Anche con tutta la buona volontà c'è da insospettirsi sul modo di raccontare queste storie nel quale viene presentato come dato di fatto che la gay help line (o il gay center questo e quello per i giornali pari sono) faccia davvero la differenza a Roma entrando in funzione ogni volta che un loro assistiti denuncia (a loro e non alla polizia) le aggressioni.

Forse anche per questi motivi Arcigay Nazionale ha pubblicato una smentita ufficiale firmandola con la presidente dell'associazione Gaystreet (un politico con una commerciante, bella accoppiata) questa presa dal sito ufficiale dell'arcigay (nazionale):

In merito alle notizie diffuse in questi giorni su recenti episodi di omofobia a Roma, ed alle voci su fatti che sarebbero accaduti presso la via di S.Giovanni in Laterano, meglio nota come Gay Street, vale la pena fare esercizio di estrema serietà, soprattutto in considerazione del voto sulla Legge contro l’omofobia, previsto per domani alla Camera dei Deputati, e del grande lavoro svolto dall’On.le Paola Concia nel costruire un approccio importante a un tema così delicato.
Arcigay e l’Associazione Gay Street smentiscono dunque decisamente che episodi di omofobia siano recentemente avvenuti in via di S.Giovanni in Laterano,
della serie venite pure al Coming Out non c'è pericolo. Infatti le aggressioni non sono venute nella via del locale ma nei pressi della gaystreet...
ed esprimono profondo apprezzamento per il costante, quotidiano raccordo con la Questura, il Commissariato del Celio e le Forze dell’Ordine che ha reso possibile l’affermazione di una condizione di crescente sicurezza e fiducia in un clima di straordinaria collaborazione. E’ vero da un lato che il problema “omofobia” richiede con estrema urgenza una soluzione normativa che offra reali strumenti di prevenzione e repressione dei reati di odio nei confronti delle persone gay, lesbiche e transessuali, ma d’altra parte anche correttezza e rigore nel distinguere circostanze criminali generiche da situazioni di reale omofobia e transfobia, soprattutto per rispetto delle tante vittime vere.
Paolo Patanè – Presidente nazionale di Arcigay Annalisa Scarnera – Presidente Associazione Gay Street

Questo basta perchè le diverse fazioni (sic!) si siano scontrate anche sui forum e newsgroups con reciproche accuse di sciacallaggio.

Nessuno ne esce bene da questa storia mentre il giovane aggredito, tirato in ballo dalle parti contendenti, rischia di fare la fine di Gano che venne squartato da 4 cavalli...

Qualunque sia la verità (vorrei avere la possibilità di chiamare  i carabinieri e informarmi) questa notizia è data con superficialità e dettagli incoerenti. A farne le spese sono tutti i gay e le lesbiche che giorno dopo giorno sono vessati e additati al pubblico ludibrio in ogni contesto pubblico e privato.

Per tutt* le persone aggredite faccio quello che non hanno fatto né Marrazzo né Patanè raccomando cioè di sporgere sempre denuncia di rivolgersi alle autorità parlando magari col prefetto o col commissario (o chi per loro) esternando le proprie difficoltà di visibilità o la paura di ritorsioni.
Si potrebbe scoprire che le forze dell'ordine sono molto più sensibili e al servizio del cittadino di quanto non facciano sembrare certi quotidiani o certe associazioni che solo nominalmente sono pro gay e lesbiche e sempre più sfacciatamente pro domo loro.
Così come studiata ad effetto sembra la dichiarazione rilasciata dalla Governatrice della regione Lazio Polverini:
“Al giovane aggredito la scorsa notte va tutta la nostra vicinanza e la nostra solidarietà”. E’ quanto dichiara la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.
“A nome di tutta la regione Lazio, - aggiunge - ribadisco la ferma condanna di atti di intolleranza e di omofobia su cui il Gay Center ha espresso giusta preoccupazione, anche alla luce dei diversi episodi denunciati al call center. La Regione è impegnata, in collaborazione con il Gay center e le altre associazioni che tutelano i diritti degli omosessuali, nella difesa dei diritti e nel contrasto a qualsiasi forma di violenza. La Gay Help line è uno degli strumenti messi in campo, mi auguro che anche dal parlamento arrivi un segnale concreto. Voglio infine ringraziare l’associazione guidata da Fabrizio Marrazzo per aver aderito alla Fiaccolata di domani contro le mafie promossa dalla Provincia di Roma insieme alla Regione Lazio e a Roma Capitale, sarà una ulteriore occasione per ribadire la cultura della legalità e del rispetto”. (fonte AgenParl
Una nova dimostrazione di quel manuale Cencelli che non ha mai smesso di essere seguito?

In piazza contro l'omofobia parlamentare (direttamente dal blog di Elfobruno)

Quando un post è perfetto che senso ha cercare di scriverne un altro?
Il blog è quello (omonimo) di Elfobruno il post lo potete leggere di seguito.


Ricevo da Certi Diritti – Dio, o chi per lui, li abbia in gloria – e inoltro:
L’Associazione Radicale Certi Diritti insieme alle associazioni lgbt(e) e a parlamentari di diversi gruppi seguirà i lavori dell’aula da Piazza Montecitorio dalle ore 15 con un sit-in e una maratona oratoria per chiedere al Parlamento un segnale forte contro l’omofobia e la transfobia.
Roma, 14 luglio 2011
È previsto per martedì 19 luglio dalle ore 15 il voto sulla proposta di legge contro l’omofobia che introduce l’aggravante per i reati commessi in ragione dell’orientamento sessuale della vittima.
La legge molto probabilmente non passerà a causa delle pregiudiziali di costituzionalità presentate da deputati dell’UDC, del PDL e della Lega Nord. Deputati genuflessi alla casta vaticana e del tutto indifferenti ai diritti dei cittadini, che tentano così di aggrapparsi a inesistenti ipotesi di incostituzionalità per negare la gravità della violenza omofobica.
Per questo saremo in piazza con lo slogan “Legge incostituzionale? Omofobia parlamentare”.
Hanno aderito:
Associazione radicale Certi Diritti
Arcigay
Agedo
Famiglie Arcobaleno
MIT
Circolo Mario Mieli
Equality
Gay Center
Radicali Italiani
Forum Queer SEL
Associazione Luca Coscioni
CGIL- Nuovi Diritti
Associazione 3D
Fondazione Massimo Consoli
I-Ken Onlus
Yellow Sport
Per aderire scrivere a tesoriere@certidiritti.it
Ricordo, per dovere di cronaca, i nomi di quei parlamentari che vogliono affossare la legge (fonte Gay.it):
Si tratta dei deputati dell’UDC Buttiglione, Capitanio Santolini, Binetti; per il PDL gli onorevoli Bertolini, Saltamartini, Stracquadanio, Pagano; infine per la Lega si tratta degli onorevoli Lussana, Nicola Molteni, Isidori, Paolini, Follegot, Vanalli, Luciano Dussin, Pastore, Volpi, Bragantini, Polledri. Un’ultima curiosità: il regista della bocciatura della legge contro l’omofobia nel 2009, quando arrivò in aula la prima volta, fu Piero Vietti, dell’UDC, premiato poco tempo dopo con la vicepresidenza del CSM.
Per questa gente le persone GLBT possono essere insultate liberamente, discriminate aggredite, violentate e uccise senza che la cosa costituisca un’aggravante, come invece succede in tutto il mondo civile e democratico e come già succede per le vittime di odio razziale e antisemita.
Essere a Montecitorio o negli altri raduni organizzati in tutta Italia è una manifestazione di civiltà e democrazia. E, prima di ogni altra cosa, una dimostrazione di umanità. Chi non andrà sarà della stessa pasta di persone come Buttiglione e Binetti, fieramente omofobi e nemici naturali dei diritti fondamentali dell’uomo.
A voi la scelta 
Elfobruno
 CI VEDIAMO TUTT* IN PIAZZA