Vi ricordate delle aggressioni omofobiche all'Università Bocconi di Milano di cui anche qui si era parlato?
Prima uno studente era stato aggredito quando aveva cercato di impedire che i manifesti del gruppo di sostegno glbt "Best" della Università venissero strappati, poi sugli stessi manifesti, e, scopriamo ora, per la stessa mano, si erano lette amenità del tipo l'hiv è la giusta punizione per i froci oppure i froci vanno trattati con lo Zyklon B (il gas usato dai nazisti nei campi di concentramento) .
Apprendo oggi da un articolo di Repubblica che lo studente responsabile di questi gesti omofobici è stato sospeso per un anno intero.
Sospensione dettata dalle regole dell’Honor Code introdotto alla Bocconi da circa un anno.
L'articolo fa subito un parallelo con la appena bocciata legge contro l'omofobia quasi ne fosse un risarcimento (sic!) facendo dire agli studenti di Best che hanno visto il provvedimento dell’università come un messaggio di speranza agli studenti bocconiani e - non paghi - che si dichiarano soddisfatti delle misure prese da parte dell’Università Bocconi contro l’individuo in questione e si augurano che procedimenti come questo non debbano più ripetersi.
Nell'articolo si legge anche che l’aggressore non soltanto non potrà dare esami per un anno, ma porterà nel suo curriculum una macchia indelebile: tutte le sanzioni disciplinari sono infatti registrate nella carriera scolastica dello studente e vengono trascritte nei fogli di congedo e in sede di determinazione del voto finale di laurea.
In attesa di un comunicato ufficiale di Best, non posso che rammaricarmi del tono dell'articolo e del fatto che altri studenti possano considerare la sospensione per un anno dalle attività accademiche del collega un messaggio di speranza agli studenti bocconiani e non solo.
Messaggio di speranza sono per me parole di bestemmia.
Capisco che il giornalista di Repubblica abbia scritto l'articolo sono per rimestare nel torbido e non si sia sentito in obbligo, come un vero giornalista doveva fare, se non di individuare le cause di chiedersi almeno il perchè del comportamento dello studente sanzionato.
Ma che gli studenti della Bocconi non abbiano (so far) fatto alcun discorso politico (nel senso alto di vita nella città) sull'accaduto ha del macabro.
Invece di mostrare come il gesto dello studente sia solo il sintomo di un malessere diffuso nel paese basato sulla diffidenza nei confronti dei diversi fomentata da un governo irresponsabile e dalla peggiore classe politica d'Europa si fa finta di essere tutti civili e si addita lo studente come bau bau del caso.
Vigliaccamente come solo noi italiani, fascisti fin nel buco del culo, siamo capaci di fare, forti coi deboli e deboli coi forti, si è sanzionato lo studente come se le responsabilità del suo gesto siano solo le sue.
Fossimo in un paese civile, davvero europeo, dove lo Stato riconosce i diritti anche alle persone omosessuali e dove i cittadini sono solidali con ogni minoranza e contrari a ogni discriminazione quello studente sarebbe stato davvero una voce solitaria e fuori da coro e il suo gesto sarebbe stato comprensibilmente visto come un gesto estraneo alla società.
Ma in Italia dove il presidente del consiglio può fare tutte le battute omofobe che vuole, dove pezzi di governo dicono addirittura (mentendo) che il matrimonio gay è incostituzionale ,questo studente è uno del mucchio e ne è stato fatto il primo capro espiatorio della lotta all'omofobia.
Se quello studente si è sentito autorizzato a scrivere che l'hiv è la punizione dei gay o che i gay vanno trattati con lo Zyklon b non possiamo fare finta che quello studente agisca da solo. Agisce in una società dove lo Stato e il Governo non riconoscono i diritti fondamentali ai cittadini e cittadine glbtqi, dove il parlamento non reputa necessaria una legge contro l'omofobia, dove il maschilismo, la misoginia, la xenofobia e l'omolesboransfobia sono all'ordine del giorno, tra gli italiani e le italiane dove la violenza nei confronti delle persone più deboli, per orientamento sessuale, identità di genere, censo e orientamento politico è quotidiana e arriva sui giornali solo per strumentalizzazioni non per preoccupazione sociale. Una violenza fatta dagli italiani a danno di altri cittadini, italiani e non, in nome di una presunta superiorità loro e inferiorità altrui
Ognun* è lasciato da solo ad assorbire un clima di ostilità anche ma non solo omolesbotransfobica senza che nessuna realtà sociale, statale, politica, culturale, morale sostenga e aiuti a difendersi dalla cultura dell'odio e della superficialità che tracima dai mezzi di comunicazione di massa.
Questo ragazzo, per quanto con opinioni e comportamenti insostenibili, è vittima di una retorica e di una ipocrisia italiote, è vittima quando è stato lasciato a se stesso, ed è vittima dopo quando viene sanzionato invece di essere educato, formato al contrasto dell'omofobia.
Viene punito lui e lui solamente come se la responsabilità fosse solo la sua e non quella sociale che ci riguarda tutti, fino a che anche una sola persona per offendere un uomo continuerà a dargli del frocio e per offendere una donna della puttana. Una "cultura" del maschilismo dalla quale proviene anche la pena che gli è stata comminata.
Anni fa bacchettai un giornalista, sempre di repubblica, su Paesaniniland perchè non capendo nulla della pena, un giornalista nel riportare la notizia che i quattro ragazzi delle medie che avevano malmenato un compagno di classe handicappato, erano stati condannati a prestare servizio di volontariato in un centro di accoglienza per portatori di handicap invece di sottolineare l'intelligenza della "pena" di quanto fosse educativo farli stare a contatto con realtà considerate "diverse" per conoscerle e imparare a rispettarle, alludeva al fatto che i ragazzi avrebbero lavato i cessi facendo di quello il momento massimo della pena inflitta loro.
Stavolta la pena non è stata intelligente perchè quel ragazzo è stato ripagato con lo stesso odio che lui ha mostrato nei confronti di alcuni colleghi omosessuali.
Un odio che continuerà a provare, magari amplificato dal fatto che la sospensione rimarrà agli atti nella sua carriera universitaria. Invece di rieducare si punisce e gli studenti di Best gioiscono!
Con questo modo di combattere la battaglia contro l'omofobia oggi è stata segnata la prima sconfitta, perchè all'odio non si risponde con l'odio, ma con l'aiuto, l'informazione, la rieducazione, e il perdono.
Se gli scampati ai campi di concentramento sono stati così umani da perdonare i loro aguzzini come facciamo noi a gioire di un ragazzo che è stato cresciuto da famiglia stato e società come omofobo senza che nessuno sia intervenuto per rieducarlo ma solo per punirlo?
Sono profondamente rattristato per quello che è successo a quel ragazzo e, mi dispiace per voi vendicativi, ma, in quanto capro espiatorio, come vittima di un fenomeno ben più vasto e grande di lui, io sono dalla sua parte.
venerdì 5 agosto 2011
giovedì 4 agosto 2011
Touche pas mon pote: la situazione delle perosne omosessuali Ghana
Intanto le notizie che giungono dal Ghana non parlano, per quanto ne so, di arresti già avvenuti.
Su FB si parla di due persone già arrestate ma non sono riuscito a trovare riscontri e sono in attesa di fonti che confermino la notizia.
Anzi secondo la ILGA International Lasbian and Gay Association nonostante la minaccia (usano proprio questo verbo) del ministro alcuni omosessuali (l'acronimo inglese è MSM Men that have Sex with Men) hanno accesso alle cure e alle informazioni sull'hiv (dato che, secondo alcune fonti almeno 8000 MSM affetti da HIV e altre malattie sessualmente trasmissibili sarebbero stati schedati).
Legalmente in Ghana l'omosessualità è vietata dal Criminal Code 1960– capitolo 6, Sexual Offences articolo 105 che dice:
Chiunque è colpevole di unnatural carnal knowledgeLa legge, mutuata dal codice penale Inglese (notare quel parallelo con gli animali...proprio come nel Levitico...) non punisce l'omosessualità tra consenzienti con la galera ma con una multa, dunque probabilmente quella del Ministro è solo una minaccia (ma l'incitare la cittadinanza alla delazione resta di una gravità inaudita).
(a) con qualunque persona senza il suo consenso è colpevole di reato di primo grado;
(b) con qualunque persona e con il suo consenso, or con un qualsia animale, deve pagare una multa. [fonte Wikipedia;]
In ogni caso gli omosessuali in Ghana sono descritti come dei sub-umani, che si sposano in barba alla legge (perchè uno dei due coniugi si è svegliato, dopo aver peccato contro dio, con una vagina al posto del pene) o legate alla prostituzione, comunque persone socialmente pericolose che possono distruggere le radici culturali del paese.
Secondo un luogo comune diffuso nel paese l'omosessualità è stata portata in Ghana dai bianchi o dai ghanesi che hanno vissuto fuori dal paese.
Naturalmente le cose non stanno così.
La percezione che si ha all'esterno del Ghana è ancora peggiore, se possibile. C'è per esempio un sito che denuncia dei truffatori ghanesi ai danni dei gay del paese e non. Insomma un bel casino tra notizie che non giungono e sguardo etnocentrico di noi occidentali.
Davanti l'ambasciata del Ghana: mobutu?!?!?
Ieri sera al sit-in davanti l'ambasciata del Ghana
in segno di protesta per l'ordine di Paul Evans Aidoo, ministro regionale occidentale del paese, di arrestare tutti gli omosessuali incitando la popolazione a denunciare le persone sospette eravamo davvero pochi, pochissimi, come potete vedere dale foto che ho pubblicato su faccialibro ma tanti fatte le debite proporzioni, in confronto al numero altrettanto basso che ci ha visti partecipare al sit-in di Montecitorio di martedì della scorsa settimana.
E' stato bello per chi c'era, per chi ci è stato, vedersi, rivedersi, ritrovarsi, scoprirsi lì, insieme nonostante le differenti weltanschauung, capendo che - almeno tra di noi - possiamo contare.
Ritrovarci lì, tra facce nuove e facce conosciute, ha dato un senso a un sit-in che altrimenti - oltre a quello simbolico - tanti significati non aveva.
Proprio in nome di questo agire nonostante tutto comune siamo rimasti a chiacchierare, sciolto il sit-in, sull'agenda delle cose da fare, sempre noi, sempre insieme, ma assieme a chi vorrà, nei prossimi mesi. Per questo abbiamo deciso di unire di nuovo le forze e ci siamo dati appuntamento a settembre per riunirci e discutere una strategia comune lontani dai massimi sistemi e concentrati sui risultati da ottenere.
Eravamo in 18 erano le 22 e abbiamo pensato di dare proprio questo nome al gruppo che abbiamo creato su FB 18 alle 22 che vi invito a visitare e, se volete sporcarvi le mani anche voi, aderire.
Poi dopo aver ritrovato la gioa di discutere e stare insieme siamo andati a mangiare una pizza nei dintorni e nonostante la situazione in Ghana non sia proprio delle più rosee abbiamo celiato e riso e ci è venuto in mente questo.
in segno di protesta per l'ordine di Paul Evans Aidoo, ministro regionale occidentale del paese, di arrestare tutti gli omosessuali incitando la popolazione a denunciare le persone sospette eravamo davvero pochi, pochissimi, come potete vedere dale foto che ho pubblicato su faccialibro ma tanti fatte le debite proporzioni, in confronto al numero altrettanto basso che ci ha visti partecipare al sit-in di Montecitorio di martedì della scorsa settimana.
E' stato bello per chi c'era, per chi ci è stato, vedersi, rivedersi, ritrovarsi, scoprirsi lì, insieme nonostante le differenti weltanschauung, capendo che - almeno tra di noi - possiamo contare.
Ritrovarci lì, tra facce nuove e facce conosciute, ha dato un senso a un sit-in che altrimenti - oltre a quello simbolico - tanti significati non aveva.
Proprio in nome di questo agire nonostante tutto comune siamo rimasti a chiacchierare, sciolto il sit-in, sull'agenda delle cose da fare, sempre noi, sempre insieme, ma assieme a chi vorrà, nei prossimi mesi. Per questo abbiamo deciso di unire di nuovo le forze e ci siamo dati appuntamento a settembre per riunirci e discutere una strategia comune lontani dai massimi sistemi e concentrati sui risultati da ottenere.
Eravamo in 18 erano le 22 e abbiamo pensato di dare proprio questo nome al gruppo che abbiamo creato su FB 18 alle 22 che vi invito a visitare e, se volete sporcarvi le mani anche voi, aderire.
Poi dopo aver ritrovato la gioa di discutere e stare insieme siamo andati a mangiare una pizza nei dintorni e nonostante la situazione in Ghana non sia proprio delle più rosee abbiamo celiato e riso e ci è venuto in mente questo.
martedì 2 agosto 2011
Ministro del Ghana ordina l'arresto di tutte le persone omosessuali nella sua zona di competenza. Sit-in di protesta di fronte l'ambasciata italiana
Il Ministro per la zona occidentale del Ghana, Paul Evans Aidoo, ha ordinato l’arresto di tutte le persone omosessuali nella sua zona di competenza.
Lo denunciano, in un appello alla Comunità internazionale, i co-presidenti dell'organizzazione per i diritti umani EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau che il 23 luglio u.s hanno pubblicato sul sito dell'associazione il seguente post.
Firenze, 23 luglio 2011. "È di oggi la conferma che il Ministro per la zona occidentale del Ghana, Paul Evans Aidoo, ha ordinato l’arresto di tutte le persone omosessuali nella sua zona di competenza".
Lo denunciano, in un appello alla Comunità internazionale, i co-presidenti dell'organizzazione per i diritti umani EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau.
Aggiungi didascalia
“L'offensiva governativa anti-gay è conseguente alla campagna omofoba portata avanti dal Consiglio Cristiano del Ghana, che ha attaccato duramente e pubblicamente la comunità LGBT a più riprese" spiegano gli attivisti. "Purtroppo, come dimostra il caso dell'Uganda, molte comunità cristiane promuovono omofobia in Africa, nonostante gli appelli alla tolleranza promossi dalla società civile".
Riferendosi alla presenza di omosessuali nel Ghana, il ministro ghanese ha ripetutamente dichiarato che "dobbiamo impegnarci con tutte le forze per estirpare queste persone dalla nostra società". Paul Evans Aidoo ha chiesto ai cittadini della regione da lui governata di denunciare alle autorità tutte le persone sospettate di comportamenti omosessuali."Chiediamo all'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, al Parlamento europeo e alla Commissione Ue di prendere con immediatezza una posizione che scongiuri nuove escalation di violenza omofoba, nonché il perpetrarsi di gravi violazioni dei diritti fondamentali di persone LGBT nel Paese sub-sahariano. È fondamentale" prosegue il Gruppo EveryOne, "che tutte le forze democratiche e i Paesi membri dell'Ue rivolgano un appello al Presidente della Repubblica del Ghana affinché le affermazioni del ministro Evans Aidoo siano ritrattate al più presto.Ci rivolgiamo infine" concludono Malini, Pegoraro e Picciau, "a coloro che hanno rappresentato e rappresentano tuttora egregiamente il Ghana in politica estera, come il diplomatico ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, il Giudice della Corte penale internazionale Akua Kuenyehia e l'ex presidente ghanese Jerry Rawlings, che è stato eletto presidente della Economic Community of West African States: è a loro che chiediamo accoratamente di fare in modo che il Ghana - che in passato ha sempre favorito le organizzazioni internazionali e regionali di cooperazione politica ed economica, ed è un membro attivo delle Nazioni Unite e dell'Unione Africana - mantenga il suo status di Paese democratico, tra i più moderati del continente africano, e continui a rispettare le Carte internazionali sui Diritti Umani, salvaguardando così anche la dignità e l'uguaglianza rispetto agli altri cittadini di gay, lesbiche e transessuali".Nota del Gruppo EveryOne. Il governo del Ghana, purtroppo, esercita una feroce discriminazione contro i gay, che quando vengono identificati subiscono arresti, maltrattamenti, torture e condanne inique. Noi ci auguriamo di sollevare questa realtà e impedire che la persecuzione dei gay nel Paese prosegua, trascinando il Ghana in una deriva intollerante ben lontana dai valori della democrazia. Invitiamo tutti gli amici dei diritti umani a levare proteste accorate contro il governo ghanese e i ministri delle singole regioni, affinché interrompano la terribile persecuzione delle persone gay in atto nel Paese.
Il Corriere della Sera riprende la notizia in un articolo Corriere della Sera in un articolo del 28 luglio u.s. nel quale apprendiamo che
Secondo i quotidiani locali [Paul Evans Aidoo] ha inoltre chiesto ai cittadini della regione da lui governata di denunciare alle autorità tutte le persone sospettate di comportamenti omosessuali.
Domani 3 agosto 2011
a ROMA dalle ore 19.00 alle ore 20.30,
ci sarà un sit-in
presso l'ambasciata Italiana del Ghana
in Via Ostriana n.4,
per chiedere il rispetto delle Carte Internazionali e per sollecitare un intervento dell'Ambasciatrice della Repubblica del Ghana in Italia
S.E. Evelyn Anita Stokes - Hayford affinchè faccia Suo l'appello lanciato dall'organizzazione per i diritti umani Everyone all'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, al Parlamento europeo e alla Commissione dell’Unione Europea perché prendano una posizione "che scongiuri nuove escalation di violenza omofoba, nonché il perpetrarsi di gravi violazioni dei diritti fondamentali di persone LGBT nel Paese sub-sahariano" Vi aspettiamo tutt*!!! (cfr. evento su Facebook).
Oltre al sit-in altro strumento di protesta è inviare una lettera all'Ambasciatrice della Repubblica del Ghana in Italia, Sua Eccellenza Evelyn Anita Stokes - Hayford, affinchè faccia suo l'appello dell'Associazione per i Diritti Umani EveryOne per la cessazione della persecuzione delle persone LGBTQ nel Paese sub-sahariano.
Di seguito il testo che dovete copiare, apponendo la vostra firma e ad inviarlo ai seguenti indirizzi e-mail:
info@ghanaembassy.it - consular@ghanaembassy.it
All’Ambasciatrice della Repubblica del Ghana in Italia
S.E. Evelyn Anita Stokes - Hayford
Via Ostriana, 4 00199 Roma
info@ghanaembassy.it
consular@ghanaembassy.it
Roma, 2 Agosto 2011
Oggetto: Persecuzione delle persone omosessuali nella Repubblica del Ghana.
Eccellenza,
apprendo, dalla stampa internazionale ed italiana (http://africaexpress.corriere.it/2011/07/ghana_ministro_incita_alla_cac.html), che il Ministro per la zona occidentale del Ghana, Paul Evans Aidoo, ha ordinato l’arresto di tutte le persone omosessuali nella sua zona di competenza.
La denuncia, in un appello alla Comunità internazionale, viene fatta da Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Piccoau, presidenti dell'Organizzazione per i diritti umani EveryOne (http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2011/7/23_Ghana,_ministro_ordina_persecuzione_dei_gay._Appello_EveryOne_a_Onu_e_Ue.html).
L'offensiva contro le persone omosessuali fa seguito alla campagna omofoba portata avanti dal Consiglio Cristiano del Ghana, che ha attaccato, a più riprese, duramente e pubblicamente, la comunità LGBT (Lesbian, gay, bisexual, and trans gender).
Riferendosi alla presenza di omosessuali nel Ghana, il Ministro ghanese ha dichiarato che "dobbiamo impegnarci con tutte le forze per estirpare queste persone dalla nostra società".
Secondo i quotidiani locali ha inoltre chiesto ai cittadini della regione da lui governata di denunciare alle autorità tutte le persone sospettate di comportamenti omosessuali.
Le chiedo, in qualità di Ambasciatrice della Repubblica del Ghana in Italia, di fare Suo l'appello lanciato dall'organizzazione per i diritti umani Everyone all'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, al Parlamento europeo e alla Commissione dell’Unione Europea perché prendano una posizione "che scongiuri nuove escalation di violenza omofoba, nonché il perpetrarsi di gravi violazioni dei diritti fondamentali di persone LGBT nel Paese sub-sahariano".
Confido in un suo intervento in qualità di rappresentante di un Paese democratico membro attivo delle Nazioni Unite e dell'Unione Africana che in passato ha favorito e accolto le organizzazioni internazionali e regionali di cooperazione politica ed economica nel rispetto delle Carte internazionali sui Diritti Umani.
Distinti saluti,
CI VEDIAMO TUTT* DOMANI POMERIGGIO ALLE 18
lunedì 1 agosto 2011
I frutti della delazione: Tremonti gay
Ecco come il Fatto Quotidiano riporta le vicende dell'affitto in nero di Tremonti.
Qualcuno mi aggiorni nel caso...
Capite? Un caso di evasione fiscale e di corruzione diventa un caso di pruderie omofilica che in realtà è una strumentalizzazione per distogliere la pubblica opinione dal vero problema...
Torniamo all'articolo del Fatto Quotidiano per motivi di comprensione ripeto tutto il periodo..
Se a questo aggiungete il modo in cui l’on. Anna Paola Concia ha commentato l’ambigua situazione affittuaria del ministro Tremontipiù che ambigua direi illegale, ma volete mettere come lega bene quell'ambiguo con le illazioni sull'orientamento sessuale?...
di cui siamo venuti a sapere di una convivenza con persona dello stesso sessoAdesso non mi risulta che Tremonti e Milanese abitassero insieme. Quel che so (fonte il Tempo) è che:
A mettere nei guai Giulio Tremonti è un appartamento da 200 metri quadrati che si trova in via Campo Marzio, nel cuore di Roma. Il ministro dell'Economia, (...) ci ha vissuto dal febbraio 2009 «accettando l'offerta dell'onorevole Marco Milanese» (che lo aveva in affitto dal Pio Sodalizio dei Piceni per otto mila euro al mese, ndr) fino a poche settimane fa.
Secondo Tommaso Di Lernia, imprenditore al centro dell'inchiesta su Enav (agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione e frode fiscale), l'affitto di via Campo Marzio viene però pagato dall'imprenditore edile Angelo Proietti, titolare di Edil Ars (uno dei principali partners di Sogei) che vuole ingraziarsi Tremonti e far entrare la sua azienda in affari con Enav. Nella memoria difensiva di Milanese, però, nella quale il deputato Pdl accusato di associazione a delinquere, corruzione e rivelazione del segreto, spiega alla Commissione per le autorizzazioni a procedere della Camera (che deciderà a settembre sul suo arresto) che è lui stesso a pagare l'affitto, c'è anche scritto che Giulio Tremonti gli corrisponde un canone di 4 mila euro al mese. Il ministro dell'Economia avrebbe dato al suo ex braccio destro mille euro a settimana in contanti. Proietti smentisce sostenendo di esser stato lui a pagare per i primi due anni.
Qualcuno mi aggiorni nel caso...
Capite? Un caso di evasione fiscale e di corruzione diventa un caso di pruderie omofilica che in realtà è una strumentalizzazione per distogliere la pubblica opinione dal vero problema...
In ogni caso se bastasse questa come prova dell'omosessualità tutti gli studenti e le studente che convivono dovrebbero essere gay e lesbiche...In ogni caso il titolare di via XX settembre non dispone di un contratto d'affitto. E, attraverso i contanti, di fatto paga il canone in nero.
Torniamo all'articolo del Fatto Quotidiano per motivi di comprensione ripeto tutto il periodo..
Se a questo aggiungete il modo in cui l’on. Anna Paola Concia ha commentato l’ambigua situazione affittuaria del ministro Tremonti, di cui siamo venuti a sapere di una convivenza con persona dello stesso sesso fino a oggi tenuta nascosta (“legga Alexis, di Marguerite Yourcenar, l’aiuterà e chissà che non riesca a spiegarsi meglio” ha suggerito la Concia; l’Alexis è la storia di un uomo che lascia la moglie scoprendosi omosessuale)che modo di riassumere il romanzo...
e i conseguenti dubbi affiorati dalla rete sull’orientamento sessuale di Tremonti, indubbiamente per il Governo i gay sono solo un problema, e il Governo è il primo problema dei gay. Il titolo è perfetto anche nella sua doppia possibile lettura.Proprio un grande contributo alla causa.
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domenica 31 luglio 2011
quando la violenza diviene omo-transfobia
Su faccialibro gira una notizia (brutta) sull'aggressione di una trans da parte di un gruppo di donne lesbiche. La notizia ha dato adito a un percorso di riflessione molto interessante e anche a molti equivoci.
Intanto, come ho già scritto altrove, forse la parola omo-transfobia deve essere sostituita con parola altra.
Così com'è scritta letteralmente significa malattia: paura irrazionale e avversione (Fobia) dei gay e delle lesbiche.
Una fobia è una malattia. Non la omo-transfobia. Se una persona omofoba vedendo me gay inizia a scansarmi in preda a crisi d'ansia io non avrei nulla da ridire e spererei che si curasse.
Invece un omofobo (o transofobico) nella realtà mi vorrebbe a menare perchè per lui io sono un anormale, un malato, un promiscuo, un pedofilo, uno sterile, non capace di provare affetto né di formarsi una famiglia, uno moralmente disordinato, così come si sente dire e si legge da più parti. Stato Italiano compreso che non riconosce alla categoria gli stessi diritti degli altri.
Capisco che qualcuno per celia come in alcuni cartelli anche ai pride risponde che la omo-transfobia è una malattia. Ma è un modo di dire, una boutade.
Spero che nessuno creda sul serio che chi è omofobo è un malato, altrimenti gli omofobi li dovremmo difendere (in quanto malati) e curare mentre io li vorrei zittiti e in galera.
Menomale che così non la pensano i giudici altrimenti Svatsichella malato di omofobia non sarebbe stato condannato in quanto non ha agito secondo volontà ma perché costretto da malattia.
Eppure c'è chi ci gioca sull'etimo infelice (per l'uso improprio che se ne fa) di questa parola come fa Luca Di Tolve nell'articolo sul Giornale:
Un odio per le persone omosessuali e transessuali che non si ferma alla sola opinione ma la cui espressione anche della sola opinione si traduce e/o legittima atti violenti e discriminatori.
Se dobbiamo uscire fuori dall'omo-transfobia dobbiamo partire dall'uso delle parole.
Soprattutto dal perchè si puntualizzano certe cose piuttosto che altre.
Perché gruppo di lesbiche e Trans mi dà fastidio?
Perché io credo che prima del mio orientamento sessuale (o identità transgender) è l'appartenenza al genere umano che mi definisce, come uomo e donna, qui usato non come identificativo di genere ma come marcatore di appartenenza al genere umano con un termine meno maschilista.
Quindi uomo e donna=appartenenti al genere umano.
Donne lesbiche donna Trans (così anche i giornalisti più distratti la smettono di scrivere il trans...).
Ma al di là della precisazione la notizia qual è?
Un gruppo di donne lesbiche ha picchiato una donna trans.
Basta questo per farne un caso di transfobia?
NO.
Per essere un caso di transfobia - data la definizione di cui sopra - è il motivo dell'aggressione che distingue un caso di semplice (sic!) violenza urbana (delinquenza? Bullismo? usate il termine che volete) da un atto omo-transfobico.
Tralascio alcune parti della nota perchè non inerenti al discorso che voglio fare qui. Per chi vuole leggere la nota nella sua interezza può cliccare qui.
Prima di proseguire però voglio notare en passant come il linguaggio di Pinci sia maschilista e patriarcale e un po' misogino. Eccovi qualche perla:
Pinci - che dobbiamo considerare fonte autorevole in mancanza di altra fonte più diretta (per esempio il blog dell'aggredita...) - riporta la testimonianza di Net questo il nome - ci dice Federico - della donna Trans aggredita. Anche qui riporto solo i brani che ci interessano:
Attenzione non sto minimamente giustificando la reazione delle donne che hanno aggredito. Voglio solo capire qual è la causa dell'aggressione perchè non basta aggredire una donna trans senza saperne il motivo per farne un caso di transfobia.
In quel caso avremmo parlato di eterofobia? No di certo!
Possiamo trovare un'altra etichetta se volete gallismo, bullismo, in ogni caso coattagine (attenzione non perchè a esserlo è una donna sarebbe lo stesso identico caso con un uomo). Quante volte abbiamo letto di uomini che si accoltellano per una ragazza? Si tratta della stessa dinamica mutatis mutandis.
Allora perchè dovremmo fare differenze solo perchè le persone coinvolte sono delle lesbiche e una trans?
In realtà come vedremo una ragione a specificare che si tratta di lesbiche c'è: l'intenzione di dimostrare che le persone omosessuali sono transfobiche. Ci ritorneremo.
Prima ricapitoliamo. Una donna trans è stata aggredita da un gruppo di donne lesbiche perchè una di queste ha frainteso l'interesse che la trans aveva dimostrato per una delle lesbiche.
Ma basta questo a farne una violenza transfobica?
No.
Una offesa, certo.
Ma le offese funzionano amplificando una caratteristica presunta o reale della persona che si vuole insultare.
Se vogliono insultare me mi diranno a ciccione di merda. Ma si tratta di cicciofobia? No!
La distinzione è chiara.
Se il motivo per cui ti picchiano non è il fatto che tu sia trans ma un motivo altro per quanto ridicolo o criticabile (ma esiste poi un motivo non tale per picchiare qualcuno?) indicare che quel gesto di violenza è transfobico è in realtà una forma di transfobia.
Cioè lì non si vede una persona picchiata si vede un travone picchiato...
Se la legge sull'omotransfobia funzionasse davvero così allora le pregiudiziali di costituzionalità sarebbero fondate.
In questa specifica dinamica un etero (quello del mio esempio di prima ) sarebbe di fatto discriminato dalla donna trans perché il suo aggressore non prenderebbe le aggravanti come l'aggressore della Tras.
Ma non sono questi i motivi per cui si chiede una legge contro l'omofobia né gli ambiti e i casi in cui l'omotransfobia si manifesta.
Se Net fosse stata aggredita in quanto trans allora sì sarebbe transfobia, ma aggredita in quanto giudicata, non importa se a torto o a ragione, come molestatrice di donna altrui è violenza sì, le donne lesbiche devono andare in galera ma senza aggravanti per transfobia (se ci fossero...).
In chi ci vede sempre e comunque una transfobia pecca di ingenuità politica oppure fa il\la furbo\a, tradendo un omocentrismo interiorizzato - che è l'altra faccia dell'omofobia - che induce a pensare che siccome sono divers* merito un trattamento speciale in quanto omosex e trans.
Invece anche se sono divers* ho gli stessi diritti degli altri non dei diritti per me e solo per me.
La legge mi dovrebbe tutelare non in quanto omosex o trans ma se il comportamento e le opinioni degli altri su di me in quanto omosex e trans non mi permettono di accedere a quegli stessi diritti e a goderne nello stesso modo.
La tutela non nasce da me bensì nasce sempre dall'avversione di una terza perosna che mi discrimina in quanto omosex o trans.
Questa e solo questa è omo-transfobia.
Finché noi gay e lesbiche e trans non capiamo questo punto il movimento non avanzerà di un millimetro.
A Pinci in realtà, che stupido non è, gli viene qualche dubbio
Ricordate il motto per il diritto all'indifferenza dell'Ilga Portoghese?
Quella è la nostra meta politica!
Pinci purtroppo è in buona compagnia.
Sul blog Furiosa critica femminista si legge
Non vede cioè nelle donne che hanno aggredito una donna trans delle persone qualsiasi ma delle lesbiche la cui transfobia è più grave perchè viene dallo stesso alveo, insomma è fuoco amico.
Come se essere omosessuali (o trans) garantisse chissà quali forme innate di tolleranza pacifismo progressismo.
Stesso errore della sinistra che considerava positivamente in quanto tali contadini e operai che sono maschilisti omofobi etc etc proprio come possono esserlo gay e lesbiche. Come posso esserlo tutti gli uomini e le donne qualunque sia il ceto, la cultura, l'orientamento e l'identità sessuali.
Non siamo tutti uguali. Ma godiamo tutti degli stessi diritti
Siamo prima di tutto cittadini e per lo stato diventiamo (o almeno dovremmo) gay lesbiche e trans solo quando a causa dell'omosessualità e della transessualità ci uccidono ci menano o ci tolgono diritti.
E' evidente come in questo caso la transfobia sia strumentale per attaccare il movimento glbtqi.
Più raffinata la osservazione di Helena Velena che su faccialibro scrive:
In ogni caso questa osservazione cosa dovrebbe dimostrare?
Helena conclude
Intanto, come ho già scritto altrove, forse la parola omo-transfobia deve essere sostituita con parola altra.
Così com'è scritta letteralmente significa malattia: paura irrazionale e avversione (Fobia) dei gay e delle lesbiche.
Una fobia è una malattia. Non la omo-transfobia. Se una persona omofoba vedendo me gay inizia a scansarmi in preda a crisi d'ansia io non avrei nulla da ridire e spererei che si curasse.
Invece un omofobo (o transofobico) nella realtà mi vorrebbe a menare perchè per lui io sono un anormale, un malato, un promiscuo, un pedofilo, uno sterile, non capace di provare affetto né di formarsi una famiglia, uno moralmente disordinato, così come si sente dire e si legge da più parti. Stato Italiano compreso che non riconosce alla categoria gli stessi diritti degli altri.
Capisco che qualcuno per celia come in alcuni cartelli anche ai pride risponde che la omo-transfobia è una malattia. Ma è un modo di dire, una boutade.
Spero che nessuno creda sul serio che chi è omofobo è un malato, altrimenti gli omofobi li dovremmo difendere (in quanto malati) e curare mentre io li vorrei zittiti e in galera.
Menomale che così non la pensano i giudici altrimenti Svatsichella malato di omofobia non sarebbe stato condannato in quanto non ha agito secondo volontà ma perché costretto da malattia.
Eppure c'è chi ci gioca sull'etimo infelice (per l'uso improprio che se ne fa) di questa parola come fa Luca Di Tolve nell'articolo sul Giornale:
e più oltreCome mai si parla tanto di omofobia? È una parola che sulla Treccani neppure compare. L’Ansa la usò per la prima volta, e una sola volta, nel 1984. L’anno scorso l’ha adoperata 816 volte.
Si tratta di una precisa strategia dell’attivismo gay per arrivare a sanzionare la libertà di pensiero e di espressione. Un attacco alla Costituzione. Non vogliono che si parli di loro, se non per parlarne bene. Una tattica intimidatoria: se vuoi essere considerato una persona ragionevole, e non un soggetto fobico, cioè un malato, devi condividere l’ideologia omosessualista.
Dunque cosa intendiamo con omofbia e transfobia?«Secondo il Dsm, il manuale dei disordini mentali, perché si possa diagnosticare una fobia devono presentarsi almeno quattro dei seguenti sintomi: palpitazioni, tachicardia, sudorazione, tremori, dispnea, dolore al petto, nausea, disturbi addominali, sbandamento o svenimento, depersonalizzazione, paura d’impazzire o di morire, parestesie. Chi viene dipinto come omofobo prova quattro di questi sintomi mentre parla dei gay? Ma andiamo!».
Un odio per le persone omosessuali e transessuali che non si ferma alla sola opinione ma la cui espressione anche della sola opinione si traduce e/o legittima atti violenti e discriminatori.
Rientrano in questa definizione le discriminazioni sul posto di lavoro, nelle istituzioni, nella cultura, gli atti di violenza fisica e psicologica (percosse, insulti, maltrattamenti). In questa ultima accezione rientrano l’eterosessismo più generale della società (stigma strutturale) e l’attuazione concreta (stigma attuato) di sentimenti discriminatori sul piano individuale e interpersonale.
(dal sito arcigay di verona che - purtroppo - annovera, senza alcun fondamento scientifico - perchè
il termine, come nel caso della xenofobia, è solitamente utilizzato in un'accezione generica (riferita a comportamenti discriminatori) e non clinica (wikipedia) -
Fatta questa debita premessa procediamo alla notizia dell'aggressione. La fonte di tutti i commenti su internet (compreso questo) è una nota di Federico Pinci comparsa su faccialibro:l'omofobia come una fobia, cioè una irrazionale e persistente paura e repulsione nei confronti delle persone omosessuali che compromette il funzionamento psicologico della persona che ne presenta i sintomi. (sic!)
Ieri pomeriggio mi telefona Helena chiedendomi informazioni circa un episodio appena consumatosi a Bologna: una trans è stata pestata da un gruppo di lesbiche nel corso di un raid.Veramente ho già da ridire sulle parole gruppo di lesbiche e su Trans.
Se dobbiamo uscire fuori dall'omo-transfobia dobbiamo partire dall'uso delle parole.
Soprattutto dal perchè si puntualizzano certe cose piuttosto che altre.
Perché gruppo di lesbiche e Trans mi dà fastidio?
Perché io credo che prima del mio orientamento sessuale (o identità transgender) è l'appartenenza al genere umano che mi definisce, come uomo e donna, qui usato non come identificativo di genere ma come marcatore di appartenenza al genere umano con un termine meno maschilista.
Quindi uomo e donna=appartenenti al genere umano.
Donne lesbiche donna Trans (così anche i giornalisti più distratti la smettono di scrivere il trans...).
Ma al di là della precisazione la notizia qual è?
Un gruppo di donne lesbiche ha picchiato una donna trans.
Basta questo per farne un caso di transfobia?
NO.
Per essere un caso di transfobia - data la definizione di cui sopra - è il motivo dell'aggressione che distingue un caso di semplice (sic!) violenza urbana (delinquenza? Bullismo? usate il termine che volete) da un atto omo-transfobico.
Tralascio alcune parti della nota perchè non inerenti al discorso che voglio fare qui. Per chi vuole leggere la nota nella sua interezza può cliccare qui.
Prima di proseguire però voglio notare en passant come il linguaggio di Pinci sia maschilista e patriarcale e un po' misogino. Eccovi qualche perla:
Se una lesbica scorreggia nella gay street, sotto gli uffici di Arcigay, di fronte alle attività commerciali, a due passi dalle sedi nazionali dei partiti, dalle redazioni dei quotidiani, da Montecitorio, è un tripudio di titoloni sulle prime pagine dei giornali.Bel linguaggio vero? Comunque.
Quando ad essere picchiata è una transessuale e il fattaccio si materializza "sopra altri colli", è difficile per la stessa comunità glbt raccogliere qualsivoglia informazione.
Pinci - che dobbiamo considerare fonte autorevole in mancanza di altra fonte più diretta (per esempio il blog dell'aggredita...) - riporta la testimonianza di Net questo il nome - ci dice Federico - della donna Trans aggredita. Anche qui riporto solo i brani che ci interessano:
pensando... E' una ipotesi di Net o la lesbica glielo ha detto esplicitamente?
"(...) mi son fermata a parlare con la ragazza in questione incuriosita dalla lunghezza dei suoi capelli superdecolorati...per il semplice fatto di averle rivolto la parola la sua compagna mi si è scagliata contro pensando che ci stessi provando:
il che è stato escluso oltre che da meescluso? Si esclude una ipotesi di ricostruzione, non escludo una intenzione equivocata, la chiarisco. Quindi cosa ci sta dicendo Net che, a posteriori, nella sua ricostruzione lei esclude che la donna lesbica possa davvero aver interpretato il suo interesse per la ragazza come una molestia o che si è chiarita prima o durante l'aggressione con la donna che l'ha aggredita ?
Attenzione non sto minimamente giustificando la reazione delle donne che hanno aggredito. Voglio solo capire qual è la causa dell'aggressione perchè non basta aggredire una donna trans senza saperne il motivo per farne un caso di transfobia.
dalle sue amiche che tirandola indietro m'hanno detto di andarmene perchè molto gelosa e particolarmente aggressiva...Ma allora il motivo è quello della classica coatta che imbruttisce se qualcuno, chiunque sia, vede la sua donna. Stessa dinamica se la donna lesbica fosse stata un uomo, e l'aggredito un maschietto etero.
In quel caso avremmo parlato di eterofobia? No di certo!
Possiamo trovare un'altra etichetta se volete gallismo, bullismo, in ogni caso coattagine (attenzione non perchè a esserlo è una donna sarebbe lo stesso identico caso con un uomo). Quante volte abbiamo letto di uomini che si accoltellano per una ragazza? Si tratta della stessa dinamica mutatis mutandis.
Allora perchè dovremmo fare differenze solo perchè le persone coinvolte sono delle lesbiche e una trans?
In realtà come vedremo una ragione a specificare che si tratta di lesbiche c'è: l'intenzione di dimostrare che le persone omosessuali sono transfobiche. Ci ritorneremo.
Prima ricapitoliamo. Una donna trans è stata aggredita da un gruppo di donne lesbiche perchè una di queste ha frainteso l'interesse che la trans aveva dimostrato per una delle lesbiche.
mi sono immediatamente defilata con questa che mii gridava dietro: "e vedi di andartene, prima che ti becchi una sberla". son tornata a divertirmi con i miei amici...dopo un bel po' passando dietro al loro tavolo m'è venuta la brillante idea di fare una battuta acida..."gliel'avrei voluta dare io 'na sberla"...pessima idea...io l'ho detto una del gruppo delle picchiatrici indemoniatea questo punto del racconto ancora non lo sono picchiatrici... lo saranno...
lo ha fatto, s'è girata e allungandosi m'ha tirato un gran schiaffone...non sono mica 'na santa, istintivamente ho tentato di ricambiare la cortesia ma l'unica cosa che son riuscita a fare è stato scacciar via le mosche...non ho colpito nessuno!Quindi io guardo una che mi piace, la sua donna mi vuole aggredire, viene trattenuta dalle amiche, io me ne vado, quella mi grida dietro vattene o ti meno. Io me ne sto buona con i miei amici. Poi dopo un po' ripenso a quella battuta e mi avvicino al loro tavolo e rispondo per le rime. Non subito spinta dall'ira. Ma dopo... Ricevo uno schiaffo. Cerco di darne uno a mia volta ma non ci riesco.
le signore erano circa una decinaMa non erano 6? Ah beh circa una decina=6
e avano un tavolo prenotato con tanto di seau a glace, inutile dire che sia stato chiesto a me di uscire...beh questo è classismo...
chissà come mai... io ho subito detto che lo stavo già facendo e mi sono avviata alla porta prendendo il buttafuori sottobraccio....Nessun addetto alla sicurezza purtroppo può controllare cosa c'è fuori dal locale...
il mio amico che poi ha cercato di difendermi mi ha visto ed è andato a chiedere spiegazioni alla sicurezza...lì davanti c'erano già le ragazze a fomentarsi l'un l'altra nell'organizzare la spedizione punitiva alla "trans impertinente"...e nessuno della sicurezza è uscito a controllare cosa stesse per succedere...
per concludere, al di là dei generi, dei gusti, etc. mi sono ritrovata incredula con 6 ragazze tutte più impostate e avvezze alla rissa di me che a breve m'hanno messa K.O. buttata a terra e presa a calci e pugni...soprattutto nella schena, in pancia e in testa...urlandomi "travone di merda...MUORI!"...ma poi travina casomai peso 52kg...Allora. Il gesto è di una violenza inaudita. Questo sia chiaro. Anche il fatto che Net sia stata invitata a lasciare il locale è criticabile (ma non per i motivi su cui ironizza...).
Ma basta questo a farne una violenza transfobica?
No.
Una offesa, certo.
Ma le offese funzionano amplificando una caratteristica presunta o reale della persona che si vuole insultare.
Se vogliono insultare me mi diranno a ciccione di merda. Ma si tratta di cicciofobia? No!
La distinzione è chiara.
Se il motivo per cui ti picchiano non è il fatto che tu sia trans ma un motivo altro per quanto ridicolo o criticabile (ma esiste poi un motivo non tale per picchiare qualcuno?) indicare che quel gesto di violenza è transfobico è in realtà una forma di transfobia.
Cioè lì non si vede una persona picchiata si vede un travone picchiato...
Se la legge sull'omotransfobia funzionasse davvero così allora le pregiudiziali di costituzionalità sarebbero fondate.
In questa specifica dinamica un etero (quello del mio esempio di prima ) sarebbe di fatto discriminato dalla donna trans perché il suo aggressore non prenderebbe le aggravanti come l'aggressore della Tras.
Ma non sono questi i motivi per cui si chiede una legge contro l'omofobia né gli ambiti e i casi in cui l'omotransfobia si manifesta.
Se Net fosse stata aggredita in quanto trans allora sì sarebbe transfobia, ma aggredita in quanto giudicata, non importa se a torto o a ragione, come molestatrice di donna altrui è violenza sì, le donne lesbiche devono andare in galera ma senza aggravanti per transfobia (se ci fossero...).
In chi ci vede sempre e comunque una transfobia pecca di ingenuità politica oppure fa il\la furbo\a, tradendo un omocentrismo interiorizzato - che è l'altra faccia dell'omofobia - che induce a pensare che siccome sono divers* merito un trattamento speciale in quanto omosex e trans.
Invece anche se sono divers* ho gli stessi diritti degli altri non dei diritti per me e solo per me.
La legge mi dovrebbe tutelare non in quanto omosex o trans ma se il comportamento e le opinioni degli altri su di me in quanto omosex e trans non mi permettono di accedere a quegli stessi diritti e a goderne nello stesso modo.
La tutela non nasce da me bensì nasce sempre dall'avversione di una terza perosna che mi discrimina in quanto omosex o trans.
Questa e solo questa è omo-transfobia.
Finché noi gay e lesbiche e trans non capiamo questo punto il movimento non avanzerà di un millimetro.
A Pinci in realtà, che stupido non è, gli viene qualche dubbio
Sarò impopolare ma a me sembra che la matrice omotransfobica sia dubbia.Per rimangiarselo subito dopo
Quanto meno abbiamo un problema: basta un insulto in una situazione di effervescenza emotiva per fare di una aggressione fisica una aggressione a sfondo transfobico?
Ciò che è certo è che si tratta di una violenza "interiorizzata".Ora a parte il fatto che non si capisce perchè bisogna scegliere, i concetti espressi da Pinci sono machisti, patriarcali, maschilisti, misogini e nella fattispecie omocentrici (omofobici). Omofobici non tanto perchè lui afferma (anche se per provocazione lo capisco) che
Introiettata a partire da chi, da dove, da quale catacomba della nostra analità?
Siamo in effetti una minoranza composita che divide uno spazio legislativo, fisico, democratico, etico, economico e psicologico troppo piccolo: i migranti tra loro si sparano, non mi sorprende che lo facciano i froci.
Rimane però da capire fino a che punto questa disgregazione della nostra e delle altre minoranze venga orchestrata da intelligenze esterne a queste minoranze (e pertanto a qualunque dinamica davvero democratica).
Questo direi è il cuore del problema.
A tutte le lesbiche e i froci che nutrono risentimento per le transessuali voglio invece dire una cosa semplice: se io dovessi salvare solo una fetta di frocità salverei prima le trans. Salverei prima loro perchè sono le più maschie; maschie nel senso che indossano la propria diversità senza macchia e senza paura e la portano in trincea tra la gente. E per me che tutti accusano di essere un para-fascio questo è un maschio: un guerriero senza paura.
Salverei prima loro, non fosse che poi so bene che nessuna minoranza si salva da sola.
Fareste bene a pensarci un pò su.
se io dovessi salvare solo una fetta di frocità salverei prima le trans.Se per frocità si intende discriminati va bene. Ma se si intende l'orientamento sessuale con tutto rispetto io non ho nulla a che fare con una trans (come lei non ha nulla a che fare con me) perchè orientamento sessuale e identità di genere o transgender sono due aspetti molto diversi tra loro nell'ambito dell'identità sessuale. Stessi diritti ma non stesse dinamiche personali o psicologiche.
Salverei prima loro perchè sono le più maschie; maschie nel senso che indossano la propria diversità senza macchia e senza paura e la portano in trincea tra la gente.Sono considerazioni omofobiche perchè mentre in questa vicenda ci sono delle persone coinvolte in una rissa per aggressività e gelosia, Pinci ci vede sei lesbiche e una trans.
Ricordate il motto per il diritto all'indifferenza dell'Ilga Portoghese?
Quella è la nostra meta politica!
Pinci purtroppo è in buona compagnia.
Sul blog Furiosa critica femminista si legge
Ecco il punto cui accennavo prima. Si sottolinea che sono sei lesbiche a picchiare una trans perchè si vuole dimostrare un odio fraterno.
La transfobia colpisce ogni individuo, non esclude di certo le persone omosessuali, in vita mia ho sentito e visto insultare ed allontanare molte persone transessuali direttamente dalla bocca di persone omosessuali, anche attivisti del “movimento LGBT”, molto spesso le prese ingiro e le maldicenze arrivavano ” da dietro le spalle”.
Non vede cioè nelle donne che hanno aggredito una donna trans delle persone qualsiasi ma delle lesbiche la cui transfobia è più grave perchè viene dallo stesso alveo, insomma è fuoco amico.
Come se essere omosessuali (o trans) garantisse chissà quali forme innate di tolleranza pacifismo progressismo.
Stesso errore della sinistra che considerava positivamente in quanto tali contadini e operai che sono maschilisti omofobi etc etc proprio come possono esserlo gay e lesbiche. Come posso esserlo tutti gli uomini e le donne qualunque sia il ceto, la cultura, l'orientamento e l'identità sessuali.
Non siamo tutti uguali. Ma godiamo tutti degli stessi diritti
Siamo prima di tutto cittadini e per lo stato diventiamo (o almeno dovremmo) gay lesbiche e trans solo quando a causa dell'omosessualità e della transessualità ci uccidono ci menano o ci tolgono diritti.
In Italia spesso accade che le persone transessuali non possano arrivare a ruoli decisionali nemmeno nelle associazioni LGBT e se ci riescono avviene perché vengono usate per dimostrare un falso interesse di una pluralità di intenti del mondo LGBT.Queste affermazioni abbisognerebbero di pezze di appoggio ma usciremmo fuori tema.
E' evidente come in questo caso la transfobia sia strumentale per attaccare il movimento glbtqi.
Ho preso spunto per questo articolo dal racconto di un atto transfobico avvenuto ieri 30 luglio 2011 a Bologna, ad opera di un gruppo lesbicoE qui siamo al massimo. L'autrice del blog - che è una ragazza lesbica - indica le sue consorelle (secondo la sua stessa logica) come gruppo lesbico, in maniera discriminatoria - e dunque omofobica - probabilmente per non annoverare se stessa tra un gruppo considerato transfobico (quanto è solo teppista e violento e non certo in quanto omosessuale perchè fosse stato di donne etero o di uomini sarebbe stata esattamente la stessa cosa) anche a costo trattarle con omofobia....
Più raffinata la osservazione di Helena Velena che su faccialibro scrive:
ieri sera a Bologna sei lesbiche hanno selvaggiamente picchiato una persona transgender procurandole lesioni, perche’ pensavano ci stesse provando con la compagna di una di loro…Si risponde da sola sul fatto che non sia un caso di transfobia... Eppure non lo nota perchè Helena vuole arrivare ad altro.
Come la mettiamo ora, che la violenza non viene dai “fascisti” ma dall’interno della nostra stessa scena?Intanto fascisti= Chi interpreta i rapporti sociali come rapporti di forza e quindi con prepotenza e intolleranza (dal dizionario online del Corriere) ce ne sono assai anche tra lesbiche gay e trans (come nel resto di tutto il genere umano) nessuno dotato politicamente e storicamente onesto può affermare che l'omofobia (quella vera) sia solo di destra.
In ogni caso questa osservazione cosa dovrebbe dimostrare?
Helena conclude
Questa notizia non deve venir censurata con la scusa che “i panni sporchi si lavano in casa”, ma se ne deve assolutamente parlare!!Parlare sì, ma nei termini giusti non in quella forma terribile, dolorosamente naif e deleteria che vede omosessuali e trans laddove in questo caso invece ci sono solo cittadini e cittadine.
Dall'outing al pettegolezzo e alla delazione: orrori e miserie delle voci su Tremonti Gay nel caso Milanesi
Marco Mario Milanese, deputato del Pdl, consulente del ministro Giulio Tremonti e alto ufficiale della Guardia di Finanza (mentre Manuela Bravi, compagna di Milanese, affianca al ruolo di portavoce quello di consigliere per l’informazione politica di Tremonti) è stato accusato di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e associazione per delinquere.
Secondo il Gip di Napoli, Milanese ha un ampio raggio di azione grazie al suo legame con Tremonti e riesce a pilotare delle nomine, come quella di Fabrizio Testa, già componente del Cda di Enav, a presidente di Tecnosky. Le indagini hanno consentito di accertare, “al dì fuori di ogni dubbio” che Milanese abbia assicurato la nomina di Guido Marchese a componente del collegio sindacale nelle società a partecipazione pubblica Ansaldo Breda spa, Oto Melara spa, Ansaldo Energia spa, Sogin spa e Sace spa, ricevendo dallo stesso la somma di centomila euro, e la nomina di Carlo Barbieri a consigliere di amministrazione di Federservizi spa, società controllata dalle Ferrovie dello Stato.
La sfera d’azione di Milanese è vasta. Ma per quanto ci riguarda possiamo finire qui. Per chi vuole saperne di più può leggere l'articolo del Fatto Quotidiano (datato 7 luglio 2011) dal quale abbiamo preso queste informazioni.
Si scopre che Tremonti abita in un lussuoso appartamento di Roma, di proprietà del Pio Sodalizio dei Piceni, dato in affitto a Milanese per un canone mensile di 8.500 euro. Tremonti «per ovvi motivi di opportunità» lascia la casa e spiega che aveva accettato l'offerta fattami dall'onorevole Milanese per l'utilizzo temporaneo di parte dell'immobile nella sua piena disponibilità e utilizzo lasciando intendere cioè di essere stato suo ospite e di non aver mai pagato l'affitto. Cosa illegale perchè anche in questo caso va stilato un contratto e pagate delle tasse.
Milanese però afferma che Il ministro ha corrisposto, quale partecipazione all'affitto dell'immobile, a partire dalla seconda metà del 2008, la somma mensile di circa 4.000 euro. Settimanalmente e in contanti mi ha corrisposto circa 75.000 euro complessivi. Un affitto in nero, senza pagare le tasse. Per cercare di confondere le acque Tremonti cambia ancora versione affermando di essere stato "pedinato" e "spiato" dalla guardia di finanza (di cui, in quanto Ministro del tesoro è a capo) e che non sentitosi più tranquillo nemmeno durante i suoi lunghi anni da ospite in una caserma della Guardia di Finanza ha accettato nel febbraio del 2009, l'offerta di Milanese per l'appartamento di via di Campo Marzio. Forse un “errore”, lo ha definito il ministro, determinato dalla necessità di sottrarsi alle indebite attenzioni della Guardia di Finanza: “Non ero più tranquillo, mi sentivo spiato, controllato, persino pedinato”.
La procura di Roma apre una indagine per queste rivelazioni di Tremonti che parlano di due correnti all'Interno della Guardia di Finanza. Anche qui per chi vuole saperne di più può leggere gli articoli del Fatto Quotidiano di oggi e di Repubblica di oggi citato dal fatto quotidiano entrambi consultati e usati per queste ultime informazioni.
Seguo questa storia con medio interesse, è uno dei tanti esempi di corruzione, favoritismi, illegalità, che, se comprovati, dimostrano un altro pezzetto dei privilegi di chi ci governa.
Poi leggo sul blog di Elfobruno un post alquanto curioso dal titolo Tremonti sarebbe gay ma nessuno può dirlo nel quale si legge:
Milanese non è solo un collaboratore di Tremonti ma un indagato per corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e associazione per delinquere. Ma tant'è.
Caso Tremonti. Il ministro dell’economia abitava a Roma, in pieno centro storico, nell’appartamento del suo collaboratore, Milanese.
L’affitto della casa era di 8.500 euro. Tremonti pagava la metà.Beh veramente abbiamo visto che lo scandalo è di ben altra portata e ha ripercussioni che inficiano anche la Guardia di Finanza...
I giornali parlano di affitto in nero. E da lì lo scandalo.
Lui si difende: tutto regolare. Può dimostrarlo.Evidentemente nemmeno di quelle giudiziarie...
Non voglio parlare delle implicazioni politiche della vicenda.
Chi vuole si informi come meglio crede.Però Elfo si vede bene da fornire delle fonti sulle quali, presumibilmente, si è informato a sua volta prima di scrivere il post. Fornisce però delle fonti, davvero autorevoli.
Per cercare di comprenderne meglio i termini, basterà leggere uno stato Facebook e un tweet.Facebook e Twitter, fonti sicure, prestigiose, fidate...
Il primo, dell’onorevole Paola Concia:Su questo commento tornerò tra breve.
Caro Ministro Tremonti non le sembrerà strana la mia umana comprensione del suo travaglio personale, non per quello politico, per quello la mia comprensione è zero. Per quella mia personale umana empatia le do un modesto consiglio: legga “Alexis” di Marguerite Yourcenar, la aiuterà e chissà che non riesca a spiegarsi meglio.
Il secondo, del giornalista Daniele Nardini, di Gay.it:
Tremonti sarebbe gay e se la farebbe con Milanese. Questo è quello che i giornalisti in tutte le redazioni dicono ma non possono scrivere.
Daniele Nardini ha al suo attivo, recentemente, su Gay.it degli articoli nei quali dà spazio alle voci insistite (che esistono dagli anni 80) sulla presunta inesistenza di un collegamento tra il virus dell'hiv e l'aids
Secondo i dissidenti il virus dell'Hiv non è la vera causa dell'Aids; che il test attualmente in uso non riesca davvero a diagnosticare la sieropositività; che i farmaci siano inefficaci e, anzi, piuttosto che il loro uso causi una lenta agonia; che la paura di essere contagiati con un rapporto non protetto sia paragonabile alla supersitizione; che le campagne per la prevenzione siano studiate dai politici e dalle cause farmaceutiche per terrorizzare anziché per informare...sui quali lascio giudicare ai lettori:
(domanda di Nardini a Giulio Maria Corbelli accreditato come regista del corto + o - il sesso confuso che in realtà è un lungometraggio di 92 minuti di Andrea Adriatico e Giulio Maria Corbelli in Le-teorie-complottiste-sono-pericolose)
Non chiamateci negazionisti
L'Aids compie 30 anni Inchiesta di Gay.it sui "dissidenti"
Aids parla il medico dei dissidenti: "Siamo 2500".
Torniamo al post di Elfobruno
Ecco il senso della citazione del commento di Paola Concia su faccialibro. Basta consigliare un libro che parla di un uomo che dice alla moglie che deve lasciarlo perché omosessuale.Per quel che mi riguarda, oggi andrò a comprare il romanzo della Yourcenar. Per chi non lo sapesse: è la storia di un uomo che confessa alla moglie di doverla lasciare perché omosessuale.
Nel romanzo in realtà l'uomo confessa alla moglie un'auto-repressione per la morale borghese introiettata e la sua confessione costituisce una liberazione e una testimonianza sul dramma della non accettazione (il romanzo è stato scritto nel 1929...
E' chiaro il rimando di Concia, Tremonti si legga un dramma sulla non accettazione dell'omosessualità che lo riguarda direttamente.
Sintomatico che Elfo Bruno ne faccia una mera questione di omosessualità, perchè si sa un omosessuale deve lasciare la donna in quanto omosessuale, quasi che a starle vicino le venga l'orticaria...) glissando sul dramma dell'autoaccettazione che è il cuore del libro....
Comunque sia.
Invece di commentare il favoritismo di un affitto (che a quanto emerge dalle indagini, se confermato, non è stato pagato né da Tremonti, né da Milanesi ma da Proietti, indagato per corruzione insieme a Milanese e all'ex presidente di Sogei Sandro Trevisanato) si fanno illazioni sul presunto orientamento sessuale di Tremonti.
Perché?
Che prova c'è?
E anche se fosse vero a che serve?
Beh se tremonti parla male dei gay è giusto che si faccia outing.
Vero.
Ma Tremonti non solo non parla male dei gay ma ne parla bene...
...come scopro dal blog Maschile individuale che pubblica questo video commentando che
non di evasione si tratterebbe ma del vizietto ? mah!Ed ecco il dileggio. Chiaro che Tremonti parli bene della categoria cui lui stesso appartiene scrive, ammettendo e non concedendo, l'autore del blog.
sarà solo una campagna montata dall’attivismo gay?
io , da avversario, preferivo martellare Tremonti su eventuali reati fiscali .
la sua vita sessuale ed i suoi pudori/ipocrisie li considero poco rilevanti.
cmq, a proposito di Tremonti e gay…. anche sui gay spara i soliti pregiudi (si vanta la categoria?). guardate che ho trovato su youtube.
se fosse vero, sarebbe un ossimoro
Pur essendo politicamente favorevole all'outing (ho persino dato disponibilità a Mancuso per contribuire a questa benedetta campagna da Settembre...) cioè al fatto che se un personaggio pubblico esprime pareri, anche a titolo personale, e opinioni contro i gay e si scopre che lui è gay lo va pubblicamente dichiarato per mostrarne l'incoerente e l'ipocrsia devo purtroppo dare ragione ai dubbi del blog Fareitalia (che scopro grazie alla segnalazione di un amico su faccialibro) che critica l'iniziativa stessa dell'outing e nel quale si legge:
(...) Si fa fatica a credere che una iniziativa del genere possa venire dal mondo gay, che conosce benissimo il disagio e la sofferenza con cui le persone possono vivere la propria condizione sessuale (...)e più in là
(...) e alla fine non si capisce più se la loro colpa sia quella di essere omofobi o gay. O meglio, forse hanno la colpa di essere omofobi, ma pagheranno per essere omosessuali. (...)Basito chiedo lumi a Elfobruno nei commenti chiedendogli quali siano le prove di questo "si dice, si sa, tutti sanno ma non possono dire" che mi risponde:
Qui il discorso tuttavia verte su un altro punto. Il fatto che ci sia tale probabilità e le conseguenze sul piano umano di specifiche scelte.Tralasciamo le probabilità (il neretto è mio) (di fatto Elfo non risponde alla mia domanda, perchè Elfo di prove certe non ne ha...). Per Elfo più dell'aspetto giudiziario e di quello politico è interessante il piano umano.
Piano umano, cioè le condizioni personali di Tremonti?
Questi non sono i termini dell'outing: la pratica politica di rivelare pubblicamente, per ritorsione, l'omosessualità di alcune persone segretamente omosessuali, le quali attaccano pubblicamente l'omosessualità. (wikipedia).
Chiedo a Elfo delucidazioni sulla probabilità che il fatto sia vero e mi risponde:
Ale, hai mai preso in considerazione:
1. che magari certa gente può solo essere più bene informata?Chi? Nardini? Concia? E le prove?
2. che non c’è necessariamente malafede in ogni cosa che si scrive e si dice?Ma anche sì...
Ti ricordo che quando Cecchi Paone e Pecoraro Scanio dichiararono la propria sessualità, noi lo sapevamo da tempo perché in una comunità chiusa come quella GLBT, certe cose fanno il passaparola.Ma né Cecchi Paone né Pecorario Scanio parlavano male dei gay quindi l'outing è fuori questione. E se non è sull'atteggiamento è gay perchè un uomo del suo staff indagato per corruzione gli pagava l'affitto???
E non c’entra nulla la erre moscia o i modi poco virili (per altro, per quel che mi riguarda, Tremonti non mi sembra effeminato).
Di cosa stiamo parlando, se non di pettegolezzo?
E invece di ridere di queste illazioni (o di gridare all'omofobia e al maschilismo) c'è anche chi pubblica smentite... come sua sorella che secondo http://affaritaliani.libero.it/economia/tremonti170711.html" Target="_Blank">Affariitaliani.it avrebbe detto
Giulio frocio? Ma per carità non scherziamo!! E' la piu' grande castroneria che abbia mai sentito. E' sempre piaciuto molto alle donne e ha sempre avuto belle donne, sin da piccolo. Chi meglio di me può saperlo?". Angiola Tremonti, la sorella artista e ora scrittrice di successo con il bellissimo "La valle degli orsi", il romanzo della sua vita controcorrente e di quella dei suoi familiari (Bompiani editore, spesso esaurito nelle librerie) si fa una gran risata quando commenta con Affari le insinuazioni di questi giorni secondo cui il rapporto del ministro più importante e famoso con il suo superconsulente e padrone di casa Marco Milanese si inserirebbe all'interno di quelle che nel Palazzo romano vengono chiamate allusivamente "relazioni pericolose" dentro una sorta di caso Boffo bis.Belle considerazioni nevvero?
"Sarebbe come se dentro l'uovo di uno struzzo si trovasse una formica", dice coniando un'iperbole presa dal mondo degli animali, la sua passione e la sua ossessione artistica. (...) E poi la citazione del suo libro nel giornale di Padellaro e Travaglio di oggi che scrive: "E ora -rivela un deputato molto vicino a Tremonti - anche le pagine del libro della sorella sono oggetto di analisi attentissima. Angiola Tremonti è l'autrice di "La valle degli Orsi", un libro di ricordi di vita, dove si parla di tutto, di un orsacchiotto di peluche di nome Bibì, "era il peluche preferito non solo da me, ma anche da Giulio. Per un certo periodo, eravamo già adulti, glielo diedi. E glielo avrei anche regalato. Me lo sono fatta restituire che avevo ormai cinquant'anni". Ecco, secondo il Fatto, l'orsacchiotto Bibì potrebbe divenire la pistola fumante del nuovo caso
Boffo, l'indizio che incastrerà il ministro con l'aria da primo della classe antipatico. "Ma va la', gliel'avevo dato insieme con il maglione da sci come ricordo dell'infanzia, testimonianza gioiosa e nostalgica del tempo che fu. Poi anni dopo ho pensato che stava bene anche in casa mia. Ed è lì, vicino alla macchina da scrivere. Peccato che non ho la foto, te la manderei".
Si dimette la portavoce di Tremonti/ Il nome è sparito. Scomparso dal sito del ministero dell'Economia e delle Finanze. Manuela Bravi si è dimessa da capo ufficio stampa e portavoce di Giulio Tremonti. E, dicono dalla segreteria, non è ancora stata sostituita. La Bravi è la compagna di Marco Milanese, ex consigliere politico del ministro, e per cui la procura di Napoli ha chiesto l'arresto. La Camera si deve ancora pronunciare, visto che Milanese è deputato. Le accuse contestate sono corruzione, rivelazione di segreto d'ufficio e associazione per delinquere.
Certo il privato è sempre politico di questo, a differenza del blog Fareitalia che dice il contrario, sono ancora convinto, per cui ogni personaggio pubblico che non si dichiara apertamente facendo coming out fa un danno alla causa di liberazione.
Se tutti i gay e le lesbiche a qualunque titolo personaggio pubblico, ma anche tutti i gay e le lesbiche comuni, come il sottoscritto, facessero coming out sicuramente tutta questa visibilità favorirebbe la distensione.
Ma una volta raggiunta la visibilità non dovrebbe interessare niente a nessuno del proprio orientamento sessuale.
In ogni caso credo ci siano diversi ordini di ragione per cui non si può costringere una persona a fare coming out a meno dell'unico caso previsto dall'Outing.
1) ragioni private. Insindacabili. In democrazia nessuno può decidere al posto mio come vivere la mia vita, nemmeno i froci e le lesbiche come me. Chiunque non rispetta questa decisione è un fascista della peggior specie e va buttato a calci in galera.
2) ragioni di ordine ideologico. Davvero siamo tutti disposti ad essere accomunati all'immagine collettiva che si ha dell'omosessualità? Non sto parlando dello stigma ma dei luoghi comuni sui gay, modaioli, palestrati, misogini (la fica? E' una ferita) checche tutte allo stesso modo (dunque affettati), promiscui, edonisti, dediti a tutte le droghe dall'alccol alle sigarette, passando per tutte le altre?
Io ho dovuto aspettare i miei vent'anni per avere coraggio di fare coming out quando cioè il mio ego è stato sufficientemente forse e io sicuro di me per non sentrimi destabilizzato dall'essere accomunato alle tante frocette querule da Gay Village, saune e locali gay.
3) Ragioni di orientamento sessuale.
Possibile che tutti i padri (le madri) di famiglia sospettati di essere gay siano davvero gay o lesbiche e non bisessuali? E che visibilità ha oggi la bisessualità se i primi a non crederci sono proprio i gay e le lesbiche? (provate a leggere i commenti a una mia nota su faccialibro) sull'argomento...)
Elfo invece conclude la sua risposta così:
Io faccio un altro discorso: dentro il mondo gay si è sparsa questa voce. Che sia un terzo caso, dopo quei due precedentemente citati?
Ecco. Per me questo è e rimane un pettegolezzo che ha il grande pericolo di continuare a propalare lo stigma dell'omosessualità...
Ma come da un lato il movimento fa tanta fatica per cercare di distinguere tra orientamento sessuale (sono attratto da), comportamento sessuale (posso essere attratto da persone del mio stesso sesso ma fare sesso solo con quelle dell'altro) identità di orientamento (faccio sesso con perosne del mio stesso sesso ma mi percepisco e mi definisco etero) e poi basta una voce dentro la comunità (MA QUALE COMUNITA'? Dei militanti? Dei discotecari, delle sciampiste???) per rendere vera una cosa della quale non dovrebbe fregar neinte a nessuno?
Al di là dell'outing rispetto ai fatti svolti a cosa serve sapere che Tremonti è gay?
Una tacca in più per i cacciatori di gay nascosti?
Una testimonianza che non tutti i gay sono progressisti?
In che maniera la notizia che Tremonti contribuisce alla causa gay controbilanciando il danno che la vita politica e pubblica di Tremonti ne avrebbe se fosse vero e costretto al coming out?
Ve lo dimostro i in che maniera. Ecco alcuni commenti (precedenti al post di Elfo) su "Tremonti gay":
Cominciamo con una domanda su Yahoo answers di 3 anni fa. I commenti in rosso i più omofobi quelli in verde i più intelligenti (according to me...)...
Ma tremonti è gay???
Ne parlavo l'altra sera con alcuni amici che ne erano certi, io invece non ne sono del tutto convinto. qualcuno mi sa rispondere (evitate le frasi offensive e i commenti gratuiti).
- 3 anni fa
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beh non lo so... beh se lo fosse non ci sarebbe proprio nulla di male, basta che non ce lo metta al c**o con la finanziaria
ahahah battutaccia lo so
si ragazzi veramente stasera non mi sono regolato, scusate ahah...che caduta di stile!
- 3 anni fa
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Non so, ma se lo fosse,
la notizia non farebbe certo scoppiare in lacrime la Arcuri,
e nemmeno milioni di ragazzine,
ma tantomeno farebbe eccitare né Dolce, né Gabbana
- 3 anni fa
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Secondo me non è da come uno parla o da come si muove che si capisce se uno è gay o meno. Essere effemminati non sempre corrisponde ad essere omosessuali e viceversa.
Comunque, a quanto mi pare non è gay, ma il classico secchione/sfigato che a scuola viene sempre deriso ma che poi nella vita avrà grande successo alla faccia di tutti quelli che lo deridevano.
Grande agrodolce, mi hai fatto sbellicare dalle risate... ehehe...
- 3 anni fa
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Beh non lo so e non me importa sono cazze suoi
- 3 anni fa
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Ma vuole ancora vendere il Colosseo?...
- 3 anni fa
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Beh, se lo è non lo so, e sinceramente poco mi importa.
Basterebbe solo che non fosse ministro della nostra economia.
- 3 anni fa
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ma che importanza ha?
- 3 anni fa
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vedo che dimenticate in fretta Formigoni...
- 3 anni fa
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Dico solo una cosa: è un grande fan di Madonna.
Sì, secondo me è gay, ma non lo ha mai dichiarato apertamente e si è sempre fatta molta attenzione a non far passare la "notizia".
Grillini ha detto che attualmente ci sono ben 3 ministri gay (Oltre Tremonti e Bondi..il terzo chi è? Boh...mistero. Forse Maroni?) e che in tutti i partiti c'è una certa percentuale di parlamentari omosex. Se tutto ciò dovesse venire alla luce forse i cari berlusconiani diventerebbero più tolleranti...e c'è ne sarebbe un gran bisogno!
p.s. quando Tvemonti è in intimità con un ragazzo...lo chiama "Tesoretto"...? ^_^
- 3 anni fa
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Mi sembra evidente ,non e' una novita'..a Pavia lo sanno tutti,ma .non credo che lui ne faccia mistero...forse e' l'unica qualita' che ha
- 3 anni fa
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irrilevante.
secondo me no
- 3 anni fa
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Ma non l'avete capito che son tutti fr0ci. Berlusconi, Letta, Bondi e Tremonti, Vito, Schifani eppure Maroni.
- 3 anni fa
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e tu insulti i gay con queste domande?
tremonti è.....forse hai ragione, con tutto il rispetrto che provo per gli omosessuali!
- 3 anni fa
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dalle voce penso che qualche volta l'ha presa a quel posto, e ora vuole ricambiare il favore su noi cittadini
- 3 anni fa
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Non mi risulta ma non ci sarebbe nulla di male.
Battutona di Agrodolce...
- 3 anni fa
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se e' gay sono affari suoi, quello che fara' AL GOVERNO SONO AFFARI NOSTRI
- 3 anni fa
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Non credo proprio di ritrovare in lui segnali di gaiezza.
- 3 anni fa
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Che fastidiosa pruderie ...
Ognuno è libero di mettere tra le proprie lenzuola chi vuole, come vuole e quando vuole ... perfino il ministrello citato!
Un saluto.
- 3 anni fa
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Sarebbe il suo unico lato simpatico e, comunque, chettefrega, sarebbero ben fatti suoi, ti pare?
Pensa piuttosto a come ci prende per il cu..... quando ci dice che diminuirà le tasse nel..... 2013!!!
Da qui alla delazione e alla calunnia il passo è breve...
Allora ancora sicuri che l'outing di Tremonti serva alla causa?Tremonti è gay?
Il ministro dell’Economia sarebbe omosessuale: tra lui e il consulente Marco Milanese “un’amicizia speciale”
Giulio Tremonti e i rapporti col suo ex braccio destro. Si fanno sempre più incalzanti le voci secondo le quali il ministro dell’Economia avrebbe una relazione con Marco Milanese.
Giulio Tremonti
Da giorni i beninformati sono sempre più allusivi sul rapporto “speciale” che legherebbe Tremonti a Milanese. In soldoni l’allusione è riferita al presunto rapporto omosessuale tra i due, che sarebbe il vero motivo dello scandalo che ha portato alla scoperta di una casa nella quale convivevano. Un’abitazione procurata al ministro dall’amico: ma per quale motivo? E forse per dividerla da amici e da coppia….?
“Non ho mai incontrato un gay scemo. Ce ne sono tanti, nel mondo intellettuale, della cultura e della finanza”, ha dichiarato Tremonti.
Il Corriere, il Fatto Quotidiano, Dagospia: chi più, chi meno, girano tutti attorno a questo. Dicono e non dicono. Usano parole come “tenerezza”, “debolezza”. Altri, come Il Giornale, usano linguaggi ancor più duri: al limite della minaccia di rivelazione di “inconfessabili segreti”.
D’altronde può il ministro dell’Economia avere come braccio destro una persona che non solo gli pagava la casa (è ormai un’abitudine. anche in altri casi con altri personaggi…) ma agiva in maniera a dir poco ambigua nella gestione del potere e delle nomine, come emerge dall’inchiesta sulla P4?
E ancora, ci si chiede come si siano conosciuti e in che modo sono entrati in così stretti rapporti professionali – e forse non soltanto professionali – Marco Milanese, ufficiale della Guardia di Finanza, e uno dei più importanti economisti italiani?
Le relazioni omosessuali non vietano a nessuno di fare il ministro ma certamente le voci infrangono sul nascere le speranze di Tremonti di diventare Premier.
In un Paese dove la morale che prevale non è certo quella omosessuale, Giulio Tremonti è destinato ad essere inesorabilmente disapprovato dalla Chiesa e dai moderati cattolici dello scenario politico italiano.
In ogni caso mettendola in caciara sulla sua presunta omosessualità si glissa alla grande sulle sue responsabilità morali (e penali) sul caso Milanese...
E come al solito l'omosessualità è strumentalizzata per non parlare di altro...
Lo scopo finale del movimento glbtqi è il raggiungimento dei diritti e dell'indifferenza come ricorda questo splendido video.
Se leggiamo poi gli altri commenti al post di Elfo Bruno le mie preoccupazioni sono corroborate.
Tremonti Gay? segreto di pulcinella…Si dileggia, perchè in fondo si pensa che Tremonti oltre a tutto il resto e anche frocio è una checca repressa, nascosta, che va stanata, come i topi.
eheheheheh quanti sepolcri imbiancati salterebbero come pop corn…
Allora mi tornano in mente le parole di Jean Luc Picard sì proprio capitano dell'astronave Enterprise in un episodio di Star Trek The Next Generation (Giustizia sommaria 21mo episodio della quarta stagione):
Con il primo anello è già formata la catena, con il primo discorso censurato, il primo pensiero proibito, la prima libertà negata, ci incatena tutti irrevocabilmente. La prima volta che la libertà di un qualsiasi uomo verrà calpestata ne subiremo tutti il danno
E che tristezza che una categoria colpita da stigma sociale e ammanco di diritti calpesti i diritti altrui in nome del pettegolezzo da spiaggia...
Chi è il vero omofobo?
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