lunedì 14 settembre 2009

Un'altra aggressione a Bologona

AGGRESSIONE DOPO SERATA GAY A BOLOGNA, RAGAZZO PICCHIATO
Un ragazzo di 20 anni, Romeo, sarebbe stato picchiato ieri notte a Bologna al termine di una serata gay presso lo chalet dei giardini Margherita da un gruppo di quattro giovani che poco prima aveva infastidito un ragazzo omosessuale, suo amico, all'interno del locale. Il fatto e' stato denunciato dal comitato provinciale Arcigay "Il Cassero" che ha espresso vicinanza alla vittima dell'aggressione, denunciando che "anche Bologna ormai si inserisce nella spirale di violenza omofobica in cui e' precipitata tutta la nazione". Il ragazzo picchiato, secondo la versione del Cassero, sarebbe stato atteso dagli aggressori - che erano stati allontanati dal locale dalla sicurezzza - all'uscita dello chalet, mentre si avvicinava alla macchina, e anche una seconda volta quando era alla guida della vettura. Le urla di una ragazza presente sul posto avrebbero poi fatto fuggire gli aggressori. Il giovane aggredito ha riportato la frattura di un polso lividi ed escoriazioni. Anche il Cassero di Bologna partecipera' il prossimo 10 ottobre alla manifestazione di Roma contro "il razzismo omofobico". Solidarieta' al giovane aggredito e' stata espressa anche dal gruppo "Bologna contro omofobia, lesbofobia e transfobia", nato su Facebook. (AGI)
(12 settembre 2009 ore 13.44)
(fonte Repubblica)

L'adn Kronos insinua che, Secondo gli accertamenti pero' non ci sarebbero motivazioni omofobiche dietro l'aggressione. Secondo quanto si e' appreso, durante la serata e' scoppiato un litigio verbale all'interno del locale tra una coppia di gay e un gruppo di ragazzi completamente ubriachi. Sembrava finita li', ma all'uscita del locale quattro persone hanno avvicinato uno dei due omosessuali mentre con altri amici andava e recuperare l'auto parcheggiata in via Santa Chiara. (fonte adnkronos).

Un litigio verbale di che natura? E se la lite non è scaturita per questioni omofobiche (tutto da dimostrare) perché allora specificare che il ragazzo è gay e usciva da una festa gay?

Per altre informazioni rassegna stampa di Franco Grillini

Riunione operativa di Lunedì 14


La riunione operativa per preparare l'iniziativa WE HAVE A DREAM
di venerdì 18 settembre 
a MONTECITORIO
si terrà lunedì 14settembre
alle ore 20 alle ore 22
 presso la sede di
Arcigay Roma- Gruppo ORA
Via Nicola Zabaglia 14 - Roma
06.64501102 - 347.9578585

(a cinque minuti dalla stazione metro B Piramide)

L'incontro verterà primariamente sui contenuti da sviluppare per venerdì e su questioni di carattere pratico, quali l'attività dei gruppi di lavoro.

Grazie ad Arcigay per la disponibilità e la collaborazione e a chiunque vorrà partecipare a questa attività

domenica 13 settembre 2009

Ancora un articolo...

Le mille luci dei Micropride illuminano la rete

Si chiamano Micropride. E il nome ne descrive il carattere quasi intimo e la forza militante. Stanno nascendo in tutta Italia (Roma, Torino, Firenze, Bologna,e cc.) sotto la sigla 'We have a dream'. Presidi stanziali o cortei di cittadini promossi contro il clima omofobo e intimidatorio che si respira nei confronti dei cittadini gay, per chiedere sicurezza e estensione dei diritti civili (la piattaforma politica è quella del Pride).

La stampa mainstream ne ha parlato poco tranne qualche eccezione (Zetavu su Repubblica.it ha scritto un articolo molto attento). Ne dà, invece, un grande risalto la rete, con un flusso di immagini, video, resoconti in diretta. E soprattutto la raccontano i social network. Lo spazio semi-privato delle nostre reti online di relazioni sociali si popola infatti, per questa come per altre battaglie civili (il testamento biologico è stata una delle più notevoli), di tanti lumini virtuali che, attraverso le foto dei profili e le singole storie di vita raccontano, come in un flusso continuo, la genesi di movimenti nati dal basso.

Alcune considerazioni sparse.

In primo luogo la tecnologia riscalda. In particolare quando incontra bisogni identitari/espressivi accende e moltiplica. (E infatti chi ha affisso a Roma il manifesto omofobo auspicando che i leoni sbranassero i gay scesi in piazza ha semplicemente ridato forza a una comunità).

E in particolare sono i social network, in questo caso Facebook (ma anche le foto pubblicate su Flickr) a mostrare con chiarezza la forza dei social media come piattaforme di autorappresentazione. Soprattutto - è questo il caso - quando l'adesione pubblica a una manifestazione è di per sè un gesto politico importante, che manifesta pubblicamente una vicinanza rispetto ad una battaglia o, in molti casi, rende visibile un'appartenenza a una comunità.

Un tempo avremmo parlato di cyberattivismo, oggi raccontiamo come i legami tra mondo della rete e le piazze cittadine passano anche per i social network dove mondo on e off line si rimandano a vicenda. In qualche modo su Facebook stiamo assistendo a tanti coming out collettivi, dove un post, l'invito a partecipare a una manifestazione spontanea, la propria foto di manifestante taggata e pubblicata sul profilo e diffusa con con un click ai 300 'amici' online (amici, ma che conoscenti, colleghi di lavoro) vale quando - o in alcuni casi di più? - di un cartello messo in piazza.Insomma, tutto il contrario delle semplici adesioni alle petizioni online dove un click, si è fatto notare, serve a esprimere una sensibilità a un tema ma si ferma li'.

La differenza, infatti, è che - soprattutto nel caso dei Micropride - sono coinvolti in primo luogo i corpi di chi manifesta. Insomma, la libertà di scegliere - perchè di questo si tratta - è prima rivendicata con il corpo, poi espressa in rete, vissuta nelle piazze riappropriandosi dei luoghi cittadini e infine raccontata nuovamente online. Un ciclo da studiare, perché è inclusivo, allarga e costruisce opinione pubblica.

Infine, una nota a margine. Piccoli manifestanti crescono e imparano a conquistare l'attenzione dei media giocando con le loro stesse armi. Emerge, infatti, nei fenomeni grassroot un uso sempre più consapevole del mezzo: comunicati stampa diffusi in modo capillare, foto uploadate in diretta, video montati da mani esperte. Un tentativo di costruire l'agenda dal basso che ogni tanto, nonostante tutto, riesce a fare notizia.

Lorenza Parisi su Nova 100 blog del sole24ore

Un articolo condivisibile


Maksim Cristan su Iternazionale dell'11 settembre 2009

Cliccare sull'immagine per ingrandirla

Gay.it dice la sua sulla fiaccolata stanziale dell'11 settembre

Una fiaccolata d'intermezzo.

Ad una settimana dall'inatteso boom del corteo che dal Colosseo arrivò fino al Campidoglio, il 3° Micro Pride della capitale è andato incontro ad una brusca frenata.

Poche le persone accorse a Piazza Navona, in quello che non è stato un percorso bensì un sit-in, immobile, all'ombra del fontanone del Bernini. 300 circa le persone presenti, ovvero un decimo rispetto alle 3000 che venerdì scorso avevano illuminato i Fori Imperiali, a conferma di quanto sia stata forse infelice la scelta di volersi 'fermare', per due ore nello stesso punto.

Gay.it - 3° Micro Pride: ancora in piazza contro l'omofobia a RomaCon il passare dei minuti molte persone si sono aggiunte, ma molte se ne sono anche andate, per quello che è stato alla fine un cambio 'fisico' e non 'numerico'.

A parlare chiunque avesse voglia di dire qualcosa, con il megafono che è passato di mano in mano, raccontando storie, appelli, speranze e sogni.

L'impressione è che per riprendere forza il Micro Pride debba tornare ad essere 'mobile', con la città letteralmente tagliata in due da pacifici, allegri ed illuminati cortei. Già dalla prossima settimana, con il 4° appuntamento, potremo 'pesare' la validità di questa teoria, fondata per il momento sulla scarsa ed inattesa partecipazione alla manifestazione di questa sera, soprattutto se paragonata al boom di 7 giorni fa.
gay.it>

Ho inviato due righe all'autore (anonimo) dell'articolo (sic!)

Scrivo a proposito dell’articolo sulla fiaccolata stanziale a Roma lo scorso 11 settembre

A me sembra che il fatto che chiunque ne avesse voglia, senza censure né previe autorizzazioni, abbia preso la parola e discusso davanti agli altri convitati sia il segno di una matura democrazia di un movimento nato dal basso e autoconvocato e che le cose dette pur se diverse abbiano un sentire comune, costituiscano una piattaforma di rivendicazione. Possibile che chi ha scritto l’articolo abbia solo contato il numero e non si sia soffermato sulla novità di un evento che non era la solita partecipazione passiva, pur se numericamente superiore, ma una partecipazione attiva, democraticamente rilevante e inedita soprattutto per il movimento glbt romano?

We have a dream, i liberi cittadini che hanno partecipato a quell’evento, come il sottoscritto, che beninteso scrive a titolo personale, non hanno bisogno di patenti o di attestati di approvazione da parte di chicchessia tanto meno da un sito che fa del gossip e delle foto di ragazzi nudi (e le ragazze? Ah già il sito si chiama “gay” non “lesbo”!...) il forte della propria proposta culturale.

Però, forse, il giornalista (sic!) che ha sentito di bollare negativamente come insuccesso la straordinaria prova di democrazia dei cittadini romani presenti dovrebbe rivedere le priorità del proprio informare, soffermandosi meno sulle sfilate e di più sui contenuti. Sempre che sia capace di riconoscerli oltre che di produrne…

sabato 12 settembre 2009

Prime impressioni sulla fiacolata stanziale di venerdì 11

Intanto non mi ricordo cosa ho detto quando ho preso io il megafono (veramente non lo reggevo io, comunque...). Spero solo di avere detto cose sensate...
Mi sembra che ieri sera abbiamo dato una prova di democrazia vera, lasciando parlare chi voleva. Non è stata solo una fiaccolata ma un'assemblea. Le persone avevano molto da dire, anche cose diverse, com'è giusto che sia. 
L'impressione che ho avuto confrontandomi poi con gli intervenuti e le intervenute è che c'è tanto da lavorare per quanto riguarda la coscienza di classe e la politica del movimento.C'è tanta confusione ma, rischiando di banalizzare per la generalizzazione, cedo che i ragazzi, gli uomini, siano ancora intrisi di uno strisciante maschilismo, e siano tutto troppo omo-centrici, ciò centrati sulle esigenze glbt senza vedere che la matrice discriminatoria è la stessa che toca anche altre categorie (copie di fatto etero, misoginia, xenofobia, etc.).
Mi sembra che invece le ragazze siano più aperte ad approcci meno omo-centrici e più eterodiretti alla liberazione di tutte le persone non solo di quelle glbt anche se questa dispobinilità non si traduice sempre in una concreta pratica politica.
Mi fa orrore invece l'apertura a destra di alcuni loschi figuri che vorrebbero aprire le braccia a Casa Pound o a Forza Nuova o anche a Fare Futuro di Fini. In quanto antifascista (e la questione c'è nella piattaforma politica del pride 2007) queste aperture non possono essere (per inciso è curioso come la stessa persona che apriva a Casa Pound poi diceva che io ragionavo come il pdl... S'è preso un bestemmione...).
Però insomma è almeno un confronto dal quale emerge, e non potrebbe essere altrimenti, che la barbarie fascista ha colpito tutti, anche le persone glbt. Quindi l'appartenenza a un orientamento sessuale altro non è garanzia alcuna per un attestato di intelligenza. Ci sono fascisti, razzisti (basta leggere l'intervento di Aldo Busi sul Minima Moralia il blog di Minimum fax...), misogini anche tra i gay...
Il lavoro da fare è tanto ma mi sembra che abbiamo iniziato bene!

Gay.tv censura We have a Dream


Nonostante due segnalazioni 

a tutt'oggi 

il sito Gay.tv  

non segnala la fiaccolata di ieri, 
11 settembre, a Piazza Navona, organizzata dal gruppo autoconvocato We Have a Dream.

Mi chiedo proprio il perché...
eppure stiamo parlando di Roma non di Rocca Cannuccia...

Gay pestato a sangue due italiani gli aggressori

Ancora un gay aggredito. A Firenze, in piazza Salvemini, la notte tra il 9 e il 10 settembre, un ragazzo di 26 anni, poche ore dopo il presidio-fiaccolata unitario sui ponti fiorentini contro l'omo/transfobia, è stato pestato a sangue da due italiani. Il ragazzo stava rientrando a casa dopo una serata trascorsa in un locale gay fiorentino.
A rendere noto l'episodio è l'Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa", in contatto diretto con il ragazzo e la famiglia. "Siamo vicinissimi al ragazzo e alla sua famiglia, e siamo scossi dal fatto che anche la città di Firenze sia protagonista di un episodio di inaudita violenza ai danni di una persona omosessuale, proprio a poche ore dalla grossa mobilitazione contro la violenza omofobica che aveva visto una straordinaria partecipazione della cittadinanza. Il ragazzo - prosegue l'associazione - era stato avvicinato e minacciato da due uomini nel corso della serata di mercoledì all'interno di un locale gay del centro. I due erano stati allontanati dai gestori. Intorno alle 3 del mattino, il giovane sarebbe uscito dal locale e si sarebbe diretto a piedi verso Piazza Salvemini, dove i due uomini, di circa 35 e 40 anni, lo avrebbero aspettato e gli si sarebbero scagliati contro a mani nude. Il ventiseienne è stato trovato in un bagno di sangue da alcuni amici e accompagnato a casa in auto intorno alle 5".
Giovedì mattina il ragazzo è stato portato al Pronto Soccorso e successivamente ricoverato d'urgenza. Gli sono state diagnosticate, oltre che contusioni e tumefazioni, molteplici fratture: agli zigomi, alla mandibola e al naso.
"Questo pomeriggio - fa sapere l'Arcigay Firenze - sarà operato. Al momento il giovane gay è ancora sotto choc. Chiediamo però la collaborazione di tutte e tutti affinchè possano essere individuati dagli inquirenti i due aggressori. Nel frattempo, oltre a fornire alla famiglia un primo aiuto psicologico, abbiamo dato mandato ai legali della nostra associazione, avvocati Alessandro Traversi e Paola Pasquinuzzi, di raccogliere la denuncia del ragazzo. Invitiamo autorità e istituzioni a non considerarlo come un episodio isolato e chiediamo agli inquirenti di indagare accuratamente affinchè gli aggressori possano essere identificati e fermati quanto prima. Chiediamo a tutta la comunità lgbt di non avere paura, ma soprattutto di rimanere compatta e continuare con coraggio e determinazione il percorso di sensibilizzazione e isolamento delle frange violente in città. Valuteremo assieme alle altre sigle e associazioni fiorentine e nazionali quale risposta dare all'ennesimo episodio di violenza ai danni della comunità lgbt che coinvolge il nostro paese"
Repubblica

Picchiato davanti a un bar per omosessuali. Ha gli zigomi e il naso fratturati
L'Arcigay: "Non dobbiamo aver paura. Serve isolare le frange violente"
Firenze, calci e pugni contro un gay
aggredito nel giorno anti-omofobia

Firenze, calci e pugni contro un gay aggredito nel giorno anti-omofobia

Striscione su un ponte a Firenze
FIRENZE - Era il giorno della manifestazione contro l'omofobia organizzata sull'Arno a Firenze. Nella notte, davanti ad un bar per gay, due giovani hanno pestato a sangue un omosessuale di 26 anni. "Brutto frocio - gli hanno gridato - prendi queste". E a suon di pugni, gli hanno fratturato entrambi gli zigomi e il naso.

E' accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì ma solo oggi l'Arcigay di Firenze ha reso pubblica la denuncia. "I genitori del ragazzo ferito non sapevano che il figlio era omosessuale. Ora però le cose sono chiare e abbiamo incaricato i nostri legali di presentare denuncia alla polizia". Ricoverato in ospedale, il giovane picchiato è stato operato mentre gli agenti hanno sequestrato i filmati ripresi dalle telecamere fisse vicino al locale in piazza Salvemini dove è avvenuta l'aggressione nella speranza di recuperare immagini utili per l'indagine.

"Quella sera - spiegano all'Arcigay Giglio Rosa - il nostro amico era in locale per omosessuali. Ha attaccato discorso con due giovani ma quelli l'hanno apostrofato con male parole. Brutto finocchio. Noi siamo etero, gli hanno detto. Il padrone del locale ha preferito buttare fuori quei due che però hanno giurato vendetta e all'uscita dal bar, alle tre di notte, hanno aggredito il nostro amico".

"Bisogna isolare le frange violente della città", dice l'Arcigay, e chiede "a tutta gli iscritti di non avere paura", ma gli omosessuali sono spaventati. Troppi episodi di intolleranza verso i gay in questi giorni per non credere in una recrudescenza omofoba. A Roma, dopo le coltellate e le bottigliate di "Svastichella" per un bacio omosessuale e le bombe incendiarie sul portone del locale che ospita "Muccassassina", la festa gay più famosa d'Italia, nella Gay Street della Capitale una settimana fa sono state lanciate due bombe carta contro un bar gay.
Repubblica

Un altro Blog?


Paesanini che fai, ti sdoppi?
Ho pensato di lasciare al mio primo blog, paesaniniland, la sua vocazione generalista. Lì continuerò a parlare di Teatro, Cinema, spot pubblicitari, ecologia, politica, ricordi, amici, canzoni, discussioni avute con gli amici, mostre d'arte, insomma, il blog che tutti conoscete e amate (fosse vero). Questo blog invece parlerà esclusivamente di tematiche legate all'orientamento sessuale, un blog a tematica, come dicevo ai tempi dell'università, quando quella omosessuale mi sembrava la tematica par excellence.
Qui troverete le mie impressioni sui collettivi politici, i miei resoconti sulle iniziative politiche, i discorsi fatti con le compagne e i compagni (anche solo di viaggio...) i dubbi, le incazzature, le speranze, la voglia di politica che, a 44 anni, mi sta riaccendendo come quando ne avevo 30.
Stavolta spero però che voi, mie cari Lurker, vorrete lasciare una traccia della vostra presenza, del vostro passaggio, delle vostre idee, perché se delle intemperanze di paesanini si può anche solo leggere e andare oltre, il grido di protesta di questo blog non può essere assolutamente ignorato.