sabato 3 marzo 2012

Il culo però ce lo abbiamo tutti. Sul presunto cartello omofobo in un locale nel quartiere Prati, Roma.


Pare che in un locale di Roma, quartiere Prati, in via Andrea Doria, campeggi questo cartello:




La foto è riportata dal sito Gay Center che parla di scritta insultante e con una connotazione omofoba.

Veramente la frase riporta un proverbio genovese:
L'é megio avei e braghe sguaræ 'nto cù che o cù sguaròu 'nte brâghe, come riportato da wikipedia

Certo il culo rotto è un concetto patriarcale e maschilista che si rifà a quell'ideologia della sopraffazione che vede nel culo la metafora di un potere, di sopraffazione, di sconfitta, di umiliazione.

Culo rotto ha mille significati, mille valenze, non sempre negative (una persona che ha  il culo rotto è anche una persona molto fortunata, almeno a Roma...).

In ogni caso il culo, rotto o sano che sia, si riferisce al coito anale in maniera simbolica, non concreta.
Quando dico che sono rimasto inculato non intendo dire che qualcuno concretamente me l'ha messo nel culo ma che sono stato fregato, fottuto, buggerato.

 Altrimenti barzellette come questa non avrebbero senso:

Al bar lui e lei si incontrano dopo tanto tempo. Lui: "Ciao, quanto tempo che non ci vediamo. Faccio l'agente immobiliare. E' un periodo di crisi: se non vendo piu' case ci rimetto il culo". Lei: "Anch'io; se non vendo piu' il culo ci rimetto la casa!".
Ma anche ci si riferisse al coito anale in senso concreto e non metaforico il coito anale non è di esclusivo appannaggio degli omosessuali. Questo sì è un modo omofobico di pensare all'omosessualità (maschile, che quella femminile per i maschilisti non conta niente). Sei gay? Hai il culo rotto. Cioè, fuor di metafora, lo prendi in culo (e ti piace, mentre agli altri non piace).

Ora a parte il fatto che non a tutti i gay piace prenderlo al culo (in senso metadentrico, non metaforico) come al sottoscritto (vuoi vedere che per questo sono meno gay di chi lo gli piace?) la stimolazione anale, non necessariamente con il cazzo, può piacere a tutti. Intanto alle donne che un culo ce l'hanno anche loro (checché ne dica Marziale...) e poi anche agli uomini etero che si fanno stimolare l'ano mentre scopano con le loro donne.


Insomma il culo lo si può rompere a chiunque e chiunque può averlo rotto, uomo, donna, etero o gay.


Quando ho letto il comunicato del Gay Center sono perciò rimasto di sasso.

Perchè Marrazzo commenta
La vicenda del cartello esposto nel bar in Prati è sintomatica di una strisciante sotto cultura che offende i gay e che li mette alla berlina
Offende i gay? Perchè mai??? Ma chi l'ha detto che l'espressione culo rotto si riferisca ai gay?
Dove lo si evince nel cartello?
Non è che a parlare di corda in casa dell'impiccato, Marrazzo, il gay center  e tutti quelli che lo hanno consigliato di scrivere un comunicato così peregrino hanno preso un abbaglio?
Non sarà cioè Marrazzo a leggere culo rotto come sinonimo di gay in maniera esclusiva e ben più probante delle intenzioni stesse del cartello perchè per lui tutti i gay hanno il culo rotto?

O Marrazzo crede davvero che il culo lo usino solo i gay?

Allora come si spiega il proverbio E' meglio un culo sano che mille fiche rotte ?

O, detto in altro modo, che se un etero si fa stimolare l'ano mentre fa l'amore con la sua donna sia in fondo un po' gay?

Ma allora dove stanno il patriarcato e l'omofobia, nel cartello, che parla del culo rotto di tutti e di tutte o in Marrazzo e co., che legge il culo rotto esclusivamente come omosessuale?

A seguire le stesse regole da lui evocate anche il Gay Center dovrebbe chiudere proprio come il Gay Center vuol fascisticamente (mussolinianamente) far fare al proprietario del locale:
E´ necessario quindi portare avanti un lavoro con le Istituzioni e con le associazioni dei commercianti perché una licenza pubblica non sia concessa a chi vuole farsi portatore di messaggi d´odio e di discriminazione (...)
Messaggio d'odio un proverbio genovese?
Discriminazione di che?
Ma stiamo scherzando?!

chiediamo alle associazioni dei commercianti di avviare subito un percorso di monitoraggio e formazione per le imprese del territorio, che hanno il dovere di essere aperte a tutti
Ma perchè il cartello diceva forse vietato l'ingresso ai rottinculo (ammesso e non concesso che ciò significhi vietato l'ingresso ai gay)? 

Trovo questo comunicato non solo ridicolo ma pericoloso perchè presta il fianco a tutti quelli (Il Giornale in testa) che indicano i gay e le lesbiche come persone che cercano qualunque pretesto per lamentarsi e perchè si parli di loro.

Beh stavolta Marrazzo ha superato se stesso e fa parlare di gay anche un cartello che parla di culi rotti.

Senza rendersene conto è proprio Marrazzo col suo equivoco epistemologico ad essere molto più omofobo del cartello stesso che non parla di gay ma di culi rotti.
E a diffondere così una cultura omofobica molto più del cartello stesso (che omofobico NON è).

Complimenti a tutti i siti e le testate giornalistiche che hanno riportato la notizia così com'è riportata dal Gay Center senza avere dubbi sulla fondatezza del ragionamento di quei cervelloni del Gay Center.

Eccone un parzialissimo elenco:

Paese Sera
Gay Magazine
Pianeta Gay
Libero (che titola chiedendo al Comune di sospendere la licenza al locale)
Messaggero










3 commenti:

Simone ha detto...

Possiamo fare un esperimento: facciamo leggere il cartello a un gruppo rappresentativo di romani. Quanti di questi pensano che sia un cartello riferito ai gay?
La risposta la sai benissimo...a meno che tu non viva su Marte oppure nel mondo della Carfagna in cui i gay non sono discriminato...

oppure molto semplice chiediamo al proprietario del bar che vuol dire il cartello. Permetti ma non credo ce sia peregrina l´idea per cui, il rapporto anale con una donna, la stimolazione anale di un etero o la fregatura metaforica non erano nella intenzioni di chi ha esposto il cartello!

Alessandro Paesano ha detto...

Non sto negando che rottinculo abbia tra i vari significati anche quello di persona omosessuale.

metto in dubbio che questa espressione identifichi solo ed esclusivamente le persone omosessuali.

il termine non si riferisce solo ai gay ma in generale a tutte le persone
fottute metaforicamente o meno, o anche a quelle molto fortunate.

Termine volgare? senz'altro. Maschilista? va da sé. Patriarcale? Anche. Omofobico? Forse, per derivazione dai padri dell'omofobia (maschilismo e patriarcato).
Ma che il cartello sia offensivo solo ed esclusivamente delle persone omosessuali tanto da diventare discriminatorio (?!), come si legge nel comunicato di Gay center è tutto da dimostrare.

In quanto alle intenzioni del cartello deduci il non conosciuto dal conosciuto visto che il cartello è un proverbio che non credo sia contro i gay ma una consolazione popolare (meglio con le pezze al culo che fottuti dalla vita.

in ogni caso identificarsi in base a un rapporto sessuale che non è di esclusivo appannaggio dell'omosessualità (se non nell'immaginario collettivo maschilista) la dice lunga sull'omofobia interiorizzata del movimento e dei singoli come te...

Insomma se ogni volta che si menziona il culo, tu, in quanto gay, ti senti chiamato in causa è un problema tuo e di tutti quelli che dell'omosessualità hanno questa visione anale triste maschilista e patriarcale, non del cartello o di chi lo ha esposto.

Andrea ha detto...

Secondo me mentono: è molto meglio avere il culo rotto che i pantaloni rotti. Anzi, avere il culo rotto è bellissimo, parola di un esperto che ne è fiero :-)