Una volta gli errori dei quotidiani non potevano essere cancellati e a redattori, giornalisti e direttori non restava che dare smentita e scusarsi coi lettori. Cose che capitano. Si è onesti anche quando si riconosce un errore.
Ma oggi con internet se scrivi cazzate poi modificarle semplicemente facendo sparire quel che hai sbagliato nella prima versione dell'articolo facendo poi finta di niente.
E' quel che è successo oggi all'articolo di Piero Russo su Repubblica, la cui prima versione, da me analizzata e criticata, oggi pomeriggio, è stata modificate e adesso online non c'è più ma è stata sostituita da una nuova versione dei fatti "aggiornati" senza che però ci sia traccia dell'aggiornamento, come se l'articolo precedente non sia mai esistiti.
Be, quasi, perchè io ho salvato in pdf quella prima versione dell'articolo consapevole che l'articolo correva proprio il rischio di essere modificato senza nessuna traccia della modifica.
Ecco la pagina sul sito di Repubblica come appariva oggi pomeriggio
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