venerdì 14 dicembre 2012

XLVI Giornata mondiale della pace. Quello che ha veramente detto Papa Benedetto XVI

Lo avrete letto tutti e tutte perché ha colpito la rete come un tzunami.
Nel messaggio del santo padre Benedetto XVI  per la celebrazione della XLVI giornata mondiale della pace sarebbero contenute le seguenti affermazioni come riportato, abbastanza artatamente, dalla stampa nazionale..
Il Papa: «Matrimoni gay, un’offesa contro la verità» (secolo xix)

Papa: “I matrimoni gay sono una ferita alla giustizia e alla pace” (il fatto quotidiano)

Il Papa contro le nozze gay: offesa alla persona (Corriere della sera)


Il Papa ribadisce il "no" della Chiesa ai matrimoni gay: "Feriscono pace e giustizia" (tgcom24)

Secondo un po' tutti papa Benedetto XVI avrebbe detto che
I «tentativi» di rendere il matrimonio «fra un uomo e una donna» «giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione» sono «un’offesa contro la verità della persona umana» e «una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace». 
(secolo xix) e (Corriere della sera) e (tgcom24)

Il pontefice, nel suo messaggio per la Giornata mondiale della pace, definisce i tentativi di accomunare i matrimoni gay a quelli fra uomo e donna “un’offesa contro la verità della persona umana” e “una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”. (il fatto quotidiano)
Io che non mi accontento mai di fonti di seconda mano sono andato a leggere il messaggio del papa così come è pubblicato dal sito www.vatican.va

La parte estrapolata riportata dai quotidiani si trova nel paragrafo 4 dal titolo Operatori di pace sono coloro che amano, difendono e promuovono la vita nella sua integralità  che merita un colpo d'occhio più generale prima di entrare nel merito del matrimonio.

Operatori di pace sono coloro che amano, difendono e promuovono la vita nella sua integralità

4. Via di realizzazione del bene comune e della pace è anzitutto il rispetto per la vita umana, considerata nella molteplicità dei suoi aspetti, a cominciare dal suo concepimento, nel suo svilupparsi, e sino alla sua fine naturale.
Qui ci si riferisce cioè all'aborto, al testamento biologico e all'eutanasia. 
Veri operatori di pace sono, allora, coloro che amano, difendono e promuovono la vita umana in tutte le sue dimensioni: personale, comunitaria e trascendente. La vita in pienezza è il vertice della pace. Chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita.
Coloro che non apprezzano a sufficienza il valore della vita umana e, per conseguenza, sostengono per esempio la liberalizzazione dell’aborto, forse non si rendono conto che in tal modo propongono l’inseguimento di una pace illusoria. La fuga dalle responsabilità, che svilisce la persona umana, e tanto più l’uccisione di un essere inerme e innocente, non potranno mai produrre felicità o pace.
I neretti sono miei. 

Nel discorso non ci si riferisce alla legge sull'aborto esistente in Italia, così come non ci si riferisce a nessuna legge che già rende l'aborto legale, ma si va contro chi sostiene la liberalizzazione dell'aborto, lasciando intendere cioè che l'aborto ancora non lo sia e che lo si voglia rendere libero.

Questo, naturalmente perchè il Papa non si rivolge solo all'Italia ma all'universo mondo, ma così facendo il papa raggiunge un duplice scopo:

nel suo messaggio non si può ravvisare apologia di reato nei paesi in cui l'aborto è già legale e dove dunque come tale la legge di Stato deve essere recepita e rispettata;

non ammettendo che l'aborto già ci sia ma paventando una sua liberalizazzione si stigmatizzano non già le leggi esistenti ma chi sostiene la sua liberalizzazione lasciando intendere che chi vuole liberalizzarlo lo vuole senza regolamentazione alcuna, ignoranti di fatto le legislazioni vigenti in molti stati occidentali.

Inoltre si dà per scontata la semplificazione ideologica che vuole l'aborto come  uccisione di un essere inerme e innocente.
Per una religione che mangia il corpo e beve il sangue del figlio del suo dio (padre, dunque maschilista) non c'è male...

Come si può, infatti, pensare di realizzare la pace, lo sviluppo integrale dei popoli o la stessa salvaguardia dell’ambiente, senza che sia tutelato il diritto alla vita dei più deboli, a cominciare dai nascituri? Ogni lesione alla vita, specie nella sua origine, provoca inevitabilmente danni irreparabili allo sviluppo, alla pace, all’ambiente. Nemmeno è giusto codificare in maniera subdola falsi diritti o arbitrii, che, basati su una visione riduttiva e relativistica dell’essere umano e sull’abile utilizzo di espressioni ambigue, volte a favorire un preteso diritto all’aborto e all’eutanasia, minacciano il diritto fondamentale alla vita.
Quindi mentre si critica il relativismo che tramite espressioni ambigue riconosce eutanasia e aborto si equiparano due cose completamente diverse (il feto non è certo una persona), lasciando intendere che l'eutanasia significhi  uccidere una persona basta che questa ne esprima il desiderio.
Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione
attenzione non si parla di estensione del matrimonio anche alle persone dello stesso sesso ma di rendere il matrimonio, l'unico che merita questo nome, quello tra uomo e donna, giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione.

Non rendere quelle pari al matrimonio, ma rendere il matrimonio equivalente (non uguale) a quelle. Interessante ribaltamento di punto di vista.
Non riconoscere alle unioni omosessuali (anche se la parola non viene mai usata) lo statuto di matrimonio ma rendere il matrimonio equivalente a quelle unioni. Insomma in nessun caso la chiesa riconosce la possibilità che il l'unione tra persone dello stesso sesso sia un matrimonio che rimane etero (e religioso)
che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.
Quindi rendere il matrimonio (quello etero, per la chiesa l'unico davvero tale) giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione danneggia la sua struttura naturale e contribuisce alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale (che, in ultima analisi è quella di fare figli).

Il documento dunque non sta dicendo di no alle unioni  tra persone dello stesso sesso, non sta nemmeno misconoscendo la legittimità di queste unioni, sta ribadendo solamente la loro radicale forma diversa di unione rispetto al matrimonio (etero e religioso).

Queste forme diverse di unione danneggiano il matrimonio eterosessuale (e religioso) solo nella misura in cui il matrimonio eterosessuale e religioso viene loro equiparato.

Dunque visto che se in Italia mai ci fosse l'estensione al matrimonio civile anche per le persone dello stesso sesso questo riguarderebbe solamente il matrimonio civile e non quello religioso, non vedo dove si porrebbe il problema.

Nessuno può obbligare la chiesa a sposare due uomini e due donne.

Certo se la legge italiana prevedesse l'estensione del matrimonio questo diritto renderebbe più evidente la scarsa tolleranza che la chiesa dimostra in molti campi.

Per restare in quello del matrimonio giova ricordare che per l'ufficio matrimoni della chiesa cattolica le persone di sesso diverso che sono sposate solamente con il rito civile hanno contratto un matrimonio irregolare:

Situazioni irregolari e riflessi pastorali

IV - Sposati solo civilmente

S’intendono sposati solo civilmente quei cristiani battezzati che pur non avendo alcun impedimento a celebrare il matrimonio in Chiesa scelgono volutamente il rito civile.
La «Familiaris consortio» (n. 45) ricorda che per i cattolici l’unico matrimonio valido che li costituisce marito e moglie davanti al Signore è quello sacramentale. Il Battesimo, infatti, impegna i cristiani a celebrare ed a vivere l’amore coniugale nel Signore.
La comunità cristiana deve conoscere i motivi che hanno portato questi fratelli a scegliere il matrimonio civile e a rifiutare quello religioso, come ad esempio la perdita della fede, il rifiuto di una celebrazione sfarzosa e poco evangelica, la tendenza a vivere l’unione civile quasi come un esperimento.
Contestualmente la comunità li aiuti a recuperare il significato e la necessità che la loro scelta di vita sia coerente con il Battesimo ricevuto, e nell’eventualità di una richiesta di matrimonio religioso, dovrà verificare che i giovani siano pentiti e disposti a ritornare in comunione con la Chiesa riprendendo la frequenza della pratica religiosa e che la loro richiesta di matrimonio sia intesa come scelta unica e indissolubile.
Fino a quando i cattolici sposati civilmente rimangono in questa situazione di vita non possono essere «ammessi all’Assoluzione sacramentale, alla Comunione eucaristica e neanche alla Cresima, né è possibile affidare loro incarichi o servizi che richiedono una pienezza di testimonianza cristiana e d’appartenenza alla Chiesa».

Nulla di nuovo a ben vedere, sul fronte occidentale, oltre a constatare per l'ennesima volta che la chiesa è reazionaria.

La scoeprta dell'acqua calda.

Se non fosse però per quanto viene detto subito dopo.
Questi principi
ricordiamoli

Via di realizzazione del bene comune e della pace è anzitutto il rispetto per la vita umana, considerata nella molteplicità dei suoi aspetti, a cominciare dal suo concepimento, nel suo svilupparsi, e sino alla sua fine naturale.


E anche

la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.


non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità.
I neretti sono miei.

Questa affermazione non potrebbe essere più totalitaria.

La morale cattolica non costituisce verità di fede ma si pretende principio comune a tutta l'umanità.

Fosse per la chiesa, insomma, non solo metterebbe ancora i sodomiti al rogo ma manderebbe ancora la polizia in casa a chiedere perchè non si è andati a messa (succedeva nella Roma del 1800...)... 

E' che non glielo lasciano fare in nome del relativismo.
L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa.
Non si tratta solo della solita vecchia solfa.
Dio ti ama anche se tu non lo vuoi.

Stavolta è peggio. Le idee del Vatic-ano  sono universali e tutte le persone devono ottemperare.

Senza possibilità di replica.

Per un messaggio per la celebrazione della XLVI giornata mondiale della pace non c'è male.

D'altronde lo aveva già detto il cristiano Vegezio: Si vis pacem para bellum Se vuoi la pace prepara la guerra.

La guerra della chiesa contro la libertà di pensiero, una delle basi della democrazia, cui la chiesa nega diritto di cittadinanza arrogandosi il diritto di parlare non già a nome della fede ma a nome dell'umanità intera, a prescindere dalla fede qualunque essa sia, imponendo i suoi valori all'universo mondo.

Hail Ratzinger!
Tale azione
quella della chiesa di promuovere questi principi
è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.
Ecco dunque che i mass media hanno smeplificato.

Non è il matrimonio civile  - che la chiesa non riconosce come tale ma come forme radicalmente diverse di unione - a costituire un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace ma cioè accade quando i principi della chiesa vengono negati o mal compresi.
E' il principio stesso di democrazia a offendere e ferire!

Perciò, è anche un’importante cooperazione alla pace che gli ordinamenti giuridici e l’amministrazione della giustizia riconoscano il diritto all’uso del principio dell’obiezione di coscienza nei confronti di leggi e misure governative che attentano contro la dignità umana, come l’aborto e l’eutanasia.
Eludendo di fatto una legge di stato.
Tra i diritti umani basilari, anche per la vita pacifica dei popoli, vi è quello dei singoli e delle comunità alla libertà religiosa. In questo momento storico, diventa sempre più importante che tale diritto sia promosso non solo dal punto di vista negativo, come libertà da – ad esempio, da obblighi e costrizioni circa la libertà di scegliere la propria religione –, ma anche dal punto di vista positivo, nelle sue varie articolazioni, come libertà di: ad esempio, di testimoniare la propria religione, di annunciare e comunicare il suo insegnamento; di compiere attività educative, di beneficenza e di assistenza che permettono di applicare i precetti religiosi; di esistere e agire come organismi sociali, strutturati secondo i principi dottrinali e i fini istituzionali che sono loro propri.
Dunque anche di discriminare le persone omosessuali, o qualunque altra  categoria si pone fuori dalla morale cattolica che si pretende valere per l'umanità tutta.
Dunque la chiesa ha diritto a agire violando i principi della nostra (o altrui) Costituzione.

Purtroppo, anche in Paesi di antica tradizione cristiana si stanno moltiplicando gli episodi di intolleranza religiosa, specie nei confronti del cristianesimo e di coloro che semplicemente indossano i segni identitari della propria religione.
Fosimo in un film di fantascienza dopo queste affermazioni l'intero corpo ecclesiale sarebbe stato fisicamente sterminato e messo a tacere per sempre.

Purtroppo c'è la Costituzione


Il resto del paragrafo difende il diritto al lavoro, completando la quadratura del cerchio. Si vis panem para bellum, e qui ci interessa poco.

Dunque tutti i giornali invece di dare la notiza nella sua interezza, cioè, più o meno:

l'assolutismo di Benedetto XVI pretende che la morale cattolica non sia verità di fede, né solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa, ma un principio inscritto nella natura umana stessa, riconoscibile con la ragione, e dunque comune a tutta l’umanità. No all'aborto, all'eutanasia né all'equiparazione di forme radicalmente diverse di unione al matrimonio che rimane religioso e tra uomo e donna 

preferisce semplificare parlando di no al matrimoni gay (che è termine che la chiesa non si sognerebbe mai di usare)  ridimensionando il portato antidemocratico e totalitarista della chiesa relegandolo all'orticello dei diritti - non diritti di froci (e delle lesbiche).

D'altronde se anche il PD propende per una civil partnership alla tedesca (con forte sperequazione fiscale) come meravigliarsi di questa vulgata?


Moriremo tutti vatic-ani.


Un fatto è certo.

La classe delle giornaliste e dei giornalisti italiani va esautorata perchè sono servi, serve, del potere, sempre e dovunque questo si applichi.



IL VATICANO - e la stampa- DANNEGGIANO ANCHE TE.

NON SOLAMENTE I FROCI E LE LESBICHE.

DIGLI DI SMETTERE.

6 commenti:

Dr. Manlio Converti ha detto...

bella disamina ma dalla lettera al suo significato ed alle sue conseguenze politiche i giornalisti hanno tratto il succo.
Da dove esce invece la frase... sono contro la giustizia e la pace non lo dici... se lo sono inventati?
Comunque è stato un ottimo spot internazionale per noi non trovi?
Infine, mio caro... se i gay italiani non fanno coming out, come pensi che si sposino? Secondo me in Italia anche le Civil Partnership andranno in fallimento perché sono pochi quelli dichiarati e se non lo dici alla mamma come fai ad invitarla al tuo matrimonio ??

Alessandro Paesano ha detto...

La stampa vende notizie non fa informazione. Altrimenti avrebbe scritto che il Vaticano considera la Spagna, il Belgio e tutti gli altri stati europei - nei quali il matrimonio sta per essere esteso anche alle coppie dello stesso sesso, e dove dunque il matrimonio viene equiparato alle unioni che la chiesa considera di natura diversa - degli attentatori alla pace le cui azioni feriscono l'umanità. Invece preferisce limiate il danno ai froci italiani...

Non ho capito il riferimento alla frase "sono contro la giustizia e la pace". Che intendi dire? Non ti seguo.

Infine sono d'accordo con te che il coming out è uno strumento politico alla portata di tutti e tutte ed estremamente efficace ma noi italiani e italiane siamo sempre stati e state un paese di pavidi e pavide...

Dr. Manlio Converti ha detto...

la frase riportata "sono contro la giustizia e la pace" che i giornalisti riferiscono ai matrimoni gay tu non l'hai affatto commentata... mi aspetto un tuo commento sulle fonti originali. L'ha detto o non l'ha dette quelle parole rispetto alle forme non tradizionali di matrimonio?

Alessandro Paesano ha detto...

Ma sì che l'ho fatto!
Quoto da questo stesso post:

"Tale azione"

quella della chiesa di promuovere questi principi

"è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace".

Ecco dunque che i mass media hanno smeplificato.

Non è il matrimonio civile - che la chiesa non riconosce come tale ma come forme radicalmente diverse di unione - a costituire un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace ma cioè accade quando i principi della chiesa vengono negati o mal compresi.
E' il principio stesso di democrazia a offendere e ferire!

Alessandro Paesano ha detto...

Il papa lo ha detto ma non si riferiva alle persone omosessuali né alla loro unione ma "solo" al fatto che il matrimonio viene equiparato a quelle unioni.

Fabiola Colombo ha detto...

ho notato che qualcuno ha cercato di dire "ma non ha detto così" per sminuire l'offesa, peccato che come hai spiegato avesse detto cose ancora peggiori! mi domando ancora cosa ci stanno a fare i giornalisti di questi megaquotidiani se non a controllare le notizie alla fonte. Come ci si può fidare poi quando riferiscono dalla Libia o dalla Siria? Troppa superficialità si presta sempre a questi giochetti che fanno aumentare le vendite e fanno fare ai vari giornali la figura dei difensori della libertà, quando stanno solo dando un megafono a un personaggio di cui non ci sarebbe ragione di sentir parlare ogni maledetta domenica nei tg nazionali e sulle prime pagine. Vaticalia.