sabato 17 marzo 2012

Quando la lotta contro le discriminazioni per le persone omosessuali non è sostenuta dalla solidarietà di classe: sull'articolo Dal mutuo alle visite in ospedale così per lo Stato i gay sono invisibili pubblicato su Repubblica da Maria Novella De Luca

Quando si dice che in Italia non c'è libertà di stampa quello che si intende dire non è che c'è una forma di censura ma che i nostri giornalisti sono del tutto incapaci di fare bene il loro mestiere.

Così Maria Novella De Luca, su Repubblica accorgendosi del problema solo dopo la sentenza della Corte di Cassazione, scopre l'acqua calda ed elenca tutti i diritti disattesi per le coppie non sposate.

Solo che nel farlo commette un errore ideologico imperdonabile.

Tutto quello che la giornalista pretende accada alle coppie omosessuali accade in realtà a tutte le coppie non sposate, qualunque ne sia l'assortimento sessuale, dunque anche alle coppie omosessuali non solo.

Per coprire questo vizio ideologico la giornalista scrive nel sottotitolo che le coppie omosessuali vivono gli stessi problemi delle unioni di fatto eterosessuali. Con l'aggravante della discriminazione.

Il nostro paese non riconoscendo in nessun caso le coppie di fatto discrimina chi non si sposa ma intraprende lo stesso una vita di coppia, meglio, costruisce una famiglia. 
La discriminazione specifica delle persone  omosessuali non sta nel non riconoscimento della coppia di fatto (perchè accade anche alle coppie etero)  ma nel fatto che le coppie etero volendolo possono sposarsi mentre alle coppie omosessuali questo non è concesso.


Così invece di solidarizzare con chi, per impedimenti esterni o per scelte ideologiche, non si vuole sposare e viene discriminato perchè la sua famiglia non è riconosciuta legalmente come quella registrata al comune, si sottolinea che per le persone omosessuali il non riconoscimento delle coppie di fatto (che negli effetti è identico a quello per le coppie etero) pesa di più per via dello stigma.

Infatti nell'articolo non si mette in rilievo che, rispetto le coppie di fatto etero, che, almeno informalmente, sono percepite dalla società come unioni più o meno legittime (anche se il pregiudizio più comune le vede come coppie meno serie perchè non vogliono assumersi l'impegno del matrimonio) quelle omosessuali non vengono percepite affatto come unioni legittime grazie anche al pregiudizio che vuole le persone omosessuali promiscue e poco o niente fedeli.

No. L'articolo si limita a sciorinare tutti i casi in cui il non riconoscimento almeno amministrativo delle coppie di fatto crea problemi a queste coppie.

Per lo Stato e la burocrazia italiana le coppe gay, con o senza figli, sono invisibili. Nel senso che ognuno di loro esiste come singolo individuo, o come mamma o papà single, ma sul fronte del patrimonio, delle pensioni, dell'assistenza in ospedale, dell'acquisto di una casa, o addirittura dell'affido di un figlio, la coppia gay, semplicemente, non è contemplata.
Proprio come la coppia etero non sposata

Una condizione che le equipara alle coppie di fatto eterosessuali,
Dunque invece di vedere nella discriminazione che si indica lo stesso tipo di coppia le si distingue perchè gay e poi le si equipara a quelle etero. Chi  l'omofoba qui?
che si trovano spesso a dover affrontare discriminazioni simili.
Ma verso le unioni omosessuali c'è l'aggravante del tabù e dell'omofobia.
E come si esplicano questo tabù e questa omofobia negli esempi riportati nell'articolo che riguardano sempre e comunque anche le coppie etero?
Eppure nel nostro paese ci sono cinque milioni di omosessuali e oltre centomila bambini nati da unioni lesbiche o gay. Bambini che frequentano scuole pubbliche, ma al momento dell'iscrizione devono risultare figli soltanto di uno dei componenti della coppia gay, perché, appunto, non essendoci né matrimoni né vincoli more uxorio riconosciuti per gli omosessuali, l'altro genitore per la legge non esiste...
Qui c'è una forzatura terribile che apre il fianco ai critici (anche nel movimento)  delle adozioni di coppie gay. Perchè si fa confusione su due situazioni diverse. Che tali son proprio per il diverso assortimento sessuale delle coppie in questione.

La legge italiana riconosce diritti ai bambini nati fuori dal matrimonio quando i due componenti la coppia non sposata che li ha avuti sono entrambi genitori biologici del minore.

Nel caso in cui il figlio (la figlia) sia, biologicamente parlando, solo di uno dei due componenti della coppia la legge italiana al cogenitore cioè al genitore non biologico ma che vive con quello biologico una stabile relazione di coppia non sono riconosciuti diritti alcuni sia per le coppie gay che per le coppie etero.

Peggio addita che rispetto le famiglie more uxorio etero di serie b quelle gay sono di serie c.
Il che non è vero non almeno per i diritti dei figli dove tranne il caso in cui entrambi i componenti della coppia siano genitori biologici del bambino (il che può capitare solo a una coppia etero...) coppie etero e gay hanno gli stessi identici problemi.

Tant'è che anche una coppia etero non sposata non ha diritto all'adozione.

Insomma per quanto riguarda i problemi legati al non riconoscimento delle coppie di fatto le coppie etero e quelle omosessuali hanno gli stessi problemi.

Eppure in tutto l'articolo si cerca di forzare la mano e sottolineare che per gay e lesbiche i problemi contano di più.

Così invee di indicare gli aspetti comuni, senza azzerare le differenze che ci sono ma non dipendono dal non riconoscere le coppie di fatto  legalmente, si creano inesistenti differenze:
(...) accanto al letto di un ammalato, per curarlo, per dare o negare un consenso, ci possono essere soltanto persone legate da vincolo matrimoniale o di stretta parentela. Esclusi dunque i conviventi, sia eterosessuali, che gay. (...) "Ma basta un infermiere un po' più zelante, una caposala che detesta i gay, che si può essere cacciati fuori, come degli intrusi".
Oppure basta un infermiere zelante che detesta la giovane donna che sta al capezzale dell'uomo più grande di lei di 25 anni col quale ha fatto 3 figli per farla cacciare, come è successo a mio zio e alla sua giovane compagna.

Trovo vergognoso e deleterio far pesare, in questi casi, lo stigma contro l'omosessualità per riconoscere alle discriminazioni delle coppie di fatto omosessuali un peso maggiore di quello delle coppie etero.

Tutti gli esempi riportati  nell'articolo valgono anche per le coppie etero e non si capisce allora perchè si faccia un articolo solamente per le coppie omosessuali.

Ovvero si capisce benissimo perchè in realtà l'articolo di Repubblica si allinea con la sentenza della Corte di Cassazione che vede le coppie omosessuali non come coppie formate da persone dello stesso sesso (unico significato legalmente considerabile) ma come coppie composte da persone il cui orientamento sessuale sia omosessuale.

Uno slittamento semantico non fatto a caso ma che cerca di riconoscere alle persone omosessuali non lo stesso diritto di quelle etero ma un diritto ad hoc in nome di una sua ipostatizzata diveristà. Così invece di ampliare lo stesso diritto si continua massimamente la discriminazione istituendo un istituto per froci e lesbiche.   

Si discrimina perchè non è l'orientamento sessuale a dirimere la questione: il diritto non riconosciuto è il diritto di sposare chi si vuole a prescindere dal suo genere di appartenenza e lo si trasforma invece nel diritto di una persona di un determinato orientamento sessuale di sposare un suo simile.

Che è come dire che i neri si possono sposare tra di loro con un istituto equivalente al matrimoni dei bianchi...

Per questo la sentenza della corte di Cassazione è pericolosa perchè stabilendo che il matrimonio è solo quello tra uomo e donna ma che le persone omosessuali hanno diritto che venga loro riconosciuto l'unione tra simili si commette un abominio discriminatorio che rimane in linea con le idee naziste della Chiesa.    

Se davvero dobbiamo arrivare al diritto all'indifferenza non si possono costruire rivendicazioni ad hoc per le persone omosessuali ma ampliare gli stessi diritti già esistenti a tutti.


Non è solo una questione tecnica o lessicale è il modo di pensare che è diverso.


Anche perché quando si dice che una persona dall'orientamento sessuale omosessuale non può sposarsi non è del tutto vero. 
Infatti il discrimine non è l'orientamento sessuale dei due nubendi ma il loro assortimento sessuale
Io maschio gay (o bisex) posso sposare una donna (che può essere etero bisex o lesbica) e nessuno può impedirmi di sposarla. 

La discriminazione, il vedere la razza diversa sta proprio nel fatto che l'aggettivo omosessuale che si riferisce alla coppia e che indica solo il fatto che la medesima è composta da due persone dello stesso sesso si trasferisce proditoriamente ai singoli e da mero aggettivo descrittivo diventa sostantivo definitorio.


Strettamente parlando se esistesse un matrimonio per persone con orientamento sessuale gay e lesbico un giudice zelante potrebbe non riconsocere quel diritto  a una persona bisessuale e chiedere magari un terzo istituto per le persone di quell'orientamento sessuale. Oppure visto che la bisessualità è criticata molto nel movimento come posizione di comodo e pavida forse non venire mai riconosciuto. 


Insomma la rivendicazione posta in questi termini lascia sempre fuori qualcuno e dunque non allarga un diritto a tutti ma estende un privilegio.


Questa mi sembra un discrimine ababstanza sicuro e chiaro che può veramente identificare nel movimento e fuori chi è davvero liberale echi invece non lo è., chi  di destra (dove ognuno è etichettato e resta nel proprio recinto ) e chi invece vuole portare tutti sullo stesso piano di un unico condiviso inalienabile diritto perchè siamo tutti e tutte esseri umani e umane.


Anche nell'articolo di Repubblica si instaura un precedente di graduatoria dei discriminati secondo la quale chi è più discriminato si merita un articolo solo per lui poco importa se così discrimina ...i meno discriminati (le coppie etero).
D'altronde  si sa le coppie gay lo dicono con odio, non per lo Stato ma per le coppie etero, gli etero se vogliono possono sposarsi, noi no.

La differenza c'è ma sta altrove come ho già detto non negli effetti del mancato riconoscimento legale delle unioni di fatto.

Tutti gli esempi riportati nell'articolo valgono TALI E QUALI anche per le coppie etero, cioè valgono per tutte le coppie di fatto. D'altronde come potrebbe essere altrimenti?

Insomma questo articolo propala un modo di pensare pericoloso e razzista che sposa la linea di chi crede che certe leggi vadano modificate in nome dei diritti degli omosessuali  e non perchè le stesse leggi devono valere per tutti  a prescindere dall'orientamento sessuale.

14 commenti:

Fabiola Colombo ha detto...

in linea teorica potrei essere d'accordo, ma d'altronde la sentenza della cassazione è in linea con quella della corte costituzionale che distingue matrimonio e famiglia. E' comunque positivo che si segnali il problema della libera circolazione delle persone all'interno dell'Europa e del loro status civile, non solo dei capitali. Ed è l'ennesimo richiamo al parlamento di colmare un vuoto giuridico.
Mi sfugge in parte il senso sulle coppie di fatto e non riesco a non pensare, senza alcun tipo di odio ma constatando una realtà, che le coppie etero se volessero potrebbero sposarsi. Qualche mese fa sono stata ad una conferenza organizzata da Certi Diritti e un avvocato sottolineava l'importanza di distinguere l'aspetto della dichiarazione volontaria che c'è nel matrimonio o in qualsiasi tipo di unione di vedersi riconoscere diritti e doveri, dal discorso sul numero di anni di convivenza: i diritti non si acquistano per usucapione. Con questo ovviamente non voglio dire che sia giusto negare ad una compagna convivente l'accesso in ospedale, ma che non si capisce per quale motivo una coppia omosessuale debba aspettare dieci anni per conquistare meno diritti di una coppia sposata, e perché una coppia etero che ha deciso di non contrarre matrimonio si veda quasi equiparata a chi invece c'ha messo la firma. Insomma, serve una forma giuridica nuova, che siano unioni civili, pacs, registri, ma comunque un riconoscimento legale per chi ne faccia esplicitamente richiesta

Alessandro Paesano ha detto...

"Con questo ovviamente non voglio dire che sia giusto negare ad una compagna convivente l'accesso in ospedale, ma che non si capisce per quale motivo una coppia omosessuale debba aspettare dieci anni per conquistare meno diritti di una coppia sposata".

E questo cosa c'entra?
Chi ha mai detto che una coppia omosessuale deve aspettare più tempo? Quello cui fai riferimento sono i Dico che, per quanto mi riguarda, sono un tipo di legge IRRICEVIBILE.

Quello che io dico qui è ben altro.
Il matrimonio è unico e dovrebbero poterne beneficare anche le coppie dello stesso sesso.

Le discriminazioni delle coppie di fatto sono le stesse non importa quale sia l'assortimento sessuale della coppia in questione.


perché una coppia etero che ha deciso di non contrarre matrimonio si veda quasi equiparata a chi invece c'ha messo la firma.

Questo non è vero. Una coppia di fatto non ha diritti . Punto. Etero o gay che sia. tranne nel caso di figlio biologici.

Insomma, serve una forma giuridica nuova, che siano unioni civili, pacs, registri, ma comunque un riconoscimento legale per chi ne faccia esplicitamente richiesta

Serve una forma di riconoscimento legale per chi convive e non vuole sposarsi. MA QUESTO NON HA NULLA A CHE VEDERE COL MATRIMONIO.

Tutti hanno diritto a sposarsi. Con la stessa legge. Guai se i gay si "accontentano" di qualcosa di meno.

Simone ha detto...

"Le discriminazioni delle coppie di fatto sono le stesse non importa quale sia l'assortimento sessuale della coppia in questione."

Prima di tutto lo coppie di fatto etero SCELGONO di non sposarsi mentre omo non possono farlo quindi la differenza c'e'.

Inoltre la tesi potrebbe essere vera se noi vivessimo dentro il codice civile ma si da' il caso che oltre ai codicilli esistono le persone. Mia nonna accetta mia cugina che convive con il suo compagno ma non acccetta affatto che io lo faccia con il mio! Problemi di mia nonna? Per il codice civile si per la vita reale no...

Alessandro Paesano ha detto...

Da un punto di vista legale le discriminazioni per le coppie di fatto sono le stesse qualunque ne sia l'assortimento sessuale. E questo è un dato di fatto.

Che poi la società accetti moralmente di più le coppie di fatto etero di quelle gay nessuno lo ha mai negato. Ma nessuna legge può cambiare il sentire della società può solo tutelare le persone discriminate da quel sentire. Ma nessuna legge nemmeno contro le discriminazioni potrà far cambiare idea a tua nonna.

In quanto alle coppie di fatto etero che "scelgono" di non sposarsi nessuno lo mette in discussione.

Infatti nel mio post reputo necessario aprire il matrimonio, lo stesso che esiste per le coppie etero, anche alle coppie gay.

E' Fabiola, alla quale rispondevo nel mio commento precedente, che parla di legge equivalente. Non io.

Infine non è del tutto vero che tutte le coppie di fatto etero "scelgono" di non sposarsi. Ci sono quelle che non possono perchè ancora legata da matrimonio precedente e che sono solo separate e non vogliono divorziare perchè, tra le altre cose, divorziare costa, oppure sono in attesa di divorzio.

I ogni caso credo che un po' di solidarietà di noi gay per le coppie di fatto etero sarebbe un bell'esempio che anche noi gay sapiamo essere solidali con gli altri e non piangere solo quando la società discrima noi, non credi?

Simone ha detto...

"Ma nessuna legge può cambiare il sentire della società"

Beh dipende dalla legge. Se e´un legge che impone delle limitazioni alla liberta' di espressione (legge Mancino) se prevede campagne di informazione e sensibilizzazione o se prevede un cambio dei programmi scolastico qualche effetto lo puo´ottenere.

In nessun Paese del mondo in presenza di un matrimonio uno dei due coniugi puo' contrarre un unione civile e anzi al contrario per esempio in Francia il contrarre matrimonio rende nulli gli effetti del PACS (stessa cosa in Olanda) quindi NO: chi vuole sposarsi se e´etero si sposa!

Non si fanno le unioni civili per i divorziandi! Si fanno leggi sul divorzio civili (solo in Italia ci siamo inventati la separazione legale, uno strumento che tutto sanno essere inutile), si permette di divorziare nel modo piu' veloce ed economico possibile.

Alessandro Paesano ha detto...

"Se e´un legge che impone delle limitazioni alla liberta' di espressione"


nessuna legge impone delle restrizioni alla libertà di espressione.Non in un paese democratico. La legge mancino NON impedisce la libertà di espressione non considera libertà di espressione ma incitamento all'odio chi ritiene una razza superiore ad un'altra. Se la legge è stata fatta è perchè la società tutta già la pensava così.
Nessuna legge può introdurre un valore che non sia già scritto nella società può solo ribadire un valore condiviso nella società anche se avverso a molti.

Comunque sia poco cambia per tua nonna che la legge mancino le impedisca di dire che due uomini non sono famiglia, finché continuerà pensarlo . E nessuna legge può farci cambiare il modo di pensare. Questo intendevo dire prima. La sensibilizzazione, la solidarietà anche di noi gay nei confronti delle coppie di fatto etero questi sono mezzi che possono far cambiare il pensiero agli altri. Non solo la forza, i rapporti di potere fatti in nome della legge. Il tuo atteggiamento spaventa gli etero meno friendly soprattutto se non riconosci agli altri quello che chiedi per te.

Le unioni civili si fanno per tutti quelli che non vogliono sposarsi ma hanno diritto a uno straccio di tutela. Per il resto tutti dovrebbero potersi sposare. L'ho sempre detto non l'ho mai negato. Diciamo la stessa cosa.

Allora perchè continui a puntarmi contro il dito?

Simone ha detto...

Che nessuna legge faccia cambiare la societa' e´un falso storico quindi noon mi va di discuterne.

Sul resto noto che non hai ammesso l'errore macroscopico sui divorziandi...si puo´ammettere id aver detto una cavolata non succede nulla!

Alessandro Paesano ha detto...

Simone non c'è peggior intenditore di chi non vuole capire.

E' un concetto che si insegna al primo anno di giurisprudenza e che proprio stamattina discutevo coi miei studenti di seconda superiore che una legge non introduce mai un cambiamento antropologico o sociale nella società ma interviene sempre a organizzare, amministrare, dirimere un cambiamento che già c'è. E' stato così per il divorzio è stato così per l'aborto è così per il matrimonio anche per le coppie dello stesso sesso.

Le coppie di fatto omosessuali già esistono e la legge deve solo riconoscerle concedendo loro non una legge ad hoc ma aprendo loro il matrimonio, lo stesso e l'unico delle coppie etero.

Anche nel caso di una legge contro l'omofobia lo stato può intervenire solo per amministrare un fenomeno che già esiste (l'omofobia appunto) ma non può, una legge, da sola, bastare a cambiare i valori di una società. Non basta impedire agli omofobi di dire che siamo malati per far cambiare loro idea.

Possiamo impedire loro di danneggiarci ma una legge non cambia le idee di nessuno.

Per quanto riguarda l'errore macroscopico sui divorziandi confesse che mi è sfuggito. Di che errore macroscopico si tratta? Dove l'ho fatto? Spiegami, figurati, pignolini come sono, se non correggo un errore chiunque lo faccia.

Simone ha detto...

Ma TUTTE le leggi non introducono cambiamenti sociali: nemmeno la legge sull´obbligo scolastico?
Siamo alla fantastoria!

Ma prendimo il divorzio: tu dici che la legge "legge non introduce mai un cambiamento". Certo hi poteva permetterselo andava in Messico e divorziava prima della legge, ma se eri un poveraccio che viveva nel paesino di campagna non andavi in Messico e stavi sposato! Oltretutto la legge dando tutela alla persona debole della coppia (la donna) ha permesso alle donne di divorziare "sperando" di non dover poi fare la fame!
Le leggi non fanno la societa' ma contribuiscono a farla. Si puo´discutere di quale sia il contributo delle parti .






La storiella dei divorziandi e' un argomento che ho sentito spesso in questi pseudo-dibattiti all´italiana e mostrano come il "fenomeno" delle coppie di fatto sia considerato come "residuale": sto divorziando non posso sposarmi quindi datemi un PACS. No! le coppie di oggi in molti casi non vogliono uno strumento pesante (soprattutto in Italia) come il matrimonio.

Fabiola Colombo ha detto...

Mi riferivo al dibattito su come debba essere questa legge che tutela le unioni omosessuali, e nel comune sentire spesso sembra che sia la stabilità dell'unione a conferire a questa dignità. Ora non ricordo con precisione ma questo avvocato citava sentenze in cui ad alcune coppie di fatto che si stavano separando erano stati attribuiti determinati doveri in base a questa logica.
Per il resto io credo che sia giusto dare la possibilità di scegliere il matrimonio per chi lo vuole, etero o gay, e un altro tipo di patto per gli altri. Però non possono fare le leggi i giudici e non mi pare che sia una sentenza oscurantista, ma che fa quello che può segnalando il totale vuoto della legge. Bisogna poi considerare che in Italia anche il battibecco sulla parola "matrimonio" per i fancazzisti di Un posto al sole è un problema enorme: allora, se si potesse creare una unione civile simile a Civil Partnership inglesi o registri come in Germania, si amplierebbero di molto le possibilità concrete di fare una riforma che non sia un contentino. Altrimenti si finirà ancora ai Didore e compagnia cantante. Mi domando: meglio delle unioni civili con gli stessi diritti del matrimonio o dei registri pensati per coppie di fatto, quindi anche etero, in cui dare un contentino a tutti?
La solidarietà va benissimo, ma con la confusione e l'ignoranza che regnano, continuare a mischiare tematiche omosessuali con quelle transessuali, coppie che vogliono sposarsi con coppie conviventi che vedono il matrimonio come fumo negli occhi, non mi pare stia portando da qualche parte. Se l'idea è fare numero per farsi notare è più che giustificabile ma questioni completamente diverse vanno poi trattate singolarmente

Anonimo ha detto...

Sono completamente d'accordo con Alessandro Paesano...
... al 100 %.

@ Fabiola Colombo
La mia risposta alla domanda che poni è: molto meglio una seria legge sulle coppie di fatto etero e gay, eventualmente anche con pari diritti rispetto alle coppie sposate (vedi la Partnership PER TUTTI approvata in Olanda, a Washington DC, vedi la Civil Union PER TUTTI approvata in Illinois, in Quebec, in Nuova Zelanda, ecc).
Per dare riconoscimento e tutela corposa a chi convive, difatti, non è per niente necessario pensare a delle unioni civili apposite "per omosessuali" come quelle che fino a qualche anno fa vigevano in Scandinavia, come quelle attualmente in vigore in Inghilterra e Germania.
Le unioni ad hoc "per omosessuali", là dove sono state approvate, tendono a diventare delle nozze ghetto in cui confinare la libertà matrimoniale dei gay... per la serie: diamo ai gay sto scimmiottamento del matrimonio così poi gli possiamo rispondere "avete già le vostre nozze non rompeteci con questa richiesta del matrimonio propriamente detto". In altre parole: ostacolano di brutto la conquista del matrimonio per molti anni. Non a caso l'Inghilterra ci sta mettendo un intero decennio per passare dalla partnership per omosessuali all'inclusione nel matrimonio civile, idem la Germania, la Danimarca addirittura 23anni; e questo nonostante in quei Paesi si alternino regolarmente governi progressisti e retrogradi.

Justin

Fabiola Colombo ha detto...

sì, però intanto loro in qualche modo esistono per la legge. Se ci stan mettendo dieci anni in GB non penseremo mica di cavarcela saltando la "gavetta" qui in Vaticalia, vero?
Sto solo cercando di essere realista e separare gli ideali utopici dai fatti politici. Forse mi sono spiegata male perché non intendevo dire che ci vuole una legge ad hoc per omosessuali, ma che la tematica andrebbe trattata con più serietà, parlando di unioni etero, unioni gay, con le loro somiglianze e le loro differenze. Ma il problema è sempre l'idea di famiglia. Se non è stata approvata nessuna legge fino ad ora è perchè di fatto si vuole favorire la famiglia tradizionale (solo a parole perché poi di soldi per aiutare concretamente neanche alle sacre famiglie arrivano): se non c'è alternativa uno è "obbligato" a sposarsi, se vuole avere determinati diritti, se è etero; se è gay... continuerà a condurre la sua vita dissoluta.
Bisognerebbe far parlare le vite delle coppie di fatto, finché ci sarà ignoranza non si aprirà mai un dibattito

Anonimo ha detto...

@ Fabiola Colombo...
Se concordi con me sul fatto che non è giusto creare una unione civile apposita per omosessuali... allora sei sulla mia stessa lunghezza d'onda. Nel messaggio di prima mi sembrava però ti riferissi a quel tipo di leggi; difatti hai tirato in ballo la civil partnership inglese e tedesca; a quel punto ho cercato di dirti che eventuali compromessi legislativi, eventuali "prime forme" di riconoscimento e tutela delle coppie omosessuali, vanno approvate all'interno di una riforma complessiva della legislazione in merito alle coppie conviventi... di modo da non creare delle nozze-ghetto come appunto la civil partnership ad hoc per omosessuali la quale ostacolerebbe di brutto, per anni e anni, la battaglia per l'inclusione nel matrimonio civile (dimostrazione eloquente di questo si ha guardando alle caterve di anni che la Scandinavia c'ha impiegato a passare dalla partnership ad hoc per omosessuali all'inclusione nel matrimonio civile, al decennio che l'Inghilterra e la Germania ci stanno impiegando a passare anche loro dalla partnership ad hoc per omosessuali all'inclusione nel matrimonio civile, nonostante l'alternanza di schieramenti liberali e retrogradi al governo, ai 23 anni che la Danimarca ci sta impiegando a passare anche lei dalla partnership ad hoc per omosessuali all'inclusione nel matrimonio civile).

Justin

Alessandro Paesano ha detto...

Forse mi sono spiegata male perché non intendevo dire che ci vuole una legge ad hoc per omosessuali, ma che la tematica andrebbe trattata con più serietà, parlando di unioni etero, unioni gay, con le loro somiglianze e le loro differenze.

Fabiola per me tra coppie etero e coppie omo non c'è differenza di alcun tipo. Alle copie dello stesso sesso spetta lo stesso matrimonio delle coppie di sesso diverso.
punto

chiedere meno o di questo è criminale, omofobico e reazionario.
Stop

E bada che io sto parlando di MATRIMONIO non di unioni.

che poi ci dovrebbe essere un istituto chiamato UNIONI PER CHI NON VUOLE SPOSARSI sono d'accordo.

Ma il diritto al matrimonio lo stesso matrimonio è una richiesta irrinunciabile.