venerdì 2 novembre 2012

2 novembre 1975. Per non dimenticare l'assassinio di Pier Paolo Pasolini

E' inutile che i siti frociaroli si affannino a dire che Pasolini fu ucciso perchè gay, come affermò Angelo Pezzana (secondo Queerblog).

Pasolini fu ucciso perchè dava fastidio allo Stato italiano profondamente fascista e reazionario.

Pasolini dava fastidio perchè aveva il coraggio di scrivere scomode verità, aveva il coraggio civile e politico di non fare sconti a un popolo di analfabeti e alla borghesia più ignorante d'Europa.




"Andreotti, Fanfani, Rumor, e almeno una dozzina di altri potenti democristiani, dovrebbero essere trascinati sul banco degli imputati. E quivi accusati di una quantità sterminata di reati: indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con gli industriali, con i banchieri, collaborazione con la Cia, uso illegale di enti come il Sid, responsabilità nelle stragi di Milano, Brescia e Bologna (almeno in quanto colpevole incapacità di colpirne gli esecutori), distruzione paesaggistica e urbanistica dell'Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani, responsabilità dell'esplosione "selvaggia" della cultura di massa e dei mass-media, corresponsabilità della stupidità delittuosa della televisione.
Senza un simile processo penale, è inutile sperare che ci sia qualcosa da fare per il nostro paese. E' chiaro infatti che la rispettabilità di alcuni democristiani (Moro, Zaccagnini) o la moralità dei comunisti non servono a nulla".
(PPP 28 agosto 1975)
E' riduttivo dire sia stato ucciso in quanto gay.
Vero è che la sua morte fu camuffata e presentata come la morte di un frocio che adesca i ragazzini e che, date le circostanze, Pasolini quella morte se l'è cercata.
Questo fu indotta l'opinione pubblica a pensare, da una stampa disgustosamente omofobica e maschilista.

Per l'omicidio fu accusato Pino Pelosi, che fu condannato a nove e sette mesi di carcere. Nel 2005 Pelosi cambia versione e rilascia un'intervista a Le Nouvel Observateur nella quale parla di siciliani, di mafia.

Nel 2010 Dell'utri, l'amico di Berlusconi, quello dei falsi diari di Mussolini, dice di avere un capitolo del romanzo incompiuto di Pasolini Petrolio nel quale si parla di collegamenti tra la morte di Mattei e la mafia...

Io voglio rimandare a quel clima di vergogna omertosa con cui l'Italia tutta reagì alla morte del suo più grande intellettuale.

Una reazione che mi pesa in quanto cittadino italiano e in quanto gay.





Pier Paolo Pasolini è stato ammazzato nel 1975, ma i suoi assassini e i mandanti sono ancora in libertà. Nessun processo pubblico sulle cause della sua morte. E' stato ucciso dal Potere. Da quell'oscena rappresentazione della realtà che va in scena in Italia dalla sua nascita. Pasolini scriveva allora sul Corriere della Sera, non ancora piduizzato: "Io so i nomi dei responsabili delle stragi... io so il nome del vertice che ha manovrato...".(Beppe Grillo nel suo blog 21 marzo 2009)

3 commenti:

Giancarlo Russo ha detto...

Per Fanfani, ci pensò il buon Di Pietro :-)

Quanto a quel blog, è da molto tempo che non lo leggo: scrive fesserie a non finire ed usa linguaggi che fanno venire l'orticaria. Diritti gay, diritti lgbt, diritti trans (sì, persino questo ebbero il coraggio di scrivere). Come dire che la forma non ha alcuna importanza.

Alessandro Paesano ha detto...

rovesci trans forse ti aggrada di più amico mio?

Giancarlo Russo ha detto...

A me piacerebbe solo che si parlasse di diritti delle persone. Fintanto che si apporranno degli acronimi (è lo stesso principio del considerare un unico matrimonio, e non un matrimonio gay), sembrerà sempre che si parli di diritti ad hoc e sai benissimo che così non è.