giovedì 4 dicembre 2014

Qualche pensiero sulle dichiarazioni criminali di Inga Priede, deputata lettone del partito di governo Unità


Inga Priede, deputata del Consiglio regionale del Kandava (Lettonia) e capo del dipartimento regionale del partito di governo “Unità”, il più grande partito lettone di centro destra, a proposito del matrimonio egualitario ha scritto alcuni tweet nei quale collega il tasso di natalità alla presenza o meno delle persone omosessuali e poi ringrazia i Tedeschi durante l'occupazione Nazista per avere ucciso gli omosessuali facendo così aumentare le nascite nel suo Paese.
Priebe ha prima scritto che i cittadini e le cittadine del Kandava erano sotto shock per l'apertura del matrimonio alle persone gay  e che le persone gay della regione non sono orgogliose perché ci sono dei valori di base (non leggendo il lettone ci rifacciamo alle dichiarazioni riportate del New York Observer e dalla traduzione di google traduttore del tweet di Pirede in lettone). E poi ha ribadito che Grazie a dio i tedeschi, al loro tempo, hanno sparato ai gay. Il tasso di nascita stava così risalendo (Thank God! The Germans shot them in their time. Birth rate was going up).

Il tweet voleva essere una frecciatina contro  Ilse Vinkele, ex ministra del Welfare dello stesso suo partito, promotrice della legge sul riconoscimento dei matrimoni tra persone dello stesso sesso e la parità dei diritti sociali. Le conseguenze non si sono fate attendere mentre Vinkele  ha minacciato di voler citare in giudizio Priede per istigazione alla violenza il suo partito l'ha costretta a rassegnare le dimissioni.

Le sue dichiarazioni oltre che per la disgustosa omofobia  in un paese il cui ministro degli esteri Edgars Rinkevics ha fatto coming out un mese fa, sono imbarazzanti anche per il riferimento ai nazisti di per sè, visto che la Lettonia ha visto uccidere per mano nazista più di 70,000 persone ebree dii nazionalità lettone, 2000 rom, e un numero sconosciuto di persone omosessuali. Un genocidio compiuto anche grazie al collaborazionismo Lettone che vede la popolazione divisa tra chi ancora li odia e dà loro la caccia e uno sparuto gruppo di veterani che il 16 marzo di ogni anno fanno marcia a Riga (la capitale Lettone) orgogliosi di avere ingrossato le fila delle SS naziste...

Se a questo dato storico si aggiunge la questione del tasso di natalità del paese che è argomento sensibile (l'attuale popolazione di 2 milioni di unità ha visto un calo del 13% dal 2000 e se la tendenza non si inverte altre 500mila persone verrano perse entro il 2050) si capisce quanto l'affermazione di questa omofoba di merda sia entrata a gamba tesa in tante questioni nazionali e non solo in quella dell'omosessualità.


Dietro pressione dei vertici del suo partito Inga Priede è stata per frotuna costretta a chiedere pubblicamente scusa e a rassegnare le dimissioni.

Questa notizia ha tanto da insegnarci.


1) La democrazia lettone è più forte di quella italiana.


Dinanzi a dichiarazioni omofobiche di pari gravità nessuno dei nostri esponenti di partito ha mai rassegnato le dimissioni (e quando le dimissioni ci sono state, per dichiarazioni di disgustoso maschilismo, ci sono stati militanti gay che difendevano il maschio di turno che aveva augurato a una donna di essere stuprata...)


2) Si pretende che le persone omosessuali siano sterili.


In virtù del fatto che due persone dello stesso sesso non possano procreare tra di loro le si considera sterili a priori.
Ignorando che come singole perosne gay  elesbcihe sono fetili come tutte le altre persone e che, oggi, grazie alla tecnologia medica  e al contributo solidale di donatori e donatrici di gameti e di donne che si prestano alla gestazione per conto terzi anche, le coppie dello stesso sesso possono procreare.


Non procreano biologicamente tra di loro, ma questo è un dettaglio.

Quel che conta è che nel momento in cui si forma una coppia questa coppia, se vuole, può procreare.


E' proprio questo il motivo per cui si nega il diritto di procreazione alle coppie dello stesso sesso.


Perché la coppia che procrea contribuisce ancora di più al bene pubblico della comunità e se una coppia dello stesso sesso fa prole si integra ancora di più nel tessuto sociale.


Il fatto che due persone dello stesso sesso non possano procreare tra di loro è un impedimento fisico dello stesso ordine sociale di quello della coppia di sesso diverso sterile o semisterile.

Una coppia di donne risolve il problema nello stesso identico modo di una coppia uomo donna dove è l'uomo a essere sterile.


Solo la coppia di uomini intraprende una via radicalmente diversa.

Ma da un punto di vista tecnico la donna con problemi di feritlità in coppia con un uomo gestisce la gravidanza di un figlio biologicamente non suo proprio come una donna che gestisce la gravidanza per conto terzi.

Se tutti fossimo gay (e lesbiche) ci estingueremmo.

Se tutti intraprendessimo esclusivamente delle relazioni tra persone dello stesso sesso dovremmo solo metterci d'accordo per fare prole. Non ci estingeuremmo nemmeno nel caso di una dittatura gay e lesbica.

Tra l'altro delle due l'una o l'ascesa dei diritti gay sta minando la natalità oppure il paineta sta esplodendo arrivando a 10 miliardi nel 2050.



3)   La retorica della minoranza è ancora dura da morire.


diritti mancati  delle persone non etero non sono diritti ad hoc ma diritti mancati quelli di tutte le altre persone perché le persone non etero sono come tutte le altre persone e godono già degli stessi diritti.

Invece si parla dei diritti delle minoranze sessuali come se le minoranze sessuali avessero bisogno di diritti particolari. Come se le persone non etero fossero una minoranza sessuale.


Minoranza sessuale è infatti una doppia discriminazione.


Non è affatto vero che le persone non etero siano una minoranza.
E' dai tempi di Kinsey che è stato assodato scientificamente che siamo tutte e tutti almeno un po' bisessuali e che dunque le minoranze sono l'eterosessualità e l'omosessualità pure mentre la maggioranza delle persone si attesta su una bisessualità anche se spesso non equidistante ma spostata verso uno dei due poli etero - omo.


In ogni caso non si tratta di una minoranza sessuale perché l'orientamento sessuale non riguarda solo il sesso che facciamo ma anche i sentimenti e le relazioni sentimentali, affettive.

D'altronde non si chiede il diritto di poter scopare con chi ci pare.
Si chiede di poter accedere al matrimonio, no?


Eppure RAI news parla di parità dei diritti sociali delle minoranze sessuali in un  capolavoro discriminatorio disgustoso (perché involontario).


Rai News è in buona compagnia.

L'autore (o l'autrice) anonimo (o anonima) del Blog Gayburg parla di diritti dei gay il cui sessismo della lingua impiegato ha conseguenze grottesche.

L'espressione  diritti dei gay significa solamente uomini omosessuali e lascia fuori le donne.

Diritti delle PERSONE omosessuali, oppure diritti dei gay e delle lesbiche, sono forme davvero inclusive.

L'uso del maschile plurale come neutro è un viziaccio che c'hanno pure i froci (o le lesbiche)...




Queste derive discriminatorie inintenzionali sono una squisita dimostrazione che chi parla male pensa male.


A proposito, Inga Priebe è la donna raffigurata nella foto a destra.
Quella raffigurata sul sito Gayburb è  Ilse Vinkele, ex ministra del Welfare, ma non sono sicuro che a Gayburg lo sappiano...



5) Nesssuno e nessuna si perita di correggere le dichiarazioni di Priede. 

Le persone omosessuali come tutte le altre vittime dei campi di concentramento non sono morte per fucilazione ma sono state gasate. Ma la storia è un'oponione e non interessa a nessuno. Non certo a Rainews nè a Gayburg che nulla ci dicono sulla storia Lettone (a differneza del New York Observer dal quale ho mutuato le informazioni che ho riportato). Da cui possiamo anche dedurre che


6) La storia non abita in Italia.

Senza memoria stroica non c'è popolo e senza poplo non c'è nazione.

La Lettonia lo sa bene e  Priebe viene fatta dimettere.

Da noi si gioca a chi la spara più grossa (Giovanardi e i bambini comprati).

Italia paese di merda.

E buon Natale!

7 commenti:

paolo scatolini ha detto...

bè che statisticamente l'eterosessualità ("pura" o no) sia più diffusa mi pare un dato di fatto, quindi parlare di minoranze che devono accedere ai diritti di tutti gli altri non è scorretto e non inficia la scala Kinsey

quanto poi alla gestazione per conto terzi confesso che qualche dubbio etico ce l'ho ma a prescindere dalla composizione della coppia genitoriale destinataria

Alessandro Paesano ha detto...

L'eterosessualità non è una maggioranza. La bisessualità lo è. Se affermi che l'eterosessualità è maggioranza infici non la scala ma i dati che si ricavano dalla scala Kinsey. E' una questione di punto di vista.
Nell'immaginario collettivo patriarcale e maschilista ogni etero che ha un comportamento omo lo vedi come gay (pensa ai Maschi che fano sesso coi maschi dell'OMS). Nessun gay che ha comportamenti etero lo vedi un po' più etero. Rimane gay. Per le donne è diverso perché le donne in quell'immaginario non sono mai né etero né lesbiche ma funzione del maschio al quale piacciono both way...

paolo scatolini ha detto...

Mi pare di essermi spiegato più che bene
un etero che ha una relazione sentimentale/sessuale con una persona dello stesso sesso non è etero: è gay o bisex
è un gay che sta affettivamente e sessualmente con una persona del sesso opposto non è gay, è etero o bisex
e vale per uomini e donne.

Alessandro Paesano ha detto...

Solitamente si distingue tra orientamento sessuale e comportamento sessuale. Non basta andare a letto con una persona dello stesso sesso per essere omosessuali e viceversa. In ogni caso si sta discutendo di maggioranze e ti assicuro che l'eterosessualità non è una maggioranza. Lo è per chi, come te, concepisce gli orientamenti sessuali rigidi e oppositori come fai tu nella tua rigida classificazione. Leggi le tue definizioni: un etero che ha una relazione sentimentale/sessuale con una persona dello stesso sesso non è etero: è gay o bisex Prima viene l'orientamento sessuale oppositorio e poi la bisessualità.
Se fosse come dici tu saremo tutti gay e lesbiche...

Se percepiamo l'eterosessualità come statistica è solo per convenzione sociale non perché sia una realtà dei fatti. E non sto dicendo "che siamo tutti/e omosessuali" che sarebbe il reciproco dei quello che dici tu. Sto dicendo che siamo tutti e tutte bisex pur con prevalenze per uno dei due sessi. E' un modo per classificare le persone in maniera meno eterocetrica. Tutto qui

paolo scatolini ha detto...

Alessandro avrei anche potuto mettere prima la bisessualità e poi l'orientamento opposto.
non nego che esistano bisessuali maggiormente attratti da uno dei due sessi (certo che esistono), ma affermare che "siamo tutti bisessuali" mi sembra arbitrario e alla fin fine falso quanto il "tutti etero" o "tutti gay". Ci sono in percentuali diverse persone etero, persone bisex e persone gay e non è solo questione di convenzioni sociali (per quanto una società più aperta renda più facile vivere la propria affettività e sessualità di qualunque tipo sia, senza reprimerla): io non ho mai desiderato una relazione sentimentale/sessuale con un altro uomo (in linea di principio non posso escludere che in futuro accada anche se lo giudico improbabile) e non è per convenzione, è che proprio quei pensieri non mi vengono anche davanti a uomini gradevoli sia esteticamente sia umanamente

Alessandro Paesano ha detto...

Io non ho mai detto che DOBBIAMO essere tutti e tutte bisex.

Ho solo detto che non è vero che la maggioranza delle perone è etero come invece pretendi tu.

io Sono un gay "puro" tu sei un etero "puro". Noi siamo due esempi della stessa minoranza.

La maggioranza delle persone (dal 51% in su) NON ha un orientamento e o un comportamento sessuale puramente etero o omo.

Tutto qui.

paolo scatolini ha detto...

ok, mi pare che i rispettivi punti di vista siano chiari

grazie per il confronto