venerdì 14 dicembre 2012

Ferisce più un clichè... Sull'ennessima macchietta del gay effeminato nel trailer del cinepanettone Colpi di fulmine

In sala dal 13 dicembre, con 700 copie..., tecnicamente non un cinepanettone visto che il film non è ambientato durante le vacanze natalizie, Colpi di Fulmine di Neri Parenti, con Christian De Sica, Lillo e Greg, Anna Foglietta, e Arisa, racconta due storie d'amore.
Nel film De Sica si traveste da prete per sfuggire alle forze dell'ordine e si improvvisa parroco in un piccolo centro. Qui lo vediamo separare le persone in base ai peccati capitali quando un giovane parrocchiano si sposta da un gruppo per dirigersi di corsa verso un altro. Alla domanda E te mo ddo stai annà? il ragazzo risponde con voce leziosa e affettata tra i golosi. La battuta di De Sica ve la lascio immaginare.

video


Situazione da barzelletta e allusione al fatto che il frocio, anzi, la checca, è golosa di cazzo.
Così con una battuta si portano a casa due colpi. Due concetti: il cazzo piace, e ai froci piace di più.
Non solo. Al frocio piace il cazzo. Punto.

E vediamo come è descritto questo giovane omosessuale.

Cardigan di colore sobrio,  c'è la crisi..., portato sopra una canotta che lascia intravvedere un petto glabro.
Foulard che si intona al cardigan arrotolato attorno al collo, Jeans chiaro, capello corto ai lati col ciuffone sopra e borsa femminile (lo si capisce dai generosi manici senza tracolla) che porta con inequivocabile gesto effeminato, nell'incavo del braccio, l'avanbraccio piegato. 

Cardigan di colore sobrio,  c'è la crisi..., portato sopra una canotta che lascia intravvedere un petto glabro. 
Foulard che si intona al cardigan arrotolato attorno al collo, Jeans chiaro, capello corto ai lati col ciuffone sopra e borsa femminile (lo si capisce dai generosi manici senza tracolla) che porta con inequivocabile gesto effeminato, nell'incavo del braccio, l'avanbraccio piegato. 



Anche quando corre porta la borsa in quella scomoda posizione


Giratosi perchè De Sica\prete gli sta chiedendo dove sta andando

 

...il giovane gli risponde accennando un inchino verticale


Rispetto gli altri parrocchiani il nostro è più giovane, più magro, col fianco generoso, femmineo, dinoccolato, le ginocchia strette, il sorriso tra l'ebete e l'accondiscendente.
Non somiglia in nulla al cliché del giovane gay del mercato capitalista...

...che sarà anche effeminato ma ha un corpo palestrato, virile, dove la mancanza di peli pertiene più alla performance dell'atleta che alla de-virilizzazione del corpo maschile.

 

Con un colpo d'occhio notiamo la differenza antropologica dell'omosessuale rispetto al resto del gruppo.
Non ha alcuna caratteristica fisica in comune, nel vestiario, nel linguaggio del corpo, nella costituzione fisica. Per cui si potrebbe dire che l'omosessuale appartiene accidentalmente al genere maschile e che costituisce un genere a sé. Un terzo genere, un po' come pretende la teoria, sciagurata, del genere fluido



Dopo il suicido di Andrea si pretende di distinguere il bullismo dall'omofobia.

Questa immagine dimostra come alla base ci sia sempre l'idea maschilista e patriarcale della virilità.
Sei gracile? Dinoccolato? Vesti diverso?
Non sei virile.
Non sei maschio.
Sei diverso.
Dunque, sei frocio.

Un'appartenenza evidente che non puoi nascondere, e che ti rinfacceranno di ostentazione o di mancanza di discrezione.

Certo se invece di vestirti così ti uniformassi al cliché di genere degli altri uomini e ragazzi quelli ritratti lì con te, ti lascerebbero in pace.
Chissà nel mondo reale quanti degli altri ragazzi e uomini sono bisessuali o hanno un orientamento sessuale omo.
Ma in loro non si vede.
Anzi direi finché in loro non si vede saranno lasciati in pace.

Non volgi certo giustificare il bullismo omofobico a scuola.
Ma finché si fanno questi film possiamo davvero dire che la responsabilità è degli studenti e delle studenti omofobici\che?

E nessuno si azzardi a dire che si tratta di un film comico, che questa vuol essere solo una battuta, che infondo è una boutade.

Finchè battute coltivate in questo orizzonte etico (sic)  continueranno a essere percepite come innocui divertimenti nessuno di noi è al riparo dalla discriminazione maschilista e omofobica.
Poco importa se poi tu sia o no gay o se, anche essendo gay, non sei affatto goloso di cazzo. 

Lo sapeva bene Andrea, che pur non essendo gay non poteva portare lo smalto senza essere additato come un golosone.

Adesso mi chiedo, a che serve fare incontri a scuola contro l'omofobia se poi al cinema vediamo scene edificanti come questa?

Chi educa i produttori? Gli sceneggiatori? I registi?

Boicottiamo questo film perchè propala i più stantii luoghi comuni fascisti maschilisti e patriarcali.

La checchina golosa è solo la punta dell'iceberg.

Di seguito il trailer integrale.

2 commenti:

Gaetano ha detto...

Non appena ho visto il trailer ho provato il medesimo disgusto. Quanto odio gli stereotipi basati sull'equazione effeminato = gay. Ma stiamo ancora a questi livelli? Veramente c'è crisi, allora!

Alessandro Paesano ha detto...

Purtroppo a quanto pare sì.
Il problema è che finché la maggioranza delle persone non vedranno male come me e te questo cliché le cose non potranno migliorare. Naturalmente nel trailer ci sono molti altri cliché che vale lo stesso la pena di criticare, ma questo mi sembra il più pericoloso perchè passa come una cosa innocente e intanto alimenta lo stigma e rende accettabile si possa ridere dei froci.