mercoledì 5 settembre 2012

Tanto per ribadire perchè del PD non ci si può fidare: sulle uscite paternaliste di Bersani alla Festa Democratica di Torino a proposito dell'estensione del matrimonio alle coppie dello stesso sesso

Il Segretario del PD Bersani passa davanti lo stand di Vorrei ma non posso. It's wedding time! alla Festa Democratica di Torino.

Vorrei ma non posso, it’s wedding time è una campagna promossa da Queever (ha discoteca di Torino con annessa associazione culturale) e Associazione Quore a favore del matrimonio paritario egualitario (altra espressione di compromesso ma migliore di quella con l'aggettivo omosessuale)

Daniele Viotti,  del Quore, del Coordinamento Torino Pride LGBT, promotore di Vorrei ma non posso di area PD (secondo Cristiana Alicata),  chiede a Bersani, dandogli democraticamente del tu, come mai il PD sul tema dell'estensione del matrimonio alle coppie dello stesso sesso che, ahilui e ahinoi semplifica nell'infelice formula matrimonio gay omosessuale [questa è l'esatta espressione che usa Daniele, come mi ha fatto giustamente notare in un commento  a questo post] cosa per la quale non smetterò di bacchettare (a furia di rompere la bacchetta) finché questo vizio di merda non ce lo togliamo  tutt*, sia così pavido.

Ecco il video.



Le cartoline cui accenna Daniele sono queste.






Chiare, efficaci, esaustive.


Torniamo al video.

Da notare l'atteggiamento di Bersani, dalla cafonaggine di accendersi il suo mefitico sigaro al paternalismo delle pacche sulla spalla. 

Da notare anche l'orribile presuntuosa e maschilista (sì, maschilista) risposta  della donna che lo accompagna che, pretendendo di parlare  a nome di tutte le donne (non si sa con quale investitura), mentre Bersani la indica a Daniele come esempio di percorso virtuoso (a piccoli passi) da seguire per i diritti lgbt commenta che di strada da fare ne abbiamo ancora molta. Ecco se almeno lei si leva dai coglioni e tace o almeno quando parla non pretende di parlare per tutte le donne noi saremo molto più felici.

Poi naturalmente ci sono da notare i contenuti politici della risposta di Bersani che da Presidente di un partito il cui acronimo significa Pavidi Democristi non può che nicchiare sul matrimonio nascondendosi dietro un Siamo in Italia.

Come nota lucidamente Andrea Tornese in un ottimo articolo sul Corsaro (al quale devo molto per questo post)
Il PD, con varie iniziative, si dà un appeal di partito aperto sui diritti LGBT per mascherare un conflitto interno lontano da una soluzione accettabile. E alcune e alcuni militanti LGBT che cadono in questa trappola propagandistica. Il PD ospita dibattiti e discute di matrimonio, offre spazi per la raccolta firme per varie iniziative popolari sul tema delle unioni civili, colora le sue feste dei colori dell’arcobaleno, vende (e qualcuno li compra!) spazi per bar e punti ristoro gestiti direttamente da associazioni LGBT, e nei fatti si adagia sul “siamo in Italia”.
Sempre Andrea commenta le risposte inesatte di Bersani facendo notare come
Negli USA, secondo Bersani, Barack Obama (...) avrebbe semplicemente detto che ogni stato è libero di legiferare come meglio crede. Falso. Il presidente americano (...) ha dichiarato che (...) che le coppie dello stesso sesso dovrebbero avere la possibilità di sposarsi (...) ed ha appoggiato l’abrogazione del Defense of Marriage Act (una legge approvata durante l’amministrazione Clinton che definisce il matrimonio come l’unione tra un uomo ed una donna ed impedisce, nella terza sezione, l’equiparazione con le unioni tra persone dello stesso sesso). (...)

Obama, lo scorso 15 giugno, lo ha detto alla comunità LGBTQI americana:“Io non vi consiglierei mai di avere pazienza, non è giusto come non era giusto dire alle donne di essere pazienti un secolo fa o agli afroamericani 50 anni fa dopo decenni di inazione e indifferenza, ora avete tutta la ragione il diritto di chiedere, a voce alta e con forza, l'eguaglianza”.
Rimando a un altro articolo di Andrea nel quale ricorda con pervicace precisione tu la propaganda (mendace) sui diritti lgbtqi che Tornese dichiara con termine che non conoscevo solo un rainbow washing (un sostegno dei diritti lgbt di facciata e non di sostanza).

Ora, in tutta onestà, come ci si può chiedere di votare per questo partito?

14 commenti:

Antares ha detto...

Bellissime cartoline, il video è un altro modo per capire come Bersani e altri come lui non siano proprio un esempio di persona intelligente. Provvedo a condividere su G+.

Giancarlo Russo ha detto...

Ale, ti chiedo una precisazione.

Dici - giustamente - di non voler votare per questo partito, ma ti riferisci solo al PD o anche ai suoi certi alleati, Socialisti e SEL? Te lo chiedo perché le prossime elezioni nazionali saranno cruciali sotto molti punti di vista.

Probabilmente, sarai in disaccordo con me e non avresti tutti i torti. Il "cuore" mi porterebbe a votare Ferrero o Di Pietro, ma "la mente" mi obbliga a votare SEL, nella speranza che poi i numeri ottenuti siano sufficienti a governare senza i centristi, sebbene governare col PD non sarà altrettanto facile (vedi, ad esempio, la questione Tav)... Personalmente, credo che nei prossimi 5 anni il dibattito continuerà, ma non si arriverà al matrimonio egualitario e - indipendentemente da coloro che poi formeranno il prossimo Governo - nessuna forza in Parlamento avrà il coraggio di affrontare l'argomento, sicché, alla fine, credo che la soluzione delle "unioni civili" sia la più umiliante ma pragmaticamente l'unica percorribile.

In ogni caso, sono sicuro che la mentalità comune migliorerà di molto nei prossimi anni e, se proprio la classe politica non ne è capace (com'è evidente), almeno si può sperare nell'indire un referendum indicativo o propositivo che chiuda, una volta per sempre, la questione.

Lo so, è un punto di vista piuttosto mediocre, ma, appunto, pragmaticamente, quale soluzione sarebbe concretizzabile nel 2013? Purtroppo, non vedo alternative.

Beatrice Portinari ha detto...

Senza entrare nel cuore della politica per evitare polemiche che non servono, come nonna di uno splendido ragazzo gay vorrei un giorno non troppo lontano vederlo felice e vivere alla luce del sole come tutte le persone. Da quando Bersani è diventato cattolico, forse da quando si è accorto che i voti della chiesa portano in paradiso? L'italia è un paese LAICO, la chiesa ha troppa ingerenza e legifera là dove non deve. Vorrei ricordare a Bersani e a quelli come lui che non ESISTONO CITTADINI DI SERIA A E CITTADINI DI SERIE B, quindi se questi politicanti non riconoscono agli omosessuali gli stessi diritti degli etero, allora non dovrebbero pretendere dagli omosessuali gli stessi doveri come pagare le tasse...

Alessandro Paesano ha detto...

@ nonna Beatrice. Non pagare le tasse in quanto discriminat+ perchè donne e uomini omosessuali sarebbe una bella campagna di lotta e di protesta! Magari in un paese con più senso civico e di gruppo che l'Italia, dove credo il movimento lgbt non riuscirebbe a mettersi d'accordo nemmeno su questo. Ciò non toglie la validità del tuo suggerimento!
Grazie per avere commentato.

@Antares. Grazie per la segnalazione. Appena ho un attimo mi vado a leggere il tuo blog!

@Giancarlo
Io non ne sarei così sicuro. Se l'Italia corriva e omofobica si sta tanto accanendo contro l'estensione del matrimoni è perchè sente nell'aria che ben presto non lo si potrà evitare nemmeno in Italia. Azzardo anche una previsione, entro la prima metà della prossima legislatura.

Sulla questione del voto ti dirò. L'importante è che a sinistra si vada a votare, per non commettere l'errore che ci è costato già la città di Roma e la regione Lazio.

Fromalente il voto a Sel è un voto più a sinistra di quello dato a IDV, ma se devo pensare a prese di posizione, proposte di legge (è dell'IDV quella che richiede l'estensione della Legge Mancino anche al reato di omofobia, mentre la proposta Conica chiede solo una blanda aggravante per omofobia...), denunce di opposizione mi sembra che l'IDV si distingua e imponga molto più di ogni altra realtà idi sinistra.

L'UDC è un partito invotabile, meglio altri 5 anni di Berlusconi.

Giancarlo Russo ha detto...

Però, vedi, Ale, il punto è che l'IdV non farà - presumibilmente - parte della coalizione e, ragionevolmente, non ha chance di avere i numeri per governare. Per altro, molti commentatori politici, fanno una osservazione secondo me molto sensata: se nella prossima legge elettorale - che potrebbe pure restare l'attuale... - la soglia di sbarramento salisse, è plausibile che molti elettori dell'IdV, terrorizzati dal ritorno di Berlusconi, fuoriescano dal partito dipietrista per votare PD o SEL, specie se, come pare, il premio di maggioranza andrà al primo partito e non alla prima coalizione. Una sorta di "voto utile", intendiamoci. E, a quel punto, meglio SEL più "pesante" in termini elettorali o votare IdV contribuendo indirettamente all'abbraccio mortale con l'UdC? E lo sai che per due elezioni (politiche nel 2008 ed europee 2009) ho votato IdV. Ma, a volte, penso, l'importante sia privilegiare un interesse generale, più che quello particolare e dare un contributo (un voto) a chi può fare meglio, o comunque meno peggio. Ripeto, la mia speranza è che il SEL di Vendola superi anche il 10% (cosa affatto non impossibile), intercettando voti in fuoriuscita da IdV, FdS ed anche M5S, in modo da spostare decisamente a sinistra l'asse della coalizione. A quel punto, anche per noi, ci sarebbero più speranze.

Daniele Viotti ha detto...

Ciao, intanto ringrazio il blog per la segnalazione del nostro video e per la pubblicazione delle nostro cartoline.
Però vorrei sapere perchè dite che io parlo di "matrimonio gay". Sono abbastanza attento ad usare un linguaggio "pulito" e non mi pare proprio di aver usato l'espressione detta...
Comunque grazie ancora

Daniele Viotti

Alessandro Paesano ha detto...

Ciao Daniele, grazie a Te per il lavoro che fate.

E' vero, non dici matrimonio gay, dici matrimonio omosessuale che, riconosco, è meno scorretto ma non è ancora preciso. Perchè quell'aggettivo differenzia il matrimonio anche per le coppie dello stesso sesso dall'unico che c'è, lasciando fraintendere che si tratti di altra cosa. Soprattutto in Italia dove l'aggettivo è spesso percepito come sostantivo, per cui si arriva a leggere, anche su giornali di sinistra come il manifesto, matrimonio tra omosessuali.
Il matrimonio è lo stesso dunque non si tratta di matrimonio gay, né omosessuale, ma di estendere il matrimonio (l'unico, laico) anche alle coppie dello stesso sesso.

Il diritto (e il divieto) non è in base all'orientamento sessuale dei due contraenit ma esclusivamente al loro assortimento sessuale (io uomo posso volermi sposare con un uomo senza essere gay e non solo perchè magari pur avendo un comportamento gay ho un orientamento etero - riprendendo una distinzione in psicanalisi - ma perchè potrei essere anche bisex...).

Comunque ho già corretto il post!

Grazie

Beatrice Portinari ha detto...

Scusate ragazzi se intervengo nella vostra discussione, ma vorrei fare una piccola precisazione. Secondo me l'uso dell'aggettivo "omosessuale" affiancato alla parola matrimonio, da parte di Daniele, non è usato come termine di categorizzazione o discriminazione. Siccome in questo paese il "problema nozze" riguarda esclusivamente contraenti dello stesso sesso, per far capire il discorso a certe zucche vuote è necessario porre l'accento sulla parola "omosessuale"; altrimenti se si parla di "matrimonio" e basta le suddette zucche vuote continueranno a capire fischi per fiaschi e a usare la parola "omosessuale" come discriminante.
Il giorno felice in cui non ci sarà più discriminazione allora si potrà parlare di matrimonio senza usare aggettivi, alla faccia delle zucche vuote.
Un abbraccio, nonna Beatrice

Alessandro Paesano ha detto...

Grazie del tuo intervento Nonna Bea! Io non penso che Daniele voglia discriminare, credo che voglia sovraspecificare e così facendo temo che le stesse zucche vuote cui ti riferisci tu pensino che si tratti di un matrimonio per omosessuali (solo per loro). Invece si stratta di estendere l'unico matrimonio che c'è anche alle coppie dello stesso sesso. Dunque meglio dire estendere il matrimonio (lo stesso) non matrimonio omosessuale (che sembra uno nuovo) non credi?

Beatrice Portinari ha detto...

Caro Alessandro, condivido il tuo pensiero, ma non so se le zucche vuote hanno un'intelligenza così spiccata da capire che il matrimonio non va suddiviso per categorie. Non so voi ragazzi, ma a guardare queste persone che sono più o meno della mia generazione, sono convinta che la Storia non abbia insegnato loro niente.
Come figlia dei fiori (non riesco a considerarmi ex) posso affermare che quando ero giovane c'erano meno problemi, per un certo periodo ho vissuto in una comune e non esistevano discriminazioni sessuali: si amava e basta; poi la morale cattolica ha avuto il sopravvento e si è cominciato a fare le pulci sulle categorie. Ti dirò di più: io non mi sono mai sposata, vivo col mio compagno da una vita, per noi il matrimonio è scegliersi ogni giorno e non capiamo come mai lo Stato debba invece vietare il diritto di sposarsi a chi lo desidera.
Un abbraccio, nonna Bea

Beatrice Portinari ha detto...

Scusatemi ancora ragazzi, ma l'interessante articolo su quella specie di cantante (e dire cantante è fargli un complimento) che si autodefinisce rapper l'avete tolto? Se è così sarebbe un peccato, perchè era molto interessante, ci si poteva scrivere una bella riflessione.
Un abbraccio, nonna Bea

Antares ha detto...

Grazie Alessandro per la tua risposta e per gli articoli che postate... Perdona ache questa fata smemorina (io) che si era dimenticata di effettuare l'iscrizione al blog, provvedo subito. Ho anche visto il video di Bersani... Ma a parte biascicare due cazzate sul femminismo, di cui peraltro non ha capito niente, che ha detto? Giuro, sembrava l'assessore alle varie ed eventuali.
Ho segnalato il vostro blog sia a nonna Bea che ad alcuni miei amici, spero si iscrivano presto perchè ne vale la pena!
Siccome la pausa caffè sta finendo e la mia bella mi chiama (sì, aiuto, il capo è anche la mia donna: doppi guai!) ti lascio il link del mio blog:
http://flowersofthemoon.blogspot.it/

A presto!

Melinda Santilli ha detto...

Eccomi qui, grazie ad Antares che mi ha caldamente consigliato questo blog. Comincio dicendo che vi "ruberò" le cartoline per postarle sul mio blog e vado avanti commentando Bersani...
Ma si può commentare Bersani?
Bersani è la classica persona ignorante (uso il termine in senso dispregiativo) e pregiudizievole che si rifiuta di riconoscere che le persone sulla faccia di questa terra sono tutte uguali in quanto persone, quindi per discriminare si appella a quelle che lui ritiene "differenze".
Anche noi omosessuali siamo persone, abbiamo forse una coda, delle corna, cinque braccia e sette gambe?
Non mi sembra.
Allora perchè discrimininarci, perchè no al matrimonio e a tutti i diritti che ci spettano?

Alessandro Paesano ha detto...

Cara Melinda, in coppia non siamo degni di essere considerati famiglia perchè tra di noi siamo sterili.
Lo ha scritto la Corte Costituzionale...