sabato 22 settembre 2012

La stucchevole, acida, triste misoginia delle froce: su alcuni commenti nella rete sull'ultimo disco di Amanda Lear.


Dovevo andarla a vedere al Village, Amanda, ma l'ingresso a pagamento mi ha fatto desistere.
Così ho scaricato dalla rete il suo ultimo disco I Don't Like Disco e poi, visto che la copia da me scaricata era priva di booklet, ho cercato informazioni in giro, cioè sulla rete.
Sono così incappato in alcune recensioni al disco che sono, in realtà, una gara tra froce inacidite e invidiose delle donne (ché altrimenti, nella loro mente maschilista e distorta, sì che avrebbero preso tutti i cazzi che non sono riuscite ad avere nella loro vita, mi verrebbe da aggiungere di merda, ma poi mi sgridate perché uso parolacce e divento maschilista) a chi sparla meglio di Amanda Lear e del suo ultimo disco.
Non mi si fraintenda. Tutto è criticabile basta averne cognizione di causa.

Invece quali sono i motivi per cui il disco non è piaciuto?

Amanda ha compiuto SETTANTADUE anni.
72.
Un po’ troppi per sbatterti ancora in pista? Assolutamente SI, tanto che questo I Don’t Like Disco rischia di trasformarsi nel canto dance di uno splendido cigno incapace di accettare quell’età che inesorabilmente, per lei come per tutti noi, tristemente avanza.
Questo pensiero profondo e intelligente è di Dr.Apocalypse sul sito Spetteguless.
Cos'altro dice il nostro?
Sul disco nulla. Su di Amanda
Un nuovo album, in vendita su iTunes a partire dal prossimo 9 gennaio, e due singoli di lancio da presentare in tv. Perché Amanda Lear sarà pure stata scandalosamente sfanculata dalla tv nostrana, ma in Francia viene ancora considerata per quello che è: un mito, un’icona, una fica, che dipinge, canta, scrive e crea ‘arte’, anche se invecchiata. Perché che voi ci crediate o no la musa di Dalì è nata nel lontano 1939.
Dunque l'arte è non è invecchiata perchè è arte che si faceva una volta, ma perchè è vecchia chi la fa.

Va beh, direte, da un sito che si chiama Spetteguless, che ti aspetti? Nulla oltre la volgare insinuazione (sarà pure stata scandalosamente sfanculata dalla tv nostrana) e il vuoto pneumatico (dell'articolo scritto da Dr.Apocalypse, beninteso,  non già della sua mente...).

Altro giudizio tranchant e autoreferenziale (lo dico io e non devo certo spiegarvi il perchè) è quello di che se la cava con due righe due
Oltre il come back (sic!) di Madonna, nel 2012, ci sarà anche quello di Amanda Lear con il suo nuovo album I Don't Like Disco che uscirà nei primissimi giorni di gennaio. Che culo, eh?
Il singolo di debutto, omonimo al disco, è già uscito online ed è di un trash pazzesco - non che le altre canzoni dell'album siano da meno, ci mancherebbe, basta ascoltare le preview per capire che oltre la voce da furetto castrato non c'è altro.
Tra l'altro Amanda ha una voce profonda quindi casomai è una voce maschile non da uomo castrato (che è alta...). Se proprio devi offendere (più che criticare) almeno fallo con cognizione di causa.  Va beh. Fiato sprecato.

Purtroppo ci sono anche post molto più dettagliati nel quale però i principio è lo stesso: giudizi tranchant non motivati, considerazioni ridicole e che non vanno al di là dell'ombelico di chi le ha fatte.
Vediamo.
L'autore, anonimo, di Cadavresquis Cadavrexquis non lesina con le parole nel recensire l'ultimo disco di Amanda ma non lesina nemmeno nelle considerazioni misogine, piene di odio perchè Amanda è vecchia ed è donna.

Ora non so quanto si possa prendere sul serio Amanda Lear come cantante, anche se un paio di anni fa persino lei è riuscita a sfornare un disco, Brief Encounters, che lasciava intravedere quello che sarebbe potuta diventare se non avesse sparpagliato i suoi già scarsi talenti musicali in mille altri rivoli. (...)
Il nostro non conosce l'ironia se commenta il titolo del disco così:
Il titolo dell'album è involontariamente comico: "I Don't Like Disco", per dieci pezzi che sono l'epitome della musica da discoteca, è una excusatio non petita, come se, alla moglie che trova il marito a letto con un altro uomo, lui replicasse: "Ma io non sono omosessuale".
E ecco che, a rischio di sembrare mia sorella che me lo rinfaccia sempre, il nsotro non resiste alla tentazione di parlar dei froci quando non c'entrano nulla con l'osservazione che sta facendo. Caro anonimo, l'ironia non abita dalle tue parti? Di quale excusatio vai cianciando? Non ti ha sfiorato il cervello che una delle icone della disco music abbia voluto fare un titolo ironico? Tralascio le accuse ad Amanda di mentire

Nelle note che accompagnano il libretto, poi, Amanda spiega per l'ennesima volta che trentacinque anni fa ha cominciato a fare discomusic quasi per caso, istigata dalla sua casa discografica tedesca, ma che mai e poi mai avrebbe immaginato che ne avrebbe dovuti fare sette o otto di fila (e la signora mente sapendo di mentire, perché Diamonds for Breakfast e Incognito, gli ultimi due prodotti da Anthony Monn - che della Lear cantante è stato il vero demiurgo -, già non erano più pura discomusic).
dove non si capisce il nostro cosa voglia dimostrare...  e andiamo alla critica al disco in generale dove, da vero professionista, e con alte considerazioni, il nsotro dice
Ora Amanda Lear non è mai stata una gran cantante. A dire il vero non è mai stata nemmeno particolarmente intonata, ma aveva (ha) questa voce particolare che funziona bene se accetta il ruolo di diseuse più che di cantante (per non parlare poi dei disastri che combina quando vuole assumere un tono "confidenziale", come avviene anche qui in un passaggio di What a Surprise, dove suona come una gallina arrochita in procinto di essere strangolata).
Ora, la gallina, come il furetto castrato, ha una voce alta non certo bassa, com'è quella di Amanda, quindi queste metafore servono non già a criticare la voce di Amanda (che è sempre stata quella, sai che novità criticarne oggi la scarsa consistenza canora...) ma ad offendere direttamente lei, la cantane e la donna. M
Ma è nell'analizzare le canzoni che il nsotro supera se stesso (se stessa?)
Quando invece sono i francesi a produrla, la voce finisce in cantina, sovrastata da un'abbondanza di arrangiamenti. E' quello che avviene anche in questo I Don't Like Disco.
Ma le canzoni, come sono le canzoni? Be', a un primo ascolto molte sono difficilmente distinguibili l'una dall'altra. C'è persino un "autoplagio", nel senso che l'attacco di Windsor's Dance è pericolosamente simile a Chinese Walk, ma poco importa, dato che l'autore è lo stesso, Marin (du Halgouet), che ha composto il grosso delle musiche dell'album.
E' proprio vero che la bellezza (o la bruttezza) sta negli occhi di chi guarda. Una stessa linea melodica caratterizza due brani diversi dello stesso album e per il nostro questo è autoplagio  (?!) per me è un'eleganza della produzione... Chi l'ha detto che due canzoni non possono cominciare allo stesso modo, soprattutto in un album disco?
Ci sono pezzi involontariamente comici, come - per l'appunto - Windsor's Dance, in cui Amanda rievoca la sua adolescenza e giovinezza in Inghilterra ("Wide and green the British land / Wide and free my early youth / Wide and free I ran away / Lips on lips I kissed the boys"), e aggiunge una dichiarazione d'amore a questo paese ("I love England, I love England"): dev'essere un'opera di fantasia, perché si stenta a credere che una con quell'accento lì quando parla inglese sia davvero cresciuta in Inghilterra.
E dov'è la comicità? Tra l'altro non mi risulta che Amanda sia cresciuta in Inghilterra e il nostro confonde l'interprete con la donna. Chi l'ha detto che Amanda stia parlando di sé?
La cosa più debole mi pare You're Mad, che suona un po' come un pezzo di dance romena di dieci anni fa.
Ecco, la profondità di questo giudizio dà la misura dell'umanità dell'autore di questo post. Chi l'ha detto che gay vuol dire gaio? Acido. Invidioso. Cattivo. Infelice. Ecco degli aggettivi molto più consoni al tono di questo post.

Il nostro poi ha qualche confusione lessicale sul significato della parola fan
L'album contiene poi anche i pezzi con cui, nei mesi scorsi, è stata creata l'attesa tra i fans
Amanda avrà anche una cattiva pronuncia dell'inglese ma il nsotro non conosce proprio l'italiano...
della Lear (dei poveri disperati, tra cui mi annovererei anch'io, se non fosse che io ho ben presente
ho ben presenti?
i limiti dell'"icona" e non vado in deliquio quando la sento, ma mi piace anche perché mi piace sfotterla un po').
Dunque i fan di Amanda sono dei poveri disperati lui sarebbe un fan ma ha ben presente i limiti dell'icona, non va in deliquio quando la sente e le piace perchè la sfotte. 

Ma sti cazzi no?
Merda ho detto cazzo.
Cristo ho detto merda.
Bestemmiona ho detto Cristo quanto sono volgare e maschilista!!!

Maschilista è il nostro, quando si sente di specificare l'assortimento sessuale di una ben solo quando è al femminile...
(...) soprattutto, La bete et la belle. Quest'ultima è indubbiamente il brano migliore di tutto l'album: scritta insieme a Louise Prey (della band electropunk femminile Ping Pong Bitches) e a Joe Moskow (della band indiepop di Sheffield Reverend and the Makers: non che io li conoscessi prima, ma mi sono documentato).
Come fan di Amanda Lear il nostro non lesina gli insulti
"Questo sarà l'ultimo album della Lear".
E poi il maschilista sono io perchè in un post ho bestemmiato. Ma porca paletta!
Ormai è troppo vecchia - mi dico -, non ne farà altri.
E' troppo vecchia... Beh mio caro non so che età  tu abbia ma ti auguro di arrivare a 72 anni in splendida forma come Amanda...
E invece ogni volta mi frega. Dubito che con questo I Don't Like Disco si conquisterà nuovi fan (ormai, per la Lear "cantante", noi siamo ammiratori residuali,
Noi chi? Tu ammiratore ? Ma chi vuoi prendere per il culo???
 sorta di dinosauri sopravvissuti da un'era antecedente), ma è come per certi vizi: una volta che li hai, fatichi a liberartene.

Ho smesso di cercare su internet, ma chissà in quanto altri post per sport si è offesa Amanda e la sua voce, la sua età, o quant'altro.
Intanto di Amanda Lear si continuerà a parlare negli anni a venire, mentre questi post sono già spariti nell'oblio se non fosse per il mio tardivo recupero (il disco è uscito a gennaio e i post hanno più o meno quella data).

Però che fatica dover lottare per tutelare i diritti anche di queste iene maschiliste, froce misogine con le quali non ho nulla ma davvero nulla in comune.

Come uomo e come gay mi vergogno di loro.

E ora car* lurker a voi il giudizio sul disco...

4 commenti:

Giancarlo Russo ha detto...

So che non è pertinente col post, ma volevo invitarti a leggere questo raccapricciante articolo apparso oggi sul sito de "il Fatto Quotidiano". Quant'è vero che l'ignoranza, il pregiudizio e l'inciviltà non conoscono né colore politico, né sesso né altro. Credimi: nel leggere quel titolo sono rimasto davvero male...

stefano ha detto...

Vabbe', non si dovrebbe commentare chi ti commenta dedicandoti tre quarti di post. Mi limito a farti notare che forse io non saprò l'italiano (ma sai, un refuso scappa e non ho i correttori di bozze), ma tu non sai nemmeno copiare (cadavrexquis). E io non sono di certo anonimo: basta andare sulla pagina "About" del mio blog dove trovi persino il mio nome e cognome.
Riguardo a quanto ho scritto: quando la Lear ha fatto qualcosa di bello, l'ho scritto (puoi leggere la recensione di "Brief Encounters"), per il resto mi sembri uno di quegli "stalinisti dell'icona" che sono sempre pronti a difendere l'indifendibile. L'album sarà divertente, ma con la musica ha ben poco a che fare. E no, "I don't like disco" non è ironico, perché la Lear stessa ha dichiarato che con quest'album voleva dimostrare di non fare solo discomusic, ahimè.
Le considerazioni sulla "frocia acida" puoi fartele la mattina quando ti fai la barba.
Ciao ciao.

Alessandro Paesano ha detto...

@ Giancarlo. Ho letto. Sono basito e sto scrivendo un post... Domani forse...

Alessandro Paesano ha detto...

@ Stefano.

Guarda, ti chiedo scusa per l'errore sul nome del tuo blog che ho corretto subito.

Ho corretto anche qualcuno dei tantissimi errori di battitura del mio post, alcuni anche molto grossolani.

Evidentemente non sei il solo a non avere il correttore di bozze.

Però l'errore che ti contestavo non è di battitura ma di grammatica...

Dov'è che Amanda ha dichiarato che voleva fare un disco non solo disco ? Perchè quello che tu le fai dichiarare nel tuo post: ti cito Questa volta - dice - ha voluto fare una cosa "a little bit loud and rock 'n' roll". in realtà è un passaggio del testo della title track...

A proposito: La Lear è un tantinello maschilista, ma in quanto maschio, gay o meno conta poco, credo che questo ti interessi poco...