sabato 9 giugno 2012

Una volta per tutti una proposta di legge popolare sbagliata e controproducente proposta da sinistra (Sel) e non solo (Idv) sessista fin nel titolo e discriminatoria per le persone omosessuali alle quali non riconosce il matrimonio ma una misera civil parnteship.


Normalmente sono molto critico  con chi esprime opinioni senza conoscere bene i fatti.

Ma questa volta la questione in campo mi sembra talmente importante che correrò il rischio esprimendo i miei dubbi e le mie paure prima di essere a conoscenza dei dettagli.

Questo quello che so, so far.

Il Padova Pride Village lancia la campagna nazionale Una volta per Tutti, una campagna di raccolta firme che durerà 6 mesi per una legge di iniziativa popolare per il riconoscimento in Italia delle unioni civili, senza alcuna discriminazione di genere con il sostegno di Ben&Jerry’s, azienda internazionale di gelati.

Un’unica proposta di legge sviluppata su tre livelli che chiede al Parlamento italiano il riconoscimento di:

        garanzie e tutele minime alle coppie di fatto, siano esse eterosessuali ed omosessuali, che non possono, o non vogliono, accedere ad alcun istituto giuridico.

        un istituto giuridico intermedio per il riconoscimento delle coppie che convivono, sulla base della loro vita affettiva, che estenda loro e ai lori figli tutele e garanzie 

    un ulteriore istituto giuridico che tuteli le coppie omosessuali sul modello della Civil Partnership Act inglese, come già avviene in altri paesi europei tra cui Germania e Regno Unito.

I dati che ho riportato li ho presi dalla cartella stampa scaricabarile dal sito

interpolandoli con quelli che si trovano direttamente sul sito www.unavoltapertutti.it 

Sin dal nome c'è qualcosa che non mi convince in questa campagna.

Una volta per tutti accorda al maschile quel tutti che grammaticalmente dovrebbe essere al femminile.
In quel tutti dobbiamo riconoscerci tutte e tutti, donne e uomini.


Insomma una campagna il cui stesso titolo gronda di maschilismo usando un maschile plurale per indicare tutte le donne e tutti gli uomini.

Complimenti alle creative e ai creativi della campagna. .


Se leggiamo poi le dichiarazioni dell'ala commerciale della campagna, la  Ben&Jerry’s, azienda internazionale di gelati c'è da mettersi le mani nei capelli.
Sempre nella cartella stampa si legge:

L’azienda supporta la campagna con la convinzione “che l’amore tra due persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, vada sempre tutelato e protetto.
I neretti, diversi da quelli del testo originale, sono miei.

Questa frase è ridicolmente discriminatoria.

Invece di dire che l’amore tra due persone è amore, indipendentemente dal loro sesso (assortimento sessuale) si parla di orientamento sessuale.

Quindi quello che caratterizza il mio amore di uomo per un altro uomo non è il mio appartenere al genere umano ma il mio essere omosessuale (o forse bisex?).

Inutile dire che chi parla male pensa male.

D'altronde l'idea di fondo della campagna è sbagliata e ambigua perchè mette insieme cose che insieme non vanno.

E nasconde questa ambigua associazione dietro un funambolico e surrettizio giro di parole:

garanzie e tutele minime alle coppie di fatto, siano esse eterosessuali ed omosessuali, che non possono, o non vogliono, accedere ad alcun istituto giuridico.

I neretti sono nel testo. Il colore rosso è mio per sottolineare ...l'inganno.

Non possono o non vogliono?


Le coppie etero (=formate da persone di sesso diverso)  possono sposarsi (a meno che non siano ancora coinvolte in matrimoni precedenti, ma esiste il divorzio...).
Se non vogliono sposarsi è perchè non credono al matrimonio ma in qualunque momento cambiano idea possono farlo.


Le coppie omo (=formate da persone dello stesso sesso) non possono sposarsi sia che lo vogliano o no.


L'esigenza che nasce per le coppie di fatto, cioè quelle coppie etero che per i motivi già detti non si sono volute\potute sposare riguarda la tutela di tutta una serie di diritti amministrativi (regolare i rapporti personali e patrimoniali relativi alla loro vita in comune, l'assistenza sanitaria, il subentro nel contratto d’affitto o del mutuo, il trapianto di organi e così via) che non hanno nulla a che fare con le vere e profonde radici del matrimonio e con i motivi per cui le persone omosessuali chiedono di poter accedere a questa istituzione.


Secondo i giuristi e le giuriste che hanno presentatore la campagna
il matrimonio sarebbe una serie di tutele,  diritti ed doveri. Ci si sposa per accedere a una serie di obblighi e vantaggi amministrativi.

Dimenticando così il motivo principale che dà sussistenza al matrimonio. Lo so persino io che di legge non so nulla.

Articolo 29 della Costituzione Italiana

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.

Se la famiglia è fondata su matrimonio si tratterrà di qualcosa di più delle  tutele, i diritti ed i doveri, no?

Forse si tratta del riconoscimento pubblico che quelle due persone costituiscono famiglia,  la cellula base della società così come considerata dalla Costituzione.

Invece come al solito è solo la sfera privata che passa in questa campagna, a anche guardando il  PESSIMO spot che è stato prodotto dove funambolicamente si mettono insieme coppie etero CHE POSSONO SPOSARSI  con coppie OMO CHE NON POSSONO SPOSARSI dribblando tra il posso voglio non voglio dimenticandosi del NON POSSO...



La vita di coppia è sempre e solo privata, fatta di vita insieme in casa, comprata insieme, dove non c'è vita verso l'esterno, verso la società, quella alla quale si chiede il riconoscimento della legittimità della propria unione proprio attraverso quel matrimonio cui le persone di sesso diverso possono accedere.

Non si tratta di sviste ma di una precisa strategia politica che non è affatto di sinistra nonostante tra i firmatari ci siano ben due nomi di spicco di SEL (cosa per la quale non rinnoverò la mia tessera al partito...) ma discriminatoria e filovaticana.


Firmatari di Una volta per Tutti, tra gli altri, la parlamentare Anna Paola Concia del Partito Democratico, Vladimir Luxuria, attrice e scrittrice, Aurelio Mancuso, presidente Equality Italia, Monica Cerutti, della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà, Rudi Russo, membro esecutivo Italia dei Valori, Gennaro Migliore di Sinistra Ecologia e Libertà, Franco Grillini, responsabile diritti civili Italia dei Valori, i brand manager e brand director di Ben&Jerry’s, Tommaso Vitali e Jochanan Senf, la scrittrice e attrice Lella Costa, Ministro del Governo Prodi per i Diritti e le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini.
Noto, en passant, di nuovo l'uso al maschile di Ministro per una donna.
Ma si sa. l'antisessismo della lingua non è di casa in Italia nemmeno  a sinistra.

Con un istituto giuridico diverso dal matrimonio come può la mia unione essere riconosciuta  come famiglia allo stesso modo di quella etero?

Se quello che come persone omosessuali ci accomuna è la discriminazione basta sull'orientamento sessuale una legge ad hoc solo per noi non continua a discriminarci forse, riconoscendoci dei diritti diversi da quelli degli altri uomini e delle altre donne?


Insomma come posso sentirmi uguale agli altri cittadini e alle altre cittadine se non mi viene riconosciuto il diritto di accedere allo stesso matrimonio ma si crea invece un istituto giuridico diverso e ad hoc? Diversa in che? E soprattutto, diverso perchè?

Se questa proposta di legge pensasse solo a un istituto giuridico per il riconoscimento delle coppie che convivono, sulla base della loro vita affettiva, che estenda loro e ai lori figli tutele e garanzie 


la legge sarebbe stata buona  e giusta.

Ma unire a questa legge una legge per il matrimonio tra froci e lesbiche beh vuol dire rinunciare a priori ad aprire il matrimonio, l'unico che esiste, anche alle coppie dello stesso sesso.



A voler essere anche solo pragmatici, in un paese che non è riuscito a votare quell'obbrobrio dei dico con un governo di centro sinistra come si può credere che l'attuale parlamento, ma anche quello prossimo, siano in grado di legiferare su una Civil Parntership solo per le persone omosessuali quando i diritti di questi cittadini e cittadine non sono nemmeno tutelati con l'estensione della legge Mancino?
Mi piacerebbe che chi ha presentato questa campagna di proposta popolare di legge rispondesse a queste e altre domande fatte da chi è più bravo di me con la legge e le leggi.

Che ci spiegassero come pensano che queste tre leggi, se mai venissero promulgate possano davvero aiutare le coppie di fatto etero e omo e le persone che vogliono vedersi pubblicamente riconosciute come FAMIGLIE.


E quanto queste leggi non servano a loro a darsi lustro e visibilità senza dare davvero fastidio ai poteri forti, Vaticano in testa. 

Cambiando tutto perchè tutto resti com'è.


A queste persone, a questa campagna, a questa raccolta di firme, IO DICO NO.


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