sabato 3 dicembre 2011

Ancora [ancora?!] sul video pro matrimonio di Get Up. Le considerazioni di un altro blogger e le mie

AGGIORNAMENTO
Come giustamente mi fa notare Matteo Marino nei commenti ho attribuito ad Andrea i commenti suoi. Ho commesso un evidente errore che d'altronde, è chiaro per chiunque vada a vedere i commenti originali. Di questo errore chiedo scusa ai miei lettori e ai diretti interessati.

Detto questo le osservazioni e le constatazioni che Matteo fa nel commento dimostrano che non ha capito quel che volevo dire. Poco male. Mi sarò espresso male io.

Matteo scrive:
Rimango dell'idea che la critica al video per la supposta "bellezza" dei protagonisti sia un po' sterile e infruttuosa.
Magari se ci dicesse anche il perchè...
NOn c'entra niente il cliché dell'omosessuale checca e superstizioso.
Infatti quel paragone verteva su qualcosa di diverso, che trovate più sotto nel post, non direttamente con la questione della bellezza.
Se è rappresentato un cliché, non è offensivo o denigratorio (da quando la supposta bellezza lo è?).
E' discriminatorio nei confronti di chi, non rientrando in quei canoni di bellezza, non si sente rappresentato, come spiego nel post e dunque nell'immaginario mediatico non esiste.
Io preferisco alla polemica l'ironia, e rubo una battuta di un nostro lettore: se fanno un film su di me, come protagonista voglio un attore bellissimo! :-)
Ma l'ironia non risolve la discriminazione di cui sopra.
Infine, non ho purtroppo tempo di ribattere punto per punto a queste legittime critiche,
Allora perchè scrivi?
ma faccio solo un esempio del modo in cui l'autore del post secondo me tende a travisare, in buona fede, le mie parole (come travisa il video):

Scrive che Andrea (cioè me) è borghese perché "se io gay ho diritto al matrimonio non è perché pur essendo altro dall'etero ho gli stessi diritti. Ma perché, tutto sommato, sono uguale a lui". La mia frase è molto diversa. Forse è poco chiara? Può essere. Io contestualizzo la mia affermazione, come contestualizzo il video. INfatti scrivo che "IN un contesto di diritto al matrimonio e condivisione di vita" lo spot vuole illustrare "l'interscambiabilità "coppia etero-omo".
Interscambiabile:  Che si può sostituire con altra analoga cosa (fonte Sabatini Coletti)

Proprio quel che contesto io a Matteo che cioè lo stile di vita etero (descritto nel video e che solo alla fine per agnizione si rivela gay) sia analogo a quello etero.
Quindi mi riferivo proprio ai diritti al matrimonio e al diritto di condividere la vita insieme, con tutte le somiglianze e le differenze del caso, con la possibilità poi di sceglierlo o meno.
Nessuno mette in discussione l'opzione matrimonio. Io critico l'idea che quel che dovrebbe convincere il pubblico che guarda questo video a considerare legittimo anche il matrimonio tra persone dello stesso stesso è, come si evince dal video, l'interscambiabilità dei due stili di vita.

Ora non solo si pretende che quella descritta nel video sia la vita etero per eccellenza  (come non lo è) ma si pretende pure che sia la stessa anche per le coppie gay (e lesbiche presumo).
Proprio quel che io contesto.
Questa sorta di egualitarismo che è stata criticata anche in un telefilm di culto americano come QAF è opinabile e respinta da parte del movimento quella che dice che noi gay per semplificare brutalmente, non abbiamo diritto al matrimonio perchè siamo come gli etero. Abbiamo diritto al matrimonio nonostante siamo diversi dagli etero.

Chi pensa all'egualitarismo ha un pensiero borghese di quella classe cioè che storicamente

imitava la nobiltà, così la media [borgesia] imitava la alta, e la piccola la media. La piccola borghesia spesso si trovava nella situazione drammatica di non avere le ricchezze necessarie per vivere come i borghesi più ricchi e così si facevano mille sacrifici per mantenere un apparente decoro. L'importante era non confondersi con gli operai e i vagabondi. Il decoro era quindi la principale preoccupazione della famiglia borghese. (fonte marcopolvr.it "La vita borghese")
Ora capisco che si hanno opinioni diverse, per fortuna, ma la lingua che parliamo dovrebbe essere la stessa, o no? Io non traviso un bel niente, faccio anzi osservazioni anche abbastanza ovvie a chiunque abbia un mino impegno politico.

Tutti evidentemente tranne Matteo.
* * *


Nei commenti alle mie osservazioni sul video di Get Up per sensibilizzare contro la discriminazione delle coppie dello stesso sesso sul suo blog volgio sposare Tiziano Ferro Andrea Bordoni, Mattteo Marino mi risponde così:

Questo è uno spot, non è la realtà, né un documentario.
Questa è la classica giustificazione di chi, quando si critica un racconto per immagini sollevando dubbi sulla legittimità della realtà ricostruita in quel racconto, vuole difendere quel racconto che a lui (a lei) piace.
E' un film mica è la realtà.

Peccato che le rappresentazioni narrative della televisione e del cinema entrano nella realtà nella misura in cui contribuiscono alla costruzione dell'identità e dell'io di ognuno di noi.

Se io sollevo delle critiche al video in questione non è per evidenziarne uno scollamento dalla realtà (qualunque essa sia). Critico, invece, l'ideologia (il modo di vedere il mondo) che sottende a quella ricostruzione di realtà.
Una ricostruzione che sarà sempre riduttiva rispetto la realtà (su questo hanno ragione a dire che un film non è la realtà. Il primo sarà sempre meno complesso della seconda). Ma, da questo punto di vista, film di fantascienza o documentario che sia, il criterio di verosimiglianza di entrambi ha poco a che fare con la realtà e più con le strategie di verosimiglianza che riconosciamo tali in quel genere narrativo, documentario compreso.

Andrea MAtteo va oltre e ricosnoce alla fiction cinetelevisiva una maggiore aderenza alla realtà dello spot, dicendo che
Non è neanche un film o una serie tv (dove il fatto che TUTTI i gay sono belli potrebbe darmi fastidio). E’ una pubblicità che deve convincere in meno di due minuti chi non è gay a vederli come loro stessi, con gli stessi diritti, sperabilmente, e non con il disgusto che di solito viene associato (anche inconsciamente) a due uomini che si baciano (figuriamoci se sono “brutti”).
Quindi se un bacio tra due uomini fa disgusto non mostriamolo per carità! Continuaimo a non abituare chi si disghusta a non disgustarsi più. Non sia mai!
Infatti nel video in questione alla proposta di matrimonio, subito dopo l'agnizione che mostra che la coppia è fatta da due uomini, i due si abbracciano e non si baciano.
Questo mi ricorda tanto la critica che fa La Miranda, nel film Stonewall (UK, 1995) di Nigel Finch, al movimento gay che protestava in giacca e cravatta mentre lei ragazzo travestito veniva accusata di perpetrare il clichè che vuole i gay tutte traveste...
Ancora oggi il pride disturba e quindi ha una funzione sociale forte. Come a molti disturba un bacio tra due uomini. Si badi bene un bacio d'amore come quello che poteva coronare l'agnizione del video i questione meglio non dare fastidio ai benpensanti. Meglio abbracciarsi. Figuriamoci se sono brutti.
Beh certo meglio vedere due ragazzi bellic he si baciano che due ragazzi brutti.
Frasi che si commentano da sé, nevvero?

Un pubblicitario sarebbe stato licenziato se avesse suggerito di mettere due gay “brutti”.
E qui Andrea Matteo non si accorge che la bellezza è nell'occhio di chi guarda. E che finché mostreremo solo ragazzi bellissimi (beautiful, cioè bellissime) legittimeremo la stessa scala di valori che impone un canone di bellezza discriminatorio. Detto altrimenti solo perchè non sono belli come il cliché vuole non significa mica che siano brutti.

Ma, ricordate? Andrea Matteo accetta lo status quo come incontrovertibile paradigma della società immutabile perchè probabilmente è il migliore concretamente possibile.
Non era la pubblicità adatta a veicolare questo messaggio.
Certo. Si sta riscrivendo l'immaginario collettivo matrimoniale in chiave gay che c'azzecca smontare il cliché sulla bellezza maschile (omosessuale)? Due piccioni con una fava no eh? Ma no sempre piccoli passi che poi si arrabbia il Vaticano o il PD che tanto son la stessa cosa...
Non si tratta di restare nei “ranghi” del mercato o di essere limitati da certi schemi:
Nooo!
si tratta di comprendere il mercato
Capito Alessandro?! Sei tu che non lo capisci!
e di capire le opportunità e capire quali stereotipi scardinare di volta in volta.
Apunto la politica dei piccoli passi.

Ecco quello che mi dà fastidio. Spiegare l'ideologia di un racconto per immagini (uso apposta questa definizione la più generica possibile) con (quella che viene reputata) la realtà.
E' uno spot che ha precise regole di mercato, mi sta dicendo il ...didascalico Andrea MAtteo (si definisce lui così...) a suggerire che se non lo so me lo spiega lui.

Intanto non si tratta di una pubblicità. Non in senso stretto. Non è un video commissionato da una multinazionale che deve vendere un prodotto. E' invece un video di sensibilizzazione per una campagna che raccoglie firme contro la marriage discrimination. 
Quindi esattamente l'opposto di uno spot. Qui non si deve inventare un bisogno nel pubblico suggerendo che un determinato prodotto può soddisfarlo.
Al contrario si vuole sensibilizzare lo spettatore su un argomento che ha una concreta presenza nel mondo, un'esigenza che esiste prima del prodotto da vendere.

L'idea stessa che la campagna contro la discriminazione del matrimonio per coppie dello stesso sesso possa essere sussunto a un prodotto da vendere la dice lunga sull'approccio più realista del re di chi si spiega le cose in questi termini.

Si creda di essere dentro le cose quando in realtà si sta usando una considerazione generica che non entra nello specifico del video in questione.

Anzi, con le stesse argomentazioni posso difendere il cliché di un omosessuale checca e superstizioso messo in uno spot (quello per esempio della CEPU)



dicendo proprio che "Non si tratta di restare nei “ranghi” del mercato o di essere limitati da certi schemi: si tratta di comprendere il mercato e di capire le opportunità e capire quali stereotipi scardinare di volta in volta".

Ma, ammesso e non concesso che queste siano le regole del mercato, perchè mai le regole del mercato non possono essere discusse, criticate, o cambiate?
Ma, sono io che cerco il pelo nell'uovo, mica lui che semplifica tutto a colpi d'accetta!

La carineria dei protagonisti mi sembra proprio un falso problema.
Beh più che carineria (che non è proprio uno splendido esempio di italiano perché, al limite, carineria significa altro*...) io direi l'estrema bellezza.

*Carattere di chi, di ciò che è carino
‖ Gesto, comportamento carino: aspettarmi alla stazione è stata una c. fonte dizionario hoepli


Ditemi se questo ragazzo vi sembra carino. Per me è bono.  



La mia critica poi non verteva sulla bellezza di per sè del soggetto. Verteva sul cliché che mostra i gay sempre giovani e belli. Come se non ci fossero gay meno giovani o meno belli. D'altronde Andrea Matteo stesso ammette che in un telefilm gay tutti belli gli darebbero fastidio ma non nello spot. Perchè
Io la vedrei più con ironia: come quegli spot in cui chi usa la crema antirughe non ha una ruga e le donne che si depilano non hanno già in partenza alcun pelo sulle gambe.
Ovviamente in questi spot questo aspetto non è dato dall'ironia (?!?!) ma dalla costruzione asettica che il corpo umano deve avere in tv. Il corpo è sempre bello, non puzza e non è sporco anche se si parla di diarrea, mestruazioni, o muco. Non c'entra l'ironia.
E dov'è l'ironia in questo spot?


E i gay belli esistono. Non diventiamo intolleranti verso di loro! NOn è colpa loro: è un lavoro duro ma qualcuno deve pur farlo! :-)
Capita l'antifona? Se sei brutto taci e lascia il posto ai belli.

Confermando così quello che io andavo criticando. Cioè non (ovviamente) la bellezza reale e concreta di un bel ragazzo che esiste davvero. cosa che nemmeno io disprezzo  (il mio ex era ed è ancora MOLTO bello) ma il sistema di valori che la bellezza così intesa va a costruire nel mondo raccontato dalle immagini, lo stesso criterio di bellezza femminile, proprio perchè se io sono un giovane non così bello e non vengo mai rappresentato nel mondo iconologico dei mass media semplicemente NON ESISTO.

Che Andrea Matteo sia un po' borghese lo si capisce da quando commenta che
quel “colpo di scena” finale in cui scopriamo che il soggetto della soggettiva è un uomo sta a illustrare l’interscambiabilità “coppia etero-coppia omo” in un contesto di diritto al matrimonio e di condivisione di vita.
Questo o quello per me pari sono. Cioè se io gay ho diritto al matrimonio non è perchè pur essendo altro dall'etero ho gli stessi diritti. Ma perchè, tutto sommato, sono uguale a lui.
Un concetto talmente discutibile che viene criticato anche in uno splendido episodio di Queer As Folk (versione americana**) quando Michael Novotny, parlando a una riunione di persone che vogliono contrastare la discriminazione di genere, davanti a una senatrice che vuole che lui, in quanto gay, dica che siamo tutti uguali, afferma che lui non è affatto uguale a una coppia etero ma che nonostante cioò ha gli stessi diritti loro.

 ** a proposito di bellezza i personaggi della versione originale inglese sono meno belli di quelli americani. Per vederli e confrontarli cliccate qui

Adesso se anche un film e una serie tv che pure le regole di mercato le seguono e che infatti hanno avuto successo criticano questi concetti tutta la costruzione di Andrea MAtteo sulla realtà del mercato forse vacilla un po'...

Quel che Andrea Matteo non capisce, o fa finta di non capire, è proprio questa retorica borghese del siamo tutti uguali che vuole cancellare le differenze specifiche dell'omosessualità e forzare le coppie omosessuali entro i canoni eterosessuali al punto tale che il ragazzo bello fa la proposta di matrimonio al suo ragazzo maschilmente offrendogli l'anello. Ho cercato di fargli la battuta "chi dei due portava l'anello?" quando lui mi ha spiegato che si è commosso perchè gli è successa una cosa molto simile, ma lui ha pensato che stessi deridendo quella sua bellissima esperienza (sic!).

Non siamo tutti uguali ma i diritti si danno sa tutti perchè pur se diversi siamo tutti persone...
Un concetto  più giusto, più universale, che contempla modi diversi di esistere, e meno uniformante del borghese siamo tutti uguali, cioè siete tutti come me.

Ma anche più rivoluzionario, più dirompente, che ricorda come non non c'è bisogno di vivere il sogno americano ed etero del matrimonio sessista per far capire agli altri che anche le coppie dello stesso sesso hanno lo stesso diritto di sposarsi delle altre...

Questo è un concetto che va elaborato, riflettuto, e la dichiarazione è posta in un contesto sociale di parenti e amici, quindi eccolo quello che tu senti mancare: il riconoscimento sociale.
Qui ad Andrea Matteo argomento che in realtà famiglia e amici sono il contesto privato e non quello sociale ma lui dice
Non hai ribattuto a nessuna delle mie argomentazioni.
Contento Lui...
Quello istituzionale segue subito dopo nel messaggio della scritta bianco su nero: It’s time. End marriage discrimination.
E di nuovo, per istituzionale, si intende il riconoscimento dello Stato, non un claim di una associazione che chiede qualcosa che ancora non c'è...
Manca perché purtroppo le istituzioni ancora lo fanno mancare.
E allora ecco che, come dico io, il riconoscimento istituzionale non c'è.  Anche se io intendevo che non c'è nel video, non si vede.
La mancanza che senti è il messaggio dello spot: riempiamo questo spazio vuoto, poniamo fine alla discriminazione allargando il diritto al matrimonio.
Essendo le uniche parole dello spot, assumono un peso rilevante nell’economia del tutto.
Io dico un'altra cosa. Di tutte le cose belle e commoventi che il video mostra per avvalorare la tesi che anche la coppia di ragazzi è uguale a quella ragazzo ragazza non ce n'è una pubblica: lavoro, studio, manifestazioni politiche,  vita sociale non nel tempo libero... Solo la sfera privata, la casa, gli amici, la vacanza, il divertimento...
Il video certo non ha lo scopo di rappresentare TUTTE le coppie gay. 
In realtà invece la fiction rappresenta esattamente solo i gay che descrive coi suoi cliché e quelli che non sono rappresentati nei cliché socialmente non esistono perchè non sono visibili...

Questo chi studia i mass media (come il sottoscritto) lo sa...

Più che cercare il pelo nell’uovo in queste iniziative lodevoli e di successo, cerchiamo di proporre in Italia cose così d’impatto, e non solo di testa e “fuori dagli schemi” che capiamo solo tra noi e non arrivano al pubblico che dovremmo sensibilizzare.
E questo è quello che mi dicono tutte le persone mediocri.
Sei pignolo, vai troppo per il sottile, cerchi il pelo nell'uovo (ma si è poi mai saputo che tipo di pelo è ?). Ancora quello che vuoi dire tu è troppo astruso la gente non ti capisce.

Miei cari non mi capirete voi. Io ho fiducia nella gente.  E anche se non ne avessi a maggior ragione propalare vecchi e triti stereotipi come fa a risvegliarli ed educarli?
Le associazioni in Italia sembra parlino solo tra loro e col loro ristretto target, o propongono autogol come le liste di outing senza prove e senza conseguenze reali. A che serve?
Completamente fuori topic (ma si riferisce alla mia presa di pozione sulla lista di Mancuso che, nel sistema binario e semplificatorio di internet 0 1 si o no pro o contro che appiattisce ogni sottigliezza, mi rende uno a favore mentre lui era uno contro...)
P.S. Io sono tra quelli che si sono commossi. E non me ne vergogno affatto.
Altro punto interessante. Nessuno critica la reazione di pancia. Io critico il fatto che si resta femi a quella e non si va oltre.
Meglio critico l'idea che se mi commuovo poi non posso farne una critica altrimenti ammetto che è sbagliato commuoversi. Come quelli che mi dicono che se analizzo troppo i film poi mi perdo il gusto di vederli per quello che sono...


Insomma, i racconti per immagini sono dei grandi rimestatori di immaginario collettivo e il video che critico pur apprezzandone le buone intenzioni lo critico per il suo essere borghese, per tutto quello che non mostra, perchè vuole mostrare un'omosessualità identica all'eterosessualità, come se l'omosessualità non avesse una propria dignità , irriducibilmente diversa da quella etero ma perchè solo in quanto gli somiglia può essere riconosciuta malgrado tutto.

E poi vi meravigliate se io mi incazzo?

4 commenti:

Matteo Marino ha detto...

Chiunque voglia leggere tutta la discussione e rendersi meglio conto del mio punto di vista, qui spezzettato, può farlo qui, dov'è espresso con chiarezza, e soggetto a tutte le critiche che volete:

http://www.vogliosposaretizianoferro.it/news/?p=724#comment-272

Una notazione: l'autore di questo post, la cui analisi è interessante anche se non la condivido affatto (ma dal tono e da alcune frasi piccate evinco che dovrebbe convincerci che è più attenta e meno superficiale della mia), attribuisce tutte le affermazioni che contesta ad Andrea di Voglio Sposare Tiziano Ferro. Peccato che sono tutte mie (che comunque col blog ho a che fare, sono il co-fondatore, ma non il blogger!), firmate con chiarezza da me. :-)

Rimango dell'idea che la critica al video per la supposta "bellezza" dei protagonisti sia un po' sterile e infruttuosa. NOn c'entra niente il cliché dell'omosessuale checca e superstizioso. Se è rappresentato un cliché, non è offensivo o denigratorio (da quando la supposta bellezza lo è?). Io preferisco alla polemica l'ironia, e rubo una battuta di un nostro lettore: se fanno un film su di me, come protagonista voglio un attore bellissimo! :-)

Infine, non ho purtroppo tempo di ribattere punto per punto a queste legittime critiche, ma faccio solo un esempio del modo in cui l'autore del post secondo me tende a travisare, in buona fede, le mie parole (come travisa il video):

Scrive che Andrea (cioè me) è borghese perché "se io gay ho diritto al matrimonio non è perché pur essendo altro dall'etero ho gli stessi diritti. Ma perché, tutto sommato, sono uguale a lui". La mia frase è molto diversa. Forse è poco chiara? Può essere. Io contestualizzo la mia affermazione, come contestualizzo il video. INfatti scrivo che "IN un contesto di diritto al matrimonio e condivisione di vita" lo spot vuole illustrare "l'interscambiabilità "coppia etero-omo". Quindi mi riferivo proprio ai diritti al matrimonio e al diritto di condividere la vita insieme, con tutte le somiglianze e le differenze del caso, con la possibilità poi di sceglierlo o meno.

Matteo Marino (e non Andrea! :-) )

Matteo Marino ha detto...

Grazie per la precisazione :-)

Vedi, io non parlo di interscambiabilità di stili di vita. Alteri di nuovo le mie parole per farle rientrare nel tuo schema critico, almeno questo io percepisco. Non è un'accusa o una polemica, tutti tendiamo a farlo in buona fede, è difficile entrare in dialogo con chi la pensa diversamente da noi.

Perché sia più chiaro il mio pensiero su questo punto, ammesso che interessi a qualcuno :-):

Desumere che lo "stile di vita" omosessuale sia o debba per forza essere diverso dallo "stile di vita etero" (come mi sembra tu fai, ma posso sbagliare) io lo trovo limitante, mi sembra lo stesso che dire che sono uguali. Non si dà per scontata né l'una né l'altra cosa, a mio modo di vedere.

Io non mi immedesimo in una supposta bellezza del protagonista, ma nelle vicende che ci sono mostrate. Mi immedesimo anche in Indiana Jones, ma se mi dai una frusta in mano, mi ci impicco! :-)

In questo video io non vedo niente che denigri i cosiddetti "brutti" (ed è avvilente considerare queste due "categorie" in questo discorso, per me). Il video denigra anche i pelosi, allora! Voglio più peli nelle persone che mi rappresentano!

Sfugge questo punto: io non ho mai visto due persone o due coppie uguali. Etero o omo che siano.
Quando io parlo di interscambiabilità e di uguaglianza, mi riferisco solo ai diritti. Si parla di uguaglianza di diritti, non di vestiti, di fattezze. I diritti servono a garantire la diversità. E io potrò sposarmi sia che sia bello sia che sia brutto, sia che sia povero sia che sia ricco, sia che sia etero, sia che sia gay. Ah no, quest'ultimo punto non è ancora possibile!!! :-)

Questo è l'importante. Nello spot e nella vita.

Un abbraccio,
Matteo

Alessandro Paesano ha detto...

Sul fatto che interpretiamo le parole dando loro il significato "nostro" e non quello che dà chi le usa lo credo anche io. Ci ho scritto anche dei post.E cerco di metterlo in conto quando faccio delle osservazioni critiche.

Quello che mi dà fastidio non è lo stile di vita che secondo me non dovrebbe essere equiparato tra etero e gay ma i valori, l'ideologia, il sessismo delle coppie etero che 30 anni fa induceva noi omosessuali, uomini e donne, a negare l'importanza del matrimonio o della famiglia (ti ricorderai certo di libri allora fondamentali come La morte della famiglia di David Cooper.

Se oggi ci siamo avvicinati al matrimonio è che abbiamo costruito delle famiglie noi omosessuali. Mi chiedo solo anche se serva invece di mostrare anche in cosa siamo diversi secondo gli schemi sessisti etero (e l'anello è sessista visto che nel codice etero è il maschio che lo dà alla femmina e non viceversa e nello spot ci sono due maschi e non un maschio e una femmina) dire agli etero il matrimonio "è come il vostro" quando, secondo me, non lo è.

Perchè uniformarsi al sessismo del matrimonio etero (stereotipato anche quello perchè non tutte le coppie etero sono come quella che si presume sia all'inizio del vide) per commuovere?

Cioè non ci si rende conto che ci si commuove per dei cliché e non per quello che il video pretende di dire davvero?

Ecco il senso della mia critica.

E' un video lezioso, furbetto, ma politicamente timido e blando (nemmeno un bacio casto sa fior di labbra...).

Ecco il vero senso del mio intervento. Soffermarsi sui dettagli "bellezza, gioventù) devia il discorso dai suoi punti più importanti.
Naturalmente sempre secondo me.

Se dobbiamo riconoscere l'amore anche tramite il matrimonio io voglio vedere coppie diverse, di diversa estrazione sociale, di diversa etnia, di età diverse, belle e brutte e dove anche se casto ci sia almeno un bacio. Altrimenti è come la marcia di protesta in giacca e cravatta del film Stonewall.

Le reazioni dei tuoi lettori e anche vostre, tue e di Andrea, alle mie osservazioni mi sembrano reazioni emotive di difesa del video per quel che emotivamente rappresenta. senza pensare all'ideologia che porta con sé e nella quale, sono sicuro, se ci pensiamo bene, siamo tutti d'accordo a dire che non ci riconosciamo. Ecco dove ho sbagliato. Ho dato per scontate che aveste capito questo punto del mio discorso e che per voi la famiglia eterosessista fosse un valore. Per questo vi ho dato del borghese. Ma forse sono stato ottimista e non ho pensato che il mio discorso non fosse arrivato dove doveva arrivare...

Forse...

Fabiola Colombo ha detto...

quello che manca in questo spot è la coppia! come si può far accettare una coppia di persone dello stesso sesso nascondendola? E bravo Alessandro che fai notare: nemmeno un bacio! Perché è bene abituarsi ma pian piano, un passo alla volta, stando attenti a non dar fastidio a qualcuno ché non sia mai.
Facendo una riflessione per conto mio, mi sono chiesta, più che altro, come si possa pensare di affrontare il tema della diversità appiattendo ogni differenza nella normalità del linguaggio massmediatico. Poi non mi piace l'approccio da "toc toc, è permesso?": ma allora, il figo col diamante, a chi sta chiedendo la mano, al suo ragazzo o allo spettatore?
http://fugadaunadistopiaqualunque.blogspot.com/2011/12/dallaustralia-lo-spot-che-fa-impazzire.html